La prova. L’individuo empatico possiede determinati tratti che rendono estremamente importante raccogliere prove ed esibire quelle prove al narcisista e ad altre parti. Una persona empatica è onesta, perbene, crede nella verità e ha bisogno che la verità sia conosciuta. Questo non viene fatto per un senso di compiacimento o per mostrare quanto la persona empatica sia intelligente e virtuosa. L’empatico opera in questo modo perché:
- Vuole che la verità sia conosciuta da terze parti;
- Vuole dimostrare di avere ragione;
- Vuole preservare il proprio valore personale mostrando la verità della situazione;
- Vuole mostrare ad altre persone che il narcisista è nel torto;
- Vuole dimostrare al narcisista che ciò che il narcisista ha fatto o detto è sbagliato. Questo viene spesso fatto per cercare di aiutare il narcisista, di guarire e sistemare, piuttosto che per segnare punti;
- Viene fatto per preservare la propria sanità mentale di fronte alla falsa realtà e a tutte le manipolazioni che vengono messe in atto dalla nostra specie.
Spesso a una persona empatica occorre una notevole quantità di tempo per rendersi conto che il semplice spiegare alla nostra specie ciò che è accaduto non la porta assolutamente da nessuna parte. Puoi sapere con precisione che cosa sia accaduto, ma se il tuo ricordo degli eventi, per quanto accurato, non si accorda con ciò di cui abbiamo bisogno, ci sfida, ci impedisce di raggiungere i nostri scopi o, peggio ancora, costituisce una critica, faremo qualunque cosa e tutto ciò che possiamo per distorcere la tua verità.
Uso l’espressione “la tua verità” perché è sempre importante tenere a mente che, in ogni singola situazione, esiste la Prospettiva Empatica ed esiste la Prospettiva Narcisistica. Per esempio, servi il cibo a tutti e inizi dalla persona più vicina a te, con il risultato che la nostra specie viene servita per ultima. Dalla Prospettiva Empatica, consideri questa azione come la più pratica e la più educata. Dalla Prospettiva Narcisistica, noi la vediamo come una critica: avremmo dovuto essere serviti per primi. Questa critica ci ferisce, provoca l’accensione della nostra furia e potremmo uscire furibondi dalla sala da pranzo attraverso la nostra Furia Fredda, oppure potremmo scagliare il piatto contro il muro come manifestazione di Furia Accesa; entrambe le azioni si verificano allo scopo di attingere carburante per guarire la ferita che è stata creata dalla tua critica nei nostri confronti.
Dunque hai lo stesso evento, ma due prospettive diverse. Se cercassi di spiegarci che hai servito le persone prima di noi per una questione di praticità, tutto ciò che faresti sarebbe ripeterci la critica e accendere di nuovo la furia. Terremo conto soltanto della nostra prospettiva e, nella conversazione che ne seguirà, metteremmo in atto deviazione, proiezione, spostamento della colpa, insalata di parole e altre manipolazioni per respingere ciò che stai affermando. Dalla tua prospettiva appare innocuo, una reazione eccessiva da parte nostra, ma dalla nostra prospettiva la nostra risposta è completamente giustificata.
Che dire di una situazione in cui sospetti che ti abbiamo tradita con qualcun’altra? Supponiamo che tu ci abbia seguiti e ci abbia visti prendere in macchina un’altra donna, che abbracciamo, per poi dirigerci verso un luogo appartato, un hotel o un altro posto per lo scopo dell’incontro clandestino. Non ci affronti, ma osservi e poi aspetti il nostro ritorno quella sera. Decidi di restare calma e, quando varchiamo la porta, dichiari:
«Mi stai tradendo con una donna bionda. Ti ho visto prenderla in macchina questo pomeriggio, baciarla e poi ti ho seguito fino all’Happy Ending Motel e vi ho visti entrare insieme in una stanza».
Se lo dicessi con rabbia, attingeremmo carburante dalla tua reazione. Riconosceremmo che questa è un’opportunità per ottenere più carburante da te e quindi cercheremmo modi per provocarti ulteriormente. Ci stai anche sfidando. Sebbene non si manifesti come una critica, non apprezziamo comunque che tu cerchi di sfidare la nostra superiorità e il nostro diritto a fare ciò che ci pare.
Se facessi questo commento in modo calmo e neutrale, non ci forniresti alcun carburante. Ci staresti anche criticando.
Hai visto ciò che è accaduto. Non è un sentito dire, ma hai assistito al nostro comportamento e ce lo hai detto, fornendo dettagli sufficienti a confermarne la legittimità. Che cosa potresti sentirti rispondere? Ci sono molte risposte diverse.
Negazione
«No, non è vero. Sono stato al lavoro tutto il pomeriggio».
Sì, saremo così sfacciati. Le bugie ci vengono facili.
Deviazione
«Sì, stavo dando un passaggio a una collega. Starà lì per qualche giorno e dovevamo parlare di un progetto. Sai i nuovi piani per lo sviluppo nel Quartiere Vecchio? Bene, ora siamo coinvolti in quello e dobbiamo mettere insieme una proposta in tempi brevissimi».
E continuiamo a parlare d’altro.
Proiezione
«Io non stavo facendo niente di male, non come te con quel tizio, come si chiama, Mike. Ti ho vista farti molto vicina a lui la settimana scorsa quando siete andati a prendere un caffè».
Questo può essere vero o meno, non importa. Serve ad attingere una reazione da te e ci permette di spostare la conversazione lontano da ciò che abbiamo fatto noi.
Spostamento di colpa
«Chi ti credi di essere per seguirmi? Chi ti dà il diritto di farlo? C’è qualcosa che non va in te. Sono stufo dei tuoi tentativi di controllarmi».
Spostamento di colpa
«E allora, se sto vedendo qualcun’altra? Se me la dessi più di una volta ogni morte di papa, non dovrei andare altrove, no? Sono stufo di lavorare tanto e poi tornare a casa e trovare questo genere di stronzate».
Scomparsa
Ci giriamo semplicemente e usciamo di nuovo, sparendo in qualche rifugio per alcuni giorni.
Negazione e proiezione
«Credo che tu ti stia sbagliando. Ti stai immaginando le cose di nuovo? Continui a farlo».
Deviazione e gaslighting
«Oh, quello? Non c’è niente di cui preoccuparsi. È nuova in azienda e le stavo mostrando il posto in cui alloggerà finché il suo nuovo appartamento non sarà pronto. La conosco dall’Ufficio del Sud, quindi l’ho salutata con un bacio, tutto qui. Comunque, ti avevo detto che avrei fatto questa cosa la settimana scorsa, non ricordi? Sì, te ne ho parlato a cena, devi averlo dimenticato di nuovo. Sembra che ultimamente ti stia succedendo spesso».
Aggressione verbale
«Chi cazzo pensi di essere? Sei una vecchia vacca miserabile. Ti aggiri di nascosto a spiare quello che faccio. Gesù, sei così dannatamente patetica, sono stufo di te. Guardati come sei ridotta».
Ecco una tirata di insulti che può degenerare nella rottura di oggetti e persino nell’aggressione fisica.
Per quanto tu provi a farci notare che ci hai visti, che sai ciò che hai visto, che sai che aspetto ha l’altra donna, noi non ascolteremo ciò che stai dicendo.
Se continui e lo fai in modo emotivo, tutto ciò su cui ci concentriamo è il carburante che ci stai dando e il continuare a provocarti per ottenere altro carburante.
Se lo fai senza fornire carburante, tutto ciò che sentiamo è la critica. Questo ci ferisce e ci costringe a cercare carburante da te; oppure, se continui a non fornirlo, saremo costretti a ritirarci e cercare carburante altrove.
Non accetteremo ciò che stai dicendo, per quanto tu sia convincente e per quanti dettagli fornisca. Verrai accusata di inventarti tutto, di leggere qualcosa dove non c’è nulla, di prenderla nel modo sbagliato, di essere confusa, di esserti sbagliata, insieme a tutte e più delle altre manipolazioni menzionate sopra.
Che dire del fornirci una prova indipendente? E se tu avessi prove prese dal nostro telefono, da un documento, da un’e-mail, da una registrazione audio o da un video? Decidi di mostrarci un video di ciò che abbiamo fatto quel pomeriggio, nella speranza e aspettativa che dovremo sicuramente accettare ciò che abbiamo fatto. È lì, registrato e sullo schermo. Come risponderemo?
Ancora una volta, a seconda del modo in cui ce lo hai comunicato, ci avrai fornito carburante — dicendoci che ce n’è dell’altro — e ci avrai sfidati, oppure ci avrai criticati. La nostra prospettiva significa che abbiamo bisogno di carburante, vogliamo carburante, dobbiamo affermare la nostra superiorità, dobbiamo mantenere il controllo, dobbiamo tenerti sottomessa e manipolata. Per quanto possa sembrare sbalorditivo, puoi aspettarti reazioni simili a quelle sopra e anche queste:
- Diremo che il filmato è stato montato per farci apparire male;
- Diremo che il filmato non mostra l’intero quadro ed è stato estrapolato dal contesto;
- Diremo che è qualcuno che ci somiglia, ma non siamo noi;
- Cercheremo di cancellare il filmato;
- Danneggeremo il dispositivo su cui si trova il filmato;
- Produrremo qualche prova diversa che punti a qualche tua trasgressione immaginaria e ci concentreremo invece su quella.
Se possiedi prove indipendenti di qualunque tipo, la loro produzione genera la stessa risposta descritta sopra, perché noi la guardiamo da una prospettiva completamente diversa. Puoi aspettarti che la prova indipendente venga attaccata, manomessa o distrutta insieme alla pletora di manipolazioni che sono state descritte sopra.
Potresti pensare che mostrare alla nostra specie una prova definitiva delle nostre malefatte ci indurrebbe ad alzare le mani e ammettere che siamo stati colti in fallo. Con la nostra specie non funziona così. Siamo stati progettati per vedere le cose in un modo diverso, così da rispondere per proteggerci dalla tua critica — o per attingere altro carburante e respingere la tua sfida — ed è questo che vediamo e sentiamo: critica e/o carburante. Questi dispositivi e manipolazioni si verificano perché:
- Non siamo mai in difetto;
- Siamo superiori a te;
- Dobbiamo avere il controllo;
- Siamo onnipotenti;
- Tu sei inferiore;
- Abbiamo il diritto di fare ciò che vogliamo;
- Abbiamo bisogno di carburante;
- Odiamo la critica.
Conserva le tue prove indipendenti per le terze parti. Risparmia il fiato e la sanità mentale.
L’unica cosa che riuscirai mai a provare è quanto siamo prevedibili, in quanto narcisisti, quando ci viene presentata una prova.
H.G. TUDOR – “Dealing With The Evidence” – Traduzione di PAOLA DE CARLI
