👥 COSA PENSA IL NARCISISTA: TRATTAMENTO DEL SILENZIO PRESENTE

191030A What The Narcissist Thinks  Present Silent Treatment.png

Penso di aver detto abbastanza. Vorrei che tu pensassi lo stesso. Non hai mai smesso di chiedermi della mia giornata di lavoro mentre io cerco di guardare lo sport in televisione. E così via, hai continuato a fare domande su domande. Mi chiedo perché tu sia così fottutamente interessata. In cerca di qualcosa vero? Stai cercando di prendermi in giro? Non lo farai. Io sono più intelligente di te. Molto più intelligente. Quello che faccio al lavoro non ha nulla a che fare con te e non scoprirai i miei progetti lì fino a quando non deciderò che dovrai saperlo. E non è il momento, quindi vorrei che tu restassi tranquilla e permettimi di guardare questo gioco. Continui ad andare avanti, parlando sopra il mio programma televisivo il che mi dice che consideri la mia esperienza di visione non importante e che mi dice che ovviamente pensi che io non sia importante e tu dovresti sapere da ora che sono importante. Odio che tu faccia questo. Posso sentir bruciare del tuo atteggiamento egocentrico e infido, e mi addolora, ma so cosa fare. So come fermare questo dolore e credimi, lo farò e lo farò ora.

Non sai mai quando tacere vero? Immagino tu pensi di essere gentile a chiedermi come è andata la mia giornata, ma non te ne importa, lo fai solo per amore delle apparenze, per farti sembrare buono, il partner premuroso e interessato. Conosco il tuo gioco. Ti ho capito, sei una truffa. Yap, yap, yap, come un irritante cucciolo intorno alle caviglie, avanti senza sosta. Stai solo zitto, lo farai? Non riesco a concentrarmi con te che mi ronzi intorno come una vespa.

“Come sta andando la nuova recluta?”

“Come si sta sviluppando il progetto?”

“Dove sei andato per quel pranzo d’affari? Era buono? Cosa hai mangiato? Con chi eri?”

Stai zitto. No, stai ancora chiacchierando. Non penso che tu stia aspettando una risposta, vero? Solo facendo domande per sembrare che mi stai coinvolgendo nella conversazione quando tutto ciò che stai facendo è impegnarti in un altro dei tuoi monologhi inutili ed egoisti. Lo sai quanto sembri noioso? Se non stessi cercando di concentrarmi su questa partita, penso che scivolerei in coma ascoltandoti con le tue inutili opinioni e le tue banali osservazioni.

Stai zitto e basta. No? Ottimo. Lo farò. No, non sto dicendo nulla. Non ho nemmeno intenzione di annuire, scuoto la testa o faccio un grido affermativo. Niente. Un silenzio totale.

Mio Dio, ti sei fermato. Forse ti sei ricordato che hai bisogno di respirare? Ah, eccellente hai notato che non sembro più ascoltare. Credimi, sto ascoltando e lo sto facendo con notevole attenzione, perché ho bisogno di ascoltare ciò che sta arrivando a modo mio. Fammi indovinare, penso che partirai con “Mi stai ascoltando?” Da un momento all’altro e sì, eccolo come previsto. Non ho intenzione di rispondere. Vai avanti, ripeti la domanda e come mi aspettavo lo fai. Ora ho la tua attenzione, no? Posso vederti con la coda dell’occhio mentre guardo lo schermo fingendo che le figure che girano con la palla siano più interessanti di te. Non lo sono perché quello che stai iniziando a fare è ciò che mi interessa. Posso vederti che ti protendi in avanti, cercando di attirare la mia attenzione. So che ci sei ma non ti riconoscerò. A volte mi lanci qualcosa per attirare la mia attenzione, di solito un cuscino. Non è una brutta azione, non come quando io lancio delle cose a te. Questo mi ricorda che devo sostituire quella tazza di caffè che ti ho lanciato addosso. Quel giorno andavi di fretta quando partì e si schiantò contro il muro. Ad ogni modo, quello era la settimana scorsa e questo è ora, e posso sentirti fare la domanda una terza volta. Sarà il cuscino? No, hai scelto di alzarti in piedi. Accidenti, devi cercare di affermare un po’ di autorità fin dall’inizio.

“Sto parlando con te.”

So che è così ma non ti rispondo, tuttavia già posso sentire la crescente irritazione nella tua voce, e già posso sentire le fiamme che si alzano dentro di me mentre bruciano via il freddo, aspro gelido della tua critica. Quel dolore sta già svanendo.

“Mi rispondi per favore?”

No non lo farò. Devo voltare la testa in modo che tu non veda il mio ghigno al tuo tentativo di comandare. Mi diverte. Posso vedere le tue mani spostarsi sui fianchi e quasi mi aspetto che tu pesti il piede a terra.

“Che cosa c’é? Perché non mi rispondi?”

La voce sale più in alto, segnalando la tua ansia e frustrazione e le fiamme continuano a svilupparsi dentro di me. Mantengo l’espressione di pietra, gli occhi neri come l’inchiostro che fissano lo schermo. Riesco a vedere il movimento sul televisore, ma è come se lo guardassi da molto lontano, mentre tutto ciò su cui mi sto concentrando ora è la tua voce e la continua e deliziosa sensazione fiammeggiante che si riversa su di me.

“Perché non mi rispondi?”

Le domande sono cambiate ora giusto? Un passaggio dalla tua curiosità sul mio lavoro a te che ora mi chiedi perché sono caduto in silenzio. Puoi continuare a chiedere e so che lo farai. Andrai avanti per un po’ di tempo. Uscirai dalla stanza cercando di imporre una risposta da parte mia, ma la tua porta sbattuta manterrà le fiamme ardenti. Tornerai dentro. Lo fai sempre. Tornerai pentito e ti scuserai anche se non saprai per cosa stai cercando di scusarti. Tuttavia, questo non ti impedirà di attraversare un carosello di ragioni nella speranza di rompere il mio silenzio.

“Ti ho turbato?”

“Ho detto qualcosa di sbagliato?”

“Non ti ho ascoltato?”

“Ho detto qualcosa di offensivo?”

“Per favore, cosa ho fatto di sbagliato?”

“Per favore, mi parlerai?”

“Lo odio. Odio litigare. Cos’è che ti ho fatto?”

Ogni volta che fai queste domande, il dolore e la preoccupazione nella tua voce continuano ad accrescere il senso di potere che sento. La ferita che hai creato si è chiusa da tempo e ora sto assaporando il crescente potere che mi attraversa. Non hai idea di cosa stai facendo mentre provi, come fai sempre, a fare le cose per bene. Rimarrò seduto qui, senza nemmeno guardarti. Non proverai a metterti davanti a me mentre guardo la televisione. Non oserai far questo o spegnerlo. Ti ricordi cosa è successo l’ultima volta quando l’hai fatto vero e so che non avresti fretta di sperimentarlo di nuovo. Posso sedere e godere del mio potere su di te e tu continui ad aumentarlo con le tue domande pietose e lamentose. Cercherai di scoprire cosa c’è che non va, incolperai te stesso e inizierai a scusarti mentre ti scervelli per indovinare che cosa hai fatto di sbagliato nella speranza di imbatterti nell’argomento giusto e fare le cose giuste. Ma fallirai. Poi vai avanti e cerchi di corrompermi per parlare con te, suggerendo di uscire, o che i miei amici passano a bere qualcosa domani sera o che tu mi cucini qualcosa di speciale. Continua, non risponderò. Non ti guarderò nemmeno. Sei completamente invisibile per me per quanto ti riguarda.

Mi chiedo per quanto tempo manterrò questo silenzio con te? Non hai ancora capito cosa fare, mi fa piacere dirlo. Continui a chiedere, tormentare e interrogare, spinto dalla tua stessa ansia che ti fa desiderare di accertare quello che è successo e fare le cose giuste. Ciò significa che potresti interrompere per mezz’ora, ma poi riprendi, provando una tattica diversa. Se sapessi che tutto ciò che dovresti fare è fare esattamente ciò che sto facendo io, questo cesserebbe. Te ne andresti in silenzio e continueresti con quello che vuoi fare e io inizierei a parlarti e a riconoscerti di nuovo mentre considero una diversa manipolazione da usare contro di te per raccogliere il mio prezioso carburante. Fortunatamente, la tua natura empatica che implica che vuoi capire, vuoi aggiustare e guarire, ti farà rimanere appeso lì e per tutto il tempo mi fornirai carburante e forza. Finché lo farai, il silenzio continuerà.

H.G. TUDOR

What The Narcissist Thinks : Present Silent Treatment

👥 ZITTA!

191005B Shut Up!.png

Penso di aver detto abbastanza. Vorrei che tu pensassi lo stesso. Non hai mai smesso di chiedermi della mia giornata di lavoro mentre io cerco di guardare lo sport in televisione. E così via, hai continuato a fare domande su domande. Mi chiedo perché tu sia così fottutamente interessata. In cerca di qualcosa vero? Stai cercando di prendermi in giro? Non lo farai. Io sono più intelligente di te. Molto più intelligente. Quello che faccio al lavoro non ha nulla a che fare con te e non scoprirai i miei progetti lì fino a quando non deciderò che dovrai saperlo. E non è il momento, quindi vorrei che tu restassi tranquilla e permettimi di guardare questo gioco. Continui ad andare avanti, parlando sopra il mio programma televisivo il che mi dice che consideri la mia esperienza di visione non importante e che mi dice che ovviamente pensi che io non sia importante e tu dovresti sapere da ora che sono importante. Odio che tu faccia questo. Posso sentir bruciare del tuo atteggiamento egocentrico e infido, e mi addolora, ma so cosa fare. So come fermare questo dolore e credimi, lo farò e lo farò ora.

Non sai mai quando tacere vero? Immagino tu pensi di essere gentile a chiedermi come è andata la mia giornata, ma non te ne importa, lo fai solo per amore delle apparenze, per farti sembrare buono, il partner premuroso e interessato. Conosco il tuo gioco. Ti ho capito, sei una truffa. Yap, yap, yap, come un irritante cucciolo intorno alle caviglie, avanti senza sosta. Stai solo zitto, lo farai? Non riesco a concentrarmi con te che mi ronzi intorno come una vespa.

“Come sta andando la nuova recluta?”

“Come si sta sviluppando il progetto?”

“Dove sei andato per quel pranzo d’affari? Era buono? Cosa hai mangiato? Con chi eri?”

Stai zitto. No, stai ancora chiacchierando. Non penso che tu stia aspettando una risposta, vero? Solo facendo domande per sembrare che mi stai coinvolgendo nella conversazione quando tutto ciò che stai facendo è impegnarti in un altro dei tuoi monologhi inutili ed egoisti. Lo sai quanto sembri noioso? Se non stessi cercando di concentrarmi su questa partita, penso che scivolerei in coma ascoltandoti con le tue inutili opinioni e le tue banali osservazioni.

Stai zitto e basta. No? Ottimo. Lo farò. No, non sto dicendo nulla. Non ho nemmeno intenzione di annuire, scuoto la testa o faccio un grido affermativo. Niente. Un silenzio totale.

Mio Dio, ti sei fermato. Forse ti sei ricordato che hai bisogno di respirare? Ah, eccellente hai notato che non sembro più ascoltare. Credimi, sto ascoltando e lo sto facendo con notevole attenzione, perché ho bisogno di ascoltare ciò che sta arrivando a modo mio. Fammi indovinare, penso che partirai con “Mi stai ascoltando?” Da un momento all’altro e sì, eccolo come previsto. Non ho intenzione di rispondere. Vai avanti, ripeti la domanda e come mi aspettavo lo fai. Ora ho la tua attenzione, no? Posso vederti con la coda dell’occhio mentre guardo lo schermo fingendo che le figure che girano con la palla siano più interessanti di te. Non lo sono perché quello che stai iniziando a fare è ciò che mi interessa. Posso vederti che ti protendi in avanti, cercando di attirare la mia attenzione. So che ci sei ma non ti riconoscerò. A volte mi lanci qualcosa per attirare la mia attenzione, di solito un cuscino. Non è una brutta azione, non come quando io lancio delle cose a te. Questo mi ricorda che devo sostituire quella tazza di caffè che ti ho lanciato addosso. Quel giorno andavi di fretta quando partì e si schiantò contro il muro. Ad ogni modo, quello era la settimana scorsa e questo è ora, e posso sentirti fare la domanda una terza volta. Sarà il cuscino? No, hai scelto di alzarti in piedi. Accidenti, devi cercare di affermare un po’ di autorità fin dall’inizio.

“Sto parlando con te.”

So che è così ma non ti rispondo, tuttavia già posso sentire la crescente irritazione nella tua voce, e già posso sentire le fiamme che si alzano dentro di me mentre bruciano via il freddo, aspro gelido della tua critica. Quel dolore sta già svanendo.

“Mi rispondi per favore?”

No non lo farò. Devo voltare la testa in modo che tu non veda il mio ghigno al tuo tentativo di comandare. Mi diverte. Posso vedere le tue mani spostarsi sui fianchi e quasi mi aspetto che tu pesti il piede a terra.

“Che cosa c’é? Perché non mi rispondi?”

La voce sale più in alto, segnalando la tua ansia e frustrazione e le fiamme continuano a svilupparsi dentro di me. Mantengo l’espressione di pietra, gli occhi neri come l’inchiostro che fissano lo schermo. Riesco a vedere il movimento sul televisore, ma è come se lo guardassi da molto lontano, mentre tutto ciò su cui mi sto concentrando ora è la tua voce e la continua e deliziosa sensazione fiammeggiante che si riversa su di me.

“Perché non mi rispondi?”

Le domande sono cambiate ora giusto? Un passaggio dalla tua curiosità sul mio lavoro a te che ora mi chiedi perché sono caduto in silenzio. Puoi continuare a chiedere e so che lo farai. Andrai avanti per un po’ di tempo. Uscirai dalla stanza cercando di imporre una risposta da parte mia, ma la tua porta sbattuta manterrà le fiamme ardenti. Tornerai dentro. Lo fai sempre. Tornerai pentito e ti scuserai anche se non saprai per cosa stai cercando di scusarti. Tuttavia, questo non ti impedirà di attraversare un carosello di ragioni nella speranza di rompere il mio silenzio.

“Ti ho turbato?”

“Ho detto qualcosa di sbagliato?”

“Non ti ho ascoltato?”

“Ho detto qualcosa di offensivo?”

“Per favore, cosa ho fatto di sbagliato?”

“Per favore, mi parlerai?”

“Lo odio. Odio litigare. Cos’è che ti ho fatto?”

Ogni volta che fai queste domande, il dolore e la preoccupazione nella tua voce continuano ad accrescere il senso di potere che sento. La ferita che hai creato si è chiusa da tempo e ora sto assaporando il crescente potere che mi attraversa. Non hai idea di cosa stai facendo mentre provi, come fai sempre, a fare le cose per bene. Rimarrò seduto qui, senza nemmeno guardarti. Non proverai a metterti davanti a me mentre guardo la televisione. Non oserai far questo o spegnerlo. Ti ricordi cosa è successo l’ultima volta quando l’hai fatto vero e so che non avresti fretta di sperimentarlo di nuovo. Posso sedere e godere del mio potere su di te e tu continui ad aumentarlo con le tue domande pietose e lamentose. Cercherai di scoprire cosa c’è che non va, incolperai te stesso e inizierai a scusarti mentre ti scervelli per indovinare che cosa hai fatto di sbagliato nella speranza di imbatterti nell’argomento giusto e fare le cose giuste. Ma fallirai. Poi vai avanti e cerchi di corrompermi per parlare con te, suggerendo di uscire, o che i miei amici passano a bere qualcosa domani sera o che tu mi cucini qualcosa di speciale. Continua, non risponderò. Non ti guarderò nemmeno. Sei completamente invisibile per me per quanto ti riguarda.

Mi chiedo per quanto tempo manterrò questo silenzio con te? Non hai ancora capito cosa fare, mi fa piacere dirlo. Continui a chiedere, tormentare e interrogare, spinto dalla tua stessa ansia che ti fa desiderare di accertare quello che è successo e fare le cose giuste. Ciò significa che potresti interrompere per mezz’ora, ma poi riprendi, provando una tattica diversa. Se sapessi che tutto ciò che dovresti fare è fare esattamente ciò che sto facendo io, questo cesserebbe. Te ne andresti in silenzio e continueresti con quello che vuoi fare e io inizierei a parlarti e a riconoscerti di nuovo mentre considero una diversa manipolazione da usare contro di te per raccogliere il mio prezioso carburante. Fortunatamente, la tua natura empatica che implica che vuoi capire, vuoi aggiustare e guarire, ti farà rimanere appeso lì e per tutto il tempo mi fornirai carburante e forza. Finché lo farai, il silenzio continuerà.

H.G. TUDOR

Shut Up!

📰 IL NARCISISTA SI È DISIMPEGNATO O È UN TRATTAMENTO DEL SILENZIO?

HAS-THE-NARCISSIST-DISENGAGED-OR-IS-IT-A-SILENT-TREATMENT.png

Spesso mi sono chiesto: come si può distinguere tra essere soggetti a trattamento del silenzio o piuttosto a disimpegno (secondo il vecchio modo di dire scarto)? Ci sono chiare similitudini tra le due cose e naturalmente, sono entrambi casi che sono comuni nell’aspetto della dinamica narcisistica tra la nostra tipologia e la risorsa primaria intima.

I trattamenti del silenzio avvengono essenzialmente in due forme. C’è il Trattamento del Silenzio Presente e il Trattamento del Silenzio Assente. Il Trattamento del Silenzio Presente si manifesta quando noi stiamo con te e ti guardiamo ma senza dire niente, o ci allontaniamo da te ogni volta che ci vieni vicino andandocene in un’altra stanza o semplicemente ci sediamo in poltrona a guardare la televisione e ci comportiamo come se tu non ci fossi, anche se possiamo parlare con altre persone. Anche se il Trattamento del Silenzio Presente non fa piacere a chi lo riceve, viene spesso usato perché è una manifestazione di furia fredda. Il Trattamento del Silenzio Presente viene usato da tutte e tre le scuole di narcisisti, ma è fortemente usato da quelli del Medio-Rango come parte del loro repertorio passivo-aggressivo. Il vantaggio del Trattamento del Silenzio Presente per noi è che possiamo applicarlo con un piccolissimo sforzo (in questo modo si conservano energie) e anche perché, sia che tu ti trovi nella stessa stanza con noi o lì vicino noi otteniamo significativo Carburante Approssimativo dalla tuo malumore, rabbia o irritazione. La durata di un Trattamento del Silenzio Presente è minore di quella di un Trattamento del Silenzio Assente. Questo perché il carburante attinto da questa pratica è buono e perciò qualsiasi offesa causata verrà risolta prima. Perciò, il Trattamento del Silenzio Presente può durare solo per mezz’ora e al massimo fino al giorno dopo, dopo che tu hai trascorso una notte da sola nel letto mentre noi dormivamo nella camera degli ospiti o sul divano.

La breve durata del Trattamento del Silenzio Presente e il fatto stesso che noi siamo nella stessa stanza o nella stessa casa con te significa che chiaramente si tratta di silent treatment e non di scarto. Infatti, il Trattamento del Silenzio Presente non sarà neanche il precursore dello scarto. Il Trattamento del Silenzio Presente ha una funzione, e una funzione sola; di estrarre carburante da te ed è molto efficace sotto questo aspetto.

Torniamo al Trattamento del Silenzio Assente. Questo avviene quando noi ci togliamo di mezzo e non sai dove siamo finiti. Possiamo esserci diretti a un locale del posto per la notte, aver prenotato un hotel, essere andati da un amico, aver lasciato la città, esser tornati presso la nostra proprietà o esserci diretti verso la Partner Intima Risorsa Secondaria che ci stiamo coltivando. I componenti chiave di un Trattamento del Silenzio Assente sono i seguenti:

1. Non siamo vicini a te;
2. Non sai dove siamo andati;
3. Ti affanni a cercarci (sia perché sei preoccupata, arrabbiata, allarmata o furiosa)
4. Proverai a metterti in contatto con noi.

L’Trattamento del Silenzio Assente ci permette inizialmente di estrarre due tipi di carburante. Il primo è il Carburante Approssimativo. Anche se non siamo vicino a te, se riceviamo messaggi vocali ansiosi da te, leggiamo messaggi arrabbiati dove pretendi di sapere dove diavolo siamo finiti, amici in comune ci contattano spiegandoci che tu li hai contattati preoccupata a morte per dove siamo e/o noi ti vediamo piazzata sulla soglia di casa nostra a bussare al portone mentre noi osserviamo con un sorriso da dietro le tende, in quel caso attingiamo Carburante Approssimativo nell’ ‘attenderci’ la tua reazione emotiva.

In secondo luogo, il sapere che ti abbiamo lasciato in uno stato di ansia o di fastidio ci fornisce il Carburante di Pensiero. Anche se non rispondiamo al telefono, non apriamo i messaggi di testo o i vocali, il fatto che vediamo che ci stai chiamando ci fornirà anch’esso questo Carburante di Pensiero. Perciò, il Trattamento del Silenzio Assente è un metodo a basso dispendio di energia/alta efficacia per ottenere carburante da te.

Noi godiamo nel sapere che passeggi su e giù preoccupandoti di dove siamo andati, che starai chiamando tutti gli amici e i parenti per provare a rintracciarci e che ti alterni tra rabbia e preoccupazione. Noi abbiamo causato tutto questo dentro di te e ciò ci fa sentire potenti.

Inoltre c’è una terza linea di carburante per il Trattamento del Silenzio Assente. La ragione per cui noi optiamo per un Trattamento del Silenzio Assente e non per un Trattamento del Silenzio Presente è anche perché in questo modo usiamo il tempo in cui stiamo lontani da te per impiegarlo con Risorse Secondarie Non Intime (i nostri amici e familiari – molto probabilmente diffamandoti allo stesso tempo) e perciò otteniamo carburante da queste ma più spesso lo usiamo per coltivare la Partner Intima Risorsa Secondaria che abbiamo tenuto in conto per la promozione a Risorsa Primaria.

L’attenzione di questa persona o di queste persone ci fornisce carburante aggiuntivo. Noi perciò veniamo rinforzati da questo triplo rifornimento di carburante. Non meravigliarti se il Trattamento del Silenzio Assente è così allettante. Noi otteniamo carburante e allo stesso tempo progrediamo nella seduzione della probabile risorsa primaria, lavorando per conquistarla.

Quanto può durare un Trattamento del Silenzio Assente? Potrebbe essere un pomeriggio, può essere un mese, può essere tre mesi. Comunque, quando il periodo di tempo si allunga le persone iniziano a chiedersi se a questo punto si tratta di uno scarto. La domanda che sorge è: quando questo comportamento non è più un trattamento del silenzio e quando diventa un disimpegno?

Potrebbe essere uno scarto dopo un giorno? Una settimana? Un mese? Tre mesi? Sei mesi?

La risposta è che tu puoi avere diversi Trattamenti del Silenzio Assente che durano per questi periodi di tempo, e un’assenza di appena un giorno può essere l’inizio del disimpegno.

Se stiamo attingendo carburante da te allora resta un trattamento del silenzio. Tieni a mente che il potere del Carburante di Pensiero durerà solo un po’ di tempo dopo di che noi avremo bisogno di un po’ di Carburante Approssimativo, il che significa che abbiamo bisogno che tu venga a bussare alla nostra porta e ci chiami al telefono. Naturalmente, poiché non stiamo interagendo con te, come puoi sapere che stiamo ancora attingendo carburante da te e non si tratta in effetti di un disimpegno? Potresti chiamarci e in realtà è uno scarto, quindi come potresti dire qual’è la differenza?

Come sai, noi spesso non diciamo che la Relazione Formale è finita. Semplicemente ci disimpegnamo senza dirtelo. Se stai provando a contattarci e trovi che sei stata bloccata dai nostri numeri di cellulare, che ti abbiamo bloccato sui social network e nessuno dei tuoi amici ha idea di dove siamo, allora puoi renderti conto che non si tratta di un trattamento dei silenzio ma ci siamo disimpegnati da te.

Poiché abbiamo bisogno di carburante durante un trattamento del silenzio noi terremo aperti i canali di comunicazione ma non risponderemo. Perciò lasceremo che tu ci messaggi, ci chiami, ci lasci commenti, ci mandi messaggi tramite amici e bussi alla nostra porta. Questo ci fornisce il carburante. Se ci siamo disimpegnati da te, non abbiamo più bisogno del tuo carburante (in effetti potresti non fornircelo- vedi sotto) perché stiamo assorbendo fresco delizioso carburante positivo dalla nuova risorsa primaria. Di conseguenza non abbiamo bisogno o non vogliamo avere notizie di te.

Se vieni alla nostra porta, puoi venire ignorata ma più probabilmente verrai affrontata e ti verrà detto senza mezzi termini di andartene e di lasciarci soli. Verrai intimidita dalla polizia e da ordini restrittivi oppure i nostri luogotenenti verranno ad avvisarti. Non abbiamo più bisogno del tuo carburante e non vogliamo che tu ci aleggi attorno come un cattivo odore e metta a rischio la nostra nuova armoniosa relazione con la nuova risorsa primaria.

Perciò, un fattore determinante tra un trattamento del silenzio e un disimpegno è il fatto che tu abbia la possibilità di contattarci (anche se in realtà non otterrai risposta) se puoi farlo si tratta di trattamento del silenzio. Se non puoi è un disimpegno.

Ci saranno inoltre occasioni dove l’assenza inizia come trattamento del silenzio e poi diventa un disimpegno. Questo avviene quando noi abbiamo somministrato un trattamento del silenzio per ottenere carburante, ci occupiamo della persona che stiamo seducendo e quella seduzione è stata ritenuta di successo, quindi la installiamo come risorsa primaria, ci disimpegnamo da te e il blocco inizierà.
Il trattamento del silenzio tende a diventare un disimpegno durante il periodo di assenza.

Un ulteriore modo di determinare se questo periodo di assenza è un trattamento del silenzio o un disimpegno è considerare ciò che è successo durante il periodo di assenza. Come ho scritto in I Cinque Attivatori di Dis-Impegno ci sono cinque ragioni principali che ti portano allo scarto. Se puoi accertarti che sono successe queste cose (ammesso che non sia sempre ovvio) prima del periodo di disimpegno, avrai un’idea più chiara che ci siamo disimpegnati da te piuttosto che tu sia stata sottoposta a un trattamento del silenzio.

Quindi se

1. Ci hai abituato a te e hai ridotto in modo considerevole la tua provvista di carburante;
2. Ti sei resa conto che c’è una nuova risorsa primaria;
3. Sei diventata debole e insensibile e non funzioni più;
4. Hai provocato una considerevole esposizione del nostro comportamento; oppure
5. Ci hai ferito intenzionalmente più volte con critiche prive di carburante

queste sono ragioni per cui ci disimpegnamo da te.

Per quelli che si chiedono perché io dichiaro disimpegno piuttosto che scarto, beh, la verità è che non esiste una cosa come uno scarto. Si tratta invece di un dis-impegno. Se sei la risorsa primaria non siamo più interessati a te ed è come se tu avessi cessato di esistere e non avessimo (al punto del disimpegno) desiderio di interagire ancora con te (naturalmente questo atteggiamento cambierà più avanti quando attiveremo il tuo recupero nel momento in cui inizieremo la svalutazione della tua sostituta). Se sei una partner intima risorsa secondaria, verrai messa sullo scaffale mentre ci concentriamo sulla risorsa primaria o su un’altra partner intima risorsa secondaria che riteniamo abbia una migliore prospettiva di promozione rispetto a te.

Alla fine arriviamo a bussare e perciò questo disimpegno dovrà essere considerato come un lungo periodo di silenzio dove puoi recuperare e costruire le tue difese. Naturalmente, è più frequente il caso che tu non abbia idea del perché ce ne siamo andati e nel tuo stato emotivo e confuso non conosci la differenza tra un trattamento del silenzio o uno scarto.

Ora la conosci.

H.G. TUDOR

Has The Narcissist Disengaged Or Is It A Silent Treatment

📰 17 SALVE DI SILENZIO

17 Salvos of Silence.png

Il silenzio è d’oro. O meglio, è un’arma d’oro quando utilizzata dalla nostra specie. L’uso del trattamento del silenzio contro le nostre vittime è una parte importante della nostra raccolta di manipolazioni abusive. Facile da mettere in atto, molto basso in termini di energia spesa ma capace di raccogliere tanti considerevoli vantaggi in termini di carburante, controllo, affermazione della superiorità e amministrazione del potere; non c’è da meravigliarsi se lo usiamo regolarmente. L’applicazione del silenzio può essere utilizzata virtualmente in qualsiasi momento e in quasi tutte le situazioni. Questa rabbia fredda provoca frustrazione, turbamento, paura, preoccupazione, confusione e smarrimento. È perfetta per attingere carburante dalle nostre vittime. È stupefacente il modo in cui influenza coloro contro i quali viene usata, facendo sì che il carburante emotivo sgorghi schiumante dall’individuo perplesso e preoccupato. Provoca ansia e ha un effetto molto inquietante che garantisce che coloro che sono sottoposti a questo non siano in grado di capire perché viene utilizzata. Mantenendo un elevato stato emotivo, ci assicuriamo che tu non riesca mai a capire cosa sta succedendo e perché questa tattica passiva aggressiva viene usata. Fa leva sul tuo desiderio di sapere cosa sta succedendo e perché, ma non te ne rendi conto. Gironzoli attorno a noi, chiedendo cosa c’è che non va, perché non mi stai parlando, qual è il problema, per favore, parlami. Ogni frase che pronunci, ogni supplica che fai e ogni richiesta implorante ci fa continuare ancora di più. In quei casi, quando viene somministrato il trattamento del silenzio e restiamo vicini a te, manterremo una maschera glaciale. Un’espressione fissa impassibile che può essere punteggiata da occhiatacce occasionali, ma sotto questa maschera stiamo sorridendo e ridendo di te. Guarda com’è dispiaciuta, vedi la confusione nei suoi occhi e aspettala, ecco che arriva un’altra domanda, un’altra supplica, un’altra richiesta della sua disperazione destinata ad essere spenta. Come scorre il carburante, e noi ci sguazziamo in quello che vediamo.

Anche quando il trattamento del silenzio viene utilizzato contro di te a distanza e non siamo fisicamente con te, stiamo pregustando proprio come reagirai. Possiamo immaginarti mentre afferri freneticamente il telefono mentre mandi un messaggio dopo l’altro chiedendoci di tornare a casa, di chiamarti e spiegare solo qual è il problema. Ascoltiamo i tuoi messaggi vocali tra le lacrime dove ci chiedi di farti sapere che stiamo bene. I tuoi singhiozzi promettono di risolvere le cose e “qualunque cosa abbia fatto, mi dispiace, ma ti prego, ti prego non farmi questo”. Naturalmente la tua incapacità di capire quello che hai fatto viene usata contro di te in due modi così che sei condannato in entrambi i casi. La tua ammissione che non sai quello che hai fatto (che ovviamente è del tutto corretta, come potresti sapere cosa è successo quando siamo usciti dal salotto proprio mentre tutti stavano in silenzio a guardare la televisione?) Serve solo a sottolineare, nelle nostre menti, che abbiamo ragione ad adottare questa linea di comportamento. Buon Dio, perché dovremmo preoccuparci di contattarti se ti non sei nemmeno preso la briga di capire cosa hai fatto di sbagliato. Un motivo in più per mantenere questo silenzio ancora per un po’. Inoltre, poiché è così efficace nel farti preoccupare e tenerti li a farti domande su quale sia la ragione di questa facciata gelida, vogliamo continuare.

Il trattamento del silenzio viene usato per molte ragioni. Innanzitutto, come tutte le manipolazioni, viene usato per attingere carburante. È per esercitare il controllo su di te. È per tenerti in uno stato emotivo e quindi paralizzato, incapace di vedere cosa sta succedendo e incapace di pensare chiaramente. È per ribadire il fatto che noi siamo potenti, superiori e magnifici, mentre tu sei inutile e patetico. Non sai come compiacerci, non sai come rimediare ai problemi e non riesci nemmeno a capire cosa hai fatto. Sei inutile.

C’è anche un ulteriore motivo per cui usiamo il trattamento del silenzio. Questo è il nostro modo di ucciderti. È vero che ci sono quelli della nostra specie che in realtà uccidono le loro vittime. Quelle persone sono idioti. Mancano di controllo, funzionalità e competenza e permettono alla loro reazione impulsiva di passar sopra al loro bisogno di carburante e alla capacità di fare ciò che vogliamo. Commettendo un atto del genere, perdendo il controllo e uccidendo, quelli della nostra specie che fanno questo (invariabilmente l’Inferiore della nostra specie) non solo distruggono la loro fonte primaria di carburante (spesso senza una vera emergenza in atto) ma poi si consegnano su un piatto d’argento alle autorità, una condanna alla pena detentiva e la diminuzione delle visite per l’opportunità di raccolta di carburante che deriva dall’incarcerazione. Come ho scritto, sono degli idioti.

Quelli di noi che esercitano il controllo sulle reazioni, quelli di noi che hanno una funzione superiore, che tracciano, pianificano e calcolano, non scendono a questo livello. No, invece noi uccidiamo con il silenzio e qui ci sono diciassette salve che conducono verso quella morte tranquilla.

1. Rimanere nella stanza e non dire niente e neanche dar segno di riconoscerti.
2. Rimanere in silenzio ma fissandoti malevolmente.
3. Parlare con gli altri in un raduno sociale, ma ignorare te.
4. Ignorare le tue telefonate.
5. Rispondere alle tue telefonate ma non dire nulla mentre ascoltiamo la tua richiesta e la tua supplica prima di terminare la chiamata.
6. Ignorare i tuoi messaggi.
7. Farti vedere che abbiamo letto i tuoi messaggi senza mai rispondere.
8. Rispondere ai commenti di tutti gli altri su un post sui social media ma non ai tuoi.
9. Invitare a un evento tutti i membri di un gruppo sociale a cui appartieni, ma non invitare te.
10. Accettare di incontrarti per una certa data e non presentarsi.
11. Dormire nella stanza degli ospiti o sul divano, ovunque tranne che nel letto con te.
12. Uscire all’improvviso e sparire completamente.
13. Non interagire direttamente con te, ma prendere atto della tua esistenza attraverso una terza persona – “John, allora, hai sentito qualcosa? Pensavo di aver sentito qualcosa cigolare / lamentarsi / gemere” usata quando parli tu.
14. Estendere il trattamento del silenzio in modo che ti venga somministrato dai luogotenenti e dai membri della congrega.
15. Rispondere a qualsiasi comunicazione scritta da parte tua scrivendo “Non riconosco il mittente di questa lettera/messaggio/e-mail”
16. Ti parliamo, ma solo della nostra giornata, di ciò di cui noi vogliamo parlare e non ti permettiamo di prendere la parola. Parliamo sopra di te, ignoriamo quello che hai da dire e ci comportiamo come se parlassimo a noi stessi nello specchio.
17. Hai sentito da altre persone che abbiamo parlato come se tu non esistessi – “Sì, vado al matrimonio la prossima settimana, sono felice di andarci da solo, così non vengo controllato”. anche se non avevi idea che avessimo in mente un piano del genere. La tua esistenza è stata eliminata alla radice e cancellata da noi e ti viene ritrasmessa per delega.

Sì, l’applicazione del trattamento del silenzio è davvero potente. È considerata un “colpo mortale” contro di te.

Assassinare senza la sensazione di farlo non è mai stato così dannatamente attraente.

H.G. TUDOR

17 Salvos of Silence

☆ Benvenuti nel mio blog ☆

Per motivi legati alla privacy preferisco non scrivere il mio vero nome e cognome in questa sede. Mi firmerò STELLA SHELF UNMASKERS, detta SIPSS, in quanto questo è stato il ruolo scelto per me dal narcisista che ha ispirato questo blog e il mio impegno in questa causa. Dopo la mia esperienza con questo soggetto narcisista ho sentito la necessità di studiare a fondo l’argomento del narcisismo al punto che ne ho fatto una missione, e avvalendomi della mia elevata conoscenza della lingue inglese ho deciso di tradurre gli articoli presi dal blog di H.G. Tudor “Knowing the Narcissist”. Tudor è un personaggio a cui è stato diagnosticato un narcisismo maligno, ma che con l’aiuto dei suoi psichiatri ha deciso di descriverci le dinamiche comportamentali e ideologiche delle persone affette da narcisismo patologico secondo il suo punto di vista assolutamente affidabile visto che lui stesso è un narcisista. In questo blog tradurrò personalmente i suoi articoli, che pubblicherò periodicamente in modo da crerare la versione in italiano del blog “Knowing the Narcissist” in tutto e per tutto fedele all’originale. Al momento sono disponibili solo una parte degli articoli, ma sto lavorando quotidianamente per tradurli tutti. Faccio presente che il mio compito è esclusivamente quello di fornire la traduzione degli articoli. Per ogni chiarimento in merito ai contenuti o per consultazioni private potete contattare direttamente l’autore H.G. Tudor sul suo blog che troverete nell’apposito link in calce ad ogni articolo. Detto ciò ritengo opportuno fare alcune considerazioni:

☆ Io non sono una traduttrice professionista e sono disposta ad accettare suggerimenti per un eventuale miglioramento delle traduzioni e proposte di collaborazione perché il lavoro da svolgere è veramente tanto.

☆ Alcune parole o espressioni possono risultare modificate rispetto al testo letterale, ovviamente non mi sono mai distaccata dal significato; questo è stato fatto di proposito per rendere più agevole la comprensione del testo, ed è reso necessario per adattamenti tra la lingua inglese e quella italiana che come è noto presentano alcune differenze di struttura e di sintassi.

☆ Gli articoli tradotti porteranno la stessa immagine di copertina ed il titolo che compare negli articoli originali di Tudor tradotto in italiano; li raggrupperò in album suddivisi per argomenti e saranno consultabili nella sezione “Foto”. Cliccando su ogni immagine si aprirà il relativo articolo. Ogni articolo, essendo non scritto da me ma da HG Tudor, riporterà in calce il nome dell’autore e il link da cui potrete consultare il testo originale, nel pieno rispetto delle regole di copyright.

☆ Nella lingua inglese, com’è noto, non vi è una marcata distinzione dei termini tra maschile e femminile; io per convenzione della lingua italiana ho tradotto tutto al maschile, sia quando si parla del narcisista che quando si parla della vittima. Da tener presente che i concetti possono applicarsi a entrambi i sessi: può esserci un narcisista uomo e una vittima donna, o al contrario una narcisista donna e una vittima uomo; oppure vittima e narcisista possono essere dello stesso sesso in caso di orientamento omosessuale.

☆ Detto questo, spero di dare il mio, seppur modesto, contributo a questa importante causa.

Con affetto ♡

☆ STELLA SHELF UNMASKERS ☆