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📑 SEI DISTRUTTORI DELL’ANIMA SILENZIOSI

L’uso e l’imposizione del silenzio sono due delle armi più potenti nel nostro arsenale violento. Il silenzio è facile da somministrare e terribilmente efficace nel garantire i nostri obiettivi di obbedienza, controllo e carburante.

1. Il mio silenzio è sempre significativo

Tu puoi sederti e stare zitto perché non hai bisogno di dire nulla. Puoi restare in silenzio perché stai ascoltando qualcun altro o ti stai semplicemente godendo il silenzio. Noi non permettiamo che il silenzio venga usato in modo così passivo e ridondante. Il nostro silenzio è usato per esprimere disprezzo. Viene usato per attirare preoccupazione e causare angoscia dentro di te. Quando cadiamo in silenzio, quella pausa carica è un indicatore della furia che verrà scatenata contro di te. Il silenzio più lungo è l’imposizione della nostra rabbia fredda mentre vieni bandito da un trattamento silenzioso e prolungato. Quando ci sediamo in silenzio non stiamo assaporando la mancanza di rumore, stiamo pensando, pianificando e complottando, calcolando il nostro prossimo passo. I nostri silenzi sono armi, sono il nostro quartier generale delle operazioni, la nostra difesa contro la tua ferita critica nei nostri confronti. Usiamo il silenzio per ferirti, avvisarti, rimproverarti e indicarti che hai passato il segno. Ogni silenzio ha un significato, sarebbe negligente da parte nostra usarlo in qualsiasi altro modo.

2. L’assenza rende il silenzio più lungo

La messa in atto di un trattamento del silenzio assente in cui ci allontaniamo da te, invariabilmente senza alcun preavviso o indicazione, ti dà una conferma che questo trattamento del silenzio non avrà vita breve. Il bisogno di assentarci ti manda un chiaro segnale che staremo via per un po’ di tempo. È progettato per portarti a inseguirci, provare a contattarci e implorare e supplicare in modo che tu ci rifornisca di carburante. Quando imponiamo un periodo di assenza scomparendo, stiamo dimostrando quanto facilmente siamo in grado di farti uscire dalle nostre vite. Potresti pure non essere in grado di contattarci, in quel caso noi raccogliamo carburante dalla consapevolezza che questa improvvisa scomparsa ti causerà una considerevole costernazione e preoccupazione. Il trattamento del silenzio assente è anche un indicatore chiave del fatto che siamo impegnati nella seduzione di una nuova risorsa e che forniamo a questa persona il nostro falso amore e attenzione, che abbiamo tolto a voi.

3. Il gesto silenzioso

I nostri silenzi non sono sostenuti solo dal fatto che non ti parliamo o che ci assentiamo per un periodo di tempo. Noi somministriamo il silenzio attraverso i gesti. Potremmo non presentarci quando abbiamo concordato un appuntamento con te, al fine di ribadire quanto poco significhi per noi e che abbiamo diversi altri impegni più impellenti a cui attendere che cenare con te in un ristorante. Lasciandoti sola a letto, la nostra metà del letto ora vuota e fredda è anche un colpo di martello alla tua fiducia e autostima dato che preferiamo la stanza degli ospiti, il divano o il letto di un’altra piuttosto che scegliere di stare con te per la notte. La telefonata silenziosa da un numero nascosto, usata quando ti stiamo recuperando, è progettata per metterti alla prova. Siamo noi a chiamarti così tardi? Deve essere così, vero? Ma non puoi esserne sicura. Il fatto di non averti comprato un regalo per il tuo compleanno, creando un vuoto che avrebbe dovuto essere riempito spicca notevolmente e ci consente di infliggerti il massimo dolore attraverso un gesto così silenzioso.

4. La presenza silenziosa

Trattandoti in modo freddo quando a tutti gli altri ci rivolgiamo calorosamente e con entusiasmo, ti facciamo sentire completamente sola anche quando sei circondato da altre persone. Tu cerchi di comportarti come se nulla fosse successo ma sai che la gente si starà chiedendo perché non stiamo parlando con te. Ti senti arrossire per l’imbarazzo mentre provi a parlarci ancora una volta, ma ricevi in risposta solo un’occhiataccia e poi ci allontaniamo. Vuoi sfidarci ma come sempre sei tu che verrai criticato per aver fatto scena. Vuoi rimproverarci per il nostro broncio infantile ma hai imparato che non vale la pena di soffrire per le conseguenze. Ovviamente noi sappiamo tutto questo e sappiamo quanto sia forte il nostro raffreddamento quando siamo in compagnia di altri.

5. Soffri in silenzio

Non devi mai parlare di quello che succede tra te e me, con nessun altro. Semmai dovessi farlo, commetterai un atto di atroce tradimento e la tua punizione per una simile trasgressione sarà malevola e feroce. Non devi tradirmi e parlare di ciò a cui vieni sottoposta. Devi sopportare per diventare una persona migliore, una persona arrendevole e obbediente. Capisci? Io so anche che temi le ripercussioni del parlare e questo mi impone il coprifuoco. So anche che ti senti obbligata a restarmi leale a causa del periodo d’oro e di quanto ti senti in obbligo di restare a cercare di risolvere i problemi, superare questo periodo difficile e riparare ciò che in qualche modo si è rotto. Il tuo infaticabile spirito vacilla sull’orlo dell’orgoglio fuori luogo quindi non racconti storie e anzi minimizzi, nonostante ciò che ti viene fatto, al fine di arrivare a una soluzione per i nostri problemi. Non puoi riuscirci ma non lo sai ancora. Per ora devi soffrire in silenzio.

6. Io parlo, tu rimani in silenzio

Non interrompermi mai, non parlare mai sopra di me, non rubare mai il mio clamore. Quando parlo tutti ascoltano perché quello che ho da dire è intelligente, grandioso e di enorme importanza. Faresti bene ad ascoltare per migliorare te stesso, compiacermi ed evitare di farmi arrabbiare. Tu sei la mia cassa di risonanza, sei Orazio e io sono Amleto, sei un ascoltatore e in mia presenza devi parlare solo quando è richiesto per onorare i miei risultati e lodare la mia grandezza. Sei lì per esser vista ma sentita solo quando io lo ritengo necessario. Ad ogni modo chi vuole ascoltare ciò che hai da dire? Vieni invitata agli eventi solo per me. Quelli sono amici tuoi solo perché sono amici miei. Nessuno è interessato a te Nessuno. Quindi stai zitta e ascolta.

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Capire le manipolazioni Usate contro di te

America: Perché venite ingannati

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

6 Silent Soul Destroyers

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📰 IL NARCISISTA SI È DISIMPEGNATO O È UN TRATTAMENTO DEL SILENZIO?

Spesso mi sono chiesto: come si può distinguere tra essere soggetti a trattamento del silenzio o piuttosto a disimpegno (secondo il vecchio modo di dire scarto)? Ci sono chiare similitudini tra le due cose e naturalmente, sono entrambi casi che sono comuni nell’aspetto della dinamica narcisistica tra la nostra specie e la fonte primaria intima.

I trattamenti del silenzio avvengono essenzialmente in due forme. C’è il Trattamento del Silenzio Presente e il Trattamento del Silenzio Assente. Il Trattamento del Silenzio Presente si manifesta quando noi stiamo con te e ti guardiamo ma senza dire niente, o ci allontaniamo da te ogni volta che ci vieni vicino, andandocene in un’altra stanza, o semplicemente ci sediamo in poltrona a guardare la televisione e ci comportiamo come se tu non ci fossi, anche se possiamo parlare con altre persone. Anche se il Trattamento del Silenzio Presente non fa piacere a chi lo riceve, viene spesso usato perché è una manifestazione di furia fredda. Il Trattamento del Silenzio Presente viene usato da tutte e tre le scuole di narcisisti, ma è fortemente usato dai Medio-Rango come parte del loro repertorio passivo-aggressivo. Il vantaggio del Trattamento del Silenzio Presente per noi è che possiamo metterlo in atto con un piccolissimo sforzo (in questo modo si conservano energie) e anche perché, sia che tu ti trovi nella stessa stanza con noi o lì vicino noi otteniamo significativo Carburante Approssimativo dal tuo malumore, rabbia o irritazione. La durata di un Trattamento del Silenzio Presente è minore di quella di un Trattamento del Silenzio Assente. Questo perché il carburante attinto da questa pratica è buono, per cui qualsiasi offesa causata verrà risolta prima. Perciò, il Trattamento del Silenzio Presente può durare solo per mezz’ora e al massimo fino al giorno dopo, dopo che tu hai trascorso una notte da sola nel letto mentre noi dormivamo nella camera degli ospiti o sul divano.

La breve durata del Trattamento del Silenzio Presente e il fatto stesso che noi siamo nella stessa stanza o nella stessa casa con te significa che chiaramente si tratta di trattamento del silenzio e non di scarto. Infatti, il Trattamento del Silenzio Presente non sarà neanche il precursore dello scarto. Il Trattamento del Silenzio Presente ha una funzione, e una funzione sola; di estrarre carburante da te ed è molto efficace sotto questo aspetto.

Torniamo al Trattamento del Silenzio Assente. Questo avviene quando noi ci togliamo di mezzo e non sai dove siamo finiti. Possiamo esserci diretti a un locale del posto per la notte, aver prenotato un hotel, essere andati da un amico, aver lasciato la città, esser tornati presso la nostra proprietà o esserci diretti verso la Fonte Intima Secondaria Intima che ci stiamo coltivando. I componenti chiave di un Trattamento del Silenzio Assente sono i seguenti:

1. Non siamo vicini a te;

2. Non sai dove siamo andati;

3. Ti affanni a cercarci (sia perché sei preoccupata, arrabbiata, allarmata o furiosa)

4. Proverai a metterti in contatto con noi.

Il Trattamento del Silenzio Assente ci permette inizialmente di estrarre due tipi di carburante. Il primo è il Carburante di Prossimità. Anche se non siamo vicino a te, se riceviamo messaggi vocali ansiosi da te, leggiamo messaggi arrabbiati dove pretendi di sapere dove diavolo siamo finiti, amici in comune ci contattano spiegandoci che tu li hai contattati preoccupata a morte per dove siamo e/o noi ti vediamo piazzata sulla soglia di casa nostra a bussare al portone mentre noi osserviamo con un sorriso da dietro le tende, in quel caso attingiamo Carburante di Prossimità nell’ ‘aspettarci’ la tua reazione emotiva.

In secondo luogo, il sapere che ti abbiamo lasciato in uno stato di ansia o di fastidio ci fornisce il Carburante di Pensiero. Anche se non rispondiamo al telefono, non apriamo i messaggi o i vocali, il fatto che vediamo che ci stai chiamando ci fornirà anch’esso questo Carburante di Pensiero. Perciò, il Trattamento del Silenzio Assente è un metodo a basso dispendio di energia/alta efficacia per ottenere carburante da te.

Noi godiamo nel sapere che passeggi su e giù preoccupandoti di dove siamo andati, che starai chiamando tutti gli amici e i parenti per provare a rintracciarci e che ti alterni tra rabbia e preoccupazione. Noi abbiamo causato tutto questo dentro di te e ciò ci fa sentire potenti.

Inoltre c’è una terza linea di carburante per il Trattamento del Silenzio Assente. La ragione per cui noi optiamo per un Trattamento del Silenzio Assente e non per un Trattamento del Silenzio Presente è anche perché in questo modo usiamo il tempo in cui stiamo lontani da te per impiegarlo con Fonti Secondarie Non Intime (i nostri amici e familiari – molto probabilmente diffamandoti allo stesso tempo) e perciò otteniamo carburante da queste ma più spesso lo usiamo per coltivare la Fonte Secondaria Intima che abbiamo tenuto in conto per la promozione a Fonte Primaria.

L’attenzione di questa persona o di queste persone ci fornisce carburante aggiuntivo. Noi perciò veniamo rinforzati da questo triplo rifornimento di carburante. Non meravigliarti se il Trattamento del Silenzio Assente è così allettante. Noi otteniamo carburante e allo stesso tempo progrediamo nella seduzione della probabile fonte primaria, lavorando per conquistarla.

Quanto può durare un Trattamento del Silenzio Assente? Potrebbe essere un pomeriggio, può essere un mese, può essere tre mesi. Comunque, quando il periodo di tempo si allunga le persone iniziano a chiedersi se a questo punto si tratta di uno scarto. La domanda che sorge è: quando questo comportamento non è più un trattamento del silenzio e quando diventa un disimpegno?

Potrebbe essere uno scarto dopo un giorno? Una settimana? Un mese? Tre mesi? Sei mesi?

La risposta è che tu puoi avere diversi Trattamenti del Silenzio Assente che durano per questi periodi di tempo, e un’assenza di appena un giorno può essere l’inizio del disimpegno.

Se stiamo attingendo carburante da te, allora resta un trattamento del silenzio. Tieni a mente che il potere del Carburante di Pensiero durerà solo un po’ di tempo dopo di che noi avremo bisogno di un po’ di Carburante di Prossimità, il che significa che abbiamo bisogno che tu venga a bussare alla nostra porta e ci chiami al telefono. Naturalmente, dato che non stiamo interagendo con te, come puoi sapere che stiamo ancora attingendo carburante da te e non si tratta in effetti di un disimpegno? Potresti chiamarci e in realtà è uno scarto, quindi come potresti dire qual è la differenza?

Come sai, noi spesso non diciamo che la Relazione Formale è finita. Semplicemente ci disimpegniamo senza dirtelo. Se stai provando a contattarci e trovi che sei stata bloccata dai nostri numeri di cellulare, che ti abbiamo bloccato sui social network e nessuno dei tuoi amici ha idea di dove siamo, allora puoi renderti conto che non si tratta di un trattamento dei silenzio ma ci siamo disimpegnati da te.

Poiché abbiamo bisogno di carburante durante un trattamento del silenzio noi terremo aperti i canali di comunicazione ma non risponderemo. Perciò lasceremo che tu ci messaggi, ci chiami, ci lasci commenti, ci mandi messaggi tramite amici e bussi alla nostra porta. Questo ci fornisce il carburante. Se ci siamo disimpegnati da te, non abbiamo più bisogno del tuo carburante (in effetti potresti non fornircelo- vedi sotto) perché stiamo assorbendo fresco delizioso carburante positivo dalla nuova fonte primaria. Di conseguenza non abbiamo bisogno o non vogliamo avere notizie di te.

Se vieni alla nostra porta, puoi venire ignorata ma più probabilmente verrai affrontata e ti verrà detto senza mezzi termini di andartene e di lasciarci soli. Verrai intimidita dalla polizia e da ordini restrittivi oppure i nostri luogotenenti verranno ad avvisarti. Non abbiamo più bisogno del tuo carburante e non vogliamo che tu ci aleggi attorno come un cattivo odore e metta a rischio la nostra nuova armoniosa relazione con la nuova fonte primaria.

Perciò, un fattore determinante tra un trattamento del silenzio e un disimpegno è il fatto che tu abbia la possibilità di contattarci (anche se in realtà non otterrai una risposta) se puoi farlo si tratta di trattamento del silenzio. Se non puoi è un disimpegno.

Ci saranno inoltre occasioni dove l’assenza inizia come trattamento del silenzio e poi diventa un disimpegno. Questo avviene quando noi abbiamo somministrato un trattamento del silenzio per ottenere carburante, ci occupiamo della persona che stiamo seducendo e quella seduzione è stata ritenuta di successo, quindi la installiamo come fonte primaria, ci disimpegniamo da te e il blocco inizierà. Il trattamento del silenzio si trasforma in disimpegno durante il periodo di assenza.

Un ulteriore modo di determinare se questo periodo di assenza è un trattamento del silenzio o un disimpegno è considerare ciò che è successo durante il periodo di assenza. Come ho scritto in I Cinque Attivatori di Dis-Impegno ci sono cinque ragioni principali che ti portano allo scarto. Se puoi accertarti che sono successe queste cose (ammesso che non sia sempre ovvio) prima del periodo di disimpegno, avrai un’idea più chiara che ci siamo disimpegnati da te piuttosto che tu sia stata sottoposta a un trattamento del silenzio.

Quindi se

1. Ci hai abituato a te e hai ridotto in modo considerevole la tua provvista di carburante;

2. Ti sei resa conto che c’è una nuova fonte primaria;

3. Sei diventata debole e insensibile e non funzioni più;

4. Hai provocato una considerevole esposizione del nostro comportamento; oppure

5. Ci hai ferito intenzionalmente più volte con critiche prive di carburante

queste sono ragioni per cui ci disimpegniamo da te.

Per quelli che si chiedono perché io dichiaro disimpegno piuttosto che scarto, beh, la verità è che non esiste una cosa come uno scarto. Si tratta invece di un dis-impegno. Se sei la fonte primaria non siamo più interessati a te ed è come se tu avessi cessato di esistere e non avessimo (al punto del disimpegno) desiderio di interagire ancora con te (naturalmente questo atteggiamento cambierà più avanti quando attiveremo il tuo recupero nel momento in cui inizieremo la svalutazione del tuo rimpiazzo). Se sei una fonte secondaria intima, verrai messa sullo scaffale mentre ci concentriamo sulla fonte primaria o su un’altra fonte secondaria intima che riteniamo abbia una migliore prospettiva di promozione rispetto a te.

Alla fine arriviamo a bussare e perciò questo disimpegno dovrà essere considerato come un lungo periodo di silenzio dove puoi riprenderti e costruire le tue difese. Naturalmente, è più frequente il caso che tu non abbia idea del perché ce ne siamo andati e nel tuo stato emotivo e confuso non conosci la differenza tra un trattamento del silenzio o uno scarto.

Ora la conosci.

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

Has the Narcissist Disengaged Or Is It a Silent Treatment

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📰 PERCHÉ IL NARCISISTA TI VUOLE MORTO

“Giuro che ti uccido!”

“Farai meglio a farlo o sei morto!”

“Spero che tu muoia!”

“Morirai”.

È facile che tu abbia sentito queste minacce e dichiarazioni di intento da parte della nostra specie. Il brutale Narcisista Inferiore che erompe in una reazione vulcanica d’ira, che afferra un coltello da cucina e lo agita in aria contro la propria vittima, il Narcisista di Medio-Rango che si autocommisera e che in una scenata di impotenza ed odio esprime il desiderio che tu muoia o semplicemente il sorriso da rettile del Superiore con l’implicito ma non detto pronostico di ciò che potrebbe attenderti; ogni scuola ha il suo proprio modo di augurarti la morte.

Ma è solo un pensiero o è una solida volontà di vederti morto? Queste parole vengono dette più per l’effetto che per volerti uccidere, provocando un “incidente” o sperando che sopraggiunga qualche azione esterna a strapparti da queste spoglie mortali?

La posizione generale è che noi in realtà non ti vogliamo morto in senso fisico. Ci sono eccezioni degne di nota, che affronteremo più avanti, ma è raro che queste eccezioni si manifestino. Il fatto è che numerosi commentatori credono che ti vogliamo morto e la verità è che non è non è così. Questo è un altro luogo comune sulla nostra specie, che il nostro desiderio ultimo, la nostra espressione finale di vittoria su di te sia ucciderti. È sbagliatissimo ed ecco perché: –

1. Un apparecchio morto è un dispositivo inutile. Il tuo scopo è triplice per noi, che tu sia una fonte terziaria, secondaria o primaria. Tu esisti per fornirci carburante, doti caratteriali e/o benefici residui e più il dispositivo nella nostra matrice di carburante è importante, più è facile che tu provveda a tutte e tre le cose e che lo faccia in modo straordinario. Di conseguenza, se tu ci fornisci proprio le cose che vogliamo e di cui abbiamo bisogno non ha proprio senso renderti incapace di farlo. Ma, sento che chiedi, che ne è degli apparecchi che non funzionano più nel modo in cui vogliamo? Una domanda legittima.

Primo, quando tu smetti di funzionare nei termini di fornitura di carburante positivo (non ne fornisci abbastanza/ non abbastanza frequentemente / diventa stantio) noi passiamo alla svalutazione e anche se ti odiamo e ti dipingiamo di nero per la tua slealtà nel non adempiere più il tuo specifico ruolo attraverso l’offerta di carburante positivo, ha ancora un ruolo da svolgere. Diventi la fonte di carburante negativo.

Secondariamente, hai ancora un ruolo nella fornitura di doti caratteriali e benefici residui. Potresti supportarci finanziariamente, prenderti cura di noi, mandare avanti la casa, occuparti dei figli e altre cose che non solo ci apportano benefici quotidiani ma sostengono la nostra facciata così importante.

Terzo, sei necessario allo scopo di triangolazione con altri nostri apparecchi e mantieni la provvista di carburante mentre cerchiamo il tuo rimpiazzo finale.

Ora tu chiedi, cosa accade quando scegliamo di dis-impegnarci, chiaramente non abbiamo più alcun desiderio di interagire con te, perché allora non ti uccidiamo? Questo ci porta alle altre ragioni per cui scegliamo di non ucciderti.

2. Fermo restando il nostro disprezzo per le regole, la legge e i regolamenti, quelli della nostra specie che hanno un alto funzionamento sono consci delle interferenze avverse che arrivano da quei ficcanaso delle forze dell’ordine se ti uccidessimo. Portano controlli indesiderati e potenzialmente intralciano il nostro diritto di fare ciò che vogliamo e non siamo così stupidi da intraprendere un’azione che ci comprometterà palesemente.

3. Ti trattiamo come se fossi morto senza l’inconveniente di ucciderti davvero. Praticamente ti cancelliamo quando ci concentriamo sulla nuova Fonte Primaria con il nuovo periodo d’oro. Di conseguenza quando ti ignoriamo, ti rimuoviamo dai social, ti blocchiamo, non rispondiamo ai tuoi messaggi e alle chiamate, ti abbiamo “ucciso” e questo ci offre un risultato molto più soddisfacente.

4. Vieni “mantenuto in vita” per l’inevitabile recupero. Anche se quando ci siamo dis-impegnati vederti, interagire o fare qualunque cosa con te è l’ultima cosa sulla nostra lista, inconsciamente dobbiamo assicurarci quel vantaggio di mantenerti in vita in modo da poterti recuperare per il carburante (positivo o negativo) o anche di riportarti nella Relazione Formale per acquisire gli altri aspetti degli Scopi Primari. Ricorda, c’è stato un notevole investimento su di te e anche se “ti uccidiamo” facendoti uscire dalla nostra mente durante il periodo d’oro con la nuova Fonte Primaria, vorremo attingere dal nostro investimento a tempo debito. Quindi, non c’è nessun motivo per ucciderti fisicamente.

5. Ci sono metodi alternativi con cui possiamo effettivamente assassinarti senza potenziali rischi per la libertà. Gli strumenti chiave con cui lo facciamo sono i seguenti: –

a. Assassinio di Personalità – (La Paranoia dell’Assassinio di Personalità)

b. Diffamazione – (La Diffamazione Dell’Empatico)

c. Trattamento del Silenzio. (L’Assassino Sorridente) e (17 Salve Di Silenzio)

d. La Svalutazione nel suo insieme.

Quindi anche se non ti uccidiamo fisicamente, abbattiamo la tua persona, la tua reputazione, la tua autostima, il tuo senso di esistere, il tuo legame con noi e continuiamo ad attingere carburante da te, cosa che non potremmo fare se fossi fisicamente morto.

5. La Punizione. Se tu resti vivo, noi possiamo punirti. Questo afferma e mantiene il nostro senso di superiorità, permettendoci di attingere carburante e garantendoci di avvertire un senso di successo e vendetta contro di te. Implica anche che possiamo continuare a punirti, cosa che non potremmo fare se ti avessimo davvero assassinato.

6. Affermando il nostro intento o desiderio di ucciderti, questa semplice forma di minaccia comporta la capacità di ottenere carburante provocando una reazione da parte tua, ma ci permette anche di affermare la superiorità. È una semplice frase ma porta con sé un grande potere. Questo basso dispendio di energia con il massimo impatto attrae moltissimo la nostra specie e quindi ha molto più senso per noi MINACCIARE che ESEGUIRE. Sì, in quel momento vogliamo ucciderti o vederti morto perché hai fatto qualcosa che ci ha mortalmente offeso e quindi la nostra reazione nel pronunciare queste parole è totalmente in accordo con il desiderio di uccidere ma non lo facciamo realmente (e alla fine non vogliamo nemmeno farlo) perché va contro le nostre necessità fondamentali.

Quindi, per tutte queste ragioni, anche se possiamo dire che ti vogliamo morto o che vogliamo ucciderti, in realtà non lo facciamo e non lo faremo.

Quindi questa è la regola generale, però, come tutte le regole, ci sono delle eccezioni. Quali sono le eccezioni in cui il desiderio di ucciderti viene messo in atto?

1. La perdita di controllo tramite la furia innescata. Anche se l’innesco della furia può esserci potenzialmente in ogni scuola di narcisista quando entra in una frenesia dove c’è violenza fisica, è il Narcisista Inferiore che è più facile che uccida come conseguenza della perdita di controllo. Ciò non significa che tutti gli Inferiori uccideranno, ma che di tutte le scuole, quando c’è una pericolosa perdita di controllo dovuta alla furia, allora l’Inferiore vorrà uccidere, può farlo e lo fa. Il carburante che proviene dall’atto, mentre accoltella, picchia, soffoca o colpisce, sarà significativo ma non abbastanza per curare la ferita che ha fatto accendere la furia e perdere il controllo, ciò implica che l’atto omicida continui fino a che la vittima muore. A questo punto il carburante che proviene dalla vittima si blocca. Il narcisista potrebbe ottenere carburante anche dalla reazione di chi assiste ma alla fine questo scoppio di carburante se n’è andato con la scomparsa della vittima. l’Inferiore omicida potrebbe utilizzare l’episodio del suo omicidio per ottenere carburante in futuro ma al momento, ha perso il suo principale apparecchio (se ad esempio ha ucciso la Fonte Primaria) e quindi affronterà una crisi di carburante se non ottiene carburante da fonti alternative.

2. Sta andando, sta andando, è andato. Queste sono le circostanze in cui il narcisista riconosce che il principale fornitore di carburante “se ne sta andando” e quindi il carburante sta per essere perso. Non è la situazione in cui l’apparecchio sta scappando o se ne sta andando – la nostra prospettiva narcisistica secondo cui tu ci appartieni per sempre implica che la tua fuga, abbandono o partenza non sia qualcosa che accadrà perché noi ti controlliamo e ti riporteremo sotto il nostro controllo tramite un Grande Recupero Preventivo o attraverso dei Recuperi Successivi. Quindi, se qualcuno sta per scappare, trasferirsi ecc.. questo non vale. La situazione di “Sta andando, sta andando, è andato” si applica ai casi in cui il dispositivo è a rischio di morte. Ci sono due situazioni chiare in cui si verifica: ferita mortale, malattia terminale e suicidio. Nel caso della malattia terminale o della ferita mortale, il narcisista sa che la fonte di carburante non ci sarà per molto tempo e quindi “aiutare” questa persona nel suo viaggio fa presa su particolari narcisisti. Deve esserci anche un beneficio particolare associato a un’azione simile, ossia vendetta per essere stato ferito, punizione per aver recriminato sul controllo del narcisista e cose simili.

Per quanto riguarda il suicidio, se il narcisista riconosce che la vittima è allo stremo ed è prossima a terminare la propria vita e di conseguenza a deprivare (con un atto finale di sfida) il narcisista di carburante ecc., il narcisista incoraggerà questa persona a togliersi la vita e la spingerà oltre il limite. È f raro, ma si accorda con il desiderio da parte del narcisista di punire e ottenere vendetta. Questa punizione e vendetta va oltre a ciò che succede normalmente e sarebbe la conseguenza di un maggiore esposizione e/o una maggiore ferita. Quindi se un individuo è nella situazione in cui vi è un intento suicidario, il narcisista ne è consapevole e percepisce che è facile che accada, in accordo con la visione divina di sé e il bisogno di punire vendicandosi, farà pressione, farà opera di persuasione, di incoraggiamento e di manipolazione per spingere la vittima oltre il limite in modo da farle commettere suicidio.

3. Malevolenza. Un Narcisista Superiore ti vuole morto. Non c’è lo scenario “Sta andando, sta andando, è andato” che potrebbe essere sfruttato da ognuna delle altre scuole di narcisisti. In questo caso il malvagio e calcolatore Superiore ha determinato che la tua morte è richiesta. Ripeto, è raro e il Superiore avrà valutato che la perdita di un utile apparecchio è compensata dalla necessità di neutralizzare questa persona. Non ci sarà il pestaggio pieno di rabbia sgraziata del Narcisista Inferiore, o il soffocamento del genitore malato di cancro tramite cuscino del Narcisista di Medio-Rango. Qui il Superiore ti vede come un problema, un ostacolo che deve essere rimosso. Di solito succederà perché il Superiore si rende conto che tu hai accesso a informazioni che gli causeranno notevoli difficoltà o che hai la capacità di creargli un significativo problema di esposizione. Il Superiore non prenderà questa strada alla leggera, anzi cercherà di manipolare la situazione in altro modo, ma alla fine l’essenza malvagia del Superiore, il suo bisogno di mantenere lo status quo e la sua superiorità fa sì che talvolta ci sia il bisogno di togliere di mezzo una persona completamente. Potrebbe farlo sembrare un incidente, potrebbe farlo in modo discreto, potrebbe coinvolgere un killer professionista, ma alcuni individui, in rare occasioni, verranno eliminati perché sono una minaccia per i piani e il controllo del Narcisista Superiore. La persona potrebbe essere un apparecchio romantico, un apparecchio nel contesto lavorativo o un apparecchio familiare, ma se il Superiore ritiene che la sua eliminazione sia necessaria e che questo supera i benefici di prolungate punizioni, torture e fornitura di carburante da parte di questa persona, allora verrà neutralizzata.

Quindi, nella maggioranza dei casi noi non vogliamo la tua morte, non importa quante volte possa essere minacciata, perché un apparecchio vivo è un apparecchio molto utile. Però, in rari casi ci saranno eccezioni.

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

Why the Narcissist Wants You Dead

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📰 17 SALVE DI SILENZIO

Il silenzio è d’oro. O meglio, è un’arma d’oro quando utilizzata dalla nostra specie. L’uso del trattamento del silenzio contro le nostre vittime è una parte importante della nostra raccolta di manipolazioni abusive. Facile da mettere in atto, molto basso in termini di energia spesa ma capace di raccogliere tanti considerevoli vantaggi in termini di carburante, controllo, affermazione della superiorità e amministrazione del potere; non c’è da meravigliarsi se lo usiamo regolarmente. L’applicazione del silenzio può essere utilizzata virtualmente in qualsiasi momento e in quasi tutte le situazioni.

Questa furia fredda provoca frustrazione, turbamento, paura, preoccupazione, confusione e smarrimento. È perfetta per attingere carburante dalle nostre vittime. È stupefacente il modo in cui influenza coloro contro i quali viene usata, facendo sì che il carburante emotivo sgorghi schiumante dall’individuo perplesso e preoccupato.

Provoca ansia e ha un effetto molto inquietante che garantisce che coloro che sono sottoposti a questo non siano in grado di capire perché viene utilizzata. Mantenendo un elevato stato emotivo, ci assicuriamo che tu non riesca mai a capire cosa sta succedendo e perché questa tattica passiva aggressiva viene usata.

Fa leva sul tuo desiderio di sapere cosa sta succedendo e perché, ma non te ne rendi conto. Gironzoli attorno a noi, chiedendo cosa c’è che non va, perché non mi stai parlando, qual è il problema, per favore, parlami. Ogni frase che pronunci, ogni supplica che fai e ogni richiesta implorante ci fa continuare ancora di più.

In quei casi, quando viene somministrato il trattamento del silenzio e restiamo vicini a te, manterremo una maschera glaciale. Un’espressione fissa impassibile che può essere punteggiata da occhiatacce occasionali, ma sotto questa maschera stiamo sorridendo e ridendo di te.

Guarda com’è dispiaciuta, vedi la confusione nei suoi occhi e aspettala, ecco che arriva un’altra domanda, un’altra supplica, un’altra richiesta della sua disperazione destinata ad essere spenta. Come scorre il carburante, e noi ci sguazziamo in quello che vediamo.

Anche quando il trattamento del silenzio viene utilizzato contro di te a distanza e non siamo fisicamente con te, stiamo pregustando proprio come reagirai. Possiamo immaginarti mentre afferri freneticamente il telefono mentre mandi un messaggio dopo l’altro chiedendoci di tornare a casa, di chiamarti e spiegare solo qual è il problema. Ascoltiamo i tuoi messaggi vocali tra le lacrime dove ci chiedi di farti sapere che stiamo bene. I tuoi singhiozzi promettono di risolvere le cose e “qualunque cosa abbia fatto, mi dispiace, ma ti prego, ti prego non farmi questo”. Naturalmente la tua incapacità di capire quello che hai fatto viene usata contro di te in due modi così che sei condannato in entrambi i casi. La tua ammissione che non sai quello che hai fatto (che ovviamente è del tutto corretta, come potresti sapere cosa è successo quando siamo usciti dal salotto proprio mentre tutti stavano in silenzio a guardare la televisione?) Serve solo a sottolineare, nelle nostre menti, che abbiamo ragione ad adottare questa linea di comportamento.

Buon Dio, perché dovremmo preoccuparci di contattarti se ti non sei nemmeno preso la briga di capire cosa hai fatto di sbagliato. Un motivo in più per mantenere questo silenzio ancora per un po’. Inoltre, poiché è così efficace nel farti preoccupare e tenerti li a farti domande su quale sia la ragione di questa facciata gelida, vogliamo continuare.

Il trattamento del silenzio viene usato per molte ragioni. Innanzitutto, come tutte le manipolazioni, viene usato per attingere carburante. È per esercitare il controllo su di te. È per tenerti in uno stato emotivo e quindi paralizzato, incapace di vedere cosa sta succedendo e incapace di pensare chiaramente. È per ribadire il fatto che noi siamo potenti, superiori e magnifici, mentre tu sei inutile e patetico. Non sai come compiacerci, non sai come rimediare ai problemi e non riesci nemmeno a capire cosa hai fatto. Sei inutile.

C’è anche un ulteriore motivo per cui usiamo il trattamento del silenzio. Questo è il nostro modo di ucciderti. È vero che ci sono quelli della nostra specie che in realtà uccidono le loro vittime. Quelle persone sono idiote. Mancano di controllo, funzionalità e competenza e permettono alla loro reazione impulsiva di passar sopra al loro bisogno di carburante e alla capacità di fare ciò che vogliamo.

Commettendo un’azione del genere, perdendo il controllo e uccidendo, quelli della nostra specie che fanno questo (invariabilmente l’Inferiore della nostra specie) non solo distruggono la loro fonte primaria di carburante (spesso senza una vera emergenza in atto) ma poi si consegnano su un piatto d’argento alle autorità, una condanna alla pena detentiva e la diminuzione delle visite per l’opportunità di raccolta di carburante che deriva dall’incarcerazione. Come ho scritto, sono degli idioti.

Quelli di noi che esercitano il controllo sulle reazioni, quelli di noi che hanno una funzione superiore, che tracciano, pianificano e calcolano, non scendono a questo livello. No, invece noi uccidiamo con il silenzio e qui ci sono diciassette salve che conducono verso quella morte tranquilla.

1. Rimanere nella stanza e non dire niente e neanche dar segno di riconoscerti.

2. Rimanere in silenzio ma fissandoti malevolmente.

3. Parlare con gli altri in un raduno sociale, ma ignorare te.

4. Ignorare le tue telefonate.

5. Rispondere alle tue telefonate ma non dire nulla mentre ascoltiamo la tua richiesta e la tua supplica prima di terminare la chiamata.

6. Ignorare i tuoi messaggi.

7. Farti vedere che abbiamo letto i tuoi messaggi senza mai rispondere.

8. Rispondere ai commenti di tutti gli altri su un post sui social media ma non ai tuoi.

9. Invitare a un evento tutti i membri di un gruppo sociale a cui appartieni, ma non invitare te.

10. Accettare di incontrarti per una certa data e non presentarsi.

11. Dormire nella stanza degli ospiti o sul divano, ovunque tranne che nel letto con te.

12. Uscire all’improvviso e sparire completamente.

13. Non interagire direttamente con te, ma prendere atto della tua esistenza attraverso una terza persona – “John, allora, hai sentito qualcosa? Pensavo di aver sentito qualcosa cigolare / lamentarsi / gemere” usata quando parli tu.

14. Estendere il trattamento del silenzio in modo che ti venga somministrato dai luogotenenti e dai membri della congrega.

15. Rispondere a qualsiasi comunicazione scritta da parte tua scrivendo “Non riconosco il mittente di questa lettera/messaggio/e-mail”

16. Ti parliamo, ma solo della nostra giornata, di ciò di cui noi vogliamo parlare e non ti permettiamo di prendere la parola. Parliamo sopra di te, ignoriamo quello che hai da dire e ci comportiamo come se parlassimo a noi stessi nello specchio.

17. Hai sentito da altre persone che abbiamo parlato come se tu non esistessi – “Sì, vado al matrimonio la prossima settimana, sono felice di andarci da solo, così non vengo controllato”. anche se non avevi idea che avessimo in mente un piano del genere. La tua esistenza è stata eliminata alla radice e cancellata da noi e ti viene ritrasmessa per delega.

Sì, l’uso del trattamento del silenzio è davvero potente. È considerata un “colpo mortale” contro di te.

Uccidere senza la sensazione di farlo non è mai stato così dannatamente attraente.

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

Murdering Without Feeling

17 Salvos of Silence

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📰 INTERROGARE IL SILENZIO: FAQS SUL TRATTAMENTO DEL SILENZIO

Molte delle nostre vittime trovano l’adozione del trattamento del silenzio una delle manipolazioni più disturbanti e sconvolgenti che siano applicate. In parte, è la sua assoluta semplicità che ha un tale effetto. Non dobbiamo spendere molta energia, possiamo attuarlo in un istante ed è qualcosa che viene utilizzato da tutte e tre le scuole di narcisismo, anche se naturalmente è il biglietto da visita del narcisista Medio passivo-aggressivo. Questa è spesso una tattica utilizzata da parte nostra che lascia le persone disorientate, ferite e scosse. Che si tratti del trattamento del silenzio dove facciamo finta che tu sia invisibile anche se siamo nella tua stessa stanza o il trattamento del silenzio con assenza dove scompariamo senza preavviso e chissà dove, vieni comunque lasciato a tentare di contattarci, preoccupato, arrabbiato e frustrato.

Di conseguenza, in quelli che sono stati influenzati da questi trattamenti del silenzio e che ancora soffrono il gelo della sua attuazione ha dato origine ad un certo numero di domande riguardo al killer silenzioso. Qui ci sono alcune delle domande principali e le risposte di cui hai bisogno.

Quanto dura di solito un trattamento del silenzio?

Questo dipende dal fatto che si tratti del trattamento del silenzio con presenza o con assenza. Quello con presenza avrà una durata più breve. Potrebbe essere solo mezz’ora, potrebbe essere qualche ora. È raro che un trattamento del silenzio si estenda al giorno successivo dopo un’interruzione notturna, ma può succedere. La ragione per cui di solito non lo fa è per via della nostra tendenza a operare una compartimentazione quando arriva il sonno come se fosse stato premuto il bottone reset. Ci alziamo e lasciamo indietro ciò che è accaduto ieri e ti saluteremo come se non fosse successo nulla. Di solito quindi puoi far affidamento sul fatto che nella maggior parte dei casi il trattamento del silenzio con presenza, per quanto spiacevole sia, durerà solamente fino a quando ci addormentiamo.

Il trattamento del silenzio con presenza potrebbe finire prima perché il suo scopo primario è quello di ottenere carburante da parte tua. Vogliamo che tu ci corra intorno, chiedendoci ripetutamente cosa non va, vogliamo che ti irriti, vogliamo che tu abbia bisogno di risposte, svolazzandoci intorno e scusandoti per cose che non hai fatto. È tutto carburante e una volta che ci sentiamo alimentati allora verremo fuori dal trattamento del silenzio e ti parleremo, mentre lecchiamo il carburante di sollievo che ci fornisci da quando è finito. Di solito il trattamento del silenzio verrà applicato perché ci hai ferito e quindi sarà necessario attendere fino a che la ferita non sia stata guarita e la furia innescata non sia stata acquietata prima che il trattamento del silenzio finisca.
Di conseguenza, se riversi carburante denso e in fretta, il trattamento del silenzio è facile che finisca prima.

Il trattamento del silenzio con assenza, serve a un duplice scopo. Primariamente per ottenere carburante ma è anche utilizzato per permetterci di trascorrere tempo con il tuo possibile rimpiazzo o coltivarlo tramite chiamate e messaggi. La doppia fornitura di carburante da parte tua in quanto preoccupata fonte primaria in carica e da parte della fonte secondaria (o fonti secondarie) con cui ci stiamo coinvolgendo dovrebbe avere come risultato che ogni ferita che abbiamo riportato venga affrontata molto rapidamente. D’altra parte, il trattamento del silenzio con assenza continuerà per via della necessità di interagire con altre fonti, in particolare quella che verrà coltivata come rimpiazzo.

Dovresti anche tenere a mente che se il tuo narcisista è un Medio o un Superiore, allora il trattamento del silenzio con assenza si allungherà ogni volta che viene utilizzato. Se l’ultima volta è stato di tre giorni, ora durerà più di tre giorni. Questo viene fatto nel caso che tu diventi indifferente e pensi

“Oh ha messo uno dei suoi musi. Di solito durano una settimana. Andrò avanti con le mie cose finché ritorna.”

Quindi, se non provi a metterti in contatto con noi, allora spingeremo avanti il trattamento del silenzio per un periodo più lungo in modo che ti preoccupi ed inizi a pensare

“Ora è il quarto giorno, non l’ha mai fatto prima. Dovrei scoprire se sta bene.”

e quindi ci contatti ed inizi ad alimentarci ancora una volta.

Per quanto tempo ci aspettiamo che la vittima ci corra dietro?

Questa è semplice da rispondere. Ci aspettiamo che ci corri dietro ogni momento. Ci appartieni e sei sotto il nostro controllo e in dovere verso di noi. Ci aspettiamo che ci mandi messaggi e ci chiami, chiedi ai nostri amici dove siamo, provi a localizzarci, appari a casa nostra (se non viviamo con te) bussando alla porta e facendo di tutto per parlare con noi. Ti consideriamo come quello che è in errore e sei in dovere di inseguirci nella speranza disperata di far andar bene le cose.

Cosa succede se la vittima smette di reagire al trattamento del silenzio?

Questo è certamente il modo per gestire un trattamento del silenzio con presenza. Se non reagisci ad esso e vai avanti con qualcos’altro, vediamo che non sta funzionando e come conseguenza fermiamo il trattamento del silenzio. In certi casi ci farà cambiare tattica e cercheremo di attingere carburante positivo da parte tua e quindi saremo gentili con te. Potremmo dimenticare completamente di averti appena lanciato delle occhiatacce mentre ci buttiamo di nuovo sul fascino, ma non reagire può causare questo cambio nella nostra reazione.

In alternativa, semplicemente ci sposteremo su una diversa manipolazione al fine di attingere carburante da te perché la ferita che hai causato non è stata ancora sistemata. La natura della manipolazione potrebbe aumentare di intensità. In altre occasioni il tuo rifiuto di fornire carburante (per il trattamento del silenzio con presenza e/o il cambiamento verso una diversa manipolazione) farà sì che ci ritiriamo e cerchiamo altrove carburante. Quindi al suo posto potresti ritrovarti in un trattamento del silenzio con assenza.

Se non reagisci ad un trattamento del silenzio con assenza, presto torneremo strisciando. Anche se potrebbe esserci una prospettiva di fonte primaria da corteggiare, vorremo comunque che tu ci insegua e in conseguenza di questo se non ci chiami continuamente o non provi a raggiungerci, dopo un giorno o due che non sentiamo nulla da te, vorremo sapere cosa stai facendo. Abbiamo bisogno di sapere cosa succede perché equipariamo la conoscenza al controllo. Questo implica che una volta che smetti di rincorrerci, vogliamo sapere perché non lo stai facendo. Il fatto che smetti di inseguirci non ci causerà una ferita perché abbiamo ottenuto carburante da altre fonti con cui interagiamo e piuttosto vogliamo fare ritorno come il sovrano reale che crediamo di essere, tornando indietro e aspettandoci che cadi in ginocchio davanti a noi con rispetto riconoscente.

Di conseguenza, se vuoi che un trattamento del silenzio con assenza finisca, semplicemente non reagire. Non ci correre dietro, non chiamare o mandare messaggi, per quanto difficile possa essere e riappariremo abbastanza presto. Hai smesso di fornire carburante vogliamo sapere perché.

Ci aspettiamo che la vittima rimanga fedele anche se non ci sente da settimane?

Ma naturalmente. Tu sei di nostra proprietà. È perfettamente ammissibile da parte nostra svanire e bighellonare con altra gente ignorando il nostro impegno con te, ma non ti è permesso di cercare conforto e sollievo altrove. Questo si accorda ancora con il nostro senso di suddividere in compartimenti. Andremo avanti con ciò che vogliamo fare e ci aspetteremo che il tempo per te sembri fermarsi così quando decidiamo di riapparire, tutto deve essere come lo abbiamo lasciato. Sei legato a noi e ci aspettiamo che rispondi quando ritorniamo da te, ricoprendoci di carburante positivo in accordo con il nostro senso di importanza inflazionato.

Pensiamo a te durante un trattamento del silenzio?

Lo facciamo certamente quando ci contatti perché stiamo bevendo il Carburante di Prossimità dal contenuto emotivo dei tuoi messaggi, dei messaggi vocali e dal vederti che bussi senza speranza al portone principale mentre ti guardiamo dallo spioncino. Otteniamo anche Carburante di Pensiero dal fatto che consideriamo che ti manchiamo, ti stai chiedendo dove siamo, piangi finché cadi addormentato e così via.

Perfino se non reagisci durante il trattamento del silenzio con assenza e siamo impegnati con altre fonti, ci chiederemo perché non stai reagendo. Non si tratta di uno scarto, pertanto non c’è la tua eliminazione dalla nostra mente, piuttosto la necessità di valutare cosa stai facendo sia per il carburante che per il controllo.

E se si scambiano i ruoli e tu sottoponi noi al trattamento del silenzio?

Questo è ignorarci. Lo odiamo. È una critica, rimaniamo feriti e la nostra furia si accende. Il Narcisista Inferiore inveirà contro di te per farti rompere il silenzio, il Narcisista Medio dispenserà le sue recite drammatiche e i sensi di colpa per romperlo e il Narcisista Superiore si baserà sul fascino. Se resisti a ciascuna di queste risposte saremo obbligati a ritirarci e cercare carburante da un’altra fonte per far fronte alla ferita che hai causato nell’ignorarci a seguito del trattamento del silenzio.

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

Questioning The Silence : FAQs About The Silent Treatment

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👤 L’ASSASSINO SILENZIOSO

Quando per la prima volta ti sottopongo al trattamento del silenzio, l’effetto su di te è devastante. Tu provi ripetutamente a contattarmi e parli con me per scoprire cosa non va. Cosa ha causato questa improvvisa chiusura quando solo il giorno prima eravamo nel letto insieme mentre ti dicevo quanto fossi felice di aver finalmente trovato quella giusta? Il tuo bisogno di sapere è così grande che supera completamente il senso di imbarazzo o di dignità da parte tua. Tu mi chiami al telefono ancora e ancora e ancora. Chiami il mio numero del lavoro ripetutamente ma la mia segretaria (una dei miei leali luogotenenti) ti bloccherà spiegandoti ogni volta che sono in riunione. Tu mi verrai a chiamare sotto casa. Posso vederti attraversi la fessura delle tende che stai bussando alla porta e cammini avanti e indietro, la frustrazione e la confusione che si allargano sul tuo viso.
I messaggi sul cellulare si accumulano. La cartella inbox della mia mail inizia a gonfiarsi e tu inizi a infilarmi lettere nella cassetta della posta. In realtà le leggo e mi da un meraviglioso senso di importanza leggere le tue domande.

Inevitabilmente il tenore dei tuoi tentativi di contatto cambia. Per iniziare con domande come “Cosa succede?” e “C’è qualcosa che non va?” tu successivamente inizi ad esaminare te stessa.
Elenchi cosa puoi aver fatto per farmi arrabbiare e causare questa chiusura. Senza eccezioni, ogni volta che ho usato quest’arma, tu hai esaminato te stessa ad un punto tale da trovare qualcosa che abbia causato la mia reazione. Tu fai questo, umiliando te stessa, perché hai bisogno di una risposta sul perché questo è accaduto. Tu devi. Se non hai una risposta da me tu ti rivolgi a te stessa e la trovi. “Mi dispiace, non ti ho cucinato la bistecca nel modo che ti piace” o “Mi dispiace essere uscita senza darti un bacio” o “Mi dispiace di aver bevuto l’ultimo goccio di latte senza sostituirlo”. Dopo arrivano le promesse di fare delle cose per me se riprendiamo i contatti. La promessa di non farlo più e di essere una persona migliore.” L’iter è lo stesso, ogni volta; chiedi una risposta a te stessa e dopo mostri contrizione e desiderio di migliorare. Una volta che sei passata da queste 3 fasi so che sei indottrinata con il pensiero che voglio che tu pensi e dopo e solo dopo, pongo fine al silenzio.
Beh, forse un’altra settimana non mi farà male, non credi?

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

The Silent Assassin

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☆ Benvenuti nel mio blog ☆

Questo blog, come molti altri che parlano di narcisismo, nasce dalla mia volontà di studiare a fondo il fenomeno del narcisismo e contemporaneamente diventare traduttrice di testi. Avvalendomi di un’elevata conoscenza della lingua inglese ho deciso, con il permesso scritto dell’autore, di tradurre tutti gli articoli pubblici del blog di H.G. Tudor “Knowing the Narcissist”. Tudor è un personaggio a cui è stato diagnosticato un narcisismo maligno, ma che con l’aiuto dei suoi psichiatri ha deciso di descriverci le dinamiche comportamentali e ideologiche delle persone affette da narcisismo patologico secondo il suo punto di vista assolutamente affidabile visto che lui stesso è un narcisista. In questo blog correlato all’omonima pagina facebook “Conoscere il Narcisista”, troverete i suoi articoli tradotti per intero, pubblicati periodicamente in modo da creare la versione in italiano del blog “Knowing the Narcissist” in tutto e per tutto fedele all’originale, dove potrete leggere gli articoli interi o acquistarli. Detto ciò è opportuno fare alcune considerazioni:

☆ Questo blog non si sostituisce alla psicoterapia, ma è solo la testimonianza di un Narcisista Superiore (HG Tudor) che io ho tradotto in italiano per renderla fruibile al pubblico italiano, ma NON eseguo consulenze e NON esprimo pareri circa le singole vicende dei lettori.

☆ Avendo conseguito la certificazione ESOL C1 con all’attivo un’esperienza in traduzione ormai pluriennale e che supera le 5000 cartelle, mi ritengo una traduttrice professionista, anche se in alcuni articoli possono esserci delle imperfezioni in quanto questo blog rappresenta il mio campo di allenamento. (Piano piano sistemerò tutto, portate pazienza )
Dopo aver tradotto il primo thriller di una scrittrice australiana ho acquisito esperienza nel campo dell’editoria, ho imparato a usare Word e ho conseguito l’attestato di correttrice di bozze.

☆ Durante la lettura potrete notare che alcune parole o espressioni risultano modificate rispetto al testo letterale, ovviamente senza essere mai distaccate dal significato; questo è stato fatto di proposito per rendere più agevole la comprensione del testo, ed è reso necessario per adattamenti tra la lingua inglese e quella italiana che, come è noto, presentano alcune differenze di struttura e di sintassi.

☆ Gli articoli tradotti porteranno la stessa immagine di copertina e il titolo che compare negli articoli originali di Tudor, tradotto in italiano. Cliccando su ogni immagine che reca con sé il link diretto al blog si aprirà il relativo articolo. Ogni articolo, essendo scritto da HG Tudor, riporterà in calce il nome dell’autore e il link da cui potrete consultare il testo originale, nel pieno rispetto delle regole di copyright che Tudor stesso ha dettato.

☆ Nella lingua inglese, com’è noto, non vi è una marcata distinzione dei termini tra maschile e femminile; per convenzione della lingua italiana è stato tradotto tutto al maschile, sia quando si parla del narcisista che quando si parla della vittima, a meno che dal contesto del testo originale non si evinca che si parla di un narcisista/vittima donna. Da tener presente che i concetti possono applicarsi a entrambi i sessi: può esserci un narcisista uomo e una vittima donna, o al contrario una narcisista donna e una vittima uomo; oppure vittima e narcisista possono essere dello stesso sesso in caso di orientamento omosessuale.

☆ In questo blog non si prendono posizioni sessiste, omofobe, o razziste. Occasionalmente possono esserci delle espressioni crude dovute al contenuto originale che è stato tradotto nel modo più fedele possibile, ma tali espressioni hanno il solo scopo di far comprendere meglio il concetto della patologia al lettore.

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Detto questo, mi auguro di dare il mio, seppur modesto, contributo a questa importante causa.

Per Gentile Concessione di

PAOLA DE CARLI