📰 GLI SCOPI PRIMARI

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Io ho tre scopi primari.

Tutti quelli della nostra specie hanno tre Scopi Primari.

Il nostro comportamento oscuro e minaccioso (perfino quando è travestito come periodo d’oro illusorio) è focalizzato sul conseguimento di questi tre Scopi Primari. Sono tutto ciò che conta. Tutto il resto è polvere. Siamo spinti ad assicurarci questi Scopi Primari. Sono inscritti dentro di noi, sono esigenze subconscie nella maggior parte della nostra tipologia e tra loro noi i Superiori della nostra fratellanza siamo consapevoli della necessità di ottenere queste tre cose per garantirci non solo di sopravvivere ma anche di prosperare. Tutto ciò che facciamo, diciamo e che ci preoccupa gira attorno ad ottenere queste tre finalità. Null’altro conta.

Ti amiamo? No. Non sappiamo cosa sia realmente ma useremo l’amore o ci assicureremo i nostri Scopi Primari. Lo dissacreremo attraverso il nostro fac-simile distorto di ciò che comprendiamo essere l’amore e lo useremo per assicurarci i nostri obiettivi.

Vogliamo far del bene agli svantaggiati attorno a noi? No. Ma, se un tale comportamento alla fine ci porterà benefici tramite la creazione di una facciata che potrà poi essere usata per ulteriori nostre missioni per quegli Scopi Principali allora diverremo amministratori fiduciari di quell’ente di beneficenza o organizzeremo una raccolta fondi per l’Orfanotrofio dei Bambini Indesiderati Con il Monociglio.

Vogliamo forse esserti amici perché troviamo affascinante la tua collezione di pupazzetti di Star Wars ancora sigillati nella confezione? No. Lo facciamo perché conoscere qualcuno con la migliore collezione della Costa Orientale funziona a nostro favore nei termini di ottenere gli Scopi Primari.

Nulla di ciò che facciamo riguarda te. Riguarda l’assicurarci i nostri fini. Indubbiamente, ci saranno occasioni dove siamo in allineamento e la nostra marcia con le nostre truppe oscure in direzione del tuo lato per l’ottenimento degli Scopi Primari implica che tu ed altri ne gioviate. Questa è pura serendipità e non ci curiamo del fatto che il risultato sia buono o cattivo per te, basta che otteniamo ciò di cui abbiamo bisogno.

Prima afferri e comprendi che siamo focalizzati nell’assicurarci questi tre Scopi Primari e che null’altro ha importanza per noi, più velocemente sarai in grado di formulare il tuo modo personale per evitare di essere catturato nel loro raggiungimento. Gli Scopi Primari e il loro conseguimento è l’unico traguardo a cui siamo interessati e ogni altra cosa viene spazzata via nel bisogno di raggiungerli. Bambini. Lavoro. Casa. Moglie. Padre. Figlia. Amico. Interessi. Socializzazione. Conversare. Denaro. Status. Manipolazione. Rapporti. Infedeltà. Disperazione. Crudeltà. Seduzione. Possessione. Questo e molto altro sono semplici condotti, facilitatori, ponti per assicurare gli Scopi Primari.

Mai sottostimare o non riconoscere la risolutezza con cui la nostra efficienza simile ad una macchina si avvicina a questo traguardo. Tu sei qui per garantire che lo otteniamo. I nostri Luogotenenti senza volto e la nostra Congrega in agguato sono qui per garantirci di ottenerlo. Le fonti secondarie e terziarie, la facciata, i corvi, le farfalle, la seduzione, la svalutazione e il dis-impegno. I riagganci, frequenti e ripetuti o apparentemente assenti, che però appaiono anni dopo, fanno tutti parte dell’inestricabile matrice connessa per raggiungere gli Scopi Primari.

Quindi, quali sono?

Quelli di voi che hanno letto molto del mio lavoro sapranno già quali sono, ma è necessario identificarli e sottolinearli.

1. Carburante

Il Principale Scopo Primario. Il più importante e obiettivo preminente del nostro coinvolgimento con chiunque entriamo in contatto. Il carburante è la risposta emotiva emessa da te e da tutti gli altri, provocata da noi. Potrebbe essere indiretta, ad esempio qualcuno passando ci sorride, potrebbe essere diretta perché ti abbiamo fatto piangere insultandoti.

Il carburante è sia positivo che negativo. Fluisce da tutti i dispositivi. Varia in potenza a seconda dell’Indice del Carburante e nei termini della sua quantità e frequenza. Il carburante ci potenzia. Doma l’angoscia e l’ansia, ci sistema, ci edifica, ci rende potenti e fa sì che ci sentiamo inespugnabili, onnipotenti e simili a divinità.

È la nostra droga. Lo vogliamo, ne abbiamo bisogno e ci deve essere fornito ogni singolo giorno; e lo prendiamo da quelli che abbiamo installato nella nostra rete del carburante. Dalla fidanzata alla vigilessa, tutti e intendo tutti con cui interagiamo sono dispositivi del carburante. Le parole che usi, il tono connesso, l’inflessione della tua voce, la gestualità che usi, le cose che fai, l’espressione sul tuo viso, i suoni che fai – tutto questo ci offre carburante ed è stato provocato da noi.

Se stai piangendo per la perdita di tua madre, non è carburante per noi. E’ carburante per tua madre (anche se non ne aveva bisogno quando era viva e certamente non ne ha ora che è nella fredda terra). Quelle lacrime sono sprecate e questo ci fa infuriare. Quindi diremo qualcosa di offensivo riguardo al tuo patetico pianto così poi piangerai per ciò che ti abbiamo detto. La tua risposta emotiva allora spetta a noi e otteniamo carburante.

Il carburante l’unica cosa importante per noi. Senza carburante ci indeboliamo e alla fine entriamo in una Crisi da Carburante.

2. Doti Caratteriali

Abbiamo costruito un costrutto. Questa struttura è come una cornice e attraverso il guadagno di carburante siamo poi in grado di alimentare il suo mantenimento e sviluppo ulteriore. Questa struttura imprigiona Il Demone.
Questa struttura ci concede di mostrare al mondo ciò che vogliamo che veda e quindi ottenere carburante e il ciclo si ripete.

Tutti quelli con cui interagiamo hanno il potenziale di rifornirci dei tratti caratteriali con cui ci eleviamo e che applichiamo al costrutto per renderlo migliore, più forte, più attraente e più sicuro. Ogni frammento di carburante è la colla che ci permette di posizionare i pezzi, i segmenti, i rattoppi, le parti e gli elementi delle doti caratteriali nella struttura e mantenerli lì.

Il tuo interesse per gli insetti, il successo sportivo di un amico, l’abilità scolastica di un figlio, le informazioni di una fonte terziaria sul miglior ristorante del quartiere gotico di Barcellona, il divertente aneddoto di un presentatore ad una cena di premiazione, le fiabe raccontate da un nonno, le informazioni segrete ottenute da un collega e così via, tutte queste cose diventano tratti caratteriali che prenderemo per noi e faremo passare come nostri. Ne abbiamo bisogno e li vogliamo da quelli con cui interagiamo. Alcuni non hanno nulla da offrire e quindi sono dispositivi meno importanti, ma altri ne hanno molti e quindi le tue abbaglianti, scintillanti doti quando sei la nostra fonte primaria diventano fondamentali come parte degli Scopi Primari.

3. Benefici Residuali

Sei benestante? Hai una bella casa? Una macchina? Accesso ad un club particolare? Biglietti per partite ricercate? Un amico famoso? Una carriera eccellente? Sei un cuoco geniale? Un magnete per gli altri? Sei abile nel Fai-Da-Te? Hai un buon stipendio? Sei un membro rispettato della comunità?

Crediamo che tutto ci sia dovuto e non riconosciamo i limiti. Le tue risorse sono le nostre risorse e più ne esistono e di tipo differente, maggiore è il vantaggio che possiedi per via di questi benefici residuali.

Questi variano a seconda della natura del narcisista che ti ha intrappolato. Potremmo essere superiori a livello finanziario e avere una grande casa, ma tu sei ben voluto dalla gente e hai un circolo sociale esteso, legami politici e cose simili, di conseguenza li vogliamo.

Potremmo avere problemi di salute fisica e quindi il fatto che sei un infermiere professionista ed eccezionalmente amorevole fa sì che questi benefici residuali diventino principali.

Potremmo non avere lavoro e avere una sfrenata dipendenza da cocaina, così la tua residenza ben equipaggiata e il tuo fiorente conto in banca sono benefici residui attraenti per noi.

La lista dei benefici residuali non è esaustiva e variano da narcisista a narcisista, ma formano un’ulteriore parte essenziale di questo triumvirato.

Quindi carburante, doti caratteriali e benefici residuali sono gli Scopi Primari. Tutti i dispositivi sono tenuti a soddisfare i loro doveri per offrirci ogni elemento degli Scopi Primari, anche se naturalmente per quanto concerne la fonte primaria è maggiormente importante che abbia un tale campo di applicazione.

Tieni sempre a mente l’importanza di questi tre Scopi Primari perché questo ti aiuterà a capire perché certe cose vengono dette e fatte dalla nostra tipologia.

H.G. TUDOR

The Prime Aims

📰 I TRE ASPETTI DELL’EMPATIA

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Il concetto dell’empatia può essere diviso in tre tipi. Ci sono tre aspetti identificabili.

Prima di tutto c’è l’idea dell’empatia cognitiva laddove si può capire il punto di vista di un’altra persona. Io sono capace di capire il punto di vista di un’altra persona ma raramente accederò ad esso, a meno che non veda un guadagno ulteriore che possa essere ottenuto esprimendo il fatto che sto capendo il loro punto di vista. Perfino quando spiego di capire, è comunque improbabile che io lo accetti. I Narcisisti Inferiori e Medi sono incapaci di comprendere il punto di vista di quella persona perché si opporrà al loro, ostacolando ciò che vogliono ottenere e frustrando le loro finalità in seguito alla loro differente prospettiva. Mancano di funzioni cognitive per farvi fronte. Ovviamente, le persone empatiche sono esperte nel capire il punto di vista dell’altro ma andranno oltre. Mostreranno pazienza nel permettere che quel punto di vista venga articolato, faranno domande per estrarre questa opinione e la applicheranno alle loro situazioni ed esperienze personali. Gli individui empatici vogliono comprendere il punto di vista dell’altro. Non solo danno un palcoscenico per iniziare, ma permettono anche che venga trasmesso, espanso e applicato. D’altra parte non sorprende che questa empatia cognitiva si diffonda nei tratti empatici di pazienza, bisogno di comprendere, bisogno di conoscere la verità. Inoltre, avere una tale empatia cognitiva fa sì che la persona empatica sia molto più suscettibile all’insalata di parole, alla conversazione circolare, alle bugie e alle mezze risposte che la nostra tipologia fornisce. La persona empatica sopporta queste manipolazioni mentre lui o lei tentano di farsi strada nel pantano al fine di flettere la loro empatia cognitiva in modo da capire il punto di vista narcisistico. Naturalmente, dato che il nostro punto di vista agisce da una prospettiva completamente distorta e differente, avete poche speranze di realizzarlo.

Secondariamente, c’è anche l’interesse empatico laddove si è in grado di riconoscere lo stato emozionale di un’altra persona, sentendo il bisogno di far fronte a questo stato emotivo e quindi mostrando l’appropriato interesse verso l’individuo. In tutte le tre scuole di narcisismo, la nostra capacità riguardo l’interesse empatico è distorta. Il Narcisista Superiore è sempre capace di eseguire la parte di riconoscimento ma non è mai stato creato con il senso della necessità di farvi fronte malgrado le nostre funzioni cognitive amplificate implichino che possiamo capire, attraverso osservazione ed esperienza, quale dovrebbe essere l’appropriata risposta d’interesse. Questo significa che possiamo riconoscere qualcuno in difficoltà, capire che hanno bisogno d’aiuto ma non sentiamo minimamente l’impulso di offrirlo. Però, siccome abbiamo due delle tre parti dell’interesse empatico, fingeremo preoccupazione basata sulla nostra comprensione, ma solo se vediamo che serve ai nostri interessi. Ecco perché, specialmente durante la seduzione oppure a beneficio della facciata durante la svalutazione, possiamo apparire interessati che qualcuno sia preoccupato o sconvolto. Non sentiamo alcun bisogno di assisterli, ma riconosciamo che farlo possa servire alle nostre necessità personali.

L’Inferiore è in grado di riconoscere lo stato emozionale di un’altra persona, non sente la necessità di farvi fronte ed è incapace di mostrare l’interesse appropriato verso la persona. Di conseguenza, perfino durante la seduzione, l’Inferiore si presenterà come impassibile mentre ha a che fare con certi episodi emotivi e spesso lui o lei abbandoneranno la situazione. Durante la svalutazione, vedrà solamente il vantaggio del carburante da questo stato emotivo ed infatti invece di essere solidale, dato che non ne sente il bisogno, semplicemente esploderà ulteriormente.

Anche il Medio-Rango riconoscerà lo stato emozionale, non sentirà necessità di farvi fronte ed ha un repertorio limitato di falso interesse. Quindi in certi casi può fingere di essere interessato ed in altri non ha risposte e lascerà la vittima ai propri problemi e difficoltà inoltre ha abbastanza calcolo per affermare che deve essere urgentemente da qualche parte e quindi fugge dalla domanda di assistenza ed aiuto fatta dalla vittima.

Come è prevedibile, la persona empatica possiede intatti e in quantità intensa tutti e tre gli elementi di questo particolare aspetto dell’empatia. L’individuo empatico è in grado di riconoscere lo stato emotivo di un altro con notevole facilità, perfino se tenta di mascherarlo. Loro sentono assolutamente e riconoscono la necessità di fare qualcosa quando vedono la reazione emotiva di qualcuno. Questa compulsione è quasi irresistibile per le persone empatiche e sono anche pienamente a conoscenza di ciò che dovrebbero fare per rispondervi. Condivideranno la gioia, si congratuleranno quando qualcuno è felice per delle buone notizie, consoleranno quando qualcuno è infelice e li abbracceranno quando hanno il cuore spezzato. La persona empatica non è diversa con la nostra tipologia e vede la nostra risposta emozionale – sebbene di assortimento limitato- sente il bisogno di farvi fronte e sa anche come farlo. Quindi quando scarichiamo la nostra furia, il nostro odio, la nostra invidia e la nostra antipatia, la persona empatica per via del suo interesse empatico è sempre stimolata all’azione, raramente si sottrarrà alla sfida ed affronta i problemi perfino se comportano costi notevoli per sé.

Alla fine arriva il concetto di contagio emotivo. Questo è profondo e si potrebbe perfino considerare come un elemento spirituale delle persone empatiche. Non riguarda solamente la comprensione di un punto di vista o il riconoscimento e la risposta ad un bisogno emozionale, riguarda il fatto di sentire l’emozione come fa l’altro. Quindi se un amico è sconvolto dalla morte di un genitore, la persona empatica viene contaminata da questo lutto e sperimenta la stessa emozione come se fosse in lutto in se stessa. Questo non solo significa che zampillano di carburante cosa che naturalmente la nostra tipologia sfrutterà ma che sono alimentati dal riconoscere i bisogni e dal fare qualcosa a riguardo ancora più di ciò che gli verrebbe concesso tramite l’empatia cognitiva e l’interesse empatico. Il contagio emotivo esiste in tutti gli individui empatici ma è più intensa in alcune persone. In effetti, la sua intensità potrebbe perfino andare oltre al trovarsi vicino fisicamente alla persona che sperimenta l’emozione. Un soggetto in sintonia con il contagio emotivo guarderà un programma televisivo dove il personaggio principale è spaventato, e anche lui sentirà quella paura. Leggeranno un commovente articolo sul giornale riguardo ad un orfano in difficoltà e sentiranno quella disperazione allo stesso modo. È una parte di empatia immensamente potente e fa sì che la persona empatica debba rispondervi.

Noi non abbiamo tale contagio emotivo. È completamente assente e quindi non abbiamo nulla che potrebbe farci sentire qualcosa in modo da agire in base ad esso. Non c’è nulla qui. Il dramma dell’orfano non viene sentito da parte nostra e siamo completamente indifferenti. La paura dell’eroina in televisione viene vista con fastidio dato che la nostra fonte primaria sembra essere più interessata di questa persona che di noi. L’unico momento in cui consideriamo questo contagio emozionale di qualche utilità è quando è utile ai nostri scopi quando la persona empatica zampilla di carburante per via di esso e dirige i propri tratti empatici verso di noi. Noi non abbiamo questo contagio e non sentiamo nulla nel modo in cui lo faresti tu.

H.G. TUDOR

The Three Strands of Empathy

📰 LA TRAPPOLA D’AMORE A DUE LETTERE

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È stata la tua devozione e fede in una parola di cinque lettere che ti ha portato a essere preso di mira da noi e da allora in poi irretito. Non è stata colpa tua. Noi cerchiamo quelli che vogliono l’amore, che credono nell’amore e si dedicano alla ricerca del fornire e ricevere amore. L’amore è ciò che ti ha fatto apparire sul mio radar. L’amore ha fatto drizzare le mie antenne. L’amore ha fatto bloccare il mio sguardo su di te e iniziare il bombardamento. Sì, l’amore ti ha portato da me, ma è una parola ancora più piccola che ti impedisce di scappare. Questa piccola parola racchiude un sacco di esplosione dietro le sue tre lettere. È una parola che colpisce al di sopra del suo peso. Questa parola è parola di qualifica, esitazione e riserva. Fa in modo che i cuori affondino e che i cuori martellino nell’ansia. Spazza via le speranze e mette in atto ostacoli e barriere. Questa piccola parola è quella che ti impedisce di liberarti dalla nostra presa. Permette di creare scuse per il nostro comportamento. Mette i freni, grava sull’ancora e punta sui talloni. Proprio quando pensavi di poter fare dei progressi e di allontanarti dalla nostra vana influenza, questa parola appare e porta ogni cosa a un brusco arresto. Spesso utilizziamo questa parola per fermarti quando stai cercando di parlare. L’aggiungiamo alle nostre conversazioni per protestare o creare una condizione precedente per irritarti, turbarti e infastidirti. Trasmette indignazione, fastidio e sorpresa. Così tante correnti da una parola così piccola. Anche se facciamo molteplici usi di essa, il suo scopo principale di tenerti dove ti vogliamo, nella nostra presa confusa e disorientata, deriva dal tuo uso di questa parola. La dici molte volte riferendoti a noi e il suo effetto è farti interrogare su te stesso. Annulla i progressi che potresti aver fatto per allontanarti dalla nostra influenza inquinante. Ostacola, distrae e assicura che tu resti impantanato. Questa parola viene ripetutamente usata da te, in riferimento a noi e se consideri quante volte hai usato questa parola tu stesso, sarai d’accordo sul fatto che il suo effetto è considerevole.

Qual’è questa parola?

Ma.

Eccola. Guarda quella parola. Due lettere. Questo è tutto ciò che comprende. Nessuna grande, lunga parola. Non ci sono più sillabe. Al dunque. Secca. Efficace. Piccola, senza pretese e comune. Ma porta con sé così tanta potenza e specialmente per quanto riguarda la dinamica tra la tua specie e la nostra tipologia. Questa è la parola che paralizza, ostacola e intrappola. La usi sempre. Sappiamo che lo fai. Contiamo che tu lo faccia per creare queste trappole per te stesso. Vi sono molte di queste trappole.

“Ma può essere così adorabile in altre occasioni.”

“Ma sono sicuro che non intendeva quello.”

“Ma a volte io lo sconvolgo.”

“Ma siamo stati così felici insieme.”

“Ma ha detto che voleva sposarmi.”

“Ma non ha proprio senso.”

“Ma forse se mi impegnassi un po’ di più allora tutto andrebbe per il meglio, non è così?”

“Ma non ho fatto niente di sbagliato.”

“Ma perché fa questo?”

“Ma cos’è che gli fa dire quelle cose dopo tutto quello che faccio per lui.”

“Ma tutto ciò di cui ho bisogno è capire cosa lo spinge a farlo.”

“Ma se gli dessi un’altra possibilità, sono sicuro che questa volta ci riusciremmo.”

“Ma se non ci provo, come farò a saperlo?”

“Ma noi siamo anime gemelle, questo è quello che ha detto.”

“Ma quello che non capisco è perché fa questo quando dice che mi ama?”

“Ma questo è ciò che voglio. Lui e me.”

“Ma ci sono momenti in cui siamo felici.”

“Ma viene solo frainteso.”

“Ma facciamo sempre le cose come una famiglia”.

“Ma lui è mio figlio.”

“Ma lei è mia madre.”

“Ma lui è mio marito.”

“Ma io non voglio turbarla.”

“Ma io non voglio perderlo.”

“Ma non posso stare senza di lui.”

“Ma non so cosa fare dopo.”

“Ma qualunque cosa faccia, non va mai abbastanza bene.”

“Ma se solo mi ascoltasse e poi potremmo risolvere le cose.”

“Ma se potesse cambiare, allora tutto sarebbe splendido.”

“Ma se invece lei lo rendesse felice.”

“Ma se mi fermo ora, tutto il resto che ho fatto andrà sprecato”.

“Ma tutti hanno un problema no?”

“Ma chi mi crederà?”

“Ma dove andrei?”

“Ma come farei per i soldi?”

“Ma se solo ci provassi per noi.”

“Ma se non gli do un’altra possibilità, me ne pentirò per sempre.”

“Ma tu non lo conosci come me.”

“Ma è così che dovrebbe essere, io e lei insieme per sempre.”

“Ma a volte sono così felice a causa sua.”

“Ma se solo mi permettessi di parlare.”

“Ma perché mi fai questo?”

“Ma io lo amo.”

Quante di queste frasi hai detto a te stesso o ad un amico? Quante volte hai iniziato una frase con quelle due parole? Quante volte ti sei seduto a piangere e tra i singhiozzi borbottavi frasi come quelle? Quante volte ci hai implorato usando quella parola come parte del tuo disperato accattonaggio? Molte, molte volte.

Che compaia come parte di una scusa, parte dell’incredulità sconcertata, l’inizio di una spiegazione, serve a fare una cosa. Ti impedisce di scapparci. Questo titolo a ciò che dici agisce come un respingente che ti impedisce di andare avanti e fare progressi. Fa in modo che tu trovi scuse per il nostro comportamento anziché sapere cosa significa questo comportamento. È usata come mezzo per evitare di affrontare la dura realtà del nostro modo di trattarti. È un metodo per aggirare la spiacevolezza del dover affrontare ciò che siamo. È un dispositivo per continuare a tenerti in una posizione in cui non puoi e non vuoi lasciarti andare. Che sia perché vuoi aiutarci, ottenere risposte su ciò che facciamo, perché pensi che il periodo d’oro può essere recuperato o una di una dozzina o più di spiegazioni che implicano l’uso di questa parola, l’effetto finale è che ti mantiene connesso, legato e unito a noi in qualche modo. Questa parola è la tua guardia carceraria che ti impedisce di fuggire dalla cella che abbiamo creato per te. Sei tu che usi questa parola, non noi. Sei tu che in effetti ostacoli la tua stessa liberazione dai ripetuti getti di questa minuscola parola facendo riferimento a noi e ai nostri comportamenti.

È altamente efficace nel catturarti.

È altamente efficace nel fermarti mentre vai avanti.

È altamente efficace nel permettere che le nostre manipolazioni continuino.

Ma noi lo sappiamo vero?

H.G. TUDOR

The Three Letter Love Trap

🎑 GOLDINARC E LE TRE EMPATICHE

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C’era una volta una narcisista chiamata Goldinarc. Era andata a fare una passeggiata nella Foresta dell’Empatia dato che aveva sentito dire che vi erano sempre delle nuove vittime che poteva trovare lì. Ben presto, si imbatté in un bellissimo cottage. Non si disturbò a bussare, non lo faceva mai e, in accordo con il suo senso del diritto, semplicemente spalancò la porta ed entrò.

Trovò che l’interno aveva tutti i segni dell’empatia. C’era un grande zerbino con scritto su benvenuto, c’erano vari libri sulla spiritualità, l’auto-miglioramento e l’universo su una serie di scaffali e l’arredamento era rilassante e non appariscente.

“Io non vivrei mai qui”, mentre vagava per le stanze annusava finché non entrò nella cucina dove vide tre scodelle di zuppa sul tavolo. Sentendosi affamata e sapendo di avere un diritto inalienabile di impossessarsi delle risorse di un’altra persona, assaggiò la zuppa della prima scodella.

“Yuk, che zuppa scadente e dal sapore sgradevole,” borbottò Goldinarc e rovesciò la zuppa sul pavimento sorridendo per lo sgomento che il proprietario della casa avrebbe provato e quindi guadagnò un po’ di carburante di pensiero. Passò alla prossima ciotola.

“Urrgh zuppa di cavolo, chiaramente qualcuno sta cercando di perdere un po’ di peso, ovviamente non è bella come me. Io non ho bisogno di mangiare questa merda,” annunciò e versò di nuovo il contenuto sul pavimento.

Goldinarc si volse verso la terza ciotola. Questa ciotola era stata progettata magnificamente e incastonata con pietre preziose. Dentro vi era immerso un cucchiaio d’argento e Goldinarc prese una cucchiaiata di zuppa.

“Oh, è delizioso, una ciotola di Buddha che Salta sul Muro. Yum yum. “Goldinarc divorò tutto quanto. Quando ebbe finito, improvvisamente si sentì irrequieta e infastidita.

“Mi è piaciuta la zuppa ma chiunque l’abbia fatta pensa di poter fare una zuppa migliore di me. Lo odio! “Così, in un attacco di furia accesa, ruppe la ciotola decorata sul pavimento e piegò il cucchiaio d’argento con la bocca prima di lasciarlo cadere sul tavolo.

Dopo aver sbuffato per la ciotola della zuppa di Buddha che Salta sul Muro, Goldinarc decise che doveva sedersi e guardare un po’ di televisione. Si trasferì nel soggiorno e trovò un piccolo sgabello di legno.

“Non mi siederò su quello, quello è uno sgabello da contadini”, sogghignò e vi diede un calcio, rompendo lo sgabello di legno.

I suoi occhi si posarono su una poltrona con un cuscino che sembrava piuttosto confortevole. Lo provò, ma lo sentiva grumoso. Accigliata, Goldinarc saltò su e strappò il cuscino mentre insultava le sedie, squarciandone il tessuto con le sue lunghe unghie rosse.

Proprio in quel momento vide un trono.

“Aha, questo è molto più di mio gusto”, osservò. Si sistemò sul trono e si sentì più a suo agio mentre immaginava come la gente l’avrebbe ammirata mentre sedeva splendente e nobile. Dopo un po’ però cominciò ad annoiarsi perché non c’era nessuno lì a vedere cosa stava facendo, così si alzò e prese un coltello dalla cucina. Incise il suo nome sul trono.

“Ora, dato che ovviamente appartiene a me, tutti sapranno che è mio e quindi a nessun altro è permesso sedervi”, disse compiaciuta.

Goldinarc sbadigliò. Tutto questo comportamento malevolo era stancante, ma si sentiva debole anche perché nessuno era in giro per vedere le sue macchinazioni, così decise che sarebbe andata di sopra e fare un pisolino per attendere i proprietari del cottage che sarebbero sicuramente presto stati a casa e disponibili a fornirle con un po’ di carburante.

Una volta al piano di sopra, Goldinarc trovò tre camere da letto. Entrò nella prima e trovò un letto molto piccolo in una stanza estremamente ordinata.

“Quel letto non è utile a nessuno, patetico!” Dichiarò lei e lo ribaltò prima di rovesciare le bottiglie, i libri e gli altri fronzoli del proprietario della camera da letto, facendo un vero e proprio casino.

Andò nella seconda camera da letto e trovò un letto di chiodi sul pavimento.

“Hmm,” meditò Goldinarc, “questa deve essere la camera da letto di un Martire ma non c’è modo per me di dormirvi.” Si tirò su la gonna (e non indossava mai le mutandine dato che era una tale troia) e pisciò sul letto di chiodi.

“Prova a dormire con quella puzza!” Rise Goldinarc.

Goldinarc si diresse alla terza camera da letto e aprì la porta per vedere un letto enorme e in esso giacevano sette piccoli uomini.

“Oi!” Gridò Goldinarc facendo svegliare gli uomini appisolati con un sobbalzo.

“Non siete nella storia sbagliata?” Chiese mentre gli ometti sconcertati si mettevano a sedere e la fissavano.

“Chiediamo scusa a lei signorina, ci stavamo solo riposando, toglieremo il disturbo da questo momento e fuori dalla sua storia”, disse uno, un bell’uomo con gli occhi luccicanti.

“Non così in fretta,” sorrise Goldinarc mentre chiudeva la porta dietro di sé, “Siete proprio ciò che stavo cercando!”

“Per favore, signorina, sarebbe meglio che tornassimo dalla nostra padrona, lei sarà preoccupata di sapere dove siamo”, osservò un altro degli uomini che aveva una barba accuratamente tagliata e un orecchino di diamante. Gli uomini iniziarono a muoversi, cercando di sgattaiolare fuori dal letto sontuoso.

“Oh, non penso”, gridò Goldinarc, “so chi siete voi.”

Goldinarc quindi indicò ciascuno dei piccoli uomini mentre chiamava i loro nomi.

“Anima gemella! Angelo! Luce della mia vita! Fiore che sboccia! L’unico! Salvatore! Il mio vero amore!”

Mentre pronunciava ogni nome, gli ometti si incantarono in uno sguardo fisso, uno sguardo amorevole e impotente che arrivava sui loro volti mentre venivano conquistati dal fascino di Goldinarc. Sorridendo, Goldinarc iniziò a togliersi il vestito mentre si dirigeva verso il letto e verso gli ometti in attesa.

Qualche ora dopo Goldinarc giaceva al centro del letto, circondata dai piccoli uomini esausti che si erano addormentati di nuovo, prosciugati del loro carburante. Anche Goldinarc dormiva, un sorriso di appagamento sulle labbra, i capelli dorati sparsi sul cuscino mentre dormiva il sonno dei giusti.

Nel frattempo, le Tre Empatiche, Onestà, Decenza e Integrità, erano arrivate a casa nella loro casetta dopo una giornata di assistenza alla mensa per i poveri, una raccolta per un orfanotrofio e nutrito gli animali randagi per le strade di una città vicina. Erano allegre e affamate dopo le loro fatiche caritatevoli e si diressero verso la cucina.

“Santo Cielo, qualcuno ha gettato il mio Brodo dei Poveri sul pavimento”, esclamò Onestà.

“Santo Cielo, qualcuno ha buttato la mia zuppa di cavolo sul pavimento,” esclamò Decenza.

“Santo Cielo, qualcuno ha mangiato tutto il mio Buddha Salta sul Muro e ha distrutto la mia ciotola! E ho piegato il mio cucchiaio!” disse Integrità.

Si diressero verso il soggiorno in cerca di indizi poiché erano tutte cercatrici di verità.

“Oddio, qualcuno ha distrutto il mio Sgabello Virtuoso Ma Inutile”, gridò Onestà.

“Oddio ha fatto a brandelli il cuscino sulla mia vecchia e comoda poltrona e ha fatto enormi strappi sulla mia poltrona!”, Esclamò Decenza.

“Oddio qualcuno ha inciso il nome Goldinarc sul mio trono, chi farebbe una cosa simile?” Dichiarò Integrità.

“Qualcuno che si chiama Goldinarc, solo un’ipotesi”, disse con calma Onestà.

Alla ricerca del vandalo, i tre empatici salirono di sopra.

Raggiunsero la prima camera da letto.

“Oh per la miseria,” gridò Onestà mentre guardava al letto rovesciato e alla camera da letto rovinata, “il Feng Shui è stato profanato!”

Raggiunsero la seconda camera da letto.

“Dolce Gesù e i piccoli orfani”, gridò Integrità mentre odorava l’ammoniaca dell’insulto urinario di Goldinarc, “la mia stanza puzza!”

Raggiunsero la terza camera da letto e aprirono a tentoni la porta per vedere la nuda Goldinarc circondata dai sette piccoli uomini nudi. Goldinarc si svegliò all’istante e fissò le Tre Empatiche.

“Poverina, non ha assolutamente spazio con tutti quei nani che invadono il letto,” gridò Onestà.

“Poverina, si prenderà un raffreddore senza vestiti da notte,” esclamò Decenza.

“Poverina, a giudicare dall’aspetto dei volti di quei nani, hanno rubato la sua innocenza”, gridò Integrità.

“Accidenti!” Gridò Goldinarc afferrando l’attimo e mettendosi le mani sul viso in finto orrore, “questi piccoli bastardi malvagi hanno versato zuppa sul pavimento, fracassato una ciotola, rotto una sedia, strappato un cuscino, fatto a brandelli una poltrona, deturpato il trono, distrutto una camera da letto, pisciato su un altro letto e poi mi hanno trascinato qui quando ho cercato di fermarli distruggendo il cottage completo e ha fatto le loro cosacce con me. Aiutatemi vi prego!”

E così avvenne che i sette nani ricevettero la pena di reclusione per una serie di crimini e le Tre Empatiche portarono Goldinarc sotto la loro ala fornendole un flusso costante di carburante, tratti e benefici residui, ma nessuna visse per sempre felice e contenta ……

H.G. TUDOR

Goldinarc and the Three Empaths

🎑 TRE PICCOLE EMPATICHE

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C’erano una volta tre piccole empatiche che vivevano con una saggia vecchia empatica. La Saggia Vecchia Empatica sentiva che bisognava fare più bene nel mondo, così fece uscire le tre piccole empatiche nel mondo e inoltre voleva essere in grado di guardarsi a nastro le videocassette di Cucinare Prelibatezze senza interruzione. Mentre salutava le tre piccole empatiche gridò,

“Andate nel mondo mie piccole empatiche e diffondete la vostra bontà tutt’intorno, ma vi prego fate attenzione ai narcisisti. Non sono facili da individuare e assicuratevi che tutti costruiscano una buona casa sulle fondamenta del no contact. C’è solo un architetto che dovreste cercare, si chiama Hurt God.”

“Lo faremo!” Dissero in coro le tre piccole empatiche mentre si dirigevano verso il mondo. Le tre piccole empatiche presto iniziarono a fare le loro buone opere e non passò molto tempo prima che i branchi di balene cieche e gay venissero salvati, fosse attivo e funzionante un account di GoFundMe per i Barboni Oppressi e per quelli di Bassa Statura e per l’Uncinetto. ‘Perché vi preoccupate che i Club sorgano sulla terra.

Eppure, ci furono molti lamenti e stridori di denti mentre ognuna delle tre piccole empatiche cadde in preda al fascino del Narcisista. Dopo gloriosi periodi d’oro e svalutazioni diaboliche, le tre piccole empatiche fecero ciascuna un tentativo di fuga.

La prima piccola empatica stava correndo lungo la strada di mattoni gialli cercando di sfuggire al suo narcisista mentre ricordava le parole della Saggia Vecchia Empatica.

“Ho bisogno di costruire una casa fondata sul no contact. La Saggia Vecchia Empatica mi ha detto di trovare Hurt God, ma sembra un lavoro così duro e speravo di preparare alcune Crostate d’Ingenuità questo pomeriggio, oh cosa devo fare?”

Proprio allora una donna svoltò nella strada di mattoni gialli.

“Ciao, prima piccola empatica, ho sentito che hai bisogno di costruire una casa di No Contact?” Chiese.

“Sì, sì, è vero, chi sei tu?” Chiese la prima piccola empatica.

“Io sono Predica Isterica, so del no contact”, rispose la donna.

“Davvero?” Chiese la prima piccola empatica con entusiasmo, “mi è stato detto di usare l’architetto Hurt God, ma sembra una dura impresa trovarlo.”

“Oh, lo è e non è un uomo piacevole, non vuoi usare il suo lavoro. Il mio lavoro è in realtà solo una sfuriata personale sul narcisista che mi ha irretito, ma non lasciare che ciò ti distolga da quanto sia brillante il mio consiglio. Ecco, prendi questo libro.”

“Oh, grazie mille, ora posso costruire la mia casa di No Contact e mettere qualcosa a cuocere”. E la prima piccola empatica usò il libro fornito da Predica Isterica per costruire una Casa di No Contatto nel punto in cui si trovava.

Non molto tempo dopo, mentre la prima piccola empatica stava arrotolando la pasta per le Crostate d’Ingenuità, sentì una voce familiare.

“Piccola empatica, piccola empatica, fammi entrare!”

Era un orco di Narcisista Inferiore!

“Ficcatelo in culo!” Gridò la prima piccola empatica con aria di sfida.

“Allora urlerò e griderò e farò un gran baccano, così mi assicurerò di riportarti subito dentro!”, Esclamò il Narcisista Inferiore.

La prima piccola empatica sorrise perché si trovava in una casa di no contact, ma poi si interruppe quando sentì una mano fredda di terrore sulla sua gola.

“Ehm, come mi hai trovato?” Chiese.

“Ah ah”, rise il Narcisista Inferiore, “guarda la porta accanto.”

La prima piccola empatica guardò fuori dalla finestra e vide dall’altra parte del giardino l’uomo che conosceva come il Tenente Luogo che la salutava con un ghigno sardonico.

“Dannazione!” Imprecò la prima piccola empatica, “La guida di Predica Isterica alla Casa di No contact non diceva nulla sul costruire accanto alla casa del Tenente Luogo.”

“Che vergogna,” sorrise il Narcisista Inferiore mentre andava dietro la prima piccola empatica, se la gettò sulle spalle e si avviò verso la Città di Narci, lasciando che la Prima Casa di No Contact si sbriciolasse dietro di loro.

La seconda piccola empatica andava di corsa lungo la strada lastricata di oro cercando di sfuggire al suo narcisista mentre ricordava le parole della Saggia Vecchia Empatica.

“Ho bisogno di costruire una casa fondata sul no contact. La Saggia Vecchia Empatica mi ha detto di trovare Hurt God, ma sembra un lavoro così duro e speravo di riuscire a cucire alcuni Cappelli dell’Eterna Speranza questo pomeriggio, oh cosa devo fare?”

Proprio allora un uomo svoltò all’angolo della strada lastricata d’oro.

“Ciao seconda piccola empatica, ho sentito che hai bisogno di costruire una Casa di No Contact?” Chiese mentre si aggiustava il gilet e sorrideva.

“Sì, sì, è vero, chi sei tu?” Chiese la seconda piccola empatica.

“Sono Amatore Tranquillo, so del no contact”, rispose l’uomo.

“Sì?” Chiese la seconda piccola empatica con entusiasmo, “mi è stato detto di usare l’architetto Hurt God, ma sembra un duro lavoro trovarlo.”

“Oh, lo è ed è uno psicopatico sai, quindi è un bugiardo patologico, tu non vuoi usare il suo lavoro. Il mio lavoro è in realtà solo una raccolta di alcune idee abbastanza buone per farmi sembrare essenzialmente simile a un eroe, anche se non comunico proprio la realtà, ma non lasciarti distrarre da quanto sia brillante il mio consiglio. Ecco, prendi questo libro.”

“Oh, grazie mille, ora posso costruire la mia Casa di No Contact e fare un po’ di lavoro di cucito.” E la seconda piccola empatica usò il libro fornito da Amatore Tranquillo per costruire una Casa di No Contact nel punto in cui si trovava.

Non molto tempo dopo, mentre la seconda piccola empatica lavorava a maglia nel suo salotto, sentì una voce familiare.

“Piccola empatica, piccola empatica, fammi entrare!”

Era un codardo Narcisista di Medio-Rango!

“Vattene perdente!” Gridò la seconda piccola empatica con aria di sfida.

“Allora ti supplicherò, ti raggirerò e ti macchierò di peccato, così posso assicurarmi di riportarti subito dentro!”, Esclamò il Narcisista di Medio-Rango.

La seconda piccola empatica sorrise perché si trovava in una Casa di No Contact, ma poi si interruppe quando sentì una mano fredda di terrore sulla sua gola.

“Aspetta come sapevi che sarei stata qui?” Chiese

“Ti sei messa dappertutto su BaseFuck, Twatter, NarciCalamita e Un Sacco di Narci, hai dato un sacco di dettagli su quello che stai facendo e dove e non mi hai bloccato” sorrise il Narcisista di Medio-Rango con un sorriso untuoso.

“Dannazione!” imprecò la seconda piccola empatica, “Dannazione!” imprecò la seconda piccola empatica, “La guida di Amatore Tranquillo alla Casa di No contact non diceva nulla sul restare fuori dai social media e bloccarti.”

“Che peccato,” sorrise il Narcisista di Medio-Rango, “ma non è affatto male, dopotutto, dovresti prenderti cura di me ora,” mentre andò dietro la seconda piccola empatica, la prese per mano e partì di nuovo per la città di Narci, lasciando che la Seconda Casa di No Contact si sbriciolasse dietro di loro.

La terza piccola empatica si stava aggirando lungo la strada verso l’inferno lastricata di buone intenzioni cercando di sfuggire al suo narcisista mentre ricordava le parole della Saggia Vecchia Empatica.

“Ho bisogno di costruire una casa fondata sul no contact. La Saggia Vecchia Empatica mi ha detto di trovare Hurt God e dovessi perdere tutti i capelli in testa, per dindirindina troverò questo misterioso Hurt God” dichiarò con risolutezza.

Così la terza piccola empatica percorse la strada verso l’inferno lastricata di buone intenzioni e le vennero più volte offerti libri, video e seminari su come costruire la “Più Grande Casa di No Contact” di molte persone. Ignorò vari fornitori, come la teoria di Miss Bonts non sostenuta, l’Uomo della Spiegazione Esagerata e Indisciplinata, la Vittima Disperata Senza Speranza, il Signor Carino Ma Narci, la Signorina Lacci Venti Cristalli Attorno alla Tua Fronte e altri benintenzionati ma in definitiva inefficaci fornitori di consigli.

La terza piccola empatica si stancò e quando il sole cominciò a tramontare, temeva che non sarebbe stata in grado di costruire una Casa di No Contact sulle fondamenta di Hurt God prima che il suo narcisista la raggiungesse.

Proprio in quel momento la terza empatica svoltò in un angolo della strada e c’era un uomo alto e magro che trasudava immediatamente un’aria di minaccia malevola. Non riusciva a vedere i suoi lineamenti contro lo splendore del sole abbagliante, ma l’oscurità che lui emanava la faceva sentire cauta e sconvolta.

“Ciao terza piccola empatica, ho sentito che hai bisogno di costruire una Casa di No Contact?” Chiese con una voce autorevole e accattivante.

“Sì, sì è vero, ma non dovrei parlare con estranei e certamente non magnetici quanto te”, disse la terza piccola empatica.

“Molto ragionevole,” rise il misterioso sconosciuto e la terza piccola empatica fu al tempo stesso eccitata e respinta, “ma non hai ragione di preoccuparti, sei solo una fonte terziaria e ho empatiche più vicine con cui giocare. Ecco, prendi questo, ti servirà molto bene, “e con ciò lo straniero spinse un libro nelle mani tremanti della terza piccola empatica prima di allontanarsi fischiettando tra sé e sé “A Caccia Noi Andremo”.

La terza piccola empatica guardò il libro e lesse il titolo “La Suprema Casa di No Contact di Hurt God” e subito svenne.

Qualche ora dopo la terza piccola empatica si rinvenne e ricordò il suo breve incontro con Hurt God. Vide il libro ancora lì vicino e lo afferrò e immediatamente iniziò a divorare il suo contenuto.

Ancora più tempo dopo, la terza piccola empatica si stava sistemando per guardare un episodio di ‘Città Narci ha preso Empatici’ quando giunse il suono del suo cellulare. Vide una notifica dal suo Narci della Cam e aprì l’applicazione. Rimase a bocca aperta quando vide una figura oscura muoversi verso una casa, intrappolata in un Narci della Cam nascosto.

“Santo Cielo, è il Narcisista Superiore!” Dichiarò la terza piccola empatica. Si sedette nella sua comoda poltrona e osservò a distanza mentre la figura passeggiava con completa sicurezza fino a una casa ben arredata.

“È venuto a recuperarmi!” Annunciò la terza piccola empatica. La telecamera aveva suono e video e lei poteva sentire il Narcisista Superiore che diceva dolcemente,

“Piccola empatica, piccola empatica, fammi entrare.”

“Assolutamente impossibile”, disse la terza piccola empatica.

Il Superiore si diresse verso il portico in piena vista della telecamera e si voltò e guardò dritto nell’obiettivo. Fece un sorriso radioso e disse,

“Oh, non essere così, sono venuto a riparare la rottura, ti recupererò con un regalo costoso”, poi allungò un indice ben curato e premette il campanello della porta.

All’improvviso una botola si aprì e il Superiore scomparve dalla visuale.

“Vediamo come un periodo di isolamento privo di carburante ti si adatta, Signor Narcisista”, disse la terza piccola empatica. Posò il suo telefono e prese il telecomando della televisione. La terza piccola empatica accarezzò il libro che poggiava sul bracciolo della sua poltrona.

“Bel lavoro Hurts God, grazie a te ho creato una solida casa di No Contact e ho creato una casa-diversivo con una falsa pista che il narcisista è andato a cercare e ora sta riflettendo su cosa diavolo sia appena successo da dentro una cella sigillata di isolamento.”

Proprio in quel momento arrivò un messaggio sul telefono della terza piccola empatica, e lei emise un breve sussulto.

Lesse il testo “HG approva”.

H.G. TUDOR

Three Little Empaths