📰 IL FREDDO SGUARDO MORTO

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Dovresti considerare di essere piuttosto fortunato a ricevere questi assaggi sul funzionamento della mia mente. Di solito non sei in grado di scrutare nella mente oscura della mia specie e di me. Come individuo empatico, coltivi la capacità di comprendere il modo in cui le altre persone pensano e come si sentono. Questo ti fornisce un certo grado di intuizione ed è applicabile a molte delle persone che incontri. Tu usi questa capacità allo scopo di fare cose buone e capisco perché lo fai. Nonostante questa capacità, tuttavia, per noi non funziona. Non sei in grado di stabilire che cosa passa per la nostra mente o cosa potremmo pensare, non serve essere capace di tutto, per essere in grado di farlo. Questo perché noi non ci atteniamo alle normali regole e convenzioni di tutti gli altri. Non percorriamo il sentiero molto usato, ma prendiamo quelle strade che sono lontane dai sentieri battuti. Questi percorsi sono aggrovigliati, non presenti sulle mappe e pericolosi, e sono progettati in modo tale da impedire ad altri di seguirli. Non vogliamo che tu sappia cosa stiamo pensando.

Questo perché non abbiamo alcun desiderio di trasmetterti alcun vantaggio nel cercare di sfuggire ai nostri impatti e rendere più difficile per noi ottenere carburante da te. Dobbiamo nascondere le nostre menti e renderle impenetrabili ai tuoi tentativi di leggerle. Dobbiamo operare attraverso la segretezza e i comportamenti occulti in modo che tu non ci vedi mai arrivare, in modo che tu non sai mai cosa succederà dopo e in modo che tu non abbia opportunità di sfuggirci. Non solo avvolgiamo le nostre menti in questo modo attraverso il nostro rifiuto della logica e l’adozione di comportamenti che sono al di fuori di quelli considerati normali, ma ci assicuriamo anche che tu non possa leggere attraverso i nostri occhi.

Molte persone guardano agli occhi come un dispositivo per valutare più accuratamente ciò che qualcuno potrebbe pensare o forse sentire. Se stiamo spiegando qualcosa a qualcuno e vediamo confusione negli occhi di quella persona, sappiamo che dobbiamo adottare un metodo più chiaro nella nostra spiegazione. Se stiamo trasmettendo alcune notizie e vediamo un’espressione addolorata in quegli occhi, sappiamo (se eri tu che stavi facendo il commento) di dover alterare il modo in cui viene espresso per renderlo meno doloroso o per fare o dire qualcosa che offra supporto. Naturalmente, quando vediamo ciò, semplicemente accresciamo il dolore per estrarre una reazione da te.

Questa debolezza degli occhi nel consentire ad un’altra persona di valutare come qualcuno si sente e quindi accertare ciò che sta pensando non è qualcosa che possiamo tollerare. Questa è vulnerabilità e non ci piacciono affatto le vulnerabilità. Abbiamo abbastanza cose da affrontare, senza che ti permettiamo di vedere ciò che sono. Di conseguenza, al fine di assicurare che la nostra mente sia impermeabile alla tua ispezione, assumeremo uno sguardo freddo e morto nei nostri occhi per renderli impenetrabili o semplicemente ti rimanderemo col riflesso ciò che senti e ti fuorvia. Quando adottiamo questo sguardo freddo, potrebbe essere progettato per indurre in te un senso di terrore, ma ha uno scopo primario. Questo scopo è quello di creare uno scudo in modo che tu non sia in grado di accertare ciò che stiamo pensando e quindi la nostra mente complottante è al sicuro dall’influenza esterna e può procedere coi suoi piani. Qualora dovessimmo riflettere su ciò che ci mostri, lo facciamo per indurti in errore, ma anche per impedirti nuovamente di avere la possibilità di capire cosa sta succedendo nelle nostre menti oscure. Le nostre menti sono il cuore delle nostre operazioni. Le nostre menti controllano tutto al fine di raggiungere il nostro obiettivo di assicurare il carburante e, in quanto tale, questo prezioso dispositivo non deve essere in alcun modo compromesso da persone come te e dalla tua intromissione.

Dobbiamo assicurarci che le nostre menti siano separate, limitate e protette dai tuoi tentativi di leggerci. Se fossi in grado di farlo, ti porteresti via uno dei nostri vantaggi. Noi sappiamo cosa stai pensando e sappiamo cosa farai dopo, perché tu sei un empatico e non solo mostri apertamente il tuo cuore ma anche la tua mente. I tuoi occhi ci permettono di capire ciò che stai pensando e sentendo. La tua mente potrebbe anche essere trasparente o trasmettere i suoi pensieri su uno schermo piatto affinché tutti possano vederli. Sei facile da capire e studiare, ecco perché ti abbiamo scelto. Un destino simile non deve capitare a noi e questo è il motivo per cui ci assicuriamo per tutto il tempo che le nostre menti siano impermeabili alla tua penetrazione.

H.G. TUDOR

The Cold Dead Stare

👤 CONNESSO GIÀ RIMOSSO

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Le persone che mi conoscono e che interagiscono con me, spesso sottolineano che sembro sempre in armonia con le persone e il mio ambiente. Commentano che so molto riguardo a certe cose, che ho chiaramente sperimentato tanto e conservato i benefici di questa esperienza. La mia consapevolezza nelle questioni è alta e spesso parlano di quanto io sia abile a connettermi a qualcosa e capirlo istantaneamente, sapendo come funziona e cosa fare. Che sia un meeting, una discussione o un evento, io mi adatto sempre. Non sono in disaccordo con questi commenti.

Immagina di essere una fan sfegatata del Football (calcio per i cugini di oltreoceano). Ti sento analizzare una partita imminente e discutere l’impatto di un nuovo attaccante che è costato molto. Presto accuratamente attenzione mentre spieghi dettagliatamente che il difensore centrale è debole nei passaggi corti nell’area di rigore.Vedo i tuoi occhi spalancati e accesi dall’interesse mentre dibatti questi problemi con gli altri amici fan. Prendo nota attentamente di ciò che è stato detto da te e dagli altri e lo immagazzino per poi rigurgitarlo più tardi a qualcuno che è interessato al calcio allo stesso modo, facendolo passare per una mia conoscenza e per mie osservazioni. Lo faccio con convinzione così che nessuno riconosca che questi commenti non mi appartengano. Ho passato la mattinata prima della partita dove dovevamo andare, leggendo la sezione sportiva di due quotidiani prestigiosi e anche la pagina della partita nel sito web del canale sportivo satellitare, insieme ad altri spizzichi e bocconi presi girando su internet per assemblare le conoscenze per questo, la nostra partita insieme. So dai tuoi post sui social media che sei una fan appassionata di questa squadra e dato che ti ho presa come bersaglio, ho finto di esserlo altrettanto. Ho fatto in modo di ricordare i trofei chiave, le squadre che hanno vinto ed eventi recenti dal sito della squadra così da poterti dimostrare che sono un fan convinto anche io. Nel corso delle discussioni tra te e i tuoi amici che sono anche loro fan accaniti, ho tirato fuori un pezzo memorizzato da un giornalista sportivo, l’ho revisionato e per dare un’aura di autenticità ho spiegato come il capitano, scusa il nostro capitano, avesse bisogno di un centrocampista al suo fianco per permettergli di avanzare e fare dei tiri chiave verso l’uomo smarcato davanti a lui. Tu sei d’accordo e annuisci mostrando ammirazione per la mia conoscenza nonostante sia stata acquisita altrove. Sento fluire il carburante.

Partecipo al match con te e vedo quanto sei eccitata dall’occasione. Parli velocemente mentre dici della formazione scelta dall’allenatore. L’odore di birra e hot dogs e torte si mischiano insieme nell’atrio accrescendo l’atmosfera di festa mentre gli inni dei fans della squadra ospite risuonano lontani da dentro lo stadio. Un evento come questo assale i sensi. La pressione della folla che si dirige all’interno sembra darti energia e il tuo passo accelera, di conseguenza devo velocizzarmi per assicurarmi di non essere lasciato indietro. Una volta che siamo seduti al nostro posto il tuo viso mostra quanto attendi con ansia il gioco, i canti e le urla sono già forti, rimbalzano attraverso lo stadio e competono con la prestazione del cronista sportivo. Tutto intorno a me posso vedere un’ansia anticipatoria, un entusiasmo ottimista e una sicurezza ben fondata. Ascolto gli inni in modo da imparare le parole e così prendervi parte. Ti guardo mentre ti allunghi in avanti, gli occhi fissi verso la partita che si sta svolgendo, i pugni serrati e ripetendo esternazioni ad alta voce ad esortare la tua squadra. Io mimo le tue esortazioni e il linguaggio del corpo, propendere nella direzione del lancio e poi saltare mentre la tua squadra, ora nostra squadra, fa un punto. Tu mi abbracci e io ricambio l’abbraccio, saltando su e giù in una copia esatta del piacere che scorre attraverso il pubblico. Gli inni di scherno vengono rivolti verso la curva opposta e immediatamente mi unisco anche io, gesticolando verso le facce sconfortate nel settore vicino. Un secondo goal viene segnato, questa volta a giudicare dai pianti di gioia e l’insieme di profanità e blasfemia si tratta chiaramente di un goal di una certa qualità ed importanza.

“Questo ci mette in cima al campionato per un goal di differenza”, spieghi come se fossi in grado di vedere che mi sto chiedendo perché ci sia stata una reazione così elevata a questo secondo goal. D’altra parte so che tu non te lo stai domandando affatto. So che tu sei elettrizzata che io stia partecipando con un tale entusiasmo alla partita, condividendo la stessa passione della tua vita. Sto prendendovi parte con il tifo, le urla, i pianti di frustrazione e disappunto, il dissenso manifesto verso l’arbitro quando prende una decisione sbagliata e garantisce che sono completamente immerso nell’esperienza. Do un’occhiata intorno guardando la passione, la speranza, la rabbia e la gioia scolpite sugli altri tifosi. Lo stadio è un calderone di rumori ed emozione. Attraverso questa esperienza sono collegato insieme a cinquantacinquemila altre persone. Posso vedere che le emozioni sono crude e viscerali, perfino primitive.

Vedo tutto questo intorno a me benché io non ne senta nulla. Semplicemente mimo chiunque altro per integrarmi. Sono connesso all’esperienza ma non sento niente. Sono completamente distaccato da essa. Tutto questo serve al proposito di permettermi di creare e costruire ponti e legami con te. Posso vedere come tutto questo ti colpisce, è chiarissimo. Sono qui e nello stesso tempo non lo sono. Sono connesso eppure lontano. È così che ci si sente, o meglio, è così che non ci si sente.

H.G. TUDOR

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