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📁 IL NARCISISTA CORROMPE: POSITIVITÀ

Positività. Atteggiamento positivo. Ottimismo. Le persone empatiche che sono il bersaglio della nostra categoria sono benedette dalla positività. Questa positività radicata permette loro di vedere il buono che c’è nella gente, le rende in grado di trovare il risvolto positivo nell’accumulo di nubi temporalesche e conferisce un elemento motivante.
Adottando una prospettiva positiva nella propria vita, ogni empatico viene ispirato a raggiungere qualcosa in più, a spazzare via il male e sfruttare ciò che di buono si può identificare, perfino se consiste nel nocciolo più insignificante. Questa dote consente a ciascun empatico di lanciare il proprio sguardo ottimista oltre la più nera delle situazioni e vedere che da quell’ esperienza c’è qualcosa che può essere imparato, che c’è qualcos’altro di buono all’orizzonte e qualche cosa che va custodita. Nella sua forma più pura si manifesta come cieco ottimismo e questo potenzia gli empatici così da essere capaci di superare tutto ciò che potrebbe essere visto come insormontabile da parte di individui minori.

Questa caratteristica che fa parte dell’empatia fa sì che le persone in questione riflettano su ciò che hanno appreso da un’esperienza, su come questa occasione è stata buona per loro nel metterli alla prova, fargli utilizzare le proprie risorse ed escogitare un modo per proseguire quando si sono trovati ad affrontare un problema. Mentre delle persone normali potrebbero lamentarsi per ciò che si è abbattuto su di loro (ed effettivamente la nostra tipologia lo affronterebbe dando la colpa a tutti gli altri e lasciandoli a raccogliere i cocci) l’innata positività di ogni empatico fa sì che venga visto come un’opportunità. Vedono la possibilità di arricchire la propria esperienza personale, di crescere come persona e di dimostrare che con il pensiero positivo, azioni positive e un atteggiamento positivo nessun problema è troppo grande, nessuna questione è priva di soluzione e nessuna sconfitta è per sempre.

Nonostante il fatto che essere imbevuti di questo senso di positività permetta agli empatici di dimostrare nelle loro vite forza d’animo, concretezza e ottimismo e quindi dia loro la capacità di arricchire le vite altrui, la dote di positività genera anche dei problemi nel momento in cui si trovano ad avere a che fare con la nostra tipologia.

Immancabilmente la positività acceca gli empatici riguardo a cosa stanno realmente gestendo. La falsa positività che abbiamo irradiato attraverso il nostro love bombing e il periodo d’oro convince le persone empatiche che in realtà siamo delle “brave” persone. Quindi, quando durante la svalutazione appare il mostro, invece di vederlo per ciò che è, cioè le manipolazioni e le macchinazioni di un individuo contorto e abusante, l’empatico positivo si sforza di utilizzare ancora quel buono che una volta esisteva. Questo crea uno spirito quasi infaticabile che a sua volta causa che le persone empatiche rimangano nella nostra morsa molto più a lungo di ciò che è bene per loro.

Naturalmente, questo non è un problema per noi dato che vogliamo che tu rimanga nella nostra presa. Vogliamo che ti leghi a noi e la tua fede incessante nel fatto che il buono che hai visto possa essere riportato ancora in superficie è una debolezza di questa positività e invariabilmente ti mette a rischio. Quando altri si ritrarrebbero di fronte alle manipolazioni selvagge ed erosive, ogni empatico rimane ottimista. Non solo intendono spazzar via l’oscurità e trovare il buono in noi ancora una volta, loro lo vedono come un test da risolvere e quindi incrementano la loro prospettiva positiva al fine di rispondere alle fiondate e alle frecciate che vengono lanciate verso di loro.

Questa positività si presta al creare scuse. Invece di realizzare che sono stati intrappolati da un carnefice disonesto e manipolatore, la persona empatica guarderà ai fattori ambientali – come il fatto che siamo stanchi, stressati o lavoriamo troppo dato che deve essere questo che sta oscurando quella bontà innata che era visibile una volta. Se questi fattori esterni continuano a non riuscire a spiegare il nostro comportamento, l’empatico diverrà introspettivo e considererà che il problema si sia originato come conseguenza di un proprio sbaglio. Pensano di non averci dimostrato abbastanza amore, di non averci chiesto come era andata la giornata, di non essere stati abbastanza solidali mentre affrontavamo una sfida, di non aver cucinato correttamente la nostra bistecca e altre scuse futili e prive di senso che vengono tirate fuori per mantenere un’attitudine positiva e non arrendersi.

Scegliendo l’ottimismo, l’empatico ha fede nel fatto che con il giusto sforzo e applicazione le cose torneranno a posto e tutto andrà nuovamente bene. Quando concediamo un periodo di tregua durante la svalutazione, le persone empatiche lo useranno come prova di come la loro visione positiva porti risultati. Tenendo duro, non mollando mai e rimanendo ottimisti hanno permesso alla loro positività di splendere e questo ha risolto la situazione. Ancora una volta, però, questa dedizione nel rimanere positivi ha fatto sì che la persona empatica non notasse che questo era tutto parte della manipolazione in corso e che si tratta solo della breve e passeggera restaurazione di quell’illusione in cui consiste il periodo d’oro che viene fatta per sfruttare questa fiducia nel rimanere ottimisti.

La positività provoca nell’empatico l’errata convinzione che possiamo essere riparati e guariti. Questa attitudine ottimista implica che quando una terza persona obiettiva segnala agli empatici la realtà della situazione, loro sorridano e ringrazino per l’osservazione ma trovino una scusa e sottolineino che il fatto di rimanere fedeli all’ottimismo risolverà la situazione ancora una volta. Il punto di vista è che se vuoi abbastanza qualcosa allora l’universo te lo fornirà e che quelli che hanno un’attitudine positiva non perdono tempo preoccupandosi del perché le cose non vanno come desiderano, ma piuttosto fanno qualcosa per realizzare ciò che vogliono e cambiare le cose. Questo approccio potrebbe essere appropriato per assicurarsi una promozione sul lavoro, risparmiare per acquistare la tua casa dei sogni o essere visto come una persona gentile da parte dei tuoi amici, ma per quanto riguarda la nostra tipologia serve solo a renderti cieco sul fatto di essere stato intrappolato.

Questo significa che tu rimani coinvolto con noi in una situazione abusante molto più a lungo di quanto dovresti. Implica che tu subisca la svalutazione e tutte le sue orribili conseguenze ad un livello maggiore di quanto sia opportuno. Significa che rimani altamente suscettibile ad essere recuperato nel periodo del post scarto perché credi che finalmente abbiamo visto l’errore del nostro comportamento e che riconosceremo di aver sbagliato così da ritornare quella meravigliosa, amorevole e affascinante persona che una volta ti ha sedotto.

Quelli che possiedono questo tratto empatico in grande quantità non tollereranno la manifestazione di negatività. Reprimeranno la loro rabbia rimpiazzandola con la preoccupazione. Dissolveranno la loro frustrazione mostrando al suo posto premura. Questa sublimazione emotiva serve solo ad incoraggiare la nostra svalutazione dato che ci impegniamo nel distruggere la positività e vedere le lacrime, il dolore e la disperazione. Il tuo rifiuto della negatività significa che non sentirai la cattiveria in ciò che diciamo, non ci colpevolizzerai per ciò che facciamo e invece di prestare ascolto ai pensieri negativi che sono destinati a manifestarsi nella tua mente, provi a reprimerli coinvolgendo il tuo ottimismo.

Questo è un cammino pericoloso da intraprendere. Non solo ti acceca riguardo a ciò che siamo e lo fa per più tempo, ma significa che in fin dei conti tu ti stai avviando verso una delusione devastante. Quando la massima potenza delle nostre macchinazioni è stata scatenata contro di te e le tue notevoli abilità di reazione sono state tirate oltre ogni limite, una volta che tutto crolla, quell’altezza a cui mantenevi la tua positività fa sì che la tua caduta sia ancora più dura, lunga e dolorosa.

Quando questo scarto ti coglie di sorpresa, tu crolli dal tuo piedistallo di ottimismo e impatti nel fango, confuso, esausto e prosciugato. Però, non ci vuole molto prima che il tratto positivo ricompaia non appena inizi ad applicarlo, trovando delle giustificazioni per cui siamo spariti, facendo progetti per come le cose potrebbero essere sistemate se solo ci sedessimo insieme a fare una conversazione costruttiva e di come è stato bene per te sperimentare questa disperazione, perché ora ne sai di più che in passato e puoi applicare questi insegnamenti esperienziali su di te a nostro vantaggio per riconquistarci e aiutarci con i nostri problemi. Tu puoi liberare quell’innata bontà perché non ti permetterai di pensare che non esista. Farlo offenderebbe il tuo senso di positività.

Però i pensieri negativi possono servirti ad un proposito positivo, se solo li ascoltassi. I pensieri negativi come ad esempio la paura che si manifesta per dirti di proteggerti, difenderti e scappare dal pericolo. Tu però rimani sulla linea del fuoco perché rigetti il negativo e abbracci il positivo. Un pensiero negativo come il sentirsi non apprezzati, soli o feriti dovrebbe essere riconosciuto come un allarme ed essere affrontato, ciononostante, la forza del tuo ottimismo immancabilmente lo bypassa fino a quando non è troppo tardi. In effetti, ci sono alcuni il cui livello di positività è talmente elevato che sono diventati deliranti riguardo a ciò che siamo e a come siamo pericolosi per voi. Sono ciechi e non importa quanto spesso distribuiamo i nostri crudeli trattamenti, non importa quanto spesso gli altri sottolineino il dolore che gli viene inflitto, non lo possono vedere per via dell’effetto del loro innato ottimismo.

Fare così è davvero un peccato nel contesto dell’essere intrappolati con la nostra tipologia.

La positività che dovresti abbracciare dovrebbe essere quella applicata verso te stesso; che il tuo incontro con noi dovrebbe insegnarti ciò che siamo e come evitarci e sfuggirci in futuro.

H.G. TUDOR

Sins of the Empath : Positivity

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