🎁 VELENO DI SAN VALENTINO – PARTE DUE

Valentine Venom Part Two

E così oggi, San Valentino.

Era tempo che Gillian venisse punita per le sue tre precedenti trasgressioni in cui mi aveva ferito.

Gillian che pensa di essere molto più capace nella sua posizione di capo del suo dipartimento di quanto non sia in realtà. Gillian che adotta il ruolo di guida interessata, capo premuroso, ascoltatore attento e campione degli oppressi.

Cazzate.

Fa tutto parte della sua facciata e io ho visto attraverso essa molto tempo fa.

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Veleno di S. Valentino – Parte 2

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💝 VELENO DI SAN VALENTINO – PARTE UNO

Valentine Venom Part One

Ci sono molti vantaggi nell’essere un narcisista Superiore. Uno di questi vantaggi è la capacità di controllare la propria furia accesa. Il controllo totale di quella furia innescata si è dimostrato, finora, inarrivabile, ma non esercitiamo un controllo significativo su di essa. Di conseguenza, mentre il Narcisista Inferiore esploderà con furia accesa quando viene ferito – dice alla sua compagna che è una puttana brutta e pigra perché non gli ha portato la cena quando la desiderava – il Superiore spesso la tiene sotto controllo. Restiamo feriti, ma otteniamo il carburante necessario per affrontare la ferita in modo alternativo e mantenere sotto controllo quella furia accesa e feroce.

Per un momento successivo.

Coloro che ci feriscono e non ricevono una presentazione immediata della furia accesa non sfuggiranno per sempre. Sì, potrebbe essere stato risparmiato il tiro al bersaglio verbale al vetriolo o evitato lo sguardo gelido e l’accompagnare il trattamento del silenzio a qualsiasi manipolazione che cerchiamo di applicare, ma li puniremo. Un appunto mentale è stato preso e verrà richiesto un equo risarcimento. Sempre.

San Valentino offre una serie di opportunità di porre rimedio a questo bisogno di punire.

Oggi non è stata un’eccezione.

Qualche settimana fa, una signora, Gillian, che è a capo di un particolare reparto all’interno dell’azienda, ha ritenuto opportuno votare contro una proposta. La mia proposta. È stata messa in minoranza e la mia proposta è stata presa in carico. Gli altri elettori evidentemente sono persone di mente sana e lunghe vedute. Ma non lei. La sua opposizione non aveva alcun rigore intellettuale, era priva di accortezza finanziaria e non c’erano valide opportunità di business. No, è stato evidente per me che la sua opposizione era fondata sul voler rendere la mia vita difficile, voltarmi le spalle e cercare di far deragliare le mie proposte.

Questa è stata la terza trasgressione da parte sua. Avevo mantenuto il controllo sulla mia furia accesa nelle due precedenti occasioni e l’ho fatto anche in questa terza occasione. Devo ammettere, tuttavia, che ciò ha richiesto un notevole autocontrollo mentre la osservavo sollevare la mano in segno di obiezione e aveva anche il coraggio di guardare nella mia direzione mentre lo faceva. Assoluta impertinenza. Incontrai il suo sguardo con vuoto spietato, anche se immaginavo il suo appartamento ben arredato travolto dalle fiamme mentre lei gridava aiuto nel mezzo dell’inferno. Sogghignai alla sua resistenza ma dentro sentivo la presenza dell’enorme abisso e la sensazione di cadervi dentro. Questo è l’effetto di essere ferito. Ero seduto nella sala del consiglio e il suo non essere d’accordo, il suo rifiuto deliberato a sostenere la mia proposta, la sua sfida e intransigenza mi stava dicendo che il mio piano non era abbastanza buono.

Non abbastanza buono.

Quelle tre parole che erano state quasi uno slogan durante la mia infanzia. Non abbastanza buono.

Lei era proprio come tutti gli altri. Inaffidabile, traditrice, una doppiogiochista e non c’era da fidarsi. Non da fidarci una terza volta come aveva dimostrato ora.

Tre parole. Non abbastanza buono. Proprio come lei mi ha sempre detto. Era proprio come lei, sta cercando di rovinare il mio mondo, sapendo di governarmi, sta cercando di controllarmi. Io non devo essere controllato. Io sono quello che controlla.

Mentre questi pensieri precipitavano verso il vuoto in attesa, la furia fece sentire la sua presenza. Furia affidabile. Sempre lì, pronta a respingere i trasgressori malvagi. Sentii la sua prima ondata mentre la furia si scatenava, riportandomi la sensazione di caduta causata dal pensiero di quelle tre parole.

Invece, altre tre parole hanno sostituito quelle. Victoria aut morte: vittoria o morte. Un’altra parte dell’eredità della famiglia Tudor, ma che avrei accolto prontamente. Deve essere la vittoria, sempre la vittoria. La furia continuò a salire, cacciando ogni suggerimento di debolezza – non bisogna mai essere deboli (“Niente lacrime HG, niente lacrime” come lei ha sempre ammonito). Non ci sono mai lacrime, beh, non mie almeno.

La presenza della furia mi spinse a mettere al suo posto questa impudente sottoposta. Continuai a fissarla e mentre lei abbassava la mano continuava a sfidarmi, gli occhi ancora fissi sui miei.

Volevo annientarla seduta stante e poi, stroncare verbalmente la sua posizione e umiliarla, lasciarla tremante di rabbia o ancora meglio ridotta in lacrime di impotenza nella sala del consiglio e poi bere quel delizioso carburante per affrontare la ferita che mi aveva provocato. Questo poi avrebbe attenuato la mia furia. Volevo distruggere la sua debole analisi, aggirare le carenze del suo dipartimento e renderla responsabile, volevo dimostrare agli altri capi che non era adatta allo scopo e atterrarla colpo dopo colpo dopo colpo.

Ma non era il momento. Uno sfogo selvaggio (anche se giusto) non sarebbe visto di buon occhio. Ciò ridurrebbe la forza della proposta. Potrebbe ritorcersi contro di me. Potrebbe danneggiare i potenziali clienti. Sentivo le parole formarsi nella mia bocca, pronte ad essere sputate velenose verso di lei, ma tenni la bocca chiusa. Combattere per contenere la furia, ma mentre bruciava e divampava, faceva precipitare il mio livello di carburante. Il suo ferirmi e questo controllo della mia furia, senza carburante in arrivo, avrebbero causato il crollo dei miei livelli di carburante, ciò avrebbe permesso al vuoto di comparire ancora una volta e questa volta anche di più e con ciò il rischio che rendesse nota la sua presenza.

Ero a conoscenza del fatto che le mani venivano sollevate a favore della mia proposta e quegli atti di sostegno, di approvazione e convalida fornivano carburante. Diverse linee di carburante mi sono arrivate dalle fonti secondarie non intime che hanno approvato il mio schema.

“La proposta di HG è approvata e verrà messa in atto con effetto immediato, HG ben fatto, ottimo lavoro”, annunciò il presidente dell’assemblea. Più carburante.

“Sì, ben fatto,” commentò qualcun altro. Più carburante.

Una mano mi diede una pacca sulla spalla in segno di affermazione. Più carburante.

La ferita si stava chiudendo. Mantenni il mio sguardo e poi lei guardò in basso ed eccolo lì. Vidi la delusione nei suoi occhi marroni. Vidi la bocca rivolta verso il basso e la fronte aggrottata. Stava cercando di nascondere il suo sgomento ma senza riuscirci. La sua reazione istintiva alla sconfitta era evidente da vedere. Il suo corpo leggermente accasciato in risposta, la sua arrogante rigidità indebolita e tutto questo mi procurò più carburante.

Sentii l’effetto della sua ferita svanire, il carburante positivo che si manifestava dalla mia proposta di successo e il suo carburante negativo dalla sconfitta che curava la ferita, e quindi la furia si placò. Avevo mantenuto il controllo. Non ero caduto nel vuoto. Avevo trionfato sulla sua ribellione. Non avevo eruttato e danneggiato una serie di altre considerazioni.

Avevo prevalso.

Ma questa era la terzo volta che mi feriva nelle ultime settimane.

Tre ferite.

Tre parole.

Doveva essere punita e quel giorno era oggi.

(continua)

H.G. TUDOR

Valentine Venom – Part One

👤 UNA PENNA AVVELENATA

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Cara vittima,
Questo appellativo è ora più appropriato che mai dato che ora stai per subire la mia svalutazione. Perché sto facendo questo? Beh, c’è il vuoto dentro di me. So che c’è e posso sentirlo. Mi fa sentire irrequieto, poi debole, poi è come se collassassi su me stesso, consumato dal buco nero che giace al centro del mio essere. L’unico modo che conosco per impedire che questo avvenga è riempirmi di contenuto emozionale da altre persone e in particolare da te. La tensione emozionale più grande che ottengo, di gran lunga la migliore. Il terrore dell’oblio presto svanisce e la debolezza viene meno. Non dura troppo a lungo perché la sensazione di irrequietezza svanisca e poi sono di nuovo in alto. Mi sento, onnipotente, capace e capace di fare qualsiasi cosa. Più questo contenuto emozionale continua ad arrivare sul mio cammino più grande diventa il mio senso di potere, più grande la mia capacità di conquistare, in questo modo io sono ciò che io stesso so di essere. Questo essere indebolito non sono io. È solo il prodotto delle crudeltà del mondo che si sono accumulate contro di me. È il risultato della malvagità e del tradimento con cui ho dovuto fare i conti. Questo debole individuo è stato creato da tutto ciò, e io non lo riconosco. Lui non deve stare con me e lo scaccio prontamente non appena ricevo le attenzioni che mi spettano di diritto. Tu una volta eri davvero, davvero in grado di darmi queste tensioni emozionali. Lo facevi in modo positivo. Mi amavi in un modo che nessun altro aveva fatto (almeno tanto a lungo che mi dia pena di ricordare) e so che mi ami ancora ma ora c’è qualcosa di diverso e il vuoto noto più di quanto dovrebbe e certamente più di quanto io voglia si sta facendo di nuovo presente. Comunque so cosa fare. So sempre cosa fare. Devo azionare l’interruttore e ora fare in modo di far scaturire da te quel torrente di tensioni emozionali negative. È facile da fare. Conosco molti modi per farlo. Ciò che lo rende ancora piu efficace è che il cambiamento dall’adorazione all’avversione è così netto, come un contrasto, che la tua reazione viene aumentata esaltata e potenziata. Ciò causa un maggiore aumento delle tue reazioni emozionali negative che posso sorbirmi. Possiedo un kit completo di attrezzi per varie manipolazioni. Ho già usato alcune di queste su di te, anche se tu eri così accecata dallo splendore della mia seduzione che non te ne sei accorta. Ora sarà diverso. Alcuni attrezzi sono molto sottili e tu non ti accorgerai che ti sto controllando. Altri sono piuttosto brutali e non riuscirai a evitarli. Speravo che tu non fossi cambiata ma è successo. Sai, io non provo piacere nel fare questo; però devo farlo. È necessario per la mia sopravvivenza e io naturalmente sono più importante di te, o per lo meno, è ciò che io dico sempre di me stesso. Dopo tutto, dev’essere vero non sei d’accordo? Se tu fossi più importante di me, non ti troveresti in questa situazione non è vero? Non staresti per affrontare l’abuso sistematico che ti lascerà ferita, turbata, sconcertata, agitata, arrabbiata, ansiosa, terrorizzata, confusa e pressoché distrutta. Io non sono quello che soffrirà. Sarai tu. Puoi considerarla una punizione per non aver saputo mantenere il giusto standard di tensioni emozionali di cui ho bisogno. Se lo accetti, così sia. Punizione o no, questo deve accadere perché io devo riempire quel vuoto. Essere in grado di estrarre tensioni emozionali così negative da te rappresenta la vera misura del mio potere su di te, e questo è tutto ciò di cui si tratta, potere. Devo sentirmi potente perché se non lo faccio scomparirò e non voglio che ciò accada mai. Mi son reso conto che l’unico sistema che mi permette di sentirmi potente è sfruttare le risposte emozionali delle altre persone e più di tutte le tue. Suppongo che tu abbia un po’ di importanza, ma non ne hai, non quanta ne ho io.
Non prenderla come un fatto personale. Ho fatto questo con molte altre persone come te. Pensavo che esse dimostrassero effettivamente di fornirmi tensione emozionale ma nonostante i miei più grandi sforzi, la selezione accurata e la natura generosa, hanno sempre funzionato male. È molto deludente. Allo scopo di rendere stabile la situazione, ho bisogno di cambiare la natura della mia interazione con te in modo da farti del male. Ci sono migliaia di modi di farlo. Posso insultarti, posso smettere di fare sesso con te, posso picchiarti, posso sottrarti denaro, posso far in modo che tu smetta di vedere i tuoi amici, posso solo star fermo a guardarti, posso smettere di parlare con te, posso sparire, posso avere una tresca amorosa beh probabilmente più di una, posso non offrirti alcun aiuto in casa, posso nascondere i tuoi oggetti, posso distruggere le cose, posso essere in disaccordo con te molte volte e sempre di più. Esistono così tanti sistemi per estrarre questa tensione emozionale negativa. Pensala come un boia che ti tortura solo per tentare di estorcerti informazioni. Lui non si preoccupa di chi sei tu, mira solo al suo obiettivo: le informazioni. Per me semplicemente vale lo stesso. A me non importa di te. Non sto facendo questo perché sei tu, ma per ciò che hai sbagliato a fare e il mio obiettivo è ottenere la tua tensione emozionale e farlo ripetutamente.
Comunque non sono tutte brutte notizie. Io azionerò l’interruttore ma sarò ancora gentile con te e ti concederò un po’ di tregua dal mio orribile comportamento che può sembrarti incessante. Non fraintendere e pensare che lo sto facendo perché mi preoccupo per te o perché ho improvvisamente riconosciuto il mio errore. So che tu e altre come te condiderano sbagliati i miei modi di fare, ma io li ritengo inevitabili. Ti concederò un po’ di tregua così da impedirti di lasciarmi finché io non deciderò che per te è tempo di andare. Lo faccio perché sento che il contrasto del carburante positivo che mi fornirai – il sollievo, la gioia, la gratitudine – mi serviranno per riempire il vuoto. Non mi aspetto di finirla qua ma almeno ti dissuaderò dal lasciarmi e ti concederò una sorta di recupero prima di azionare di nuovo l’interruttore e continuare. Aspettati che questo continui fin quando potrò attingere sufficiente tensione emozionale da te. Andremo avanti e indietro. Un giorno buono. Quello dopo cattivo. Quello dopo ancora buono. I due che seguiranno cattivi. Questo ti lascerà completamente sconcertata confusa e destabilizzata ma farà sentir bene me. In questo modo tu non riuscirai a pensare lucidamente. Non voglio che tu prenda alcuna decisione calma e razionale. No Cielo, in realtà tu potresti capire chi sono io e decidere di allontanarti da me e io non potrei avere la mia supremazia e autorità costruita in questo modo. Deciderò io quando le cose accadranno qua.
Con azione meccanica. N.Arc x”

H.G. TUDOR

A Poisoned Pen