17 SALVE DI SILENZIO

Il silenzio è d’oro. O meglio, è un’arma d’oro quando viene impiegata dalla nostra specie. L’uso del trattamento del silenzio contro le nostre vittime è una parte importante del nostro repertorio di manipolazioni abusive.

Facile da mettere in atto, molto basso in termini di energia spesa, ma capace di raccogliere ricompense considerevoli in termini di carburante, controllo, affermazione di superiorità e amministrazione del potere: non c’è da stupirsi che lo usiamo regolarmente. L’applicazione del silenzio può essere usata praticamente in qualunque momento e in quasi ogni situazione.

Questa furia fredda provoca frustrazione, turbamento, paura, preoccupazione, confusione e smarrimento. È perfetta per attingere carburante dalle nostre vittime. È sorprendente vedere quanto colpisca coloro contro cui viene usata, facendo ribollire e traboccare il carburante emotivo dall’individuo perplesso e preoccupato.

Provoca ansia e ha un effetto profondamente destabilizzante, che garantisce che coloro che vi sono sottoposti non riescano a capire perché venga usato. Mantenendo uno stato emotivo elevato, ci assicuriamo che tu non riesca mai ad afferrare che cosa stia accadendo e perché venga impiegata questa tattica passivo-aggressiva.

Fa leva sul tuo desiderio di sapere che cosa sta succedendo e perché, ma tu non te ne rendi conto. Ti aggiri intorno a noi chiedendo che cosa c’è che non va, perché non mi parli, qual è il problema, ti prego, parlami e basta. Ogni frase che pronunci, ogni supplica che fai e ogni richiesta implorante ci induce soltanto a continuare ancora di più.

In quei casi in cui il trattamento del silenzio viene somministrato e noi restiamo fisicamente vicini a te, manterremo una maschera glaciale. Un’espressione fissa e impassibile, che può essere punteggiata da qualche occasionale occhiata malevola, ma sotto quella maschera stiamo sorridendo e ridendo di te.

Guarda quanto è sconvolta, osserva la confusione nei suoi occhi e aspetta, ecco che arriva un’altra domanda, un’altra supplica, un’altra richiesta di essere liberata dalla sua miseria. Come scorre il carburante, e noi ci crogioliamo in ciò che vediamo.

Anche quando il trattamento del silenzio viene utilizzato contro di te a distanza e non siamo fisicamente con te, assaporiamo il modo in cui starai reagendo. Possiamo immaginarti mentre premi freneticamente sul telefono, mandando messaggio dopo messaggio, chiedendoci di tornare a casa, di chiamarti e semplicemente spiegarti quale sia il problema.

Ascoltiamo i tuoi messaggi vocali intrisi di lacrime, mentre ci chiedi soltanto di farti sapere che stiamo bene. Le tue promesse singhiozzanti di sistemare le cose e «qualunque cosa io abbia fatto, mi dispiace, ma ti prego, ti prego, non farmi questo».

Naturalmente il tuo mancato comprendere che cosa tu abbia fatto viene usato contro di te in due modi, così che tu sia dannata in ogni caso. La tua ammissione di non sapere che cosa hai fatto — cosa che naturalmente è del tutto corretta, come potresti sapere che cosa è accaduto quando siamo semplicemente usciti dal soggiorno mentre tutti stavano guardando tranquillamente la televisione? — serve soltanto a sottolineare, nella nostra mente, che abbiamo ragione a intraprendere questa linea d’azione.

Santo cielo, perché dovremmo preoccuparci di contattarti se tu non riesci nemmeno a prenderti la briga di capire che cosa hai fatto di sbagliato? Una ragione in più per mantenere questo silenzio ancora un po’. Inoltre, poiché è così efficace nel turbarti e nel lasciarti a chiederti quale sia la ragione di questo fronte gelido, vogliamo continuarlo.

Il trattamento del silenzio viene usato per molte ragioni. Prima di tutto, come per tutte le manipolazioni, viene usato per attingere carburante. Serve a esercitare controllo su di te.

Serve a mantenerti in un luogo emotivo e quindi paralizzata, incapace di vedere ciò che sta accadendo e incapace di pensare chiaramente. Serve a rafforzare il fatto che noi siamo potenti, superiori e possenti, mentre tu sei inutile e patetica. Non sai come compiacerci, non sai come rimediare alla questione e non riesci nemmeno a capire che cosa hai fatto. Sei inutile.

C’è anche un’ulteriore ragione per cui usiamo il trattamento del silenzio. Questo è il nostro modo di ucciderti. È vero, esistono membri della nostra specie che uccidono davvero le loro vittime. Quelle persone sono idiote. Mancano di controllo, funzionalità e competenza e permettono alla loro reazione istintiva di prevalere sul loro bisogno di carburante e sulla capacità di fare ciò che ci pare.

Compiendo un simile atto, perdendo il controllo e uccidendo, quei membri della nostra specie che lo fanno — invariabilmente gli Inferiori della nostra specie — non solo distruggono la loro fonte primaria di carburante, spesso senza una vera contingenza predisposta, ma si consegnano anche su un piatto d’argento alle autorità, a una condanna carceraria e alla conseguente diminuzione delle opportunità di raccolta di carburante che derivano dall’incarcerazione. Come ho scritto, sono idioti.

Quelli di noi che esercitano controllo sulle proprie risposte, quelli di noi che hanno un funzionamento superiore, che tramano, pianificano e calcolano, non prendono quella strada. No, invece noi uccidiamo con il silenzio, ed ecco diciassette salve che provocano quella morte silenziosa.

  1. Restare nella stanza senza dire nulla e senza nemmeno riconoscerti.
  2. Restare in silenzio fissandoti con malevolenza.
  3. Parlare con altri durante una riunione sociale, ma ignorare te.
  4. Ignorare le tue telefonate.
  5. Rispondere alle tue telefonate senza dire nulla, mentre ti ascoltiamo implorare e supplicare, prima di chiudere la chiamata.
  6. Ignorare i tuoi messaggi.
  7. Permetterti di sapere che abbiamo letto i tuoi messaggi, ma senza mai rispondere.
  8. Rispondere ai commenti di tutti gli altri sotto un post sui social media, ma non ai tuoi.
  9. Invitare tutti i membri di un gruppo sociale a cui appartieni a un evento, ma non invitare te.
  10. Accettare di incontrarti per un appuntamento e non presentarsi.
  11. Dormire nella stanza degli ospiti o sul divano, ovunque tranne che nel letto con te.
  12. Andarsene all’improvviso e scomparire completamente.
  13. Non interagire direttamente con te, ma riconoscere la tua esistenza attraverso una terza parte: «John, hai sentito qualcosa prima? Mi sembrava di aver sentito qualcosa squittire/frignare/lamentarsi», usato quando parli.
  14. Estendere il trattamento del silenzio così che venga inflitto anche dai luogotenenti e dai membri della cerchia.
  15. Rispondere a qualunque tua comunicazione scritta scrivendo: «Non riconosco il mittente di questa lettera/messaggio/e-mail.»
  16. Parliamo con te, ma solo della nostra giornata, di ciò che vogliamo discutere noi, e non ti permettiamo di parlare. Ti parliamo sopra, ignoriamo ciò che hai da dire e ci comportiamo come se stessimo parlando a noi stessi allo specchio.
  17. Vieni a sapere da terze parti che abbiamo parlato in termini come se tu non esistessi: «Sì, andrò al matrimonio la settimana prossima, sono felice di farlo da solo, almeno non sarò controllato.» Anche se tu non avevi idea che avessimo un piano del genere in mente. La tua esistenza è stata cancellata ed eliminata da noi e ti viene riferita per procura.

Sì, l’applicazione del trattamento del silenzio è davvero potente. Viene considerata un “colpo mortale” contro di te.

Uccidere senza sentire non è mai stato così dannatamente allettante.

H.G. TUDOR – “17 Salvos of Silence” – Traduzione di PAOLA DE CARLI