📰 CINQUE PAURE DEL NARCISISTA

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1. Te ne andrai

Tu sei la nostra prima fonte di carburante, il nostro donatore di vita e senza questo prezioso carburante siamo gettati nel caos, oblio minaccioso all’orizzonte. Tu hai firmato un contratto non scritto per rifornirci di potente e delizioso carburante fino a quando non decidiamo il contrario. È la nostra decisione. Non la tua. Noi sappiamo cosa fare con te, il ripetuto tira e molla, i giochi, gli abusi e sebbene noi ci basiamo sul nostro significativo potere di manipolazione e il tuo quasi infaticabile desiderio di guarire, resistere e far funzionare le cose, c’è sempre un piccolo dubbio che forse questa volta ci siamo spinti troppo in là? È il briciolo di preoccupazione che questo sia il momento in cui metti insieme i pezzi e realizzi con chi stai avendo a che fare e quindi decidi di scappare da noi. Lasciarci quando non abbiamo ancora assicurato il tuo rimpiazzo o che lui o lei stiano lavorando alla massima efficienza ci mette in pericolo. Se ci lasci la nostra provvista di carburante viene danneggiata, forse perfino interrotta. Se ci lasci hai strappato via il nostro controllo ed è qualcosa di intollerabile. Se te ne vai ci stai dicendo che non siamo gli esseri superiori che sosteniamo di essere, ci stai disprezzando e stai sottostimando la nostra magnificenza.

2. Vengo ignorato

Ci sono alcuni a cui la luce dei riflettori causa di arrossire per l’imbarazzo, quel calore ustionante che li fa sentire a disagio. Non è il nostro caso. La sua luce ci porta calore e potere. Abbiamo bisogno della luce dei riflettori come le piante hanno bisogno del sole. Ci crogioliamo nella sua brillante luce ardente e ci godiamo l’attenzione che ne viene mentre beviamo a fondo il carburante fornito. Se dovessi muovere i riflettori lontano da noi, il gelido brivido del crudele e desolato mondo dove siamo stati messi diventa troppo reale e questo ci ferisce. La rimozione della luce dell’attenzione è una critica e ci colpisce nell’essenza. Tutti gli occhi devono essere rivolti a noi, le orecchie immobili nell’ascolto estimatore della nostra oratoria, l’attenzione deve essere focalizzata su di noi. Riguarda noi, non te. Sia che si tratti solo di te o me, un gruppo di amici in un locale, una riunione familiare o una riunione al lavoro, tutti devono sapere che siamo qui e devono reagire alla nostra presenza. Non ci importa quanto ci vuole basta che sia carica di emozioni. Se tu ci ignori ci stai dicendo che siamo senza valore e questo ci riporta ad un luogo che abbiamo represso nelle profondità delle nostre menti. Non ci ignorare mai, non possiamo sopportare quando accade.

3. Vengo smascherato

Sia che si tratti di essere smascherato come narcisista o della rivelazione delle mie macchinazioni abusanti nel caso in cui tu non sappia pienamente da chi sei stato intrappolato, la paura dello smascheramento si annida dentro di noi. Naturalmente reagiremo e combatteremo contro di esso, sicuramente negheremo, svieremo e batteremo in ritirata dal tuo infido comportamento di dire al mondo chi siamo. Ti dipingeremo come un bugiardo, una persona pazza e un visionario anche se, per quelli di noi che sono abbastanza consapevoli, le tue parole sono come frecce di verità che piovono sopra di noi lacerando e ferendo. Sia che si tratti dello smascheramento in cui tu, come fonte primaria, ci dici ciò che siamo o uno smascheramento maggiore della nostra facciata accuratamente costruita, abbiamo paura che questo accada perché ci fa male, ci brucia e ci ferisce. Noi contrattaccheremo, cercheremo una punizione per questo che sia la più atroce contro di te ma questo richiede energie preziose che preferiremmo di gran lunga usare in un modo più produttivo. Nel peggiore dei casi, la tua rivelazione ci spingerà in nuovi territori di caccia che significa che dobbiamo ricostruire dal nulla il nostro perverso impero. Sorgerà ancora ma avremmo preferito non subire l’agonia che questo comporta o lo sforzo che richiede.

4. Sono esausto

Cammino come un dio su questa terra, un colosso a cavalcioni di questo pianeta, guidando e proseguendo mentre le fila ammassate di ammiratori mi guardano con stupore e meraviglia. Sono onnipotente, immortale e inarrestabile, il mio potere è senza fine mentre seduco, maltratto e riciclo. C’è così tanto carburante da bere e non mi fermerò mai. Però, occasionalmente si manifesta quella scintilla di preoccupazione. E se perdessi i miei poteri? E se l’abilità di sedurre iniziasse a diminuire? E se perdessi l’appetito per maltrattare e abbattere? E sei dicessi l’indicibile e ammettessi di essere stanco di questa routine senza fine? E se non avessi più la fame o il desiderio di braccare i miei terreni di caccia e volessi una conclusione? E se volessi rimuovere la mia corona da demagogo e lasciare il trono vuoto, i miei appetiti diminuiti e i miei sensi indeboliti? Cosa farei dopo? Mi scrollo subito di dosso queste terribili considerazioni ma rimangono nell’ombra, occasionalmente mi chiamano. Io le dissipo tanto velocemente quanto si manifestano ma continuano a tornare una volta ogni tanto.

5. Il demone riesce a fuggire

E se come conseguenza di tutte le cose precedenti non riuscissi più a tenere il vile demone dentro la prigione che ho costruito per essa? E se un giorno riuscisse a fare breccia nei muri ed emergesse dalle profondità della sua prigione così da venire in superficie, soffiandomi e tormentandomi, quelle che una volta erano minacce sussurrate diverrebbero realtà. E se mi portasse nell’abisso e mi forzasse a guardare nel grande vuoto, l’oblio solo ad un passo di distanza, i venti ululanti di desolazione soffiano intorno a me. Qualche volta e questa è un’occasione rara, ma quando tutto è immobile e oscuro questo pensiero prende forma nella mia immensa mente, questo orribile, terribile pensiero mentre sento gli artigli del vile demone contro la schiena, pronta a spingermi alla pazzia.

H.G. TUDOR

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