📰 CARBURANTE DI PENSIERO

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Noi amiamo il carburante. È la nostra linfa vitale. È ciò che cerchiamo ogni giorno. Esso ci alimenta. Esso ci permette di esistere. Arriva da una vasta gamma di fornitori. Viene fornito con diversa frequenza, potenza ed effetto. Alcune persone sono fontane di carburante, rubinetti di carburante delizioso ed edificante, super cisterne, pozzi, serbatoi. Queste sono le persone che scegliamo, cacciamo e irretiamo come nostre fonti primarie, ma il carburante può essere ottenuto da chiunque. Naturalmente, alcuni forniscono molto più carburante di altri e sono proprio queste persone che costituiscono per noi i fornitori importanti. Il carburante si manifesta in molte forme diverse, derivanti da parole, dai gesti, dalle azioni e dalle mancate azioni, finché c’è collegata un’emozione, allora il carburante viene generato e noi lo dreniamo da quelli a cui abbiamo attaccato le nostre linee di carburante e lo succhiamo per la nostra più grande gloria e potere. È anche utile per te capire che il carburante arriva anche nelle forme di Prossimità e di Pensiero.

Il Carburante di Prossimità è il carburante che viene menzionato più spesso. È anche il più potente tra i due. Il Carburante di Prossimità nasce quando assistiamo alla tua reazione emotiva a qualcosa che abbiamo fatto. Di conseguenza, se ti vediamo piangere come conseguenza del fatto che ti offendiamo in modo orribile, allora riceviamo Carburante di Prossimità. Se entriamo in un’arena e riceviamo l’applauso adorante di migliaia di persone, è Carburante di Prossimità. Se, mentre camminiamo lungo la strada, attiriamo lo sguardo ammirato di qualcuno, è Carburante di Prossimità. È il carburante più importante quando si presenta in questa forma ed è necessario per il buon ordine della nostra esistenza.

Il Carburante di Pensiero è meno potente ma ciò non significa che dovrebbe essere scartato. C’è ancora una notevole potenza in questa forma di carburante e ci basiamo di frequente su di esso, specialmente in particolari fasi del ciclo narcisistico. Il Carburante di Pensiero nasce quando prevediamo la tua reazione emotiva a qualcosa che abbiamo fatto o non fatto. Per quanto riguarda le nostre fonti primarie, il Carburante di Pensiero è il più forte. Questo in primo luogo a causa dell’alta posizione di quella persona in termini di Prossimità di Fornitura, ma anche perché conosciamo molto bene la nostra fonte primaria. La nostra fonte primaria è stata cercata, presa di mira e sedotta. Durante la seduzione inoltre ti abbiamo analizzato, comprendendo come ti comporti in base alla nostra esperienza di altre persone di natura simile a te, ma con l’aggiunta dell’accesso diretto e quotidiano a tutte le sfumature sottili, i comportamenti e le peculiarità che ti rendono ciò che sei. Questa conoscenza ci consente di determinare come reagisci. Continuiamo con la nostra osservazione e lo scrutinio attraverso la svalutazione. La nostra banca di conoscenza su come reagirai è in piena espansione. Sappiamo come reagirai a certe situazioni e possiamo prevedere che espressione avrai e cosa dirai. Generare quell’immagine è importante perché quando mettiamo in atto qualche forma di manipolazione contro di te, ma non siamo accanto a te o ti osserviamo per guardare la tua reazione, noi invece assorbiamo il Carburante di Pensiero dal sapere come reagiresti e con la conseguente emozione.

Di conseguenza, quando imponiamo un trattamento del silenzio durante la svalutazione e lo facciamo attraverso l’assenza di noi stessi, ovviamente non siamo in grado di vedere la tua reazione alla nostra scomparsa, ma sappiamo come sarà. Sappiamo che sarai ansioso e angosciato. Sappiamo che le lacrime ti scivoleranno sul viso o che sarai affannato dalla preoccupazione o che starai andando avanti e indietro per la nostra improvvisa partenza. Noi ti conosciamo e così facendo beviamo questo Carburante di Pensiero e ci sentiamo potenti sapendo che la nostra manipolazione ha causato questa reazione anche se non possiamo vederla. Il trattamento del silenzio continua e noi continuiamo ad attingere Carburante di Pensiero dalla conoscenza di come questo ti influenzerà. Questo Carburante di Pensiero e collegato anche col Carburante di Prossimità perché, ad esempio, se ci mandi un sentito messaggio durante questo trattamento del silenzio, noi vediamo l’emozione nelle tue parole e questo ci fornisce il Carburante di Prossimità accanto al costante Carburante di Pensiero.

Il Carburante di Pensiero è particolarmente utile quando ci impegniamo nelle nostre manipolazioni attraverso il trattamento del silenzio, o ti denigriamo e poi usciamo da qualche parte. Siamo in grado di evocare l’immagine di te sconvolto a casa e che temi il nostro ritorno, e questo Carburante di Pensiero ci rinvigorisce. È evidente quando ti abbiamo scartato in particolare quando pensiamo a come reagirai una volta che ti rendi conto che sei stato scartato e che non vogliamo più avere niente a che fare con te. Quando ti recuperiamo attraverso la tecnologia, anche se potremmo non ricevere una risposta alla nostra prima raffica di messaggi, continuiamo a trarre Carburante di Pensiero perché sappiamo come reagirai alla nostra comunicazione. Può essere eccitazione, può essere apprensione o può essere odio, ma qualunque cosa sia, ci alimenterà comunque, e questo è tutto ciò che conta per noi.

Lo svantaggio del Carburante di Pensiero è che la reazione prevista non può essere mantenuta a lungo senza la necessità di Carburante di Prossimità proveniente dalla stessa fonte. Se dopo quattro o cinque giorni che recuperiamo qualcuno tramite messaggio e non vi è risposta, gli effetti rinvigorenti di immaginare quale sarà la tua reazione svaniranno. Se si è deciso di non rispondere come parte di un inizio di No Contact, la mancanza di rispondere con Carburante di Prossimità implica che il Carburante di Pensiero può solo durare poco. Una volta trascorsi quei pochi giorni, abbiamo bisogno di una reazione di Carburante di Prossimità da te. Naturalmente, durante questo periodo, potremmo ricevere carburante da fonti diverse (sia di Prossimità che di Pensiero) dato che è il nostro approccio standard. Al fine di rivitalizzare il Carburante di Pensiero con un apparecchio particolare, tuttavia abbiamo bisogno che questo apparecchio fornisca Carburante di Prossimità. Quindi, dopo cinque giorni di silenzio senza risposta, il Carburante di Pensiero svanirà. Se poi ci telefoni e piangi al telefono perché non ti stiamo parlando, riceviamo una deliziosa dose di Carburante di Prossimità. Se dopo cadi in silenzio anche se stiamo inviando dei messaggi, la tua scorta di Carburante di Prossimità ha rinvigorito il Carburante di Pensiero perché ci hai fatto sapere che questo ti sta ancora influenzando. Questo contatto diretto da parte tua non solo ci ha dato Carburante di Prossimità, ma ha dato nuova vita al Carburante di Pensiero che continuerà a alimentarci dalla tua reazione ipotizzata fino a quando, ancora una volta, si ridurrà dopo alcuni giorni.

Anche questa situazione è un’arma a doppio taglio. Se dopo alcuni giorni in cui ci godiamo il Carburante di Pensiero, abbiamo poi un contatto diretto con te, ma non fornisci carburante perché ci rispondi in modo neutrale, se poi continua il silenzio da quel momento in poi non ricaveremo altro Carburante di Pensiero da quella particolare manipolazione perché hai dimostrato che non si sta rivelando efficace. Possiamo continuare il trattamento del silenzio e concentrarci su una diversa fonte di carburante, ma non ne riceveremo più da te, fino a quando non assisteremo nuovamente al Carburante di Prossimità.

Il Carburante di Pensiero sottolinea il nostro potere perché ci dimostra che possiamo essere super caricati dal sapere come reagirai anche se non vediamo la tua reazione. Per noi, questo è un esempio del considerevole potere che esercitiamo. Inoltre significa che, anche se in qualche modo non stai reagendo nel modo in cui prevederemmo (anche se questo di solito è improbabile), almeno per un certo numero di giorni continueremo a guadagnare Carburante di Pensiero perché è basato sul modo in cui ti abbiamo visto comportarti e reagire in precedenti occasioni.

Il Carburante di Pensiero viene ottenuto molto spesso dalla Fonte Primaria, ma può essere estratto da altre fonti. Sapere come un amico reagirà alla nostra mancata presentazione alla sua festa di compleanno o sapere come qualcuno che serve in un bar reagirà alla nostra risciacquata mentre ci allontaniamo con un sorriso sulla faccia ci permette di attingere il Carburante di Pensiero anche da questi Metodi di Consegna.

Questo è il motivo per cui il carburante è così importante per noi. Questo è il motivo per cui il carburante è così pervasivo ed è l’oggetto di tutti i nostri programmi e manipolazioni.

H.G. TUDOR

Thought Fuel

📑 COME IL TUO PENSIERO EMOZIONALE CREA SCUSE

191118A How Your Emotional Thinking Creates Excuses.jpgIl fatto che per così tanto tempo non avevi idea di con cosa avessi a che fare ha avuto come conseguenza che tenessi un comportamento prevedibile. Questo comportamento è uno di quelle su cui facciamo regolarmente affidamento per tenerti all’oscuro. Ho fatto menzione delle varie caratteristiche che cerchiamo tra quelli che ci rendono le vittime più utili. Uno di questi tratti riguarda la tua capacità di cercare il buono in tutto e in tutti. Questo è un tipico tratto empatico e insieme a tutti gli altri che tu possiedi fanno sì che tu divampi sul nostro radar quando stiamo cercando un’eccellente fonte primaria. Il tuo desiderio di vedere il bene oscura la tua capacità di vedere il male o forse più esattamente, di accettare il male. Questo è qualcosa che noi desideriamo perché ti impedisce di riconoscere davvero ciò che ti sta accadendo una volta che la svalutazione è iniziata. Ovviamente amiamo operare da una posizione di plausibile facoltà di negare, contiamo sull’ambiguità poiché ci piace e dobbiamo girarci e rigirarci per ottenere ciò che vogliamo. Se avessi visto tutto chiaro e nitido come ora ti descrivo le nostre macchinazioni, saresti stato più propenso a sfuggirci e provocare quella indesiderata cessazione della nostra principale fonte di carburante. Inoltre, avrebbe reso più difficile applicare quei recuperi quando desideriamo riportarvi all’ovile e che vi impegnate ancora una volta nei nostri sforzi ciclici. Ci presentiamo a voi ripetutamente con la verità su ciò che siamo, ma anche se ve la mettiamo davanti, non vi permettiamo mai di vederla chiaramente. Mettiamo un velo su certi particolari, vi gettiamo una cortina di fumo, oscuriamo alcune parti e distorciamo le altre. La realtà è lì davanti a voi. È evidente e semplice da capire, ma a causa del modo in cui vi manipoliamo intenzionalmente, non siete in grado di vederla. È come se noi avvistassimo una nave all’orizzonte. Per noi è chiaro vederla, ma quando ti diamo in mano un telescopio per vedere meglio questa nave, l’obiettivo è stato sporcato con qualcosa che distorce la vista, oppure mettiamo il dito su una parte dell’obiettivo bloccando il tuo punto di vista.

La conseguenza di questa distorsione è che ti impediamo di vedere veramente ciò che siamo. A sua volta significa che non sei in grado di avere una visione chiara e coerente della persona che si è impadronita di te. Questo diventa esasperante per tutti quelli che non siamo stati in grado di trascinare nella nostra facciata, ma che riconoscono pienamente quello che siamo. Questi osservatori ti dicono con chi hai a che fare. All’inizio potrebbero essere prudenti, sperando di non offendere la tua sensibilità ma col tempo la loro crescente esasperazione li porta a uscire allo scoperto e dirlo chiaramente. Tuttavia, una tale schiettezza raramente trova favore presso di te perché non gradisci che ti venga detto qualcosa di qualcuno meraviglioso come noi (o almeno qualcuno che è stato meraviglioso). Non ti piace pensare che il periodo d’oro se n’è andato. Non ti piace essere privato dell’idea che ciò che hai avuto non tornerà mai più o che non è mai esistito fin dall’inizio. La maggior parte dei motivi per cui la pensi così è una conseguenza della nostra manipolazione comportamentale, che inoltre va a sottolineare che non è colpa tua. Neanche il tuo desiderio di vedere il bene nelle persone è colpa tua. Ecco chi sei tu. Sappiamo questa cosa e la sfruttiamo. È colpa nostra, ma ovviamente nel bel mezzo della battaglia in cui siamo impegnati con te, non ammetteremo mai che qualcosa è colpa nostra. Non succederà mai.

Quindi, la tua visione di noi è oscurata e per questo motivo ti fornirai sempre delle scuse per spiegare il nostro comportamento, le nostre parole e le nostre azioni. Tu fornisci queste scuse più e più volte, agli altri e a te stesso. Tu credi a queste scuse perché questo è il modo in cui pensi e sei stato guidato verso questa linea di pensiero dell’istruzione che hai ricevuto dalle nostre manovre manipolative e dalla nostra bocca. Inoltre tu usi queste scuse per continuare a convincerti che le parti sgradevoli del nostro comportamento sono solo un’aberrazione, una falla occasionale nei confronti di una persona altrimenti magnifica. La vostra carità è sorprendente e naturalmente graditissima; grazie a questo approccio col paraocchi ci sottrai la responsabilità per le cose che facciamo, cosa che si allinea con uno dei nostri molti obiettivi dichiarati. Ti impedisci di vedere ulteriormente la realtà di ciò che ora ti ha invischiato e l’applicazione ripetuta di queste scuse ti mantiene al posto. Vogliamo che tu usi queste scuse. Vogliamo sentirle. Vogliamo che vengano dette a noi e agli altri. Le tue scuse frustrano e alienano quelli che sono contro di noi, le tue scuse supportano la nostra facciata costruita e soprattutto ti assicurano di negare a te stesso ciò che è proprio davanti a te. Ecco venticinque scuse di questo genere. Le avrai dette e probabilmente più di una volta. Capisci che ogni volta che ne pronunci una hai usato un’ulteriore campana a morte per le tue possibilità di sfuggirci.

1. È solo stanco; questo lo fa scattare.
2. Non voleva dire questo, non sul serio.
3. Non devi fingere con me, voglio solo che tu sia te stesso.
4. Ha un sacco di cose in testa in questo momento.
5. Il lavoro è particolarmente stressante per lui .
6. Qualche volta beve un pochino troppo, ma hey, chi non ci si è trovato? 7. Penso che forse sono troppo severo con lui qualche volta, è davvero colpa mia.
8. È in una brutta situazione ma ne verrà fuori.
9. È una persona complessa; non lo capisci come lo capisco io.
10. È solo fatto così; Mi ci sono abituato.
11. So che sembra cattivo, ma fa così tante cose che è carino; questa è solo una piccola parte di quello che è lui.
12. Nessuno lo conosce bene, ecco perché pensi male di lui.
13. Lui è un tipo famoso, quindi avrà sempre delle donne che lo punteranno. 14. Ha un temperamento, lo so, fa parte di lui e non spetta a noi cambiarlo.
15. Devo essere più comprensiva e poi sarà migliore.
16. Non sta bene in questo momento, ma lo aiuterò a superarlo, vedrai.
17. Hai sentito solo una parte della storia; non è affatto così.
18. Sì, beh, si dà il caso che la sua famiglia dice questo di lui per nascondere ciò che gli hanno fatto.
19. Tutto ciò di cui ha bisogno è essere amato e io sono quello che lo farà.
20. Non so cosa stai dicendo, va bene, lo capisco.
21. Era una tantum, non succederà più. 22. So che ha sbagliato ma questa volta ha promesso che non lo farà più. 23. Non capisci come io e lui siamo insieme.
24. Sei solo geloso di ciò che abbiamo. Perché non puoi essere contento per noi, per il mio bene?
25. Mi dispiace, è stata colpa mia.

Suona familiare?

H.G. TUDOR

How Your Emotional Thinking Creates Excuses

 

📢 21 INGANNI

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Il pensiero emotivo non è tuo amico. Il pensiero emotivo è il tuo nemico. Il tuo pensiero emotivo ha uno e un solo scopo, ed è quello di farti continuare in qualche forma di impegno con il narcisista. Potrebbe essere passare del tempo con il narcisista o potrebbe essere pensare al narcisista; in entrambi i casi il tuo pensiero emotivo nel contesto del narcisista vuole che tu continui o arrivi all’impegno con il narcisista per nutrire la tua intrinseca dipendenza dal narcisista. Il tuo pensiero emotivo non si cura della rimessa per te. Il tuo pensiero emotivo non si preoccupa dell’impatto che tali azioni e comportamenti avranno su di te, vuole che tu ti coinvolga. Il tuo pensiero emotivo farà assolutamente di tutto per farti raggiungere quel coinvolgimento. Ti porterà ad agire in un modo che quando il tuo pensiero emotivo dissonante è diminuito, vi guarderai indietro e penserai “che diavolo stavo facendo”, “che diavolo stavo pensando”, “chi sono diventato”, “Non riconosco quella persona”. All’epoca credevi che quello che stavi facendo fosse corretto, era logico, era la cosa giusta da fare perché il tuo pensiero emotivo ti faceva pensare che lo fosse. Nello stesso modo in cui dopo aver bevuto pinte di birra sembra un’ottima idea sedersi e guardare un film di James Corden. Nella fredda luce della sobrietà ti rendi conto che è una delle cose e delle idee più terribili che potresti mai avere. Il pensiero emotivo non è diverso: quando viene rimosso, e rimosso perché non c’è interazione con il narcisista. Ne consegue che si vedono chiaramente le cose, si pensa in modo chiaro, si agisce in modo chiaro. Ha il vantaggio aggiuntivo che quando hai ridotto il tuo pensiero emotivo a un livello basso, la rabbia che può essere l’ansia, il dolore, tutte le cose associate sono guidate anche dal tuo pensiero emotivo per come tutti dicono.

La riduzione e la rimozione del tuo pensiero emotivo è qualcosa per cui devi lottare nel contesto del tuo coinvolgimento con un narcisista. Se raggiungi questo, applicherai la logica, se raggiungi questo manterrai il no contact, non un no contact parziale, non un no contact basso, ma un no contact totale. Riducendo e diminuendo il tuo pensiero emotivo eviterai quelle sensazioni e sentimenti spiacevoli e inquietanti che sono guidati da esso; non commetterai errori, non tornerai dal narcisista, non continuerai a combattere con il narcisista, non implorerai il narcisista e, di conseguenza, non cadrai preda delle manipolazioni velocemente, non verrai sedotto, non ci sarai così non sarai sedotto da un altro narcisista, non sarai riportato nel caos, non proverai ad aiutare, non proverai a guarire, non proverai a cercare risposte, ma obbedirai a quella prima regola d’oro della libertà “Una volta che sai vai, esci e resta fuori”.

Il pensiero emotivo non vuole che tu mi ascolti, non vuole che tu legga le mie opere, non vuole che tu capisca il mio lavoro e non vuole che tu lo metta in pratica, perché il mio lavoro è logicom è il migliore, il più appropriato e ti aiuterà sempre. Il tuo pensiero emotivo lo riconosce e con la logica riconosce che il mio lavoro ti porterà lontano dal nutrire la tua dipendenza, quindi cercherà di gettare domande per indicarti di dubitare di quello che ti sto spiegando. Io ti dico la brutale verità, la verità onesta. Lo faccio perché per me è importante che il mio materiale sia il più utilizzato e sia considerato il migliore, perché è il migliore. Non sono preoccupato che tu lo usi o meno; se scegli di non farlo è un tuo problema non mio. Quello che voglio è assicurare che i miti sulla nostra specie vengano cancellati, che gli equivoci che vengono spacciati su Internet siano sradicati, che i consigli degli ignoranti forniti attraverso i cosiddetti consulenti di relazioni, attraverso i cosiddetti coach di stile di vita, attraverso apparenti esperti sul narcisismo vengano rifiutati, rimossi, cancellati e ignorati, voglio invece che ti attenga alla fredda e dura logica che io ti fornisco. Non devi gradirmi, non devi odiarmi, anche se potresti benissimo farlo, ma quello che devi fare è ascoltare la logica di ciò che ti dico e metterla in pratica, e se dovessi farlo, ti impadronirai del potere e otterrai la libertà; vincerai sul tuo pensiero emotivo.

Di conseguenza il tuo pensiero emotivo sequestra e corrompe i tuoi tratti empatici e i tuoi tratti narcisistici. Sì, tu li hai entrambi: hai tratti empatici e tratti narcisistici e i vari gruppi e le varie intensità dipendono dal fatto che tu sia normale con tratti empatici o se fai parte del gruppo empatici, e se fai parte del gruppo empatici, dipende da che tipo di empatico sei. (…). Ma a parte questo, comprendi che tu hai tratti empatici e tratti narcisistici e il tuo pensiero emotivo li sequestra e desidera corromperli.

Ci sono 21 risposte comuni che si verificano, parole che vengono dette o pensate dalla vittima della nostra specie. Leggi quali sono queste frasi e renditi conto che se stai dicendo queste cose, se senti qualcuno che le dice, se lo stai pensando, tu e tutti voi siete stati condizionati dal vostro pensiero emotivo perché sta cogliendo particolari tratti. Ora ti dirò quali sono queste 21 frasi in modo che tu possa starvi attento e in oltre su ciascuna ti dirò quale dei tuoi tratti empatici e/o narcisistici viene sequestrato per aiutarti a capire.

1. Devo sapere perché lei mi ha trattato in quel modo.

Attacca il tuo tratto di cercatore di verità

2. Devo dirgli quanto mi ha fatto male.

Sequestra i tuoi tratti di cercatore di verità, di giustizia ed empatici

3. Devo mettere in guardia la nuova fidanzata su di lui.

Sequestra i tuoi tratti empatici di compassione, cercatore di verità, salvatore e giustizia

4. Ho bisogno di fargli vedere cosa ha fatto di sbagliato.

Sequestra i tratti empatici di giustizia e di cercatore di verità

5. Non posso lasciarlo, ha bisogno di me.

Sequestra i tuoi tratti empatici di compassione e salvatore

6. Devo esporla con i suoi amici e con la sua famiglia.

Sequestra i tratti empatici di cercatore di verità e di giustizia

7. Ho bisogno di parlare con lei per ottenere la chiusura.

Sequestra i tratti empatici di cercatore di verità e di onestà

8. Ho bisogno di fargli sapere che lui/lei è un narcisista.

Sequestra i tratti empatici di cercatore di verità, giustizia e onestà

9. Voglio che veda quanto sono felice senza di lui.

Sequestra il tuo tratto narcisistico di orgoglio

10. Ho bisogno di sapere con chi sta ora.

Sequestra il tuo tratto empatico di cercatore di verità, e il tratto narcisistico dell’invidia

11. Ho bisogno di sapere perché scelto lei dopo di me.

Sequestra il tratto empatico di cercatore di verità, e il tratto narcisistico dell’orgoglio

12. Voglio dividerlo dalla nuova persona.

Sequestra i tuoi tratti narcisistici di orgoglio, invidia e il tratto empatico della giustizia

13. Perché dovrei essere io a uscire da questa casa?

Sequestra il tuo tratto narcisistico dell’orgoglio, e i tuoi tratti empatici di equità e giustizia

14. Ho bisogno di distruggerlo.

Sequestra il tratto empatico della giustizia, e il tratto narcisistico dell’orgoglio

15. Ho bisogno che lei mi spieghi perché si è comportata in quel modo con me.

Sequestra i tratti empatici di cercatore di verità e di giustizia

16. Non può farci nulla, è così, ha solo bisogno di aiuto.

Sequestra il tratto empatico della compassione

17. Non posso andarmene perché non può farcela senza di me.

Sequestra i tuoi tratti empatici di colpa e compassione

18. Non è giusto. E se lei si prende il periodo d’oro per sempre al posto mio?

Sequestra il tuo tratto empatico di giustizia, e il tuo tratto narcisistico di invidia

19. Ho bisogno di vederla per riavere i miei soldi.

Sequestra i tratti empatici dell’equità e della giustizia

20. Ora so cosa è lei, quindi questa volta posso gestire questa conoscenza per far funzionare le cose.

Sequestra il tuo tratto narcisistico di orgoglio e il tratto empatico di decenza

e infine:

21. Voglio riconquistarla per poter essere io a scaricarla.

La caratteristica narcisistica dell’orgoglio viene sequestrata, i tratti empatici della giustizia e della giustizia vengono anch’essi sequestrati.

Queste sono 21 affermazioni che vengono utilizzate dal tuo pensiero emotivo che ti sembrano logiche, ma non lo sono. Perché? Perché è il pensiero emotivo a sequestrare i tratti che ho descritto, e tutte queste cose offendono la prima regola d’oro della libertà che è “Una volta che sai vai, esci e resta fuori”.

H.G. TUDOR

21 Cons

📑 SCUSE UGUALE PERICOLO

190923D Excuses Equals Endangered.jpgIl fatto che per così tanto tempo non avevi idea di con cosa avessi a che fare ha avuto come conseguenza che tenessi un comportamento prevedibile. Questo comportamento è uno di quelle su cui facciamo regolarmente affidamento per tenerti all’oscuro. Ho fatto menzione delle varie caratteristiche che cerchiamo tra quelli che ci rendono le vittime più utili. Uno di questi tratti riguarda la tua capacità di cercare il buono in tutto e in tutti. Questo è un tipico tratto empatico e insieme a tutti gli altri che tu possiedi fanno sì che tu divampi sul nostro radar quando stiamo cercando un’eccellente fonte primaria. Il tuo desiderio di vedere il bene oscura la tua capacità di vedere il male o forse più esattamente, di accettare il male. Questo è qualcosa che noi desideriamo perché ti impedisce di riconoscere davvero ciò che ti sta accadendo una volta che la svalutazione è iniziata. Ovviamente amiamo operare da una posizione di plausibile facoltà di negare, contiamo sull’ambiguità poiché ci piace e dobbiamo girarci e rigirarci per ottenere ciò che vogliamo. Se avessi visto tutto chiaro e nitido come ora ti descrivo le nostre macchinazioni, saresti stato più propenso a sfuggirci e provocare quella indesiderata cessazione della nostra principale fonte di carburante. Inoltre, avrebbe reso più difficile applicare quei recuperi quando desideriamo riportarvi all’ovile e che vi impegnate ancora una volta nei nostri sforzi ciclici. Ci presentiamo a voi ripetutamente con la verità su ciò che siamo, ma anche se ve la mettiamo davanti, non vi permettiamo mai di vederla chiaramente. Mettiamo un velo su certi particolari, vi gettiamo una cortina di fumo, oscuriamo alcune parti e distorciamo le altre. La realtà è lì davanti a voi. È evidente e semplice da capire, ma a causa del modo in cui vi manipoliamo intenzionalmente, non siete in grado di vederla. È come se noi avvistassimo una nave all’orizzonte. Per noi è chiaro vederla, ma quando ti diamo in mano un telescopio per vedere meglio questa nave, l’obiettivo è stato sporcato con qualcosa che distorce la vista, oppure mettiamo il dito su una parte dell’obiettivo bloccando il tuo punto di vista.

La conseguenza di questa distorsione è che ti impediamo di vedere veramente ciò che siamo. A sua volta significa che non sei in grado di avere una visione chiara e coerente della persona che si è impadronita di te. Questo diventa esasperante per tutti quelli che non siamo stati in grado di trascinare nella nostra facciata, ma che riconoscono pienamente quello che siamo. Questi osservatori ti dicono con chi hai a che fare. All’inizio potrebbero essere prudenti, sperando di non offendere la tua sensibilità ma col tempo la loro crescente esasperazione li porta a uscire allo scoperto e dirlo chiaramente. Tuttavia, una tale schiettezza raramente trova favore presso di te perché non gradisci che ti venga detto qualcosa di qualcuno meraviglioso come noi (o almeno qualcuno che è stato meraviglioso). Non ti piace pensare che il periodo d’oro se n’è andato. Non ti piace essere privato dell’idea che ciò che hai avuto non tornerà mai più o che non è mai esistito fin dall’inizio. La maggior parte dei motivi per cui la pensi così è una conseguenza della nostra manipolazione comportamentale, che inoltre va a sottolineare che non è colpa tua. Neanche il tuo desiderio di vedere il bene nelle persone è colpa tua. Ecco chi sei tu. Sappiamo questa cosa e la sfruttiamo. È colpa nostra, ma ovviamente nel bel mezzo della battaglia in cui siamo impegnati con te, non ammetteremo mai che qualcosa è colpa nostra. Non succederà mai.

Quindi, la tua visione di noi è oscurata e per questo motivo ti fornirai sempre delle scuse per spiegare il nostro comportamento, le nostre parole e le nostre azioni. Tu fornisci queste scuse più e più volte, agli altri e a te stesso. Tu credi a queste scuse perché questo è il modo in cui pensi e sei stato guidato verso questa linea di pensiero dell’istruzione che hai ricevuto dalle nostre manovre manipolative e dalla nostra bocca. Inoltre tu usi queste scuse per continuare a convincerti che le parti sgradevoli del nostro comportamento sono solo un’aberrazione, una falla occasionale nei confronti di una persona altrimenti magnifica. La vostra carità è sorprendente e naturalmente graditissima; grazie a questo approccio col paraocchi ci sottrai la responsabilità per le cose che facciamo, cosa che si allinea con uno dei nostri molti obiettivi dichiarati. Ti impedisci di vedere ulteriormente la realtà di ciò che ora ti ha invischiato e l’applicazione ripetuta di queste scuse ti mantiene al posto. Vogliamo che tu usi queste scuse. Vogliamo sentirle. Vogliamo che vengano dette a noi e agli altri. Le tue scuse frustrano e alienano quelli che sono contro di noi, le tue scuse supportano la nostra facciata costruita e soprattutto ti assicurano di negare a te stesso ciò che è proprio davanti a te. Ecco venticinque scuse di questo genere. Le avrai dette e probabilmente più di una volta. Capisci che ogni volta che ne pronunci una hai usato un’ulteriore campana a morte per le tue possibilità di sfuggirci.

1. È solo stanco; questo lo fa scattare.
2. Non voleva dire questo, non sul serio.
3. Non devi fingere con me, voglio solo che tu sia te stesso.
4. Ha un sacco di cose in testa in questo momento.
5. Il lavoro è particolarmente stressante per lui .
6. Qualche volta beve un pochino troppo, ma hey, chi non ci si è trovato? 7. Penso che forse sono troppo severo con lui qualche volta, è davvero colpa mia.
8. È in una brutta situazione ma ne verrà fuori.
9. È una persona complessa; non lo capisci come lo capisco io.
10. È solo fatto così; Mi ci sono abituato.
11. So che sembra cattivo, ma fa così tante cose che è carino; questa è solo una piccola parte di quello che è lui.
12. Nessuno lo conosce bene, ecco perché pensi male di lui.
13. Lui è un tipo famoso, quindi avrà sempre delle donne che lo punteranno. 14. Ha un temperamento, lo so, fa parte di lui e non spetta a noi cambiarlo.
15. Devo essere più comprensiva e poi sarà migliore.
16. Non sta bene in questo momento, ma lo aiuterò a superarlo, vedrai.
17. Hai sentito solo una parte della storia; non è affatto così.
18. Sì, beh, si dà il caso che la sua famiglia dice questo di lui per nascondere ciò che gli hanno fatto.
19. Tutto ciò di cui ha bisogno è essere amato e io sono quello che lo farà.
20. Non so cosa stai dicendo, va bene, lo capisco.
21. Era una tantum, non succederà più. 22. So che ha sbagliato ma questa volta ha promesso che non lo farà più. 23. Non capisci come io e lui siamo insieme.
24. Sei solo geloso di ciò che abbiamo. Perché non puoi essere contento per noi, per il mio bene?
25. Mi dispiace, è stata colpa mia.

Suona familiare?

H.G. TUDOR

Excuses Equals Endangered

 

📰 CE LO RENDI COSÌ FACILE (O LO FA IL TUO PENSIERO EMOTIVO)

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“Ehi guarda Sandra, una zingara chiaroveggente, ho sempre voluto sperimentarne una.”

“Davvero?”

“Oh sì, sono interessata a quel genere di cose. Vuoi provarci anche tu?”

“No grazie, vai avanti, andrò a prendere qualcosa da bere, ci vediamo tra pochi minuti, sarò proprio da quella parte.”

“Va bene. Oh, aspetta, è il mio telefono”, rovisti nella tua borsa e prendi il telefono” È Graham, ci vediamo dopo”, saluti la tua amica mentre premi sullo schermo, ma hai perso la chiamata. Prendi in considerazione la possibilità di richiamare ma sei troppo eccitata per sapere cosa ha da dire la Zingara Rosie Lee.

Sposti la tenda e entri.

“Salve?” Chiedi a titolo di prova.

“Prego, entra,” dice una voce bassa.

Vai avanti e mentre i tuoi occhi si adattano dal sole splendente fuori che ha ricoperto la fiera all’interno di luce più fioca di questa tenda, vedi una signora seduta a lato di un tavolo. Ti fa cenno di andare a un posto di fronte e tu obbedisci, sedendo e aprendo la borsa per mettere la somma richiesta nella sua mano tesa e corrugata. Di certo la banconota sembra aver battuto l’argento per arrivare nel palmo della sua mano in questi giorni.

“Dammi le tue mani fanciulla”, dice lei gentilmente e tu offri le mani. Si impadronisce di esse, la sua presa è più forte di quanto tu possa immaginare. La guardi, un velo attraverso la metà inferiore del viso, il foulard avvolto intorno alla testa, solo la fronte invecchiata e gli occhi scuri scintillanti sono visibili. Ti tiene le mani per un momento mentre resta in silenzio. Alla fine le lascia andare e poi muove le sue mani, probabilmente più per spettacolo che pe azione, sopra la sfera di cristallo tra di voi.

“Permettimi di confermare il tuo presente”, inizia. Tu annuisci, gli occhi spalancati per l’eccitazione e l’attesa di accertare se è esatto ciò che vede.

“Sei una donna professionale, che percepisce il suo stipendio”, inizia. Tu annuisci già impressionata.

“Sei molto innamorata, infatti, sei perdutamente innamorata di un uomo. È bello, affascinante e ti ama in modo diverso da qualunque cosa tu abbia conosciuto prima.”

“Sì, è vero,” dici con un sussulto di stupore.

“Il suo nome inizia per G”

Fai un altro cenno di approvazione entusiasta.

“Si chiama Graham e tu lo adori.”

“Wow, sì, è lui ed è vero, lo amo così tanto.”

“Recentemente siete andati a vivere insieme.”

“Sì, lui si è trasferito a casa mia”, confermi vacillando per la precisione di ciò che ti sta dicendo.

“Hai molti amici e loro pensano molto a te, sei una persona popolare e vuoi mettere su famiglia presto, del resto desideri fortemente dei bambini.”

Tu continui ad annuire.

“Ho una base del tuo presente cara fanciulla, ora, fammi vedere cosa ti riserva il futuro.” Agita le mani in modo teatrale sopra la sfera di cristallo e scruta dentro, fissando intensamente in profondità. Tu guardi e aspetti, quasi non osando respirare …….

Poco tempo dopo, riemergi nel caldo sole e vai verso Sandra, che è seduta con il drink in mano a guardare il mondo che passa.

“Ciao, come è andata?” Chiede alzando la mano sopra gli occhi per poterti vedere contro la luce del sole.

“Che spreco di denaro”, rispondi un po’ con rabbia e un po’ con forte agitazione.

“Non mi sorprende,” ride Sandra ma interrompe l’ilarità quando vede quanto sei infelice. Tu ti siedi accanto a lei.

“Che c’è? Cosa ha detto?”

“Beh, aveva iniziato così bene. Mi ha preso le mani e poi mi ha detto che ero una signora professionista con il mio reddito. Che ero innamorata perdutamente. Che volevo bambini. Mi ha detto che vivevo con Graham e sapeva persino il suo nome, sono rimasta sconvolta da quante cose sapeva.”

“Oh, Elaine, tu ti fidi troppo lo sai. L’ho sempre detto di te.”

“Perché dici così?”

“Beh, lei può capire dal modo in cui sei vestita e dalle tue mani morbide e curate che difficilmente sei un’operaia di fabbrica, quindi era una colta da ufficio. Signora professionista può comprendere così tante cose.”

“Hmm, forse, ma che dire del fatto che sapeva che sono innamorata perdutamente?”

La tua amica ti sfiora il dito.

“Indossi un anello di fidanzamento costoso e moderno. Chiunque ne indossi uno deve per forza essere coinvolto nel trasporto dell’amore e da ciò si evince che ci sono buone probabilità che tu viva con qualcuno”.

“Beh, sì, capisco il tuo punto di vista, suppongo, ma che dire del volere bambini?”

“Wow, le ultime notizie, la giovane donna in una relazione vuole figli. Non è mai successo prima vero?

“Ok, okay, ma rispondi a questo allora, come faceva a sapere che si chiamava Graham?”

“Onestamente, penso che dovrei diventare come uno di questi indovini, ha sentito nominare il suo nome quando lui ha chiamato. È probabile che fosse un partner altrimenti avresti detto “è papà” o “è mio fratello”. Queste persone sono abili nel riconoscere le tipologie e, naturalmente, tu vuoi credere a ciò che lei ha da dire, ti condizionano in modo tale che quando hanno le giuste nozioni di base, possono raccontarti qualsiasi vecchia fandonia sul futuro. Ti programmano per pendere da ogni loro parola e così ti viene fatto il lavaggio del cervello facendoti credere di conoscere il futuro. A proposito, che cosa ha da dire su questo?”

“Beh, è qui che ho perso la fede. Continuo a pensare che lei conoscesse abbastanza bene il mio presente, ha avuto proprio ragione, ma è andata completamente uscita dalla tangente sul futuro.”

“Come mai?”

“Beh, lei dice che Graham non è tutto ciò che sembra e il suo amore apparente maschera un cuore vuoto. Mi ha avvertito che entro alcuni mesi lui, come ha detto, sì giusto, mi “mostrerà il vero significato dell’odio”. Ha detto che mi avrebbe cacciato di casa, da casa mia! Mi ha detto che era un truffatore e che avrebbe accumulato enormi debiti a nome mio, che mi avrebbe costretto a fare cose orribili con lui a letto e che avrà una serie di tresche. Oh sì, ha anche detto che era bisessuale, puoi crederlo?”

La tua amica si lascia andare a grasse risate.

“Vedi, te l’ho detto, è un mucchio di spazzatura, voglio dire che Graham è l’uomo più adorabile che tu potessi mai incontrare, è così buono con te.”

“Lo so, le ho detto che si sbagliava, ma lei mi ha semplicemente fissato con questo sguardo. In realtà mi ha innervosito. Era come se stesse guardando attraverso di me, sai, non c’era emozione, solo quegli occhi davvero scuri che mi guardavano.”

“Ha detto qualcosa?”

“Sì, ha detto che il “diavolo batte sempre la sua ancella, non importa quanto lei s’impegni duramente per compiacerlo” e io volevo ridere di questo, ma sai cosa, mi sentivo davvero terrorizzata. Poi le ho chiesto di fermarsi.”

“Devo ammetterlo, sembravi piuttosto sconvolta quando mi hai raggiunto. Non preoccuparti di questo.”

“Onestamente, le cose che stava dicendo, che non sarebbe stato un buon padre, che ci avrebbe rovinato con il gioco d’azzardo e che avrei pensato di stare con due persone diverse, anche nello stesso minuto. Lo faceva sembrare una specie di pazzo. Ad essere onesti, sembrava la trama di un film dell’orrore.”

“Parlamene. Non ti preoccupare, Graham è meraviglioso e ti rende così felice, sì è stata una storia d’amore burrascosa finora, ma non puoi lasciare che questa opportunità ti sfugga tra le dita giusto?”

“Sono così felice che tu sia d’accordo con me. So che ciò che ha detto è una completa assurdità, il mio Graham non è così, ma è stato il modo in cui mi ha guardato, mi ha raggelato fino al midollo.”

“Dimenticatene, hai soddisfatto la tua curiosità e sai di non sprecare più soldi in una cosa del genere. Dai, c’è una ruota della fortuna laggiù, che sarà più affidabile della Zingara Racconta Storie.”

Tu sorridi e ti alzi in piedi relegando la profezia della zingara in fondo alla tua mente. Nessuno si comporta in quel modo e certamente non l’uomo che ami.

H.G. TUDOR

You Make It So Easy For Us (Or Your Emotional Thinking Does)

📰 NO CONTACT? NO, NON LO È! – PARTE UNO ➡

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Il No contact è il Santo Graal. È uno stato di cose, un ruolo di essere e la risposta assoluta a qualsiasi coinvolgimento con la nostra specie. Devi lottare per questo, imporlo e mantenerlo.

Eppure, molti affermano di aver raggiunto questo nirvana, ma non l’hanno fatto. Molti affermano di aver messo in atto un regime di no contact e poi chiedono – perché vengo sempre recuperato con le sue telefonate? Altri affermano che stanno facendo il no contact, ma il narcisista continua a fare un salto per parlare con loro e si sentono incapaci di fermarlo, e vogliono sapere perché questo continua ad accadere.

Perché questo non è no contact.

Può sembrare ovvio per alcuni di voi che leggono, ma capite che la regolarità con cui incontro tali osservazioni e domande dimostra chiaramente due cose:

1. Un gran numero di persone non capisce veramente cosa sia veramente il no contact; e
2. Il pensiero emotivo e il suo potere sulle persone li inducono a lasciare buchi nella loro difesa di no contact, così che in realtà non diventa per nulla una difesa di no contact o neanche qualcosa di simile.

Riguardo al primo punto, capisco come ciò avvenga. In parte è perché un certo numero di opinionisti sostenitori del no contact non capiscono neanche loro cosa significa realmente. Inoltre non capiscono la nostra specie e quindi se non capiscono i narcisisti, come possono consigliare le vittime in modo efficace per quanto riguarda il no contact (e molto di più quando succede nell’ambito della dinamica narcisistica)? Non riescono a rendersi conto di come noi attentiamo al no contact, non riescono a rendersi conto di quanto il no contact sia molto più di un semplice distacco dall’interazione fisica con il narcisista. Naturalmente, alcuni di questi opinionisti non hanno alcuna esperienza in merito alla nostra specie e quindi non hanno alcuna posizione di competenza, inoltre, alcuni hanno avuto il contatto ma cadono preda del proprio pensiero emotivo, il che significa che non riescono a sostenere il corretto e totale regime di no contact e/o “permettono” determinate forme di interazione non rendendosi conto che questo apre una breccia nel no contact e/o lo considerano ammissibile e senza conseguenze effettive. Il no contact è una cosa seria. È LA soluzione al problema del coinvolgimento con la nostra specie e deve essere affrontato in modo corretto e risoluto e l’unico modo per farlo è quello di seguire ciò che io ti spiego e applicarlo completamente. Nessun altro è in grado di fornirti le informazioni assolutamente corrette e appropriate per assicurarti di essere protetto e in grado di marciare verso il recupero con il dovuto personale vantaggio.

Esaminiamo quindi varie situazioni comuni alle vittime e ai loro tentativi di attuare il no contact. Questa serie includerà una vasta gamma di scenari che ti consentiranno di capire che stai effettivamente violando il no contact (e potresti essere sorpreso di capire che lo stavi violando) e inoltre quali sono le conseguenze di tale violazione (se sapevi che era una violazione o no).

Cominciamo con l’interazione fisica con il narcisista e con ciò mi riferisco a un’interazione fisica diretta in cui tu e il narcisista siete nello stesso ambiente. Potresti

1. Interazione fisica

La maggior parte delle persone riconosce almeno che l’interazione fisica con il narcisista è violare il no contact. Tuttavia, c’è ancora un novero di persone che cerca di spaccare il capello in quattro quando si tratta di un’interazione fisica con il narcisista e che, naturalmente, è guidato dal pensiero emotivo che porterà ingannevolmente una vittima a pensare che l’interazione in qualche modo “vada bene” o che non sia una “vera violazione” del no contact. Non va bene e sì, è una vera e propria violazione del no contact.

La Prima Regola D’Oro della Libertà è la più importante. È anche la più facile da ricordare, la più facile con cui mettere alla prova il tuo comportamento, ma spesso difficile da mettere in atto (a causa del pensiero emotivo che vuole nutrire la tua dipendenza dal narcisista facendoti coinvolgere ulteriormente con noi). Questa regola è “Quando sai, vai – esci e rimani fuori”.

Quindi, devi considerare il tuo previsto comportamento e se offende questa regola allora il tuo previsto comportamento non deve essere messo in atto e tutto ciò che ti dice che dovresti, che cerca di dirti di ignorare questa regola, che prova a suggerire che è in qualche modo permesso oltraggiare la regola è un prodotto del pensiero emotivo. Non è accettabile, non è lecito, non è un’eccezione, una scappatoia, una deviazione meritata – è pensiero emotivo. Puro e semplice.

Di conseguenza, se ti trovi a pensare (o peggio fare) qualcosa per cui interagirai fisicamente con il narcisista o stai interagendo fisicamente con il narcisista, allora stai violando la regola, sei sotto il controllo del pensiero emotivo e non devi farlo e/o devi interrompere l’interazione.

Se in qualche modo, in maniera intermittente, trascorri del tempo con il narcisista, anche se è ampiamente ridotto rispetto alla quantità di tempo che eri solito trascorrervi, questo non è no contact. Entrerai nella sfera di influenza del narcisista, questo causa un Attivatore di Recupero e quindi c’è il rischio che un segua un recupero (se sono soddisfatti i Criteri di Esecuzione di Recupero). Potresti pensare che è ovvio che si verificherà un recupero se ti trovi nello stesso spazio fisico del narcisista, ma non è un dato di fatto. Sì, succede spesso (dopo tutto – perché dovremmo rifiutare una così facile opportunità di raccogliere carburante da te) ma ci sono casi in cui anche se vieni a parlare con noi, diciamo ad un incontro sociale e quindi provochi un Attivatore di Recupero, non eseguiremo il recupero (cioè o andremo via o resteremo e semplicemente ti ignoreremo) e quindi non ci sarà recupero. Qualsiasi interazione fisica dello spazio con noi viola il no contact. Se ti avvicini a noi per parlarci, anche se senti di avere il controllo, stai violando il no contact. Non hai il controllo, dal momento che stai violando la prima regola d’oro della libertà e quindi sei governato dal tuo pensiero emotivo avvicinandoti a noi.

Se ti viene tesa un’ “imboscata” dal narcisista. Ad esempio, stai camminando lungo la strada, tu giri l’angolo e il narcisista è di fronte a te o se il narcisista si presenta inaspettamente a un concerto, il no contact viene violato anche in questo caso. Se il tuo pensiero emotivo è stato attenuato da un periodo prolungato di assenza totale di contatto, allora con ogni probabilità applicherai la logica che è “Esci, Rimani fuori” e, nel caso in cui ti trovi in un’imboscata, in realtà andrai via appena possibile o se messo alle strette ignorerai il narcisista e non sentirai alcun problema nel farlo. Qualsiasi disagio a una simile reazione nasce dal fatto che il tuo pensiero emotivo rimane alto. Cercherà di corrompere il tuo tratto empatico di colpa nel parlarci o di corrompere il tuo tratto empatico di onestà, ancora, nell’essere educato con noi. Quando hai il pensiero emotivo basso e sotto controllo, la tua volontà risponderà con logica e quella logica farà sì che non proverai alcun senso di colpa nell’ignorarci. Significa che non provi alcun impulso a parlarci sulla base dell’essere educato e civile. Sarai freddo, ci ignorerai e così ci ferirai (che tra l’altro agisce in modo da alzare la barra di recupero rendendo meno probabile un futuro recupero per un periodo di tempo). Quindi, se pensi che sia giusto rispondere al narcisista perché ti ha teso un agguato, questa è una violazione del no contact e, pertanto, non deve essere fatto. Non è un caso che ‘non conta’ perché ti ha teso un’imboscata anziché tu che ti sei avvicinata al narcisista.

Se incontri fisicamente il narcisista quando consegni i bambini come parte della co-genitorialità, stai violando il no contact. Dovresti cercare di usare i portinai (terze persone) o se i bambini sono abbastanza grandi puoi farli scendere al cancello del giardino e aspettare per assicurarti che siano dentro la casa del narcisista, così sai per certo che sono arrivati. Ci sono una varietà di modi diversi di effettuare la co-genitorialità senza la necessità di alcuna effettiva interazione fisica con il genitore narcisista. Anche se puoi pensare che è meglio che essere civile l’un l’altro, ricorda, hai a che fare con un narcisista e se hai quell’interazione fisica, anche se è una discussione civile di dieci minuti allora

a. Fornirai carburante: il narcisista sta ottenendo ciò che lui o lei desidera;

b. A causa del nostro modo di pensare in bianco e nero corri il rischio di essere sottoposto a qualche forma di recupero spiacevole/violento; e

c. Con questa interazione stai aumentando il tuo pensiero emotivo. L’aumento del tuo Pensiero Emotivo potrebbe comportare una perdita di introspezione con i conseguenti problemi che ne derivano.

Altre questioni comuni che sorgono laddove le persone credono di aver bisogno di avere una qualche forma di interazione fisica con il narcisista includono:

▪”Ho bisogno di trattare con il narcisista perché avanzo soldi dal narcisista” – No, non hai bisogno di trattare con il narcisista – rivolgiti a una terza persona per recuperare i soldi, rivolgiti alla legge (spesso devi farlo comunque) o scrivigli;
▪ “Ho bisogno di riprendere oggetti di proprietà dal narcisista/restituire oggetti di proprietà” – No, non è necessario trattare con il narcisista per affrontare questa cosa. Ancora una volta, coinvolgi una terza persona, rivolgiti alla legge, dimentica l’oggetto di proprietà, rispediscilo per posta al narcisista, chiedi a qualcun altro di restituirlo ecc.
▪ “Ho bisogno di risposte dal narcisista, così posso chiudere tutto.” – No, non è così. Non avrai le risposte, non chiuderai. Io ti darò le risposte e tu arriverai alla chiusura per conto tuo – noi non te la concederemo perché ciò è contrario ai nostri interessi
▪”Devo dire al narcisista che bastardo/a è” – No, non è questo che fai. Stai solo fornendo carburante di sfida, aumentando il tuo pensiero emotivo e stuzzicando il vespaio. “Ma ci si sente bene a farlo, l’ho ferito” ti sento rispondere. No, non hai ferito il narcisista, gli hai dato carburante. Sì, lui può anche aver reagito con rabbia, ma quello non era il risultato di ferite, era la necessità per lui di rispondere per reprimere il tuo atto di ribellione perché l’hai sfidato. Sì, potresti sentirti bene, sentirti meglio per aver dato una bella strigliata al narcisista ma alla fine questo agisce contro di te – il tuo Pensiero Emotivo è aumentato, tu hai fornito carburante e corri il rischio di recuperi maligni in risposta. Ti fa sentire bene perché questo è il tuo Pensiero Emotivo che ti spinge a farlo ancora e ancora e ancora per nutrire la tua dipendenza dal narcisista e ciò non è nel tuo miglior interesse. Applica la Prima Regola D’Oro della Libertà e vedrai come la stai violando.
▪ “Il sesso è veramente buono e posso anche ottenere qualcosa da esso. Non voglio nient’altro che il sesso.” No, non puoi anche ottenere qualcosa da esso. Sì, il sesso potrebbe essere straordinariamente buono (spesso è così con la nostra specie), ma il processo di pensiero è sbagliato e il piacere derivante dal coinvolgersi in un rapporto sessuale ripetuto con il narcisista è pericoloso. Ci stai dando quello che vogliamo: carburante, stai alimentando la tua dipendenza e mantenendo il tuo pensiero emotivo, ti stai esponendo alla possibilità di svalutazione. Potresti pensare di avere il sopravvento, potresti pensare di “usare” il narcisista, ma questo è di nuovo il pensiero emotivo al lavoro. Sta usando il tuo narcisistico senso di orgoglio per farti pensare che è bene prendere qualcosa dal narcisista. Sta corrompendo il tuo tratto empatico di giustizia, facendoti pensare che stai tornando con noi. Non è così, stai oltraggiando la Prima Regola D’Oro della Libertà. Non mi importa se pensi di avere il controllo – non è così (il fatto che pensi di avere il controllo e ignorare la Prima Regola D’Oro della Libertà conferma che non hai il controllo perché sei guidato dal tuo pensiero emotivo). Il rischio per te è che il tuo impegno ripetuto (che aumenta il tuo pensiero emotivo) ti farà raggiungere un punto di non ritorno per cui sarai di nuovo irretito. Questo coinvolgimento non significa necessariamente tornare a un rapporto formale con noi, ma significa un impegno continuo in qualche forma di cui hai perso consapevolezza. Accadrà e se pensi il contrario, indovina un po’? Sì, stai soccombendo al pensiero emotivo. Potresti essere in grado di fare sesso una volta e poi andartene e non farlo mai più, ma è altamente improbabile e quindi perché correre il rischio. Il tuo Pensiero Emotivo combatterà duramente, molto duramente, per farti coinvolgere con noi e farti perdere la consapevolezza. Metteresti la testa nella bocca del leone sapendo che c’è il rischio che morda? No. Lo stesso vale per noi – non correre un rischio che è del tutto inutile. Obbedisci a quella regola d’oro ed esci e resta fuori.
▪”Voglio che il narcisista veda quanto mi ha ferito. Ha bisogno di sapere cosa ha fatto.” Inutile. Non ci importa. La tua ferita, la tua rabbia, la tua sofferenza, il tuo turbamento: è tutto carburante in più e ci getteremo su di esso. Non ne ricaverete nulla, tranne più manipolazioni, pensiero emotivo aumentato e, con ogni probabilità, ulteriori coinvolgimenti e con più sofferenza. Sì, sei ferito, il che dimostra che ferire noi non serve a nulla. Di nuovo, il tuo Pensiero Emotivo ti dirà di farlo per farti sentire meglio (è improbabile che tu stia meglio e anche in caso contrario non durerà e c’è un prezzo maggiore da pagare per quel fugace momento di miglioramento illusorio nel modo in cui ti senti).
▪”Posso aiutare il narcisista. Lui può cambiare. Lui è un’anima persa. Ha bisogno del mio aiuto.” No, non puoi cambiare il narcisista. Non puoi aiutarlo (ma puoi aiutare te stesso). Il tuo pensiero emotivo sta corrompendo il tuo tratto empatico della compassione, sta corrompendo il tuo tratto di voler aggiustare e guarire. Ancora una volta, tentando di usare questi tratti per far sì che tu interagisca fisicamente con il narcisista, tutto ciò che accadrà è che garantirai il controllo al narcisista, fornirai carburante e aumenterai ulteriormente il tuo pensiero emotivo. Correrai il rischio di un’ulteriore svalutazione o di un recupero maligno (dipende a che punto ti trovi nella dinamica narcisistica).

Può sembrare ovvio per alcuni, ma molte persone continuano a violare il no contact cercando e/o permettendo l’interazione fisica con il narcisista. Che sia il narcisista che viene a trovarti, il narcisista che appare di persona per mezzo di un”imboscata’ o che tu cerchi un incontro con il narcisista di persona – tutte queste sono violazioni del no contact e non devono essere eseguite e se hai fatto alcune di queste, non devono essere ripetute.

Qualsiasi pensiero che suggerisca che c’è una buona ragione per permettere che avvenga questa interazione fisica è pensiero emotivo e devi respingerlo immediatamente prima che si impadronisca di te (e succederà se continui ad ammettere il Pensiero Emotivo nella tua vita) e vi saranno conseguenze sfavorevoli maggiori come risultato della tua perdita di consapevolezza, del non seguire la logica e del cadere preda delle influenze disastrose del pensiero emotivo.

Ricorda, il Pensiero Emotivo non è tuo amico. È un imbroglione. Ti fa pensare che stai usando la logica quando non è così. Respingilo. Obbedisci alla Prima Regola D’Oro della Libertà.

H.G. TUDOR

No Contact? No, Its Not! Part One

👤 UN PENSIERO SCONVOLGENTE

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Ho il sospetto che tu debba aver già vissuto prima questa storia, ma vale la pena raccontarla e permetterci di considerare cosa abbiamo nei nostri personali contenitori. Una volta un professore stava di fronte alla nostra classe di studenti con un grande vaso di vetro che ha messo sulla scrivania perché tutti vedessimo. Ha tirato fuori un secchio con delle pietre e le ha fatte cadere dentro il barattolo fino a raggiungerne l’orlo.

“Il vaso è pieno?” ha chiesto il professore ai suoi studenti

C’è stato un mormorio di assenso. Il professore ha preso un secondo secchio che conteneva sassolini. L’ha rovesciato nel barattolo e i sassolini sono caduti trovando una via attraverso le crepe e i vuoti tra le pietre.

“Direste che il vaso è pieno, ora?”

C’è stato un altro mormorio di assenso anche se qualche studente rimaneva in silenzio aspettando la prossima azione del professore.

Il professore ha tirato su un terzo secchio e questa volta ha rovesciato sabbia dentro il barattolo. I granelli si sono propagati trovando la strada tra pietre e sassolini, fino a che il terzo secchio non fosse vuoto.

“Ora siete d’accordo nel dire che il vaso è pieno?”

Ci sono stati maggiori cenni di assenso mentre gli studenti si chiedevano cosa fosse possibile aggiungere ancora al vaso che ora conteneva pietre, sassolini e sabbia. Il professore mostrò una pinta di birra e la rovesciò nel barattolo.
Il liquido venne assorbito dalla sabbia che cambiò colore in un marrone scuro.
Il professore aspettò che le risatine finissero e poi disse

“Il vaso rappresenta la vostra vita. Le pietre sono le cose importanti che valgono davvero. La tua salute, la famiglia, l’amore, i figli. I sassolini sono cose comunque importanti ma su scala minore, ad esempio il lavoro, i soldi, gli amici e la casa. La sabbia rappresenta le piccole cose della vita. Se metti prima la sabbia e i sassolini non ci sarà spazio per le pietre. Se riempite la vostra vita con le minuzie non sarete capaci di accogliere le cose davvero importanti che contano. Per sentirvi realizzati dovete dare la precedenza a quello che vi fa sentire vivi piuttosto che preoccuparvi per le piccole cose.”

L’auditorio scoppiò in sorrisi. Uno studente alzò la mano.

“Professore e la birra cosa rappresenta?”
“Ah sono contento che tu lo abbia chiesto. È per dimostrare che nella vita di tutti c’è sempre spazio per la birra”

Ho trovato questa storia interessante e mi sono chiesto cosa ci sarà nel barattolo delle persone? Come apparirebbe il tuo adesso? Non sono incline all’introspezione ma in questa occasione sono andato alla metaforica credenza su in casa, l’ho aperta e ho esaminato il mio grande barattolo di vetro. Era pieno fino all’orlo di oscurità.

H.G. TUDOR

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👤 COLORARE IL MIO PENSIERO

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Uno dei miei dottori, lo chiamo Dottor E. (per comodità) mi ha chiesto qual è il mio colore preferito. Ero illuminato dall’illuminarlo riguardo a questo. Gli ho spiegato che non è il rosso; troppe persone amano il rosso e io non sono troppe persone. Sono molto lontano dall’essere questo. Ho proseguito spiegandogli che il rosa, essendo una tinta legata al rosso, è altrettanto inadatta. Il Dr. E non era consapevole del fatto che il rosso fosse l’unico colore che ha un nome per ogni sfumatura.
Credo che il Dr.E non sappia tanto quanto dovrebbe. Ho scartato il giallo perché è il colore della fragilità emotiva e non ho una sfumatura gialla. l’Arancione è per i bambini. Marrone. Uh, il marrone è l’oppressivo, grezzo colore del proletariato. La mia carnagione diventa sbattuta al solo pensiero di quel colore. Il Viola è il colore preferito della mia ex moglie, quindi è da scartare. Anche il Verde per la stessa ragione. l’Argento è il colore del secondo classificato e quindi non è applicabile a me.
A questo punto mi ha interrotto e mi ha detto che mi aveva chiesto del mio colore preferito, non la ragione per cui non amo certi colori. A questo commento idiota ho considerato di lasciar perdere. Stavo spiegando tutto questo per aiutarlo a comprendere la mia scelta. Ho velocizzato. Gli ho spiegato che il Nero è accettabile perché assorbe gli altri colori. il Blu è un colore che approvo, specialmente l’azzurro che è nobile e regale. D’altra parte è il Bianco il mio preferito. Mi ha chiesto perché. Gli ho spiegato che il bianco è totalmente riflettente.

H.G. TUDOR

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