👤 PUTTANA

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Dimmi, come ci si sente ad essere così puttana? Come ti fa sentire? Sei orgogliosa di te stessa? Sei contenta di ciò che sei diventata? I tuoi genitori sono orgogliosi di ciò che la loro figlia o figlio ha fatto con la loro vita, diventare questa cosa che si prostituisce così regolarmente e senza alcun senso di vergogna? Se solo lo sapessero eh? Se solo conoscessero i retroscena, vai per ottenere quello che vuoi. Dev’essere un’esistenza superficiale, non credi? A sapere che a nessuno piaci veramente, che tutto l’amore, l’affetto, l’amicizia, la gentilezza e la gratitudine devono essere comprati e pagati. Che vita vuota deve essere? So che sei molto brava in questo. Io te lo darò. Sei una professionista quando si tratta di svolgere questo ruolo. Devo ammettere che a volte lo guardo con uno strano tipo di, beh, suppongo che sia rispetto vero? Sì, rispetto per il modo in cui svolgi il tuo ruolo. Tu sai cosa dire non è vero? Quelle parole ti vengono facilmente, ma dev’essere così perché le hai usate abbastanza spesso su altre persone. Sei un criminale seriale se viene detta la verità ed è per questo che l’epiteto di puttana è così appropriato. Sai cosa dire solo per ottenere ciò che vuoi. Sai quando dirlo, cosa dire e come dirlo, proprio come una prostituta che mette in mostra la sua merce in una vetrata di Amsterdam. Hai elaborato il tuo lato migliore, il tuo atteggiamento più accattivante e li hai fatti accorrere ogni volta. Sono impressionato da questo; Devo dirlo. Lo fai sembrare così reale. Mi hai fregato, non c’erano dubbi. Hai usato la tua esperienza e sei competente nell’intensificare la sensazione, quindi è meglio di qualunque altra cosa. Probabilmente è meglio della realtà. So che stai solo facendo il tuo lavoro ma sono prudente con te, sarei uno stupido se non lo fossi, però ci sono un sacco di individui là fuori che ci cadranno in continuazione. Non uscirai fuori dal business, niente affatto. Avrai un flusso costante di persone disposte a versarsi zucchero nelle orecchie, a sentire quelle parole smielate che escono da quelle labbra così invitanti. E le promesse, oh le promesse. Così difficile resistere, così allettante, così eccitante. Alla fine reclamano la tua attenzione. Lo trovo strano in un certo senso perché ti stai vendendo ma in realtà non devi venderti, vero? Vengono da te. Si affollano a frotte, attratti dal tuo richiamo di sirena e tu accetti sempre. Dai sempre loro esattamente quello che vogliono. L’hai fatto con me. Sapevi quello che volevo e me lo hai fornito, in abbondanza. È stato sensazionale e mi hai preso all’amo così io non lo volevo da nessun altro. È davvero potente.

Ad ogni modo vorrei sapere come ci si sentiva. Come ci si sente a vivere in questo modo? Come ci si sente a sapere che è tutto uno spettacolo, una performance e non è reale? Com’è essere così superficiale? Ti importa almeno? Forse no, dopotutto stai ottenendo quello che vuoi, vero? Bene, in effetti entrambi siamo così, entrambi dovremmo essere contenti di questo, ma perché io non lo sono? Perché mi sento usato? Pensavo di essere quello che aveva il controllo, pensavo di essere quello che prendeva le decisioni eppure mi sembra sempre di lasciare il controllo a te. Pensavo di essere stato io a suonare la melodia e che tu danzassi a quella, allora non funziona sempre così vero? Vorrei poter capire perché era così. Mi fai sentire come te a volte, o per lo meno mi fai sentire come immagino ti senta tu, squallida, usata, sporca, una sgualdrina.

Suppongo che non dovrei essere sorpreso. Questo è tutto ciò che sai non è vero? È così che ti sei dovuta adattare, è così che devi assicurarti di sopravvivere facendo in modo che le persone facciano ciò che vuoi, per farti apprezzare, per farti adorare e amare da loro. Mi chiedo, per quanto tempo continuerai così? È così che andrà sempre? È questo che sei costretta a fare per il resto della tua vita, cercare una soluzione tra i capricci della tua esistenza facendo sempre ciò che l’altra persona vuole. Hai bisogno di compiacere, vero? È così che sopravvivi. Esisti solo attraverso il consenso e i desideri degli altri. Puoi pensare di esercitare il potere, puoi pensare che il piacere, il compiacere a tutti i costi, la gioia, l’estasi e la felicità facciano parte del tuo dono, ma tu sei obbligata a fornire quelle cose perché se non lo fai non sei niente. Tu non sei niente. Niente senza di me. Niente di niente. Ti ho resa quello che sei, hai bisogno di me anche se tu mi dirai che io ho bisogno di te. Forse abbiamo bisogno l’uno dell’altra? Non mi piace pensare che sia così perché devo essere io quello che prende le decisioni, che muove i fili e che ottiene quello che vuole. Io comando e tu esegui. È così che dev’essere, no?

Quindi, continua a fare ciò che sai fare meglio. Continua a immaginare che le persone ti amino davvero, che le persone ti apprezzino davvero e che vogliano stare con te perché sei così meravigliosa e deliziosa. Sono le tue prestazioni che vogliono e faresti meglio a non dimenticarlo. Farai meglio a ricordare che sei legata ai loro desideri. Tu balli alla melodia e la persona che paga il suonatore suona la melodia. Ma tutti pagano, no? Il pagamento è tutto ciò che conta e tu ti assicuri sempre di essere pagata. Non vieni mai imbrogliata, presa con la forza o a sconto. Non farai nulla senza avere il tuo pagamento e ti assicurerai di ottenere il prezzo pieno per i tuoi favori, vero? Niente gratis. Tutti pagano. Niente perché vuoi farlo o senti che dovresti. È tutto dietro pagamento. È tutto ciò che vuoi, il pagamento per te stessa.

Puttana.

Ti odio.

H.G. TUDOR

Whore

👤 TIRATA: FURIA ACCESA INNESCATA

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Hai fatto cosa? Non posso crederci. Ma che diavolo ti è preso per fare una cosa del genere? Sei pazza? Sei una donna totalmente squilibrata? Santo Dio non posso credere a ciò che mi hai appena detto. Quante volte ci siamo già passati? Innumerevoli. Dannazione, te l’ho detto appena ieri, no? Non posso credere che tu possa essere così stupida da fare una cosa simile, è incomprensibile. Sai che inizio a pensare che tu lo faccia di proposito? È inutile che scuoti la testa e mi guardi così, pensi che mi senta dispiaciuto per te se mi fai quegli occhioni? È così? Ho detto È COSÌ? Sì, puoi benissimo scuotere la testa di nuovo, è il massimo che qualcuno con la tua stupidità possa fare. Ti giuro sto vivendo con una Epsilon semi deficiente, sei sempre stata così fottutamente stupida? Mi sa di sì. Era una cosa così semplice da fare, chiara, un bambino potrebbe farla, ma no non tu, tu dovevi essere intelligente e dovevi andare regalmente a mandare tutto a puttane. Tu totale deficiente. Hai rovinato tutto adesso; Lo capisci non è vero? Voglio dire totalmente rovinato e che te ne pare di questo fantastico inizio eh? Sì, sono sarcastico, immagino di doverlo spiegare a qualcuno dal cervello andato come te. Cielo, per quale motivo mi hanno accollato te. Non osare proferire parola mentre sto parlando, hai fatto già abbastanza danni così, chiuderai quella fottuta bocca e mi ascolterai mentre metto in chiaro le cose. Ti ho sottolineato per così tante maledette volte cosa dovresti fare e tu me l’hai garantito, sei rimasta seduta qui ad assicurarmi che sapevi cosa stessi facendo. Era una bugia. TI HO DETTO DI CHIUDERE LA BOCCA E NON INTERROMPERMI! Giurerei che tu voglia essere picchiata, non è così? Questo è ciò che stai cercando di fare. Oh lo so che sei a posto, pensi di essere così dannatamente intelligente ma ti ho capita. So cos’hai in mente. Giusto, provocarmi, fare la cosa sbagliata, farmi arrabbiare e frustrarmi e poi vuoi che esploda e mi bruci. Beh non funziona con me. Non sono uno stupido. Non sono te, lo sai. So cosa faccio. Sono l’unico che tiene insieme questo posto, dovresti ricordartelo mentre sei impegnata a rovinare tutto con la tua strabiliante e monumentale incompetenza. È fiato sprecato. Lo è davvero. Ti ho detto cosa fare. Te l’ho detto una volta, te l’ho detto cento volte e tu mi hai risposto e posso ricordare espressamente ciò che hai detto, hai detto “non preoccuparti, ti puoi fidare che sia fatto bene”. Sì, questo è quello che hai detto. Non ha senso che ti conci così, non fare quella smorfia, non osare cazzo, sono stufo che tu non mi mostri abbastanza rispetto in questa casa. Mi spacco il culo per tenere a galla le cose, non che tu mi dia qualche riconoscimento per questo. Oh no, sei troppo impegnata a prendermi per i fondelli, a buttare all’aria le cose e rovinarle a chiunque e specialmente a me. Non so cosa sto facendo. Voglio dire, tu hai appena, io, io ho quasi perso le parole. Vedi, non solo combini pasticci ma mi hai anche mentito. Non so cosa sia peggio, ma sei sempre la solita giusto. La bugiarda, l’imbrogliona, lusinghi per truffare. Non pensare che io non sappia cosa hai in mente. Ti tengo d’occhio, sì, dovresti proprio avere quell’espressione preoccupata, so tutto di te. Cosa stai guardando là? Guardami mentre ti parlo. Tu. Guarda. Mi. Oh ci siamo, i piagnistei. Se fai un casino e vieni corretta inizi a piangere e tutto andrà di nuovo bene. Non andrà bene. Non andrà bene o alla grande o a meraviglia. Hai fatto un casino. Sapevo che sarebbe successo. Sapevo che non avrei dovuto lasciartelo, ma sai cosa, ho detto a me stesso, no, diamole una chance, lascia che provi che può farcela, lasciale dimostrare che ti puoi fidare di lei, voglio dire, dopotutto, questo è tutto quello su cui si basa una relazione, non è vero? La fiducia. Senza fiducia non c’è nulla. Lo vedi cosa hai fatto? Sì? Capisci davvero l’impatto di ciò che hai fatto? In qualche modo dubito che sia così, ecco perché devo fare questo. Pensi che mi piaccia urlarti contro? Quello cos’è? Stai per annuire? Perché tu ingrata e disgustosa stronza, hai la faccia tosta di accusarmi del fatto che mi piaccia quando sono l’unico a sorbirsi le conseguenze della tua oltraggiosa incompetenza. Sono l’unico che le sopporta. Sono l’unico che deve soffrire. Tu semplicemente te ne andrai borbottando di aver capito, di come hai imparato la lezione e non lo rifarai ma potrei benissimo parlare in Mandarino per quanto prendi nota. Ti ho detto di smetterla di piangere. Se non la pianti di piangere, perderò seriamente la pazienza con te. Perdio, cosa devo fare? Hai fatto un casino e me l’hai rovinato. Non ti importa, no. Se ti fosse importato non continueresti certo a farlo. Non continueresti a fare questi errori e provocarmi. Cerchi di mandarmi a morte precocemente non è vero, così puoi avere tutto questo per te no? Vogliamo trovarci un amante di nascosto? Scommetto che è questo il punto no? Rovinarmi tramite la tua incompetenza e poi volteggiare nel tramonto con qualche Johnny-Ultimo-Arrivato dopo che sono schiattato, mandato a morte prematuramente dai tuoi piani. Ti piacerebbe questo non è vero, vedermi morire. Tu vacca disgustosa, non importa se non piaci a nessuno, non importa se nessuno ti chiede di uscire. Oh sì, non veniamo mai invitati da nessuna parte in questi giorni per colpa tua e del tuo comportamento e non c’è da stupirsi. Sei un disastro ambulante. Voglio dire la gente ti sopporta, lo fanno per amor mio, ho dei buoni amici, o dovrei dire che li avevo ma grazie a te sono spariti come topi su una nave che affonda. Non sarai felice finché non mi avrai completamente rovinato ogni cosa vero. Ecco ciò che vuoi. Mi vuoi in ginocchio, boccheggiante, disperato e miserabile mentre tu saltelli e vai avanti con qualche altro fesso che hai sedotto e a cui hai promesso il mondo. Non posso credere di essermene innamorato, ma immagino che allora tenessi ben nascosta la realtà non è vero, nascosta finché non hai messo i piedi sul tavolo, il tuo nome sulle proprietà e il conto in comune dell’American Express, beh non sei così furba perché non mi batterai. Sono più intelligente di te. Te la farò pagare per quello che hai fatto. Sono quello che comanda qui, questa è casa mia e farai quel che ti dico. Sto per scatenare l’inferno contro di te dopo questa catastrofe, è una vergogna, un completo scandalo. Compatisco i nostri vicini che devono sopportarlo, ma sei tu che me lo fai fare, è tutta colpa tua. Non mi faccio raggirare dalla tua espressione spaventata e dalle lacrime, forse gli altri ci cascano, ma io no. So che è tutta una recita. Mi fai schifo, tu calcolatrice, manipolatoria, odiosa vacca. Maledico il giorno in cui ti ho incontrata. Ora guarda, mi hai fatto fare tardi, grazie mille, proprio quello di cui ho bisogno. Me ne vado e non pensare che io abbia finito; non è affatto finita.”

Silenzio.

“Pensavo che avresti preferito la marmellata di lamponi a quella di arance” dici sommessamente, a nessuno in particolare.

H.G. TUDOR

Tirade : Heated Ignited Fury