Site icon Conoscere il Narcisista

IL TROLL ONLINE

C’era una volta una cosa chiamata internet. E proprio come i Romani, quando costruirono le strade senza avere idea di ciò che un giorno vi avrebbe viaggiato sopra, così anche Sir Tim Berners-Lee, quando creò internet, aveva soltanto una vaga idea di ciò che avrebbe portato con sé. Lo immaginava come una risorsa disponibile per tutti. E, se da una parte ha portato molte cose positive, dall’altra ne ha portate molte negative.

Internet ti permette di accendere il riscaldamento di casa da remoto, di ordinare pacchi da ogni parte del mondo, di fare acquisti, di interagire con le persone, ascoltare musica, condividere le tue creazioni.

Poi arrivarono i social media: un modo per parlare, vedere, coinvolgerti con gli altri dalla comodità della tua casa. La possibilità di vedere film in streaming, partite di calcio e molto altro. E, naturalmente, la disponibilità immediata di materiale pornografico: non era più necessario recarsi furtivamente in un sex shop o, da adolescente, sperare di trovare un giornaletto sconcio abbandonato in un cespuglio. Ora il porno era “a rubinetto”. Ma, insieme a internet, arrivò anche il concetto di troll online.

Il Troll Online

Fino a quel momento, il troll non esisteva davvero. I dibattiti si svolgevano in diretta televisiva o tramite registrazioni, oppure partecipando a una società di dibattito, o ancora attraverso le classiche lettere del “disgustato di Turnbridge Wells” sulle pagine di un quotidiano nazionale.

La velocità di scambio era possibile solo di persona: non esisteva la semplicità immediata che oggi offre il telefono. E, per quanto riguardava la parola scritta, tutto avveniva tramite posta. Era lento. Poi arrivò internet. E con esso la possibilità di commentare istantaneamente l’opinione di qualcuno, la sua creazione, la foto di suo figlio o della sua torta di compleanno. Così il troll strisciò fuori da sotto il ponte. Ma chi è questo troll? Cosa fa?

Il troll è qualcuno che formula ripetuti commenti spiacevoli, cattivi, provocatori verso gli altri. Può manifestarsi semplicemente come una persona ottusa che, discutendo, finge di non capire i punti dell’altro e scivola negli attacchi ad hominem. Oppure può deridere un tratto specifico di qualcuno e usarlo contro di lui.

Per esempio, molti hanno sentito parlare dell’ex celebrità Katie Price, nota anche come Jordan. Ebbe un figlio dal calciatore Dwight Yorke: suo figlio Harvey soffre di varie disabilità ed era (ed è) molto grande fisicamente, già da piccolo. I troll online la deridevano per la corporatura del bambino e arrivavano a insinuare che potesse essere stuprata dal figlio stesso. Commenti ripugnanti, privi di empatia emotiva.

Forse anche tu sei stato trollato: attacchi ripetuti su un forum, prese in giro per una tua caratteristica. Oppure lo hai visto fare ad altri. Cosa c’è dietro tutto questo?

Empatici

Beh, prima di tutto, gli empatici si dedicano al trolling? La risposta è no. Un empatico può diventare scortese, può reagire male, può dire cose pesanti — ma solo quando la sua empatia emotiva è stata erosa.

Non si siede davanti alla tastiera strofinandosi le mani e inizia a mitragliare di commenti cattivi chiunque. No. Gli empatici discutono in modo costruttivo; anche se possono sbagliarsi, non parlano da un luogo di diritto o di mancanza di empatia.

Se vengono continuamente provocati, alcuni empatici possono perdere temporaneamente empatia e reagire con parole forti — ma sempre verso il singolo individuo che li sta attaccando, non verso tutti. Oppure scelgono il no contact, anche se spesso troppo tardi, dopo aver tentato invano di far ragionare il troll.

Gli empatici non si impegnano nell’abituale comportamento del trolling. Chi rimane, allora?

Normali Narcisistici e Narcisisti.

Potresti pensare che i troll siano quasi tutti narcisisti — e avresti ragione: molti lo sono. Quando un narcisista esprime un’opinione e qualcuno non è d’accordo, anche se in modo educato e ragionato, il narcisista riceve Carburante di Sfida e percepisce una minaccia al controllo. È una minaccia inconscia.

Un narcisista istruito, articolato, con alta funzione cognitiva, cercherà di mantenere il controllo con fascino, con evidenze, correggendo l’interlocutore. Uno meno evoluto, con minore funzione cognitiva, reagirà con insulti, provocazioni, colpevolizzazioni, triangolazioni, osservazioni deliranti o senza prove, scivolando negli attacchi personali.

Guarderà la foto profilo della vittima e commenterà il naso, le orecchie, la presunta bruttezza. O curioserà nel profilo per scrivere qualcosa come: «Parli tu, che vivi con le pecore». Si sente minacciato → deve ripristinare il controllo → manipola attraverso l’insulto. Questa è una forma di trolling.

In altri casi, il narcisista subisce una perdita di controllo da parte di qualcuno della sua vita privata e, non riuscendo a gestirla, trasferisce la necessità di controllo su sconosciuti online. Va a “pescare” reazioni: serve carburante, e internet lo offre velocemente (anche se in piccole quantità). Il narcisista provoca, insulta, umilia per ottenere controllo e carburante.

Molti troll online sono quindi narcisisti che reagiscono così a una minaccia al controllo.

I Normali

Ma non tutti i troll sono narcisisti. Molti sono “normali”. I normali hanno empatia, ma limitata a un piccolo gruppo: famiglia, amici, colleghi. E non la estendono agli sconosciuti. Questo permette loro di comportarsi da troll.

Quando qualcuno contraddice un normale, questi si sente “meno”, si vergogna o si sente sciocco — e, non provando empatia per lo sconosciuto che lo ha ferito nel suo orgoglio, reagisce con un commento cattivo. Non lo fa per bisogno di controllo (come il narcisista), ma perché prova imbarazzo, irritazione, fastidio. E non avendo empatia per la persona dall’altra parte, non si trattiene.

Succede anche nei ragazzini, che non hanno ancora maturità o regolazione emotiva: per loro è divertente far arrabbiare qualcuno che non conoscono, non percepiscono il danno che infliggono. I normali spesso giustificano tutto come “solo scherzi”, “era solo una battuta, calmati”.

Il trolling più feroce e ripetuto, però, proviene dai narcisisti, perché agiscono in base a:

I normali, invece, trollano per imbarazzo, orgoglio ferito, incapacità di argomentare. L’assenza di empatia verso lo sconosciuto è ciò che li autorizza a farlo. Ecco da dove vengono i troll online — ed è per questo che ce ne sono così tanti: provengono sia dai narcisisti sia dai normali.

H.G. TUDOR – “The Online Troll” – Traduzione di PAOLA DE CARLI

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