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✉ UNA LETTERA AL NARCISISTA N. 3

Ti perdono.

Dato che non si dovrebbe incolpare il cieco perché non vede, o il sordo perché non sente le melodie che cantiamo per te, non posso biasimarti per ciò che sei.

Capisco che provenga da un luogo di vergogna, di dolore e da un’infanzia privata dell’amore.

Come il granello di sabbia lacera il delicato interno di un’ostrica, la creatura ferita lo ricopre di bellezza per fare una perla; allo stesso modo, tu hai creato la tua immagine, la tua incandescente, sontuosa illusione per il mondo … Ma dentro c’è ancora quel granello di sabbia che ti graffia l’anima. Questo è ciò che tengo in mente quando menti così clamorosamente: è solo più rivestimento per la tua perla.

Quelli che dovrei incolpare se ne sono andati, e la mia vita è troppo preziosa e breve per sprecare tempo a odiare loro o te. Anche se potresti essere un istruttore volonteroso – se non bramoso – non ho alcun desiderio, nessuna inclinazione a imparare a odiare. Sono stata sempre l’allieva ribelle.

Ti amo.

Il mio cuore è vasto, con stanze in abbondanza; il mio amore non costa nulla e lo offro gratuitamente.

Ora capisco quanto tu abbia disperatamente bisogno dell’amore, lo offro volentieri per riempire il tuo vuoto come meglio posso … Ma è solo con l’amore che ti nutrirò.

Se richiedi rabbia, frustrazione, dolore, non sarai saziato da me. Tutto quello che potrei offrire è la mia pietà, ma la maschero bene, perché non desidero ferirti. Vedo il granello di sabbia, conosco il tuo modus operandi, ma non desidero rompere la tua perla, non mi dà gioia farlo.

Il mio cuore è forte.

È più resistente di quanto tu possa immaginare, e ogni nuovo assalto, ogni tempesta che potresti provare a imperversare contro di me irrompe come una brezza e mi lascia intera e intatta, confusa e a confonderti, perché il mio cuore non è fatto di muri e fondamenta: è un ampio, vasto oceano, le cui onde si infrangono, si ritraggono e scorrono, ma sempre piene e profonde, senza tempo e inarrestabili. Non puoi controllarmi più di quanto un’ostrica controlli la marea, ma ti lascio credere che tu sia il padrone delle onde, perché a te dà un po’ di pace e a me non fa male.

Non capisci, perla nelle mie profondità, ma io sì.

Il mio cuore è forte, ti amo e ti perdono.

H.G. TUDOR

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