Amiamo il carburante. È la nostra linfa vitale. È ciò che cerchiamo ogni giorno. Ci dà energia. Ci permette di esistere. Proviene da una vasta gamma di fornitori. Varia per frequenza, intensità ed effetto.
Alcune persone sono fontane di carburante, rubinetti da cui sgorga carburante delizioso e stimolante, superpetroliere, pozzi, serbatoi. Sono queste le persone che scegliamo, inseguiamo e intrappoliamo come nostre fonti primarie, ma il carburante può essere ottenuto da chiunque. Ovviamente alcuni ne forniscono molto di più rispetto ad altri, ed è su queste persone che facciamo maggiore affidamento.
Il carburante si manifesta in molte forme diverse, derivando da parole, gesti, azioni o inazioni: purché ci sia un’emozione associata, si genera carburante e noi lo prosciughiamo da coloro a cui abbiamo collegato le nostre condutture e lo assorbiamo per la nostra maggiore gloria e potere.
È anche utile sapere che il carburante si presenta sotto forma di prossimità e di pensiero (o “mentale”).
Il carburante di prossimità è quello di cui si parla più spesso. È anche il più potente tra i due. Si origina quando assistiamo direttamente alla tua reazione emotiva a qualcosa che abbiamo fatto.
Se, ad esempio, ti vediamo piangere perché ti abbiamo insultata, riceviamo carburante di prossimità. Se entriamo in un’arena e riceviamo l’applauso adorante di migliaia di persone, quello è carburante di prossimità.
Se, mentre camminiamo per strada, qualcuno ci lancia uno sguardo ammirato, anche quello è carburante di prossimità. È la forma più importante in cui si presenta il carburante, ed è essenziale per il buon funzionamento del nostro essere.
Il carburante di pensiero è meno potente, ma ciò non significa che debba essere ignorato. Ha comunque una notevole carica, e ci affidiamo ad esso spesso, soprattutto in particolari fasi del ciclo narcisistico.
Il carburante di pensiero si produce quando immaginiamo la tua reazione emotiva a qualcosa che abbiamo fatto o non fatto. Nelle fonti primarie, il carburante di pensiero è più forte. Questo sia per l’importanza del ruolo della fonte, sia perché conosciamo molto bene la nostra fonte primaria.
Questa persona è stata studiata, selezionata, sedotta. Durante la seduzione ti abbiamo analizzata ulteriormente, comprendendo come ti comporti grazie alla nostra esperienza con altri simili a te, ma con il vantaggio di avere accesso diretto e quotidiano a tutte le sfumature, abitudini e idiosincrasie che ti rendono ciò che sei. Questa conoscenza ci permette di prevedere come reagirai.
Continuiamo ad osservarti anche nella svalutazione. Il nostro archivio su come reagirai cresce costantemente. Sappiamo come risponderai a certe situazioni, possiamo immaginare come apparirai e cosa dirai.
Generare questa immagine è importante perché, quando applichiamo una manipolazione ma non siamo fisicamente presenti per assistere alla tua reazione, assorbiamo carburante di pensiero grazie alla certezza su come reagirai e alle emozioni associate.
Pertanto, se applichiamo un trattamento del silenzio durante la svalutazione e lo facciamo allontanandoci fisicamente, ovviamente non possiamo vedere la tua reazione alla nostra sparizione, ma sappiamo quale sarà. Sappiamo che sarai ansiosa e angosciata. Sappiamo che le lacrime ti scorreranno sul viso, o che sarai frenetica dalla preoccupazione, o che camminerai avanti e indietro furiosa per la nostra improvvisa sparizione.
Ti conosciamo, e in questo modo ci nutriamo di carburante di pensiero e ci sentiamo potenti al pensiero che la nostra manipolazione abbia provocato quella reazione, anche senza testimoniarla direttamente.
Il trattamento del silenzio continua, e continuiamo ad assorbire carburante di pensiero grazie alla consapevolezza di quanto ti stia colpendo.
Questo carburante è anche intrecciato con quello di prossimità, perché ad esempio, se ci invii un messaggio carico di emozione durante il trattamento del silenzio, cogliamo l’emozione nelle tue parole, e ciò ci fornisce carburante di prossimità insieme al persistente carburante di pensiero.
Il carburante di pensiero è particolarmente utile quando applichiamo le nostre manipolazioni tramite il silenzio o ti denigriamo e poi usciamo. Siamo in grado di evocare l’immagine di te sconvolta, sola a casa, nell’attesa angosciosa del nostro ritorno, e quel carburante di pensiero ci dà nuova energia.
Si manifesta chiaramente quando ti abbiamo scartata e pensiamo a come reagirai quando ti renderai conto che sei stata scartata e che non vogliamo più avere nulla a che fare con te.
Anche quando ti recuperiamo tramite la tecnologia, pur non ricevendo risposta ai primi messaggi, assorbiamo comunque carburante di pensiero perché sappiamo come reagirai alla nostra comunicazione.
Potresti provare eccitazione, apprensione o odio. Ma qualunque sia l’emozione, ci sta nutrendo, e questo è tutto ciò che conta per noi.
Il problema del carburante di pensiero è che la reazione immaginata non può mantenersi a lungo senza l’arrivo di carburante di prossimità dalla stessa fonte.
Se, dopo quattro o cinque giorni di tentativi di recupero tramite messaggi, non otteniamo risposta, l’effetto stimolante dell’immaginare la tua reazione inizierà a svanire.
Se hai deciso di non rispondere come parte del No Contact, l’assenza di carburante di prossimità fa sì che il carburante di pensiero duri solo un po’. Trascorsi quei pochi giorni, abbiamo bisogno di una risposta concreta.
Naturalmente, in quel periodo potremmo ricevere carburante da altre fonti (sia di prossimità sia di pensiero), come di consueto. Ma per rivitalizzare il carburante di pensiero da una specifica fonte, ci serve carburante di prossimità da quella stessa fonte.
Dunque, dopo cinque giorni di silenzio senza risposta, il carburante di pensiero inizierà a esaurirsi. Se poi ci telefoni piangendo perché non ti parliamo, riceviamo una deliziosa ondata di carburante di prossimità.
Se dopo torni in silenzio ma continuiamo a mandare messaggi, la tua risposta emotiva iniziale ha ravvivato il carburante di pensiero, perché ci hai mostrato che la nostra manipolazione ti sta ancora influenzando.
Quel contatto diretto ci ha fornito non solo carburante di prossimità, ma ha anche ridato vigore al carburante di pensiero, che continuerà a nutrirci finché, dopo qualche giorno, svanirà di nuovo.
Ma questa dinamica funziona anche al contrario. Se, dopo alcuni giorni in cui ci nutriamo di carburante di pensiero, abbiamo un contatto diretto con te e rispondi in modo neutro, allora, se poi torni nel silenzio, non potremo più ricavare carburante di pensiero da quella specifica manipolazione, perché ci hai dimostrato che non funziona.
Potremmo continuare con il trattamento del silenzio, ma ci concentreremo su un’altra fonte, perché non stiamo più ricevendo nulla da te, finché non avremo di nuovo carburante di prossimità.
Il carburante di pensiero sottolinea il nostro potere, perché dimostra che possiamo caricarci semplicemente sapendo come reagirai, anche senza vedere la tua reazione. Per noi, è un esempio della grande potenza che esercitiamo.
Significa anche che, anche se per qualche motivo tu non stai reagendo come immaginavamo (evento raro), per alcuni giorni riceveremo comunque carburante di pensiero, perché si basa su ciò che abbiamo già visto in te in passato.
Il carburante di pensiero viene di solito dalla fonte primaria, ma può essere tratto anche da altre fonti.
Sapere come reagirà un amico alla nostra assenza alla sua festa di compleanno, o sapere come reagirà il barista al nostro rimprovero mentre ce ne andiamo sorridendo, ci permette di trarre carburante di pensiero anche da queste modalità.
Ecco perché il carburante è così importante per noi. Ecco perché è così pervasivo, ed è l’obiettivo di tutte le nostre agende e manipolazioni.
Che sensazione dà il carburante al narcisista
H.G. TUDOR – “Thought Fuel” – Traduzione di PAOLA DE CARLI
