📰 IL FREDDO SGUARDO MORTO

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Dovresti considerare di essere piuttosto fortunato a ricevere questi assaggi sul funzionamento della mia mente. Di solito non sei in grado di scrutare nella mente oscura della mia specie e di me. Come individuo empatico, coltivi la capacità di comprendere il modo in cui le altre persone pensano e come si sentono. Questo ti fornisce un certo grado di intuizione ed è applicabile a molte delle persone che incontri. Tu usi questa capacità allo scopo di fare cose buone e capisco perché lo fai. Nonostante questa capacità, tuttavia, per noi non funziona. Non sei in grado di stabilire che cosa passa per la nostra mente o cosa potremmo pensare, non serve essere capace di tutto, per essere in grado di farlo. Questo perché noi non ci atteniamo alle normali regole e convenzioni di tutti gli altri. Non percorriamo il sentiero molto usato, ma prendiamo quelle strade che sono lontane dai sentieri battuti. Questi percorsi sono aggrovigliati, non presenti sulle mappe e pericolosi, e sono progettati in modo tale da impedire ad altri di seguirli. Non vogliamo che tu sappia cosa stiamo pensando.

Questo perché non abbiamo alcun desiderio di trasmetterti alcun vantaggio nel cercare di sfuggire ai nostri impatti e rendere più difficile per noi ottenere carburante da te. Dobbiamo nascondere le nostre menti e renderle impenetrabili ai tuoi tentativi di leggerle. Dobbiamo operare attraverso la segretezza e i comportamenti occulti in modo che tu non ci vedi mai arrivare, in modo che tu non sai mai cosa succederà dopo e in modo che tu non abbia opportunità di sfuggirci. Non solo avvolgiamo le nostre menti in questo modo attraverso il nostro rifiuto della logica e l’adozione di comportamenti che sono al di fuori di quelli considerati normali, ma ci assicuriamo anche che tu non possa leggere attraverso i nostri occhi.

Molte persone guardano agli occhi come un dispositivo per valutare più accuratamente ciò che qualcuno potrebbe pensare o forse sentire. Se stiamo spiegando qualcosa a qualcuno e vediamo confusione negli occhi di quella persona, sappiamo che dobbiamo adottare un metodo più chiaro nella nostra spiegazione. Se stiamo trasmettendo alcune notizie e vediamo un’espressione addolorata in quegli occhi, sappiamo (se eri tu che stavi facendo il commento) di dover alterare il modo in cui viene espresso per renderlo meno doloroso o per fare o dire qualcosa che offra supporto. Naturalmente, quando vediamo ciò, semplicemente accresciamo il dolore per estrarre una reazione da te.

Questa debolezza degli occhi nel consentire ad un’altra persona di valutare come qualcuno si sente e quindi accertare ciò che sta pensando non è qualcosa che possiamo tollerare. Questa è vulnerabilità e non ci piacciono affatto le vulnerabilità. Abbiamo abbastanza cose da affrontare, senza che ti permettiamo di vedere ciò che sono. Di conseguenza, al fine di assicurare che la nostra mente sia impermeabile alla tua ispezione, assumeremo uno sguardo freddo e morto nei nostri occhi per renderli impenetrabili o semplicemente ti rimanderemo col riflesso ciò che senti e ti fuorvia. Quando adottiamo questo sguardo freddo, potrebbe essere progettato per indurre in te un senso di terrore, ma ha uno scopo primario. Questo scopo è quello di creare uno scudo in modo che tu non sia in grado di accertare ciò che stiamo pensando e quindi la nostra mente complottante è al sicuro dall’influenza esterna e può procedere coi suoi piani. Qualora dovessimmo riflettere su ciò che ci mostri, lo facciamo per indurti in errore, ma anche per impedirti nuovamente di avere la possibilità di capire cosa sta succedendo nelle nostre menti oscure. Le nostre menti sono il cuore delle nostre operazioni. Le nostre menti controllano tutto al fine di raggiungere il nostro obiettivo di assicurare il carburante e, in quanto tale, questo prezioso dispositivo non deve essere in alcun modo compromesso da persone come te e dalla tua intromissione.

Dobbiamo assicurarci che le nostre menti siano separate, limitate e protette dai tuoi tentativi di leggerci. Se fossi in grado di farlo, ti porteresti via uno dei nostri vantaggi. Noi sappiamo cosa stai pensando e sappiamo cosa farai dopo, perché tu sei un empatico e non solo mostri apertamente il tuo cuore ma anche la tua mente. I tuoi occhi ci permettono di capire ciò che stai pensando e sentendo. La tua mente potrebbe anche essere trasparente o trasmettere i suoi pensieri su uno schermo piatto affinché tutti possano vederli. Sei facile da capire e studiare, ecco perché ti abbiamo scelto. Un destino simile non deve capitare a noi e questo è il motivo per cui ci assicuriamo per tutto il tempo che le nostre menti siano impermeabili alla tua penetrazione.

H.G. TUDOR

The Cold Dead Stare

📰 PERCHÉ IL NARCISISTA TI VUOLE MORTO

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“Giuro che ti uccido!”

“Sarà meglio che tu lo faccia o sei morta!”

“Spero che tu muoia!”

“Stai per morire.”

Potresti aver facilmente sentito queste minacce e dichiarazioni di intento da parte della mia tipologia. Il brutale Narcisista Inferiore che erompe in una reazione vulcanica d’ira che afferra un coltello da cucina e lo agita in aria contro la propria vittima, il Narcisista Medio autocommiserante che in una scenata di impotenza ed odio esprime il desiderio che tu sia morto oppure le terribili parole dette con il sorriso da rettile del Narcisista Superiore; ogni scuola ha il suo modo personale di emettere queste minacce.

Però, è solo un desiderio o è la volontà di vederti morto? Queste parole vengono dette più per effetto che per la realtà di assassinarti, causando un “incidente” o sperando che qualche atto intervenga a strapparti da queste spoglie mortali?

La posizione generale è che non vogliamo veramente la tua morte in senso fisico. Ci sono eccezioni degne di nota, che affronteremo più avanti, ma è raro che queste eccezioni si manifestino. La realtà è che questi numerosi commentatori credono che vogliamo la tua morte e la verità è, che non è non è così. Questo è un altro mito riguardo la nostra tipologia, che il nostro desiderio ultimo, la nostra espressione finale di vittoria su di te sia ucciderti. È ampiamente sbagliato ed ecco perché: –

1. Un dispositivo morto è un dispositivo inutile. Il tuo scopo è triplice per noi, sia che tu sia una fonte terziaria, secondaria o primaria. Tu esisti per fornirci carburante, doti caratteriali e/o benefici residuali e più importante è il dispositivo nella nostra matrix del carburante, più è facile che tu provveda a tutti e tre e che lo fai in modo straordinario. Di conseguenza, se tu ci fornisci delle cose che vogliamo e di cui abbiamo bisogno non ha senso renderti incapace di farlo. Ma, sento che chiedi, cosa succede se il dispositivo non funziona più nel modo in cui vogliamo? Una domanda legittima.

Primo, quando smetti di funzionare nei termini di fornitura di carburante positivo (non abbastanza/ non abbastanza frequentemente / diventa stantio) noi passiamo alla svalutazione e anche se ti odiamo e ti mettiamo nella lista nera per la tua slealtà nel non adempiere più il tuo specifico ruolo attraverso l’offerta di carburante positivo, ha ancora un ruolo da svolgere. Diventi la fonte di carburante negativo.

Secondariamente, hai ancora un ruolo come fornitura di doti caratteriali e benefici residui. Potresti supportarci finanziariamente, prenderti cura di noi, mandare avanti la casa, occuparti dei figli e altre cose che non solo ci apportano benefici quotidiani ma supportano la nostra facciata che ha somma importanza.

Terzo, sei necessario allo scopo di triangolazione con gli altri nostri dispositivi e mantieni la provvista di carburante mentre cerchiamo il tuo rimpiazzo finale.

Ora tu chiedi, cosa accade quando scegliamo di dis-impegnarci, chiaramente non abbiamo più alcun desiderio di interagire con te, perché allora non ti uccidiamo? Questo ci porta alle altre ragioni per cui scegliamo di non ucciderti.

2. Fermo restando il nostro disprezzo per le regole, la legge e i regolamenti, quelli ad alto funzionamento della nostra categoria sono consci delle interferenze che vengono da quei ficcanaso delle forze dell’ordine se ti uccidessimo. Porta controlli indesiderati e potenzialmente impastoia il nostro diritto di fare ciò che vogliamo e non siamo così stupidi da agire in un modo che ci comprometterà palesemente.

3. Ti trattiamo come se fossi morto senza l’inconveniente di ucciderti. Ti cancelliamo concretamente quando ci concentriamo sul nuovo Partner Fonte Primaria tramite il nuovo periodo d’oro. Quindi, ignorandoti, rimuovendoti dai social, bloccandoti, non rispondendo ai tuoi messaggi e alle chiamate, ti abbiamo “ucciso” e questo ci offre un risultato molto più soddisfacente.

4. Tu vieni “mantenuto in vita” per l’inevitabile recupero. Anche se quando ci siamo dis-impegnati vederti, interagire o fare qualunque cosa con te è l’ultima cosa sulla nostra lista, inconsciamente rimane un vantaggio nel mantenerti in vita in modo da poterti recuperare per il carburante (positivo o negativo) o raggiungere un tale obiettivo riportandoti nella Relazione Ufficiale per acquisire gli altri aspetti degli Obiettivi Primari. Ricorda, che c’è stato un notevole investimento su di te e anche se “ti uccidiamo” mettendoti fuori dalla nostra mente durante il periodo d’oro con la nuova Partner Fonte Primaria, vorremo attingere dal nostro investimento a tempo debito. Quindi, non c’è nessun motivo per ucciderti fisicamente.

5. Ci sono metodi alternativi con cui possiamo effettivamente assassinarti senza potenziali rischi per la libertà. Gli strumenti chiave con cui viene fatto sono i seguenti: –

a. Assassinio di Personalità – (La Paranoia dell’Assassinio di Personalità)

b. Diffamazione – (La Diffamazione Dell’Empatico)

c. Trattamento del Silenzio. (L’Assassino Sorridente) e (17 Salve Di Silenzio)

d. La Svalutazione nel suo insieme.

Quindi anche se non ti uccidiamo fisicamente, abbattiamo la tua persona, la tua reputazione, la tua autostima, il tuo senso di esistere, la tua connessione con noi e continuiamo ad attingere carburante da te, cosa che non potremmo fare se fossi fisicamente morto.

5. La Punizione. Rimanendo vivo possiamo punirti. Questo afferma e mantiene il nostro senso di superiorità, permettendoci di attingere carburante e garantendoci di sentire un senso di successo e castigo contro di te. Implica anche che possiamo continuare a punirti, qualcosa che non potremmo fare se ti avessimo davvero assassinato.

6. Affermando il nostro intento o desiderio di ucciderti, questa semplice forma di minaccia comporta la capacità di ottenere carburante provocando una reazione da parte tua, ma ci permette di istituire la superiorità. È una semplice frase ma porta con sé un grande potere. Questo basso dispendio di energia con il massimo impatto attrae moltissimo la nostra tipologia e quindi ha molto più senso per noi MINACCIARE che UCCIDERE. Sì, in quel momento vogliamo ucciderti o vederti morto perché hai fatto qualcosa che ci ha mortalmente offeso e quindi la nostra reazione nel pronunciare queste parole è totalmente in accordo con il desiderio di uccidere ma non lo faremo realmente (e alla fine non vogliamo nemmeno farlo) perché va contro i nostri bisogni fondamentali.

Quindi per tutte queste ragioni anche se possiamo dire che ti vogliamo morto o che vogliamo ucciderti, la realtà è che non lo facciamo e non lo vogliamo.

Quindi questa è la regola generale, però, come tutte le regole, ci sono delle eccezioni. Quali sono le eccezioni in cui il desiderio di ucciderti viene agito?

1. La perdita di controllo tramite l’innesco della rabbia. Anche se l’innesco della furia può risultare potenzialmente in ogni scuola di narcisisti entrando in una frenesia dove c’è violenza fisica, è il Narcisista Inferiore che è più facile che uccida come conseguenza della perdita di controllo. Questo non significa che tutti gli Inferiori uccidano, ma piuttosto, che di tutte le scuole, quando c’è una pericolosa perdita di controllo per via della rabbia, allora l’Inferiore vuole uccidere, può e lo fa. Il carburante proveniente dall’atto, mentre accoltella, picchia, soffoca o colpisce sarà significativo ma non abbastanza per curare la ferita che ha fatto sì che l’ira si accendesse e la perdita di controllo, implica che l’atto omicida continui fino a che la vittima muore. Con questo il carburante proveniente dalla vittima si blocca. Il narcisista potrebbe ottenere carburante anche dalla reazione di chi assiste ma alla fine questo scoppio di carburante è andato via con la scomparsa della vittima. l’Inferiore omicida potrebbe utilizzare il fatto di aver ucciso per ottenere carburante in futuro ma per ora, ha perso il suo principale dispositivo (se per esempio ha ucciso il Partner Fonte Primaria) e quindi affronterà una crisi di carburante se non ottiene carburante da fonti alternative.

2. Sta andando, sta andando, è andato. Queste sono le circostanze in cui il narcisista riconosce che il principale fornitore di carburante “se ne sta andando” e quindi il carburante sta per essere perso. Non è la situazione in cui il dispositivo sta scappando o sta lasciando- la nostra prospettiva narcisistica secondo cui tu ci appartieni per sempre implica che la tua fuga, abbandono o partenza non sia qualcosa che avverrà perché noi ti controlliamo e ti riportiamo sotto il nostro controllo tramite un Grande Recupero Preventivo o attraverso dei Recuperi Successivi. Quindi se qualcuno sta per scappare, trasferirsi ecc.. questo non è applicabile. La situazione di “Sta andando, sta andando, è andato” si applica quando il dispositivo è a rischio di morte. Ci sono due situazioni chiare in cui si verifica: incidente grave o malattia terminale e suicidio. Per quanto riguarda malattia terminale o incidente, il narcisista sa che la fonte di carburante non starà in giro a lungo e quindi “aiuta” questa persona sulla via e questo affascina particolari narcisisti. Devono anche esserci benefici particolari associati con questo tipo di atto, ossia vendetta per essere stato ferito, punizione per aver inveito contro il controllo del narcisista e cose simili.

Per quanto attiene al suicidio, se il narcisista riconosce che la vittima è molto debole e quindi è vicina a terminare la propria vita e di conseguenza a deprivare (con un atto finale di sfida) il narcisista di carburante ecc., il narcisista incoraggerà queste persone a togliersi la vita e le spingerà oltre il limite. Questo è raro, ma si accorda con il desiderio da parte del narcisista di punire e ottenere vendetta. Questa punizione e vendetta vanno oltre ciò che viene normalmente sperimentato e sarebbero conseguenza di un maggiore smascheramento e/o maggiore ferimento. Quindi se un individuo è nella situazione in cui c’è ideazione suicidiaria, il narcisista ne è consapevole e percepisce che è facile che accada, in accordo con la visione divina di sé e il bisogno di punire vendicandosi farà pressione, blandirà, incoraggerà e manipolerà per spingere la vittima oltre il limite così che lui o lei commettano suicidio.

3. Cattiveria. Un Narcisista Superiore vuole che tu muoia. Non c’è lo scenario “Sta andando, sta andando, è andato” che potrebbe essere sfruttato da ognuna delle scuole di narcisisti. In questo caso il malvagio e calcolatore Superiore ha determinato che la tua morte è richiesta. Ripeto, questo è raro e il Superiore avrà valutato che la perdita di un utile dispositivo è compensata dal bisogno di neutralizzare questa persona. Non ci sarà il pestaggio pieno di rabbia sgraziata del Narcisista Inferiore, o il soffocamento del genitore malato di cancro tramite cuscino del Narcisista Medio. Qui il Superiore ti vede come un problema, un ostacolo che deve essere rimosso. Solitamente sarà così perché il Superiore riconosce che tu hai accesso ad informazioni che causeranno a lui o lei notevoli difficoltà o che tu hai la capacità di creare un problema significativo di smascheramento. Il Superiore non prenderà questa strada alla leggera, piuttosto lui o lei cercheranno di manipolare la situazione in modo alternativo, ma alla fine l’essenza malvagia del Superiore, il loro bisogno di mantenere lo status quo e la loro superiorità implica che talvolta, qualche volta c’è il bisogno di rimuovere una persona completamente. Potrebbe essere fatto tramite un incidente, potrebbe essere discreto, potrebbe coinvolgere un killer professionista, ma alcuni individui, in rare occasioni, verranno rimossi perché sono una minaccia per i piani e il controllo del Narcisista Superiore. La persona potrebbe essere un dispositivo romantico, un dispositivo d’affari o un dispositivo familiare, ma se il Superiore ritiene che la sua rimozione sia necessaria e questo supera i benefici di prolungate punizioni, torture e fornitura di carburante da parte di queste persone, allora verranno neutralizzati.

Quindi, per le circostanze prevalenti non vogliamo la tua morte, non importa quante volte venga minacciata, perché un dispositivo vivo è un dispositivo molto utile. Però, in rare occasioni ci saranno eccezioni.

H.G. TUDOR

Why The Narcissist Wants You Dead

👤 COSA SENTONO I NARCISISTI?

191006A 🌼 What Do Narcissists Feel.jpgViene spesso detto riguardo alla nostra specie che siamo concretamente morti. Questo si riferisce ad un decesso emozionale. Questo decesso emozionale è collegato alla percezione che noi non sentiamo. Questo stato di morte emotiva è anche connesso al concetto che la nostra tipologia si sente vuota, che dentro di noi ci sia un enorme abisso, un deserto ululante dove non c’è nulla. Se siamo emotivamente morti, cosa lo ha causato? Chi o cosa potrebbe essere lo sterminatore? C’è una prospettiva di resurrezione? Non sentiamo nulla? C’è questo pervasivo senso di vuoto dentro di noi?

Io non sono emotivamente morto.

Perché scrivo così? È perché sento le cose. Sento la bruciante severità che fluisce dalla critica verso di me. Mi sento geloso quando le persone stanno ascoltando qualcun altro nel gruppo e non me. Mi sento invidioso quando vedo una macchina superiore alla mia. Sento la frustrazione quando non sto facendo sì che qualcuno faccia come voglio. Mi sento ostile per quelli che si sono rivoltati contro di me e attraverso la loro perfida slealtà hanno cercato di ferirmi. Sento la furia quando rispondo ad una critica. Questi sentimenti sono forti, viscerali, reali. Sento anche il potere. Sento quello slancio familiare, mentre le prime fiammate di potere scintillano di vita, portate in essere dall’applicazione di carburante e poi crescono. La sensazione crescente aumenta e scorre attraverso di me, rinvigorendomi ed edificandomi. Mi fa avanzare, fa sì che mi senta come se stessi scoppiando perché mi permette di splendere, impressionare, esibire. L’intensità di queste sensazioni è sostanziale e non solo per me è necessario sentirmi così, da dipendenza.

E allora per quelle altre emozioni, tristezza, gioia, felicità, paura, preoccupazione, compassione e via dicendo? Sono assenti. Non le sento. Ho visto certe risposte in quelli attorno a me e ho sentito la gente descriverle quindi conosco l’aspetto della felicità e so cosa si prova ad essere te, ma non lo sento. Mi è chiaro che quando ti senti felice, io mi sento potente. Quando avverti gioia, io avverto un grande senso di potere. Di conseguenza, è corretto affermare che riguardo a certe emozioni sono morto, o che questo sia del tutto esatto. Perché qualcosa muoia deve prima aver vissuto. Qualcosa deve esserci stato all’inizio e poi è svanito, è stato annientato o rimosso. Una volta ero felice e poi la capacità di essere felice mi è stata portata via? Chi l’ha rimossa? È stata l’azione di qualcun altro oppure ho deciso di strappare la felicità da me stesso mettendo il potere al suo posto? Ripensandoci, si tratta del caso in cui certi elementi del mio spettro emozionale non sono morti del tutto ma piuttosto ho sperimentato un qualche tipo di paralisi emotiva. Quelle emozioni sono da qualche parte ma sono state interrotte, limitate, silenziate? So dalle mie letture e osservazioni che, per esempio, la compassione sembra che sia appresa da altri. Una volta ho imparato ad essere compassionevole e poi per qualche ragione si è fermata e non mi è stato mai concesso di svilupparla nuovamente? Una volta ero in grado di manifestare la gioia ma poi è stata ostacolata ed interrotta e mi è stata nascosta?

In alternativa, potrebbe essere che per quanto riguarda certe emozioni io non sia nemmeno morto emotivamente o emozionalmente paralizzato. Per entrambi gli esempi ne deve seguire che l’emozione una volta era lì ma è stata rimossa (morte) o bloccata (paralisi). E se l’emozione non fosse mai stata lì fin dall’inizio? E se fossi stato creato senza la capacità di gioire, essere triste e provare compassione? Se fossi stato creato in modo differente? Forse la mia creazione e sviluppo hanno fatto sì che fosse necessario rinunciare a queste emozioni al fine di facilitare un certo modo di essere che mi permette di conseguire e realizzare in modo più efficace senza essere intralciato o ostacolato da tali sentimenti. Non mi preoccupo di chi potrei calpestare, mentre salgo, quindi mi arrampico molto più velocemente e molto più in alto delle altre persone. Potrebbe trattarsi del caso in cui al fine di avere chi eccelle in così tanti campi fosse necessario per noi che venissero negate certe emozioni per garantire che fossimo efficienti? Riconosco che non tutti quelli che sono leader nel loro campo, persone di successo e vincenti siano dei nostri, ma noi siamo sovra-rappresentati. Perfino se qualcuno di essi potesse non essere considerato come uno della nostra tipologia, so che è più facile che possiedano molte delle nostre caratteristiche ed in grado elevato piuttosto che il contrario. Forse era un compromesso necessario così che pionieri, conquistatori e leader sarebbero avanzati ma con un costo personale nei termini di concessione di certe emozioni. Forse fin dall’inizio non ci hanno mai conferito queste emozioni? Attraverso la mia accresciuta consapevolezza con i buoni dottori mi sto formando un punto di vista

Rido? Sono divertito? Ho senso dell’umorismo? Sì, lo faccio e so di avere un eccellente senso dell’umorismo (eccetto quando non fai ciò che voglio o mi critichi). Mi è stato chiesto, cosa sento quando rido? Se sto ridendo insieme ad altri per qualcosa che ho detto, allora sento potere perché sono stato alimentato. Cosa sento se rido mentre sto guardando un comico a teatro o in televisione? Rido perché so che ci si aspetta questo da me in una tale situazione. Rido perché posso capire che ciò che è stato detto era arguto o spassoso, ma non sento alcun potere. Non sento nessuna sensazione edificante nel modo in cui tu me l’hai descritta. Spesso avverto un senso di inquietudine e la protesta della gelosia perché la gente sta ridendo per l’umorismo di qualcun altro e non il mio.

Cosa provo quando vedo uno degli atleti del mio paese che vince l’oro alle Olimpiadi? Sono orgoglioso di loro? So dire le giuste cose per offrire riconoscimento per i loro successi ma ripeto sento un senso di invidia per il fatto di non esserci io sul podio a ricevere gli onori della folla nello stadio. Posso vederti seduto vicino a me che applaudi e sorridi e sono geloso che tu stia applaudendo questa persona in televisione e non me. Posso avvertire la prima puntura nella ferita perché il tuo applauso per loro e non per me suggerisce che loro sono migliori di me e quindi mi stai criticando. Sento il bisogno di raccontarti dei miei successi sportivi così che tu mi elogi e quindi la critica venga acquietata prima che causi troppo danno e prima che la mia collera venga innescata. Viceversa posso permettere alla furia di accendersi e trovare qualche maniera di prendermela con te così reagisci e mi dai la tua attenzione attraverso l’essere ferito o arrabbiato. Ecco perché in così tante occasioni farai qualcosa con noi di piacevole e divertente e poi in un battito di ciglia un litigio sarà uscito dal nulla o emerge l’orgoglio o il vantarsi collegato a ciò che stiamo facendo. Non posso sentirmi felice per quell’atleta. Posso riconoscere il risultato e applicato ciò che ho imparato al fine di mostrare i corretti sentimenti se sono in una situazione dove non sarebbe appropriato scatenare qualche ira bollente, ad esempio incrinerebbe la mia facciata, ma cercherò disperatamente di portare la conversazione o l’attenzione su di me rimarcando di come vinsi l’oro ai campionati nazionali da adolescente o iniziando a parlare dei miei ultimi successi al lavoro.

Cosa provo quando vedo una pubblicità di beneficenza in televisione? Mi commuovono le immagini e la triste colonna sonora di accompagnamento? Sento pietà, solidarietà e compassione? No, non le sento. Non sento nulla. Se ti ascolto fare rumori solidali allora proprio come nell’esempio sopra voglio la tua attenzione su di me, non sull’orfano sullo schermo. Posso commentare riguardo il mio lavoro di beneficenza in modo che mi elogi. Posso passare a sottolineare sarcasticamente di come sia uno spreco di soldi perché molto poco del denaro che viene donato finisce realmente alle persone che ne hanno bisogno, la maggior parte dei soldi viene fagocitata dai costi amministrativi e pubblicitari per provocarti una reazione. Potrei proseguire e colpevolizzare i soggetti delle attività caritatevoli perché colpevoli della propria situazione difficile per provocare una tua reazione emotiva amplificata alle mie ciniche osservazioni.

Io sento. Provo molte emozioni e molte emozioni non le avverto per nulla. Sento anche un senso di vuoto che cerco di riempire attraverso la sensazione di potere. Ho bisogno di riempirmi di questo potere per rimuovere questo senso di vuoto. Questo vacuità mi fa sentire a disagio e inquieto. Mi sento come se stessi scomparendo e ottenendo carburante che mi faccia sentire potente sto affermando di nuovo la mia esistenza. Sono riconosciuto, venerato ed elogiato.

So cosa sento. So anche cosa non sento. Ho una consapevolezza e una comprensione crescente del perché mi sento così. Ho consapevolezza del perché devo agire nel modo in cui lo faccio nei confronti di queste emozioni. Sto valutando e capisco perché mi sento in una maniera differente rispetto a te. Comprendo il mio bisogno di potere e cosa fa per me. Capisco gli effetti di questo potere e le conseguenze del suo generarsi.

Non sono un morto che cammina. Sto camminando verso qualcosa.

H.G. TUDOR

What Do Narcissists Feel?