👤 CAPRO ESPIATORIO

 

SCAPEGOAT.png“Non vuoi finire come lui adesso, vero?”

Anni dopo quelle parole mi risuonano ancora nella mente. Agiscono come un crudele guardiano che garantisce che non inciamperò, non andrò mai in rovina e non cadrò mai vittima delle ingiustizie che questo mondo ha in serbo per me. Mi è stato mostrato cosa succede a coloro che sono deboli, a quelli che non riescono a prendere il controllo e raggiungere il potere per se stessi. Le conseguenze del fallimento mi sono state messe davanti quasi ogni giorno per permettermi di assistere all’intenso orrore di ciò che doveva essere sotto gli standard, sotto la media o semplicemente non abbastanza buono.

Sapevo che questo destino non doveva abbattersi su di me e che era necessario che io mi arrampicassi più in alto di tutti gli altri, non importava a quale costo. Finché ci fosse qualcuno sotto di me su quella scala mentre salivo, allora, come si suol dire, il peggio toccherà agli ultimi.

A testa alta e avanti, salendo sempre più in alto per sfuggire alle conseguenze della vulnerabilità, della debolezza e del fallimento. Mi è stata data un veloce prontuario nell’ apprendere come restare in testa e proteggere me stesso. C’erano due percorsi disponibili per assicurare che tu fossi il numero uno e il migliore. Sforzarti di stare avanti rispetto alla resistenza, e per resistenza avevo pensato che si intendesse tutti gli altri, e inoltre abbattere la resistenza in modo che essi vengano sommersi nel pantano del fallimento.

Se il tuo avversario è più alto, tagliagli le ginocchia. Se è più bello, gettagli l’acido in faccia. Se è più intelligente, fagli schizzar fuori le cervella. Se è più forte, colpiscilo nel punto debole. Se è più ricco, deprivalo di monete e centesimi. Se vive in un luogo ameno, inquina la zona circostante. Se ha un buon lavoro, fallo licenziare. Ovviamente si parla per un po’ di tempo in senso metaforico, e ciò significa che per fare tutte queste cose è necessario giocare la carta del capro espiatorio. Diventare abile a puntare il dito altrove, coltivare la persuasione in modo che l’attribuzione della colpa ricada sulle spalle di un altro, dare rifiuti plausibili in modo che il manto di colpa non si posi mai sulla mia testa. Non sarà mai colpa mia. Mai. Quelle erano le mie istruzioni.

L’addottrinamento continuava. Non sei da biasimare, non sei colpevole, non sei il problema, non hai nemmeno causato il problema. Cancella la parola scusa dal tuo vocabolario dal momento che non la senti, rimuovi l’idea di scusarti perché non hai nulla di cui scusarti, non esprimere nulla che possa essere considerato un senso di colpa in quanto questo è un concetto alieno.

C’è sempre qualcun altro che può essere incolpato. Non ci vuole molto perché il ripetuto mantra del non essere mai colpa mia, generi quel senso di inespugnabilità e una mancanza di responsabilità. Dal momento che è colpa di tutti gli altri, è una logica impeccabile, non è che non può esser mai colpa mia? Ne consegue perciò che se non è mai colpa mia, un individuo così privo di difetti è veramente superiore e si erge sopra tutti gli altri.

Per facilitare ciò, si rende quindi necessario identificare un capro espiatorio o, più esattamente, dei capri espiatori. Il ruolo del capro espiatorio si inserisce perfettamente nel nostro modo di pensare. La colpa è un concetto intangibile ma che esiste. Qualcuno deve essere sempre incolpato. Mi è stato insegnato questo fin dall’inizio. Le cose non capitano e basta, accadono per una ragione e la ragione era che lei urlava sempre, che sbagliava sempre, che loro erano socialmente emarginati, che lei non era in grado di superare l’esame, che lui non aveva mai raggiunto un obiettivo, che loro non erano mai andati in vacanza, che lui non era in grado di tenersi un lavoro, che lei era una madre single, che lui aveva un problema con il bere, che lei era brutta, che lui viveva in una zona povera, che lei non era mai stata invitata, che lui era morto da solo, che lei era stata picchiata, che lui era stato arrestato, che lei era stata violentata, che lui era stato assassinato, era perché essi erano capri espiatori.

Rendere gli altri il capro espiatorio, l’immunità dalla colpa e il biasimo che ne consegue fa sì che ci si possa muovere senza ostacoli, barriere o confini. Fa’ diventare lui o lei un capro espiatorio perché se non lo fai per primo lo faranno loro con te. Assicurati di dar loro la colpa prima che possano dirigere quell’occhio accusatore nella tua direzione. Rimani uno, no, dieci passi avanti. Essi meritano di venire incolpati. Se avessero avuto un po’ di valore, non verrebbero stigmatizzati in questo modo, è colpa loro.

Ho imparato che possono arrivare con sorrisi, ma la lama della colpa è puntata dietro le loro spalle, pronta a colpire, quindi affonda profondamente dentro di loro il tuo pugnale di colpa per primo. Non farti prendere dalle false dichiarazioni di amore e compassione, non sono che veli da mettermi sugli occhi di modo che puoi posare sulla mia testa una corona di responsabilità.

Presto le esperienze che ho acquisito hanno iniziato ad istruirmi automaticamente. Non ti senti abbastanza considerato ad una festa? Gli ospiti sono ignoranti e scortesi. Dì a qualcuno che si tratta di questo e vedi come si sposta l’attenzione. Servito con lentezza al bar? Il barista è incompetente e ci si dovrebbe ricordare di questo fatto. Vedi come aveva reagito ora? Report non completato in tempo? Trova un collega junior e fai notare come ha omesso di fornire le informazioni necessarie. Criticato perché non guadagni abbastanza? Incolpa i padroni per aver condotto l’azienda sul lastrico e non riuscire a premiare un lavoratore diligente come me. Ti senti irrequieto e non amato? Scagliati contro di lei così lei cerca di farsi perdonare. Bloccato nel traffico? Incolpa il dipartimento dei trasporti per i lavori stradali fatti male. Difficoltà a dormire? Devono essere quei dannati vicini e la loro musica a tarda notte, va a dar loro una bella strigliata e vedi come ti senti molto meglio quando fai notare loro che sono in colpa.

Ma cosa succede se non si verificano queste cose ma succede perché non sono una persona abbastanza interessante con cui parlare, o non abbastanza attraente da essere notato, o non abbastanza bravo nel mio lavoro, o non raggiungo gli obiettivi perché non sono in grado di applicare lo sforzo necessario, o perché non le mostro più alcun affetto, o perché sono partito tardi da casa, o perché mi sono addormentato questo pomeriggio?

Mai. Questo è quello che loro vogliono farti pensare. Questo è il controllo che cercano di esercitare su di te. È così che entrano nella tua mente e cercano di farti pensare che sei debole, quando non lo sei. Ricorda, vogliono che tu sia il capro espiatorio. Vogliono che tu sia il fallimento, vogliono che tu sia il bersaglio del loro dar colpe, quindi prendi la colpa, accusa il colpo e diventa il capro espiatorio. Già, hai ragione, ora ricordo.

I dettami risuonano ancora adesso, ricordando ed enfatizzando. Non è il tuo ruolo. Sei migliore di tutti loro. Ti innalzerai al di sopra di loro e per farlo devi lavorare sodo su tutto e assicurarti che essi siano i soli a venire incolpati, perché così dev’essere. Sono quelli che stanno cercando di impedirti di raggiungere e rivendicare ciò che è
tuo di diritto. Sono i doppiogiochisti, i nemici insidiosi, gli infidi traditori che scatenano la sedizione e praticano la slealtà. Fai sapere chi sono, incolpali ingiustamente.

Quindi questo spiega tutto ciò che facciamo. Troviamo un capro espiatorio in ogni aspetto della nostra vita. Il fratello bistrattato, il collega piagnucoloso, il vicino criticato, lo straniero nell’ipermercato locale, il dipendente sottomesso, io zimbello del circolo sociale e soprattutto tu, il partner intimo che diventi il capro espiatorio perfetto.

Sei tu che diventi il ricettacolo delle nostre persecuzioni prepotenti, intimidatorie, fastidiose, bullistiche, intimidatorie, costringenti, colpevolizzanti, accusatorie, minacciose, terrorizzanti, randellanti e opprimenti. Hai bruciato la cena, hai fatto diventare rosa la camicia bianca, ti sei dimenticata di ritirare quel regalo che volevamo, non hai soddisfatto il nostro appetito sessuale, ci hai resi infedeli, ci hai fatto rompere quello specchio, ti sei fatta prendere a schiaffi, ci hai fatto ammalare, hai fatto perdere la nostra squadra, ci sei costata quella promozione, ci hai svegliato troppo presto, ci hai svegliato troppo tardi, ci hai fatto addormentare, ci hai tenuti svegli, non l’hai fatto, l’hai fatto. Ancora.

Questo condizionamento ha garantito che l’unico modo per rimanere in testa, vincere e riuscire fosse trovare qualcuno da incolpare e questo non cambia perché sappiamo che stai solo aspettando di provare a dare la colpa a noi, bene, conosciamo il tuo gioco. Ti abbiamo preso di mira e sei tu da incolpare, non noi.

L’unico modo per prevenire l’inferno di essere un capro espiatorio è quello di rendere altri un capro espiatorio.

E così faccio quello che faccio, dico quello che dico e sono quello che sono così non finirò come lui, come lei, come loro, come te.

Puoi davvero biasimarmi perché faccio questo?

H.G. TUDOR

Scapegoat

📰 LOGICA TOSSICA

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La confusione è il cuore della dinamica narcisistica. Il disorientamento fa sì che accadano molte cose. Fornisci carburante molto più prontamente, ti sottometti al nostro controllo, sei più facile da manipolare, colpevolizzi te stesso, ti aggrappi più strettamente e non volti pagina. Lo stato confusionale regna durante la svalutazione, la confusione abbonda dopo la fuga e soprattutto dopo lo scarto. La confusione continua ad apparire durante i recuperi che inevitabilmente si presentano. La creazione del caos è un dovere per noi se intendiamo mantenere la nostra presa su di te e ottenere i nostri fini. Quante volte hai detto una delle seguenti frasi?

Perché fa così?

Non capisco perché un momento è gentile e quello dopo è una Banshee ululante

Perché si arrabbia per nulla?

Perché non mi lascia in pace?

Non riesco a capire cosa non va.

Qual è il problema? Cosa ho fatto di sbagliato?

Perché non mi dici qual è il problema?

E questo per cos’era?

Perché hai detto così?

Perché lo stai facendo?

Queste sono comuni risposte delle vittime che non capiscono cosa sta accadendo loro. Questo perché ognuna di loro sta guardando la situazione attraverso il proprio punto di vista e di conseguenza sta applicando la propria logica alla situazione.
Lo stanno anche facendo in maniera distorta perché quella logica è pesantemente contaminata dalle emozioni che pregiudicano la lucidità di pensiero. Non che la nostra tipologia si lamenti di questo.

Una delle assi centrali per comprendere la dinamica narcisistica è capire la nostra Logica Tossica. Viene chiamata così perché l’effetto dell’applicazione della nostra logica è che ha un effetto intossicante su di te. Una volta che capisci questa logica tossica, farai notevoli progressi nel comprendere perché ci comportiamo nel modo in cui ci comportiamo, perché diciamo le cose che diciamo, perché reagiamo nel modo in cui reagiamo e perché ti influenza in una tale maniera. Non ti piacerà questa logica tossica. La troverai ripugnante ma non è necessario che ti piaccia. Ciò che devi fare è applicarla.

Quando osservi una situazione adottando la tua visione del mondo è simile a fissare nell’oscurità della notte guardando dentro una foresta. Potresti essere in grado di vedere gli alberi per via della luce lunare; vedi molte ombre ma non riesci a distinguere l’uomo che sta lì in agguato puntando una pistola verso di te. Indossa occhiali a visione notturna in questa situazione e all’improvviso potrai vedere molto di più dato che afferrano le sezioni infrarosse dello spettro luminoso e puoi vedere nitidamente l’assassino. Applicare la logica tossica è l’equivalente del passaggio alla visione notturna. Noterai cose che sono state lì fin dall’inizio. Capirai perché abbiamo reagito in un certo modo cosa che precedentemente era un completo mistero per te.

Prendiamo l’esempio del tavolo durante una cena. Hai organizzato una cena. Servi prima i quattro ospiti, metti un piatto per te e poi servi per ultimo il tuo narcisista. Lui butta il piatto sul pavimento spargendo il cibo e rompendo il piatto. I tuoi ospiti sussultano. Lui ti guarda fisso, in cagnesco e tu lo osservi scioccata e confusa mentre se va infuriato dalla sala da pranzo. Per quale ragione al mondo ha appena fatto così? Quindici minuti dopo ritorna, si siede e conversa con te e gli ospiti come se nulla fosse accaduto. Come può farlo dopo una tale manifestazione?

Esaminandolo secondo la tua visione del mondo, hai servito prima i quattro ospiti perché è educazione. Poi hai servito te stessa perché il tuo posto a sedere era più vicino al cibo quindi era funzionale. Hai servito il narcisista per ultimo perché era più lontano e inoltre hai dato di più a lui rispetto agli altri dato che non dovevi risparmiare cibo per nessuno, dato che tutti erano stati serviti. La serata sarebbe proseguita in uno stile amichevole e piacevole mentre tutti si divertivano. Dal tuo punto di vista, non c’è alcuna ragione per questo improvvisa manifestazione di collera.

Lui ritorna senza chiedere scusa o essere imbarazzato per il suo atteggiamento e prosegue come se fosse appena stato in bagno o avesse risposto al campanello. È gentile e affascinante sia con te che con gli ospiti. Ancora dal tuo punto di vista, rimani disorientata da questo comportamento. Per quale ragione al mondo si comporta così?

Ora applica la logica tossica e la ragione è perfettamente chiara. Servendo il narcisista per ultimo gli hai trasmesso tramite questa azione, che non era accompagnata da carburante, che lui non era importante. Questa era una critica. Questo lo ha ferito. La sua risposta di auto-difesa a questa ferita era l’innesco della sua furia. Non poteva tenerla sotto controllo per via del tipo di narcisista che è. La furia quindi si è manifestata come rabbia bollente. Ha rovesciato il piatto sul pavimento versando il cibo e rompendo il piatto. Questo ha causato un dramma e aveva tutti gli occhi su di lui. Gli ospiti sono stati presi alla sprovvista e sono sussultati per la sorpresa e lo shock fornendogli attenzione emotiva, quindi carburante. Anche la tua reazione sbalordita gli ha fornito carburante. Poi è andato via, attirando ulteriori reazioni emozionali da tutti gli astanti e in un’altra stanza è stato in grado di attingere Carburante di Pensiero immaginando le reazioni in atto per la sua esplosione. Tutto questo carburante va a riparare la ferita narcisistica che ha sofferto. La sua furia sarà acquietata e ad un certo punto ritornerà come se nulla fosse successo.

Effettivamente, torna, la collera acquietata ed è capace di tornare normale senza mostrare alcun segno di preoccupazione essendo affascinante e gentile, quindi attingendo carburante positivo da tutti quelli con cui interagisce. Per educazione, nessuno menziona l’incidente, senza dubbio temendo che lo spettacolo si ripeta.

Questo è solo un esempio tra milioni del fatto che le persone normali sane e le persone empatiche sane semplicemente non possono capire. Interiormente, quelli che hanno assistito all’incidente possono essere ansiosi, confusi, contenti che sia finita, chiedersi cosa lo ha causato, attenti al fatto che accada nuovamente e una moltitudine di altri pensieri. Nessuno di loro capisce davvero perché è accaduto. È solo l’applicazione della logica tossica che ti permette di comprenderlo.

Quindi, cos’è questa logica tossica? Dovrò fare un esempio dei principi fondamentali dietro ad essa. Mentre leggi questi principi so che penserai cose come

Ma è da pazzi

Questo è ridicolo

Perché vivere in questo modo?

Lui o lei non vedono quanto è assurdo?

Ricorda, ti appare in questo modo perché tu stai applicando a questi principi la tua visione del mondo. Al fine di comprendere e applicare la logica tossica devi lasciare andare la tua logica – per il momento- e accettare semplicemente che questi sono i principi in base a cui operiamo. Come ho menzionato prima, è irrilevante che ti piaccia o che tu sia d’accordo con essi. Non dovresti sentire alcun bisogno di sfidarli. Dovresti solamente accettare che questa è la via che è così e una volta che hai fatto questo, afferrerai perché siamo come siamo. Questi sono i principi della nostra logica tossica:

1. Il carburante rappresenta tutto per noi. Governa tutto ciò che facciamo, che sia per istinto o per calcolo.
2. Niente è mai colpa nostra. Assolutamente nulla.
3. Ci sentiamo in diritto di fare ciò che vogliamo, quando vogliamo, dove vogliamo, come vogliamo e con chi scegliamo.
4. Tu sei la concorrenza.
5. Tutti sono dispositivi che producono carburante.
6. Se fai ciò che vogliamo, sei buono.
7. Se non fai ciò che vogliamo, sei cattivo.
8. Non c’è nessuna via di mezzo, nessuna zona grigia, nessun tra questo e quello.
9. Il fine giustifica sempre i mezzi.
10. Non abbiamo alcun concetto di rimorso, colpa o coscienza.
11. Il mondo è contro di noi.
12. Tutto ciò che ostacola, si oppone, sfida o mette in discussione la nostra superiorità è una critica. Se viene fatto senza fornire carburante
13. Odiamo le critiche
14. Le critiche ci feriscono e accendono la nostra furia.
15. Dobbiamo controllare il nostro ambiente. Il controllo è essenziale per noi.
16. Non riconosciamo i confini.
17. Non abbiamo empatia
18. Simuliamo e imitiamo per fingere di avere certe emozioni e sentimenti.
19. Mentiamo continuamente.
20. Il carburante ̬ tutto per noi Рvale la pena ripeterlo.

Questa logica è tossica perché ha come risultato che tu vieni manipolato. Noi abusiamo delle persone, usiamo la gente, la calpestiamo e lo facciamo senza alcuna preoccupazione per il benessere di queste persone. Tu considererai un tale comportamento e prospettiva come odiosi e deprecabili e detto da una persona empatica è totalmente comprensibile.

Applichiamo la logica tossica ad un altro scenario.

Tu mandi un messaggio al tuo narcisista chiedendo quando tornerà a casa. Non ricevi risposta. Mandi un altro messaggio. Nessuna risposta. Chiami. Ora risponderà. Il tuo narcisista alla fine compare alle 2 di mattina mentre tu sei stesa a letto ancora sveglia. Non si scusa, nessuna spiegazione e non ti dice nulla ma sale sul letto e cade addormentato. Vieni lasciata preoccupata, confusa e arrabbiata.

Dal tuo punto di vista non riesci a capire perché non ha risposto ad un messaggio perfettamente ragionevole. Non riesci a comprendere perché non ti ha detto che avrebbe fatto tardi. Non sai di alcuna ragione per cui sarebbe rimasto fuori così a lungo senza avvisarti. Lo trovi offensivo e irritante e sei confusa perché si suppone che ti ami e se qualcuno ama qualcun altro allora non si comporta in questo modo. Ho sentito molte volte questi commenti.

Ora applica la logica tossica.

Il narcisista si sente in diritto di fare come gli piace. Quindi se vuole stare fuori lui può.

Il narcisista non ha mai colpa. Quindi, non sente il bisogno di avvisarti che farà tardi, di scusarsi per essere tornato tardi o offrire qualsiasi spiegazione.

Tu hai mandato il messaggio per desiderando di esercitare controllo su di lui. Tu sei l’avversario. Questo è un comportamento proibito.

Il messaggio non era accompagnato dal carburante. L’insinuazione che lui fosse in obbligo verso di te, equivale a una percezione di critica da parte del narcisista. Si è sentito ferito. Alcuni narcisisti possono controllare l’ira che si innesca e avrebbero potuto rispondere. Questo narcisista non potrebbe. La sua risposta è stata di rabbia gelida tramite un trattamento del silenzio. Da qui la mancata replica e risposta al telefono.

Lui ha ottenuto Carburante di Pensiero sapendo che saresti stata coinvolta e preoccupata per la sua mancanza di risposta e il fatto che stesse fuori fino a tardi. Questo avrebbe guarito la ferita e acquietato l’ira innescata.

Era giustificato nel trattarti in questo modo perché tutto gli è dovuto e il fine giustifica sempre i mezzi. Inoltre, il carburante è tutto.

Quindi, se vista dalla prospettiva narcisistica, applicando la logica tossica tutto acquista perfettamente senso per lui, ma guardando dalla tua prospettiva non lo farà. La logica tossica ti spiegherà ripetutamente perché scoppiamo bruscamente, diventiamo silenziosi, improvvisamente applichiamo di nuovo il periodo d’oro, perché poi andiamo avanti normalmente, perché non ci scusiamo mai o se lo facciamo sono scuse false e così via. Tutto riguardo a ciò che diciamo e facciamo, come ci comportiamo e reagiamo appare privo di senso, confuso e misterioso se visto dalla tua prospettiva. Questo implica che ci dai carburante, metti più impegno nel compiacerci, ti sottometti alle nostre manipolazioni e rimani nella nostra morsa. Implica anche che i tuoi tratti empatici del bisogno di capire, volere la verità, essere buoni e onesti e di cercare di aiutare vengano soddisfatti. In questo modo, inconsciamente, stai ottenendo qualcosa di cui hai bisogno, anche se ti sconvolge, ti fa arrabbiare o ti da frustrazione. Il nostro comportamento, mancando di ogni logica nel tuo mondo, ti mantiene dove ti vogliamo e soddisfa anche le tue necessità empatiche facendo sì che tu rimanga in essere.

Ogni volta che accade qualcosa che ti rende perplesso, subirai le conseguenze della nostra logica tossica. Sei ferito, sconvolto, confuso, ansioso e così via. Se, d’altra parte, tu applichi la nostra logica tossica a ciò che è accaduto troverai la soluzione del perché è successo. Non è sempre facile da fare. Risolvere la questione richiede tempo. Serve disciplina e una continua applicazione in una modalità che ti è estranea. Non ti piacerà. Non l’approverai, ma comprenderai. Una volta che inizi a capire, ottieni il controllo. Una volta che inizi a comprendere, gli effetti intossicanti dell’essere confuso, disorientato e perso sono ridotti. Una volta che capisci, puoi iniziare a stabilire un modo per gestire l’applicazione di questa logica tossica così che gli effetti diventino minori e meno efficaci. Stai quindi intraprendendo il tuo primo passo verso la libertà.

H.G. TUDOR

Toxic Logic

📑 SEI STATO AVVISATO

2019-10-25 (1)

“Lo sai che non dovevi coinvolgerti con me vero, Sono difettoso.”

“Beh è un po’ troppo tardi per questo, non ti pare? Sono già coinvolta.”

“Lo so e mi fa piacere sentirti dire questo, davvero, perché ti voglio più di qualsiasi cosa. Non ho mai desiderato nessun’altra nel modo in cui voglio te ma è perché penso che staresti molto meglio senza di me.”

“Non essere stupido, che vuoi dire con questo?”

“Sei così meravigliosa, così perfetta. Davvero non ho mai conosciuto nessuna come te. È come se tutto quello che ho sempre voluto e di cui ho sempre avuto bisogno in qualcuno fosse stato mescolato insieme allo stesso tempo.

“È adorabile che tu me lo dica, ma non sono perfetta, tutt’altro.”

“Per me lo sei.”

“Che Dio ti benedica, che cosa dolce. Anche io penso che tu sia meraviglioso, per nulla difettoso. Non posso credere che tu l’abbia detto.”

“Beh lo sono.”

“Non dal mio punto di vista. Sei incredibile, premuroso, amorevole, attento, interessante, sensuale e così appassionato. Queste sono solo alcune delle cose che mi vengono in mente quando penso a te.”

“Che altro?”

“Oh lasciami pensare. Generoso, sì generoso e gentile, rispettoso e di successo. Anche divertente. Non riesco a pensare a nessun altro che può accendere l’atmosfera come fai tu. Adoro guardarti mentre hai l’attenzione di tutti, mi rendo conto di quanto amano starti a sentire.”

“Oh lo dici solo per farmi stare meglio.”

“Per nulla, credo ad ogni parola, davvero. Non ho mai incontrato nessuno così speciale come te ed ecco perché ti amo così.”

“Non dovresti, non intendo essere maleducato, ma verrai solamente ferita.”

“Come? Da te?”

“Sì.”

“Come?”

“Non lo so; semplicemente rovino sempre tutto. Potrebbe suonare strano ma in qualche modo voglio credere, intendo, diciamo che so che dovrebbe funzionare con te, con te più di chiunque altra, suppongo di essere terrorizzato che ciò che abbiamo sia così meraviglioso, così perfetto che potrei fare qualcosa per rovinarlo e allora ti feriresti e non potrei tollerare che accada.”

“Vedi, eccoti di nuovo, rispettoso e gentile.”

“Non potrei convivere con me stesso se ti ferissi e non voglio correre il rischio che accada. Non meriti di essere ferita.”

“Non accadrà, lo sento. Ciò che abbiamo io e te è qualcosa di fuori dal comune.”

“Sì, lo abbiamo vero?”

“Assolutamente. Ti amo e tu mi ami e nessuno cambierà questo.”

“Lo so, lo so, ma se, lo sai, facessi qualcosa?”

“Tipo cosa?”

“Non so, è solo che beh, le precedenti relazioni non sono state esattamente un successo no? Il mio curriculum non è fantastico.”

“No, ma non è stata colpa tua no? Guarda, mi hai raccontato tutto di quello che è successo in passato. Non molti uomini sarebbero stati così onesti come te nell’ammettere ciò che hanno attraversato. Ci vuole vero coraggio ed è tipico dell’onestà e della moralità che emani. Sei un uomo buono e sei stato trattato in modo ripugnante da certa gente cattiva. Ohhh, se mai li incontrassi, non so che farei.”

“Lo so che capiresti. Lo fai sempre. Mi prendi. Vedi, loro non l’hanno mai fatto. Ho provato sai. Ho sempre tentato di far funzionare le cose. Volevo solamente che fossimo entrambi felici ma sai quando qualunque cosa fai non è mai abbastanza? Quando non importa quanto duramente provi a compiacere qualcuno ma loro trovano sempre qualche tipo di sbaglio? Erano così. Il più delle volte mi facevano sentire come se fosse colpa mia. Avevano questo modo di rigirare ogni cosa così passavo per il cattivo di turno. È difficile da spiegare, ma questo è ciò che facevano.”

“Capisco. Certe persone semplicemente si deliziano della disperazione degli altri, ma questo non accadrà tra te e me.”

“No?”

“No. Abbiamo entrambi sofferto in precedenza.”

“Lo so. Ecco perché non voglio ferirti, lo hai già fatto abbastanza in passato e meriti di essere trattata come si deve.”

“Beh questo è ciò che fai. Non potrei desiderare un fidanzato migliore, davvero non potrei. Mi metti al primo posto, sopra qualunque altra cosa e fai così tanto per me. Lo apprezzo davvero e ogni giorno che passa mi sento più innamorata di te per via di ciò che fai per me.”

“Grazie. Questo è tutto ciò che voglio. Che entrambi siamo felici. Penso che sia solamente per via di ciò che è accaduto in passato, sono preoccupato che questa volta, avendoti trovata, andrà male di nuovo e tu verrai ferita e io non potrei sopportarlo.”

“Onestamente, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Sei portato a sentirti così solo per via di quello che ti hanno fatto. È comprensibile. Lo so che non mi feriresti mai. Come potrebbe mai ferirmi chiunque dicesse le cose che tu dici a me?Non ho mai avuto qualcuno prima che mi dicesse le meravigliose e bellissime cose che tu mi dici. Mi riduci in lacrime. Lacrime di gioia ovviamente perché semplicemente sai cosa dire, mi capisci.”

“Sì. C’è una connessione ed è profonda e piena di significato e non voglio che venga mai recisa. Combatterò fino all’ultimo respiro per rimanere legato a te. Vorrei diventare te.”

“Vedi, rieccoci, dici le cose più meravigliose.”

“Sei tu che me le tiri fuori. Se non fosse per te non so che farei.”

“Bene non hai di che preoccuparti, no? Sono tua e mi avrai sempre.”

“Dici sul serio?”

“Assolutamente.”

“Vedi sono veramente in paradiso ogni volta che ci baciamo. Non voglio ferirti o perderti mai.”

“Non accadrà. Mi avrai per sempre.”

“Lo spero, lo spero davvero.”

“Sì. Ora, niente più conversazioni su te che mi ferisci, non accadrà. Abbiamo il resto delle nostre vite per stare insieme ed essere felici. Fammi aprire un’altra bottiglia di vino, no, è il mio turno, tu stai qui. Mi stai già dietro abbastanza, lasciami fare qualcosa per te, per una volta.”

“Ok, un altro giro per favore.”

“Arrivo in un minuto. Ti amo.”

“Ti amo anch’io.”

H.G. TUDOR

You Were Warned

📑 LA MANIPOLAZIONE DEL GIOCO DI PIETÀ DEL NARCISISTA DI MEDIO-RANGO

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“Lo sai che non dovevi coinvolgerti con me vero, Sono difettoso.”

“Beh è un po’ troppo tardi per questo, non ti pare? Sono già coinvolta.”

“Lo so e mi fa piacere sentirti dire questo, davvero, perché ti voglio più di qualsiasi cosa. Non ho mai desiderato nessun’altra nel modo in cui voglio te ma è perché penso che staresti molto meglio senza di me.”

“Non essere stupido, che vuoi dire con questo?”

“Sei così meravigliosa, così perfetta. Davvero non ho mai conosciuto nessuna come te. È come se tutto quello che ho sempre voluto e di cui ho sempre avuto bisogno in qualcuno fosse stato mescolato insieme allo stesso tempo.

“È adorabile che tu me lo dica, ma non sono perfetta, tutt’altro.”

“Per me lo sei.”

“Che Dio ti benedica, che cosa dolce. Anche io penso che tu sia meraviglioso, per nulla difettoso. Non posso credere che tu l’abbia detto.”

“Beh lo sono.”

“Non dal mio punto di vista. Sei incredibile, premuroso, amorevole, attento, interessante, sensuale e così appassionato. Queste sono solo alcune delle cose che mi vengono in mente quando penso a te.”

“Che altro?”

“Oh lasciami pensare. Generoso, sì generoso e gentile, rispettoso e di successo. Anche divertente. Non riesco a pensare a nessun altro che può accendere l’atmosfera come fai tu. Adoro guardarti mentre hai l’attenzione di tutti, mi rendo conto di quanto amano starti a sentire.”

“Oh lo dici solo per farmi stare meglio.”

“Per nulla, credo ad ogni parola, davvero. Non ho mai incontrato nessuno così speciale come te ed ecco perché ti amo così.”

“Non dovresti, non intendo essere maleducato, ma verrai solamente ferita.”

“Come? Da te?”

“Sì.”

“Come?”

“Non lo so; semplicemente rovino sempre tutto. Potrebbe suonare strano ma in qualche modo voglio credere, intendo, diciamo che so che dovrebbe funzionare con te, con te più di chiunque altra, suppongo di essere terrorizzato che ciò che abbiamo sia così meraviglioso, così perfetto che potrei fare qualcosa per rovinarlo e allora ti feriresti e non potrei tollerare che accada.”

“Vedi, eccoti di nuovo, rispettoso e gentile.”

“Non potrei convivere con me stesso se ti ferissi e non voglio correre il rischio che accada. Non meriti di essere ferita.”

“Non accadrà, lo sento. Ciò che abbiamo io e te è qualcosa di fuori dal comune.”

“Sì, lo abbiamo vero?”

“Assolutamente. Ti amo e tu mi ami e nessuno cambierà questo.”

“Lo so, lo so, ma se, lo sai, facessi qualcosa?”

“Tipo cosa?”

“Non so, è solo che beh, le precedenti relazioni non sono state esattamente un successo no? Il mio curriculum non è fantastico.”

“No, ma non è stata colpa tua no? Guarda, mi hai raccontato tutto di quello che è successo in passato. Non molti uomini sarebbero stati così onesti come te nell’ammettere ciò che hanno attraversato. Ci vuole vero coraggio ed è tipico dell’onestà e della moralità che emani. Sei un uomo buono e sei stato trattato in modo ripugnante da certa gente cattiva. Ohhh, se mai li incontrassi, non so che farei.”

“Lo so che capiresti. Lo fai sempre. Mi prendi. Vedi, loro non l’hanno mai fatto. Ho provato sai. Ho sempre tentato di far funzionare le cose. Volevo solamente che fossimo entrambi felici ma sai quando qualunque cosa fai non è mai abbastanza? Quando non importa quanto duramente provi a compiacere qualcuno ma loro trovano sempre qualche tipo di sbaglio? Erano così. Il più delle volte mi facevano sentire come se fosse colpa mia. Avevano questo modo di rigirare ogni cosa così passavo per il cattivo di turno. È difficile da spiegare, ma questo è ciò che facevano.”

“Capisco. Certe persone semplicemente si deliziano della disperazione degli altri, ma questo non accadrà tra te e me.”

“No?”

“No. Abbiamo entrambi sofferto in precedenza.”

“Lo so. Ecco perché non voglio ferirti, lo hai già fatto abbastanza in passato e meriti di essere trattata come si deve.”

“Beh questo è ciò che fai. Non potrei desiderare un fidanzato migliore, davvero non potrei. Mi metti al primo posto, sopra qualunque altra cosa e fai così tanto per me. Lo apprezzo davvero e ogni giorno che passa mi sento più innamorata di te per via di ciò che fai per me.”

“Grazie. Questo è tutto ciò che voglio. Che entrambi siamo felici. Penso che sia solamente per via di ciò che è accaduto in passato, sono preoccupato che questa volta, avendoti trovata, andrà male di nuovo e tu verrai ferita e io non potrei sopportarlo.”

“Onestamente, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Sei portato a sentirti così solo per via di quello che ti hanno fatto. È comprensibile. Lo so che non mi feriresti mai. Come potrebbe mai ferirmi chiunque dicesse le cose che tu dici a me?Non ho mai avuto qualcuno prima che mi dicesse le meravigliose e bellissime cose che tu mi dici. Mi riduci in lacrime. Lacrime di gioia ovviamente perché semplicemente sai cosa dire, mi capisci.”

“Sì. C’è una connessione ed è profonda e piena di significato e non voglio che venga mai recisa. Combatterò fino all’ultimo respiro per rimanere legato a te. Vorrei diventare te.”

“Vedi, rieccoci, dici le cose più meravigliose.”

“Sei tu che me le tiri fuori. Se non fosse per te non so che farei.”

“Bene non hai di che preoccuparti, no? Sono tua e mi avrai sempre.”

“Dici sul serio?”

“Assolutamente.”

“Vedi sono veramente in paradiso ogni volta che ci baciamo. Non voglio ferirti o perderti mai.”

“Non accadrà. Mi avrai per sempre.”

“Lo spero, lo spero davvero.”

“Sì. Ora, niente più conversazioni su te che mi ferisci, non accadrà. Abbiamo il resto delle nostre vite per stare insieme ed essere felici. Fammi aprire un’altra bottiglia di vino, no, è il mio turno, tu stai qui. Mi stai già dietro abbastanza, lasciami fare qualcosa per te, per una volta.”

“Ok, un altro giro per favore.”

“Arrivo in un minuto. Ti amo.”

“Ti amo anch’io.”

H.G. TUDOR

The Middle Mid Range Narcissist´s Portentous Pity Play Manipulation

📰 RESPONSABILE

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È ben noto che la nostra specie non ha responsabilità. Non siamo tenuti a rendere conto. Non siamo mai colpevoli. Niente è mai colpa nostra. Siamo liberi di agire come ci pare, facendo ciò che vogliamo senza preoccuparci di ripercussioni o conseguenze. La responsabilità non figura nelle nostre valutazioni. Vi è un considerevole deficit dell’equazione da parte nostra quando si tratta di assumere responsabilità. La natura aborre il vuoto e quindi, poiché creiamo un’assenza di responsabilità, questo solleva la domanda, chi ha intenzione di subentrare ad accettare la responsabilità? Chi ha intenzione di addossarsi più della loro giusta dose di responsabilità? Chi ha intenzione di colmare il divario di colpevolezza? La risposta, naturalmente è, tu e questo è un motivo significativo per cui resti incatenato a noi e, naturalmente, noi sappiamo che è così. Questo è uno dei motivi per cui scegliamo persone come te.

Come individuo empatico tu hai molte caratteristiche che ci attirano. Uno di questi tratti è avere una forte bussola morale così tu “fai la cosa giusta” e accetti la responsabilità delle tue azioni. Questo in sé è attraente per noi. Tuttavia, tu vai oltre a questo. Sei benedetto o maledetto, dipende da come la vedi, dal fatto di essere troppo responsabile. Non solo accetterai di buon grado la colpa quando è veramente colpa tua, ma accetterai anche la responsabilità al posto nostro. Questo è estremamente attraente. Come nasce questa eccessiva responsabilità?

Da un lato è qualcosa che è intrinseco a te come conseguenza di essere una persona empatica. Provi una profonda responsabilità per gli altri e lo fai perché desideri aiutare. Non credi che sia giusto sottrarsi alle responsabilità o andarsene quando qualcuno è nel bisogno. Estendi il tuo margine di responsabilità adottando la posizione secondo la quale, come essere umano rispettabile, hai la responsabilità di aiutare gli altri, assisterli e aiutarli. A ciò si aggiunge il fatto che noi ti portiamo ad essere responsabili per noi. Neghiamo la responsabilità così tu senti immediatamente il bisogno di colmare il divario – Di seguito torno sul perché tu senti quel bisogno. Inoltre, noi creiamo la tua responsabilità attraverso la nostra ripetuta proiezione e lo spostamento di colpa.

“È sempre colpa tua.”

“Mi hai fatto arrabbiare, è colpa tua.”

“Ora guarda cosa mi hai fatto fare.”

“Avresti dovuto sapere che mi avrebbe dato fastidio.”

Questa frequente proiezione e cambio di responsabilità ti condiziona ad accettare la responsabilità per ciò che abbiamo fatto o non fatto. I più consapevoli della nostra specie sanno che rinforzando questo messaggio a doppio taglio – non siamo responsabili/è colpa tua – tu accetterai che le cose stanno così. Tu sei incline a ripetute autoanalisi e pur di trovare soluzioni, mantenere la pace ed evitare quei gusci d’uovo accetterai la responsabilità al posto nostro. Un osservatore obiettivo troverà chiaramente che una nostra azione è chiaramente colpa nostra, ma tu assumerai il ruolo di responsabilità al posto nostro.

“È colpa mia, avrei dovuto saperlo.”

“È stanco, ecco perché mi urla, avrei dovuto lasciarlo riposare.”

“Avrei dovuto ricordarmi che a lui non piace il pesce.”

“Va tutto bene, ci sono abituato, non mi preoccupo perché sa essere meraviglioso con me, lo sai.”

“Lui è così e basta, raccolgo i pezzi, è quello per cui sono qui.”

Il ripetuto incoraggiamento che sei tu da incolpare, unito alla tua naturale propensione a voler accettare la responsabilità, implica che noi sappiamo che possiamo facilmente addossarti la responsabilità e che tu invariabilmente l’accetti. Questo quindi ci spiana la strada ad infliggere altre manipolazioni contro di te sulla base dell’accettazione della responsabilità e della colpa. Tu accetti di essere in colpa, così noi siamo del tutto giustificati nell’urlarti addosso, nel manifestarti atteggiamenti freddi, nell’impedirti di uscire o avere una relazione. Avere te come persona da incolpare ci fa comodo per mantenere la nostra percezione di superiorità e ci fornisce la giustificazione per punirti in modo da ricevere ulteriore carburante negativo.

Questa eccessiva responsabilità si estenderà al fare scuse al posto nostro quando siamo usciti infuriati da una riunione di famiglia. È la nostra segretaria che chiama un cliente e si scusa per noi quando siamo stati scortesi con qualcuno. È un fratello che cerca di sminuire il nostro comportamento oltraggioso e trovare qualcosa per spiegarlo senza far ricadere la colpa dove dovrebbe ricadere, ovvero su noi, Tu accetti il fatto che sei tu da incolpare e diventi il nostro portavoce quando hai a che fare con altre persone mentre vieni lasciato a difendere l’indifendibile. Non che riceverai alcun ringraziamento per tutto ciò, naturalmente.

Perché allora senti un tale bisogno di essere troppo responsabile per noi? Da dove proviene questa caratteristica? L’ho visto nella mia famiglia con mia sorella. Fin dalla tenera età sei stato sottoposto a questo comportamento incolpante quando non è mai stata effettivamente colpa tua. Questo ti fa credere che ci deve essere qualcosa di sbagliato in te e che non sei abbastanza bravo. Per compensare questo senso di inadeguatezza che è stato instillato in te molto probabilmente nella tua infanzia, cerchi di compensare eccessivamente e decidi di diventare abbastanza bravo da essere il ricettacolo di tutte le colpe, indipendentemente dalla vera colpevolezza. Sei stato convinto di meritare questo abuso, questa colpa ed è tuo dovere assumerti la responsabilità di ciò che facciamo e di ciò che non facciamo, per diventare meritevole. È più facile accettare la colpa che combatterla perché questo adempie al ruolo che è stato creato per te. Essere sempre da colpare ti ha fatto pensare di meritarlo e per far qualcosa riguardo a quello stato di cose, l’affronti accettando ancora più colpa per raggiungere un accordo con ciò che tu consideri il tuo ruolo.

Noi sappiamo che tu devi sentirti responsabile. È un caposaldo centrale della costituzione dell’empatico e noi la sfrutteremo incolpandoti sempre, trasferendo responsabilità su di te e allontanandoci dalla responsabilità. Non ti loderemo per un tale atto altruistico di assunzione di responsabilità, ma piuttosto coglieremo l’opportunità di usarlo per giustificare il nostro successivo comportamento nei tuoi confronti. Tu sei in colpa. Quindi meriti di essere punito. Tu lo accetti e la ripetuta messa in atto di questo serve solo a rafforzare ed estendere il tuo senso di essere responsabile per noi.

È come se a scuola ti venissero dati sei grossi colpi con una bacchetta per qualcosa che non hai fatto e poi tu chiedessi,

“Per favore, signore, posso averne ancora?”

H.G. TUDOR

Responsible

📰 5 FRASI CHE IL NARCISISTA USA PER INCOLPARE

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È fondamentale che rimaniamo irresponsabili delle nostre azioni. Uno dei modi più efficaci per evitare questa responsabilità, provocandoti e lasciandoti esasperato e sbalordito è quello di impegnarci in un trasferimento di colpa. Noi siamo gli scaricatori di colpa che useranno sempre questa forma di manipolazione nella nostra ricerca incessante per mantenere il sopravvento.

Non solo crediamo di avere il diritto alla completa immunità per ciò che diciamo e facciamo, a causa della nostra innata superiorità, crediamo anche che sia necessario per noi essere in grado di raccogliere carburante con la stessa frequenza e con la stessa efficacia di sempre. Se venissimo rallentati dal dover fare scuse significative, spiegare noi stessi, spiegare ciò che abbiamo fatto e accettare la responsabilità per le conseguenze questo assorbirebbe del tempo che sarebbe speso molto meglio nella ricerca di carburante. Ostacolandoci in questo modo ci farebbe diventare più deboli dal momento che non saremmo in grado di accumulare tanto carburante come facciamo di solito. È perciò necessario, così rimaniamo lucidi, efficaci e a passo leggero, di modo che non siamo mai preoccupati della trasparenza e anche per non permettere mai che la responsabilità incomba su di noi. Come in molte delle nostre macchinazioni, questo approccio ci consente anche di raccogliere carburante in quanto tale attraverso l’imposizione di colpa su altri, di solito te, e attraverso la risposta emotiva attonita e oltraggiata che scaturisce da questo atto sconcertante di allontanarci e farla franca. Come sempre, le parole sono i nostri migliori alleati quando si tratta di bloccare il tentativo di farci assumere il manto della responsabilità. Ecco cinque delle nostre frasi preferite.

1. Cosa ti aspetti che faccia al riguardo?

Un delizioso frammento di biasimo per cominciare. Non dichiariamo nemmeno che consideriamo tua la colpa, la tua responsabilità o il tuo obbligo con questa domanda. Tuttavia, l’implicazione è chiara: ci aspettiamo che tu faccia qualcosa al riguardo, perché non ci assumiamo responsabilità, il tuo ruolo è quello di ripulire dopo di noi e hai assunto quel ruolo quando hai accettato le nostre profferte amorose. Ti sei perso quel termine del contratto? Non incolpare noi, è colpa tua.

Mi vanto regolarmente di quanto sono brillante e speciale. Che ho molti talenti e se decido così, potrei rimediare a molte situazioni nel giro di pochi istanti, ma nonostante questo sia l’atteggiamento che io adotto col mondo in generale, non ho intenzione di farlo con te. Nessuna possibilità. Non sono qui per raccogliere i cocci dopo di te, anche se mi aspetto che tu lo faccia più volte. Posso fare quello che mi piace e tu sei obbligato a riparare il danno che io provoco – raccogliere i pezzi rotti di stoviglie, scusarti con l’amico scioccato dopo uno sfogo, cercare di risolvere il guaio finanziario che ci è rimasto. Se hai causato un problema, e ammettiamolo, è sempre comunque colpa tua, non puoi aspettarti che io faccia qualcosa al riguardo. Sono al di sopra di tali compiti umili. Ho cose importanti e più importanti a cui partecipare. Ad esempio? Non devo dar spiegazioni a persone come te. Se ho causato il problema (e in realtà di solito è quello il caso), non ho intenzione di fare nulla al riguardo.

2. Affrontala.

È così e ti conviene abituarti. Questa dichiarazione orgogliosa è il corso per il nostro senso di diritto di fare come ci piace. Noi spazziamo via tutto e devi solo sopportarlo. Non puoi scappare; non permetteremo che ciò accada. Darti questo comando abbaiante è un modo efficace di sconvolgerti. Ti viene detto che sei inutile e dovresti semplicemente mandare avanti la questione piuttosto che lamentarti. Non dovresti lamentarti; avresti dovuto già intuire che dovevi risolvere la situazione. Non chiedermi aiuto perché non ho tempo per questa stupidaggine da Topolino.

3. Hai fatto succedere questo.

Ci piace affermare che agiamo con l’onnipotenza di un dio, ma quante volte hai scoperto che hai in qualche modo fatto succedere qualcosa così da suggerirti che eserciti i poteri di una divinità? Il mio arrivo in ritardo dipendeva da te. Il mio fallimento nel ricordare qualcosa è stato causato da te. La mia infedeltà per la sesta volta è stata interamente una conseguenza di ciò che hai fatto. Nella sua versione più brutale, questa dichiarazione viene emessa senza alcuna spiegazione sul motivo per cui è stato causato il problema. Diciamo che è così quindi deve essere giusto. Questo dialogo ti sembra familiare?

“Perché è così?”

“Lo è e basta.”

“Ma perché?”

“Perchè dico così.”

Oltre quelli della nostra tipologia, chi se ne esce con tali affermazioni prive di verità o di spiegazione? Giusto, i bambini. Questo ti dice tutto ciò che devi sapere sulla nostra mentalità quando ti accusiamo di essere colui che ha causato il problema. Se sei abbastanza “fortunato” da ricevere una qualche spiegazione, ha perfettamente senso se visto dal nostro punto di vista, anche se non sarà dal tuo. Questo è intenzionale. Vogliamo che tu ti senta attonito, sconcertato e infastidito dalla nostra assoluta sfrontatezza nel collegare le nostre malefatte e il tuo averle causate.

“Se fossi più devota non andrei da nessun’altra parte”

“Che cosa vuoi dire con questo? Non potrei essere più devoto nei tuoi confronti. “

“Oh è vero, nega che questo ha a che fare con te e fa che sia io la persona cattiva.”

“Beh, sei tu che hai avuto la relazione.”

“Causato da te.”

“Come?”

“Te l’ho già detto e se non puoi accettarlo, non ha senso continuare questa conversazione.”

Non ottieni risposta senza accettazione di colpa. Tutto quello che ottieni è una spiegazione tenue (nel tuo mondo, ma non nostra) sul motivo per cui la nostra colpa è tutta su di te.

4. Perché devi rovinare tutto?

Caso simile al punto tre esposto sopra ci sottraiamo ma con un ulteriore strato di colpa. Nell’esempio sopra, hai causato il problema anche se non lo avevi necessariamente premeditato. Con questa affermazione ti diciamo che non solo il problema non lo stiamo causando noi, è colpa tua e indovina un po’? Volevi farlo perché sei una persona brutta e orribile. La nostra paranoia sfrenata ci fa credere che tu sei qui per prenderci, farci cadere e che stai tramando per spodestarci come conseguenza del nostro comportamento nei tuoi confronti durante la svalutazione. Questo è il motivo per cui ogni volta che qualcosa va storto, sei l’artefice di quella disgrazia, perché hai intenzionalmente deciso di causarci un problema, guidato dalla tua innata cattiveria e gelosia.

5. Perché mi rendi la vita così difficile?

Poveri noi. Messi sotto i piedi da te e dai tuoi terribili comportamenti. Queste cose ti vengono spesso lanciate quando inizi a prendere coscienza delle nostre manipolazioni e, per scelta o per puro esaurimento, non stai più interagendo con le nostre provocazioni e macchinazioni. Quello che ti stiamo effettivamente dicendo in questo caso è: “Perché rendi così difficile estrarre carburante da te?” La tua incapacità di collaborare e fare quello che vogliamo ci fa spendere più energia per ottenere il carburante negativo da te, e in accordo con la nostra prospettiva di vittima, lo stai facendo apposta. Dobbiamo procurarci quel carburante e tu dovresti aiutarci, non ostacolarci, non da meravigliarti se ci scagliamo contro di te in questo modo perché sei pessimo e rendi le nostre vite molto più dure e difficili di quanto tu dovresti fatto o una volta facevi.

H.G. TUDOR

5 Phrases The Narcissist Uses To Blameshift

📰 TU INDOSSI LA COLPA

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Tu indossi la colpa come un cappio intorno al collo. È li che penzola, aspettando solo di venir tirato da me e la stretta legatura attorno a quell’esile collo ti tirerà dritta giù. Posso poi permettere che il cappio penzoli ancora una volta al tuo collo, pronto ad essere usato appena io decido che è necessario. Non proverai neanche a rimuovere questo cappio; potresti, ma naturalmente ti sentiresti colpevole se tu provassi a farlo e di conseguenza esso resterà sempre con te su di te e attorno a te. Non è lenta la stretta quando questo cappio viene messo in azione. È immediata indolore e castigante. Concede l’improvviso e istantaneo sforzo di controllo. Quale modo migliore per ottenere questo che contare su qualcosa che sta addosso a un’altra persona. Questo cappio brucia, stringe, e soffoca e tu sai che non se ne andrà. L’unico modo di trattare con esso è assecondarlo e allora il cappio si allenterà ma non ti garantirà la liberazione.
Hai portato questo cappio per un tempo molto lungo. Una volta era formato solo da pochi fili fitti, ancora del tutto fragili apparentemente, non poteva essere tagliato né rotto né spezzato né strappato. Col passare del tempo, i fili si sono moltiplicati in modo che lo strato è aumentato finché ora penzola presso di te, solido ed efficace. Nessun altro ha intrecciato questi ulteriori fili in questo. Tu l’hai fatto. Tu hai portato tutto questo su di te per il piacere contorto con cui devi indossare questo cappio. Lo consideri un obbligo. È parte di te e mentre il dolore che ti provoca è qualcosa che preferiresti non dover sopportare, tu sai che quando questo ti fa soffrire, ricevi conforto dalla sua presenza e dal suo risultato.
Sai che non tutti portano questo cappio. Ci sono quelli che non ne hanno neanche uno. Tu spesso ti chiedi come dev’essere. Non avere il giogo su di te che ti pesa giù, ti stringe e ti impedisce. Come dev’essere questa libertà? Poi ci sono quelli che hanno un cappio simile ma sembra che siano in grado di toglierselo e lasciarselo dietro quando conviene loro. Altri ancora trovano che il cappio sia debole e si strappa quando cerca di fare pressione contro chi lo indossa. Per te nessun rilascio simile. Questo è il cappio che ti è sempre stato conforme. Talvolta ci combatti, sperando che forse potrai una volta, solo una volta, essere in grado di impiegare una forza tale da causarne la rottura, ma non succede mai. Non importa quale resistenza hai dimostrato o quanto ti sforzi di spezzarlo, non ci riesci e non hai altra scelta che assecondarlo cosicché il dolore si attenua. Esso lascia la sua impronta su di te. Non c’è alcun dubbio su questo. Anche se il dolore bruciante può essere attenuato, tu puoi sempre sentire la stretta presa e sai che gli altri possono vedere dove ha lasciato il segno. Non tutti hanno questa abilità di riconoscere il segno del cappio, ma alcuni ce l’hanno e questi vogliono sempre approfittare della sua presenza. Oh, ci sono stati tempi in cui tu avevi cercato di nascondere questo cappio, mascherare la sua presenza nella speranza di sfuggire all’attenzione di quelli che lo riconoscevano. Anche se tu decidi di nascondere il cappio, il segno che ti ha lasciato sul collo è come una macchia indelebile. Non puoi cancellarla ed è il timbro che dice a coloro che conoscono queste cose che tu porti un cappio del genere. Puoi non renderti conto che sei tu che hai aggiunto questi ulteriori fili durante gli anni, facendo sì che il cappio si stringesse e si ispessisse. Questi fili sono uniti insieme, strato su strato, avvolti l’uno con l’altro, cosicché diventano piu grandi della somma delle loro parti. I fili che sono formati dalla tua colpa pervasiva e ben sedimentata, vengono aggiunti a causa di queste cose che dici e fai. Ogni volta che pensi in un certo modo, che non puoi aiutare ma lo fai per chi e cosa sei, un altro filo viene aggiunto, poi un altro, finché presto il cappio diviene stringente e pesante. Ogni volta che pensi alle cose seguenti

È colpa mia; non ascolto.

Ho bisogno di fare di più per aiutare.

Lui non può essere di aiuto.

Ho bisogno di assicurarmi di aver capito.

Se solo potessi essere più forte.

Se solo sapessi cosa fare.

Dovrei andare a casa; lui si chiederà dove sono.

Non dovrei far questo.

Non dovrei parlare male di lui davvero; è mio marito.

Non dovrei pensare queste cose, io lo amo davvero, mi sento solo così debole e ciò avviene quando ho questi pensieri.

Dovrei aver compreso.

Devo ascoltare di più.

Devo continuare a provare.

Lo devo a lui di aiutarlo.

Non è così malvagio come dice la gente.

Se solo lasciassi perdere sarebbe meglio.

Devo provarci, perché se non lo faccio, chi ci sarà per lui.

È il mio dovere.

Ho fatto un giuramento e devo restargli accanto.

Dovrò fare qualcosa di sbagliato per far sentire lui in questo modo.

Sembra solo che dica la cosa sbagliata al momento sbagliato.

Questi pensieri e parole, ripetute per più e più volte, fanno sì che il cappio diventi più forte. Perciò si stringe e si strappa, tirandoti nella mia direzione cosicché tu resti sotto il mio controllo, legata da questa colpa al mio servizio, a sostenermi e a fornirmi carburante. Un carico sempre presente che hai aggiunto a te stessa giorno dopo giorno. Un metodo con cui tu vieni manipolata, persuasa e costretta a soddisfare i miei bisogni.
Questo cappio non è lì per impiccarti. No, non c’è desiderio di portarti alla morte. Tu ci sei più utile funzionante. La tua colpa non porterà alla tua fine, ma anzi farà sì di mantenere la tua prigionia.
Tu fai crescere il cappio.
Io faccio si che il cappio ti controlli.
Può essere evitato questo? Noi pensiamo di no. Ci sarà per tutta la vita. Anche se può non stringere o costringere per qualche tempo, persino anni, è sempre lì e con l’impronta così evidente, un altro può arrivare a usare il controllo che offre il cappio anche se noi possiamo non esserne in grado.
Non lo alzeremo. È troppo importante per noi.
Non lo alzeremo perché viene caricato, perpetuato da te.
Ma può essere alzato. Non è una cosa semplice o diretta e noi ci assicuriamo di non darti l’opportunità di usare quest’evenienza per dar sollievo a te stessa da questo cappio di colpa. Si può fare. È appunto il compito di uscirne vincente ma per te, questo viaggio comincia col rispondere a una domanda.

Chi ce lo mette per primo?

H.G. TUDOR

You Wear Guilt

👤 CHE SCUSA HAI?

2019-10-17 (26)

Adoro guardare il film, Full Metal Jacket, magnifico pezzo della cinematografia. È naturalmente un film che ha due tempi. L’addestramento e l’esercitazione delle nuove reclute “sull’isola” e poi la loro esperienza in Viet Nam. L’apertura, dove il Sergente d’Artiglieria Hartman “da il benvenuto” alle reclute è fantastico. Ecco un uomo che ha controllo e sa come usarlo. L’attore, R. Lee Ermey è un Sergente Onorario d’Artiglieria e un sergente istruttore che inizialmente venne usato come consulente ma la sua dimostrazione di come parla alle reclute un sergente istruttore fu così eccezionale che gli venne data la parte. Durante l’apertura abbaia ad un malcapitato

“Che scusa hai?”

“Signore, scusa per cosa, signore?” arriva la confusa replica

“Sono io che faccio le fottute domande qui, hai capito?”

“Signore, sì, signore”

“Bene, grazie molte, posso comandare io per un po’?”

“Signore, certo, signore.”

Questo scambio è dimostrativo di come ci relazioniamo con te. Regolarmente facciamo una domanda che non capisci o per la quale non hai una risposta. Noi sappiamo che è così. Ecco perché la facciamo. Immediatamente ti mettiamo in svantaggio e proseguiremo con altre domande o un’accusa che ti metterà in confusione. Noi sappiamo che stai cercando di accertare quale sia la risposta più appropriata, quella che farà smettere la pioggia di insulti su di te o che farà sì che ti lasceremo in pace (almeno per un po’). Non ti è permesso tempo per pensare e considerare. Il modo in cui ti trattiamo ti ha reso esausta e circondata dalla nebbia della confusione. La tua abilità di fronteggiare e reagire è stata erosa così che quando iniziamo ad abbaiare le nostre domande incomprensibili, tu sei incapace di mettere insieme qualcosa di appropriato in risposta.

Proprio come la relazione tra il Sergente Hartman e le sue reclute, il nostro rapporto non è paritario. Il potere spetta a noi e siamo gli unici al comando.
Quello che ci piace è rinforzarti quotidianamente. Come il Sergente Hartman facciamo la stessa domanda d’apertura a quella particolare recluta, perché noi sappiamo che tu sei fatta di scuse. Aspettiamo che tu esca con qualche giustificazione e che continuino a scorrere. Lo fai perché non sei capace di ottenere ciò che ci aspettiamo. Non è importante che nessuno possa farlo, è irrilevante. Cosa ci importa se non puoi soddisfare ciò che vogliamo e quindi ciò che ti resta è inventare scuse. Le giustificazioni sono strumenti di incompetenza. Sei incompetente ed inferiore. Tutto quello che fai è uscirtene con delle scuse ed ecco perché le prime parole della giornata potrebbero anche essere

“Che scusa hai?”

Perché è questo che succederà. Un torrente di dispiaciute e patetiche scuse per i tuoi fallimenti e delusioni.

“Perché non mi hai svegliato?”

“Mi dispiace, ho pensato che volessi riposare, devo essermi confusa”

“Perché il caffè è freddo?”

“Scusa, l’ho fatto troppo presto mentre tu eri fuori occupato a fare qualcosa”

“Perché non hai ancora fatto la cena?”

“Scusa ma sono stata occupata ad accudire i bambini, lavorare, pulire la casa e fare il bucato”

“Perché stai piangendo ancora?”

“Mi spiace ma mi hai fatto agitare”

“No, non l’ho fatto. Ho solo sottolineato ciò che hai sbagliato, in modo che tu non lo rifaccia.”

“Scusa, grazie, immagino di essere stanca ed è per questo che mi sono agitata.”

Scuse, scuse e ancora scuse. Ci fai infuriare con queste continue mancate consegne. Non darci delle scuse, fai ciò che vogliamo, quando lo vogliamo e come lo vogliamo. Dovresti sapere com’è una cosa fatta nel modo giusto. Lo fai di proposito per farci arrabbiare. Fallisci deliberatamente e poi ci dai spiegazioni inutili per farci irritare e arrabbiare. Vuoi che scoppiamo d’ira e ti facciamo piangere. Noi sappiamo bene che lo fai per provare a farci sentire colpevoli, ma non funzionerà. Siamo superiori a te e non abbiamo intenzione di fartela passare liscia con questo spettacolo scadente. Puoi uscirtene con una moltitudine di scuse ma non sortiranno alcun effetto con noi. Non permetterti mai più di girarti e dire

“Non sono scuse, sono motivazioni”

Se lo fai esploderemo di rabbia. Imparare, pensare, anticipare, agire velocemente e farlo bene. Non vogliamo le tue giustificazioni che ci ricordano quanto siamo stupidi a stare con qualcuno inutile come te. Il che significa che inizieremo a sentirci male riguardo noi stessi ed è solamente colpa tua. Per rimuovere queste sensazioni abbiamo bisogno di riaffermare la nostra naturale superiorità e attaccarti in qualsiasi modo riteniamo appropriato, anche se sappiamo che questo causerà un altro mormorio di futile scusa e salterà fuori un’altra giustificazione.

Non è un’orrenda prospettiva? Il nostro trattamento su di te è orribile, abusante e aggressivo? Le nostre aspettative sono troppo elevate? La nostra intolleranza rasenta il ridicolo? Sì. Ma abbiamo una miriade di scuse sul perché sia così, non è vero?

H.G. TUDOR

https://narcsite.com/2015/11/16/whats-your-excuse/