📑 PERCHÉ IL NARCISISTA DEVE SEMPRE INCASINARTI LA MENTE?

191202E Why Must The Narcissist Always Mess With Your Mind.jpgI silenzi improvvisi. I periodi di assenza di comunicazione quando prima le onde radio scoppiettavano per lo scambio di messaggi di testo inviati e ricevuti. Le ripetute chiamate durante il giorno per parlare di qualcosa e per parlare di nulla, ora svanite e vuote. L’assenza di un saluto mattutino. L’assenza di qualsiasi saluto. Solo assenza. Silenzi freddi e incessanti che si protraggono per ore, per giorni, per settimane. Ciò che c’era una volta è stato bandito. Per cosa tutto questo? Forse vuole solo un po’ di tempo da solo?

L’incapacità di dire mai mi dispiace. La frustrante mancanza di formulare mai delle scuse, è come se quelle parole non possano essere formate, oppure si manifestano ma qualcosa le fa bloccare così non vedono mai la luce del giorno? La negazione della colpa, la deflessione della colpa, il rifiuto deciso e diretto di ogni responsabilità. Tutto quello che vuoi è sentirla dire una volta, dire scusa, sentire quell’ammissione e intuire che dopotutto esiste un’umanità. Per cosa tutto questo? Forse crede che penserò meno a lei se si scusa con me?

Il carosello infinito della colpa e dell’accusa. La giostrina di quella discussione vertiginosa che non giunge mai a compimento. La schiera di “Non l’ho mai detto”, “Tu fai lo stesso”, “Non puoi continuare ad accusarmi” e molto altro ti lascia disorientato e ti fa venire la nausea. Solo una volta, solo una volta, non si può risolvere qualcosa senza questo fare il giro delle sette chiese? Deve essere sempre così? Perché mai niente viene mai messo a tacere? Perché tutto viene sepolto vivo? Per cosa tutto questo? Forse non mi capisce, forse ho bisogno di essere più chiaro su cosa intendo?

Gli impegni disdetti. Il dare buca. Le promesse di incontrarsi e poi non comparire lasciandoti turbato, infastidito e infelice. Aveva promesso. Aveva promesso che non sarebbe successo di nuovo. Il frequente chiamare e tutto ciò che ricevi è la notifica che il cellulare che stai chiamando al momento non è disponibile. Dov’è? Ha dimenticato? Non può averlo fatto, hai parlato con lui solo quattro ore fa per ricordargli l’appuntamento, soprattutto dopo quello che è successo l’ultima volta. Ti manca e non vedevi l’ora di passare la notte insieme dopo un periodo in cui non avete potuto farlo. Sicuramente avrebbe dovuto ricordarlo? I messaggi di caccia “Dove sei?”, “Sei vicino?”, “Ho aspettato venti minuti, dove sei?”, “Cosa sta succedendo, sono preoccupata”. Per cosa tutto questo? Forse ha dovuto lavorare fino a tardi, o è bloccato in metropolitana o è a corto di batteria sul telefono?

Le ripetute variazioni agli appuntamenti. Le lacrime, le urla, le delusioni, il fornire false spiegazioni per cercare di alleviare il turbamento. Sì, ha detto che ti avrebbe portato fuori oggi, deve essere preso da qualcos’altro, perché non fare qualcosa altrimenti? Come può deludere i bambini in questo modo? Il saltar fuori senza accordo e chiedere di vedere i bambini. Costringendoti a calmarlo in un angolo in modo che i bambini non abbiano paura. Lasci perdere sempre di più. Sempre facendo compromessi. Sempre cercando di spiegare il sempre più inspiegabile. Le discussioni sugli appuntamenti, le bugie su ciò che era stato organizzato, la confusione sui dettagli. Per cosa tutto questo? Sta impazzendo? Forse tu stai impazzendo?

Gli insulti e le insinuazioni, le parole cattive, i rigidi atteggiamenti e i commenti selvaggi. Le invettive del malevolo messaggio inviato alle 3 del mattino, il feroce attacco verbale al telefono, la sgridata di persona proprio prima di una serata fuori. Le taglienti osservazioni personali, le parolacce, offendere ed etichettare. Così doloroso, così avvilente, così sconvolgente. Per cosa tutto questo? Forse semplicemente non ti ama più?

Il cambiare continuamente idea. La bistecca la scorsa settimana doveva essere ben cotta e ora deve essere al sangue. Come ci si aspettava che tu sapessi, ma lo sapevi? L’eruzione e il capriccio che sono seguiti hanno dimostrato che tu eri quello da biasimare. Il rosso è buono, ora è cattivo. Niente soda con la vodka, ma ora sta sbattendo le porte e urlando perché non c’è la soda. Siedi lì, no lì, stai zitto, di’ qualcosa, lasciami in pace, non mi parli mai molto in questi giorni, fai così, no non fare così, chi ti ha insegnato a farlo è geniale, chi ti ha insegnato a farlo che sei un principiante, avanti e indietro, tira e molla, giusto poi sbagliato. Per cosa tutto questo? Forse non riesce a ricordare o semplicemente vuole continuare a cambiare per il gusto di farlo? Forse la pressione del lavoro l’ha davvero colpito in questi giorni?

Il discutere per nulla. Il discutere di nulla. Il discutere quando tutto va bene. Perché è arrabbiata tutto il tempo? Niente va mai bene, ma piuttosto che discuterne in modo civile ed essere ragionevoli l’uno con l’altro, ci deve sempre essere uno scontro. Sarebbe in grado di iniziare una discussione in una stanza vuota. Sembra prosperare nell’attirare l’attenzione. Tutti questi giorni, tutte queste occasioni, tutti questi eventi, tutti rovinati dall’epico capriccio che lei lancia. Per cosa tutto questo? Forse ha problemi con la gestione della rabbia?

Il bouquet di fiori all’improvviso. Il profumo costoso. L’improvviso viaggio verso un posto esotico ed eccitante. La delicata poesia scritta con cura su una targa di rame e posta sotto il cuscino. Le improvvise proclamazioni d’amore. La storia d’amore da capogiro. I grandi gesti. Per cosa tutto questo? Deve davvero, davvero amarmi.

Le accuse, le sfide, il dito puntato e il sogghigno. Il chiederti la verità quando stai dicendo la verità. L’inquisizione e gli interrogatori su tutto e niente. Il modo in cui hai risposto al telefono, il modo in cui indossi il vestito, gli amici da cui hai detto che andavi a far visita, l’ora in cui sei tornato a casa. Sempre le domande, le accuse di mentire, tradire e imbrogliare. Questo succede ogni volta che vuoi fare qualcosa e lui non sembra mai rendersi conto di fare lui tutte queste cose. Per cosa tutto questo? Forse è solo possessivo perché si preoccupa così tanto?

Le bugie. Le storie. Le invenzioni Ogni giorno una nuova vanteria così assurda che deve sicuramente sapere che sta raccontando una balla. Le palesi omissioni della verità. Le ripetute proteste secondo cui questa è la verità anche quando sai che sta mentendo di nuovo. Le bugie quando la verità le sarebbe stata più utile. L’incapacità di sapere che sta mentendo. Il fatto che lei sembra davvero credere che le sue bugie sono la sua verità. Per cosa tutto questo? Forse lei è solo una bugiarda nata e una visionaria?

Le sparizioni ogni volta che hai bisogno di aiuto. Le scuse che ha qualcos’altro di più importante quando tu hai bisogno di supporto. L’improvvisa freddezza quando chiami e spieghi che sei stato di nuovo vittima di bullismo al lavoro. Lo sguardo distante e l’alzare gli occhi al cielo mentre cerchi di spiegare perché stai piangendo. L’improvvisa mancanza di disponibilità quando hai bisogno di una mano. Il fatto che devi difenderti anche se sei troppo debole per stare in piedi e ti gira la testa. Il sottrarsi alla responsabilità, il rifiuto di assistenza e prendere le distanze quando sei ferita. Per cosa tutto questo? Forse semplicemente non sopporta la vista del sangue o non sa cosa fare quando qualcuno è malato?

Il flirtare, lo stare fuori fino a tardi, l’ubriachezza, le droghe, il gioco d’azzardo, l’odore del profumo sui suoi vestiti, gli scontrini dei bar di lap-dance, le ore e ore e ore trascorse a guardare il porno online, l’ossessione per i videogiochi, gli improvvisi e misteriosi viaggi lontano. Per cosa tutto questo? Forse ha una personalità dipendente?

Le lacrime, le suppliche, l’accattonaggio, la richiesta di un’altra possibilità, le assicurazioni che non accadrà mai più, le promesse di farsi aiutare , il panico nei suoi occhi e il lamento dalla sua bocca. Il bisogno, le ripetute richieste di fare le cose giuste, le lunghe spiegazioni complicate, il ripetere che dovremmo stare insieme e quanto stiamo bene reciprocamente, le promesse, il futuro, oh le promesse di ciò che il futuro può riservare ad entrambi. Per cosa tutto questo? Forse lui sta male e non dovresti lasciare qualcuno con un tale bisogno?

Forse ha difficoltà ad esprimersi?

Forse non ha mai avuto nessuno in grado di tenergli testa?

Forse ha problemi ad aver fiducia nelle persone?

Forse è solo disorganizzato?

Forse ha difficoltà ad essere un genitore single?

Forse non può evitare di sentirsi così?

Forse è indeciso?

Forse si sente poco apprezzato?

Forse ti ama davvero?

Forse questo è il suo modo di amarti?

Forse lei è solo diversa?

Forse non ti ama più?

Forse non può fare a meno di essere geloso perché ti ama davvero?

Forse lei dice bugie per sentirsi meglio?

Forse si scontra con le responsabilità?

Forse è stanca?

Forse è spaesato?

Forse è oberato di lavoro?

Forse è stressato?

Forse non sai con cosa sei invischiato?

Forse gli crei troppe scuse?

Per cosa tutto questo?

Carburante.

H.G. TUDOR

Why Must The Narcissist Always Mess With Your Mind?

📰 GIOCHI MENTALI-PARTE DUE ⬅

 

191117A Mind Games – Part Two.jpgDopo aver spiegato nei dettagli alcuni dei giochi mentali che mettiamo in atto contro di te, questo porta all’inevitabile domanda: perché lo facciamo? Oserei dire che alcuni di voi saranno tentati di rispondere

“Perché siete tutti stronzi.”

Anche se questo è comprensibile e potenzialmente corretto (se visto dal tuo punto di vista) non ti fornirà alcuna comprensione del funzionamento delle nostre menti e dei nostri comportamenti. Di conseguenza, mi dilungherò in modo esaustivo sul perché usiamo i giochi mentali.

1. Carburante. Un elemento ovvio e giustamente il primo che viene considerato. L’applicazione dei giochi mentali alla dinamica tra te e noi viene usata per scatenarti una reazione emotiva e quindi raccogliere carburante da te. Che tu sia turbata, sconvolta, frustrata, infastidita o arrabbiata in conseguenza dei giochi che si fanno, è tutto carburante che beviamo prontamente.
2. Controllo. Siamo ossessionati dal controllo. Il nostro ambiente deve esserci riconoscente. Dobbiamo controllare tutto ciò che ci circonda al fine di garantire che continueremo ad esistere, a ricevere carburante, a ridurre al minimo e rimuovere i rischi e così via. Sottoponendoti ai giochi mentali, siamo in grado di raggiungere questo bisogno di controllo; dal momento che ne vieni intrappolata, rimani paralizzata dai loro effetti mentre cerchi di capire cosa sta succedendo, piuttosto che riconoscerli per quello che sono e allontanartene.
3. Pianificazione futura. Un risultato comune dopo essersi invischiati con la nostra tipologia è che quando sarai stata scartata o sarai scappata verrai etichettata come Quella Pazza, come effetto della campagna diffamatoria. I giochi mentali ti portano in un tale stato d’animo che diventa abbastanza facile per noi puntare il dito sul tuo comportamento durante la svalutazione, sul tuo comportamento post-scarto / fuga e dimostrare che sei davvero sconvolta. Ci sono pochissime persone che sono davvero in gradi di resistere alla diffusione dei giochi mentali e non essere influenzate in qualche modo da essi e molte persone alla fine del loro legame vengono lasciate con l’apparenza di essere “pazze”.
4. Gestione della facciata. Impegnandoci in giochi in cui siamo controllati, tu vieni vista come istrionica e instabile, mentre noi siamo calmi e piacevoli per tutti tranne che per te, e ciò induce le persone a formarsi un’opinione negativa su di te, questo ci permette di gestire e mantenere la facciata. Abbiamo una schiera di luogotenenti e membri della nostra cerchia dove tutti ci considerano onesti e gentili, il che ti rende la vita ancora più difficile in termini di tentativi di persuadere gli altri su ciò che siamo davvero.
5. Rinforzo di superiorità. Operiamo dalla prospettiva che noi siamo superiori a tutti quelli che ci circondano e specialmente a te. Impegnarci in giochi in cui siamo in grado di tirare la corda, renderti arrabbiata e furiosa ed esercitare il controllo, ci consente di evidenziare che siamo davvero superiori a te.
6. Auto difesa. Molti dei giochi mentali in cui ci impegniamo vengono fatti perché abbiamo bisogno di difenderci dall’essere sfidati o criticati. Quindi quando proiettiamo, neghiamo, deviamo e facciamo a scarica-barile, anche se ci può essere un beneficio collaterale in termini di quanto ciò ti influenza, la ragione principale per cui ci impegnamo in questo comportamento è di proteggerci rifiutando la colpa, impedendo a te di sfidarci e affrontando le critiche.
7. Esaurimento. In qualsiasi situazione, rispondi in modo più efficace quando sei riposata e riesci a pensare in modo chiaro. Lo spiegamento di giochi mentali ti rende esausta, questo ha come conseguenza la tua mancanza di chiarezza, il fatto che hai una resistenza ridotta e una minore forza di volontà. Ciò significa che è molto meno probabile che tu cerchi di sfuggire a ciò che stiamo facendo ed è molto più probabile che accetti di fare ciò che vogliamo.
8. Negazione plausibile. Operando entro le tracce delle parole, dei gesti e delle azioni, siamo spesso in grado di continuare ad essere vaghi e amorfi. Questo ci consente di manipolarvi ulteriormente, ma allo stesso tempo serve ad uno scopo incredibilmente utile, tanto per cominciare a negare che abbiamo messo in atto tali comportamenti, soprattutto con una terza parte. Se ci vengono chieste spiegazioni, ad esempio, da qualcuno che detiene l’autorità, possiamo puntare sull’assenza di prove o rigirare il discorso nella parola di una persona calma e ragionevole contro una Persona Pazza esaurita che farnetica.
9. Impatto. L’impatto dell’abuso emotivo e psicologico è invariabilmente più difficile da gestire per la vittima rispetto all’abuso fisico. Mentre l’abuso fisico è comprensibilmente sgradevole, la natura insidiosa dei giochi mentali implica che la vittima non può comprendere ciò che sta accadendo, non può accertarsi se è stata sottoposta a un gioco mentale (essere colpiti fisicamente è ovvio e inequivocabile) e non può capire perché viene trattata in questa maniera. Senza dubbio avrai sentito lo stato delle vittime,

“Avrei preferito essere aggredita fisicamente piuttosto che essere sottoposta a torture mentali”.

Il fatto che qualcuno scelga la lesione fisica a questo sottolinea quanto sia devastante l’impatto.

10. Mancanza di riconoscibilità. Oltre a una plausibile evidenza vi è il fatto che un livido è un livido e quindi fa sorgere qualche domanda. È molto più difficile determinare l’effetto dei giochi mentali. Sì, qualcuno può presentarsi esausto, ansioso, ipervigilante, terrorizzato e così via, ma per noi c’è sempre la possibilità di suggerire che sia dovuto e / o collegato a qualcos’altro. È più difficile farlo con l’abuso fisico (anche se non impossibile). In effetti, alcune persone non consentono di vedere gli effetti dei giochi mentali, preferendo tenerli nascosti ad altre parti.
11. Erosione. Se soffri per un braccio rotto, puoi ancora essere attivo. Puoi usare l’altro braccio, puoi camminare nei luoghi, parlare, puoi sentire e vedere e così via. I giochi mentali influenzano naturalmente ciò che controlla e governa tutto ciò che fai. Logorandoti la mente, siamo in grado di ridurti a terra, indebolendo la tua resistenza e impedendoti di essere così lucida da permetterti di fuggire da noi.
12. Ammorbidimento. L’applicazione dei giochi mentali attraverso il raggiungimento dell’erosione e dell’esaurimento come descritto sopra significa che in effetti vieni “ammorbidita” per ulteriori manipolazioni da applicare contro di te con il massimo effetto.
13. Vulnerabilità empatica. Come persona che ha tratti empatici, motivo per cui sei stata presa di mira da noi, sei più suscettibile a questo tipo di comportamenti. I giochi mentali funzionano particolarmente bene contro di te come conseguenza delle tue caratteristiche come onestà, dignità, dire la verità, bisogno di capire, voler aiutare e le tue risposte emotive.
14. Sforzo. Alcuni dei giochi mentali finiscono per farti trovare più difficile compiacerci e fare le cose per noi con l’ulteriore vantaggio che deriva naturalmente da questo.
15. Potere. Questo è applicabile al Narcisista Maggiore solo perché l’Inferiore e il Medio Rango non sono consapevoli della reale entità dell’applicazione dei giochi mentali. Il Narcisista Superiore si diletta nell’applicarsi a trattare qualcuno in questo modo, distorcere il loro mondo, farli saltare e muoversi al loro dire così, facendoli versare carburante a fontana senza avere idea di come o perché questo viene fatto loro. Le varie manipolazioni e i relativi risultati portano questo appello all’onnipotenza che il Superiore crede di avere.

H.G. TUDOR

Mind Games – Part Two

📰 GIOCHI MENTALI-PARTE UNO ➡

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Noi amiamo conquistare. Non esiste un off limits per la nostra tipologia. La tua mente non fa eccezione a tale mentalità. L’applicazione ripetuta di giochi mentali e l’impatto che ciò ha avuto sono entrambe conseguenze che vivono a lungo nella memoria di coloro che li hanno vissuti come conseguenza di essersi invischiati con noi. Dichiaro ripetutamente che i giochi verranno sempre messi in atto. Dubito che pochi sarebbero in disaccordo con questa affermazione. Dovresti essere consapevole, tuttavia, che lo sviluppo di giochi mentali, pur essendo sempre un fattore nella relazione narcisistica, non è così deliberato come puoi immaginare all’inizio. Nel caso del Narcisista Inferiore, i giochi mentali sono garantiti. Sono una conseguenza dei suoi comportamenti istintivi, delle sue reazioni e delle metodologie predeterminate. Gli manca la funzione cognitiva per impegnarsi in un tormento mentale intenzionale, ma invece ciò che si rivela come gioco di mente è l’effetto collaterale del modo in cui si comporta. Similmente per il Medio Rango, l’applicazione dei giochi mentali a volte si manifesterà come deliberata, ma per la maggior parte, è simile all’Inferiore e questi giochi mentali si verificano come conseguenza del modo in cui è progettato per pensare e comportarsi. È con il Superiore che si manifesta il vero comportamento distorto non solo perché i giochi mentali sono una conseguenza di ciò che facciamo, ma ci impegniamo anche intenzionalmente in essi perché sappiamo quanto sono efficaci nel raggiungere ciò che vogliamo e anche perché siamo eccellenti a svilupparli.

L’imposizione dello smarrimento su una mente distrutta e sfinita possiede una destrezza tattile che è di gran lunga superiore all’applicazione brutale di un pugno su una guancia. L’evocazione della confusione dall’uso delle sole parole è un punto culminante del repertorio manipolativo del Superiore. Di conseguenza, i giochi mentali che nascono dall’intreccio con un Inferiore o un Medio Rango sorgono a causa dei vari meccanismi di difesa utilizzati da quei tipi di narcisisti. Il Superiore considera il gioco dei giochi mentali una parte essenziale della relazione narcisistica, che è considerata nobile, importante e un segno distintivo del suo sofisticato abuso.

Questi giochi mentali sono vari ed efficaci. Chiunque sia stato dalla parte di chi riceve, testimonierà l’impatto orribile che hanno nel creare dubbi, paura, preoccupazione, ansia, sottomissione e senso di impotenza. Quali sono alcuni di questi giochi mentali?

1. Seconda ipotesi. L’atto di farti dimenticare le tue esigenze perché sei condizionato a pensare prima ai nostri bisogni per evitare qualche terribile ripercussione se non lo fai. Tu applichi la tua mente più e più volte per esaminare la situazione e cercare di valutare come dovresti rispondere, cosa dovresti fare dopo, cosa dovresti organizzare, come dovresti sembrare, come dovresti comportarti per evitare qualche altro abuso.
2. Pre-occupazione. Rendendoci così centrali nella tua esistenza e l’unica cosa che conta, scopri che ti stai sempre facendo domande su di noi. Cosa stiamo facendo in questo momento? Con chi siamo? Che cosa stiamo facendo? Questo non si verifica necessariamente solo nella svalutazione. Mentre i semi della dipendenza vengono seminati durante la seduzione, scopri che la tua mente si concentra sempre più su di noi. Questa è la costruzione delle fondamenta per farti dimenticare i tuoi stessi bisogni e addirittura chi sei così il noi diveniamo il fulcro totale della tua attenzione.
3. Rispecchiamento. Ti convinciamo che ti stai innamorando della persona più meravigliosa e fantastica che tu abbia mai incontrato. Questo si ottiene rispecchiando ciò che vuoi nell’oggetto del tuo attaccamento. Incontrando questo bisogno su così tanti fronti diversi, non puoi fare a meno di innamorarti di ciò che credi che noi siamo.
4. Ossessione. Impegnandoci in modo vago, insipido e amorfo che abbiamo, facciamo in modo che tu inizi a ossessionarti da noi. Ancora una volta l’attenzione si sposta su di noi mentre ti chiedi cosa intendesse con quel commento? Perché è in ritardo? Perché l’ha fatto? Cerchi indizi che non esisteno e cerchi risposte che non ci sono, leggendo troppo in quelli che spesso sono scenari innocui.
5. Gaslighting. L’infame atto di farti dubitare della tua realtà ed è invariabilmente l’effetto cumulativo di molti diversi tipi di giochi mentali. Finisci per dubitare di te stesso e accettare la nostra falsa realtà come vera realtà.
6. Gettata a mare. L’atto di averti fatto pensare che stai per essere scartata. Verranno fatti commenti che suggeriscono che siamo insoddisfatti di te, che siamo stanchi di te e che abbiamo interessi altrove. Nulla viene detto apertamente, non c’è nulla di concreto, ma i segni ci sono che verrai scartato. Non è vero?
7. Gelosia. “Ma è solo un’amica.” “Come posso avere una relazione quando ci incontriamo solo durante il giorno.” “Stai leggendo troppe cose in questo fatto.” L’impressione di qualcuno di cui parliamo molto, trascorriamo del tempo e apparentemente ammiriamo è progettata per provocarti gelosia e minare la tua autostima.
8. Mea Culpa. La complessità e l’assurdità del nostro comportamento significa che tu non sei in grado di capire cosa sta realmente accadendo. Questo ti porta a dover trovare un qualche tipo di risposta per darti un po’ di tranquillità e quindi, dal momento che non hai motivo di interrogarci, decidi che devi essere in colpa e accuserai te stesso. Dopotutto, nessuno si arrabbia per nessuna buona ragione vero? Devi aver fatto qualcosa di sbagliato per provocarci. È colpa tua.
9. Proiezione. Lo spostamento intenzionale dei nostri difetti e comportamenti spiacevoli da noi a voi. L’accusa che assumi lo stesso comportamento che noi stessi assumiamo.
10. Attentato alla personalità. L’attacco immeritato e selvaggio verso di te, criticandoti per un certo numero di cose; come cammini, come parli, il colore dei tuoi capelli, chi sono i tuoi amici; come hai fatto il caffè stamattina. Atteccheremo tutto e il contrario di tutto di te anche se non puoi capire su cosa ci basiamo.
11. Trasferimento di Colpa. Il passo difensivo per garantire che non siamo mai colpevoli o responsabili. Tutto ciò che va storto, qualsiasi comportamento scorretto, qualsiasi contrattempo è tutto dovuto a te. L’hai provocato, tu hai portato a questo, l’hai fatto accadere. Anche se non vedi alcun motivo concreto per l’accusa che ti è stata lanciata, questo non impedirà che ciò accada.
12. Autorevole rifiuto. Noi non neghiamo e basta, neghiamo con tale convinzione, determinazione e autorità che di sicuro solo qualcuno che fa così è la persona che deve avere ragione, giusto?
13. Campagne diffamatorie “gassose”. Si sparla di te, si sussurra di te e si lanciano insulti contro il tuo nome, almeno tu pensi che sia così. Sembra che tu stia ricevendo strani sguardi e senti sghignazzare quando cammini da certe persone, ma non senti mai nulla di concreto o sicuro. Potresti udire male, potresti leggere male, potrebbe essere solo paranoia. Cercare di scoprire se stai subendo diffamazione è come cercare di prendere un gas a mani nude.
14. Trattamenti del silenzio. La base dell’arsenale narcisistico. Perché sta zitto? Perché è sparito? Che cosa hai fatto di sbagliato? Quando mi parlerà di nuovo?
15. Doppi standard. Siamo così piacevoli e meravigliosi per tutti gli altri. La gente parla così bene di noi, eppure quando la porta principale è chiusa diventiamo un mostro con te. È vero? Forse lo stai togliendo dal contesto e esagerando o forse stai facendo qualcosa che lo fa accadere e nessun altro lo fa?
16. Amnesia. Neghiamo di aver mai fatto qualcosa o detto qualcosa anche se sei sicura, beh abbastanza sicura, okay, almeno ragionevolmente sicura, lo abbiamo detto. Funziona in entrambi i modi come quando ti accusiamo di avere una memoria difettosa come quando ti diciamo che ti avevamo informato dalla settimana scorsa che saremmo usciti stasera, perché non ricordi queste cose? Lo stai facendo per infastidirci? Naturalmente.
17. Perdere il senno. Ti etichettiamo come una matta, una pazza, una maniaca che ha bisogno di aiuto. Buon Dio, tutti lo pensano di te e noi siamo santi per aver sopportato questo comportamento per così tanto tempo. Ti diciamo spesso, cerca di farti aiutare, di consultare un medico o un terapista e ti accompagnamo a spiegare loro come perdete le staffe. Stiamo facendo tutto questo per disturbarti ulteriormente, o d’altra parte, potresti semplicemente perdere la testa dopo aver sopportato tutto questo?

H.G. TUDOR

Mind Games – Part One

📑 TUTTO TRANNE LA VERITÀ

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La bugia. Tutti hanno mentito a un certo punto della loro vita. Coloro che sono di natura empatica, tuttavia, fanno un considerevole affidamento sull’onestà e sulla decenza. Il loro senso di amor proprio e autostima è legato al loro investimento nel dire la verità. Il forte senso di colpa, la necessità di fare la cosa giusta e la consapevolezza delle conseguenze del raccontare bugie implica che la maggior parte delle persone empatiche tende a vagare solo nell’arena della cosiddetta “bugia bianca” allo scopo di proteggere e aiutare. Naturalmente una persona empatica ha la capacità di dire bugie, ma è invariabilmente regolata dai suoi tratti empatici quindi questo non si presenta o se lo fa, è davvero raro.

La nostra specie non ha una tale regolamentazione. Dal momento che siamo privi di empatia, rimorso e senso di colpa, non esistono freni a mano che fermino la bugia mentre si forma nella nostra mente o che impediscano che compaia sulle nostre labbra. Non solo sono queste difese che mancano, il modo in cui siamo stati creati significa che mentire ci serve particolarmente bene e quindi ci incoraggia attivamente a dire bugie. Questa combinazione di una mancanza di difese e l’incoraggiamento, persino la necessità di mentire, crea una fertile zona di riproduzione perché le bugie vengano dette.

Le bugie sono i soldati di fanteria del narcisista. Ce ne sono migliaia disponibili. Sono facili da mettere in atto, adattabili a tutti i tipi di situazioni e completamente spendibili. Dirigiamo le nostre bugie contro le nostre vittime, battaglioni di loro che marciano sulle persone per raggiungere i nostri obiettivi e conquistare.

Com’è che la nostra specie mente? Consideriamola nel contesto in cui uno di noi è sospettato di essere infedele e in effetti lo è stato. Il narcisista è arrivato a casa più tardi dopo aver trascorso la serata con una nuova prospettiva di fonte primaria e gli viene chiesto dove è stato dal partner intimo esistente che è una fonte primaria.

1. Commissione. Una bugia a viso scoperto in cui la verità non viene raccontata ma viene invece detto qualcosa di falso. Nell’esempio sopra riportato, viene fornita in risposta la spiegazione di “Ho lavorato fino a tardi in ufficio”. Poiché non abbiamo alcun concetto di colpa, è abbastanza facile per noi dire una menzogna di commissione. Possiamo farlo anche se ci sono prove che dimostrino che ciò che abbiamo appena detto non può essere vero. La capacità di farlo è qualcosa che le nostre vittime trovano difficile conciliare.
2. Omissione. Apparentemente è stata detta la verità ma manca il dettaglio fondamentale che si traduce in una bugia raccontata per omissione. “Sono stato a trovare Leslie.” In effetti, siamo stati a trovare Leslie, solo che non ti abbiamo detto che siamo stati a letto con lei tutta la sera. La bugia dell’omissione ci offre l’opportunità di fare due cose. Prima di tutto, dichiarare che abbiamo effettivamente detto la verità e che stai solo cercando qualche motivo per trovare colpa in noi – c’è anche una dose di proiezione gettata dentro – e in secondo luogo, spostare la colpare affermando, “Avevi chiesto dov’ero stato, e te l’ho detto, non mi avevi chiesto cosa stavo facendo, avresti dovuto essere più precisa se volevi saperlo, quindi non fare delle tue mancanze qualcosa per incolparmi.”
3. Influenza. Una bugia di influenza è laddove cerchiamo di convincerti che una persona come noi non sarebbe capace di ciò che ci stai accusando. Potremmo rispondere nello scenario di cui sopra affermando ‘non vedo l’ora di tornare a casa dall’amore della mia vita, dopotutto sono un uomo felicemente sposato.’ Affermando che è così stiamo cercando di influenzarti a credere che qualcuno come noi è incapace di essere infedeli. È simile a qualcuno a cui viene chiesto se ha rubato al suo datore di lavoro e questo risponde: “Lavoro qui da 20 anni” affermando così attraverso l’influenza che qualcuno così leale non ruberebbe.
4. Silenzio. Quale modo migliore per evitare le accuse e allo stesso tempo somministrare una delle nostre manipolazioni preferite cadendo in silenzio? Non dicendo nulla possiamo accamparci sull’atteggiamento moralistico sostenendo di non aver detto una menzogna di commissione, e nemmeno ti abbiamo detto una menzogna di omissione perché non abbiamo detto nulla.
5. Esagerazione. Come ci si aspetterebbe, questo è spesso usato allo scopo di farci apparire bene, quindi esagereremo la nostra capacità finanziaria, l’importo che possiamo esercitare in panchina, il numero di partite di calcio a cui partecipiamo, le trattative chiuse e così via e così via. Non vediamo nulla di sbagliato con l’abbellimento perché tutto ciò che facciamo è prendere qualcosa che più o meno è vero e perfezionarlo.
6. Proiezione. Questa è una bugia avanzata basata sul silenzio. In tal modo non rispondiamo alla domanda rispondendovi in modo efficace col silenzio, ma invece andiamo oltre accusandoti della stessa cosa che abbiamo fatto noi. Quindi, nell’esempio risponderemmo dicendo a te “Non preoccuparti di chiedermi dove sono stato io, dov’eri tu questo pomeriggio? Ti ho telefonato due volte e non hai mai risposto. Avresti dovuto essere qui a casa. Che cosa hai fatto eh? Stavi in intimità con quel tuo amico di scuola scommetto”.
7. Giustificazione. In questo caso tu ottieni effettivamente che ti sia detta la verità, ma non c’è ammissione della verità da parte nostra, quindi ti stiamo continuando a mentire. Questo spesso include quelle manipolazioni familiari dei Giochi di Pietà e/o di Spostamento di Colpa. Nell’esempio, questo apparirebbe come, ‘Sì, sì, sono stato con Leslie e a letto con lei, e allora? Se mi dessi un po’ di attenzione e non fossi così dannatamente gelida non avrei dovuto andare altrove, giusto, quindi non iniziare a provare a biasimarmi, è colpa tua.” Abbiamo ammesso l’infedeltà come dato di fatto, ma non ci siamo assunti la responsabilità della malefatta e quindi manteniamo una bugia al riguardo.

Perché ci impegniamo a mentire in modo così ampio?

1. Carburante. Cos’altro? Le nostre menzogne vengono dette per impressionare così da ottenere adorazione e ammirazione. Le nostre menzogne vengono dette per far del male in modo che tu diventi ferito, turbato e arrabbiato. Le nostre menzogne vengono dette per frustrare in modo che tu diventi agitato e ansioso. Il racconto di bugie attraverso una delle diverse forme sopra descritte ci permette di provocare una reazione emotiva e quindi possiamo ottenere il carburante di cui abbiamo bisogno. Più mentiamo, più reazioni possiamo provocare, buone o cattive, a volte buone e cattive dalla stessa bugia e di conseguenza otteniamo più carburante.
2. Controllo. Dobbiamo controllare il nostro ambiente e in qualità di vittima dobbiamo controllarti come parte di questo ambiente. Una persona sana non ha bisogno di esercitare un controllo così ampio perché ha sufficiente autostima per non preoccuparsi dell’ambiente circostante o se non ce l’ha, ha sufficiente consapevolezza per rendersi conto che c’è poco da poter fare al riguardo. Questo non vale per noi. Le nostre preoccupazioni di essere smascherati, le nostre preoccupazioni del fatto che gli apparecchi non funzionino come richiediamo di funzionare, si traducono in un’incredibile necessità di controllare l’ambiente e utilizziamo le menzogne come mezzo per ottenerlo. Le bugie ci permettono di guadagnare carburante e quindi ci assicurano che gli apparecchi funzionino, le menzogne ci permettono di apparire migliori di ciò che siamo; in questo modo siamo la persona che riteniamo di essere, le menzogne ci permettono di sfuggire alla responsabilità per ciò che diciamo e facciamo – tutte queste cose e altre equivalgono al controllo sul nostro ambiente.
3. Mantenere un’assenza di colpevolezza. Come detto sopra, raccontando bugie possiamo sfuggire alle conseguenze delle nostre parole e azioni. Il nostro senso del diritto implica che siamo giustificati nel farlo. La nostra incapacità di riconoscere i confini implica che diremo bugie in modo da ottenere l’ammissione da qualche parte senza pagare, quando avremmo dovuto farlo. Racconteremo bugie ovunque per sfuggire a ripercussioni e conseguenze – a te, ai familiari, ai datori di lavoro, ai fornitori di servizi, alle autorità e persino in tribunale. Alcune delle più grandi bugie vengono raccontate davanti all’altare durante i nostri matrimoni. Le bugie sono le chiavi che aprono tutte le porte permettendoci di uscire con facilità e senza conseguenze.
4. Abitudine. Puoi già vedere che ci sono molte bugie diverse che possono essere raccontate, ci sono infinite situazioni in cui possono essere usate e ci sono molte ragioni per le quali le diciamo. Tutto ciò equivale a un effetto aggregato in cui la compulsione di dire bugie è così travolgente che siamo costretti a farlo per abitudine. In realtà ci sembra giusto mentire e dire la verità diventa scomodo, inquietante e alieno, quindi, dal momento che preferiamo sempre il percorso di minor resistenza, sceglieremo di dire la bugia e così ci sentiamo di nuovo a nostro agio.
7. Il credere nella bugia I Narcisisti Inferiore e Medio-Rango in realtà sono deliranti. Loro credono alle bugie che dicono. Sono convinti che ciò che stanno dicendo è vero ed esatto ed è per questo che viene fatto con tale convinzione e regolarità. Questo è difficile da comprendere per coloro che non sono della nostra specie, dal momento che tu credi che dobbiamo essere in grado di vedere e sapere che stiamo mentendo. Non è il caso di quelle due scuole di narcisisti. Il Superiore è in una prospettiva diversa. Noi non crediamo alle nostre bugie. Sappiamo che stiamo mentendo. Non siamo deliranti. Quelli di noi che sono Superiori dicono bugie perché la menzogna è un investimento nella nostra sopravvivenza. Dobbiamo dire bugie perché abbiamo bisogno di carburante, dobbiamo soddisfare il nostro senso di diritto, superare un confine, sfuggire a una conseguenza. La nostra sopravvivenza dipende da questo e quindi la menzogna è un meccanismo necessario. Liberi dal senso di colpa o dal rimorso, possiamo sapere che è una bugia e dirla con facilità.
6. Percezione. Quello che vedi può essere considerato come la verità, ma il nostro bisogno di mantenere il controllo, la superiorità e il sopravvento, così da essere ammirati, adorati, amati e così via significa che non riconosceremo la verità perché non corrisponde a ciò che richiediamo. In effetti diventiamo ciechi a ciò che è la verità, letteralmente non possiamo vederla perché la nostra visione del mondo è stata alterata a tal punto. Questo è istintivo per tutte le scuole del narcisismo. A causa della loro funzione cognitiva inferiore e della loro mancanza di intuizione, i Narcisisti di Inferiore e di Medio-Rango non vedono al di là di questa realtà alterata. Il Superiore può e si rende conto che c’è stata questa alterazione in ciò che vede, ma noi vediamo solo uno svantaggio nell’ammettere la verità, quindi la fabbricazione e le menzogne diventano la priorità.
7. Sfruttamento. Le bugie sono in sé disoneste ma, in particolare, con il Superiore della nostra specie, facciamo uso di bugie perché sfruttano le nostre vittime facendo sì che ci diano ciò che vogliamo, che rispettino le nostre richieste e che ci forniscano quelle cose che riteniamo necessarie per la nostra sopravvivenza. Questo sfruttamento è un gradino sopra e va oltre la solita disonestà che si associa al racconto delle bugie.
8. L’allestimento dei giochi. Di nuovo, questo è di solito la riserva del Superiore della nostra specie, ma il raccontare bugie diventa un gioco per noi. Più bugie sono e meglio è. Se diciamo una bugia e tu la scopri, ne diremo un’altra, anche se possiamo contraddire noi stessi. Non ci preoccupiamo della contraddizione, dopotutto, non siamo responsabili per le conseguenze e ci sono così tante diverse manipolazioni che possono essere usate per deviare, negare e così via, cosa che abbiamo detto solo pochi istanti fa. L’allestimento dei giochi ci intrattiene, fa appello al nostro senso di onnipotenza e si accorda con la nostra funzione cognitiva superiore. Più è elaborata la bugia, maggiore è il senso di realizzazione ottenuto dalla sua costruzione e dai suoi effetti.
9. Confusione. Raccontare bugie confonde coloro che le ascoltano specialmente le persone empatiche che si impegnano a dire la verità, ad essere onesti e a ottenere la verità. Una vittima confusa è quella che rimane nella nostra presa più a lungo.

Le bugie sono una parte essenziale del kit di attrezzi della nostra specie. Le sperimenterai ripetutamente durante il tuo intreccio con la nostra specie ed a tal punto che diventa estenuante cercare di discernere la verità dalla palude di bugie che viene vomitata dalle nostre bocche.

H.G. TUDOR

Everything But The Truth

📑 PERCHÉ IL NARCISISTA È SEMPRE NELLA MIA MENTE?

191015C Why Is The Narcissist Always On My Mind.jpg

“Lui è sempre nella mia mente.”

“Provo come posso ma non riesco proprio a togliermelo dalla testa.”

“Non riesco a smettere di pensare a lui.”

Sono sicuro che questi o simili commenti sono stati fatti da te a un certo punto a proposito del narcisista nella tua vita. Noi abbiamo la capacità formidabile di entrare nella tua testa e restarci per lungo tempo il che nel migliore dei casi ti evoca reazioni agrodolci e nel peggiore dei casi la totale miserabile frustrazione. Ho scritto in precedenza in merito all’onnipresenza, ossia questa abilità che noi abbiamo di assicurarci che tu ci pensi sempre, anche quando sei stata spinta da una parte o se hai cercato di andare in no contact. Questa insidiosa forma di manipolazione è pervasiva e molto difficile da gestire, ma quanto è così efficace?

Come molta della nostra efficacia, questa in realtà arriva da te. Come persona empatica sei molto più suscettibile ai nostri metodi di restare nella tua mente che è soggiogata dal condizionamento. Dato che ti preoccupi degli altri e dimostri interesse ai pensieri, azioni, e al benessere di altre persone, sei stata programmata per prenderti in carico lo stimolo di altre persone in un modo di gran lunga più efficace rispetto ad altri. Prendi la mia tipologia ad esempio. Noi siamo così concentrati su noi stessi e sui nostri bisogni che non siamo programmati per essere particolarmente condizionati da ciò che fanno gli altri. Le nostre menti sono quasi impermeabili alle azioni altrui. È come se queste fossero talmente piene di ciò che facciamo e di ciò che vogliamo che non c’è spazio per nient’altro e nessun altro. Tu al contrario sei come una spugna e assorbi le parole e le azioni degli altri. Unendo la tua suscettibilità con la nostra precisa richiesta o suggerimento attraverso ciò che ti diciamo e quello che facciamo per te, il risultato è una forma devastante di condizionamento che crea potere e ricordi quasi indelebili nella tua mente.

Attraverso il nostro condizionamento visivo della tua mente, tu crei un’immagine mentale vivida e questa verrà rievocata di volta in volta in una visione -caspita- nitidissima. Ogni dettaglio di un particolare episodio sarà rievocato da te e resta radicato profondamente nella tua mente per mezzo di questo condizionamento. Più lo rievochi, più diventa radicato come se tu stessi indossando un solco in un pezzo di legno. Noi facciamo un uso particolare della musica (pensa quanto spesso il tuo narcisista usava certi motivi per corteggiarti e/o creare certi momenti) per ottenere un condizionamento acustico. La nostra voce viene usata in questo modo per una selezione accurata di frasi chiave che entreranno in risonanza con te. Tu ricordi sempre le cose che noi diciamo perché noi le abbiamo codificate nella tua mente. Un simile condizionamento si verifica per quanto riguarda il gusto e gli odori così come il condizionamento tattile. Di conseguenza questo quintetto di sensi viene assalito da tutte queste cose che noi diciamo e facciamo per ottenere questo codificazione. Noi creiamo ricordi potenti di modo che tu non avrai altra scelta che rievocarli e in conseguenza di questo si arriva all’attaccamento emotivo. Tu ricorderai così tanto di ciò che hai fatto con noi rispetto per dire a ciò che hai fatto con la tua famiglia, amici e colleghi. Evocherai più ricordi, con maggiori dettagli e più spesso quando coinvolgono noi a causa di questo condizionamento intenzionale.

Tu puoi pensare che sia stato abbastanza in termini di efficacia di questo metodo per farti attaccare, ma non finisce qui. La maggior parte dei narcisisti sono maschi e perciò ne consegue che la maggioranza delle vittime sono femmine. In termini generali, le donne ricordano gli avvenimenti meglio degli uomini (gli uomini hanno ricordi piuttosto spaziali) e perciò tu sei geneticamente predisposta a ricordare tutte quelle occasioni e date che hai trascorso con lui così dettagliatamente. Le femmine ricordano memorie piacevoli con maggiori dettagli rispetto agli uomini, perciò vi è un maggiore rinforzo del perché
tu rievochi ricordi così forti del periodo d’oro e perché questo ti ferisce così tanto. Al contrario, in termini generali, gli uomini ricordano gli eventi spiacevoli meglio delle donne che tendono a rievocarli in modo ‘sfocato’. Questo è il motivo per cui, nonostante l abuso che hai sofferto, i ricordi del periodo d’oro tendono a trionfare. Non è questo il caso per tutti, lo ammetto, ma generalmente va così. In aggiunta a questo il fatto che i ricordi delle donne conservano più validità con l’avanzamento dell’età rispetto a quelli degli uomini e capisci perché i tuoi ricordi di noi sono così difficili da cancellare. Non solo noi condizioniamo espressamente la tua mente in modo che siamo preparati ad accettare questo più di altre persone, il tuo genere ti rende anche più predisposta a conservare questi ricordi vividi e dettagliati di quando tutto pareva meraviglioso.

Questi ricordi sono profondamente radicati e molto difficili da respingere e da rimuovere, anche con un aiuto professionale. Combinando questa efficacia col fatto che noi ti lasciamo esausta e distrutta, è un poco straordinario che voi non riusciate ad espellerci dalle vostre menti. Tutti sanno quanto è difficile pensare lucidamente quando sei stanca. Un poco straordinario in tal caso che noi siamo sempre apparsi grandi nella tua mente quando ti sei sentita esausta e distrutta dal nostro comportamento.

Questi ricordi del periodo d’oro sono notevolmente potenti e quanto scritto sopra significa che per una come te, ti verranno spesso alla mente e subirai l’emozione che è legata ad essi. È un’arma devastante nel nostro arsenale. Molto indimenticabile eh?

H.G. TUDOR

Why Is The Narcissist Always On My Mind?

📑 PERCHÉ IL NARCISISTA FA TUTTO QUESTO?

191014G Why Does The Narcissist Do All Of This.jpgI silenzi improvvisi. I periodi di assenza di comunicazione quando prima le onde radio scoppiettavano per lo scambio di messaggi di testo inviati e ricevuti. Le ripetute chiamate durante il giorno per parlare di qualcosa e per parlare di nulla, ora svanite e vuote. L’assenza di un saluto mattutino. L’assenza di qualsiasi saluto. Solo assenza. Silenzi freddi e incessanti che si protraggono per ore, per giorni, per settimane. Ciò che c’era una volta è stato bandito. Per cosa tutto questo? Forse vuole solo un po’ di tempo da solo?

L’incapacità di dire mai mi dispiace. La frustrante mancanza di formulare mai delle scuse, è come se quelle parole non possano essere formate, oppure si manifestano ma qualcosa le fa bloccare così non vedono mai la luce del giorno? La negazione della colpa, la deflessione della colpa, il rifiuto deciso e diretto di ogni responsabilità. Tutto quello che vuoi è sentirla dire una volta, dire scusa, sentire quell’ammissione e intuire che dopotutto esiste un’umanità. Per cosa tutto questo? Forse crede che penserò meno a lei se si scusa con me?

Il carosello infinito della colpa e dell’accusa. La giostrina di quella discussione vertiginosa che non giunge mai a compimento. La schiera di “Non l’ho mai detto”, “Tu fai lo stesso”, “Non puoi continuare ad accusarmi” e molto altro ti lascia disorientato e ti fa venire la nausea. Solo una volta, solo una volta, non si può risolvere qualcosa senza questo fare il giro delle sette chiese? Deve essere sempre così? Perché mai niente viene mai messo a tacere? Perché tutto viene sepolto vivo? Per cosa tutto questo? Forse non mi capisce, forse ho bisogno di essere più chiaro su cosa intendo?

Gli impegni disdetti. Il dare buca. Le promesse di incontrarsi e poi non comparire lasciandoti turbato, infastidito e infelice. Aveva promesso. Aveva promesso che non sarebbe successo di nuovo. Il frequente chiamare e tutto ciò che ricevi è la notifica che il cellulare che stai chiamando al momento non è disponibile. Dov’è? Ha dimenticato? Non può averlo fatto, hai parlato con lui solo quattro ore fa per ricordargli l’appuntamento, soprattutto dopo quello che è successo l’ultima volta. Ti manca e non vedevi l’ora di passare la notte insieme dopo un periodo in cui non avete potuto farlo. Sicuramente avrebbe dovuto ricordarlo? I messaggi di caccia “Dove sei?”, “Sei vicino?”, “Ho aspettato venti minuti, dove sei?”, “Cosa sta succedendo, sono preoccupata”. Per cosa tutto questo? Forse ha dovuto lavorare fino a tardi, o è bloccato in metropolitana o è a corto di batteria sul telefono?

Le ripetute variazioni agli appuntamenti. Le lacrime, le urla, le delusioni, il fornire false spiegazioni per cercare di alleviare il turbamento. Sì, ha detto che ti avrebbe portato fuori oggi, deve essere preso da qualcos’altro, perché non fare qualcosa altrimenti? Come può deludere i bambini in questo modo? Il saltar fuori senza accordo e chiedere di vedere i bambini. Costringendoti a calmarlo in un angolo in modo che i bambini non abbiano paura. Lasci perdere sempre di più. Sempre facendo compromessi. Sempre cercando di spiegare il sempre più inspiegabile. Le discussioni sugli appuntamenti, le bugie su ciò che era stato organizzato, la confusione sui dettagli. Per cosa tutto questo? Sta impazzendo? Forse tu stai impazzendo?

Gli insulti e le insinuazioni, le parole cattive, i rigidi atteggiamenti e i commenti selvaggi. Le invettive del malevolo messaggio inviato alle 3 del mattino, il feroce attacco verbale al telefono, la sgridata di persona proprio prima di una serata fuori. Le taglienti osservazioni personali, le parolacce, offendere ed etichettare. Così doloroso, così avvilente, così sconvolgente. Per cosa tutto questo? Forse semplicemente non ti ama più?

Il cambiare continuamente idea. La bistecca la scorsa settimana doveva essere ben cotta e ora deve essere al sangue. Come ci si aspettava che tu sapessi, ma lo sapevi? L’eruzione e il capriccio che sono seguiti hanno dimostrato che tu eri quello da biasimare. Il rosso è buono, ora è cattivo. Niente soda con la vodka, ma ora sta sbattendo le porte e urlando perché non c’è la soda. Siedi lì, no lì, stai zitto, di’ qualcosa, lasciami in pace, non mi parli mai molto in questi giorni, fai così, no non fare così, chi ti ha insegnato a farlo è geniale, chi ti ha insegnato a farlo che sei un principiante, avanti e indietro, tira e molla, giusto poi sbagliato. Per cosa tutto questo? Forse non riesce a ricordare o semplicemente vuole continuare a cambiare per il gusto di farlo? Forse la pressione del lavoro l’ha davvero colpito in questi giorni?

Il discutere per nulla. Il discutere di nulla. Il discutere quando tutto va bene. Perché è arrabbiata tutto il tempo? Niente va mai bene, ma piuttosto che discuterne in modo civile ed essere ragionevoli l’uno con l’altro, ci deve sempre essere uno scontro. Sarebbe in grado di iniziare una discussione in una stanza vuota. Sembra prosperare nell’attirare l’attenzione. Tutti questi giorni, tutte queste occasioni, tutti questi eventi, tutti rovinati dall’epico capriccio che lei lancia. Per cosa tutto questo? Forse ha problemi con la gestione della rabbia?

Il bouquet di fiori all’improvviso. Il profumo costoso. L’improvviso viaggio verso un posto esotico ed eccitante. La delicata poesia scritta con cura su una targa di rame e posta sotto il cuscino. Le improvvise proclamazioni d’amore. La storia d’amore da capogiro. I grandi gesti. Per cosa tutto questo? Deve davvero, davvero amarmi.

Le accuse, le sfide, il dito puntato e il sogghigno. Il chiederti la verità quando stai dicendo la verità. L’inquisizione e gli interrogatori su tutto e niente. Il modo in cui hai risposto al telefono, il modo in cui indossi il vestito, gli amici da cui hai detto che andavi a far visita, l’ora in cui sei tornato a casa. Sempre le domande, le accuse di mentire, tradire e imbrogliare. Questo succede ogni volta che vuoi fare qualcosa e lui non sembra mai rendersi conto di fare lui tutte queste cose. Per cosa tutto questo? Forse è solo possessivo perché si preoccupa così tanto?

Le bugie. Le storie. Le invenzioni Ogni giorno una nuova vanteria così assurda che deve sicuramente sapere che sta raccontando una balla. Le palesi omissioni della verità. Le ripetute proteste secondo cui questa è la verità anche quando sai che sta mentendo di nuovo. Le bugie quando la verità le sarebbe stata più utile. L’incapacità di sapere che sta mentendo. Il fatto che lei sembra davvero credere che le sue bugie sono la sua verità. Per cosa tutto questo? Forse lei è solo una bugiarda nata e una visionaria?

Le sparizioni ogni volta che hai bisogno di aiuto. Le scuse che ha qualcos’altro di più importante quando tu hai bisogno di supporto. L’improvvisa freddezza quando chiami e spieghi che sei stato di nuovo vittima di bullismo al lavoro. Lo sguardo distante e l’alzare gli occhi al cielo mentre cerchi di spiegare perché stai piangendo. L’improvvisa mancanza di disponibilità quando hai bisogno di una mano. Il fatto che devi difenderti anche se sei troppo debole per stare in piedi e ti gira la testa. Il sottrarsi alla responsabilità, il rifiuto di assistenza e prendere le distanze quando sei ferita. Per cosa tutto questo? Forse semplicemente non sopporta la vista del sangue o non sa cosa fare quando qualcuno è malato?

Il flirtare, lo stare fuori fino a tardi, l’ubriachezza, le droghe, il gioco d’azzardo, l’odore del profumo sui suoi vestiti, gli scontrini dei bar di lap-dance, le ore e ore e ore trascorse a guardare il porno online, l’ossessione per i videogiochi, gli improvvisi e misteriosi viaggi lontano. Per cosa tutto questo? Forse ha una personalità dipendente?

Le lacrime, le suppliche, l’accattonaggio, la richiesta di un’altra possibilità, le assicurazioni che non accadrà mai più, le promesse di farsi aiutare , il panico nei suoi occhi e il lamento dalla sua bocca. Il bisogno, le ripetute richieste di fare le cose giuste, le lunghe spiegazioni complicate, il ripetere che dovremmo stare insieme e quanto stiamo bene reciprocamente, le promesse, il futuro, oh le promesse di ciò che il futuro può riservare ad entrambi. Per cosa tutto questo? Forse lui sta male e non dovresti lasciare qualcuno con un tale bisogno?

Forse ha difficoltà ad esprimersi?

Forse non ha mai avuto nessuno in grado di tenergli testa?

Forse ha problemi ad aver fiducia nelle persone?

Forse è solo disorganizzato?

Forse ha difficoltà ad essere un genitore single?

Forse non può evitare di sentirsi così?

Forse è indeciso?

Forse si sente poco apprezzato?

Forse ti ama davvero?

Forse questo è il suo modo di amarti?

Forse lei è solo diversa?

Forse non ti ama più?

Forse non può fare a meno di essere geloso perché ti ama davvero?

Forse lei dice bugie per sentirsi meglio?

Forse si scontra con le responsabilità?

Forse è stanca?

Forse è spaesato?

Forse è oberato di lavoro?

Forse è stressato?

Forse non sai con cosa sei invischiato?

Forse crei troppe scuse per loro?

Per cosa tutto questo?

Controllo e carburante.

H.G. TUDOR

Why Does The Narcissist Do All Of This?

📑 COME E PERCHÉ IL NARCISISTA MENTE

191014C How And Why The Narcissist Lies.jpg

La bugia. Tutti hanno mentito a un certo punto della loro vita. Coloro che sono di natura empatica, tuttavia, fanno un considerevole affidamento sull’onestà e sulla decenza. Il loro senso di amor proprio e autostima è legato al loro investimento nel dire la verità. Il forte senso di colpa, la necessità di fare la cosa giusta e la consapevolezza delle conseguenze del raccontare bugie implica che la maggior parte delle persone empatiche tende a vagare solo nell’arena della cosiddetta “bugia bianca” allo scopo di proteggere e aiutare. Naturalmente una persona empatica ha la capacità di dire bugie, ma è invariabilmente regolata dai suoi tratti empatici quindi questo non si presenta o se lo fa, è davvero raro.

La nostra specie non ha una tale regolamentazione. Dal momento che siamo privi di empatia, rimorso e senso di colpa, non esistono freni a mano che fermino la bugia mentre si forma nella nostra mente o che impediscano che compaia sulle nostre labbra. Non solo sono queste difese che mancano, il modo in cui siamo stati creati significa che mentire ci serve particolarmente bene e quindi ci incoraggia attivamente a dire bugie. Questa combinazione di una mancanza di difese e l’incoraggiamento, persino la necessità di mentire, crea una fertile zona di riproduzione perché le bugie vengano dette.

Le bugie sono i soldati di fanteria del narcisista. Ce ne sono migliaia disponibili. Sono facili da mettere in atto, adattabili a tutti i tipi di situazioni e completamente spendibili. Dirigiamo le nostre bugie contro le nostre vittime, battaglioni di loro che marciano sulle persone per raggiungere i nostri obiettivi e conquistare.

Com’è che la nostra specie mente? Consideriamola nel contesto in cui uno di noi è sospettato di essere infedele e in effetti lo è stato. Il narcisista è arrivato a casa più tardi dopo aver trascorso la serata con una nuova prospettiva di fonte primaria e gli viene chiesto dove è stato dal partner intimo esistente che è una fonte primaria.

1. Commissione. Una bugia a viso scoperto in cui la verità non viene raccontata ma viene invece detto qualcosa di falso. Nell’esempio sopra riportato, viene fornita in risposta la spiegazione di “Ho lavorato fino a tardi in ufficio”. Poiché non abbiamo alcun concetto di colpa, è abbastanza facile per noi dire una menzogna di commissione. Possiamo farlo anche se ci sono prove che dimostrino che ciò che abbiamo appena detto non può essere vero. La capacità di farlo è qualcosa che le nostre vittime trovano difficile conciliare.
2. Omissione. Apparentemente è stata detta la verità ma manca il dettaglio fondamentale che si traduce in una bugia raccontata per omissione. “Sono stato a trovare Leslie.” In effetti, siamo stati a trovare Leslie, solo che non ti abbiamo detto che siamo stati a letto con lei tutta la sera. La bugia dell’omissione ci offre l’opportunità di fare due cose. Prima di tutto, dichiarare che abbiamo effettivamente detto la verità e che stai solo cercando qualche motivo per trovare colpa in noi – c’è anche una dose di proiezione gettata dentro – e in secondo luogo, spostare la colpare affermando, “Avevi chiesto dov’ero stato, e te l’ho detto, non mi avevi chiesto cosa stavo facendo, avresti dovuto essere più precisa se volevi saperlo, quindi non fare delle tue mancanze qualcosa per incolparmi.”
3. Influenza. Una bugia di influenza è laddove cerchiamo di convincerti che una persona come noi non sarebbe capace di ciò che ci stai accusando. Potremmo rispondere nello scenario di cui sopra affermando ‘non vedo l’ora di tornare a casa dall’amore della mia vita, dopotutto sono un uomo felicemente sposato.’ Affermando che è così stiamo cercando di influenzarti a credere che qualcuno come noi è incapace di essere infedeli. È simile a qualcuno a cui viene chiesto se ha rubato al suo datore di lavoro e questo risponde: “Lavoro qui da 20 anni” affermando così attraverso l’influenza che qualcuno così leale non ruberebbe.
4. Silenzio. Quale modo migliore per evitare le accuse e allo stesso tempo somministrare una delle nostre manipolazioni preferite cadendo in silenzio? Non dicendo nulla possiamo accamparci sull’atteggiamento moralistico sostenendo di non aver detto una menzogna di commissione, e nemmeno ti abbiamo detto una menzogna di omissione perché non abbiamo detto nulla.
5. Esagerazione. Come ci si aspetterebbe, questo è spesso usato allo scopo di farci apparire bene, quindi esagereremo la nostra capacità finanziaria, l’importo che possiamo esercitare in panchina, il numero di partite di calcio a cui partecipiamo, le trattative chiuse e così via e così via. Non vediamo nulla di sbagliato con l’abbellimento perché tutto ciò che facciamo è prendere qualcosa che più o meno è vero e perfezionarlo.
6. Proiezione. Questa è una bugia avanzata basata sul silenzio. In tal modo non rispondiamo alla domanda rispondendovi in modo efficace col silenzio, ma invece andiamo oltre accusandoti della stessa cosa che abbiamo fatto noi. Quindi, nell’esempio risponderemmo dicendo a te “Non preoccuparti di chiedermi dove sono stato io, dov’eri tu questo pomeriggio? Ti ho telefonato due volte e non hai mai risposto. Avresti dovuto essere qui a casa. Che cosa hai fatto eh? Stavi in intimità con quel tuo amico di scuola scommetto”.
7. Giustificazione. In questo caso tu ottieni effettivamente che ti sia detta la verità, ma non c’è ammissione della verità da parte nostra, quindi ti stiamo continuando a mentire. Questo spesso include quelle manipolazioni familiari dei Giochi di Pietà e/o di Spostamento di Colpa. Nell’esempio, questo apparirebbe come, ‘Sì, sì, sono stato con Leslie e a letto con lei, e allora? Se mi dessi un po’ di attenzione e non fossi così dannatamente gelida non avrei dovuto andare altrove, giusto, quindi non iniziare a provare a biasimarmi, è colpa tua.” Abbiamo ammesso l’infedeltà come dato di fatto, ma non ci siamo assunti la responsabilità della malefatta e quindi manteniamo una bugia al riguardo.

Perché ci impegniamo a mentire in modo così ampio?

1. Carburante. Cos’altro? Le nostre menzogne vengono dette per impressionare così da ottenere adorazione e ammirazione. Le nostre menzogne vengono dette per far del male in modo che tu diventi ferito, turbato e arrabbiato. Le nostre menzogne vengono dette per frustrare in modo che tu diventi agitato e ansioso. Il racconto di bugie attraverso una delle diverse forme sopra descritte ci permette di provocare una reazione emotiva e quindi possiamo ottenere il carburante di cui abbiamo bisogno. Più mentiamo, più reazioni possiamo provocare, buone o cattive, a volte buone e cattive dalla stessa bugia e di conseguenza otteniamo più carburante.
2. Controllo. Dobbiamo controllare il nostro ambiente e in qualità di vittima dobbiamo controllarti come parte di questo ambiente. Una persona sana non ha bisogno di esercitare un controllo così ampio perché ha sufficiente autostima per non preoccuparsi dell’ambiente circostante o se non ce l’ha, ha sufficiente consapevolezza per rendersi conto che c’è poco da poter fare al riguardo. Questo non vale per noi. Le nostre preoccupazioni di essere smascherati, le nostre preoccupazioni del fatto che gli apparecchi non funzionino come richiediamo di funzionare, si traducono in un’incredibile necessità di controllare l’ambiente e utilizziamo le menzogne come mezzo per ottenerlo. Le bugie ci permettono di guadagnare carburante e quindi ci assicurano che gli apparecchi funzionino, le menzogne ci permettono di apparire migliori di ciò che siamo; in questo modo siamo la persona che riteniamo di essere, le menzogne ci permettono di sfuggire alla responsabilità per ciò che diciamo e facciamo – tutte queste cose e altre equivalgono al controllo sul nostro ambiente.
3. Mantenere un’assenza di colpevolezza. Come detto sopra, raccontando bugie possiamo sfuggire alle conseguenze delle nostre parole e azioni. Il nostro senso del diritto implica che siamo giustificati nel farlo. La nostra incapacità di riconoscere i confini implica che diremo bugie in modo da ottenere l’ammissione da qualche parte senza pagare, quando avremmo dovuto farlo. Racconteremo bugie ovunque per sfuggire a ripercussioni e conseguenze – a te, ai familiari, ai datori di lavoro, ai fornitori di servizi, alle autorità e persino in tribunale. Alcune delle più grandi bugie vengono raccontate davanti all’altare durante i nostri matrimoni. Le bugie sono le chiavi che aprono tutte le porte permettendoci di uscire con facilità e senza conseguenze.
4. Abitudine. Puoi già vedere che ci sono molte bugie diverse che possono essere raccontate, ci sono infinite situazioni in cui possono essere usate e ci sono molte ragioni per le quali le diciamo. Tutto ciò equivale a un effetto aggregato in cui la compulsione di dire bugie è così travolgente che siamo costretti a farlo per abitudine. In realtà ci sembra giusto mentire e dire la verità diventa scomodo, inquietante e alieno, quindi, dal momento che preferiamo sempre il percorso di minor resistenza, sceglieremo di dire la bugia e così ci sentiamo di nuovo a nostro agio.
7. Il credere nella bugia I Narcisisti Inferiore e Medio-Rango in realtà sono deliranti. Loro credono alle bugie che dicono. Sono convinti che ciò che stanno dicendo è vero ed esatto ed è per questo che viene fatto con tale convinzione e regolarità. Questo è difficile da comprendere per coloro che non sono della nostra specie, dal momento che tu credi che dobbiamo essere in grado di vedere e sapere che stiamo mentendo. Non è il caso di quelle due scuole di narcisisti. Il Superiore è in una prospettiva diversa. Noi non crediamo alle nostre bugie. Sappiamo che stiamo mentendo. Non siamo deliranti. Quelli di noi che sono Superiori dicono bugie perché la menzogna è un investimento nella nostra sopravvivenza. Dobbiamo dire bugie perché abbiamo bisogno di carburante, dobbiamo soddisfare il nostro senso di diritto, superare un confine, sfuggire a una conseguenza. La nostra sopravvivenza dipende da questo e quindi la menzogna è un meccanismo necessario. Liberi dal senso di colpa o dal rimorso, possiamo sapere che è una bugia e dirla con facilità.
6. Percezione. Quello che vedi può essere considerato come la verità, ma il nostro bisogno di mantenere il controllo, la superiorità e il sopravvento, così da essere ammirati, adorati, amati e così via significa che non riconosceremo la verità perché non corrisponde a ciò che richiediamo. In effetti diventiamo ciechi a ciò che è la verità, letteralmente non possiamo vederla perché la nostra visione del mondo è stata alterata a tal punto. Questo è istintivo per tutte le scuole del narcisismo. A causa della loro funzione cognitiva inferiore e della loro mancanza di intuizione, i Narcisisti di Inferiore e di Medio-Rango non vedono al di là di questa realtà alterata. Il Superiore può e si rende conto che c’è stata questa alterazione in ciò che vede, ma noi vediamo solo uno svantaggio nell’ammettere la verità, quindi la fabbricazione e le menzogne diventano la priorità.
7. Sfruttamento. Le bugie sono in sé disoneste ma, in particolare, con il Superiore della nostra specie, facciamo uso di bugie perché sfruttano le nostre vittime facendo sì che ci diano ciò che vogliamo, che rispettino le nostre richieste e che ci forniscano quelle cose che riteniamo necessarie per la nostra sopravvivenza. Questo sfruttamento è un gradino sopra e va oltre la solita disonestà che si associa al racconto delle bugie.
8. L’allestimento dei giochi. Di nuovo, questo è di solito la riserva del Superiore della nostra specie, ma il raccontare bugie diventa un gioco per noi. Più bugie sono e meglio è. Se diciamo una bugia e tu la scopri, ne diremo un’altra, anche se possiamo contraddire noi stessi. Non ci preoccupiamo della contraddizione, dopotutto, non siamo responsabili per le conseguenze e ci sono così tante diverse manipolazioni che possono essere usate per deviare, negare e così via, cosa che abbiamo detto solo pochi istanti fa. L’allestimento dei giochi ci intrattiene, fa appello al nostro senso di onnipotenza e si accorda con la nostra funzione cognitiva superiore. Più è elaborata la bugia, maggiore è il senso di realizzazione ottenuto dalla sua costruzione e dai suoi effetti.
9. Confusione. Raccontare bugie confonde coloro che le ascoltano specialmente le persone empatiche che si impegnano a dire la verità, ad essere onesti e a ottenere la verità. Una vittima confusa è quella che rimane nella nostra presa più a lungo.

Le bugie sono una parte essenziale del kit di attrezzi della nostra specie. Le sperimenterai ripetutamente durante il tuo intreccio con la nostra specie ed a tal punto che diventa estenuante cercare di discernere la verità dalla palude di bugie che viene vomitata dalle nostre bocche.

H.G. TUDOR

How And Why The Narcissist Lies

📑 PERCHÉ IL NARCISISTA È SEMPRE NELLA MIA TESTA?

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“Lui è sempre nella mia mente.”

“Provo come posso ma non riesco proprio a togliermelo dalla testa.”

“Non riesco a smettere di pensare a lui.”

Sono sicuro che questi o simili commenti sono stati fatti da te a un certo punto a proposito del narcisista nella tua vita. Noi abbiamo la capacità formidabile di entrare nella tua testa e restarci per lungo tempo il che nel migliore dei casi ti evoca reazioni agrodolci e nel peggiore dei casi la totale miserabile frustrazione. Ho scritto in precedenza in merito all’onnipresenza, ossia questa abilità che noi abbiamo di assicurarci che tu ci pensi sempre, anche quando sei stata spinta da una parte o se hai cercato di andare in no contact. Questa insidiosa forma di manipolazione è pervasiva e molto difficile da gestire, ma quanto è così efficace?

Come molta della nostra efficacia, questa in realtà arriva da te. Come persona empatica sei molto più suscettibile ai nostri metodi di restare nella tua mente che è soggiogata dal condizionamento. Dato che ti preoccupi degli altri e dimostri interesse ai pensieri, azioni, e al benessere di altre persone, sei stata programmata per prenderti in carico lo stimolo di altre persone in un modo di gran lunga più efficace rispetto ad altri. Prendi la mia tipologia ad esempio. Noi siamo così concentrati su noi stessi e sui nostri bisogni che non siamo programmati per essere particolarmente condizionati da ciò che fanno gli altri. Le nostre menti sono quasi impermeabili alle azioni altrui. È come se queste fossero talmente piene di ciò che facciamo e di ciò che vogliamo che non c’è spazio per nient’altro e nessun altro. Tu al contrario sei come una spugna e assorbi le parole e le azioni degli altri. Unendo la tua suscettibilità con la nostra precisa richiesta o suggerimento attraverso ciò che ti diciamo e quello che facciamo per te, il risultato è una forma devastante di condizionamento che crea potere e ricordi quasi indelebili nella tua mente.

Attraverso il nostro condizionamento visivo della tua mente, tu crei un’immagine mentale vivida e questa verrà rievocata di volta in volta in una visione -caspita- nitidissima. Ogni dettaglio di un particolare episodio sarà rievocato da te e resta radicato profondamente nella tua mente per mezzo di questo condizionamento. Più lo rievochi, più diventa radicato come se tu stessi indossando un solco in un pezzo di legno. Noi facciamo un uso particolare della musica (pensa quanto spesso il tuo narcisista usava certi motivi per corteggiarti e/o creare certi momenti) per ottenere un condizionamento acustico. La nostra voce viene usata in questo modo per una selezione accurata di frasi chiave che entreranno in risonanza con te. Tu ricordi sempre le cose che noi diciamo perché noi le abbiamo codificate nella tua mente. Un simile condizionamento si verifica per quanto riguarda il gusto e gli odori così come il condizionamento tattile. Di conseguenza questo quintetto di sensi viene assalito da tutte queste cose che noi diciamo e facciamo per ottenere questo codificazione. Noi creiamo ricordi potenti di modo che tu non avrai altra scelta che rievocarli e in conseguenza di questo si arriva all’attaccamento emotivo. Tu ricorderai così tanto di ciò che hai fatto con noi rispetto per dire a ciò che hai fatto con la tua famiglia, amici e colleghi. Evocherai più ricordi, con maggiori dettagli e più spesso quando coinvolgono noi a causa di questo condizionamento intenzionale.

Tu puoi pensare che sia stato abbastanza in termini di efficacia di questo metodo per farti attaccare, ma non finisce qui. La maggior parte dei narcisisti sono maschi e perciò ne consegue che la maggioranza delle vittime sono femmine. In termini generali, le donne ricordano gli avvenimenti meglio degli uomini (gli uomini hanno ricordi piuttosto spaziali) e perciò tu sei geneticamente predisposta a ricordare tutte quelle occasioni e date che hai trascorso con lui così dettagliatamente. Le femmine ricordano memorie piacevoli con maggiori dettagli rispetto agli uomini, perciò vi è un maggiore rinforzo del perché
tu rievochi ricordi così forti del periodo d’oro e perché questo ti ferisce così tanto. Al contrario, in termini generali, gli uomini ricordano gli eventi spiacevoli meglio delle donne che tendono a rievocarli in modo ‘sfocato’. Questo è il motivo per cui, nonostante l abuso che hai sofferto, i ricordi del periodo d’oro tendono a trionfare. Non è questo il caso per tutti, lo ammetto, ma generalmente va così. In aggiunta a questo il fatto che i ricordi delle donne conservano più validità con l’avanzamento dell’età rispetto a quelli degli uomini e capisci perché i tuoi ricordi di noi sono così difficili da cancellare. Non solo noi condizioniamo espressamente la tua mente in modo che siamo preparati ad accettare questo più di altre persone, il tuo genere ti rende anche più predisposta a conservare questi ricordi vividi e dettagliati di quando tutto pareva meraviglioso.

Questi ricordi sono profondamente radicati e molto difficili da respingere e da rimuovere, anche con un aiuto professionale. Combinando questa efficacia col fatto che noi ti lasciamo esausta e distrutta, è un poco straordinario che voi non riusciate ad espellerci dalle vostre menti. Tutti sanno quanto è difficile pensare lucidamente quando sei stanca. Un poco straordinario in tal caso che noi siamo sempre apparsi grandi nella tua mente quando ti sei sentita esausta e distrutta dal nostro comportamento.

Questi ricordi del periodo d’oro sono notevolmente potenti e quanto scritto sopra significa che per una come te, ti verranno spesso alla mente e subirai l’emozione che è legata ad essi. È un’arma devastante nel nostro arsenale. Molto indimenticabile eh?

H.G. TUDOR

Why Is The Narcissist Always In My Head?

👤 OGNI VITTIMA MENTE

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Devo adottare come prospettiva di base che ogni mia vittima stia mentendo. Non c’è speranza che io faccia diversamente. Tu muovi un’accusa verso di me e io so che stai mentendo perché quel che stai dicendo non ha alcun senso per me. Ti ho dato un perfetto amore da favola e tu lo hai accettato. Sei entrata volontariamente in un’unione con me e con essa hai ricevuto la mia generosità e il mio favore. Non ti sei fatta scrupoli e non hai esitato. Al contrario, hai abbracciato tutto ciò che di meraviglioso ti ho dato. Che siano stati i doni costosi, le eloquenti espressioni del mio amore o la gamma apparentemente senza fine di occasioni incantevoli a cui partecipare, tu hai preso tutto.
Hai una minima idea di quanta energia ho dovuto canalizzare per fare tutto questo per te? I messaggi ripetuti, le “apparizioni a sorpresa” che in realtà erano accuratamente costruite e organizzate, le molteplici telefonate che ti facevo in momenti diversi? Tutto questo ha comportato considerevole energia da parte mia. Eppure ora, che sono stanco e ho perso le staffe tu mi accusi di non tenerci. Come potrei non tenerci? Non sono forse qui con te? Hai dimenticato tutto quello che ho fatto per te? Mi sembra proprio di sì. Cosa era quel voto che hai pronunciato con tutto quell’entusiasmo, nel bene e nel male? Tu hai avuto il bene (infatti hai ricevuto il meglio) e ora è tempo per un po’ di male, ma non riuscirai a tollerarlo, non è vero? No, è chiaro che hai mentito. Hai mentito quando ci siamo sposati perché ora stai rinnegando quel voto. Come pensi mi faccia sentire? È forse una sorpresa che io sia arrabbiato con te se tu mi accusi di cose senza che ne abbia motivo?

Tu mi accusi di non ascoltare. Questa è un’altra bugia. Cosa dovrei ascoltare? Tu tiri in ballo sempre le stesse vecchie accuse infondate. A volte non posso nemmeno capire quello che stai dicendo perché sei così isterica. Come diavolo posso riuscire a sentirti se ti comporti così? È a dir poco assurdo. Tu esplodi e mi critichi con i tuoi amici e la famiglia. Affascinante. Mi stai denigrando ai loro occhi ed è proprio fuori luogo. Sì, io posso farlo riguardo te ma nel mio caso ho delle giustificazioni. Hai anche detto che avresti rinunciato a tutti gli altri, eppure quante volte ti ho presa a flirtare con altri uomini sul tuo posto di lavoro? E riguardo a quelle foto di te e le tue amiche con quegli uomini che hai incontrato in un bar e che avevi postato su Facebook. Tu pensi che non le abbia viste non è vero? Sì, tengo un occhio di riguardo verso ciò che postano i tuoi amici dato che non c’è da fidarsi, ti portano sulla cattiva strada quando tu avevi promesso che non lo avresti fatto. C’è forse da chiedersi perché mi senta obbligato a passare tempo con altre persone quando tu mi tratti così?

Tu hai accettato tutta la meraviglia che ti ho dato e ora quando è tempo di ridare indietro e aggiungere un po’ di equilibrio alla formula, tu cerchi di scappare alle tue responsabilità accusandomi in tutti i modi di misfatti e comportamenti cattivi. La tua ipocrisia non mi va giù. Conosco il tuo gioco, ti vedo. Tu cerchi di spostare l’attenzione dalle tue malefatte dicendo bugie su di me. Ah! Ti ho capito signorinella, da sempre e tu non sei intelligente come me. Tu fraintendi deliberatamente ciò che dico. Tu insinui e sottintendi mentre io mi sono spiegato chiaramente. Non finirò battuto dalle tue menzogne, no non lo sarò. Rimarrò lì forte e ti assicuro che rifletterò indietro tutte le bugie che hai detto. Devo farlo per evitare il tuo desiderio di infrangere e distruggere il mio delicato sé nei tuoi modi perfidi. Non avrei mai pensato che tu potessi essere così cattiva.

H.G. TUDOR

Every Victim is Lying

🆕️ UNO SGUARDO NELLA MENTE DEL NARCISISTA SUPERIORE – RIFLESSIONI

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Una volta ero impegnato in una discussione con il dottor E. È stato qualche anno fa, ma mi accingo a condividerlo con voi in quanto ciò vi fornirà alcune informazioni sulla mia mente, la mente del Narcisista Superiore. Risponderà anche a varie domande che potresti avere e che potranno essere applicate, con adattamenti adeguati, alle menti del Medio- Rango e con ulteriori adattamenti, alle menti dei Narcisisti Inferiori.

Come parte della discussione con il dr. E, eravamo capitati sul tema del rilassamento e del riposo.

“Quando diresti che ti rilassi?” Mi chiese mentre si aggiustava gli occhiali.

“Non lo faccio.”

“Non ti rilassi”. Il dottor E disse questo più come una dichiarazione che come una domanda.

“Giusto. Come posso rilassarmi quando c’è così tanto da fare, così tanto che deve essermi fatto e possiedo una mente come la mia?”

“Dimmi, com’è la tua mente?” Chiese.

“Come pensi che sia?” Risposi. Mi piace sempre provare a portare il Dr E a imporre il suo punto di vista per tenere testa nella fase iniziale. In quel modo io sono in una posizione migliore per manipolare la conversazione.

“Se lo sapessi non ci sarebbe bisogno di tutte queste sessioni dal momento che cerco di capire la tua mente,” rispose lui.

“Ma pensavo che tu mi avessi detto di sapere tutto sulla mia specie e me?” risposi io.

“So della condizione che si suppone sia applicabile al modo in cui ti comporti, ma sarebbe arrogante da parte mia presumere di conoscere il modo in cui funzina la tua mente. Questo fa parte del lavoro che io devo fare con te, conoscere la tua mente e permettere anche a te di conoscere la tua mente.”

“Oh, la mia mente, dottore, non turbare i tuoi pensieri con quello,” sorrisi.

“Mi fa piacere sentirlo. Allora me ne parli?”

“Bene, da dove inizio? È formidabile, magnifica ed efficace.”

“Beh, torniamo a ciò che è stato detto nella prima parte di questa conversazione, va bene? Mi hai spiegato che la tua mente non ti permette di rilassarti.”

“In realtà ho detto ‘come posso rilassarmi quando ho una mente come la mia’”.

“Certo, per favore, spiegamelo in modo più dettagliato.”

“La mia mente è come un motore. È come un supercomputer. Dal momento in cui l’accendo fino al momento in cui la disinserisco quando vado a dormire, ronzio, formulazione e calcolo.”

“Quindi impegni la tua mente, l’accendi?”, Ha chiesto il dott. E.

“Assolutamente. Si spara nella vita appena mi sveglio e da quel momento in poi di continuo lavora, trama, progetta e manipola. Assorbe informazioni, rievoca informazioni, ricerca opportunità, elabora, confronta, esamina, valuta, ricorda, dichiara guerra e difende”.

“Capisco. Hai detto che la disinserisci quando vai a dormire. Dimmi di più.”

“È semplicissimo. Appoggio la testa sul cuscino e decido che è ora che si spenga. È come staccare la spina. Appena l’ho fatto, la mia mente si svuota e sono subito addormentato.”

“Non stai sveglio a ripensare a cosa è successo durante il giorno o cosa hai fatto o cosa potrebbe essere necessario fare il giorno dopo?”, chiese il dott. E.

“No. Ho già fatto tutto questo. Non ha molto senso contemplare ciò che è già successo. Non può essere cambiato nè modificato. Ha già raggiunto il suo scopo. Non c’è nulla da guadagnare nel ritornarci sopra.”

“Ma non ti piace sederti a ripensare ai tuoi ricordi?”

“A volte, ma lo faccio solo quando so che posso usarli in qualche modo. Per esempio, riesumerò i ricordi per raccontare una storia a qualcuno allo scopo di spiegare qualcosa. Potrei riprendere certi ricordi ai fini della valutazione, allo scopo di usarli per affrontare qualcosa nel presente. Devono sempre avere un uso, uno scopo, un senso. In quelle situazioni hanno uno scopo per me. Altrimenti un ricordo è solo una cosa passata e inutile.”

Il dottor E rimase in silenzio mentre scarabocchiava nel suo taccuino nero e rosso.

“Scegli intenzionalmente questi ricordi?” Chiese. Io annuii. Sapevo cosa sarebbe successo dopo. Ero preparato.

“E scegli quei ricordi perché hanno uno scopo per te?”

“Sì.”

“Non ti piace ripensare agli eventi e ricordare?”

“No. È una perdita di tempo. È andare a rivedere qualcosa che è successo. Questo si è già sperimentato e ciò che ne è derivato ne è già stato derivato. È inutile continuare a tornare su qualcosa quando si sa già di cosa si tratta.”

Il dottor E continuò a scrivere.

“Alcuni ricordi affiorano senza che tu li scelga?” Chiese. Io annuii di nuovo.

“Cosa ne pensi di quei ricordi?” Insistette.

“Non ci penso.”

“Non ci pensi? Non li accetti? “Chiese.

“Non ci penso.”

“E se sono persistenti, alcuni pensieri lo sono. Appaiono in modo intrusivo e rimangono. Succede con alcuni dei tuoi pensieri, forse con i ricordi? Come gestisci quei ricordi indesiderati, in particolare quelli persistenti?”

“Allo stesso modo in cui affronto le tue domande indesiderate e persistenti, rinnego la loro esistenza. Vai avanti.”

Il dottor E alzò gli occhi e incontrò il mio sguardo. La sua bocca si aprì leggermente mentre un’altra domanda si formava sulle sue labbra. Fortunatamente per lui interpretò correttamente lo sguardo nei miei occhi e la domanda trovò la morte così rapidamente come era nata e lui distolse lo sguardo.

Vi fu una pausa mentre scriveva qualcosa.

Il bastardo si era deliberatamente fermato per far sì che qualcosa riempisse il vuoto che aveva creato. Io devo sempre colmare il vuoto. Noi tutti lo facciamo. In quell’istante la gelida scena di quella giornata gelida esplose nella mia mente.

“Sei un fottuto bastardo” pensai mentre continuavo a guardare il dottor E che stava continuando a scrivere. Lo ha fatto apposta. Chi pensava di essere, a cercare di giocare con il Maestro dei Giochi? Coglione impertinente. Sentii la frase pungente innalzarsi dentro di me, bruciante e acida, e io ero pronto a lasciare che uscisse a fontana e schizzasse contro di lui, ma mi fermai. No, non qui. Non adesso. Troppo presto. La prenderà un’altra persona invece, porterà il peso degli insensati tentativi del dottor E di migliorarmi. La prima persona che incontrerò all’uscita da questo luogo riceverà ciò che il Dr E dovrebbe ricevere.

La furia crescente aveva almeno distrutto l’immagine. Era andato. Ero al sicuro.

Il dottor E tornò di nuovo in vita.

“Cosa mi dici del fatto di sentirti preoccupato per ciò che potrebbe essere necessario fare o provare rimpianto per qualcosa che è successo? Queste sono le tipiche cose che possono impedire a una persona di addormentarsi dal momento che la sua mente si concentra e analizza queste cose.”

“No. È inutile e una perdita di tempo. Non mi preoccupo per le cose. Vado avanti e le controllo. Non ho nulla da rimpiangere. Ogni decisione che ho preso era quella giusta in quel momento”, spiego.

“Ma cosa succede se non è quella giusta col senno di poi?”

“Non guardo indietro a ciò che ho fatto e non do alcun giudizio in merito. Non serve a niente.”

“Capisco. Quindi la tua mente è priva di qualsiasi cosa quando vai a dormire?”

“Esatto. La macchina è stata spenta perciò vado subito a dormire e dormo sempre bene.”

“Sogni?”, Ha chiesto il dott. E.

“Potresti essere più specifico? Sogno o faccio sogni quando dormo?”

“Parlami di entrambe le cose”, suggerì il dott. E.

“Io non sogno io faccio. Sognare è per il romantico e per i fantasisti, io creo e faccio”.

“Molto bene e che dire dei sogni quando dormi?”

“Non ne faccio mai.”

“Potresti farli ma non riesci a ricordarli?” Suggerì il dott. E.

Scrollai le spalle.

“Non sogno mai.”

“Va bene. Quindi tra veglia e sonno la tua mente corre sempre giusto? Dimmi, che cosa la fa correre?”

“Carburante. Da dove arriverà il mio carburante, chi lo fornirà, quanto, come posso ottenerne di più, ce ne sarà abbastanza, chi altro ho bisogno che mi fornisca carburante, quale sarà il modo migliore per ottenere carburante da questa persona o situazione, a chi posso fare affidamento per una fornitura quasi costante di carburante, perché il carburante è calato, perché questo carburante si è fermato, perché non posso ottenere il carburante, come posso aumentare il carburante?”

“Pensi a qualcos’altro? Ad esempio, come la visione di alcune colline potrebbe essere bella o come non vedi l’ora di andare a una partita di calcio con un amico?”, Ha chiesto il dott. E.

“Penserò a quanto è bella la visione di dirlo a qualcuno più tardi per renderlo gelosi perché io l’ho vista e lui no così reagisce e mi fornisce carburante. Attendo con impazienza la partita di calcio per trascorrere del tempo con qualcuno che mi fornirà carburante e che mi consentirà di studiare come si comporta a questa partita in modo da poter raccogliere più carburante”.

“Quindi la tua mente è concentrata sul carburante tutto il tempo?” Chiese il dottor E.

“Sì.”

“Lo trovi stressante?”

“A volte, ma una volta che raccolgo il carburante, mi sento potente e questo dissipa la mia sfinitezza.”

“E se non riesci a ottenere il carburante, suppongo che la sfinitezza diventi maggiore?” Suggerì il dottore.

“Non può mai esserci un periodo in cui non posso ottenere carburante. Ecco perché la mia mente lavora così duramente e corre sempre”.

Il dottor E annuì e prese più appunti che poteva. Io pensavo a come il mio ultimo messaggio a Kim l’avrebbe sconvolta e sentii un’ondata di potere mentre cominciavo a considerare a dove portare Samantha questa sera per sfoggiarla in un luogo adeguatamente impressionante e poi ricordai che avevo bisogno di inviare quaalche altra e-mail per continuare la mia campagna contro Andrea e ci sarebbe stata un’opportunità domani al lavoro per mettermi in mostra con la presentazione che stavo facendo e sapevo che avevo necessità di fare un paio di telefonate spiacevoli a un collega per tenerla sulle spine e a bocca aperta per il mio potere.

“Sì, corre sempre”, aggiunsi mentre il dott. E continuava con la sua scrittura.

“Corre e vince quella gara,” conclusi e sentii la familiare agitazione poiché era ora di lasciare il suo studio e continuare con la gara.

H.G. TUDOR

A Glimpse Into The Greater Narcissist’s Mind – Reflections