📑 IL FREDDO CONFORTO

191122A The Cold Comfort.jpgÈ una nostra caratteristica ben riconosciuta che non proviamo empatia. Sappiamo come mostrare empatia. Tu e altri l’avete mostrata in molte occasioni, così sappiamo quale espressione del viso adottare, l’inclinazione della testa, il linguaggio del corpo appropriato come una mano sul braccio o un braccio intorno alle spalle. Abbiamo ascoltato con molta attenzione, quindi comprendiamo le frasi da tirar fuori,

“Mi dispiace sentire questo.”

“C’è qualcosa che posso fare per essere d’aiuto; deve essere terribile.”

“Capisco cosa hai passato, credimi e dimmi solo come posso aiutarti”.

“So come ti senti.”

“Mi sentirei sconvolto anch’io se fosse successo a me.”

Ho visto persone come te in azione che esibiscono la loro natura empatica e ho setacciato anche internet per raccogliere anche lì alcune frasi appropriate. Metti insieme tutto questo e la nostra tipologia sarà in grado di esibire uno sfoggio convincente di empatia che ingannerà pressoché tutti. Vedrai questa falsa empatia esibita durante la seduzione quando desideriamo mostrarti come siamo una persona gentile, premurosa e comprensiva, così ti sentirai attratto ancora di più da noi. Conosciamo altrettanto bene i giusti destinatari di questa falsa empatia: i malati, gli anziani, i gatti randagi, i senzatetto, le vittime del terremoto, il bambino con lo stomaco gonfio perché non ha mangiato per giorni, i paesani dall’aspetto serio affollati attorno al nuovo investito e così via. Sì, conosco tutti quelli che hanno bisogno di alcune reazioni empatiche e le mostrerò di fronte a te, così tu sei sempre più attratto da me. Cosicché mi adatto.

È, ovviamente, tutto per sfoggio. Non la sento. Niente affatto. Non una virgola, uno granello o una scintilla di empatia. Mostrami un resoconto di qualche tragedia e i miei occhi scivoleranno sul testo mentre registro ciò che è successo. Dentro non sento niente. Non c’è risposta. Non mi dispiace per le persone coinvolte nelle conseguenze dell’uragano. Non immagino come dovrebbe essere per loro e come devono sentirsi. Certamente sono abbastanza intelligente per sapere come devono sentirsi, ma non mi metto nei loro panni. Non immagino come debba essere per loro. Non vi è alcuna tensione alle corde del mio cuore, un sentimento di turbamento, sconforto o persino rabbia per l’ingiustizia che possono aver sofferto. Naturalmente, mentre cerchi la mia risposta dopo avermi avvertito di questo ultimo disastro, formerò una fronte corrugata, scuoterò la testa e scriverò alcune parole appropriate per farti pensare che mi dispiace. Questo succederà, naturalmente, se voglio la tua reazione positiva ossia che osservi con approvazione la mia presunta compassione. Se non cercherò più carburante positivo da te, allora lo userò come un’opportunità per provocarti.

“E?” È in genere un buon punto di partenza per ottenere una reazione da parte di un individuo empatico a qualcosa di terribile.

“Cosa intendi con “e”? Queste persone sono senza casa e ferite. Vivono su una piccola isola e non hanno energia elettrica e acqua pulita”.

“Che cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? Non dovrebbero vivere lì allora.”

“Che cosa? Lo pensi davvero?

“Sì. È una loro scelta Devono arrangiarsi.”

Ciò invariabilmente provocherà un attonito silenzio o una protesta. Puoi seguirmi mentre mi allontano chiedendomi come posso non sentire nulla per queste persone. Puoi esprimere rabbia o indignazione e naturalmente questo è ciò che voglio che tu faccia. Il fatto è che non sento niente. Se vedo un appello di beneficienza in televisione, resto indifferente. Non ho nulla in comune con le persone che chiedono aiuto. Non riesco a identificarmi in alcun modo con il modo in cui devono sentirsi. È una totale disconnessione.

La situazione è diversa con coloro con cui interagisco e specialmente con quelli che sono un partner intimo quando ti sto svalutando. Se sei malato e vuoi un po’ di sostegno e quelle tre parole tremanti “tenera amorevole cura”, io non sento nulla. Sento un travolgente senso di disgusto e repulsione. Come sono arrivato ad accoppiarmi con una persona così patetico e debole? Perché ho accettato di vivere con qualcuno che sta starnutendo, tossendo e gracchiando? Stanno cercando di infettarmi, vero? Cercano di farmi scendere al loro livello. So qual è il loro piano e non mi farò ingannare. Non vedo alcuna ragione per cui dovrei sprecare tempo ed energie ad aver a che fare con una persona così. È un esaurimento delle mie risorse e c’è poco o punto carburante da ottenere. Inoltre, il senso di disgusto mi spinge ad allontanarmi da te. Non posso sopportare di vedere una tale debolezza, una tale malattia e una tale infermità. Devo scappare e così sparirò, a volte con una scusa e spesso senza per evitare questa scena orribile.

Quando sei turbato, forse per una brutta giornata di lavoro o per una discussione con un amico e stai piangendo a spiegare cosa ti turba, aspettati di ricevere una scrollata di spalle. Cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? È un tuo problema, non mio. Risolvi la situazione da solo. Se ti ostini a supplicarmi di ascoltarti e di aiutarti, allora mi irrito perché requisisci il mio tempo in questo modo. Non ti rendi conto che ho molto da fare con me stesso? Non posso rinunciare alle mie stesse macchinazioni e alla raccolta di carburante per giocare alla posta del cuore con le tue lagne e i tuoi piagnistei. Le tue patetiche preoccupazioni mi infastidiscono e puoi aspettarti che ti rimproveri per far crescere la tua disperazione, in modo da attirare almeno un po’ di carburante negativo dal tuo turbamento. In questo modo la situazione non verrà completamente cancellata. Se il tuo turbamento è ancora maggiore a seguito della perdita del tuo lavoro o di un lutto, non mostreremo alcun riguardo per i tuoi sentimenti e, anzi, sfrutteremo la tua disgrazia durante la nostra svalutazione. Coglieremo questa opportunità quando sarai vulnerabile ad estrarre ulteriore carburante. Questo è ciò che conta per noi. Sentiamo il bisogno di carburante. Non proviamo alcuna compassione o calore nei tuoi confronti e anzi il tuo egoismo nel concentrarti su te stesso quando dovresti essere presente con noi ci fa infuriare. Ti faremo notare che non ti sei mai preoccupato molto di quel membro della famiglia quando era in vita, quindi perché ti stai preoccupando ora che è passato a miglior vita? Piangi per il tuo licenziamento e ti diciamo che te lo meriti perché non stavi lavorando abbastanza assiduamente. Estrarremo quel combustibile negativo dalle tue lacrime, dalla tua ferita, dalla tua frustrazione e dalla tua rabbia e una volta che è stato ottenuto ti lasceremo con questo (tuo dolore). Abbiamo ottenuto quello che vogliamo e ci sono altre cose, in particolare altre persone con cui possiamo passare il tempo meglio, piuttosto che rimanere con te ed essere sottoposti alla tua pietà egocentrica. Sappiamo che consideri questo comportamento aberrante e senza cuore, ma non c’è speranza per nient’altro. Non proviamo compassione o empatia. Non abbiamo bisogno di fingere perché possiamo attingere carburante negativo, non abbiamo bisogno di renderti come noi o che tu ci ammiri e ci fornisci carburante positivo. Questo è come siamo stati creati. Questo è il freddo conforto che riceverai sempre da noi ogni volta che avrai un momento di bisogno, turbato o angosciato. Abituati a questo.

H.G. TUDOR

The Cold Comfort

👤 CREATURA FERITA

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Non ferirei mai un animale, non intenzionalmente. Sono un esperto tiratore ma non sparerei mai ad un animale vivo. Non sono un amante degli animali, non ho mai avuto un animale e mai lo avrò. Accudire o ferire un animale non mi interessa. Immagino che questo sorprenda alcuni di voi. Immagino che abbiate guardato la foto di questa piccola volpe e abbiate pensato: “Qui è dove mostra il massimo del suo sadismo rivelando che amava torturare porcellini d’India quando era bambino o sparare ad uccelli in giardino con un fucile ad aria compressa”. Sono felice di contraddirti. Non è mai accaduto. Sono ben consapevole che ferire animali sia segno di mancanza di coscienza ma a questo non segue necessariamente che un’assenza di coscienza significhi ferire animali. So che certi individui ottengono una gratificazione emotiva ferendo animali e riguarda l’esibizione del controllo definitivo. Guardo a quelli che utilizzano questo tipo di comportamento come individui di categoria epsilon, semi-idioti a basso funzionamento.
Un animale non ti può rispondere, non può dirti cose o dire la cosa sbagliata. Penso che gli animali mostrino certe tendenze narcisistiche ego-centrate, nutrimi, lavami, accarezzami, gioca con me, portami a passeggiare, pulisci il mio spazio e così via. Richiedono molta attenzione ed ecco perché non posso tollerare di averne uno come animale domestico. Credo che sia la ragione per cui non ne ho mai ferito uno.

No, la mia ira esiste per le creature ferite, le persone patetiche che sono deboli. Non amo i bambini perché sono deboli e mi assorbono attenzione. Non amo gli anziani, sono deboli e assorbono attenzione per via dell’aiuto di cui hanno bisogno. Inoltre non voglio che mi ricordino la morte e sono degli spettri vicini alla fine che ci ricordano che la falce della morte è vicina. Non amo i malati, sono deboli e mi assorbono attenzione. Penso che tu stia prendendo la foto ora. So che voi persone empatiche siete a contatto con queste persone e la società ordina che questi gruppi debbano essere accuditi. Questo non mi risuona. Mi fa infuriare. Vorrei che scomparissero e non mi distraessero dai miei obiettivi. Se si trovassero alla mia portata si ritroverebbero oggetto della mia irritazione e scontentezza con il risultato che esploderei con con la mia lingua acida e parole feroci per esibire il mio fastidio. So che voi lo vedete come sbagliato ma io sono semplicemente onesto. È quello che provo. Ora sai perché la mia specie ti scarica per una modella più giovane, non mostra interesse alla nascita di nostro figlio e perché la nostra tipologia svanisce quando siete malate o infortunate e bisognose di cure. Non desideriamo che ci venga ricordata la debolezza, non quando ci minaccia dall’interno ogni giorno.

H.G. TUDOR

Wounded Creature

📑 COSA PENSA DAVVERO IL NARCISISTA QUANDO C’È BISOGNO DI AIUTO

190826D What The Narcissist Really Thinks When Help Is Needed.jpgÈ una nostra caratteristica ben riconosciuta che non proviamo empatia. Sappiamo come mostrare empatia. Tu e altri l’avete mostrata in molte occasioni, così sappiamo quale espressione del viso adottare, l’inclinazione della testa, il linguaggio del corpo appropriato come una mano sul braccio o un braccio intorno alle spalle. Abbiamo ascoltato con molta attenzione, quindi comprendiamo le frasi da tirar fuori,

“Mi dispiace sentire questo.”

“C’è qualcosa che posso fare per essere d’aiuto; deve essere terribile.”

“Capisco cosa hai passato, credimi e dimmi solo come posso aiutarti”.

“So come ti senti.”

“Mi sentirei sconvolto anch’io se fosse successo a me.”

Ho visto persone come te in azione che esibiscono la loro natura empatica e ho setacciato anche internet per raccogliere anche lì alcune frasi appropriate. Metti insieme tutto questo e la nostra tipologia sarà in grado di esibire uno sfoggio convincente di empatia che ingannerà pressoché tutti. Vedrai questa falsa empatia esibita durante la seduzione quando desideriamo mostrarti come siamo una persona gentile, premurosa e comprensiva, così ti sentirai attratto ancora di più da noi. Conosciamo altrettanto bene i giusti destinatari di questa falsa empatia: i malati, gli anziani, i gatti randagi, i senzatetto, le vittime del terremoto, il bambino con lo stomaco gonfio perché non ha mangiato per giorni, i paesani dall’aspetto serio affollati attorno al nuovo investito e così via. Sì, conosco tutti quelli che hanno bisogno di alcune reazioni empatiche e le mostrerò di fronte a te, così tu sei sempre più attratto da me. Cosicché mi adatto.

È, ovviamente, tutto per sfoggio. Non la sento. Niente affatto. Non una virgola, uno granello o una scintilla di empatia. Mostrami un resoconto di qualche tragedia e i miei occhi scivoleranno sul testo mentre registro ciò che è successo. Dentro non sento niente. Non c’è risposta. Non mi dispiace per le persone coinvolte nelle conseguenze dell’uragano. Non immagino come dovrebbe essere per loro e come devono sentirsi. Certamente sono abbastanza intelligente per sapere come devono sentirsi, ma non mi metto nei loro panni. Non immagino come debba essere per loro. Non vi è alcuna tensione alle corde del mio cuore, un sentimento di turbamento, sconforto o persino rabbia per l’ingiustizia che possono aver sofferto. Naturalmente, mentre cerchi la mia risposta dopo avermi avvertito di questo ultimo disastro, formerò una fronte corrugata, scuoterò la testa e scriverò alcune parole appropriate per farti pensare che mi dispiace. Questo succederà, naturalmente, se voglio la tua reazione positiva ossia che osservi con approvazione la mia presunta compassione. Se non cercherò più carburante positivo da te, allora lo userò come un’opportunità per provocarti.

“E?” È in genere un buon punto di partenza per ottenere una reazione da parte di un individuo empatico a qualcosa di terribile.

“Cosa intendi con “e”? Queste persone sono senza casa e ferite. Vivono su una piccola isola e non hanno energia elettrica e acqua pulita”.

“Che cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? Non dovrebbero vivere lì allora.”

“Che cosa? Lo pensi davvero?

“Sì. È una loro scelta Devono arrangiarsi.”

Ciò invariabilmente provocherà un attonito silenzio o una protesta. Puoi seguirmi mentre mi allontano chiedendomi come posso non sentire nulla per queste persone. Puoi esprimere rabbia o indignazione e naturalmente questo è ciò che voglio che tu faccia. Il fatto è che non sento niente. Se vedo un appello di beneficienza in televisione, resto indifferente. Non ho nulla in comune con le persone che chiedono aiuto. Non riesco a identificarmi in alcun modo con il modo in cui devono sentirsi. È una totale disconnessione.

La situazione è diversa con coloro con cui interagisco e specialmente con quelli che sono un partner intimo quando ti sto svalutando. Se sei malato e vuoi un po’ di sostegno e quelle tre parole tremanti “tenera amorevole cura”, io non sento nulla. Sento un travolgente senso di disgusto e repulsione. Come sono arrivato ad accoppiarmi con una persona così patetico e debole? Perché ho accettato di vivere con qualcuno che sta starnutendo, tossendo e gracchiando? Stanno cercando di infettarmi, vero? Cercano di farmi scendere al loro livello. So qual è il loro piano e non mi farò ingannare. Non vedo alcuna ragione per cui dovrei sprecare tempo ed energie ad aver a che fare con una persona così. È un esaurimento delle mie risorse e c’è poco o punto carburante da ottenere. Inoltre, il senso di disgusto mi spinge ad allontanarmi da te. Non posso sopportare di vedere una tale debolezza, una tale malattia e una tale infermità. Devo scappare e così sparirò, a volte con una scusa e spesso senza per evitare questa scena orribile.

Quando sei turbato, forse per una brutta giornata di lavoro o per una discussione con un amico e stai piangendo a spiegare cosa ti turba, aspettati di ricevere una scrollata di spalle. Cosa ti aspetti che io faccia al riguardo? È un tuo problema, non mio. Risolvi la situazione da solo. Se ti ostini a supplicarmi di ascoltarti e di aiutarti, allora mi irrito perché requisisci il mio tempo in questo modo. Non ti rendi conto che ho molto da fare con me stesso? Non posso rinunciare alle mie stesse macchinazioni e alla raccolta di carburante per giocare alla posta del cuore con le tue lagne e i tuoi piagnistei. Le tue patetiche preoccupazioni mi infastidiscono e puoi aspettarti che ti rimproveri per far crescere la tua disperazione, in modo da attirare almeno un po’ di carburante negativo dal tuo turbamento. In questo modo la situazione non verrà completamente cancellata. Se il tuo turbamento è ancora maggiore a seguito della perdita del tuo lavoro o di un lutto, non mostreremo alcun riguardo per i tuoi sentimenti e, anzi, sfrutteremo la tua disgrazia durante la nostra svalutazione. Coglieremo questa opportunità quando sarai vulnerabile ad estrarre ulteriore carburante. Questo è ciò che conta per noi. Sentiamo il bisogno di carburante. Non proviamo alcuna compassione o calore nei tuoi confronti e anzi il tuo egoismo nel concentrarti su te stesso quando dovresti essere presente con noi ci fa infuriare. Ti faremo notare che non ti sei mai preoccupato molto di quel membro della famiglia quando era in vita, quindi perché ti stai preoccupando ora che è passato a miglior vita? Piangi per il tuo licenziamento e ti diciamo che te lo meriti perché non stavi lavorando abbastanza assiduamente. Estrarremo quel combustibile negativo dalle tue lacrime, dalla tua ferita, dalla tua frustrazione e dalla tua rabbia e una volta che è stato ottenuto ti lasceremo con questo (tuo dolore). Abbiamo ottenuto quello che vogliamo e ci sono altre cose, in particolare altre persone con cui possiamo passare il tempo meglio, piuttosto che rimanere con te ed essere sottoposti alla tua pietà egocentrica. Sappiamo che consideri questo comportamento aberrante e senza cuore, ma non c’è speranza per nient’altro. Non proviamo compassione o empatia. Non abbiamo bisogno di fingere perché possiamo attingere carburante negativo, non abbiamo bisogno di renderti come noi o che tu ci ammiri e ci fornisci carburante positivo. Questo è come siamo stati creati. Questo è il freddo conforto che riceverai sempre da noi ogni volta che avrai un momento di bisogno, turbato o angosciato. Abituati a questo.

H.G. TUDOR

What The Narcissist Really Thinks When Help Is Needed

📰 I TRE ASPETTI DELL’EMPATIA

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Il concetto dell’empatia può essere diviso in tre tipi. Ci sono tre aspetti identificabili.

Prima di tutto c’è l’idea dell’empatia cognitiva laddove si può capire il punto di vista di un’altra persona. Io sono capace di capire il punto di vista di un’altra persona ma raramente accederò ad esso, a meno che non veda un guadagno ulteriore che possa essere ottenuto esprimendo il fatto che sto capendo il loro punto di vista. Perfino quando spiego di capire, è comunque improbabile che io lo accetti. I Narcisisti Inferiori e Medi sono incapaci di comprendere il punto di vista di quella persona perché si opporrà al loro, ostacolando ciò che vogliono ottenere e frustrando le loro finalità in seguito alla loro differente prospettiva. Mancano di funzioni cognitive per farvi fronte. Ovviamente, le persone empatiche sono esperte nel capire il punto di vista dell’altro ma andranno oltre. Mostreranno pazienza nel permettere che quel punto di vista venga articolato, faranno domande per estrarre questa opinione e la applicheranno alle loro situazioni ed esperienze personali. Gli individui empatici vogliono comprendere il punto di vista dell’altro. Non solo danno un palcoscenico per iniziare, ma permettono anche che venga trasmesso, espanso e applicato. D’altra parte non sorprende che questa empatia cognitiva si diffonda nei tratti empatici di pazienza, bisogno di comprendere, bisogno di conoscere la verità. Inoltre, avere una tale empatia cognitiva fa sì che la persona empatica sia molto più suscettibile all’insalata di parole, alla conversazione circolare, alle bugie e alle mezze risposte che la nostra tipologia fornisce. La persona empatica sopporta queste manipolazioni mentre lui o lei tentano di farsi strada nel pantano al fine di flettere la loro empatia cognitiva in modo da capire il punto di vista narcisistico. Naturalmente, dato che il nostro punto di vista agisce da una prospettiva completamente distorta e differente, avete poche speranze di realizzarlo.

Secondariamente, c’è anche l’interesse empatico laddove si è in grado di riconoscere lo stato emozionale di un’altra persona, sentendo il bisogno di far fronte a questo stato emotivo e quindi mostrando l’appropriato interesse verso l’individuo. In tutte le tre scuole di narcisismo, la nostra capacità riguardo l’interesse empatico è distorta. Il Narcisista Superiore è sempre capace di eseguire la parte di riconoscimento ma non è mai stato creato con il senso della necessità di farvi fronte malgrado le nostre funzioni cognitive amplificate implichino che possiamo capire, attraverso osservazione ed esperienza, quale dovrebbe essere l’appropriata risposta d’interesse. Questo significa che possiamo riconoscere qualcuno in difficoltà, capire che hanno bisogno d’aiuto ma non sentiamo minimamente l’impulso di offrirlo. Però, siccome abbiamo due delle tre parti dell’interesse empatico, fingeremo preoccupazione basata sulla nostra comprensione, ma solo se vediamo che serve ai nostri interessi. Ecco perché, specialmente durante la seduzione oppure a beneficio della facciata durante la svalutazione, possiamo apparire interessati che qualcuno sia preoccupato o sconvolto. Non sentiamo alcun bisogno di assisterli, ma riconosciamo che farlo possa servire alle nostre necessità personali.

L’Inferiore è in grado di riconoscere lo stato emozionale di un’altra persona, non sente la necessità di farvi fronte ed è incapace di mostrare l’interesse appropriato verso la persona. Di conseguenza, perfino durante la seduzione, l’Inferiore si presenterà come impassibile mentre ha a che fare con certi episodi emotivi e spesso lui o lei abbandoneranno la situazione. Durante la svalutazione, vedrà solamente il vantaggio del carburante da questo stato emotivo ed infatti invece di essere solidale, dato che non ne sente il bisogno, semplicemente esploderà ulteriormente.

Anche il Medio-Rango riconoscerà lo stato emozionale, non sentirà necessità di farvi fronte ed ha un repertorio limitato di falso interesse. Quindi in certi casi può fingere di essere interessato ed in altri non ha risposte e lascerà la vittima ai propri problemi e difficoltà inoltre ha abbastanza calcolo per affermare che deve essere urgentemente da qualche parte e quindi fugge dalla domanda di assistenza ed aiuto fatta dalla vittima.

Come è prevedibile, la persona empatica possiede intatti e in quantità intensa tutti e tre gli elementi di questo particolare aspetto dell’empatia. L’individuo empatico è in grado di riconoscere lo stato emotivo di un altro con notevole facilità, perfino se tenta di mascherarlo. Loro sentono assolutamente e riconoscono la necessità di fare qualcosa quando vedono la reazione emotiva di qualcuno. Questa compulsione è quasi irresistibile per le persone empatiche e sono anche pienamente a conoscenza di ciò che dovrebbero fare per rispondervi. Condivideranno la gioia, si congratuleranno quando qualcuno è felice per delle buone notizie, consoleranno quando qualcuno è infelice e li abbracceranno quando hanno il cuore spezzato. La persona empatica non è diversa con la nostra tipologia e vede la nostra risposta emozionale – sebbene di assortimento limitato- sente il bisogno di farvi fronte e sa anche come farlo. Quindi quando scarichiamo la nostra furia, il nostro odio, la nostra invidia e la nostra antipatia, la persona empatica per via del suo interesse empatico è sempre stimolata all’azione, raramente si sottrarrà alla sfida ed affronta i problemi perfino se comportano costi notevoli per sé.

Alla fine arriva il concetto di contagio emotivo. Questo è profondo e si potrebbe perfino considerare come un elemento spirituale delle persone empatiche. Non riguarda solamente la comprensione di un punto di vista o il riconoscimento e la risposta ad un bisogno emozionale, riguarda il fatto di sentire l’emozione come fa l’altro. Quindi se un amico è sconvolto dalla morte di un genitore, la persona empatica viene contaminata da questo lutto e sperimenta la stessa emozione come se fosse in lutto in se stessa. Questo non solo significa che zampillano di carburante cosa che naturalmente la nostra tipologia sfrutterà ma che sono alimentati dal riconoscere i bisogni e dal fare qualcosa a riguardo ancora più di ciò che gli verrebbe concesso tramite l’empatia cognitiva e l’interesse empatico. Il contagio emotivo esiste in tutti gli individui empatici ma è più intensa in alcune persone. In effetti, la sua intensità potrebbe perfino andare oltre al trovarsi vicino fisicamente alla persona che sperimenta l’emozione. Un soggetto in sintonia con il contagio emotivo guarderà un programma televisivo dove il personaggio principale è spaventato, e anche lui sentirà quella paura. Leggeranno un commovente articolo sul giornale riguardo ad un orfano in difficoltà e sentiranno quella disperazione allo stesso modo. È una parte di empatia immensamente potente e fa sì che la persona empatica debba rispondervi.

Noi non abbiamo tale contagio emotivo. È completamente assente e quindi non abbiamo nulla che potrebbe farci sentire qualcosa in modo da agire in base ad esso. Non c’è nulla qui. Il dramma dell’orfano non viene sentito da parte nostra e siamo completamente indifferenti. La paura dell’eroina in televisione viene vista con fastidio dato che la nostra fonte primaria sembra essere più interessata di questa persona che di noi. L’unico momento in cui consideriamo questo contagio emozionale di qualche utilità è quando è utile ai nostri scopi quando la persona empatica zampilla di carburante per via di esso e dirige i propri tratti empatici verso di noi. Noi non abbiamo questo contagio e non sentiamo nulla nel modo in cui lo faresti tu.

H.G. TUDOR

The Three Strands of Empathy

📰 GLI OTTO UTILIZZI DELL’EMPATIA

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Tu sei un individuo empatico. Ecco perché ti abbiamo scelto. Ecco perché vogliamo persone come te perché tu possiedi certi tratti che ci attraggono notevolmente. Hai caratteristiche che sono pronte ad essere sfruttate da noi e solo qualcuno come te può fornire un’opportunità come questa alla nostra specie. Tu possiedi certe doti che abbiamo bisogno di sfruttare per i nostri scopi personali; queste sono otto di esse

1. Fiducia

Non puoi agire senza fiducia. Fin dal principio hai fiducia in noi con il cuore. Prontamente ce lo consegni e ci permetti di metterci attorno le mani. Credi che lo terremo al sicuro e protetto, inconsapevole che le nostre perfide mani bramano ciò che il tuo cuore offre. La tua fiducia è assoluta e incondizionata e questo ci permette di sfruttarla ripetutamente facendo quello che ci va, agendo alle tue spalle e infrangendo la tua fiducia ancora e ancora. La tua reazione quando vieni a conoscenza della nostra violazione di questa dote sacra è enorme e piena di carburante ed è ciò che sta dietro al nostro bisogno di ottenere e distruggere la tua fiducia. Il concetto di fiducia è così allettante che anche dopo averla distrutta, ci sforzeremo di ripararla e vincerla di nuovo solo per romperla ancora.

2. Onestà

La tua apertura e onestà segna il tuo destino di fornirci tantissime informazioni su te stessa. Dalle tue speranze e desideri attraverso le tue carenze e punti deboli. Ti piace descriverci tutto in dettaglio dato che vivi con un codice di onestà, desiderando sempre di dire la verità e che la verità ti venga detta. Noi sappiamo che tu agisci attraverso queste caratteristiche e in principio fingeremo di essere persone oneste, sincere nella nostra espressione di ciò che realmente proviamo per te. Come potremmo essere più onesti del dirti che sei la persona che aspettavamo da sempre? Tuttavia, l’onestà è per te e mai per noi perché operiamo nell’ombra della disonestà. L’onestà potrebbe essere forza ai tuoi occhi ma per noi è una debolezza perché ti sei aperta prima di noi, esponendoti verso di noi, mostrandoci il collo mentre la nostra lingua biforcuta scivolava attraverso i nostri canini affilati.

3. Dignità

Tu devi sempre fare la cosa giusta. Fare qualsiasi altra cosa è un’eresia per te e noi sappiamo che questo tuo attributo ti rende suscettibile alle nostre principali macchinazioni. Tu sei garbata e di buone maniere. Questo fa sì che ci concederai i nostri approcci iniziali e ascolterai attivamente ciò che diciamo. Accetterai con grazia i nostri regali, senza capire che sono tangenti per assicurarci che tu sia incatenata a noi. Risponderai sempre alle nostre chiamate, ai messaggi e aprirai la porta quando compariamo, non importa quanto spesso o quante volte sia senza preavviso. Questo imperativo di essere civile e corretta ci permette di frequentarti a tal punto che il nostro fascino è dentro e intorno a te così spesso che tu non hai altra possibilità che soccombervi. Non ci volterai le spalle, non ci sbatterai la porta in faccia piuttosto ci darai l’appiglio e il tempo di tessere la nostra magia malvagia su di te e di sedurti.

4. Uguaglianza

Tu ti aspetti di essere trattata nel modo in cui tratti gli altri e quando alla fine comincia la svalutazione e tu scopri che mancano concetti come considerazione, reciprocità e parità di trattamento, la tua reazione emozionale e allarmata è il motore per il carburante di cui abbiamo bisogno. Tu funzioni secondo la massima “tratta gli altri come vorresti essere trattata” e quindi ci tratti con amore, passione e gentilezza. Questa assenza di ritorno ti causa un grande sgomento e tristezza, che ci permette di attingere il carburante da te in notevole quantità

5. Fedeltà

Essere fedele e ricevere in cambio fedeltà è di importanza significativa per te. La tua dedizione all’ideale di fedeltà fa sì che noi ci preoccupiamo poco del fatto che perderai la testa per un altro, non importa quanto male ti trattiamo. Non trasgredirai questo ideale, perfino se dovessi sospettare o sapere del nostro evidente disprezzo del concetto di fedeltà, tu rimarrai fedele lo stesso. Ti provoca dolore, ti ferisce ma in quanto persona di principi tu ti atterrai ad esso. Non lo fai per una questione d’orgoglio o per cercare qualche tipo di riconoscimento, ma lo fai perché è parte di te. Una parte integrante della tua fibra morale e pienamente consapevoli di questa tua dote eccellente, noi potremo fare come ci va con una preoccupazione minima che tu ci tratterai nello stesso modo.

6. Tenacia

Tu non ti arrendi. Mostri uno spirito infaticabile che attraversa ogni elemento di ciò che sei. Non lascerai perdere l’idea di te e me. Farai tutto ciò che serve per compiacermi, per riconquistare la mia grazia dorata di cui ti sei deliziata. Terrai duro determinata ad assicurarti di rimetterci in carreggiata. Non abbandonerai perché facendolo ammetteresti un fallimento e questo è qualcosa che non puoi tollerare. Non importa quanto sia grave l’abuso, non importa quanto sia terribile il modo in cui vieni trattata, tu ti aggrapperai come conseguenza di questa caratteristica. Noi siamo ben consapevoli di questo e diamo il benvenuto a questo approccio tenace, perché ci rifornisce con la garanzia della tua attenzione e del tuo supporto.

7. Guarigione

Il tuo desiderio di curare e sistemare è forse una delle tue doti più degne di nota. Il desiderio di alimentare il buono nelle persone e portarlo alla luce. Tu credi che tutti possano diventare migliori, inclusa te stessa ed è il motivo per cui sei così altruista e generosa. Tu lotti per cercare il modo di rendere una situazione migliore per qualcuno, vuoi fare felice una persona triste, calmare una persona preoccupata e alleviare le preoccupazioni di chi trovi sulla tua strada. Più di tutto vuoi aggiustare noi perché credi che possiamo essere aggiustati. Noi non rinnegheremo questa idea, proprio per nulla, serve al nostro scopo di farti continuare a credere che puoi fare la differenza.

8. Amore

Il tuo amore è immenso. Incondizionato, enorme e pressoché infinito. Simile alla riserva più grande, il tuo amore è ciò che dobbiamo intrappolare e una volta ottenuto beviamo da esso con una sete inestinguibile. Tu sei dedita all’idea dell’amore e noi sfruttiamo questa cosa ripetutamente. Esercitiamo il controllo su di te insinuando che non devi amarci molto se non farai ciò che vogliamo. Testiamo il tuo amore per noi ponendo richieste immani su di te sapendo che accetterai sempre la sfida. Il tuo amore per noi è tale che è più dolce di quello che possiamo ottenere da altri ma rimane anche intatto per molto, molto più tempo. Resiste alla torrida svalutazione e all’abbandono senza cuore così che sappiamo di poter contare sul fatto di essere in grado di tornare ancora una volta e impossessarci del tuo amore per l’ennesima volta per i nostri scopi ripugnanti e malvagi.

H.G. TUDOR

The Eight Exploitations of Empathy

📰 LA TORTA DELL’EMPATIA

 

78610323_118466069623809_1526257263319187456_nMolti di voi trovano difficoltà nell’interpretazione dei comportamenti per determinare se si ha a che fare con un narcisista, un individuo normale o un empatico.

Questo è comprensibile per due motivi: –

1. Una mancanza di comprensione dei comportamenti dei vari gruppi di persone; e
2. La presenza del pensiero emotivo che offusca l’applicazione della logica.

Per aiutarti ad acquisire una certa comprensione e per raccogliere la logica ai fini del controllo del Nemico Interno (ovvero il pensiero emotivo) è il momento di parlare di torta e di una torta in particolare La Torta dell’Empatia.

Per comprendere i vari strati della Torta dell’Empatia, utilizzeremo uno scenario semplice. Paul lavora in un ufficio. Lavora con Linda. Linda ha un naso piuttosto grosso, quindi Paul chiama sempre Linda “Babs” in riferimento a Barbara Streisand ogni volta che la vede. A Linda questo non piace. Si turba a essere chiamata ‘Babs’, è sensibile alle dimensioni del suo naso e vorrebbe che fosse più piccolo. I suoi sentimenti sono feriti da questa etichetta.

Strato Uno – Empatia Emotiva Istintiva (“IEE”)

Qui Paolo è un empatico. Non conosce molto bene Linda, ma la conosce abbastanza bene come collega. Non la chiamerebbe Babs. Vede che ha un grande naso ma non gli capita mai di chiamarla per nome. Perchè questo? Paul, in quanto empatico, ha un’Empatia Emotiva Istintiva, il che significa che semplicemente non fa certe cose che sarebbero problematiche. Di conseguenza, la sua Empatia Emotiva Istintiva implica che lui rispetta i confini, non si atteggia con un senso di diritto, dimostra responsabilità, prende in considerazione le altre persone, agisce con onestà e decenza. Non è un santo ma ha questo comportamento istintivo perché in quanto empatico possiede Empatia Emotiva Istintiva. Ha un “cuscinetto” naturale che significa che non adotta particolari comportamenti che potrebbero essere considerati problematici, dannosi o difficili. Non deve pensare a come si comporta, semplicemente si comporta in questo modo.

Questo non vuol dire che si comporta sempre così. La sua Empatia Emotiva Istintiva può essere influenzata negativamente, in quel caso potrebbe offendere qualcuno, comunque questo sarebbe per esempio

• La sua Empatia Emotiva Istintiva è abbassata da un agente esterno sporadico come il lutto o la stanchezza
• La sua Empatia Emotiva Istintiva è abbassata dall’intervento di un agente esterno abusante, ovvero il comportamento di un narcisista
• L’Empatia Emotiva Istintiva è ridotta perché Paul conosce bene l’obiettivo e sa che questa persona non si offende per l’etichetta / insulto perché l’ha usata molte volte in passato, l’obiettivo ci ha sempre riso e, ad esempio, è un amico di vecchia data.

Paolo come empatico agisce in modo istintivo, senza doverci pensare così da evitare di causare problemi e quindi non chiama mai Linda per nome.

Strato Due – Empatia Emotiva di Salvaguardia (“SEE”)

Si applica sia agli empatici che alle persone empatiche.

In questo caso Paul vede Linda e pensa

‘Caspita, lei ha un gran nasone, proprio come Barbara Streisand’. Prende in considerazione l’idea di chiamarla e di dire “Ehilà Babs”. Tuttavia, la sua empatia emotiva passa attraverso un processo di pensiero attivo e lui pensa tra sé,

“Aspetta un attimo. Potrebbe non gradire se le dico così. Inoltre, a me non piacerebbe se avessi il naso grosso e qualcuno mi chiamasse Barry Manilow o Cirano De Bergerac.”

Di conseguenza, lui non le dà un soprannome. Domina sul suo comportamento per mezzo di un effetto frenante sui suoi pensieri e azioni mentre la sua empatia emotiva salvaguarda i suoi pensieri e comportamenti. Questo vale per gli empatici, di conseguenza essi hanno i primi due strati della Torta dell’Empatia che influenzano i loro comportamenti, e anche per le persone empatiche (che non sono empatici).

Quindi una tale persona potrebbe trovare per strada un portafoglio con dei soldi dentro e pensa di tenere i soldi ma poi considera che ciò potrebbe causare particolari difficoltà a qualcuno e che preferirebbe che se qualcuno trovasse il suo portafoglio lo restituisse con il denaro intatto.

Strato Tre – Empatia Emotiva Attivata

In questo caso, Paolo chiama effettivamente Linda, “Babs” e lo fa ogni volta che la vede. Lo dice con un sorriso e lo intende come uno scherzo. Non si rende conto che a Linda crea problemi. Linda decide di agire e chiama Paul da una parte. Lei, come empatica, persona empatica o persona normale, non ha bisogno di esercitare il controllo su Paul, ma vuole che il comportamento venga corretto per non sentirsi più ferita. Si approccia a questo desiderio di risolvere la questione in modo costruttivo e tranquillo. La conversazione procede in questo modo: –

Linda “Paul, mi stavo chiedendo se potrei fare una breve chiacchierata con te su qualcosa di personale nella sala pause?”

Paul – “Certo, cos’ è che ti preoccupa?”

Linda – “So che mi chiami Babs e sono sicura che non vuol dire niente e lo intendi solo come uno scherzo, ma io preferirei se non me lo dicessi. Sono un po’ sensibile alle dimensioni del mio naso, capisci. Va bene?”

Paul – “Oh, scusa Linda, non avevo capito che ti stava turbando. Mi dispiace per quello. Certo, non lo dirò più, mi dispiace di aver ferito i tuoi sentimenti. Nessun problema, Linda da ora in poi non lo farò più e grazie per avermene parlato in questo modo, apprezzo che tu venga da me e ti spieghi.”

Linda – “Grazie. Va bene, preferisco lavorare in modo tranquillo.”

Problema risolto.

Paul non era a conoscenza (dato che gli mancano l’Empatia Emotiva Istintiva e l’Empatia Emotiva di Salvaguardia) che il suo comportamento feriva. In ogni modo, la sua intelligenza emotiva era carente. Non aveva nemmeno un cuscinetto incorporato, che lo portasse a non comportarsi in questo modo, né la sua mente lo avvertiva del fatto che il suo presunto epiteto scherzoso non sarebbe stato ben accolto. Tuttavia, quando viene avvertito del fatto che il suo comportamento sta turbando qualcuno, la sua empatia emotiva fa sì che risponda in modo positivo, che sia sinceramente pentito e che successivamente corregga il suo comportamento come richiesto.

Questo è il comportamento degli individui normali. Si comportano in un modo particolare e la risposta a tale comportamento dipende ovviamente dalle circostanze e dal tipo di individuo o degli individui destinatari, ma quando vengono avvertiti del fatto che il loro comportamento sta causando un problema, risponderanno con Empatia Emotiva Attivata. In un certo senso, le persone normali sono persone di vista corta ma non “cattive” e quando viene loro indicato un comportamento “cattivo”, lo correggeranno, ma diversamente, se non ci saranno lamentele continueranno. Non sono inconsapevoli del loro comportamento, ma non lo considerano problematico, l’esempio è Paul che non pensava che Linda sarebbe stata sconvolta perché lo intendeva come uno scherzo, ma la sua empatia emotiva non è sufficientemente sviluppata da portarlo a non comportarsi così fin dall’inizio o interrompere il suo comportamento considerando come potrebbe sentirsi Linda ad essere chiamata “Babs” prima di iniziare a farlo.

Strato Quattro – Empatia Emotiva Minima

Paul ha chiamato Linda “Babs”. Lei non gradisce. A questo proposito gli si avvicina nel modo descritto nello Strato Tre sopra. Questa volta, quando lei lo segnala a Paul, lui risponde così:

“Oh, andiamo, non essere così permalosa, è solo uno scherzo.”

“Bene”, dice Linda, “tu puoi vederlo come uno scherzo, ma a me non piace. Per favore smettila.”

“Davvero? È solo uno scherzo, sai, non c’è bisogno che ti scaldi così”

“Capisco perché pensi che sia solo uno scherzo, ma questo mi turba, Paul, quindi ti chiedo, educatamente, che tu la smetta.”

“Beh, se è davvero un problema per te e ti farà smettere agitarti tanto, ma è solo una battuta.”

“No, per me non lo è Paul, e se continui dovrò parlarne con il capo del personale.”

“Va bene, va bene, calmati, non ce n’è bisogno. Non lo dirò più.”

“Grazie.”

Paul ha impiegato più tempo a comprendere i sentimenti di Linda, è stato sprezzante e ha avuto bisogno sia di convincersi che per lei fosse problematico (in effetti si sforzava di capire perché era problematico a causa della sua Empatia Emotiva Minima) e anche il potenziale problema del coinvolgimento del capo del personale (che Paul non voleva) ha fatto sì che alla fine l’accettasse. Probabilmente, Paul si lamenterà del fatto che Linda sia troppo sensibile con i suoi amici, la chiamerà ancora “Babs” dietro le spalle, ma smette di farlo davanti a lei. Non ha bisogno di controllare la situazione (come farebbe un narcisista) quando lei lo sfida sul suo comportamento, ma la sua reazione è di resistenza e incredulità a causa della sua Empatia Emotiva Minima. Questa è la risposta di una persona che è narcisistica ma non narcisista, ha un po’ di empatia emotiva, ma non molta.

Strato Cinque – Nessuna Empatia Emotiva

Linda solleva di nuovo il problema con Paul. Paul risponde come segue:

“Di cosa stai parlando, non ti ho mai chiamato così.”

“Ehm, sì, l’hai fatto Paul, lo dici ogni volta che mi vedi.”

“Sciocchezze, ti sbagli”.

“No, non mi sbaglio, tu mi chiami Babs per le dimensioni del mio naso.”

“No, non l’ho proprio mai detto. Perchè stai facendo così?”

Paul non ha affatto empatia emotiva. È un narcisista. Linda lo sta sfidando. L’irritazione e il turbamento di lei sono carburante per lui, ma la sua insistenza sul fatto che lui ha commesso qualcosa di sbagliato offende il senso del diritto di Paul (fare e dire come gli pare), offende la sua mancanza di responsabilità (cercando di renderlo responsabile), dimostra la sua mancanza di riconoscimento dei limiti e fa sentire a Paul (inconsciamente) che Linda sta cercando di esercitare il controllo su di lui. Essendo un narcisista, Paul DEVE respingere questo controllo su di lui e quindi viene attivata la sua Prima Linea di Difesa Narcisistica (diniego). Dal momento che è uno scenario ‘lui ha detto / lei ha detto’, questa Prima Linea di Difesa è applicabile.

Linda non ritirerà la sfida, quindi Paul (credendo sinceramente di non averlo mai detto perché il suo narcisismo lo rende cieco del fatto di aver detto così per esercitare il controllo) continua a negare. Linda deve fare marcia indietro, così Paul ha il controllo.

Linda continua

“Guarda Paul, so che potresti sentirti imbarazzato per questo, ma tu l’hai detto e ti chiedo cortesemente di smetterla, per favore?”

Più Carburante di Sfida.

“E io ti sto dicendo che non ti ho mai chiamato così, va bene?” risponde Paul mentre il suo narcisismo lo difende e preme per indurre Linda a ritirare la sua sfida. Linda fa una pausa e sente che non sta andando da nessuna parte e si sente più turbata dalla smentita di Paul e anche confusa. Forse ha detto qualche altra cosa che suona come Babs.

“Quindi stai dicendo che non mi hai mai chiamato Babs?” Chiede.

“È quello che sto dicendo.” Paul dice fermamente. Il suo tono è aggressivo come lo è la sua posizione.

“Perfetto, ok, bene, se dici che è così, allora lasciamo perdere”.

Linda si ritira, innervosita e a disagio per l’esperienza. Paul la lascia andare via perché lei ha fatto marcia indietro, lui ha il controllo e tutto va bene nel suo mondo. Linda rimane sconvolta. Paul come narcisista ed essendo privo di empatia emotiva non l’ha aiutata.

Esaminiamo alcuni esiti alternativi.

A. Linda Resta Inflessibile

“Lo hai detto Paul e se non ti fermi, lo dirò al capo del personale.”

Carburante di Sfida.

‘Non l’ho detto, ma va’ pure e dillo al capo del personale, non farà nulla.’

Diniego mantenuto. Grandiosità (“il capo del personale non può toccarmi”). Mancanza di responsabilità (verso Linda e verso il capo del personale).

“Allora è quello che farò.”

“È la tua fine” dice Paul e se ne va. Andandosene, in effetti, sta somministrando a Linda un Trattamento del Silenzio ed esercita il controllo su di lei dichiarando “è finita, ho vinto perché non me ne importa”. Inoltre mostra ancora una volta la sua mancanza di empatia emotiva, il suo senso del diritto e la mancanza di responsabilità. Ha comunque affermato il controllo e la ribellione di Linda viene annullata in quell’istante. Potrebbe avere qualcosa da affrontare in seguito, ma non se ne preoccupa, ha bisogno di controllo ORA.

B. Linda Porta Un’Alleata

Paul mantiene la negazione così Linda si rivolge a Meghan.

“Per favore, Meghan, dì a Paul che l’hai sentito.”

Meghan obbedisce

“Lo dici sempre Paul, ti ho sentito più volte.”

Più Carburante di Sfida. Paul può mantenere la negazione (Prima Linea di Difesa) oppure se il suo narcisismo ritiene che questa convalida (in particolare diciamo se Meghan ha lo stesso livello di anzianità di Paolo) infrange la Prima Linea della Difesa, scatena la Seconda Linea (manipolazione alternativa).

“Beh, ha iniziato lei, mi affibbia soprannomi, quindi io le sto solo restituendo quello che mi dice.” (Proiezione)

OPPURE

“Non sto dicendo Babs, sto dicendo Dabs, come nel cognome di Linda (si chiama Dabrinski) quindi è solo una forma diminuitiva del suo cognome.” (Bugia / Deflessione)

OPPURE

“Non sto dicendo Babs, sto dicendo Dabs, come nel cognome di Linda (si chiama Dabrinski) quindi è solo una forma diminuitiva del suo cognome. Gesù, perché è così sensibile. Questo è il problema di avere così tante donne sul posto di lavoro, vi date arie di superiorità decisamente troppo spesso. (Bugia / Deflessione e Offesa)

OPPURE

“Non si è mai lamentata prima, di solito ci ride. Penso che si stia lamentando ora solo perché l’ho respinta quando mi ha chiesto di uscire. (Bugia / Spostamento di Colpa)

Ci sono una serie di esiti diversi basati sulle circostanze e sulla scuola di narcisismo a cui appartiene Paul, ma il punto fondamentale è che lui manca di empatia emotiva, quindi non ha l’istintivo cuscinetto contro questo comportamento, il suo senso del diritto, il bisogno di controllo e la mancanza di riconoscimento dei limiti lo induce a chiamare Linda con questo nome e quando gli viene fatto notare, la sua mancanza di empatia emotiva e il suo bisogno di controllo hanno come risultato gli esiti descritti.

Di conseguenza, puoi utilizzare questa Torta dell’Empatia in una vasta gamma di interazioni con le persone per aiutarti a valutare dove si collocano nello schema del comportamento e come sempre, io, come esperto, sono a tua disposizione attraverso la consultazione per aiutarti a sintonizzare e interpretare cosa sta davvero succedendo e cosa puoi fare al riguardo.

H.G. TUDOR

The Empathy Cake

👤 NON GUARDARE AL PASSATO CON RANCORE

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Molte delle mie ex fidanzate amano riflettere sul passato. Sorridono e raccontano qualche aneddoto, una festa particolare o un viaggio divertente che hanno fatto una volta sulla costa.
Qualche volta non è un evento specifico ma piuttosto il modo in cui una persona si è comportata. Spesso e volentieri i loro ricordi sono focalizzati sul buono delle cose. Io non penso riguardo al passato. Non invade mai la mia coscienza. Non sono inseguito dalle memorie delle cattiverie che ho fatto alle persone. Me ne sto sdraiato nel mio letto e dormendo sonoramente. Mi sveglio riposato e pronto per la mia prossima conquista. Quando eventualmente scarico qualcuno dalla mia vita (lo faccio sempre) non do alla cosa un secondo pensiero a meno che mi serva qualcosa da quella persona. Non mi chiedo mai come stanno o cosa stanno facendo. Per me, lontano dagli occhi fuori dalla mente, letteralmente. Io ti cancello e in effetti nego la tua esistenza.
Molte persone conservano potenti ricordi del loro viaggio attraverso la vita: da bambini, il giorno del matrimonio, l’inizio della carriera o del college, il trasferimento nella prima casa e così via. Io non mi curo di nessuno di essi. Non ottengo nulla guardando indietro. Non ha scopo per me. Io devo guardare avanti. Devo guardare alla mia prossima dose, la mia prossima conquista, la mia prossima vittima.

L’assenza di questa forma di attaccamento verso eventi e persone passate mi da un’enorme mobilità. Tu resti impantanata per settimane, mesi e perfino anni con i fantasmi e le memorie del passato. Per me queste evaporano in un istante e mi lasciano libero di agire impunito. Non ho ricordi di cosa è accaduto. Nessun racconto ammonitore. Nessuna registrazione di cose passate. Ecco perché è futile cercare di portare il passato alla mia attenzione nella speranza che io possa cambiare o possa riconoscere la forza di quello che stai dicendo. Tu provi a parlare di qualcosa che avevamo una volta, facevamo, condividevamo. Non per me. Non è mai esistito. È una perdita di energia aggrapparsi al passato. Non mi guardo mai indietro. Faresti meglio a fare lo stesso.

H.G. TUDOR

https://narcsite.com/2015/09/30/dont-look-back-in-ang

👤 TUTTO QUELLO CHE FACCIO LO FACCIO PER TE

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Ho avuto una sessione con il Dr E. Voleva discutere la nozione di empatia.

“Come ti fa sentire discutere di empatia?” ha chiesto

“Parliamo di come fa sentire te eh dottore?” ho prontamente ribattuto abbagliandolo con un grande sorriso da vincitore. Lui mi ha guardato facendomi un sorriso tirato

“Molto bene” mi ha risposto

“Lo penso anche io” ho replicato e mi sono stiracchiato. Lui ha aspettato mentre faceva una delle sue caratteristiche pause. Il terreno era mio.

“Alcune persone credono che le persone come me manchino di empatia” ho iniziato “non lo accetto. Ho tonnellate di empatia. Considera questo; ho una grande capacità di capire cosa le persone sentono e pensano. In che altro modo potrei ottenere i miei obiettivi? Se non so come reagiscono a certi comportamenti non mi sono utili. Capendo ciò che provano posso dire la cosa giusta, fare i gesti e così ottenere. Ho bisogno di sapere cosa risponderanno a ciò che faccio”

“Capisco ma tu provi genuinamente a capire cosa questa persona sta sentendo o usi queste informazioni come guida per estrarre quello che vuoi da loro?”

Ho sospirato. Onestamente penso che il Dr E. sia così impegnato a pensare alla domanda successiva da non ascoltare le mie risposte.

“È semplicemente quello che ho detto. La mia abilità sta nel verificare e orientare in modo che ciò che le persone provano sia eccellente. La mia eccezionale capacità di comprendere i sentimenti degli altri è un catalizzatore per la mia delizia nell’infliggere loro un’agonia emozionale. Non ho bisogno di sfogarmi con le mani quando la mia raffinata sensibilità mi permette di causare il massimo danno senza muovere un dito. Tu sai quanto mi piace conservare le mie energie. Se non so cosa sentono le persone come posso manipolarle? Sono pieno di empatia, sul serio, ma la direziono solo a mio beneficio e uso. Non rimane niente per nessun altro.

Ho lasciato le mie parole risuonare nell’aria. Un’altra vittoria per me credo.”

H.G. TUDOR

https://narcsite.com/2015/09/23/everything-i-do-i-do-it-for-you/