📑 NON SEI SOLA

191001A You Are Not Alone.jpgUna non è mai abbastanza per noi. Ne sono richieste due o più. Quando iniziamo la nostra seduzione di te e ti lanciamo quei missili portandoti amore, passione e desiderio, ti ripetiamo ripetutamente che tu sei l’unica. Tu sei l’unica che vogliamo. Abbiamo aspettato per tutta la vita questo momento di stare con l’unico, te. Questa singolarità del numero incontra la singolarità dello scopo. Uno è tutto ciò che vogliamo. Te lo diciamo, te lo scriviamo e lo facciamo più volte per metterti su quel piedistallo. Il mondo potrebbe anche essere popolato da te e me. Nessun altro importa. Tutto ciò che vogliamo sei tu e solo tu. L’effetto di tali parole ti fa sentire incredibilmente speciale, riverita e adorata e sembra meraviglioso, vero? Essere l’unica destinataria della nostra attenzione, un’attenzione così meravigliosa, dedicata e amorevole è edificante, gioioso e magnifico.

Recentemente un commentatore ha pubblicato una citazione di Robert A Heinlein che ruotava attorno ai baci. In sostanza, questa citazione si riferiva al fatto che quando la maggior parte delle persone bacia non ci mette tutto, hanno altre cose per la testa, potrebbero preoccuparsi del lavoro, sanno che devono mettere la spazzatura fuori, si stanno chiedendo cosa c’è per cena e di conseguenza il bacio di quella persona non è affatto intimo come dovrebbe essere perché quella persona ha distrazioni. La persona che stanno baciando non ha la loro totale attenzione. C’è un considerevole fondamento in questa frase. Ciò che riusciamo a fare comunque è farti pensare che non ci importa di altro, che tu sei l’unica persona che stiamo baciando, che abbiamo mai baciato e che mai baceremo. Ti rendiamo il centro del nostro universo e tu ci credi. Eppure la realtà è che mentre esibiamo questa particolarità di attenzione su di te, abbiamo tante altre persone in mente. Capisci che quando stai con uno della nostra specie non c’è mai un momento in cui siamo solo io e te. C’è sempre tu, io e lei o lui o loro. La tua dinamica con noi non è esclusiva. Non lo è mai. Non è la tua unica garanzia. Vieni condiviso per tutta la durata del tuo rapporto con noi, dall’inizio fino a, beh per sempre. Non voglio dire necessariamente che siamo impegnati in una relazione sessuale con qualcun altro quando siamo con te, ma il fatto è che quando tu pensi che siamo solo io e te, stanno succedendo molte più cose di quanto tu ti renda conto.

All’inizio, quando ti sto seducendo, ti faccio sentire l’unica ragazza al mondo, tuttavia ci saranno almeno altre due dinamiche in corso. La prima è che starò intraprendendo una crudele campagna contro quella che ti ha predeceduto. Starò considerando come provocarla in seguito e la punirò in modo da poter trarre da lei carburante negativo. Indubbiamente ti parlerò di lei mentre ti spiegherò quanto orribile e violenta sia stata questa persona con me. Ciò che è meno probabile che tu sappia è che le sto mandando messaggi violenti, la sto perseguitando e sto organizzando vari metodi di manipolazione per continuare a punirla.

La seconda dinamica all’inizio è il fatto che potrei anche lavorarmi un’altra prospettiva bene come te. Nell’eventualità estremamente improbabile che tu avessi accesso al mio cellulare e guardassi nei messaggi vedresti qualcosa di simile.

“Messaggio a te 19:48 – Non riesco a smettere di pensare a te. Cosa mi hai fatto? Lo adoro comunque. Non vedo l’ora di vederti domani anche se è troppo lunga da aspettare per il mio cuore dolorante.”

“Messaggio a Lei 19:50 – Non riesco a smettere di pensare a te. Cosa mi hai fatto? Lo adoro comunque. Non vedo l’ora di vederti domani anche se è troppo lunga da aspettare per il mio cuore dolorante.”

Potrebbe anche esserci

“Messaggio a Lei 2 19:52 – Non riesco a smettere di pensare a te. Cosa mi hai fatto? Lo adoro comunque. Non vedo l’ora di vederti domani anche se è troppo lunga da aspettare per il mio cuore dolorante.”

Notoriamente avidi di carburante e avendo paura delle conseguenze di non avere una fornitura di esso, ci assicureremo di avere per le mani altre prospettive scelte. Potresti diventare la prescelta come principale fonte di carburante, ma le altre non saranno necessariamente scartate. Saranno considerate “amiche” che si classificano come apparecchi secondari di produzione elevata, e mi continuano a fornire il carburante. Tu pensi di avermi per te. Ovviamente questa è l’impressione che creerò ma tu mi condividi con le altre che saranno pronte a sostituirti se tu dovessi iniziare ad essere manchevole nella produzione di carburante.

Durante il periodo d’oro potrebbe sembrare che ci siamo solo io e te, ma nel frattempo mi terrò altre prospettive e ricaverò carburante negativo da uno o più predecessori. Quindi, senza preavviso, ti ritrovi ad essere svalutata. Hai i tuoi sospetti che stiamo giocando altrove. In effetti, è così dal momento che usiamo queste fonti secondarie che abbiamo tenuto “in caldo”. Ce ne saranno altre dal momento che troviamo ulteriori persone da prendere nella nostra rete e le contrapponiamo a te. Scoprirai che verrai paragonata a queste persone, ad amici e parenti e verrai sempre trovata in difetto quando preme la svalutazione contro di te. Dopo questo periodo orribile, ti getteremo da parte con un duro scarto e verrai sostituita da qualcun altra. Com’è che è successo così in fretta? Com’è che siamo stati in grado di andare avanti con una fretta vergognosa e trovare un’altra a cui dichiarare il nostro amore? Facile. Stava aspettando dietro le quinte per tutto il tempo.

Ora, che ci siamo disimpegnati da te, scoprirai di essere ancora coinvolta nella dinamica mentre ti mettiamo contro la tua sostituta. Continueremo a cercare di attingere carburante negativo da te e poi improvvisamente ti recupereremo e ti renderemo di nuovo la pupilla dei nostri occhi, mentre la tua sostituta che ha avuto breve durata viene gettata da parte. Potrebbe seguire un periodo di indecisione in cui ti solleviamo in alto e ti schiantiamo a terra. Sei seduta all’estremità di un bilico, mentre tu sali, lei scende e viceversa. Noi ci troviamo al centro, a cavallo di questo bilico e divoriamo tutto il carburante che sta riversando da voi due.

Come nostra fonte primaria scoprirai sempre che c’è qualcun altro coinvolto nella dinamica della nostra relazione. Non finisce qui con la persona che è la nostra principale fonte di carburante. Questa aggiunta di un giocatore extra nel gioco avviene durante tutte le nostre attività di raccolta del carburante. Mettiamo un membro della famiglia contro un altro membro della famiglia, i nostri fratelli contro le nostre sorelle o un genitore contro l’altro. Trattiamo un bambino come l’oro e l’altro come un emarginato, e intanto facciamo sì che si competano la nostra benedizione e affetto. Mettiamo un collega contro l’altro mentre li facciamo competere per quella promozione che è in nostro potere. Abbiamo un amico che combatte contro un amico per passare del tempo con noi a spese dell’altro. Entriamo nel regno di internet e facciamo in modo che le persone dicano maldicenze, si scontrino e si misurino con poche battute sulla tastiera. Non possiamo mai essere soddisfatti del fatto che siamo solo io e te, dobbiamo sempre coinvolgere gli altri e questo coinvolgimento non può essere armonioso. Ci deve essere competizione per far fluire il carburante. Non pensare mai che ci dedichiamo solo a te, il nostro bisogno di carburante non lo consente. C’è sempre qualcun altro, nonostante quello che possiamo dirti. Semmai tu fossi in grado di scoprire l’entità completa delle nostre macchinazioni, schemi e piani vedresti tante linee che si irradiano lontano da noi, e ci collegano a te, a lei e a molti altri, con linee che corrono tra l’inconsapevolezza e la conoscenza al punto da sembrare un organigramma estremamente complesso sul muro di una centrale operativa in una stazione di polizia.

Non potremo mai essere solo io e te. Ci deve sempre essere un’altra persona.

H.G. TUDOR

You Are Not Alone

👥 NASCONDERTI DA TE STESSO

191128F Hiding From Yourself.jpg

Un’altra seduta con il dott. E. Mentre ero seduto nel suo studio mi chiedevo quanto fosse stato speso finora per quella presunta terapia. Poche migliaia di sterline, senza dubbio, e ho immaginato che sia il Dr E che la Dr O sarebbero stati più che contenti di continuare queste consultazioni data la loro natura redditizia. Il cinico che era in me rifletteva sul fatto che le risorse finanziarie erano tali che loro avrebbero esteso questa durata della terapia per tutto il tempo che potevano. Questo non mi riguarda. Non ero io che pagavo e di solito mi piaceva il battibecco con i bravi dottori. Mi divertiva. Tuttavia, dato che rimuginavo sul fatto che il richiamo dello sporco lucro fosse ciò che aveva motivato il Dr E e la Dr O, mi sono reso conto che almeno davano l’impressione di volermi aiutare. So dalle svariate sedute che molto riguardava il fatto che acquisissi consapevolezza e intuizione al fine di prendere decisioni informate su ciò che volevo io, piuttosto che un’impostazione prescrittiva da parte di questi primari, ma io ho capito che a loro in realtà importava. Volevano aiutarmi. Questo naturalmente era il motivo principale per cui ero contento di continuare a presentarmi e di essere sottoposto alle loro domande; questi due esaminatori di HG esibivano tratti empatici e quindi si dimostravano attraenti per me. La mia tolleranza per il loro ripetuto sondaggio di aree della mia vita che preferivo mantenere chiuse e sbarrate è sorto perché mi hanno fornito l’attenzione che è così vitale per la mia esistenza. Sapevo anche che lì c’era un’ammirazione anche per me. Era evidente nel modo in cui i due mi guardavano, specialmente la dottoressa O. Sapevo che, in quanto studiosi, ammiravano la mia maniera di essere così sincero riguardo al modo in cui mi comportavo. Potevo vedere come ammiravano il modo in cui sono stato creato. Sapevo che a loro non piaceva, come può piacere uno come me, dato l’abuso che ho perpetrato liberamente come un contadino che sparge i semi, ma avevano quella profonda ammirazione per questa efficiente macchina che era stata spogliata di tutte le emozioni non necessarie e super-caricata con determinate caratteristiche al fine di funzionare alla massima efficacia. Di conseguenza, anche i medici mi fornivano ciò di cui avevo bisogno e il nostro rapporto poteva continuare all’infinito. Continuavano ad essere affascinati da me e volevano aiutarmi. Io, a mia volta, ero contento di impegnarmi in questo rapporto perché mi forniva qualcosa che richiedevo. L’accordo era reciprocamente soddisfacente, anche quando i dottori divagavano in territori che era meglio lasciar stare.

“Ciao HG come stai?” Chiese il dott. E. Io esitai. Di solito non si informava su come stavo. Altri avrebbero tirato fuori una simile domanda di solito non interessati alla risposta, ma si limitavano a mostrare una formalità. Il dottor E non ha fatto una domanda del genere e il fatto che lo faccia ora mi mette in guardia.

“Sto benissimo, grazie per la tua gentile richiesta,” risposi con un sorriso. Non indagai su come stava lui; Non ero interessato e non dovevo fingere un tale interesse.

“Bene. Andiamo subito al sodo, chi sei tu? “

“H G Tudor”.

“Infatti lo sei. C’è altro?”

Mi fermai. Vedo, dottor E, che stiamo andando in profondità oggi vero? Molto bene, staniamo dove vuoi andare.

“La domanda su chi sono io è una cosa che dipende dal contesto”, iniziai. Il dott. E iniziò a prendere appunti.

“Come una persona definisce se stesso è ciò che sospetto sia dove vuoi davvero arrivare.” Guardai il dottor E per un segno di affermazione, ma non c’era.

“Ho un’idea di chi sono io? Come c’è arrivato? So chi sono o cerco di farmi definire dagli altri? Sono un’identità indipendente che è stata plasmata dalle mie stesse decisioni o sono un prodotto degli altri e delle loro esperienze? Sono consapevole di chi sono o devo ancora scoprire tutto ciò che sono?”

“Tutte domande interessanti, ma lasciami tornare alla mia domanda iniziale”, interruppe il dottor E, “chi sei tu?”

“Chi sono? Sono molte cose per molte persone. Amico, amante, capo o confidente sono etichette che sono applicabili a me. Conquistatore, seduttore, vittima e profanatore sono altre che sono ugualmente applicabili. Carismatico, raffinato, intelligente, interessante, stimolante, di successo e affascinante sono anche le caratteristiche che si uniscono per creare ciò che sono.”

“Capisco. Diresti quindi che sei sicuro di sapere chi sei?”

“Sì.”

“Pensi che se facessi questa domanda alla tua famiglia e ai tuoi amici, ai tuoi colleghi o persino alla mia segretaria, darebbero risposte simili a quelle che mi hai dato tu?”

Sbuffai.

“I bugiardi si annidano nelle file di quelli che hai descritto e non hanno altro che malevolenza nei miei confronti. La loro perfidia è così grande che posso avvertire il suo fetore mentre sono seduto qui. Chiedi con ogni mezzo ma non ti sarà dato nulla se non una sequela di bugie. Insulti e attacchi alla mia buona natura.”

“Quindi tutti ti insulterebbero?”

“No, non tutti, ci sono quelli che mi conoscono per quello che sono.”

“Si potrebbe dire che tutti ti conoscono per quello che sei?”, Insisté il dott. E.

“No. Ci sono quelli che hanno in programma di abbattermi e sono loro che pensano di conoscermi ma hanno costruito un’idea di ciò che sono ed è un’idea falsa che viene usata per servire i loro nefandi propositi. Altri riconoscono la mia grandezza e si accontentano di accoglierla.”

“Ma non potrebbe essere il caso che a queste categorie di persone capiti di comprendere semplicemente diversi elementi di te. I tuoi ammiratori conoscono l’H.G. che è generoso, interessante e affascinante. Quelli che consideri come denigratori forse conoscono una parte diversa di te, il profanatore e il conquistatore a cui hai fatto riferimento, così questo li induce a considerarti in una luce meno positiva?”, Chiese il dott. E.

“No. Il profanatore e il conquistatore sono artifici creati da coloro che cercano di farmi del male. Lascia che lo facciano e io sarò ciò che pensano che sia. Non è più di quanto meritino. Creano una simile mostruosità con la loro perfidia e attacchi ingiustificati, così lasciamo che conoscano la bestia, lasciamo che sentano il loro alito caldo e fetido in faccia, il graffiare dei loro artigli contro la loro pelle che cede e il pieno orrore del potere sul loro essere. Loro lo creano, lasciamoli subire,” sputai, la semplice considerazione di quelli che mi avevano fatto un torto facendo innescare la mia furia.

“Non potresti possedere tutti quegli attributi? Non potrebbe essere che li hai tutti e la gente ne vede alcuni prima di altri?”

“No”, dissi con fermezza. Il dottor E annuì e tacque.

“Cosa penseresti se ti dicessi che penso che tu ti stia nascondendo da te stesso?”

Distolsi lo sguardo dal dottor E e mi concentrai su una foto sul muro. Non questo, non ricominciare da capo. Non permettergli di ottenere un appiglio H.G. Respingi l’attacco, espelli l’intruso, caccialo.

“Non mi nascondo.”

“Ma potresti non capire che lo stai facendo?”

“No.”

“Potrebbe essere che non sai chi sei?”

“No.”

“Potrebbe essere che tu lo sappia, ma preferisci non prenderlo in considerazione?”

“No.”

“Questo argomento di discussione ti sta mettendo a disagio?”

“No.”

Spostai lo sguardo di nuovo verso il dottor E. Forza, continua a cercare di colpire le mie difese, non ci riuscirai. Conosco il tuo gioco Dr E. So dove stai cercando di portarmi ma io non ci andrò.

“Ottimo. Torniamo al modo in cui consideri te stesso, approfondisci questo”, Invitò.

Il senso di sollievo mi investì, ma non diedi alcun segno esteriore del suo effetto. Sorrisi, esultante per aver respinto questo sondaggio ancora una volta ed eccitato dalla prospettiva di parlare più nei dettagli della mia materia preferita; me.

H.G. TUDOR

Hiding From Yourself

👥 INESPUGNABILE

190916A Impregnable.jpg

Un’altra seduta con il dott. E. Mentre ero seduto nel suo studio mi chiedevo quanto fosse stato speso finora per quella presunta terapia. Poche migliaia di sterline, senza dubbio, e ho immaginato che sia il Dr E che la Dr O sarebbero stati più che contenti di continuare queste consultazioni data la loro natura redditizia. Il cinico che era in me rifletteva sul fatto che le risorse finanziarie erano tali che loro avrebbero esteso questa durata della terapia per tutto il tempo che potevano. Questo non mi riguarda. Non ero io che pagavo e di solito mi piaceva il battibecco con i bravi dottori. Mi divertiva. Tuttavia, dato che rimuginavo sul fatto che il richiamo dello sporco lucro fosse ciò che aveva motivato il Dr E e la Dr O, mi sono reso conto che almeno davano l’impressione di volermi aiutare. So dalle svariate sedute che molto riguardava il fatto che acquisissi consapevolezza e intuizione al fine di prendere decisioni informate su ciò che volevo io, piuttosto che un’impostazione prescrittiva da parte di questi primari, ma io ho capito che a loro in realtà importava. Volevano aiutarmi. Questo naturalmente era il motivo principale per cui ero contento di continuare a presentarmi e di essere sottoposto alle loro domande; questi due esaminatori di HG esibivano tratti empatici e quindi si dimostravano attraenti per me. La mia tolleranza per il loro ripetuto sondaggio di aree della mia vita che preferivo mantenere chiuse e sbarrate è sorto perché mi hanno fornito l’attenzione che è così vitale per la mia esistenza. Sapevo anche che lì c’era un’ammirazione anche per me. Era evidente nel modo in cui i due mi guardavano, specialmente la dottoressa O. Sapevo che, in quanto studiosi, ammiravano la mia maniera di essere così sincero riguardo al modo in cui mi comportavo. Potevo vedere come ammiravano il modo in cui sono stato creato. Sapevo che a loro non piaceva, come può piacere uno come me, dato l’abuso che ho perpetrato liberamente come un contadino che sparge i semi, ma avevano quella profonda ammirazione per questa efficiente macchina che era stata spogliata di tutte le emozioni non necessarie e super-caricata con determinate caratteristiche al fine di funzionare alla massima efficacia. Di conseguenza, anche i medici mi fornivano ciò di cui avevo bisogno e il nostro rapporto poteva continuare all’infinito. Continuavano ad essere affascinati da me e volevano aiutarmi. Io, a mia volta, ero contento di impegnarmi in questo rapporto perché mi forniva qualcosa che richiedevo. L’accordo era reciprocamente soddisfacente, anche quando i dottori divagavano in territori che era meglio lasciar stare.

“Ciao HG come stai?” Chiese il dott. E. Io esitai. Di solito non si informava su come stavo. Altri avrebbero tirato fuori una simile domanda di solito non interessati alla risposta, ma si limitavano a mostrare una formalità. Il dottor E non ha fatto una domanda del genere e il fatto che lo faccia ora mi mette in guardia.

“Sto benissimo, grazie per la tua gentile richiesta,” risposi con un sorriso. Non indagai su come stava lui; Non ero interessato e non dovevo fingere un tale interesse.

“Bene. Andiamo subito al sodo, chi sei tu? “

“H G Tudor”.

“Infatti lo sei. C’è altro?”

Mi fermai. Vedo, dottor E, che stiamo andando in profondità oggi vero? Molto bene, staniamo dove vuoi andare.

“La domanda su chi sono io è una cosa che dipende dal contesto”, iniziai. Il dott. E iniziò a prendere appunti.

“Come una persona definisce se stesso è ciò che sospetto sia dove vuoi davvero arrivare.” Guardai il dottor E per un segno di affermazione, ma non c’era.

“Ho un’idea di chi sono io? Come c’è arrivato? So chi sono o cerco di farmi definire dagli altri? Sono un’identità indipendente che è stata plasmata dalle mie stesse decisioni o sono un prodotto degli altri e delle loro esperienze? Sono consapevole di chi sono o devo ancora scoprire tutto ciò che sono?”

“Tutte domande interessanti, ma lasciami tornare alla mia domanda iniziale”, interruppe il dottor E, “chi sei tu?”

“Chi sono? Sono molte cose per molte persone. Amico, amante, capo o confidente sono etichette che sono applicabili a me. Conquistatore, seduttore, vittima e profanatore sono altre che sono ugualmente applicabili. Carismatico, raffinato, intelligente, interessante, stimolante, di successo e affascinante sono anche le caratteristiche che si uniscono per creare ciò che sono.”

“Capisco. Diresti quindi che sei sicuro di sapere chi sei?”

“Sì.”

“Pensi che se facessi questa domanda alla tua famiglia e ai tuoi amici, ai tuoi colleghi o persino alla mia segretaria, darebbero risposte simili a quelle che mi hai dato tu?”

Sbuffai.

“I bugiardi si annidano nelle file di quelli che hai descritto e non hanno altro che malevolenza nei miei confronti. La loro perfidia è così grande che posso avvertire il suo fetore mentre sono seduto qui. Chiedi con ogni mezzo ma non ti sarà dato nulla se non una sequela di bugie. Insulti e attacchi alla mia buona natura.”

“Quindi tutti ti insulterebbero?”

“No, non tutti, ci sono quelli che mi conoscono per quello che sono.”

“Si potrebbe dire che tutti ti conoscono per quello che sei?”, Insisté il dott. E.

“No. Ci sono quelli che hanno in programma di abbattermi e sono loro che pensano di conoscermi ma hanno costruito un’idea di ciò che sono ed è un’idea falsa che viene usata per servire i loro nefandi propositi. Altri riconoscono la mia grandezza e si accontentano di accoglierla.”

“Ma non potrebbe essere il caso che a queste categorie di persone capiti di comprendere semplicemente diversi elementi di te. I tuoi ammiratori conoscono l’H.G. che è generoso, interessante e affascinante. Quelli che consideri come denigratori forse conoscono una parte diversa di te, il profanatore e il conquistatore a cui hai fatto riferimento, così questo li induce a considerarti in una luce meno positiva?”, Chiese il dott. E.

“No. Il profanatore e il conquistatore sono artifici creati da coloro che cercano di farmi del male. Lascia che lo facciano e io sarò ciò che pensano che sia. Non è più di quanto meritino. Creano una simile mostruosità con la loro perfidia e attacchi ingiustificati, così lasciamo che conoscano la bestia, lasciamo che sentano il loro alito caldo e fetido in faccia, il graffiare dei loro artigli contro la loro pelle che cede e il pieno orrore del potere sul loro essere. Loro lo creano, lasciamoli subire,” sputai, la semplice considerazione di quelli che mi avevano fatto un torto facendo innescare la mia furia.

“Non potresti possedere tutti quegli attributi? Non potrebbe essere che li hai tutti e la gente ne vede alcuni prima di altri?”

“No”, dissi con fermezza. Il dottor E annuì e tacque.

“Cosa penseresti se ti dicessi che penso che tu ti stia nascondendo da te stesso?”

Distolsi lo sguardo dal dottor E e mi concentrai su una foto sul muro. Non questo, non ricominciare da capo. Non permettergli di ottenere un appiglio H.G. Respingi l’attacco, espelli l’intruso, caccialo.

“Non mi nascondo.”

“Ma potresti non capire che lo stai facendo?”

“No.”

“Potrebbe essere che non sai chi sei?”

“No.”

“Potrebbe essere che tu lo sappia, ma preferisci non prenderlo in considerazione?”

“No.”

“Questo argomento di discussione ti sta mettendo a disagio?”

“No.”

Spostai lo sguardo di nuovo verso il dottor E. Forza, continua a cercare di colpire le mie difese, non ci riuscirai. Conosco il tuo gioco Dr E. So dove stai cercando di portarmi ma io non ci andrò.

“Ottimo. Torniamo al modo in cui consideri te stesso, approfondisci questo”, Invitò.

Il senso di sollievo mi investì, ma non diedi alcun segno esteriore del suo effetto. Sorrisi, esultante per aver respinto questo sondaggio ancora una volta ed eccitato dalla prospettiva di parlare più nei dettagli della mia materia preferita; me.

H.G. TUDOR

Impregnable

👤 NELLA FOTO

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Amo la prima foto che ho visto di te. Non te l’ho fatta io anche se ce ne saranno centinaia al momento opportuno. Una molteplicità di scatti che ho preso per mostrare al mondo quanto siamo meravigliosi io e te insieme. Ognuno attentamente studiato da parte mia per mandare un messaggio. Vedi, la sto portando al tuo ristorante preferito? Abbiamo fatto un viaggio a Roma che tu vuoi visitare da sempre, vedi? E riguardo a questo? Sono andato a teatro quando ti avevo detto che odiavo vedere spettacoli teatrali. Vedi come stiamo bene con la mia famiglia? Vai avanti, guarda quanto mi sta rendendo felice, molto più di quanto tu abbia mai fatto. No, queste fotografie, per quanto di valore siano per me e le mie macchinazioni non si avvicinano minimamente a quanto mi meraviglio di fronte alla tua prima foto.

Era una foto che mi hai mandato tu? Una delle centinaia che ti ho chiesto, implorato, preteso? All’inizio le voglio per mostrarti che tu sei sempre nella mia mente (cosa che mi assicura di diventare una struttura fissata nella tua mente). Inoltre volevo delle foto audaci che ti ho persuaso a fare. Inizialmente le usavo per stuzzicarmi ma la reale motivazione è metterle da parte e usarle come metodo di forte coercizione molto più in là. Mi conosci, sai che sto sempre pensando alla mossa successiva.
Più avanti ti ho chiesto di mandarmi foto con la scusa che amo la tua bellezza quando la realtà è che volevo assicurarmi che tu fossi dove dicevi di essere (non hai mai molto fatto caso che ti chiedevo di fotografarti sotto l’insegna dei locali dove eri o il nome del negozio dove facevi shopping o vicino agli amici che mi avevi detto che andavi a trovare).

No, la prima foto di te, quella che amo di più è la prima che ho trovato mentre ti cercavo online. Potrebbe essere stata la tua foto profilo di un sito per incontri, la tua foto di Twitter o una postata in Facebook. Potrebbe essere nella stampa locale o presa da un tuo video su youtube.
Ad ogni modo, non è una fatta da me e non è una di quelle che ti ho chiesto di fare per me. Amo questa foto quando guardo il tuo sorriso coinvolgente, che emana radiosità come i bagliori dal sole, luminoso e che espande calore intorno a te. La tua pelle è perfetta e sana, un fiore effervescente. Queste lunghe trecce di capelli ondeggiano su un lato, o la vivacità del tuo caschetto, o la netta essenzialità di questa frangetta, tutto trasmette questo messaggio di libertà ed è stato scelto da te. I tuoi occhi scintillanti, la felicità sta esplodendo da essi, il colore vibrante e l’euforia che sta bruciando dal tuo sguardo. Guardo questa foto che germoglia di potenziale, è carica di possibilità e trasuda di speranza. Tu sei un faro di purezza, onestà, amore. La tua natura accudente discende come una cascata da questa foto. Tu sei questa vergine empatica, incontaminata dalla mia tossicità e non ancora toccata dalla mia influenza inquinante.

Ogni volta che guardo questa prima foto di te dentro inizia un’ondata che cresce veloce ed impetuosa. Ti devo avere. Ricordo ancora perché dovevo averti.

Vedo una preda fresca.

H.G. TUDOR

In The Picture

📑 ME TE E LEI

Una non è mai abbastanza per noi. Ne sono richieste due o più. Quando iniziamo la nostra seduzione di te e ti lanciamo quei missili portandoti amore, passione e desiderio, ti ripetiamo ripetutamente che tu sei l’unica. Tu sei l’unica che vogliamo. Abbiamo aspettato per tutta la vita questo momento di stare con l’unico, te. Questa singolarità del numero incontra la singolarità dello scopo. Uno è tutto ciò che vogliamo. Te lo diciamo, te lo scriviamo e lo facciamo più volte per metterti su quel piedistallo. Il mondo potrebbe anche essere popolato da te e me. Nessun altro importa. Tutto ciò che vogliamo sei tu e solo tu. L’effetto di tali parole ti fa sentire incredibilmente speciale, riverita e adorata e sembra meraviglioso, vero? Essere l’unica destinataria della nostra attenzione, un’attenzione così meravigliosa, dedicata e amorevole è edificante, gioioso e magnifico.

Recentemente un commentatore ha pubblicato una citazione di Robert A Heinlein che ruotava attorno ai baci. In sostanza, questa citazione si riferiva al fatto che quando la maggior parte delle persone bacia non ci mette tutto, hanno altre cose per la testa, potrebbero preoccuparsi del lavoro, sanno che devono mettere la spazzatura fuori, si stanno chiedendo cosa c’è per cena e di conseguenza il bacio di quella persona non è affatto intimo come dovrebbe essere perché quella persona ha distrazioni. La persona che stanno baciando non ha la loro totale attenzione. C’è un considerevole fondamento in questa frase. Ciò che riusciamo a fare comunque è farti pensare che non ci importa di altro, che tu sei l’unica persona che stiamo baciando, che abbiamo mai baciato e che mai baceremo. Ti rendiamo il centro del nostro universo e tu ci credi. Eppure la realtà è che mentre esibiamo questa particolarità di attenzione su di te, abbiamo tante altre persone in mente. Capisci che quando stai con uno della nostra specie non c’è mai un momento in cui siamo solo io e te. C’è sempre tu, io e lei o lui o loro. La tua dinamica con noi non è esclusiva. Non lo è mai. Non è la tua unica garanzia. Vieni condiviso per tutta la durata del tuo rapporto con noi, dall’inizio fino a, beh per sempre. Non voglio dire necessariamente che siamo impegnati in una relazione sessuale con qualcun altro quando siamo con te, ma il fatto è che quando tu pensi che siamo solo io e te, stanno succedendo molte più cose di quanto tu ti renda conto.

All’inizio, quando ti sto seducendo, ti faccio sentire l’unica ragazza al mondo, tuttavia ci saranno almeno altre due dinamiche in corso. La prima è che starò intraprendendo una crudele campagna contro quella che ti ha predeceduto. Starò considerando come provocarla in seguito e la punirò in modo da poter trarre da lei carburante negativo. Indubbiamente ti parlerò di lei mentre ti spiegherò quanto orribile e violenta sia stata questa persona con me. Ciò che è meno probabile che tu sappia è che le sto mandando messaggi violenti, la sto perseguitando e sto organizzando vari metodi di manipolazione per continuare a punirla.

La seconda dinamica all’inizio è il fatto che potrei anche lavorarmi un’altra prospettiva bene come te. Nell’eventualità estremamente improbabile che tu avessi accesso al mio cellulare e guardassi nei messaggi vedresti qualcosa di simile.

“Messaggio a te 19:48 – Non riesco a smettere di pensare a te. Cosa mi hai fatto? Lo adoro comunque. Non vedo l’ora di vederti domani anche se è troppo lunga da aspettare per il mio cuore dolorante.”

“Messaggio a Lei 19:50 – Non riesco a smettere di pensare a te. Cosa mi hai fatto? Lo adoro comunque. Non vedo l’ora di vederti domani anche se è troppo lunga da aspettare per il mio cuore dolorante.”

Potrebbe anche esserci

“Messaggio a Lei 2 19:52 – Non riesco a smettere di pensare a te. Cosa mi hai fatto? Lo adoro comunque. Non vedo l’ora di vederti domani anche se è troppo lunga da aspettare per il mio cuore dolorante.”

Notoriamente avidi di carburante e avendo paura delle conseguenze di non avere una fornitura di esso, ci assicureremo di avere per le mani altre prospettive scelte. Potresti diventare la prescelta come principale fonte di carburante, ma le altre non saranno necessariamente scartate. Saranno considerate “amiche” che si classificano come apparecchi secondari di produzione elevata, e mi continuano a fornire il carburante. Tu pensi di avermi per te. Ovviamente questa è l’impressione che creerò ma tu mi condividi con le altre che saranno pronte a sostituirti se tu dovessi iniziare ad essere manchevole nella produzione di carburante.

Durante il periodo d’oro potrebbe sembrare che ci siamo solo io e te, ma nel frattempo mi terrò altre prospettive e ricaverò carburante negativo da uno o più predecessori. Quindi, senza preavviso, ti ritrovi ad essere svalutata. Hai i tuoi sospetti che stiamo giocando altrove. In effetti, è così dal momento che usiamo queste fonti secondarie che abbiamo tenuto “in caldo”. Ce ne saranno altre dal momento che troviamo ulteriori persone da prendere nella nostra rete e le contrapponiamo a te. Scoprirai che verrai paragonata a queste persone, ad amici e parenti e verrai sempre trovata in difetto quando preme la svalutazione contro di te. Dopo questo periodo orribile, ti getteremo da parte con un duro scarto e verrai sostituita da qualcun altra. Com’è che è successo così in fretta? Com’è che siamo stati in grado di andare avanti con una fretta vergognosa e trovare un’altra a cui dichiarare il nostro amore? Facile. Stava aspettando dietro le quinte per tutto il tempo.

Ora, che ci siamo disimpegnati da te, scoprirai di essere ancora coinvolta nella dinamica mentre ti mettiamo contro la tua sostituta. Continueremo a cercare di attingere carburante negativo da te e poi improvvisamente ti recupereremo e ti renderemo di nuovo la pupilla dei nostri occhi, mentre la tua sostituta che ha avuto breve durata viene gettata da parte. Potrebbe seguire un periodo di indecisione in cui ti solleviamo in alto e ti schiantiamo a terra. Sei seduta all’estremità di un bilico, mentre tu sali, lei scende e viceversa. Noi ci troviamo al centro, a cavallo di questo bilico e divoriamo tutto il carburante che sta riversando da voi due.

Come nostra fonte primaria scoprirai sempre che c’è qualcun altro coinvolto nella dinamica della nostra relazione. Non finisce qui con la persona che è la nostra principale fonte di carburante. Questa aggiunta di un giocatore extra nel gioco avviene durante tutte le nostre attività di raccolta del carburante. Mettiamo un membro della famiglia contro un altro membro della famiglia, i nostri fratelli contro le nostre sorelle o un genitore contro l’altro. Trattiamo un bambino come l’oro e l’altro come un emarginato, e intanto facciamo sì che si competano la nostra benedizione e affetto. Mettiamo un collega contro l’altro mentre li facciamo competere per quella promozione che è in nostro potere. Abbiamo un amico che combatte contro un amico per passare del tempo con noi a spese dell’altro. Entriamo nel regno di internet e facciamo in modo che le persone dicano maldicenze, si scontrino e si misurino con poche battute sulla tastiera. Non possiamo mai essere soddisfatti del fatto che siamo solo io e te, dobbiamo sempre coinvolgere gli altri e questo coinvolgimento non può essere armonioso. Ci deve essere competizione per far fluire il carburante. Non pensare mai che ci dedichiamo solo a te, il nostro bisogno di carburante non lo consente. C’è sempre qualcun altro, nonostante quello che possiamo dirti. Semmai tu fossi in grado di scoprire l’entità completa delle nostre macchinazioni, schemi e piani vedresti tante linee che si irradiano lontano da noi, e ci collegano a te, a lei e a molti altri, con linee che corrono tra l’inconsapevolezza e la conoscenza al punto da sembrare un organigramma estremamente complesso sul muro di una centrale operativa in una stazione di polizia.

Non potremo mai essere solo io e te. Ci deve sempre essere un’altra persona.

H.G. TUDOR

Me, You and Her