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👥 IL CONDUTTORE DI GIOCHI

Io adoro giocare. Come ho già scritto, i giochi vengono sempre condotti. Io gioco sempre solo per vincere altrimenti non ha senso. Non posso perdere, sedermi di nuovo, sorridere e accettare che è stata comunque un’esperienza piacevole perché se dovessi perdere, allora non sarebbe stata piacevole. Starei accettando che tu o qualcun altro siete meglio di me. Tu non lo sei. Lui non lo è. Essi non lo sono. Io devo sempre vincere. Per riuscirci, opero per mezzo di un particolare insieme di regole. Tu pensi di sapere quali sono queste regole perché quando ci incontriamo per la prima volta mi diverto a giocare secondo le tue regole, accetto di operare secondo i sistemi e le convenzioni della tua realtà. È facile da fare per me perché tutto sta andando a gonfie vele. Ti sto seducendo e quindi mi stai lasciando vincere perché è bello. Sono contento di andare avanti fingendo di essere d’accordo sul fatto che queste sono le regole di ingaggio, tu pensi di vincere perché stai avendo questa persona meravigliosa, generosa e amorevole. In realtà, sto vincendo io perché sto ricevendo molto carburante positivo da te.

È in seguito che le regole cambiano perché io decido (ed è sempre mia la decisione) che ora osserveremo le regole della mia realtà. Non ti viene dato un regolamento e tu devi indovinare quali sono queste regole. Non appena pensi di averle afferrate e di averle in mano, cambieranno improvvisamente. È simile a una partita di calcio e io sto vincendo tre a zero. Tu segni altri due goal e sei in ascesa e probabilmente pareggerai. Di solito mancano quindici minuti, ma improvvisamente io cambio le regole, quindi rimane solo un minuto. Non riesci a segnare e vinco io. Tu protesti affermando che il tempo non è corretto ma non importa perché io qui sono l’arbitro, gli assistenti e il quarto ufficiale e quello che dico va. Se non ti piace, bello. Prenderò semplicemente la palla e andrò a casa con quella. È come un gioco di freccette dove tu devi partire da 501 e finire con un doppio. Al contrario io parto da 51 e non ho bisogno di un doppio. Tu sostieni che non è giusto, ma perché dovrei preoccuparmene? Io devo vincere. Quindi, tu puoi renderti conto che mi godo una domenica mattina a letto così non mi disturbi. Metterò intenzionalmente la sveglia presto e mi alzerò svegliandoti presto. O se proprio devo restare a letto, m’inventerò un appuntamento misterioso che mi son perso perché tu mi hai lasciato dormire. Quando mi svegli presto la domenica seguente ti sbotterò contro perché sei così egoista e non mi lasci dormire.

Quando pensi di aver accertato quali sono le regole, cambieranno. Tu farai del tuo meglio per cercare di tenere il passo, ma è estenuante e frustrante. Tuttavia, questa manipolazione delle regole per permettere alla nostra specie di vincere non finisce qui. Santo Cielo. Il nostro desiderio determinato di essere sempre il vincitore implica che non solo verrai risucchiato perché noi fingeremo giocare secondo le tue regole e poi le cambieremo, poi noi cambieremo il gioco. Un momento pensi di giocare a Monopoli e poi ti dico che c’era il Professor Plum nello Studio con il Candelabro.

“Ma questo è Cluedo,” dichiarerai piuttosto perplesso.

“Lo so”, sorriderò io in risposta.

“Ma stiamo giocando al Monopoli.

“No non è vero.”

“Sì, è vero, guarda questo tabellone ha sopra le strade di New York.”

“No, no, quelle sono stanze nel palazzo monumentale.”

“Di cosa stai parlando? Vedi qui e qui, i nomi delle strade.”

“Sei cieco? Quelli sono serpenti e scale.”

“Che cosa? Hai cambiato di nuovo.”

“No, non l’ho fatto. Stai solo facendo storie perché stai perdendo.”

“Di cosa stai parlando? Non sto perdendo, stavo vincendo.”

“Niente affatto. Controlla amico.”

“Che cosa?”

Le nostre capacità fenomenali di mentire, spostare la colpa, negare e deflettere implicano che il gioco cambierà. Vieni tratto in inganno, insicuro di te, confuso e continuiamo a farlo. Noi dobbiamo vincere, sempre e tu devi perdere, a tue spese. Applicheremo tutti i nostri metodi di manipolazione per assicurarci che saremo vittoriosi e tu giacerai disteso nella polvere, distrutto e sconfitto. Il nostro successo deve essere in ogni cosa e intendo ogni cosa, dalla più banale alla più importante, la sconfitta non è mai un’opzione per la nostra specie e noi piegheremo, distorceremo e romperemo le regole e cambieremo il gioco per raggiungere questo obiettivo. Ora, facciamo un gioco. È il mio preferito. Potresti saperlo. Si chiama Indovina chi? Non hai possibilità.

H.G. TUDOR

The Player of Games

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📰 PERCHÉ NON PUOI RISOLVERE UNA DISCUSSIONE CON UN NARCISISTA?

Le dispute tra le persone sorgono sempre. Potresti definirlo un dibattito, una conversazione, un ragionevole scambio di opinioni, una discussione, uno scontro o una brutta lite. Questa definizione dipende molto dai soggetti dell’interazione.

Quando uno dei soggetti è uno di noi, un narcisista, sembra sempre che non si risolva mai, almeno, non per la sua soddisfazione (quella del non-narcisista).

Iniziamo comunque con una disputa tra due persone che non sono narcisisti. La persona A afferma che la persona B glu deve 50.000 sterline. La persona B nega di dover qualcosa. Se non riescono a risolverla tra loro, dovranno ricorrere ad altri mezzi per raggiungere un risultato, il che significherebbe invariabilmente andare in tribunale con il costo atteso in termini di tempo e denaro. La disputa è tuttavia in grado di essere risolta per dell’atteggiamento mentale dei due partecipanti.

L’atteggiamento mentale della Persona A è: “Preferirei 50.000 sterline, ma riconosco che per raggiungere una risoluzione dovrò accettare una somma minore. Finché questa somma minore è all’interno di un certo intervallo, il problema sarà risolto.”

L’atteggiamento mentale della Persona B è: “Preferirei non pagare nulla ma riconosco che per raggiungere la risoluzione dovrò pagare qualcosa. Finché questo qualcosa si trova entro un certo intervallo, il problema sarà risolto.”

Da questo si può vedere che esiste un potenziale per allineare gli atteggiamenti mentali delle parti. Nessuno dei due sarà del tutto felice, ma la disputa sarà risolta e potranno andare avanti con altre questioni. Se si accordano per 30.000 sterline, la persona A ha effettuato un recupero inferiore a quello che desiderava, ma più di niente. La persona B ha effettuato un pagamento che è più di quanto desiderasse ma meno di tutto. Le due persone hanno atteggiamenti mentali che sono in grado e compiono un allineamento e quindi vi è una risoluzione.

Questo esempio non narcisistico dimostra esattamente perché non vi è mai alcuna risoluzione (o almeno sembra così a te in quanto vittima empatica) quando si interagisce con la nostra specie. La ragione è che non vi è allineamento di interessi.

Prendiamo ad esempio una situazione tra narcisista e vittima. La vittima non sa di trovarsi in un intreccio romantico con il narcisista. La vittima è una Fonte Primaria Intima e il narcisista è un Narcisista di Medio Rango. I due hanno partecipato ad una manifestazione nel pomeriggio. Il narcisista si è sentito ignorato dalla IPPS e questo ha acceso la sua furia e ora il narcisista, per provocare e guadagnare carburante, ha accusato la vittima di flirtare con un membro del sesso opposto. La vittima sa che non lo ha fatto ed è sconvolta da questa accusa e anche sconcertata. Ne deriva una discussione.

Qual è l’atteggiamento mentale della vittima?

1. Come cercatore di verità, stabilire la verità che non ha flirtato con nessuno e il narcisista riconosce che non l’ha fatto.
2. Il narcisista si scusa per la falsa accusa.

Qual è l’atteggiamento mentale del narcisista?

1. Guadagnare carburante;
2. Affermare e mantenere la superiorità sulla vittima

Entrambe le parti hanno obiettivi completamente diversi.

I bisogni della vittima possono essere soddisfatti dal narcisista?

Il narcisista non ammetterà che l’accusa era una bugia perché emettere la menzogna sta facendo turbare la vittima, la fa arrabbiare e quindi fornisce carburante. Di conseguenza, il narcisista manterrà la menzogna per preservare la fornitura di carburante.

Il narcisista non si scuserà perché ammettere che il narcisista ha torto cederebbe la superiorità alla vittima. Metterebbe anche fine alla ferita/ turbamento/rabbia della vittima e quindi il carburante finirebbe.

Non c’è nulla che il narcisista possa ottenere nel realizzare ciò che la vittima vuole.

I bisogni del narcisista possono essere soddisfatti dalla vittima?

Sì, ma non in modo intenzionale dalla vittima. A causa del fatto che le vittime non sanno con cosa hanno a che fare, che non sanno di essere coinvolte con un nostro simile, che non capiscono il concetto di carburante o che abbiamo una prospettiva diversa rispetto a loro, la vittima non può decidere di continuare a dare carburante, né può decidere di concedere la superiorità al narcisista.

Invece, rimane legata da proprio atteggiamento mentale e dai propri desideri che sono la conseguenza del suo punto di vista. Lo vede come l’UNICO risultato che è giusto, perché dal suo punto di vista non ha flirtato, quindi non è in grado di capire perché il narcisista non può accettare che sia così. Non riesce a capire perché non si scuserà quando ha torto. Non sa che lui ha bisogno di continuare a estrarre carburante da lei. Non sa che ha bisogno di affermare e mantenere la superiorità su di lei.

Di conseguenza, continua a cercare di convincere il narcisista a considerare il suo punto di vista e ottenere le scuse. Questo non succederà. Lei non raggiunge la risoluzione che vuole. Inoltre, è sconcertata sul motivo per cui il narcisista non può raggiungere questa risoluzione quando sembra così ovvio (a lei) che lei ha ragione e lui ha torto.

La risoluzione non avverrà alle sue condizioni perché non sono allineate con ciò che il narcisista vuole. Invece, la risoluzione avverrà solo quando il narcisista è soddisfatto del carburante ricevuto (quindi la ferita è stata guarita e la furia accesa del narcisista si smorza) e la sua percezione di superiorità è stata raggiunta. Quindi lui interrompe la discussione allontanandosi, cambiando argomento o anche lasciando completamente perplessa la vittima suggerendo di uscire a cena insieme. Questo rapido passaggio dalla discussione a suggerire qualcosa di piacevole, quando (dal punto di vista della vittima) non c’è stata risoluzione, lascia la vittima perplessa e a bocca aperta a questo improvviso cambiamento.

Dal punto di vista del narcisista è del tutto logico. Si è rifornito di carburante e ha guarito la ferita, quindi la furia accesa diminuisce; in questo modo non ha bisogno di continuare a provocare nella discussione. Sente di aver fatto valere la sua furia perché la vittima è sconvolta, sembra sgomenta o avvilita. Ha raggiunto i suoi obiettivi che la vittima (involontariamente) ha soddisfatto. Finisce così la discussione. La vittima è perplessa perché dal suo punto di vista nulla è stato risolto. Se lei insiste, è probabile che fornisca Carburante di Sfida (vedi Rifornirsi, Combattere o Fuggire) e quindi a questo il narcisista reagirà deviando, negando, proiettando e tutta una serie di altre manipolazioni.

Di conseguenza, ogni volta che una vittima discute con la nostra specie, la vittima non si sente mai come se ci fosse una risoluzione perché i suoi obiettivi non vengono mai soddisfatti. Anche quando gli obiettivi del narcis
ista sono raggiunti e interrompe la manipolazione, la vittima, ancora comprensibilmente credendo che la questione sia irrisolta, continua ad andare avanti. Questo fa sì che il narcisista risponda alla sfida e quindi il narcisista vede la vittima come se mantenesse una discussione inutilmente.

È solo quando la vittima capisce che sta trattando con un narcisista e che noi adottiamo una prospettiva completamente diversa, il che modifica gli obiettivi che cerchiamo dalla discussione, che la vittima può ottenere un risultato alternativo. Armata di questa conoscenza, la vittima può:

1. Dichiarare la sua causa una volta così sa di averlo fatto, non esternare alcuna reazione e ritirarsi;
2. Dichiarate la sua causa una volta, esternare una reazione positiva per alimentare il narcisista evitando di sentirsi costernata e ferita nel tentativo di raggiungere un risultato che non può mai raggiungere; o
3. Ritirarsi, preferendo non attaccare e risparmiarsi il fastidio di essere sottoposta a ripetute manipolazioni a causa dei diversi secondi fini di vittima e narcisista.

Una volta che avrai acquisito il potere con questa comprensione del perché non raggiungi mai una risoluzione con noi, ti avvicinerai a tali intrecci in modo completamente diverso ed edificante.

H.G. TUDOR

Why Can’t You Resolve An Argument With A Narcissist?

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👥 I GIOCHI VENGONO SEMPRE CONDOTTI

Io adoro giocare. Come ho già scritto, i giochi vengono sempre condotti. Io gioco sempre solo per vincere altrimenti non ha senso. Non posso perdere, sedermi di nuovo, sorridere e accettare che è stata comunque un’esperienza piacevole perché se dovessi perdere, allora non sarebbe stata piacevole. Starei accettando che tu o qualcun altro siete meglio di me. Tu non lo sei. Lui non lo è. Essi non lo sono. Io devo sempre vincere. Per riuscirci, opero per mezzo di un particolare insieme di regole. Tu pensi di sapere quali sono queste regole perché quando ci incontriamo per la prima volta mi diverto a giocare secondo le tue regole, accetto di operare secondo i sistemi e le convenzioni della tua realtà. È facile da fare per me perché tutto sta andando a gonfie vele. Ti sto seducendo e quindi mi stai lasciando vincere perché è bello. Sono contento di andare avanti fingendo di essere d’accordo sul fatto che queste sono le regole di ingaggio, tu pensi di vincere perché stai avendo questa persona meravigliosa, generosa e amorevole. In realtà, sto vincendo io perché sto ricevendo molto carburante positivo da te.

È in seguito che le regole cambiano perché io decido (ed è sempre mia la decisione) che ora osserveremo le regole della mia realtà. Non ti viene dato un regolamento e tu devi indovinare quali sono queste regole. Non appena pensi di averle afferrate e di averle in mano, cambieranno improvvisamente. È simile a una partita di calcio e io sto vincendo tre a zero. Tu segni altri due goal e sei in ascesa e probabilmente pareggerai. Di solito mancano quindici minuti, ma improvvisamente io cambio le regole, quindi rimane solo un minuto. Non riesci a segnare e vinco io. Tu protesti affermando che il tempo non è corretto ma non importa perché io qui sono l’arbitro, gli assistenti e il quarto ufficiale e quello che dico va. Se non ti piace, bello. Prenderò semplicemente la palla e andrò a casa con quella. È come un gioco di freccette dove tu devi partire da 501 e finire con un doppio. Al contrario io parto da 51 e non ho bisogno di un doppio. Tu sostieni che non è giusto, ma perché dovrei preoccuparmene? Io devo vincere. Quindi, tu puoi renderti conto che mi godo una domenica mattina a letto così non mi disturbi. Metterò intenzionalmente la sveglia presto e mi alzerò svegliandoti presto. O se proprio devo restare a letto, m’inventerò un appuntamento misterioso che mi son perso perché tu mi hai lasciato dormire. Quando mi svegli presto la domenica seguente ti sbotterò contro perché sei così egoista e non mi lasci dormire.

Quando pensi di aver accertato quali sono le regole, cambieranno. Tu farai del tuo meglio per cercare di tenere il passo, ma è estenuante e frustrante. Tuttavia, questa manipolazione delle regole per permettere alla nostra specie di vincere non finisce qui. Santo Cielo. Il nostro desiderio determinato di essere sempre il vincitore implica che non solo verrai risucchiato perché noi fingeremo giocare secondo le tue regole e poi le cambieremo, poi noi cambieremo il gioco. Un momento pensi di giocare a Monopoli e poi ti dico che c’era il Professor Plum nello Studio con il Candelabro.

“Ma questo è Cluedo,” dichiarerai piuttosto perplesso.

“Lo so”, sorriderò io in risposta.

“Ma stiamo giocando al Monopoli.

“No non è vero.”

“Sì, è vero, guarda questo tabellone ha sopra le strade di New York.”

“No, no, quelle sono stanze nel palazzo monumentale.”

“Di cosa stai parlando? Vedi qui e qui, i nomi delle strade.”

“Sei cieco? Quelli sono serpenti e scale.”

“Che cosa? Hai cambiato di nuovo.”

“No, non l’ho fatto. Stai solo facendo storie perché stai perdendo.”

“Di cosa stai parlando? Non sto perdendo, stavo vincendo.”

“Niente affatto. Controlla amico.”

“Che cosa?”

Le nostre capacità fenomenali di mentire, spostare la colpa, negare e riflettere implicano che il gioco cambierà. Vieni tratto in inganno, insicuro di te, confuso e continuiamo a farlo. Noi dobbiamo vincere, sempre e tu devi perdere, a tue spese. Applicheremo tutti i nostri metodi di manipolazione per assicurarci che saremo vittoriosi e tu giacerai disteso nella polvere, distrutto e sconfitto. Il nostro successo deve essere in ogni cosa e intendo ogni cosa, dalla più banale alla più importante, la sconfitta non è mai un’opzione per la nostra specie e noi piegheremo, distorceremo e romperemo le regole e cambieremo il gioco per raggiungere questo obiettivo. Ora, facciamo un gioco. È il mio preferito. Potresti saperlo. Si chiama Indovina chi? Non hai possibilità.

H.G. TUDOR

The Games Are Always Being Played