📰 L’ANGELO SOVERCHIANTE

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L’Angelo Soverchiante appare come mandato dal cielo, giunge con apparente gentilezza, traboccante di preoccupazione e scoppiettante di disponibilità “non-posso-fare-abbastanza-per-“.

L’Angelo Soverchiante è una persona che sembra metterti al centro dei suoi pensieri, dove lui vuole sempre assisterti, che tu abbia tutto ciò di cui hai bisogno e “Io volevo solo assicurarmi che tu stessi bene”. No. “Stai davvero bene?”

Come puoi individuare l’Angelo Soverchiante? Ci sono molti esempi dell’Angelo Soverchiante in azione. Ricorda, uno o due di questi esempi non sono determinanti ma se molti di essi sono in sintonia con te e/o costituiscono uno schema allora c’è motivo di preoccuparsi.

• Una telefonata o un messaggio come prima cosa al mattino chiedendoti se stai bene quando non c’è ragione di credere che tu non stia bene. Particolarmente degno di nota se questa chiamata o questo messaggio arriva dopo una chiamata simile proprio appena eri andato a dormire, quindi tutto ciò che hai fatto tra le chiamate/messaggi è dormire.
• Presentarsi quando sei fuori con gli amici o la famiglia “nella remota possibilità che tu avessi bisogno di qualcosa” o “sto solo controllando che tu ti stia divertendo, quindi sono passato”
• Ripetuti messaggi per chiedere “sei arrivato bene?” quando stai viaggiando da qualche parte. Particolare degno di nota se stai facendo un viaggio a breve distanza e/o viaggiando con un gruppo.
• Comportarsi come se foste a un primo appuntamento quando avete una relazione da un po’ di tempo.
• Presentarsi a casa tua la mattina molto presto quando sei stato fuori la notte, la sera prima con amici e famiglia, per voler controllare che tu ti sia divertito oppure per portarti la colazione.
• Insistenza per accompagnarti a visite mediche, specialmente quelle che potrebbero includere uno psicologo o un terapeuta.
• Apparire preoccupato per la tua dieta ma prendere decisioni al tuo posto “Non ho comprato vino quando sono andato a fare spesa dato che sono preoccupato perché noi (tu) potremmo bere troppo.”, “Dove sono i Pringles? Oh li metto via, fanno ingrassare.”
• Dare avvertimenti infondati sulle persone “Non l’avrai notato perché tu non cogli queste cose come me, ma il marito di Lisa, Geoff, ci prova con te, quindi sarebbe una buona idea se tu non andassi da Lisa stasera. Non voglio causarti problemi, mi sto solo prendendo cura di te.”
• Fare commenti sulla tua scelta di vestiario “Penso che tu stia benissimo ma vuoi davvero indossare qualcosa di così attillato mentre vai in città, sai come possono essere certi uomini”. Si dà il caso che di solito il vestito non è neanche particolarmente attillato.
• Bypassare le tue scelte del mezzo di trasporto “Sarà più semplice se ti ci porto io in macchina, più sicuro che prendere un taxi o un bus.” Particolare degno di nota se hai già preso la decisione di usare un mezzo di trasporto e/o stai viaggiando con altre persone.
• Presentarsi per darti un passaggio a casa quando tu non l’hai chiesto.
• Prendere decisioni per te che riguardano la tua salute “Mi sembri un po’ intasato, penso che ti stia venendo un raffreddore, penso che sarebbe meglio che tu stessi a casa stasera e lasciassi che io mi occupi di te, va bene?”
• Comparire non invitato con l’auspicio di farti sentire meglio quando non c’è alcun problema in essere con “Ciao, sono in viaggio per venire da te con un pacco regalo perché prima mi sei sembrata un po’ giù ed è mio compito assicurarmi che tu sia felice, ci sarò tra 10 minuti, a dopo.”
• Limitare la tua opportunità di trascorrere del tempo con altre persone spesso senza consultarti “Ho detto a Bill e Jenny che ti sentivi esausto dopo una frenetica settimana di lavoro, quindi ho detto che stasera non potevamo farcela” oppure “Ho chiamato tua mamma e ho detto che avremmo saltato questo fine settimana perché avevi bisogno di riposo.”
• Chiamate e messaggi sempre più frenetici ma apparentemente premurosi se non hai risposto, spesso carichi di melodramma (“Ho chiamato tre volte e non hai risposto, sono agitato per la preoccupazione che possa esserti successo qualcosa.” – hai detto al narcisista che stai andando alla porta accanto per un bicchiere di vino, non che sei entrato in una zona della Siria devastata dalla guerra).

Ciò che distingue L’Angelo Soverchiante è che questo tipo di narcisista potrebbe non fare affidamento su Giochi di Pietà (“Mi sento giù, perché non stai con me stasera piuttosto che andare al cinema con i tuoi amici, ti prego?”) o su esibizioni di Grandiosità (comprare molti regali, prenotare viaggi, pagare sempre), ma si tratta esclusivamente del fatto che questo narcisista si preoccupa per il tuo benessere, la tua salute e i tuoi interessi.

Il comportamento sarà eccessivamente paternalistico, dimostrando un approccio “So cosa è meglio per te”, ti verrà negata la possibilità di prendere decisioni sulla tua vita, dove vai, cosa fai, chi vedi, cosa scegli di mangiare, indossare, guardare e così via. Una notevole delicatezza verrà dimostrata con i commenti, in genere mancheranno di forza e si manifesteranno in modi del tipo “Non sto dicendo che sei in sovrappeso, ma potresti voler ridurre per un po’ le cene con le persone del lavoro” oppure “Probabilmente non te ne sei accorto ma sei stato piuttosto irascibile ultimamente, ti stai buttando giù e non vuoi ammalarti vero. Penso che sarebbe meglio se stessi un weekend a casa, sì?”

L’Angelo Soverchiante vuole assicurarsi che tu sia isolato da qualsiasi cosa ti consenta di affermare chi sei, distaccato e rimosso da qualsiasi cosa ti definisca un’entità separata dal narcisista. L’Angelo Soverchiante come qualsiasi narcisista ti vede come un’estensione di se stesso e in questo caso l’estensione si basa su un desiderio prevalente di prendersi cura di te.

Rivisitiamo i comportamenti sopra descritti e decifriamoli ulteriormente.

• Una telefonata o un messaggio come prima cosa al mattino chiedendoti se stai bene quando non c’è ragione di credere che tu non stia bene. Particolarmente degno di nota se questa chiamata o questo messaggio arriva dopo una chiamata simile proprio appena eri andato a dormire, quindi tutto ciò che hai fatto tra le chiamate/messaggi è dormire. (Mancanza di riconoscimento dei confini invadendo e regolando il tuo tempo prima del sonno e l’ora del risveglio (possibilmente venendo svegliato dalla “chiamata premurosa”. Senso del diritto. Il narcisista vuole assicurarsi che tu sia solo.)
• Presentarsi quando sei fuori con gli amici o la famiglia “nella remota possibilità che tu avessi bisogno di qualcosa” o “sto solo controllando che tu ti stia divertendo, quindi sono passato” (Mancanza di riconoscimento dei confini, senso del diritto e voler accertare con chi sei per valutare eventuali minacce.)
• Ripetuti messaggi per chiedere “sei arrivato bene?” quando stai viaggiando da qualche parte. Particolare degno di nota se stai facendo un viaggio a breve distanza e/o viaggiando con un gruppo. (Tenere sotto controllo i tuoi movimenti)
• Comportarsi come se foste a un primo appuntamento quando avete una relazione da un po’ di tempo. (Estensione del Love-Bombing e mancanza di consapevolezza su come una relazione normale e sana progredisce perché il narcisista non ne ha mai avuta una)
• Presentarsi a casa tua la mattina molto presto quando sei stato fuori la notte, la sera prima con amici e famiglia, per voler controllare che tu ti sia divertito oppure per portarti la colazione. (Voler vedere se c’è qualcun altro, facciata di gentilezza, mancanza di riconoscimento dei confini presentandosi molto presto quando tu la sera prima sei stato sbronzo e quindi vuoi samaltire i postumi della sbornia)
• Insistenza per accompagnarti a visite mediche, specialmente quelle che potrebbero includere uno psicologo o un terapeuta, impedendoti di andare agli appuntamenti medici (laddove ne hai concordato uno per contestare il fatto che il narcisista dice che c’è qualcosa di sbagliato in te) o insistere che vada a un appuntamento medico (solo per verificare che tutto è a posto quando il narcisista l’ha organizzato) (Preoccupazione per le interferenze esterne, opportunità di contestare l’opzione di un medico esperto il che manifesta grandiosità e superbia, opportunità di sfruttare l’opinione medica per dichiarare “te l’avevo detto” all’insegna di apparente premura)
• Apparire preoccupato per la tua dieta ma prendere decisioni al tuo posto “Non ho comprato vino quando sono andato a fare spesa dato che sono preoccupato perché noi (tu) potremmo bere troppo.”, “Dove sono i Pringles? Oh li metto via, fanno ingrassare.” (Svilimento, mancanza di riconoscimento dei confini, acquisizione di proprietà)
• Dare avvertimenti infondati sulle persone “Non l’avrai notato perché tu non cogli queste cose come me, ma il marito di Lisa, Geoff, ci prova con te, quindi sarebbe una buona idea se tu non andassi da Lisa stasera. Non voglio causarti problemi, mi sto solo prendendo cura di te.” (Bugie, gaslighting, Diffamazione)
• Fare commenti sulla tua scelta di vestiario “Penso che tu stia benissimo ma vuoi davvero indossare qualcosa di così attillato mentre vai in città, sai come possono essere certi uomini”. Si dà il caso che di solito il vestito non è neanche particolarmente attillato. (Incolpare, Insultare)
• Bypassare le tue scelte del mezzo di trasporto “Sarà più semplice se ti ci porto io in macchina, più sicuro che prendere un taxi o un bus.” Particolare degno di nota se hai già preso la decisione di usare un mezzo di trasporto e/o stai viaggiando con altre persone. (Mancanza di riconoscimento dei confini)
• Presentarsi per darti un passaggio a casa quando tu non l’hai chiesto. (Senso del diritto)
• Prendere decisioni per te che riguardano la tua salute “Mi sembri un po’ intasato, penso che ti stia venendo un raffreddore, penso che sarebbe meglio che tu stessi a casa stasera e lasciassi che io mi occupi di te, va bene?” (Senso del diritto, Isolamento)
• Comparire non invitato con l’auspicio di farti sentire meglio quando non c’è alcun problema in essere con “Ciao, sono in viaggio per venire da te con un pacco regalo perché prima mi sei sembrata un po’ giù ed è mio compito assicurarmi che tu sia felice, ci sarò tra 10 minuti, a dopo.” (Senso del diritto, mancanza di riconoscimento dei confini)
• Limitare la tua opportunità di trascorrere del tempo con altre persone spesso senza consultarti “Ho detto a Bill e Jenny che ti sentivi esausto dopo una frenetica settimana di lavoro, quindi ho detto che stasera non potevamo farcela” oppure “Ho chiamato tua mamma e ho detto che avremmo saltato questo fine settimana perché avevi bisogno di riposo.” (Isolamento)
• Chiamate e messaggi sempre più frenetici ma apparentemente premurosi se non hai risposto, spesso carichi di melodramma (“Ho chiamato tre volte e non hai risposto, sono agitato per la preoccupazione che possa esserti successo qualcosa.” – hai detto al narcisista che stai andando alla porta accanto per un bicchiere di vino, non che sei entrato in una zona della Siria devastata dalla guerra). (Mancanza di riconoscimento dei confini)

In tutti questi comportamenti vi sarà la gestione della facciata dato che il narcisista crede davvero di essere una persona buona, gentile e premurosa e non può vedere che i vari aspetti del comportamento narcisistico equivalgono a due cose. La raccolta di carburante da parte tua e ovviamente il controllo. Controlla dove vai, chi vedi, cosa mangi, dove balli, dove fai acquisti, con chi passi il tempo e per quanto tempo.

A causa del coinvolgimento che hai, sia come IPPS, IPSS e questo può influenzare anche le NISS, il tuo pensiero emotivo probabilmente è alto e quindi gran parte di questo comportamento passa inosservato per quello che è – controllo. Invece tu probabilmente penserai che questa persona è sempre così dolce, molto premurosa, sensibile, attenta e cortese. Anche se noti le bandiere rosse, il tuo pensiero emotivo cercherà di oscurarle facendoti sentire in colpa se protesti, rifiuti o sei in disaccordo con questo comportamento.

Questo tipo di comportamento è visto soprattutto con i Narcisisti di Medio-Rango Centrali, Medio-Rango Minori e occasionalmente con i Narcisisti Inferiori Centrali.

Se prendi una posizione contro l’apparente gentilezza, attenzione e comportamento premuroso, sperimenterai comportamenti come questi: –

• Broncio (Trattamento del Silenzio Presente)
• Passaggio a Giochi di Pietà (ma senza partire con questi) (“Sto solo cercando di prendermi cura di te, non c’è bisogno di essere orribile”.)
• Applicazione della Colpa (“Faccio tutto questo per te e tu insisti ancora a uscire anche con questo tempo rischiando di ammalarti?”
• Triangolazione (“Mi chiedo cosa penserebbe tua madre se sapesse che sei uscita per la terza volta questa settimana.”)
• Svilimento (“Indossare quello non ti sta affatto bene e otterrai un’attenzione indesiderata.”)
• Assassinio di personalità (“Non c’è da meravigliarsi che le persone dicano che sei una troia quando ti vesti in quel modo. Vorrei che non glielo rendessi così facile.”
• Altezzosità (“Oh dimenticalo, sto solo cercando di prendermi cura di te, ma tu fai quello che vuoi come al solito, sono stufo di preoccuparmi. Fottiti.”)
• Trattamento del Silenzio Assente.
• Minaccia (“Faresti meglio a stare qui altrimenti …….”)
• Rivangare Il Passato (“Guarda cosa è successo l’ultima volta che hai fatto il contrario di quello che ti ho consigliato, (inserisce un disguido occasionale apparentemente sepolto)”)
• Revisione della storia (“L’ultima volta che hai fatto questo, sai cosa è successo, vero? (Inserisce un evento avverso costruito).

La manipolazione che evidenzia la falsa premura e preoccupazione da parte dell’Angelo Soverchiante si sposterà su una diversa forma di manipolazione al fine di affermare il controllo come conseguenza della tua posizione che sarà di ferita o più solitamente Carburante di Sfida.

L’Angelo Soverchiante si sforza (istintivamente) di sopraffarti.

Potresti essere sopraffatto da questa gentilezza.

Questo è esattamente ciò che vuole il narcisismo.

Quando sei sopraffatto, sei controllato.

H.G. TUDOR

The Overwhelming Angel

👤 ANGELO DI MIA CREAZIONE

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Mi ricordo ancora con una chiarezza che lascia senza fiato, la prima volta che mi sono innamorato. Avevo 17 anni e c’era una ragazza nella mia classe che si chiamava Amanda. Era alta, dall’aria innocente e con il naso leggermente all’insù. I suoi capelli erano chiari e lunghi, ondeggiavano sempre dietro di lei..Sembrava sempre di fretta passando da un posto all’altro ma lo faceva con una camminata misurata che la faceva sembrare in qualche modo eterea.
Stavo lì e la guardavo andare avanti e indietro per i corridoi della scuola, la sua stecca da Hockey che sbucava dalla sua borsa e le scuse che uscivano da quella bocca seducente ogni volta che la stecca andava contro le altre persone. Mi sedevo in classe in modo da poterla guardare senza che mi notasse. Stavo in posizione ore sette dell’orologio rispetto a lei e mi abbeveravo guardando un fotogramma di lei mentre stava chinata sul banco, quelle lunghe dita che stringevano la stilografica, l’inchiostro blu che macchiava il suo dito indice. Quanto amavo il suo polso sottile spesso rivolto verso di me, la carnagione leggermente pallida rispetto al resto di lei che sembrava baciata dal sole.
La sua figura era atletica, la sua pelle leggermente abbronzata e profumava sempre di pulito. Ogni volta che mi passava vicino respiravo profondamente in modo che ogni molecola della sua fragranza mi travolgesse. Stavo sdraiato a letto, gli occhi chiusi ad immaginare che ci incontravamo e passavamo del tempo insieme. Immaginavo di proteggerla dalle cose che potessero profanare una così preziosa persona dato che conoscevo bene le tenebre che si nascondevano aspettando di intrappolare qualcuno puro come lei.
Conosco la mia tipologia e cosa accade nelle nostre menti. Mi masturbavo freneticamente evocando immagini di lei nuda che mi si avvolgevano intorno, le sue morbide labbra premute sulla mia guancia. Non potevo resistere al suo fascino anche se mi maledivo dopo essere arrivato al culmine del piacere per essermi permesso di pensare a lei in questo modo. Ogni tanto mi sorrideva e mi lasciava stordito per la gioia.

Con molta cura ho costruito un portfolio di informazioni riguardanti lei. Non c’era internet ad aiutarmi e la mia opera di spionaggio era una combinazione di osservazione e domande discrete fatte ai suoi amici. Sapevo dove viveva, una piccola cittadina vicina alla mia e la sua camera era sul davanti della casa sopra l’entrata principale. Spesso usava la bici e al Sabato mattina andava a cavallo. Sapevo che era una fan dei Duran Duran e aveva una specie di cotta per Simon Le Bon quando era più piccola. Sapevo che le piaceva fare sport e la sua bibita preferita era il Vimto. A poco a poco ho annotato tutto questo e l’ho memorizzato in previsione del giorno in cui avremmo parlato. Avevo previsto già come chiederle di uscire con me. Avevo pensato che avremmo potuto andare a vedere un film insieme, qualcosa di un po’ spaventoso così quelle dita deliziose avrebbero potuto allungarsi e prendere le mie per farsi rassicurare. Mi chiedevo se sapeva pattinare sul ghiaccio e se no come si sarebbe appoggiata a me mentre ci muovevamo lungo la pista di pattinaggio. Sognavo di prenderle la mano e lasciare che le mie dita accarezzassero la sua pelle così pulita e pura.

Non avevo mai avuto alcun indizio che avesse un ragazzo anche se sapevo dai commenti degli altri della classe che a loro piaceva. Dentro mi sentivo ferito quando li sentivo riferirsi a lei con modi volgari. Lei non apparteneva a loro per poterle parlare in quel modo e durante l’ora di storia meditavo su come far soffrire quegli stupidi per aver biascicato della mia dolce Amanda.

Lungo tutto quel primo anno di college del sesto anno l’ho amata con una nobile purezza e non ho mai parlato a nessuno del fatto che fossi innamorato di lei, ma sapevo che era amore. Come poteva questa potentissima sensazione che provavo ogni volta che la vedevo, la sentivo parlare o ne sentivo il profumo, essere altro? Le vacanze estive furono un vuoto pieno di dolore e quando passavo raramente davanti a casa sua non c’era segno di Amanda. Una volta sono arrivato fino alla porta di ingresso e stavo per lasciarle un messaggio nella cassetta della posta ma poi i miei nervi mi hanno tradito e sono tornato indietro.

Una volta ritornato l’Autunno e con l’inizio del nuovo anno, sono tornato a scuola con aspettativa entusiasta. Seduto nel mio solito posto, aspettando che lei volteggiasse in aula, mi chiedevo se fosse cambiata molto durante le vacanze estive. Il professore arrivò ed iniziò la lezione, ma Amanda non c’era. Non apparve nemmeno nel resto della settimana. E neanche nella successiva. Il mio sonno era frammentato dalle domande su dove fosse finita e alla fine chiesi al nostro tutor. Mi spiegò che la sua famiglia si era trasferita durante l’estate per via del lavoro di suo padre. Non sapeva esattamente dove. La mia rabbia per averla perduta era monumentale ma la tenni nascosta dentro, come mi era stato insegnato non volevo che il mondo vedesse l’agonia che covavo dentro. Provai a chiedere dove si era trasferita ma le mie domande non diedero risultati.

Gli anni sono passati e ho continuato a cercarla. Ho usato la tecnologia per provare a localizzarla ma non è servito a niente. Il suo nome potrebbe essere cambiato e quindi mi sfugge. Ho guardato nei profili dei suoi vecchi amici per vedere se sono rimasti in contatto ma rimane nascosta. Ho portato il peso del mio amore perduto per tutto questo tempo nonostante mi sia rifugiato tra le soffici braccia di innumerevoli donne, ogni volta sperando che Amanda apparisse nel loro abbraccio o nel loro profumo, ogni volta mi lascia distrutto e amaramente deluso. Nessuna di loro si può avvicinare all’angelo che riempiva di grazia la mia classe. Nessuna di loro la eguaglia in purezza e grazia, nelle sue immacolate maniere e nei movimenti graziosi. Il mio amore per Amanda era perfetto e ho paura che niente possa competere. Ogni singola volta loro si mostrano così promettenti e ogni singola volta rimango deluso e pieno di rabbia quando falliscono mostruosamente di fronte alla sua perfezione. Mi rifiuto di rinunciare al mio angelo, non lo farò mai, perché è con lei che troverò la salvezza.

H.G. TUDOR

Angel of My Creation

👤 LA VOCE DI UN ANGELO

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Posso ancora rievocare la prima vera conversazione che ho avuto con Amanda.

Abbiamo parlato di tanto in tanto nel contesto della nostra classe. Questi scambi non sono andati oltre a semplici saluti o trasmettere un messaggio. Eppure sono memorabili per me, dubito che lei gli abbia dato la stessa importanza che gli attribuivo io.

Era l’inizio di Ottobre nel nostro primo semestre del College del sesto anno ed era stata organizzata una gita scolastica. Era geografia fisica che in gran parte riguardava l’effetto della glaciazione. L’enorme impatto del ghiaccio su un corpo umano nel suo ambiente. (inquietantemente premonitore, non trovi?) Trovavo lo studio delle valli erose dai ghiacciai, delle morene trasversali, creste di roccia sottile per i ghiacciai erosi e striature nelle pareti montuose, interessanti nonostante preferissi la geografia politica. Gli elementi umani mi hanno sempre affascinato.

Ero seduto sul bus con il mio gruppo di amici e stavo ad osservare Amanda che saliva a bordo. Indossava una luminosa giacca da sci gialla (per quegli anni indossare una giacca di quel tipo era considerato il massimo della moda) e teneva in mano la sua cuffia con i ponpon. Potevo vedere le strisce di uno zaino lungo la sua giacca e mentre camminava lungo la corsia del bus ha catturato il mio sguardo e mi ha sorriso. Quelle labbra meravigliose, fresche e prive della maschera del make up che avrei assaggiato sulle altre donne una volta cresciuto, si arricciarono verso l’alto mentre mi sorrideva. Ero ammaliato dall’estensione di quella bocca e dai denti bianchi rivelati, non ho potuto fare altro che rompere il mio sogno ad occhi aperti per rispondere a quel sorriso.
Il chiacchiericcio dei miei amici si allontanava diventano un rumore di sottofondo, mentre sentivo quello strano calore inondarmi.

Più tardi quel giorno ero tutto assorto nel prendere le misure del pavimento di pietra calcarea che era parte del nostro studio in questa gita. L’ampia superficie incisa di pietra calcarea esposta, si diffondeva in tutte le direzioni sulla cima della collina. Il cielo era una mescolanza di azzurro cielo e del grigio invasivo delle nuvole che minacciavano di scendere verso di noi e includerci nel loro abbraccio nebbioso. Era umido e freddo, una brezza leggera ghiacciata mi sfregava la faccia, ma non ci badavo mentre ero concentrato sul mio lavoro.

“Qui è dove sedevano insieme”, disse una voce. Sapevo all’istante chi fosse. Amanda non parlava con l’accento locale. Era qualcosa che mi attirava perché nessuno parlava così. Perfino adesso, nessuno è capace di collocare da dove vengo in questo paese. La neutralità della dizione che condividevamo entrambi non era qualcosa che mancava di colore o spessore, piuttosto ci elevava al di sopra il lamento delle adenoidi e le vocali attenuate dei nostri compagni. Alcuni ci consideravano snob, ma non è corretto, di nessuno di noi si poteva dire che venivamo dalla categoria dell’alta società. Sapevo solo che amavo la sua voce. Era nitida e precisa, ma con un calore che mi faceva venire voglia di sentire ogni parola, ogni sillaba ed immagine che formavano nell’aria mentre vi fluivano attraverso per entrare gentilmente nelle mie orecchie.

Ho smesso di lavorare e mi sono voltato a guardare Amanda che camminava verso di me, saltando un dislivello nella roccia.

“Sì lo so” ho risposto con un piccolo sorriso

“Lo sai?” Ha detto è scesa e si è seduta vicino a dove ero chinato, le sue lunghe gambe atletiche stavano a penzoloni sull’orlo della lastra di pietra calcarea. Non potevo fare a meno di posare i miei occhi sulle sue gambe, vestite con stretti leggings dalla caviglia fino all’orlo della sua lunga giacca. Linee snelle e attraenti.

“Sì, lo so” ho replicato mettendo giù la cartelletta e la penna e sedendomi davanti a lei, riflettendo la stessa posizione. Mi ha guardato per un istante come se mi stesse esaminando, i suoi occhi tondi ed inquisitori. Non ho detto nulla aspettando le sue prossime parole mentre sostenevo il suo sguardo. Come avrei voluto piegarmi verso di lei e baciarla, sentire il calore delle sue labbra contro le mie, in contrasto con la giornata intrisa di ghiaccio intorno a noi.

“Chi era che stava seduto qui insieme, quindi?” mi ha chiesto incrociando le braccia. Ha spostato lo sguardo via dal mio guardando la valle sottostante, lontano da dove eravamo seduti.

“Catherine and Heathcliff ”. Ho risposto.

“Molto bene” ha trillato battendo le mani deliziata. Ha tirato le gambe verso di sé e poi le ha lasciate cadere di nuovo, gli stivali tamburellavano contro la roccia liscia su cui eravamo seduti. La sua gioia alla mia risposta era simile a quella di una bambina, eppure non pensavo a lei come un’immatura, anzi il suo puro e semplice piacere per la mia risposta non solo mi deliziava ma mi faceva sentire più vicino a lei.

“Adoro Cime Tempestose, è uno dei miei libri preferiti” ha spiegato

“È anche uno dei miei preferiti” ho ammesso

“Davvero?” Si è girata a guardarmi. La domanda non era un’accusa ma piuttosto una felice incredulità per il fatto che mi piacesse lo stesso romanzo

“Sì” ho affermato “Lo sto studiando in Letteratura Inglese ma lo avevo già letto prima comunque”

“Mi sarebbe piaciuto fare Letteratura Inglese”, ha ammesso “ma ci sono così tante materie da poter scegliere”

Ho annuito concorde

“Stavano seduti qui abbracciati, solo loro due come se il resto del mondo non importasse o non avesse mai avuto importanza. Mi piacerebbe essere così coinvolta con qualcuno come erano loro, parte uno dell’altro. È così romantico, così bello” ha continuato lei. Stavo a sentire assaporando ogni parola che proveniva da quella bocca meravigliosa. Azzardare a dire che mi sentivo allo stesso modo? Azzardare perfino a suggerire che lo pensavo riguardo a lei?

“Sai, era quando Cathy e Heathcliff erano qui su questa pietra che Heathcliff disse una delle mie parti preferite del libro.”

“Penso di conoscere quale ma mi piacerebbe sentirtela dire”, ho risposto e poi ho sentito che suonavo troppo entusiasta e sdolcinato. Mi ha guardato di nuovo e mi ha fatto ancora quel sorriso.

“Ti piacerebbe?”

Ho annuito.

“Chiudi gli occhi”, disse e sapevo immediatamente la parte che stava recitando. Era quello che Heathcliff diceva a Cathy. Stavo seduto aspettando per il verso successivo, ma invece mi diede una gomitata.

“Andiamo HG, chiudi gli occhi” mi ha esortato. Ho sentito un’ondata dentro quando ha detto il mio nome e ho obbedito immediatamente, chiudendo gli occhi e aspettando ancora una volta che lei parlasse.

“Chiudi gli occhi, se, quando aprirai gli occhi, il giorno sarà assolato e luminoso, così sarà il tuo futuro. Ma se il giorno sarà pieno di tempesta, così sarà la tua vita.”

Ho aspettato che divenisse silenziosa. La mia pelle pulsava e mi sentivo così vivo come se fossi il soggetto delle sue parole.

“Ora, apri gli occhi.”

Ho obbedito e la sua bellissima faccia ha riempito la mia vista. Stava seduta sorridendomi mentre le nubi grigio scure si profilavano dietro di lei, minacciose e inquietanti.

“Qual è la tua parte preferita? deve essere una che viene detta qui, da questo posto.” insistette lei interrompendo i miei pensieri sul suo volto angelico e le tenebre che la sovrastavano. Mi sono fermato per un momento a riflettere e guardare il posto. Le parole crescevano tra i miei pensieri mentre mi giravo verso di lei. Era in attesa, pendeva dalle mie labbra per sapere quello che avrei detto. Avevo la sua intera attenzione. Era focalizzata su di me. Solo me. Ho schiarito la voce e ho iniziato a parlare, pronunciando le parole lentamente in modo intenzionale.

“Ed io faccio una preghiera, e la ripeterò fin che la mia lingua si secchi: Catherine Earnshaw, possa tu non trovar mai riposo fin ch’io vivo! Tu dici che io ti ho uccisa: tormentami, allora. Io so di fantasmi che hanno errato sulla terra. Sta sempre con me… prendi qualunque forma… rendimi pazzo. Ma non lasciarmi in questo abisso, dove non ti posso trovare.”

Le mie parole svanirono e lei mi stava guardando. Il sorriso era sparito e al suo posto c’era uno sguardo di meraviglia sul suo volto. Mi sono accorto che la sua mano aveva preso la mia e che lo aveva fatto ad un certo punto mentre stavo parlando. L’ha stretta e poi lasciata andare, alzandosi in piedi e allontanandosi. L’ho guardata andare via mentre si è girata a guardarmi e mi ha sorriso, quel sorriso ancora una volta, solo per me.

H.G. TUDOR

The Voice of an Angel

👤 UN ANGELO OSCURO

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Io sono considerato una persona cattiva. In effetti, cattiva sarebbe considerato un po’ blando, e sono stato sul punto di ricevere le etichette di “crudele”, “satanico”, “malevolo” e “rappresentante dell’inferno sulla terra”. Nessuna di quelle etichette mi ha infastidito minimamente. È perché sono vere e sono contento di ammettere a cosa corrisponde il mio comportamento? Forse. La verità più grande è che tutte mi sono state date ricoperte di emozione, grondanti di carburante e le persone che lanciavano quello che percepivano come un insulto contro di me stavano facendo il contrario. Pensavano di abbattermi, sminuirmi e farmi male quando mi rendevano ancora più potente. Ma non dovevano saperlo vero? Pochissime persone in realtà capiscono perché la mia specie si comporta come noi. Oh quelli che hanno la sfortuna (parola loro) di invischiarsi con la mia specie sanno tutto dei nostri comportamenti. Ti faranno sedere e passeranno tutto il giorno a catalogare ogni gesto spregevole, ogni atto aggressivo e tutti quei momenti malevoli come se stessero leggendo da un diario. È così che diveniamo incisi nella mente delle persone, è così che infettiamo i loro cuori e avveleniamo le loro anime. Lo so perché io so quello che faccio. Lo so perché tu mi mostri come ti influenza e sicuramente mi stai dicendo molto (così come chiunque altro ascolta) perché è così che diventiamo uniti. Sembriamo lampanti e brillanti e poi ti mutiliamo ti azzoppiamo e ti offendiamo. Sai meglio di chiunque altro come questo ti condiziona ma raramente capisci. Come hai potuto? Non hai idea con chi hai a che fare. Non compariamo con la lettera N marcata sulla fronte come avvertimento (anche se sospetto che anche se lo facessimo alcune persone cadrebbero ancora nostre prede). Non sai cos’è che ha avvolto i suoi viticci intorno a te e non ci si può aspettare che tu lo sappia. Non è colpa tua anche se passeremo tutta la svalutazione e oltre a dirti che la è. Quelli della nostra specie pensano proprio che tutto sia colpa tua. Sono programmati per non pensare nient’altro. Io sono peggio. So che non è colpa tua ma il mantenimento della colpa è la chiave per detenere il controllo e continuare a mantenere la mia posizione dominante e quindi metterò prontamente in atto ciò che so essere falso alo fine di ottenere ciò che deve essere raggiunto. Ancora una volta, tu non sapevi questo e sia che tu ti sia invischiato con un Inferiore, un Medio-Rango o Superiore della nostra specie, vieni preso dal tentativo di farci vedere, farci capire e ottenere una sorta di salto di qualità. È pressoché impossibile. L’Inferiore non è programmato per accettarlo. Stai provando a mettere una videocassetta in un lettore Blu-Ray. Semplicemente non funzionerà. Il Medio-Rango deve attribuire la colpa perché sa che gli fornisce una difesa. Il Superiore di noi capisce quello che stai dicendo e sa che hai ragione ma non lo accetteremo perché dobbiamo rimanere superiori.

Anche quelli a cui ti rivolgi per assistenza non capiscono. Familiari e amici ben intenzionati lottano enormemente per capire cosa è successo. Questo perché non riescono a capire che una persona possa comportarsi in quel modo e diventa più facile pensare che tu sei quello con il problema, che sei troppo stanco, stressato (diavolo certo che lo sei perché abbiamo fatto in modo che fosse così) e che stai immaginando cose, ricordando male e così via. Non vogliono essere coinvolti perché questo significa cercare di capire questo ed è troppo difficile. Significa anche distruggere la facciata che abbiamo creato ed è molto più facile tenerla intatta e puntare allo sfinimento/bere/droghe/isteria e così via, piuttosto che lottare per capire che esiste una cosa come un narcisista che pratica il bombardamento d’amore poi abusa in un batter d’occhio? Persino quelli che cercano di capire si sentono stanchi con l’inarrestabile fonte di notizie di abominevoli deviazioni che spieghi nei dettagli ogni giorno. Inoltre, le persone alla fine sono troppo avvolte nelle loro vite. Chi darebbe credito a questo? L’egoismo da parte nostra e da parte loro ti tiene intrappolato.

I professionisti offrono alcune informazioni in vari gradi, anche se pochi l’hanno effettivamente sperimentato e sono solo coloro che l’hanno fatto che possono veramente riferire l’orrore completo e l’impareggiabile spappolamento del cervello, l’incasinamento della mente, il giro sulle montagne russe di essere intrappolato con noi che distrugge l’anima. Vedere per credere. Il non sperimentare veramente ciò che significa essere irretiti da noi implica che le spiegazioni cadono vittima di congetture, teorie e speculazioni.

È qui che nasce il mio buon lavoro. Sono un uomo cattivo, ma sto facendo un buon lavoro, non un ottimo lavoro, riferendoti perché facciamo quello che facciamo, perché diciamo quello che diciamo e permettendoti di prendere in mano queste informazioni e applicarle come ritieni opportuno. Questo non viene fatto come atto altruistico; un tale concetto è anatema per me. Io ho il mio programma e i miei obiettivi da raggiungere come conseguenza di questa condivisione della conoscenza. Fa appello anche alla mia visione malevola conferire a te, a coloro che hanno sofferto con la nostra specie per così tanto tempo, le conoscenze e gli strumenti per reagire. Mi diverte pensare che la fornitura delle mie informazioni stia causando costernazione e confusione tra la nostra specie dal momento che voi, le vittime empatiche andate avanti, combattete e progredite. Io non devo alcuna lealtà ai miei fratelli. È uno contro uno e al diavolo tutti. I miei metodi sono i miei metodi. L’utile conseguenza delle mie azioni comunque è che finalmente inizi a guadagnare comprensione. Ti rendi conto di cosa ci rende zecche. Finalmente ti rendi conto che operiamo secondo la nostra realtà e la nostra stessa logica. Ti rendi conto di come noi vediamo le cose e quindi finalmente ha senso anche se non ha senso – se vedi cosa intendo.

Ti rendi conto che era un’illusione. Capisci che è menzogna su menzogna su menzogna. Capisci perché è stato detto quello, è stato fatto questo e perché si continua ad andare avanti in questo modo. Non ha ancora senso per te dal tuo punto di vista, ma poi inizi a capire perché ha senso per noi ed è per questo che lo facciamo. Capisci che non si tratta di vincere la battaglia, ma di non combattere mai la battaglia, perché le probabilità sono sempre a nostro favore. Noi creiamo le regole, scegliamo le regole, infrangiamo le regole e abroghiamo le regole. Ci vuole ancora del tempo perché tutto venga filtrato e fatto incastrare al posto, ma quando succede, beh, l’effetto è significativo. Le frasi che hai sentito tante volte assumono un nuovo significato. Le azioni che ti hanno lasciato sconcertato, ferito e confuso ora fanno solo male. Capisci perché ti vogliamo impantanato nell’emozione. Ci vuole ancora tempo per attraversare quel mare emotivo, ma almeno ora comprendi perché vi sei stato gettato dentro. I miti vengono dissipati, le supposizioni errate distrutte e ti viene data proprio la cosa con cui operiamo noi e con la quale abbiamo successo – logica fredda e dura.

C’è così tanto da trasmetterti. Così tanto per i dettagli da come veniamo alla luce, cosa stiamo cercando di ottenere, cosa stiamo cercando di tenere a bada, perché continuiamo a fare ciò che facciamo, perché il cambiamento non avviene, perché abbiamo scelto te, perché non lasciamo mai perdere e molto altro ancora. Tutto questo ti verrà fornito. È brutale, fa male ed è scomodo, ma del resto non ne hai avuto abbastanza della merda ricoperta di zucchero? Ora è il momento di ingoiare la dura verità perché questo è ciò che alla fine ti renderà libero, questo e la relativa applicazione alle tue situazioni.

Quindi, questo è ciò che io faccio. Scrivo. Dettaglio. Trasmetto. Illumino. Puoi continuare a vedermi come crudele, cattivo e infernale. Certamente, è una tua scelta, ma so che capisci, almeno la maggior parte di voi, che quest’uomo cattivo sta facendo un buon lavoro. Se continui a leggere, continui a chiedere e continui ad assimilare, otterrai il risultato desiderato.

Tutti gli errori, i disguidi e i fallimenti che hai commesso e sperimentato possono ora essere archiviati mentre ti imbarchi in un capitolo diverso verso la tua definitiva libertà. Non sarai più ostacolato dal mio fraintendimento, intralciato dalla confusione e impantanato nelle risposte sbagliate. Per troppo tempo sei stato guidato lungo il sentiero del giardino, preso in giro e hai preso le decisioni sbagliate sulla base di interpretazioni errate. Questo perché non avevi me. Dopotutto, ci vuole uno che opera in modo sbagliato per dimostrarti che tu stai operando in modo sbagliando.

H.G. TUDOR

A Dark Angel

 

👤 ANGELO DELLA STRADA, DIAVOLO DELLA CASA

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Sono stato etichettato con questi nomi più di alcune volte e non voglio sottrarmi all’etichetta con voi buoni lettori. Naturalmente, quando l’apparecchio che sto svuotando mi muove un’accusa simile, allora devo deviare, rispecchiare e negare – come osa sfidarmi e cercare di etichettarmi per rimediare alle sue mancanze. Una volta che ho varcato quella soglia e ho affrontato il mondo, quelle ali bianche e piumate spuntano dalla mia schiena, l’alone risplende e io mi muovo con grazia e buone intenzioni. Ai miei vicini porgo un caloroso saluto e mi informo sulla loro salute. Dico a un vicino maschio che è il benvenuto a prendere in prestito alcuni dei miei cofanetti Blu-ray perché sono l’eccellenza di una particolare serie. Fa un cenno di ringraziamento e spiega che chiamerà verso sera per prendere in prestito una collezione. Gli dico anche che andremo a farci una bevuta. Sorride e posso vedere quanto sia contento di avere un vicino così piacevole e accomodante. Naturalmente tutto questo è stato progettato per portarlo dalla mia parte e fargli credere fermamente che sono un bravo ragazzo. Mi stavo lavorato con cura sua moglie, Fiona, e ti aggiornerò su questo a tempo debito. Quando la seduco, le sue eventuali proteste verso il marito cadranno nel vuoto perché lui non sarà in grado di accettare che il suo vicino faccia una cosa del genere, ovvero dar la caccia a sua moglie e sedurla. Ricorderà tutte le cose buone che ho detto e fatto e sarà lei che sarà designata come arpia infedele. Pianifico sempre in anticipo.

Saluto calorosamente il postino che passa e poi chiamo il fratello di Kim per scambiare chiacchiere e lo invito a giocare a golf nel fine settimana. Vi sta aspirando da un po’ di tempo e lo considererà un’ammissione alla mia cerchia ristretta. Lascia che lo pensi dato che è quello che voglio. So che mi considera una brava persona e quindi quando l’inevitabile caos e rancore si scatenerà sulla cara Kim, nel peggiore dei casi dovrà faticare ad accettare che abbia potuto trattarla in questo modo. Nella migliore delle ipotesi prenderà le mie parti e la lascerà abbandonata a se stessa, stanca delle sue accuse infamanti su qualcuno che considera un bravo ragazzo e un buon amico. Per tutta la giornata raffigurerò un’immagine accuratamente perfezionata ai colleghi (anche se non a tutti – c’è una coppia che vede continuamente il diavolo come conseguenza della loro mancanza di lealtà nei miei confronti), ai fornitori di servizi (la signora che serve nella caffetteria vicino al lavoro mi ha detto con quanta impazienza attende le nostre conversazioni). Cammino nella tribù, lanciando la mia polvere scintillante su di loro, facendoli sorridere e ammirare come bambini che seguono un generoso candyman.

Ho percorso questo sentiero in molte occasioni. Amico di molti, benefattore di molti e paladino degli altri. Un uomo valido, affidabile e brillante che si interessa a tutti quelli con cui parla. Così tanti piedistalli sono stati costruiti durante la mia giornata. Quell’amico viene innalzato a stare in mezzo a tutti quelli che si trovano in una posizione simile nella mia congrega mentre abbatto il piedistallo di un particolare cosiddetto amico che mi ha contrariato. Cade e, mentre lo fa, cerca di afferrare le mani di coloro che sono in quella congrega, ma sono stati tutti portati via. Nessuno ti ascolta mentre lanci le tue pietre contro il diavolo che ti ha buttato giù dalla tua nobile posizione. Tutto ciò che vedono è il sorriso angelico e gli occhi scintillanti che li fanno sentire bene. Intesso la mia magia portando amici, vicini, familiari, estranei e conoscenti sotto il mio incantesimo. Ognuno di loro rafforza il mio aspetto angelico in modo che sia tutto ciò che vedono. L’individuo esiliato proverà a convincerli che il diavolo li ha portati in basso, ma nessuno ascolta. Dietro quella porta chiusa compare il vero regno del diavolo. È lì che non ho più bisogno di mantenere la finzione e lascio libero sfogo al veleno che scorre attraverso di me. Tu mi hai deluso e devi essere punito. Questo succede quando vieni intrappolato nella casa di Satana con tutto il dolore e la miseria che comprende. So che tenterai di scappare e dirai loro tutto il tormento a cui sei sottoposto tra queste quattro mura, ma nessuno accetterà le tue calunnie distorte e maligne. Parli della mia lingua pungente, della coda biforcuta e delle corna affilate, ma appena esco fuori tutte queste cose si dissolvono per essere rimpiazzate dalla più dolce perfezione mentre la mia finzione ammaliante cela il diavolo dentro. Percorro il sentiero dell’angelo sulla strada oltre la mia porta. È là dentro che intrappolo i veri angeli e mi nutro di essi.

H.G. TUDOR

Angel of the Street, Devil of the House