👥 LA MATRIARCA NARCISISTA NE SA DI PIÙ

191202F 🌼 The Matriarch Narcissist Knows Best

“Ti voglio bene”

“Ho sentito che questo è un buon modo per ottenere una reazione da parte tua perché questo è ciò che vuoi sempre sentire.”

 

“Non combinerai mai niente”

“Non finché sto interferendo in ogni aspetto della tua vita, controllandoti e rendendo la tua infanzia e la tua vita adulta una lunga lotta.”

 

“Ho solo pensato di chiamarti e vedere come stai.”

“Non mi dai abbastanza carburante. Sei una figlia/figlio ingrato e rimpiango il giorno in cui ti ho partorito.”

 

“La prossima settimana è il mio compleanno e mi chiedevo se avessi pianificato qualcosa.”

“Mi aspetto qualcosa di sfarzoso e spettacolare così posso stare al centro dell’attenzione. Se non hai pianificato un evento simile sei crudele e insensibile, proprio come ho sempre pensato.”

 

“Sono orgogliosa di te.”

“Per una volta hai fatto qualcosa che approvo e ora mi prenderò tutto il credito per questo.”

 

“Eri una vera sfida quando eri più piccolo.”

“Pensavo avresti resistito alla mia manipolazione dal cuore di ghiaccio, ma ti ho distrutto alla fine.”

 

“Hai sentito credo della triste notizia della morte di tuo Zio Paul ?”

“Un morto! Un funerale! Che palco meraviglioso per dominare e succhiare carburante da tutti i parenti.”

 

“Sto solo cercando di aiutarti, lo sai?”

“Sto cercando di controllarti, smetti di resistermi.”

 

“Ti ho dato così tanto. Tutto ciò che voglio è un po’ di gratitudine.”

“Penso di averti dato tanto. Ho bisogno di un po’ di carburante.”

 

“Era solo una battuta. Ti prendi troppo sul serio.”

“Non era uno scherzo. Accidenti a te che hai visto oltre. Devo fare marcia indietro velocemente così non devo rendere conto.”

 

“Sei stato un incidente.”

“Mettiti a piangere e fammi sentire potente.”

 

“Tuo padre ed io abbiamo discusso su questo perché riteniamo…”

“Ho deciso…”

 

“Tuo padre è d’accordo con me quindi non ha senso correre da lui.”

“Tuo padre sa bene che non deve contraddirmi.”

 

“Riponevo così tante speranze su di te.”

“Non stai facendo ciò che voglio.”

 

“Non è mai successo”

“È successo ma non ti è concesso di rinfacciarmelo.”

 

“Non avremmo mai pensato che lasciassi questa casa.”

“Non avresti dovuto uscire dal mio controllo.”

 

“Non ti vediamo quasi mai ultimamente.”

“Dovresti garantirmi più carburante e più spesso.”

 

“Non eri così da piccolo.”

“Allora era molto più facile controllarti.”

 

“Non ti voglio bene.”

“Non ti voglio bene. Non l’ho mai fatto.”

 

H.G. TUDOR

The Matriarch Narcissist Knows Best

👤 MADRE-NARCI

190828C 🌼 MatriNarc

Sia il Dr E. che la Dottoressa O mi chiedono ripetutamente di parlare della mia infanzia. Non mi piace parlarne. Ho detto loro che non mi piace parlarne e che la ragione è che non ricordo molto a riguardo e quindi mi sento a disagio nel parlare di qualcosa su cui non ho controllo. È per tutti così, no? Se stai facendo una presentazione ma hai solo metà del materiale, ti senti imbarazzato, non è forse così? Se qualcuno ti fa una domanda ma tu non hai tutte le informazioni in mano, ti senti a disagio. Ho spiegato che la mia risposta era questa e che era perfettamente comprensibile. Non ho detto loro la vera ragione dietro il mio essere recalcitrante. Neanche per sogno.

Sfortunatamente, la Dottoressa O ha messo il coltello in mezzo ai denti in una delle sessioni e ha deciso che avrebbe parlato con me della mia famiglia.

“Chi ti ha rubato la ciambella questa settimana? Tuo fratello o tua sorella?” Ho sparato indietro per deviare il discorso. Lei mi ha ignorato e ha insistito.

“C’è qualcuno della tua famiglia di cui vorresti discutere con me?” ha chiesto

“No.”

“Perché?”

Da dove inizio? Perché dovrei voler parlare di persone con cui perdo pochissimo tempo (tranne mio fratello)? Perché questa gente dà per scontato che io abbia qualche desiderio imperativo di discutere di un gruppo di persone con cui sono imparentato ma con cui non ho niente in comune? Cos’è questa ossessione?

Sono rimasto in silenzio.

“Ok, ora scegliamo un membro della famiglia e tu mi dici tre cose che ti piacciono e tre cose che non ti piacciono a riguardo. Solo un modo per iniziare a parlare, ok?” ha suggerito.

Sono rimasto in silenzio.

“Cosa dici riguardo a tua madre?” mi ha chiesto guardandomi con aspettativa.

Mi sono alzato e ho lasciato la stanza. Non gioco a questo gioco con la Dottoressa O. Non se ne parla.

H.G. TUDOR

Matrinarc

👥 LA MADRE NE SA DI PIÙ

191005E 🌼 Mother Knows Best.jpg

“Ti voglio bene”

“Ho sentito che questo è un buon modo per ottenere una reazione da parte tua perché questo è ciò che vuoi sempre sentire.”

 

“Non combinerai mai niente”

“Non finché sto interferendo in ogni aspetto della tua vita, controllandoti e rendendo la tua infanzia e la tua vita adulta una lunga lotta.”

 

“Ho solo pensato di chiamarti e vedere come stai.”

“Non mi dai abbastanza carburante. Sei una figlia/figlio ingrato e rimpiango il giorno in cui ti ho partorito.”

 

“La prossima settimana è il mio compleanno e mi chiedevo se avessi pianificato qualcosa.”

“Mi aspetto qualcosa di sfarzoso e spettacolare così posso stare al centro dell’attenzione. Se non hai pianificato un evento simile sei crudele e insensibile, proprio come ho sempre pensato.”

 

“Sono orgogliosa di te.”

“Per una volta hai fatto qualcosa che approvo e ora mi prenderò tutto il credito per questo.”

 

“Eri una vera sfida quando eri più piccolo.”

“Pensavo avresti resistito alla mia manipolazione dal cuore di ghiaccio, ma ti ho distrutto alla fine.”

 

“Hai sentito credo della triste notizia della morte di tuo Zio Paul ?”

“Un morto! Un funerale! Che palco meraviglioso per dominare e succhiare carburante da tutti i parenti.”

 

“Sto solo cercando di aiutarti, lo sai?”

“Sto cercando di controllarti, smetti di resistermi.”

 

“Ti ho dato così tanto. Tutto ciò che voglio è un po’ di gratitudine.”

“Penso di averti dato tanto. Ho bisogno di un po’ di carburante.”

 

“Era solo una battuta. Ti prendi troppo sul serio.”

“Non era uno scherzo. Accidenti a te che hai visto oltre. Devo fare marcia indietro velocemente così non devo rendere conto.”

 

“Sei stato un incidente.”

“Mettiti a piangere e fammi sentire potente.”

 

“Tuo padre ed io abbiamo discusso su questo perché riteniamo…”

“Ho deciso…”

 

“Tuo padre è d’accordo con me quindi non ha senso correre da lui.”

“Tuo padre sa bene che non deve contraddirmi.”

 

“Riponevo così tante speranze su di te.”

“Non stai facendo ciò che voglio.”

 

“Non è mai successo”

“È successo ma non ti è concesso di rinfacciarmelo.”

 

“Non avremmo mai pensato che lasciassi questa casa.”

“Non avresti dovuto uscire dal mio controllo.”

 

“Non ti vediamo quasi mai ultimamente.”

“Dovresti garantirmi più carburante e più spesso.”

 

“Non eri così da piccolo.”

“Allora era molto più facile controllarti.”

 

“Non ti voglio bene.”

“Non ti voglio bene. Non l’ho mai fatto.”

 

H.G. TUDOR

Mother Knows Best

👤 UNA LETTERA DI MADRE NARCI

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Vi ricordate il dottor M? L’abito elegante che indossa un medico con il cavallo presto consumato? Certo che lo ricordate. Bene, come rammenterete, la prima consultazione si era conclusa con una vittoria clamorosa mentre io lo tenevo a bada con il mio trattamento del silenzio. Io, lealmente, ero fuggito dalla sua stanza di consulenza ed ero uscito sulla fredda strada fuori. Due giorni dopo questa batosta del Dr. M ricevetti una lettera. Sapevo da subito di chi fosse. Lei usa sempre le buste Manila di misura 5 in pacchi da 100. La qualità e il peso della busta era qualcosa per cui era molto esigente. Spesso sbuffava di fronte ad una lettera che fosse bianca e inferiore al peso che preferiva. Riconobbi chiaramente  la sua immacolata scrittura a mano. Sapevo cosa conteneva la lettera allegata ma comunque l’ho letta

“Caro HG

Peccare di silenzio quando si dovrebbe protestare fa degli uomini dei codardi

Parla o ne pagherai le conseguenze.

con affetto

Mamma”

Stracciai la lettera. La sua ipocrisia ancora una volta era evidente. Mi stava castigando per essere rimasto in silenzio con il Dr M quando per tutta la sua vita (o almeno per molto di quello che posso ricordare) lei ha usato il silenzio. Silenzio per trasmettere la sua rabbia verso chiunque non le avesse dato ciò che voleva. Silenzio perché la gente sapesse di essere in errore. Silenzio per ferire. Silenzio per controllare. Silenzio per costringere. La Grande Sacerdotessa del Silenzio mi stava ammonendo per non aver detto nulla. Avrebbe dovuto elogiarmi ma dovevo aspettarmelo. Ho osservato profondamente il suo portamento. Maniere impeccabili, educazione, puntualità e standard elevati. Le scarpe devono essere nere per gli uomini, non c’è posto per il marrone in città. Un nodo Windsor nella mia cravatta (ho dovuto imparare a farmelo da solo a dieci anni. Ricordo che stavo in soggiorno con lacrime di frustrazione che mi colavano sul viso mentre venivo sgridato per averlo sbagliato ancora una volta). Mai indossare camicie bianche a meno che sia un funerale o che tu sia un pilota di linea. Oh oppure un poliziotto. A cena ricorda di chiedere “Conosce l’Arcivescovo di Norwich?” e “Il tuo passaporto è in regola?” . Ho assorbito ed obbedito a tutte le sue lezioni e la maggior parte di esse le ho imparate tramite il suo uso del silenzio. Ho fatto esattamente ciò che dovevo quando avevo a che fare con qualcuno che cercava di sminuirmi. Quel Dr M cercava di irritarmi e affermare la propria superiorità nella stanza. Si è sciolto presto quando ha avuto a che fare con il muro di ghiaccio dei Tudor. Ho fatto precisamente la cosa giusta ma eccoci qui era la cosa sbagliata secondo la Duchessa del Disprezzo. Non ho preso bene le minacce contenute nella lettera ma non posso ignorarle. E lei lo sapeva. Certo che lo sapeva. Ha sparato fuori una delle sue citazioni cannone al fine di guadagnare superiorità morale. Come al solito è avara nella scrittura.

“Mai nessuna lettera deve durare più di una pagina, altrimenti sei stucchevole.”

Posso sentirla mentre lo dice. Intendiamoci, aveva ragione riguardo a questo e aveva ragione sulla maggior parte delle cose, sono come lei in questo senso, lo concedo. Ciò nonostante non ho dato il benvenuto a questo diktat e ho gettato i pezzi di carta sul pavimento prima di andarmene infuriato da casa mia. Mi sentivo ferito da questa lettera. Lei riesce sempre a ferirmi facilmente con le sue lettere. Ogni volta che voleva darmi una raddrizzata mi mandava una lettera. Era come una bolla papale e mi faceva sempre sentire paralizzato. Ogni volta che ricevevo una di queste lettere potevo avvertire la critica rovente lacerarmi dentro e avevo bisogno di spegnerla. Avevo bisogno di trovare un balsamo per la mia afflizione. Era meglio non affrontarla. Avrebbe solo peggiorato le cose. Chiunque altro avrebbe pagato per alleggerire le mie sofferenze e lo hanno fatto.

Ho dato una strigliata alla ragazza della reception in ufficio perché non aveva i capelli legati e ho trovato altre tre futili ragioni per darle una lavata di testa. Presto era ridotta in lacrime. Ho rigettato un rapporto di un collega giovane dicendogli di tornare quando avrà imparato a scrivere in modo coerente. Ho detto alla mia segretaria che il suo imminente weekend lungo è cancellato perché c’è troppo lavoro da fare. Ho rimosso un altro collega dalla guida del team nominando una dei suoi pari al suo posto. Dal sorriso di lei pieno di gratitudine e dallo sguardo riconoscente sapevo che avevo un credito da usare tra le sue gambe e l’avrei fatto prontamente entro la fine della giornata. Ho fatto qualche scritta disgustosa su un capo del dipartimento in uno dei cubicoli del bagno dei ragazzi. Ho detto alla mia segretaria di chiamare il ristorante dove di solito vado a divertirmi e sono rimasto fermo ad ascoltarla dato che era stata istruita a dire loro che il loro Carbonaro dell’Alaska era sotto gli standard e per questa ragione il mio conto spese sarebbe stato usato da un loro competitor. Il manager del ristorante ha chiamato quattro volte per scusarsi e ha mandato una bottiglia di champagne per provare a riconquistare il mio appoggio. Ho chiamato mia sorella e le ho detto quanto inutile sia e che non avrebbe dovuto chiamarmi mai più. Ho cancellato una riunione e ho passato due ore bombardando di messaggi tre potenziali fonti di carburante, assicurandomi che i contenuti diventassero progressivamente sporcaccioni. Ho telefonato a quella che era la mia fidanzata e le ho spiegato che in serata dovevo portare a cena qualcun altro e le ho sbattuto il telefono in faccia. Sono stato un tornado di cattiveria per tutto il resto della giornata fino a che alle sei di sera ho realizzato che l’orribile fuoco dentro di me era cessato e mi sono sentito purificato. Mi sono seduto alla mia scrivania e ho messo le mani sulla faccia sollevato di aver superato la debolezza che minacciava di abbattermi a causa di quel singolo foglio di carta con il minimo delle parole incise su di esso.

Ho aperto uno dei cassetti della mia scrivania e ho scelto un unico spesso foglio di carta color crema. L’ho messo dritto davanti a me e prendendo la mia penna stilografica ho iniziato a scrivere.

“Madre cara,

La parola Listen (ascoltare) contiene le stesse lettere della parola Silent (silenzio). Il Dr. M ascolterà.

Tuo

HG”

Ho fatto scivolare la lettera nella busta e ho sorriso. Sarà orgogliosa di me questa volta, dico bene?

H.G. TUDOR

A Missive From MatriNarc