📑 5 FRASI CHE IL NARCISISTA USA PER INCOLPARE

5 Phrases The Narcissist Uses To Blameshift.png

È fondamentale che rimaniamo irresponsabili delle nostre azioni. Uno dei modi più efficaci per evitare questa responsabilità, provocandoti e lasciandoti esasperato e sbalordito è quello di impegnarci in un trasferimento di colpa. Noi siamo gli scaricatori di colpa che useranno sempre questa forma di manipolazione nella nostra ricerca incessante per mantenere il sopravvento.

Non solo crediamo di avere il diritto alla completa immunità per ciò che diciamo e facciamo, a causa della nostra innata superiorità, crediamo anche che sia necessario per noi essere in grado di raccogliere carburante con la stessa frequenza e con la stessa efficacia di sempre. Se venissimo rallentati dal dover fare scuse significative, spiegare noi stessi, spiegare ciò che abbiamo fatto e accettare la responsabilità per le conseguenze questo assorbirebbe del tempo che sarebbe speso molto meglio nella ricerca di carburante. Ostacolandoci in questo modo ci farebbe diventare più deboli dal momento che non saremmo in grado di accumulare tanto carburante come facciamo di solito. È perciò necessario, così rimaniamo lucidi, efficaci e a passo leggero, di modo che non siamo mai preoccupati della trasparenza e anche per non permettere mai che la responsabilità incomba su di noi. Come in molte delle nostre macchinazioni, questo approccio ci consente anche di raccogliere carburante in quanto tale attraverso l’imposizione di colpa su altri, di solito te, e attraverso la risposta emotiva attonita e oltraggiata che scaturisce da questo atto sconcertante di allontanarci e farla franca. Come sempre, le parole sono i nostri migliori alleati quando si tratta di bloccare il tentativo di farci assumere il manto della responsabilità. Ecco cinque delle nostre frasi preferite.

1. Cosa ti aspetti che faccia al riguardo?

Un delizioso frammento di biasimo per cominciare. Non dichiariamo nemmeno che consideriamo tua la colpa, la tua responsabilità o il tuo obbligo con questa domanda. Tuttavia, l’implicazione è chiara: ci aspettiamo che tu faccia qualcosa al riguardo, perché non ci assumiamo responsabilità, il tuo ruolo è quello di ripulire dopo di noi e hai assunto quel ruolo quando hai accettato le nostre profferte amorose. Ti sei perso quel termine del contratto? Non incolpare noi, è colpa tua.

Mi vanto regolarmente di quanto sono brillante e speciale. Che ho molti talenti e se decido così, potrei rimediare a molte situazioni nel giro di pochi istanti, ma nonostante questo sia l’atteggiamento che io adotto col mondo in generale, non ho intenzione di farlo con te. Nessuna possibilità. Non sono qui per raccogliere i cocci dopo di te, anche se mi aspetto che tu lo faccia più volte. Posso fare quello che mi piace e tu sei obbligato a riparare il danno che io provoco – raccogliere i pezzi rotti di stoviglie, scusarti con l’amico scioccato dopo uno sfogo, cercare di risolvere il guaio finanziario che ci è rimasto. Se hai causato un problema, e ammettiamolo, è sempre comunque colpa tua, non puoi aspettarti che io faccia qualcosa al riguardo. Sono al di sopra di tali compiti umili. Ho cose importanti e più importanti a cui partecipare. Ad esempio? Non devo dar spiegazioni a persone come te. Se ho causato il problema (e in realtà di solito è quello il caso), non ho intenzione di fare nulla al riguardo.

2. Affrontala.

È così e ti conviene abituarti. Questa dichiarazione orgogliosa è il corso per il nostro senso di diritto di fare come ci piace. Noi spazziamo via tutto e devi solo sopportarlo. Non puoi scappare; non permetteremo che ciò accada. Darti questo comando abbaiante è un modo efficace di sconvolgerti. Ti viene detto che sei inutile e dovresti semplicemente mandare avanti la questione piuttosto che lamentarti. Non dovresti lamentarti; avresti dovuto già intuire che dovevi risolvere la situazione. Non chiedermi aiuto perché non ho tempo per questa stupidaggine da Topolino.

3. Hai fatto succedere questo.

Ci piace affermare che agiamo con l’onnipotenza di un dio, ma quante volte hai scoperto che hai in qualche modo fatto succedere qualcosa così da suggerirti che eserciti i poteri di una divinità? Il mio arrivo in ritardo dipendeva da te. Il mio fallimento nel ricordare qualcosa è stato causato da te. La mia infedeltà per la sesta volta è stata interamente una conseguenza di ciò che hai fatto. Nella sua versione più brutale, questa dichiarazione viene emessa senza alcuna spiegazione sul motivo per cui è stato causato il problema. Diciamo che è così quindi deve essere giusto. Questo dialogo ti sembra familiare?

“Perché è così?”

“Lo è e basta.”

“Ma perché?”

“Perchè dico così.”

Oltre quelli della nostra tipologia, chi se ne esce con tali affermazioni prive di verità o di spiegazione? Giusto, i bambini. Questo ti dice tutto ciò che devi sapere sulla nostra mentalità quando ti accusiamo di essere colui che ha causato il problema. Se sei abbastanza “fortunato” da ricevere una qualche spiegazione, ha perfettamente senso se visto dal nostro punto di vista, anche se non sarà dal tuo. Questo è intenzionale. Vogliamo che tu ti senta attonito, sconcertato e infastidito dalla nostra assoluta sfrontatezza nel collegare le nostre malefatte e il tuo averle causate.

“Se fossi più devota non andrei da nessun’altra parte”

“Che cosa vuoi dire con questo? Non potrei essere più devoto nei tuoi confronti. “

“Oh è vero, nega che questo ha a che fare con te e fa che sia io la persona cattiva.”

“Beh, sei tu che hai avuto la relazione.”

“Causato da te.”

“Come?”

“Te l’ho già detto e se non puoi accettarlo, non ha senso continuare questa conversazione.”

Non ottieni risposta senza accettazione di colpa. Tutto quello che ottieni è una spiegazione tenue (nel tuo mondo, ma non nostra) sul motivo per cui la nostra colpa è tutta su di te.

4. Perché devi rovinare tutto?

Caso simile al punto tre esposto sopra ci sottraiamo ma con un ulteriore strato di colpa. Nell’esempio sopra, hai causato il problema anche se non lo avevi necessariamente premeditato. Con questa affermazione ti diciamo che non solo il problema non lo stiamo causando noi, è colpa tua e indovina un po’? Volevi farlo perché sei una persona brutta e orribile. La nostra paranoia sfrenata ci fa credere che tu sei qui per prenderci, farci cadere e che stai tramando per spodestarci come conseguenza del nostro comportamento nei tuoi confronti durante la svalutazione. Questo è il motivo per cui ogni volta che qualcosa va storto, sei l’artefice di quella disgrazia, perché hai intenzionalmente deciso di causarci un problema, guidato dalla tua innata cattiveria e gelosia.

5. Perché mi rendi la vita così difficile?

Poveri noi. Messi sotto i piedi da te e dai tuoi terribili comportamenti. Queste cose ti vengono spesso lanciate quando inizi a prendere coscienza delle nostre manipolazioni e, per scelta o per puro esaurimento, non stai più interagendo con le nostre provocazioni e macchinazioni. Quello che ti stiamo effettivamente dicendo in questo caso è: “Perché rendi così difficile estrarre carburante da te?” La tua incapacità di collaborare e fare quello che vogliamo ci fa spendere più energia per ottenere il carburante negativo da te, e in accordo con la nostra prospettiva di vittima, lo stai facendo apposta. Dobbiamo procurarci quel carburante e tu dovresti aiutarci, non ostacolarci, non da meravigliarti se ci scagliamo contro di te in questo modo perché sei pessimo e rendi le nostre vite molto più dure e difficili di quanto tu dovresti fatto o una volta facevi.

H.G. TUDOR

5 Phrases The Narcissist Uses To Blame Shift

📑 SPOSTATORE DI COLPA

 

191120B BlameshifterÈ fondamentale che noi rimaniamo irresponsabili delle nostre azioni. Uno dei modi più efficaci per evitare questa responsabilità, provocandoti e lasciandoti esasperato e sbalordito è quello di impegnarci in un trasferimento di colpa. Noi siamo gli scaricatori di colpa che useranno sempre questa forma di manipolazione nella nostra ricerca incessante per mantenere il sopravvento.

Non solo crediamo di avere il diritto alla completa immunità per ciò che diciamo e facciamo, a causa della nostra innata superiorità, crediamo anche che sia necessario per noi essere in grado di raccogliere carburante con la stessa frequenza e con la stessa efficacia di sempre. Se venissimo rallentati dal dover fare scuse significative, spiegare noi stessi, spiegare ciò che abbiamo fatto e accettare la responsabilità per le conseguenze questo assorbirebbe del tempo che sarebbe speso molto meglio nella ricerca di carburante. Ostacolandoci in questo modo ci farebbe diventare più deboli dal momento che non saremmo in grado di accumulare tanto carburante come facciamo di solito. È perciò necessario, così rimaniamo lucidi, efficaci e a passo leggero, di modo che non siamo mai preoccupati della trasparenza e anche per non permettere mai che la responsabilità incomba su di noi. Come in molte delle nostre macchinazioni, questo approccio ci consente anche di raccogliere carburante in quanto tale attraverso l’imposizione di colpa su altri, di solito te, e attraverso la risposta emotiva attonita e oltraggiata che scaturisce da questo atto sconcertante di allontanarci e farla franca. Come sempre, le parole sono i nostri migliori alleati quando si tratta di bloccare il tentativo di farci assumere il manto della responsabilità. Ecco cinque delle nostre frasi preferite.

1. Cosa ti aspetti che faccia al riguardo?

Un delizioso frammento di biasimo per cominciare. Non dichiariamo nemmeno che consideriamo tua la colpa, la tua responsabilità o il tuo obbligo con questa domanda. Tuttavia, l’implicazione è chiara: ci aspettiamo che tu faccia qualcosa al riguardo, perché non ci assumiamo responsabilità, il tuo ruolo è quello di ripulire dopo di noi e hai assunto quel ruolo quando hai accettato le nostre profferte amorose. Ti sei perso quel termine del contratto? Non incolpare noi, è colpa tua.

Mi vanto regolarmente di quanto sono brillante e speciale. Che ho molti talenti e se decido così, potrei rimediare a molte situazioni nel giro di pochi istanti, ma nonostante questo sia l’atteggiamento che io adotto col mondo in generale, non ho intenzione di farlo con te. Nessuna possibilità. Non sono qui per raccogliere i cocci dopo di te, anche se mi aspetto che tu lo faccia più volte. Posso fare quello che mi piace e tu sei obbligato a riparare il danno che io provoco – raccogliere i pezzi rotti di stoviglie, scusarti con l’amico scioccato dopo uno sfogo, cercare di risolvere il guaio finanziario che ci è rimasto. Se hai causato un problema, e ammettiamolo, è sempre comunque colpa tua, non puoi aspettarti che io faccia qualcosa al riguardo. Sono al di sopra di tali compiti umili. Ho cose importanti e più importanti a cui partecipare. Ad esempio? Non devo dar spiegazioni a persone come te. Se ho causato il problema (e in realtà di solito è quello il caso), non ho intenzione di fare nulla al riguardo.

2. Affrontala.

È così e ti conviene abituarti. Questa dichiarazione orgogliosa è il corso per il nostro senso di diritto di fare come ci piace. Noi spazziamo via tutto e devi solo sopportarlo. Non puoi scappare; non permetteremo che ciò accada. Darti questo comando abbaiante è un modo efficace di sconvolgerti. Ti viene detto che sei inutile e dovresti semplicemente mandare avanti la questione piuttosto che lamentarti. Non dovresti lamentarti; avresti dovuto già intuire che dovevi risolvere la situazione. Non chiedermi aiuto perché non ho tempo per questa stupidaggine da Topolino.

3. Hai fatto succedere questo.

Ci piace affermare che agiamo con l’onnipotenza di un dio, ma quante volte hai scoperto che hai in qualche modo fatto succedere qualcosa così da suggerirti che eserciti i poteri di una divinità? Il mio arrivo in ritardo dipendeva da te. Il mio fallimento nel ricordare qualcosa è stato causato da te. La mia infedeltà per la sesta volta è stata interamente una conseguenza di ciò che hai fatto. Nella sua versione più brutale, questa dichiarazione viene emessa senza alcuna spiegazione sul motivo per cui è stato causato il problema. Diciamo che è così quindi deve essere giusto. Questo dialogo ti sembra familiare?

“Perché è così?”

“Lo è e basta.”

“Ma perché?”

“Perchè dico così.”

Oltre quelli della nostra tipologia, chi se ne esce con tali affermazioni prive di verità o di spiegazione? Giusto, i bambini. Questo ti dice tutto ciò che devi sapere sulla nostra mentalità quando ti accusiamo di essere colui che ha causato il problema. Se sei abbastanza “fortunato” da ricevere una qualche spiegazione, ha perfettamente senso se visto dal nostro punto di vista, anche se non sarà dal tuo. Questo è intenzionale. Vogliamo che tu ti senta attonito, sconcertato e infastidito dalla nostra assoluta sfrontatezza nel collegare le nostre malefatte e il tuo averle causate.

“Se fossi più devota non andrei da nessun’altra parte”

“Che cosa vuoi dire con questo? Non potrei essere più devoto nei tuoi confronti. “

“Oh è vero, nega che questo ha a che fare con te e fa che sia io la persona cattiva.”

“Beh, sei tu che hai avuto la relazione.”

“Causato da te.”

“Come?”

“Te l’ho già detto e se non puoi accettarlo, non ha senso continuare questa conversazione.”

Non ottieni risposta senza accettazione di colpa. Tutto quello che ottieni è una spiegazione tenue (nel tuo mondo, ma non nostra) sul motivo per cui la nostra colpa è tutta su di te.

4. Perché devi rovinare tutto?

Caso simile al punto tre esposto sopra ci sottraiamo ma con un ulteriore strato di colpa. Nell’esempio sopra, hai causato il problema anche se non lo avevi necessariamente premeditato. Con questa affermazione ti diciamo che non solo il problema non lo stiamo causando noi, è colpa tua e indovina un po’? Volevi farlo perché sei una persona brutta e orribile. La nostra paranoia sfrenata ci fa credere che tu sei qui per prenderci, farci cadere e che stai tramando per spodestarci come conseguenza del nostro comportamento nei tuoi confronti durante la svalutazione. Questo è il motivo per cui ogni volta che qualcosa va storto, sei l’artefice di quella disgrazia, perché hai intenzionalmente deciso di causarci un problema, guidato dalla tua innata cattiveria e gelosia.

5. Perché mi rendi la vita così difficile?

Poveri noi. Messi sotto i piedi da te e dai tuoi terribili comportamenti. Queste cose ti vengono spesso lanciate quando inizi a prendere coscienza delle nostre manipolazioni e, per scelta o per puro esaurimento, non stai più interagendo con le nostre provocazioni e macchinazioni. Quello che ti stiamo effettivamente dicendo in questo caso è: “Perché rendi così difficile estrarre carburante da te?” La tua incapacità di collaborare e fare quello che vogliamo ci fa spendere più energia per ottenere il carburante negativo da te, e in accordo con la nostra prospettiva di vittima, lo stai facendo apposta. Dobbiamo procurarci quel carburante e tu dovresti aiutarci, non ostacolarci, non da meravigliarti se ci scagliamo contro di te in questo modo perché sei pessimo e rendi le nostre vite molto più dure e difficili di quanto tu dovresti fatto o una volta facevi.

H.G. TUDOR

Blame Shifter

👤 CAPRO ESPIATORIO

191116B Scapegoat.jpg

“Non vuoi finire come lui adesso, vero?”

Anni dopo quelle parole mi risuonano ancora nella mente. Agiscono come un crudele guardiano che garantisce che non inciamperò, non andrò mai in rovina e non cadrò mai vittima delle ingiustizie che questo mondo ha in serbo per me. Mi è stato mostrato cosa succede a coloro che sono deboli, a quelli che non riescono a prendere il controllo e raggiungere il potere per se stessi. Le conseguenze del fallimento mi sono state messe davanti quasi ogni giorno per permettermi di assistere all’intenso orrore di ciò che doveva essere sotto gli standard, sotto la media o semplicemente non abbastanza buono.

Sapevo che questo destino non doveva abbattersi su di me e che era necessario che io mi arrampicassi più in alto di tutti gli altri, non importava a quale costo. Finché ci fosse qualcuno sotto di me su quella scala mentre salivo, allora, come si suol dire, il peggio toccherà agli ultimi.

A testa alta e avanti, salendo sempre più in alto per sfuggire alle conseguenze della vulnerabilità, della debolezza e del fallimento. Mi è stata data un veloce prontuario nell’ apprendere come restare in testa e proteggere me stesso. C’erano due percorsi disponibili per assicurare che tu fossi il numero uno e il migliore. Sforzarti di stare avanti rispetto alla resistenza, e per resistenza avevo pensato che si intendesse tutti gli altri, e inoltre abbattere la resistenza in modo che essi vengano sommersi nel pantano del fallimento.

Se il tuo avversario è più alto, tagliagli le ginocchia. Se è più bello, gettagli l’acido in faccia. Se è più intelligente, fagli schizzar fuori le cervella. Se è più forte, colpiscilo nel punto debole. Se è più ricco, deprivalo di monete e centesimi. Se vive in un luogo ameno, inquina la zona circostante. Se ha un buon lavoro, fallo licenziare. Ovviamente si parla per un po’ di tempo in senso metaforico, e ciò significa che per fare tutte queste cose è necessario giocare la carta del capro espiatorio. Diventare abile a puntare il dito altrove, coltivare la persuasione in modo che l’attribuzione della colpa ricada sulle spalle di un altro, dare rifiuti plausibili in modo che il manto di colpa non si posi mai sulla mia testa. Non sarà mai colpa mia. Mai. Quelle erano le mie istruzioni.

L’addottrinamento continuava. Non sei da biasimare, non sei colpevole, non sei il problema, non hai nemmeno causato il problema. Cancella la parola scusa dal tuo vocabolario dal momento che non la senti, rimuovi l’idea di scusarti perché non hai nulla di cui scusarti, non esprimere nulla che possa essere considerato un senso di colpa in quanto questo è un concetto alieno.

C’è sempre qualcun altro che può essere incolpato. Non ci vuole molto perché il ripetuto mantra del non essere mai colpa mia, generi quel senso di inespugnabilità e una mancanza di responsabilità. Dal momento che è colpa di tutti gli altri, è una logica impeccabile, non è che non può esser mai colpa mia? Ne consegue perciò che se non è mai colpa mia, un individuo così privo di difetti è veramente superiore e si erge sopra tutti gli altri.

Per facilitare ciò, si rende quindi necessario identificare un capro espiatorio o, più esattamente, dei capri espiatori. Il ruolo del capro espiatorio si inserisce perfettamente nel nostro modo di pensare. La colpa è un concetto intangibile ma che esiste. Qualcuno deve essere sempre incolpato. Mi è stato insegnato questo fin dall’inizio. Le cose non capitano e basta, accadono per una ragione e la ragione era che lei urlava sempre, che sbagliava sempre, che loro erano socialmente emarginati, che lei non era in grado di superare l’esame, che lui non aveva mai raggiunto un obiettivo, che loro non erano mai andati in vacanza, che lui non era in grado di tenersi un lavoro, che lei era una madre single, che lui aveva un problema con il bere, che lei era brutta, che lui viveva in una zona povera, che lei non era mai stata invitata, che lui era morto da solo, che lei era stata picchiata, che lui era stato arrestato, che lei era stata violentata, che lui era stato assassinato, era perché essi erano capri espiatori.

Rendere gli altri il capro espiatorio, l’immunità dalla colpa e il biasimo che ne consegue fa sì che ci si possa muovere senza ostacoli, barriere o confini. Fa’ diventare lui o lei un capro espiatorio perché se non lo fai per primo lo faranno loro con te. Assicurati di dar loro la colpa prima che possano dirigere quell’occhio accusatore nella tua direzione. Rimani uno, no, dieci passi avanti. Essi meritano di venire incolpati. Se avessero avuto un po’ di valore, non verrebbero stigmatizzati in questo modo, è colpa loro.

Ho imparato che possono arrivare con sorrisi, ma la lama della colpa è puntata dietro le loro spalle, pronta a colpire, quindi affonda profondamente dentro di loro il tuo pugnale di colpa per primo. Non farti prendere dalle false dichiarazioni di amore e compassione, non sono che veli da mettermi sugli occhi di modo che puoi posare sulla mia testa una corona di responsabilità.

Presto le esperienze che ho acquisito hanno iniziato ad istruirmi automaticamente. Non ti senti abbastanza considerato ad una festa? Gli ospiti sono ignoranti e scortesi. Dì a qualcuno che si tratta di questo e vedi come si sposta l’attenzione. Servito con lentezza al bar? Il barista è incompetente e ci si dovrebbe ricordare di questo fatto. Vedi come aveva reagito ora? Report non completato in tempo? Trova un collega junior e fai notare come ha omesso di fornire le informazioni necessarie. Criticato perché non guadagni abbastanza? Incolpa i padroni per aver condotto l’azienda sul lastrico e non riuscire a premiare un lavoratore diligente come me. Ti senti irrequieto e non amato? Scagliati contro di lei così lei cerca di farsi perdonare. Bloccato nel traffico? Incolpa il dipartimento dei trasporti per i lavori stradali fatti male. Difficoltà a dormire? Devono essere quei dannati vicini e la loro musica a tarda notte, va a dar loro una bella strigliata e vedi come ti senti molto meglio quando fai notare loro che sono in colpa.

Ma cosa succede se non si verificano queste cose ma succede perché non sono una persona abbastanza interessante con cui parlare, o non abbastanza attraente da essere notato, o non abbastanza bravo nel mio lavoro, o non raggiungo gli obiettivi perché non sono in grado di applicare lo sforzo necessario, o perché non le mostro più alcun affetto, o perché sono partito tardi da casa, o perché mi sono addormentato questo pomeriggio?

Mai. Questo è quello che loro vogliono farti pensare. Questo è il controllo che cercano di esercitare su di te. È così che entrano nella tua mente e cercano di farti pensare che sei debole, quando non lo sei. Ricorda, vogliono che tu sia il capro espiatorio. Vogliono che tu sia il fallimento, vogliono che tu sia il bersaglio del loro dar colpe, quindi prendi la colpa, accusa il colpo e diventa il capro espiatorio. Già, hai ragione, ora ricordo.

I dettami risuonano ancora adesso, ricordando ed enfatizzando. Non è il tuo ruolo. Sei migliore di tutti loro. Ti innalzerai al di sopra di loro e per farlo devi lavorare sodo su tutto e assicurarti che essi siano i soli a venire incolpati, perché così dev’essere. Sono quelli che stanno cercando di impedirti di raggiungere e rivendicare ciò che è
tuo di diritto. Sono i doppiogiochisti, i nemici insidiosi, gli infidi traditori che scatenano la sedizione e praticano la slealtà. Fai sapere chi sono, incolpali ingiustamente.

Quindi questo spiega tutto ciò che facciamo. Troviamo un capro espiatorio in ogni aspetto della nostra vita. Il fratello bistrattato, il collega piagnucoloso, il vicino criticato, lo straniero nell’ipermercato locale, il dipendente sottomesso, io zimbello del circolo sociale e soprattutto tu, il partner intimo che diventi il capro espiatorio perfetto.

Sei tu che diventi il ricettacolo delle nostre persecuzioni prepotenti, intimidatorie, fastidiose, bullistiche, intimidatorie, costringenti, colpevolizzanti, accusatorie, minacciose, terrorizzanti, randellanti e opprimenti. Hai bruciato la cena, hai fatto diventare rosa la camicia bianca, ti sei dimenticata di ritirare quel regalo che volevamo, non hai soddisfatto il nostro appetito sessuale, ci hai resi infedeli, ci hai fatto rompere quello specchio, ti sei fatta prendere a schiaffi, ci hai fatto ammalare, hai fatto perdere la nostra squadra, ci sei costata quella promozione, ci hai svegliato troppo presto, ci hai svegliato troppo tardi, ci hai fatto addormentare, ci hai tenuti svegli, non l’hai fatto, l’hai fatto. Ancora.

Questo condizionamento ha garantito che l’unico modo per rimanere in testa, vincere e riuscire fosse trovare qualcuno da incolpare e questo non cambia perché sappiamo che stai solo aspettando di provare a dare la colpa a noi, bene, conosciamo il tuo gioco. Ti abbiamo preso di mira e sei tu da incolpare, non noi.

L’unico modo per prevenire l’inferno di essere un capro espiatorio è quello di rendere altri un capro espiatorio.

E così faccio quello che faccio, dico quello che dico e sono quello che sono così non finirò come lui, come lei, come loro, come te.

Puoi davvero biasimarmi perché faccio questo?

H.G. TUDOR

Scapegoat

👥 SEI STATO AVVISATO

78543889_118467749623641_6125500147309740032_n.jpg

“Lo sai che non dovevi coinvolgerti con me vero, Sono difettoso.”

“Beh è un po’ troppo tardi per questo, non ti pare? Sono già coinvolta.”

“Lo so e mi fa piacere sentirti dire questo, davvero, perché ti voglio più di qualsiasi cosa. Non ho mai desiderato nessun’altra nel modo in cui voglio te ma è perché penso che staresti molto meglio senza di me.”

“Non essere stupido, che vuoi dire con questo?”

“Sei così meravigliosa, così perfetta. Davvero non ho mai conosciuto nessuna come te. È come se tutto quello che ho sempre voluto e di cui ho sempre avuto bisogno in qualcuno fosse stato mescolato insieme allo stesso tempo.

“È adorabile che tu me lo dica, ma non sono perfetta, tutt’altro.”

“Per me lo sei.”

“Che Dio ti benedica, che cosa dolce. Anche io penso che tu sia meraviglioso, per nulla difettoso. Non posso credere che tu l’abbia detto.”

“Beh lo sono.”

“Non dal mio punto di vista. Sei incredibile, premuroso, amorevole, attento, interessante, sensuale e così appassionato. Queste sono solo alcune delle cose che mi vengono in mente quando penso a te.”

“Che altro?”

“Oh lasciami pensare. Generoso, sì generoso e gentile, rispettoso e di successo. Anche divertente. Non riesco a pensare a nessun altro che può accendere l’atmosfera come fai tu. Adoro guardarti mentre hai l’attenzione di tutti, mi rendo conto di quanto amano starti a sentire.”

“Oh lo dici solo per farmi stare meglio.”

“Per nulla, credo ad ogni parola, davvero. Non ho mai incontrato nessuno così speciale come te ed ecco perché ti amo così.”

“Non dovresti, non intendo essere maleducato, ma verrai solamente ferita.”

“Come? Da te?”

“Sì.”

“Come?”

“Non lo so; semplicemente rovino sempre tutto. Potrebbe suonare strano ma in qualche modo voglio credere, intendo, diciamo che so che dovrebbe funzionare con te, con te più di chiunque altra, suppongo di essere terrorizzato che ciò che abbiamo sia così meraviglioso, così perfetto che potrei fare qualcosa per rovinarlo e allora ti feriresti e non potrei tollerare che accada.”

“Vedi, eccoti di nuovo, rispettoso e gentile.”

“Non potrei convivere con me stesso se ti ferissi e non voglio correre il rischio che accada. Non meriti di essere ferita.”

“Non accadrà, lo sento. Ciò che abbiamo io e te è qualcosa di fuori dal comune.”

“Sì, lo abbiamo vero?”

“Assolutamente. Ti amo e tu mi ami e nessuno cambierà questo.”

“Lo so, lo so, ma se, lo sai, facessi qualcosa?”

“Tipo cosa?”

“Non so, è solo che beh, le precedenti relazioni non sono state esattamente un successo no? Il mio curriculum non è fantastico.”

“No, ma non è stata colpa tua no? Guarda, mi hai raccontato tutto di quello che è successo in passato. Non molti uomini sarebbero stati così onesti come te nell’ammettere ciò che hanno attraversato. Ci vuole vero coraggio ed è tipico dell’onestà e della moralità che emani. Sei un uomo buono e sei stato trattato in modo ripugnante da certa gente cattiva. Ohhh, se mai li incontrassi, non so che farei.”

“Lo so che capiresti. Lo fai sempre. Mi prendi. Vedi, loro non l’hanno mai fatto. Ho provato sai. Ho sempre tentato di far funzionare le cose. Volevo solamente che fossimo entrambi felici ma sai quando qualunque cosa fai non è mai abbastanza? Quando non importa quanto duramente provi a compiacere qualcuno ma loro trovano sempre qualche tipo di sbaglio? Erano così. Il più delle volte mi facevano sentire come se fosse colpa mia. Avevano questo modo di rigirare ogni cosa così passavo per il cattivo di turno. È difficile da spiegare, ma questo è ciò che facevano.”

“Capisco. Certe persone semplicemente si deliziano della disperazione degli altri, ma questo non accadrà tra te e me.”

“No?”

“No. Abbiamo entrambi sofferto in precedenza.”

“Lo so. Ecco perché non voglio ferirti, lo hai già fatto abbastanza in passato e meriti di essere trattata come si deve.”

“Beh questo è ciò che fai. Non potrei desiderare un fidanzato migliore, davvero non potrei. Mi metti al primo posto, sopra qualunque altra cosa e fai così tanto per me. Lo apprezzo davvero e ogni giorno che passa mi sento più innamorata di te per via di ciò che fai per me.”

“Grazie. Questo è tutto ciò che voglio. Che entrambi siamo felici. Penso che sia solamente per via di ciò che è accaduto in passato, sono preoccupato che questa volta, avendoti trovata, andrà male di nuovo e tu verrai ferita e io non potrei sopportarlo.”

“Onestamente, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Sei portato a sentirti così solo per via di quello che ti hanno fatto. È comprensibile. Lo so che non mi feriresti mai. Come potrebbe mai ferirmi chiunque dicesse le cose che tu dici a me?Non ho mai avuto qualcuno prima che mi dicesse le meravigliose e bellissime cose che tu mi dici. Mi riduci in lacrime. Lacrime di gioia ovviamente perché semplicemente sai cosa dire, mi capisci.”

“Sì. C’è una connessione ed è profonda e piena di significato e non voglio che venga mai recisa. Combatterò fino all’ultimo respiro per rimanere legato a te. Vorrei diventare te.”

“Vedi, rieccoci, dici le cose più meravigliose.”

“Sei tu che me le tiri fuori. Se non fosse per te non so che farei.”

“Bene non hai di che preoccuparti, no? Sono tua e mi avrai sempre.”

“Dici sul serio?”

“Assolutamente.”

“Vedi sono veramente in paradiso ogni volta che ci baciamo. Non voglio ferirti o perderti mai.”

“Non accadrà. Mi avrai per sempre.”

“Lo spero, lo spero davvero.”

“Sì. Ora, niente più conversazioni su te che mi ferisci, non accadrà. Abbiamo il resto delle nostre vite per stare insieme ed essere felici. Fammi aprire un’altra bottiglia di vino, no, è il mio turno, tu stai qui. Mi stai già dietro abbastanza, lasciami fare qualcosa per te, per una volta.”

“Ok, un altro giro per favore.”

“Arrivo in un minuto. Ti amo.”

“Ti amo anch’io.”

H.G. TUDOR

You Were Warned

👥 LA MANIPOLAZIONE DEL GIOCO DI PIETÀ DEL NARCISISTA DI MEDIO-RANGO

78321417_118469656290117_956217719051517952_n.jpg

“Lo sai che non dovevi coinvolgerti con me vero, Sono difettoso.”

“Beh è un po’ troppo tardi per questo, non ti pare? Sono già coinvolta.”

“Lo so e mi fa piacere sentirti dire questo, davvero, perché ti voglio più di qualsiasi cosa. Non ho mai desiderato nessun’altra nel modo in cui voglio te ma è perché penso che staresti molto meglio senza di me.”

“Non essere stupido, che vuoi dire con questo?”

“Sei così meravigliosa, così perfetta. Davvero non ho mai conosciuto nessuna come te. È come se tutto quello che ho sempre voluto e di cui ho sempre avuto bisogno in qualcuno fosse stato mescolato insieme allo stesso tempo.

“È adorabile che tu me lo dica, ma non sono perfetta, tutt’altro.”

“Per me lo sei.”

“Che Dio ti benedica, che cosa dolce. Anche io penso che tu sia meraviglioso, per nulla difettoso. Non posso credere che tu l’abbia detto.”

“Beh lo sono.”

“Non dal mio punto di vista. Sei incredibile, premuroso, amorevole, attento, interessante, sensuale e così appassionato. Queste sono solo alcune delle cose che mi vengono in mente quando penso a te.”

“Che altro?”

“Oh lasciami pensare. Generoso, sì generoso e gentile, rispettoso e di successo. Anche divertente. Non riesco a pensare a nessun altro che può accendere l’atmosfera come fai tu. Adoro guardarti mentre hai l’attenzione di tutti, mi rendo conto di quanto amano starti a sentire.”

“Oh lo dici solo per farmi stare meglio.”

“Per nulla, credo ad ogni parola, davvero. Non ho mai incontrato nessuno così speciale come te ed ecco perché ti amo così.”

“Non dovresti, non intendo essere maleducato, ma verrai solamente ferita.”

“Come? Da te?”

“Sì.”

“Come?”

“Non lo so; semplicemente rovino sempre tutto. Potrebbe suonare strano ma in qualche modo voglio credere, intendo, diciamo che so che dovrebbe funzionare con te, con te più di chiunque altra, suppongo di essere terrorizzato che ciò che abbiamo sia così meraviglioso, così perfetto che potrei fare qualcosa per rovinarlo e allora ti feriresti e non potrei tollerare che accada.”

“Vedi, eccoti di nuovo, rispettoso e gentile.”

“Non potrei convivere con me stesso se ti ferissi e non voglio correre il rischio che accada. Non meriti di essere ferita.”

“Non accadrà, lo sento. Ciò che abbiamo io e te è qualcosa di fuori dal comune.”

“Sì, lo abbiamo vero?”

“Assolutamente. Ti amo e tu mi ami e nessuno cambierà questo.”

“Lo so, lo so, ma se, lo sai, facessi qualcosa?”

“Tipo cosa?”

“Non so, è solo che beh, le precedenti relazioni non sono state esattamente un successo no? Il mio curriculum non è fantastico.”

“No, ma non è stata colpa tua no? Guarda, mi hai raccontato tutto di quello che è successo in passato. Non molti uomini sarebbero stati così onesti come te nell’ammettere ciò che hanno attraversato. Ci vuole vero coraggio ed è tipico dell’onestà e della moralità che emani. Sei un uomo buono e sei stato trattato in modo ripugnante da certa gente cattiva. Ohhh, se mai li incontrassi, non so che farei.”

“Lo so che capiresti. Lo fai sempre. Mi prendi. Vedi, loro non l’hanno mai fatto. Ho provato sai. Ho sempre tentato di far funzionare le cose. Volevo solamente che fossimo entrambi felici ma sai quando qualunque cosa fai non è mai abbastanza? Quando non importa quanto duramente provi a compiacere qualcuno ma loro trovano sempre qualche tipo di sbaglio? Erano così. Il più delle volte mi facevano sentire come se fosse colpa mia. Avevano questo modo di rigirare ogni cosa così passavo per il cattivo di turno. È difficile da spiegare, ma questo è ciò che facevano.”

“Capisco. Certe persone semplicemente si deliziano della disperazione degli altri, ma questo non accadrà tra te e me.”

“No?”

“No. Abbiamo entrambi sofferto in precedenza.”

“Lo so. Ecco perché non voglio ferirti, lo hai già fatto abbastanza in passato e meriti di essere trattata come si deve.”

“Beh questo è ciò che fai. Non potrei desiderare un fidanzato migliore, davvero non potrei. Mi metti al primo posto, sopra qualunque altra cosa e fai così tanto per me. Lo apprezzo davvero e ogni giorno che passa mi sento più innamorata di te per via di ciò che fai per me.”

“Grazie. Questo è tutto ciò che voglio. Che entrambi siamo felici. Penso che sia solamente per via di ciò che è accaduto in passato, sono preoccupato che questa volta, avendoti trovata, andrà male di nuovo e tu verrai ferita e io non potrei sopportarlo.”

“Onestamente, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Sei portato a sentirti così solo per via di quello che ti hanno fatto. È comprensibile. Lo so che non mi feriresti mai. Come potrebbe mai ferirmi chiunque dicesse le cose che tu dici a me?Non ho mai avuto qualcuno prima che mi dicesse le meravigliose e bellissime cose che tu mi dici. Mi riduci in lacrime. Lacrime di gioia ovviamente perché semplicemente sai cosa dire, mi capisci.”

“Sì. C’è una connessione ed è profonda e piena di significato e non voglio che venga mai recisa. Combatterò fino all’ultimo respiro per rimanere legato a te. Vorrei diventare te.”

“Vedi, rieccoci, dici le cose più meravigliose.”

“Sei tu che me le tiri fuori. Se non fosse per te non so che farei.”

“Bene non hai di che preoccuparti, no? Sono tua e mi avrai sempre.”

“Dici sul serio?”

“Assolutamente.”

“Vedi sono veramente in paradiso ogni volta che ci baciamo. Non voglio ferirti o perderti mai.”

“Non accadrà. Mi avrai per sempre.”

“Lo spero, lo spero davvero.”

“Sì. Ora, niente più conversazioni su te che mi ferisci, non accadrà. Abbiamo il resto delle nostre vite per stare insieme ed essere felici. Fammi aprire un’altra bottiglia di vino, no, è il mio turno, tu stai qui. Mi stai già dietro abbastanza, lasciami fare qualcosa per te, per una volta.”

“Ok, un altro giro per favore.”

“Arrivo in un minuto. Ti amo.”

“Ti amo anch’io.”

H.G. TUDOR

The Middle Mid Range Narcissist´s Portentous Pity Play Manipulation

📰 RESPONSABILE

191003B Responsible.jpg

È ben noto che la nostra specie non ha responsabilità. Non siamo tenuti a rendere conto. Non siamo mai colpevoli. Niente è mai colpa nostra. Siamo liberi di agire come ci pare, facendo ciò che vogliamo senza preoccuparci di ripercussioni o conseguenze. La responsabilità non figura nelle nostre valutazioni. Vi è un considerevole deficit dell’equazione da parte nostra quando si tratta di assumere responsabilità. La natura aborre il vuoto e quindi, poiché creiamo un’assenza di responsabilità, questo solleva la domanda, chi ha intenzione di subentrare ad accettare la responsabilità? Chi ha intenzione di addossarsi più della loro giusta dose di responsabilità? Chi ha intenzione di colmare il divario di colpevolezza? La risposta, naturalmente è, tu e questo è un motivo significativo per cui resti incatenato a noi e, naturalmente, noi sappiamo che è così. Questo è uno dei motivi per cui scegliamo persone come te.

Come individuo empatico tu hai molte caratteristiche che ci attirano. Uno di questi tratti è avere una forte bussola morale così tu “fai la cosa giusta” e accetti la responsabilità delle tue azioni. Questo in sé è attraente per noi. Tuttavia, tu vai oltre a questo. Sei benedetto o maledetto, dipende da come la vedi, dal fatto di essere troppo responsabile. Non solo accetterai di buon grado la colpa quando è veramente colpa tua, ma accetterai anche la responsabilità al posto nostro. Questo è estremamente attraente. Come nasce questa eccessiva responsabilità?

Da un lato è qualcosa che è intrinseco a te come conseguenza di essere una persona empatica. Provi una profonda responsabilità per gli altri e lo fai perché desideri aiutare. Non credi che sia giusto sottrarsi alle responsabilità o andarsene quando qualcuno è nel bisogno. Estendi il tuo margine di responsabilità adottando la posizione secondo la quale, come essere umano rispettabile, hai la responsabilità di aiutare gli altri, assisterli e aiutarli. A ciò si aggiunge il fatto che noi ti portiamo ad essere responsabili per noi. Neghiamo la responsabilità così tu senti immediatamente il bisogno di colmare il divario – Di seguito torno sul perché tu senti quel bisogno. Inoltre, noi creiamo la tua responsabilità attraverso la nostra ripetuta proiezione e lo spostamento di colpa.

“È sempre colpa tua.”

“Mi hai fatto arrabbiare, è colpa tua.”

“Ora guarda cosa mi hai fatto fare.”

“Avresti dovuto sapere che mi avrebbe dato fastidio.”

Questa frequente proiezione e cambio di responsabilità ti condiziona ad accettare la responsabilità per ciò che abbiamo fatto o non fatto. I più consapevoli della nostra specie sanno che rinforzando questo messaggio a doppio taglio – non siamo responsabili/è colpa tua – tu accetterai che le cose stanno così. Tu sei incline a ripetute autoanalisi e pur di trovare soluzioni, mantenere la pace ed evitare quei gusci d’uovo accetterai la responsabilità al posto nostro. Un osservatore obiettivo troverà chiaramente che una nostra azione è chiaramente colpa nostra, ma tu assumerai il ruolo di responsabilità al posto nostro.

“È colpa mia, avrei dovuto saperlo.”

“È stanco, ecco perché mi urla, avrei dovuto lasciarlo riposare.”

“Avrei dovuto ricordarmi che a lui non piace il pesce.”

“Va tutto bene, ci sono abituato, non mi preoccupo perché sa essere meraviglioso con me, lo sai.”

“Lui è così e basta, raccolgo i pezzi, è quello per cui sono qui.”

Il ripetuto incoraggiamento che sei tu da incolpare, unito alla tua naturale propensione a voler accettare la responsabilità, implica che noi sappiamo che possiamo facilmente addossarti la responsabilità e che tu invariabilmente l’accetti. Questo quindi ci spiana la strada ad infliggere altre manipolazioni contro di te sulla base dell’accettazione della responsabilità e della colpa. Tu accetti di essere in colpa, così noi siamo del tutto giustificati nell’urlarti addosso, nel manifestarti atteggiamenti freddi, nell’impedirti di uscire o avere una relazione. Avere te come persona da incolpare ci fa comodo per mantenere la nostra percezione di superiorità e ci fornisce la giustificazione per punirti in modo da ricevere ulteriore carburante negativo.

Questa eccessiva responsabilità si estenderà al fare scuse al posto nostro quando siamo usciti infuriati da una riunione di famiglia. È la nostra segretaria che chiama un cliente e si scusa per noi quando siamo stati scortesi con qualcuno. È un fratello che cerca di sminuire il nostro comportamento oltraggioso e trovare qualcosa per spiegarlo senza far ricadere la colpa dove dovrebbe ricadere, ovvero su noi, Tu accetti il fatto che sei tu da incolpare e diventi il nostro portavoce quando hai a che fare con altre persone mentre vieni lasciato a difendere l’indifendibile. Non che riceverai alcun ringraziamento per tutto ciò, naturalmente.

Perché allora senti un tale bisogno di essere troppo responsabile per noi? Da dove proviene questa caratteristica? L’ho visto nella mia famiglia con mia sorella. Fin dalla tenera età sei stato sottoposto a questo comportamento incolpante quando non è mai stata effettivamente colpa tua. Questo ti fa credere che ci deve essere qualcosa di sbagliato in te e che non sei abbastanza bravo. Per compensare questo senso di inadeguatezza che è stato instillato in te molto probabilmente nella tua infanzia, cerchi di compensare eccessivamente e decidi di diventare abbastanza bravo da essere il ricettacolo di tutte le colpe, indipendentemente dalla vera colpevolezza. Sei stato convinto di meritare questo abuso, questa colpa ed è tuo dovere assumerti la responsabilità di ciò che facciamo e di ciò che non facciamo, per diventare meritevole. È più facile accettare la colpa che combatterla perché questo adempie al ruolo che è stato creato per te. Essere sempre da colpare ti ha fatto pensare di meritarlo e per far qualcosa riguardo a quello stato di cose, l’affronti accettando ancora più colpa per raggiungere un accordo con ciò che tu consideri il tuo ruolo.

Noi sappiamo che tu devi sentirti responsabile. È un caposaldo centrale della costituzione dell’empatico e noi la sfrutteremo incolpandoti sempre, trasferendo responsabilità su di te e allontanandoci dalla responsabilità. Non ti loderemo per un tale atto altruistico di assunzione di responsabilità, ma piuttosto coglieremo l’opportunità di usarlo per giustificare il nostro successivo comportamento nei tuoi confronti. Tu sei in colpa. Quindi meriti di essere punito. Tu lo accetti e la ripetuta messa in atto di questo serve solo a rafforzare ed estendere il tuo senso di essere responsabile per noi.

È come se a scuola ti venissero dati sei grossi colpi con una bacchetta per qualcosa che non hai fatto e poi tu chiedessi,

“Per favore, signore, posso averne ancora?”

H.G. TUDOR

Responsible