📁 IL NARCISISTA MANIPOLA: RIVANGARE IL PASSATO

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È un metodo essenziale per mantenere il controllo su di te riesumare il passato. Siamo sempre in grado di ricordare alcuni vecchi errori che hai commesso o qualche particolare trasgressione che useremo per adattarli ai nostri scopi attuali. Essere in grado di rivangare il passato ci consente di sviare i tuoi attacchi contro di noi, negare la validità di ciò che stai dicendo e anzi ci consente di metterti sotto esame. Abbiamo una capacità formidabile di ricordare ciò che è successo in precedenza. È come se ogni evento nella nostra vita insieme fosse stato registrato nel mio occhio interiore e in un attimo riuscissi a individuare il ricordo esatto, le circostanze e gli eventi per sostenere la mia posizione e demolire la tua. L’accuratezza puntuale con cui riesco a rispolverare qualcosa che è successo mesi o addirittura anni fa è alquanto sbalorditiva. È ancora più sorprendente perché sembra che ci dimentichiamo sempre degli eventi su cui tu provi ad affidarti. Intendiamoci, è perché hai proprio la tendenza a inventare cose, vero? È una pessima abitudine che hai, mentire per cercare di farmi sembrare cattivo o farmi sentire peggio. Non è qualcosa che sorprenderesti a fare. Assolutamente no.

Tu ti attieni al concetto che una volta che qualcosa è stato messo a tacere la questione è chiusa. È fatto. È concluso. È finito. Noi non condividiamo questo punto di vista. In realtà, tutto ciò che è successo tra noi, che dobbiamo far risorgere per far avanzare la nostra causa contro di te, non è mai concluso. Potrebbe essere sepolto, ma non viene mai sepolto morto. Tutte le discussioni, gli avvenimenti e gli eventi, anche se possono essere stati discussi, sezionati e rimuginati in modo straordinario molte lune fa, sono pronti per essere riportati in vita con un semplice clic. Quella discussione sull’unica volta negli ultimi sei mesi in cui sei uscito con i tuoi amici (anche se ovviamente non è successo senza aver fatto prima una battaglia epica) è iniziata quando sei tornato cinque minuti più tardi di quando avevi detto che saresti tornato. La discussione si è protratta fino a tarda notte fino a quando, alla fine, stanchi e stufi, hai ammesso la sconfitta, ti sei scusato e sei andato a letto. Con tutta la gioia della tua piacevole serata svanita in conseguenza del nostro sbraitare e infuriare. Sapevi che era stato fatto fino allo sfinimento. Non c’era davvero nulla su cui discutere, non che questo ci abbia impedito di intraprendere un circolo vizioso per frustrarti. Questa discussione era conclusa e non c’era bisogno che fosse tirata fuori di nuovo. Anche se c’era. Ti sei organizzato per andare a vedere uno spettacolo con i tuoi amici. Era nell’agenda da almeno otto settimane e tu ci sei andato e non vedevi l’ora di godertelo. Era uno dei tuoi preferiti, uno che amavi da quando eri una bambina. Sapevi che noi non eravamo contenti, potevi vederlo nel gelido sorriso che abbiamo fatto quando siamo usciti per salutare i tuoi amici. Ovviamente non ci interessava essere educati con i tuoi amici mentre aspettavano in macchina. No, volevamo vedere con chi andavi. Stavamo controllando per vedere se la tua storia era vera. Ti abbiamo dato un bacio e ti abbiamo augurato una deliziosa serata anche se dentro di te sapevi che saremmo stati infuriati perché dovevamo prepararci da soli da mangiare e siamo stati lasciati soli per la serata.

Lo spettacolo era magnifico e la tua compagnia eccellente, ma il traffico venendo via dal posto era intenso e sei tornato a casa mezz’ora più tardi di quanto avessi previsto. Si noti che era un tempo stimato, non garantito entro il quale saresti tornato, non che questo fatto avrebbe fatto alcuna differenza per noi. Ci hai inviato un messaggio scritto (non volevi l’imbarazzo di un’orribile telefonata mentre eri seduto nella macchina del tuo amico), avvisandoci del ritardo e del perché. Non hai ricevuto risposta. Questo ti ha detto tutto ciò che avevi bisogno di sapere. Sei entrato in casa e ci hai trovati in attesa, con le braccia incrociate e le sopracciglia alzate.

“Che ora è questa?” L’accusa è stata lanciata. Non c’è un ciao, non chiedo come è andato lo spettacolo o se ti è piaciuta la serata.

“Scusami. C’era un traffico terribile. Hai ricevuto il mio messaggio?”

“Sì, ma non è questo il punto. Sei di nuovo in ritardo. Lo fai apposta, vero?

“Cosa intendi con di nuovo?” Rispondi, una reazione istintiva all’accusa ingiusta, ma non appena l’ultima parola ti è uscita dalla bocca, sai cosa sta per succedere. Puoi quasi sentire la porta del caveau che viene aperta, la relativa cassetta di deposito viene selezionata, la minuscola chiave inserita e girata.

“Hai fatti tardi l’ultima volta che sei uscito.”

“Quello era sei mesi fa.”

“Veramente erano cinque. Era marzo. Non importa se fosse ieri o negli anni passati, sei in ritardo e hai detto che non lo saresti stato. Hai mentito.”

“Ho mentito. Oh, andiamo, tu arrivi in ritardo ogni settimana. O dal bar o da qualche riunione di lavoro e io non mi lamento mai.”

“Si. Ti sei lamentato venerdì scorso e io ti ho detto che dovevo incontrare quei clienti nel bar. Era un incontro di lavoro.”

“Non mi hai detto niente del genere. Ti ho chiamato sei volte per scoprire dove eri.”

“In realtà erano otto volte e non ho risposto perché ero occupato con i clienti. Come ti ho detto. Ricordo di avertelo spiegato chiaramente.”

“Non l’hai fatto. Davvero non l’hai fatto. Guarda, questa è la prima volta che esco da una vita, ora sono a casa, lascia che ti racconti dello spettacolo.”

“No. Non mi distrarrai con i racconti sulle canzoni e i balletti. Sono stufo che tu mi manchi di rispetto in questo modo. Torni sempre tardi quando sei con quelle arpie.”

“Perché dici così?” Chiedi ferita dal commento sui tuoi amici.

“Perché hanno una cattiva influenza su di te. Ti hanno fatto ubriacare quella volta. Ti ricordi? Hai vomitato nel lavandino quando sei entrato e poi sul pavimento.”

“No, non l’ho fatto io, l’hai fatto tu!”

“Non cercare di rigirare la frittata. Ricordo distintamente di averti visto barcollare attraverso la porta perché ero seduto su quella sedia a guardare le notizie.”

“Stavi dormendo al piano di sopra e non ero ubriaco. Io non mi ubriaco.”

“Oh davvero, posso ricordare almeno cinque occasioni in cui sei tornato a casa ubriaco fradicio, che sbattevi contro le pareti e strisciavi su per le scale. Era quella volta che sei andato con Sandra in quel nuovo bar, Apartment è stato chiamato.”

“Di cosa stai parlando? No, non l’ho fatto. “

“Sì, l’hai fatto. Mi stai dando del bugiardo? Ricorda, ho una memoria molto migliore della tua, la tua è chiaramente confusa da tutto il tuo bere.”

E così prosegue. Misfatti passati sia reali che immaginari vengono rivangati e rivolti contro di te. Riesumare il passato va bene per tutte le occasioni. Se ci accusi di flirtare con qualcuno, ti ricorderemo il tuo comportamento sfacciato con nostro fratello. Se ti lamenti perché non abbiamo portato fuori la spazzatura, ti ricorderemo come ti sei dimenticato di prendere il bucato all’asciugatrice in tre diverse occasioni. Accusaci di spendere troppo e noi riesamineremo i tuoi ultimi tre scontrini della spesa ed elencheremo ogni articolo che hai acquistato. La disinvoltura con cui descriviamo questi eventi passati ti ha sconcertato e a volte non sei in grado di ricordare se siamo effettivamente corretti o se lo stiamo inventando. Pensi spesso che stiamo inventando qualcosa, ma la convinzione che dimostriamo ti fa dubitare del tuo ricordo. Questa tecnica è usata frequentemente da noi. Sposta l’argomento della discussione su di te, ti frustra, ti fa arrabbiare e ti turba in modo che tu ci fornisci carburante e spesso ti scusi così noi sappiamo di aver sferrato un colpo e di aver messo un punto di rilievo. Ricordarti il passato, reale o immaginato, è una cosa che facciamo frequentemente. Cosa c’è dietro l’uso di questa tecnica manipolativa per acquisire carburante e controllo? Semplice. Rivanghiamo il passato perché siamo intimoriti da ciò che accade nel presente.

H.G. TUDOR

The Narcissist Manipulates : Digging Up The Past

📰 I NARCISISTI SANNO COSA STANNO FACENDO? – IL MEDIO RANGO

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Precedentemente mi sono occupato di precisare se il Narcisista Inferiore sapeva cosa stava facendo e perché, ma ora esaminiamo il Narcisista di Medio Rango. Si può ben accettare che l’Inferiore, da caprone non raffinato e aggressivo, che lui o lei è, semplicemente passa attraverso la vita incosciente del danno che causa, ma sicuramente il più intellettualmente benedetto narcisista di Medio Rango è ben consapevole di ciò che sta facendo? Complotta e pianifica, vero? Sa esattamente come manipolare e riflettere, e architetta in anticipo per ottenere il risultato giusto per lui?

No.

Il Narcisista di Medio Rango (Medio Minore, Medio Centrale e Medio Maggiore) ha un livello maggiore di funzione cognitiva rispetto all’Inferiore. Il Medio Rango esibisce anche una (finta) empatia cognitiva, sapendo abbastanza di come ci si aspetta che lui o lei si comporti per adattarsi, ingannare e quindi intrappolare. Tuttavia, nonostante questa aumentata funzione cognitiva – e il Narcisista di Medio Rango Maggiore può essere molto intelligente – è l’istinto che governa ancora una volta i comportamenti e la risposta del narcisista.

Il Medio Rango non si siede in un vulcano vuoto come un cattivo di Bond che si frega le mani insieme e complotta. Lui o lei non pensa a tutti i modi in cui poter rovinare la vita dell’empatico nelle prossime settimane. Il suo narcisismo opera in modo, come sempre, simile a un meccanismo di autodifesa per consentire al Medio Rango di funzionare ed essere efficace – perché non ha sviluppato altri meccanismi di reazione che hanno i non narcisisti quando percorrono il sentiero della vita. La funzione di questo è istintiva.

Il Medio Rango pensa che si siederà e metterà il broncio in modo da poter affermare il controllo sulla sua paziente consorte e guadagnare carburante mentre lei lo supplica di parlarle? No. Egli sta istintivamente in silenzio perché questa è la risposta ottimale in conseguenza del fatto che è stato ferito. Il suo narcisismo agisce in modo da fargli emettere un trattamento del silenzio. Questo ovviamente attira carburante e afferma la sua superiorità percepita rispetto al relativo apparecchio, ma lui non decide di somministrare un trattamento del silenzio, lo fa e basta. Sa che non le sta parlando.

La Narcisista Medio Rango decide che farà un gioco di pietà coi suoi colleghi sul modo in cui ha ottenuto la promozione, diffamando il capo e guadagnando simpatia per chi ascolta? No, è la sua risposta manipolativa per essere stata ferita e non aver guadagnato la promozione.

Il Medio Rango riconosce che la sua freddezza ti ha turbato? Sì. Vede le tue lacrime, sente il dolore nella tua voce e la tua espressione afflitta. Ciò gli fornisce carburante (anche se non lo riconosce come tale) e sente il potere che deriva dalla fornitura di tale carburante. Questa reazione al flusso di potere potrebbe essere quella di sorridere o farti un ghigno. Potresti quindi pensare: “Lui sa quello che sta facendo”. No, sa che la sua azione ti fa male, ma non si sente in colpa, non ha rimorsi, non si turba a comportarsi in questo modo perché, dal punto di vista narcisistico, è completamente giustificato.

Per capire meglio, immagina che vi sia un Narcisista di Medio Rango e una vittima. Marito e moglie. Entrambi sono stati al lavoro durante il giorno. Il narcisista ha chiamato sua moglie due volte durante il pomeriggio, ma lei non ha risposto: questo lo ha ferito. Inoltre lei ha mancato di richiamarlo. Viene ferito di nuovo. Sua moglie, essendo la Risorsa Primaria Intima, è dipinta di nero come conseguenza del suo pensiero suddiviso. Così, dal suo punto di vista narcisistico, tutto ciò che lei dice e fa sarà visto attraverso una “lente nera” finché non sarà di nuovo dipinta di bianco. Una persona normale e sana dovrebbe capire che la sua mancanza nel rispondere e richiamare significa che è impegnata, forse in una riunione. Il narcisista, governato dalla paranoia e dalla schiacciante necessità di controllo è ferito. Questa persona non sta facendo ciò che vuole, il suo senso del diritto (che lei dovrebbe essere disponibile) è intaccato. Si sente come se stesse perdendo il controllo. Inizia a sentirsi impotente e gli viene in mente il tempo in cui veniva fatto regolarmente sentire in quel modo. Questa situazione deve essere affrontata – deve affermare la sua superiorità e la sua visione annerita della consorte gli consentirà di farlo.

Sua moglie arriva a casa per prima. Il marito entra dalla porta e lei lo saluta con

“Ciao tesoro, cosa hai fatto?”

Una domanda innocua e piacevole, che si informava premurosa sulla giornata del marito.

Il marito non la considera in questo modo. Il suo narcisismo pretende che lui affermi il controllo e che lei venga punita per la sua trasgressione. Lui non pensa

“Non ha risposto alla mia chiamata, devo punirla. Non mi ha richiamato, devo affermare il controllo.”

Questi bisogni di controllo e punizione sono automatici e istintivi. La sua domanda è vista come indiscreta, dispotica e non necessaria.

“Cosa bisogna fare con te?” Le scatta contro. La sua visione dipinta di nero di lei implica che la sua risposta è provocatoria e spiacevole. Sua moglie viene colta alla sprovvista, la sua espressione diventa di dolore e il narcisista riceve carburante da questo.

“Scusa? Cosa c’è che non va? Perché sei così?” Chiede in tono ferito.

Queste domande sono carburante di sfida. L’emozione di lei gli dà energia, ma poiché lei gli sta facendo domande, lo sta sfidando e quindi (dal punto di vista del narcisista) continua a rifiutare il controllo e a ribellarsi a lui.

Il Medio Rango non pensa

“Ah bene, è arrabbiata e confusa. So che lascerò andare.” Invece, la sua risposta istintiva, che è automatica e rapida al fine di preservarlo come dovrebbe fare il suo meccanismo di autodifesa, gli fa rispondere

“Non c’è niente di sbagliato in me. Sei tu, sempre ficcanaso, a farmi domande, a cercare di controllarmi.”

La moglie è di nuovo colta alla sprovvista. Sa che non sta controllando (anche se poi ovviamente può iniziare a dubitare di ciò) ma è confusa. La sua confusione è benvenuta, la rende più facile da controllare. Le sue risposte continuano ad alimentare il narcisista. Il Medio Rango però non sta considerando quello che dirà dopo per continuare a confonderla, non sta valutando come guadagnare più carburante da lei, non sta valutando come affermare il suo controllo su di lei, tutto accade come una questione di istinto. Sa che lei è sconvolta, ma è colpa sua perché il narcisismo fa sì che sia colpa di chiunque, tranne che del narcisista. Sa che i suoi commenti la turbano, ma sono necessari perché lei è l’aggressore.

Una terza persona che assiste a questa scena direbbe che il narcisista ha risposto in modo sgradevole all’inizio e quindi è lui il problema.

Il narcisista non vede questo e non lo può vedere. Pensa di essere lui la vittima. Pensa che la sua consorte sia il problema perché non ha risposto alla sua chiamata e non lo ha richiamato. Il suo narcisismo gli fa pensare che lei sia dispotica e quindi REAGISCE al suo comportamento violento; di conseguenza non è lui l’istigatore. Questo è il motivo per cui, insieme a una mancanza di rimorso e senso di colpa, il Narcisista di Medio Rango non vede nulla di sbagliato in ciò che sta facendo, perché tutto ciò che fa è rispondere al comportamento irragionevole di un altra persona e quindi lui è nel giusto.

Questa maggiore consapevolezza cognitiva del Medio Rango dà origine anche alla facciata. Un Inferiore avrebbe una relazione e non si curerebbe di chi lo sa – il coniuge cornuto è in colpa qualunque sia la ragione e chiunque osi dire qualcosa di negativo sulla sua infedeltà è un idiota. Il Narcisista di Medio Rango sa che la società considera l’infedeltà come una cosa negativa. Lui non lo fa e inoltre il suo narcisismo gli darà molte ragioni per cui dovrebbe commetterlo. Tuttavia, poiché ha abbastanza consapevolezza cognitiva per riconoscere che questo viene disapprovato, nasconderà iol tradimento (a meno che non vi sia una prioritaria ragione vantaggiosa per non farlo) il che dà l’impressione che si senta in colpa per il suo comportamento. Non è così, lui non vuole che la sua facciata venga danneggiata, non vuole che la seccatura della stabile vita domestica (con il suo carburante e i suoi residui benefici) venga danneggiata. Ma, di nuovo, lui non pensa in questi termini, sa solo che la gente si accanirà contro di lui per aver tradito sua moglie, quindi lo tiene nascosto.

Può sembrare che il Narcisista di Medio Rango si senta davvero in colpa per il suo comportamento. Che è sinceramente dispiaciuto e che farà ammenda. Niente affatto. Ancora una volta, apprende abbastanza dall’osservazione istintiva che non parlare con qualcuno per una settimana fa male e viene considerato come una “brutta cosa”, e si spingerà fino al punto di ammettere che MA ci sarà sempre una ragione o una scusa. Dirà

“So che ti fa male quando non ti parlo per una settimana, MA se non mi avessi tormentato, non avrei bisogno di una pausa.”

Istintivamente sposta la colpa durante questi momenti di apparente contrizione.

Alcuni Medio Rango Centrali e Medio Rango Superiori possono pianificare di ovviare ai torti percepiti che hanno subito, ma questa rimane una risposta istintiva. Non pensa: “So che è sbagliato quello che sto progettando, ma che diavolo, lo farò comunque.” Sa che la gente potrebbe considerarlo sbagliato, ma sa di essere giustificato perché è stato offeso, ferito, in qualche modo gli è stato fatto un torto – cioè ferito o sfidato – e quindi la sua azione è giustificata e necessaria.

Quando il Medio Rango mente, non sa che sta mentendo. La bugia è la sua verità perché il suo narcisismo fa sì che la sia – il suo narcisismo devierà la colpa, attribuirà la colpa a te, revisionerà la storia, negherà e così via – fa tutto parte delle risposte istintive che sono assolutamente necessarie affinché il narcisista riacquisti e mantenga il controllo ed è il risultato de Le Doppie Linee di Difesa del Narcisista.

Quando il Medio Rango mette in atto il gaslighting, non sa che lo sta facendo. Può essere in contraddizione con ciò che ha detto cinque minuti prima ma il suo narcisismo lo rende cieco riguardo a questo, deve farlo, così il meccanismo di difesa rimane intatto ed efficace, e quindi crede sinceramente che quello che sta dicendo è giusto e oltretutto tu sei in torto, perciò sei tu il problema.

Questo è il motivo per cui i Narcisisti di Medio Rango credono di essere brave persone, addirittura persone empatiche e che l’altra persona (la vera vittima) sia il problema. Questo è il motivo per cui la vera vittima viene etichettata come abusatore, tormentatore e persino narcisista e il Narcisista di Medio Rango crede davvero che sia così. Non pensa “So che sono il problema e non è lei, ma ho intenzione di incasinarle la testa” – crede davvero che la vittima sia la fonte del problema perché in questo modo le sue reazioni e azioni hanno assoluta convinzione, hanno la migliore possibilità di un esito positivo (vale a dire carburante e controllo) e quindi la manipolazione va avanti all’infinito senza alcuna prospettiva di cambiamento.

H.G. TUDOR

Do Narcissists Know What They Are Doing? The Mid Ranger

📑 5 FRASI CHE IL NARCISISTA USA PER INCOLPARE

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È fondamentale che rimaniamo irresponsabili delle nostre azioni. Uno dei modi più efficaci per evitare questa responsabilità, provocandoti e lasciandoti esasperato e sbalordito è quello di impegnarci in un trasferimento di colpa. Noi siamo gli scaricatori di colpa che useranno sempre questa forma di manipolazione nella nostra ricerca incessante per mantenere il sopravvento.

Non solo crediamo di avere il diritto alla completa immunità per ciò che diciamo e facciamo, a causa della nostra innata superiorità, crediamo anche che sia necessario per noi essere in grado di raccogliere carburante con la stessa frequenza e con la stessa efficacia di sempre. Se venissimo rallentati dal dover fare scuse significative, spiegare noi stessi, spiegare ciò che abbiamo fatto e accettare la responsabilità per le conseguenze questo assorbirebbe del tempo che sarebbe speso molto meglio nella ricerca di carburante. Ostacolandoci in questo modo ci farebbe diventare più deboli dal momento che non saremmo in grado di accumulare tanto carburante come facciamo di solito. È perciò necessario, così rimaniamo lucidi, efficaci e a passo leggero, di modo che non siamo mai preoccupati della trasparenza e anche per non permettere mai che la responsabilità incomba su di noi. Come in molte delle nostre macchinazioni, questo approccio ci consente anche di raccogliere carburante in quanto tale attraverso l’imposizione di colpa su altri, di solito te, e attraverso la risposta emotiva attonita e oltraggiata che scaturisce da questo atto sconcertante di allontanarci e farla franca. Come sempre, le parole sono i nostri migliori alleati quando si tratta di bloccare il tentativo di farci assumere il manto della responsabilità. Ecco cinque delle nostre frasi preferite.

1. Cosa ti aspetti che faccia al riguardo?

Un delizioso frammento di biasimo per cominciare. Non dichiariamo nemmeno che consideriamo tua la colpa, la tua responsabilità o il tuo obbligo con questa domanda. Tuttavia, l’implicazione è chiara: ci aspettiamo che tu faccia qualcosa al riguardo, perché non ci assumiamo responsabilità, il tuo ruolo è quello di ripulire dopo di noi e hai assunto quel ruolo quando hai accettato le nostre profferte amorose. Ti sei perso quel termine del contratto? Non incolpare noi, è colpa tua.

Mi vanto regolarmente di quanto sono brillante e speciale. Che ho molti talenti e se decido così, potrei rimediare a molte situazioni nel giro di pochi istanti, ma nonostante questo sia l’atteggiamento che io adotto col mondo in generale, non ho intenzione di farlo con te. Nessuna possibilità. Non sono qui per raccogliere i cocci dopo di te, anche se mi aspetto che tu lo faccia più volte. Posso fare quello che mi piace e tu sei obbligato a riparare il danno che io provoco – raccogliere i pezzi rotti di stoviglie, scusarti con l’amico scioccato dopo uno sfogo, cercare di risolvere il guaio finanziario che ci è rimasto. Se hai causato un problema, e ammettiamolo, è sempre comunque colpa tua, non puoi aspettarti che io faccia qualcosa al riguardo. Sono al di sopra di tali compiti umili. Ho cose importanti e più importanti a cui partecipare. Ad esempio? Non devo dar spiegazioni a persone come te. Se ho causato il problema (e in realtà di solito è quello il caso), non ho intenzione di fare nulla al riguardo.

2. Affrontala.

È così e ti conviene abituarti. Questa dichiarazione orgogliosa è il corso per il nostro senso di diritto di fare come ci piace. Noi spazziamo via tutto e devi solo sopportarlo. Non puoi scappare; non permetteremo che ciò accada. Darti questo comando abbaiante è un modo efficace di sconvolgerti. Ti viene detto che sei inutile e dovresti semplicemente mandare avanti la questione piuttosto che lamentarti. Non dovresti lamentarti; avresti dovuto già intuire che dovevi risolvere la situazione. Non chiedermi aiuto perché non ho tempo per questa stupidaggine da Topolino.

3. Hai fatto succedere questo.

Ci piace affermare che agiamo con l’onnipotenza di un dio, ma quante volte hai scoperto che hai in qualche modo fatto succedere qualcosa così da suggerirti che eserciti i poteri di una divinità? Il mio arrivo in ritardo dipendeva da te. Il mio fallimento nel ricordare qualcosa è stato causato da te. La mia infedeltà per la sesta volta è stata interamente una conseguenza di ciò che hai fatto. Nella sua versione più brutale, questa dichiarazione viene emessa senza alcuna spiegazione sul motivo per cui è stato causato il problema. Diciamo che è così quindi deve essere giusto. Questo dialogo ti sembra familiare?

“Perché è così?”

“Lo è e basta.”

“Ma perché?”

“Perchè dico così.”

Oltre quelli della nostra tipologia, chi se ne esce con tali affermazioni prive di verità o di spiegazione? Giusto, i bambini. Questo ti dice tutto ciò che devi sapere sulla nostra mentalità quando ti accusiamo di essere colui che ha causato il problema. Se sei abbastanza “fortunato” da ricevere una qualche spiegazione, ha perfettamente senso se visto dal nostro punto di vista, anche se non sarà dal tuo. Questo è intenzionale. Vogliamo che tu ti senta attonito, sconcertato e infastidito dalla nostra assoluta sfrontatezza nel collegare le nostre malefatte e il tuo averle causate.

“Se fossi più devota non andrei da nessun’altra parte”

“Che cosa vuoi dire con questo? Non potrei essere più devoto nei tuoi confronti. “

“Oh è vero, nega che questo ha a che fare con te e fa che sia io la persona cattiva.”

“Beh, sei tu che hai avuto la relazione.”

“Causato da te.”

“Come?”

“Te l’ho già detto e se non puoi accettarlo, non ha senso continuare questa conversazione.”

Non ottieni risposta senza accettazione di colpa. Tutto quello che ottieni è una spiegazione tenue (nel tuo mondo, ma non nostra) sul motivo per cui la nostra colpa è tutta su di te.

4. Perché devi rovinare tutto?

Caso simile al punto tre esposto sopra ci sottraiamo ma con un ulteriore strato di colpa. Nell’esempio sopra, hai causato il problema anche se non lo avevi necessariamente premeditato. Con questa affermazione ti diciamo che non solo il problema non lo stiamo causando noi, è colpa tua e indovina un po’? Volevi farlo perché sei una persona brutta e orribile. La nostra paranoia sfrenata ci fa credere che tu sei qui per prenderci, farci cadere e che stai tramando per spodestarci come conseguenza del nostro comportamento nei tuoi confronti durante la svalutazione. Questo è il motivo per cui ogni volta che qualcosa va storto, sei l’artefice di quella disgrazia, perché hai intenzionalmente deciso di causarci un problema, guidato dalla tua innata cattiveria e gelosia.

5. Perché mi rendi la vita così difficile?

Poveri noi. Messi sotto i piedi da te e dai tuoi terribili comportamenti. Queste cose ti vengono spesso lanciate quando inizi a prendere coscienza delle nostre manipolazioni e, per scelta o per puro esaurimento, non stai più interagendo con le nostre provocazioni e macchinazioni. Quello che ti stiamo effettivamente dicendo in questo caso è: “Perché rendi così difficile estrarre carburante da te?” La tua incapacità di collaborare e fare quello che vogliamo ci fa spendere più energia per ottenere il carburante negativo da te, e in accordo con la nostra prospettiva di vittima, lo stai facendo apposta. Dobbiamo procurarci quel carburante e tu dovresti aiutarci, non ostacolarci, non da meravigliarti se ci scagliamo contro di te in questo modo perché sei pessimo e rendi le nostre vite molto più dure e difficili di quanto tu dovresti fatto o una volta facevi.

H.G. TUDOR

5 Phrases The Narcissist Uses To Blame Shift

📰 LA TERAPIA

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Noi non abbiamo bisogno di terapie. La risposta al perché è così è semplice. Non c’è nulla che non va in noi.
Occasionalmente possiamo essere costretti a sottoporci a un trattamento ma è un’altra storia. Non sentiamo l’impulso a sottoporci volontariamente all’analisi e terapia perché non c’è niente che non va in noi. Sì, sappiamo che il nostro modo di trattare le altre persone è spesso spiacevole e ha notevoli lati negativi per quelli che ne sono vittime ma questo ancora non rappresenta una buona ragione per cui dobbiamo avere bisogno di una qualche forma di assistenza. Il modo in cui ci comportiamo è il modo in cui ci comportiamo. Fattene una ragione. Non possiamo trattenerci dall’agire in questo modo perché è il modo in cui siamo stati progettati. Noi dobbiamo ottenere il nostro prezioso carburante e se questo significa prendercela con qualcuno e ferire gli altri, emozionalmente e fisicamente allora questo è il prezzo che deve essere pagato. Da te.

Devi inoltre ricordare che dato che non abbiamo il concetto di empatia, quando vediamo che il nostro comportamento danneggia gli altri non ci influenza. Non ci sentiamo colpevoli, non proviamo vergogna per ciò che abbiamo fatto e non sentiamo il bisogno di porre rimedio al danno ingiurioso che abbiamo fatto agli altri. Questo è il nostro modus operandi e non può essere cambiato. Aggiungi la nostra assenza di rimorso e avrai due grandi ragioni per cui non andremo nella direzione di farci curare per cambiare il nostro atteggiamento.

Naturalmente, ci saranno volte in cui parleremo della possibilità di andare in terapia

“Ho bisogno di aiuto. Adesso lo so. Tu sei l’unica che può farlo.”

“Se cercherò assistenza per questa terribile malattia, resterai e mi aiuterai?”

“Non so perché lo faccio, forse ho bisogno di aiuto. Mi aiuterai?”

“Cambierò, andrò a farmi visitare da qualcuno, solo non lasciarmi, ti prego”

Sono tutte promesse vuote. Ricorda, le parole ci vengono facili. Facciamo penzolare queste carote di penitenza e comprensione per farti fare ciò che vogliamo. Una volta che siamo al sicuro e tu provi a riscuotere l’assegno che abbiamo firmato scopri che non solo la banca è stata chiusa ma rasa al suolo. Non è solo la questione che non ci sia nessuno da cui incassare, non c’è un luogo dove si possa farlo.

La terapia è per i deboli e gli stupidi. Sottoporsi ad essa è un’ammissione di debolezza. Nei rari casi in cui accada, è solo per permetterci di ottenere qualcosa che vogliamo o vogliamo evitare che ci succeda qualcosa di drastico e quindi riteniamo che la contropartita valga la pena. Lo facciamo nella certezza che qualsiasi trattamento non avrà effetti perchè:

1. Usiamo le nostre arti subdole manipolative per ingannare la persona che ci tratta che arriva alla conclusione che non c’è niente che non vada in noi.
2. Trascorriamo il tempo provando a sedurre il terapista e questo può funzionare o se sopravvive alla nostra manipolazione è comunque forzato ad interrompere le sedute.
3. Non vogliamo cambiare e vediamo le azioni del terapista come una sfida diretta che dobbiamo contrastare. La nostra energia è canalizzata nel frustrare e sconfiggere lui o lei e non nell’applicarci al trattamento.
4. Consideriamo la terapia come una fonte di carburante.

Il risultato è che è inutile. La realtà è che solo quelli che sono impegnati con noi sono gli unici che finiscono per aver bisogno di una terapia. Spesso accade che la nostra condotta sconcertante e disorientante verso di te ti porti a non sapere più dove sbattere la testa. Hai bisogno di risposte e se sei fortunato, capiti da un professionista che abbia una conoscenza approfondita della nostra tipologia. Sono capaci di illuminarti su ciò che hai passato, favorire la tua comprensione e tenerti la mano mentre passi nel difficile e doloroso momento della liberazione dalla nostra morsa. Tu sei benedetta dalla comprensione intuitiva attraverso questo trattamento.
In certi casi, l’abuso che somministriamo è tale da danneggiare seriamente il destinatario e quindi la terapia è necessaria per gestire i sintomi del nostro comportamento verso di te. Le ripercussioni su di te sono serie e hanno effetti a lungo termine.
Noi non abbiamo bisogno di terapie, tu sì. Nell’andare in terapia spesso realizzi per la prima volta cosa hai incontrato e a cosa sei stata sottoposta.

H.G. TUDOR

The Treatment

📰 LE DOPPIE LINEE DI DIFESA DEL NARCISISTA

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Per capire il tuo avversario narcisista (e non dimentichiamo che noi ci rendiamo conto che ti consideriamo nostro avversario) è essenziale che tu capisca che adottiamo due linee di difesa. È indispensabile che il nostro regno rimanga intatto, che il nostro dominio su di te non venga frenato, ostacolato o diminuito in alcun modo. Ciò implica che dobbiamo sempre avere il controllo. Mantenendo il controllo, siamo certi di raggiungere la fornitura de Gli Scopi Primari in modo da ottenere carburante (la cosa più importante), tratti caratteriali e benefici residui.

Immagina, se vuoi, un veicolo a motore. Questo veicolo a motore ha un computer che controlla la sospensione del veicolo. Questo computer esegue migliaia di calcoli e regolazioni a ogni secondo, cosicché la sospensione si modifica per tenere conto di buchi nella strada, rocce, salite, cali e qualsiasi deviazione. La conseguenza di questi aggiustamenti frequenti e istantanei è che l’auto stessa non si sposta mai, non cade, non rotola, non si appoggia o devia. Potresti bilanciare un bicchiere d’acqua sul cruscotto e non si rovescia mai. La macchina rimane ferma e stabile.

Noi siamo simili. Dobbiamo sempre mantenere il controllo. Dobbiamo avere il controllo sul nostro ambiente in modo da sapere che non ci sarà alcuna perdita di carburante, nessuna riduzione degli elementi del costrutto, nessuna distruzione del nostro impero e la discesa nel dimenticatoio. Per garantire questo controllo, proprio come ci si assicura che il veicolo a motore rimanga stabile, dobbiamo fare aggiustamenti ripetuti e frequenti per far fronte ai capricci ambientali. Dobbiamo affrontare le sfide, mantenere la lealtà, sconfiggere l’insurrezione, reprimere le ribellioni, soffocare il dissenso, mantenere la disciplina e qualunque cambiamento, alterazione e differenza si verifichi, il controllo deve essere mantenuto. Non ha importanza se il nostro comportamento, osservato dal tuo punto di vista, è incoerente, illogico, ipocrita, contraddittorio, offensivo, assurdo e così via, finché il controllo viene mantenuto. Questo è ciò che conta più di ogni altra cosa. Mantenendo il controllo, otteniamo ciò di cui abbiamo bisogno e continuiamo ad esistere come è necessario.

Qualsiasi sfida a questo controllo richiede una reazione di difesa da parte nostra e questo avviene in due forme distinte. Abbiamo un doppio meccanismo di difesa. La prima linea è il Diniego. La seconda linea è Distrarre and Deflettere.

Parliamo del Diniego. Se ci sfidi in qualche modo, che quindi minaccia il nostro controllo, allora la nostra risposta immediata sarà una negazione. La tua sfida può darsi che ci ferisca (quindi puoi aspettarti una reazione sotto forma di furia accesa che comprende la negazione) o più probabilmente, ci fornisci Carburante di Sfida. Quindi, non ci starai ferendo, ci starai dando carburante, ma noi non solo vogliamo provocarti perché tu ci dia più carburante, dobbiamo anche affermare il controllo e affermare la nostra superiorità e con la negazione otteniamo entrambe le cose.

Prendiamo ad esempio un tale interscambio: V è la vittima accusatrice e N è il narcisista che nega.

V – “Ti ho visto in un bar stasera, da Lorenzo, ed eri con un’altra donna.”

N – “No, non c’ero.”

V- “Sì, c’eri, ti ho visto.”

N- “Non potevi avermi visto, ero al lavoro, avevo una riunione in corso, c’era un nuovo cliente e aveva bisogno della squadra e che io gli risolvessi un bel po’ di problemi.”

V – “Smettila di mentire, ti ho visto con i miei occhi”.

N- “Beh hai bisogno di occhiali nuovi perché non ero io, tu pensi di avermi visto.”

V – “Eri tu. So come sei per l’amor di Dio. Stavi tenendo per mano una donna snella con lunghi capelli castani e che aveva una camicetta verde.”

N – “Non ero io.”

V – “Eri tu, smettila di mentire. Ammettilo, è vero?

N- “Non ero io.”

V- “Ti ho visto, ti ho visto con lei.”

N- “Non potevi avermi visto. Come ho detto, sono stato al lavoro fino ad ora. Chiama Tom, avanti, lui te lo confermerà.”

Il narcisista mantiene la negazione. Il Carburante di Sfida viene ricevuto mentre la vittima è frustrata, arrabbiata, ferita o turbata. Le parole usate, il tono della voce, l’espressione della faccia e il linguaggio del corpo tutto contribuisce alla fornitura di carburante. Se la vittima è la Fonte Primaria Intima (“IPPS”), il carburante sarà di alta potenza. La quantità di carburante erogata è così bassa dato che la discussione è durata solo un minuto, ma la frequenza è costante per quel minuto. Il narcisista continuerà a negare per mantenere il controllo e affermare la sua superiorità allo scopo di “reprimere” questa sfida. Se la vittima continua ad affermare l’accusa, il narcisista continuerà con la negazione finché la vittima non smetterà di fare quell’affermazione. Il narcisista ha carburante e ha mantenuto (o riacquistato) la superiorità.

A volte la prima linea di difesa è tutto ciò che è necessario per mantenere la difesa del regno del narcisista. Tuttavia, se il narcisista percepisce che la vittima crede di prendere il sopravvento e quindi ha effettivamente superato la prima linea di difesa di Diniego, allora si muoverà per mettere in atto la seconda linea di difesa che è quella di Distrazione e Deflessione.

Questa seconda linea è vasta, estesa, e si basa su una miriade di manipolazioni narcisistiche. Alcune di esse sono sottili e insidiose, altre sono palesi e rudimentali. Tuttavia, cadono sotto la bandiera di Distrazione e Deflessione.

Tornando all’esempio sopra, la vittima sempre più esasperata decide di giocarsi l’asso nella manica e tira fuori un telefono cellulare che contiene un filmato del narcisista con la donna misteriosa, mentre si tengono per mano e si danno un bacio. La vittima riproduce il filmato e il narcisista guarda.

Il Diniego può essere mantenuto e in alcuni casi ciò accade. Ad esempio, il narcisista affermerà

“Non ero io, era qualcun altro.”

tuttavia, il narcisista osserverà che la vittima sta mostrando i segni che sta prendendo il sopravvento. Le parole usate, il tono e l’espressione cambieranno per indicare che la vittima è convinta di aver ormai vinto la discussione e quindi la ripetuta negazione non permetterà al narcisista di mantenere la superiorità. Sì, può continuare ad attingere carburante dalla vittima se questa continua a rispondere in modo esasperato o incredulo, ma deve essere raggiunta anche la superiorità.

Di conseguenza, è qui che viene attivata la seconda linea di difesa.

L’Inferiore può semplicemente afferrare il cellulare e distruggerlo. Questo è Deflessione e Distrazione. Certamente, non vincerà nessun premio per l’acume, ma questo è ciò che il narcisista ottiene con un’azione del genere:

1. La prova che supporta la sfida della vittima alla superiorità del narcisista è sparita. Nel mondo compartimentato del narcisista, se una cosa non c’è, non esiste E non solo non è MAI esistita, di conseguenza

V – “L’hai distrutto perché sai che ho ragione.”

N – “A proposito di cosa?”

V – “Di te che baci quella donna.”

N – “Quale donna?”

v – “Quella sul video”.

N – “Quale video?”

V – “Quello che ti ho appena mostrato.”

N – “No, non l’hai fatto.”

Nota come è stata risollevata la prima linea della difesa. La distruzione della proprietà fisica (una manipolazione, anche se una di quelle vili) è stata messa in atto come una Deflessione e Distrazione e poi il narcisista, sentendo di aver fatto fronte alla sfida, si occupa della sfida successiva della vittima tornando di nuovo alla prima linea e quindi si impegna nel Diniego.

Ritornando a ciò che il narcisista ottiene con questa azione

2. La risposta della vittima a questa manipolazione fornirà carburante;

3. La superiorità viene mantenuta attraverso questo atto.

Come potrebbe reagire il Narcisista di Medio Rango a questa alzata di testa da parte della vittima? Il Diniego ha funzionato fino ad ora, quindi viene dispiegata la seconda linea di difesa.

N – “A cosa diavolo pensi di giocare?”

V – “Cosa intendi?”

N – “Mi spii”.

V – “Cosa? Non ti sto spiando, ti sto mostrando quello che hai fatto.”

N- “Sì lo stai facendo, sono stufo di te che cerchi di controllarmi, che mi spii in questo modo. E non sono l’unico, John mi ha detto solo la scorsa settimana che pensa che tu sia molto dispotica.”

V- “John pensa questo? Come te lo lavori quello là?”

N- “Oh lui non è l’unico anche altri miei amici lo pensano.”

La vittima viene quindi costretta a giustificare il proprio comportamento, cercando di difendersi dal controllo immaginario che lei apparentemente esercita sul narcisista. Il narcisista ha messo in atto Spostamento di Colpa, Triangolazione e Diffamazione come parte della seconda linea di difesa e ha funzionato. Il carburante viene fornito e l’accusa iniziale sull’inganno è stata accantonata.

Il Medio Rango potrebbe avere Distratto e Deviato andandosene e impegnandosi in un trattamento del silenzio (assente o presente) o accusando la vittima di avere una relazione (Spostamento di Colpa, Etichettamento, Proiezione) e quindi ogni tipo di manipolazioni diverse possono far parte di questa seconda linea di difesa.

E per quanto riguarda il Superiore, come potrebbe aver reagito alla produzione di questo video di prova?

Potrebbe aver adottato l’approccio del diniego all’inizio, tuttavia, vi è una possibilità significativa o che il Superiore abbia visto ciò che la Vittima stava facendo, o che sia stato informato da qualcuno di ciò che la Vittima ha fatto o che si sia accertato dall’atteggiamento della Vittima che c’è un potenziale asso che aspetta di venire giocato. Di conseguenza, il Superiore non avrà perso tempo col Diniego all’inizio. La sua totale fiducia nell’efficacia della seconda linea di difesa in questa sfida implica che può fare a meno della prima linea. Pertanto, la conversazione potrebbe essere andata avanti in questo modo:

V – “Ti ho visto in un bar questa sera, da Lorenzo, e tu eri con un’altra donna.”

N – “Davvero, perché non sei venuta a salutare. Stavo per chiamarti. Quella è Jennifer, mia vecchia amica.”

V- “Oh, capisco, non hai detto che l’avresti incontrata.”

N – “Come no, penso che scoprirai che l’ho detto. Ti ho detto una settimana fa che l’avrei incontrata, non la vedo da secoli. L’hai già conosciuta, ricordi? Era quando eravamo al box alle corse, per la Giornata delle Donne la scorsa estate. Avevi quel vestito delizioso, sai, quello verde impressionante.”

Il Superiore svia e si impegna in un monologo, elaborando dettagli del passato (reali o inventati), facendo complimenti e distraendo la vittima dall’impulso della sua accusa. In effetti, il Superiore può ricorrere a un’insalata di parole per Deflettere e Distrarre e quindi ottenere carburante e mantenere la superiorità. Il Superiore ha un’ampia gamma di possibili modi per mettere in atto la seconda linea della difesa. Ad esempio, potrebbe dire:

“Oh quella donna, è ossessionata da me. Non c’è nulla di cui preoccuparsi. Sì, mi ha baciato, piuttosto presuntuoso da parte sua, ma vedi anche come l’ho fermata. Non volevo che lei facesse una scenata, è un po’ pazza, ma non hai nulla di cui preoccuparti. Non lascerai che una persona come lei si frapponga tra te e me, vero?” (Spostamento di Colpa, Diffamazione, Triangolazione, Fascino)

OPPURE

“L’ho baciata, e allora. Se tu mi avessi baciato più spesso, non sarebbe successo. Puoi scegliere di prendere nota e darti una mossa o mi perderai.” (Minaccia, Spostamento di Colpa, Triangolazione)

OPPURE

“Davvero non c’è niente, lei era semplicemente piuttosto fanatica. Sai che la gente mi si butta addosso, ma è te che voglio. Perché altrimenti sono qui con te e nessun’altra? Ora, fammi sentire com’è un vero bacio, hmmm? “(Adulazione, Fascino, Triangolazione)

OPPURE

“La stavo reclutando per quella cosa a tre che dicevi di volere, non ricordi che eri d’accordo? In effetti, eri un po’ brilla ma hai detto che volevi farlo. Mi chiamerà alle 9, per venire, ma naturalmente volevo te con me, prima che lei si unisse a noi.” (Triangolazione, Gaslighting)

Il Superiore invariabilmente si affiderà al suo fascino e alla sua sicurezza per affermare la superiorità e affrontare la sfida, eventualmente passando al problema delle minacce se necessario. In ogni caso, il carburante viene ottenuto e la linea di difesa di Deflessione e Distrazione rimane intatta e con essa viene mantenuta la superiorità e quindi il controllo.

Il Diniego è il nostro primo punto di riferimento per mantenere il controllo (anche se per il Superiore meno) e quindi la gamma di manipolazioni, dal Gaslighting, Minacce, Insalate di Parole, Trattamento del Silenzio, Bullismo, Intimidazione, Etichettatura e Triangolazione e altro ancora fanno parte della seconda linea di difesa. Aggiungeremo Scissione di Pensiero, Voltafaccia, Ipocrisia, Contraddizione all’interno di questa seconda linea per mantenere il controllo e per mantenerlo in equilibrio. Tale è l’ampiezza e la profondità di questa seconda linea, tu non la infrangerai e noi continueremo ad andare avanti finché non sarai costretta a ritirarti, noi veniamo alimentati e manteniamo quel controllo che è fondamentale per noi. Questo è il motivo per cui facciamo quello che facciamo.

H.G. TUDOR

The Narcissist´s Twin Lines of Defence

📑 SPOSTATORE DI COLPA

 

191120B BlameshifterÈ fondamentale che noi rimaniamo irresponsabili delle nostre azioni. Uno dei modi più efficaci per evitare questa responsabilità, provocandoti e lasciandoti esasperato e sbalordito è quello di impegnarci in un trasferimento di colpa. Noi siamo gli scaricatori di colpa che useranno sempre questa forma di manipolazione nella nostra ricerca incessante per mantenere il sopravvento.

Non solo crediamo di avere il diritto alla completa immunità per ciò che diciamo e facciamo, a causa della nostra innata superiorità, crediamo anche che sia necessario per noi essere in grado di raccogliere carburante con la stessa frequenza e con la stessa efficacia di sempre. Se venissimo rallentati dal dover fare scuse significative, spiegare noi stessi, spiegare ciò che abbiamo fatto e accettare la responsabilità per le conseguenze questo assorbirebbe del tempo che sarebbe speso molto meglio nella ricerca di carburante. Ostacolandoci in questo modo ci farebbe diventare più deboli dal momento che non saremmo in grado di accumulare tanto carburante come facciamo di solito. È perciò necessario, così rimaniamo lucidi, efficaci e a passo leggero, di modo che non siamo mai preoccupati della trasparenza e anche per non permettere mai che la responsabilità incomba su di noi. Come in molte delle nostre macchinazioni, questo approccio ci consente anche di raccogliere carburante in quanto tale attraverso l’imposizione di colpa su altri, di solito te, e attraverso la risposta emotiva attonita e oltraggiata che scaturisce da questo atto sconcertante di allontanarci e farla franca. Come sempre, le parole sono i nostri migliori alleati quando si tratta di bloccare il tentativo di farci assumere il manto della responsabilità. Ecco cinque delle nostre frasi preferite.

1. Cosa ti aspetti che faccia al riguardo?

Un delizioso frammento di biasimo per cominciare. Non dichiariamo nemmeno che consideriamo tua la colpa, la tua responsabilità o il tuo obbligo con questa domanda. Tuttavia, l’implicazione è chiara: ci aspettiamo che tu faccia qualcosa al riguardo, perché non ci assumiamo responsabilità, il tuo ruolo è quello di ripulire dopo di noi e hai assunto quel ruolo quando hai accettato le nostre profferte amorose. Ti sei perso quel termine del contratto? Non incolpare noi, è colpa tua.

Mi vanto regolarmente di quanto sono brillante e speciale. Che ho molti talenti e se decido così, potrei rimediare a molte situazioni nel giro di pochi istanti, ma nonostante questo sia l’atteggiamento che io adotto col mondo in generale, non ho intenzione di farlo con te. Nessuna possibilità. Non sono qui per raccogliere i cocci dopo di te, anche se mi aspetto che tu lo faccia più volte. Posso fare quello che mi piace e tu sei obbligato a riparare il danno che io provoco – raccogliere i pezzi rotti di stoviglie, scusarti con l’amico scioccato dopo uno sfogo, cercare di risolvere il guaio finanziario che ci è rimasto. Se hai causato un problema, e ammettiamolo, è sempre comunque colpa tua, non puoi aspettarti che io faccia qualcosa al riguardo. Sono al di sopra di tali compiti umili. Ho cose importanti e più importanti a cui partecipare. Ad esempio? Non devo dar spiegazioni a persone come te. Se ho causato il problema (e in realtà di solito è quello il caso), non ho intenzione di fare nulla al riguardo.

2. Affrontala.

È così e ti conviene abituarti. Questa dichiarazione orgogliosa è il corso per il nostro senso di diritto di fare come ci piace. Noi spazziamo via tutto e devi solo sopportarlo. Non puoi scappare; non permetteremo che ciò accada. Darti questo comando abbaiante è un modo efficace di sconvolgerti. Ti viene detto che sei inutile e dovresti semplicemente mandare avanti la questione piuttosto che lamentarti. Non dovresti lamentarti; avresti dovuto già intuire che dovevi risolvere la situazione. Non chiedermi aiuto perché non ho tempo per questa stupidaggine da Topolino.

3. Hai fatto succedere questo.

Ci piace affermare che agiamo con l’onnipotenza di un dio, ma quante volte hai scoperto che hai in qualche modo fatto succedere qualcosa così da suggerirti che eserciti i poteri di una divinità? Il mio arrivo in ritardo dipendeva da te. Il mio fallimento nel ricordare qualcosa è stato causato da te. La mia infedeltà per la sesta volta è stata interamente una conseguenza di ciò che hai fatto. Nella sua versione più brutale, questa dichiarazione viene emessa senza alcuna spiegazione sul motivo per cui è stato causato il problema. Diciamo che è così quindi deve essere giusto. Questo dialogo ti sembra familiare?

“Perché è così?”

“Lo è e basta.”

“Ma perché?”

“Perchè dico così.”

Oltre quelli della nostra tipologia, chi se ne esce con tali affermazioni prive di verità o di spiegazione? Giusto, i bambini. Questo ti dice tutto ciò che devi sapere sulla nostra mentalità quando ti accusiamo di essere colui che ha causato il problema. Se sei abbastanza “fortunato” da ricevere una qualche spiegazione, ha perfettamente senso se visto dal nostro punto di vista, anche se non sarà dal tuo. Questo è intenzionale. Vogliamo che tu ti senta attonito, sconcertato e infastidito dalla nostra assoluta sfrontatezza nel collegare le nostre malefatte e il tuo averle causate.

“Se fossi più devota non andrei da nessun’altra parte”

“Che cosa vuoi dire con questo? Non potrei essere più devoto nei tuoi confronti. “

“Oh è vero, nega che questo ha a che fare con te e fa che sia io la persona cattiva.”

“Beh, sei tu che hai avuto la relazione.”

“Causato da te.”

“Come?”

“Te l’ho già detto e se non puoi accettarlo, non ha senso continuare questa conversazione.”

Non ottieni risposta senza accettazione di colpa. Tutto quello che ottieni è una spiegazione tenue (nel tuo mondo, ma non nostra) sul motivo per cui la nostra colpa è tutta su di te.

4. Perché devi rovinare tutto?

Caso simile al punto tre esposto sopra ci sottraiamo ma con un ulteriore strato di colpa. Nell’esempio sopra, hai causato il problema anche se non lo avevi necessariamente premeditato. Con questa affermazione ti diciamo che non solo il problema non lo stiamo causando noi, è colpa tua e indovina un po’? Volevi farlo perché sei una persona brutta e orribile. La nostra paranoia sfrenata ci fa credere che tu sei qui per prenderci, farci cadere e che stai tramando per spodestarci come conseguenza del nostro comportamento nei tuoi confronti durante la svalutazione. Questo è il motivo per cui ogni volta che qualcosa va storto, sei l’artefice di quella disgrazia, perché hai intenzionalmente deciso di causarci un problema, guidato dalla tua innata cattiveria e gelosia.

5. Perché mi rendi la vita così difficile?

Poveri noi. Messi sotto i piedi da te e dai tuoi terribili comportamenti. Queste cose ti vengono spesso lanciate quando inizi a prendere coscienza delle nostre manipolazioni e, per scelta o per puro esaurimento, non stai più interagendo con le nostre provocazioni e macchinazioni. Quello che ti stiamo effettivamente dicendo in questo caso è: “Perché rendi così difficile estrarre carburante da te?” La tua incapacità di collaborare e fare quello che vogliamo ci fa spendere più energia per ottenere il carburante negativo da te, e in accordo con la nostra prospettiva di vittima, lo stai facendo apposta. Dobbiamo procurarci quel carburante e tu dovresti aiutarci, non ostacolarci, non da meravigliarti se ci scagliamo contro di te in questo modo perché sei pessimo e rendi le nostre vite molto più dure e difficili di quanto tu dovresti fatto o una volta facevi.

H.G. TUDOR

Blame Shifter

👤 CAPRO ESPIATORIO

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“Non vuoi finire come lui adesso, vero?”

Anni dopo quelle parole mi risuonano ancora nella mente. Agiscono come un crudele guardiano che garantisce che non inciamperò, non andrò mai in rovina e non cadrò mai vittima delle ingiustizie che questo mondo ha in serbo per me. Mi è stato mostrato cosa succede a coloro che sono deboli, a quelli che non riescono a prendere il controllo e raggiungere il potere per se stessi. Le conseguenze del fallimento mi sono state messe davanti quasi ogni giorno per permettermi di assistere all’intenso orrore di ciò che doveva essere sotto gli standard, sotto la media o semplicemente non abbastanza buono.

Sapevo che questo destino non doveva abbattersi su di me e che era necessario che io mi arrampicassi più in alto di tutti gli altri, non importava a quale costo. Finché ci fosse qualcuno sotto di me su quella scala mentre salivo, allora, come si suol dire, il peggio toccherà agli ultimi.

A testa alta e avanti, salendo sempre più in alto per sfuggire alle conseguenze della vulnerabilità, della debolezza e del fallimento. Mi è stata data un veloce prontuario nell’ apprendere come restare in testa e proteggere me stesso. C’erano due percorsi disponibili per assicurare che tu fossi il numero uno e il migliore. Sforzarti di stare avanti rispetto alla resistenza, e per resistenza avevo pensato che si intendesse tutti gli altri, e inoltre abbattere la resistenza in modo che essi vengano sommersi nel pantano del fallimento.

Se il tuo avversario è più alto, tagliagli le ginocchia. Se è più bello, gettagli l’acido in faccia. Se è più intelligente, fagli schizzar fuori le cervella. Se è più forte, colpiscilo nel punto debole. Se è più ricco, deprivalo di monete e centesimi. Se vive in un luogo ameno, inquina la zona circostante. Se ha un buon lavoro, fallo licenziare. Ovviamente si parla per un po’ di tempo in senso metaforico, e ciò significa che per fare tutte queste cose è necessario giocare la carta del capro espiatorio. Diventare abile a puntare il dito altrove, coltivare la persuasione in modo che l’attribuzione della colpa ricada sulle spalle di un altro, dare rifiuti plausibili in modo che il manto di colpa non si posi mai sulla mia testa. Non sarà mai colpa mia. Mai. Quelle erano le mie istruzioni.

L’addottrinamento continuava. Non sei da biasimare, non sei colpevole, non sei il problema, non hai nemmeno causato il problema. Cancella la parola scusa dal tuo vocabolario dal momento che non la senti, rimuovi l’idea di scusarti perché non hai nulla di cui scusarti, non esprimere nulla che possa essere considerato un senso di colpa in quanto questo è un concetto alieno.

C’è sempre qualcun altro che può essere incolpato. Non ci vuole molto perché il ripetuto mantra del non essere mai colpa mia, generi quel senso di inespugnabilità e una mancanza di responsabilità. Dal momento che è colpa di tutti gli altri, è una logica impeccabile, non è che non può esser mai colpa mia? Ne consegue perciò che se non è mai colpa mia, un individuo così privo di difetti è veramente superiore e si erge sopra tutti gli altri.

Per facilitare ciò, si rende quindi necessario identificare un capro espiatorio o, più esattamente, dei capri espiatori. Il ruolo del capro espiatorio si inserisce perfettamente nel nostro modo di pensare. La colpa è un concetto intangibile ma che esiste. Qualcuno deve essere sempre incolpato. Mi è stato insegnato questo fin dall’inizio. Le cose non capitano e basta, accadono per una ragione e la ragione era che lei urlava sempre, che sbagliava sempre, che loro erano socialmente emarginati, che lei non era in grado di superare l’esame, che lui non aveva mai raggiunto un obiettivo, che loro non erano mai andati in vacanza, che lui non era in grado di tenersi un lavoro, che lei era una madre single, che lui aveva un problema con il bere, che lei era brutta, che lui viveva in una zona povera, che lei non era mai stata invitata, che lui era morto da solo, che lei era stata picchiata, che lui era stato arrestato, che lei era stata violentata, che lui era stato assassinato, era perché essi erano capri espiatori.

Rendere gli altri il capro espiatorio, l’immunità dalla colpa e il biasimo che ne consegue fa sì che ci si possa muovere senza ostacoli, barriere o confini. Fa’ diventare lui o lei un capro espiatorio perché se non lo fai per primo lo faranno loro con te. Assicurati di dar loro la colpa prima che possano dirigere quell’occhio accusatore nella tua direzione. Rimani uno, no, dieci passi avanti. Essi meritano di venire incolpati. Se avessero avuto un po’ di valore, non verrebbero stigmatizzati in questo modo, è colpa loro.

Ho imparato che possono arrivare con sorrisi, ma la lama della colpa è puntata dietro le loro spalle, pronta a colpire, quindi affonda profondamente dentro di loro il tuo pugnale di colpa per primo. Non farti prendere dalle false dichiarazioni di amore e compassione, non sono che veli da mettermi sugli occhi di modo che puoi posare sulla mia testa una corona di responsabilità.

Presto le esperienze che ho acquisito hanno iniziato ad istruirmi automaticamente. Non ti senti abbastanza considerato ad una festa? Gli ospiti sono ignoranti e scortesi. Dì a qualcuno che si tratta di questo e vedi come si sposta l’attenzione. Servito con lentezza al bar? Il barista è incompetente e ci si dovrebbe ricordare di questo fatto. Vedi come aveva reagito ora? Report non completato in tempo? Trova un collega junior e fai notare come ha omesso di fornire le informazioni necessarie. Criticato perché non guadagni abbastanza? Incolpa i padroni per aver condotto l’azienda sul lastrico e non riuscire a premiare un lavoratore diligente come me. Ti senti irrequieto e non amato? Scagliati contro di lei così lei cerca di farsi perdonare. Bloccato nel traffico? Incolpa il dipartimento dei trasporti per i lavori stradali fatti male. Difficoltà a dormire? Devono essere quei dannati vicini e la loro musica a tarda notte, va a dar loro una bella strigliata e vedi come ti senti molto meglio quando fai notare loro che sono in colpa.

Ma cosa succede se non si verificano queste cose ma succede perché non sono una persona abbastanza interessante con cui parlare, o non abbastanza attraente da essere notato, o non abbastanza bravo nel mio lavoro, o non raggiungo gli obiettivi perché non sono in grado di applicare lo sforzo necessario, o perché non le mostro più alcun affetto, o perché sono partito tardi da casa, o perché mi sono addormentato questo pomeriggio?

Mai. Questo è quello che loro vogliono farti pensare. Questo è il controllo che cercano di esercitare su di te. È così che entrano nella tua mente e cercano di farti pensare che sei debole, quando non lo sei. Ricorda, vogliono che tu sia il capro espiatorio. Vogliono che tu sia il fallimento, vogliono che tu sia il bersaglio del loro dar colpe, quindi prendi la colpa, accusa il colpo e diventa il capro espiatorio. Già, hai ragione, ora ricordo.

I dettami risuonano ancora adesso, ricordando ed enfatizzando. Non è il tuo ruolo. Sei migliore di tutti loro. Ti innalzerai al di sopra di loro e per farlo devi lavorare sodo su tutto e assicurarti che essi siano i soli a venire incolpati, perché così dev’essere. Sono quelli che stanno cercando di impedirti di raggiungere e rivendicare ciò che è
tuo di diritto. Sono i doppiogiochisti, i nemici insidiosi, gli infidi traditori che scatenano la sedizione e praticano la slealtà. Fai sapere chi sono, incolpali ingiustamente.

Quindi questo spiega tutto ciò che facciamo. Troviamo un capro espiatorio in ogni aspetto della nostra vita. Il fratello bistrattato, il collega piagnucoloso, il vicino criticato, lo straniero nell’ipermercato locale, il dipendente sottomesso, io zimbello del circolo sociale e soprattutto tu, il partner intimo che diventi il capro espiatorio perfetto.

Sei tu che diventi il ricettacolo delle nostre persecuzioni prepotenti, intimidatorie, fastidiose, bullistiche, intimidatorie, costringenti, colpevolizzanti, accusatorie, minacciose, terrorizzanti, randellanti e opprimenti. Hai bruciato la cena, hai fatto diventare rosa la camicia bianca, ti sei dimenticata di ritirare quel regalo che volevamo, non hai soddisfatto il nostro appetito sessuale, ci hai resi infedeli, ci hai fatto rompere quello specchio, ti sei fatta prendere a schiaffi, ci hai fatto ammalare, hai fatto perdere la nostra squadra, ci sei costata quella promozione, ci hai svegliato troppo presto, ci hai svegliato troppo tardi, ci hai fatto addormentare, ci hai tenuti svegli, non l’hai fatto, l’hai fatto. Ancora.

Questo condizionamento ha garantito che l’unico modo per rimanere in testa, vincere e riuscire fosse trovare qualcuno da incolpare e questo non cambia perché sappiamo che stai solo aspettando di provare a dare la colpa a noi, bene, conosciamo il tuo gioco. Ti abbiamo preso di mira e sei tu da incolpare, non noi.

L’unico modo per prevenire l’inferno di essere un capro espiatorio è quello di rendere altri un capro espiatorio.

E così faccio quello che faccio, dico quello che dico e sono quello che sono così non finirò come lui, come lei, come loro, come te.

Puoi davvero biasimarmi perché faccio questo?

H.G. TUDOR

Scapegoat

📰 RACCONTARE STORIE

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Ti abbiamo gettato da parte dopo averti sottoposto a una litania di abusi, maltrattamenti e al pieno orrore del nostro repertorio manipolativo e disorientante. Hai investito tutto te stesso nel perseguimento di ciò che credevi il nostro amore perfetto. Hai sopportato l’umiliazione, la denigrazione e la svalutazione, eppure stavi ancora lì, capace di tutto per curare e guarire. Ci hai voluto così tanto che fa male e fa male ancora. Non solo ti abbiamo scartato con un insignificante disprezzo per il tuo benessere e la tua salute mentale, abbiamo aggiunto al dolore lo sfoggio delle nostre ultime conquiste a tutto il mondo. Tu non sei più il destinatario del nostro ardente desiderio. Sei stato rimosso dalla nostra grazia e dal nostro favore ed è stato installato un nuovo beneficiario. Il monumento al nostro amore presumibilmente eterno è stato raso al suolo e su quel terreno un tempo sacro abbiamo eretto un nuovo edificio, lodando il nostro nuovo interesse, più splendente e di gran lunga superiore. Ciò che una volta giuravamo durasse per sempre, è stato fatto a pezzi e cancellato dai libri di storia.

Il tuo dolore, rabbia e indignazione sono tangibili. Il comportamento traditore a cui ti abbiamo sottoposto ti ha fatto a pezzi. È abbastanza orribile che dopo tutto ciò che hai fatto, tutto ciò che hai dato e tutto ciò che hai sopportato, tu sia stato eliminato dal registro. L’insulto è stato ingrandito e moltiplicato a causa della nostra infatuazione per il tuo rimpiazzo. Come abbiamo osato farti questo. È assolutamente ingiusto.

Il tuo desiderio di rivalsa è immenso. Tu vuoi che abbiamo la nostra meritata punizione e avvisare il mondo del mostro quale tu ci vedi. Senti che deve essere detto tutto riguardo al terribile prezzo che hai subito dal nostro trattamento, ma soprattutto, hai quell’irresistibile sensazione di dover proteggere e avvertire. La natura empatica che ti ha reso un bersaglio così attraente per noi è sopravvissuta nonostante l’attacco che ti abbiamo sferrato. Devi salvare la nostra conquista da ciò in cui sei passato tu. Non solo devi salvare il povero innocente dal nostro tocco tossico, il che ti permetterà di mettere a punto una deliziosa vendetta su di noi. Portandoci via la cosa a cui bramiamo, sai che il trionfo ti attende. Il nostro nuovo acquisto potrebbe rendersi conto di cosa è successo, ma ci vorrà troppo tempo. No, lo devi a lei e lo devi a te stesso di intervenire, educare e avvertire. È tempo di esporci per quel che dici che siamo.

Ci richiami per il comportamento perfido che abbiamo tenuto. Denigri le nostre storie sul tuo comportamento isterico e irragionevole e tuttavia eccoti qui, pronto a diffondere queste bugie su di noi al nostro nuovo amore. Ti consideri una persona di natura buona e caritatevole, eppure sei deciso a rovinare la nostra nuova felicità. Non sei stato abbastanza bravo per noi. Ci hai deluso e quindi hai dovuto essere messo da parte e sostituito. Fuori con il vecchio e dentro con il nuovo. Questo è l’ordine naturale degli eventi. L’apparecchio non funziona più, pertanto è necessario dare risalto e installare un nuovo apparecchio più veloce ed efficace. Perché lamentarsi di questo? Se fossi stato adatto allo scopo, saresti ancora l’oggetto del nostro affetto, ma hai fallito. Ti abbiamo dato ogni possibilità, eppure sei saltato di nuovo fuori a pretendere. È tua la colpa. Devi incolpare solo te stesso. Eppure, esibendo la malvagità di cui ci accusi gioiosamente, corri dal nostro nuovo interesse a raccontare storie su di noi.

La tua lingua carica di veleno tesse le sue parole malevole mentre sussurri storie inventate per scoraggiare il nostro nuovo amore dal restare con noi. Non capisci che questa è la vera ragione per cui abbiamo dovuto lasciarti andare. Ci abbiamo provato. Ci abbiamo provato davvero, ma tu insistevi ad inveire contro di noi e a non sottometterti alla nostra volontà. Non c’era speranza per questo se non toglierti dalla nostra vita. Quali persone di sostanza e precisione, non siamo andati da altri con i nostri racconti lamentosi, cercando di ottenere la loro comprensione. No, non fa per noi. Consideriamo il nostro tempo con te come un errore e impariamo da esso. Ora abbiamo trovato una persona migliore. Quindi, cosa significa che siamo andati avanti con ciò che consideri una fretta sconveniente, noi abbiamo il diritto di andare avanti. Dovresti prestare attenzione alle nostre capacità in proposito, invece di restare impantanato in quello che sarebbe potuto essere. Imprigionare te stesso in una tomba di malinconia non è il progresso. Evidenzia solo il nostro essere superiori a te. Noi siamo andati avanti. Se tu non ne sei in grado, allora è un tuo problema, non nostro.

Noi agiamo con rispetto e non ci abbassiamo al tuo livello. Sappiamo che il nostro personaggio parla da solo con questa nuova persona. Le permettiamo di farsi un’opinione propria e il vasto lavoro preparatorio che abbiamo messo in atto ha fatto sì che questa persona sia impermeabile al tuo comportamento sgradevole. Sappiamo che la nostra inespugnabile facciata di magnificenza non può essere trafitta dalle tue bugie selvagge e contorte. Corri dal nostro nuovo amore, corri da quella persona e cerca di versare il tuo veleno nelle sue orecchie e noi osserveremo sorridendo mentre si gira verso di te e scuote la testa. È immune alla tua campagna diffamatoria. Sa che siamo veramente meravigliosi e che tu hai avuto la tua possibilità, ma hai distrutto ciò che avevamo come conseguenza del tuo comportamento apertamente squilibrato. Lei ti dice quanto stupendamente la tratto e tu cerchi di spiegare come era con te all’inizio, ma le tue parole vengono perse nella traduzione. È stato detto di te che la tua gelosia ha distorto il tuo punto di vista, che la tua paranoia ha deformato la tua visione del mondo. La tua follia è stata ben documentata. Abbiamo creato la difesa. Abbiamo dato l’avvertimento e come sempre siamo arrivati prima.

Racconta le tue storie, ma tutto ciò che fai è rafforzare il nostro splendore e il motivo per cui siamo stati oh così onesti da liberarci di te. A nessuno piace una storia. A nessuno piaci tu.

H.G. TUDOR

Tell Tale

📑 SEI STATO AVVISATO

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“Lo sai che non dovevi coinvolgerti con me vero, Sono difettoso.”

“Beh è un po’ troppo tardi per questo, non ti pare? Sono già coinvolta.”

“Lo so e mi fa piacere sentirti dire questo, davvero, perché ti voglio più di qualsiasi cosa. Non ho mai desiderato nessun’altra nel modo in cui voglio te ma è perché penso che staresti molto meglio senza di me.”

“Non essere stupido, che vuoi dire con questo?”

“Sei così meravigliosa, così perfetta. Davvero non ho mai conosciuto nessuna come te. È come se tutto quello che ho sempre voluto e di cui ho sempre avuto bisogno in qualcuno fosse stato mescolato insieme allo stesso tempo.

“È adorabile che tu me lo dica, ma non sono perfetta, tutt’altro.”

“Per me lo sei.”

“Che Dio ti benedica, che cosa dolce. Anche io penso che tu sia meraviglioso, per nulla difettoso. Non posso credere che tu l’abbia detto.”

“Beh lo sono.”

“Non dal mio punto di vista. Sei incredibile, premuroso, amorevole, attento, interessante, sensuale e così appassionato. Queste sono solo alcune delle cose che mi vengono in mente quando penso a te.”

“Che altro?”

“Oh lasciami pensare. Generoso, sì generoso e gentile, rispettoso e di successo. Anche divertente. Non riesco a pensare a nessun altro che può accendere l’atmosfera come fai tu. Adoro guardarti mentre hai l’attenzione di tutti, mi rendo conto di quanto amano starti a sentire.”

“Oh lo dici solo per farmi stare meglio.”

“Per nulla, credo ad ogni parola, davvero. Non ho mai incontrato nessuno così speciale come te ed ecco perché ti amo così.”

“Non dovresti, non intendo essere maleducato, ma verrai solamente ferita.”

“Come? Da te?”

“Sì.”

“Come?”

“Non lo so; semplicemente rovino sempre tutto. Potrebbe suonare strano ma in qualche modo voglio credere, intendo, diciamo che so che dovrebbe funzionare con te, con te più di chiunque altra, suppongo di essere terrorizzato che ciò che abbiamo sia così meraviglioso, così perfetto che potrei fare qualcosa per rovinarlo e allora ti feriresti e non potrei tollerare che accada.”

“Vedi, eccoti di nuovo, rispettoso e gentile.”

“Non potrei convivere con me stesso se ti ferissi e non voglio correre il rischio che accada. Non meriti di essere ferita.”

“Non accadrà, lo sento. Ciò che abbiamo io e te è qualcosa di fuori dal comune.”

“Sì, lo abbiamo vero?”

“Assolutamente. Ti amo e tu mi ami e nessuno cambierà questo.”

“Lo so, lo so, ma se, lo sai, facessi qualcosa?”

“Tipo cosa?”

“Non so, è solo che beh, le precedenti relazioni non sono state esattamente un successo no? Il mio curriculum non è fantastico.”

“No, ma non è stata colpa tua no? Guarda, mi hai raccontato tutto di quello che è successo in passato. Non molti uomini sarebbero stati così onesti come te nell’ammettere ciò che hanno attraversato. Ci vuole vero coraggio ed è tipico dell’onestà e della moralità che emani. Sei un uomo buono e sei stato trattato in modo ripugnante da certa gente cattiva. Ohhh, se mai li incontrassi, non so che farei.”

“Lo so che capiresti. Lo fai sempre. Mi prendi. Vedi, loro non l’hanno mai fatto. Ho provato sai. Ho sempre tentato di far funzionare le cose. Volevo solamente che fossimo entrambi felici ma sai quando qualunque cosa fai non è mai abbastanza? Quando non importa quanto duramente provi a compiacere qualcuno ma loro trovano sempre qualche tipo di sbaglio? Erano così. Il più delle volte mi facevano sentire come se fosse colpa mia. Avevano questo modo di rigirare ogni cosa così passavo per il cattivo di turno. È difficile da spiegare, ma questo è ciò che facevano.”

“Capisco. Certe persone semplicemente si deliziano della disperazione degli altri, ma questo non accadrà tra te e me.”

“No?”

“No. Abbiamo entrambi sofferto in precedenza.”

“Lo so. Ecco perché non voglio ferirti, lo hai già fatto abbastanza in passato e meriti di essere trattata come si deve.”

“Beh questo è ciò che fai. Non potrei desiderare un fidanzato migliore, davvero non potrei. Mi metti al primo posto, sopra qualunque altra cosa e fai così tanto per me. Lo apprezzo davvero e ogni giorno che passa mi sento più innamorata di te per via di ciò che fai per me.”

“Grazie. Questo è tutto ciò che voglio. Che entrambi siamo felici. Penso che sia solamente per via di ciò che è accaduto in passato, sono preoccupato che questa volta, avendoti trovata, andrà male di nuovo e tu verrai ferita e io non potrei sopportarlo.”

“Onestamente, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Sei portato a sentirti così solo per via di quello che ti hanno fatto. È comprensibile. Lo so che non mi feriresti mai. Come potrebbe mai ferirmi chiunque dicesse le cose che tu dici a me?Non ho mai avuto qualcuno prima che mi dicesse le meravigliose e bellissime cose che tu mi dici. Mi riduci in lacrime. Lacrime di gioia ovviamente perché semplicemente sai cosa dire, mi capisci.”

“Sì. C’è una connessione ed è profonda e piena di significato e non voglio che venga mai recisa. Combatterò fino all’ultimo respiro per rimanere legato a te. Vorrei diventare te.”

“Vedi, rieccoci, dici le cose più meravigliose.”

“Sei tu che me le tiri fuori. Se non fosse per te non so che farei.”

“Bene non hai di che preoccuparti, no? Sono tua e mi avrai sempre.”

“Dici sul serio?”

“Assolutamente.”

“Vedi sono veramente in paradiso ogni volta che ci baciamo. Non voglio ferirti o perderti mai.”

“Non accadrà. Mi avrai per sempre.”

“Lo spero, lo spero davvero.”

“Sì. Ora, niente più conversazioni su te che mi ferisci, non accadrà. Abbiamo il resto delle nostre vite per stare insieme ed essere felici. Fammi aprire un’altra bottiglia di vino, no, è il mio turno, tu stai qui. Mi stai già dietro abbastanza, lasciami fare qualcosa per te, per una volta.”

“Ok, un altro giro per favore.”

“Arrivo in un minuto. Ti amo.”

“Ti amo anch’io.”

H.G. TUDOR

You Were Warned

📑 LA MANIPOLAZIONE DEL GIOCO DI PIETÀ DEL NARCISISTA DI MEDIO-RANGO

191017B 🌼 The Middle Mid Range Narcissist´s Portentous Pity Play Manipulation.jpg

“Lo sai che non dovevi coinvolgerti con me vero, Sono difettoso.”

“Beh è un po’ troppo tardi per questo, non ti pare? Sono già coinvolta.”

“Lo so e mi fa piacere sentirti dire questo, davvero, perché ti voglio più di qualsiasi cosa. Non ho mai desiderato nessun’altra nel modo in cui voglio te ma è perché penso che staresti molto meglio senza di me.”

“Non essere stupido, che vuoi dire con questo?”

“Sei così meravigliosa, così perfetta. Davvero non ho mai conosciuto nessuna come te. È come se tutto quello che ho sempre voluto e di cui ho sempre avuto bisogno in qualcuno fosse stato mescolato insieme allo stesso tempo.

“È adorabile che tu me lo dica, ma non sono perfetta, tutt’altro.”

“Per me lo sei.”

“Che Dio ti benedica, che cosa dolce. Anche io penso che tu sia meraviglioso, per nulla difettoso. Non posso credere che tu l’abbia detto.”

“Beh lo sono.”

“Non dal mio punto di vista. Sei incredibile, premuroso, amorevole, attento, interessante, sensuale e così appassionato. Queste sono solo alcune delle cose che mi vengono in mente quando penso a te.”

“Che altro?”

“Oh lasciami pensare. Generoso, sì generoso e gentile, rispettoso e di successo. Anche divertente. Non riesco a pensare a nessun altro che può accendere l’atmosfera come fai tu. Adoro guardarti mentre hai l’attenzione di tutti, mi rendo conto di quanto amano starti a sentire.”

“Oh lo dici solo per farmi stare meglio.”

“Per nulla, credo ad ogni parola, davvero. Non ho mai incontrato nessuno così speciale come te ed ecco perché ti amo così.”

“Non dovresti, non intendo essere maleducato, ma verrai solamente ferita.”

“Come? Da te?”

“Sì.”

“Come?”

“Non lo so; semplicemente rovino sempre tutto. Potrebbe suonare strano ma in qualche modo voglio credere, intendo, diciamo che so che dovrebbe funzionare con te, con te più di chiunque altra, suppongo di essere terrorizzato che ciò che abbiamo sia così meraviglioso, così perfetto che potrei fare qualcosa per rovinarlo e allora ti feriresti e non potrei tollerare che accada.”

“Vedi, eccoti di nuovo, rispettoso e gentile.”

“Non potrei convivere con me stesso se ti ferissi e non voglio correre il rischio che accada. Non meriti di essere ferita.”

“Non accadrà, lo sento. Ciò che abbiamo io e te è qualcosa di fuori dal comune.”

“Sì, lo abbiamo vero?”

“Assolutamente. Ti amo e tu mi ami e nessuno cambierà questo.”

“Lo so, lo so, ma se, lo sai, facessi qualcosa?”

“Tipo cosa?”

“Non so, è solo che beh, le precedenti relazioni non sono state esattamente un successo no? Il mio curriculum non è fantastico.”

“No, ma non è stata colpa tua no? Guarda, mi hai raccontato tutto di quello che è successo in passato. Non molti uomini sarebbero stati così onesti come te nell’ammettere ciò che hanno attraversato. Ci vuole vero coraggio ed è tipico dell’onestà e della moralità che emani. Sei un uomo buono e sei stato trattato in modo ripugnante da certa gente cattiva. Ohhh, se mai li incontrassi, non so che farei.”

“Lo so che capiresti. Lo fai sempre. Mi prendi. Vedi, loro non l’hanno mai fatto. Ho provato sai. Ho sempre tentato di far funzionare le cose. Volevo solamente che fossimo entrambi felici ma sai quando qualunque cosa fai non è mai abbastanza? Quando non importa quanto duramente provi a compiacere qualcuno ma loro trovano sempre qualche tipo di sbaglio? Erano così. Il più delle volte mi facevano sentire come se fosse colpa mia. Avevano questo modo di rigirare ogni cosa così passavo per il cattivo di turno. È difficile da spiegare, ma questo è ciò che facevano.”

“Capisco. Certe persone semplicemente si deliziano della disperazione degli altri, ma questo non accadrà tra te e me.”

“No?”

“No. Abbiamo entrambi sofferto in precedenza.”

“Lo so. Ecco perché non voglio ferirti, lo hai già fatto abbastanza in passato e meriti di essere trattata come si deve.”

“Beh questo è ciò che fai. Non potrei desiderare un fidanzato migliore, davvero non potrei. Mi metti al primo posto, sopra qualunque altra cosa e fai così tanto per me. Lo apprezzo davvero e ogni giorno che passa mi sento più innamorata di te per via di ciò che fai per me.”

“Grazie. Questo è tutto ciò che voglio. Che entrambi siamo felici. Penso che sia solamente per via di ciò che è accaduto in passato, sono preoccupato che questa volta, avendoti trovata, andrà male di nuovo e tu verrai ferita e io non potrei sopportarlo.”

“Onestamente, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Sei portato a sentirti così solo per via di quello che ti hanno fatto. È comprensibile. Lo so che non mi feriresti mai. Come potrebbe mai ferirmi chiunque dicesse le cose che tu dici a me?Non ho mai avuto qualcuno prima che mi dicesse le meravigliose e bellissime cose che tu mi dici. Mi riduci in lacrime. Lacrime di gioia ovviamente perché semplicemente sai cosa dire, mi capisci.”

“Sì. C’è una connessione ed è profonda e piena di significato e non voglio che venga mai recisa. Combatterò fino all’ultimo respiro per rimanere legato a te. Vorrei diventare te.”

“Vedi, rieccoci, dici le cose più meravigliose.”

“Sei tu che me le tiri fuori. Se non fosse per te non so che farei.”

“Bene non hai di che preoccuparti, no? Sono tua e mi avrai sempre.”

“Dici sul serio?”

“Assolutamente.”

“Vedi sono veramente in paradiso ogni volta che ci baciamo. Non voglio ferirti o perderti mai.”

“Non accadrà. Mi avrai per sempre.”

“Lo spero, lo spero davvero.”

“Sì. Ora, niente più conversazioni su te che mi ferisci, non accadrà. Abbiamo il resto delle nostre vite per stare insieme ed essere felici. Fammi aprire un’altra bottiglia di vino, no, è il mio turno, tu stai qui. Mi stai già dietro abbastanza, lasciami fare qualcosa per te, per una volta.”

“Ok, un altro giro per favore.”

“Arrivo in un minuto. Ti amo.”

“Ti amo anch’io.”

H.G. TUDOR

The Middle Mid Range Narcissist´s Portentous Pity Play Manipulation