👥 INNAMORATA DI UN UOMO SPOSATO

191108C In Love With A Married Man.pngPensi a me ogni giorno. Aspetti quei messaggi stuzzicanti e allettanti che arrivano ripetutamente durante il giorno e poi si esauriscono verso le sei del pomeriggio quando sai che sono a casa con lei. Una volta ogni tanto potrebbe esserci un messaggio improvviso alle 21:00 che ti dice che è andata un attimo in bagno e che ti amo, mi manchi e odio stare lontano da te. Il messaggio ti avvisa anche di non rispondere, perciò tutto quel che sei in grado di fare è toccare lo schermo luminoso e provare ad avvertire il sentimento dietro questi messaggi elettronici di desiderio.

Come apprezzi quel periodo intorno alle 5:30 del pomeriggio quando ogni giorno parliamo al telefono, solo io e te. Torno a casa in macchina dall’ufficio e uso la mezz’ora o giù di lì per deliziarti con i miei complimenti e farti quelle promesse che forse un giorno tornerò a casa in macchina da te. Qualunque cosa tu stia facendo, ti assicuri sempre di essere disponibile e il tuo telefono è libero per ricevere questa chiamata. Organizzi prontamente degli impegni sociali che si svolgeranno più tardi o rimani sul posto di lavoro, sistemata nell’ufficio, sembri essere impegnata in una chiamata di lavoro, anche se sorridi troppo per qualcosa che riguarda il lavoro. Quella mezz’ora di paradiso quando parliamo come se stessimo davvero insieme, facendo progetti, discutendo delle cose che ci piacciono e non ci piacciono, pianificando la prossima volta che potremo strappare del tempo per fare l’amore senza essere scoperti o ridere di ciò di cui avevamo parlato quando ci siamo incontrati a pranzo.

Riesci a organizzarti per pranzare con me almeno una volta alla settimana. Scegliamo deliberatamente un luogo in cui nessuno dei due è probabile che venga riconosciuto e ci posizioniamo nell’angolo e fuori dalla vista. Mano nella mano sotto il tavolo e poi sciolte quando il cameriere ci si avvicina, per sicurezza. Baci rubati, sguardi e promesse prolungati, oh così tante promesse del meraviglioso mondo che ci attende una volta che riuscirò a liberarmi dalle catene del mio matrimonio.

Ascolti con cura e attenzione, facendo sfoggio dell’empatia per la quale sei stata scelta mentre faccio riferimenti obliqui alla mia miserabile vita domestica. Ogni volta premi delicatamente per avere più informazioni per permetterti di capire che cosa devo sopportare. Che cosa devo sopportare e che cosa mi ha spinto tra le tue braccia? Cerco di non dire troppo all’inizio. Non voglio che i nostri tempi troppo brevi insieme siano rovinati dalla mia storia di dolore, ma il tuo orecchio comprensivo si rivela irresistibile e ti permetto di apprendere le ingiustizie che soffro quotidianamente.

“Non ce la facciamo più ad andare avanti.”

“Ha perso interesse sessuale per me tre anni fa. Sono stupito di aver resistito così a lungo.”

“Nulla di ciò che faccio sembra abbastanza buono. Non importa quanto sodo mi impegni, trova sempre qualcosa da criticare.”

Tu ascolti e annuisci. So che sei capace di tutto per intervenire, far scorrere un coltello tra me e lei e spezzare i nostri legami, ma l’onestà di cui sei permeata ti impedisce di farlo. Suggerisci persino dei motivi per cui le cose stanno in questo modo. Sei gentile, generosa e comprensiva.

Rabbrividisci alle mie improvvise chiamate dal nulla. Rispondi sempre dopo un solo squillo, a volte anche meno, si denota quindi che il tuo telefono sta vicino a te in ogni momento. La tua voce mi dice sempre quanto sei felice di sentirmi. Quando ci incontriamo i tuoi occhi, i tuoi baci, i tuoi abbracci e il tuo entusiasmo nel parlare mi fanno salire alle stelle mentre assisto alla tua devozione e al tuo desiderio.

Provi un’ondata di eccitazione quando vieni svegliata da un trillo nel bel mezzo della notte e vedi che sono riuscito a mandarti un altro messaggio.

“Non riesco a toglierti dalla mia testa e dovevo fartelo sapere. Non rispondere, sono a letto con lei.”

La gioia che provi nel sentirmi quando te l’aspettavi viene smorzata dalla consapevolezza che sono con lei e non con te.

I fine settimana sono i momenti più difficili come spesso mi dici. Posso dire che tu vorresti aggiungere altro, ma so che hai paura di allontanarmi se sei troppo esigente. Ti scrivo quando posso e riesco persino a chiamarti, parlando a voce bassa da una toilette o da uno spogliatoio in un grande magazzino, soffocando la mia risata perché ho finto di provare alcuni vestiti solo per poterti chiamare.

Ti tengo comunque agganciata. So quanto mi vuoi. So che mi ami e so che vuoi che io sia amato, per portarmi via dall’inferno del mio matrimonio. Ti prometto che un giorno staremo insieme. Ora non è il momento, non è giusto in questo momento, c’è un evento di famiglia in arrivo e non avrebbe senso gettare una bomba simile con quello all’orizzonte, c’è una vacanza familiare che lei ha prenotato e io non lo sapevo fino ad ora ma cosa posso fare? Dovrò andare. Continuo a fare promesse e a produrre scuse, e tu continui a restare in sospeso.

So che ti chiedi perché tengo il telefono vicino a me. Non hai ancora detto niente ma io non sono stupido. Posso vedere il sospetto nei tuoi occhi quando mi sveglio e controllo immediatamente il mio cellulare.

“Sto aspettando un’e-mail importante che potrebbe arrivare dagli Stati Uniti durante la notte”, spiego e sfodero un sorriso disarmante. Tu annuisci. Sembri accettare la spiegazione.

Ti sei lamentata di come non riesci a rintracciarmi al telefono quando chiami mentre sono sulla strada di casa. Quante volte hai lasciato messaggi che mi chiedevano di comprare un po’ di latte o di andare a prendere uno dei nostri figli al nuoto o al calcio solo che io io ho ricevuto il messaggio troppo tardi?

“Devo essere disponibile per i miei clienti. Non sanno che sono alla guida per andare a casa, né se ne preoccupano; hanno bisogno di parlarmi. Dopotutto, se non fosse per loro, non avremmo questo non trovi?” Spiego con piacere indicando col braccio disteso la grande casa e gli arredi costosi che ci circondano. Annuisci in segno di approvazione. Capisci che il mio lavoro è importante. Ti dico abbastanza spesso che lo è.

“Vorrei che mi raggiungessi per pranzo quando vengo in città”, dici ogni settimana o giù di lì. Ti bacio la fronte e ti dico che vorrei avere il tempo di godermi il pranzo con la donna che amo ma che per me è un sandwich e una bottiglia di acqua frizzante. Ci sono obiettivi da raggiungere. Annuisci nel comprendere e mi dici che lavoro troppo. Ti ringrazio e la mia mente si sposta su ciò che mangerò in quel ristorante thailandese in cui pranzerò domani.

“Vorrei che ti lasciassero da solo”, sospiri quando mi giro dall’altra parte nel letto dopo aver fatto l’amore con te. La tua mano indugia sulla mia schiena, desiderosa di mantenere la vicinanza e il contatto mentre prendo il mio telefono sul comodino e mando un messaggio a tarda notte prima di metterlo a faccia in giù.

“Lo so, ma fa eccezione svegliarmi per un problema”, rispondo prima di girarmi di nuovo verso di te e baciarti mentre ci accoccoliamo nel nostro letto matrimoniale.

So che adori i nostri weekend insieme quando le richieste della settimana lavorativa si intromettono meno nella nostra vita domestica. Riesco a percepire che mi guardi mentre mi siedo, con il telefono in mano, un sorriso di contentezza che si disegna attraverso quelle labbra, ma neanche lontanamente ampio come il sorriso dentro di me mentre sparo un messaggio allettante e provocatorio.

“Sto solo vedendo se Dan è disponibile per lo squash la prossima settimana. Martedì sera, quindi tornerò tardi,” dico attraverso la stanza a titolo di spiegazione, aprendo uno spazio vuoto durante la settimana per una persona diversa da te. Sorridi, annuisci e torni al tuo libro.

“Ti amo” dico improvvisamente e tu alzi lo sguardo, la devozione e il desiderio bruciano nei tuoi occhi e questo sembra così intimo che quasi mi porta a dire qualcosa, ma il pensiero passa e mi crogiolo nell’ammirazione e nell’amore che mi mandi. Non hai mai smesso di farlo.

Tu non sai di lei.

Lei pensa di sapere tutto di te.

Nessuna di voi sa veramente cosa sono io.

H.G. TUDOR

In Love With A Married Man

👥 FUORI GUARDANDO DENTRO

OUTSIDE-LOOKING-IN.pngPensi a me ogni giorno. Aspetti quei messaggi stuzzicanti e allettanti che arrivano ripetutamente durante il giorno e poi si esauriscono verso le sei del pomeriggio quando sai che sono a casa con lei. Una volta ogni tanto potrebbe esserci un messaggio improvviso alle 21:00 che ti dice che è andata un attimo in bagno e che ti amo, mi manchi e odio stare lontano da te. Il messaggio ti avvisa anche di non rispondere, perciò tutto quel che sei in grado di fare è toccare lo schermo luminoso e provare ad avvertire il sentimento dietro questi messaggi elettronici di desiderio.

Come apprezzi quel periodo intorno alle 5:30 del pomeriggio quando ogni giorno parliamo al telefono, solo io e te. Torno a casa in macchina dall’ufficio e uso la mezz’ora o giù di lì per deliziarti con i miei complimenti e farti quelle promesse che forse un giorno tornerò a casa in macchina da te. Qualunque cosa tu stia facendo, ti assicuri sempre di essere disponibile e il tuo telefono è libero per ricevere questa chiamata. Organizzi prontamente degli impegni sociali che si svolgeranno più tardi o rimani sul posto di lavoro, sistemata nell’ufficio, sembri essere impegnata in una chiamata di lavoro, anche se sorridi troppo per qualcosa che riguarda il lavoro. Quella mezz’ora di paradiso quando parliamo come se stessimo davvero insieme, facendo progetti, discutendo delle cose che ci piacciono e non ci piacciono, pianificando la prossima volta che potremo strappare del tempo per fare l’amore senza essere scoperti o ridere di ciò di cui avevamo parlato quando ci siamo incontrati a pranzo.

Riesci a organizzarti per pranzare con me almeno una volta alla settimana. Scegliamo deliberatamente un luogo in cui nessuno dei due è probabile che venga riconosciuto e ci posizioniamo nell’angolo e fuori dalla vista. Mano nella mano sotto il tavolo e poi sciolte quando il cameriere ci si avvicina, per sicurezza. Baci rubati, sguardi e promesse prolungati, oh così tante promesse del meraviglioso mondo che ci attende una volta che riuscirò a liberarmi dalle catene del mio matrimonio.

Ascolti con cura e attenzione, facendo sfoggio dell’empatia per la quale sei stata scelta mentre faccio riferimenti obliqui alla mia miserabile vita domestica. Ogni volta premi delicatamente per avere più informazioni per permetterti di capire che cosa devo sopportare. Che cosa devo sopportare e che cosa mi ha spinto tra le tue braccia? Cerco di non dire troppo all’inizio. Non voglio che i nostri tempi troppo brevi insieme siano rovinati dalla mia storia di dolore, ma il tuo orecchio comprensivo si rivela irresistibile e ti permetto di apprendere le ingiustizie che soffro quotidianamente.

“Non ce la facciamo più ad andare avanti.”

“Ha perso interesse sessuale per me tre anni fa. Sono stupito di aver resistito così a lungo.”

“Nulla di ciò che faccio sembra abbastanza buono. Non importa quanto sodo mi impegni, trova sempre qualcosa da criticare.”

Tu ascolti e annuisci. So che sei capace di tutto per intervenire, far scorrere un coltello tra me e lei e spezzare i nostri legami, ma l’onestà di cui sei permeata ti impedisce di farlo. Suggerisci persino dei motivi per cui le cose stanno in questo modo. Sei gentile, generosa e comprensiva.

Rabbrividisci alle mie improvvise chiamate dal nulla. Rispondi sempre dopo un solo squillo, a volte anche meno, si denota quindi che il tuo telefono sta vicino a te in ogni momento. La tua voce mi dice sempre quanto sei felice di sentirmi. Quando ci incontriamo i tuoi occhi, i tuoi baci, i tuoi abbracci e il tuo entusiasmo nel parlare mi fanno salire alle stelle mentre assisto alla tua devozione e al tuo desiderio.

Provi un’ondata di eccitazione quando vieni svegliata da un trillo nel bel mezzo della notte e vedi che sono riuscito a mandarti un altro messaggio.

“Non riesco a toglierti dalla mia testa e dovevo fartelo sapere. Non rispondere, sono a letto con lei.”

La gioia che provi nel sentirmi quando te l’aspettavi viene smorzata dalla consapevolezza che sono con lei e non con te.

I fine settimana sono i momenti più difficili come spesso mi dici. Posso dire che tu vorresti aggiungere altro, ma so che hai paura di allontanarmi se sei troppo esigente. Ti scrivo quando posso e riesco persino a chiamarti, parlando a voce bassa da una toilette o da uno spogliatoio in un grande magazzino, soffocando la mia risata perché ho finto di provare alcuni vestiti solo per poterti chiamare.

Ti tengo comunque agganciata. So quanto mi vuoi. So che mi ami e so che vuoi che io sia amato, per portarmi via dall’inferno del mio matrimonio. Ti prometto che un giorno staremo insieme. Ora non è il momento, non è giusto in questo momento, c’è un evento di famiglia in arrivo e non avrebbe senso gettare una bomba simile con quello all’orizzonte, c’è una vacanza familiare che lei ha prenotato e io non lo sapevo fino ad ora ma cosa posso fare? Dovrò andare. Continuo a fare promesse e a produrre scuse, e tu continui a restare in sospeso.

So che ti chiedi perché tengo il telefono vicino a me. Non hai ancora detto niente ma io non sono stupido. Posso vedere il sospetto nei tuoi occhi quando mi sveglio e controllo immediatamente il mio cellulare.

“Sto aspettando un’e-mail importante che potrebbe arrivare dagli Stati Uniti durante la notte”, spiego e sfodero un sorriso disarmante. Tu annuisci. Sembri accettare la spiegazione.

Ti sei lamentata di come non riesci a rintracciarmi al telefono quando chiami mentre sono sulla strada di casa. Quante volte hai lasciato messaggi che mi chiedevano di comprare un po’ di latte o di andare a prendere uno dei nostri figli al nuoto o al calcio solo che io io ho ricevuto il messaggio troppo tardi?

“Devo essere disponibile per i miei clienti. Non sanno che sono alla guida per andare a casa, né se ne preoccupano; hanno bisogno di parlarmi. Dopotutto, se non fosse per loro, non avremmo questo non trovi?” Spiego con piacere indicando col braccio disteso la grande casa e gli arredi costosi che ci circondano. Annuisci in segno di approvazione. Capisci che il mio lavoro è importante. Ti dico abbastanza spesso che lo è.

“Vorrei che mi raggiungessi per pranzo quando vengo in città”, dici ogni settimana o giù di lì. Ti bacio la fronte e ti dico che vorrei avere il tempo di godermi il pranzo con la donna che amo ma che per me è un sandwich e una bottiglia di acqua frizzante. Ci sono obiettivi da raggiungere. Annuisci nel comprendere e mi dici che lavoro troppo. Ti ringrazio e la mia mente si sposta su ciò che mangerò in quel ristorante thailandese in cui pranzerò domani.

“Vorrei che ti lasciassero da solo”, sospiri quando mi giro dall’altra parte nel letto dopo aver fatto l’amore con te. La tua mano indugia sulla mia schiena, desiderosa di mantenere la vicinanza e il contatto mentre prendo il mio telefono sul comodino e mando un messaggio a tarda notte prima di metterlo a faccia in giù.

“Lo so, ma fa eccezione svegliarmi per un problema”, rispondo prima di girarmi di nuovo verso di te e baciarti mentre ci accoccoliamo nel nostro letto matrimoniale.

So che adori i nostri weekend insieme quando le richieste della settimana lavorativa si intromettono meno nella nostra vita domestica. Riesco a percepire che mi guardi mentre mi siedo, con il telefono in mano, un sorriso di contentezza che si disegna attraverso quelle labbra, ma neanche lontanamente ampio come il sorriso dentro di me mentre sparo un messaggio allettante e provocatorio.

“Sto solo vedendo se Dan è disponibile per lo squash la prossima settimana. Martedì sera, quindi tornerò tardi,” dico attraverso la stanza a titolo di spiegazione, aprendo uno spazio vuoto durante la settimana per una persona diversa da te. Sorridi, annuisci e torni al tuo libro.

“Ti amo” dico improvvisamente e tu alzi lo sguardo, la devozione e il desiderio bruciano nei tuoi occhi e questo sembra così intimo che quasi mi porta a dire qualcosa, ma il pensiero passa e mi crogiolo nell’ammirazione e nell’amore che mi mandi. Non hai mai smesso di farlo.

Tu non sai di lei.

Lei pensa di sapere tutto di te.

Nessuna di voi sa veramente cosa sono io.

H.G. TUDOR

Outside Looking In

📰 PERCHÉ IL NARCISISTA FA DELLE TUE USCITE UNA GUERRA SIMILE

190919G Why The Narcissist Makes Your Going Out Such a Battle.pngQuesto articolo analizza i pensieri e le motivazioni adottati dal narcisista riguardo al tuo uscire in amicizia con un narcisista. Questo processo di pensiero è più applicabile ai Narcisisti Inferiore e Medio Rango e l’esempio della conversazione è per lo più applicabile a un narcisista di Medio Rango.

Noi non vogliamo che tu socializzi senza di noi. Perché dovresti desiderare di essere da qualsiasi altra parte piuttosto che vicino a noi meravigliandoti di quanto siamo geniali? Perché mai dovresti voler trascorrere del tempo con qualcuno che è chiaramente inferiore a noi? Che cosa stai tramando di uscire con qualcun altro? Sei chiaramente sleale e questo non ci fa piacere. Inoltre, non ci fornisci alcun carburante nell’affermare una qualche forma di indipendenza e questa è una cosa terribile ed egoista per te da fare.

Se uscirai con altre persone, questo causerà ferite al narcisista. Non ci piace che tu passi del tempo con altre persone poiché temiamo che esercitino qualche influenza malevola su di te. Sappiamo che cercheranno di sminuirci ai tuoi occhi e di rivoltarti contro di noi. Sappiamo che è perché sono gelosi di ciò che abbiamo insieme e invece di essere contenti per te, stanno diffamando il mio buon nome.

Vuoi ascoltarli anche tu, altrimenti perché andresti? Il nostro controllo attento e strutturato su di te, il nostro calcolato isolamento di te, rischia tutto di essere danneggiato dalla tua socializzazione con coloro che non abbiamo sotto controllo. Abbiamo provato, ma per qualche ragione ci sono due o tre dei tuoi amici che si sono rivelati immuni al nostro fascino. Dovrei sentirmi dispiaciuto per loro dal momento che sono egoisti, amareggiati e perversi, ma non mi dispiace per loro perché non mi dispiace vero, solo per me stesso. Ti voglio con me, dove posso tenerti d’occhio e controllarti. Ti voglio qui dove mi fornisci carburante. Questo è il posto che ti spetta e, organizzando di uscire a pranzo con questi amici, mi stai dicendo che non sono abbastanza bravo per passare il tempo con me. Mi stai criticando e questo mi ferisce. Devo farti smettere di ferirmi. Devo farti smettere di andare. Devo mantenere il sopravvento. Quindi, a causa del tuo comportamento egoista, la Battaglia di Uscire è avviata.

Questa battaglia comprende:

1. Un Recupero Preventivo per far desistere la vittima dal fare qualcos’altro. Il fare qualcos’altro fa sentire il narcisista come se non avesse il controllo e quindi l’atto di andare altrove lo ferirebbe, causerebbe l’accensione della furia e la risposta è progettata per impedirti di uscire e quindi è un Recupero Preventivo.
2. Se tenti ancora di partire ma rispondi in modo feroce, polemico, frustrato ecc., Stai fornendo al narcisista il Carburante di Sfida. Non ci sono più ferite (perché viene fornito il carburante) MA il tuo desiderio di partire unito alla tua reazione emotiva è Carburante di Sfida. Il narcisista deve rispondere istintivamente con manipolazioni per “spegnere” questa “ribellione” da parte tua.
3. Il carburante è ovviamente acquisito. Di natura negativa.
4. Se non dovessi uscire, la potenziale ferita non si verifica. Inoltre, se torni indietro e non discuti, combatti contro la nostra influenza, non fornirai più Carburante di Sfida. Se ti siedi a piangere, questo è Puro Carburante Negativo. Se sorridi e decidi che preferiresti rimanere con noi ed essere compiacente, allora questo è Puro Carburante Positivo.

Qua avviene il dialogo. Contiene una serie di manipolazioni da parte del narcisista – vedi se riesci a identificarle.

“Non hai mai detto che saresti uscita,” comincio quando ti vedo in bagno a prepararti. Tu smetti di truccarti e ti rivolgi a me.

“Sì, l’ho detto la scorsa settimana e anche stamattina.”

“No, non l’hai fatto.”

“Sì, l’ho fatto, ricordo.”

“No, non l’hai fatto. Me ne sarei ricordato se me l’avessi detto” rispondo.

“L’ho annotato sul calendario.” Cammini verso la cucina e torni con in mano un calendario con le parole “Le ragazze pranzano fuori – da Leonardo”.

“Vedi?” Chiedi e punti un dito sulle parole.

“Quello? Pensavo che si riferisse alle tue nipoti, non a te, non l’hai mai detto”.

“Sul serio? Andiamo, perché le mie nipoti andrebbero da Leonardo da sole?” Chiedi.

“L’hai appena scritto quando stavi recuperando il calendario. Guarda, l’inchiostro è ancora fresco.”

Sospiri esasperata.

“Te l’ho detto, è nel calendario. Non esco da settimane.”

“Beh, neanche io,” commento.

“Cosa? Eri fuori venerdì scorso” rispondi, alzando la voce.

“Era per lavoro.”

“Era sempre uscire”, rispondi.

“Non è lo stesso. Sai che devo lusingare i clienti, difficilmente è piacere. Devo farlo per ragioni di lavoro, quindi penso che tu sia ingiusta dicendo che si tratta di una serata fuori per me.”

“Quei clienti con cui eri fuori sono tuoi amici, era una vera bevuta.”

“Oh scusa, ho dimenticato, eri lì non è vero? Sai tutto su come conduco i miei affari, vero?” Dichiaro.

“No, non c’ero ma loro sono i tuoi amici.”

“Quindi ora non mi è permesso avere clienti che sono amici, vero? Gesù, perché non mi impedisci proprio di avere degli amici eh? Perché non mi impedisci di andare da qualsiasi parte? Ti piacerebbe questo, vero? Tenermi proprio bloccato qui tutto il tempo.”

“Di cosa stai parlando, ti lascio fare come ti pare.”

“No, non lo fai. Sei determinata a tenermi al guinzaglio. I miei amici mi prendono per il culo per quanto poco tempo ho da passare con loro.”

Tu smetti di passarti il rossetto.

“Chi l’ha detto?”

“Molte persone. Jim, Richard e John. Dicono che sono succube.”

“Huh, hanno una bella faccia tosta, Jim è completamente succube di Jessica.”

“No, non lo è, ma ora cambi discorso, perché, vero. Dovresti stare con me che non vuoi più farlo.”

“Non essere sciocco, io sto con te la maggior parte del tempo. Guarda che è solo un pasto informale con alcuni dei miei amici, non è una cosa importante.”

“Se non è importante allora perché devi andare?”

“Perché lo voglio,” rispondi.

“Dove stai andando?”

“Sai che è da Leonardo.”

“Veramente? Con chi?”

“Jane, Sarah, Mary e Stephanie, oh e Carrie.”

“Non ti credo, l’hai appena inventato.”

“Che cosa? No, non l’ho inventato.”

“Ti incontri con un uomo vero? Andiamo chi è?”

“No, sei stupido.”

“Non chiamarmi stupido. Non sono io quello che esce e lascia l’altra sua metà da sola”, comincio a gridare e tu sobbalzi all’improvviso cambiamento di volume.

“Stai combinando qualcosa, hai un profumo diverso. Chi è lui?”

“Seriamente, sei paranoico, sto incontrando le ragazze.”

“No, non lo sono, a chi credi di dire questo a me, stai scherzando? Io so chi sei. Ti stavi atteggiando in modo strano nelle ultime settimane. Io so chi sei. Ammettilo,” Vengo verso di te e ti sto appresso abbaiandoti in faccia. Tu indietreggi, mentre gli occhi si spalancano dalla paura.

“Non l’ho fatto, onestamente, non l’ho fatto.”

“Dovrei lasciarti andare comunque, puttana, non so perché perdo tempo con te. Stavo pianificando una piacevole serata per noi. Stavo per cucinarti il tuo piatto preferito e ho una deliziosa bottiglia di Chablis in fresco, ma come al solito tu sei egoista.”

“Per favore non gridare contro di me, sto solo uscendo con i miei amici, mi è permesso avere degli amici, no?”

“Non quelle arpie, ce l’hanno con me, le odio. Ti odio.”

“Oh, per favore, non essere così, guarda tornerò al più tardi per le dieci, così potremo sempre stare un po’ di tempo insieme” suggerisci.

“Suppongo che questo dovrebbe farmi sentire contento? Perché dovrei voler passare del tempo con te, troia. Vedo, vuoi fare i cazzi tuoi con lui e poi sbattermela in faccia. Sei proprio una puttana.”

Ti sei allontanata dalle mie invettive, sussultando a ogni frase pronunciata. Questo mi permette di afferrare la tua pochette.

“Non puoi uscire senza chiavi e senza soldi,” dico tenendo la borsa in aria.

“Per favore, voglio solo vedere i miei amici, raramente li vedo ultimamente, ti prego ridammi la mia borsa, perché sei così orribile?”

“Perché mi stai tradendo. Non ti farò spendere i nostri soldi per qualche altro uomo.”

“Non c’è nessun altro uomo, quante volte devo dirtelo? Per favore lasciami andare.”

“No. Non andrai. Tu stai qui con me.”

“Non posso disdire, non così tardi,” dici con disappunto.

“Certo che puoi. Non ha importanza.”

“Non è lui. Sono le ragazze.”

“Così lo dici. Non andrai. Se lo fai, quello sono io e tu sei finita.”

“Cosa, solo perché voglio vedere i miei amici?” Ti accasci sul letto, le spalle curve e la testa tra le mani.

“Non hai bisogno di loro, hai me.”

“Perché deve sempre essere così, ogni volta che provo a fare qualcosa tu fai questo,” protesti e la tua voce si spezza col primo singhiozzo di frustrazione.

“No, non smetto di cercare di incolparmi quando tu sei in colpa”, ringhio.

“Fai sempre questo, farmi sentire in colpa o fare qualcosa per impedirmi di uscire.”

“Sciocchezze, stai di nuovo inventando le cose. Stai solo cercando di farmi stare male per te. Non funzionerà lo sai.”

Cominci a piangere mentre sento il potere rifluire attraverso me.

“Ecco”, ordino mentre tiro fuori il telefono dalla tua borsa e lo lancio sul letto accanto a te, “chiamali e dì loro che non puoi farcela, che non ti senti bene o qualcosa del genere. Io verserò lo Chablis.”

Ancora singhiozzando, annaspi verso il telefono e lo prendi prima di comporre il numero. Io resto trionfante ad abbeverarmi nel bacino del carburante che mi hai dato durante questo interscambio. Ho vinto ancora una volta la battaglia e questa volta non ho nemmeno dovuto inasprirla come l’ultima volta. Suppongo che sia stato altrettanto interessante vedere come hai appena sostituito quegli specchi che ho infranto.

(La risposta della vittima è la fornitura di Puro Carburante Negativo attraverso il pianto, la potenziale ferita causata dall’uscita è stata evitata e il Carburante di Sfida fornito durante la discussione ha lasciato il posto a Puro Carburante Negativo perché il narcisista l’ha avuta vinta e la sua supremazia percepita è stata asserita ancora una volta – lui ha il controllo).

H.G. TUDOR

Why The Narcissist Makes Your Going Out Such A Battle

📰 G.O.S.O. UNO

190727G GOSO One.jpgCos’è il G.O.S.O. ?

È il concetto d’oro di “Esci, rimani fuori” che è ciò che ogni vittima della nostra specie dovrebbe applicare alla sua situazione.

Sia che tu ti sia reso conto che sei stato irretito da un narcisista o che ora ti rendi conto che questo individuo particolare è una persona abusante, il GOSO è sempre applicabile.

Coloro che non sono stati coinvolti in un intreccio con la nostra tipologia possono considerarlo assolutamente ovvio. Naturalmente, ciò di cui non si rendono conto è che il GOSO ha due nemici formidabili; noi e voi – quindi applicare il GOSO è molto più difficile di quanto si rendano conto.

Di questi due nemici è evidente perché noi siamo il primo. Noi ti consideriamo una nostra proprietà, indipendentemente da dove sei collocato nella matrice di carburante, da Risorsa Non Intima a Risorsa Primaria Intima, tu appartieni a noi e sei lì per essere utile all’adempimento degli obiettivi principali. Più alto è il tuo stato nell’indice di carburante, maggiore sarà lo sforzo che verrà impiegato per mantenerti al posto. Avrai piena familiarità con molte delle varie manipolazioni che utilizziamo per assicurarci che tu non vada da nessuna parte e che rimani in loco. Il nostro Armamentario del Diavolo viene usato per essere sicuri che tu sei remissivo, che sforni carburante e sotto il nostro controllo. Questo controllo è spesso considerevole, tuttavia, tu inizi a riconoscere le manipolazioni, apprendi del gaslighting, della triangolazione, dell’insalata di parole e così via e cominci a vedere quando queste vengono utilizzate. Inizi a realizzare che non dovresti essere trattato in questo modo e con la tua comprensione aumentata inizi ad allentare la presa che abbiamo su di te.

Inizi a vedere le cose sotto una luce diversa. Adesso vedi un molestatore, un narcisista, che sta davanti a te e non la persona che una volta credevi fossimo. La tua decisione aumenta, la tua determinazione si consolida mentre ti rendi conto che hai bisogno di toglierti dalla nostra influenza tossica. Ora sai con cosa hai a che fare – è ora di uscire. Tuttavia, c’è un secondo nemico che è apparso all’orizzonte – tu.

Tu sei il tuo nemico o, più precisamente, lo è il tuo pensiero emotivo. Sai che devi uscire. Uscire forse il chiaro atto di porre fine alla relazione formale, di andarsene da una proprietà o di buttarci fuori – attuare il no contact e questo è l’obiettivo finale. A volte si esce fuori dal contesto abusante anche se non è possibile attuare il no contact, ma stai uscendo dall’influenza e dal comportamento dannoso che hai sopportato per così tanto tempo. Qualunque esso sia, capisci che è ora di uscire.

È allora che colpisce questo secondo nemico del pensiero emotivo. Il pensiero emotivo è un truffatore. Il suo unico scopo è garantire che venga alimentata la tua dipendenza da noi. Il pensiero emotivo non ha a cuore i tuoi interessi, anche se farà finta di farlo. Stai cercando di allontanarti da un mago della truffa proprio appena ne compare un altro anche se questo è altrettanto difficile da individuare, come la nostra tipologia. Il tuo pensiero emotivo vuole essere sempre la tua prima risposta in ogni situazione che riguarda la nostra specie, perché vuole essere sicuro di continuare a nutrire la dipendenza da noi. Ciò significa che devi continuare ad interagire con noi, pensare a noi, vederci, fare cose per noi. Rimanendo nella nostra influenza, la dipendenza rimane alimentata e il pensiero emotivo farà tutto il possibile per mantenere quella situazione.

Il pensiero emotivo è il tuo nemico in questa situazione. Non gli interessa il fatto che la fiducia in te stesso sia svanita, che sei completamente sfinito, che sei confuso, che ti stai curando un braccio rotto, che hai perso soldi, che il tuo senso dell’io sta scomparendo, che hai perso i tuoi amici, che il tuo lavoro ne sta risentendo e altre centinaia di disgrazie. Tutto ciò che importa è assicurarsi che tu non esca. Impedendo questo, la dipendenza viene alimentata.

Di conseguenza, questo subdolo e indiretto pensiero emotivo occuperà i tuoi pensieri il più rapidamente possibile per tenere a bada la fredda e dura logica. Sfortunatamente per te, lo fa con notevole facilità perché: –

1. È improbabile che tu capisca perfettamente cosa sta succedendo nel momento in cui riconosci il bisogno di uscire;
2. Sei stato ripetutamente condizionato dalla nostra manipolazione ad adottare il pensiero emotivo, in modo che sia sempre la risposta immediata quando prendi decisioni;
3. La tua capacità di far fronte sarà stata ridotta. Il pensiero emotivo ti offre l’opzione “facile” (ma non l’opzione giusta) e quando sei a terra, questo ha un notevole fascino.
Quindi, qual è la conseguenza? Il tuo pensiero logico ti dice “Questa persona è cattiva per me, ho bisogno di uscire”. Prima che il pensiero logico possa aggiungere qualcos’altro, il tuo pensiero emotivo aumenta e annega questo (pensiero logico) e riempie al suo posto la tua mente di ciò che vuole che tu pensi. In effetti, questo pensiero emotivo è così significativo che diventa il tuo unico modo di pensare e “prende il sopravvento” in termini di ciò che fai. Il pensiero emotivo ti governa e per questo, non sei in grado di vederlo. Rimuove la tua introspezione. Questo è il motivo per cui spesso ti guardi indietro e pensi “Che diavolo stavo pensando? Quello non ero io”. Questo perché ti è stato inserito il pilota automatico dal tuo pensiero emotivo e hai seguito una linea di condotta senza rendertene conto, perché il tuo pensiero logico non ha potuto controllare.

Come si manifesta questo pensiero emotivo? È subdolo come ho detto, perché ciò che fa è mascherarsi da qualcosa che è collegato ai tratti empatici in modo da convincere che ciò che stai facendo è in realtà ‘buono’ e la ‘cosa giusta’ da fare. Fa tutto parte della sua natura ingannevole. Perciò, quando hai quel breve momento di logica e decidi che hai bisogno di uscire, il pensiero emotivo viene allertato e realizza che c’è un pericolo nell’ottenere il suo aggiustamento della dipendenza da noi. Insorge e si manifesta in molti modi diversi, come ad esempio:

“Ma se me ne vado, come sarà in grado di gestirlo. Starò male per lui”. Questo si collega ai tuoi tratti di onestà e senso di colpa.

La logica direbbe

“Perché preoccuparsi di come lo gestirà? Lui si è mai preoccupato di come ti sei gestito tu? Non devi essere responsabile per questa persona. Vattene.”

Eppure la logica non viene ascoltata.

Il pensiero emotivo dirà: –

“Ma se potesse cambiare, ha detto che andrà in terapia e ha preso un appuntamento. E se me ne vado e mi perdo lui che cambia in meglio? “, Questo si ricollega ai tuoi tratti di speranza e al desiderio di risanare.

La logica ti direbbe

“È un narcisista. Non cambierà. Non può cambiare. Non devi restare. Vattene.”

Eppure la logica non viene ascoltata.

Il pensiero emotivo dirà: –

“Ora non è un buon momento, è il suo compleanno / sua madre è appena morta / ha un grande progetto al lavoro / non sta bene”. Questo si collega ai tuoi tratti di colpa e onestà.

La logica ti direbbe

“Ora è il momento giusto. Ha rovinato il tuo compleanno / a lei non importava quando tuo padre moriva / non ha mai sostenuto il tuo lavoro / non si è mai presa cura di te quando non stavi bene. Meriti di più. Vattene.”

Eppure la logica non viene ascoltata.

Ecco altri esempi del pensiero emotivo che ti impedisce di uscire. Vi sono familiari? Cosa ti starebbe dicendo il pensiero logico in risposta se fosse stato ascoltato?

“Non ho nessun posto dove andare e mi piace vivere in questa casa.”

“Ma se i bambini vogliono vederlo e questo li turba?”

“Ho paura di quello che mi farà.”

“Ha detto che se lo avessi lasciato, avrebbe postato quei video e quelle foto su internet”.

“Non voglio sentirmi come se avessi fallito e arrendermi su noi.”

“So che sta vedendo qualcun altro, e se me ne andassi e finissero felici insieme? Perché dovrei spianare loro la strada a una relazione insieme? “

“Ma io la amo ancora.”

“Ha bisogno del mio aiuto, non posso allontanarmi da qualcuno che ha bisogno di aiuto.”

“Non ha nessun altro tranne me.”

“Sarà troppo difficile farlo. Invece ho solo bisogno di trovare un modo per renderlo felice.”

“Come farò con i soldi? Controlla tutto lui, sarò in miseria.”

“Ho paura ad andarmene di nuovo.”

“Che cosa penserà la gente se io vado via, lo farà sembrare cattivo al lavoro e davanti ai suoi amici.”

“Potrebbe essere peggio, voglio dire, a volte è meravigliosa e il sesso è fantastico. Posso metterci sicuramente una pezza per i bei momenti? “

“Sto invecchiando e non voglio dover ricominciare tutto da capo.”

“Vorrei andarmene, ma devo rimanere per il bene dei bambini”.

“Non mi arrendo, devi combattere a volte per salvare una relazione e io sono un combattente.”

“Devo solo amarlo di più. L’amore risolverà le cose. Deve.”

Il tuo pensiero emotivo userà la paura, il senso di colpa, la speranza, la dedizione, la stima, l’altruismo, lo stato, la lealtà e altro ancora per farti rimanere e far naufragare il tuo tentativo di uscire.

Una parte fondamentale di Uscire è riconoscere che è il tuo pensiero emotivo che ti sta parlando, che questo non è il modo giusto di pensare e che questo pensiero emotivo è un imbroglione.

Educando la tua mente al riconoscimento del pensiero emotivo, dai alla logica l’opportunità di farsi ascoltare. Quando la logica si fa sentire, il pensiero emotivo reagirà, ma più ti impegni a riconoscere questo pensiero emozionale e a permettere alla logica di farsi ascoltare, più diventerà facile finché non realizzerai istintivamente che stai adottando il pensiero emotivo e quindi applicherai userai la logica. Continua a mantenere questa disciplina e scoprirai che la logica comincerà a prevalere e che stai conquistando il secondo nemico, in modo che tu ora non vedi alcun motivo per rimanere e il tuo dichiarato desiderio di andartene verrà soddisfatto.

Come potresti favorire il corso delle cose? La cosa più importante è costruire la tua comprensione tramite la lettura. Questo sviluppa la tua logica e ti fornisce materiale su cui la tua mente può lavorare invece di trovare solo pensieri emotivi che non ti aiuteranno. Devi avere un deposito di materiale a cui la tua mente può accedere e che ti ricorda con cosa hai a che fare.

Ci sono anche numerose tecniche per regolare il tuo processo mentale, ma ora te ne spiegherò una. Un metodo è trovare un totem. Trova un oggetto, potrebbe essere una pietra levigata dalla spiaggia, potrebbe essere un pezzo di ametista, un gioiello appartenente a una persona speciale, una moneta insolita, una palla antistress – può essere qualsiasi cosa purché si adatti alla tua mano. Questo deve quindi essere collocato in un luogo dove lo vedrai ogni giorno – sul comodino, sul tavolo della consolle vicino alla porta d’ingresso, vicino al lavandino del bagno. Ogni giorno devi prendere il totem e avvolgere la tua mano attorno ad esso, sentirlo nella tua mano e poi chiedi a te stesso

“Devo mettere in atto il GOSO. Cosa mi avrebbe detto di fare la logica? “

Le probabilità sono che la prima risposta sarà un pezzo di pensiero emotivo simile a quelli sopra elencati. Ferma il pensiero e valutalo. Questa è la logica o il pensiero emotivo? Riconosci cosa è. Se, come previsto, è il pensiero emotivo allora distruggi quel pensiero elaborando quella che è la logica – scoprirai che il pensiero logico apparirà più velocemente di quanto tu possa immaginare perché hai costruito la tua comprensione.

Fatelo tutti i giorni circa alla stessa ora. Scoprirai poi che quando hai un pensiero emotivo, ti renderai conto di andare al tuo totem, tienilo (in mano) respingi il pensiero emotivo e fai funzionare la logica. Potresti dover andare al tuo totem una dozzina di volte al giorno, ma gradualmente stai costruendo la tua logica, riducendo la tua dipendenza dal pensiero emotivo e infine scoprirai che lo stai facendo senza bisogno di ricorrere al tuo totem perché hai reimpostato il tuo pensiero. In questo modo, troverai la chiarezza e la risoluzione per uscire e non essere fermato.

Non è facile. Noi sappiamo istintivamente che la tua mente sta combattendo per impedirti di uscire e ci affidiamo a questo in coordinamento coi nostri sforzi per tenerti sotto il nostro controllo. Tuttavia, costruendo la tua comprensione e reimpostando il tuo pensiero, terrai il tuo pensiero emotivo sufficientemente sotto controllo per agire sulla necessità di uscire.

GOSO 2 affronta il modo in cui il pensiero emotivo cerca di far deragliare il tuo bisogno di stare fuori una volta uscito.

H.G. TUDOR

GOSO ONE