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๐Ÿ‘ค POSSEDERE

Io voglio possederti.

Voglio trascinarti nel mio mondo. Un mondo in cui le mie regole sono le uniche regole che contano. Quando ti guardo per la prima volta, faccio in modo di accertarmi della tua idoneitร  alla proprietร . Potresti essere posseduto solo nel senso che sei una fonte terziaria con cui interagisco una volta, ma in quel momento, possiedo te e possiedo il carburante che scorre da te.

Vorrei marchiarti come mia proprietร . Il mio apparecchio Il mio giocattolo. Io ti possiedo e questo implica che non ti possiede nessun altro. Io ho i diritti esclusivi.

Posso assegnarti il ruolo di fonte secondaria, nel caso in cui tu passi di grado e tu diventi mio, soggetto al contratto non scritto che governa te e me. Devi essere fedele, obbediente, rispettoso e un fornitore di carburante.

Se tu fossi la mia fonte primaria, l’ambita posizione di principale fornitore dell’assai prezioso e desiderato carburante, allora anche in quel caso devi essere di proprietร . Devi essere sottoposto al mio controllo totale ed egemonico. Una volta che deciderรฒ che tu sei la persona giusta, non mi fermerรฒ. Una volta che la luce รจ diventata verde, una volta che le prime gocce allettanti del tuo carburante hanno iniziato ad essere assunte da me, non c’รจ speranza per nient’altro.

Devi essere mio. Devo possederti.

All’inizio penserai che ti guardo con occhi innamorati. In effetti lo faccio mentre trasformo le mie preziose orbite negli specchi che ti danno ciรฒ che vuoi vedere. Dietro il loro sguardo argenteo, si stanno formando le mie macchinazioni tramate. Sto assorbendo il tuo modo di sorridere, come arricci il naso, come giochi con i tuoi capelli sul lato sinistro della testa, mai sul destro. Ascolto il modo in cui dici “scone” – lo dici in modo che faccia rima con tone (tono) o gone (andato)? Ogni parola che uscirร  dalla tua bocca apparterrร  a me. Voglio sapere tutto di te. Ogni aspetto della tua vita ora deve appartenere a me. Quando la mia mano ti tocca e senti quella scossa elettrica tra me e te, รจ la mia connessione con te mentre comincio a scaricare la tua vita.

รˆ vero che ti ho giร  monitorato, esaminato la tua vita da lontano, fatto indagini e osservato prima di lanciare il mio accordo di fusione. Ho eseguito il compitino, ma ora voglio dominare, conquistare e inglobare. Devo avvolgerti nel mio mondo perchรฉ poi cosรฌ posso essere sicuro che risponderai come richiedo. Leale, affidabile e funzionale.

Gradualmente ti svuoto della tua identitร , consumandola per il mio uso personale. Questo fa parte del processo di possederti. Non conosco confini, non vedo limiti, non riconosco restrizioni. Ho deciso che deviappartenere a me e quindi questo รจ ciรฒ che deve accadere con l’accumulo progressivo e incrementale di ciรฒ che sei tu. Io sono collegato a te, il supremo parassita che ti succhia la vita. I tuoi soldi diventano i miei soldi, la tua casa diventa la mia casa, i tuoi amici diventano i miei apparecchi. Non c’รจ un vero me. Non c’รจ sostanza e quindi devo rubare ciรฒ che sei tu per conferire l’aspetto della sostanza.

L’unico modo che comprendo per farlo รจ possederti. Renderti parte del mondo costruito che ho intessuto. Questa splendida finzione inganna cosรฌ rapidamente e mentre apro il sipario e ti invito a entrare nella mia terra meravigliosa, tu accetti e una volta dentro diventi mio. Il mondo reale viene lasciato fuori. Il mondo reale delle regole, dei modelli, delle procedure e della correttezza non รจ piรน adatto a te. Ora io ti possiedo e, di conseguenza, sei soggetto alla mia natura capricciosa, all’applicazione arbitraria delle mie regole e delle mie dichiarazioni. Niente di tutto questo avrร  senso per te quando inizi a capire cosa sta succedendo, ma a quel punto sarร  troppo tardi. La tua integrazione dentro di me sarร  cosรฌ talmente fuori controllo che potresti anche urlare e l’unica voce che sentirai sarร  la mia.

Il mio possesso di te implica che ti dico con chi parlare e chi ignorare. Il mio possesso
implica che quell’abito รจ sbagliato e quell’altro รจ giusto finchรฉ non รจ il contrario. Ieri รจ domani che diventa oggi. Pensi che Josef K abbia sopportato l’incubo kafkiano del nulla ha senso? Non hai ancora visto nulla.

Io devo controllare tutto. Il mio spazio, il tempo e l’ambiente intorno a te. Questo รจ il motivo per cui sembra che io operi come se non avessi alcun concetto del tempo, ma รจ perchรฉ non opero con il Tempo Medio di Greenwich, ma piuttosto con il Tempo di Essere Cattivo. Divido in compartimenti, spostandomi tra mondi che non devono mai entrare in contatto tra loro, dove i giocatori e gli attori all’interno di essi si muovono verso di me. Ballano sulla melodia che suona il mio piffero invisibile. Non devo lasciare nulla al caso. Non mi piace il caso. รˆ la mia rovina. Voglio prevedibilitร  e alla fine capirai che ci sono pochi che sono prevedibili come la mia specie. Portiamo eccitazione, portiamo caos, portiamo dramma ma รจ tutto cosรฌ prevedibile. Le stesse manipolazioni, solo variazioni sul tema. Alcuni di noi hanno piรน corde al loro arco dell’oscuro cupido, ma le frecce avvelenate che spariamo hanno tutte gli stessi effetti. Controllo e carburante.

รˆ solo assicurandoci che ti possediamo, che possiamo essere certi e convinti che farai come vogliamo, che non sarai sleale o traditore con noi. Dobbiamo collegarti a noi e come una sanguisuga gigante succhiare l’essenza stessa da te, prendendo il tuo carburante, la tua sicurezza, la tua autostima, la tua fiducia in te stesso e spogliarti di queste cose per assicurarci che vi sia obbedienza e rispetto.

Voglio possedere cosรฌ da sapere che vincerรฒ. Voglio possederti cosรฌ posso esistere.

Voglio possederti in modo che tutto ciรฒ che fai sia una conseguenza delle mie decisioni e delle mie azioni, il che mi assicura che tu mi fornisci la mia linfa vitale ogni volta che lo chiedo. Tu ci sei su chiamata e su richiesta, la mia fonte primaria di salvezza, la ragione della mia esistenza, e non oso concedere il minimo spiraglio di autonomia per paura di perdere quel controllo.

Voglio possederti per sottolineare la mia superioritร . Voglio possederti per ricordare a me stesso che io sono potente. Voglio possederti in modo che venga ripetutamente ribadito che io sono colui che controlla.

Voglio possederti per smettere di essere lo schiavo che sono.

H.G. TUDOR

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