SCUSE UGUALE PERICOLO

Il fatto che per così tanto tempo non avevi idea di con cosa avessi a che fare ha avuto come conseguenza che tenessi un comportamento prevedibile. Questo comportamento è uno di quelli su cui facciamo regolarmente affidamento per tenerti all’oscuro. Ho fatto menzione delle varie caratteristiche che cerchiamo tra quelle che ci rendono le vittime più utili.

Uno di questi tratti riguarda la tua capacità di cercare il buono in tutto e in tutti. Questo è un tipico tratto empatico e insieme a tutti gli altri che tu possiedi fanno sì che tu divampi sul nostro radar quando stiamo cercando un’eccellente fonte primaria. Il tuo desiderio di vedere il bene oscura la tua capacità di vedere il male o forse più esattamente, di accettare il male.

È così che il tuo pensiero emotivo ancora una volta ti inganna e ti impedisce di vedere cosa sta realmente accadendo, è così che tu trovi scuse per il comportamento. Il tuo pensiero emotivo brama l’interazione con noi, è egoista e vuole sperimentare tutto il “bene” che emaniamo e convincerti a ignorare il male. Il tuo pensiero emotivo non vuole che tu riconosca cosa sta realmente accadendo e che tu esca dalla relazione.

Il tuo pensiero emotivo vuole imbavagliare la logica in modo che non possa essere ascoltata e ti fa trascurare il male nella speranza di recuperare ancora una volta il bene. Pertanto, il tuo pensiero emotivo ti farà creare scuse su scuse per ciò che facciamo, quindi rimani coinvolto nel rapporto con noi.

Di conseguenza, il tuo pensiero emotivo fa proseguire il nostro controllo su di te. Sono quelli che sono empatici che soffrono di questo effetto dal loro pensiero emotivo. Sono convinti di considerare la loro azione come altruista, un riflesso di come desiderano vedere il  “buono” nelle persone, di come fanno concessioni e sono tolleranti – ma quando sei intrappolato con la nostra specie, tutto ciò che accade è che ti viene impedito, dal tuo stesso pensiero emotivo, di vedere cosa sta realmente accadendo, e questo a tuo danno.

Naturalmente, nel momento in cui accade, non puoi accorgertene perché la tua intuizione è compromessa dal pensiero emotivo. Di tanto in tanto, la logica potrebbe semplicemente farsi sentire (solo per essere ignorata) quando noti che un determinato comportamento non è accettabile, ma il tuo pensiero emotivo si alza ancora una volta e sommerge quella logica prima che possa prendere piede nella tua mente.

Il pensiero emotivo ti sussurra questa scusa ed è più facile accettarlo che seguire la strada rocciosa della logica. Pertanto, il tuo pensiero emotivo ti mantiene cieco alla verità ed è solo più tardi, quando sei stato preso a pugni in faccia dal guantone di una brutale onestà, che finalmente presti attenzione alla logica e con il senno di poi ti rendi conto di come sei stato ingannato. Succede sempre più volte ed è tutto a causa del tuo pensiero emotivo che ottiene il controllo dei tuoi pensieri.

Questo è qualcosa che noi desideriamo perché ti impedisce di riconoscere davvero ciò che ti sta accadendo una volta che la svalutazione è iniziata. Ovviamente noi amiamo operare da una posizione di plausibile facoltà di negare, contiamo sull’ambiguità poiché ci piace e dobbiamo girarci e rigirarci per ottenere ciò che vogliamo.

Se avessi visto tutto chiaro e nitido come ora ti descrivo le nostre macchinazioni, saresti stato più propenso a sfuggirci e provocare quella indesiderata cessazione della nostra principale fonte di carburante. Inoltre, avrebbe reso più difficile mettere in atto quei recuperi quando desideriamo riportarti all’ovile e farti impegnare ancora una volta nei nostri sforzi ciclici.

Ci presentiamo ripetutamente a te con la verità su ciò che siamo, ma anche se te la mettiamo davanti, non ti permettiamo mai di vederla chiaramente. Mettiamo un velo su certi particolari, vi gettiamo una cortina di fumo, oscuriamo alcune parti e distorciamo le altre. La realtà è lì davanti a te.

È evidente e semplice da capire, ma a causa del modo in cui ti manipoliamo intenzionalmente, non sei in grado di vederla. È come se noi avvistassimo una nave all’orizzonte. Per noi è chiaro vederla, ma quando ti diamo in mano un telescopio per vedere meglio questa nave, l’obiettivo è stato sporcato con qualcosa che distorce la vista, oppure mettiamo il dito su una parte dell’obiettivo bloccando il tuo punto di vista.

La conseguenza di questa distorsione è che ti impediamo di vedere veramente ciò che siamo. A sua volta significa che non sei in grado di avere una visione chiara e coerente della persona che si è impadronita di te. Questo diventa esasperante per tutti quelli che non siamo stati in grado di trascinare nella nostra facciata, ma che riconoscono pienamente quello che siamo.

Questi osservatori ti dicono con chi hai a che fare. All’inizio potrebbero essere prudenti, sperando di non offendere la tua sensibilità ma col tempo la loro crescente esasperazione li porta a uscire allo scoperto e dirlo chiaramente. Tuttavia, una tale schiettezza raramente trova favore presso di te perché non gradisci che ti venga detto qualcosa di qualcuno meraviglioso come noi (o almeno qualcuno che è stato meraviglioso).

Non ti piace pensare che il periodo d’oro se n’è andato. Non ti piace essere privato dell’idea che ciò che hai avuto non tornerà mai più o che non è mai esistito fin dall’inizio.

La maggior parte dei motivi per cui la pensi così è una conseguenza della nostra manipolazione comportamentale, che inoltre va a sottolineare che non è colpa tua. Neanche il tuo desiderio di vedere il bene nelle persone è colpa tua. Ecco chi sei tu. Sappiamo questa cosa e la sfruttiamo. È colpa nostra, ma ovviamente nel bel mezzo della battaglia in cui siamo impegnati con te, non ammetteremo mai che qualcosa è colpa nostra. Non succederà mai.

Quindi, la tua visione di noi è oscurata e per questo motivo ti fornirai sempre delle scuse per spiegare il nostro comportamento, le nostre parole e le nostre azioni. Tu crei queste scuse più e più volte, agli altri e a te stesso.

Tu credi a queste scuse perché questo è il modo in cui pensi e sei stato guidato verso questa linea di pensiero dell’istruzione che hai ricevuto dalle nostre manovre manipolative e dalla nostra bocca. Inoltre tu usi queste scuse per continuare a convincerti che le parti sgradevoli del nostro comportamento sono solo un’aberrazione, una falla occasionale nei confronti di una persona altrimenti magnifica.

La tua carità è sorprendente e naturalmente graditissima; grazie a questo approccio col paraocchi ci sottrai la responsabilità per le cose che facciamo, cosa che si allinea con uno dei nostri molti obiettivi dichiarati. Ti impedisci di vedere ulteriormente la realtà di ciò che ora ti ha invischiato e l’applicazione ripetuta di queste scuse ti mantiene al posto.

Vogliamo che tu usi queste scuse. Vogliamo sentirle. Vogliamo che vengano dette a noi e agli altri. Le tue scuse frustrano e alienano quelli che sono contro di noi, le tue scuse supportano la nostra facciata costruita e soprattutto ti assicurano di negare a te stesso ciò che è proprio davanti a te. Ecco venticinque scuse di questo genere. Le avrai dette e probabilmente più di una volta. Capisci che ogni volta che ne pronunci una hai usato un’ulteriore campana a morte per le tue possibilità di sfuggirci.

1. È solo stanco; questo lo fa scattare.

2. Non voleva dire questo, non sul serio.

3. Non devi fingere con me, voglio solo che tu sia te stesso.

4. Ha un sacco di cose in testa in questo momento.

5. Il lavoro è particolarmente stressante per lui .

6. Qualche volta beve un pochino troppo, ma ehi, chi non ci si è trovato?

7. Penso che forse sono troppo severo con lui qualche volta, è davvero colpa mia.

8. È in una brutta situazione ma ne verrà fuori.

9. È una persona complessa; non lo capisci come lo capisco io.

10. È solo fatto così; Mi ci sono abituato.

11. So che sembra cattivo, ma fa così tante cose che è carino; questa è solo una piccola parte di quello che è lui.

12. Nessuno lo conosce bene, ecco perché pensi male di lui.

13. Lui è un tipo famoso, quindi avrà sempre delle donne che lo punteranno.

14. Ha un temperamento, lo so, fa parte di lui e non spetta a noi cambiarlo.

15. Devo essere più comprensiva e poi sarà migliore.

16. Non sta bene in questo momento, ma lo aiuterò a superarlo, vedrai.

17. Hai sentito solo una parte della storia; non è affatto così.

18. Sì, beh, si dà il caso che la sua famiglia dice questo di lui per nascondere ciò che gli hanno fatto.

19. Tutto ciò di cui ha bisogno è essere amato e io sono quello che lo farà.

20. Non so cosa stai dicendo, va bene, lo capisco.

21. Era una cosa sporadica, non succederà più.

22. So che ha sbagliato ma questa volta ha promesso che non lo farà più.

23. Non capisci come io e lui siamo insieme.

24. Sei solo geloso di ciò che abbiamo. Perché non puoi essere contento per noi, per il mio bene?

25. Mi dispiace, è stata colpa mia.

Suona familiare?

Traduzione di PAOLA DE CARLI dal testo originale di H.G. TUDOR