👥 INNAMORATA DI UN UOMO SPOSATO

191108C In Love With A Married Man.pngPensi a me ogni giorno. Aspetti quei messaggi stuzzicanti e allettanti che arrivano ripetutamente durante il giorno e poi si esauriscono verso le sei del pomeriggio quando sai che sono a casa con lei. Una volta ogni tanto potrebbe esserci un messaggio improvviso alle 21:00 che ti dice che è andata un attimo in bagno e che ti amo, mi manchi e odio stare lontano da te. Il messaggio ti avvisa anche di non rispondere, perciò tutto quel che sei in grado di fare è toccare lo schermo luminoso e provare ad avvertire il sentimento dietro questi messaggi elettronici di desiderio.

Come apprezzi quel periodo intorno alle 5:30 del pomeriggio quando ogni giorno parliamo al telefono, solo io e te. Torno a casa in macchina dall’ufficio e uso la mezz’ora o giù di lì per deliziarti con i miei complimenti e farti quelle promesse che forse un giorno tornerò a casa in macchina da te. Qualunque cosa tu stia facendo, ti assicuri sempre di essere disponibile e il tuo telefono è libero per ricevere questa chiamata. Organizzi prontamente degli impegni sociali che si svolgeranno più tardi o rimani sul posto di lavoro, sistemata nell’ufficio, sembri essere impegnata in una chiamata di lavoro, anche se sorridi troppo per qualcosa che riguarda il lavoro. Quella mezz’ora di paradiso quando parliamo come se stessimo davvero insieme, facendo progetti, discutendo delle cose che ci piacciono e non ci piacciono, pianificando la prossima volta che potremo strappare del tempo per fare l’amore senza essere scoperti o ridere di ciò di cui avevamo parlato quando ci siamo incontrati a pranzo.

Riesci a organizzarti per pranzare con me almeno una volta alla settimana. Scegliamo deliberatamente un luogo in cui nessuno dei due è probabile che venga riconosciuto e ci posizioniamo nell’angolo e fuori dalla vista. Mano nella mano sotto il tavolo e poi sciolte quando il cameriere ci si avvicina, per sicurezza. Baci rubati, sguardi e promesse prolungati, oh così tante promesse del meraviglioso mondo che ci attende una volta che riuscirò a liberarmi dalle catene del mio matrimonio.

Ascolti con cura e attenzione, facendo sfoggio dell’empatia per la quale sei stata scelta mentre faccio riferimenti obliqui alla mia miserabile vita domestica. Ogni volta premi delicatamente per avere più informazioni per permetterti di capire che cosa devo sopportare. Che cosa devo sopportare e che cosa mi ha spinto tra le tue braccia? Cerco di non dire troppo all’inizio. Non voglio che i nostri tempi troppo brevi insieme siano rovinati dalla mia storia di dolore, ma il tuo orecchio comprensivo si rivela irresistibile e ti permetto di apprendere le ingiustizie che soffro quotidianamente.

“Non ce la facciamo più ad andare avanti.”

“Ha perso interesse sessuale per me tre anni fa. Sono stupito di aver resistito così a lungo.”

“Nulla di ciò che faccio sembra abbastanza buono. Non importa quanto sodo mi impegni, trova sempre qualcosa da criticare.”

Tu ascolti e annuisci. So che sei capace di tutto per intervenire, far scorrere un coltello tra me e lei e spezzare i nostri legami, ma l’onestà di cui sei permeata ti impedisce di farlo. Suggerisci persino dei motivi per cui le cose stanno in questo modo. Sei gentile, generosa e comprensiva.

Rabbrividisci alle mie improvvise chiamate dal nulla. Rispondi sempre dopo un solo squillo, a volte anche meno, si denota quindi che il tuo telefono sta vicino a te in ogni momento. La tua voce mi dice sempre quanto sei felice di sentirmi. Quando ci incontriamo i tuoi occhi, i tuoi baci, i tuoi abbracci e il tuo entusiasmo nel parlare mi fanno salire alle stelle mentre assisto alla tua devozione e al tuo desiderio.

Provi un’ondata di eccitazione quando vieni svegliata da un trillo nel bel mezzo della notte e vedi che sono riuscito a mandarti un altro messaggio.

“Non riesco a toglierti dalla mia testa e dovevo fartelo sapere. Non rispondere, sono a letto con lei.”

La gioia che provi nel sentirmi quando te l’aspettavi viene smorzata dalla consapevolezza che sono con lei e non con te.

I fine settimana sono i momenti più difficili come spesso mi dici. Posso dire che tu vorresti aggiungere altro, ma so che hai paura di allontanarmi se sei troppo esigente. Ti scrivo quando posso e riesco persino a chiamarti, parlando a voce bassa da una toilette o da uno spogliatoio in un grande magazzino, soffocando la mia risata perché ho finto di provare alcuni vestiti solo per poterti chiamare.

Ti tengo comunque agganciata. So quanto mi vuoi. So che mi ami e so che vuoi che io sia amato, per portarmi via dall’inferno del mio matrimonio. Ti prometto che un giorno staremo insieme. Ora non è il momento, non è giusto in questo momento, c’è un evento di famiglia in arrivo e non avrebbe senso gettare una bomba simile con quello all’orizzonte, c’è una vacanza familiare che lei ha prenotato e io non lo sapevo fino ad ora ma cosa posso fare? Dovrò andare. Continuo a fare promesse e a produrre scuse, e tu continui a restare in sospeso.

So che ti chiedi perché tengo il telefono vicino a me. Non hai ancora detto niente ma io non sono stupido. Posso vedere il sospetto nei tuoi occhi quando mi sveglio e controllo immediatamente il mio cellulare.

“Sto aspettando un’e-mail importante che potrebbe arrivare dagli Stati Uniti durante la notte”, spiego e sfodero un sorriso disarmante. Tu annuisci. Sembri accettare la spiegazione.

Ti sei lamentata di come non riesci a rintracciarmi al telefono quando chiami mentre sono sulla strada di casa. Quante volte hai lasciato messaggi che mi chiedevano di comprare un po’ di latte o di andare a prendere uno dei nostri figli al nuoto o al calcio solo che io io ho ricevuto il messaggio troppo tardi?

“Devo essere disponibile per i miei clienti. Non sanno che sono alla guida per andare a casa, né se ne preoccupano; hanno bisogno di parlarmi. Dopotutto, se non fosse per loro, non avremmo questo non trovi?” Spiego con piacere indicando col braccio disteso la grande casa e gli arredi costosi che ci circondano. Annuisci in segno di approvazione. Capisci che il mio lavoro è importante. Ti dico abbastanza spesso che lo è.

“Vorrei che mi raggiungessi per pranzo quando vengo in città”, dici ogni settimana o giù di lì. Ti bacio la fronte e ti dico che vorrei avere il tempo di godermi il pranzo con la donna che amo ma che per me è un sandwich e una bottiglia di acqua frizzante. Ci sono obiettivi da raggiungere. Annuisci nel comprendere e mi dici che lavoro troppo. Ti ringrazio e la mia mente si sposta su ciò che mangerò in quel ristorante thailandese in cui pranzerò domani.

“Vorrei che ti lasciassero da solo”, sospiri quando mi giro dall’altra parte nel letto dopo aver fatto l’amore con te. La tua mano indugia sulla mia schiena, desiderosa di mantenere la vicinanza e il contatto mentre prendo il mio telefono sul comodino e mando un messaggio a tarda notte prima di metterlo a faccia in giù.

“Lo so, ma fa eccezione svegliarmi per un problema”, rispondo prima di girarmi di nuovo verso di te e baciarti mentre ci accoccoliamo nel nostro letto matrimoniale.

So che adori i nostri weekend insieme quando le richieste della settimana lavorativa si intromettono meno nella nostra vita domestica. Riesco a percepire che mi guardi mentre mi siedo, con il telefono in mano, un sorriso di contentezza che si disegna attraverso quelle labbra, ma neanche lontanamente ampio come il sorriso dentro di me mentre sparo un messaggio allettante e provocatorio.

“Sto solo vedendo se Dan è disponibile per lo squash la prossima settimana. Martedì sera, quindi tornerò tardi,” dico attraverso la stanza a titolo di spiegazione, aprendo uno spazio vuoto durante la settimana per una persona diversa da te. Sorridi, annuisci e torni al tuo libro.

“Ti amo” dico improvvisamente e tu alzi lo sguardo, la devozione e il desiderio bruciano nei tuoi occhi e questo sembra così intimo che quasi mi porta a dire qualcosa, ma il pensiero passa e mi crogiolo nell’ammirazione e nell’amore che mi mandi. Non hai mai smesso di farlo.

Tu non sai di lei.

Lei pensa di sapere tutto di te.

Nessuna di voi sa veramente cosa sono io.

H.G. TUDOR

In Love With A Married Man

👥 FUORI GUARDANDO DENTRO

OUTSIDE-LOOKING-IN.pngPensi a me ogni giorno. Aspetti quei messaggi stuzzicanti e allettanti che arrivano ripetutamente durante il giorno e poi si esauriscono verso le sei del pomeriggio quando sai che sono a casa con lei. Una volta ogni tanto potrebbe esserci un messaggio improvviso alle 21:00 che ti dice che è andata un attimo in bagno e che ti amo, mi manchi e odio stare lontano da te. Il messaggio ti avvisa anche di non rispondere, perciò tutto quel che sei in grado di fare è toccare lo schermo luminoso e provare ad avvertire il sentimento dietro questi messaggi elettronici di desiderio.

Come apprezzi quel periodo intorno alle 5:30 del pomeriggio quando ogni giorno parliamo al telefono, solo io e te. Torno a casa in macchina dall’ufficio e uso la mezz’ora o giù di lì per deliziarti con i miei complimenti e farti quelle promesse che forse un giorno tornerò a casa in macchina da te. Qualunque cosa tu stia facendo, ti assicuri sempre di essere disponibile e il tuo telefono è libero per ricevere questa chiamata. Organizzi prontamente degli impegni sociali che si svolgeranno più tardi o rimani sul posto di lavoro, sistemata nell’ufficio, sembri essere impegnata in una chiamata di lavoro, anche se sorridi troppo per qualcosa che riguarda il lavoro. Quella mezz’ora di paradiso quando parliamo come se stessimo davvero insieme, facendo progetti, discutendo delle cose che ci piacciono e non ci piacciono, pianificando la prossima volta che potremo strappare del tempo per fare l’amore senza essere scoperti o ridere di ciò di cui avevamo parlato quando ci siamo incontrati a pranzo.

Riesci a organizzarti per pranzare con me almeno una volta alla settimana. Scegliamo deliberatamente un luogo in cui nessuno dei due è probabile che venga riconosciuto e ci posizioniamo nell’angolo e fuori dalla vista. Mano nella mano sotto il tavolo e poi sciolte quando il cameriere ci si avvicina, per sicurezza. Baci rubati, sguardi e promesse prolungati, oh così tante promesse del meraviglioso mondo che ci attende una volta che riuscirò a liberarmi dalle catene del mio matrimonio.

Ascolti con cura e attenzione, facendo sfoggio dell’empatia per la quale sei stata scelta mentre faccio riferimenti obliqui alla mia miserabile vita domestica. Ogni volta premi delicatamente per avere più informazioni per permetterti di capire che cosa devo sopportare. Che cosa devo sopportare e che cosa mi ha spinto tra le tue braccia? Cerco di non dire troppo all’inizio. Non voglio che i nostri tempi troppo brevi insieme siano rovinati dalla mia storia di dolore, ma il tuo orecchio comprensivo si rivela irresistibile e ti permetto di apprendere le ingiustizie che soffro quotidianamente.

“Non ce la facciamo più ad andare avanti.”

“Ha perso interesse sessuale per me tre anni fa. Sono stupito di aver resistito così a lungo.”

“Nulla di ciò che faccio sembra abbastanza buono. Non importa quanto sodo mi impegni, trova sempre qualcosa da criticare.”

Tu ascolti e annuisci. So che sei capace di tutto per intervenire, far scorrere un coltello tra me e lei e spezzare i nostri legami, ma l’onestà di cui sei permeata ti impedisce di farlo. Suggerisci persino dei motivi per cui le cose stanno in questo modo. Sei gentile, generosa e comprensiva.

Rabbrividisci alle mie improvvise chiamate dal nulla. Rispondi sempre dopo un solo squillo, a volte anche meno, si denota quindi che il tuo telefono sta vicino a te in ogni momento. La tua voce mi dice sempre quanto sei felice di sentirmi. Quando ci incontriamo i tuoi occhi, i tuoi baci, i tuoi abbracci e il tuo entusiasmo nel parlare mi fanno salire alle stelle mentre assisto alla tua devozione e al tuo desiderio.

Provi un’ondata di eccitazione quando vieni svegliata da un trillo nel bel mezzo della notte e vedi che sono riuscito a mandarti un altro messaggio.

“Non riesco a toglierti dalla mia testa e dovevo fartelo sapere. Non rispondere, sono a letto con lei.”

La gioia che provi nel sentirmi quando te l’aspettavi viene smorzata dalla consapevolezza che sono con lei e non con te.

I fine settimana sono i momenti più difficili come spesso mi dici. Posso dire che tu vorresti aggiungere altro, ma so che hai paura di allontanarmi se sei troppo esigente. Ti scrivo quando posso e riesco persino a chiamarti, parlando a voce bassa da una toilette o da uno spogliatoio in un grande magazzino, soffocando la mia risata perché ho finto di provare alcuni vestiti solo per poterti chiamare.

Ti tengo comunque agganciata. So quanto mi vuoi. So che mi ami e so che vuoi che io sia amato, per portarmi via dall’inferno del mio matrimonio. Ti prometto che un giorno staremo insieme. Ora non è il momento, non è giusto in questo momento, c’è un evento di famiglia in arrivo e non avrebbe senso gettare una bomba simile con quello all’orizzonte, c’è una vacanza familiare che lei ha prenotato e io non lo sapevo fino ad ora ma cosa posso fare? Dovrò andare. Continuo a fare promesse e a produrre scuse, e tu continui a restare in sospeso.

So che ti chiedi perché tengo il telefono vicino a me. Non hai ancora detto niente ma io non sono stupido. Posso vedere il sospetto nei tuoi occhi quando mi sveglio e controllo immediatamente il mio cellulare.

“Sto aspettando un’e-mail importante che potrebbe arrivare dagli Stati Uniti durante la notte”, spiego e sfodero un sorriso disarmante. Tu annuisci. Sembri accettare la spiegazione.

Ti sei lamentata di come non riesci a rintracciarmi al telefono quando chiami mentre sono sulla strada di casa. Quante volte hai lasciato messaggi che mi chiedevano di comprare un po’ di latte o di andare a prendere uno dei nostri figli al nuoto o al calcio solo che io io ho ricevuto il messaggio troppo tardi?

“Devo essere disponibile per i miei clienti. Non sanno che sono alla guida per andare a casa, né se ne preoccupano; hanno bisogno di parlarmi. Dopotutto, se non fosse per loro, non avremmo questo non trovi?” Spiego con piacere indicando col braccio disteso la grande casa e gli arredi costosi che ci circondano. Annuisci in segno di approvazione. Capisci che il mio lavoro è importante. Ti dico abbastanza spesso che lo è.

“Vorrei che mi raggiungessi per pranzo quando vengo in città”, dici ogni settimana o giù di lì. Ti bacio la fronte e ti dico che vorrei avere il tempo di godermi il pranzo con la donna che amo ma che per me è un sandwich e una bottiglia di acqua frizzante. Ci sono obiettivi da raggiungere. Annuisci nel comprendere e mi dici che lavoro troppo. Ti ringrazio e la mia mente si sposta su ciò che mangerò in quel ristorante thailandese in cui pranzerò domani.

“Vorrei che ti lasciassero da solo”, sospiri quando mi giro dall’altra parte nel letto dopo aver fatto l’amore con te. La tua mano indugia sulla mia schiena, desiderosa di mantenere la vicinanza e il contatto mentre prendo il mio telefono sul comodino e mando un messaggio a tarda notte prima di metterlo a faccia in giù.

“Lo so, ma fa eccezione svegliarmi per un problema”, rispondo prima di girarmi di nuovo verso di te e baciarti mentre ci accoccoliamo nel nostro letto matrimoniale.

So che adori i nostri weekend insieme quando le richieste della settimana lavorativa si intromettono meno nella nostra vita domestica. Riesco a percepire che mi guardi mentre mi siedo, con il telefono in mano, un sorriso di contentezza che si disegna attraverso quelle labbra, ma neanche lontanamente ampio come il sorriso dentro di me mentre sparo un messaggio allettante e provocatorio.

“Sto solo vedendo se Dan è disponibile per lo squash la prossima settimana. Martedì sera, quindi tornerò tardi,” dico attraverso la stanza a titolo di spiegazione, aprendo uno spazio vuoto durante la settimana per una persona diversa da te. Sorridi, annuisci e torni al tuo libro.

“Ti amo” dico improvvisamente e tu alzi lo sguardo, la devozione e il desiderio bruciano nei tuoi occhi e questo sembra così intimo che quasi mi porta a dire qualcosa, ma il pensiero passa e mi crogiolo nell’ammirazione e nell’amore che mi mandi. Non hai mai smesso di farlo.

Tu non sai di lei.

Lei pensa di sapere tutto di te.

Nessuna di voi sa veramente cosa sono io.

H.G. TUDOR

Outside Looking In

👤 LA PURA NECESSITÀ

191001D The Bare Necessity.png

Io non ho chiesto questo, lo sai. So che non l’hai chiesto nemmeno tu, ma per una volta non facciamo osservazioni su di te e parliamo di me, va bene? Io non ho mai chiesto di essere creato in modo che ogni singolo giorno dovessi raccogliere il carburante necessario per la mia esistenza. Sì, devo mangiare, devo bere acqua e devo respirare l’aria, proprio come fai tu, ma per quanto riguarda me ho un’altra necessità basilare della vita quotidiana. Devo avere carburante. Hai scelto tu di avere sempre cibo e acqua? No, tu non l’hai fatto. Neanche io. Neanche io ho scelto di richiedere questo carburante, ma senza di esso smetterò di esistere. Ciò che ho creato per sopravvivere in questo mondo si rovescerà e sarà la mia fine. Quanto andresti lontano per mangiare? All’inizio è abbastanza semplice no? Vai al negozio di alimentari o ordini online dal supermercato e acquisti gli ingredienti per preparare un pasto o per riceverne uno precotto. Tagli, sbucci, schiacci, mescoli e prepari quel pasto. Centomila diverse ricette tra cui scegliere. Al contrario, è possibile rimuovere l’imballaggio, perforare la pellicola trasparente e farlo saltare nel forno o nel microonde. In ogni caso tu hai cibo, pronto da mangiare e sostenerti. Ma cosa succederebbe se non avessi soldi per acquistare questo cibo, come reprimeresti i brontolii del tuo stomaco? Forse potresti chiedere che ti venga dato cibo dai vicini, dalle banche del cibo o dagli avanzi dei supermercati. È umiliante, ma devi mangiare, non è vero, quindi che importanza ha un po’ di orgoglio finché lo stomaco è pieno? Tuttavia, cosa succede se quella beneficenza finisce? Cosa succede se la benevolenza di amici e vicini si prosciuga? Cosa faresti in quel caso? E se non ci fossero amici e vicini di casa? Cercheresti di sopravvivere con le bacche che trovi sul ciglio della strada, bere l’acqua da un ruscello? Ti sosterrebbe a lungo o ti stancheresti di questo? Rovisteresti nei bidoni fuori da un supermercato per cercare il cibo che è stato gettato via, ma è perfettamente commestibile? È rubare questo? Forse no. Affronteresti gli sguardi di pietà e disprezzo di quelli che ti hanno visto mentre rovistavi in un cassonetto?

Ruberesti dai negozi per soffocare i morsi della fame? Sgraffigneresti una pagnotta da una panetteria, ti introdurresti furtivamente in una casa e ruberesti quella torta fredda o rovisteresti negli armadietti per trovare qualcosa da mangiare. Cosa succede se non c’è cibo commestibile nel cassonetto, rimuoveresti la muffa e mangeresti quello che trovi, rischiando la malattia? E se i supermercati avessero finito il cibo e non ci fosse nessun posto dove rubarlo? Setacceresti i frutteti fin quando la frutta non è esaurita? Pescheresti un pesce o cacceresti un agnello o agguanteresti un pollo per cucinarlo e mangiarlo su un fuoco all’aperto? E se le consuete risorse di carne cominciassero a svanire, essendo cadute preda di animali selvatici affamati in seguito al collasso della civiltà, che succederebbe? Cercheresti nuove risorse? Cacceresti e mangeresti, spinto dalla fame, un passero o un pettirosso? Che ne dici di un gufo? Un gabbiano? Massacreresti una volpe per mangiare la sua carne? Dove ti fermeresti? Mangeresti un altro essere umano per sopravvivere? Quando i bisogni urgono dove tracceresti la linea? Quanto andresti lontano per nutrire te stesso e i tuoi cari? Chiedere l’elemosina, coltivare in proprio, rubare, ferocia, cannibalismo? Hai un limite o quando il gioco si fa duro e lo stomaco è annodato con l’agonia della fame non ci sarebbe limite? Quanto lontano andresti? Combatteresti con un’altra persona per un pacchetto di riso? Picchieresti qualcuno per rubare le loro scorte di risparmi? Considereresti la perdita delle loro provviste di cibo e le loro ferite una conseguenza accettabile della tua necessaria sopravvivenza? Questo diventerebbe un danno collaterale nella ricerca della sopravvivenza? Per quanto possa sembrare orribile, dovrei immaginare che qualora insorgesse la necessità tu andresti oltre lo sgradevole per sopravvivere.

Ora, sostituisci il cibo con il bisogno di carburante e capirai che non ho altra scelta se non quella di raccogliere questo carburante da fonti diverse e in modi diversi nel corso di ogni giornata. Le conseguenze che possono insorgere possono sembrare deplorevoli per te, ma sono solo il risultato di questa mia necessità di ottenere carburante. Non ho chiesto io di dover fare questo, ma il modo in cui sono stato creato lo fa essere così. Nello stesso modo in cui tu combatteresti per assicurarti la tua propria sopravvivenza, piuttosto che rannicchiarti e morire in una buca, così devo fare io. Questo mi rende qualcosa che sarebbe considerato una persona cattiva solo per fare ciò di cui ho bisogno per esistere? Direi che non è così. So che quello che faccio ha conseguenze per gli altri. Non sono cieco né sono un pazzo. Comprendo appieno la devastazione che causo mentre faccio a pezzi la vita di qualcun altro come un ciclone, succhiando ogni cosa all’interno, scagliandola via e poi scartandola rotta e spezzata. Ho sentito le lamentele, le storie, i ricordi e le considerazioni. Ho sentito le grida di sgomento, i lamenti della sofferenza, le urla di terrore e i lenti singhiozzi del dolore. So ciò che è causato dalle mie azioni ma quale scelta ho? Non ho intenzione di arrivare a queste cose, ma devono sempre sorgere come conseguenza di ciò che devo fare.

Io non provo sensi di colpa né rimorso. Sono privo di quelle emozioni. Un’altra conseguenza del modo in cui sono stato creato. Non provo vergogna per queste azioni, nessuna pietà per coloro che soffrono per i miei comportamenti e nessun senso di empatia per coloro che sono spietatamente abbattuti dalle mie macchinazioni. Non sono gravato da tali emozioni, quindi non mi giro e rigiro la notte, non ho il sonno cosparso di incubi di tormento, non mi siedo angosciato e cerco l’assoluzione per tutto ciò che ho fatto e per tutto ciò che devo fare . Questi concetti non si applicano a me. Quello che faccio è invitarti a capirmi. Voglio che tu capisca cosa sono, cosa devo fare e ciò che ne deriva e che se tu fossi nei miei panni, faresti lo stesso. Questo non mi rende una persona cattiva, vero? Sono un brav’uomo che sta facendo un brutto lavoro. Giusto?

H.G. TUDOR

The Bare Necessity

👤 UN ANGELO OSCURO

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Io sono considerato una persona cattiva. In effetti, cattiva sarebbe considerato un po’ blando, e sono stato sul punto di ricevere le etichette di “crudele”, “satanico”, “malevolo” e “rappresentante dell’inferno sulla terra”. Nessuna di quelle etichette mi ha infastidito minimamente. È perché sono vere e sono contento di ammettere a cosa corrisponde il mio comportamento? Forse. La verità più grande è che tutte mi sono state date ricoperte di emozione, grondanti di carburante e le persone che lanciavano quello che percepivano come un insulto contro di me stavano facendo il contrario. Pensavano di abbattermi, sminuirmi e farmi male quando mi rendevano ancora più potente. Ma non dovevano saperlo vero? Pochissime persone in realtà capiscono perché la mia specie si comporta come noi. Oh quelli che hanno la sfortuna (parola loro) di invischiarsi con la mia specie sanno tutto dei nostri comportamenti. Ti faranno sedere e passeranno tutto il giorno a catalogare ogni gesto spregevole, ogni atto aggressivo e tutti quei momenti malevoli come se stessero leggendo da un diario. È così che diveniamo incisi nella mente delle persone, è così che infettiamo i loro cuori e avveleniamo le loro anime. Lo so perché io so quello che faccio. Lo so perché tu mi mostri come ti influenza e sicuramente mi stai dicendo molto (così come chiunque altro ascolta) perché è così che diventiamo uniti. Sembriamo lampanti e brillanti e poi ti mutiliamo ti azzoppiamo e ti offendiamo. Sai meglio di chiunque altro come questo ti condiziona ma raramente capisci. Come hai potuto? Non hai idea con chi hai a che fare. Non compariamo con la lettera N marcata sulla fronte come avvertimento (anche se sospetto che anche se lo facessimo alcune persone cadrebbero ancora nostre prede). Non sai cos’è che ha avvolto i suoi viticci intorno a te e non ci si può aspettare che tu lo sappia. Non è colpa tua anche se passeremo tutta la svalutazione e oltre a dirti che la è. Quelli della nostra specie pensano proprio che tutto sia colpa tua. Sono programmati per non pensare nient’altro. Io sono peggio. So che non è colpa tua ma il mantenimento della colpa è la chiave per detenere il controllo e continuare a mantenere la mia posizione dominante e quindi metterò prontamente in atto ciò che so essere falso alo fine di ottenere ciò che deve essere raggiunto. Ancora una volta, tu non sapevi questo e sia che tu ti sia invischiato con un Inferiore, un Medio-Rango o Superiore della nostra specie, vieni preso dal tentativo di farci vedere, farci capire e ottenere una sorta di salto di qualità. È pressoché impossibile. L’Inferiore non è programmato per accettarlo. Stai provando a mettere una videocassetta in un lettore Blu-Ray. Semplicemente non funzionerà. Il Medio-Rango deve attribuire la colpa perché sa che gli fornisce una difesa. Il Superiore di noi capisce quello che stai dicendo e sa che hai ragione ma non lo accetteremo perché dobbiamo rimanere superiori.

Anche quelli a cui ti rivolgi per assistenza non capiscono. Familiari e amici ben intenzionati lottano enormemente per capire cosa è successo. Questo perché non riescono a capire che una persona possa comportarsi in quel modo e diventa più facile pensare che tu sei quello con il problema, che sei troppo stanco, stressato (diavolo certo che lo sei perché abbiamo fatto in modo che fosse così) e che stai immaginando cose, ricordando male e così via. Non vogliono essere coinvolti perché questo significa cercare di capire questo ed è troppo difficile. Significa anche distruggere la facciata che abbiamo creato ed è molto più facile tenerla intatta e puntare allo sfinimento/bere/droghe/isteria e così via, piuttosto che lottare per capire che esiste una cosa come un narcisista che pratica il bombardamento d’amore poi abusa in un batter d’occhio? Persino quelli che cercano di capire si sentono stanchi con l’inarrestabile fonte di notizie di abominevoli deviazioni che spieghi nei dettagli ogni giorno. Inoltre, le persone alla fine sono troppo avvolte nelle loro vite. Chi darebbe credito a questo? L’egoismo da parte nostra e da parte loro ti tiene intrappolato.

I professionisti offrono alcune informazioni in vari gradi, anche se pochi l’hanno effettivamente sperimentato e sono solo coloro che l’hanno fatto che possono veramente riferire l’orrore completo e l’impareggiabile spappolamento del cervello, l’incasinamento della mente, il giro sulle montagne russe di essere intrappolato con noi che distrugge l’anima. Vedere per credere. Il non sperimentare veramente ciò che significa essere irretiti da noi implica che le spiegazioni cadono vittima di congetture, teorie e speculazioni.

È qui che nasce il mio buon lavoro. Sono un uomo cattivo, ma sto facendo un buon lavoro, non un ottimo lavoro, riferendoti perché facciamo quello che facciamo, perché diciamo quello che diciamo e permettendoti di prendere in mano queste informazioni e applicarle come ritieni opportuno. Questo non viene fatto come atto altruistico; un tale concetto è anatema per me. Io ho il mio programma e i miei obiettivi da raggiungere come conseguenza di questa condivisione della conoscenza. Fa appello anche alla mia visione malevola conferire a te, a coloro che hanno sofferto con la nostra specie per così tanto tempo, le conoscenze e gli strumenti per reagire. Mi diverte pensare che la fornitura delle mie informazioni stia causando costernazione e confusione tra la nostra specie dal momento che voi, le vittime empatiche andate avanti, combattete e progredite. Io non devo alcuna lealtà ai miei fratelli. È uno contro uno e al diavolo tutti. I miei metodi sono i miei metodi. L’utile conseguenza delle mie azioni comunque è che finalmente inizi a guadagnare comprensione. Ti rendi conto di cosa ci rende zecche. Finalmente ti rendi conto che operiamo secondo la nostra realtà e la nostra stessa logica. Ti rendi conto di come noi vediamo le cose e quindi finalmente ha senso anche se non ha senso – se vedi cosa intendo.

Ti rendi conto che era un’illusione. Capisci che è menzogna su menzogna su menzogna. Capisci perché è stato detto quello, è stato fatto questo e perché si continua ad andare avanti in questo modo. Non ha ancora senso per te dal tuo punto di vista, ma poi inizi a capire perché ha senso per noi ed è per questo che lo facciamo. Capisci che non si tratta di vincere la battaglia, ma di non combattere mai la battaglia, perché le probabilità sono sempre a nostro favore. Noi creiamo le regole, scegliamo le regole, infrangiamo le regole e abroghiamo le regole. Ci vuole ancora del tempo perché tutto venga filtrato e fatto incastrare al posto, ma quando succede, beh, l’effetto è significativo. Le frasi che hai sentito tante volte assumono un nuovo significato. Le azioni che ti hanno lasciato sconcertato, ferito e confuso ora fanno solo male. Capisci perché ti vogliamo impantanato nell’emozione. Ci vuole ancora tempo per attraversare quel mare emotivo, ma almeno ora comprendi perché vi sei stato gettato dentro. I miti vengono dissipati, le supposizioni errate distrutte e ti viene data proprio la cosa con cui operiamo noi e con la quale abbiamo successo – logica fredda e dura.

C’è così tanto da trasmetterti. Così tanto per i dettagli da come veniamo alla luce, cosa stiamo cercando di ottenere, cosa stiamo cercando di tenere a bada, perché continuiamo a fare ciò che facciamo, perché il cambiamento non avviene, perché abbiamo scelto te, perché non lasciamo mai perdere e molto altro ancora. Tutto questo ti verrà fornito. È brutale, fa male ed è scomodo, ma del resto non ne hai avuto abbastanza della merda ricoperta di zucchero? Ora è il momento di ingoiare la dura verità perché questo è ciò che alla fine ti renderà libero, questo e la relativa applicazione alle tue situazioni.

Quindi, questo è ciò che io faccio. Scrivo. Dettaglio. Trasmetto. Illumino. Puoi continuare a vedermi come crudele, cattivo e infernale. Certamente, è una tua scelta, ma so che capisci, almeno la maggior parte di voi, che quest’uomo cattivo sta facendo un buon lavoro. Se continui a leggere, continui a chiedere e continui ad assimilare, otterrai il risultato desiderato.

Tutti gli errori, i disguidi e i fallimenti che hai commesso e sperimentato possono ora essere archiviati mentre ti imbarchi in un capitolo diverso verso la tua definitiva libertà. Non sarai più ostacolato dal mio fraintendimento, intralciato dalla confusione e impantanato nelle risposte sbagliate. Per troppo tempo sei stato guidato lungo il sentiero del giardino, preso in giro e hai preso le decisioni sbagliate sulla base di interpretazioni errate. Questo perché non avevi me. Dopotutto, ci vuole uno che opera in modo sbagliato per dimostrarti che tu stai operando in modo sbagliando.

H.G. TUDOR

A Dark Angel