👤 SOLA

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Mi piace quando sei sola. È il mio posto preferito per te. Quando ci incontriamo la prima volta se accenni al fatto di sentirti sola o mandi un patetico tweet compiangendo la tua solitudine, allora lo userò contro di te. Tanto valeva aprirsi il petto con un coltello e mettersi a gridare “Vieni a prendermi”. Le donne in stato di solitudine sono massivamente suscettibili ai miei approcci quando decido di sommergerti nel mio bombardamento di lusinghiere e premurose attenzioni. Queste donne stanche del loro stato di single si crogiolano nel solitario isolamento del mio interesse per loro. La bandiera rossa potrà anche sventolare segnalando il pericolo ma non la vedrai o se la vedrai penserai “che carina”.

Potrai anche sentirti desiderata e speciale ma tutto quello che sto facendo è muoverti. Ti sto trasportando dalla tua solitudine al mondo reale di isolato splendore della mia falsa realtà.
Una volta che ti ho posizionato lì mi occupo di farti tagliare fuori dalla famiglia, amici e conoscenti. Tu concorderai con la mia opera denigratoria delle persone che una volta ti erano care e vedevi regolarmente. Vuoi più di quello zucchero che sto versando su di te. Per farlo hai bisogno di trascorrere più tempo con me e meno con chiunque altro. Non è certo un sacrificio, non credi? Ogni voce di dissenso è marginale rispetto all’intelligente campagna denigratoria contro queste persone (attenta- questa stessa campagna verrà usata contro di te tra non molto). Tu sei un’impaziente co-conspiratore felice di scaricare queste persone (come puoi essere così crudele?) con la ripetuta promessa premio di ottenere maggiori intossicanti attenzioni da parte mia.

Una volta tagliati tutti questi legami, sei mia. Dipendente da me per qualsiasi cosa. Non hai nessuno su cui contare e ti puoi sempre focalizzare su di me. Mentre faticosamente tenti di compiacermi sempre di più, la realizzazione del tuo isolamento diventa sempre più evidente. Tu puoi sentire di nuovo i rampicanti della solitudine avvolgersi intorno a te. Lo so che sentirai questo e so che farai di tutto per aggrapparti a me, la tua vita è su una zattera, il tuo barlume di speranza nella terra selvaggia. Tutto pur di non rimanere sola. Mi spiace ma è troppo tardi. Il tuo isolamento è sigillato dal momento in cui sei rimasta ad ascoltarmi. Sei così sola, nessuno può sentirti urlare.

H.G. TUDOR

Lonely

👤 NON STASERA CAROLINE

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I lettori fissi forse ricorderanno la cara, dolce Caroline, una mia ex fidanzata che aveva un’enorme coscienza e cercava sempre di fare la cosa giusta. Lei spesso voleva controbattere alle mie manipolazioni ma non poteva farlo perché era dell’idea che fosse sbagliato. Sbagliato perché lei non credeva all’incrocio di fuoco con fuoco. Sbagliato perché sosteneva sempre che avessi bisogno di aiuto per superare i problemi che evidentemente avevo. Lei era dolce ma spesso così incauta. Caroline era particolarmente entusiasta per i film horror. Io inizialmente lo trovavo leggermente in disaccordo con ciò che era lei per quanto naturalmente abbracciai il suo entusiasmo per questi film come parte del rispecchiamento dei suoi gusti. Ho scoperto che in realtà preferiva thriller psicologici e inquietanti horror, non vero e proprio cinema Gore. La ragione per questo divenne evidente. Le piaceva essere terrorizzata al cinema perché la rendeva amorosa, vogliosa, eccitata, chiamatelo come volete e la faceva desiderare di andare dritti a fare l’amore dopo ogni visita al cinema. Avremmo fatto uscite al cinema circa ogni settimana e qualche volta due volte in un weekend per la sua dose di terrore e poi successivamente di sesso.

Una volta che iniziò il periodo di svalutazione con Caroline, sapevo, come spesso avviene, che il ritiro dell’interesse sessuale verso di lei avrebbe provocato il dolore appropriato, l’irritazione e la reazione frustrata che mi avrebbero fornito il carburante negativo che bramavo. Sapevo anche d’altra parte che si stava confidando con una manciata di persone al di fuori della relazione (nota- assicurarsi sempre un Luogotenente nella fazione della fonte primaria) e non avrei fatto insudiciare il mio nome in un modo simile. Primo, non volevo che queste ascoltatrici (due di loro le avevo identificate come bersagli potenziali) pensassero che avessi un appetito sessuale ridotto quando non era proprio questo il caso, ovviamente a loro non sarebbe stato detto che questa apparente perdita di libido era emersa in conseguenza di una manipolazione. Secondo, non volevo che lei guadagnasse solidarietà e supporto dalla sua fazione riguardo la mia revoca di attenzione sessuale.

Di conseguenza, la tattica doveva causare il ritiro senza che questo fosse direttamente collegato a me. Naturalmente avevo identificato che la partecipazione al cinema per guardare film spaventosi era il catalizzatore che accendeva la sua libido. Per lei, una serata al cinema era una notte di sesso. Di conseguenza doveva essere la serata film il bersaglio. Avevo bisogno di mantenere la mia apparenza (quanto meno) di essere ragionevole così sarei stato in grado di ottenere comprensione alla sua mancanza nel coinvolgersi in un’unione sessuale e anche di evitare che sembrasse come se fossi io quello che stava sabotando la serata film. Doveva essere l’unica a sabotare la serata film e quindi se noi o meglio lei non avesse visto il film non ci sarebbe stato del sesso a seguire. Sarebbe stata una sua azione e io avrei potuto lamentarmi giustamente del fatto che fossi quello che non aveva fatto sesso come conseguenza del suo egoismo.

In accordo a questo, i miei obiettivi con Caroline erano i seguenti: –

1. Causare la revoca del sesso rimanendo senza colpa e quindi con un terreno di lamentele;
2. Sabotare la sua partecipazione alla serata cinema senza che sembrasse che fossi stato io a farlo;
3. Far sì che fosse lei a causare il sabotaggio in modo da rimanere innocente.

Sapevo che lei aspirava ad una macchina nuova e mi ero impegnato in false promesse future suggerendo che ci saremmo organizzati perché lei avesse un’auto nuova. Continuavo a rimandare e sapevo che si stava irritando per questo perché voleva una macchina più grande per via dei consumi incrementati che stava facendo associati al suo lavoro. Sabato quando quella sera avevamo programmato di andare al cinema, sono ritornato a casa con un paio di dépliant di un concessionario.

“Cos’hai lì?” ha chiesto piuttosto piacevolmente

“Oh un paio di brochure per la nuova Jaguar, mi piacerebbe cambiarla”

“Cosa? Di già?”

“Che vuoi dire?” ho chiesto.

“Beh hai la tua macchina da meno di un anno”

“E?”

“Beh, non hai bisogno di una macchina nuova, io sì”

“Ah è così, vero?” ho chiesto.

“Così come?”

“Non mi è concesso di guardare”

“Hai detto che ti piacerebbe cambiarla”

“L’ho detto ma non è lo stesso di “prendo una macchina nuova” ma, oh no, devi dare per scontato che sai cosa voglio dire, proprio nello stesso modo in cui tu presumi sempre di sapere cosa sia il meglio per me. Se voglio una macchina nuova, la prenderò, sono soldi miei.”

“Sì, sì, ok , ma avevi promesso che avremmo cambiato la mia macchina.”

“No, affatto”

Ha fatto una pausa provando a tenere sotto controllo la sua crescente esasperazione.

“Sì, l’hai fatto.”

“Stai insinuando che ho mentito” , ho detto con fermezza e calma. Lei si è interrotta.

“L’hai fatto non è vero, fottuta serpe,” le ho sibilato.

Potete immaginare come andò il resto della conversazione. L’ho ingannata e l’ho pressata finché non è scoppiata a piangere dalla frustrazione. L’ho riempita di argomentazioni finché non si avvicinò il momento di uscire per il cinema.

“Sei di nuovo in uno dei tuoi umori, non ci vengo al cinema con te visto che sei stato così orribile,” ha dichiarato.

“Mi sta bene. Ci andrò per conto mio.”

L’ho vista rimanere a bocca aperta. Si aspettava che la convincessi a venire. Probabilmente si aspettava anche che le ordinassi una macchina nuova per persuaderla ad andare al cinema. Ecco quanto poteva essere manipolatoria questa donna e non ci stavo cascando. Scusatemi, questo è come successivamente ho descritto la conversazione, quando ho raccontato del maltrattamento a cui sono stato sottoposto.
Sapevo che lei si aspettava che le parlassi dolcemente per convincerla ad accompagnarmi al cinema, ma non lo stavo facendo. Dovetti girare la testa in modo che lei non vedesse il mio sorriso di soddisfazione. Ero alimentato dalla sua irritazione e frustrazione. Sapevo anche che avrebbe maledetto il fatto di essere venuta al cinema e che a sua volta avrebbe rimpianto la perdita del catalizzatore del suo coinvolgimento sensuale che altrimenti si sarebbe goduta del tutto. Mi sono precipitato verso la porta mentre lei faceva un suono di protesta e mi sono diretto alla macchina.

Ho adottato uno sguardo scuro sul volto, come se fossi io ad essere stato offeso dal suo rifiuto di accompagnarmi al cinema ma la realtà era che ne fui deliziato. Avevo attinto carburante, affermato il mio controllo, rinforzato la mia superiorità, e potevo guardarmi il film senza che qualcuno mi afferrasse il braccio in preda al terrore ogni cinque minuti. Potevo anche lamentarmi del suo comportamento con chiunque avessi scelto e sapevo che le sue opzioni per lamentarsi erano state notevolmente limitate perché aveva scelto di non venire al cinema, cosa che a sua volta aveva frustrato il suo previsto piacere più tardi.

Questo è come pensa un Narcisista Superiore. Pianificando in avanti al fine di assicurarsi il carburante, il controllo e la vittoria finale.

H.G. TUDOR

Not Tonight, Caroline