Pubblicato il Lascia un commento

👤 NEL MEZZO

79510009_548814192628835_7762722344602173440_n.jpg

Ho avuto una seduta con la Dottoressa O. Sembrava così pulita e più invitante che mai. Ero seduto dall’altra parte della stanza rispetto a lei ma il profumo di pulito era percepibile. Scommettevo che se l’avessi assaggiata avrebbe saputo di pulito. I suoi vestiti erano immacolati, i suoi capelli splendenti e raccolti in una coda di cavallo e potevo vedere che le sue unghie erano ancora fresche di manicure. Il tipo di carnagione mi ricordava qualcuno conosciuto molto tempo prima. Immagino che si attenga a un energico regime di dieta, esercizio e cura della pelle per assicurarsi che la sua pelle sana e dall’aspetto soffice, continui ad essere così invitante per me. La Dottoressa O era impegnata nel discutere il mio comportamento.

“Cosa pensi di questo assunto?”ha iniziato, “Il tuo comportamento è ripetitivo. Attiri le persone verso di te, le ferisci e poi le metti da parte solo per poi attirarle di nuovo.”

Ho aspettato mentre prendevo in considerazione il commento.

“Prima che risponda, desidero aggiungere un’obiezione.” Ho commentato.

“Forse potresti rispondere senza l’obiezione. Manterrà le cose più semplici.”

“Ma è importante perché tu comprenda il contesto della risposta.”

“E se invece rispondi prima alla domanda e poi aggiungi l’obiezione?”Ha proposto.

I riflettuto su questo. Facendo così indubbiamente l’avrei compiaciuta. Accontentandola si sentirà attratta verso di me.

“Piuttosto equo. Questo assunto è esatto, tuttavia,” ho risposto.

Lei ha alzato una mano. Normalmente avrei proseguito, dopotutto, chi sulla terra è in diritto di stopparmi quando sto parlando? Continuavo a sentire che essendo indulgente con lei, avrei tratto un beneficio io stesso.

“Grazie. Cosa senti riguardo a questo assunto? Tu sei bloccato nel tuo comportamento.”

Lei ha indagato con una domanda ulteriore, quando invece mi aveva detto che mi avrebbe consentito di aggiungere il monito. Mi ha ingannato. Ho fatto nel modo a cui aveva acconsentito e ora lei sta rinnegando l’accordo. Non ero contento. Potevo sentire la rabbia crescermi dentro. Sapevo perché aveva fatto così. Voleva farmi sentire piccolo. Questo è ciò che fanno tutti, proprio come lei. Provano a farmi sentire piccolo e impotente e inutile e patetico e indegno. Potevo sentire il mio controllo sulla situazione che si allentava. Era la stessa sensazione di cadere intanto che cercavo di saltarci fuori afferrando ciò che mi circonda ma questo muta e si sposta, sfuggendo dalle mie mani.
Potevo avvertire l’abisso aprirsi nell’attesa di inghiottirmi, questo luogo di emozioni perdute con cui combatto ogni giorno. Si sollevavano per trascinarmi nel baratro. Volevano sottomettermi e consumarmi. Potevo sentire la sua voce alla deriva provenire dal basso, eccheggiante e distante eppure in qualche modo nitida. Questa voce spettrale di tanto tempo fa che si annida nell’abisso e che quando accadono momenti come questo, si scatena. Posso sentire le parole, le rimproveranti, criticanti, umilianti parole che si rovesciano da quello spietato squarcio di bocca. Perfavore fermalo. Ti prego, ti prego, ti prego.

“Sì, mi sento bloccato. Sono bloccato con lei.”, ho detto all’improvviso, le parole che uscivano in modo innaturale e affannoso. La Dottoressa O era ancora nella stanza? Non potevo esserne certo, sembrava sfocata come se si fosse sciolta nell’ambiente circostante.

“Sono bloccato a sentire le sleali e ingiuste critiche su tutto ciò che faccio. Ci provo e vado avanti, ci provo ogni singolo giorno, provando a cancellare la sua voce che mi accusa, trovando chi mi loda così che le loro parole la fermeranno dal buttarmi giù. Devo contornarmi con chi mi può aiutare a ridurla e poi cancellarla, sono necessari per aiutarmi a sopravvivere. Mi giro verso gli altri in modo che le loro voci la sommergano, le parole gentili, l’adorazione. Devo avere tutto questo per riuscire a fermarla. Perfino le urla e i singhiozzi pieni di lacrime e le grida, sono preferibili ad ascoltare questa donna e la sua lingua acida. Qualche volta funziona per un po’, la sua voce e perduta nella cacofonia delle altre ma ritorna sempre. Perché? Cosa ho fatto per meritarmi questo? Non mi posso liberare da lei. Perfino quando penso, che questa volta sono riuscito a zittirla, lei in qualche modo torna in superficie. Non posso sopportarlo. Perché mi fai questo? Non ti ho mai fatto niente no? Volevo solo che mi dicessi che quello che facevo andava bene, ottenere la tua approvazione, ma non lo faresti mai, non è vero? Non ti ho mai ferita, ho fatto del mio meglio per te, ma dicevi sempre che potevo fare meglio, potevo migliorare, potevo arrivare più in alto. Volevo solo compiacerti, ci voleva tanto? Dimmi cosa devo fare, perfavore? Voglio solo che smetta, voglio essere buono, te lo dicevo sempre, ma tu rispondevi che ero cattivo perché non facevo ciò che volevi, ma io facevo ciò che volevi, tu lo cambiavi sempre appena mi sembrava di esserci vicino. Ti prego, voglio che ora tu vada via e la smetti di ferirmi, perché continui a farlo, non ne hai avuto abbastanza? Smettila, per piacere smettila, voglio che la smetti, non lo voglio più, non voglio più rimanere bloccato, non voglio rimanere bloccato nel mezzo di questo, mai più, non voglio essere bloccato… nel bel… mezzo…con… te.”

Non riuscivo più a respirare e ormai le mie parole non arrivavano più in superficie. Il mio petto è serrato e l’aria, l’aria è stata rubata dai miei polmoni ora, il pavimento si muove e cambia. Posso sentire qualcosa ma non riesco a capire cosa è stato detto, è come un fragore. Le mie mani rastrellano l’aria come se combattessero avversari invisibili ma sembrano muoversi così lentamente. La Dottoressa O entra brevemente nel mio raggio d’attenzione mentre si muove attraverso la stanza nella mia direzione. Sono caduto e il pavimento si è sollevato per accogliermi mentre le tenebre mi afferravano. L’abbraccio dell’oscurità mi ingoia quando sento

“Mi hai deluso un’altra volta.”

Allora non resta più nulla.

H.G. TUDOR

In The Middle

Pubblicato il Lascia un commento

👤 PARLARE DI ERRORI

 
80001439_445028786398560_1475737663255347200_n.jpgUno dei miei altri psichiatri, la chiamo Dottoressa O (lei è ossessionata da me- non penso sia una cosa molto professionale sebbene sia naturale) mi ha chiesto di fare una lista di cose che dico la prima volta che incontro qualcuno.
Ho sospirato e alzato gli occhi al cielo. Come mai potrei spiegarlo? Parlo con così tante persone ed essendo onesto, sembrano confondersi in una sola per me, quindi è molto difficile distinguere tra loro e ricordare cosa ho detto. D’altra parte lei è insistente e poi mi è stato tutto chiaro. Io non ho proprio bisogno di ricordare. Tu lo fai. Dopotutto, incontrarmi per la prima volta è un’occasione così memorabile che le mie meravigliose parole restano scolpite nel tuo cuore per sempre. Considerando tutto quello che ho fatto per te, forse mi farai un favore (mi farai un favore o vedrai) e dirmi cosa ti ho detto nella fase embrionale della nostra relazione. Così posso fare copia-incolla e passarli alla Dottoressa O e così forse sarà un pochino meno ossessionata. Non stare lì a pensarci, ho bisogno di saperlo così mi sentirò meglio.
H.G. TUDOR

Speaking In Wrongs

Pubblicato il Lascia un commento

👤 METTERE AL POSTO

78879051_533174640746970_6299499490197897216_n.jpg

Ho imparato dal Dr. E e dalla Dottoressa O che io non sento la stessa gamma di emozioni che senti tu. Io non sento la gioia, non sento la tristezza, non mi sconvolgo, non sento l’empatia.
Le emozioni che mi sono familiari sono la rabbia, il rancore, l’invidia, l’odio, la gelosia, il disprezzo e molte delle sensazioni legate al potere.
Alcuni di questi sentimenti che ho spiegato alla Dottoressa O sono fornite di un’etichetta appropriata. Questo perché ho iniziato la prima sessione discutendo degli stati d’animo per spiegare che ne conosco solo tre; potere, rabbia e ancora potere (attualmente il terzo è un terribile senso di terrore ma questa è una debolezza che non voglio ammettere con la deliziosa Dottoressa O). Ho trovato queste sessioni molto fastidiose dato che preferisco usare la mia intelligenza per interagire con gli altri piuttosto che affidarmi allo spesso incontrollabile, senso emotivo. Lo faccio perché sono un esperto nello studiare e leggere la gente. In accordo a questo, ho imparato quali emozioni utilizzare per negoziare meglio in modo da ottenere ciò che voglio. Ad esempio, ho imparato che quando qualcuno mi comunica che ha avuto una promozione al lavoro devo sorridere e congratularmi. Il processo di decisione di quale maschera devo utilizzare dura un microsecondo, ma adesso sono un esperto.
Naturalmente, dietro la maschera sto complottando come criticare queste buone notizie, dato che sento l’invidia crescere in me, ma questo avviene dopo. Per ora devo sorridere, mostrarmi felice, stringere la loro mano e augurargli il meglio.
In questo modo apparirò il dignitoso e piacevole uomo che conoscono e ammirano.

Di conseguenza, se qualcuno piange significa che ha avuto cattive notizie. In queste circostanze uso una faccia preoccupata (ho copiato quella della mia segretaria dato che è molto brava a interessarsi delle persone) e so che devo dire frasi inutili come “andrà tutto bene, ne sono sicuro” o “queste cose hanno bisogno di tempo ma poi andrà meglio” o “condoglianze” e dare una pacca sulla spalla. Non li abbraccerò però, sarebbe troppo.

Questo è come ho iniziato a costruire il mio repertorio di risposte recitate che trovo un’eccellente idea. Ho bisogno di trovare degli esperti nel mostrare queste emozioni, studiarle e poi replicarle brillantemente in modo che tutti mi guardino come qualcuno che è in sintonia con le umane emozioni e mi ammirino per questo.
Così sono andato in ospedale e ho guardato le infermiere che si prendevano cura delle persone. Ho studiato i poliziotti in tv quando devono dare cattive notizie alle persone. Sono andato a vedere un comico del posto e ho guardato il pubblico rispondere alle sue battute. Ho seguito una partita di football e ho osservato i tifosi (questa è stata davvero un’ottima fonte di una gamma di reazioni- molto istruttivo). Ma ancora meglio, sono andato in un gruppo di teatro amatoriale e mi sono offerto volontario per aiutare con le luci così ho potuto osservare gli attori e sentire cosa il regista diceva loro. Una miniera d’oro. Dopo questo tutti i pezzi sono andati al loro posto riguardo come dovrei comportarmi in certe situazioni. Osservo e ora so quale maschera ho bisogno di indossare.

H.G. TUDOR

Falling into Place

Pubblicato il Lascia un commento

👤 ARMA PREFERITA

79028706_588589521952894_24233764557160448_n.jpg

La Dottoressa O mi ha chiesto in che modo scelgo di scagliarmi su qualcuno. L’ho corretta immediatamente. Io non mi scaglio. Questo suggerisce una perdita di controllo. Io non perdo il controllo. Lei ha accettato il mio punto di vista. Penso che stia iniziando a rendersi conto chi ha l’intelletto più grande in queste sessioni e si inchina alla mia superiorità. Ho anche notato che ha indossato ancora la minigonna. Credo che lo faccia nel tentativo di distrarmi durante le discussioni. Non così veloce dottoressa, le tue gambe vanno bene, definite e toniche ma questo avvenente diversivo non ti farà vincere questa battaglia.
Avendo ammesso il suo errore ha fatto un altro tentativo e ha chiesto quando desidero ferire qualcuno che metodo uso più spesso? Questo mi ha interessato dato che non ho mai considerato di averne uno che uso più spesso dato che amo sfoderare l’intero arsenale disponibile. Non tutto insieme ma gradualmente a seconda di chi mi ha ferito. Naturalmente certe armi non sono applicabili in qualche situazione. Dopo tutto, difficilmente dovrò ritrarmi dalle lenzuola di un collega dello stesso sesso, no?

A volte è rabbia, altre volte ritiro affetto o sesso. In altre occasioni è sminuire o fare odiosi confronti con altri. Poi ancora, potrei cominciare una relazione e non avere alcuna discrezione nel farlo. Posso decidere di rompere o buttare via il prezioso tesoro o diffondere alcuni commenti cattivi. C’è una vasta gamma di azioni dannose che potrei usare. Mi sono seduto a pensare a queste cose facendo in modo che la Dottoressa O chiedesse: “Ti ho sconvolto, sei rimasto in silenzio”.

Ho sorriso mentre ciò che volevo si realizzava. Il metodo che uso di più è il trattamento del silenzio. È fantastico. Richiede uno sforzo minimo (che è sempre una gran cosa) e può essere usato nell’immediatezza. Quello che mi piace di più è il fatto che il destinatario non ha la minima idea del perché lo sto facendo. Questo manda davvero in confusione la sua mente. Non riescono a capire come mai non comunico con loro perché non riescono a capire cosa hanno fatto per ricevere questo trattamento. Se mi comprendessero un minimo se ne andrebbero semplicemente via lasciandomi fare. Questo mi avrebbe disturbato perché non mi avrebbero più prestato alcuna attenzione così avrei fermato subito il trattamento del silenzio perché non funzionava più. Invece loro DEVONO conoscere e capire perché sono rimasto in silenzio. Scava la loro mente e li tormenta mentre fanno una domanda dopo l’altra. Vedo il loro cervello attorcigliarsi per capire cosa ha causato quel trattamento. Li vedo flippare mentalmente attraverso quello che è stato detto e fatto, verificando differenti scenari mentre brancolano per una risposta. Il non sapere massacra. Posso andare avanti per settimane se ne ho bisogno e più a lungo prosegue e più sono disperati nel tentativo di ottenere una risposta. La loro crescente frustrazione mi alimenta e mi spinge a mantenere questa condizione. Meraviglioso. Ho distrutto diverse persone in questo modo e quando scelgo di terminare il silenzio, la gratudine che esplode da loro mi riempie di un enorme senso di potere.

Sì, quest’arma prediletta è il silenzio killer

H.G. TUDOR

Weapon of Choice

Pubblicato il Lascia un commento

👤 AUTOCONSAPEVOLEZZA

79510014_456243801947821_3824262610052710400_n.jpg

Uno degli argomenti comuni nelle mie sessioni con il Dr. E e la Dottoressa O. è il loro bisogno (da notare non il mio) che io sia consapevole di ciò che sono. Certamente so chi sono ma ogni volta seguo le loro domande. Inizialmente riguardavano il modo in cui consideravo me stesso. Questa parte mi piaceva e sarei andato avanti per qualche tempo. Mi hanno riportato il fatto che mi considero molto più intelligente della maggior parte della gente, più simpatico, più piacevole e più di successo.
Penso di essere più attraente della maggior parte delle persone. Bene, che diavolo, Sì!
Hanno anche stabilito che sono ossessionato dal potere (chi non lo sarebbe se ha qualche spinta e ambizione- non diventerai certo il Presidente stando seduto qui, no?). Sono anche impulsivo. Sono d’accordo. Sono arrogante (la chiamerei sicurezza ma cos’è una parola?) e amo esagerare i miei successi e le mie abilità. Questo è vero, altrimenti come farei a convincere la gente a fare ciò che voglio.

Le cose poi sono diventate interessanti. l’astuto duetto ha fatto la stessa domanda ad altre persone su come mi percepivano. Sono rimasto affascinato quando mi hanno detto che le percezioni su di me corrispondevano a quello che pensavo di me stesso. Cosa c’è di meglio? Ne ero molto compiaciuto.
la Dottoressa O. mi ha chiesto

“Alcuni di questi tratti potrebbero essere visti negativamente. È così che ti vedono le altre persone. Non ti interessa che ti considerino in modo negativo?”

Ho scosso la testa

“Tu le etichetti come negative. Io considero questi tratti come forti ed è chiaro che le altre persone mi identificano con questi”

Ha alzato le sopracciglia (recentemente sistemate, noto) e ha osservato

“Cosa accadrebbe se ti dicessi che queste persone li considerano tratti negativi?”

“Se lo fanno allora sono gelosi. O suppongo che siano così stupidi da non riconoscere quanto è brillante ciò che faccio”

“Ok, ma se ti dicessi che queste persone sono intelligenti e hanno risposto onestamente e motivando la propria scelta?”
ha insistito lei.
“Non ti piacerebbe che ti apprezzassero per qualità come l’onestà e l’affidabilità?”

“Non mi interessa piacergli o meno, voglio che mi ammirino per quello che sono”
Io so precisamente chi sono. Chiunque cerca di dirti che sono inconsapevole è un idiota. La sola differenza è che alcune persone considerano ciò che sono qualcosa di negativo. Ma io so che si sbagliano. Quello che sono è una cosa buona. Il mondo ha bisogno di gente come me.

H.G. TUDOR

Self Awareness

Pubblicato il Lascia un commento

👤 DINIEGO DELLA VITTORIA

79431022_673572556509787_5595714750232133632_n.jpg

La Dottoressa O. che ora sta chiaramente flirtando con me (la sua gonna è di due pollici più corta della sessione precedente)
mi ha fatto la seguente domanda:

“Il tuo vicino ha comprato una nuova macchina. È chiaramente migliore e più costosa della tua. Come ti fa sentire?”
Ho aggrottato le sopracciglia non capendo cosa intendesse ma ho ricordato uno dei miei colleghi quando ha detto di aver comprato un vestito nuovo e io gli ho mostrato l’etichetta del mio e gli ho detto quanto era costato. Era arrabbiato e un altro collega mi ha detto che era geloso. Afferrato Dottoressa O: vuoi che io sia geloso, ma non sono un Epsilon semi moron, quindi non lo dirò.
Invece ho risposto con

“Non potrebbe mai accadere”
“Perché no?” mi ha detto lei. Ho anche visto che ha accavallato le gambe per rivelare un po’ la coscia. La Volpe astuta.
“Non può permettersi una marca migliore della mia”
“Come lo sai?”
“Semplicemente non può, ha un lavoro che non è buono quanto il mio”
“Potrebbe essere” ha ribattuto lei.
“Non è così”
“Okay, diciamo che hai ragione”
“Io ho ragione”

Ha fatto una pausa e ha scritto qualcosa sul notes. La sua penna sembra elegante. Una penna stilografica, molto probabilmente Mont Blanc, ha gusto.

“Sì, per questa domanda facciamo che possa permettersi una macchina migliore della tua”
“Non succederà comunque”
“Perché?”
“Non ha il senso dello stile necessario per scegliere qualcosa di meglio della mia macchina”

“Okay. Ancora in nome della mia domanda, supponiamo che abbia sia il denaro che il senso dello stile”
“Okay, comunque non può accadere lo stesso”
“Perché no?” Lei ha scavallato le gambe e si è spostata sulla sedia. Si sta irritando. Potrei leggerla in questo modo.
“Vorrei chiamare ogni venditore in città per assicurarmi che non gliela vendano”
“Veramente?”
Ho annuito.

“Ok, ma allora per il bene della domanda e ti sarei molto grata se volessi semplicemente rispondere, assumiamo che l’acquisti in un’altra città o un concessionario rinuncia e gliela vende lo stesso e così acquista una macchina più costosa e migliore della tua. Come ti sentiresti?”
“Non accadrà comunque”
“Oh andiamo! come può essere?”
“Nessun concessionario oserà andare contro a ciò che dico”
“E se la comprasse fuori città” Si è chinata verso di me sapendo che potrebbe avere la meglio
“Come può farlo se avrò incendiato prima il suo veicolo inferiore e meno costoso del mio?”
La Dottoressa O. ha scosso la testa, scritto qualcosa nel suo notes e poi è uscita dalla stanza.
Diniego. Succede ogni singola volta.

H.G. TUDOR

https://narcsite.com/2015/09/02/denial-of-victory/