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👤 LA SPORCA DOZZINA

Numero Uno

Beh, non potrei descriverla come una cattiva persona. Non cattiva in sé, ma suppongo che fosse semplicemente incapace di gestire la mia popolarità. Dopo tutto, non posso evitare il fatto che le persone siano attratte da me giusto? Naturalmente l’ho sempre rassicurata. Suppongo che essere così giovane come era dia insicurezza ma ci sono talmente tante cose che si possono fare a riguardo credo. Che cosa terribile la gelosia. Fa fare alla gente cose che davvero dovrebbe evitare di fare. Ad essere sinceri non ha ancora veramente superato la cosa, no, lo so, perfino dopo tutto questo tempo.

Numero Due

Qualche volta semplicemente si sbaglia no? Voglio dire, normalmente sono così bravo a capire le persone ma con questa ho completamente sbagliato. Parlando del fatto di essere particolarmente bravi a nascondere come si è realmente. Lei all’inizio era dolce e luminosa e sembrava una persona piuttosto rilassata. Penso che sia perché sono stato attratto da lei dopo la possessività della numero uno ma ora capisco che era solo di facciata. Una tale rabbia e per tutto il tempo. Mio dio, potrebbe illuminare un’intera città con l’ira furiosa che emanava. Ho pensato alle volte in cui esplodeva. Molte volte dovevo scomparire per tenermi fuori dalla sua linea del fuoco. Cosa che continuo a fare infatti.

Numero Tre

Una squilibrata di livello a. L’intera routine da pazzi. Parlando di passare dalla padella alla brace. Se pensavo che la numero due fosse cattiva con il suo caratteraccio, allora la numero tre era perfino peggio. All’inizio sembrava una persona tranquilla, l’ideale antidoto a Miss Furiosa ma sotto quella facciata innocua dal dolce sorriso questa era una megera subdola, calcolatrice, manipolatrice. Onestamente mi aspettavo che mi avrebbe rotto una caviglia pur di tenermi dove poteva tenermi d’occhio, sai, proprio come la versione cinematografica di Misery. Grazie al cielo per un’auto veloce e un veloce avvocato, quell’ordine restrittivo vale tanto oro quanto pesa, credimi.

Numero Quattro

Alcolizzata. Questa ragazza poteva bere fino a farmi finire sotto il tavolo e io riesco a tollerare l’alcol. Tequila a colazione, vino a pranzo (per due) e Vodka prima di cena. Lei era come un ramoscello, mangiava a malapena, ma quanto beveva. Mesi dopo averla dovuta mandare via di casa (una storia lunga, droga più alcol più psicofarmaci non vanno bene insieme) ho trovato ancora due mezze bottiglie di Vodka Stolichnaya e Finlandia nascoste per casa. Devo ammetterlo, ho ancora i brividi se sento una zaffata di Pernod

Numero Cinque

Glaciale. Ora, io sono sempre uno che rispetta una donna e il suo corpo. Sì significa sì e no significa no, appoggio totalmente tutto questo, ma questa qui, beh, sì significava no e no significava mai. Credimi ho provato a forzare la sua apertura, lo sai, superare qualunque cosa fosse che la teneva attorcigliata più stretta di una molla per orologi e più fredda di un ghiacciaio ma l’ancora più ben nota natura calorosa ed ospitale si è arenata quando ha avuto a che fare con la Regina d’Inverno. Ciò che era apparso elegante e tranquillo è diventato solamente una terra desolata. Di solito posso far sciogliere chiunque ma non questa e dopotutto, un uomo ha delle necessità no? Era forse troppo aspettarsi un po’ di sollievo di tanto in tanto?

Numero Sei

Voleva essere mia madre, non ti prendo in giro. Sembrava così un’amorevole persona all’inizio, calda, premurosa e dopo le altre cinque degenerate pensavo tra me e me, okay, non è il tuo solito corpo sodo ma in tutta onestà, dov’è che mi ha portato finora. Non che fosse brutta, tutt’altro, solo un po’ diversa dai miei gusti soliti. Così, ho pensato che avrebbe rappresentato un buon cambiamento ma è andata troppo oltre. Facendomi il cestino del pranzo anche quando le avevo detto che avrei pranzato con i colleghi, scegliendomi i vestiti da mettere al mattino anche quando volevo indossare qualcos’altro, rispondendo per me, sistemandomi gli appuntamenti in caso mi stancassi, consigliandomi di fare un sonnellino pomeridiano e così via. Tutto con quel sorriso inquietante che mi faceva. Fuori di testa.

Numero Sette

Lo sai, sono un gran ascoltatore, lo sono sempre stato. Sono sempre pronto ad ascoltare la gente perché sono interessato in ciò che hanno da dire, metto gli altri al primo posto e così ho parecchia pazienza ma questa qua, buon dio, lei semplicemente non stava zitta. Dal momento in cui si svegliava la sua bocca iniziava ad agitarsi. Parlava perfino nel sonno, cosa che non è esattamente una sorpresa. Parlava mentre mangiava, parlava mentre ero al telefono, mi parlava attraverso la porta del bagno quando volevo un po’ di privacy, parlava durante il sesso e non intendo sconcezze ma discutere se doveva comprare un nuovo paio di scarpe. Il giorno in cui si è presa il mal di gola è stata una giornata di gioia e l’ho sbattuta fuori così non ha poteva protestare.

Numero Otto

La chiamavo il Caos Katarina. Questa donna era un disastro ambulante. Solitamente in ritardo cosa che mi irritava sempre, goffa (il conto della mia lavanderia è aumentato), dimentica sempre le cose (in un mese ha passato quattro cellulari) e una calamita per la sfortuna. Se c’era una pozzanghera faceva sempre in modo di finirci dentro anche quando era più difficile finirci che evitarla. Finiva intrappolata nelle porte della metropolitana, gli ascensori si rompevano sempre se c’era dentro lei, la sua macchina non partiva e lei chiamava (dal cellulare più recente prima di perderlo) spiegando la sua ultima disavventura. Una signorina tenera, nessun dubbio su questo, gentile e divertente, ma così disorganizzata. Metteva fuori i bidoni sbagliati al momento della raccolta, arrivava in abiti formali quando c’era da mettersi meno eleganti, semplicemente diventava imbarazzante e anche se non sono rigido riguardo a queste cose amo essere organizzato. Incredibilmente era una responsabile di progetto, lo so, mi sono quasi soffocato quando me l’ha detto.

Numero Nove

Psicotica. Voleva sempre sapere dove fossi. Continuava a chiamare ripetutamente e chiedermi di mandarle una fotografia di dove ero dove avevo detto che stavo. Estremamente irritante. Saltava fuori senza preavviso e aveva quella non comune capacità di avvicinarsi furtivamente ed essere alle tue spalle. Miseria, mi faceva saltare. Giurerei che avesse messo un localizzatore sulla mia auto dato il numero di volte in cui arrivava nei posti anche se non c’era alcun modo possibile per cui potesse aver saputo dove fossi. Facevo su e giù durante la notte controllando attraverso le persiane e aspettandomi di trovarla fuori a guardare attraverso la finestra con quello sguardo perso nel vuoto. Molto preoccupante.

Numero Dieci

Maniaca del controllo. Tutti i suoi DVD erano in ordine alfabetico. Tutte le scatolette nella sua dispensa avevano le etichette rivolte nello stesso modo. Dovevi toglierti le scarpe quando entravi in casa sua ma fatto questo, ti faceva indossare ogni volta un nuovo paio di pantofole per camminare all’interno che dopo bruciava. Che stranezza. Nulla fuori posto. Voleva sempre prendere decisioni per me. Nessuna forchetta poteva spingersi nel settore dei coltelli nel cassetto. Oserei dire che stirava le lenzuola nel letto dopo che avevamo fatto l’amore e l’ho trovata a cronometrarci quando andavamo a letto. Immagino che avesse un foglio di calcolo che compilava sul suo computer degli orgasmi contro il coefficiente di montate. Voleva che mi sedessi in un particolare posto ogni volta che la venivo a trovare e non mi lasciava mai nello studio spiegando che era un “ambiente controllato” qualunque cosa significasse. Intendiamoci quando ho rovesciato un sacchetto della spazzatura nella sua cassetta delle lettere penso che abbia afferrato il messaggio che le cose tra noi non funzionavano.

Numero Undici

Sei meravigliosa. Ti adoro. Sono così fortunato ad averti e ascoltami, è così meraviglioso incontrare, finalmente, qualcuna come te. Non hai idea cosa significhi per me poterti parlare così e dirti tutto riguardo al passato. Lo apprezzo davvero. Hai una mente così aperta e tollerante e mi metti a mio agio, davvero. Conosco alcune persone a cui non piacerebbe ascoltare delle relazioni precedenti del partner ma non ho nulla da nasconderti e so che non mi giudicherai per questo, può solo rendere te e me più forti perché ti apprezzo sinceramente.

Numero Dodici

La numero Undici? Che rompipalle che era. Non mi ascoltava mai, faceva sempre commenti su di me, anche quando cercavo di spiegarle le cose. Saltava alle conclusioni, non mi lasciava mai finire ciò che avevo da dire. Oh e anche così giudicante cosa davvero dolorosa. Messa in lista con le mie altre relazioni. Sì, non erano perfette, ecco perché sono finite, ma lei ha esagerato nella sua analisi critica di loro ed era ovviamente fatto per farmi sentire piccolo. Comunque, tu non sei così vero? Grazie al cielo.

Ed ecco come si sviluppa la sporca dozzina (okay, è molto di più ma rende l’idea)

H.G. TUDOR

The Dirty Dozen

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📰 LA DOZZINA DI SGOMENTI

Voi siete gente di emozioni. Non solo provate una vasta gamma di emozioni, sia positive che negative, sperimentate frequentemente le emozioni. La vostra produzione emotiva è amplificata, intensa e superiore a quella delle persone “normali”. Permettete alle emozioni di governarvi, siete molto in contatto con esse e lotterete per tenerle sotto controllo, mascherate e nascoste. Queste qualità che si applicano all’empatico, al super empatico e al co-dipendente in quantità crescenti, vi rendono obiettivi ideali per noi. Questo è per due motivi. Il primo, naturalmente, è perché la vostra copiosa produzione emotiva è per noi un carburante delizioso e potente. La nostra linfa vitale. Voi siete necessari per sostenere la nostra esistenza, perché è attraverso di voi che siamo in grado di acquisire un senso di esistenza, il vostro carburante che alimenta ciò che siamo, ciò che desideriamo ritrarre e ciò che desideriamo bandire. Il carburante è il fattore più importante, ma non è l’unico fattore. La seconda ragione per cui esigiamo di connetterci con tali individui emotivi (e specialmente nel ruolo di fonte primaria intima) è che le vostre condizioni emotive ci permettono di esercitare un controllo su di voi. L’esercizio del controllo ci consente di mantenere il nostro senso di superiorità. Questa superiorità ci permette di paralizzarvi e mantenervi in questo stato emotivo. Quindi il ciclo continua fino al momento in cui la produzione emotiva scende al di sotto di quel livello che è accettabile per noi. Assicurandoci che voi rimaniate emotivi, vi impediamo di vedere la realtà di ciò che ti sta accadendo. Ci assicuriamo che il vostro processo decisionale non si basi su una fredda, dura logica. Vi viene impedito di andare avanti. Vi viene impedito di sfuggirci. Questo è il motivo per cui gran parte del nostro comportamento manipolativo è focalizzato a provocare risposte emotive da voi. Per il carburante e per il controllo. Dobbiamo controllare il nostro ambiente se vogliamo esistere e questo significa controllare i nostri apparecchi, incluso voi come fonti primarie.

Come con gran parte dell’intreccio narcisistico, la conservazione di uno stato emotivo si ottiene attraverso le misure che prendiamo ma anche come conseguenza di tratti che sono particolarmente evidenti nella vostra specie, rispetto alle persone normali. Queste azioni e caratteristiche si combinano attraverso le nostre interazioni quotidiane. Permeano tutto ciò che diciamo e facciamo. La nostra manipolazione si basa sull’esistenza di questi oggetti al fine di massimizzare il loro effetto e mantenervi in uno stato emotivo. Queste azioni e questi tratti sono presenti nell’intreccio tra la mia specie e la vostra specie, in modo che la danza continua, la presa viene mantenuta e l’emozione si riversa fuori. Cerchiamo di applicare queste azioni in tutte le nostre manipolazioni. Cerchiamo di capitalizzare questi tratti in voi. Contemporaneamente c’è una combinazione efficace che in ultima analisi vi crea sgomento e quindi lo stato emotivo che desideriamo ardentemente in voi. Qui ci sono dodici di queste azioni e tratti; sei da parte nostra e sei da parte vostra.

1. Generalizzazione. La usiamo per mantenere la nostra superiorità e sminuirvi. Generalizzando facciamo sembrare come se noi fossimo quelli che non possono sbagliare e voi siete quello che hanno sempre torto. Quindi faremo commenti come: –

“Non mi dici mai che mi ami.”

“Sono sempre io quello che deve risolvere le cose.”

“Tutti pensano che tu sia cattivo con me.”

“Non mi lasci mai fare quello che voglio.”

Un tale sommario e ampia gamma di accuse vengono emessi con totale convinzione al fine di avere un effetto considerevole su di voi.

2. Previsione futura. Voi siete portati a basarvi su ciò che pensi; il futuro dovrebbe essere basato su ciò che è già successo. Ciò significa invariabilmente che, poiché avete sperimentato la gioia e la meraviglia del periodo d’oro, vi aspettate che la relazione in futuro debba continuare su una linea simile, e quindi avete un’alta (e in ultima analisi non realistica) aspettativa nel riporre le vostre speranze e le vostre decisioni sul passato piuttosto che sul presente.

3. Trasgressioni passate. Ci divertiamo nel rivangare il vostro passato allo scopo di suggerirvi che avete fatto qualcosa di sbagliato. Se avete commesso qualche errore in passato (che sia di natura trascurabile o rilevante) siamo sempre capaci di ricordarlo e continueremo a scavare. Non seppelliamo mai nulla. Inventeremo anche trasgressioni del passato che percepiamo che avete commesso, dopo tutto, non state facendo ciò che vogliamo, non venite più idealizzati e quindi dovete aver fatto qualcosa di sbagliato, vero? Queste invenzioni saranno di natura vaga e amorfa.

4. Pensiero in Bianco e Nero. Una risposta vertiginosa e disorientante alle critiche percepite che ci lanci ripetutamente così che un momento prima sarai un eroe, e quello dopo uno zero. Non operiamo nel grigio quando si tratta della nostra visione di te e degli altri. Sei bianco o nero. Poi di nuovo bianco. Prima di diventare di nuovo nero. Spesso nello spazio di minuti.

5. Mente chiusa. Operiamo con una mente chiusa. Noi sappiamo meglio di tutti. Conosciamo le cose giuste da fare. Non ascoltiamo nessuno, meno di tutti voi, perché siete traditori, deficienti e pazzi. Questo ci impedisce di affrontare le vostre sfide e dirige ogni suggerimento ragionevole e credibile che potreste fare su una situazione che potrebbe minare il nostro senso di superiorità.

6. Pensiero Catastrofico. Vi impegnate in questo come conseguenza di una natura intrinseca di essere così, ma noi la suscitiamo e la coltiviamo attraverso il vostro condizionamento da parte nostra. Poiché le nostre reazioni quando vi svalutiamo sono sproporzionate (dal vostro punto di vista) vi abituate al fatto che quando qualcosa va storto, si metterà di sicuro molto male. Questo vi fa supporre sempre il peggio il che aumenta la vostra ansia e le vostre reazioni emotive.

7. Paura irrazionale. Di nuovo come conseguenza dei giochi mentali che mettiamo in atto con te, vi ritrovate a fare supposizioni, interrogarvi e ossessionarvi su tutto ciò che viene detto e fatto, il che vi porta ad acquisire una paura irrazionale. Troverete qualcosa di cui preoccuparvi nella minima osservazione o espressione. Una volta non l’avreste mai fatto, ma il vostro coinvolgimento con noi fa sì che ciò accada e con esso l’emozione fluisce.

8. Proiezione. Noi proiettiamo ripetutamente accusandoti di fare le stesse cose di cui noi stessi siamo colpevoli. Questa è una reazione istintiva da parte nostra e non è solo una forma di difesa, ma vi costringe anche a mettervi sulla difensiva mentre cercate di giustificare il vostro comportamento e vi trovate sconcertati perché venite accusati dell’atto stesso. La vostra reazione è di sconcerto, stupore, turbamento e fastidio. Tutto buono per la razione emotiva.

9. Spostamento di Colpa. Un altro comportamento tipico della nostra specie nasce dal nostro bisogno di evitare la colpevolezza di qualsiasi cosa, il che si accorda con il nostro senso di diritto. Quindi è sempre colpa di qualcun altro. Di solito vostra. Questo ci permette di castigarvi e vi fa reagire in modo simile a quando proiettiamo.

10. Non Guardare Mai Indietro. Noi siamo troppo impegnati a guidare dritto per contemplare il nostro ombelico e rimuginare sugli eventi. Non operiamo in questo modo, ma voi lo fate. La vostra propensione a riflettere, considerare e valutare implica che vi soffermate sulle questioni troppo a lungo e così facendo vi paralizzate.

11. Mea Culpa. Non solo vi biasimiamo per tutto, ma anche voi vi impegnate a incolpare voi stessi. Avete bisogno di trovare le risposte sul perché le cose accadono e se stiamo spostando la colpa e rifiutiamo qualsiasi suggerimento che ci viene dato, allora hai la propensione ad accettare il fatto che voi dovete essere in qualche modo in colpa. C’è di peggio comunque. Non vi limitate solo a scrollare le spalle e accettare che la colpa sia vostra, ma vi sbattete a cercare di capire di cosa si tratta, spendendo tempo ed energie a capire perché siete in colpa.

12. Il Guaritore. Il vostro desiderio di aggiustare tutto, di guarire e di fare del bene, implica che non potete andarvene prontamente da una situazione in cui fareste bene a farlo. Invece rimanete sul sentiero di fuoco, nella fornace, nel mezzo della battaglia mentre le manipolazioni continuano e con essa l’accresciuta emozione che ne consegue.

Una dozzina di ragioni. Sei da parte nostra. Sei parte vostra. Dodici azioni e condizioni che hanno come conseguenza il vostro stato emotivo continuato.

H.G. TUDOR

The Dozen of Dismay