👥 NON POSSO AMARTI PIÙ

 

191116D I Cannot Love You More.jpgTi ho sempre adorato. È vero. Non l’hai capito. Come hai potuto? Ho mantenuto la mia adorazione confinata in qualcosa di distante e remoto, vivendo sempre nella speranza che un giorno sarei stato in grado di riversare su di te la mia adorazione. Per quanto tempo è durata questa condizione? Direi oltre dieci anni. Sì, così a lungo. È stato quando sei entrata per la prima volta in azienda. Abbiamo lavorato in dipartimenti separati ma un giorno ti ho vista arrivare e da quel momento ho sentito questa adorazione per te. Era forte e potente, e fluiva dal profondo di me. Ho saputo in un istante cosa era e sapevo che dovevo dartela. Non avevo idea di quando potesse presentarsi quell’occasione, quando avrei potuto essere in grado di fornirti questa adorazione potente e senza fine. Non l’hai saputo ma sono riuscito a copiare la tua fotografia dal sito web dell’azienda e me ne stavo sdraiato sul mio letto o seduto su una sedia e fissavo la tua foto chiedendomi quando sarei stato in grado di darti quello che meritavi. Ho pensato di ascoltarti mentre eri sdraiata accanto a me e sussurravi il mio nome, la sensazione della tua mano nella mia, la gioia nel condividere le esperienze. Questa adorazione è rimasta, rimescolata e cresciuta dentro di me. L’ho sostenuta e nutrita per tutto questo tempo. Questo dimostra sicuramente quanto sia potente e quanto tu sia speciale per me. Sì, lo so che non ne avevi idea. Come potevi? L’ho tenuto per me perché volevo conservarla tutta per te. Certamente ci sono state altre durante quei dieci anni ma erano solo pratica per quando sarei stato in grado di fornire quell’adorazione a te. Ero affezionato a quelle altre presumibilmente significative, ma non illudiamoci né tu né io; non si sono neanche avvicinate a evocare l’adorazione che ho per te. Non ero sorpreso. L’avevo capito dall’istante in cui ho posato gli occhi su di te che tu eri quella giusta. Non ho potuto fare la mia mossa finché non mi sono messo alla prova. Vedi, sono stato deluso così tante volte in passato. Pensavo di sapere e capire qual’era la vera adorazione. Ero stato ingannato da degli impostori e scoperto che avevano promesso molto eppure mantenuto così poco. Non dubitavo di te, ma dovevo esserne sicuro. Ogni giorno che passava in cui negavo a me stesso la possibilità di darti la mia adorazione era un altro giorno in cui verificavo se quell’adorazione sarebbe rimasta intatta, ed era così. Ho superato il test. Ho fatto molte domande su me stesso e ho scoperto che non ne avevo intenzione. Questa volta era la realtà. Questa era vera e sincera adorazione, niente di più e niente di meno. Mi sono reso conto, mentre i mesi diventavano anni, che più aspettavo più diventavo sicuro e inoltre, come un grande whisky che invecchiava, che più aspettavo e più intensa sarebbe stata questa adorazione. Compresi che permettere a questa adorazione di crescere e svilupparsi, metterla alla prova, determinare se avesse dei limiti e delle carenze, in definitiva avrebbe significato che sarei stato in grado di dispensare l’adorazione come nessun altro avrebbe mai potuto fare. Io potevo darti quello che meritavi e in cambio tu mi avresti fornito quello che volevo e di cui avevo bisogno.

Può sembrare strano ma è quasi giunto un momento in cui ho pensato che forse non ti avrei mai dato questa adorazione. Mi chiedevo e riflettevo se sarebbe stato meglio per me mantenerla dentro me stesso. Mettendo sotto chiave la mia adorazione, mi sono sempre chiesto se sarebbe andata perduta dopo un altro giorno di attesa e di prova, ma poi ho capito che da quando ti adoro in questo modo, non potrei più tenere nascosta questa adorazione. Che persona sarei se non ti fornissi proprio la cosa che meriti? Avremmo fallito entrambi, sia io che te. Quindi, è per questo che ho fatto la mia mossa. Non c’era nulla di definito che ha innescato questo bisogno di fare il mio approccio e di fornirti questa adorazione. Non c’era altro elemento propulsore se non la consapevolezza che era giunto il momento. Non c’era più nulla da guadagnare nel mantenere questa adorazione limitata a me stesso. Ho dovuto liberarla e posarla su di te. Dovevo versarla su di te, spargerla e spalmarla. Avevo bisogno di offrire questa adorazione perfetta e di permetterti di crogiolarti in essa, di rallegrarti e sapere anche che questo è ciò che ti fornirò. Come può ora essere così? Ho aspettato così tanto per darti questo che non può esserci altro risultato se non questo stato permanente di adorazione che ci permetterà di diventare una cosa sola e preservare per sempre questo stato di cose. Dieci anni possono sembrare un tempo lungo, ma è solo un battito di ciglia se paragonato all’adorazione infinita che ti darò e che ci terrà uniti. Non dobbiamo crollare, non dobbiamo cadere. L’ho promesso a te proprio ho promesso la stessa cosa a lei il mese scorso, a un’altra il mese prima e a un’altra ancora l’anno scorso.

H.G. TUDOR

I Cannot Love You More

 

📰 NON NE POSSO PIÙ

 

191105C I Cannot Do This Anymore.jpgNon ne posso più. Potresti aver sentito questa affermazione da uno dei nostri simili. Viene pronunciata con una rassegnazione stanca, un lungo sospiro e uno sguardo stanco nei nostri occhi. L’espressione gloriosa è svanita e sostituita da una che sembra abbattuta, corrugata ed esausta. Lo splendore e la lucentezza sono stati offuscati, l’impatto cumulativo di ciò che è accaduto ora sembra aver preso piede su di noi e con un colpo di bandiera bianca ci arrendiamo.

Ma quando diciamo “Non ne posso più” a cosa ci riferiamo? Che cosa c’è dietro? Fin dall’inizio, mentre pronunciamo questa frase, abbiamo messo a punto una trappola per te. Intendiamo dire che non possiamo più mantenere la relazione con te, un giro sulle montagne russe sottosopra? Abbiamo rinunciato al concetto di noi e questa è la campana a morto per il nostro rapporto insieme? Puoi già sentire l’ansia che ti striscia sopra mentre rifletti sull’importanza di questa frase. I giorni senza di noi cominciano già ad allungarsi davanti a te, la moltitudine di domande che iniziano a formarsi nella tua mente, i come e perché che vagano nella tua mente, prendono slancio e ti turbano. È questo ciò a cui ci riferiamo? Non possiamo più rimanere in una relazione con te?

O forse è qualcos’altro? È una rivelazione? Abbiamo visto che i nostri abusi ripetuti contro di te, attraverso molte forme e occasioni diverse, sono troppi e fanno a pugni con la brava persona che hai sempre creduto si annidasse da qualche parte dentro di noi? Hai visto quella persona (o credi di averla vista) per molto tempo all’inizio della relazione, ma di recente è scomparsa. Ha preso una vacanza da questi ruoli ma sicuramente è solo una vacanza, perché se è così significa che tornerà. È andato via ma non per sempre. Forse questo è lui che torna e con quel momento di rivelazione e presa di coscienza, abbiamo visto la verità di ciò che abbiamo fatto e in funzione di ciò ora sappiamo che non possiamo più continuare a comportarci in questo modo. È questo che intendiamo quando facciamo la dichiarazione “Non ne posso più”?

Cosa c’è? Hai paura che sia il primo e speri che sia l’ultimo. Questa potrebbe essere la svolta che hai cercato per tutti questi mesi mentre penzolavi lì dentro, schiacciato e assalito da tutti i nostri terribili tormenti, ma ora ti sei ripreso bene, hai raggiunto la tua grande ricompensa. Questo deve essere sicuramente ciò che intendiamo.

Aspetti che elaboriamo, ma non viene detto altro. Continuiamo a guardarti e tu ci fissi negli occhi. Cosa vedi? È disperazione o è speranza? Non puoi essere sicuro. Sei confuso ma non vuoi esserlo. Vuoi chiarezza e un momento provi un senso di preoccupazione che si alterna alla speranza che rinasce in quello successivo. Aspetti, la tua espressione ferma in attesa, che ci spinge a dare corpo a questa affermazione, a espanderci e ad elaborare, ma il nostro silenzio rimane sempre. Stiamo raccogliendo i nostri pensieri prima di fare la prossima grande dichiarazione? C’è di più? Sarà un colpo di martello che cancella le tue speranze o quello squillo trionfante che segnala che la guerra è finita ed è arrivata la pace? È questa la cosa che hai sempre sognato?

Ti chiedi se dovresti insistere con noi oppure questo influenzerebbe il risultato e porterebbe a un voltafaccia? Ne hai sperimentati abbastanza durante l’esperienza tumultuosa che è la tua unione con noi. Forse ti sarebbe più utile aspettare e permetterci di esprimerci spontaneamente, ma hai bisogno di sapere, vuoi sapere. Vuoi sapere se dovresti iniziare il tuo ragionamento per accertarti che la relazione è finita. Se questo dovesse essere il risultato, allora è necessario dare il via senza indugio al tentativo di proseguirla, se non altro per contenere la crescente ansia che minaccia di travolgerti. Se si tratta della fine dell’abuso, dei giochi e del maltrattamento, allora vuoi congratularti con noi per aver superato quella barriera finale e aver raggiunto l’intuizione che desideravi da così tanto tempo. Ci esorti con gli occhi ad integrare il commento, per aiutarci a completare il traguardo e in questo modo mettere fine alla tua incertezza, ma non c’è altro. Continuiamo a guardarti e basta.

È qui che ci piace piazzarti. Straziata dall’incertezza, le emozioni che aumentano in te mentre noi le estraiamo da te attraverso un solo commento. Possiamo vedere tutto nei tuoi occhi, la tua posizione congelata, le spalle curve, le mani serrate, la maschera di incertezza che attaccata alla tua faccia. In successione vediamo la speranza, la preoccupazione, l’ottimismo e la paura che guizzano attraverso i tuoi occhi e come al solito siamo sostenuti da questo nutrimento. Quelle parole hanno provocato questa reazione in te, la risposta emotiva che si è riversata su di noi, anche se è silenziosa e immobile.

Se alla fine interrompi questa situazione di stallo e premi per ulteriori dettagli, aspettati di essere condotto per mano nel labirinto dell’ambiguità, del doppio senso e dell’offuscamento. Alle tue domande risponderemo a metà. Le tue domande saranno affrontate sempre più col silenzio, con uno sguardo irremovibile mentre noi ti spingiamo a provare a interpretarlo. Potrebbero esserti dati dei boccincini di incoraggiamento, come briciole di pane lungo il percorso, mentre ti portiamo sempre più in profondità nel labirinto. Continui a fornirci carburante mentre pensi di essere condotto verso le risposte, ammesso nella nostra fiducia e che ti venga mostrato il luogo santissimo dei nostri pensieri, ma no, tutto ciò che stiamo facendo è portarti nelle viscere della nostra foresta aggrovigliata dove verrai intrappolato tra le spine delle domande senza risposta, fatto inciampare dai viticci della vaghezza e bloccato dai rami contorti di disorientamento.

Intendiamo questo quando diciamo questa frase? Vuol dire davvero che non ne posso più?

Certo che posso. Posso continuare a far questo per sempre perché, come ho già detto in molte occasioni, dura per sempre. Sì, ci saranno momenti in cui sparirò. Sì, ci saranno occasioni in cui sono di nuovo buono con te, poi cattivo e poi buono. Lo scopo di dirlo è puramente per farti arrabbiare. Non ho intenzione di lasciarti. Perché dovrei quando tu mi dai una quantità così straordinaria di carburante negativo durante il periodo di svalutazione? Perché dovrei farlo quando fornisci nuovamente il delizioso carburante positivo quando ti concederò di nuovo un periodo di tregua e il periodo d’oro? Non vado da nessuna parte ma non mi danneggia suggerirti che potrei. Ti tiene sulle spine e mi assicura che sono in grado di esercitare il controllo su di te. Ti tengo a supporre, ansioso e confuso e mi assicuro anche che il tuo carburante continui a scorrere.

Dico questo anche per far sembrare che ciò che abbiamo sia duro e terribile. Lo è per te perché ti tratto male, ma è divertente. Io posso fare quello che voglio, non sbaglio mai e tu devi sopportare il peso del mio comportamento scioccante nei tuoi confronti. È un parco giochi per me e non ho intenzione di lasciar perdere. Mai. Tuttavia, voglio che tu sia ad un passo dal pensare che ho intenzione di allontanarmi da te, che non stai facendo abbastanza per me, così proverai più duramente, eviterai in modo più efficace i gusci delle uova e continuerai a tentare di provare a compiacermi. Questo è un ottimo modo per controllarti minacciandoti con la mia perdita anche se non succederà mai. Con un simile gesto, ti tengo a un soffio dal pensare che sia stata raggiunta una svolta, che ho visto la chiarezza attraverso la nebbia della malevolenza e mi rendo conto che questo trattamento abusivo, questo gioco e queste ingegnose macchinazioni sono alla fine. Continui a sperare che quel giorno sia proprio dietro l’angolo, quindi rimani bloccato nel tuo legame con me e non osi arrenderti, non ora, non quando la redenzione potrebbe arrivare tra una settimana, un giorno o un’ora.

Di conseguenza, senti questo, non pensare che ti lascerò. Non lo farò. Non pensare che mi sia reso conto di quello che faccio e che è sbagliato e deve essere fermato. Posso rendermene conto, ma non mi fermerò.

Continuerò a controllarti e a cercare una tua reazione.

Ovviamente, ti è vietato da sempre dire queste parole.

H.G. TUDOR

I Cannot Do This Anymore

📰 MAI PIÙ

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Ho perso il conto delle volte in cui mi è stato detto “mai più”. L’ho sentito dire ancora più spesso da altre persone che hanno incontrato la mia specie. Sono del tutto tranquillo quando sento questa frase perché so che, anche se le tue intenzioni sono di non ripetere mai più quella danza con me o con qualcuno della mia specie, succederà. Potremmo essere andati via per un po’ di tempo ma torneremo e quando lo faremo riporteremo in vita tutti quei meravigliosi ricordi mentre cerchiamo di riportarti indietro nella nostra realtà. L’attaccamento emotivo che creiamo è così grande che anche se ti guardavi allo specchio ogni mattina e dicevi a te stessa “Mai più”, faticheresti a resistere. Non puoi fare a meno di chiedermi se questa volta sarà diverso. Non vuoi dire di no per paura che qualcun’altra goda del nostro incredibile e meraviglioso amore. Lo vuoi tu. Hai imparato la lezione ed essendo un’empatica introspettiva (oltre che opportunamente condizionata da noi) incolperesti te stessa di certe cose. Ti convincerai, perché vuoi assaporare ancora una volta quel bacio ipnotizzante, che siamo cambiati e che questa volta sarà diverso. Perché qualcun’altra dovrebbe provare questo amore meraviglioso? Non è giusto. Hai visto il lato positivo e quello negativo. Ti sei guadagnata i gradi, quindi è giusto che tu riesca ad averci di nuovo, vero? Questo è quello che vuoi. Quando per la prima volta ce ne siamo andati e hai visto (perché volevamo che tu vedessi) che avevamo trovato qualcun’altra, la cosa ti ha distrutto. Nonostante l’orrore pieno della tua danza con noi hai odiato il fatto che qualcun’altra ora si crogiolasse nella nostra luce gloriosa. Volevi avvertirla non perché ti importava di quella persona ma perché ci volevi indietro. Ci volevi per te. Hai sentito un senso di ingiustizia che lei ora fosse con noi. Ti saresti svegliata chiedendoti se le stavo dicendo le stesse cose che avevo detto a te. Ti sei chiesta come avrebbe reagito a quell’amore fiammeggiante e celestiale che un tempo avevi vissuto tu. Sarei per lei la stessa persona che ero per te? Continuavi a ripeterti che era solo una questione di tempo prima che a lei capitasse lo stesso destino che hai subito tu, eppure i post e le immagini hanno raccontato una storia diversa. Hai iniziato a preoccuparti. Sono cambiato? Sono diventato una persona migliore dopo di te? Lei era in grado di compiacermi in un modo che non potevi fare tu? Dovevi sapere. Avevi giurato mai più ma ora mi hai voluto indietro. Hai voluto che lei se ne andasse e mi rendesse libero per essere di nuovo tuo così da poter applicare le tue lezioni apprese e tutto sarebbe stato di nuovo meraviglioso. Non mi meritava, vero? Ma tu sì. Tu hai fatto questi sacrifici. Mi hai aperto il tuo cuore nonostante le pugnalate che vi hai diretto. Hai scontato il tuo tempo e hai diritto alla tua ricompensa. Non questa Jane-ultima-arrivata. Vuoi darci la possibilità di dimostrare che possiamo farcela. Vuoi dimostrare che hai portato un’influenza positiva. Vuoi dimostrare che la bestia può essere ridotta all’obbedienza nel modo più compassionevole. Puoi dire mai più ma non lo intendi veramente. Non nel profondo del tuo cuore.

Al contrario, quando noi diciamo “Mai più”, lo intendiamo senza alcun dubbio. La tua vita non sarà mai più la stessa dopo aver incontrato noi. Non ti sentirai mai più in grado di fidarti di qualcuno dopo essere stata assoggettata al nostro regno acido. Non sarai mai più in grado di annusare certi profumi, ascoltare certe canzoni e vedere certi posti senza scoppiare in lacrime. Non amerai mai più qualcuno nel modo in cui hai amato noi. Non desidererai mai più qualcuno così tanto e in modo così intenso come desideravi noi. Non sarai mai più in grado di sentirti calma e rilassata, poiché da troppo tempo sei stata sottoposta a un elevato stato di ansia. Non proverai mai più quell’euforia che hai avuto una volta con noi. Quindi quando dici mai più non lo intendi mai veramente, ma ciò di cui non riesci a renderti conto è solo di quante cose non saranno mai più le stesse per te.

H.G. TUDOR

Never Again

👤 IL PIÙ ALTO TRA I PAPAVERI

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Mi capita spesso di essere oggetto dei comportamenti gelosi degli altri come conseguenza del loro risentimento crescente per la mia magnificenza. Non importa quanto solidale e affascinante possa essere, ci sarà sempre qualcuno che soffre della politica dell’invidia. Se capissi cosa è la solidarietà credo che ne avrei un po’ per queste persone. Deve essere orrendo non ottenere nessun obiettivo degno di nota ed essere invischiati nella mediocrità. Fortunatamente, non tutti coloro che non sono benedetti dai talenti miei e della mia tipologia sono soggetti a questo comportamento. Se fosse questo il caso allora dovremmo fronteggiare l’anarchia. Molti di loro realizzano che il loro stato è di livello Epsilon semi-idiota per seguire la descrizione de “Il Mondo Nuovo” di Huxley e si accontentano di riempire un tale ruolo.

Ci sarebbe molto da dire sulla capacità di stare al proprio posto. Pochi sono quelli destinati alla grandezza e si può vivere una vita molto più soddisfacente se lo si accetta fin dalle prime tappe e si lasciano gli affari importanti a chi di noi occupa la sublime stratosfera della superba realizzazione.

È deplorevole che certe persone, invidiose e gelose dei miei successi sentano il bisogno di attaccarmi. È strano considerando che non ho mostrato altro che gentilezza e apprezzamenti verso di loro e gli ho permesso di beneficiare della mia generosità, ma sentono lo stesso il bisogno di attaccarmi e disprezzare ciò che faccio. Indubbiamente, sono in minoranza e questo è un utile indicatore e una conferma (se ce ne fosse bisogno) che il loro atteggiamento è sia maleducato che sbagliato. Potranno fischiare la mia tipologia e me, provare ad attribuire il nostro successo a metodi subdoli e ambigui, ma sono semplicemente furiosi di non aver pensato di andare avanti in questa maniera. Ogni volta che devo trattare con uno di questi idioti che provano a denigrarmi devo sempre ricordare loro che non è tagliando le gambe ad un gigante che si aumenta l’altezza a un nano. Questo di solito li manda via con una mosca nell’orecchio.

No, non ho simpatia per questi sciocchi, solo disprezzo. Forse se si fossero impegnati più duramente a scuola, avessero lavorato più duramente nella loro occupazione e applicato le loro menti nelle originali visioni e obiettivi per cui me e la mia tipologia siamo famosi, allora e solo allora, queste persone avrebbero ottenuto qualcosa.

Resisto a tutti i tentativi di tagliarmi le gambe. Sono il più alto tra i papaveri e tu devi sollevare il tuo collo, guardare in alto e ammirarmi per ciò che sono.
Naturalmente, è totalmente appropriato che io mantenga la mia statura rimuovendo quelli che potrebbero detronizzarmi. Se qualcuno dovesse crescere vicino a dove sono io e avere l’audacia di gettare un’ombra sui miei progressi e i miei successi allora non ho altra scelta che impugnare la mia falce e tagliargli le gambe. Devo farlo a loro prima che lo facciano a me. È la legge della giungla e non cresci così alto e così bene come me senza essere capace di sradicare i rivali, i falsi scalatori e gli impostori. Minaccia la mia superiorità e ti taglierò le gambe senza esitare o avere rimorso. Sono costretto ad assicurarmi che il bagliore splendente dell’ammirazione cada su di me e che non ci siano ombre da parte di nessuno che possano incidere sul mio costante progresso verso l’alto.

H.G. TUDOR

The Tallest of Poppies