Pubblicato il Lascia un commento

πŸ‘₯ IL NARCISISTA CONOSCE LE TUE DEBOLEZZE

Ti ricordi quei primi giorni inebrianti in cui per la prima volta ho iniziato a sedurti? Certo che sΓ¬. Quei momenti sono stati impressi nella tua memoria e non possono mai essere cancellati, non importa quanto tu ci provi. CosΓ¬ meravigliosi erano quei mesi iniziali del nostro corteggiamento mentre iniziavamo la nostra danza insieme che non puoi fare a meno di ricordarli e sentire quella sfumatura agrodolce. Molte volte, quando hai combattuto con la tua svalutazione e scarto, hai ripreso a ricordare quei momenti magici mentre cercavi qualche tipo di conforto da essi. In qualche modo, mentre sedevi con le guance rigate di lacrime ti costringevi a sorridere attraverso la sofferenza mentre ti agganciavi a ricordare le cose che ti dicevo, quelle belle parole amorevoli e ipnotizzanti che attanagliavano il tuo cuore e lo portavano in cielo. Era impossibile resistere al bombardamento amoroso che ho scatenato su di te e allo stesso modo Γ¨ impossibile per te bandire quei ricordi mentre ti siedi tra i detriti della nostra relazione chiedendomi cosa diavolo Γ¨ successo. Puoi essere facilmente perdonato per cercare rifugio dalla sofferenza tra quei pensieri dorati. È la cosa ovvia da fare per provare a togliere il dolore lancinante che ora ti brucia. Naturalmente, questa Γ¨ una cosa che ho pianificato ed Γ¨ una conseguenza naturale di essere invischiato con me. Non provare alcuna vergogna nel fatto che continui a ricorrere a quei pensieri e li afferri mentre cerchi di alleviare la tua agonia. Continua a farlo. Tutti gli altri l’hanno fatto e tutti gli altri lo faranno.

Mentre torni tra quei meravigliosi pensieri e ricordi, ripercorrendo il nostro tempo insieme come un ciclo incessante dei nostri momenti “migliori”, ricordi cos’altro hai fatto durante questa seduzione? Riesci a ricordare qualcos’altro che stava accadendo mentre creavamo questi ricordi scintillanti? SΓ¬, lo so che ricordi, come potresti dimenticare? È stata una delle tante cose che ho fatto per te che ti ha fatto avvicinare a me e ti ha fatto innamorare oh cosΓ¬ profondamente dell’illusione. Che cosa ho fatto? Ti ho fatto sentire al sicuro. Ho creato quel santuario e ho aperto la porta e ti ho introdotto dentro. Ti ho mostrato come questo meraviglioso e splendente paradiso fosse inespugnabile per il miserabile mondo lΓ  fuori. Ti ho assicurato che stare qui con me significava che non ti dovevi piΓΉ preoccupare di quelle cose. Mantenevo i gementi torturatori fuori dalla tua porta e mi assicuravo che quelle cose non ti disturbassero piΓΉ. Era l’unica condizione per entrare in questo paradiso che avevo costruito per te. Parlami di quelle cose cosΓ¬ posso proteggerti da esse. Non hai mai avuto qualcuno che abbia fatto un simile sacrificio per te prima d’ora. Il modo in cui abbiamo capito quanto quelle cose ti avevano colpito. Sembrava davvero che cogliessimo l’impatto che quelle cose avevano avuto su di te mentre ascoltavamo con pazienza e comprensione. All’inizio eri esitante, con il semplice atto di ricordare che era quello che ti causava sgomento. Non hai avuto problemi a confidarti, non che non fosse il problema. Avevamo bandito ogni preoccupazione che potevi avere nel confidarci questi segreti in pochi istanti, tale era il nostro fascino assicurato. No, quello che ti preoccupava era riportare quei ricordi oscuri, quelle fragili debolezze ancora una volta in superficie. Eppure mentre le parole uscivano dalla tua bocca e le lacrime le scendevano lungo le guance, sentivi l’effetto catartico di scaricare tutte queste cose su noi. Dalle preoccupazioni minori fino ai problemi radicati e che cambiano la vita, ce li avete trasmessi proprio tutti e ci Γ¨ sembrato meraviglioso che tu l’abbia fatto. Il fardello Γ¨ venuto via da te e per la prima volta in assoluto hai sentito la libertΓ  da queste cose mentre cedevi lo scettro del comando a noi e noi l’abbiamo prontamente preso. Hai esorcizzato quei fantasmi e sei entrato nel nostro santuario esultante e felice di essere stato in grado di eliminare quelle cose da te e di ricominciare da capo con noi. Per troppo tempo quelle cose ti hanno trattenuto. Per troppo tempo hai camminato da solo su una strada rocciosa, curvo e piegato in due sotto il peso delle tue preoccupazioni. C’erano stati altri, ma non te la sentivi di condividere il fardello come facevi con me. Io ero diverso C’era qualcosa in me che ti faceva sentire come se tu potessi dirmi proprio qualsiasi cosa e io lo avrei affrontato. Avrei mostrato quelle ali angeliche e le avrei estese per circondarti e proteggerti. Non appesantito da quelle cose sei andato avanti meglio, ti sei sentito piΓΉ forte e mi hai dovuto ringraziare per questo processo. La tua gratitudine e ammirazione fluivano incessantemente e io ero troppo felice di fare il bagno in questa fontana di lode sebbene, in linea col personaggio che avevo creato, accettassi i tuoi complimenti con umile riconoscimento. Sei entrato nel mio santuario e mi hai detto tutte le tue debolezze.

CiΓ² Γ¨ stato ottenuto in modo tale da non farti provare vergogna a dirmele. Questa era un’altra differenza. Sapevi che non ti avrei giudicato per quelle. Sapevi che non ti avrei considerato sciocco o stupido perchΓ© avevi certe preoccupazioni.

“È come le consideri tu che conta, non come le vedono tutti gli altri.”

Ti ricordi quella frase e come l’hai accolta con grande gioia, grato che alla fine qualcuno avesse capito e si fosse reso conto come affrontare le tue preoccupazioni. La tua fiducia in me era assoluta e ho persino fatto sembrare che io gradissi davvero le tue debolezze e che ti davo grande conforto.

Tutto quello che facevo mentre tu eri seduto lΓ¬ in quelle tante occasioni in cui hai condiviso le tue preoccupazioni, le tue vulnerabilitΓ  e debolezze con me (perchΓ© non erano uscite tutte in una sola seduta, no, ci sono volute settimane di accurata estrazione in molte occasioni per accumularle tutte) era mettere insieme il mio armamentario. La tua ammissione che non sai nuotare e quindi sei terrorizzato dall’acqua profonda Γ¨ stata impressa in un lampo. La tua spiegazione che sei stato vittima di bullismo a scuola perchΓ© hai avuto i capelli corti dato che li hai dovuti tagliare perchΓ© tuo fratello una volta ti aveva versato la colla sulla testa Γ¨ diventata una bomba a mano. Il fatto che tu soffra di un evidente rossore sul petto e sul collo quando ti senti agitato ha creato un proiettile. La tua confessione di soffrire di flatulenza eccessiva ha formato un altro proiettile. L’abuso che hai subito per mano di un membro della famiglia quando avevi otto anni Γ¨ diventato un dispositivo termonucleare pronto a esplodere in un momento successivo. Tutte le tue debolezze, dalla tua incapacitΓ  di resistere a mangiare un pacchetto di biscotti in una sola volta fino alla tua paura di parlare in pubblico, Γ¨ stata annotata, registrata e trasformata in un’arma. Pensavi di essere al sicuro nel santuario. Era solo un’illusione. In effetti eri seduto nella mia armeria e io ero lΓ¬ con te a creare queste armi da usare contro di te in un secondo momento. Ogni debolezza che mi hai ammesso pensavi di consegnarmela perchΓ© me ne facessi carico al posto tuo. La realtΓ  era che mi stavi dando il materiale da cui potevo creare un’arma – che fosse un bastone appuntito con cui pungolarti o un missile nucleare per annientarti. Hai pensato che fosse una forma di assoluzione, ma tutto quello che stavi facendo mi stava armando.

Voglio sempre conoscere le tue debolezze. Le tue debolezze si plasmano nelle mie forze, pronte per la guerra di svalutazione che potrei intraprendere contro di te. Continua a parlare, c’Γ¨ un arsenale da creare.

H.G. TUDOR

The Narcissist Knows Your Weaknesses

Rispondi