📰 IN UN BATTER D’OCCHIO

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Il mondo è diventato un posto più veloce. Le macchine aumentano costantemente in velocità, i treni tuonano lungo i binari e gli aeroplani corrono nel cielo. Un jet è particolarmente veloce dato che rompe la barriera del suono, una e-mail può trasmettere un messaggio da un lato all’altro del pianeta in un istante e una rete televisiva può circondare il globo in pochi secondi. Anche se il mondo è diventato progressivamente più veloce, la velocità è sempre in agguato da qualche parte. Poche cose hanno superato in velocità la legge di successione della monarchia. “Il Re è morto, lunga vita al Re” sintetizza il momento in cui Giacomo I è morto nel 1625 e suo figlio Carlo I è diventato il re nell’ultimo respiro.
I colpi della pietra focaia che fanno sì che una scintilla si accenda e così venga fuori il fuoco furono un esempio ulteriore di come la velocità sia sempre stata manifesta. Nonostante questi esempi storici e l’esordio dei progressi tecnologici che hanno fatto diventare il mondo sempre più veloce, poche cose possono essere definite più veloci del tempo che serve alla nostra tipologia per cambiare.

Dall’idealizzazione alla svalutazione, dalla venerazione al disprezzo, dal cullarti al punirti, questo cambiamento drammatico nell’atteggiamento avviene con una tale velocità che ti lascia stordito e confuso. Un giorno va tutto bene, ci sono sorrisi e parole gentili, sguardi affettuosi e calore ma senza alcun avvertimento, senza nessuna indicazione o indizio ci ciò che sta arrivando, la posizione cambia e lo fa così improvvisamente e drasticamente. L’affetto se ne è andato e al suo posto quell’orribile silenzio di pietra che ti ha fatto chiedere continuamente qual è il problema? Dimmi cosa c’è che non va? Ho fatto qualcosa che ti ha fatto arrabbiare? Forse abbiamo appena riso insieme per qualcosa e poi prima che l’eco di quella risata sia svanito ti stai difendendo mentre ti lanciamo un’invettiva. Vieni preso di sorpresa per la velocità con cui ti abbiamo attaccato, sei così confuso e sbalordito da non riuscire nemmeno a parlare. Forse ci hai perfino fatto un complimento mentre eravamo seduti durante una cena con gli amici e girandoti a guardarci hai scoperto che ti guardavamo in cagnesco o che eri il destinatario di una feroce frecciatina. Il passaggio da felicità a tristezza, da piacere a cattiveria e da gioia a disperazione è drammatico per quanto è rapido. Quante volte hai osservato

“È come se qualcuno spegnesse un interruttore”?

Una luce si accende e si spegne in un istante. Noi ti accendiamo e ti spegniamo in un istante. Questo cambiamento è assolutamente sconcertante e ti causa notevole costernazione e preoccupazione. Chiedi sempre cosa non va, ma naturalmente questo ci infastidirà ed irriterà solamente perché dovresti sapere cosa non va. Dovresti capirci in anticipo. Se ci amate dovreste sapere cosa non va, non è vero? Quante volte hai ascoltato questa frase urlata prima che fossero un piatto o un bicchiere a seguirla? Ma perché cambiamo così rapidamente e apparentemente senza ragione?

Ho spiegato in molte occasioni e senza dubbio continuerò a farlo che tu non cogli e non comprendi la dinamica della tua relazione con la nostra tipologia perché tu esamini questa dinamica attraverso la tua visione del mondo. Applichi la logica e le regole e le motivazioni del tuo approccio alla vita ad una situazione che segue le nostre regole perché siamo stati noi a creare il mondo in cui tu ed io ora risiediamo. Ti abbiamo coinvolto in questa falsa realtà mentre ti stavamo seducendo. È sia una fiaba che un incubo dove nulla sembra avere senso, ma se la guardi attraverso i nostri occhi ha perfettamente senso. Quindi, lascia che ti benefici di qualche comprensione dal nostro punto di vista sul perché questo cambio avviene, perché è così repentino e perché fa così tanto male.

Forse stiamo ridendo insieme ma non penso che tu stessi ridendo al volume e con l’intensità con cui avresti dovuto farlo per la mia arguta osservazione o per la mia divertente battuta. Patetico? Sì ma per i tuoi standard non per i miei. Il tuo ruolo è sfornare quel carburante positivo e non avendo riso abbastanza forte non l’hai fatto al livello previsto. Questo mi offende. Tu mi hai criticato e proprio come la scintilla che si origina dalla pietra focaia qui sopra, hai acceso la mia furia che si è manifestata tramite il mio sfogo su di te.

Forse siamo seduti pacificamente in sala da pranzo, la musica in sottofondo e ci stiamo godendo una pigra Domenica leggendo il giornale e poi i fogli vengono scagliati sul pavimento e ti attacchiamo verbalmente. In questo apparentemente piacevole silenzio abbiamo ricordato un’osservazione che hai fatto due settimane fa che era critica verso qualcosa che avevamo detto. In quel momento ti abbiamo rimproverato ma non importa. Come sai, ci piace tirare in ballo il passato. Il richiamo a quell’evento brucia per la tua critica ingiustificata e la nostra ira viene nuovamente innescata facendo sì che la tua placida Domenica venga distrutta al manifestarsi di un match di urla.

Forse ci hai fatto i complimenti per la camicia e i pantaloni ma ti sei dimenticato le scarpe. Allora dimentichiamo i complimenti che ci hai offerto e ci focalizziamo esclusivamente sul complimento che avresti dovuto farci. Noi siamo elevati e superiori a te e tu dovresti riconoscerlo tutte le volte, beh lo fareste se ci amaste, non è vero? La mancanza nel fornire il complimento è di nuovo una critica e la nostra ira si accende.

Quel che è peggio è che spesso non ti diciamo qual è l’origine della furia e invece andiamo all’attacco criticandoti in risposta al fine di sentirci meglio. Forse non ti abbiamo detto che non ti sei complimentato per le nostre scarpe nuove e invece abbiamo fatto un’osservazione su come non ci piacesse lo stile dei tuoi capelli, il che rende la situazione più che mai confusa per te.

Questo cambio improvviso ci concede di ottenere carburante negativo dalla tua difesa arrabbiata, dalle risposte lacrimose e le scuse singhiozzanti. Ci permette di mantenerti ansioso, teso e confuso, cosa che ci consente di mantenere il controllo. Questo cambiamento non ha senso per te, anche se ti abbiamo spiegato il motivo per cui ci siamo infuriati al momento, ma quando lo consideri attraverso la lente del narcisista assume un senso nel nostro mondo.

Questo ripensamento accade perché in qualche modo ci hai criticato e nulla è più veloce dell’innesco dell’ira narcisistica. Come sai fin troppo bene.

H.G. TUDOR

In The Blink Of An Eye

📰 L’OCCHIO DEL CICLONE

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La nostra specie ama creare il caos e il dramma. Noi sperimentiamo le reazioni emotive di tutti coloro che vi sono coinvolti. Dai nostri partner intimi fino agli amici dei circoli esterni e persino i perfetti estranei. Che si tratti di ammirazione a bocca aperta per qualche azione audace, di rabbia ribollente per qualche commento falso o lacrime e sconvolgimento per la nostra crudeltà senza cuore, noi abbiamo bisogno di quella reazione. Creiamo un’introduzione, una scena e uno spettacolo per avere tutti gli occhi e le emozioni su di noi. Produrremo sfarzo, vanagloria, magnificenza, carneficina, sofferenza e istrionismo. Dal camminare a grandi passi come un eroe conquistatore in un ristorante fino a balzar via e lanciare un bicchiere sul pavimento, se c’è l’opportunità di creare una scena ed estrarre un po’ di carburante, la prenderemo. Se facciamo schiantare l’auto, c’è molto carburante da ottenere dai parenti preoccupati, dal partner infastidito dalla nostra guida spericolata, dai paramedici preoccupati e dagli agenti di polizia che fanno domande. Altre persone possono essere nervose e sopraffatte in tali circostanze. Noi non lo siamo. Appariamo sorprendentemente calmi nei turbini che creiamo, godendo del carburante che è stato generato, il nostro atteggiamento sereno, una conseguenza del potere che è stato creato dal carburante. Potremmo creare un’immagine di panico per far iniziare a fluire il carburante e poi tornare un individuo calmo mentre il carburante si riversa su di noi. Se osservi da vicino, sarai periodicamente in grado di individuare nei nostri occhi quei lampi e quei riflessi di piacere potenziato in mezzo a qualunque maschera che abbiamo messo su per favorire la messinscena che abbiamo creato. Tumulto, tragedia, panico, angoscia, catastrofe e caos vengono tutti accolti con gioia – finché noi siamo il conduttore, l’architetto e il creatore. Se è il nostro tornado, lo adoriamo. Se è la nostra bomba a mano conversazionale che è esplosa, tanto meglio. Noi dobbiamo essere l’autore di qualunque scena si stia svolgendo, in modo che le reazioni siano dirette a noi e avvengano per causa nostra.

La situazione è molto diversa se c’è una crisi non di nostra creazione. Se hai sofferto per un lutto, i risultati del test sono tornati a confermare le tue peggiori paure, hai avuto una brutta giornata di lavoro, hai litigato con il tuo migliore amico o il bagno ha tracimato e ha allagato la cucina di sotto allora dovresti sapere che non puoi fare affidamento su di noi. In casi simili invariabilmente speriamo che il trauma e l’incidente insorgano quando non siamo in alcun modo vicini alla scena. Se dovessi telefonarci e spiegarci in lacrime cosa è successo oppure suonare chiedendo il nostro aiuto, dovresti aspettarti che ci sia un improvviso problema con le telecomunicazioni o ci è saltato fuori qualcosa di ancora più urgente e non possiamo aiutarti. La chiamata verrà chiusa e quando riprovi scoprirai semplicemente che squillerà o passerà direttamente alla casella vocale. Se non è il nostro caos, non siamo interessati.

Se abbiamo la sfortuna di essere a portata di mano quando si svolge il dramma che stai vivendo, i nostri occhi cercheranno la via d’uscita più vicina. Se avremo l’opportunità di sgattaiolare via, sfrecciare verso la porta o borbottare qualche specie di scusa e andar via di gran carriera dalle immediate vicinanze di te e dei tuoi problemi, la prenderemo assolutamente e spariremo.

Noi non vogliamo essere ostacolati dai tuoi problemi. Se queste cose accadono durante la nostra seduzione di te, inizialmente tenteremo di sfuggirli e se ciò non è possibile, allora a malincuore resteremo offrendo empatia fredda. Potresti ricordare nei casi in cui questo è accaduto che saremo grandi per quanto riguarda i versi di comprensione e le espressioni facciali corrette (tutte apprese naturalmente) e brevi nel fare davvero qualcosa per risolvere il problema che affronti, lasciandoti a risolverlo o molto probabilmente mandare altre persone a farlo. Noi non vogliamo sporcarci le mani. Faremo la parte così tu pensi che siamo una brava persona e ci fornisci carburante. Creeremo l’impressione di preoccuparci e di offrire idee in modo che gli altri che ci osservano ci ammirino, ma ci concentreremo sulle parole piuttosto che sul fare. Anche durante la seduzione, non vogliamo sprecare troppo l’energia su di te.

Naturalmente, se questo incidente si verifica quando siamo in preda alla svalutazione, respingeremo la tua richiesta di aiuto e sostegno, in alternativa spariremo e resteremo irraggiungibili prima di ricomparire quando siamo contenti che il dramma è finito. Torneremo tranquillamente e non ci preoccuperemo di chiederti cosa è successo o come stai. Non siamo interessati. Tutti gli occhi e le emozioni si sono spostati su di te. Questo non ci va bene. Ecco perché ci siamo assentati e abbiamo cercato qualcun altro che ci avrebbe fornito il carburante di cui avevamo bisogno.

Se non abbiamo l’opportunità di allontanarci dal tuo urgente dramma e siamo costretti a rimanere vicino a te, allora dovresti prestare attenzione a ciò che vedi. Non simuleremo la fredda empatia che si verifica quando esce una crisi durante la seduzione. Non possiamo impegnarci a farlo perché qualsiasi problema sia sorto è il tuo problema, è al di sotto di noi, e ti odiamo perché sei così debole e inferiore ad avere un tale problema (indipendentemente dal fatto che tu ne abbia qualche colpa). Ti accoglieremo con un volto freddo e inespressivo. Un’espressione quasi robotica ti saluterà mentre ti fissiamo semplicemente. Non proviamo nulla che non sia disprezzo per te in una simile situazione, ma questo non necessariamente si manifesta perché sappiamo che sarai troppo impegnato a concentrarti sulle tue stesse disgrazie e sui tuoi dolori per reagire effettivamente al nostro sguardo beffardo o odioso, così lo risparmiamo. Soprattutto, quando la tempesta della tragedia e della disgrazia ti maltratta e ti tormenta, guarda i nostri occhi. Vedrai solo il nulla. Un vuoto. Uno sguardo vuoto. Un vuoto di occhi oscuri che ti restituiscono lo sguardo. Dovresti essere consapevole di questo e se attualmente resti in preda al coinvolgimento con la nostra specie, quando si manifesterà la prossima crisi che riguarda te e cerchi noi per l’assistenza, scruta i nostri occhi. Allora vedrai cosa proviamo per te quando ti trovi nel dolore, nell’angoscia e in difficoltà.

Assolutamente niente.

H.G. TUDOR

The Eye of the Storm