📰 LO SGUARDO

191129F The Stare.jpgGli occhi appaiono in primo piano nella relazione con un’altra persona. Tu guardi negli occhi di qualcuno per leggere in lui, per consentire a lui di leggere in te, distogli lo sguardo da qualcuno per trasmettere certe emozioni, eviti di incontrare lo sguardo di qualcuno per trasmetterne altre. Ho già parlato degli occhi della nostra specie in precedenza, ma passiamo a un elemento specifico dell’uso degli occhi nella dinamica narcisistica e cioè lo sguardo.

Di solito, fissare un’altra persona è considerato rozzo e maleducato, sebbene possa denotare attenzione e persino infatuazione, ma anche quello sguardo da un ammiratore infatuato può essere considerato maleducato, figuriamoci lo sguardo interminabile di un passante che non può credere a ciò a cui lui o lei sta assistendo. Lo sguardo quando viene impiegato dalla nostra specie assume un impiego completamente diverso e si manifesta in vari momenti durante il tuo impegno con noi.

1. Lo Sguardo nella Seduzione

Non è usato da tutti i nostri simili, ma se vi sei stato sottoposto, lo saprai e lo ricorderai bene. Era il momento in cui quei brillanti occhi blu si agganciavano ai tuoi occhi e fissavano profondamente dentro di te. Quegli occhi scintillanti di smeraldo sembravano incantati mentre ti fissavano. Gli intensi occhi marroni che sembravano sciogliersi mentre ti fissavano incerto. Qualunque sia il colore dei nostri occhi, quando hai ricevuto per la prima volta uno sguardo seducente, il colore sembrava diventare più luminoso, la luce splendeva in essi e l’intensità del nostro sguardo era immensa. Non era tanto l’essere guardato, ma piuttosto un evento in sé. Il nostro sguardo fisso era insolito perché probabilmente non lo avevi mai sperimentato da nessun altro in precedenza. Volevi distogliere lo sguardo, combattuto tra un senso di disagio, ma l’ipnotizzante qualità dei nostri occhi ti ha fatto tornare a guardare di nuovo in essi.

In quel momento, il nostro sguardo implacabile ti diceva che tu e solo tu eri importante. Non c’era nient’altro di significativo nell’universo. Lo sfondo svaniva, i suoni circostanti si attenuavano e tutte le distrazioni venivano allontanate. Volevamo mostrarti che la nostra devozione per te andava oltre ogni altra cosa. Solo permettendo a noi stessi di fissarti per così tanto tempo siamo stati in grado di trasmettere la profondità del nostro amore, l’enormità del nostro desiderio per te, la portata del nostro bisogno di stare con te. Il tempo è rallentato e poi si è fermato, la tua pelle fremeva dall’esperienza di questo sguardo allettante. Il tuo respiro ti si fermava nei polmoni, il tuo viso sembrava arrossire e l’ondata di dipendenza ti travolgeva, mandandoti un brivido su e giù per la spina dorsale, attorno al collo e contorcendoti lo stomaco. In quell’istante noi siamo diventati il tuo universo mentre ti mostravamo il mondo nei nostri occhi.

Eppure, ciò che hai davvero visto mentre quei due occhi continuavano a penetrare profondamente in te, era te stesso. Abbiamo iniziato questo rapporto sapendo che guardarti per un periodo di tempo non convenzionale ti avrebbe fatto sentire a disagio e affascinato, così ci avresti mostrato cosa c’era nei tuoi occhi. Ci avresti rivelato il tuo desiderio, il tuo amore, le tue speranze, i tuoi desideri e la tua dedizione. Tutto ciò che abbiamo fatto è stato rispecchiare a te quello che ci avevi mostrato, amplificato attraverso gli auspici dell’imitazione per la quale siamo diventati famosi. In quel momento, mentre sostenevamo il tuo sguardo dall’altra parte del tavolo, o dopo quel bacio, o mentre giacevamo sopra di te, ti abbiamo mostrato te stesso e così abbiamo piantato i semi che ti hanno fatto innamorare di noi, ma in realtà ti eri innamorato di te stesso. Questo è il motivo per cui il tuo amore è diventato qualcosa che va oltre qualsiasi cosa tu abbia mai sperimentato prima. Questo è il motivo per cui era profondo, potente e assoluto, perché il tuo subconscio vedeva ciò che voleva vedere e queste reazioni potenti e immense accese in te.

Il mondo turbinava nei nostri occhi, il tuo mondo. Abbiamo offerto possibilità illimitate attraverso la promessa che ti abbiamo rispecchiato e mantenendoti in questo sguardo ti abbiamo detto che ti volevamo sopra qualsiasi cosa e ogni altra cosa. Ti volevamo. Ti volevamo. Volevamo TE.

2. Lo Sguardo nella Svalutazione: Neutralità

In “Perché il narcisista sembra così strano”, ho spiegato riguardo all’impostazione sconosciuta in cui la persona che una volta ha illuminato la tua vita, diventa come un estraneo, quasi un automa. Questo è un cambiamento che si verifica quando inizia la svalutazione. Non è sempre presente dato che alcuni della nostra specie si spostano direttamente negli oscuri abusi della svalutazione prima che scatti l’allarme, ma c’è un preavviso di ciò quando la persona che una volta entrava con un sorriso allegro e un bacio, entra e si siede e basta, privo di qualsiasi emozione esistente.

Se sperimenti questo, allora potresti anche sperimentare lo sguardo in questo frangente. Questo sarà uno sguardo vuoto che è accentuato dall’espressione vuota che lo accompagna. Non è uno sguardo di confusione o malintesi; non è uno sguardo di oscurità, ma è invece lo sguardo vuoto di una persona vuota. Stai guardando il vuoto che esiste in tutti i nostri simili. Questo rappresenta il punto di svolta. Lo sguardo seduttivo brillava, ardeva e splendeva delle emozioni positive costruite che ti avrebbero indotto a rispondere con carburante positivo. Quello è andato. L’oscurità della svalutazione non è ancora iniziata con il suo disegno del carburante negativo. Invece, stai assistendo alla via di mezzo. Gli occhi che sono privi di calore o odio, svuotati di passione o malizia, solo uno sguardo fisso che trasmette il vuoto interiore.

Questo farà sì che tu divenga confuso. Ti porterà a chiedere se tutto va bene e a domandarti cosa è successo. Sarai disorientato su dove sono andati quegli sguardi mesmerici e scintillanti. Perché non vieni più guardato con quello sguardo penetrante ed edificante? Dove siamo andati? Se avevamo un’anima, è come se fosse stata risucchiata da dentro di noi, lasciando solo questo guscio. Non puoi lamentarti di essere trattato male, dal momento che non sono stati ancora messi in atto abusi contro di te. Questo sguardo vuoto e robotico è un avvertimento di ciò che sta per accadere e se dovessi vederlo in coloro con cui ti relazioni, tienine di conto e rimedia con la partenza perché ti sta segnalando che ti attende uno sguardo molto peggiore.

3. Lo Sguardo nella Svalutazione: Malevolenza

Questo, forse, è lo sguardo che più si associa alla nostra specie. Quando sei sottoposto al nostro sguardo malevolo, i nostri occhi si scuriscono, enfatizzati dalla contorsione dei nostri lineamenti che ci fa apparire come qualcos’altro. Il verde incandescente, il blu splendente e il marrone beato sono svaniti. Gli occhi grigi scintillanti non sono più, il nocciola idilliaco è stato bandito e invece un nero oscuro e torvo ha preso il loro posto.

Questo sguardo ti farà fare un passo indietro sotto il suo impatto. L’odio che è contenuto nell’oscurità dell’inchiostro ti renderà freddo, ti manderà ghiaccio nel cuore ed è abbastanza da farti scoppiare in lacrime. Il terrore ti afferra perché quando ti viene indirizzato questo sguardo, stai vedendo il male nel nostro essere. L’odio puro e non adulterato che abbiamo per te. È ribollente, denso e vizioso. Grava su di te, ricordandoti le tue debolezze e vulnerabilità, un bagliore annerito che continua a dirigersi verso di te, premendo su di te, costringendoti a sentirti piccolo e miserabile.

Potresti aver colto qualche occasionale sguardo malevolo da noi, solo un lampo di odio, ma quello è qualcos’altro. Quei brevi sguardi erano avvertimenti che potevano essere usati solo per un istante per evitare il rilevamento da parte di terzi e la frattura della facciata. Questo è uno sguardo fisso. A volte può essere accompagnato da sibili di minaccia e insulti. A volte è ammantato di silenzio, le occhiate minacciose sono un chiaro avvertimento che un periodo di silenzio ti sta per fare visita.

La persona che pensavate fossimo sarà completamente assente. Il tuo mondo è stato annientato in un istante e sostituito da due sfere di nero scintillante, che ti dicono che sei odiato. Totalmente odiato e quello che è molto peggio verrà a farti visita in concomitanza con questo sguardo di cattiveria concentrata.

4. Lo Sguardo nello Scarto

Puoi forse essere testimone di questo se ti viene effettivamente detto dello scarto. Più spesso, appare post scarto quando provi a vederci, a supplicare le nostre risposte, a pregarci di tornare con te e così via. Questo sguardo è di puro disprezzo. Disprezzo e disgusto per te. Come diavolo siamo arrivati ad accoppiarci con una persona così debole, così patetica e disgustosa come te. Ci fai rabbrividire a pensare che una volta ti abbiamo anche guardato con favore, amore e desiderio. La vergogna che proviamo a scegliere qualcuno come te viene gettata da parte per essere coperta da uno sguardo sprezzante, progettato per indebolire la tua posizione e dirti senza mezzi termini che non vogliamo avere nulla a che fare con te. Abbiamo una persona molto migliore. Questo sguardo è per spingerti a stare lontano e per proibirti di ricordarci che una volta ti avevamo promesso il mondo. Non vogliamo ricordare certe questioni. Qualcun altro riceve quelle promesse ora. Sei uno sfortunato promemoria di una parte di noi che preferiamo tenere chiusa lontano e questo sguardo lo trasmette attraverso l’odio e il disprezzo.

5. Lo Sguardo nel Recupero

Il Recupero Successivo Maligno come puoi aspettarti adotta lo stesso approccio dello sguardo malevolo sopra descritto. Se dovessimo contattarti per cercare di convincerti a tornare da noi, che si tratti di post-scarto o di post-fuga, cercheremo di sostenere il tuo sguardo ancora una volta. Questa volta quei nostri occhi brilleranno di nuovo ma di speranza, desiderio e contrizione. Vulnerabilità, dolore e rimorso possono fare da protagonisti nello sguardo languido e supplichevole che ora terremo su di te.

Ancora una volta questo è puro artificio. Tutto quello che stiamo facendo è rispecchiare ciò che ci mostri. La speranza che potremmo aver visto l’errore del nostro comportamento. Il desiderio che noi arriviamo alla consapevolezza di aver sbagliato. Il dolore per una persona che deve comportarsi in questo modo. Il rimorso per esserti impegnato con una persona così vile. Il desiderio che hai che il periodo d’oro risplenda ancora una volta. È tutto costruito dal momento che ti rimandiamo allo specchio ciò che vediamo, ma allo scopo di ingannarti di nuovo e con le rassicurazioni evasive e le promesse che non verranno mai mantenute, ti riagganciamo nella nostra presa.

Lo sguardo è un’arma importante quando ci impegniamo con te. È un dispositivo che produce quelle emozioni che noi non possediamo e ti permette di vedere la realtà della persona con cui ti sei invischiato quando alzi lo sguardo sul vuoto e ti sottrai alla malevolenza.

H.G. TUDOR

https://narcsite.com/2019/11/29/the-stare-13/

📰 UNO SGUARDO AL FUTURO

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È risaputo che la nostra specie agisce indossando una maschera. Abbiamo imparato come rappresentare quelle emozioni che non sentiamo. Abbiamo verificato che in certe situazioni ci si aspettava che rispondessimo in un modo particolare. Siamo consapevoli che indossando una particolare maschera è più facile affascinarti e sedurti. Siamo consapevoli che tenendo una certa maschera la crudele malevolenza che si cela al di sotto può essere tenuta sotto controllo così da farci guadagnare accettabilità e l’avanzamento dei nostri piani. Ci sono occasioni in cui ti daremo un assaggio di cosa si nasconde sotto. Non mi sto riferendo a quando togliamo la maschera e ti sottoponiamo alla fase di svalutazione. Questo è un atto mirato e intenzionale da parte nostra. Non faccio riferimento a quando la maschera crolla come conseguenza della nostra rabbia e i Narcisisti Inferiori e Medi sono incapaci di mantenere la facciata così che la rabbia erompe e la belva malvagia viene sguinzagliata. Ci sono però occasioni in cui vi concediamo un fugace sguardo dietro la maschera e a cosa si nasconde sotto.
Questo accadrà durante il periodo seduttivo. Qualche volta è la conseguenza dell’effetto di un particolare agente, tipo l’alcol.
Qualche volta, specialmente nei Superiori della nostra tipologia, viene fatta come azione deliberata per misurare la tua reazione. In qualche caso, ti diciamo ciò che ti aspetta per vedere se tu ti tiri indietro di fronte alla suggestione, o cosa più probabile rispondi in maniera favorevole perfino sotto forma di negazione.

“Non potrei mai immaginarti fare così.”

“Con me non succederà. Potrà essere successo con altra gente ma io ti tratterò meglio di come hanno fatto loro.”

“Tu non sei così, non fare lo scemo.”

“Non ti ci vedo a fare qualcosa del genere, sei troppo carino.”

Se rispondi in questi termini quando ti abbiamo dato un tale avvertimento, allora per noi è il via libera al fatto che ti abbiamo sotto il nostro controllo e che tu ti accorderai ai nostri desideri e macchinazioni. Ci permette anche, quando in futuro durante la fase di svalutazione ci comportiamo davvero come abbiamo descritto, di rinfacciartelo dicendo

“Ti avevo avvisato.”

“Perché ti lamenti? Ti avevo anticipato che questo sarebbe accaduto.”

“Te l’avevo detto.”

“Non vale piangerci sopra ora. Ti avevo detto com’ero.”

“Te l’avevo detto e tu hai deciso di stare con me. È colpa tua.”

Con gli Inferiori e i Medi della nostra tipologia, queste affermazioni sono più simili al pensare ad alta voce. La maschera scivola per un momento, senza che ci sia l’intenzione, attraverso la spiegazione del comportamento futuro prima che realizzino cosa hanno detto e la rivelazione viene messa da parte, negata o spacciata per un commento stupido dovuto al bere o al fatto che siano stanchi.
Perché queste frasi emergono in questa maniera da Inferiore e Medio della nostra categoria? È colpa o rimorso? No, perché queste emozioni non vengono provate dalla nostra categoria. Escono da una mancanza di autocontrollo. Il comportamento “cattivo” che insorgerà ad un certo punto sta in agguato dietro la superficie e come un gatto che combatte per uscire dal sacco, cerca sempre di apparire ma gli viene impedito di farlo tramite il mantenimento della maschera indossata. Occasionalmente, attraverso la perdita del controllo – potrebbe essere per il bere, la fatica, una disattenzione- fa una breve apparizione ciò che sta sotto la maschera prima che il controllo venga esercitato nuovamente. Qui ci sono quindici portentosi “mostra e racconta” della nostra tipologia. Se dovessi sentire queste affermazioni dovresti tener conto dell’avvertimento che ti è stato dato.

1. Sono davvero una cattiva persona.
2. Ti ferirò solamente.
3. Dovresti stare lontano da me.
4. Faccio brutte cose. Non posso farci niente. Lo faccio sempre.
5. Ti farò desiderare di non avermi mai incontrato.
6. Andrà male, succede sempre.
7. Finirai per odiarmi.
8. Non sai in cosa ti stai cacciando
9. Non dovresti farlo.
10. Dovresti andartene finché puoi.
11. Andrà a finire male.
12. Io devo ferire le persone.
13. Non voglio ferirti, ma lo farò.
14. Voglio solo inserirmi.
15. Non sono quello che credi io sia.

H.G. TUDOR

A Glimpse of the Future

📰 IL FREDDO SGUARDO MORTO

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Dovresti considerare di essere piuttosto fortunato a ricevere questi assaggi sul funzionamento della mia mente. Di solito non sei in grado di scrutare nella mente oscura della mia specie e di me. Come individuo empatico, coltivi la capacità di comprendere il modo in cui le altre persone pensano e come si sentono. Questo ti fornisce un certo grado di intuizione ed è applicabile a molte delle persone che incontri. Tu usi questa capacità allo scopo di fare cose buone e capisco perché lo fai. Nonostante questa capacità, tuttavia, per noi non funziona. Non sei in grado di stabilire che cosa passa per la nostra mente o cosa potremmo pensare, non serve essere capace di tutto, per essere in grado di farlo. Questo perché noi non ci atteniamo alle normali regole e convenzioni di tutti gli altri. Non percorriamo il sentiero molto usato, ma prendiamo quelle strade che sono lontane dai sentieri battuti. Questi percorsi sono aggrovigliati, non presenti sulle mappe e pericolosi, e sono progettati in modo tale da impedire ad altri di seguirli. Non vogliamo che tu sappia cosa stiamo pensando.

Questo perché non abbiamo alcun desiderio di trasmetterti alcun vantaggio nel cercare di sfuggire ai nostri impatti e rendere più difficile per noi ottenere carburante da te. Dobbiamo nascondere le nostre menti e renderle impenetrabili ai tuoi tentativi di leggerle. Dobbiamo operare attraverso la segretezza e i comportamenti occulti in modo che tu non ci vedi mai arrivare, in modo che tu non sai mai cosa succederà dopo e in modo che tu non abbia opportunità di sfuggirci. Non solo avvolgiamo le nostre menti in questo modo attraverso il nostro rifiuto della logica e l’adozione di comportamenti che sono al di fuori di quelli considerati normali, ma ci assicuriamo anche che tu non possa leggere attraverso i nostri occhi.

Molte persone guardano agli occhi come un dispositivo per valutare più accuratamente ciò che qualcuno potrebbe pensare o forse sentire. Se stiamo spiegando qualcosa a qualcuno e vediamo confusione negli occhi di quella persona, sappiamo che dobbiamo adottare un metodo più chiaro nella nostra spiegazione. Se stiamo trasmettendo alcune notizie e vediamo un’espressione addolorata in quegli occhi, sappiamo (se eri tu che stavi facendo il commento) di dover alterare il modo in cui viene espresso per renderlo meno doloroso o per fare o dire qualcosa che offra supporto. Naturalmente, quando vediamo ciò, semplicemente accresciamo il dolore per estrarre una reazione da te.

Questa debolezza degli occhi nel consentire ad un’altra persona di valutare come qualcuno si sente e quindi accertare ciò che sta pensando non è qualcosa che possiamo tollerare. Questa è vulnerabilità e non ci piacciono affatto le vulnerabilità. Abbiamo abbastanza cose da affrontare, senza che ti permettiamo di vedere ciò che sono. Di conseguenza, al fine di assicurare che la nostra mente sia impermeabile alla tua ispezione, assumeremo uno sguardo freddo e morto nei nostri occhi per renderli impenetrabili o semplicemente ti rimanderemo col riflesso ciò che senti e ti fuorvia. Quando adottiamo questo sguardo freddo, potrebbe essere progettato per indurre in te un senso di terrore, ma ha uno scopo primario. Questo scopo è quello di creare uno scudo in modo che tu non sia in grado di accertare ciò che stiamo pensando e quindi la nostra mente complottante è al sicuro dall’influenza esterna e può procedere coi suoi piani. Qualora dovessimmo riflettere su ciò che ci mostri, lo facciamo per indurti in errore, ma anche per impedirti nuovamente di avere la possibilità di capire cosa sta succedendo nelle nostre menti oscure. Le nostre menti sono il cuore delle nostre operazioni. Le nostre menti controllano tutto al fine di raggiungere il nostro obiettivo di assicurare il carburante e, in quanto tale, questo prezioso dispositivo non deve essere in alcun modo compromesso da persone come te e dalla tua intromissione.

Dobbiamo assicurarci che le nostre menti siano separate, limitate e protette dai tuoi tentativi di leggerci. Se fossi in grado di farlo, ti porteresti via uno dei nostri vantaggi. Noi sappiamo cosa stai pensando e sappiamo cosa farai dopo, perché tu sei un empatico e non solo mostri apertamente il tuo cuore ma anche la tua mente. I tuoi occhi ci permettono di capire ciò che stai pensando e sentendo. La tua mente potrebbe anche essere trasparente o trasmettere i suoi pensieri su uno schermo piatto affinché tutti possano vederli. Sei facile da capire e studiare, ecco perché ti abbiamo scelto. Un destino simile non deve capitare a noi e questo è il motivo per cui ci assicuriamo per tutto il tempo che le nostre menti siano impermeabili alla tua penetrazione.

H.G. TUDOR

The Cold Dead Stare

🆕️ UNO SGUARDO NELLA MENTE DEL NARCISISTA SUPERIORE – RIFLESSIONI

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Una volta ero impegnato in una discussione con il dottor E. È stato qualche anno fa, ma mi accingo a condividerlo con voi in quanto ciò vi fornirà alcune informazioni sulla mia mente, la mente del Narcisista Superiore. Risponderà anche a varie domande che potresti avere e che potranno essere applicate, con adattamenti adeguati, alle menti del Medio- Rango e con ulteriori adattamenti, alle menti dei Narcisisti Inferiori.

Come parte della discussione con il dr. E, eravamo capitati sul tema del rilassamento e del riposo.

“Quando diresti che ti rilassi?” Mi chiese mentre si aggiustava gli occhiali.

“Non lo faccio.”

“Non ti rilassi”. Il dottor E disse questo più come una dichiarazione che come una domanda.

“Giusto. Come posso rilassarmi quando c’è così tanto da fare, così tanto che deve essermi fatto e possiedo una mente come la mia?”

“Dimmi, com’è la tua mente?” Chiese.

“Come pensi che sia?” Risposi. Mi piace sempre provare a portare il Dr E a imporre il suo punto di vista per tenere testa nella fase iniziale. In quel modo io sono in una posizione migliore per manipolare la conversazione.

“Se lo sapessi non ci sarebbe bisogno di tutte queste sessioni dal momento che cerco di capire la tua mente,” rispose lui.

“Ma pensavo che tu mi avessi detto di sapere tutto sulla mia specie e me?” risposi io.

“So della condizione che si suppone sia applicabile al modo in cui ti comporti, ma sarebbe arrogante da parte mia presumere di conoscere il modo in cui funzina la tua mente. Questo fa parte del lavoro che io devo fare con te, conoscere la tua mente e permettere anche a te di conoscere la tua mente.”

“Oh, la mia mente, dottore, non turbare i tuoi pensieri con quello,” sorrisi.

“Mi fa piacere sentirlo. Allora me ne parli?”

“Bene, da dove inizio? È formidabile, magnifica ed efficace.”

“Beh, torniamo a ciò che è stato detto nella prima parte di questa conversazione, va bene? Mi hai spiegato che la tua mente non ti permette di rilassarti.”

“In realtà ho detto ‘come posso rilassarmi quando ho una mente come la mia’”.

“Certo, per favore, spiegamelo in modo più dettagliato.”

“La mia mente è come un motore. È come un supercomputer. Dal momento in cui l’accendo fino al momento in cui la disinserisco quando vado a dormire, ronzio, formulazione e calcolo.”

“Quindi impegni la tua mente, l’accendi?”, Ha chiesto il dott. E.

“Assolutamente. Si spara nella vita appena mi sveglio e da quel momento in poi di continuo lavora, trama, progetta e manipola. Assorbe informazioni, rievoca informazioni, ricerca opportunità, elabora, confronta, esamina, valuta, ricorda, dichiara guerra e difende”.

“Capisco. Hai detto che la disinserisci quando vai a dormire. Dimmi di più.”

“È semplicissimo. Appoggio la testa sul cuscino e decido che è ora che si spenga. È come staccare la spina. Appena l’ho fatto, la mia mente si svuota e sono subito addormentato.”

“Non stai sveglio a ripensare a cosa è successo durante il giorno o cosa hai fatto o cosa potrebbe essere necessario fare il giorno dopo?”, chiese il dott. E.

“No. Ho già fatto tutto questo. Non ha molto senso contemplare ciò che è già successo. Non può essere cambiato nè modificato. Ha già raggiunto il suo scopo. Non c’è nulla da guadagnare nel ritornarci sopra.”

“Ma non ti piace sederti a ripensare ai tuoi ricordi?”

“A volte, ma lo faccio solo quando so che posso usarli in qualche modo. Per esempio, riesumerò i ricordi per raccontare una storia a qualcuno allo scopo di spiegare qualcosa. Potrei riprendere certi ricordi ai fini della valutazione, allo scopo di usarli per affrontare qualcosa nel presente. Devono sempre avere un uso, uno scopo, un senso. In quelle situazioni hanno uno scopo per me. Altrimenti un ricordo è solo una cosa passata e inutile.”

Il dottor E rimase in silenzio mentre scarabocchiava nel suo taccuino nero e rosso.

“Scegli intenzionalmente questi ricordi?” Chiese. Io annuii. Sapevo cosa sarebbe successo dopo. Ero preparato.

“E scegli quei ricordi perché hanno uno scopo per te?”

“Sì.”

“Non ti piace ripensare agli eventi e ricordare?”

“No. È una perdita di tempo. È andare a rivedere qualcosa che è successo. Questo si è già sperimentato e ciò che ne è derivato ne è già stato derivato. È inutile continuare a tornare su qualcosa quando si sa già di cosa si tratta.”

Il dottor E continuò a scrivere.

“Alcuni ricordi affiorano senza che tu li scelga?” Chiese. Io annuii di nuovo.

“Cosa ne pensi di quei ricordi?” Insistette.

“Non ci penso.”

“Non ci pensi? Non li accetti? “Chiese.

“Non ci penso.”

“E se sono persistenti, alcuni pensieri lo sono. Appaiono in modo intrusivo e rimangono. Succede con alcuni dei tuoi pensieri, forse con i ricordi? Come gestisci quei ricordi indesiderati, in particolare quelli persistenti?”

“Allo stesso modo in cui affronto le tue domande indesiderate e persistenti, rinnego la loro esistenza. Vai avanti.”

Il dottor E alzò gli occhi e incontrò il mio sguardo. La sua bocca si aprì leggermente mentre un’altra domanda si formava sulle sue labbra. Fortunatamente per lui interpretò correttamente lo sguardo nei miei occhi e la domanda trovò la morte così rapidamente come era nata e lui distolse lo sguardo.

Vi fu una pausa mentre scriveva qualcosa.

Il bastardo si era deliberatamente fermato per far sì che qualcosa riempisse il vuoto che aveva creato. Io devo sempre colmare il vuoto. Noi tutti lo facciamo. In quell’istante la gelida scena di quella giornata gelida esplose nella mia mente.

“Sei un fottuto bastardo” pensai mentre continuavo a guardare il dottor E che stava continuando a scrivere. Lo ha fatto apposta. Chi pensava di essere, a cercare di giocare con il Maestro dei Giochi? Coglione impertinente. Sentii la frase pungente innalzarsi dentro di me, bruciante e acida, e io ero pronto a lasciare che uscisse a fontana e schizzasse contro di lui, ma mi fermai. No, non qui. Non adesso. Troppo presto. La prenderà un’altra persona invece, porterà il peso degli insensati tentativi del dottor E di migliorarmi. La prima persona che incontrerò all’uscita da questo luogo riceverà ciò che il Dr E dovrebbe ricevere.

La furia crescente aveva almeno distrutto l’immagine. Era andato. Ero al sicuro.

Il dottor E tornò di nuovo in vita.

“Cosa mi dici del fatto di sentirti preoccupato per ciò che potrebbe essere necessario fare o provare rimpianto per qualcosa che è successo? Queste sono le tipiche cose che possono impedire a una persona di addormentarsi dal momento che la sua mente si concentra e analizza queste cose.”

“No. È inutile e una perdita di tempo. Non mi preoccupo per le cose. Vado avanti e le controllo. Non ho nulla da rimpiangere. Ogni decisione che ho preso era quella giusta in quel momento”, spiego.

“Ma cosa succede se non è quella giusta col senno di poi?”

“Non guardo indietro a ciò che ho fatto e non do alcun giudizio in merito. Non serve a niente.”

“Capisco. Quindi la tua mente è priva di qualsiasi cosa quando vai a dormire?”

“Esatto. La macchina è stata spenta perciò vado subito a dormire e dormo sempre bene.”

“Sogni?”, Ha chiesto il dott. E.

“Potresti essere più specifico? Sogno o faccio sogni quando dormo?”

“Parlami di entrambe le cose”, suggerì il dott. E.

“Io non sogno io faccio. Sognare è per il romantico e per i fantasisti, io creo e faccio”.

“Molto bene e che dire dei sogni quando dormi?”

“Non ne faccio mai.”

“Potresti farli ma non riesci a ricordarli?” Suggerì il dott. E.

Scrollai le spalle.

“Non sogno mai.”

“Va bene. Quindi tra veglia e sonno la tua mente corre sempre giusto? Dimmi, che cosa la fa correre?”

“Carburante. Da dove arriverà il mio carburante, chi lo fornirà, quanto, come posso ottenerne di più, ce ne sarà abbastanza, chi altro ho bisogno che mi fornisca carburante, quale sarà il modo migliore per ottenere carburante da questa persona o situazione, a chi posso fare affidamento per una fornitura quasi costante di carburante, perché il carburante è calato, perché questo carburante si è fermato, perché non posso ottenere il carburante, come posso aumentare il carburante?”

“Pensi a qualcos’altro? Ad esempio, come la visione di alcune colline potrebbe essere bella o come non vedi l’ora di andare a una partita di calcio con un amico?”, Ha chiesto il dott. E.

“Penserò a quanto è bella la visione di dirlo a qualcuno più tardi per renderlo gelosi perché io l’ho vista e lui no così reagisce e mi fornisce carburante. Attendo con impazienza la partita di calcio per trascorrere del tempo con qualcuno che mi fornirà carburante e che mi consentirà di studiare come si comporta a questa partita in modo da poter raccogliere più carburante”.

“Quindi la tua mente è concentrata sul carburante tutto il tempo?” Chiese il dottor E.

“Sì.”

“Lo trovi stressante?”

“A volte, ma una volta che raccolgo il carburante, mi sento potente e questo dissipa la mia sfinitezza.”

“E se non riesci a ottenere il carburante, suppongo che la sfinitezza diventi maggiore?” Suggerì il dottore.

“Non può mai esserci un periodo in cui non posso ottenere carburante. Ecco perché la mia mente lavora così duramente e corre sempre”.

Il dottor E annuì e prese più appunti che poteva. Io pensavo a come il mio ultimo messaggio a Kim l’avrebbe sconvolta e sentii un’ondata di potere mentre cominciavo a considerare a dove portare Samantha questa sera per sfoggiarla in un luogo adeguatamente impressionante e poi ricordai che avevo bisogno di inviare quaalche altra e-mail per continuare la mia campagna contro Andrea e ci sarebbe stata un’opportunità domani al lavoro per mettermi in mostra con la presentazione che stavo facendo e sapevo che avevo necessità di fare un paio di telefonate spiacevoli a un collega per tenerla sulle spine e a bocca aperta per il mio potere.

“Sì, corre sempre”, aggiunsi mentre il dott. E continuava con la sua scrittura.

“Corre e vince quella gara,” conclusi e sentii la familiare agitazione poiché era ora di lasciare il suo studio e continuare con la gara.

H.G. TUDOR

A Glimpse Into The Greater Narcissist’s Mind – Reflections