Pubblicato il Lascia un commento

📑 UNA MANCANZA DI SUPPORTO

Noi non diamo supporto. Siamo troppo concentrati su noi stessi e la nostra caccia giornaliera per il carburante di cui abbiamo bisogno, per essere preoccupati di te. Siamo tutti presi dal nostro mondo personale e non siamo interessati al tuo.
L’unico momento in cui prestiamo attenzione verso di te è quando ci fornisci carburante o quando smetti di fornirci carburante. Tutto ciò che facciamo è incentrato attorno a noi. Questo perché dobbiamo ottenere carburante, perché senza di esso ci disintegreremo. La fame di questo carburante non finisce mai e di conseguenza tutta la nostra energia deve essere applicata per ottenerlo. Questo ci lascia privi di energia per chiunque altro.

Essendo tu una che si prende cura degli altri, ti piacerebbe pensare che la persona con cui condividi la tua vita, o con cui lavori a stretto contatto, sia disponibile a sostenerti. Questo potrebbe significare darti supporto emotivo quando stai passando un momento difficile o reggere la tensione permettendoti di ridurre i carichi su te stessa. Tu doni e sei felice di farlo, quindi perché non dovrebbero fare altrettanto? Questo è il punto di vista di qualcuno che opera normalmente secondo le regole e i ruoli del tuo mondo.
Questo non si applica a noi. Noi non possiamo darti supporto dal momento che non abbiamo nulla a disposizione per farlo.

In aggiunta a questo, non sappiamo come dare supporto emotivo. Sì possiamo vedere come vengono fatte cose del genere. Abbiamo anche osservato i modi con cui date supporto emotivo ad altre persone e sappiamo le frasi che vengono usate, le espressioni che si formano sulla faccia delle persone e i gesti che vengono fatti. Abbiamo visto tutto questo e potremmo salire sul palco. Anzi lo abbiamo fatto in passato. Lo abbiamo fatto mentre ti stavamo corteggiando. Quando volevamo che tu rivelassi le tue debolezze e vulnerabilità, quello che ti farà sicuramente rattristare e arrabbiare. Potrebbe perfino essersi verificato un episodio dove avevi bisogno di supporto emotivo. Eravamo felici di fare le cose meccanicamente perché eravamo nella fase in cui stavamo investendo su di te per ottenere il nostro carburante. Ci accontentavamo di fare i giusti versi, darti un abbraccio e fare quella panacea di tutti i mali che è una tazza di tè. Tutto questo è stato imparato da altri. Non sentivamo nulla per te. Non possiamo metterci nei tuoi panni (dio non voglia che ciò possa accadere) non possiamo empatizzare con ciò che stai sperimentando, né potremo mai farlo. Di nuovo, ti inganniamo facendoti pensare che siamo persone altruiste e che si prendono cura degli altri. Diamo prova di questo approccio quando stiamo insieme all’inizio e questo ti attrae verso di noi. Alza le aspettative di poter contare su di noi e rivolgerti a noi quando hai bisogno. È tutto falso.

Inoltre, quando hai bisogno di sostegno e lo aspetti da noi, ci stai mostrando che sei debole. Noi disprezziamo la debolezza. Scoprirai che la nostra tipologia raramente si trova vicino a bambini, malati e anziani. Questo perché sono tutti deboli e vogliono costantemente supporto. Non vogliamo che ci venga ricordato di questo fatto. Non possiamo essere disturbati da te che ingombri la nostra via di passaggio del carburante. Un’esibizione di debolezza ci fa infuriare. Una persona normale che dovesse vedere qualcuno in una posizione di debolezza lo vedrebbe degna d’aiuto e l’assisterebbe. Abbiamo visto come questa reazione venga naturale alle persone normali. A noi non accade.

Se sei fortunata ci allontaneremo dalla situazione in un’istante. Inventeremo qualche scusa urgente; troviamo un impegno urgente che avevamo dimenticato per assicurarci di poterci allontanare da te e dal tuo malanno, guaio o ferita. Probabilmente non vedrai mai quanto veloci ci muoviamo quando dobbiamo allontanarci da qualcuno che ha bisogno di aiuto. Se non riusciamo ad uscire dalla situazione allora semplicemente staremo fermi e guarderemo verso di te. Tu potresti allungare una mano verso di noi, gli occhi pieni di lacrime di dolore e ti daremo solo uno sguardo vuoto. Sappiamo che dovremmo aiutarti, ce lo hanno insegnato convenzioni e osservazione, ma non possiamo farlo. Siamo incapaci di uscirne ma siamo anche incapaci di aiutarti. Questo richiede compassione e noi non ne abbiamo. Ci richiede di usare le nostre energie per aiutarti e ci è proibito farlo.

La nostra reazione finale quando hai bisogno di supporto è diventare offensivi. I sentimenti di disagio che hai generato dentro di noi ci fanno sentire meno potenti il che puzza di inferiorità. Noi conosciamo un solo modo per cancellare una tale sensazione. Abbiamo bisogno di riaffermare il nostro potere e questo significa che dobbiamo prendercela con te. Diventa necessario sottoporti a ulteriori insulti e commenti denigratori, in un momento in cui ti senti ferita e vulnerabile.

“Per cosa piangi? Ho passato di peggio”

“Sono stanco e stufo che tu sia patetica. Fattene una ragione”

“Secondo me (inserire nome del soggetto di triangolazione) non farebbe tutta questa tragedia.”

“È solo un cane, ne prenderai un altro. Davvero, quante storie per uno stupido animale”

“Tu sei isterica, hai bisogno di aiuto”

“Smettila di piangere o ti darò un motivo per farlo.”

“Giusto. Attira l’attenzione su di te durante il mio compleanno.”

Ci scagliamo contro di te con queste parole nel tentativo di farti stare peggio e sentirci meglio noi, perché è tutto ciò che ci importa. Ti inganniamo facendoti pensare che teniamo a te. Questa è una falsa credenza. Non aspettarti sostegno da parte nostra.

A dimostrazione della nostra leggendaria ipocrisia ci aspetteremo che invece tu lo faccia sempre verso di noi. Quando abbiamo bisogno tu devi intervenire immediatamente, perfino quando stai vivendo tu stessa delle difficoltà. Quando abbiamo un graffietto ci aspettiamo che tu ci faccia stare meglio anche se tu stessi sanguinando a morte davanti a noi. Come per molti nostri comportamenti non riteniamo il nostro modo di agire verso di te come l’indicazione del modo in cui dovresti comportarti verso di noi. Se ci dividessi a metà molto probabilmente scopriresti questa frase scolpita dentro di noi come su un pezzo di roccia

“Fai come dico, non come faccio”.

H.G. TUDOR

A Lack Of Support

Pubblicato il Lascia un commento

📑 COSA PENSA DAVVERO IL NARCISISTA QUANDO C'È BISOGNO DI AIUTO

È una nostra caratteristica ben riconosciuta che non proviamo empatia. Sappiamo come mostrare empatia. Tu e altri l’avete mostrata in molte occasioni, così sappiamo quale espressione del viso adottare, l’inclinazione della testa, il linguaggio del corpo appropriato come una mano sul braccio o un braccio intorno alle spalle. Abbiamo ascoltato con molta attenzione, quindi comprendiamo le frasi da tirar fuori,

“Mi dispiace sentire questo.”

“C’è qualcosa che posso fare per essere d’aiuto; deve essere terribile.”

“Capisco cosa hai passato, credimi e dimmi solo come posso aiutarti”.

“So come ti senti.”

“Mi sentirei sconvolto anch’io se fosse successo a me.”

Ho visto persone come te in azione che esibiscono la loro natura empatica e ho setacciato anche internet per raccogliere anche lì alcune frasi appropriate. Metti insieme tutto questo e la nostra tipologia sarà in grado di esibire uno sfoggio convincente di empatia che ingannerà pressoché tutti. Vedrai questa falsa empatia esibita durante la seduzione quando desideriamo mostrarti come siamo una persona gentile, premurosa e comprensiva, così ti sentirai attratto ancora di più da noi. Conosciamo altrettanto bene i giusti destinatari di questa falsa empatia: i malati, gli anziani, i gatti randagi, i senzatetto, le vittime del terremoto, il bambino con lo stomaco gonfio perché non ha mangiato per giorni, i paesani dall’aspetto serio affollati attorno al nuovo investito e così via. Sì, conosco tutti quelli che hanno bisogno di alcune reazioni empatiche e le mostrerò di fronte a te, così tu sei sempre più attratto da me. Cosicché mi adatto.

È, ovviamente, tutto per sfoggio. Non la sento. Niente affatto. Non una virgola, uno granello o una scintilla di empatia. Mostrami un resoconto di qualche tragedia e i miei occhi scivoleranno sul testo mentre registro ciò che è successo. Dentro non sento niente. Non c’è risposta. Non mi dispiace per le persone coinvolte nelle conseguenze dell’uragano. Non immagino come dovrebbe essere per loro e come devono sentirsi. Certamente sono abbastanza intelligente per sapere come devono sentirsi, ma non mi metto nei loro panni. Non immagino come debba essere per loro. Non vi è alcuna tensione alle corde del mio cuore, un sentimento di turbamento, sconforto o persino rabbia per l’ingiustizia che possono aver sofferto. Naturalmente, mentre cerchi la mia risposta dopo avermi avvertito di questo ultimo disastro, formerò una fronte corrugata, scuoterò la testa e scriverò alcune parole appropriate per farti pensare che mi dispiace. Questo succederà, naturalmente, se voglio la tua reazione positiva ossia che osservi con approvazione la mia presunta compassione. Se non cercherò più carburante positivo da te, allora lo userò come un’opportunità per provocarti.

“E?” È in genere un buon punto di partenza per ottenere una reazione da parte di un individuo empatico a qualcosa di terribile.

“Cosa intendi con “e”? Queste persone sono senza casa e ferite. Vivono su una piccola isola e non hanno energia elettrica e acqua pulita”.

“Che cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? Non dovrebbero vivere lì allora.”

“Che cosa? Lo pensi davvero?

“Sì. È una loro scelta Devono arrangiarsi.”

Ciò invariabilmente provocherà un attonito silenzio o una protesta. Puoi seguirmi mentre mi allontano chiedendomi come posso non sentire nulla per queste persone. Puoi esprimere rabbia o indignazione e naturalmente questo è ciò che voglio che tu faccia. Il fatto è che non sento niente. Se vedo un appello di beneficenza in televisione, resto indifferente. Non ho nulla in comune con le persone che chiedono aiuto. Non riesco a identificarmi in alcun modo con il modo in cui devono sentirsi. È una totale disconnessione.

La situazione è diversa con coloro con cui interagisco e specialmente con quelli che sono un partner intimo quando ti sto svalutando. Se sei malato e vuoi un po’ di sostegno e quelle tre parole tremanti “tenera amorevole cura”, io non sento nulla. Sento un travolgente senso di disgusto e repulsione. Come sono arrivato ad accoppiarmi con una persona così patetico e debole? Perché ho accettato di vivere con qualcuno che sta starnutendo, tossendo e gracchiando? Stanno cercando di infettarmi, vero? Cercano di farmi scendere al loro livello. So qual è il loro piano e non mi farò ingannare. Non vedo alcuna ragione per cui dovrei sprecare tempo ed energie ad aver a che fare con una persona così. È un esaurimento delle mie risorse e c’è poco o punto carburante da ottenere. Inoltre, il senso di disgusto mi spinge ad allontanarmi da te. Non posso sopportare di vedere una tale debolezza, una tale malattia e una tale infermità. Devo scappare e così sparirò, a volte con una scusa e spesso senza per evitare questa scena orribile.

Quando sei turbato, forse per una brutta giornata di lavoro o per una discussione con un amico e stai piangendo a spiegare cosa ti turba, aspettati di ricevere una scrollata di spalle. Cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? È un tuo problema, non mio. Risolvi la situazione da solo. Se ti ostini a supplicarmi di ascoltarti e di aiutarti, allora mi irrito perché requisisci il mio tempo in questo modo. Non ti rendi conto che ho molto da fare con me stesso? Non posso rinunciare alle mie stesse macchinazioni e alla raccolta di carburante per giocare alla posta del cuore con le tue lagne e i tuoi piagnistei. Le tue patetiche preoccupazioni mi infastidiscono e puoi aspettarti che ti rimproveri per far crescere la tua disperazione, in modo da attirare almeno un po’ di carburante negativo dal tuo turbamento. In questo modo la situazione non verrà completamente cancellata. Se il tuo turbamento è ancora maggiore a seguito della perdita del tuo lavoro o di un lutto, non mostreremo alcun riguardo per i tuoi sentimenti e, anzi, sfrutteremo la tua disgrazia durante la nostra svalutazione. Coglieremo questa opportunità quando sarai vulnerabile ad estrarre ulteriore carburante. Questo è ciò che conta per noi. Sentiamo il bisogno di carburante. Non proviamo alcuna compassione o calore nei tuoi confronti e anzi il tuo egoismo nel concentrarti su te stesso quando dovresti essere presente con noi ci fa infuriare. Ti faremo notare che non ti sei mai preoccupato molto di quel membro della famiglia quando era in vita, quindi perché ti stai preoccupando ora che è passato a miglior vita? Piangi per il tuo licenziamento e ti diciamo che te lo meriti perché non stavi lavorando abbastanza assiduamente. Estrarremo quel combustibile negativo dalle tue lacrime, dalla tua ferita, dalla tua frustrazione e dalla tua rabbia e una volta che è stato ottenuto ti lasceremo con questo (tuo dolore). Abbiamo ottenuto quello che vogliamo e ci sono altre cose, in particolare altre persone con cui possiamo passare il tempo meglio, piuttosto che rimanere con te ed essere sottoposti alla tua pietà egocentrica. Sappiamo che consideri questo comportamento aberrante e senza cuore, ma non c’è speranza per nient’altro. Non proviamo compassione o empatia. Non abbiamo bisogno di fingere perché possiamo attingere carburante negativo, non abbiamo bisogno di renderti come noi o che tu ci ammiri e ci fornisci carburante positivo. Questo è come siamo stati creati. Questo è il freddo conforto che riceverai sempre da noi ogni volta che avrai un momento di bisogno, turbato o angosciato. Abituati a questo.

H.G. TUDOR

What The Narcissist Really Thinks When Help Is Needed

Pubblicato il Lascia un commento

📑 GUARDARTI MENTRE TI SGRETOLI

79425865_118466419623774_5356038219152490496_n.jpgNoi non diamo supporto. Siamo troppo concentrati su noi stessi e la nostra caccia giornaliera per il carburante di cui abbiamo bisogno, per essere preoccupati di te. Siamo tutti presi dal nostro mondo personale e non siamo interessati al tuo.
L’unico momento in cui prestiamo attenzione verso di te è quando ci fornisci carburante o quando smetti di fornirci carburante. Tutto ciò che facciamo è incentrato attorno a noi. Questo perché dobbiamo ottenere carburante, perché senza di esso ci disintegreremo. La fame di questo carburante non finisce mai e di conseguenza tutta la nostra energia deve essere applicata per ottenerlo. Questo ci lascia privi di energia per chiunque altro.

Essendo tu una che si prende cura degli altri, ti piacerebbe pensare che la persona con cui condividi la tua vita, o con cui lavori a stretto contatto, sia disponibile a sostenerti. Questo potrebbe significare darti supporto emotivo quando stai passando un momento difficile o reggere la tensione permettendoti di ridurre i carichi su te stessa. Tu doni e sei felice di farlo, quindi perché non dovrebbero fare altrettanto? Questo è il punto di vista di qualcuno che opera normalmente secondo le regole e i ruoli del tuo mondo.
Questo non si applica a noi. Noi non possiamo darti supporto dal momento che non abbiamo nulla a disposizione per farlo.

In aggiunta a questo, non sappiamo come dare supporto emotivo. Sì possiamo vedere come vengono fatte cose del genere. Abbiamo anche osservato i modi con cui date supporto emotivo ad altre persone e sappiamo le frasi che vengono usate, le espressioni che si formano sulla faccia delle persone e i gesti che vengono fatti. Abbiamo visto tutto questo e potremmo salire sul palco. Anzi lo abbiamo fatto in passato. Lo abbiamo fatto mentre ti stavamo corteggiando. Quando volevamo che tu rivelassi le tue debolezze e vulnerabilità, quello che ti farà sicuramente rattristare e arrabbiare. Potrebbe perfino essersi verificato un episodio dove avevi bisogno di supporto emotivo. Eravamo felici di fare le cose meccanicamente perché eravamo nella fase in cui stavamo investendo su di te per ottenere il nostro carburante. Ci accontentavamo di fare i giusti versi, darti un abbraccio e fare quella panacea di tutti i mali che è una tazza di tè. Tutto questo è stato imparato da altri. Non sentivamo nulla per te. Non possiamo metterci nei tuoi panni (dio non voglia che ciò possa accadere) non possiamo empatizzare con ciò che stai sperimentando, né potremo mai farlo. Di nuovo, ti inganniamo facendoti pensare che siamo persone altruiste e che si prendono cura degli altri. Diamo prova di questo approccio quando stiamo insieme all’inizio e questo ti attrae verso di noi. Alza le aspettative di poter contare su di noi e rivolgerti a noi quando hai bisogno. È tutto falso.

Inoltre, quando hai bisogno di sostegno e lo aspetti da noi, ci stai mostrando che sei debole. Noi disprezziamo la debolezza. Scoprirai che la nostra tipologia raramente si trova vicino a bambini, malati e anziani. Questo perché sono tutti deboli e vogliono costantemente supporto. Non vogliamo che ci venga ricordato di questo fatto. Non possiamo essere disturbati da te che ingombri la nostra via di passaggio del carburante. Un’esibizione di debolezza ci fa infuriare. Una persona normale che dovesse vedere qualcuno in una posizione di debolezza lo vedrebbe degna d’aiuto e l’assisterebbe. Abbiamo visto come questa reazione venga naturale alle persone normali. A noi non accade.

Se sei fortunata ci allontaneremo dalla situazione in un’istante. Inventeremo qualche scusa urgente; troviamo un impegno urgente che avevamo dimenticato per assicurarci di poterci allontanare da te e dal tuo malanno, guaio o ferita. Probabilmente non vedrai mai quanto veloci ci muoviamo quando dobbiamo allontanarci da qualcuno che ha bisogno di aiuto. Se non riusciamo ad uscire dalla situazione allora semplicemente staremo fermi e guarderemo verso di te. Tu potresti allungare una mano verso di noi, gli occhi pieni di lacrime di dolore e ti daremo solo uno sguardo vuoto. Sappiamo che dovremmo aiutarti, ce lo hanno insegnato convenzioni e osservazione, ma non possiamo farlo. Siamo incapaci di uscirne ma siamo anche incapaci di aiutarti. Questo richiede compassione e noi non ne abbiamo. Ci richiede di usare le nostre energie per aiutarti e ci è proibito farlo.

La nostra reazione finale quando hai bisogno di supporto è diventare offensivi. I sentimenti di disagio che hai generato dentro di noi ci fanno sentire meno potenti il che puzza di inferiorità. Noi conosciamo un solo modo per cancellare una tale sensazione. Abbiamo bisogno di riaffermare il nostro potere e questo significa che dobbiamo prendercela con te. Diventa necessario sottoporti a ulteriori insulti e commenti denigratori, in un momento in cui ti senti ferita e vulnerabile.

“Per cosa piangi? Ho passato di peggio”

“Sono stanco e stufo che tu sia patetica. Fattene una ragione”

“Secondo me (inserire nome del soggetto di triangolazione) non farebbe tutta questa tragedia.”

“È solo un cane, ne prenderai un altro. Davvero, quante storie per uno stupido animale”

“Tu sei isterica, hai bisogno di aiuto”

“Smettila di piangere o ti darò un motivo per farlo.”

“Giusto. Attira l’attenzione su di te durante il mio compleanno.”

Ci scagliamo contro di te con queste parole nel tentativo di farti stare peggio e sentirci meglio noi, perché è tutto ciò che ci importa. Ti inganniamo facendoti pensare che teniamo a te. Questa è una falsa credenza. Non aspettarti sostegno da parte nostra.

A dimostrazione della nostra leggendaria ipocrisia ci aspetteremo che invece tu lo faccia sempre verso di noi. Quando abbiamo bisogno tu devi intervenire immediatamente, perfino quando stai vivendo tu stessa delle difficoltà. Quando abbiamo un graffietto ci aspettiamo che tu ci faccia stare meglio anche se tu stessi sanguinando a morte davanti a noi. Come per molti nostri comportamenti non riteniamo il nostro modo di agire verso di te come l’indicazione del modo in cui dovresti comportarti verso di noi. Se ci dividessi a metà molto probabilmente scopriresti questa frase scolpita dentro di noi come su un pezzo di roccia

“Fai come dico, non come faccio”.

H.G. TUDOR

Watching You Crumble

Pubblicato il Lascia un commento

📑 IL FREDDO CONFORTO

È una nostra caratteristica ben riconosciuta che non proviamo empatia. Sappiamo come mostrare empatia. Tu e altri l’avete mostrata in molte occasioni, così sappiamo quale espressione del viso adottare, l’inclinazione della testa, il linguaggio del corpo appropriato come una mano sul braccio o un braccio intorno alle spalle. Abbiamo ascoltato con molta attenzione, quindi comprendiamo le frasi da tirar fuori,

“Mi dispiace sentire questo.”

“C’è qualcosa che posso fare per essere d’aiuto; deve essere terribile.”

“Capisco cosa hai passato, credimi e dimmi solo come posso aiutarti”.

“So come ti senti.”

“Mi sentirei sconvolto anch’io se fosse successo a me.”

Ho visto persone come te in azione che esibiscono la loro natura empatica e ho setacciato anche internet per raccogliere anche lì alcune frasi appropriate. Metti insieme tutto questo e la nostra tipologia sarà in grado di esibire uno sfoggio convincente di empatia che ingannerà pressoché tutti. Vedrai questa falsa empatia esibita durante la seduzione quando desideriamo mostrarti come siamo una persona gentile, premurosa e comprensiva, così ti sentirai attratto ancora di più da noi. Conosciamo altrettanto bene i giusti destinatari di questa falsa empatia: i malati, gli anziani, i gatti randagi, i senzatetto, le vittime del terremoto, il bambino con lo stomaco gonfio perché non ha mangiato per giorni, i paesani dall’aspetto serio affollati attorno al nuovo investito e così via. Sì, conosco tutti quelli che hanno bisogno di alcune reazioni empatiche e le mostrerò di fronte a te, così tu sei sempre più attratto da me. Cosicché mi adatto.

È, ovviamente, tutto per sfoggio. Non la sento. Niente affatto. Non una virgola, uno granello o una scintilla di empatia. Mostrami un resoconto di qualche tragedia e i miei occhi scivoleranno sul testo mentre registro ciò che è successo. Dentro non sento niente. Non c’è risposta. Non mi dispiace per le persone coinvolte nelle conseguenze dell’uragano. Non immagino come dovrebbe essere per loro e come devono sentirsi. Certamente sono abbastanza intelligente per sapere come devono sentirsi, ma non mi metto nei loro panni. Non immagino come debba essere per loro. Non vi è alcuna tensione alle corde del mio cuore, un sentimento di turbamento, sconforto o persino rabbia per l’ingiustizia che possono aver sofferto. Naturalmente, mentre cerchi la mia risposta dopo avermi avvertito di questo ultimo disastro, formerò una fronte corrugata, scuoterò la testa e scriverò alcune parole appropriate per farti pensare che mi dispiace. Questo succederà, naturalmente, se voglio la tua reazione positiva ossia che osservi con approvazione la mia presunta compassione. Se non cercherò più carburante positivo da te, allora lo userò come un’opportunità per provocarti.

“E?” È in genere un buon punto di partenza per ottenere una reazione da parte di un individuo empatico a qualcosa di terribile.

“Cosa intendi con “e”? Queste persone sono senza casa e ferite. Vivono su una piccola isola e non hanno energia elettrica e acqua pulita”.

“Che cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? Non dovrebbero vivere lì allora.”

“Che cosa? Lo pensi davvero?

“Sì. È una loro scelta Devono arrangiarsi.”

Ciò invariabilmente provocherà un attonito silenzio o una protesta. Puoi seguirmi mentre mi allontano chiedendomi come posso non sentire nulla per queste persone. Puoi esprimere rabbia o indignazione e naturalmente questo è ciò che voglio che tu faccia. Il fatto è che non sento niente. Se vedo un appello di beneficienza in televisione, resto indifferente. Non ho nulla in comune con le persone che chiedono aiuto. Non riesco a identificarmi in alcun modo con il modo in cui devono sentirsi. È una totale disconnessione.

La situazione è diversa con coloro con cui interagisco e specialmente con quelli che sono un partner intimo quando ti sto svalutando. Se sei malato e vuoi un po’ di sostegno e quelle tre parole tremanti “tenera amorevole cura”, io non sento nulla. Sento un travolgente senso di disgusto e repulsione. Come sono arrivato ad accoppiarmi con una persona così patetico e debole? Perché ho accettato di vivere con qualcuno che sta starnutendo, tossendo e gracchiando? Stanno cercando di infettarmi, vero? Cercano di farmi scendere al loro livello. So qual è il loro piano e non mi farò ingannare. Non vedo alcuna ragione per cui dovrei sprecare tempo ed energie ad aver a che fare con una persona così. È un esaurimento delle mie risorse e c’è poco o punto carburante da ottenere. Inoltre, il senso di disgusto mi spinge ad allontanarmi da te. Non posso sopportare di vedere una tale debolezza, una tale malattia e una tale infermità. Devo scappare e così sparirò, a volte con una scusa e spesso senza per evitare questa scena orribile.

Quando sei turbato, forse per una brutta giornata di lavoro o per una discussione con un amico e stai piangendo a spiegare cosa ti turba, aspettati di ricevere una scrollata di spalle. Cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? È un tuo problema, non mio. Risolvi la situazione da solo. Se ti ostini a supplicarmi di ascoltarti e di aiutarti, allora mi irrito perché requisisci il mio tempo in questo modo. Non ti rendi conto che ho molto da fare con me stesso? Non posso rinunciare alle mie stesse macchinazioni e alla raccolta di carburante per giocare alla posta del cuore con le tue lagne e i tuoi piagnistei. Le tue patetiche preoccupazioni mi infastidiscono e puoi aspettarti che ti rimproveri per far crescere la tua disperazione, in modo da attirare almeno un po’ di carburante negativo dal tuo turbamento. In questo modo la situazione non verrà completamente cancellata. Se il tuo turbamento è ancora maggiore a seguito della perdita del tuo lavoro o di un lutto, non mostreremo alcun riguardo per i tuoi sentimenti e, anzi, sfrutteremo la tua disgrazia durante la nostra svalutazione. Coglieremo questa opportunità quando sarai vulnerabile ad estrarre ulteriore carburante. Questo è ciò che conta per noi. Sentiamo il bisogno di carburante. Non proviamo alcuna compassione o calore nei tuoi confronti e anzi il tuo egoismo nel concentrarti su te stesso quando dovresti essere presente con noi ci fa infuriare. Ti faremo notare che non ti sei mai preoccupato molto di quel membro della famiglia quando era in vita, quindi perché ti stai preoccupando ora che è passato a miglior vita? Piangi per il tuo licenziamento e ti diciamo che te lo meriti perché non stavi lavorando abbastanza assiduamente. Estrarremo quel combustibile negativo dalle tue lacrime, dalla tua ferita, dalla tua frustrazione e dalla tua rabbia e una volta che è stato ottenuto ti lasceremo con questo (tuo dolore). Abbiamo ottenuto quello che vogliamo e ci sono altre cose, in particolare altre persone con cui possiamo passare il tempo meglio, piuttosto che rimanere con te ed essere sottoposti alla tua pietà egocentrica. Sappiamo che consideri questo comportamento aberrante e senza cuore, ma non c’è speranza per nient’altro. Non proviamo compassione o empatia. Non abbiamo bisogno di fingere perché possiamo attingere carburante negativo, non abbiamo bisogno di renderti come noi o che tu ci ammiri e ci fornisci carburante positivo. Questo è come siamo stati creati. Questo è il freddo conforto che riceverai sempre da noi ogni volta che avrai un momento di bisogno, turbato o angosciato. Abituati a questo.

H.G. TUDOR

The Cold Comfort