👥 UNA COSA PORTA ALL’ALTRA

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Così la tua rottura è stata dura e ti ha lasciato ferita, le lesioni fisiche ma soprattutto emotive e ti tieni rinchiusa ormai da mesi. Cercando l’isolamento come mezzo per affrontare il turbamento che hai vissuto e giurando di non uscire mai più. La tua determinazione è aumentata, con quotidiane liberazioni riguardo a ciò che ha fatto che si accumulano mentre ascolti un cumulo di azioni aberranti. Hai deciso di concentrarti su ciò che contava per te e quindi le relazioni sono state relegate nella parte posteriore della tua mente. Sentendoti più forte, le ferite che guariscono ma non ti hanno guarito, affronti ripetuti inviti dai tuoi amici benintenzionati, amici che ti hanno sostenuto in questo periodo sgradevole della tua vita, ad uscire dalla clandestinità e permettere a te stessa di brillare ancora una volta. Accetti e dopo una lunga preparazione esci fuori, come una creatura in letargo e ti unisci ai tuoi amici in quel bar che è stato ristrutturato ed è un’esca per tutte le belle creature.

Vedo che stavi lì al bar. Sei in piedi leggermente appartata dai tuoi amici come se cercassi di preservare il tuo spazio personale. Vedo che la conversazione è diretta verso di te e mi rendo conto che i tuoi amici ti stanno dando quello che io considererei un livello eccessivo di attenzione come se stessero ripetutamente controllando che tu stia bene. Occasionalmente le mani ti toccano il braccio in segno di rassicurazione e le teste si inclinano mentre i visi dolci emanano espressioni gentili. So che sei accudita. So che sei protetta e questo significa che sei stato ferita. Sento l’odore del sangue che è stato versato nel tuo passato e aspetto che vengano impugnati i telefoni per scattare varie fotografie in posa. È tempo di avvicinarsi.

Mi dirigo verso il bar e mi giro leggermente per osservare te e i tuoi amici mentre le foto continuano. Una cattura il mio sguardo e sorrido. Lei risponde sorridendo a sua volta e dà di gomito alla sua amica.

“Gradireste che ne faccia una a tutti voi?” Chiedo mentre mi sposto accanto a te. Seguono cenni di apprezzamento e mi viene consegnato un telefono dopo l’altro, mentre relego la tua foto di gruppo in una memoria digitale. Mi impegno in una conversazione educata ma giocosa con tutti voi, ma resto concentrato sulle tue reazioni. Sei esitante, ma ridi delle mie parole, apparentemente desiderando accoglierle, ma non sono sicuro se dovresti farlo. Tiro fuori il telefono e faccio una foto a tutti voi e poi altero la messa a fuoco in modo che la lente si posi su di te e solo su di te mentre scatto una raffica di foto prima di augurarvi una piacevole serata e di ritirarmi dai miei luogotenenti che mi aspettano. Non passa molto tempo prima che una ricerca della tua immagine mi abbia dato il tuo nome, e sono in grado di accertare alcuni dei tuoi interessi dal tuo profilo di Facebook incluso il fatto che sei una ballerina appassionata e hai vinto diverse gare di ballo. Faccio qualche ricerca sulle gare di danza per giovani uomini e mi preparo l’amo dicendo che sono stato un ballerino da giovane, anche se un infortunio calcistico mise fine ai miei crescenti progressi. Assorbo alcuni elementi chiave della terminologia e poi mi muovo verso di te. Do un colpetto al primo domino e questo inizia a cadere sul secondo.

Parliamo. Beviamo. Balliamo. Imparo più cose su di te. Mi piace giudicare dalle risposte dei tuoi amici. Mi assicuro il tuo numero e ti do il mio. Ti mando un messaggio cortese il giorno successivo. Un appuntamento a cena è assicurato. L’appuntamento va bene. Apprendo più cose su di te, e compilo il mio dossier su di te dal momento che un appuntamento di approfondimento è stato prontamente accettato. Ti sorprendo con biglietti per un balletto. Tu sei deliziata. I dominos continuano a cadere. La tua resistenza svanisce. Il terzo appuntamento è scontato e poi gli appuntamenti diventano più frequenti. Sono a casa tua. Sono nel tuo letto. Sono dentro di te. Tre settimane diventano tre mesi. I domino continuano a cadere mentre so tutto del tuo passato. So anche tutto del tuo presente grazie al mio spiare. Ti inghiotto nel mio mondo con i miei luogotenenti che ti accerchiano. Prendo il fumo e lo getto sugli occhi dei tuoi sostenitori, e intanto ne recluto due nel mio ovile. Ti elevo. Ti attiro. Ti adulo e ti incanto.

Il tuo tempo è con me. Il tuo telefono pieno del mio amore. I tuoi weekend sono riempiti da me. Io rimango da te e tu da me. Compare lo spazzolino da denti e poi la borsa da notte che rimane sul posto. Mi lavi i vestiti e poi sono più le volte che sto lì di quelle in cui non ci sono. Tolgo quelli che non servono dai tuoi contatti ma sembra che tu non lo noti. I tuoi occhi mi mostrano quanto sei incantata e intanto quei dominos continuano a cadere. Le vacanze vengono prenotate mentre comincio a invadere il tuo futuro. Ti controllo il telefono e invio messaggi. Leggo la tua posta ma non ti dispiace dal momento che lo faccio quando sei impegnata per aiutarti. Naturalmente. Le fettine di salame mentre impongo il mio mondo su di te e tu prontamente ti sottometti. Conosco tutti i tuoi amici, so tutto del tuo lavoro, dei tuoi hobby e della tua famiglia. Sono considerato il ricostituente ideale dopo “lui” di cui ridiamo e che io conosco, è uno dei miei fratelli, ma non te lo dico mai. Le tue giornate sono già programmate da me e tu mi dici spesso quanto sei fortunata. Io non sono d’accordo. Mi trasferisco ma mantengo la mia casa perché “il mercato non è adatto per vendere proprio ora”. Quella tana non andrà da nessuna parte. Il circolo sociale è stabilito. Tu sei euforica. Ti viene offerto il mondo e, come i dominos clack clack clack, tu accetti tutto. Compare l’anello e tu dici sì. Viene stabilita una data e vengono fatti i progetti mentre io ti dono il futuro. I tentacoli sono tutti intorno a te, le linee del carburante sono al loro posto ma, naturalmente, non te ne accorgi. Io sono con te, in te e attorno a te. Ti siedi a colazione ammirando l’anello luccicante al dito mentre osservi.

“Sai che sono passati sei mesi da quando ci siamo incontrati in quel bar? Chi l’avrebbe mai pensato?

Ti mando quel sorriso speciale e tu non riesci a notare i miei occhi che si scuriscono per un istante, perché devi ancora scoprire che una cosa tira l’altra.

H.G. TUDOR

One Thing Leads To Another

👤 TUTTO NEGLI OCCHI

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Gli occhi sono una delle mie più potenti armi. Sento non so quanti commenti sui miei occhi.
“Ho visto il mondo nei tuoi occhi”
“Tutto quello che ho sempre desiderato, l’ho potuto vedere nei tuoi occhi”
“Non ho mai conosciuto nessuno che dia un’occhiata così maligna”
“C’è la morte dietro ai tuoi occhi”
“Lo sguardo che mi hai dato mi ha ghiacciato dentro”
“Il tuo sguardo vuoto e rettiliano mi inquieta sempre”

All’inizio del coinvolgimento con te, siamo capaci di riflettere indietro ciò che disperatamente vuoi. Speranza, ottimismo, desiderio e fiducia sono tutti specchiati nei tuoi occhi. Non fare l’errore di pensare che siamo noi a generare questi sguardi. Non lo facciamo. Tutto quello che stiamo facendo è assicurarci che tu veda quel che vuoi vedere nel tentativo di intrappolarti. Questo continuo rispecchiare serve a due obiettivi. Primo, ti mostra ciò che desideri e ci rende il più possibile attraenti per te. Secondo, maschera il vuoto assoluto che esiste veramente. Nonostante la mia tipologia ed io impariamo come come comportarci e recitare, noi mimiamo il modo in cui ci si aspetta che rispondiamo, nella maniera più vantaggiosa, non sentiamo veramente nessuna di quelle cose e non le possiamo generare nei nostri occhi.
Siamo capaci di simulare tutto il resto – la risata, il sorriso, lo sguardo sorpreso, l’intonazione di gioia nella nostra voce. Abbiamo accuratamente costruito questi facsimile delle tue emozioni ma ci viene sempre elusa la possibilità di gestirle nei nostri occhi. Però non possiamo arrenderci alla prima difficoltà e farti vedere attraverso la nostra messa in scena. Di conseguenza, abbiamo imparato a gestire magistralmente la tecnica dello specchio. Tu desideri quell’amore e speri così fortemente di vederlo in noi quando in realtà stai solamente vedendo te stessa. Tratteniamo il tuo sguardo più a lungo di chiunque altro. Tu rimani truffata nel pensare che questa sia solo la dimostrazione dell’intensità del nostro desiderio per te. Non è così. Noi dobbiamo guardare direttamente nei tuoi occhi per far splendere indietro quello che ci mandi. Dobbiamo apparire così, la riflessione potrebbe fallire e dobbiamo averti sempre nel nostro sguardo. Come per tutte le nostre finzioni, non siamo capaci di mantenere questa falsità a lungo.

Lo specchio si rompe e i frammenti della riflessione scivolano via lasciando l’abisso privo di emozioni che c’è dietro. L’aridità delle terre che stanno dietro ai nostri occhi è tutto ciò che rimane, prive di qualunque cosa. Ecco perché nelle ultime fasi non vedi nulla quando ci guardi. Non possiamo generare quelle emozioni reali e il nostro specchio ora ha fallito. Il nostro vero sguardo è tutto quello che rimane, freddo, vuoto e senza vita. Le persone dicono spesso che lo sguardo è lo specchio dell’anima. La nostra anima ci ha lasciato molto tempo fa ed è per questo che guardi dentro occhi morti e insensibili. Perfino se la nostra bocca è all’insù in un sorriso, le zampe di gallina ai lati, le sopracciglia verso l’alto, i nostri occhi ci tradiscono. Glaciali e sterili, mostrano la realtà di ciò che siamo; privi di emozioni positive e in bancarotta spirituale.
Tutto quello che siamo capaci di raccogliere è l’odio. Il nostro disprezzo per questo mondo ingiusto è così intenso che irromperà attraverso quando desideriamo indirizzare questo odio contro di te. Questo avviene quando il vuoto svanisce e invece tu sei sottoposta al nostro sguardo malevolo che identifica come un laser. Ho menzionato nel ricordo del barattolo di biscotti come mi sono esercitato con il mio sguardo raggelante per un’intera estate. Questo è il precursore della nostra cattiveria, antipatia e disprezzo. Con consumata facilità possiamo utilizzarlo per intimidirti e segnalare il nostro disprezzo verso di te. È potente, incrollabile e inquietante. Essere oggetto finale del nostro sguardo d’odio non è un’esperienza piacevole. Raccogliamo un tale potere con i nostri occhi, per sedurti e poi romperti, ma la realtà è che abbiamo solo tre impostazioni. Lo specchio, il nulla e l’odio. Non c’è altro. Questo è tutto quello che hanno i nostri occhi.

H.G. TUDOR

All In The Eyes

📰 IL NARCISISTA TIENE TUTTO IN FAMIGLIA

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La dinamica narcisistica e gli effetti della nostra specie sono onnipervasivi. Nessuna delle loro vite rimane intoccata da parte nostra. Che si tratti dello sconosciuto a cui sorridiamo in ascensore e da cui riceviamo un sorriso in cambio, guadagnando quindi un pizzico di carburante, dell’amico tenacemente leale che è in soggezione verso di noi e fa tutto ciò che vogliamo oppure dell’innamorata cotta e confusa fonte primaria che abbiamo scartato, noi siamo ovunque. Ci puoi trovare che passeggiamo per casa, nel tuo posto di lavoro, al bar, all’ospedale, nel tuo letto e anche nella tua famiglia.

Molto di ciò che viene scritto riguardo la nostra specie appartiene all’asservimento romantico di una vittima inconsapevole che si innamora pazzamente e profondamente di noi, soffre la crudeltà della svalutazione e poi viene gettata via senza alcuna spiegazione prima di essere recuperata e che il processo ancora una volta ricominci. È così perché questo tipo di dinamica narcisistica è la più devastante per via della forza dei sentimenti, la stretta vicinanza tra narcisista e vittima e il tempo di esposizione.
La scelta dell’obiettivo per essere fonte primaria intima viene considerato come il più ovvio coinvolgimento con la nostra specie e si inserisce nel modello standard di seduzione, svalutazione, scarto e recupero.

Naturalmente, come ho mostrato, c’è molto di più rispetto a questo modello standard, con il periodo della scelta dell’obiettivo, la seduzione iniziale e poi la seduzione del periodo d’oro, la zona sconosciuta, il periodo di tregua e così via. Inoltre, ci sono delle variazioni per quelli che sono  fonti secondarie intime o quelli che si ritrovano Fonti Secondarie Intime Sporco Segreto. Esiste anche la questione del circolo di amicizie interno ed esterno che sono fonti secondarie non intime che godono di un periodo d’oro prolungato e quelli che sono fonti terziarie che potrebbero sperimentare una breve esplosione seduttiva senza periodo d’oro o la cattiveria di un recupero maligno fin dall’inizio. Anche se la metodologia della nostra tipologia ha molte analogie, ci sono anche molte variazioni che dipendono dall’indole della fonte con cui siamo invischiati e questo è altrettanto applicabile alla famiglia.

I membri della famiglia per il narcisista sono quasi sempre fonti secondarie. La maggioranza sono non-intime ma in certi casi ci sono familiari che sono fonti secondarie intime.

Occasionalmente possono esserci situazioni dove un familiare è fonte primaria. Sono rare ma certamente non impossibili. Ripeto, sono quasi sempre non intime ma ci sono anche esempi in cui sono intime. Se il familiare è fonte primaria, c’è una maggior probabilità di rapporti intimi rispetto a quando è una fonte secondaria.

Gli esempi familiari sono vari. Potresti avere un genitore o un nonno narcisista, potrebbe esserlo un fratello, un cugino o tuo figlio i tuoi figli potrebbero essere narcisisti. Le famiglie allargate potrebbero anche essere portatrici di un parente acquisito che è un narcisista. La questione di un membro della famiglia narcisista è molto ampia, con molteplici combinazioni e in questo articolo affronterò alcuni degli aspetti chiave del narcisista in ambito familiare, fornendo una panoramica introduttiva, con articoli successivi che si focalizzeranno su aree specifiche di questa dinamica complessiva.

Nel caso di una relazione non-intima tra narcisista e un parente di sangue non c’è seduzione. Questo perché la relazione familiare ha già creato un legame e un senso del dovere che altrimenti sarebbe creato dalla seduzione. Il narcisista non ha bisogno di stabilire una connessione. In tutte le altre dinamiche con un narcisista, la vittima inizia come completo estraneo o estraneo. Potrebbero rimanere in quel ruolo ed essere sedotte unicamente per la fornitura di una scarica di carburante in un caso isolato o ripetuto. Pensa all’estraneo in ascensore o a qualcuno con cui flirtiamo su internet. Queste persone potrebbero diventare fonti secondarie trasformandosi in un amico o un collega e poi essere promossi a fonte primaria in seguito.
La promozione potrebbe essere rapida ma al fine di attirare la persona inizialmente deve esserci una fase seduttiva. Questo non accade con i membri della famiglia.

• Conosci il narcisista come tuo genitore o nonno e hai stabilito una connessione con loro dalla nascita.
• Conosci il narcisista come tuo figlio e hai stabilito una connessione fin dalla sua nascita.
• Conosci il narcisista come fratello o cugino e hai stabilito una connessione dalla tua nascita o dalla loro, a seconda di chi sia il maggiore.

Questa connessione crea un senso del dovere.

• Come genitore sei obbligato a prenderti cura di tuo figlio;
• Come figlio sei obbligato a stare sotto il controllo del tuo genitore;
• Come fratello o cugino, sei obbligato a stare in contatto con loro per via del legame di sangue.

Quindi il narcisista non ha necessità di sedurre i membri della famiglia per creare il legame. Il legame è già stato creato in quanto appartenenti alla stessa famiglia. Questo risparmia al narcisista molto lavoro.

L’eccezione è quando il narcisista desidera “elevare” la fonte a  fonte secondaria intima o a fonte primaria intima, ossia commettere un incesto e inevitabilmente di natura abusante. Perché accada questo, il narcisista deve intraprendere una seduzione per giungere al rapporto sessuale. Questo coinvolgerà manipolazioni per arrivare a questa costrizione, isolamento da altri membri della famiglia e influenze esterne e il chiaro utilizzo di incentivi e abbondanza di minacce in modo che l’attività incestuosa venga tenuta nascosta.

La dinamica tra un o una familiare narcisista e la sua vittima cadrà in una di queste categorie:

• Un periodo d’oro prolungato dove la vittima viene sempre trattata bene, in modo simile a come viene fatto per una fonte secondaria del circolo interno di amicizie. Questo è quando la vittima familiare viene trattata come fonte secondaria. A queste persone verrà accordato uno status d’oro o favorito. Quindi un fratello sarà il favorito, un figlio sarà il bambino prodigio, un genitore verrà favorito rispetto all’altro, un cugino verrà visto come preferito. La posizione di essere d’oro o preferito non è esclusiva. Per il narcisista è assolutamente ammissibile avere due cugini preferiti, due fratelli preferiti o essere un genitore che ha due bambini d’oro. Ciò che deve sempre avvenire quando c’è uno o più parenti preferiti o dorati, è che ci deve sempre essere un parente che fa da capro espiatorio che sia di “livello” equivalente. Quindi con il bambino o i bambini d’oro, ci sarà un figlio che fa da capro espiatorio, un figlio narcisista potrebbe favorire i propri genitori biologici prendendo come capro espiatorio la matrigna o il patrigno e così via. Questo è necessario perché il narcisista ha bisogno di qualcuno da confrontare per creare il favoritismo. Ricorda, noi vogliamo sempre utilizzare le contrapposizioni (pensare di stare sul piedistallo e poi essere gettato a terra, l’offerta di sesso meraviglioso che poi viene tolto ecc..) perché il contrasto è il catalizzatore per un dramma migliore, per reazioni emotive maggiori e di conseguenza più carburante potente.

• Laddove la vittima di famiglia viene istallata come fonte primaria, sperimenterà una sequenza simile a quella di una fonte primaria non familiare, ossia per iniziare c’è un periodo d’oro ma poi a tempo debito seguirà la svalutazione.

• Una svalutazione prolungata che è interrotta da Periodi di Tregua. È simile allo schema di comportamento conosciuto tra narcisista e fonte primaria. Qui il familiare vittima è sottoposto da parte del narcisista a delle manipolazioni che denigrano e di tanto in tanto sperimenterà sollievo dal suo stato ricevendo un Periodo di Tregua in cui alla vittima viene inferto un periodo d’oro. Però la distinzione qui sta nel fatto che la vittima familiare all’inizio non sperimenta il periodo d’oro. Non ce n’è bisogno dato che non c’è bisogno di sedurla, è già avvenuto tramite il legame familiare che esiste. Questo è quando la persona viene trattata come fonte secondaria familiare. La vittima verrà scelta come capro espiatorio e poi favorita. In questo scenario ci sarà un’indecisione tra due fonti. La fonte A è il bambino d’oro. La fonte B è il capro espiatorio. La fonte A poi diventa il capro espiatorio. La fonte B diventa il bambino d’oro prima che il tutto cambi nuovamente.

• Un periodo prolungato di svalutazione che non ha nessun periodo di tregua, ma la vittima ottiene qualche sollievo dalla svalutazione perché è una fonte secondaria e quindi il narcisista non fa riferimento a questa per il carburante con la stessa frequenza. Durante questi periodi quando il narcisista non sta attingendo il carburante, la vittima viene lasciata in pace. Però non c’è alcun comportamento positivo verso la vittima (come invece avviene quando c’è il Periodo di Tregua). Questo accade tipicamente tra narcisista adulto e vittima familiare adulta perché non vivono insieme e perché la vittima è una fonte secondaria, quindi il narcisista non fa richiesta quotidiana di carburante negativo contro la vittima. Comunque, qualunque sia l’interazione tra narcisista e vittima è sempre di natura negativa, la vittima è scelta come eterna pecora nera della famiglia, è sempre il capro espiatorio.

Una fonte primaria familiare subisce raramente lo scarto ma potrebbe essere retrocessa a fonte secondaria, nel momento in cui il narcisista si assicura una fonte primaria al di fuori della famiglia.

Una fonte secondaria familiare viene raramente scartata. Se assume dei comportamenti che sono visti come traditori e sleali da parte del narcisista, invece di scaricare la persona (cosa improbabile dato il legame familiare) la manterranno come eterno capro espiatorio.

Se una fonte familiare primaria o secondaria prova a scappare dal narcisista allora vi saranno dei recuperi che utilizzano le dinamiche familiari (altri membri della famiglia accondiscenderanno prontamente a diventare Luogotenenti- complici fedeli del narcisista) al fine di riportare l’individuo sotto il controllo del narcisista. La fuga solitamente è molto difficile per la vittima per via del fatto che il legame familiare esistente è particolarmente pesante per la vittima nei termini di colpa, desiderio di aiutare e senso del dovere verso i propri parenti.

I narcisisti utilizzano regolarmente Luogotenenti che fanno parte della famiglia ed è rarissimo trovare un narcisista che non ne abbia almeno uno. Questo potrebbe essere l’altro genitore laddove il figlio sia narcisista oppure se uno dei genitori è narcisista, potrebbe essere tra i fratelli (specialmente se gli è stato accordato lo status di bambino d’oro) che viene usato nella triangolazione con la vittima capro espiatorio.

I membri della famiglia sono quasi sempre membri significativi della facciata. Questo perché sono in negazione riguardo al comportamento del familiare, incapaci di accettare che un legame di sangue possa agire in tale maniera, preferendo non affrontare il comportamento, per diluirne gli effetti e minimizzarlo.

Questi sono solo alcuni degli elementi chiave della dinamica familiare narcisista e vari elementi e settori di questo verranno spiegati in dettaglio e analizzati a tempo debito.

H.G. TUDOR

The Narcissist Keeps It In The Family

👥 È TUTTO COLLEGATO

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Così la tua rottura è stata dura e ti ha lasciato ferita, le lesioni fisiche ma soprattutto emotive e ti tieni rinchiusa ormai da mesi. Cercando l’isolamento come mezzo per affrontare il turbamento che hai vissuto e giurando di non uscire mai più. La tua determinazione è aumentata, con quotidiane liberazioni riguardo a ciò che ha fatto che si accumulano mentre ascolti un cumulo di azioni aberranti. Hai deciso di concentrarti su ciò che contava per te e quindi le relazioni sono state relegate nella parte posteriore della tua mente. Sentendoti più forte, le ferite che guariscono ma non ti hanno guarito, affronti ripetuti inviti dai tuoi amici benintenzionati, amici che ti hanno sostenuto in questo periodo sgradevole della tua vita, ad uscire dalla clandestinità e permettere a te stessa di brillare ancora una volta. Accetti e dopo una lunga preparazione esci fuori, come una creatura in letargo e ti unisci ai tuoi amici in quel bar che è stato ristrutturato ed è un’esca per tutte le belle creature.

Vedo che stavi lì al bar. Sei in piedi leggermente appartata dai tuoi amici come se cercassi di preservare il tuo spazio personale. Vedo che la conversazione è diretta verso di te e mi rendo conto che i tuoi amici ti stanno dando quello che io considererei un livello eccessivo di attenzione come se stessero ripetutamente controllando che tu stia bene. Occasionalmente le mani ti toccano il braccio in segno di rassicurazione e le teste si inclinano mentre i visi dolci emanano espressioni gentili. So che sei accudita. So che sei protetta e questo significa che sei stato ferita. Sento l’odore del sangue che è stato versato nel tuo passato e aspetto che vengano impugnati i telefoni per scattare varie fotografie in posa. È tempo di avvicinarsi.

Mi dirigo verso il bar e mi giro leggermente per osservare te e i tuoi amici mentre le foto continuano. Una cattura il mio sguardo e sorrido. Lei risponde sorridendo a sua volta e dà di gomito alla sua amica.

“Gradireste che ne faccia una a tutti voi?” Chiedo mentre mi sposto accanto a te. Seguono cenni di apprezzamento e mi viene consegnato un telefono dopo l’altro, mentre relego la tua foto di gruppo in una memoria digitale. Mi impegno in una conversazione educata ma giocosa con tutti voi, ma resto concentrato sulle tue reazioni. Sei esitante, ma ridi delle mie parole, apparentemente desiderando accoglierle, ma non sono sicuro se dovresti farlo. Tiro fuori il telefono e faccio una foto a tutti voi e poi altero la messa a fuoco in modo che la lente si posi su di te e solo su di te mentre scatto una raffica di foto prima di augurarvi una piacevole serata e di ritirarmi dai miei luogotenenti che mi aspettano. Non passa molto tempo prima che una ricerca della tua immagine mi abbia dato il tuo nome, e sono in grado di accertare alcuni dei tuoi interessi dal tuo profilo di Facebook incluso il fatto che sei una ballerina appassionata e hai vinto diverse gare di ballo. Faccio qualche ricerca sulle gare di danza per giovani uomini e mi preparo l’amo dicendo che sono stato un ballerino da giovane, anche se un infortunio calcistico mise fine ai miei crescenti progressi. Assorbo alcuni elementi chiave della terminologia e poi mi muovo verso di te. Do un colpetto al primo domino e questo inizia a cadere sul secondo.

Parliamo. Beviamo. Balliamo. Imparo più cose su di te. Mi piace giudicare dalle risposte dei tuoi amici. Mi assicuro il tuo numero e ti do il mio. Ti mando un messaggio cortese il giorno successivo. Un appuntamento a cena è assicurato. L’appuntamento va bene. Apprendo più cose su di te, e compilo il mio dossier su di te dal momento che un appuntamento di approfondimento è stato prontamente accettato. Ti sorprendo con biglietti per un balletto. Tu sei deliziata. I dominos continuano a cadere. La tua resistenza svanisce. Il terzo appuntamento è scontato e poi gli appuntamenti diventano più frequenti. Sono a casa tua. Sono nel tuo letto. Sono dentro di te. Tre settimane diventano tre mesi. I domino continuano a cadere mentre so tutto del tuo passato. So anche tutto del tuo presente grazie al mio spiare. Ti inghiotto nel mio mondo con i miei luogotenenti che ti accerchiano. Prendo il fumo e lo getto sugli occhi dei tuoi sostenitori, e intanto ne recluto due nel mio ovile. Ti elevo. Ti attiro. Ti adulo e ti incanto.

Il tuo tempo è con me. Il tuo telefono pieno del mio amore. I tuoi weekend sono riempiti da me. Io rimango da te e tu da me. Compare lo spazzolino da denti e poi la borsa da notte che rimane sul posto. Mi lavi i vestiti e poi sono più le volte che sto lì di quelle in cui non ci sono. Tolgo quelli che non servono dai tuoi contatti ma sembra che tu non lo noti. I tuoi occhi mi mostrano quanto sei incantata e intanto quei dominos continuano a cadere. Le vacanze vengono prenotate mentre comincio a invadere il tuo futuro. Ti controllo il telefono e invio messaggi. Leggo la tua posta ma non ti dispiace dal momento che lo faccio quando sei impegnata per aiutarti. Naturalmente. Le fettine di salame mentre impongo il mio mondo su di te e tu prontamente ti sottometti. Conosco tutti i tuoi amici, so tutto del tuo lavoro, dei tuoi hobby e della tua famiglia. Sono considerato il ricostituente ideale dopo “lui” di cui ridiamo e che io conosco, è uno dei miei fratelli, ma non te lo dico mai. Le tue giornate sono già programmate da me e tu mi dici spesso quanto sei fortunata. Io non sono d’accordo. Mi trasferisco ma mantengo la mia casa perché “il mercato non è adatto per vendere proprio ora”. Quella tana non andrà da nessuna parte. Il circolo sociale è stabilito. Tu sei euforica. Ti viene offerto il mondo e, come i dominos clack clack clack, tu accetti tutto. Compare l’anello e tu dici sì. Viene stabilita una data e vengono fatti i progetti mentre io ti dono il futuro. I tentacoli sono tutti intorno a te, le linee del carburante sono al loro posto ma, naturalmente, non te ne accorgi. Io sono con te, in te e attorno a te. Ti siedi a colazione ammirando l’anello luccicante al dito mentre osservi.

“Sai che sono passati sei mesi da quando ci siamo incontrati in quel bar? Chi l’avrebbe mai pensato?

Ti mando quel sorriso speciale e tu non riesci a notare i miei occhi che si scuriscono per un istante, perché devi ancora scoprire che una cosa tira l’altra.

H.G. TUDOR

It´s All Connected

📰 PERCHÉ IL NARCISISTA RENDE TUTTO COSÌ DIFFICILE

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Ti sarai fatto questa domanda molte volte in silenzio. Lo avrai chiesto ad amici e parenti mentre racconti l’ultimo confuso attacco di comportamenti da parte nostra. Potresti persino spingerti a chiederci perché rendiamo tutto così difficile. La tua confusione deriva da diversi punti. Prima di tutto, la vita dovrebbe essere una ciotola di ciliegie e filare liscia. Hai una buona casa, due macchine sul vialetto, puoi andare in vacanza, non ci sono preoccupazioni per le bollette, i lavori sembrano sicuri. Non sei ricco ma sei in una posizione fortunata. Tutti in famiglia godono di buona salute, hai due splendidi figli e la famiglia allargata è solidale e partecipa alla tua vita. Una volta stavate bene insieme, splendidamente, un vero incontro fatto in cielo che mostra che è possibile e quindi suggerisce, non è vero, che questo può essere resuscitato e restituito, se solo lui avesse voluto e provato a farlo. Andando oltre a questo, tu dai tutto alla relazione. Non sei cambiato. Resti devoto, amorevole, lavorando duramente per l’unità familiare sia in ufficio che a casa. Tu prepari i pasti, suggerisci giornate fuori, ti occupi della lavanderia e delle faccende domestiche con poco sostegno in cambio. Tu sai che ci dai più di te stesso, emotivamente e in termini di dedizione al concetto della nostra relazione e a dire la verità non ti dispiace farlo. Sei sempre stato un donatore e ricavi piacere nel vedere le altre persone contente e felici sapendo di aver avuto un ruolo in esso. Anche se sarebbe bello ricevere un po’ di affetto di tanto in tanto, potresti vivere senza di esso, se sei completamente onesto, se solo non avessimo reso tutto così difficile.

Non puoi capire perché rendiamo la vita così difficile. Non c’è nulla di cui essere turbati o preoccupati. In effetti, con la tua tolleranza e la tua natura generosa, siamo sicuramente caduti in piedi. I tuoi amici ti dicono che, dato tutto quello che fai per noi, dobbiamo gettarci in ginocchio e adorarti quando entri dalla porta la sera. Tu ridi di tali suggerimenti, dato che sei troppo modesto, ma dentro di te desideri che ci possa essere un riconoscimento, un ringraziamento per tutto ciò che fai. Non deve essere ricambiato, tu sei contento di quel ruolo, ma se solo accettassimo questo enorme vantaggio che abbiamo e non rovinassimo le cose, causassimo discussioni e portassimo discordia quando non ce n’è davvero bisogno. Potresti capirlo se efettivamente facessi qualcosa di sbagliato ma non lo fai, lo sai che non lo fai. Di tanto in tanto ti ritrovi ad analizzare ciò che fai e ti chiedi se forse sei tu a provocare questi improvvisi sbalzi d’umore, gli attacchi, i silenzi col broncio e l’irritazione. Ogni tanto pensi di aver fatto qualcosa di sbagliato, ti scuserai e farai ammenda, non che ti porti da nessuna parte. A volte pensi che staresti meglio se arrivassi ubriaca, prendessi a calci il cane e ci chiedessi di prepararti qualcosa da mangiare prima di addormentarti davanti alla televisione. Forse se tu venissi pieno di furia e ci dessi uno schiaffo potremmo rispettarti di più, perché sembra che la tua dedizione e sottomissione non ti portino a nulla. Questo pensiero ti passa spesso attraverso la mente ma tu sai che non potresti comportarti così, perché tu non sei così, ma ti fa chiedere cosa devi fare per ottenere il nostro rispetto, il nostro interesse e il nostro amore ancora una volta, come era una volta.

Non puoi capire perché una persna dovrebbe scegliere di essere così difficile e così spesso. Abbiamo tutti i vantaggi. Perché non accontentarsi di questi e di vivere una vita meravigliosa con una famiglia deliziosa e una moglie adorabile? Sicuramente è molto più facile che provocare il caos, il pandemonio e il turbamento? Non solo queste tempeste spuntano dal nulla, ma non riesci a capire perché ci si possa comportare in questo modo con una persona che noi presumibilmente amiamo e di cui ci preoccupiamo. Non ha senso, non ha alcun senso, ma non hai intenzione di mollare. Non sei un perdente. Scoprirai di cosa si tratta e apporterai le modifiche appropriate in modo che la vita sia davvero un letto di rose.

Quante volte ti sei sentito in questo modo? Molte volte dovrei immaginare. È straordinario e incredibile che quasi preferiamo una vita di conflitto anziché quella che potrebbe essere una vita serena e piacevole. Questo non ha alcun senso per te. Il fatto è che noi non scegliamo di causare confusione e caos, dobbiamo. Certo, scegliamo il grado e l’estensione, il Superiore del nostro tipo elaborando le nostre macchinazioni particolarmente selvagge e atroci che aumentano il dolore e la sofferenza, ma tutti noi, che siano Inferiori o di Medio Rango o Superiori, non scegliamo una vita di conflitto con voi, il nostro partner intimo, deve succedere.

Abbiamo bisogno di creare una scenata perché ci nutriamo dell’emissione di emozioni generata da voi in risposta a questa scenata e questo ci fornisce carburante. È stato superato il momento in cui possiamo contare sulla tua ammirazione, amore e affetto, che è diventato stantio anche se non lo liquidiamo così. Per far sì che l’ammirazione, l’amore e l’affetto appaiano brillanti e nuovi (anche se solo per un breve periodo) dobbiamo creare la scenata, il rovescio della medaglia e il conflitto in modo che ci sia un contrasto. Questo contrasto ci permetterà di ripristinare il nostro “lato buono”, il periodo d’oro e le cose sembreranno meravigliose per un periodo di tempo, ma poi la sensazione stantia torna ancora una volta. Quindi il conflitto deve essere ripreso. Tu non hai controllo su questo. Non importa quanto cerchi di accontentarci, di accoglierci e di fare le cose che ci piacciono, questo inestinguibile bisogno di carburante implica che le montagne russe non si fermeranno. Non c’è spesso alcuna logica, dalla tua prospettiva. Potresti notare certi comportamenti che ti dicono che la tempesta sta per essere scatenata, ma spesso non lo saprai. Questo perché ciò che scatena la tempesta è l’ignizione della nostra furia causata dalle tue critiche nei nostri confronti. Queste critiche di solito sono più facilmente percepibili da noi che reali per te e questo significa che dovrai sempre faticare per identificarle. Credimi, un semplice “Ciao, come stai?” può scatenare la tempesta. Nel nostro mondo consideriamo questo semplice e piacevole saluto come una domanda non necessaria e il suggerimento che c’è qualcosa di sbagliato. Se c’è qualcosa di sbagliato, allora questa è una critica. Questo è il motivo per cui sembriamo scoppiare per “niente”. È niente nel tuo mondo, ma nel nostro c’è stata una critica e questo accende la nostra furia con il conseguente urlare, cattiveria, bronci e trattamenti del silenzio. Non esiste uno schema per questo comportamento. Una sola volta non si può dire che sia tre settimane buone e una cattiva. Puoi avere mesi di periodo d’oro reintegrato prima che un altro tornado attraversi la tua vita. Ci può essere una successione di tornado ogni singolo giorno per un mese. Ti lascerà sempre confuso e sconcertato sul perché ci comportiamo in questo modo quando c’è così tanto di buono nella nostra vita, così tanto da divertirci e guardare avanti. Come al solito è perché guardi il mondo dalla tua prospettiva. Dal nostro è molto diverso. Non scegliamo di rendere la vita difficile, dobbiamo.

H.G. TUDOR

Why Does The Narcissist Have To Make It So Difficult?

👤 TUTTO SU DI TE

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Trovo affascinante che tu prenda tutto così sul personale. Ti lamenti riguardo a tutto il tempo che passo giocando ad un gioco di strategia sul mio portatile o quando traffico sul cellulare. Io amo giocare a questo gioco o restare connesso con la gente sui social sul mio iphone, non è nulla contro di te. Metti il broncio solo perché trascorro un intero pomeriggio a pulire, incerare e lucidare la mia macchina. Perché? Di fatto io amo la mia macchina ed essere orgoglioso di mantenerla in ottimo stato è una buona cosa, non credi? Tu assumi automaticamente che sia un qualche tipo di insulto nei tuoi confronti perché sono fuori a lucidare la carrozzeria e non seduto a parlare con te. Ho scelto di andare alla partita con qualche amico invece di venire a fare shopping con te e c’è stato un litigio epico. Perché? Mi piace vedere lo sport e lo shopping non mi interessa. Anzi, preferisco fare shopping online o se devo farlo nei negozi, andare da solo. Una volta che so ciò che voglio vado, lo compro e me ne vado. Dentro e fuori. Il miglior metodo e preferibile a sprecare tempo dietro a persone che camminano lente in un centro commerciale. Invece sembra che tu consideri questa mia scelta come un qualche tipo di offesa contro la tua persona. Non la è.

Perfino quando abbiamo uno dei nostri frequenti litigi e scaglio insulti verso di te, tu li prendi sempre a cuore. Non dovresti fare così. Posso criticare il tuo taglio di capelli o il maglione che indossi, posso cogliere un tratto del carattere per farne una fonte di aspra critica contro di te e tu vai in pezzi. Non ce n’è bisogno. Io in realtà non ti vedo veramente. Non sei che un oggetto per me e io insulto tutti. Non ho pregiudizi, io odio tutti in modo equo. Ti capita di sopportare il peso di queste critiche perché tu passi molto più tempo con me. Faccio lo stesso sul posto di lavoro o in compagnia di certi amici. Non è assolutamente riguardo te personalmente, sto soltanto premendo il bottone del dispositivo pertinente che serve ad assicurarmi che otterrò la mia dose di energia. Per qualche ragione, tu scendi in una spirale di disperazione e metti in discussione la tua sicurezza in te stessa e ti preoccupi della tua autostima. Siedi in un gruppo di auto aiuto e racconti le torture e gli insulti (perché farlo? stai solo mettendo il coltello nella piaga) chiedendoti perché sono così cattivo con te. Non sei tu. Non ho nessun concetto di te. Tu e tutti gli altri apparecchi vi confondete in uno solo. Tu sei una macchina per la produzione e fornitura di benzina. Forse se iniziassi a ricordare che le cose stanno così, ti sentiresti meno sconvolta dal mio comportamento e dalle mie critiche in futuro. Provaci, non si sa mai potresti almeno una volta smettere di pensare che giri tutto intorno a te.

H.G. TUDOR

https://narcsite.com/2016/08/27/all-about-you/

👤 TUTTO QUELLO CHE FACCIO LO FACCIO PER TE

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Ho avuto una sessione con il Dr E. Voleva discutere la nozione di empatia.

“Come ti fa sentire discutere di empatia?” ha chiesto

“Parliamo di come fa sentire te eh dottore?” ho prontamente ribattuto abbagliandolo con un grande sorriso da vincitore. Lui mi ha guardato facendomi un sorriso tirato

“Molto bene” mi ha risposto

“Lo penso anche io” ho replicato e mi sono stiracchiato. Lui ha aspettato mentre faceva una delle sue caratteristiche pause. Il terreno era mio.

“Alcune persone credono che le persone come me manchino di empatia” ho iniziato “non lo accetto. Ho tonnellate di empatia. Considera questo; ho una grande capacità di capire cosa le persone sentono e pensano. In che altro modo potrei ottenere i miei obiettivi? Se non so come reagiscono a certi comportamenti non mi sono utili. Capendo ciò che provano posso dire la cosa giusta, fare i gesti e così ottenere. Ho bisogno di sapere cosa risponderanno a ciò che faccio”

“Capisco ma tu provi genuinamente a capire cosa questa persona sta sentendo o usi queste informazioni come guida per estrarre quello che vuoi da loro?”

Ho sospirato. Onestamente penso che il Dr E. sia così impegnato a pensare alla domanda successiva da non ascoltare le mie risposte.

“È semplicemente quello che ho detto. La mia abilità sta nel verificare e orientare in modo che ciò che le persone provano sia eccellente. La mia eccezionale capacità di comprendere i sentimenti degli altri è un catalizzatore per la mia delizia nell’infliggere loro un’agonia emozionale. Non ho bisogno di sfogarmi con le mani quando la mia raffinata sensibilità mi permette di causare il massimo danno senza muovere un dito. Tu sai quanto mi piace conservare le mie energie. Se non so cosa sentono le persone come posso manipolarle? Sono pieno di empatia, sul serio, ma la direziono solo a mio beneficio e uso. Non rimane niente per nessun altro.

Ho lasciato le mie parole risuonare nell’aria. Un’altra vittoria per me credo.”

H.G. TUDOR

https://narcsite.com/2015/09/23/everything-i-do-i-do-it-for-you/