📑 AL TUO POSTO, PRONTO, RESTA!

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Quante volte hai dichiarato di averne avuto abbastanza? Quante volte hai giurato che non avresti sopportato più questo comportamento e che avresti ricominciato da capo? Quante volte hai messo in atto dei passi per partire e lasciarti dietro questa realtà confusa e contorta? Noi udiamo questi commenti assertivi di volta in volta. Ti abbiamo sottoposto a una svalutazione prolungata, provocando così tante intense risposte emotive da parte tua che ci hanno fornito carburante. A volte non sapevi se stavi arrivando o andando, la tua testa nuotava e quel dolore sordo al centro della tua fronte non sembrava mai diminuire. Ti sei chiesto di chi potevi fidarvi mentre combattevi per stabilire ciò che credevi fosse giusto contro uno sfondo di contraddizioni. Da qualche parte hai raccolto un po’ di forza, una raffica di coraggio scaturiva dalla tempesta e in quel momento di chiarezza sapevi che era ora di andare. Questa situazione non è sicuramente giusta? Nessuno dovrebbe essere trattato in questo modo. Sì, era il momento di andarsene.

Ovviamente non puoi farlo senza il tuo discorso di addio. Non viene confermato con cattiveria o veleno. Quelle non sono parole d’ordine che si applicano a voi. Nonostante l’orrendo trattamento contro di te, i ripetuti abusi e le incessanti sconfitte, ti sei comportato sempre con dignità e grazia. C’erano pochi dubbi che volessi scagliarti su di noi. Volevi stuzzicarci con parole pungenti e alcune verità spiacevoli, proprio nello stesso modo in cui noi avevamo usato le nostre lingue acide e parole selvagge per rimproverarti, eppure nonostante volessi tanto parlarci in questo modo, non l’hai fatto. Al contrario, dimostrando l’empatia che ci ha attirato a te tanto tempo fa, hai spiegato quanto ancora ci ami. Hai cacciato via le lacrime mentre spiegavi che ci amavi più di quanto avessi mai fatto quando siamo diventati una coppia e nonostante tutto quello che è successo, ci ami ancora. Dovresti averci fatto a pezzi, rivolgendoci contro un lungo capo d’accusa, ma non ti sei comportato in questo modo. Tu non sei così. Hai parlato di tutte le qualità meravigliose che abbiamo e di quanto ti mancano, hai continuato a lodarci anche dopo tutto quello che ti avevamo fatto. Tu stavi lì a sopportare i lividi emotivi e fisici e invece di darci una strigliata per averti ridotto in quello stato preferivi parlare dei momenti magici che abbiamo passato insieme. Certamente avevi affidato ognuno di quei momenti alla tua memoria dato che hai tirato fuori ogni evento e ricorrenza mentre le lacrime ti scorrevano giù per le guance. Hai spiegato quanto ti abbiamo fatto sentire bene, come non avevi mai sperimentato nulla del genere prima e di conseguenza credevi davvero di aver trovato quello giusto. Affronti il periodo d’oro, parlando dei viaggi che abbiamo fatto, dei giorni trascorsi insieme e dei momenti scintillanti e lucenti che abbiamo creato. Possiamo vedere che questo ti fa ancora più male, eppure il tuo altruismo continua. Sei esausto dopo il periodo tortuoso che ti è stato fatto passare eppure tutto ciò che fai è cercare di ricordare le cose buone e ringraziarci per quei tempi meravigliosi. Ci dici che, sebbene siano durati alcuni mesi, i ricordi di quel periodo sono vivi nella tua mente e li custodirai sempre. Spieghi che rifletterai su quei ricordi e non su ciò che è accaduto in seguito, dato che continui a preferire il meglio di noi, nonostante tutte le cose a cui ti abbiamo sottoposto. La tua nobiltà nel comportarti in questo modo è davvero impressionante e le tue ammirevoli parole continuano ad alimentarci. Spieghi tra i singhiozzi che non vuoi andartene ma devi farlo. Non vuoi lasciare dietro di te tutto ciò che abbiamo costruito, ma se non lo fai, verrai distrutto. Ti scusi, sì, in realtà ti scusi per non essere stato in grado di aiutarci, di distoglierci dal comportamento distruttivo e malevolo che ha rovinato gli ultimi mesi insieme. Spieghi quanto duramente ci hai provato ma ammetti di essere stato sconfitto. Esprimi il tuo desiderio che noi cambiamo e che cerchiamo aiuto perché credi veramente che noi siamo una brava persona che ha solo bisogno di aggrapparsi a quella bontà e permetterle di splendere. Ci hai detto che hai visto cosa possiamo fare e raggiungere e vuoi ancora ciò che è meglio per noi. Stai lì a fissarci; alcuni dei tuoi effetti personali già impacchettati nelle due valigie che stanno aspettando nel corridoio. Ci dici che ti metterai d’accordo con noi per riprendere il resto dei tuoi oggetti una volta che avrai avuto la possibilità di pensare e prender fiato.

Ci alziamo dalla sedia e veniamo verso di te. Stai singhiozzando in silenzio e noi prendiamo le tue mani tra le nostre e le teniamo in quel modo tenero che ricordi così bene. La stretta brutale che un giorno è arrivata dal nulla non esiste. Invece, ti teniamo le mani e ti guardiamo dritto negli occhi e intanto facciamo uno sguardo che abbiamo praticato prima con altri nella stessa situazione. Lo sguardo inizia come tristezza e poi si trasforma in speranza mentre cerchiamo i tuoi occhi cercando quel baluginio di fiamma ancora una volta attraverso le lacrime. Tu sostieni il nostro sguardo mentre noi continuiamo a cercare e poi parliamo, le nostre parole morbide e gentili, proprio come lo erano quando ti sussurravamo all’orecchio mentre ci sdraiavamo accanto a te e ti prendevamo a tarda notte.

“Mi dispiace, so che questa volta devo cambiare. Per favore aiutami ad essere la brava persona che so di poter essere, che voglio essere. C’è qualcosa di sbagliato in me e io non so cosa sia, ma tu puoi salvarmi, tu sei l’unico. Per favore non lasciarmi. Non posso sopravvivere senza di te. Ho bisogno di te. Voglio renderti felice di nuovo perché una persona così meravigliosa e amorevole come te se lo merita. Andrò a farmi aiutare ma so che posso farlo solo con te al mio fianco. Per favore, per favore resta.”

Il breve discorso viene espresso con vera genialità mentre raccolgo la giusta inflessione in tono, accoppiata ad appropriati sguardi contriti e manierismi. Continuo a guardare nei tuoi occhi mentre tu lasci che le mie parole ti entrino. Passano i minuti e poi la luce guizza, quella fiamma di speranza si innesca nella vita e io conosco le tue prossime parole ancora prima che tu le pronunci e io comincio a darti di nuovo quel seducente e vincente sorriso.

So che resterai. Ancora.

Finisci intrappolato. Ancora.

Questa è una forma di Recupero Preventivo e quando tiri fuori quel presunto discorso di addio, rimani esposto a un simile recupero.

Funziona spesso dal momento che scelgono i tuoi tratti empatici di colpa, compassione, che non vuoi arrenderti, che speri nel meglio e che ci vuoi guarire.

Dacci delle dritte secondo le tue intenzioni e affronterai un simile recupero.

H.G. TUDOR

On Your Marks, Get Set, Stay!

📑 UN RECUPERO PREVENTIVO

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Quante volte hai dichiarato di averne avuto abbastanza? Quante volte hai giurato che non avresti sopportato più questo comportamento e che avresti ricominciato da capo? Quante volte hai messo in atto dei passi per partire e lasciarti dietro questa realtà confusa e contorta? Noi udiamo questi commenti assertivi di volta in volta. Ti abbiamo sottoposto a una svalutazione prolungata, provocando così tante intense risposte emotive da parte tua che ci hanno fornito carburante. A volte non sapevi se stavi arrivando o andando, la tua testa nuotava e quel dolore sordo al centro della tua fronte non sembrava mai diminuire. Ti sei chiesto di chi potevi fidarvi mentre combattevi per stabilire ciò che credevi fosse giusto contro uno sfondo di contraddizioni. Da qualche parte hai raccolto un po’ di forza, una raffica di coraggio scaturiva dalla tempesta e in quel momento di chiarezza sapevi che era ora di andare. Questa situazione non è sicuramente giusta? Nessuno dovrebbe essere trattato in questo modo. Sì, era il momento di andarsene.

Ovviamente non puoi farlo senza il tuo discorso di addio. Non viene confermato con cattiveria o veleno. Quelle non sono parole d’ordine che si applicano a voi. Nonostante l’orrendo trattamento contro di te, i ripetuti abusi e le incessanti sconfitte, ti sei comportato sempre con dignità e grazia. C’erano pochi dubbi che volessi scagliarti su di noi. Volevi stuzzicarci con parole pungenti e alcune verità spiacevoli, proprio nello stesso modo in cui noi avevamo usato le nostre lingue acide e parole selvagge per rimproverarti, eppure nonostante volessi tanto parlarci in questo modo, non l’hai fatto. Al contrario, dimostrando l’empatia che ci ha attirato a te tanto tempo fa, hai spiegato quanto ancora ci ami. Hai cacciato via le lacrime mentre spiegavi che ci amavi più di quanto avessi mai fatto quando siamo diventati una coppia e nonostante tutto quello che è successo, ci ami ancora. Dovresti averci fatto a pezzi, rivolgendoci contro un lungo capo d’accusa, ma non ti sei comportato in questo modo. Tu non sei così. Hai parlato di tutte le qualità meravigliose che abbiamo e di quanto ti mancano, hai continuato a lodarci anche dopo tutto quello che ti avevamo fatto. Tu stavi lì a sopportare i lividi emotivi e fisici e invece di darci una strigliata per averti ridotto in quello stato preferivi parlare dei momenti magici che abbiamo passato insieme. Certamente avevi affidato ognuno di quei momenti alla tua memoria dato che hai tirato fuori ogni evento e ricorrenza mentre le lacrime ti scorrevano giù per le guance. Hai spiegato quanto ti abbiamo fatto sentire bene, come non avevi mai sperimentato nulla del genere prima e di conseguenza credevi davvero di aver trovato quello giusto. Affronti il periodo d’oro, parlando dei viaggi che abbiamo fatto, dei giorni trascorsi insieme e dei momenti scintillanti e lucenti che abbiamo creato. Possiamo vedere che questo ti fa ancora più male, eppure il tuo altruismo continua. Sei esausto dopo il periodo tortuoso che ti è stato fatto passare eppure tutto ciò che fai è cercare di ricordare le cose buone e ringraziarci per quei tempi meravigliosi. Ci dici che, sebbene siano durati alcuni mesi, i ricordi di quel periodo sono vivi nella tua mente e li custodirai sempre. Spieghi che rifletterai su quei ricordi e non su ciò che è accaduto in seguito, dato che continui a preferire il meglio di noi, nonostante tutte le cose a cui ti abbiamo sottoposto. La tua nobiltà nel comportarti in questo modo è davvero impressionante e le tue ammirevoli parole continuano ad alimentarci. Spieghi tra i singhiozzi che non vuoi andartene ma devi farlo. Non vuoi lasciare dietro di te tutto ciò che abbiamo costruito, ma se non lo fai, verrai distrutto. Ti scusi, sì, in realtà ti scusi per non essere stato in grado di aiutarci, di distoglierci dal comportamento distruttivo e malevolo che ha rovinato gli ultimi mesi insieme. Spieghi quanto duramente ci hai provato ma ammetti di essere stato sconfitto. Esprimi il tuo desiderio che noi cambiamo e che cerchiamo aiuto perché credi veramente che noi siamo una brava persona che ha solo bisogno di aggrapparsi a quella bontà e permetterle di splendere. Ci hai detto che hai visto cosa possiamo fare e raggiungere e vuoi ancora ciò che è meglio per noi. Stai lì a fissarci; alcuni dei tuoi effetti personali già impacchettati nelle due valigie che stanno aspettando nel corridoio. Ci dici che ti metterai d’accordo con noi per riprendere il resto dei tuoi oggetti una volta che avrai avuto la possibilità di pensare e prender fiato.

Ci alziamo dalla sedia e veniamo verso di te. Stai singhiozzando in silenzio e noi prendiamo le tue mani tra le nostre e le teniamo in quel modo tenero che ricordi così bene. La stretta brutale che un giorno è arrivata dal nulla non esiste. Invece, ti teniamo le mani e ti guardiamo dritto negli occhi e intanto facciamo uno sguardo che abbiamo praticato prima con altri nella stessa situazione. Lo sguardo inizia come tristezza e poi si trasforma in speranza mentre cerchiamo i tuoi occhi cercando quel baluginio di fiamma ancora una volta attraverso le lacrime. Tu sostieni il nostro sguardo mentre noi continuiamo a cercare e poi parliamo, le nostre parole morbide e gentili, proprio come lo erano quando ti sussurravamo all’orecchio mentre ci sdraiavamo accanto a te e ti prendevamo a tarda notte.

“Mi dispiace, so che questa volta devo cambiare. Per favore aiutami ad essere la brava persona che so di poter essere, che voglio essere. C’è qualcosa di sbagliato in me e io non so cosa sia, ma tu puoi salvarmi, tu sei l’unico. Per favore non lasciarmi. Non posso sopravvivere senza di te. Ho bisogno di te. Voglio renderti felice di nuovo perché una persona così meravigliosa e amorevole come te se lo merita. Andrò a farmi aiutare ma so che posso farlo solo con te al mio fianco. Per favore, per favore resta.”

Il breve discorso viene espresso con vera genialità mentre raccolgo la giusta inflessione in tono, accoppiata ad appropriati sguardi contriti e manierismi. Continuo a guardare nei tuoi occhi mentre tu lasci che le mie parole ti entrino. Passano i minuti e poi la luce guizza, quella fiamma di speranza si innesca nella vita e io conosco le tue prossime parole ancora prima che tu le pronunci e io comincio a darti di nuovo quel seducente e vincente sorriso.

So che resterai. Ancora.

Finisci intrappolato. Ancora.

Questa è una forma di Recupero Preventivo e quando tiri fuori quel presunto discorso di addio, rimani esposto a un simile recupero.

Funziona spesso dal momento che scelgono i tuoi tratti empatici di colpa, compassione, che non vuoi arrenderti, che speri nel meglio e che ci vuoi guarire.

Dacci delle dritte secondo le tue intenzioni e affronterai un simile recupero.

H.G. TUDOR

A Preventative Hoover

👤 METTERE AL POSTO

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Ho imparato dal Dr. E e dalla Dottoressa O che io non sento la stessa gamma di emozioni che senti tu. Io non sento la gioia, non sento la tristezza, non mi sconvolgo, non sento l’empatia.
Le emozioni che mi sono familiari sono la rabbia, il rancore, l’invidia, l’odio, la gelosia, il disprezzo e molte delle sensazioni legate al potere.
Alcuni di questi sentimenti che ho spiegato alla Dottoressa O sono fornite di un’etichetta appropriata. Questo perché ho iniziato la prima sessione discutendo degli stati d’animo per spiegare che ne conosco solo tre; potere, rabbia e ancora potere (attualmente il terzo è un terribile senso di terrore ma questa è una debolezza che non voglio ammettere con la deliziosa Dottoressa O). Ho trovato queste sessioni molto fastidiose dato che preferisco usare la mia intelligenza per interagire con gli altri piuttosto che affidarmi allo spesso incontrollabile, senso emotivo. Lo faccio perché sono un esperto nello studiare e leggere la gente. In accordo a questo, ho imparato quali emozioni utilizzare per negoziare meglio in modo da ottenere ciò che voglio. Ad esempio, ho imparato che quando qualcuno mi comunica che ha avuto una promozione al lavoro devo sorridere e congratularmi. Il processo di decisione di quale maschera devo utilizzare dura un microsecondo, ma adesso sono un esperto.
Naturalmente, dietro la maschera sto complottando come criticare queste buone notizie, dato che sento l’invidia crescere in me, ma questo avviene dopo. Per ora devo sorridere, mostrarmi felice, stringere la loro mano e augurargli il meglio.
In questo modo apparirò il dignitoso e piacevole uomo che conoscono e ammirano.

Di conseguenza, se qualcuno piange significa che ha avuto cattive notizie. In queste circostanze uso una faccia preoccupata (ho copiato quella della mia segretaria dato che è molto brava a interessarsi delle persone) e so che devo dire frasi inutili come “andrà tutto bene, ne sono sicuro” o “queste cose hanno bisogno di tempo ma poi andrà meglio” o “condoglianze” e dare una pacca sulla spalla. Non li abbraccerò però, sarebbe troppo.

Questo è come ho iniziato a costruire il mio repertorio di risposte recitate che trovo un’eccellente idea. Ho bisogno di trovare degli esperti nel mostrare queste emozioni, studiarle e poi replicarle brillantemente in modo che tutti mi guardino come qualcuno che è in sintonia con le umane emozioni e mi ammirino per questo.
Così sono andato in ospedale e ho guardato le infermiere che si prendevano cura delle persone. Ho studiato i poliziotti in tv quando devono dare cattive notizie alle persone. Sono andato a vedere un comico del posto e ho guardato il pubblico rispondere alle sue battute. Ho seguito una partita di football e ho osservato i tifosi (questa è stata davvero un’ottima fonte di una gamma di reazioni- molto istruttivo). Ma ancora meglio, sono andato in un gruppo di teatro amatoriale e mi sono offerto volontario per aiutare con le luci così ho potuto osservare gli attori e sentire cosa il regista diceva loro. Una miniera d’oro. Dopo questo tutti i pezzi sono andati al loro posto riguardo come dovrei comportarmi in certe situazioni. Osservo e ora so quale maschera ho bisogno di indossare.

H.G. TUDOR

Falling into Place