📑 SOLO UNA VOLTA. MA È ABBASTANZA

 

191122H Just The Once. But It Is Enough.jpgRicordi quando volevi svegliarti, raggiungere il tuo cellulare e trovare quel messaggio amorevole ed edificante che ti avevo mandato? Mi sono sempre alzato prima di te e mi sono assicurato che ti venisse recapitato un delizioso messaggio allettante pronto per quando ti saresti svegliata. Come una tazza di tè al mattino, sul tuo comodino, era quel piccolo gesto che ti faceva sentire speciale. Ti diceva che la prima cosa a cui pensavo quando mi svegliavo eri tu. Questo messaggio di amore, desiderio, passione ed eccitazione ti avrebbe fornito il primo fermento della giornata, un delizioso ricordo di quanto sono speciale e di quanto siamo meravigliosi insieme. Il primo messaggio della valanga che sarebbe seguita nel corso della giornata, decine di piccoli regali incartati che apri mentre sorridi, ridi e ti sciogli. Allora non sapevi che questi messaggi erano stati riciclati da quella venuta prima di te e sarebbero stati usati di nuovo per la tua sostituta. Allora non sapevi che altre due persone stavano ricevendo questi messaggi come prima cosa al mattino.

Ora non c’è niente. Non c’è la suoneria di quel messaggio del primo mattino. Non c’è la luce lampeggiante che ti indica che il messaggio aspetta di essere aperto. C’è il silenzio. Mentre i tuoi occhi si aprono, il condizionamento che ho causato ti fa immediatamente ricordare come eri solita sentirti quando arrivava quel messaggio. Dove una volta ti svegliavi con l’eccitazione nello stomaco ora c’è solo la fitta acuta del dolore, poiché sai che non c’è nulla che ti aspetta. Capisci che è così che dev’essere, la necessità di stare lontana da me, ma fa male. Fa male così tanto e per quanto tempo questo dolore resterà con te? Andrà mai via? Quei mesi di messaggi quotidiani mattutini hanno impresso dentro di te uno schema e una smania e non importa quanto duramente ci provi il primo pensiero della tua giornata è sempre:

“Quattro mesi fa mi stava ancora mandando quei messaggi meravigliosi.” Il mese scorso la frase era la stessa, solo che iniziava con tre. Ti giri sulla schiena e anche se sai che non dovresti, non puoi fare a meno di lasciarmi entrare ancora di più nella tua mente ricordando quelle mattine in cui siamo arrivati in ritardo al lavoro per fare l’amore in modo appassionato. Quella veloce sfrecciata in bagno e poi di nuovo nel letto dove io ti stavo aspettando. Ti volti e guardi il cuscino vuoto e tutte quelle sensazioni dolci-amare fin troppo familiari ti travolgono. Sai che non dovresti farlo. Sai che ora dovresti cercare rifugio tra i fantasmi di quello che una volta è stato, ma questo fa diminuire il dolore, solo per un po’ ed è solo un ricordo, non è vero? Pensare a me solo una volta non può fare alcun male vero? Solo una volta. Fai un sorriso contorto a quella frase che è diventata per te una specie di mantra quotidiano mentre combatti per sfuggire alle tossine che ho lasciato dentro di te, l’eredità della mia, oh, così efficace seduzione e avvelenamento di te. Solo una volta controlli i miei tweet, chi mi sta seguendo e chi sto seguendo. Solo una volta hai parcheggiato vicino a dove abitavo e guardato accasciata al posto di guida per vedere chi potrebbe apparire alla mia porta. Solo una volta hai mandato un’amica a osservarmi ad un evento a cui sapevi che sarei stato presente perché ti riportasse ciò che aveva visto. Solo una volta rileggi le e-mail che ti ho mandato. Era solo una volta per tutte queste cose e di più, beh una volta alla settimana, poi una volta al giorno, ma io non so cosa stai facendo vero, quindi dov’è il danno? Solo una volta ritorni sul mio profilo Facebook, lo scandagli, cercando indizi come un disperato detective intento a rintracciare il prolifico killer. Controlli dove ho messo mi piace, una foto qui, un commento lì, alcuni meme sulle relazioni che potrebbero essere una frecciata per te ma non ne sei sicura. Qualsiasi traccia di te è stata cancellata dal mio profilo, sono spariti i messaggi, i commenti e le foto. Qualcun altra è lì adesso, anche se c’è qualche ambiguità. Una donna dai capelli rossi appare in diverse foto, mentre ride insieme a me. Ne vedi una in cui le sue braccia circondano le mie spalle e senti la gelosia bruciante e la rabbia e maledici sia te stessa che me per questa sensazione. Getti il tablet da una parte, borbottando sottovoce, solo un’occhiata che ti ha rovinato la giornata prima che sia iniziata e prometti di non guardare più. Ma lo farai. Solo un’occhiata. Un viaggio attraverso il carosello di immagini, controllando le dita per vedere se vi sono spuntati anelli, sia mie (sarebbe terribile vedere quegli anelli sul mio anulare, cosa che ti ho sempre negato) che delle donne con cui poso (ti fa sentire un tantino meglio se indossano un anello, il che significa che non staranno con me, vero?)

Scorri i miei post su Twitter e ritorni al profilo del mio sito web di lavoro, a leggere la biografia che conosci a memoria. Le tue dita si posano sulla mia immagine del profilo mentre vedi di nuovo la cravatta che mi hai comprato per quel particolare servizio fotografico. Alcuni giorni desideri che venga aggiornata e poi altri giorni questo aspetto ti fa percepire che forse non ti odio, come potrei se permetto ancora a questa immagine di rimanere? Cerchi di non pensare a me ma in qualche modo la tua mente si aggira lì di sua spontanea volontà, serpeggiando attraverso i mille ricordi che sorgono ogni giorno. Forse resterai per un po’ in mezzo ad essi, solo un minuto di ricordo. Nel fine settimana andavi nella stradina del bosco lungo cui eravamo soliti passeggiare durante le assolate mattine di settembre. Nessun altro è mai stato lì. Solo tu ed io. Hai camminato di nuovo in quella stradina, era l’unica volta in cui avevi bisogno di farlo, di conversare con il fantasma della mia presenza e intanto ti ritrovavi a parlare a voce alta con me come se stessi camminando ancora accanto a te, tenendoti la mano. Doveva essere solo una volta ma sei tornata tre volte da allora, giurando ogni volta che questa volta è quella in cui esorcizzerai quegli spettri.

Cosa sto facendo adesso? Senza dubbio mi sto preparando per andare al lavoro, magari facendo la doccia e cantando come facevo una volta nella doccia che facevamo insieme. Sto con qualcuno? Qualcuno sta preparando la colazione per me o si adagia sul letto aspettando che io torni in camera da letto avvolto da un asciugamano? Sembra che sia passato tanto tempo da quando hai avuto mie notizie e così tante cose restano senza risposta, non dette e irrisolte. Come reagirei se tu mi chiamassi? Non puoi costringerti a cancellare il mio numero, nel caso in cui ci fosse quell’ultima conversazione da poter realizzare e mettere a posto così tanti problemi, uccidere tanti demoni e chiudere così tante porte. Che di sicuro sarebbe tutto ciò che serve? Solo una conversazione. Mantienilo come il business, mantieni le tue emozioni sotto controllo ma solo per ottenere delle risposte in modo da poter andare avanti. Sicuramente questo ti è dovuto? Ti chiedi se risponderei qualora tu mi chiamassi? Come reagirei se vedessi il tuo numero sul display? Dubiti che ti abbia bloccato, perché dovrei farlo? Le tue dita giocano con il tuo telefono, devi sapere, solo una volta, solo per far sparire il dolore. Trovi il mio nome. Vuoi sentire di nuovo la mia voce, parlare, nulla di più, ma ti senti ansiosa e la trepidazione serpeggia su di te. Hai bisogno di sapere. Hai bisogno di risposte. Che ne dici di chiamarmi e interrompere prima che io risponda per vedere se richiamo? Sì, è una buona idea, che dimostrerebbe che voglio parlarti, senza la paura di vedere che ti riattacco. È così. Mi telefonerai di nuovo dopo questi mesi di nulla e lascerai che suoni, allora questa agonia sempre presente potrà essere alleviata. Le domande potranno avere una risposta quando ti richiamo. Non ti scioglierai di nuovo tra le mie braccia. No, resisterai a quei dolci incantesimi perché sai cosa c’è dietro di essi. Ti sei guadagnata le stellette in questo senso ma devi avere questa conversazione, per te stessa. Devi sapere che ti parlerò. Un messaggio non è abbastanza immediato. Potrei non vederlo per un po’ di tempo o ritardare nel rispondere, ma una chiamata persa, che porta un potenziale per urgenza e immediatezza e sono obbligato a rispondere vero? Mi chiamerai. Chiamerai e lascerai suonare. Solo una volta.

H.G. TUDOR

Just The Once. But It Is Enough

📁 IL NARCISISTA MANIPOLA – È SOLO IL VENTO

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È fondamentale per il metodo con cui siamo in grado di esercitare il nostro controllo che manteniamo in te uno stato di ansia elevato. Quando ti teniamo sulla corda non sei in grado di funzionare correttamente. Non sei nella posizione di sfidare ciò che facciamo, nella tua stessa mente o confrontandoti con noi. Ti vogliamo sui carboni ardenti e che tu ti senta incerto. Un metodo con cui di solito raggiungo questo è l’uso di rumori improvvisi. Scelgo un momento in cui l’altra persona è seduta in silenzio, forse a leggere un libro o a guardare la televisione. La casa è silenziosa e vedo che sei rilassata. Uscirò dalla stanza e forse andrò di sopra dove batterò un paio di porte o pesterò sul pavimento e poi tornerò dove sei.

“Cos’è stato quel botto?” Chiedi mentre io entro di nuovo nella stanza.

“Un botto?” Rispondo con uno sguardo interrogativo sul viso.

“Sì, c’è stato un forte botto che veniva dal piano di sopra, non l’hai sentito?”

Scuoto la testa e ti osservo mentre aggrotti le sopracciglia.

“Sono sicura di averlo sentito, come qualcosa che colpisce il pavimento.”

Scuoto di nuovo la testa.

“No, ero proprio in cucina ma non ho sentito niente.”

Mi siedo e osservo mentre ti alzi per esplorare e per cercare di scoprire quale sia stata la fonte del rumore. Non troverai alcuna prova che ti possa aiutare nella tua ricerca perché ho pestato sul pavimento sopra al soggiorno tre volte. Non c’è nulla di rotto o danneggiato che possa darti qualche indizio su cosa è successo. Ritorni al tuo posto perplessa da questo rumore e riprendi il compito in cui eri impegnata. Durante il giorno produco intermittenti rumori improvvisi, forti e progettati per farti saltare. Sbatto alcune porte, sbatto sul pavimento quando sono di sopra e faccio sbattere le finestre quando le chiudo. Ogni volta io nego di aver sentito il rumore mentre tu ti aggiri per casa cercando di scoprire quale sia stata la fonte del rumore improvviso. Vedo che ti sta arrivando. Stai gironzolando intorno, scrutando la casa in modo serio, come se ti aspettassi che un intruso si fermasse lì a sbattere due pezzi di legno. Continui a chiedermi se ho sentito qualcosa. Ad ogni occasione lo nego. Non permetto mai che tu mi becchi a provocare il rumore e ogni volta mi sforzo di non ridere mentre continui a chiedermi se ho sentito il rumore. Mi chiedi se siano i vicini, ma sottolineo che sono fuori casa per il weekend. Continuo con questa campagna durante la notte, scivolo dal letto e faccio rovesciare qualcosa così ti svegli di soprassalto. A volte mi sveglio e urlo ad alta voce e poi faccio finta di dormire mentre tu mi afferri, spaventata dal rumore improvviso. Ogni volta fingo di ignorare e poi comincio a dimostrare irritazione nei tuoi confronti perché continui a svegliarmi e a disturbare il mio sonno. Il giorno dopo sembri stare malissimo. Hai dormito a malapena, lasciata sulla corda da questi rumori intermittenti che assumono ancora più nitidezza ed effetto nel cuore della notte. Continuo a causare questi colpi e schianti improvvisi e nego sempre di sentirli. Sottolineo che devi sentire cose e il fatto che sembri esausta mostra che devi avere una specie di crisi psicotica. Continui a chiedermi come posso non aver sentito nulla, ma ogni volta io scuoto la testa e nego di sentire questi rumori. Faccio finta di dimostrare che mi preoccupo di te tenendoti e suggerendoti che potrebbe essere qualcosa fuori o che è stato solo il vento mentre soffiava oltre la casa, a sbattere una finestra o a colpire il bussolo della spazzatura fuori. Questo ti porta ad andare alla finestra e fissare il bussolo che non si è spostato. Non accetti queste spiegazioni naturali, così io comincio a suggerire che è dovuto al fatto che sei stanca e forse dovresti prenderti un po’ di tempo libero ma non sarai d’accordo.

“Forse abbiamo un fantasma?” Suggerisco e osservo il colorito sparire dalla tua faccia a questa insinuazione. Poi passo a fare un rumore davanti a te.

“Eri tu,” dichiari mentre salti sulla sedia.

“Lo so, stavo solo controllando che il tuo udito funzionasse correttamente. Ovviamente funziona.”

“Ma io continuo a sentire dei rumori e tu no?” Protesti con uno sguardo sconcertato.

“Lo so, continui a dirlo, forse dovresti andare dal dottore?”

Ti senti uno straccio e prosciugata, quindi accetti. Ti accompagno, adempiendo all’obbligo di prendermi cura di un partner mentre mi siedo e ti ascolto mentre spieghi al dottore cosa sta succedendo. Confermo che senti le cose e il dottore si chiede se sei affetta da depressione e suggerisce di monitorare la situazione. Chiedi qualcosa che ti aiuti a dormire e io concordo con il suggerimento. Viene tutto annotato nella tua cartella e fornisce prove che posso trasmettere ad altre persone per costruire questo quadro che c’è qualcosa di seriamente sbagliato in te, che sei soggetta a immaginare cose, tutto utile per creare l’immagine che stai perdendo la testa. Continuo con il comportamento, creando sbattimenti, colpi e schianti durante il giorno e di notte fino a quando non torni dai dottori che chiedono di darti altre medicine con il mio consenso, mentre io annuisco vicino a te. A poco a poco la tua salute mentale viene erosa da questa campagna di tormento e tu ti appoggi a me per tutto il tempo, grata per il mio sostegno e ignara del fatto che sono io la fonte della tua ansia. Io cerco di darti conforto, offrendo spiegazioni che provengono da una causa naturale mentre continuo a dare un’occhiata a te che sei pazza, completamente pazza.

“È solo il vento”, ti dico ancora, ma tu guardi fuori dalla finestra e vedi che i rami non si muovono mentre sprofondi su una sedia tenendoti la testa tra le mani.

H.G. TUDOR

The Narcissist Manipulates – It’s Only The Wind

📰 È DA SOLO ORA?

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Sei stata scaricata o forse hai avuto successo e sei scappata dalle nostre grinfie. Non puoi fare a meno di domandarti lo stesso cosa stiamo facendo, specialmente se ti abbiamo scaricato. I pensieri corrono continuamente nella tua mente. Cosa sta facendo? Mi sta pensando? Dove è stato oggi? Perché non si fa sentire? Perché ha fatto così? Cosa ho fatto di sbagliato? Mille e una domande che ruotano intorno alla tua mente. È sempre il caso di quando sei stata scaricata e perfino quando hai messo in atto la fuga le domande arrivano lo stesso molte e velocemente perché così tanto è rimasto inspiegato e privo di risposte. Inoltre, in quanto soggetto empatico non puoi fare a meno di chiederti cosa stiamo facendo, cosa stiamo pensando e come ci sentiamo. È una risposta automatica per qualcuno come te ed è parte del motivo per cui rimani suscettibile ad un riaggancio. Qualche volta potresti domandarti come stiamo o come ce la caviamo. Potresti sperare che siamo infelici e rimpiangiamo di averti perduta. Ti impegni in attività di stalkeraggio sui social, passi con la macchina davanti a dove lavoriamo, chiedi agli amici cosa stiamo facendo e proverai a contattarci direttamente per stabilire cosa è successo (dove c’è stato uno scarto). Che tu sia fuggita o sia stata scaricata ci sono molte domande scottanti nella tua testa e una di queste è; sta con qualcun’altra ora? Curiosi un po’ e fai qualche investigazione e la risposta sembra essere, sì, è da solo. Non c’è alcun segno di una compagna. Non c’è menzione di una nuova fidanzata o partner e non siamo stati beccati con nessun’altra quando siamo stati visti in città. Sembriamo essere soli. Cosa significa questo?

Se questa situazione si manifesta con il Narcisista Inferiore, si deve considerare la condizione in cui c’è stata la fuga e quella in cui è avvenuto lo scarto. Questi fattori si applicano a due scenari in gioco. Il primo è che il narcisista sarà impegnato nel Rimbalzare. Prima di tutto far fronte al Rimbalzo che segue la tua fuga.

Avrà una nuova fonte primaria ma non la vedrà come fidanzata. Con tutta probabilità sarà un’amica del cerchio interno o esterno di amicizie dell’Inferiore. È probabile specialmente nel caso della tua fuga. Senza tempo disponibile per posizionare un rimpiazzo che è stato coltivato, l’Inferiore sarà scoppiato e poi avrà ricercato la fonte di carburante più vicina. Il modo più facile di farlo per lui, invece di spendere energie seducendo qualcuno nuovo e relativamente sconosciuto o perfino sconosciuto, sarebbe promuovere questa fonte secondaria a primaria. Questa sarà di “conforto” all’Inferiore dopo questo tuo orribile e terribile comportamento. L’Inferiore però non renderà noto che ha una nuova fonte primaria perché vuole mungere solidarietà dagli spettatori ed anche utilizzare questa simpatia per aver modo di spostarsi su un’altra amica che gli offrirà “conforto”. Rapidamente si muoverà tra questi due (forse tre) dispositivi. Un weekend la prima persona sarà la sua fonte primaria ma non si riferirà ad essa come fidanzata o cose simili. Pochi giorni dopo si muoverà su un’altra differente. Non ha problemi nel farlo. Non rende conto a nessuno. Non ha bisogno di annunciare la relazione dato che stare zitto gli concede più opportunità di carburante.

Nei termini di Rimbalzare quando c’è stato uno scarto, accade quando l’Inferiore non è completamente soddisfatto come vorrebbe della fonte primaria che stava coltivando e che è stata incastrata. Potresti essere stata scaricata perché non fornivi carburante e questo fallimento è drammatico ed ha avuto luogo prima che il tuo rimpiazzo fosse propriamente inserito. Di conseguenza, l’Inferiore limiterà i danni passando tra due fonti primarie potenziali, alternandosi tra loro finché decide quale sia la migliore e quale è incastrata. Allora farà l’annuncio, ma fino a quel punto sembra essere solo.

Il secondo scenario riguarda il “tutto in famiglia”. Questo spesso è applicabile al Narcisista Inferiore del tipo Vittima. Se sei fuggita dall’Inferiore, potrebbe promuovere un membro della famiglia come fonte primaria invece di promuovere un’amica del cerchio interno a partner intima. Si rivolge a sua madre o a sua sorella, lamentandosi della sua sfortuna e di quanto orribilmente sia stato trattato. Potrebbe tornare nella casa d’infanzia dove ottiene il suo carburante, tutto carburante solidale materno. Quindi sembra non avere partner perché non ce n’è. Perfino se c’è stato lo scarto, l’Inferiore potrebbe decidere di “fare tutto in famiglia” recitando le proprie pene mentre silenziosamente continua a coltivare una fonte primaria possibile.

Con il Narcisista di Medio-Rango quando sembra non avere partner e sembra essere da solo, non è così. Avrà una nuova partner come fonte primaria ma non vuole che tu sappia di lei. Non ancora. Questo è applicabile sia nel caso dello scarto che della fuga. Il Medio-Rango, essendo il più passivo-aggressivo delle tre scuole di narcisisti potrebbe non aver incastrato la sua fonte primaria futura con la sicurezza a cui aspirerebbe (specialmente se sei scappata) e quindi mancando dell’aggressività grezza dell’Inferiore e della sicurezza spavalda del Superiore, continua a mantenere un basso profilo finché non è sicuro che sia un legame di successo. Non vuole che tu sappia di questa fonte primaria per paura che tu possa interferire e rovinare questa fonte di carburante di cui ha tanto bisogno. Solo quando è certo che il legame sia assicurato allora si impegnerà nel “Bollettino Relazionale” e affini.

Passando al Narcisista Superiore. Di tutte le scuole di narcisismo, il Superiore è in grado di funzionare più a lungo senza una fonte primaria rispetto all’Inferiore e al Medio-Rango. Questo perché ha numerose fonti secondarie alle quali può rivolgersi. Quindi il suo esteso cerchio di amicizie, i leali Luogotenenti, una famiglia affezionata e ammiratrici che si scontrano per essere scelte come nuova fonte primaria lo riforniranno di abbastanza carburante per permettergli di funzionare. Non sarà al meglio della forma e preferirebbe di molto avere una fonte primaria operativa, ma se sei fuggita e hai spinto il Narcisista Superiore in Modalità Caos, lavorerà dietro le quinte per assicurarsi la fonte primaria ma è soddisfatto di mostrare che “non ha bisogno di nessuno” nel frattempo. Sebbene la realtà è che farà tanto clamore per trovare una nuova fonte primaria, non vuole che tu lo pensi. Vuole che tu pensi che rimanga freddo, auto-sufficiente e che non si fionderà verso chiunque ci stia. Può scegliere di meglio. Ha degli standard. Questa è l’apparenza che lui desidera proiettare e in un certo grado è vera, ma non può rimanere schizzinoso a lungo, la domanda di carburante è sempre presente e quelle fonti secondarie non lo sosterranno per molto.

La conclusione è che la fonte primaria è sempre necessaria per l’Inferiore e il Medio-Rango, più o meno immediatamente in seguito a fuga o scarto, per via della domanda di carburante. È solo apparenza il motivo per cui l’Inferiore o il Medio-Rango sembrano single (salvo quando fanno “tutto in famiglia”). Il Superiore ha presto necessità di una fonte primaria, ma può resistere più a lungo senza di essa e si divertirà nel dimostrartelo dicendo “non ho bisogno di te o di nessuno in realtà, sono un uomo indipendente”. È ovviamente una finzione. Il Superiore ha altrettanto bisogno di una fonte primaria, è solo fortunato perché per via della sua grandiosità, del magnetismo e del fascino ha molte più fonti secondarie a cui rivolgersi.

H.G. TUDOR

Is He Alone Now?

📑 SOLO PER UNA VOLTA

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Ricordi quando volevi svegliarti, raggiungere il tuo cellulare e trovare quel messaggio amorevole ed edificante che ti avevo mandato? Mi sono sempre alzato prima di te e mi sono assicurato che ti venisse recapitato un delizioso messaggio allettante pronto per quando ti saresti svegliata. Come una tazza di tè al mattino, sul tuo comodino, era quel piccolo gesto che ti faceva sentire speciale. Ti diceva che la prima cosa a cui pensavo quando mi svegliavo eri tu. Questo messaggio di amore, desiderio, passione ed eccitazione ti avrebbe fornito il primo fermento della giornata, un delizioso ricordo di quanto sono speciale e di quanto siamo meravigliosi insieme. Il primo messaggio della valanga che sarebbe seguita nel corso della giornata, decine di piccoli regali incartati che apri mentre sorridi, ridi e ti sciogli. Allora non sapevi che questi messaggi erano stati riciclati da quella venuta prima di te e sarebbero stati usati di nuovo per la tua sostituta. Allora non sapevi che altre due persone stavano ricevendo questi messaggi come prima cosa al mattino.

Ora non c’è niente. Non c’è la suoneria di quel messaggio del primo mattino. Non c’è la luce lampeggiante che ti indica che il messaggio aspetta di essere aperto. C’è il silenzio. Mentre i tuoi occhi si aprono, il condizionamento che ho causato ti fa immediatamente ricordare come eri solita sentirti quando arrivava quel messaggio. Dove una volta ti svegliavi con l’eccitazione nello stomaco ora c’è solo la fitta acuta del dolore, poiché sai che non c’è nulla che ti aspetta. Capisci che è così che dev’essere, la necessità di stare lontana da me, ma fa male. Fa male così tanto e per quanto tempo questo dolore resterà con te? Andrà mai via? Quei mesi di messaggi quotidiani mattutini hanno impresso dentro di te uno schema e una smania e non importa quanto duramente ci provi il primo pensiero della tua giornata è sempre:

“Quattro mesi fa mi stava ancora mandando quei messaggi meravigliosi.” Il mese scorso la frase era la stessa, solo che iniziava con tre. Ti giri sulla schiena e anche se sai che non dovresti, non puoi fare a meno di lasciarmi entrare ancora di più nella tua mente ricordando quelle mattine in cui siamo arrivati in ritardo al lavoro per fare l’amore in modo appassionato. Quella veloce sfrecciata in bagno e poi di nuovo nel letto dove io ti stavo aspettando. Ti volti e guardi il cuscino vuoto e tutte quelle sensazioni dolci-amare fin troppo familiari ti travolgono. Sai che non dovresti farlo. Sai che ora dovresti cercare rifugio tra i fantasmi di quello che una volta è stato, ma questo fa diminuire il dolore, solo per un po’ ed è solo un ricordo, non è vero? Pensare a me solo una volta non può fare alcun male vero? Solo una volta. Fai un sorriso contorto a quella frase che è diventata per te una specie di mantra quotidiano mentre combatti per sfuggire alle tossine che ho lasciato dentro di te, l’eredità della mia, oh, così efficace seduzione e avvelenamento di te. Solo una volta controlli i miei tweet, chi mi sta seguendo e chi sto seguendo. Solo una volta hai parcheggiato vicino a dove abitavo e guardato accasciata al posto di guida per vedere chi potrebbe apparire alla mia porta. Solo una volta hai mandato un’amica a osservarmi ad un evento a cui sapevi che sarei stato presente perché ti riportasse ciò che aveva visto. Solo una volta rileggi le e-mail che ti ho mandato. Era solo una volta per tutte queste cose e di più, beh una volta alla settimana, poi una volta al giorno, ma io non so cosa stai facendo vero, quindi dov’è il danno? Solo una volta ritorni sul mio profilo Facebook, lo scandagli, cercando indizi come un disperato detective intento a rintracciare il prolifico killer. Controlli dove ho messo mi piace, una foto qui, un commento lì, alcuni meme sulle relazioni che potrebbero essere una frecciata per te ma non ne sei sicura. Qualsiasi traccia di te è stata cancellata dal mio profilo, sono spariti i messaggi, i commenti e le foto. Qualcun altra è lì adesso, anche se c’è qualche ambiguità. Una donna dai capelli rossi appare in diverse foto, mentre ride insieme a me. Ne vedi una in cui le sue braccia circondano le mie spalle e senti la gelosia bruciante e la rabbia e maledici sia te stessa che me per questa sensazione. Getti il tablet da una parte, borbottando sottovoce, solo un’occhiata che ti ha rovinato la giornata prima che sia iniziata e prometti di non guardare più. Ma lo farai. Solo un’occhiata. Un viaggio attraverso il carosello di immagini, controllando le dita per vedere se vi sono spuntati anelli, sia mie (sarebbe terribile vedere quegli anelli sul mio anulare, cosa che ti ho sempre negato) che delle donne con cui poso (ti fa sentire un tantino meglio se indossano un anello, il che significa che non staranno con me, vero?)

Scorri i miei post su Twitter e ritorni al profilo del mio sito web di lavoro, a leggere la biografia che conosci a memoria. Le tue dita si posano sulla mia immagine del profilo mentre vedi di nuovo la cravatta che mi hai comprato per quel particolare servizio fotografico. Alcuni giorni desideri che venga aggiornata e poi altri giorni questo aspetto ti fa percepire che forse non ti odio, come potrei se permetto ancora a questa immagine di rimanere? Cerchi di non pensare a me ma in qualche modo la tua mente si aggira lì di sua spontanea volontà, serpeggiando attraverso i mille ricordi che sorgono ogni giorno. Forse resterai per un po’ in mezzo ad essi, solo un minuto di ricordo. Nel fine settimana andavi nella stradina del bosco lungo cui eravamo soliti passeggiare durante le assolate mattine di settembre. Nessun altro è mai stato lì. Solo tu ed io. Hai camminato di nuovo in quella stradina, era l’unica volta in cui avevi bisogno di farlo, di conversare con il fantasma della mia presenza e intanto ti ritrovavi a parlare a voce alta con me come se stessi camminando ancora accanto a te, tenendoti la mano. Doveva essere solo una volta ma sei tornata tre volte da allora, giurando ogni volta che questa volta è quella in cui esorcizzerai quegli spettri.

Cosa sto facendo adesso? Senza dubbio mi sto preparando per andare al lavoro, magari facendo la doccia e cantando come facevo una volta nella doccia che facevamo insieme. Sto con qualcuno? Qualcuno sta preparando la colazione per me o si adagia sul letto aspettando che io torni in camera da letto avvolto da un asciugamano? Sembra che sia passato tanto tempo da quando hai avuto mie notizie e così tante cose restano senza risposta, non dette e irrisolte. Come reagirei se tu mi chiamassi? Non puoi costringerti a cancellare il mio numero, nel caso in cui ci fosse quell’ultima conversazione da poter realizzare e mettere a posto così tanti problemi, uccidere tanti demoni e chiudere così tante porte. Che di sicuro sarebbe tutto ciò che serve? Solo una conversazione. Mantienilo come il business, mantieni le tue emozioni sotto controllo ma solo per ottenere delle risposte in modo da poter andare avanti. Sicuramente questo ti è dovuto? Ti chiedi se risponderei qualora tu mi chiamassi? Come reagirei se vedessi il tuo numero sul display? Dubiti che ti abbia bloccato, perché dovrei farlo? Le tue dita giocano con il tuo telefono, devi sapere, solo una volta, solo per far sparire il dolore. Trovi il mio nome. Vuoi sentire di nuovo la mia voce, parlare, nulla di più, ma ti senti ansiosa e la trepidazione serpeggia su di te. Hai bisogno di sapere. Hai bisogno di risposte. Che ne dici di chiamarmi e interrompere prima che io risponda per vedere se richiamo? Sì, è una buona idea, che dimostrerebbe che voglio parlarti, senza la paura di vedere che ti riattacco. È così. Mi telefonerai di nuovo dopo questi mesi di nulla e lascerai che suoni, allora questa agonia sempre presente potrà essere alleviata. Le domande potranno avere una risposta quando ti richiamo. Non ti scioglierai di nuovo tra le mie braccia. No, resisterai a quei dolci incantesimi perché sai cosa c’è dietro di essi. Ti sei guadagnata le stellette in questo senso ma devi avere questa conversazione, per te stessa. Devi sapere che ti parlerò. Un messaggio non è abbastanza immediato. Potrei non vederlo per un po’ di tempo o ritardare nel rispondere, ma una chiamata persa, che porta un potenziale per urgenza e immediatezza e sono obbligato a rispondere vero? Mi chiamerai. Chiamerai e lascerai suonare. Solo per una volta.

H.G. TUDOR

Just The One Time…

📰 LASCIAMI IN PACE

80573025_502430543957712_2974099358800150528_n.jpgQuesta è una frequente e lamentosa richiesta da parte di quelle che sono state prese nella mia rete. Ce ne sono alcune che non realizzano mai cosa significa essere diventate un obiettivo per la mia specie. Noi non ti lasceremo mai e non ti lasceremo mai in pace. Tu sei sempre qui e disponibile per noi per estrarre un po’ di energia. Naturalmente ti scaricheremo ma questo non è mai un addio. Ti lasciamo da parte solo per riprenderti successivamente. Noi non vogliamo davvero liberarci di te. È puramente un mezzo per assicurarci di strapazzarti ancora ed estrarre da te qualche goccia di carburante in più dal tuo malridotto e inaridito essere. Se non fai nessun tentativo di lasciare, attaccheremo quel metaforico pezzo di elastico facendoti rimbalzare su e giù. Quanto andrà avanti questo spingere e tirare? Fino alla morte. Tu mi servirai sempre per qualcosa. Rimarrai attaccata e sarai usata e abusata fino a quando non muori o lo farò io e io non conto di considerarlo per lungo tempo.

E se provi a sfuggirmi? Bene, i narcisisti minori anche conosciuti con l’ossimoro di narcisisti benigni, cercheranno di riportati indietro ma se tu ti dimostri sufficientemente determinata, lui o lei cercheranno un obiettivo più semplice. La realtà è che ci sono così tante persone che trasudano empatia, che potrebbero avere un bersaglio dipinto sulla schiena. Noi troviamo sempre energia fresca e senza molto sforzo. Qualche volta penso che ti attraiamo senza dover fare nulla. So quanto siamo abili ad annusare la tua amorevole empatia, ma ho iniziato a domandarmi se le persone super empatiche non abbiano qualche capacità di trovarci. Il loro desiderio di aggiustare e riparare le fa sentire a casa nei nostri modi rotti e distorti così inavvertitamente sono attirate sotto il nostro sguardo. I narcisisti minori proveranno a riportarti indietro ma alla fine ti lasceranno in pace. Potrebbe volerci qualche mese ma tu potrai sfuggire dalle loro grinfie. Attenzione comunque, se nel futuro volerai troppo vicino ti spareremo un filo e ti intrappoleremo di nuovo. Non fare l’errore di pensare che dimenticheremo quanto tu sia utile per noi. Non dimentichiamo e tu dovrai partecipare ad un evento dove ci saremo anche noi o deciderai per qualche forma di fuorviata simpatia di mandarci un messaggio per chiederci come stiamo e allora torneremo immediatamente.

Questo è l’approccio del narcisista minore ma che dire della mia razza, il narcisista maligno. Ti lasceremo mai in pace?

Mai.

H.G. TUDOR

Leave Me Alone