👤 VEDO UN SANTUARIO

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Quando ti incontro per la prima volta e guardo dentro ai tuoi occhi scopro una specie di santuario. I tuoi occhi ottimisti sembrano un paradiso per me. Posso vedere la speranza, il desiderio e l’adorazione che ardono nei tuoi occhi. Che siano castani, azzurri, verdi o grigi posso vedere la promessa di salvezza. Ecco perché provo così duramente a conquistarti. Applico qualunque cosa io possa pensare per assicurarmi che starai con me così posso guardare nel profondo dei tuoi occhi e bervi il piacere, la fiducia, l’ammirazione che scorre da essi. Non hai idea di quanto io abbia bisogno di vedere queste cose. Più ti mostro amore, affetto e quanto sono interessato a te, maggiore è la luminosità che splende verso di me e il santuario che hai creato per me permane. Mi avvolge e mi protegge, tenendo a bada il dolore e le ferite. È una semplice formula; ti ricopro di affetto e attenzioni e tu mi restituisci quella magica protezione attraverso il modo in cui mi guardi.
Lo sguardo d’ammirazione attraverso il tavolo al ristorante, gli occhi spalancati di desiderio mentre siamo a letto insieme, la passione bruciante mentre ti spoglio e la pura adorazione mentre velocizzi il passo per attraversare una stanza o una strada per incontrarmi. Ho bisogno di questo luogo di salvezza e riposo. Un santuario dove so che le sussurranti, deridenti voci sono zittite. Un luogo di salvezza dove le fredde dita spaventose non possono afferrare la mia gola e far tacere il mio urlo di terrore. Queste ombre estenuanti che si manifestano dal un passato che tento di consegnare all’oblio, non mi possono raggiungere in questo posto. Ecco cosa spero e credo ogni volta che qualcuno entra nella mia vita. Se solo riesco a fare in modo che tu continui a trasmettermi il potere e la protezione generati da quegli occhi allora sarò salvo. Metto tutti i miei sforzi per conservare quello sguardo che continuerà a tenere lontani le tenebre e le creature oscure in agguato. Tutto ciò che faccio è volto a far sì che tu ti senta felice, amata e voluta in modo che continui a guardarmi così e preservi il mio santuario.

Eppure, non importa quanto provi duramente, indipendentemente da ogni sforzo che faccio per conservare il tuo stato di gioia e felicità, mi deludi.
Ogni volta che appare qualcuno di nuovo rinnovo la speranza che questa volta il santuario sarà preservato in modo permanente e ogni volta mi deludi.
Perché mi fai questo quando ci ho provato in modo così dannatamente intenso per te? La bruciante ammirazione che tu mostravi verso di me all’improvviso si annebbia. L’adorazione che divampava attraverso la stanza ha perso la sua intensità. Lo scintillante splendore di desiderio si è smorzato. Tu mi fai questo e nel farlo giri la chiave dei cancelli, sollevi la pesante barra e spingi aprendoli. Lo fai di proposito non è vero? Apri una breccia nella roccaforte così i lamenti striduli e i tormentatori ululanti che avevo riunito all’esterno delle sue mura, possono assaltarmi ancora una volta mentre provano a spingermi nell’abisso della pazzia. Le vili creature strisciano avanti, i loro viscidi tentacoli scivolano scorrevoli cercandomi, determinati ad avvolgermi e trascinarmi silenziosamente e con terrore verso un luogo dove io non devo andare. Perché mi fai questo? Cosa ho fatto per meritarmi questo trattamento? Tutto ciò che ho fatto è amarti di un perfetto amore per farti generare quel santuario e ora, senza preavviso o aiuto, tu permetti che il paradiso sia violato da quelli che tentano di farmi del male.

Vengo lasciato senza altre possibilità che combatterli. Per mostrare la mia forza e tentare di sconfiggere questi agenti delle tenebre radunando tutta la mia furia e la mia ira. Devo scatenarle in tutte le direzioni, spesso e senza restrizioni per fermare i miei aguzzini dal distruggermi. Non importa chi venga investito in questa furia, è accidentale indipendentemente che tu o chiunque altro scopra su di sé danni collaterali dalla mia difesa necessaria di me stesso. Combatto, combatto e combatto; è estenuante ma deve essere fatto. Devo sopravvivere fino a che la prossima promessa di un santuario non sia identificata e lasciarmi condurre. Lì troverò pace e un luogo per ristorare le mie forze in calo. Sei tu? Forse questa volta il santuario rimarrà intatto.

H.G. TUDOR

I See Sanctuary

📰 IL FREDDO SGUARDO MORTO

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Dovresti considerare di essere piuttosto fortunato a ricevere questi assaggi sul funzionamento della mia mente. Di solito non sei in grado di scrutare nella mente oscura della mia specie e di me. Come individuo empatico, coltivi la capacità di comprendere il modo in cui le altre persone pensano e come si sentono. Questo ti fornisce un certo grado di intuizione ed è applicabile a molte delle persone che incontri. Tu usi questa capacità allo scopo di fare cose buone e capisco perché lo fai. Nonostante questa capacità, tuttavia, per noi non funziona. Non sei in grado di stabilire che cosa passa per la nostra mente o cosa potremmo pensare, non serve essere capace di tutto, per essere in grado di farlo. Questo perché noi non ci atteniamo alle normali regole e convenzioni di tutti gli altri. Non percorriamo il sentiero molto usato, ma prendiamo quelle strade che sono lontane dai sentieri battuti. Questi percorsi sono aggrovigliati, non presenti sulle mappe e pericolosi, e sono progettati in modo tale da impedire ad altri di seguirli. Non vogliamo che tu sappia cosa stiamo pensando.

Questo perché non abbiamo alcun desiderio di trasmetterti alcun vantaggio nel cercare di sfuggire ai nostri impatti e rendere più difficile per noi ottenere carburante da te. Dobbiamo nascondere le nostre menti e renderle impenetrabili ai tuoi tentativi di leggerle. Dobbiamo operare attraverso la segretezza e i comportamenti occulti in modo che tu non ci vedi mai arrivare, in modo che tu non sai mai cosa succederà dopo e in modo che tu non abbia opportunità di sfuggirci. Non solo avvolgiamo le nostre menti in questo modo attraverso il nostro rifiuto della logica e l’adozione di comportamenti che sono al di fuori di quelli considerati normali, ma ci assicuriamo anche che tu non possa leggere attraverso i nostri occhi.

Molte persone guardano agli occhi come un dispositivo per valutare più accuratamente ciò che qualcuno potrebbe pensare o forse sentire. Se stiamo spiegando qualcosa a qualcuno e vediamo confusione negli occhi di quella persona, sappiamo che dobbiamo adottare un metodo più chiaro nella nostra spiegazione. Se stiamo trasmettendo alcune notizie e vediamo un’espressione addolorata in quegli occhi, sappiamo (se eri tu che stavi facendo il commento) di dover alterare il modo in cui viene espresso per renderlo meno doloroso o per fare o dire qualcosa che offra supporto. Naturalmente, quando vediamo ciò, semplicemente accresciamo il dolore per estrarre una reazione da te.

Questa debolezza degli occhi nel consentire ad un’altra persona di valutare come qualcuno si sente e quindi accertare ciò che sta pensando non è qualcosa che possiamo tollerare. Questa è vulnerabilità e non ci piacciono affatto le vulnerabilità. Abbiamo abbastanza cose da affrontare, senza che ti permettiamo di vedere ciò che sono. Di conseguenza, al fine di assicurare che la nostra mente sia impermeabile alla tua ispezione, assumeremo uno sguardo freddo e morto nei nostri occhi per renderli impenetrabili o semplicemente ti rimanderemo col riflesso ciò che senti e ti fuorvia. Quando adottiamo questo sguardo freddo, potrebbe essere progettato per indurre in te un senso di terrore, ma ha uno scopo primario. Questo scopo è quello di creare uno scudo in modo che tu non sia in grado di accertare ciò che stiamo pensando e quindi la nostra mente complottante è al sicuro dall’influenza esterna e può procedere coi suoi piani. Qualora dovessimmo riflettere su ciò che ci mostri, lo facciamo per indurti in errore, ma anche per impedirti nuovamente di avere la possibilità di capire cosa sta succedendo nelle nostre menti oscure. Le nostre menti sono il cuore delle nostre operazioni. Le nostre menti controllano tutto al fine di raggiungere il nostro obiettivo di assicurare il carburante e, in quanto tale, questo prezioso dispositivo non deve essere in alcun modo compromesso da persone come te e dalla tua intromissione.

Dobbiamo assicurarci che le nostre menti siano separate, limitate e protette dai tuoi tentativi di leggerci. Se fossi in grado di farlo, ti porteresti via uno dei nostri vantaggi. Noi sappiamo cosa stai pensando e sappiamo cosa farai dopo, perché tu sei un empatico e non solo mostri apertamente il tuo cuore ma anche la tua mente. I tuoi occhi ci permettono di capire ciò che stai pensando e sentendo. La tua mente potrebbe anche essere trasparente o trasmettere i suoi pensieri su uno schermo piatto affinché tutti possano vederli. Sei facile da capire e studiare, ecco perché ti abbiamo scelto. Un destino simile non deve capitare a noi e questo è il motivo per cui ci assicuriamo per tutto il tempo che le nostre menti siano impermeabili alla tua penetrazione.

H.G. TUDOR

The Cold Dead Stare

👤 IL TUO MONDO NEI MIEI OCCHI

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Voglio che tu guardi nei miei occhi e lì troverai te stesso. Vedrai tutto ciò che hai sempre desiderato nei miei occhi. Ogni speranza che hai risplenderà dai miei occhi, tutto ciò che hai desiderato sarà visibile a te. Tuttavia, non resterai a guardare la versione ordinaria di quelle cose che desideri. Ne vedrai un assortimento arricchito, la tipologia di quelle cose che ti sono care brillare e splendere. Voglio che tu guardi profondamente nei miei occhi e ti concentri su ciò che vi trovi. Lasciati assorbire da quei profondi pozzi di desiderio mentre inizi a perdere te stesso. È naturale voler cadere in ciò che vedi, lasciare andare quei vincoli e quelle inibizioni in modo da divenire completamente assorbito da ciò che stai guardando. Non può arrecarti alcun danno, perché stai solo fissando le cose che contano per te. Onestà, umiltà, umorismo e desiderio. Integrità, valori e passione. Tutto ciò che consideri come una virtù può essere visto nel mondo che ho creato nei miei occhi. Ciò che tu mi dici, sia in modo diretto che indiretto, entrerà invariabilmente nel tuo punto di vista nel giro di pochi istanti. È come un pianeta arido molto lontano che è stato scoperto dagli esploratori intergalattici che iniziano la terraformazione del pianeta per renderlo abitabile. Tutte le cose che vuoi divengono realtà dal momento che si sono formate in questo mondo proprio davanti a te. Gli interessi che hai compaiono; i luoghi che ami visitare entrano in campo e gli eventi a cui ti piace assistere esplodono. Sei ipnotizzata mentre questo meraviglioso mondo si forma nei miei occhi, tutto generato da te anche tu se sei così presa dal processo e da ciò che vedi che non ti rendi conto che tutto ciò che sto facendo è prendere i materiali che mi stai fornendo e riprodurre tutte quelle cose che vuoi vedere. Sono abile nel farmi dire tutto di te per aggiungerlo a tutto il lavoro preparatorio che ho intrapreso prima di fare la mia mossa. Come gli ingredienti in un cocktail particolarmente delizioso, combino tutte queste cose che ti interessano e intesso la mia magia per creare una bevanda che non vorrai mai smettere di bere. È inebriante e rinvigorente, una miscela avvincente che, una volta che hai preso il tuo primo sorso, continuerai ad attingervi. Non hai possibilità di scappare perché dal momento in cui ti faccio guardare in profondità nei miei occhi ti mostro tutte le cose che vuoi. Ti mostro il mondo in cui tu sei la regina, dove niente mai ti ferirà, dove il tuo vero valore è stato riconosciuto da me. Questo mondo è perfetto. Tutto è al suo posto e si accorda con i tuoi valori. Non ti fermi mai a chiedermi come mai sono riuscito a creare questo mondo in modo così accurato e geniale. Non ti interroghi su come fa questa creazione ad essere così magnifica perché è tutto ciò che hai sempre desiderato. Dall’esistenza da fiaba che hai promesso a te stessa da ragazza fino al trattamento corretto che meriti come persona onesta quale sei, tutto compare su questo mondo che ho fatto su misura per te. È accattivante, affascinante e seducente. Tu vuoi questo mondo più di qualsiasi cosa tu abbia mai conosciuto. Vuoi essere assorbito da esso e cadere in profondità nel suo tessuto, coccolato dalla sicurezza che esso fornisce. Niente va storto in questo mondo, è una chiara utopia e, soprattutto, è proprio lì davanti a te. Tutto ciò che devi fare è mantenere lo sguardo fisso su di me, lasciandoti cadere in profondità, in profondità in questo mondo meraviglioso e tutto andrà bene. Tutto resterà meraviglioso.

Ciò di cui non ti rendi mai conto è che questo mondo verrà inghiottito in una circostanza. In un batter d’occhio, questa utopia verrà cancellata e sarà come se non fosse mai esistita. Le pozze di inchiostro scuro che sono la realtà di questi occhi divoreranno questo mondo creato, cancellandolo altrettanto prontamente come un buco nero che inghiotte un pianeta. Ancora una volta l’oscurità avrà la meglio e annienterà la costruzione che tenevi così cara. Anche quando questo accade, continuerai a cercare. Mi fisserai profondamente negli occhi, cercando di trovare di nuovo questo mondo in mezzo all’oscurità nera come l’inchiostro. Non c’è luce che possa brillare abbastanza a lungo da illuminare dove è andato questo mondo. L’oscurità è assoluta perché è l’oscurità che è la realtà. Non che questo ti impedirà di provarci. Continuerai a guardare e cercare, tentando nuovamente di trovare il mondo perfetto, sperando che emerga nuovamente nella luce. Continuerai a provare ed è per questo che ti mostriamo il mondo nei nostri occhi.

H.G. TUDOR

Your World In My Eyes

👤 TUTTO NEGLI OCCHI

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Gli occhi sono una delle mie più potenti armi. Sento non so quanti commenti sui miei occhi.
“Ho visto il mondo nei tuoi occhi”
“Tutto quello che ho sempre desiderato, l’ho potuto vedere nei tuoi occhi”
“Non ho mai conosciuto nessuno che dia un’occhiata così maligna”
“C’è la morte dietro ai tuoi occhi”
“Lo sguardo che mi hai dato mi ha ghiacciato dentro”
“Il tuo sguardo vuoto e rettiliano mi inquieta sempre”

All’inizio del coinvolgimento con te, siamo capaci di riflettere indietro ciò che disperatamente vuoi. Speranza, ottimismo, desiderio e fiducia sono tutti specchiati nei tuoi occhi. Non fare l’errore di pensare che siamo noi a generare questi sguardi. Non lo facciamo. Tutto quello che stiamo facendo è assicurarci che tu veda quel che vuoi vedere nel tentativo di intrappolarti. Questo continuo rispecchiare serve a due obiettivi. Primo, ti mostra ciò che desideri e ci rende il più possibile attraenti per te. Secondo, maschera il vuoto assoluto che esiste veramente. Nonostante la mia tipologia ed io impariamo come come comportarci e recitare, noi mimiamo il modo in cui ci si aspetta che rispondiamo, nella maniera più vantaggiosa, non sentiamo veramente nessuna di quelle cose e non le possiamo generare nei nostri occhi.
Siamo capaci di simulare tutto il resto – la risata, il sorriso, lo sguardo sorpreso, l’intonazione di gioia nella nostra voce. Abbiamo accuratamente costruito questi facsimile delle tue emozioni ma ci viene sempre elusa la possibilità di gestirle nei nostri occhi. Però non possiamo arrenderci alla prima difficoltà e farti vedere attraverso la nostra messa in scena. Di conseguenza, abbiamo imparato a gestire magistralmente la tecnica dello specchio. Tu desideri quell’amore e speri così fortemente di vederlo in noi quando in realtà stai solamente vedendo te stessa. Tratteniamo il tuo sguardo più a lungo di chiunque altro. Tu rimani truffata nel pensare che questa sia solo la dimostrazione dell’intensità del nostro desiderio per te. Non è così. Noi dobbiamo guardare direttamente nei tuoi occhi per far splendere indietro quello che ci mandi. Dobbiamo apparire così, la riflessione potrebbe fallire e dobbiamo averti sempre nel nostro sguardo. Come per tutte le nostre finzioni, non siamo capaci di mantenere questa falsità a lungo.

Lo specchio si rompe e i frammenti della riflessione scivolano via lasciando l’abisso privo di emozioni che c’è dietro. L’aridità delle terre che stanno dietro ai nostri occhi è tutto ciò che rimane, prive di qualunque cosa. Ecco perché nelle ultime fasi non vedi nulla quando ci guardi. Non possiamo generare quelle emozioni reali e il nostro specchio ora ha fallito. Il nostro vero sguardo è tutto quello che rimane, freddo, vuoto e senza vita. Le persone dicono spesso che lo sguardo è lo specchio dell’anima. La nostra anima ci ha lasciato molto tempo fa ed è per questo che guardi dentro occhi morti e insensibili. Perfino se la nostra bocca è all’insù in un sorriso, le zampe di gallina ai lati, le sopracciglia verso l’alto, i nostri occhi ci tradiscono. Glaciali e sterili, mostrano la realtà di ciò che siamo; privi di emozioni positive e in bancarotta spirituale.
Tutto quello che siamo capaci di raccogliere è l’odio. Il nostro disprezzo per questo mondo ingiusto è così intenso che irromperà attraverso quando desideriamo indirizzare questo odio contro di te. Questo avviene quando il vuoto svanisce e invece tu sei sottoposta al nostro sguardo malevolo che identifica come un laser. Ho menzionato nel ricordo del barattolo di biscotti come mi sono esercitato con il mio sguardo raggelante per un’intera estate. Questo è il precursore della nostra cattiveria, antipatia e disprezzo. Con consumata facilità possiamo utilizzarlo per intimidirti e segnalare il nostro disprezzo verso di te. È potente, incrollabile e inquietante. Essere oggetto finale del nostro sguardo d’odio non è un’esperienza piacevole. Raccogliamo un tale potere con i nostri occhi, per sedurti e poi romperti, ma la realtà è che abbiamo solo tre impostazioni. Lo specchio, il nulla e l’odio. Non c’è altro. Questo è tutto quello che hanno i nostri occhi.

H.G. TUDOR

All In The Eyes

👤 OCCHI BEN CHIUSI

190823F Eyes Wide Shut.jpgMi riconoscerai mai mentre cammino verso di te, con un ghigno fissato sul mio viso, occhi pieni di amore, passione e desiderio? Noterai il modo in cui ti tengo d’occhio mentre il mio incantesimo si riversa su di te, penetrando in ogni poro e orifizio? Prenderai in considerazione le dolci parole che fuoriescono dalla mia bocca, che ti raccontano in modo così deciso tutte le cose che vuoi sentire? Prenderai nota delle frasi che sono state riciclate ancora e ancora, e che possiedono la novità di una frase fatta? Guarderai nel profondo dei miei occhi e vedrai oltre il tuo riflesso, o rimarrai paralizzato da ciò che brilla in questi occhi scuri e opachi? Ti chiederai come faccio a sapere così tante cose su di te, dove vivi, dove lavori, i tuoi hobby e ciò che detesti? Sentirai il brivido lungo la schiena mentre compaio senza preavviso in un luogo che frequenti o lo considererai una vibrante sensazione di eccitazione e il brivido della mia personalità seducente? Vuoi mettere in discussione le frasi banali che formulo, come coriandoli cosparsi al vento o sorridi e annuisci e assapora il calore che sale dentro di te mentre ti dico quanto sei meraviglioso e che ci apparteniamo? Disapproverai la mia dichiarazione d’amore entro un giorno e una notte e un giorno di incontro o accetterai e ingoierai quelle parole accuratamente elaborate senza un attimo di riflessione? Ti chiederai in che modo le mie mani e la mia bocca sono diventate così abili o ti sottometterai al loro inebriante impiego e dirai grazie senza fiato per il fatto che sono state poste su di te? Vorrai sapere com’è che questa luce dorata continua a brillare e ti chiederai perché sei stato scelto sopra tutti gli altri? Vedrai attraverso l’apparenza di odio feroce per coloro che ti hanno preceduto o diventerai co-cospiratore e li disprezzerai, disgustato dalla loro mancanza di dignità per il modo in cui si comportano? Non ti chiederai se le loro parole suonano di verità e perché sembra come se la loro stessa essenza sia stata risucchiata, non lasciando che un guscio rotto? Ti chiederai perché i regali continuano ad arrivare? Metterai in discussione i frutti proibiti che ti sono stati messi davanti o ti abbufferai di essi, delirante di desiderio ed eccitato dall’estasi della nostra generosità?

Mi riconoscerai quando distoglierò la mia faccia da te quando proverai a baciarmi? Saprai cosa sta succedendo quando verrai lasciato in un lago di lacrime sul pavimento per la terza volta in una settimana o ti punirai te stesso per le tue mancanze? Noterai come i triangoli si intrecciano intorno a te e il tuo migliore amico diventa il tuo presunto nemico, ma come ha potuto? Combatterai contro il controllo che viene esercitato sul tuo modo di guardare, su ciò che scegli di fare e con chi interagisci o lo accetterai e permetterai al tuo senso dell’io di svanire? Capirai cosa ti sta succedendo mentre ti trascini da solo in quel letto freddo, un tempo paradiso di congressi sessuali che ora giace come una tomba vuota? Capirai cosa sta succedendo quando trattieni alle lacrime mentre l’orologio mostra le 3 e non hai idea di dove sono? Ti rialzerai da sola quando sarai etichettata come puttana, sciatta, idiota e pazza o piegherai la testa e ti ritirerai, grata del fatto che le tue offese siano solo verbali. Questa volta. Ricorderai cosa eri una volta? Rimarrai legato dalle catene della confusione o le spezzerai sulle ginocchia e ti libererai dalla tua crudele schiavitù?

Mi riconoscerai quando la mia mano ti afferra la gola e le mie parole coperte di bile ti piovono addosso, uno sputo pieno di odio che ti cola sul viso? Chiamerai il mio numero per la cinquantesima volta in due ore mentre cerchi disperatamente di ascoltare la mia voce e mi chiedi, mi preghi, mi supplichi di tornare a casa? Sussulterai mentre un’altra cena cade preda della mia furia selvaggia? Ti inginocchierai e raccoglierai i pezzi, le dita tremanti mentre armeggi tra i frammenti rotti che giacciono sparsi sul pavimento? Saprai cosa ti viene sistematicamente fatto ogni giorno o oscurerai la realtà pregando affinché quella luce dorata ritorni e dissolva l’oscurità? Mi riconoscerai per quello che sono veramente o inventerai ancora un’altra scusa, chiedendoti cosa accadrà quando sarai a corto di scuse e spiegazioni costruite in fretta per il mio regno di terrore?

Mi riconoscerai mentre ti getto da una parte, spinto nella terra e schernito? Solleverai lo sguardo dalle rovine fumanti di ciò che abbiamo avuto una volta e vedrai lei (o sei tu?) che ti guarda con disprezzo in grande stile su tutti i suoi lineamenti truccati? Sembra così familiare, la conosci, adesso c’è una tale nebbia e così tante nuvole. Capirai perché sei stato dimenticato mentre le tue dita intorpidite compongono un’altra e-mail di ricerca, per chiedere spiegazioni che non arriveranno, per esprimere una rabbia strappalacrime davanti alla quale verrà riso, per descrivere in dettaglio la tua umiliante ferita che riceverà sempre una scrollata di spalle sprezzante?

Mi riconoscerai per quello che sono quando tendo una mano e ti sollevo dalla tua esistenza spezzata? Saprai cosa accadrà veramente mentre ti guido ancora una volta verso la luce splendente e dorata? Sentirai una punta di cautela nella tua mente o correrai volentieri verso la terra promessa, ancora una volta, la preoccupazione ed esitazione gettate da una parte? Noterai nuovamente il ghigno mentre corri verso di me? Farai attenzione all’oscuro bagliore nel mio sguardo funesto o ti butterai a capofitto verso il paradiso, assuefatto al suo calore e alle sue gloriose sensazioni? Mi riconoscerai mentre chiudo la porta dietro di noi, la sprango e giro la pesante chiave di ferro nella serratura mentre le tende spesse vengono tirate attraverso le finestre sporche di fango? Noterai il pugnale appuntito che mi sono procurato e che tengo dietro la schiena?

Ti fermerai e guarderai nello specchio rotto che domina questo posto e se lo farai, ti riconoscerai?

H.G. TUDOR

Eyes Wide Shut

👤 GLI OCCHI MORTI DELL’OSCURITÀ

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L’autrice Hilary Mantel una volta descrisse la Duchessa di Cambridge, Kate Middleton, come “una principessa di plastica dagli occhi vuoti”. Ora, la duchessa non è una di noi (abbiamo infiltrato la famiglia reale sposandoci oltre 30 anni fa) ma siamo rimasti attratti dal commento sugli occhi morti. Otteniamo così tanto. C’è una fascinazione riguardo ai nostri occhi e se la memoria serve, riguardano il maggior numero di commenti che riceviamo rispetto al fisico che ricordi. Ne ho molti che descrivono i miei come “Freddi e morti, come uno squalo”, “come pezzi di carbone” “verdi e invidiosi”, “Sono così freddi che a guardarli si rimane agghiacciati” e “senza vita”. Un’ex fidanzata Kate mi diceva che amava i miei occhi. Era quando la stavo corteggiando. Lei diceva così perché guardandoci dentro vedeva il suo riflesso e li amava perché sapeva di essere la mia pupilla. Piuttosto interessante, 8 mesi dopo si riferiva a questo riflesso come “Guardo nei tuoi occhi e non vedo niente dentro, solo il mio riflesso”. Ho sempre disdegnato il suo comportamento contraddittorio e la sua mente poco sveglia.

Questi commenti mi fanno pensare che sono un tipo riflettente. Come ho spiegato precedentemente, ho imparato come creare una maschera di emozioni recitate ma sembra che una parte del mio viso dove la maschera non resta attaccata siano gli occhi. Per qualche ragione, non importa quanto io abbia studiato le emozioni e le reazioni degli altri, questo non succede con i miei occhi. Come sai mi piace trovare le risposte per tutto e ho fatto qualche lettura intorno a questo argomento e ho osservato che ripetutamente le persone si riferiscono agli occhi come alla finestra/specchio dell’anima. Ecco la risposta alla mia confusione. L’anima e gli occhi sono inestricabilmente connessi. L’assenza della mia anima si riflette nella morte dei miei occhi. Questo ha richiesto un’immediata attenzione e rettifica. Adesso indosso gli occhiali da sole molto di più, anche in interno.

H.G. TUDOR

https://narcsite.com/2016/04/14/the-dead-eyes-of-darkness/

👤 HO VISTO QUALCOSA NEI TUOI OCCHI

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Ti ricordi la sera che ci siamo incontrati la prima volta? Certo che sì. Tutti ricordano sempre la prima volta che mi hanno incontrato. Che tu sia diventata la mio partner intimo dopo la mia seduzione accuratamente eseguita, che ti abbia ammesso nel mio circolo esterno o che tu fossi lì per servirmi da bere, tutti ricordano sempre la prima volta che si sono imbattuti in me. È invariabilmente l’inizio di qualcosa di memorabile. Ma non preoccupiamoci della mia congrega, dei servi e degli estranei, si tratta tutto di me. E di te. Ti ricordi in quel primo incontro quello che ti ho detto. Sì, apprezzo di averti detto molte cose. Un sacco su di me, naturalmente, ma ti ho anche detto molte cose su di te. Sì, ti ricordi, vero, posso dirlo. Ti ho detto quanto erano magnetici i tuoi occhi. Sei arrossita quando ti ho parlato di questo, ma dalla tua reazione ho capito che qualcun altro ti aveva già detto qualcosa di simile. Hai guardato in basso, quelle ciglia lunghe, definite dal mascara che avevi applicato con tanta cura un paio d’ore prima. Sapevo che ti piaceva quel complimento e sapevo che pensavi di avere occhi attraenti. Nessuno li aveva definiti magnetici prima, tanto era evidente, ma ti era stato detto che avevi occhi bellissimi, occhi sbalorditivi e cose del genere. Ovviamente io ho superato quelle osservazioni standard e francamente banali con il mio riferimento a come “i tuoi occhi ottimistici tenevano con sé il paradiso”, “i tuoi occhi possedevano ogni sorta di desiderio compreso quello sfrenato” e “i tuoi occhi brillavano della luminosità interiore che così tanti di noi trovano così delizioso. “Grandi descrizioni e hanno sempre l’effetto desiderato di indurre una risposta lieta e un complimento in cambio. Si guarda sempre a dare per ricevere. Non c’è altro modo.

Sono sempre tornato ai tuoi occhi, vero? Riferendomi a loro in termini complimentosi e poi mentre ti stringevo, guardavo profondamente nei tuoi occhi, sostenendo il tuo sguardo, lasciando che il silenzio parlasse da solo mentre il tuo corpo si agitava con l’anticipazione intensificata di un gesto così appassionato. Non hai mai voluto interrompere quello sguardo, i tuoi occhi a mandorla, che avevano quello scintillante colore smeraldo, quella sfumatura zaffica simile al mare, quel grigio triste ma che incantava, quel marrone scuro che aveva il sapore della sensualità, resta pietrificato dal mio stesso sguardo. Non veniva detto nulla. Non c’era bisogno di dire nulla, i nostri occhi restavano fissati insieme e l’emozione scorreva da quegli occhi. Una tale espressione risiedeva nei tuoi occhi e in tante occasioni ho bevuto in profondità il carburante che sgorgava, così bene, dal tuo sguardo. Entravo in una stanza e la gioia che mi trasmettevi mentre i tuoi occhi si spalancavano era edificante. Una tale espressione. Dal restringersi per la frustrazione, lo sguardo allucinato in preda alla rabbia, la completa gioia dell sorpresa, la passione ardente, l’esultanza lenta, il rotearre gli occhi dell’orgasmo e le lacrime piene di dolore. I tuoi occhi avevano tutto questo. Ho passato così tanto tempo nei tuoi occhi. Spesso non avevo bisogno di nient’altro che te che mi guardavi. Non era necessario per te parlare, fare gesti o avvicinarti. L’emozione che riuscivi ad accumulare nei tuoi occhi espressivi era qualcosa da contemplare. Certo, io sono sempre stato il catalizzatore. Senza di me non avresti bisogno di fornire una tale gamma di emozioni intense. Senza di me non saresti stato in grado di provare quella vasta gamma di emozioni e permettere loro di formarsi e fluire dai tuoi occhi. Come sempre, io ti ho insegnato e ti ho guidato, assicurandomi che facessi come richiesto. Esperto come sono, ho notato i tuoi occhi dalla prima volta che ho posato i miei su di te. Da quel momento ho saputo che avevo bisogno di possedere quegli occhi, farli miei, catturarli in modo che guardassero sempre verso di me. Il tuo sguardo non è mai stato pensato per gli altri. Erano inferiori a te e chiaramente molto al di sotto di me. Non sono mai stati pensati per essere i beneficiari di tanta magnificenza proveniente dai tuoi occhi. Non era per loro sperimentare il carburante primario che generavi. Solo io avevo diritto a questo. Solo io dovevo ricevere una tale ricompensa ed era giusto e corretto, perché ho investito molto del mio tempo nell’assicurarmi che gli sguardi che mi davi coprissero ogni emozione e fornissero quel carburante di alta qualità. Ho incoraggiato e guidato quell’uso dei tuoi occhi, come un direttore d’orchestra con la sua orchestra. Ti dicevo quando metterli in risalto con mascara, eye liner e ombretto. Decidevo quando dovevano essere al naturale e guardare su di me in nuda innocenza. Ti davo istruzioni su quando dovevi indossare gli occhiali e quando no. Ti vietavo di bere eccessivamente perché quegli occhi non dovevano mai essere iniettati di sangue per l’alcool, anche se quella condizione era ammissibile come conseguenza del tuo turbamento.

Quindi sì, quando ci siamo incontrati la prima volta, sono stati i tuoi occhi a catturare la mia attenzione rapita, i miei complimenti e le mie lusinghe mentre cercavo di possederli. Prestavo la massima attenzione e mi sono reso contro di ciò che avevo da guadagnare dai tuoi occhi impressionanti. Li guardavo e vi guardavo dentro ed è lì che ho visto qualcosa. Ho visto qualcosa nei tuoi occhi che contava più di ogni altra cosa al mondo. Quello che ho visto nei tuoi occhi è stata la cosa che mi ha fatto capire che tu eri quella che doveva essere scelta. Quel qualcosa che ho visto mi ha convinto a garantirmi di legarti a me. Ho guardato nei tuoi occhi e ho visto qualcosa. Ho visto me stesso.

H.G. TUDOR

I Saw Something In Your Eyes

👤 I VERDI VERDI OCCHI CHE VAGANO

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Io sono guidato dall’invidia. Ti potresti chiedere come mai qualcuno che è naturalmente superiore a chiunque altro possa essere invidioso di altre persone. Dopotutto se sono inferiori, di cosa c’è da essere gelosi? È proprio lì il problema. Dato che percepisco la maggior parte delle altre persone come inferiori, se trovo che hanno qualcosa migliore di ciò che ho io, immediatamente mi ritrovo arrabbiato. Come osano avere una macchina più bella della mia, non ne hanno diritto. La rabbia sale dentro e la devo buttare fuori. Nell’esempio fatto troverò qualche ragione per denigrare questo veicolo attraverso commenti negativi. Successivamente bucherò una gomma dietro o righerò la carrozzeria con una chiave. Una volta che l’ho rovinata sento un tremendo sollievo e il potere che si riversa su di me in modo meraviglioso.

Mi guardo continuamente intorno per i migliori affari, scambi commerciali e miglioramento. Incontrami ad un cocktail party e ti ascolterò per metà mentre parli in modo monotono fino a che potrò iniziare a parlarti dei miei riconoscimenti. A meno che, dando un’occhiata dietro la tua spalla io non abbia individuato qualcuno più interessante con cui parlare, più famoso di te e chi mi farà sentire meglio. Se vedo questo target più famoso parlare con qualcuno che conosco, l’invidia sale di nuovo. Perché stanno dando attenzione ad un perdente e non a me? Significa che mi considerano come le persone idiote? Non posso sopportarlo. Ti lascio e cammino inserendomi nella conversazione e afferro la mano al mio target per una stretta di mano decisa.

Se trovo qualcuno che ha un televisore più grande del mio o tecnologicamente superiore, mi assicuro di comprarne immediatamente uno che li batta. Non importa se la televisione che ho ha solo 6 mesi, sono geloso e ho bisogno di indirizzare la mia invidia immediatamente per provare la mia superiorità. Migliorerò il mio status e se possibile ridurrò il tuo. Fare entrambe le cose mi da un senso di onnipotenza che scorre attraverso di me.

È un processo senza fine. I miei occhi verdi d’invidia scorrono a destra e a sinistra per vedere il più largo, il più grande, il più veloce, il più attraente, il più alto, il più modaiolo, il più costoso e superiore. Devo elevarmi guidato dal bisogno di sconfiggere tutti attorno a me. Sì può essere stancante ed è certamente costoso ma nessun secondo posto viene ricordato, dico bene? Il mio motore d’invidia mi guida avanti nella mia missione di sviluppo e miglioramento e questa di sicuro è una buona cosa, no?

H.G. TUDOR

https://narcsite.com/2015/09/21/the-greengreen-eyes-that-roam/