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📑 SCUSE UGUALE PERICOLO

Il fatto che per così tanto tempo non avevi idea di con cosa avessi a che fare ha avuto come conseguenza che tenessi un comportamento prevedibile. Questo comportamento è uno di quelle su cui facciamo regolarmente affidamento per tenerti all’oscuro. Ho fatto menzione delle varie caratteristiche che cerchiamo tra quelli che ci rendono le vittime più utili. Uno di questi tratti riguarda la tua capacità di cercare il buono in tutto e in tutti. Questo è un tipico tratto empatico e insieme a tutti gli altri che tu possiedi fanno sì che tu divampi sul nostro radar quando stiamo cercando un’eccellente fonte primaria. Il tuo desiderio di vedere il bene oscura la tua capacità di vedere il male o forse più esattamente, di accettare il male. Questo è qualcosa che noi desideriamo perché ti impedisce di riconoscere davvero ciò che ti sta accadendo una volta che la svalutazione è iniziata. Ovviamente amiamo operare da una posizione di plausibile facoltà di negare, contiamo sull’ambiguità poiché ci piace e dobbiamo girarci e rigirarci per ottenere ciò che vogliamo. Se avessi visto tutto chiaro e nitido come ora ti descrivo le nostre macchinazioni, saresti stato più propenso a sfuggirci e provocare quella indesiderata cessazione della nostra principale fonte di carburante. Inoltre, avrebbe reso più difficile applicare quei recuperi quando desideriamo riportarvi all’ovile e che vi impegnate ancora una volta nei nostri sforzi ciclici. Ci presentiamo a voi ripetutamente con la verità su ciò che siamo, ma anche se ve la mettiamo davanti, non vi permettiamo mai di vederla chiaramente. Mettiamo un velo su certi particolari, vi gettiamo una cortina di fumo, oscuriamo alcune parti e distorciamo le altre. La realtà è lì davanti a voi. È evidente e semplice da capire, ma a causa del modo in cui vi manipoliamo intenzionalmente, non siete in grado di vederla. È come se noi avvistassimo una nave all’orizzonte. Per noi è chiaro vederla, ma quando ti diamo in mano un telescopio per vedere meglio questa nave, l’obiettivo è stato sporcato con qualcosa che distorce la vista, oppure mettiamo il dito su una parte dell’obiettivo bloccando il tuo punto di vista.

La conseguenza di questa distorsione è che ti impediamo di vedere veramente ciò che siamo. A sua volta significa che non sei in grado di avere una visione chiara e coerente della persona che si è impadronita di te. Questo diventa esasperante per tutti quelli che non siamo stati in grado di trascinare nella nostra facciata, ma che riconoscono pienamente quello che siamo. Questi osservatori ti dicono con chi hai a che fare. All’inizio potrebbero essere prudenti, sperando di non offendere la tua sensibilità ma col tempo la loro crescente esasperazione li porta a uscire allo scoperto e dirlo chiaramente. Tuttavia, una tale schiettezza raramente trova favore presso di te perché non gradisci che ti venga detto qualcosa di qualcuno meraviglioso come noi (o almeno qualcuno che è stato meraviglioso). Non ti piace pensare che il periodo d’oro se n’è andato. Non ti piace essere privato dell’idea che ciò che hai avuto non tornerà mai più o che non è mai esistito fin dall’inizio. La maggior parte dei motivi per cui la pensi così è una conseguenza della nostra manipolazione comportamentale, che inoltre va a sottolineare che non è colpa tua. Neanche il tuo desiderio di vedere il bene nelle persone è colpa tua. Ecco chi sei tu. Sappiamo questa cosa e la sfruttiamo. È colpa nostra, ma ovviamente nel bel mezzo della battaglia in cui siamo impegnati con te, non ammetteremo mai che qualcosa è colpa nostra. Non succederà mai.

Quindi, la tua visione di noi è oscurata e per questo motivo ti fornirai sempre delle scuse per spiegare il nostro comportamento, le nostre parole e le nostre azioni. Tu fornisci queste scuse più e più volte, agli altri e a te stesso. Tu credi a queste scuse perché questo è il modo in cui pensi e sei stato guidato verso questa linea di pensiero dell’istruzione che hai ricevuto dalle nostre manovre manipolative e dalla nostra bocca. Inoltre tu usi queste scuse per continuare a convincerti che le parti sgradevoli del nostro comportamento sono solo un’aberrazione, una falla occasionale nei confronti di una persona altrimenti magnifica. La vostra carità è sorprendente e naturalmente graditissima; grazie a questo approccio col paraocchi ci sottrai la responsabilità per le cose che facciamo, cosa che si allinea con uno dei nostri molti obiettivi dichiarati. Ti impedisci di vedere ulteriormente la realtà di ciò che ora ti ha invischiato e l’applicazione ripetuta di queste scuse ti mantiene al posto. Vogliamo che tu usi queste scuse. Vogliamo sentirle. Vogliamo che vengano dette a noi e agli altri. Le tue scuse frustrano e alienano quelli che sono contro di noi, le tue scuse supportano la nostra facciata costruita e soprattutto ti assicurano di negare a te stesso ciò che è proprio davanti a te. Ecco venticinque scuse di questo genere. Le avrai dette e probabilmente più di una volta. Capisci che ogni volta che ne pronunci una hai usato un’ulteriore campana a morte per le tue possibilità di sfuggirci.

1. È solo stanco; questo lo fa scattare.
2. Non voleva dire questo, non sul serio.
3. Non devi fingere con me, voglio solo che tu sia te stesso.
4. Ha un sacco di cose in testa in questo momento.
5. Il lavoro è particolarmente stressante per lui .
6. Qualche volta beve un pochino troppo, ma hey, chi non ci si è trovato? 7. Penso che forse sono troppo severo con lui qualche volta, è davvero colpa mia.
8. È in una brutta situazione ma ne verrà fuori.
9. È una persona complessa; non lo capisci come lo capisco io.
10. È solo fatto così; Mi ci sono abituato.
11. So che sembra cattivo, ma fa così tante cose che è carino; questa è solo una piccola parte di quello che è lui.
12. Nessuno lo conosce bene, ecco perché pensi male di lui.
13. Lui è un tipo famoso, quindi avrà sempre delle donne che lo punteranno. 14. Ha un temperamento, lo so, fa parte di lui e non spetta a noi cambiarlo.
15. Devo essere più comprensiva e poi sarà migliore.
16. Non sta bene in questo momento, ma lo aiuterò a superarlo, vedrai.
17. Hai sentito solo una parte della storia; non è affatto così.
18. Sì, beh, si dà il caso che la sua famiglia dice questo di lui per nascondere ciò che gli hanno fatto.
19. Tutto ciò di cui ha bisogno è essere amato e io sono quello che lo farà.
20. Non so cosa stai dicendo, va bene, lo capisco.
21. Era una tantum, non succederà più. 22. So che ha sbagliato ma questa volta ha promesso che non lo farà più. 23. Non capisci come io e lui siamo insieme.
24. Sei solo geloso di ciò che abbiamo. Perché non puoi essere contento per noi, per il mio bene?
25. Mi dispiace, è stata colpa mia.

Suona familiare?

H.G. TUDOR

Excuses Equals Endangered

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📑 COME IL TUO PENSIERO EMOTIVO CREA SCUSE

Il fatto che per così tanto tempo non avevi idea di con cosa avessi a che fare ha avuto come conseguenza che tenessi un comportamento prevedibile. Questo comportamento è uno di quelle su cui facciamo regolarmente affidamento per tenerti all’oscuro. Ho fatto menzione delle varie caratteristiche che cerchiamo tra quelli che ci rendono le vittime più utili. Uno di questi tratti riguarda la tua capacità di cercare il buono in tutto e in tutti. Questo è un tipico tratto empatico e insieme a tutti gli altri che tu possiedi fanno sì che tu divampi sul nostro radar quando stiamo cercando un’eccellente fonte primaria. Il tuo desiderio di vedere il bene oscura la tua capacità di vedere il male o forse più esattamente, di accettare il male. Questo è qualcosa che noi desideriamo perché ti impedisce di riconoscere davvero ciò che ti sta accadendo una volta che la svalutazione è iniziata. Ovviamente amiamo operare da una posizione di plausibile facoltà di negare, contiamo sull’ambiguità poiché ci piace e dobbiamo girarci e rigirarci per ottenere ciò che vogliamo. Se avessi visto tutto chiaro e nitido come ora ti descrivo le nostre macchinazioni, saresti stato più propenso a sfuggirci e provocare quella indesiderata cessazione della nostra principale fonte di carburante. Inoltre, avrebbe reso più difficile applicare quei recuperi quando desideriamo riportarvi all’ovile e che vi impegnate ancora una volta nei nostri sforzi ciclici. Ci presentiamo a voi ripetutamente con la verità su ciò che siamo, ma anche se ve la mettiamo davanti, non vi permettiamo mai di vederla chiaramente. Mettiamo un velo su certi particolari, vi gettiamo una cortina di fumo, oscuriamo alcune parti e distorciamo le altre. La realtà è lì davanti a voi. È evidente e semplice da capire, ma a causa del modo in cui vi manipoliamo intenzionalmente, non siete in grado di vederla. È come se noi avvistassimo una nave all’orizzonte. Per noi è chiaro vederla, ma quando ti diamo in mano un telescopio per vedere meglio questa nave, l’obiettivo è stato sporcato con qualcosa che distorce la vista, oppure mettiamo il dito su una parte dell’obiettivo bloccando il tuo punto di vista.

La conseguenza di questa distorsione è che ti impediamo di vedere veramente ciò che siamo. A sua volta significa che non sei in grado di avere una visione chiara e coerente della persona che si è impadronita di te. Questo diventa esasperante per tutti quelli che non siamo stati in grado di trascinare nella nostra facciata, ma che riconoscono pienamente quello che siamo. Questi osservatori ti dicono con chi hai a che fare. All’inizio potrebbero essere prudenti, sperando di non offendere la tua sensibilità ma col tempo la loro crescente esasperazione li porta a uscire allo scoperto e dirlo chiaramente. Tuttavia, una tale schiettezza raramente trova favore presso di te perché non gradisci che ti venga detto qualcosa di qualcuno meraviglioso come noi (o almeno qualcuno che è stato meraviglioso). Non ti piace pensare che il periodo d’oro se n’è andato. Non ti piace essere privato dell’idea che ciò che hai avuto non tornerà mai più o che non è mai esistito fin dall’inizio. La maggior parte dei motivi per cui la pensi così è una conseguenza della nostra manipolazione comportamentale, che inoltre va a sottolineare che non è colpa tua. Neanche il tuo desiderio di vedere il bene nelle persone è colpa tua. Ecco chi sei tu. Sappiamo questa cosa e la sfruttiamo. È colpa nostra, ma ovviamente nel bel mezzo della battaglia in cui siamo impegnati con te, non ammetteremo mai che qualcosa è colpa nostra. Non succederà mai.

Quindi, la tua visione di noi è oscurata e per questo motivo ti fornirai sempre delle scuse per spiegare il nostro comportamento, le nostre parole e le nostre azioni. Tu fornisci queste scuse più e più volte, agli altri e a te stesso. Tu credi a queste scuse perché questo è il modo in cui pensi e sei stato guidato verso questa linea di pensiero dell’istruzione che hai ricevuto dalle nostre manovre manipolative e dalla nostra bocca. Inoltre tu usi queste scuse per continuare a convincerti che le parti sgradevoli del nostro comportamento sono solo un’aberrazione, una falla occasionale nei confronti di una persona altrimenti magnifica. La vostra carità è sorprendente e naturalmente graditissima; grazie a questo approccio col paraocchi ci sottrai la responsabilità per le cose che facciamo, cosa che si allinea con uno dei nostri molti obiettivi dichiarati. Ti impedisci di vedere ulteriormente la realtà di ciò che ora ti ha invischiato e l’applicazione ripetuta di queste scuse ti mantiene al posto. Vogliamo che tu usi queste scuse. Vogliamo sentirle. Vogliamo che vengano dette a noi e agli altri. Le tue scuse frustrano e alienano quelli che sono contro di noi, le tue scuse supportano la nostra facciata costruita e soprattutto ti assicurano di negare a te stesso ciò che è proprio davanti a te. Ecco venticinque scuse di questo genere. Le avrai dette e probabilmente più di una volta. Capisci che ogni volta che ne pronunci una hai usato un’ulteriore campana a morte per le tue possibilità di sfuggirci.

1. È solo stanco; questo lo fa scattare.
2. Non voleva dire questo, non sul serio.
3. Non devi fingere con me, voglio solo che tu sia te stesso.
4. Ha un sacco di cose in testa in questo momento.
5. Il lavoro è particolarmente stressante per lui .
6. Qualche volta beve un pochino troppo, ma hey, chi non ci si è trovato? 7. Penso che forse sono troppo severo con lui qualche volta, è davvero colpa mia.
8. È in una brutta situazione ma ne verrà fuori.
9. È una persona complessa; non lo capisci come lo capisco io.
10. È solo fatto così; Mi ci sono abituato.
11. So che sembra cattivo, ma fa così tante cose che è carino; questa è solo una piccola parte di quello che è lui.
12. Nessuno lo conosce bene, ecco perché pensi male di lui.
13. Lui è un tipo famoso, quindi avrà sempre delle donne che lo punteranno. 14. Ha un temperamento, lo so, fa parte di lui e non spetta a noi cambiarlo.
15. Devo essere più comprensiva e poi sarà migliore.
16. Non sta bene in questo momento, ma lo aiuterò a superarlo, vedrai.
17. Hai sentito solo una parte della storia; non è affatto così.
18. Sì, beh, si dà il caso che la sua famiglia dice questo di lui per nascondere ciò che gli hanno fatto.
19. Tutto ciò di cui ha bisogno è essere amato e io sono quello che lo farà.
20. Non so cosa stai dicendo, va bene, lo capisco.
21. Era una tantum, non succederà più. 22. So che ha sbagliato ma questa volta ha promesso che non lo farà più. 23. Non capisci come io e lui siamo insieme.
24. Sei solo geloso di ciò che abbiamo. Perché non puoi essere contento per noi, per il mio bene?
25. Mi dispiace, è stata colpa mia.

Suona familiare?

H.G. TUDOR

How Your Emotional Thinking Causes Excuses

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📰 PERICOLO NASCOSTO

170619 Hidden Danger.jpg

Il leone predatore osserverà dall’erba gli gnu riuniti sul bordo del fiume all’abbeveratoio. Sta aspettando il suo momento per colpire, per prendere uno della mandria che stupidamente si è allontanato dalla protezione della mandria. Una volta che quella bestia si è avventurata nel raggio del leone in attesa, il suo destino è stato segnato. Proprio come l’individuo empatico che incautamente ha girovagato nella sfera di influenza del narcisista in attesa che è pronto a compiere un recupero, lo gnu è a pochi passi dall’essere catturato e incontrare un destino orribile. Il narcisista e il leone da caccia condividono molte somiglianze. Siamo predatori, re dei nostri ambienti e nobili. Noi abbiamo comunque un vantaggio rispetto al leone. Lui può essere in grado di stare seduto inosservato in mezzo alla prateria secca, la sua pelliccia si fonde con le cose gialle ocra e marroni arse dal sole, ma una volta che ha fatto la sua mossa ed esce allo scoperto, il suo obiettivo designato ha una possibilità. Può essere solo una piccola finestra di opportunità per sfuggire a questa bestia selvaggia, ma ciononostante esiste un’opportunità. Sono sicuro che l’orgoglioso felino gradirebbe poter entrare nel branco degli gnu in attesa, mescolarsi a loro, spostarsi in mezzo a loro e poi colpire senza che nessuna delle creature si accorga che uno del loro branco è stato portato via. Può girovagare liberamente mentre prende la sua preda e non esce mai allo scoperto. È qua che noi deteniamo il vantaggio sul leone. Siamo in grado di muoverci tra le nostre prede, inosservati e persino accolti mentre studiamo e osserviamo, scegliendo il nostro momento per colpire ancora e ancora e ancora.

Con una capacità di camuffamento così spettacolare, siamo in grado di scegliere gli ambienti migliori per irretire un empatico, un super-empatico o un co-dipendente. Proprio come gli gnu che si radunano in un abbeveratoio, che assicurano un ambiente ricco di obiettivi per il leone, noi cerchiamo quei luoghi in cui sappiamo che troveremo molti individui empatici e quindi la nostra ricerca di carburante primario e potente ne esce vittoriosa. Di conseguenza, come individuo empatico, sarai ben consapevole dei luoghi in cui ci sono molti della tua specie. Quegli ambienti che richiedono persone che si prendono cura, proteggono e educano sono luoghi privilegiati per infiltrarci ed abbuffarci sulle vittime che ci circondano. Enti di beneficenza, ospedali, scuole, rifugi per il soccorso degli animali, rifugi per senzatetto e rifugi per la violenza domestica sono solo alcuni esempi dei luoghi in cui ci introdurremo indebitamente. Abbiamo poche difficoltà a farlo. Come sapete, siamo maestri di mimetismo con la nostra capacità senza eguali di assumere i tratti e le abilità di altri. Sebbene l’empatia sia per noi un sentimento estraneo, siamo facilmente in grado di esibire le modalità dell’empatia. Trascorriamo così tanto tempo in mezzo alla tua specie che sappiamo cosa dire, come guardare e cosa fare in modo che passiamo incontrastati tra le tue fila. Inoltre, il dinamismo propulsivo che portiamo, la nostra leadership carismatica e le capacità motivazionali sono molto apprezzati in tali luoghi di cura. Il capo d’industria dal cuore duro può vedere la finanza, la legge, la contabilità, la tecnologia e simili come ambienti “più sensuali” in cui prosperare, ma tutti i luoghi sopra menzionati dove si trova una percentuale maggiore di individui empatici del solito hanno i loro rendimenti. I dirigenti delle organizzazioni di beneficenza sono ben retribuiti, i leader ospedalieri hanno invariabilmente curricula abbelliti e vari onori legati ai loro nomi. Questi settori hanno bisogno di affidarsi a persone a fianco degli assistenti al fine di garantire che l’organizzazione sia efficace. Questo ci si adatta perfettamente. La nostra natura determinata, il nostro senso di diritto e il nostro comportamento grandioso sono proprio ciò che è richiesto per quei ruoli principali. Accoppia questo con la nostra capacità camaleontica di fingere che siamo interessati e che siamo empatici, implica che ci sgusceremo nei settori caritatevoli e premurosi con facilità incontrastata.

Questi ambienti non solo ci forniscono un sacco di empatici succulenti per festeggiare, ma ci offrono opportunità per facili vittorie. Possiamo stupire e splendere, usando la nostra ambizione per il progresso laddove gli altri sono più preoccupati a prestare cure piuttosto che salire la scala della carriera. Queste organizzazioni hanno bisogno di una mano dinamica sul timone (noi) unita alla consegna di servizi di assistenza (voi). Il fatto che ci siano empatici alla nostra portata per dare la caccia è davvero una fortuna inattesa. Così, la prossima volta che guardi intorno alla gestione del tuo ospedale o sei seduto ad una riunione con un comitato di fiduciari per la tua organizzazione di beneficenza ci sono tutte le possibilità che uno della nostra specie sia seduto lì, in agguato nel prato, facendo scorrere una lingua biforcuta attraverso quei denti super-affilati.

H.G. TUDOR

Hidden Danger