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👤 MADRE-NARCI

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Sia il Dr E. che la Dottoressa O mi chiedono ripetutamente di parlare della mia infanzia. Non mi piace parlarne. Ho detto loro che non mi piace parlarne e che la ragione è che non ricordo molto a riguardo e quindi mi sento a disagio nel parlare di qualcosa su cui non ho controllo. È per tutti così, no? Se stai facendo una presentazione ma hai solo metà del materiale, ti senti imbarazzato, non è forse così? Se qualcuno ti fa una domanda ma tu non hai tutte le informazioni in mano, ti senti a disagio. Ho spiegato che la mia risposta era questa e che era perfettamente comprensibile. Non ho detto loro la vera ragione dietro il mio essere recalcitrante. Neanche per sogno.

Sfortunatamente, la Dottoressa O ha messo il coltello in mezzo ai denti in una delle sessioni e ha deciso che avrebbe parlato con me della mia famiglia.

“Chi ti ha rubato la ciambella questa settimana? Tuo fratello o tua sorella?” Ho sparato indietro per deviare il discorso. Lei mi ha ignorato e ha insistito.

“C’è qualcuno della tua famiglia di cui vorresti discutere con me?” ha chiesto

“No.”

“Perché?”

Da dove inizio? Perché dovrei voler parlare di persone con cui perdo pochissimo tempo (tranne mio fratello)? Perché questa gente dà per scontato che io abbia qualche desiderio imperativo di discutere di un gruppo di persone con cui sono imparentato ma con cui non ho niente in comune? Cos’è questa ossessione?

Sono rimasto in silenzio.

“Ok, ora scegliamo un membro della famiglia e tu mi dici tre cose che ti piacciono e tre cose che non ti piacciono a riguardo. Solo un modo per iniziare a parlare, ok?” ha suggerito.

Sono rimasto in silenzio.

“Cosa dici riguardo a tua madre?” mi ha chiesto guardandomi con aspettativa.

Mi sono alzato e ho lasciato la stanza. Non gioco a questo gioco con la Dottoressa O. Non se ne parla.

H.G. TUDOR

MatriNarc

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👤 PUNTO DI VISTA DISTORTO

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In una discussione con il Dr E iniziata in una delle nostre sessioni, lui mi ha invitato a considerare il punto di vista delle persone con cui interagisco. In questa particolare occasione stavamo discutendo di quelle situazioni dove una vittima desidera smettere di interagire con me e lui voleva sapere se io potevo comprendere perché arrivava ad avere questo punto di vista. Dato che sono un tipo intelligente sono capace di capire come le persone si sentano nell’essere destinatarie dei miei comportamenti. Capisco che l’ansia, l’allerta costante, la sofferenza e la rabbia seguono il modo in cui tratto le persone. Anche se lo so non mi importa. Le persone fanno l’errore di pensare che io sia sprezzante verso i sentimenti delle persone. Non è così. Posso vedere che sono scossi. Vedo che sono arrabbiati. So tutto di questo. Quello che le persone spesso non realizzano è che i miei bisogni devono venire per primi. Ho bisogno del mio carburante. Se questo significa che tu debba singhiozzare per me, questo accadrà in modo che io abbia il mio carburante. Se ci fosse un altro modo di ottenerlo, lo userei. Se questo modo alternativo non ti lasciasse sconvolta lo assumerei, ma non c’è un altro modo, non quando mi stanco di te. Ho bisogno dell’energia e questo significa che devi soffrire perché io possa rifornirmi.

Capisco come ti senti perché ho visto queste reazioni molte molte volte. So come appare la rabbia, so come è la sofferenza e ho visto la disperazione molto spesso. Posso comprendere il tuo punto di vista quando discuti con me, ma non lo ammetterò. Voglio che continui a litigare in modo da darmi il mio carburante.Impiegherò un circolo vizioso per far sì che il dramma continui. Voglio che esplodi di frustrazione e mi riempi di attenzioni facendolo. Ascolto tutto quello che mi dici (anche se ti prendo in giro dicendo che non posso sentirti così che parli a voce più alta e ti esasperi). Le persone pensano che io non possa comprendere quale sia il loro punto di vista. Io posso ma deve sempre essere sottomesso al mio desiderio di energia. Naturalmente, dicendo questo posso estrarre molto più carburante da te perché ora sai che io capisco il tuo punto di vista ma non voglio prestarvi alcuna attenzione e questo ti farà infuriare ancora di più.

H.G. TUDOR

Point Askew

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👤 MAI LASCIAR ANDARE

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Recentemente sono stato coinvolto in una discussione con il Dr E. La conversazione riguardava le relazioni.

“Quindi, quando termini una relazione, dimmi come ti senti al riguardo?” Ha iniziato mentre apriva il taccuino e prendeva un foglio bianco.

“Io non metto fine alle mie relazioni”, risposi.

“Capisco, quindi vengono sempre terminate dall’altra persona, vero?” chiese.

“No.”

Ha aspettato per vedere se avrei detto altro, ma sono rimasto in silenzio. Andiamo Dottor E, vediamo dove vuoi arrivare con questo. Non puoi battermi in astuzia. Si è seduto a guardarmi e io guardavo lui.

“Queste risposte mi suggeriscono che le tue relazioni non finiscono.”

Dai al dottor E abbastanza tempo e lui va sempre a parare lì.

“Esatto”, risposi.

“Vedi. Abbiamo discusso di un certo numero di relazioni che hai e hai avuto. Con familiari, conoscenti, amici e, naturalmente, amanti. Ora, da quello che mi hai spiegato, certamente mi viene da considerare che molte di quelle relazioni si sono concluse, sia per il tuo operato, sia, seppure meno spesso, per mano dell’altra persona”.

“Il tuo concetto di relazione evidentemente differisce dal mio.”

“Per favore, spiega meglio quel punto.”

“Le mie relazioni iniziano quando decido che devono iniziare”, ho iniziato a parlare. Il dottor E ha aggrottato le sopracciglia ma non ha detto nulla. Potrei dire che voleva che facessi chiarezza su questa affermazione e che io ero felice di accontentarlo.

“Quando individuo qualcuno che dimostrerà di essermi utile, la nostra relazione è già iniziata. Non importa se abbiamo parlato di persona o anche avuto qualsiasi tipo di contatto. La decisione che il rapporto è iniziato rimane.”

Il dottor E stava prendendo appunti mentre parlavo.

“La natura della relazione è definita dall’utilità che quella persona ha per me nel fornirmi il carburante. Se il carburante che fornisce è forte e potente, passerò molto tempo con quella persona, altrimenti meno. Io decido il modo in cui la relazione si svilupperà secondo quei certi criteri che capisco che le persone come te applicano alle relazioni”.

“Quali sono quei criteri?”, ha chiesto il dottor E.

“Casi come la familiarità reciproca, se c’è una stretta di mano o un bacio in segno di saluto, il nome con cui ci chiamiamo a vicenda, se possiamo contare sul fatto che loro ci forniscano informazioni, se ci presteranno soldi, se andiamo in certi posti insieme e quanto spesso, se viviamo insieme, tutte queste cose fanno parte di ciò con cui voi misurate una relazione.”

“E consideri quei criteri come circostanze che dovrebbero accadere in un determinato periodo di tempo?”

“No. Sono tutte valutazioni secondo le quali so che persone come te determinano la natura della relazione. Io le uso come indicatori che possono influenzare il livello di carburante, di conseguenza le articolerò secondo un andamento che si adatta alle mie richieste di carburante”.

“Ma non seguendo il suggerimento di un’altra persona, o dici che è una regola generalmente accettata dalla società?”

“Beh, l’altra persona deve acconsentire all’atto, voglio dire, non ho imprigionato nessuno nella mia casa. Finora.” ho sorriso.

“Ma se devono dare il loro consenso di sicuro questo significa che la tempistica è fuori dal tuo controllo?”

“Niente affatto. Io faccio in modo che mi diano il consenso solo in base alla mia tempistica”, ho detto.

“Esercitando le influenze che mi hai descritto in precedenza?”

“Esattamente.”

Il dottor E è rimasto in silenzio mentre continuava a scrivere.

“Così determini quando inizia la relazione e l’andamento con cui procede e questa relazione non finisce mai?”

“Sì.”

“Ma alcuni casi delle tue relazioni intime che mi hai descritto si integrano certamente con il concetto che sono finite.”

“Niente affatto. Se ho messo da parte alcune persone è perché, come sempre, mi hanno deluso in qualche modo, quindi non le lascerò andar via. Potrebbero pensare di essere state in grado di farlo. In effetti, in certi casi, incoraggio quella linea di pensiero in modo che le difese della persona rimangano basse e quindi questa è soggetta a farmi ripristinare l’interazione. Nessuno mi lascia e io non lascio nessuno. Serviranno sempre a qualcosa a un certo punto, e quindi potrebbe esserci una pausa nella nostra interazione, ma non vi sarà mai una cessazione”.

“E se l’altra persona decidesse di non voler più interagire con te?”

“Perché mai dovrebbe penser questo?” Chiesi confuso.

“Beh, il modo in cui hai trattato molte di loro è stato duro e sgradevole.”

“Ma non meno di quanto meritassero. Le persone hanno bisogno di conoscere qual’è il loro posto e se escono fuori da questo devono essere rimesse in riga”.

“Perché?”, Ha chiesto il dott. E.

“Perché ho dato loro tutto e ogni volta mi ripagano deludendomi. Questo è ingiusto. Ogni volta che do loro il mondo, lo faccio davvero dottore, e non importa quanto io sia meraviglioso con loro, non fanno abbastanza per ricambiare e lasciano che il loro sentimento diventi banale oppure non riescono a darmi l’adorazione che merito. È sbagliato e a queste persone deve esser mostrato quanto sono in torto, vengono punite per le loro trasgressioni.”

“Quindi mantieni una relazione per punire l’altra persona?”

“In parte sì, ma di solito è perché si dimostrano ancora utili e hanno un debito con me da ripagare.”

“Capisco,” ha osservato il dottor E e ha continuato con i suoi appunti.

“E quando ripagheranno questo debito?” Chiese.

“Questo è il problema dottore,” ho detto con un sospiro, “non lo fanno mai. Ecco perché non le ho mai lasciate andare.”

H.G. TUDOR

Never Let Go

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👤 METTERTI ADDOSSO DEL SESSO

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Ero in seduta con il Dr. E.

“Quindi,” ho chiesto, “qual è l’argomento della discussione di oggi?”

“Sesso”, ha risposto.

“Devo parlare di questo con te?”

Ha spinto indietro gli occhiali.

“Non hai l’obbligo di parlare di nulla, ma spero che tu discuta di questo con me.”

“Non posso parlare di sesso con la Dottoressa O?”

“Perché? Ti senti in difficoltà a discutere di sesso con un altro uomo?” ha chiesto. Potevo vedere che aveva la sua penna sospesa pronta a prendere nota.

“Per niente. Mi spiace, dottore ma non c’è nessuna omofobia riguardo a me.”

“Cosa te lo fa pensare?”

“Beh tu stavi per insinuare che la mia riluttanza nel discutere l’argomento del sesso con te denota un tratto omofobico da parte mia.”

“Per nulla, sarebbe un giudizio prematuro e una base pericolosa per l’analisi.”

“Non ti credo”; ho replicato.

“Perché invece discuteresti di sesso con la Dottoressa O?” ha chiesto. Non mostrava alcun segno di irritazione o disappunto per la mia preferenza.

“Sarei interessato a imparare la sua visione riguardo al sesso. È così immacolata e clinica quando la vedo, voglio sapere cosa succede sotto a quel cappellino.”

“Queste sessioni riguardano te non noi,” ha detto il Dr. E.

“Non si preoccupi Dr. E non ho interesse nel sapere se metti delle ortiche sul tuo scroto o qualsiasi cosa fai per eccitarti.”

” È qualcosa che hai fatto?” ha chiesto.

“No ma le ho usate su qualcun altro.”

“Maschio o femmina?”

“Femmina.”

“Perché?”

“La sensazione pungente sui capezzoli o nell’interno coscia ovviamente fa male ma poi lascia spazio ad una deliziosa ondata di piacere se combinata con l’applicazione della mia lingua.”

il Dr. E stava scribacchiando.

“Capisco, quindi ti diverte il fatto che ferisca l’altra persona e poi diventi piacevole per lei?”

“No.”

“Per favore approfondisci ulteriormente.”

“Parlerò di sesso con la Dottoressa O?” Ho chiesto, cambiando argomento.

“Su alcuni aspetti del sesso, sì” ha replicato il Dr. E. Ho sorriso.

“Bene. Molto bene dato che sta per accadere e la prenderò per una promessa Dr. E, approfondirò ciò che voglio dire.”

“Lo faccio perché la questione del dolore di questa persona e poi del piacere è interamente un mio dono. Lo controllo e questo mi attrae notevolmente.”

“Quindi il controllo in un rapporto sessuale è importante per te? Ha chiesto il Dr. E.

“Il controllo è il rapporto sessuale per me. Ho poco interesse nella mia personale gratificazione erotica, sì sento piacere quando ho un orgasmo ma alla fine posso farlo anche da solo e immancabilmente con un risultato più intenso. Ho ancora meno interesse nella gratificazione sessuale di un’altra persona. Negare loro questa gratificazione erotica? Questo è molto più divertente rispetto al concedere loro il rilascio. Il sesso riguarda il controllo. Sono altamente qualificato tra le lenzuola.”

“È la tua conclusione o quella altrui?”

“Entrambi. Vedi io conosco come pensa la gente, so come reagiscono ed ho avuto molti incontri sessuali con molte persone diverse. C’è un vasto numero di differenti combinazioni quando si tratta di soddisfare una persona e nessuno è uguale all’altro. Io sono come un super computer. Posso sbattere tra le varie combinazioni finché colpisco il giusto approccio con cui manderò la mia compagna di letto in orbita. Sono disposto ad utilizzare ogni parte del mio corpo, ogni sfaccettatura della mia conoscenza sessuale per far provare a questa persona un orgasmo incredibile. Questo mi da un enorme controllo su di loro e mi fa sentire molto potente. So cosa le accende, cosa le fa gemere ed urlare e rabbrividire per la beatitudine del piacere. Uso questa abilità enormemente potente di portarle sotto il mio incantesimo. Una volta che questo è fatto lo concederò e negherò come e quando lo riterrò opportuno. Farò intenzionalmente quelle cose che non le eccitano per farle reagire. Accarezzerò una partner in pubblico sussurrando loro nell’orecchio che se mostreranno qualsiasi tipo di reazione a ciò che sto facendo mi fermerò e negherò loro qualsiasi rapporto sessuale per un tempo indefinito. Questo darà loro un piacere davvero sconvolgente e sottolineerà il mio controllo su di loro. Interromperò una lite con una fidanzata prendendola contro il bancone della cucina. Dimenticherà presto su cosa fosse la discussione dato che l’ho fatta lamentare di piacere prima di andarmene semplicemente via prima che arrivasse al culmine. Immagini come mi segue per la casa pregandomi di “farla finire”? Ci pensi alle promesse che fa solo per sentirmi di nuovo dentro di lei? Questo è controllo. Questo è potere. Scopro il codice sessuale chiave di una persona e le consegno il paradiso. Lo trovano da assuefazione e lo vogliono così tanto. Scopro il potere collegato a questa abilità che da dipendenza. Quando vieni a letto con me hai il meglio. Nessuno dopo di me si avvicinerà a ciò che ti do.”

C’è stata una lunga pausa mentre il Dr. E ha buttato giù le mie parole. Mi è sembrato un po’ sconvolto. Speravo ci fosse la Dottoressa O seduta lì al suo posto.

“Pensi che un incontro sessuale dovrebbe riguardare qualcos’altro invece che il controllo?”

Ho riso a questa affermazione,

“Cielo no, questa è la sua unica funzione. È uno strumento, come molte altre cose, per potarvi sotto il mio incantesimo, ma devo ammettere, che probabilmente è uno dei più potenti ed efficaci strumenti. Il sesso in realtà è piuttosto noioso ma controllare le reazioni e le emozioni di un’altra persona, beh, questo è molto più interessante.”

“Ti sei mai domandato come sarebbe lasciar andare quel controllo e concedere a te stesso di essere avvolto nel “momento” con l’altra persona?” ha chiesto il Dr. E.

“No non posso rinunciare al controllo. Vedi, so che ci sono quelli che si coinvolgono nell’essere legati e puniti, sai no sculacciati con mano aperta o con un bastone. Potranno avere una reazione sessuale dall’essere trattati così ma la vera ragione per cui lo fanno è che stanno rinunciando al controllo. Avevo una fidanzata che era molto sottomessa e mi permetteva di farlo… beh qui ti lascerò usare l’ immaginazione dottore, ma lei non voleva alcun controllo. Stava ai piani alti di una banca e responsabile di milioni di sterline e centinaia di impiegati e voleva essere spossessata di questa responsabilità e lasciare andare il controllo anche solo per un’ora o due. Trovavo la sua spiegazione interessante ma non posso comprenderla. Perché rinunciare al controllo? Perché cedere qualcosa che hai lavorato duro per ottenere? Il controllo è il massimo scopo del portare a letto qualcuno. Le controllo in quel letto e l’incantesimo che metto su di loro implica che il controllo si estenda molto oltre alla camera da letto, tale è il suo potere.”

Il Dr. E ha annuito continuando a scrivere.

“E se perdessi la tua potenza sessuale? Se fossi diventato impotente?” Ha chiesto.

“Perché dovrebbe accadere?”

“Molte ragioni. Abuso di alcol, di sostanze, diabete, età, ansia. Ci sono molte ragioni per cui questo potrebbe accadere.”

Ho scosso la testa.

“Le persone come me non soffrono di questo. Dio mi ha dato il dono di genialità sessuale per portare avanti i miei scopi, non me lo toglierebbe. “

“Ma se questo fosse accaduto, cosa faresti? Come gestiresti una tale perdita di questo meraviglioso strumento di controllo?”

“Mi stai prendendo per il culo ora dottore?” l’ho aggredito.

“Per niente. Sto solo facendo una domanda pertinente che coincide con il tuo desiderio di controllo.”

“Ascolta dottore, non proiettare i tuoi problemi in quell’ambito su di me, okay?”

Il Dr. E è rimasto in silenzio. L’ho copiato e sono rimasto seduto in silenzio fissandolo. Come osa insinuare che avrei perso la mia potenza? Che idiota. Dovrebbe essere più furbo ora. Ho continuato a fissarlo aspettando per la sua prossima osservazione intelligente ma è semplicemente tornato a guardarmi. Questo stallo è durato per pochi minuti ma sapevo che avrebbe guardato altrove per primo. Ho mantenuto il mio sguardo funesto mentre la furia per la sua impertinenza scorreva attraverso di me e poi ha abbassato gli occhi sul suo notes rosso e nero e ha preso qualche nota in più. Avevo vinto.

“Non siamo più così presuntuosi ora dottore?” ho mormorato sottovoce.

H.G. TUDOR

Putting A Sex on You

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👤 IL PREZZO DELLA LIBERTÀ

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La responsabilità è il prezzo della libertà. Me l’ha detto Dr. E. Io ho ribattuto che è stato Elbert Hubbard a dirlo. Il Dr. E è rimasto piacevolmente stupito. Hubbard era uno scrittore, artista e filosofo. L’ho detto al Dr. E. Il Dr. E mi ha chiesto se sono d’accordo con questo assunto. Mi piace quando asserisce qualcosa e mi invita a dire la mia in merito. Chiaramente la mia opinione ha valore per lui. Gli ho detto che non sono d’accordo per due ragioni. Prima di tutto la libertà è l’assenza di responsabilità. Per questo sono libero. Non sono incatenato dalle convenzioni della responsabilità, che mi inibirebbe troppo.
La mia eccellenza nel lavoro non può essere costretta da tale nozione, per questo il lavoro legale deve essere fatto da altri. Io sono un creatore, la genesi della grande idea. Non sono responsabile per gli altri, devono occuparsi della loro vita. Sì, d’accordo cerco di assicurarmi che seguano la via giusta ma non sono responsabile se vanno fuori strada. Che mentano ad altre persone. Devo essere libero di fare ciò che voglio, altrimenti come posso funzionare? Non posso essere rinchiuso in gabbia. La mia libertà è fondamentale, è un mio diritto.
Il Dr. E mi ha chiesto quale fosse la seconda ragione. Gli ho spiegato che non si può accettare una frase detta da un venditore di saponi itinerante, cosa ne poteva sapere sull’argomento?

H.G. TUDOR

The Price of Freedom

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👤 UNA QUESTIONE DI PERCEZIONE

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In una discussione con il Dr. E, lui una volta mi ha chiesto chi mi credo di essere. Non ho detto nulla. Ho imparato che è un passo sensato quello di rimanere tranquillo quando il Dr E pone domande per primo. Ha la tendenza a fare domande piuttosto aperte che possono essere interpretate in molti modi. Se rispondo immediatamente in un certo modo, suggerirà che ci può essere un punto di vista differente o un diverso modo di considerare ciò che ha chiesto e avanza questa differente proposizione. So perché lo fa. Sta provando a mostrare di essere più intelligente di me uscendo con qualcosa di differente rispetto a ciò che dichiaro. Vuole che io prenda per primo posizione in modo che questo gli permetta di provare a disfare ciò che ho detto e di conseguenza implicare che le sue considerazioni sono superiori alle mie. Conosco il tuo gioco Dr E

Per ovviare a questo non dico nulla. Il Dr E prima o poi (come la maggior parte delle persone) deve riempire il silenzio. Come sai non ho alcun problema a mantenere il silenzio per giorni, forse perfino per settimane. In questa occasione ha proseguito con

“Se posso elaborare, tu credi di avere una tua propria separata esistenza o credi di essere il prodotto di come gli altri ti percepiscono?”

Bene. Ora sapevo quale delle due argomentazioni credeva essere pertinente alla discussione. Ha mostrato la sua mano.
Tutto ciò che devo fare è selezionare la risposta migliore e la mia superiorità rimarrà intatta.

“Siamo tutti il prodotto di come gli altri ci percepiscono” ho risposto

“Perché dici così?”

Il palco era mio.

“Se anche tu potessi convincere te stesso che tu sei, resti comunque definito da ciò che gli altri considerano che tu sia, in realtà. Questo perché dobbiamo interagire con gli altri e come ti considerano e di conseguenza si comportano con te, produce ciò che tu sei. Ad esempio, posso vedere che tu stai ascoltando e prestandomi attenzione. Questo dimostra che tu consideri ciò che sto dicendo come interessante e utile da ascoltare. Questo a sua volta significa che sono una persona interessante e che di conseguenza ho qualcosa da dirti.”

“Capisco. Se ti dicessi che ti sto ascoltando solo perché sono pagato per farlo e non perché ti trovo interessante.” Ha risposto il Dr E

“Il fatto che tu sei stato pagato semplicemente ci pone insieme nella stessa stanza. Tu mi stai ascoltando, quindi sono interessante per te.”

“Okay. Se ora mi alzo ed esco dalla stanza non ti starò più ascoltando. Questo non implica che non ti trovo interessante?

“No” ho replicato, “significherebbe che la conversazione è finita”

“Molto bene. Se mi alzassi mentre tu stai dicendo qualcosa e uscissi dalla stanza?”

“In quel caso ti considererei maleducato e di conseguenza la mia percezione di te definirebbe ciò che sei” ho risposto

“Ma riguardo te? Come ti definisce il mio comportamento di lasciare la stanza mentre stai parlando? Ha insistito il Dr E

“Ti dimostrerei che ciò che sto dicendo è tale da renderti incapace di essere in disaccordo con me e che ho vinto il litigio o la discussione”

“Capisco. E se non avessimo litigato?”

“Ho detto litigio o discussione o qualcosa del genere, non solo litigio”

“Molto bene. E se stessimo discutendo di qualcosa di neutrale tipo il tempo? ha insistito il Dr E

“Non c’è nessuna discussione che sia neutrale. Ci sarà sempre il mio punto di vista e il tuo punto di vista.”

“E se fossimo d’accordo?”

“Allora tu saresti d’accordo con me ed avresti riconosciuto la forza di ciò che sto affermando come corretta e di conseguenza questo rinforza la mia intelligenza e superiorità.”

“E se fossi tu d’accordo con me?”ha insinuato il Dr E ridendo

“Penso che scoprirai che sarai d’accordo con me”

“E se non lo facessi?” Ha chiesto.

“Allora sei stato inopportuno e inutile ma alla fine stai rinforzando il fatto che sono nel giusto e quindi preciso, accurato e consapevole.”

Il Dr E ha fatto una pausa e ha iniziato a scrivere qualcosa nel suo quaderno. Ho aspettato che finisse di completare la sua nota.

“Quindi sei il prodotto di ciò che tutti pensano di te?”

“Sì, vedi, sapevo che saresti stato d’accordo con me.” Ho sorriso.

C’è stato un lievissimo flash di irritazione da parte del Dr E ma lo ha messo velocemente da parte.

“Sto facendo una sintesi della tua posizione, non sto dicendo che sono d’accordo”, ha detto.

“Se dici così” ho sorriso ancora “il punto è che siamo il prodotto di ciò che tutti gli altri pensano di noi. Io sono sempre ammirato, amato e rispettato da chi incontro e coinvolgo nella mia vita. Ammirano il mio successo, conoscono e rispettano i miei traguardi, si meravigliano della mia intelligenza e sono onorati dell’attenzione che concedo loro. Tutto questo fa di me chi sono perché devo interagire con tutte queste persone. Il modo in cui mi considerano mi definisce.”

“E quelli che ti considerano in termini decisamente meno complimentosi, quelli che riferiscono del tuo comportamento abusante nei loro confronti. Ho visto che alcuni di loro ti vedono così.”

“Tutti loro sono bugiardi e le bugie non definiscono ciò che siamo.” Ho sbottato.

“Capisco. E se loro ti dicessero che tutta l’ammirazione e l’amore che ti danno o ti hanno dato è falso? ” ha insinuato il Dr E.

“Ora stai dicendo bugie Dr E, niente di tutto quello è falso.”

“Okay. E se l’ammirazione e il rispetto di queste persone fosse genuino, ma basato su un’idea sbagliata riguardo te?”

Devo dare al Dr E ciò che gli spetta. Adora segnare un punto.

“Allora custodiranno per sempre l’idea sbagliata che hanno riguardo me.”

Il Dr E ha fatto una pausa. Ha preso nota e poi ha detto

“Credi in questa affermazione?”

“È una verità assoluta.”

Il Dr E non ha detto altro ma ha scritto per un po’ fino a che il tempo della seduta è terminato. Ho lasciato la stanza sentendomi vivace e carico.

H.G. TUDOR

A Matter of Perception

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👤 LE REGOLE DELL'ATTRAZIONE

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Le persone con cui interagisco, specialmente quelle con cui ho una relazione, spesso mi chiedono qual è la prima cosa che mi ha attratto di loro. Il Dr E. mi ha chiesto di riflettere bene su questa domanda. L’ha divisa in due parti. Per prima cosa voleva che gli dicessi cosa mi attrae subito di loro. Voleva che ritornassi a questa prima impressione, sia che fosse online, dal vivo o dal finestrino della mia auto. In secondo luogo mi ha chiesto di riguardare a tutto questo con il senno di adesso. Il motivo dell’attrazione era differente da ora? Questo ha dato luogo ad una lunga sessione con varie pause perché ci ho messo molta concentrazione. Devo ammettere che è stata una delle domande migliori del Dr E quindi sentivo che meritava una certa applicazione da parte mia.

Per quanto riguarda la prima parte, può essere assolutamente qualsiasi cosa. Il colore dei capelli, la forma del tuo naso, il profumo che indossi, il pezzo di lavoro che hai completato, la tua scelta della salsa per le patatine, la tua voce o la macchina che guidi. Questo è quello che noto. Uso questo come punto focale per il mio improvviso e travolgente interesse per te. Cerco qualcosa, qualunque cosa per cui valga la pena fare un complimento e quando l’ho trovata la utilizzo immediatamente e poi ne cerco un’altra, e un’altra ed un’altra ancora per caricare la mia mitragliatrice di complimenti e fare fuoco verso di te.

La seconda parte della questione riguarda cosa realmente trovo attraente. L’iniziale attrazione è solo una frenetica corsa nel tentativo di costruire un ponte e attraversarlo correndo per essere con te. Ciò che veramente mi attrae è la dimostrazione di quanto sei onesta e premurosa. Gentile e comprensiva. È questa l’unica cosa che mi importa. Questi attributi indicano che tu sei estremamente suscettibile ai miei complimenti e anche che sarai totalmente sconvolta quando li ritirerò. In ultima analisi annuso che tu mi darai l’ammirazione e l’attenzione di cui ho diritto.

Questo ha portato il Dr E a chiedermi come faccio a sapere che tu sei onesta, gentile e così via. Ho iniziato a rispondere ma ha detto che voleva che ci pensassi 15 minuti prima di farlo. Sapevo la risposta in meno di un minuto quindi ho compilato una lista riguardo ai metodi da utilizzare per sedurre la mia vicina. È stato un uso molto più produttivo del tempo. Una volta che il tempo prescritto è terminato, il Dr E mi ha chiesto ancora come faccio a saperlo. Ho detto che è semplice, Semplicemente lo so.

H.G. TUDOR

The Rules of Attraction

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👤 PARLARE DI ERRORI

 
80001439_445028786398560_1475737663255347200_n.jpgUno dei miei altri psichiatri, la chiamo Dottoressa O (lei è ossessionata da me- non penso sia una cosa molto professionale sebbene sia naturale) mi ha chiesto di fare una lista di cose che dico la prima volta che incontro qualcuno.
Ho sospirato e alzato gli occhi al cielo. Come mai potrei spiegarlo? Parlo con così tante persone ed essendo onesto, sembrano confondersi in una sola per me, quindi è molto difficile distinguere tra loro e ricordare cosa ho detto. D’altra parte lei è insistente e poi mi è stato tutto chiaro. Io non ho proprio bisogno di ricordare. Tu lo fai. Dopotutto, incontrarmi per la prima volta è un’occasione così memorabile che le mie meravigliose parole restano scolpite nel tuo cuore per sempre. Considerando tutto quello che ho fatto per te, forse mi farai un favore (mi farai un favore o vedrai) e dirmi cosa ti ho detto nella fase embrionale della nostra relazione. Così posso fare copia-incolla e passarli alla Dottoressa O e così forse sarà un pochino meno ossessionata. Non stare lì a pensarci, ho bisogno di saperlo così mi sentirò meglio.
H.G. TUDOR

Speaking In Wrongs

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👤 ARMA PREFERITA

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La Dottoressa O mi ha chiesto in che modo scelgo di scagliarmi su qualcuno. L’ho corretta immediatamente. Io non mi scaglio. Questo suggerisce una perdita di controllo. Io non perdo il controllo. Lei ha accettato il mio punto di vista. Penso che stia iniziando a rendersi conto chi ha l’intelletto più grande in queste sessioni e si inchina alla mia superiorità. Ho anche notato che ha indossato ancora la minigonna. Credo che lo faccia nel tentativo di distrarmi durante le discussioni. Non così veloce dottoressa, le tue gambe vanno bene, definite e toniche ma questo avvenente diversivo non ti farà vincere questa battaglia.
Avendo ammesso il suo errore ha fatto un altro tentativo e ha chiesto quando desidero ferire qualcuno che metodo uso più spesso? Questo mi ha interessato dato che non ho mai considerato di averne uno che uso più spesso dato che amo sfoderare l’intero arsenale disponibile. Non tutto insieme ma gradualmente a seconda di chi mi ha ferito. Naturalmente certe armi non sono applicabili in qualche situazione. Dopo tutto, difficilmente dovrò ritrarmi dalle lenzuola di un collega dello stesso sesso, no?

A volte è rabbia, altre volte ritiro affetto o sesso. In altre occasioni è sminuire o fare odiosi confronti con altri. Poi ancora, potrei cominciare una relazione e non avere alcuna discrezione nel farlo. Posso decidere di rompere o buttare via il prezioso tesoro o diffondere alcuni commenti cattivi. C’è una vasta gamma di azioni dannose che potrei usare. Mi sono seduto a pensare a queste cose facendo in modo che la Dottoressa O chiedesse: “Ti ho sconvolto, sei rimasto in silenzio”.

Ho sorriso mentre ciò che volevo si realizzava. Il metodo che uso di più è il trattamento del silenzio. È fantastico. Richiede uno sforzo minimo (che è sempre una gran cosa) e può essere usato nell’immediatezza. Quello che mi piace di più è il fatto che il destinatario non ha la minima idea del perché lo sto facendo. Questo manda davvero in confusione la sua mente. Non riescono a capire come mai non comunico con loro perché non riescono a capire cosa hanno fatto per ricevere questo trattamento. Se mi comprendessero un minimo se ne andrebbero semplicemente via lasciandomi fare. Questo mi avrebbe disturbato perché non mi avrebbero più prestato alcuna attenzione così avrei fermato subito il trattamento del silenzio perché non funzionava più. Invece loro DEVONO conoscere e capire perché sono rimasto in silenzio. Scava la loro mente e li tormenta mentre fanno una domanda dopo l’altra. Vedo il loro cervello attorcigliarsi per capire cosa ha causato quel trattamento. Li vedo flippare mentalmente attraverso quello che è stato detto e fatto, verificando differenti scenari mentre brancolano per una risposta. Il non sapere massacra. Posso andare avanti per settimane se ne ho bisogno e più a lungo prosegue e più sono disperati nel tentativo di ottenere una risposta. La loro crescente frustrazione mi alimenta e mi spinge a mantenere questa condizione. Meraviglioso. Ho distrutto diverse persone in questo modo e quando scelgo di terminare il silenzio, la gratudine che esplode da loro mi riempie di un enorme senso di potere.

Sì, quest’arma prediletta è il silenzio killer

H.G. TUDOR

Weapon of Choice

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👤 DINIEGO DELLA VITTORIA

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La Dottoressa O. che ora sta chiaramente flirtando con me (la sua gonna è di due pollici più corta della sessione precedente)
mi ha fatto la seguente domanda:

“Il tuo vicino ha comprato una nuova macchina. È chiaramente migliore e più costosa della tua. Come ti fa sentire?”
Ho aggrottato le sopracciglia non capendo cosa intendesse ma ho ricordato uno dei miei colleghi quando ha detto di aver comprato un vestito nuovo e io gli ho mostrato l’etichetta del mio e gli ho detto quanto era costato. Era arrabbiato e un altro collega mi ha detto che era geloso. Afferrato Dottoressa O: vuoi che io sia geloso, ma non sono un Epsilon semi moron, quindi non lo dirò.
Invece ho risposto con

“Non potrebbe mai accadere”
“Perché no?” mi ha detto lei. Ho anche visto che ha accavallato le gambe per rivelare un po’ la coscia. La Volpe astuta.
“Non può permettersi una marca migliore della mia”
“Come lo sai?”
“Semplicemente non può, ha un lavoro che non è buono quanto il mio”
“Potrebbe essere” ha ribattuto lei.
“Non è così”
“Okay, diciamo che hai ragione”
“Io ho ragione”

Ha fatto una pausa e ha scritto qualcosa sul notes. La sua penna sembra elegante. Una penna stilografica, molto probabilmente Mont Blanc, ha gusto.

“Sì, per questa domanda facciamo che possa permettersi una macchina migliore della tua”
“Non succederà comunque”
“Perché?”
“Non ha il senso dello stile necessario per scegliere qualcosa di meglio della mia macchina”

“Okay. Ancora in nome della mia domanda, supponiamo che abbia sia il denaro che il senso dello stile”
“Okay, comunque non può accadere lo stesso”
“Perché no?” Lei ha scavallato le gambe e si è spostata sulla sedia. Si sta irritando. Potrei leggerla in questo modo.
“Vorrei chiamare ogni venditore in città per assicurarmi che non gliela vendano”
“Veramente?”
Ho annuito.

“Ok, ma allora per il bene della domanda e ti sarei molto grata se volessi semplicemente rispondere, assumiamo che l’acquisti in un’altra città o un concessionario rinuncia e gliela vende lo stesso e così acquista una macchina più costosa e migliore della tua. Come ti sentiresti?”
“Non accadrà comunque”
“Oh andiamo! come può essere?”
“Nessun concessionario oserà andare contro a ciò che dico”
“E se la comprasse fuori città” Si è chinata verso di me sapendo che potrebbe avere la meglio
“Come può farlo se avrò incendiato prima il suo veicolo inferiore e meno costoso del mio?”
La Dottoressa O. ha scosso la testa, scritto qualcosa nel suo notes e poi è uscita dalla stanza.
Diniego. Succede ogni singola volta.

H.G. TUDOR

https://narcsite.com/2015/09/02/denial-of-victory/