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πŸ“° SEPOLTO VIVO

Uno dei nostri obiettivi quando ti intrappoliamo Γ¨ far sΓ¬ che il tuo corrispondente si senta come se venisse sepolto vivo. Questo ti tiene nelle nostre mani e sotto il nostro controllo. Per alcune persone, il pensiero di essere sepolte vive causa un considerevole terrore. Il concetto di essere legato e lasciato cadere in un buco preparato nel terreno, sdraiato contro la terra fredda e umida, mentre la prima palata di terra si abbatte su di te, e lo sporco ti ricopre il viso mentre sbatti le palpebre cercando disperatamente di evitare che ti vada negli occhi. Arriva una seconda palata, questa volta piΓΉ compatta e colpisce il busto con l’equivalente di un pugno moderato alle costole. Gridi ma il tuo sconosciuto assalitore non risponde piΓΉ mentre ulteriore terra cade su di te. Scalci e ti dimeni ma presto la terra comincia ad accumularsi intorno a te, i tuoi movimenti sono limitati e stai cercando di tornare su in modo da tenere la testa piΓΉ in alto possibile, proprio come potresti fare durante la tua svalutazione, cercando disperatamente di mantenere una certa dignitΓ . Continui a urlare e gridare e inizi a chiederti se stai emettendo qualche suono perchΓ© non c’Γ¨ risposta. Le tue gambe ora sono coperte e non sei in grado di spostarle, dato che il peso della terra su di esse le immobilizza. Qualcun altro ora ha preso il controllo di quanto ti puoi muovere e ha stabilito che non ci deve essere movimento, almeno dalla vita in giΓΉ. Tuttavia quel movimento costante e ritmico puΓ² essere percepito sopra di te mentre la terra continua a cadere, una compatta cortina di terra che sta creando la tua tomba. La terra che ti invade si Γ¨ spostata sul tuo petto e tu guardi verso il basso, le braccia legate davanti a te mentre le sollevi su e giΓΉ rompendo lo strato di terra ancora per un po’.

Continui cosΓ¬ mentre sempre piΓΉ terra ti cade addosso facendo ora sembrare che il terreno ti stia inghiottendo. Quante volte avevi desiderato che ciΓ² accadesse quando eri sul punto di ricevere una delle nostre brutali invettive? Cerchi di muovere le braccia ma il peso Γ¨ troppo grande e ora il terrore si Γ¨ impadronito della tua voce facendo sΓ¬ che quelle che una volta erano sentite urla e grida penetranti vengano sostituite da una strano verso gracchiante strozzato mentre le grida di aiuto si confondono nella tua gola, proprio come farΓ  molto presto la terra. Le tue suppliche di essere risparmiata, la tua richiesta di clemenza e il tuo implorare pietΓ  misericordiosa sono passate inosservate mentre la terra continua ad aumentare e tu sposti la testa da un lato all’altro, cercando di respingere l’invasione. Tutto il tuo corpo, tranne la testa, ora Γ¨ paralizzato, intrappolato dal carico significativo di terra che ti Γ¨ stato lasciato cadere addosso. Puoi sentire i polmoni che vengono schiacciati mentre il tuo respiro diventa piΓΉ difficile. Desideri morire. Un colpo di pistola alla testa, rapido e istantaneo. Sarebbe meglio di questa discesa persistente, lenta e schiacciante verso il soffocamento. I suoni improvvisamente si attenuano e ti rendi conto che la terra ha iniziato a coprirti le orecchie. Giri ancora la testa ma lo spazio per il movimento Γ¨ diventato ancora piΓΉ ridotto. Adesso i tuoi occhi sono chiusi, altrimenti sarebbero pieni di polvere e granelli di terra. Sputi e soffi via la terra che si posa sulla tua bocca mentre solo una porzione ovale della tua faccia emerge dalla superficie del suolo. Il tuo terrore e panico Γ¨ all’apice e poi vi Γ¨ una cessazione dell’assalto. Non senti piΓΉ nulla che ti cade addosso. C’Γ¨ una scintilla di speranza. È cosΓ¬? Sei stato risparmiato all’ultimo momento? Sei forse stato salvato, il tuo tormentatore ora bloccato a terra dall’arrivo tempestivo delle forze dell’ordine? SarΓ  solo una questione di minuti prima che la pala scavi cautamente attorno a te per liberarti? Sbatti furiosamente gli occhi e li apri sperando di vedere il bagliore di una torcia.

La tua vista diventa piΓΉ nitida e vedi la sagoma di qualcuno che si sporge oltre il bordo del pozzo, con la pala in mano, che ti guarda come se ti stesse scrutando per l’ultima volta. Non riesci a distinguere i suoi connotati contro il cielo che si oscura dietro di lui mentre sta in piedi e poi ricomincia la pioggia di terra. Riesci a raccogliere un ultimo grido di protesta provocatoria mentre il terreno comincia ad ammucchiarsi sul tuo viso, coprendo gli occhi, bloccando il naso e chiudendo la bocca mentre mille pensieri balenano nella tua mente, mescolandosi al terrore mentre ti chiedi tra quanto tempo te ne andrai?

Un tale pensiero di essere sepolto vivo da un ignoto aggressore o di svegliarti in una bara essendo erroneamente creduto morto e quindi sepolto vivo, le mani che raschiano il legno liscio, urla e grida inaudite attraverso il coperchio della bara e la terra ammucchiata sopra, causa notevole ansietΓ  a molte persone. Una simile esperienza immaginata Γ¨ simile al modo in cui noi trattiamo le nostre vittime. Le controlliamo e limitiamo, in modo costante ed efficace, attraverso la tecnica sempre usata del salame a fette, mentre poco a poco riduciamo il loro movimento, proprio come se stessimo ammucchiando terra su di esse. Creiamo quel senso di panico crescente perchΓ© resta un po’ di movimento ma non Γ¨ sufficiente per sfuggire alla minaccia incombente. Attraverso le nostre manipolazioni ti manteniamo radicato sul posto con nessun altro luogo dove fuggire, nessun posto dove rivolgerti, proprio come se ti trovassi impotente nel fondo di un pozzo.

L’accumulo costante e ripetuto delle nostre manipolazioni ti fa sentire come se venissi lentamente soffocato. Non puoi parlare senza approvazione o rimprovero, i tuoi pensieri non li senti piΓΉ tuoi come se ti venisse lasciata una seconda scelta, ciΓ² che vogliamo per cercare di evitare un’ulteriore conseguenza. Chiudi gli occhi sperando che tutto finisca e poi il tuo cuore affonda come non funzionasse. Ogni giorno senti l’aria che viene aspirata dal tuo corpo, la tua forza che se ne sta andando, la volontΓ  di reagire che viene meno e ti viene rubata. Le pareti sembrano chiudersi su di te, l’aria diventa stantia e sporca da te che vieni tenuto chiuso in casa per cosΓ¬ lunghi periodi di tempo, col divieto di vedere altre persone e di lasciare la nostra sfera di influenza. Invadiamo i tuoi spazi, leggendo i tuoi messaggi, le tue e-mail e la tua posta. Non hai nessun posto dove andare per sfuggire alla nostra incessante e costante presenza. Siamo come un peso sul petto, intorno al collo e sul cuore. La tua identitΓ  Γ¨ costantemente spremuta da te mentre imprimiamo i nostri pensieri, bisogni, desideri e richieste su di te. Ogni giorno la pressione aumenta, proprio come il peso della terra che si accumula sul tuo petto. Tu supplichi e implori il sollievo da questa incessante pressione, ma proprio come il taciturno e insensibile detentore della pala, non hai nemmeno tregua da noi. Il panico si alza e l’ansia ruba il respiro dai tuoi polmoni, costringendoti ad ansimare mentre l’attacco di panico ti cattura nella sua presa. Stai soffocando. Non puoi respirare. Siamo tutti intorno a te, che premiamo su di te, che ti teniamo, ti stanchiamo, ci appoggiamo a te, invadendo il tuo spazio e togliendo il respiro dal tuo corpo. Stare con noi Γ¨ come essere sepolto vivo.

H.G. TUDOR

Buried Alive

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