📰 INTRAPPOLATO: LA MACCHINA

191106D Trapped The Car.jpg

Controllo.

Noi dobbiamo controllare tutto ciò che ci circonda. Dobbiamo farlo per poter ottenere carburante. Dobbiamo farlo perché la nostra naturale paranoia ci porta a dover esercitare la nostra volontà su coloro che ci circondano, prima che essi possano fare lo stesso con noi e senza dubbio con conseguenze catastrofiche. Solo esercitando il controllo possiamo essere sicuri e soddisfatti che l’ordine delle cose sarà come noi lo richiediamo. Noi odiamo essere soggetti al controllo degli altri. Ci porta alla mente cose che è meglio lasciar stare.

Questa necessità e desiderio di controllo ci obbliga a regolare le nostre manipolazioni in modo da poter progettare situazioni in cui possiamo ottenere un controllo totale. Il controllo totale sorge quando ti abbiamo intrappolato.

Questo concetto di intrappolarti funziona su più livelli. Il livello più ampio è entro i confini della relazione narcisistica. Questo è il motivo per cui consideriamo permanente il tuo coinvolgimento con noi. Noi abbiamo scelto te e ora ci appartieni. Ovviamente tu non hai voce in capitolo, perché dovresti averla quando non sei del nostro calibro? L’idea di intrappolarti continua in termini di Relazione Formale. Ecco perché ci muoviamo rapidamente per proclamarti come il nostro ragazzo, fidanzato, partner, moglie e così via. Il ricorso a questa etichettatura è più che un modo conveniente di rivolgersi a te. Ti intrappoliamo durante la seduzione con l’illusione che creiamo. Ti intrappoliamo durante la svalutazione attraverso la messa in atto delle nostre macchinazioni per assicurarti che tu resti bloccato e confuso. Posizioniamo trappole tutt’intorno a te in modo che si chiudano e ti trattengano stretto. Ti mettiamo incinta, ti isoliamo dai tuoi amici, ti facciamo rinunciare al tuo lavoro in modo da renderti finanziariamente dipendente da noi (anche se naturalmente più avanti  ci lamenteremo di te che ci sfrutti), ti impediamo di vedere la tua famiglia, diffamiamo le persone con te e te con loro così vieni tagliato fuori dalle tue reti di supporto. Il piazzare e il disporre queste trappole va avanti a vari livelli così tu rimani intrappolato.

Questo intrappolamento continua nelle varie fasi del ciclo narcisistico. Molto spesso si manifesta quando ti svalutiamo. In linea con la necessità di avere un controllo totale, vogliamo pianificare situazioni in cui tu sei sotto il nostro controllo, incapace di sfuggirci e quindi possiamo perfezionare le nostre macchinazioni contro di te ed estrarre da te ciò che vogliamo. Per fare questo, creiamo Trappole Situazionali e ce ne sono molte che vi descriverò nel corso di vari articoli, ma inizieremo con una Trappola Situazionale che è la nostra preferita; la macchina.

Noi saremo naturalmente al volante, dopo tutto la macchina è nostra (e anche se fosse intestata a te sarebbe irrilevante) e quindi dobbiamo essere noi a guidare. Noi scegliamo dove andare, la velocità a cui procediamo, i comandi dell’auto sono sotto la nostra gestione. Tu sei seduto accanto a noi, con la cintura di sicurezza, intrappolato al tuo sedile mentre il mondo scorre via come un lampo. Non puoi sfuggirci. Non puoi saltar fuori dalla macchina. Potresti sganciare la cintura di sicurezza e saltare sul retro del veicolo, se sei abbastanza agile, anche se ti impediremo di provare a farlo. Sei nel posto giusto, proprio accanto a noi e noi lo sappiamo.

Puoi essere ben ammanettato ad una sedia in qualche squallido scantinato, con una sola luce forte che ti illumina la faccia per l’interrogatorio e il trattamento sarà di natura simile. Il viaggio può essere iniziato abbastanza piacevolmente, ma se è un viaggio che si svolge durante il periodo di svalutazione, basta che tu faccia una gaffe nel criticarci che la nostra furia si accende e la cattiveria prende il via. Con te intrappolato sappiamo che ti abbiamo tutto per noi. Non c’è nessun posto dove andare. Con un Medio-Rango o un Superiore, verrai attirato nel veicolo esclusivamente per il nostro scopo di affidarci alla Trappola Situazionale. Il
comportamento che ci ha offeso potrebbe aver avuto luogo prima, in alcuni casi giorni prima e con la mente impegnata nel complotto che va sparata, ci avvaliamo dell’opportunità di costringerti a fare un viaggio con noi. Sarà indubbiamente con qualche falso pretesto; un picnic, un viaggio sulla costa, una gita al centro commerciale. Una volta che sei entrato, la cintura di sicurezza è allacciata e la chiusura centralizzata fa click, sei nostro prigioniero. Il sorriso che avevamo si smorza in un istante e la furia che abbiamo tenuto sotto controllo è ora autorizzata a venire in superficie. Questo ci permette di attingere carburante dalle tue reazioni, dalle tue suppliche, dalle tue domande, dalle tue espressioni perplesse, dallo spavento nei tuoi occhi e cose del genere. Potremmo pure aver riposto la borsa che contiene il tuo cellulare nel bagagliaio così tu non puoi chiamare nessuno. Se cerchi di raggiungere il cellulare, ti verrà strappato e gettato da una parte, possibilmente dal veicolo in movimento, così ci assicuriamo che tu sia isolato e intrappolato.

Non puoi andare da nessuna parte. Non c’è nessuno a cui chiedere aiuto. Non puoi uscire da questo spazio ristretto. Quindi ti abbiamo inserito in questa Trappola Situazionale che ci consente di esercitare un completo e totale controllo su di te, permettendoci di fare ciò che ci piace, per il tempo che scegliamo e, di conseguenza, questo controllo totale è un risultato molto importante a cui puntiamo .

Quando ti abbiamo per noi in questo modo, inizia il trattamento spiacevole che è tutto progettato per garantire che tu rimanga soggetto al nostro potere e che tu ci dia carburante. Ci sono molti modi in cui lo mettiamo in atto quando ti abbiamo intrappolato nel sedile passeggero accanto a noi e questi sono alcuni di questi modi:

1. Guidare a velocità eccessiva e/o spericolata;
2. Fare brusche frenate per farti sobbalzare in avanti, poi accelerare, poi frenare di
nuovo forte, catapultandoti avanti e indietro;
3. Frenare bruscamente quando stai per prendere un drink in modo che si rovesci;
4. Alzare la musica molto forte;
5. Contro-interrogarti incessantemente su qualcosa che hai fatto o non fatto;
6. Mettere in atto un trattamento del silenzio;
7. Dirti all’inizio del viaggio che stiamo andando da qualche parte e poi prendere una direzione diversa o superare la destinazione e rifiutarci di spiegare dove stiamo andando;
8. Assalirti fisicamente mentre guidiamo;
9. Guidare di notte in un’area non illuminata accendendo e spegnendo i fari;
10. Sterzare violentemente sulla strada, sorpassare in posti pericolosi;
11. Insultarti ripetutamente;
12. Gridare contro di te;
13. Pungolarti mentre ti facciamo domande.
14. Guidare in silenzio nel bel mezzo del nulla, eccetto le occhiate minacciose che
continuiamo a lanciarti;
15. Minacciare di gettare entrambi con l’auto giù da una scogliera e dirigerci verso quella zona;
16. Minacciare di buttarti giù dalla macchina mentre è in movimento;
17. Fare conversazioni circolari;
18. Fare lunghi monologhi su noi stessi che ti hanno stancato fino alle lacrime.

L’effetto di questo comportamento varierà di intensità. A volte viene fatto puramente per farti  sentire frustrato perché non siamo andati nel posto che ti avevamo promesso. In altre occasioni viene fatto per poter parlare con te e farti domande in modo da farti sentire stanco o a disagio. Poi la cattiveria e l’intimidazione vengono aumentate di nuovo per cui l’intenzione è di spaventarti e di renderti terrorizzato.

Dopo esserci comportati in questo modo e averti lasciato terrorizzato, tremante e spaventato, potremmo guidare intenzionalmente in un’area in cui il traffico è più lento e vi sono altre macchine attorno per metterti alla prova se cerchi di sfuggirci o attirare l’attenzione di qualcun altro. Ti aspetteremo per testare il nostro controllo e se lo farai, ci saranno ulteriori ripercussioni.

Le ripetute messe in atto di questo comportamento finiranno per condizionarti al punto di temere quando ti viene detto

“Andiamo a fare una gita in macchina.”

Dato che sei venuto a sapere fin troppo bene che è molto più di una semplice gita in macchina. È metterti in una cella proprio accanto a noi, una cella dalla quale non puoi muoverti o scappare e quindi possiamo mettere in atto le nostre macchinazioni contorte contro di te, tutto in nome del carburante e di un ulteriore controllo.

Vieni intrappolato e lo facciamo per farti impazzire.

H.G. TUDOR

Trapped : The Car

👥 ALLA FINE DEVE FAR MALE

191106C In The End It Has To Hurt.jpg

Ormai sapete tutti che sono spinto dalla fame che infuria dentro di me perché devo cercare il carburante per nutrire la bestia. Per cominciare, il mio carburante deriva dai complimenti e dall’ammirazione che mi hai fatto durante il nostro periodo d’oro. Sì, quel felice, meraviglioso momento in cui tutto ha un sapore migliore, ha un odore più fragrante, sembra più luminoso e suona più nitido. Mi è stato chiesto: perché non posso contenere il mio bisogno di ricevere ammirazione e complimenti per ottenere carburante? Perché devo intraprendere una linea di condotta così distruttiva che porta scompiglio in tutti coloro che mi circondano. Perché deve far così tanto male? Una domanda legittima.

Nel mio caso, ci sono due ragioni per questo. La prima produce quel vecchio adagio secondo cui la familiarità genera disprezzo. Immagina che la fragola sia il tuo gusto preferito di gelato. Ti porto un grande gelato alla fragola in un cono zuccherino. Ci dai una leccata ed è delizioso. Un gusto così fresco, così cremoso, e dentro ci sono anche piccoli pezzi di fragola. È semplicemente il gelato più gustoso che tu abbia mai presentato alle tue papille gustative. Queste fragole sono state coltivate nel giardino di Dio, allevate dagli angeli e cresciute con l’acqua più pura, il terreno più fertile e il sole vibrante. Il latte è stato preso da mucche che pascolano solo sull’erba più verdeggiante, priva di inquinamento e contaminazione. In effetti, ogni ingrediente che è stato utilizzato nella creazione di questa magnifica confezione ghiacciata è il migliore ed è perfetto. Non solo, è stato realizzato dal Supremo Alto Creatore di Gelato. Te ne porto un altro. Perchè no? Questo è un gelato adatto per i campioni. Mangi questo secondo gelato, ma ormai ti senti pieno. Ne porto un terzo, il sapore è comunque ottimo ma non altrettanto buono. Ora ti do la buona notizia che mangerai gelato alla fragola per colazione, pranzo e cena e non mangerai nient’altro. Presto, lo straordinario gusto del gelato non ti piacerà più. Anzi, cominci ad essere terrorizzato alla vista del gelato quando ti viene portato e il fatto che devi mangiarlo ti fa irritare. Ora ne sei stufo, ha perso la sua attrattiva.

Questo è quello che succede a me. Succede sempre. Dato che sono programmato per cercare una gratificazione istantanea, anche le sensazioni più meravigliose presto sbiadiscono. Non sono fatto per il lungo termine, non ho desiderio di longevità. Se fossi io a mangiare il gelato, avrei bisogno di andare a cercare una stracciatella di menta oppure vaniglia o forse una succulenta bistecca. Ho bisogno di qualcosa di diverso per darmi quella botta. Perché non mollare il gelato alla fragola e cercare quella nuova sensazione di gusto, perché devo sottoporre il gelato a una campagna di comportamenti selvaggi e cattivi? Una ragione è che, dal momento che ho investito tanta energia per ottenere tutto quel gelato alla fragola, non ho intenzione di lasciarlo andare. Devo trattarlo in modo diverso e in questo modo prendermi una pausa dal suo gusto. Con te, ho bisogno di staccarmi dalla lode e dall’ammirazione che mi offri ormai stantie. Semplicemente non fa per me. Allo stesso modo, ho investito energia per sedurti e non voglio lasciarti andare. Devo trattarti in modo diverso per cambiare la dinamica. Ho bisogno di tenerti attorno così mi impegno in una campagna disorientante che fa sì che tu ti attacchi di più a me. Cercherò ovviamente altra ammirazione da nuove risorse. Ci sono così tanti sapori da assaggiare per me. Una volta eri brillante e nuovo. Non più. Qualcun altro è più brillante e più nuovo.

Tornerò da te, come tornerò dal gelato alla fragola. Ho dimenticato quanto mi ha disgustato, quindi lo mangerò di nuovo e wow, ha un buon sapore. Allo stesso modo, ti concederò un breve ritorno al periodo d’oro. Mi prodighi di complimenti e amore nati dal sollievo e me la godo. Vale comunque la legge dei rendimenti decrescenti, e presto mi stanco della tua ammirazione, così come mi stanco del gelato alla fragola e ancora una volta devo prendermi una pausa, senza mai spezzare il legame con te o dar via il gelato. Me ne andrò e tornerò, ogni tanto sarò buono con te per ricevere la tua ammirazione così come ogni tanto prenderò una pallina di gelato alla fragola. In pratica questa familiarità e mancanza di volontà di lasciarti andare fa sì che devo trattarti male per far riemergere il carburante positivo su una base rara mentre attingo carburante negativo per avere il contrasto.

Ho menzionato due ragioni. La seconda ragione nasce da occasionali scorci di realtà. Solitamente, dimoriamo nel nostro falso costrutto in cui ti abbiamo trascinato. Tu puoi ottenere qualcosa, o un collega può ottenere un nuovo contratto, oppure notiamo che un amico acquista un’auto nuova fiammante. Questo ci mette davanti un doloroso promemoria dei nostri limiti e il nostro odio per le luci della ribalta spostate altrove, anche se provvisoriamente. In tal caso dobbiamo attaccare. Dobbiamo denigrare, disprezzare e svilire per creare di nuovo quel contrasto, ti facciamo sembrare cattivo e noi sembriamo buoni. Buttandoti giù te, o l’amico o il collega ci sentiamo potenti e di avere di nuovo il controllo. L’orrenda sensazione svanisce. In queste occasioni, l’invidia e la paura ci spingono ad essere pessimi con te. Dobbiamo farlo per farci sembrare superiori al confronto.

In entrambi i casi dobbiamo fornire un contrasto per mantenere il nostro carburante. Quindi, tutto non può essere rose e fiori in giardino, abbiamo bisogno di spruzzare l’erbicida sopra i fiori che hai cresciuto per assicurarci di ricevere il carburante che è il nostro scopo primario nella vita.

H.G. TUDOR

In The End It Has To Hurt

📰 MALINCONIA DA COMPLEANNO

79232146_118460079624408_8818101598568841216_n.jpg

Succede ogni anno e tu inizi a temerne l’apparizione all’orizzonte di entrambi i nostri compleanni, il tuo e il mio. In totale onestà diresti che preferiresti che non fosse nemmeno accaduto. Il giorno trascorre camminando sulle uova mentre aspetti l’inevitabile discussione e la strigliata che riceverai. L’annuale senso di disappunto accadrà ancora e ancora e tu spererai che cambi in qualche modo, ma non accade mai.

Iniziamo con il mio compleanno. Dedichi tempo e soldi per rendere il mio compleanno un avvenimento divertente e memorabile. Io dedico un determinato livello di energia per assicurarmi che sia memorabile, ma per le ragioni sbagliate.
Tu organizzi qualcosa di particolare per renderlo un momento speciale e fai notevoli sforzi per organizzare un party a sorpresa o un viaggio da qualche parte che sai che mi piacerà. Setacci cataloghi e Internet provando a trovare quel regalo che speri mi tiri fuori un sorriso. La maggior parte delle persone sarebbero felice con metà dell’impegno che metti per compiacermi al mio compleanno. Non io. L’avvenimento può comportare una giornata ideale e un regalo spettacolare ma proprio come l’anno scorso e l’anno prima, finirà in una litigata e noi ce la prenderemo con te.

In apparenza, uno immagina che solo per una volta trascorreremo la giornata senza causare qualche tipo di dramma. Dopo tutto, il giorno riguarda noi. Esattamente ciò che ci piace e che vogliamo. Le persone ci augurano buon compleanno, ci mandano biglietti, ci danno regali e tu corri attorno sollevando e sostenendoci ( più del solito). I riflettori sono puntati su di noi. Beviamo tutto questo carburante ma ne vogliamo ancora di più. Ogni singolo istante deve essere nostro. Non aspettarti che ringraziamo te o chiunque altro che ci fa un regalo. Ricorda, noi siamo in diritto di riceverli. Possiamo anche ricevere regali da venti persone ma tu sai che insisteremo continuamente su quella persona che non ci ha fatto il regalo come ci aspettavamo. Diventa il focus della nostra irritazione. I regali brillanti e pensati vengono lasciati da un lato mentre ci lamentiamo contro quest’unica persona che non ci ha comprato qualcosa. Non importa se ci hanno mandato un biglietto, non importa se non abbiamo mandato loro un regalo per il compleanno (e non lo abbiamo mai fatto) e non importa se nessun altro si aspetterebbe che questo parente lontano mandasse un regalo. Ci lamenteremo e lo ripeteremo e sbraiteremo riguardo a questo.

Guai se non ci dai l’esatto regalo che aspettavamo. Se fallisci in questo noi criticheremo e ci scaglieremo contro di te. Non è possibile che tu ci ami se non sai nemmeno farci il regalo giusto. Convenientemente ignoreremo il fatto che quello che ci hai comprato è un regalo meraviglioso e che in realtà ci piace. Non è questo il punto. Non è il regalo che volevamo e tu sarai sottoposta alle nostre pungenti osservazioni. E se per uno strano fortuito caso tu riuscissi, superando tutte le barriere, a indovinare ciò che vogliamo (non aspettarti un aiuto da parte nostra nella spiegazione ci ciò che desideriamo, noi ci aspettiamo che tu lo sappia per telepatia) e ci facessi il regalo corretto, non aspettarti sorrisi e ringraziamenti. Abbiamo bisogno di fare una scenata. Anzi, osserveremo

“Vedo che finalmente hai fatto una cosa giusta. Non può certo compensare tutti gli anni in cui hai sbagliato, non è vero?”

Non puoi mai vincere quando si tratta di farci regali. Vorremo sempre buttarti giù, non importa ciò che hai fatto e senza riguardo per gli sforzi e i soldi che hai speso. Saremo sempre insoddisfatti e lo manifesteremo dandoti una strigliata di fronte a tutti durante la festa o facendoti una scenata dopo averti portata fuori dalla location con una scusa. Ogni anno ascolterai la stessa pungente accusa risuonare nelle orecchie

“Hai rovinato il mio compleanno. Ancora.”

“Quando arriva il tuo compleanno la situazione fa schifo uguale. Sistematicamente fingeremo di scordarcene. Non ti far ingannare dai nostri ripetuti apparenti vuoti di memoria. Noi ci ricordiamo tutto e il nostro potere di rievocare è spettacolare. Noi sappiamo che il tuo compleanno è all’orizzonte e come per la maggior parte delle cose genera in noi due reazioni. Da un lato non sopportiamo l’imminente anniversario perché è un giorno orientato nei confronti di un individuo, vale a dire te. Non riguarda noi e non lo sopportiamo. È raro che tu permetta che i riflettori siano su di te (ormai sei così abituata a puntarli su di noi che rinunci sempre a fissarli su di te) ma conservi la futile idea che in tanti giorni debba essere fatto proprio per il tuo compleanno. Lo troviamo irritante. Questo è un giorno che riguarderà te e quindi dove otterremo il nostro carburante? Questa prospettiva genera terrore e orrore dentro di noi.

Viceversa, godiamo del tuo compleanno perché sappiamo, che malgrado ogni precedente delusione, ti aspetterai che quest anno le cose siano differenti.
Preghi il tuo dio personale che per piacere, solo per una volta, il giorno passi senza incidenti e che tu ti possa divertire. Tu non sei particolarmente preoccupata di fare qualcosa di speciale, forse una cena fuori da qualche parte e il regalo non deve essere costoso, purché dimostri che sia stato pensato in qualche modo. Le tue idee sono basate sulla speranza rispetto all’aspettativa. Non sarà diverso perché abbiamo bisogno di rovinarlo. Abbiamo bisogno di farti sentire arrabbiata e ridicolizzata. Per ottenere questo ci sono varie cose che facciamo al tuo compleanno:

1. Ci dimentichiamo completamente. Se alle sei di sera menzioni che è il tuo compleanno ce la prenderemo con te spiegando quanto siamo stati occupati al lavoro o che c’è qualche altra cosa questione urgente che ce l’ha fatto passare di mente. Noi ci dimentichiamo deliberatamente e non tollereremo che critichi la nostra omissione.

2. Organizziamo qualcosa di lussuoso ma sapendo che non è qualcosa che tu apprezzi in realtà. Come sempre, farai buon viso a cattivo gioco e rimedierai un rigido sorriso sulla tua faccia. Noi sappiamo ciò che stai davvero pensando perché sappiamo che è qualcosa che a te non piace. Di fatto, è più probabile che abbiamo organizzato qualcosa che piace a noi. Lo facciamo perché chiunque possa vedere che grande e delizioso gesto abbiamo fatto e beviamo tramite l’ammirazione di lui o lei. Ci permette anche di stuzzicarti ripetutamente insinuando che non ti piace. Ti spingiamo a fare una piccola ammissione che non è proprio ciò che ti aspettavi e scoppiamo in una rabbia piena di indignazione mentre ti accusiamo di essere ingrata dopo tutti gli sforzi che abbiamo fatto.

3. Compriamo un regalo simbolico e sottolineiamo che il tuo 43esimo compleanno non è qualcosa da celebrare, no? Non è certo un traguardo. Usiamo questo per rimarcare l’avanzare degli anni e sottolineare i tuoi vari difetti.

4. Organizziamo un delizioso compleanno per te ma lo roviniamo spostando i riflettori verso di noi. Arriviamo tardi, flirtiamo con un’ospite o costruiamo un dramma in modo che tutti guardino verso di noi e non verso di te. Ci lamenteremo coi camerieri durante la cena fuori in famiglia, quando non c’è alcun bisogno di farlo. Vogliamo fare scena e spostare le luci su di noi.

5. Ricorderemo il tuo compleanno e lo trascorreremo facendo ciò che vuoi e saremo gentili con te fino al tardo pomeriggio quando deliberatamente tireremo su un litigio uscito assolutamente dal nulla. Il carburante che otteniamo da questo comportamento è il più dolce perché l’abbiamo costruito su di te, il tuo atteggiamento sulla difensiva si è sciolto nel vedere che facevamo qualunque cosa che ti piacesse. Stavamo aspettando. Aspettavamo che ti sentissi bene e felice per poi buttarti giù così la tua reazione emotiva è stata molto più elevata.

Questo comportamento non viene riservato al tuo compleanno anche se godiamo al massimo nel rovinare il tuo compleanno. Lo facciamo con il compleanno dei nostri bambini, amici e familiari. Odiamo il fatto che riguardi qualcun altro odiamo vederlo o che sia felice. Nel nostro mondo, nessun altro è autorizzato a compiere gli anni e crediamo che ogni giorno sia il nostro compleanno e che tutti debbano riconoscerlo comportandosi adeguatamente.

Sappiamo che vorresti che il tuo compleanno fosse cancellato dal calendario. È sempre un giorno orribile in una forma o in un’altra e vorresti che non avesse luogo. Noi facciamo un grande cerchio rosso intorno ad esso sul calendario nella nostra mente e accanto scarabocchiamo le parole “Festa del Carburante”.

H.G. TUDOR

Birthday Blues

📰 FANTASMI

191031D Ghosts.jpgChe tu creda o no nei fantasmi, certamente noi ci comportiamo con alcune caratteristiche simili. Compariamo dal nulla. È come quando non sei capace di ricordare l’inizio di un sogno, vero? Non riesci a ricordare come siamo apparsi. L’abbiamo appena fatto. Sembravamo fonderci nella tua vita con la disinvoltura di un fantasma che cammina attraverso un muro. Arriviamo come fantasmi nella tua vita. Come se vedessi un fantasma, quando ci subisci, non è un evento che dimenticherai in fretta. Ci avviciniamo a te, ci inseriamo nelle nostre vite e creiamo con te una connessione dopo l’altra mentre traiamo nutrimento da te. Come uno spettro ci attacchiamo a te e iniziamo progressivamente a succhiarti la forza vitale mentre inghiottiamo il carburante che ci dai.

Spesso svaniremo proprio come siamo arrivati, senza alcun preavviso o annuncio e per quanto ci provi (a cercarci) non ci ritroverai. È come se fossimo scomparsi dalla faccia della terra. Naturalmente abbiamo scelto il momento della nostra fuga senza preoccuparci del suo effetto su di te. Scivoliamo via come una nebbia che si dissolve. Una volta eravamo ovunque, ci avvolgevamo attorno a te e ti attraevamo. Proprio come uno potrebbe essere trapassato dall’apparizione di qualche spirito. Sei incantato dal nostro aspetto, c’è qualcosa di etereo e misterioso che ti rende attratto da noi e poi siamo spariti.

Siamo lo spirito elusivo che ora è introvabile. Potresti andare nello stesso posto in cui ci siamo manifestati per la prima volta, ma non c’è traccia di noi. Non abbiamo lasciato alcuna impronta, nessuna traccia della nostra esistenza quando provi a cercarci, proprio come i nostri cugini spettri, e poi improvvisamente siamo tornati. Rientriamo nella tua vita e continuiamo a tormentarti. Siamo incessanti e sempre presenti, alla deriva su di te mentre riprendiamo la nostra estrazione di carburante. Riprendiamo il prosciugamento del tuo spirito, facendoti sanguinare mentre le nostre mani fredde e morte ti afferrano ancora una volta.

Le persone hanno molte teorie su cosa sarebbero i fantasmi se esistessero davvero. Alcuni suggeriscono che dove c’è stata un’improvvisa esplosione di emozioni, un’esperienza intensificata, è stata creata un’impronta sul tessuto dell’esistenza. Questa impronta appare a coloro che sono idonei a vederla. Si osserva che quell’impronta ripete la stessa cosa più e più volte. Cammina sullo stesso percorso, passa attraverso lo stesso muro e poi svanisce solo per apparire la notte successiva nello stesso posto. Lo spirito segue la stessa routine come un pezzo di video che si ripete in un loop infinito. Proprio come un fantasma del genere adottiamo sempre lo stesso comportamento. Le stesse azioni tutte concertate per ossessionarti mentre estraiamo il nostro carburante. Gli stessi gesti, le stesse azioni che devono essere tutte riprodotte. Alcuni credono che un fantasma sia l’anima di qualcuno che ha subito la dannazione eterna. A lui o lei è stato negato l’ingresso in paradiso o all’inferno e invece è stato condannato a camminare sulla terra per l’eternità, ripetendo una routine incessante. La nostra infinita ricerca di carburante ci trova in una posizione simile. Dobbiamo attraversare la vita, essere irrequieti e non trovare mai la pace. Ci spostiamo da un posto all’altro, incapaci di riposare e di essere soddisfatti. Invece siamo spinti ad avanzare, afflitti dalla maledizione del nostro bisogno di carburante. Quindi dobbiamo ossessionare gli altri, mentre il nostro aspetto porta con sé paura e spavento allo stesso modo in cui il terrore segue l’aspetto di uno spettro.

Incapace di adattarci davvero, siamo fantasmi alla festa. Anche quando siamo scomparsi, resta una freddezza latente che ti colpisce fino al cuore. Ci senti ancora, puoi sentire l’effetto del nostro aspetto agghiacciante. Sei diffidente e ansioso in quanto sai che compariremo ancora una volta. Assolutamente quando è un mistero, ma dal momento che siamo arrivati per la prima volta e siamo spariti per la prima volta, saremo fantasmi nella tua vita e continueremo la nostra persecuzione. Meglio consultare quell’esorcista.

H.G. TUDOR

Ghosts

👥 COSA PENSA IL NARCISISTA: TRATTAMENTO DEL SILENZIO PRESENTE

191030A What The Narcissist Thinks  Present Silent Treatment.jpg

Penso di aver detto abbastanza. Vorrei che tu pensassi lo stesso. Non hai mai smesso di chiedermi della mia giornata di lavoro mentre io cerco di guardare lo sport in televisione. E così via, hai continuato a fare domande su domande. Mi chiedo perché tu sia così fottutamente interessata. In cerca di qualcosa vero? Stai cercando di prendermi in giro? Non lo farai. Io sono più intelligente di te. Molto più intelligente. Quello che faccio al lavoro non ha nulla a che fare con te e non scoprirai i miei progetti lì fino a quando non deciderò che dovrai saperlo. E non è il momento, quindi vorrei che tu restassi tranquilla e permettimi di guardare questo gioco. Continui ad andare avanti, parlando sopra il mio programma televisivo il che mi dice che consideri la mia esperienza di visione non importante e che mi dice che ovviamente pensi che io non sia importante e tu dovresti sapere da ora che sono importante. Odio che tu faccia questo. Posso sentir bruciare del tuo atteggiamento egocentrico e infido, e mi addolora, ma so cosa fare. So come fermare questo dolore e credimi, lo farò e lo farò ora.

Non sai mai quando tacere vero? Immagino tu pensi di essere gentile a chiedermi come è andata la mia giornata, ma non te ne importa, lo fai solo per amore delle apparenze, per farti sembrare buono, il partner premuroso e interessato. Conosco il tuo gioco. Ti ho capito, sei una truffa. Yap, yap, yap, come un irritante cucciolo intorno alle caviglie, avanti senza sosta. Stai solo zitto, lo farai? Non riesco a concentrarmi con te che mi ronzi intorno come una vespa.

“Come sta andando la nuova recluta?”

“Come si sta sviluppando il progetto?”

“Dove sei andato per quel pranzo d’affari? Era buono? Cosa hai mangiato? Con chi eri?”

Stai zitto. No, stai ancora chiacchierando. Non penso che tu stia aspettando una risposta, vero? Solo facendo domande per sembrare che mi stai coinvolgendo nella conversazione quando tutto ciò che stai facendo è impegnarti in un altro dei tuoi monologhi inutili ed egoisti. Lo sai quanto sembri noioso? Se non stessi cercando di concentrarmi su questa partita, penso che scivolerei in coma ascoltandoti con le tue inutili opinioni e le tue banali osservazioni.

Stai zitto e basta. No? Ottimo. Lo farò. No, non sto dicendo nulla. Non ho nemmeno intenzione di annuire, scuoto la testa o faccio un grido affermativo. Niente. Un silenzio totale.

Mio Dio, ti sei fermato. Forse ti sei ricordato che hai bisogno di respirare? Ah, eccellente hai notato che non sembro più ascoltare. Credimi, sto ascoltando e lo sto facendo con notevole attenzione, perché ho bisogno di ascoltare ciò che sta arrivando a modo mio. Fammi indovinare, penso che partirai con “Mi stai ascoltando?” Da un momento all’altro e sì, eccolo come previsto. Non ho intenzione di rispondere. Vai avanti, ripeti la domanda e come mi aspettavo lo fai. Ora ho la tua attenzione, no? Posso vederti con la coda dell’occhio mentre guardo lo schermo fingendo che le figure che girano con la palla siano più interessanti di te. Non lo sono perché quello che stai iniziando a fare è ciò che mi interessa. Posso vederti che ti protendi in avanti, cercando di attirare la mia attenzione. So che ci sei ma non ti riconoscerò. A volte mi lanci qualcosa per attirare la mia attenzione, di solito un cuscino. Non è una brutta azione, non come quando io lancio delle cose a te. Questo mi ricorda che devo sostituire quella tazza di caffè che ti ho lanciato addosso. Quel giorno andavi di fretta quando partì e si schiantò contro il muro. Ad ogni modo, quello era la settimana scorsa e questo è ora, e posso sentirti fare la domanda una terza volta. Sarà il cuscino? No, hai scelto di alzarti in piedi. Accidenti, devi cercare di affermare un po’ di autorità fin dall’inizio.

“Sto parlando con te.”

So che è così ma non ti rispondo, tuttavia già posso sentire la crescente irritazione nella tua voce, e già posso sentire le fiamme che si alzano dentro di me mentre bruciano via il freddo, aspro gelido della tua critica. Quel dolore sta già svanendo.

“Mi rispondi per favore?”

No non lo farò. Devo voltare la testa in modo che tu non veda il mio ghigno al tuo tentativo di comandare. Mi diverte. Posso vedere le tue mani spostarsi sui fianchi e quasi mi aspetto che tu pesti il piede a terra.

“Che cosa c’é? Perché non mi rispondi?”

La voce sale più in alto, segnalando la tua ansia e frustrazione e le fiamme continuano a svilupparsi dentro di me. Mantengo l’espressione di pietra, gli occhi neri come l’inchiostro che fissano lo schermo. Riesco a vedere il movimento sul televisore, ma è come se lo guardassi da molto lontano, mentre tutto ciò su cui mi sto concentrando ora è la tua voce e la continua e deliziosa sensazione fiammeggiante che si riversa su di me.

“Perché non mi rispondi?”

Le domande sono cambiate ora giusto? Un passaggio dalla tua curiosità sul mio lavoro a te che ora mi chiedi perché sono caduto in silenzio. Puoi continuare a chiedere e so che lo farai. Andrai avanti per un po’ di tempo. Uscirai dalla stanza cercando di imporre una risposta da parte mia, ma la tua porta sbattuta manterrà le fiamme ardenti. Tornerai dentro. Lo fai sempre. Tornerai pentito e ti scuserai anche se non saprai per cosa stai cercando di scusarti. Tuttavia, questo non ti impedirà di attraversare un carosello di ragioni nella speranza di rompere il mio silenzio.

“Ti ho turbato?”

“Ho detto qualcosa di sbagliato?”

“Non ti ho ascoltato?”

“Ho detto qualcosa di offensivo?”

“Per favore, cosa ho fatto di sbagliato?”

“Per favore, mi parlerai?”

“Lo odio. Odio litigare. Cos’è che ti ho fatto?”

Ogni volta che fai queste domande, il dolore e la preoccupazione nella tua voce continuano ad accrescere il senso di potere che sento. La ferita che hai creato si è chiusa da tempo e ora sto assaporando il crescente potere che mi attraversa. Non hai idea di cosa stai facendo mentre provi, come fai sempre, a fare le cose per bene. Rimarrò seduto qui, senza nemmeno guardarti. Non proverai a metterti davanti a me mentre guardo la televisione. Non oserai far questo o spegnerlo. Ti ricordi cosa è successo l’ultima volta quando l’hai fatto vero e so che non avresti fretta di sperimentarlo di nuovo. Posso sedere e godere del mio potere su di te e tu continui ad aumentarlo con le tue domande pietose e lamentose. Cercherai di scoprire cosa c’è che non va, incolperai te stesso e inizierai a scusarti mentre ti scervelli per indovinare che cosa hai fatto di sbagliato nella speranza di imbatterti nell’argomento giusto e fare le cose giuste. Ma fallirai. Poi vai avanti e cerchi di corrompermi per parlare con te, suggerendo di uscire, o che i miei amici passano a bere qualcosa domani sera o che tu mi cucini qualcosa di speciale. Continua, non risponderò. Non ti guarderò nemmeno. Sei completamente invisibile per me per quanto ti riguarda.

Mi chiedo per quanto tempo manterrò questo silenzio con te? Non hai ancora capito cosa fare, mi fa piacere dirlo. Continui a chiedere, tormentare e interrogare, spinto dalla tua stessa ansia che ti fa desiderare di accertare quello che è successo e fare le cose giuste. Ciò significa che potresti interrompere per mezz’ora, ma poi riprendi, provando una tattica diversa. Se sapessi che tutto ciò che dovresti fare è fare esattamente ciò che sto facendo io, questo cesserebbe. Te ne andresti in silenzio e continueresti con quello che vuoi fare e io inizierei a parlarti e a riconoscerti di nuovo mentre considero una diversa manipolazione da usare contro di te per raccogliere il mio prezioso carburante. Fortunatamente, la tua natura empatica che implica che vuoi capire, vuoi aggiustare e guarire, ti farà rimanere appeso lì e per tutto il tempo mi fornirai carburante e forza. Finché lo farai, il silenzio continuerà.

H.G. TUDOR

What The Narcissist Thinks : Present Silent Treatment

👤 ALLARME SPOILER

78614864_118057789664637_5608021661191241728_n.jpg

Quando stavo con Siobhan (una ex fidanzata) il suo compleanno arrivò esattamente 4 settimane dopo che avevamo cominciato a vederci. La portai fuori per il weekend, le comprai un bellissimo braccialetto da Tiffany, feci in modo che le venisse recapitato un sontuoso bouquet di fiori alla suite del nostro hotel, la portai a fare shopping per prendere qualche vestito nuovo e qualche paio di scarpe. E lei cadde ai miei piedi. Tanto per intenderci.

Quando arrivò il suo compleanno un anno dopo non le diedi nessun regalo, la portai a cena con riluttanza alla sera. Pagò lei.
Parlai con il cameriere e insistetti perché ce ne andassimo senza prendere il dessert e la sottoposi alla tecnica del silenzio mentre guidavamo verso casa.
Volli rovinare il suo compleanno perché riguardava lei e non me. Odio che l’attenzione sia focalizzata altrove. Il mio nipotino mi ha detto che è arrivato primo ai 100 metri di corsa a scuola. Gli ho detto che io correvo più veloce di lui quando stavo a scuola.
Un collega mi ha mostrato il suo nuovo orologio. Gli ho detto che ne ho uno simile ma che il mio è meglio. Hai i biglietti per il teatro di stasera? io ci sono stato la scorsa settimana e faceva schifo. Mi raccomandi un ristorante messicano che ha appena aperto? ti dico che ci hanno mandato l’igiene. Compri una macchina? Non amo il colore e ne critico il consumo di benzina. Il fatto è che dico queste cose senza nemmeno pensarci. Quando il riflettore illumina altrove ho bisogno di strapparlo e riportarlo di nuovo su di me. È una risposta automatica.

Se devi partecipare ad una cerimonia importante, causerò un litigio con te prima che tu ci vada e dopo ti scriverò incessantemente ovunque tu sia, in modo che tu non possa godertela. Devo rovinartela. Non posso controllare questo impulso.
Sam (un’ex fidanzata) amava fare giardinaggio. Trascorreva ore durante il weekend a curare le sue aiuole. Io correvo lì intorno durante la settimana quando lei non c’era e pestavo le sue piante. Una volta che gli steli e i gambi erano piegati mi sentivo molto meglio. Devo umiliare le persone. Dalle mie lunghe conversazioni con la Dottoressa O. ho capito che è sbagliato ma non riesco a smettere. L’urgenza di distruggere, denigrare, criticare e smentire è soverchiante.
Devo rovinare. Non c’è speranza di un’alternativa.

H.G. TUDOR

Spoiler Alert

👤 RASO AL SUOLO

79133264_118057889664627_5109377190781255680_n.jpgIo sono il mastro architetto. Ti lascio a bocca aperta creando città d’oro che riflettono la magnificenza della nostra relazione.
Con vetro e cromo creo quei grattacieli che svettano nell’aria come dimostrazione dell’apice di purezza a cui ti condurrò. Fiumi puliti e scintillanti attraversano il centro di queste città, coperti da ponti intricati. La pietra dei palazzi più eleganti porta la firma di quel maestro di artigianato che sono. Il mio genio e la mia tecnica superano qualsiasi cosa tu abbia mai visto. Accuratamente, ho posto parchi naturali e giardini che fanno da oasi verde nelle diverse aree di queste città, un paradiso di flora che trasmette vita con il suono del canto degli uccelli.
Ai limiti della città, rigogliose praterie ondeggiano lontano dall’imponente grandezza delle catene montuose. Mantengo il cielo di un meraviglioso azzurro lungo tutto il giorno, tranne al tramonto quando permetto a qualche nuvola a ciuffo di attraversare l’orizzonte e aggiungersi allo spettacolo senza fiato del rosso, arancione, giallo e violetto che ho intrecciato con il cielo.
Il mio impero è vasto. È splendente e ispira riverenza. È tutto frutto del mio personale lavoro, ottenuto attraverso l’accurata applicazione nel costruire qualcosa di nobile che rappresenti la nostra relazione. È fatto delle fondamenta più solide con la maggiore fedeltà e affidabilità dei materiali. Non ci sono state scorciatoie, nessun uso di pietra sospetta ed economica, parola d’onore. Niente cadrà, invece prevarrà per sempre in tributo a te e me.

Comunque per tutto questo splendore che ho fatto con le mie mani prenderò un corrispettivo e vi porterò un’ estenuante destabilizzazione. Voglio vederlo divorato nell’inferno della mia creazione. Non ha alcun senso. Non c’è nessuna logica nel bruciare quello che ho creato. La sconsiderata distruzione di una tale bellezza è ripugnante ed è uno schiaffo ad ogni singola motivazione. Le fiamme bruciano ad una tale intensità da sciogliere l’acciaio, gocce bollenti di metallo fuso che dividono la pietra in fratture e sgretolamenti. Il vetro si rompe, frammenti anneriti collassano al suolo, il rumore della distruzione mascherato dal ruggire delle fiamme.
Rimango lì e guardo questa terribile distruzione con un ghigno sul volto, i miei occhi vuoti riflettono i pilastri di fiamme arancioni. Tu sei inginocchiata sotto di me e tengo la tua testa tra le mie mani, forzandoti a guardare questo schermo di carneficina e distruzione. Le lacrime scendono sul tuo viso, tagliando la cenere che adorna i tuoi tratti, la foschia soffocante scintilla davanti a te e i tuoi sospiri sono inudibili comparati al furore del fuoco che brucerà per giorni.
Ti costruirò un impero e dopo lo raderò al suolo. È il mio modo e rimarrà sempre così.

H.G. TUDOR

Razed to the Ground

📰 ABBASSARE LE IMPOSTE

191026E Bringing Down The Shutters.jpg

Una volta che iniziamo la svalutazione di una delle nostre vittime, esiste una vasta gamma di tecniche manipolative che possono essere utilizzate per soddisfare il nostro obiettivo di estrarre carburante negativo da te. Alcuni di questi metodi sono sottili e potrebbero non essere notati dal soggetto, come la triangolazione con un oggetto. Altri sono brutali e coinvolgono la distruzione di oggetti l’agitare i pugni e il pestare con gli stivali. Spesso succede che non ti rendi conto che è iniziata la svalutazione perché non hai ancora familiarità con questa parola o anche con ciò che significa. Noterai comunque un cambiamento nel nostro comportamento. Uno di questi cambiamenti è assimilabile a noi che abbassiamo le imposte ogni volta che ci occupiamo di te.

C’è stato un tempo in cui uscivamo dalla macchina e trottavamo verso il punto in cui stavi aspettando sulla porta mentre ti avvolgevamo le braccia attorno e ti abbracciavamo appassionatamente. La nostra faccia si illuminava e la nostra gioia nel vederti sembrava abbastanza genuina. Questo succedeva ogni volta che venivamo a trovarti, come se non ti avessi visto da mesi, anche se è passato solo un giorno da quando ti abbiamo aspettato l’ultima volta. Ora quando ti incontriamo non c’è un balzo gioioso verso di te, il sorriso sembra forzato e non c’è più luce nei nostri occhi. Mentre una volta erano illuminati di un blu brillante e scintillavano, ora sembrano solo scialbi e ottusi, più scuri del solito. Cerchi di sollevarci il morale con quel tuo modo di fare instancabile. Chiedi cosa c’è che non va e ti viene sempre data una risposta: “niente”.

“Sei sicuro?” Chiedi, “sembri infelice.”

“No, non c’è niente.”

“Puoi dirmelo.”

Ci rendiamo conto che dobbiamo dire qualcosa ma siamo contenti della tua preoccupazione e del carburante che fornisce.

“Va tutto bene. Non c’è niente che non va.”

“Non sembra sia così. Per favore, dimmi cosa ti passa per la testa.”

È ora di aumentarlo un po’ ed estrarre un altro po’ di carburante.

“Ho detto che non c’è niente che non va,” scatto e tiro via la mano dalla tua. La tua faccia passa dalla preoccupatazione al turbamento e il carburante scorre.

Questo continua come una volta eravamo soliti parlare per ore al telefono di ogni genere di cose e ridevamo e pianificavamo, ora parliamo ancora a lungo (o meglio sembra che tu stia facendo più che parlare stavolta) mentre traiamo il carburante negativo da te. Cerchi di trovare nuovi argomenti per mantenere la conversazione, ma le nostre risposte sono limitate, il nostro tono piatto e poi irritabile mentre cerchi di rimanere pimpante e ottimista, ma la tristezza e la confusione sono fin troppo evidenti nella tua voce. Deve essere così. Ne abbiamo bisogno.

“Semplicemente non capisco,” protesti piacevolmente, “sembri così diverso in questi giorni.”

“Veramente? In che modo?”

“È come, è come se avessi a che fare con qualcun altro.”

“Beh, è assurdo, sono io.”

“Sì, lo so, ma tu non sei lo stesso.”

“Certo che sono uguale, stai immaginando cose.”

“No non è vero. Non sembri essere interessato a me quanto lo eri prima.”

“Lo sono, è solo, sai, ho un sacco di cose da fare al momento.”

“Lo capisco ma è più di questo. È come se stessi parlando con un’altra persona. Non ti sembri connetterti a me allo stesso modo di prima.”

“Non capisco cosa intendi.”

“Come posso mettertela? È come se avessi preso una decisione consapevole per allontanarti da me e non dici le cose che eri solito dire. Eri sempre solito firmare i tuoi messaggi con tre baci e ora ce n’è solo uno.”

“Sei preoccupata per quanti baci metto sui miei messaggi?” Chiedo incredulo.

“No, beh sì, beh non è quello. Quello è solo un sintomo di qualcos’altro. Mi preoccupa perché ti amo così tanto. È come se avessi abbassato le imposte e innalzato barriere quando siamo insieme. C’è una distanza tra noi che una volta non c’era.”

“Non l’ho notato.” (Certo che l’ho notato, so esattamente di cosa stai parlando.)

Passi quindi molti minuti cercando di trasmettere questo senso di distanza e alienazione mentre io ascolto. Non ascolto le parole che dici, né presto attenzione alla spiegazione, sono troppo impegnato a concentrarmi sul dolore nella tua voce, sulla frustrazione e sull’esasperazione mentre succhio il carburante dalle tue frasi. Questa tecnica è sottile. È facile da mettere in atto e ci consente di attingere carburante negativo da te senza che tu capisca cosa stiamo facendo. È spesso l’inizio del periodo di svalutazione quando la semplice cessazione del comportamento aureo produce di per sé una reazione che fornisce carburante. Non abbiamo bisogno di sconvolgerti, non abbiamo bisogno di urlare o gridare, non c’è bisogno di guidarti in una danza confusa e allegra con i nostri dinieghi e le nostre deflessioni. Il semplice atto di tirare su il ponte levatoio e non permetterti più di accedere alla parte meravigliosa di noi, all’illusione che è, resta altamente efficace.

“Mi sento come se tu stessi abbassando le imposte e io mi trovassi di fronte a una persona diversa. Tu non sei il HG che conosco e amo. Sei un’altra persona.”

È tempo di lanciarti una piccola ancora di salvezza per darti speranza.

“Mi dispiace, penso che a volte quando sono sotto pressione mi chiudo in me stesso. I miei amici hanno osservato questa cosa in precedenza. È solo una cosa che capita. Penso che sia ciò a cui ti stai riferendo. Non significa che ti amo di meno. Proprio ieri sera stavo fissando la sedia dove di solito ti siedi desiderando che tu fossi lì davanti a parlare con me.”

Questo dovrebbe funzionare.

“Ecco, questo è l’HG che conosco, tornato in un istante. Vorrei essere stata seduta anch’io su quella sedia, mi sei mancato così tanto la scorsa notte.”

È davvero così facile.

H.G. TUDOR

Bringing Down the Shutters

👥 È PROPRIO COSÌ

191026C Just The Way It Is.jpg

Ormai sapete tutti che sono spinto dalla fame che infuria dentro di me perché devo cercare il carburante per nutrire la bestia. Per cominciare, il mio carburante deriva dai complimenti e dall’ammirazione che mi hai fatto durante il nostro periodo d’oro. Sì, quel felice, meraviglioso momento in cui tutto ha un sapore migliore, ha un odore più fragrante, sembra più luminoso e suona più nitido. Mi è stato chiesto: perché non posso contenere il mio bisogno di ricevere ammirazione e complimenti per ottenere carburante? Perché devo intraprendere una linea di condotta così distruttiva che porta scompiglio in tutti coloro che mi circondano. Perché deve far così tanto male? Una domanda legittima.

Nel mio caso, ci sono due ragioni per questo. La prima produce quel vecchio adagio secondo cui la familiarità genera disprezzo. Immagina che la fragola sia il tuo gusto preferito di gelato. Ti porto un grande gelato alla fragola in un cono zuccherino. Ci dai una leccata ed è delizioso. Un gusto così fresco, così cremoso, e dentro ci sono anche piccoli pezzi di fragola. È semplicemente il gelato più gustoso che tu abbia mai presentato alle tue papille gustative. Queste fragole sono state coltivate nel giardino di Dio, allevate dagli angeli e cresciute con l’acqua più pura, il terreno più fertile e il sole vibrante. Il latte è stato preso da mucche che pascolano solo sull’erba più verdeggiante, priva di inquinamento e contaminazione. In effetti, ogni ingrediente che è stato utilizzato nella creazione di questa magnifica confezione ghiacciata è il migliore ed è perfetto. Non solo, è stato realizzato dal Supremo Alto Creatore di Gelato. Te ne porto un altro. Perchè no? Questo è un gelato adatto per i campioni. Mangi questo secondo gelato, ma ormai ti senti pieno. Ne porto un terzo, il sapore è comunque ottimo ma non altrettanto buono. Ora ti do la buona notizia che mangerai gelato alla fragola per colazione, pranzo e cena e non mangerai nient’altro. Presto, lo straordinario gusto del gelato non ti piacerà più. Anzi, cominci ad essere terrorizzato alla vista del gelato quando ti viene portato e il fatto che devi mangiarlo ti fa irritare. Ora ne sei stufo, ha perso la sua attrattiva.

Questo è quello che succede a me. Succede sempre. Dato che sono programmato per cercare una gratificazione istantanea, anche le sensazioni più meravigliose presto sbiadiscono. Non sono fatto per il lungo termine, non ho desiderio di longevità. Se fossi io a mangiare il gelato, avrei bisogno di andare a cercare una stracciatella di menta oppure vaniglia o forse una succulenta bistecca. Ho bisogno di qualcosa di diverso per darmi quella botta. Perché non mollare il gelato alla fragola e cercare quella nuova sensazione di gusto, perché devo sottoporre il gelato a una campagna di comportamenti selvaggi e cattivi? Una ragione è che, dal momento che ho investito tanta energia per ottenere tutto quel gelato alla fragola, non ho intenzione di lasciarlo andare. Devo trattarlo in modo diverso e in questo modo prendermi una pausa dal suo gusto. Con te, ho bisogno di staccarmi dalla lode e dall’ammirazione che mi offri ormai stantie. Semplicemente non fa per me. Allo stesso modo, ho investito energia per sedurti e non voglio lasciarti andare. Devo trattarti in modo diverso per cambiare la dinamica. Ho bisogno di tenerti attorno così mi impegno in una campagna disorientante che fa sì che tu ti attacchi di più a me. Cercherò ovviamente altra ammirazione da nuove risorse. Ci sono così tanti sapori da assaggiare per me. Una volta eri brillante e nuovo. Non più. Qualcun altro è più brillante e più nuovo.

Tornerò da te, come tornerò dal gelato alla fragola. Ho dimenticato quanto mi ha disgustato, quindi lo mangerò di nuovo e wow, ha un buon sapore. Allo stesso modo, ti concederò un breve ritorno al periodo d’oro. Mi prodighi di complimenti e amore nati dal sollievo e me la godo. Vale comunque la legge dei rendimenti decrescenti, e presto mi stanco della tua ammirazione, così come mi stanco del gelato alla fragola e ancora una volta devo prendermi una pausa, senza mai spezzare il legame con te o dar via il gelato. Me ne andrò e tornerò, ogni tanto sarò buono con te per ricevere la tua ammirazione così come ogni tanto prenderò una pallina di gelato alla fragola. In pratica questa familiarità e mancanza di volontà di lasciarti andare fa sì che devo trattarti male per far riemergere il carburante positivo su una base rara mentre attingo carburante negativo per avere il contrasto.

Ho menzionato due ragioni. La seconda ragione nasce da occasionali scorci di realtà. Solitamente, dimoriamo nel nostro falso costrutto in cui ti abbiamo trascinato. Tu puoi ottenere qualcosa, o un collega può ottenere un nuovo contratto, oppure notiamo che un amico acquista un’auto nuova fiammante. Questo ci mette davanti un doloroso promemoria dei nostri limiti e il nostro odio per le luci della ribalta spostate altrove, anche se provvisoriamente. In tal caso dobbiamo attaccare. Dobbiamo denigrare, disprezzare e svilire per creare di nuovo quel contrasto, ti facciamo sembrare cattivo e noi sembriamo buoni. Buttandoti giù te, o l’amico o il collega ci sentiamo potenti e di avere di nuovo il controllo. L’orrenda sensazione svanisce. In queste occasioni, l’invidia e la paura ci spingono ad essere pessimi con te. Dobbiamo farlo per farci sembrare superiori al confronto.

In entrambi i casi dobbiamo fornire un contrasto per mantenere il nostro carburante. Quindi, tutto non può essere rose e fiori in giardino, abbiamo bisogno di spruzzare l’erbicida sopra i fiori che hai cresciuto per assicurarci di ricevere il carburante che è il nostro scopo primario nella vita.

H.G. TUDOR

Just the Way It Is

📰 LA SVALUTAZIONE STEPFORD

191025C The Stepford Devaluation.jpg

La forma di svalutazione dei nostri apparecchi dipende da una varietà di fattori. Ad esempio, quale tipo di narcisista applica la svalutazione, qual è la natura dell’apparecchio (IPPS, IPSS, NISS, TS ecc.), qual è lo stato della matrice di carburante del narcisista, qual è la posizione della facciata e anche altre questioni oltre a questo.

Con una Fonte Terziaria, non esiste una relazione duratura dall’inizio e quindi ogni svalutazione che si verifica sarà breve ed efficace e viene spesso fatta nel contesto della triangolazione, ad esempio facendo sembrare buono il narcisista di fronte a un nuovo obiettivo (IPSS) o un gruppo di amici (NISS) reprimendo la Fonte Terziaria come parte della svalutazione.

Le Fonti Secondarie hanno due tipi di svalutazione. Correttiva e Dis-Impegno. La svalutazione correttiva è di natura breve, ma può essere piuttosto selvaggia ed è progettata per riportare in linea l’apparecchio fonte secondaria malfunzionante. Quindi, potrebbe essere ostracizzare un amico (NISS) invitando tutti gli altri a un barbecue, ma non l’apparecchio incriminato. Riconoscendo che lui o lei ha offeso il narcisista in qualche modo, la NISS si scusa, fa ammenda e l’intervento fastidioso che ha portato alla svalutazione correttiva cessa. Quindi la svalutazione correttiva si è dimostrata efficace e la NISS gode ancora una volta del periodo d’oro e viene nuovamente accolta all’ovile. Se la NISS non risponde alla svalutazione correttiva (o commette un’azione particolarmente infida all’inizio), si verifica una breve Svalutazione del Dis-Impegno e poi ci disimpegnamo dall’apparecchio secondario. La Svalutazione del Dis-Impegno non dura a lungo perché il narcisista e l’apparecchio secondario non si vedranno molto (a differenza della IPPS) e anche perché il narcisista può disimpegnarsi facilmente dalla fonte secondaria, e rivolgersi ad altre fonti secondarie preesistenti (dipende dalla dimensione della matrice di carburante) o reclutare un rimpiazzo con relativa facilità.

La fase di svalutazione si guadagna davvero le stellette quando viene applicata ai partner intimi (Fonte Secondaria Intima o Piccolo Sporco Segreto) ma soprattutto alla IPPS. La svalutazione dell IPPS è quella su cui la maggior parte dei commentatori si focalizza e di solito è quella che contiene un trattamento abusivo e il pieno orrore di cattive manipolazioni da parte del narcisista. Non si può negare che si verifichi una spiacevole svalutazione di questo genere, ma essa non è che una delle varie forme di svalutazione che viene messa in atto contro la IPPS. Altre forme includono La Zona Sconosciuta, L’Ignaro Maltrattamento, Il Pieno Orrore e altre ancora. La svalutazione della IPPS comprende anche la Svalutazione Stepford.

Potresti avere familiarità con il romanzo (e il film) The Stepford Wives. Il romanzo di Ira Levin segue la principio secondo cui un nuovo arrivato nell’idilliaco quartiere di Stepford inizia a sospettare che le mogli che vivono lì e sono paurosamente sottomesse siano in realtà robot creati per volere dei loro privilegiati e controllanti mariti. Ciò ha portato all’uso del termine “Stepford Wife” nella lingua inglese per descrivere una moglie sottomessa (o partner) che sembra conformarsi ciecamente ad un ruolo stereotipato tipicamente vecchio stile sottomesso nella relazione con il marito o il partner. Può anche riferirsi a una donna compiuta che ha messo in secondo piano la sua vita e/o la carriera per gli interessi del marito e che è stata condizionata a sottomettersi a lui anche di fronte alla sua disgrazia e al suo cattivo comportamento.

La Svalutazione Stepford è una forma di svalutazione della IPPS. Spesso, la vittima in questione non riconosce di essere svalutata a causa della natura di questa svalutazione. Le seguenti caratteristiche sono applicabili alla Svalutazione Stepford.

1. Si applica sempre solo alla persona che è la Risorsa Primaria Intima del narcisista.
2. È probabile che la IPPS abbia uno stile di vita quasi idilliaco. Il narcisista è di solito di tipo Medio Rango o Superiore (possibilmente anche Inferiore Maggiore). Vi è sicurezza finanziaria e uno stile di vita superiore che comprende buona casa, abbigliamento, cene fuori, regali, ecc.
3. Il narcisista e la IPPS sono ritenuti avere un eccellente matrimonio/relazione da osservatori esterni come familiari, amici e vicini di casa.
4. Il narcisista e la IPPS sono considerati avere uno stile di vita invidiabile da osservatori esterni.
5. La IPPS potrebbe lavorare, ma non è sempre così. La IPPS non ha bisogno di lavorare perché il potere finanziario del narcisista è sufficiente per evitare la necessità finanziaria della IPPS di lavorare (e, a sua volta, togliere l’indipendenza finanziaria e creare isolamento). Se la IPPS lavora, il suo lavoro sarà considerato non importante e non necessario dal narcisista che si interesserà poco ad esso e vi farà riferimento con una certa arroganza. Il narcisista si aspetta che la IPPS adempia ad altri doveri (vedi sotto) oltre ai suoi impegni professionali. Il narcisista, pur variando tra denigrazione e disprezzo riguardo al lavoro della IPPS in privato, lo presenterà come un elemento ammirevole quando lo prende come tratto caratteriale per attingere carburante da fonti secondarie e terziarie e per utilizzarlo come parte della facciata. Più in generale, la IPPS sarà “autorizzata” a rivestire un ruolo di “vetrinista” come aiuto occasionale in un negozio di beneficenza, o a scegliere tra un paio di offerte di “lavori buoni” poco frequenti. Il narcisista li considera accettabili dal momento che contribuiscono alla facciata e non interferiscono con gli altri doveri della IPPS (vedi sotto) al narcisista. Il narcisista preferisce che la IPPS non lavori.
6. La IPPS ha o ha avuto una posizione di lavoro affermata. Se conservata, viene considerata in modo sprezzante dal narcisista come spiegato sopra, o più probabilmente il narcisista avrà progettato l’abbandono di questa posizione. Ciò verrà ottenuto attraverso ragioni apparentemente benigne ma viene fatto per creare sottomissione, togliere l’indipendenza e rimuovere le reti di distrazione e supporto.
7. Ci si aspetta che la IPPS sia una superba persona di casa. Anche se ci si può permettere l’assistenza domestica, il narcisista si aspetta una dimora perfetta delle proporzioni di una mostra. La casa non apparirebbe fuori posto sulla copertina di Interior Design o Elle Décor. La IPPS è orgogliosa di questo risultato e si impegna a garantire che nulla in casa sia fuori posto.
8. Ci si aspetta che IPPS sia sempre presentabile. Sarà splendidamente vestita, i capelli sistemati, il trucco messo, le unghie curate e non la si vedrà mai andare in giro in pantaloni da ginnastica e maglietta sportiva. Qualsiasi piccola deviazione dalla perfezione dell’immagine verrà ripresa e commentata dal narcisista. Come la situazione che riguarda la casa, la IPPS farà in modo di presentarsi elegante e raffinata in ogni momento.
9. Ci si aspetta che la IPPS svolga il ruolo di hostess conviviale durante le cene, la madre che incoraggia agli eventi scolastici e una fedele casalinga che sopporta le richieste di perfezionamento del narcisista.
10. Ci si aspetta che la IPPS sia totalmente sottomessa ai bisogni e alle richieste del narcisista nel creare questo idillio e il ritratto dei privilegi domestici e della felicità per il mondo esterno. Nessun malcontento viene accettato dal narcisista.
11. La IPPS “gode” di un’esistenza dorata. Non vuole nulla in termini di denaro, prestigio, riconoscimento da parte di osservatori esterni, ammirazione e amicizia da parte di terzi. Con gratitudine accetta di essere una “ragazza fortunata” ad avere ciò che ha e non le piace lamentarsi. Potrebbe averlo fatto all’inizio ma la forza insopprimibile delle richieste del narcisista porta alla desiderata sottomissione.
12. La richiesta di perfezione del narcisista implica che parte della Svalutazione Stepford si manifesti attraverso l’imposizione di questo desiderio di perfezione e di reazione negativa se non viene raggiunto. Tuttavia, tale è la natura del relativo narcisista e anche l’estensione dell’osservanza, che il narcisista non deve svalutare in modo selvaggio. Sarà invece un’osservazione (“Vedo che i bambini sono stati attivi”) per riferirsi alla casa che appare disordinata o l’imposizione di un trattamento del silenzio (Presente o Assente) per esprimere disapprovazione nei confronti di un errore da parte della IPPS. La solita gamma di manipolazioni applicate durante la svalutazione non ci sarà.
13. Il narcisista generalmente tratta “bene” la IPPS in termini di fare conversazione, fare cose insieme e mantenere la facciata dell’invidiabile vita familiare.
14. Anche se puoi vedere questa esistenza come impegnativa, puoi anche vedere che ha i suoi vantaggi e la portata della svalutazione, anche se per te è inaccettabile, non è affatto così grave come potrebbe essere. È qui che si applica la seconda parte della Svalutazione Stepford. Il narcisista si impegna ripetutamente nell’infedeltà con le Risorse Secondarie Intime e ne ha una vasta “scuderia” a cui si rivolge. Avrà ripetuti “fine settimana fuori per il golf”, “viaggi di lavoro” o “un incontro tardi che richiede di restare di più in città”. La IPPS sa che il narcisista si sta impegnando in ripetute tresche e avventure di una notte. Le Risorse Secondarie Intime o le Risorse Terziarie Intime non vengono mai portate alla casa coniugale (cosa che danneggerebbe la facciata). Le Risorse Secondarie Intime e/o le Risorse Terziarie Intime possono persino contattare la IPPS per cercare di esporre il narcisista e la IPPS ascolterà questi racconti di infedeltà e del pessimo trattamento delle Risorse Secondarie Intime e/o Risorse Terziarie Intime.
15. Il narcisista presenterà la IPPS come un esempio brillante della buona moglie/partner e spesso disprezzerà le altre donne, individuando difetti nel loro comportamento, aspetto, occupazioni e così via. Vengono fatti commenti del tipo

“Grazie a Dio ho te, vero tesoro?”

“Avevo ragione a sceglierti.”

“Mi fanno schifo quelle puttane e rifiuti umani.”

16. Il narcisista venera la IPPS perché ha creato la casa stabile e invidiabile, contribuisce alla sua eccezionale facciata e gli è concesso di fare ciò che desidera attraverso estesi impegni al di fuori del suo matrimonio. Può avere relazioni di vecchia data, brevi tresche, Piccoli Sporchi Segreti a intermittenza, in effetti tutti i tipi e le forme di relazione extra-coniugale, ma non lascerà mai la IPPS. Nessuna di loro è mai stata paragonata alla IPPS.
17. Ci si aspetta che la IPPS sia totalmente compiacente, non si lamenti, ci sostenga sempre, sia sempre presentabile, metta sempre il narcisista al primo posto e in cambio è ampiamente trattata “bene” (agli occhi del narcisista e di terze persone) ma la sua svalutazione avviene per mezzo di due componenti principali
1. Un livello molto alto di condiscendenza; e
2. L’accettazione totale che suo marito/partner si sta impegnando sessualmente con vari altri apparecchi e lo farà sempre.

18. Come funziona questa Svalutazione Stepford in termini di carburante per il narcisista? È qua che c’è qualcosa di singolare. La IPPS fornirà carburante negativo (inizialmente) quando inizia la svalutazione e apprende delle tresche ed è anche soggetta al comportamento controllante di fronte alle apparenze. Inizialmente reagirà, si ribellerà, sarà ferita ecc. e quindi fornirà carburante negativo. Tuttavia, una volta che il narcisista l’ha effettivamente “distrutta”, ottenendo la condiscendenza, la IPPS fornisce carburante positivo al narcisista con il suo sforzo di mantenere l’aspetto idilliaco, il suo sostegno negli impegni di lui e il mantenimento della facciata, e saranno le Risorse Secondarie Intime e le Risorse Terziarie Intime che subiranno trattamenti orrendi per mano del narcisista. Il narcisista, essendo di solito un Superiore o Medio Rango Maggiore per la maggior parte del tempo in questa modalità (anche se può succedere anche con Medio Rango Centrale e Inferiore Minore) non ha problemi a coinvolgere padrona dopo padrona, trombamica dopo trombamica e così via ed è qui che queste vengono trattate con la malevolenza (con il Superiore) e anche con la svalutazione al fine di ottenere da loro carburante negativo, in contrasto con il carburante positivo (per lo più) fornito ora dalla IPPS. La Svalutazione Stepford fa parte del concetto di Madonna-Puttana. Il narcisista può sempre impegnarsi in relazioni intime con la IPPS, ma non spesso e la IPPS può effettivamente essere fredda sessualmente ed essere perfettamente felice di essere lasciata da sola a tale riguardo, contenta che le Risorse Secondarie Intime/Risorse Terziarie Intime sopportino il peso delle perversioni svalutanti del marito.
19. Solo un particolare tipo di individuo empatico è in grado di conformarsi a questo ruolo e sopportarlo, che viene come conseguenza dei suoi tratti particolari, la sua suscettibilità agli approcci del tipo di narcisista che si impegna in questo comportamento e il fatto che lei è in ultima analisi condizionata a vedere la sua posizione come una cosa che “potrebbe essere molto peggio se fossi onesta”. Le viene fatto il lavaggio del cervello, è controllata e in definitiva l’automa tanto desiderato nelle Stepford Wives (Mogli di Stepford).

H.G. TUDOR

The Stepford Devaluation