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📰 COSA SUCCEDE QUANDO DICI AL NARCISISTA CHE LUI O LEI È UN ABUSANTE

Pressoché nessuno sa di essere stato irretito da un narcisista la prima volta che succede. In effetti, in alcuni casi la vittima non ha consapevolezza fino alla seconda, terza o anche quarta occasione in cui questo accade. Il momento del risveglio di solito si verifica dopo la fuga o più solitamente dopo il disimpegno. Ciò significa che l’opportunità di esprimere questa nuova scoperta è ridotta; o perché ora stai mantenendo il no contact o perché il narcisista è sparito (per il momento) con una nuova vittima nella sua presa. Di conseguenza, l’opportunità di confrontarsi con il narcisista per dire loro che lui o lei è un narcisista viene ridotta e ho scritto separatamente su quale sia l’effetto risultante in cui dichiari “No! Tu sei il narcisista”.

Ciò che è più probabile che accada è che la vittima riconosca di venire abusata o se non usa quella parola, almeno si renda conto del modo in cui viene trattata che è sbagliato, spiacevole o irrispettoso. Ci sono naturalmente un sacco di ragioni per cui la vittima potrebbe non essere in grado di riconoscere ciò che le sta accadendo e reagire proprio a qualsiasi evento allarmante che si verifica, ma questi sono argomenti da trattare in un articolo a parte.

Se ti rendi conto di essere stato maltrattato, cosa succederà quando ti rivolgi al narcisista abusivo e gli dici che è un abusante e che si sta comportando in modo abusivo con te.

Il Narcisista Inferiore

Il Narcisista Inferiore non negherà il comportamento di cui ti lamenti. L’Inferiore tende a usare violenza fisica, violenza sessuale, violenza verbale e distruzione di proprietà come metodi principali per mettere in atto l’abuso ed esercitare il controllo. Questo perché l’Inferiore opera in modo rudimentale attraverso l’improvvisa esplosione di furia accesa. Fai un’osservazione a un Inferiore che a lui o lei non piace, e puoi aspettarti, come minimo, di essere trattata con l’eloquente risposta di “Vaffanculo”, un pugno in faccia o probabilmente entrambe le cose. Non raffinato, volgare e grossolano, la risposta dell’Inferiore all’essere ferito o all’esigenza di esercitare il controllo è di scagliarsi in modo prepotente e scontato.

Se dovessi dire a un Narcisista Inferiore che lui o lei è un abusante, genererai due risposte di natura simile. Se fai questa affermazione in modo neutro (quindi senza fornire carburante), questo ferirà l’Inferiore perché si rende conto che è una critica al suo comportamento e quindi questa ferita provocherà un’accensione di rabbia. Così segue la furia accesa e tu ti ritroverai alla fine a ricevere i tipi di violenza che ho descritto sopra.

Più probabilmente, quando dici al Narcisista Inferiore che è un abusante, lo farai in un modo che fornisce Carburante di Sfida. Probabilmente sarai turbato, ferito, frustrato o arrabbiato quando rivolgerai questa accusa al Narcisista Inferiore. Questo implica che stai fornendo carburante. Tuttavia, il Narcisista Inferiore interpreterà la tua affermazione come una cosa che mette in discussione il suo diritto di trattarti esattamente come ritiene opportuno. Ricorda, ai nostri occhi, sei un oggetto, una proprietà e abbiamo il diritto di trattarti come vogliamo noi. Non dimenticare che abbiamo un enorme bisogno di controllo, e l’abuso è un metodo di controllo significativo. Inoltre, nel nostro mondo, la necessità di mantenere il controllo e il fatto che quell’abuso faciliti il controllo ha come conseguenza il suo riconoscimento. Infine, aggiungi al tutto che l’Inferiore non ha alcuna empatia. La tua contestazione del nostro presunto diritto, la sfida alla nostra titolarità, la ribellione provocata dalla paranoia al nostro necessario controllo significa che se urli al Narcisista Inferiore che è un bastardo odioso e violento emetti Carburante di Sfida. La sua risposta sarà

a. Riconosce istintivamente che qui c’è più carburante da ottenere e quindi il modo più semplice per raccogliere quel prezioso combustibile è provocarti; e

b. Stai sfidando la sua superiorità e la tua insurrezione deve essere repressa.

Dal momento che l’Inferiore opera in modo rudimentale, la sua reazione sarà quella di somministrarti un’altra dose di comportamento abusante per “rimetterti in riga”. L’Inferiore non spiega mai, non giustifica mai: lui o lei lo fa solo perché ha il diritto di farlo e se questo non ti piace, cavoli tuoi. Nello stesso modo in cui un Inferiore pronuncerà un’opinione e tutti coloro che non sono d’accordo verranno etichettati automaticamente come idioti e deficienti (senza spiegare perché lo sono), l’Inferiore risponde in maniera automatica e istintiva basandosi sulla sua incrollabile convinzione di essere nel giusto e in diritto.

L’Inferiore non riconosce che questo comportamento è sbagliato. È colpa tua. Tu ti MERITI questo comportamento. Lui o lei non può entrare in empatia con la tua sofferenza e il tuo dolore, invece lui o lei vedrà solo la necessità di aumentarlo al fine di esercitare il controllo e ottenere più carburante. L’Inferiore in realtà non gestisce l’accusa in alcun modo che tu possa considerare attinente, invece lancerà un attacco verbale contro di te per deviare dalla tua accusa, per metterti al tuo posto e aumentare la tua sofferenza. Ti verrà dato un pugno in faccia o sarai spinto a terra con due calci veloci. Dovresti conoscere il tuo posto e che è quello della sottomissione. Se dici a un Narcisista Inferiore che lui o lei è un abusante, aspettati una risposta aggressiva progettata per sedare la tua accusa ribelle.

Il Narcisista di Medio Rango adotterà una risposta difensiva a qualsiasi accusa che lui o lei sia un abusante. Proprio come l’Inferiore, il modo in cui fai l’accusa causerà ferite o (più spesso) la fornitura di Carburante di Sfida. Essendo di natura aggressiva molto più passiva, il Narcisista di Medio Rango non si scaglierà con un atteggiamento “sempre la stessa solfa va bene per te” che adotta l’Inferiore, ma piuttosto continuerà il comportamento abusivo con la difesa della sua reputazione e giustificando il suo comportamento. Questo funziona come segue: –

1. “Non sono un abusante, come puoi dirlo?” Il Narcisista di Medio Rango crede di essere una persona onesta. Questa è la sua vera prospettiva e quindi semplicemente non “calcola” che potrebbe essere etichettato come abusante perché non si accorda con la propria visione di se stesso. Non c’è consapevolezza. Inoltre, non solo il commento ha offeso la sua visione di se stesso, ma offende anche il suo punto di vista che lui è sempre stato ‘buono’ con te, quando ti viene chiesto come puoi dirlo.
2. “So che a volte ti arrabbi con me, ma è perché hai delle reazioni spropositate.” La risposta chiave del narcisista di Medio Rango al venire accusato di comportamento abusivo è quella di spostare la colpa in automatico. Nota come essi non negano che l’atto sia accaduto, ma piuttosto è la tua risposta la chiave che permette al Medio Rango di evitare qualsiasi colpevolezza. È sempre colpa tua. Mentre l’Inferiore ti fa sapere che è colpa tua ‘perché è così e basta’, il Medio Rango ti dirà almeno perché è colpa tua

“Sei troppo sensibile.”

“La prendi troppo a cuore.”

“Non essere sciocco, leggi troppo tra le righe.”

Così il narcisista diluisce l’effetto del comportamento suggerendo che è la prospettiva della vittima a costituire il problema e non il narcisista.

3. Se il Narcisista di Medio Rango non suggerisce che il problema è la prospettiva della vittima, allora ribalteranno la frittata in un altro modo sorvolando sul comportamento violento e concentrandosi invece sulla vittima come elemento propulsore per l’abuso e quindi non può essere colpa del Medio Rango. Lui o lei non nega necessariamente che il comportamento abbia avuto luogo, ma la sua necessità automatica di mantenere il sopravvento implica che la loro prospettiva assicura che la vittima sia quella che viene incolpata. Di conseguenza,

“So che ti arrabbi quando non ti parlo, ma se mi lasciassi avere un po’ di pace e tranquillità anziché tormentarmi tutto il tempo, non avrei dovuto far così.”

“Ti ho dato uno schiaffo perché hai passato il segno urlandomi contro a quel modo, non è il modo di parlare a tuo marito.”

4. Il Medio Rango devia anche ignorando il comportamento abusivo (ancora una volta non negando che abbia avuto luogo) ma rimuove qualsiasi validità dell’accusa deviando e lo fa mettendo in evidenza tutte le buone cose che lui fa per la vittima. C’è anche una buona dose di proiezione in queste risposte.

“Non posso credere che tu abbia scelto un piccolo incidente in cui ho perso la pazienza dopo tutte le cose che di recente ho fatto per te.”

“Trovo un po’ eccessivo che tu mi accusi di un comportamento del genere quando ho lavorato come un matto per provvedere a questa famiglia. Questo non è giusto. Sai quanto sono stato sotto pressione fino a tardi?”

“Ho detto quelle cose perché sono vere e tu non apprezzi nulla di ciò che faccio per te, assolutamente nulla. Prendi sempre l’unica cosa che a quanto pare faccio male e mi rimproveri per questo mentre ignori tutte le cose davvero buone che faccio. Com’è, giusto questo?”

5. Il Falso Mea Culpa. Il Narcisista di Medio Rango può ben riconoscere che ciò che ha fatto è spiacevole e doloroso e piuttosto che incolpare la vittima come descritto sopra, trasferisce la colpa su qualcos’altro.

“Non so cosa mi è successo, penso che qualcuno debba aver messo qualcosa nel mio drink.”

“Non ho idea del perché l’ho fatto, deve essere tutta la pressione al lavoro.”

“Non sono io che lo faccio, è come…è come se ci fosse qualche demone o qualcosa che ogni volta si impossessa di me. Ho bisogno di aiuto, mi aiuterai?”

“So che c’è qualcosa di sbagliato in me, semplicemente non posso farci niente, non è il vero me, io voglio fermarlo, andrò da qualcuno per questo e insieme potremo riuscirci.”

Nota come non ci sia responsabilità: è qualche altra ‘forza’ o evento che ha causato il comportamento aberrante. Il Narcisista di Medio Rango devia anche da quello che ha fatto costruendo tutto su di lui in quanto si tratta di un’anima torturata, che ha bisogno di aiuto, che ha bisogno del sostegno della vittima. Questa apparente contrizione non solo inganna regolarmente la vittima (perché non è autentica, ma è solo un’ulteriore manipolazione), ma offre anche un sacco di carburante per il Narcisista di Medio Rango in quanto risulta “esigente” nei confronti della vittima e di terze persone.

La linea di fondo con il Narcisista di Medio Rango è che non accetterà mai di essere un abusante. Non è programmato per farlo perché non ha empatia emotiva. Potrà capire in che modo la sua condotta è considerata “sbagliata” da te e da altre persone, a causa della sua maggiore funzione cognitiva, ma la sua patologia non gli permetterà di accettare la responsabilità di questo. Se lo facesse, perderebbe il controllo e perderebbe carburante e quindi è automaticamente condizionato a rifiutare qualsiasi suggerimento di colpevolezza o responsabilità dell’abuso.

La vittima verrà portata con l’inganno a pensare o che è colpa sua (ha reagito in modo eccessivo, ha gravato di più sulle spalle del Medio Rango di recente (sì, con giustificazione ma viene dissuasa dal vederla così) o che il Medio Rango riconosce e accetta di aver abusato della vittima. In genere, piuttosto che allontanarsi avendo (apparentemente) accertato la verità (come cercatore di verità) la vittima rimane nella speranza di assicurare la guarigione dell’abusante che lei desidera (insieme a tutte le altre ragioni per cui una vittima rimane con un narcisista abusivo).

Il Medio Rango manterrà la facciata che lui o lei è una brava persona, incolperà e poi, se necessario, creerà ondate di solidarietà per il suo comportamento, pur non accettando che è da biasimare per questo.

Il Narcisista Superiore sa che il comportamento è abusivo e lo vede come interamente necessario al raggiungimento dei suoi obiettivi, vale a dire il controllo e Gli Scopi Primari. Anche il Narcisista Superiore, essendo privo di empatia emotiva, senso di colpa o rimorso, considera ciò che fa come un compito. Il Narcisista Superiore sa quello che sta facendo, ma il bisogno imperativo di controllo e superiorità implica che è completamente lecito abusare.

Ovviamente, il Narcisista Superiore consapevole riconosce che fare un’ammissione simile alla vittima è una follia in quanto ciò potrebbe cederle il controllo, cosa che non deve accadere. Il Narcisista Superiore adotta un triplice approccio a qualsiasi accusa che lui o lei sia un violentatore

1. Rifiuto totale.
2. Errata percezione.
3. Minaccia

Attraverso il Rifiuto Totale, il Narcisista Superiore respingerà l’accusa. In grado di controllare la sua furia accesa con un grado di controllo molto maggiore, il glaciale Superiore agiterà semplicemente una mano e dirà alla vittima

“Non è un abuso, prendere a pugni qualcuno è offensivo, quello che ho fatto non è un abuso”.

“Non essere così sciocco, io non ti maltratto. Un abusivo porta qualcuno alla prima visione del nuovo film di James Bond e alla festa del dopo spettacolo? No, non lo fa.”

Il Superiore è in grado di farlo perché controlla la sua furia accesa, il fatto che parli e operi con una suprema sicurezza e convinzione e perché la natura dell’abuso distribuito dal Superiore viene fatta in modo così calcolato, insidioso e in modo da manipolare la mente, che la vittima (con autostima erosa e pensiero critico ridotto), è facilmente portata alla conclusione che non può essere un abuso. Il Superiore agisce con una negazione plausibile. Non ci sono i segni dal calcio nella parte bassa della schiena che lascerebbe un Inferiore. Nessun livido lasciato dalla punta del dito della mano del Medio Rango sul collo. Niente testimoni, niente osservatori, nessuna prova. La tua parola contro la nostra.

Viene utilizzata anche l’errata percezione. I Superiori amano somministrarti il gaslighting, poiché la raffinatezza e le abilità richieste richiedono un approccio più sofisticato all’abuso da parte nostra. Naturalmente, anche se lo vediamo come un modo quasi nobile di abusare di te, rimane comunque un abuso.

“Non essere sciocco, non è mai successo.”

“Dobbiamo riportarti dai dottori, hai di nuovo un’allucinazione.”

“Ti ho detto di non mescolare quel farmaco e la vodka, vedi cosa ha fatto? Ti sta facendo pensare cose orribili su te e me.”

I fatti non sono mai successi, le azioni sono state percepite da te in modo impreciso. Aggiungi anche il gioco della nostra Congrega e dei nostri Luogotenenti e ti ritroverai in un incubo vertiginoso e disorientante in cui l’abuso non è mai avvenuto a causa della tua percezione sbagliata.

Infine, verrà utilizzata la minaccia. Qui, il Superiore più sicuro ammetterà che l’abuso è avvenuto, ma lo rende molto chiaro aggiungendo con un sorriso rettiliano che se mai ne fai una parola a qualcun altro, le ripercussioni che ne derivano saranno cento volte peggiori di quello che hai vissuto prima. Gli occhi nerissimi si fissano su di te e la continua emissione di una tale minaccia ti convince immediatamente che è così. Avendo sperimentato l’abuso ed essendo ben consapevole di ciò di cui è capace il Superiore, l’ammissione del Superiore non ti fa fare ulteriori passi avanti. Anzi, potresti pensare di aver guadagnato un po’ di potere avendo ottenuto questa ammissione, ma in realtà hai una spada di Damocle sospesa sulla testa, ora che ti ricordi della minaccia legata all’acquisizione di questo potere. In realtà, non è affatto potere.

Per quanto riguarda la questione dell’abuso, è inutile cercare di ottenere un’ammissione da chi abusa. Non riceverai la conferma e anzi dovrai affrontare ulteriori abusi e manipolazioni.

H.G. TUDOR

What Happens When You Tell The Narcissist He or She Is An Abuser?

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👤 UBRIACO DI STANCHEZZA

Lo stai leggendo attraverso gli occhi cisposi mentre attendi disperatamente l’effetto di una carica di caffè per darti il via stanca di sopportare un altro giorno? Forse riesci a ricordare vividamente quella sensazione di vuoto che ti perseguitava e quel fastidioso malessere che era sempre presente dietro i tuoi bulbi oculari? La necessità di chiudere gli occhi e scivolare in un sonno profondo e riposante. Tutto quello che volevi fare era chiudere gli occhi e permettere alla stanchezza di svanire, e avvolta nelle qualità amnesiche del sonno avresti avuto sollievo dall’incubo che ti avvolgeva. Eppure, non sei mai stato in grado di garantirti quel sonno. La tua ansia pressoché permanente faceva sì che mentre giacevi a letto eri teso, pronto a rispondere alla prossima beffa o manipolazione. Hai sentito un clic. Ero io che finalmente uscivo dallo studio e venivo in camera da letto o era solo la casa che si assestava? Eri ipervigile e ora non puoi ricordare quanto fosse durato questo stato, ma sapevi che causava una battaglia notturna in cui tu cercavi di dormire, ma ogni rumore ti faceva sussultare e prepararti. A volte devi esserti addormentato, tale era la portata della tua stanchezza, hai sognato e poi all’improvviso ti sei svegliato. Cosa era successo? Perché ti sei svegliato così all’improvviso? Ti giri e mi vedi lì sdraiato profondamente addormentato, libero da qualsiasi preoccupazione. Anche adesso vuoi allungare la mano e toccarmi nella speranza che io appoggi la mano sulla tua spalla e poi che il mio braccio ti avvolga, facendoti sentire sicuro e protetto, come una volta. Hai imparato a non tendere la mano perché non vale la pena di sperimentare di nuovo le conseguenze di svegliarmi dal mio riposo. Invece, la tua mano tremante si è ritirata e tu ti sei girata per guardare l’orologio e hai sospirato con rassegnazione mentre ti rendevi conto che il sonno agitato che avevi affrontato era durato solo circa un’ora.

Sei sdraiato lì, con gli occhi brucianti e la testa pesante, ringraziando che non è stata una di quelle notti in cui ti ho ripetutamente dato colpetti nella schiena per impedirti di dormire. Come sono riuscito a farlo e poi uscire dal letto riposato e rivitalizzato mentre tu ti alzavi come uno zombie? Come sono stato in grado di interrompere il tuo sonno per tutta la notte punzecchiandoti e riuscire lo stesso a essere energico? Forse dormivo durante il giorno come un vampiro che si nasconde dalla luce del sole? Almeno questa volta dormo e ti è stato risparmiato il punzecchiamento intermittente nella parte bassa della schiena. È un piccolo atto di clemenza dal momento che le domande e i pensieri ti si affollano in mente, come succede sempre nel cuore della notte. Perché succede questo? Cos’è andato storto? Perché lo sto facendo? quando finirà? Come puoi impedirlo? Dovresti chiedermi di parlarne o rischieresti un’altra discussione? Quanto ancora puoi sopportare? Quando è stata l’ultima volta che hai dormito come si deve? Queste domande e altro ancora turbinano nella tua mente, avendo preso possesso della tua testa. I tuoi occhi osservano il televisore spento nell’angolo della stanza e tu rifletti se guardare qualcosa, qualsiasi cosa, solo per spezzare l’incessante vortice nel tuo cervello, ma anche con il volume a malapena udibile sai che mi disturberà e poi sarà di nuovo colpa tua.

Guardi verso la porta ora chiusa. Sei riuscito a resistere a munire di chiave la porta della camera da letto, timorosa di quali altri orrori potrebbero essere scatenati contro di te se la tua porta fosse bloccata, ma ogni giorno temi di vedere al tuo ritorno la fattura di un falegname sul tavolo di cucina, e che è stata installata una serratura. Rifletti se dovresti andare al piano di sotto e vedere se sul divano il sonno arriverà o almeno potrai mettere le cuffie e ascoltare una stazione radio o della musica. Ciò ti garantirebbe una specie di rifugio ma, ancora una volta, come se possedessi un qualche sesto senso, tu sai che apparirò e chiederò di sapere cosa stai facendo di sotto nel cuore della notte. Non importa quanto profondamente sembri che dorma, è come se percepissi la tua assenza e venissi a cercarti. È allora che tu affronti le accuse di mandare sms a qualche uomo alle mie spalle anche se il tuo telefono non è a portata di mano. Non importa quali sono i fatti, vero? Trovo sempre un modo per dare la colpa a te. No, non puoi scappare furtivamente al piano di sotto e invece devi rimanere rigida al bordo del letto mentre i tuoi occhi osservano l’incessante scorrere del tempo e il sonno continua a sfuggirti. Puoi sentire il tuo cuore che batte all’impazzata nel tuo petto. Anche se non sta accadendo nulla e tutto è calmo e tranquillo, resta quel senso di presagio. Una mano fredda di terrore ha afferrato il tuo cuore e stringe, togliendoti il respiro dal corpo e facendo diffondere l’ansia attraverso te. Forse dovresti andare dal dottore e vedere se ti prescriverà qualcosa per questo? Dovrai farlo a mia insaputa altrimenti potrei accusarti di cercare attenzione andando dal dottore senza prima consultarmi. Io, naturalmente, so cosa è meglio per te e analizzo tutto quello che fai prima di decidere se permetterlo. Sai che dovresti lottare contro questa cosa, ma sei così stanco, così impaurito e hai bisogno che ti rimanga quel poco di forza per aiutarti a muoverti per tutta la giornata senza calpestare una mina e provocare un’esplosione di furia. Sta diventando sempre più difficile. Ora dimentichi le cose. La tua memoria una volta era eccellente o almeno tu pensi che lo fosse. Anche il pensiero sta diventando faticoso e a volte ti siedi semplicemente, fissando lo spazio, intrappolato da qualche parte tra la veglia e l’ipnosi. Se solo una notte di riposo potesse arrivare, se solo quest’ansia, questa paura, questa diffidenza ti lasciassero e ti permettessero di guadagnare forza, allora non faresti gli errori e io non mi arrabbierei. Forse allora potremmo tornare ad essere come eravamo. Sei ancora capace di ricordarlo e speri con tutto il cuore che in qualche modo questa situazione possa essere recuperata. Non ti sentivi mai stanco allora. Non hai mai vagato a caso o hai messo il latte in lavastoviglie per errore. Non hai dimenticato che stavi cuocendo qualcosa fino a quando l’odore acre di fumo ti ha scosso dal tuo sogno ad occhi aperti e ti sei precipitato in cucina, maledicendo la tua follia e chiedendoti immediatamente se potevi cucinare una nuova pietanza prima che io torni a casa e sia testimone di un altro dei tuoi fallimenti.

L’orologio segna le 5 del mattino e il sonno ti è sfuggito ancora una volta. Il pulsare sordo al centro della tua fronte rimane. Dovrai alzarti entro un’ora comunque. Non ha senso cercare di dormire ora. Riesci a vedere il primo accenno dell’alba che cerca di penetrare attraverso le tende e un altro giorno è giunto. Puoi anche alzarti e affrontare questa giornata, qualunque sia il giorno, è mercoledì o giovedì? Non riesci davvero a ricordare. Fai scivolare i piedi dal letto e ti siedi, guardandomi da sopra la spalla, ora girato di spalle rispetto a te, il respiro che si alza e si abbassa con ritmo regolare mentre dormo, incurante della tua stanchezza. Ti alzi e vacilli un po’ mentre ti prepari a sentirti ubriaco di stanchezza per un altro giorno.

H.G. TUDOR

Drunk With Fatigue

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📰 ALLA SALUTE! L’ALCOOL E IL NARCISISTA

L’Alcool è una droga pervasiva. Un Bloody Mary prima di pranzo, un pranzo liquido per fare affari, un drink di pomeriggio perché ti fa sentire come se saltassi la scuola, andare direttamente a bere dopo il lavoro cosa che si trasforma in una seduta terapeutica, brindisi di celebrazione per un compleanno, un affare andato bene, un anniversario o semplicemente perché è Venerdì. Bere al Golf Club, prima di una partita importante, al barbecue, alla veglia di un funerale, un bicchierino, un brindisi, uno sfacciato goccetto prima di dirigersi verso casa, uno per strada, un bicchierino per passare i postumi della sbronza.
L’Alcol è ovunque ed è ritenuto accettabile socialmente nonostante la disperazione che il suo eccessivo consumo provoca.

Che ruolo gioca l’alcol nella dinamica narcisistica? Non mi riferisco alla bevuta occasionale durante un pasto eccellente o la birra sociale in un bar con amici, il bere disciplinato e moderato che non porta problemi. Mi sto riferendo all’alcolismo, dove c’è una dipendenza e una tossicodipendenza dall’alcol. Come si inserisce questo fattore nella dinamica narcisistica?

Innanzitutto è necessario distinguere tra l’alcolista che non è narcisista e il narcisista che è alcolista. Questo è importante perché il narcisismo e l’alcolismo in realtà condividono tratti simili.

– C’è un inganno implicato nel bere eccessivamente e mettere in atto comportamenti narcisisti.

– In entrambi i casi ci sono persone affette che mancano di ogni consapevolezza di avere un problema.

-Entrambi richiedono la manipolazione di altre persone per raggiungere i propri fini. Il narcisista manipola per ottenere carburante, l’alcolista manipola per bere.

– Entrambi dicono ripetutamente bugie, riguardo a ciò che hanno fatto, dove sono stati, quanto hanno bevuto, se hanno o no bevuto;

– Entrambi determinano comportamenti egoisti;

– Le altre persone si ritrovano ripetutamente messe in secondo piano rispetto ai bisogni sia del narcisista che dell’alcolizzato.

– Entrambi mettono in atto comportamenti di accensione-spegnimento, essendo gentili e simpatici un momento e poi il successivo maltrattanti e;

– La ricerca dell’obiettivo finale (carburante/ alcol) diventa l’unica preoccupazione degli individui in questione.

Di conseguenza, il comportamento del narcisista e dell’alcolizzato sembra molto simile. L’alcolista potrebbe presentare tratti narcisisti (come descritto sopra) ma un alcolista sobrio vedrà questi tratti narcisistici svanire a rivelare che lui o lei sono alcolizzati ma non narcisisti.
La dipendenza da alcol fa diventare narcisiste queste persone ma non sono dei narcisisti.

D’altra parte il narcisista che è anche alcolizzato potrebbe smettere di bere ma il narcisismo rimarrà. In effetti, ci sono molte occasioni in cui le vittime realizzeranno di essere coinvolte con un alcolista ma non si accorgeranno che questa persona in realtà è un narcisista che è anche alcolista dato che l’alcolismo è molto più facilmente identificabile rispetto al narcisismo.

Il Narcisismo conduce all’alcolismo. Non in tutti i casi. Io non sono un alcolista. Mi piace bere, infatti mi piace molto e ne posso consumare una quantità significativa ma non divento ubriaco fradicio perché non voglio perdere il controllo. Ho visto un narcisista che è alcolizzato ed è mio zio Robert. La sua cornice invecchiata e l’amarezza sono un chiaro testamento dell’invecchiamento che viene da una vita a scolarsi il suo primo gin tonic alle 11 del mattino senza fermarsi finché arriva la sbornia qualche volta dopo le 9 di sera. Osservare da quando ero più giovane, guardarne i comportamenti derivanti dal suo bere (e capendo successivamente che si trattava di uno strato sopra il suo narcisismo rampante) mi è servito da utile avvertimento per assicurarmi di utilizzare il bere per i miei scopi senza permettergli di consumarmi. Ho la fortuna di avere autocontrollo e disciplina, dal momento che molti della nostra tipologia non li possiedono.

L’alcolismo è il sintomo di una certa struttura mentale e il narcisismo è una mentalità che si presta al verificarsi dell’alcolismo. I Narcisisti sono creature dipendenti. In primo luogo siamo dipendenti dal carburante. Questa è la nostra droga, ma essere in questo modo significa anche che siamo suscettibili ad altri comportamenti di dipendenza. Ecco perché prendiamo sostanze stupefacenti, compriamo con totale mancanza di riguardo per le ripercussioni finanziarie, diventiamo dipendenti dal lavoro, giochiamo d’azzardo e guidiamo come folli. Non sarà presente tutto questo ma c’è la propensione da parte della nostra tipologia di intraprendere questi tipi di comportamenti per via della nostra vulnerabilità verso la dipendenza.

Le caratteristiche del nostro narcisismo conducono in sé a promuovere l’alcolismo. Non solo siamo inclini a comportamenti dipendenti di per sé, l’esistenza di questi tratti implica che diventiamo ancora più vulnerabili al fatto che l’alcolismo si verifichi.

1. Il nostro pensiero magico, il nostro senso di superiorità e onnipotenza implica che crediamo di poter gestire l’alcol meglio del “popolino”. Possiamo bere di più, possiamo sopportare meglio l’alcol e possiamo berne di tutti i tipi.
2. La vasta gamma di bevande alcoliche, la cultura ricca e varia che le accompagna ci attrae dato che possiamo mostrare la nostra conoscenza a riguardo. Il Narcisista Cerebrale può vantarsi riguardo la sua ampia cultura in particolare su vino o whisky. Il Narcisista Somatico può vantarsi di quanto ha speso per una buona bottiglia di Champagne, il Narcisista Elite farà entrambe le cose.
3. I terreni di caccia delle nostre vittime immancabilmente coinvolgono la consumazione di alcol. Il Narcisista Somatico che trova la sua preda in un locale notturno e tra le cromatiche luci al neon di un bar esclusivo viene ripetutamente esposto all’alcol.
4. La nostra mancanza di responsabilità fa sì che possiamo bere quando vogliamo, con chi vogliamo, dove vogliamo e senza subirne le conseguenze. Possiamo bere all’ora di pranzo prima di fare una presentazione e credere di essere immuni ad ogni tipo di ripercussione. Da ubriachi ci prendiamo la ruota di un’auto perché la legge su di noi non è applicabile. Non soffriremo nessun effetto negativo del bere, siamo super uomini capaci di far fronte alle tossine che stiamo riversando nelle nostre gole.
5. Il desiderio di essere al centro. L’alcol agisce (inizialmente) come un’accelerazione dei nostri comportamenti grandiosi, del nostro esibizionismo e senso della performance e quindi facciamo a pugni attirando l’attenzione di tutti in un bar, ci mettiamo in mostra ballando e flirtiamo mentre tutti assistono assicurandoci di essere al centro e di rimanervi.
6. Allontanare la Colpa Uno. Sei tu che ci fai bere. Se avessi fatto quello che volevamo che facessi, allora non saremmo stati forzati a bere un drink per non sentire più il tedio che hai causato. Se tu ci amassi davvero non abbracceremmo la bottiglia. È colpa tua se beviamo così tanto.
7. Allontanare la Colpa Due. Le ripercussioni e conseguenze del bere sono colpa tua. Se non mi avessi fatto lasciare la macchina lì la macchina dopo aver bevuto, non avrei preso la multa. L’ultimo richiamo, che ho ricevuto perché ero ubriaco al lavoro dipende da te che mi hai fatto andare al lavoro perché abbiamo bisogno di soldi (anche se mi hai implorato di rimanere a casa). Il nostro comportamento abusante verso le persone da ubriachi dipende da te che ci rendi in questo modo. Avresti dovuto fermarci.
8. Rifugio. La consumazione di alcol da parte della nostra tipologia ci permette di avere un rifugio. Il Narcisista Medio che è inoffensivo si trasforma nella personificazione di Elvis mentre la sua grandiosità vola attraverso i ripetuti drink. Bere ci permette di diventare esuberanti, eccezionali e carismatici dato che riempie il divario tra ciò che siamo realmente e ciò che vogliamo che il mondo veda. L’Alcol rimuove le manette che questo mondo crudele cerca di imporci e ci permette di essere ciò che vogliamo essere e ciò che vogliamo far vedere al mondo. Veniamo liberati dal terrore del rifiuto dato che nessuno può resisterci quando siamo supportati da questo rifornimento alcolico.
I sussurri del Demone vengono silenziati versando un altro bicchiere. Come è meraviglioso l’alcol nel concederci di essere quel che vogliamo e portarsi via tutte gli altri timori, limitazioni e problemi che ci affliggono.
9. Rimozione della maschera. Quelli a basso funzionamento della nostra tipologia trovano un senso di sollievo nel non aver più bisogno di mettere una maschera ma anzi la maschera dell’alcol e dell’ebbrezza concede loro di mostrare ciò che sono realmente senza paura delle ripercussioni di rifiuto e critica.
10. L’Alcol è un facilitatore del carburante. Permette alla nostra tipologia di diventare migliori e più brillanti e a sua volta ottenere carburante con maggior facilità, che riguardi fare colpo su qualcuno con una conversazione sicura, frizzante umorismo e cadere da un botta e risposta in comportamenti abusanti mentre il tempo prosegue e i drink si accumulano.

Il fatto che così tante nostre caratteristiche si orientino verso la consumazione di alcol e il fatto che questo consumo ci permetta di raggiungere i nostri obiettivi con un apparentemente maggiore facilità aggiunti al fatto che abbiamo una suscettibilità intrinseca verso la dipendenza per le ragioni spiegate sopra, fa sì che questo cocktail aumenti considerevolmente il rischio che un narcisisti diventi un alcolista.

H.G.  TUDOR

Cheers! Alcohol and the Narcissist

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🎗LA MARCIA DELLE TRUFFE AMOROSE

Sei morto nel momento in cui mi hai incontrato.

La mia specie è impegnata in un massacro su vasta scala. Un massacro quotidiano. E nessuno ci sta fermando.

Questi massacri non sono morti in senso letterale. No, per il modo in cui ti lascio credo che tu possa effettivamente preferire di essere morto per porre fine al dolore. Il dolore spietato e la sofferenza che ti infliggerò. Ciò che uccido è la tua fiducia, la tua autostima e il tuo senso del valore. Dilapido le tue finanze, cancello le tue amicizie, distruggo la tua sanità mentale e spingo un pugnale gelido e freddo attraverso il tuo stesso essere. Vedi, le persone come te sono orgogliose di essere oneste, buone e comprensive. Questo è ciò che ti rende così attraente per me. Questo è ciò che rende il massacro ancora più totale.

Puoi pensare che io sia un essere umano schifoso e che mi renda conto delle conseguenze del mio comportamento. Per alcuni della mia specie è così e per altri no. Alcuni della mia specie non hanno consapevolezza di ciò che sono e credono che ciò che fanno è semplicemnte ciò che dev’esser fatto. Altri della mia specie sanno esattamente cosa fanno. Io non sono preoccupato di come ti senti. Non ho alcun interesse per la tua reazione a ciò che faccio. Tutto ciò su cui sono concentrato è ciò che la tua reazione emotiva fa per me.

La gente è stupida. Ha bisogno di tutto per essere etichettata, per essere categorizzata e classificata. Ha bisogno di grandi insegne al neon lampeggianti che le dicano come sono le persone, perché è troppo idiota o pigra per cercare di scoprirlo da sola. Vedi l’uomo con un impermeabile sporco con i capelli spettinati che gironzola intorno al parco giochi dei bambini? È un molestatore di bambini. Guarda laggiù l’uomo con una maglietta a righe e una borsa con sopra la scritta ‘Refurtiva’. Lui è un ladro. E che mi dici della signora con indumenti sporchi e macchiati di pipì, che borbotta tra sé e sé cercando di dar da mangiare ai piccioni sulle statue? Oh lei è una pazza. Questo è ciò che le persone si aspettano di vedere. Chiedete a chiunque di disegnare un’immagine di un assassino e novantanove volte su cento, disegneranno un uomo dall’aspetto folle, vestito di nero, con un coltello o una pistola. Non ritrarrranno il loro coniuge o un loro parente. Chiedete a una persona dov’è più probabile trovare uno stupratore e risponderà che sarà in agguato dietro un cespuglio vicino alla metropolitana pronto a balzare su un estraneo. Quello che non farà è indicare il suo ragazzo seduto accanto a lei a guardare la televisione.

Ed è qui che sta il problema. Ti aspetti di essere in grado di riconoscere quelli che ti causeranno danni in modo così palese. Non è così. C’è una ragione per cui quelle persone pericolose sono in grado di far del male nel modo in cui lo fanno. È perché sono tutti attorno a te. Sono seduti accanto a te nella tua auto. Stanno con te al distributore di bevande o nell’ascensore. Ti parlano ai cancelli della scuola o ti servono il caffè ogni giorno. Essi permeano la società. Questo è ciò che li rende così efficaci. La capacità di mimetizzarsi e celarsi alla luce del sole. Quante volte hai sentito il vicino intervistato per l’orribile omicidio di una famiglia da parte del padre dire,
“Sembrava sempre così amichevole e felice.”

O.

“È sempre stato molto riservato.”

O.

“Era un uomo tranquillo. Non ho mai pensato che avesse questo dentro.”

O la mia preferita.

“Non ti aspetti che queste cose accadano anche qui, vero? Pensi sempre che non poteva succedere qui.”

Queste persone appaiono innocue in quanto sono così normali e in sintonia con l’ambiente circostante. Hanno mascherato ciò che si cela sotto. Queste persone, i trafficanti di droga, gli assassini e i molestatori erano normali. Erano loro stessi e non facevano alcuno sforzo per nascondersi o per essere diversi.

Questo è ciò che mi rende così pericoloso. Faccio un tentativo consapevole di confondermi con quelli che mi circondano. Sono un muta-forma. Assumo le caratteristiche delle mie vittime, rispecchiando ciò che amano e apprezzano. Divento ciò che vuoi che io sia. Hai sempre desiderato incontrare l’imprenditore di successo. Io sono lui. Che ne dici del bravo compagno di libri che ama il teatro e alcuni circoli amatoriali? Posso essere anche lui. Ami semplicemente le persone che hanno viaggiato molto? Lascia che ti dica tutto del mio tour mondiale durato un anno. Rock duro? Fatto. Cantante? Do Re Mi Fa Sol La Si Do. Uomo di famiglia? Nessun problema. Mi trasformerò e plasmerò in una persona con questi ideali e così facendo avvolgerò i miei viticci intorno a te con insidiosa facilità e ti attirerò nel pieno orrore del mio mondo.

Non sei in grado di vedermi arrivare. Mi nascondo dietro mille maschere. Le persone cattive che ho descritto in precedenza non fanno alcun vero sforzo per inserirsi nel tuo mondo. Sono già lì. Fanno parte della tua vita quotidiana e sei sfortunato che ti è capitato di trovarti vicino a loro quando hanno colpito. Io sono completamente diverso. Sono venuto dopo di te. Ti ho designato come mia preda e ti ho girato attorno, preparandomi a colpire. Mi dedico a sotterfugi per migliorare i miei obiettivi e consentire a me stesso di scivolare dentro e fuori dalla vita delle persone con viscida facilità. Compaio all’improvviso. Oh, ci può essere una sorta di rapporto esistente, certo, ma fa tutto parte della preparazione. Quando entro davvero nella tua vita lo faccio in un tripudio di gloria squisitamente disorientante che ti ha fatto metter radici sul posto mentre ti soffocava sempre di più, tale è la natura coinvolgente del mio comportamento.

Tutto il mio lavoro viene fatto prima di coinvolgerti. Questo è il motivo per cui la tua esecuzione avviene nel momento in cui ci incontriamo. Tutto ciò che segue sono semplicemente i tuoi spasmi mortali prolungati e credimi che mi piace farli uscire per ottenere il massimo effetto. Faccio persino finta di provare a rianimarti di tanto in tanto. Questo è solo uno stratagemma per permettermi di succhiare più vita da te. Potresti considerarlo perverso. Non mi interessa Finché sono in grado di nutrirmi, questo è tutto ciò che mi interessa. Devo nutrirmi. Ogni singolo momento provare a placare questa fame insaziabile che infuria dentro di me. Penso che la fame possa essere soddisfatta, ma in qualche modo non sembra mai essere così.

Quindi il mio massacro va avanti ancora e ancora. Accumulando vittima dopo vittima e il bello di tutto questo è che semplicemente mi infilo un’altra maschera e mi dileguo per trovare un altro sfortunato. Mi allontano lasciando il caos e la distruzione sulla mia strada ma non mi guardo mai le spalle.

Dovresti temermi? Decisamente. Purtroppo, per te, non sai cosa cercare perché non vengo nella tua vita dandoti un avvertimento. Una volta che ti ho ucciso emotivamente, solo allora potrai riconoscere il pericolo una seconda volta, ma ovviamente, a quel punto il danno è fatto. Sorprendentemente, alcuni di voi ci ricascano. Incredibile vero? A volte è con me o qualche volta con un altro della mia specie. L’effetto è lo stesso comunque. Un’altra morte straziante.

Il bello di tutto questo è che nessuno può toccarmi. Coloro che possono tentare di presentare contro di me una denuncia per reati penali di solito falliscono. O non lo faranno perché mi amano ancora, o perché in qualche modo pensano di potermi salvare e piuttosto faranno questo. Ci sono altri che sono così distrutti che incolpano loro stessi e non me. Altri ancora sono così completamente devastati da non avere la forza di agire. I pochi che non cadono a queste difficoltà capiscono presto che il mio fascino innato, la mia miriade di menzogne e i poteri irresistibili di persuasione implicano che in realtà far valere la legge criminale su me è quasi impossibile. È più che giusto. Le leggi non sono fatte per me.

Tutto questo significa che quasi nessuno riconosce la mia specie quando ti scegliamo per la prima volta. Perchè dovresti? Non portiamo alcun marchio o etichetta. Non appariamo come qualche stereotipo. Non sembriamo abusanti, ma che aspetto hanno gli abusanti? Sembrano come me. Come lui. Come lei. Quell’uomo seduto di fronte a te sul treno nel suo abito che legge un giornale di alto livello. La direttrice che fa l’uncinetto tutto il giorno ed è una devota cristiana. L’abusatore sembra essere il muratore che butta giù il suo litro di birra prima di tornare a casa. Sembra il vicino tranquillo. L’adolescente timido. Il serio insegnante di musica. Lo zio socievole. Lui. Lei. Loro. Non ci vedrai arrivare. Non hai avuto scampo. La società sbaglia ripetutamente a identificare ciò che siamo e come operiamo. Sottolinea ciò che facciamo con una serie di eufemismi e descrizioni confuse perché la gente non può accettare che qualcuno che si comporta così bene con loro possa anche essere così orribile. Eppure, questo è esattamente il modo in cui operiamo. Ti fideresti di qualcuno che ti ha preso a pugni in faccia quando ti ha incontrato per la prima volta? Ovviamente no. Ma ti fideresti di lui dopo tre anni di matrimonio prima che arrivasse il primo pugno, vero? Non ti fideresti del truffatore se rubasse diecimila sterline al suo primo giorno di lavoro, ma dopo cinque anni di servizio solido e leale non penseresti mai che stava falsificando firme e deviando fondi sul suo conto in banca personale. La società e le persone sono troppo pronte a mettere etichette che riducono l’impatto di ciò che facciamo e di ciò che siamo. Puoi attestare l’orrendo danno che facciamo, conosci meglio di chiunque altro l’impatto che abbiamo e tuttavia devi ascoltare le persone che parlano di come è “incompreso”, “sotto pressione”, “normalmente non così”,”Deve essere stato provocato”. Queste persone animate dalle migliori intenzioni causano danni considerevoli come gli apologeti ignoranti per la carneficina che scateniamo.

Ora sai cosa siamo, puoi identificarci con facilità. Ora puoi ripensare a tutte le persone con cui hai interagito e ora ci vedi come se fossimo stati dipinti di rosso fuoco. Il tuo collega al lavoro. Il cliente “difficile”. Tua madre. Tuo fratello. Quell’amico che è stato arrabbiato con te per una settimana e poi la volta dopo ti ha adulato. Gli amanti. Le celebrità. I politici. Sempre più persone della nostra tipologia vengono identificati da te e tuttavia siamo ancora in grado di fare ciò che vogliamo e passare alla prossima vittima ignara. La società non ci identifica. La società non capisce cosa siamo. La società è assolutamente inefficace nell’affrontarci. I nostri numeri stanno crescendo e il nostro impatto devastante sulla vita di tutti coloro che intrappoliamo (e non è mai solo una persona giusto) cresce ma cosa si sta facendo? I politici ci conoscono (salvo quando si guardano allo specchio)? I poliziotti capiscono cosa siamo? Le infermiere? Gli assistenti sociali? I giudici? L’autorità giudiziaria ha nominato uno psichiatra? La giuria? I vicini? Gli insegnanti? I funzionari del governo locale? Tutti quelli che potrebbero essere in grado di fare qualcosa per affrontare ciò che siamo raramente sanno cosa siamo, e ciò porta a una maggiore frustrazione per te e al continuo avanzamento dei nostri programmi.

Nessuno ci sta fermando.

Che cosa hai intenzione di fare al riguardo?

H.G. TUDOR

March of the Lovefrauds

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👤 TIRATA: FURIA ACCESA INNESCATA

Hai fatto cosa? Non posso crederci. Ma che diavolo ti è preso per fare una cosa del genere? Sei pazza? Sei una donna totalmente squilibrata? Santo Dio non posso credere a ciò che mi hai appena detto. Quante volte ci siamo già passati? Innumerevoli. Dannazione, te l’ho detto appena ieri, no? Non posso credere che tu possa essere così stupida da fare una cosa simile, è incomprensibile. Sai che inizio a pensare che tu lo faccia di proposito? È inutile che scuoti la testa e mi guardi così, pensi che mi senta dispiaciuto per te se mi fai quegli occhioni? È così? Ho detto È COSÌ? Sì, puoi benissimo scuotere la testa di nuovo, è il massimo che qualcuno con la tua stupidità possa fare. Ti giuro sto vivendo con una Epsilon semi deficiente, sei sempre stata così fottutamente stupida? Mi sa di sì. Era una cosa così semplice da fare, chiara, un bambino potrebbe farla, ma no non tu, tu dovevi essere intelligente e dovevi andare regalmente a mandare tutto a puttane. Tu totale deficiente. Hai rovinato tutto adesso; Lo capisci non è vero? Voglio dire totalmente rovinato e che te ne pare di questo fantastico inizio eh? Sì, sono sarcastico, immagino di doverlo spiegare a qualcuno dal cervello andato come te. Cielo, per quale motivo mi hanno accollato te. Non osare proferire parola mentre sto parlando, hai fatto già abbastanza danni così, chiuderai quella fottuta bocca e mi ascolterai mentre metto in chiaro le cose. Ti ho sottolineato per così tante maledette volte cosa dovresti fare e tu me l’hai garantito, sei rimasta seduta qui ad assicurarmi che sapevi cosa stessi facendo. Era una bugia. TI HO DETTO DI CHIUDERE LA BOCCA E NON INTERROMPERMI! Giurerei che tu voglia essere picchiata, non è così? Questo è ciò che stai cercando di fare. Oh lo so che sei a posto, pensi di essere così dannatamente intelligente ma ti ho capita. So cos’hai in mente. Giusto, provocarmi, fare la cosa sbagliata, farmi arrabbiare e frustrarmi e poi vuoi che esploda e mi bruci. Beh non funziona con me. Non sono uno stupido. Non sono te, lo sai. So cosa faccio. Sono l’unico che tiene insieme questo posto, dovresti ricordartelo mentre sei impegnata a rovinare tutto con la tua strabiliante e monumentale incompetenza. È fiato sprecato. Lo è davvero. Ti ho detto cosa fare. Te l’ho detto una volta, te l’ho detto cento volte e tu mi hai risposto e posso ricordare espressamente ciò che hai detto, hai detto “non preoccuparti, ti puoi fidare che sia fatto bene”. Sì, questo è quello che hai detto. Non ha senso che ti conci così, non fare quella smorfia, non osare cazzo, sono stufo che tu non mi mostri abbastanza rispetto in questa casa. Mi spacco il culo per tenere a galla le cose, non che tu mi dia qualche riconoscimento per questo. Oh no, sei troppo impegnata a prendermi per i fondelli, a buttare all’aria le cose e rovinarle a chiunque e specialmente a me. Non so cosa sto facendo. Voglio dire, tu hai appena, io, io ho quasi perso le parole. Vedi, non solo combini pasticci ma mi hai anche mentito. Non so cosa sia peggio, ma sei sempre la solita giusto. La bugiarda, l’imbrogliona, lusinghi per truffare. Non pensare che io non sappia cosa hai in mente. Ti tengo d’occhio, sì, dovresti proprio avere quell’espressione preoccupata, so tutto di te. Cosa stai guardando là? Guardami mentre ti parlo. Tu. Guarda. Mi. Oh ci siamo, i piagnistei. Se fai un casino e vieni corretta inizi a piangere e tutto andrà di nuovo bene. Non andrà bene. Non andrà bene o alla grande o a meraviglia. Hai fatto un casino. Sapevo che sarebbe successo. Sapevo che non avrei dovuto lasciartelo, ma sai cosa, ho detto a me stesso, no, diamole una chance, lascia che provi che può farcela, lasciale dimostrare che ti puoi fidare di lei, voglio dire, dopotutto, questo è tutto quello su cui si basa una relazione, non è vero? La fiducia. Senza fiducia non c’è nulla. Lo vedi cosa hai fatto? Sì? Capisci davvero l’impatto di ciò che hai fatto? In qualche modo dubito che sia così, ecco perché devo fare questo. Pensi che mi piaccia urlarti contro? Quello cos’è? Stai per annuire? Perché tu ingrata e disgustosa stronza, hai la faccia tosta di accusarmi del fatto che mi piaccia quando sono l’unico a sorbirsi le conseguenze della tua oltraggiosa incompetenza. Sono l’unico che le sopporta. Sono l’unico che deve soffrire. Tu semplicemente te ne andrai borbottando di aver capito, di come hai imparato la lezione e non lo rifarai ma potrei benissimo parlare in Mandarino per quanto prendi nota. Ti ho detto di smetterla di piangere. Se non la pianti di piangere, perderò seriamente la pazienza con te. Perdio, cosa devo fare? Hai fatto un casino e me l’hai rovinato. Non ti importa, no. Se ti fosse importato non continueresti certo a farlo. Non continueresti a fare questi errori e provocarmi. Cerchi di mandarmi a morte precocemente non è vero, così puoi avere tutto questo per te no? Vogliamo trovarci un amante di nascosto? Scommetto che è questo il punto no? Rovinarmi tramite la tua incompetenza e poi volteggiare nel tramonto con qualche Johnny-Ultimo-Arrivato dopo che sono schiattato, mandato a morte prematuramente dai tuoi piani. Ti piacerebbe questo non è vero, vedermi morire. Tu vacca disgustosa, non importa se non piaci a nessuno, non importa se nessuno ti chiede di uscire. Oh sì, non veniamo mai invitati da nessuna parte in questi giorni per colpa tua e del tuo comportamento e non c’è da stupirsi. Sei un disastro ambulante. Voglio dire la gente ti sopporta, lo fanno per amor mio, ho dei buoni amici, o dovrei dire che li avevo ma grazie a te sono spariti come topi su una nave che affonda. Non sarai felice finché non mi avrai completamente rovinato ogni cosa vero. Ecco ciò che vuoi. Mi vuoi in ginocchio, boccheggiante, disperato e miserabile mentre tu saltelli e vai avanti con qualche altro fesso che hai sedotto e a cui hai promesso il mondo. Non posso credere di essermene innamorato, ma immagino che allora tenessi ben nascosta la realtà non è vero, nascosta finché non hai messo i piedi sul tavolo, il tuo nome sulle proprietà e il conto in comune dell’American Express, beh non sei così furba perché non mi batterai. Sono più intelligente di te. Te la farò pagare per quello che hai fatto. Sono quello che comanda qui, questa è casa mia e farai quel che ti dico. Sto per scatenare l’inferno contro di te dopo questa catastrofe, è una vergogna, un completo scandalo. Compatisco i nostri vicini che devono sopportarlo, ma sei tu che me lo fai fare, è tutta colpa tua. Non mi faccio raggirare dalla tua espressione spaventata e dalle lacrime, forse gli altri ci cascano, ma io no. So che è tutta una recita. Mi fai schifo, tu calcolatrice, manipolatoria, odiosa vacca. Maledico il giorno in cui ti ho incontrata. Ora guarda, mi hai fatto fare tardi, grazie mille, proprio quello di cui ho bisogno. Me ne vado e non pensare che io abbia finito; non è affatto finita.”

Silenzio.

“Pensavo che avresti preferito la marmellata di lamponi a quella di arance” dici sommessamente, a nessuno in particolare.

H.G. TUDOR

Tirade : Heated Ignited Fury

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👤 CHE SCUSA HAI?

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Adoro guardare il film, Full Metal Jacket, magnifico pezzo della cinematografia. È naturalmente un film che ha due tempi. L’addestramento e l’esercitazione delle nuove reclute “sull’isola” e poi la loro esperienza in Viet Nam. L’apertura, dove il Sergente d’Artiglieria Hartman “da il benvenuto” alle reclute è fantastico. Ecco un uomo che ha controllo e sa come usarlo. L’attore, R. Lee Ermey è un Sergente Onorario d’Artiglieria e un sergente istruttore che inizialmente venne usato come consulente ma la sua dimostrazione di come parla alle reclute un sergente istruttore fu così eccezionale che gli venne data la parte. Durante l’apertura abbaia ad un malcapitato

“Che scusa hai?”

“Signore, scusa per cosa, signore?” arriva la confusa replica

“Sono io che faccio le fottute domande qui, hai capito?”

“Signore, sì, signore”

“Bene, grazie molte, posso comandare io per un po’?”

“Signore, certo, signore.”

Questo scambio è dimostrativo di come ci relazioniamo con te. Regolarmente facciamo una domanda che non capisci o per la quale non hai una risposta. Noi sappiamo che è così. Ecco perché la facciamo. Immediatamente ti mettiamo in svantaggio e proseguiremo con altre domande o un’accusa che ti metterà in confusione. Noi sappiamo che stai cercando di accertare quale sia la risposta più appropriata, quella che farà smettere la pioggia di insulti su di te o che farà sì che ti lasceremo in pace (almeno per un po’). Non ti è permesso tempo per pensare e considerare. Il modo in cui ti trattiamo ti ha reso esausta e circondata dalla nebbia della confusione. La tua abilità di fronteggiare e reagire è stata erosa così che quando iniziamo ad abbaiare le nostre domande incomprensibili, tu sei incapace di mettere insieme qualcosa di appropriato in risposta.

Proprio come la relazione tra il Sergente Hartman e le sue reclute, il nostro rapporto non è paritario. Il potere spetta a noi e siamo gli unici al comando.
Quello che ci piace è rinforzarti quotidianamente. Come il Sergente Hartman facciamo la stessa domanda d’apertura a quella particolare recluta, perché noi sappiamo che tu sei fatta di scuse. Aspettiamo che tu esca con qualche giustificazione e che continuino a scorrere. Lo fai perché non sei capace di ottenere ciò che ci aspettiamo. Non è importante che nessuno possa farlo, è irrilevante. Cosa ci importa se non puoi soddisfare ciò che vogliamo e quindi ciò che ti resta è inventare scuse. Le giustificazioni sono strumenti di incompetenza. Sei incompetente ed inferiore. Tutto quello che fai è uscirtene con delle scuse ed ecco perché le prime parole della giornata potrebbero anche essere

“Che scusa hai?”

Perché è questo che succederà. Un torrente di dispiaciute e patetiche scuse per i tuoi fallimenti e delusioni.

“Perché non mi hai svegliato?”

“Mi dispiace, ho pensato che volessi riposare, devo essermi confusa”

“Perché il caffè è freddo?”

“Scusa, l’ho fatto troppo presto mentre tu eri fuori occupato a fare qualcosa”

“Perché non hai ancora fatto la cena?”

“Scusa ma sono stata occupata ad accudire i bambini, lavorare, pulire la casa e fare il bucato”

“Perché stai piangendo ancora?”

“Mi spiace ma mi hai fatto agitare”

“No, non l’ho fatto. Ho solo sottolineato ciò che hai sbagliato, in modo che tu non lo rifaccia.”

“Scusa, grazie, immagino di essere stanca ed è per questo che mi sono agitata.”

Scuse, scuse e ancora scuse. Ci fai infuriare con queste continue mancate consegne. Non darci delle scuse, fai ciò che vogliamo, quando lo vogliamo e come lo vogliamo. Dovresti sapere com’è una cosa fatta nel modo giusto. Lo fai di proposito per farci arrabbiare. Fallisci deliberatamente e poi ci dai spiegazioni inutili per farci irritare e arrabbiare. Vuoi che scoppiamo d’ira e ti facciamo piangere. Noi sappiamo bene che lo fai per provare a farci sentire colpevoli, ma non funzionerà. Siamo superiori a te e non abbiamo intenzione di fartela passare liscia con questo spettacolo scadente. Puoi uscirtene con una moltitudine di scuse ma non sortiranno alcun effetto con noi. Non permetterti mai più di girarti e dire

“Non sono scuse, sono motivazioni”

Se lo fai esploderemo di rabbia. Imparare, pensare, anticipare, agire velocemente e farlo bene. Non vogliamo le tue giustificazioni che ci ricordano quanto siamo stupidi a stare con qualcuno inutile come te. Il che significa che inizieremo a sentirci male riguardo noi stessi ed è solamente colpa tua. Per rimuovere queste sensazioni abbiamo bisogno di riaffermare la nostra naturale superiorità e attaccarti in qualsiasi modo riteniamo appropriato, anche se sappiamo che questo causerà un altro mormorio di futile scusa e salterà fuori un’altra giustificazione.

Non è un’orrenda prospettiva? Il nostro trattamento su di te è orribile, abusante e aggressivo? Le nostre aspettative sono troppo elevate? La nostra intolleranza rasenta il ridicolo? Sì. Ma abbiamo una miriade di scuse sul perché sia così, non è vero?

H.G. TUDOR

What’s Your Excuse?