Sei circondata da Angeli dalla faccia sporca anche se non riesci a vedere quella crosta di sudiciume che li ricopre. Sei ignara del tocco che contamina e delle impronte macchiate che tracciano un sentiero di andata e ritorno verso di te.
Questi individui sono l’amico paziente che ascolta il tuo racconto di dolore, il medico gentile dagli occhi scintillanti che lavora al Bedside Manor, l’assistente premurosa che conversa con gli anziani e gli infermi, il diligente volontario di beneficenza e l’amministratore del sito che sostiene di guidare te, la vittima, fuori dal labirinto dell’abuso narcisistico.
L’Angelo dalla faccia sporca è una persona assolutamente convinta della propria intrinseca bontà, e ancor più, animata da un desiderio inestinguibile che il mondo sappia quanto è buona, quanto tiene agli altri, quanto comprende. Questa facciata di virtù e integrità è fondamentale. È come davvero credono di essere, perché è ciò che il mondo deve sapere di loro.
Non si tratta della tranquilla dedizione della maestra d’asilo che guarda i bambini affidati alle sue cure e sorride dentro di sé, soddisfatta del proprio lavoro. Non è lo sguardo timido dell’infermiere diligente quando riceve i ringraziamenti dai parenti riconoscenti. Non è il sorriso paziente e la risposta umile del terapeuta che accompagna il proprio assistito disperato attraverso il terzo crollo dell’anno.
L’Angelo dalla faccia sporca ha una ferrea convinzione di essere una brava persona, e faresti bene a crederlo, perché se non lo fai, allora sei tu quello cattivo.
L’Angelo con la faccia sporca non è l’Inferiore della nostra specie. No. Egli non ha la capacità di emulare l’empatia. Non gli importa, e non è nemmeno strutturato per poter fingere di preoccuparsi. È troppo rudimentale e brutale, troppo concentrato nel soddisfare i propri bisogni per curarsi di ciò che avviene al di fuori della sua bolla. Non sa cosa significhi prendersi cura e non è in grado di farlo.
Non è il Superiore della nostra specie. Certo, il Narcisista Superiore, con la sua maestria, può facilmente imitare le espressioni e le parole di compassione, e non disdegna di usarle occasionalmente per portare avanti i propri scopi. Ma essere conosciuto per questa empatia finta? No, questo lo disgusta. Non vuole essere visto come premuroso — quello è il ruolo degli altri.
La sua grandezza risiede nel produrre risultati: profitto, opere d’arte, film e letteratura sensazionali, oratoria gloriosa sul podio, record sportivi, danza ipnotica, amplessi inebrianti, e così via. Il Superiore desidera essere conosciuto per le sue conquiste pionieristiche; il prendersi cura, il coccolare, sono cose al di sotto di lui.
L’Angelo dalla faccia sporca è prerogativa del Narcisista di Medio-Rango. Egli, o ella, crede sinceramente di essere una brava persona. Vuole che anche tu lo sappia — e devi accettarlo, perché, beh, è la verità. Pensa di preoccuparsi degli altri, di fare del bene, ma deve essere riconosciuto per questo — e più volte possibile. Desidera il riconoscimento. Vuole che gli venga detto quanto è buono, che sta aiutando le persone, che tu veda e capisca quanto è onesto e decente.
Ovviamente tutte queste risposte sono carburante che egli desidera istintivamente, anche se non è in grado di riconoscerlo. Non vede nulla di male nell’essere messo in risalto e lodato per il proprio impegno: dopotutto, non serve forse solo a far sapere a più persone il bene che sta facendo?
Ci sono narcisisti di Medio-Rango ossessionati da questo tipo di immagine. Per loro è vitale essere visti come pilastri della comunità, come l’insegnante la cui dedizione è senza pari, come l’organizzatore di raccolte fondi e iniziative benefiche in ufficio. Dove c’è una buona causa, c’è un’alta probabilità di trovare un Angelo dalla faccia sporca. Questi individui sono ovunque e difficili da individuare, perché naturalmente credono davvero a ciò che mostrano al mondo.
Il Superiore sa bene quale facciata carismatica mette in scena per mascherare la malevolenza ribollente e sorride con quel sorriso freddo e rettiliano mentre osserva altri cadere addormentati nella sua presa. L’Angelo dalla faccia sporca, invece, non ha questa consapevolezza. Ha sufficiente capacità cognitiva per creare l’apparenza della bontà, per sembrare premuroso, per mettere in atto ciò che crede di essere. E questo gli consente di mimetizzarsi con estrema facilità tra tutti voi.
La natura fiduciosa delle persone, normali o empatiche che siano, fa sì che non trovino motivo di dubitare delle credenziali apparentemente benevole di questi individui. Ciò che si vede è ciò che si ottiene, giusto? Vedere per credere, no? Questa persona è gentile, d’aiuto, buona — dunque dev’essere davvero così.
Dopotutto, chi mai al mondo indosserebbe una maschera e si comporterebbe in modo diverso dietro di essa? Eppure, come ormai hai imparato, non solo la nostra specie lo fa — con livelli di profondità diversi a seconda della scuola di appartenenza — ma questa dinamica è molto più frequente di quanto le persone credano.
Come, allora, scoprire la sporcizia sotto la purezza? Come stabilire se una persona prova davvero empatia emotiva, se ha un cuore e una mente genuinamente buoni, o se tutto ciò è solo una facciata? Esistono due detergenti che rimuovono la maschera e rivelano la sporcizia nascosta sotto.
Il primo è il riconoscimento. Come ho già accennato, l’Angelo dalla faccia sporca ha bisogno di riconoscimento. Osserva cosa accade se non riconosci il suo contributo o se attribuisci il merito a qualcun altro. Una persona empatica può restarci male se i suoi sforzi non vengono riconosciuti, ma tenderà a tenerlo per sé, non volendo sembrare scortese o in cerca di attenzione. Potrebbe lasciare che qualcun altro corregga l’errore, ma di certo non farà scenate per essere stata trascurata. L’eroe senza gloria è una medaglia che indossa volentieri. Una persona normale può irritarsi e magari farlo notare, ma non reagirà con eccesso al mancato riconoscimento.
Il Medio-Rango, invece, l’Angelo dalla faccia sporca che non riceve riconoscimento, non sarà in grado di contenere gli effetti della ferita. Il mancato elogio, la mancanza di ringraziamento o di apprezzamento per quanto è “una persona gentile e meravigliosa”, lo feriscono e fanno scattare la furia. Essendo un Medio-Rango, si manifesterà soprattutto come furia fredda. Presta quindi attenzione a segnali come:: –
1. Lamentarsi con altri in un prolungato gioco di pietà: – «Non riesco a credere che Maria si sia dimenticata di ringraziarmi per la raccolta fondi. Sa che lo faccio ogni anno, e tutto ciò che volevo era un grazie. Non chiedo troppo, vero? Non mi pare che si sia rotta la schiena per aiutare».
2. Mettere il broncio all’evento.
3. Somministrare il trattamento del silenzio alla persona “colpevole”.
4. Fare commenti passivo-aggressivi di persona o sui social.
5. Spingere terze persone a ricordare agli altri i suoi meriti.
6. Rifiutarsi di aiutare ancora finché non riceve scuse per la “dimenticanza”.
7. Sminuire gli sforzi altrui nello stesso ambito.
8. Minacciare di unirsi a un’organizzazione rivale.
La vera natura del prendersi cura, dell’empatia e della bontà, come ho potuto osservare, dovrebbe essere un impegno discreto, una vocazione in cui l’atto stesso è la ricompensa e non richiede ovazioni, elogi o ringraziamenti. Il riconoscimento non è necessario. Se arriva, la persona empatica o normale lo accetta con grazia, ma non ne è turbata se non arriva. Chi è davvero altruista non lo cerca. Ma l’Angelo dalla faccia sporca deve averlo — e se non lo ottiene, vedrai le reazioni sopra descritte, e lo sporco comincerà ad affiorare.
Il secondo metodo per smascherarlo è la sfida. Una persona empatica riconosce che ognuno ha opinioni e punti di vista, che è importante poterli esprimere e che non vanno invalidati. Ho imparato molto da questo approccio, nelle mie interazioni con gli altri, e resto affascinato dalla loro capacità di accettarlo.
Permettono agli altri di esporre le proprie idee, portano avanti le proprie, ma accettano che le due possano coesistere. È una tolleranza genuina, non una messa in scena o un gesto per guadagnare consenso, ma frutto della decenza empatica di lasciare spazio alle voci altrui.
Non è così per l’Angelo dalla faccia sporca. Se metti in discussione il suo modo di dispensare la sua apparente bontà, se non sei d’accordo con le sue opinioni, se suggerisci un approccio migliore, vedrai l’aurea angelica svanire e lo sporco venire alla luce.
Quando viene sfidato in questo modo, l’Angelo dalla faccia sporca sente la propria superiorità messa in discussione e, poiché è un Narcisista di Medio-Rango sotto mentite spoglie, questa offesa accende la sua furia, che deve essere respinta. Osserva quindi questi comportamenti:–
1. Ti diffamerà e parlerà male di te con terzi per la tua “audace critica”, con frasi del tipo: “Dopo tutto quello che ho fatto” o “solo perché è geloso di me” o “tutto ciò che cerco di fare è aiutare la gente, e questo è il modo in cui mi ripagano”.
2. Mobiliterà i Luogotenenti e la Cricca per colpire il trasgressore. Questo accade spesso online, dove altri “intervengono” per difendere il Medio-Rango, attaccando al suo posto — perché lui (o lei) preferisce che siano gli altri a sporcarsi le mani.
3. Invaliderà il tuo punto di vista senza argomenti concreti, limitandosi a dire che hai torto.
4. Passerà all’attacco diretto contro il presunto trasgressore.
5. Farà la vittima, recitando dolore e delusione.
6. Metterà in atto Giochi di Pietà
7. Accuserà il trasgressore tramite la proiezione, etichettandolo come narcisista.
8. Isolerà il presunto trasgressore tramite esclusione familiare o sociale, rimozione dai social, dai comitati o dal lavoro.
L’Angelo dalla faccia sporca è un individuo pericoloso perché la sua facciata gli permette di insinuarsi in posizioni di relativa autorità e, da lì, quando i suoi sforzi non vengono riconosciuti o qualcuno osa mettere in dubbio il suo operato, invece di ascoltare e correggersi, lascia emergere lo sporco, usando quel fango per screditare e contaminare gli innocenti e coloro che agiscono con buone intenzioni.
Questo fango intorbida le acque a tal punto, e le sue performance sono così convincenti, che chi ha ragione finisce per essere trasformato nel capro espiatorio: viene denigrato e allontanato. Naturalmente, ottenere un simile risultato non fa che rafforzare nell’Angelo dalla faccia sporca la convinzione di avere perfettamente ragione e di essere giustificato in ciò che ha fatto.
Imparerai a riconoscere questi Angeli dalla faccia sporca. È ora che cominci a fare un po’ di pulizia anche tu.
H.G. TUDOR – “Angels With Dirty Faces” – Traduzione di PAOLA DE CARLI
