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👤 LETTERA D’AMORE – USARE IL TRATTO DI DEVOTO D’AMORE CONTRO L’OBIETTIVO

Io ho sempre usato la lettera d’amore come metodo per costruire legami con il mio obiettivo. Ho iniziato a scuola quando si scrivevano bigliettini e si passavano attraverso la classe all’oggetto del proprio affetto. Con un’occhiata di traverso, l’osservavo mentre apriva il foglio e sorrideva prima di dare una gomitata alla sua amica seduta accanto a lei e poi entrambe guardavano verso di me con un sorriso e una risatina. Ah, questi sono i semi da cui ha avuto origine la mia bravura con le letterine d’amore.

Quelle prime “storie d’amore” che in verità duravano poco più di un mese prima di passare a un’altra hanno lasciato il posto alla prima ragazza vera e propria, poi sono nate lettere più significative. Ricordo che durante le vacanze pasquali durante il mio penultimo anno di scuola ero impegnato in uno scambio di corrispondenza con una giovane donna che viveva in un villaggio poco lontano da dove abitavo io. Lei scriveva una lettera e io il giorno dopo la ricevevo. Scrivevo immediatamente una risposta e lei la riceveva il giorno successivo. Le nostre lettere si susseguivano. Ovviamente non avevamo una cosa come la messaggistica istantanea  o gli SMS. L’e-mail era nata da poco e certamente non era una cosa che veniva usata da casa. Ricordo che scriveva su carta verde chiaro che poneva in una busta verde. Sicuramente quando giungeva sullo zerbino al mattino vi era stata deposta. Ovviamente io rispondevo scrivendo (senza usare la macchina da scrivere o il word processor di allora) su un foglio bianco di un certo spessore che veniva piegato in tre e inserito in una busta. Ho ancora le sue lettere insieme a tutte le altre che ho ricevuto. Di tanto in tanto prendo la scatola da sopra l’armadio, mi siedo e vi frugo. Non ho alcun interesse per il contenuto o di tornare a quei momenti, di solito lo faccio davanti alla mia attuale partner per provocarle una reazione.

Quelle prime lettere che ci scambiavamo in quel periodo di Pasqua iniziarono con lo scriverci quello che facevamo ogni giorno, parlare di altri amici e poi iniziò un lieve flirt. Dopo le lettere ci siamo fidanzati. Il fatto mi ha fatto guadagnare notevole gloria tra i miei coetanei visto che la ragazza in questione era considerata una delle più desiderabili dell’anno (anche se rivedendo le cose sospetto che fosse molto per il fatto che è arrivata al primo anno ben sviluppata per la sua età). Ricordo quando andammo a vedere Platoon al cinema nei nostri appuntamenti che mi disse,

“Non sei il mio tipo. Di solito preferisco ragazzi più grandi ma amavo il fatto che mi scrivevi. Nessuno l’aveva fatto prima”.

Anche se ovviamente non posso dire di essere l’unica persona che ha scritto una lettera d’amore, era ormai evidente che questa azione era diventata una specie di arte in via di estinzione. Non mi riferisco agli stupidi bigliettini in classe o a qualcosa che assomigli suppergiù all’estratto di un diario. Invece mi riferisco alle grandi, romantiche proclamazioni di amore e desiderio. La volgarità non è ammessa in questi frammenti di letteratura poetica, ma se si desidera esprimere un bisogno fisico di accoppiamento, esce fuori il ricorso all’eufemismo e all’analogia.

Ho perfezionato il mio mestiere scrivendo lettere alle ragazze dell’università. Invariabilmente abitavamo in diverse parti del paese, così durante le vacanze ci scrivevamo. L’ho usata come un’opportunità per affinare le mie capacità e perfezionare la mia scrittura. Il risultato è stato che da allora in poi anche se non c’era bisogno di scriverci (vivevamo nello stesso posto o anche insieme) preparare una lettera d’amore e lasciarla su un cuscino o collocarla sul tavolo da pranzo accanto alla colazione pronta funzionava magicamente come un metodo di seduzione.

Avevo circa cinque modelli diversi di lettere e li ho usati su diverse donne differenti tra loro. Le copiavo parola per parola con opportune modifiche analoghe che si adattassero alle differenze di aspetto o di comportamento. Queste missive artigianali erano davvero potenti. Creavano forti legami tra me e il mio obiettivo. Il contenuto era tale che la donna in questione cadeva sempre ai miei piedi e, naturalmente, quando quelle parole amorose diventavano pungenti e spinose, si ritirava nella stanza dove le teneva e piangeva sulla bellezza di quelle prime lettere. Sapere che tra qualche settimana una mano tremante avrebbe stretto queste lettere mentre lacrime le rigavano le guance era davvero edificante.

Le uso ancora. In un mondo governato dalla tecnologia, dal messaggio vocale e dall’immediatezza della comunicazione, mandare una lettera scritta a mano ha un effetto straordinario.

H.G. TUDOR – Traduzione di PAOLA DE CARLI

Love Letter : Using The Love Devotee Trait Against The Target

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