📰 RESPONSABILE

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È ben noto che la nostra specie non ha responsabilità. Non siamo tenuti a rendere conto. Non siamo mai colpevoli. Niente è mai colpa nostra. Siamo liberi di agire come ci pare, facendo ciò che vogliamo senza preoccuparci di ripercussioni o conseguenze. La responsabilità non figura nelle nostre valutazioni. Vi è un considerevole deficit dell’equazione da parte nostra quando si tratta di assumere responsabilità. La natura aborre il vuoto e quindi, poiché creiamo un’assenza di responsabilità, questo solleva la domanda, chi ha intenzione di subentrare ad accettare la responsabilità? Chi ha intenzione di addossarsi più della loro giusta dose di responsabilità? Chi ha intenzione di colmare il divario di colpevolezza? La risposta, naturalmente è, tu e questo è un motivo significativo per cui resti incatenato a noi e, naturalmente, noi sappiamo che è così. Questo è uno dei motivi per cui scegliamo persone come te.

Come individuo empatico tu hai molte caratteristiche che ci attirano. Uno di questi tratti è avere una forte bussola morale così tu “fai la cosa giusta” e accetti la responsabilità delle tue azioni. Questo in sé è attraente per noi. Tuttavia, tu vai oltre a questo. Sei benedetto o maledetto, dipende da come la vedi, dal fatto di essere troppo responsabile. Non solo accetterai di buon grado la colpa quando è veramente colpa tua, ma accetterai anche la responsabilità al posto nostro. Questo è estremamente attraente. Come nasce questa eccessiva responsabilità?

Da un lato è qualcosa che è intrinseco a te come conseguenza di essere una persona empatica. Provi una profonda responsabilità per gli altri e lo fai perché desideri aiutare. Non credi che sia giusto sottrarsi alle responsabilità o andarsene quando qualcuno è nel bisogno. Estendi il tuo margine di responsabilità adottando la posizione secondo la quale, come essere umano rispettabile, hai la responsabilità di aiutare gli altri, assisterli e aiutarli. A ciò si aggiunge il fatto che noi ti portiamo ad essere responsabili per noi. Neghiamo la responsabilità così tu senti immediatamente il bisogno di colmare il divario – Di seguito torno sul perché tu senti quel bisogno. Inoltre, noi creiamo la tua responsabilità attraverso la nostra ripetuta proiezione e lo spostamento di colpa.

“È sempre colpa tua.”

“Mi hai fatto arrabbiare, è colpa tua.”

“Ora guarda cosa mi hai fatto fare.”

“Avresti dovuto sapere che mi avrebbe dato fastidio.”

Questa frequente proiezione e cambio di responsabilità ti condiziona ad accettare la responsabilità per ciò che abbiamo fatto o non fatto. I più consapevoli della nostra specie sanno che rinforzando questo messaggio a doppio taglio – non siamo responsabili/è colpa tua – tu accetterai che le cose stanno così. Tu sei incline a ripetute autoanalisi e pur di trovare soluzioni, mantenere la pace ed evitare quei gusci d’uovo accetterai la responsabilità al posto nostro. Un osservatore obiettivo troverà chiaramente che una nostra azione è chiaramente colpa nostra, ma tu assumerai il ruolo di responsabilità al posto nostro.

“È colpa mia, avrei dovuto saperlo.”

“È stanco, ecco perché mi urla, avrei dovuto lasciarlo riposare.”

“Avrei dovuto ricordarmi che a lui non piace il pesce.”

“Va tutto bene, ci sono abituato, non mi preoccupo perché sa essere meraviglioso con me, lo sai.”

“Lui è così e basta, raccolgo i pezzi, è quello per cui sono qui.”

Il ripetuto incoraggiamento che sei tu da incolpare, unito alla tua naturale propensione a voler accettare la responsabilità, implica che noi sappiamo che possiamo facilmente addossarti la responsabilità e che tu invariabilmente l’accetti. Questo quindi ci spiana la strada ad infliggere altre manipolazioni contro di te sulla base dell’accettazione della responsabilità e della colpa. Tu accetti di essere in colpa, così noi siamo del tutto giustificati nell’urlarti addosso, nel manifestarti atteggiamenti freddi, nell’impedirti di uscire o avere una relazione. Avere te come persona da incolpare ci fa comodo per mantenere la nostra percezione di superiorità e ci fornisce la giustificazione per punirti in modo da ricevere ulteriore carburante negativo.

Questa eccessiva responsabilità si estenderà al fare scuse al posto nostro quando siamo usciti infuriati da una riunione di famiglia. È la nostra segretaria che chiama un cliente e si scusa per noi quando siamo stati scortesi con qualcuno. È un fratello che cerca di sminuire il nostro comportamento oltraggioso e trovare qualcosa per spiegarlo senza far ricadere la colpa dove dovrebbe ricadere, ovvero su noi, Tu accetti il fatto che sei tu da incolpare e diventi il nostro portavoce quando hai a che fare con altre persone mentre vieni lasciato a difendere l’indifendibile. Non che riceverai alcun ringraziamento per tutto ciò, naturalmente.

Perché allora senti un tale bisogno di essere troppo responsabile per noi? Da dove proviene questa caratteristica? L’ho visto nella mia famiglia con mia sorella. Fin dalla tenera età sei stato sottoposto a questo comportamento incolpante quando non è mai stata effettivamente colpa tua. Questo ti fa credere che ci deve essere qualcosa di sbagliato in te e che non sei abbastanza bravo. Per compensare questo senso di inadeguatezza che è stato instillato in te molto probabilmente nella tua infanzia, cerchi di compensare eccessivamente e decidi di diventare abbastanza bravo da essere il ricettacolo di tutte le colpe, indipendentemente dalla vera colpevolezza. Sei stato convinto di meritare questo abuso, questa colpa ed è tuo dovere assumerti la responsabilità di ciò che facciamo e di ciò che non facciamo, per diventare meritevole. È più facile accettare la colpa che combatterla perché questo adempie al ruolo che è stato creato per te. Essere sempre da colpare ti ha fatto pensare di meritarlo e per far qualcosa riguardo a quello stato di cose, l’affronti accettando ancora più colpa per raggiungere un accordo con ciò che tu consideri il tuo ruolo.

Noi sappiamo che tu devi sentirti responsabile. È un caposaldo centrale della costituzione dell’empatico e noi la sfrutteremo incolpandoti sempre, trasferendo responsabilità su di te e allontanandoci dalla responsabilità. Non ti loderemo per un tale atto altruistico di assunzione di responsabilità, ma piuttosto coglieremo l’opportunità di usarlo per giustificare il nostro successivo comportamento nei tuoi confronti. Tu sei in colpa. Quindi meriti di essere punito. Tu lo accetti e la ripetuta messa in atto di questo serve solo a rafforzare ed estendere il tuo senso di essere responsabile per noi.

È come se a scuola ti venissero dati sei grossi colpi con una bacchetta per qualcosa che non hai fatto e poi tu chiedessi,

“Per favore, signore, posso averne ancora?”

H.G. TUDOR

Responsible

📰 LA TERAPIA

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Noi non abbiamo bisogno di terapie. La risposta al perché è così è semplice. Non c’è nulla che non va in noi.
Occasionalmente possiamo essere costretti a sottoporci a un trattamento ma è un’altra storia. Non sentiamo l’impulso a sottoporci volontariamente all’analisi e terapia perché non c’è niente che non va in noi. Sì, sappiamo che il nostro modo di trattare le altre persone è spesso spiacevole e ha notevoli lati negativi per quelli che ne sono vittime ma questo ancora non rappresenta una buona ragione per cui dobbiamo avere bisogno di una qualche forma di assistenza. Il modo in cui ci comportiamo è il modo in cui ci comportiamo. Fattene una ragione. Non possiamo trattenerci dall’agire in questo modo perché è il modo in cui siamo stati progettati. Noi dobbiamo ottenere il nostro prezioso carburante e se questo significa prendercela con qualcuno e ferire gli altri, emozionalmente e fisicamente allora questo è il prezzo che deve essere pagato. Da te.

Devi inoltre ricordare che dato che non abbiamo il concetto di empatia, quando vediamo che il nostro comportamento danneggia gli altri non ci influenza. Non ci sentiamo colpevoli, non proviamo vergogna per ciò che abbiamo fatto e non sentiamo il bisogno di porre rimedio al danno ingiurioso che abbiamo fatto agli altri. Questo è il nostro modus operandi e non può essere cambiato. Aggiungi la nostra assenza di rimorso e avrai due grandi ragioni per cui non andremo nella direzione di farci curare per cambiare il nostro atteggiamento.

Naturalmente, ci saranno volte in cui parleremo della possibilità di andare in terapia

“Ho bisogno di aiuto. Adesso lo so. Tu sei l’unica che può farlo.”

“Se cercherò assistenza per questa terribile malattia, resterai e mi aiuterai?”

“Non so perché lo faccio, forse ho bisogno di aiuto. Mi aiuterai?”

“Cambierò, andrò a farmi visitare da qualcuno, solo non lasciarmi, ti prego”

Sono tutte promesse vuote. Ricorda, le parole ci vengono facili. Facciamo penzolare queste carote di penitenza e comprensione per farti fare ciò che vogliamo. Una volta che siamo al sicuro e tu provi a riscuotere l’assegno che abbiamo firmato scopri che non solo la banca è stata chiusa ma rasa al suolo. Non è solo la questione che non ci sia nessuno da cui incassare, non c’è un luogo dove si possa farlo.

La terapia è per i deboli e gli stupidi. Sottoporsi ad essa è un’ammissione di debolezza. Nei rari casi in cui accada, è solo per permetterci di ottenere qualcosa che vogliamo o vogliamo evitare che ci succeda qualcosa di drastico e quindi riteniamo che la contropartita valga la pena. Lo facciamo nella certezza che qualsiasi trattamento non avrà effetti perchè:

1. Usiamo le nostre arti subdole manipolative per ingannare la persona che ci tratta che arriva alla conclusione che non c’è niente che non vada in noi.
2. Trascorriamo il tempo provando a sedurre il terapista e questo può funzionare o se sopravvive alla nostra manipolazione è comunque forzato ad interrompere le sedute.
3. Non vogliamo cambiare e vediamo le azioni del terapista come una sfida diretta che dobbiamo contrastare. La nostra energia è canalizzata nel frustrare e sconfiggere lui o lei e non nell’applicarci al trattamento.
4. Consideriamo la terapia come una fonte di carburante.

Il risultato è che è inutile. La realtà è che solo quelli che sono impegnati con noi sono gli unici che finiscono per aver bisogno di una terapia. Spesso accade che la nostra condotta sconcertante e disorientante verso di te ti porti a non sapere più dove sbattere la testa. Hai bisogno di risposte e se sei fortunato, capiti da un professionista che abbia una conoscenza approfondita della nostra tipologia. Sono capaci di illuminarti su ciò che hai passato, favorire la tua comprensione e tenerti la mano mentre passi nel difficile e doloroso momento della liberazione dalla nostra morsa. Tu sei benedetta dalla comprensione intuitiva attraverso questo trattamento.
In certi casi, l’abuso che somministriamo è tale da danneggiare seriamente il destinatario e quindi la terapia è necessaria per gestire i sintomi del nostro comportamento verso di te. Le ripercussioni su di te sono serie e hanno effetti a lungo termine.
Noi non abbiamo bisogno di terapie, tu sì. Nell’andare in terapia spesso realizzi per la prima volta cosa hai incontrato e a cosa sei stata sottoposta.

H.G. TUDOR

The Treatment

📰 CINQUE DERAGLIAMENTI CONVERSAZIONALI

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Noi non facciamo conversazioni. Questo suggerisce che sia un processo equo dove ti ascoltiamo e la tua opinione viene rispettata e ritenuta valida. Durante la seduzione le nostre conversazioni sono sia esercizi di raccolta di informazioni che monologhi che ci sono per mettere in mostra la nostra genialità. Una volta che ti svalutiamo, le nostre conversazioni con te sono prediche, discorsi imperiosi e altezzosi, viziose diatribe contro di te in cui noi parliamo e tu dovresti dannatamente ascoltare. Tutte le conversazioni devono essere controllate da noi. Il nostro bisogno di controllo è considerevole perché se ti permettessimo di mantenere il centro del palcoscenico, allora perderemmo terreno. Rischiamo di perdere carburante, stiamo permettendo alla nostra innata superiorità di venire indebolita e stiamo cedendo il controllo a te. Questo è il motivo per cui non dobbiamo mai permetterti di pensare o persino raggiungere un qualche tipo di dominio, anche se leggero, durante una conversazione su di noi. La conversazione è un meccanismo per il nostro uso, non per il tuo. Spetta a noi risplendere, evitare la colpa, scagliarci contro di te, recuperarti e permetterci di ottenere ciò che vogliamo. È il nostro canale e a te capita semplicemente di essere coinvolto, ma come destinatario. Raggiungere tale dominio e controllo dell’arena della conversazione è assolutamente necessario e per mantenere tale posizione ci impegniamo in numerose manipolazioni. Ce ne sono molte che vengono messe in atto e qui ci sono cinque dei modi più popolari in cui noi facciamo deragliare una conversazione allo scopo di mantenere o impossessarci del controllo.

1. Lo Spostamento di Colpa

Se stai provando ad accusarci di qualcosa o addossare la colpa a noi nel corso di una conversazione, ciò è contrario alle nostre regole. Non permetteremo che questo accada. Noi siamo irresponsabili e soprattutto nei confronti di qualcuno come te. Se tu potessi tenerci a rispondere nel corso di una conversazione, ciò ridurrebbe la nostra superiorità e ti consentirebbe di controllare. Per impedirti di ottenere questo, ci impegneremo in uno spostamento di colpa. Qualsiasi cosa di cui tu ci stia accusando sarà colpa tua. Non importa se non esiste un collegamento logico (nel tuo mondo) tra ciò di cui ci hai accusato e la nostra risposta. Queste conversazioni non sono governate dalla tua logica ma dalla nostra. La nostra logica è che dobbiamo mantenere il controllo e quindi spostare la colpa su di te, ad ogni costo, è un metodo logico per raggiungere questo obiettivo. Per te esiste la logica. Comprendi questo e inizerai a capire perché agiamo in questo modo. Di conseguenza, potresti accusarci di quanto segue e ricevere la risposta in grassetto.

“Ti vedi con un’altra donna, sento il suo profumo su di te.”

“Non ho una tresca, ma se fosse chi darebbe la colpa a me? Non mi mostri mai alcuna attenzione o affetto. Non puoi sentire l’odore del profumo; lo stai solo inventando.”

“Perché non ti sei ricordato di accendere il forno?”

“Perché devo ricordarmi di farlo? È il tuo lavoro. Se passassi più tempo a fare quello che dovresti fare, piuttosto che cercare di dare la colpa a me, questo non succederebbe.”

“Perché cerchi sempre di dirmi cosa fare?”

“Io non lo faccio. Stai reagendo in modo eccessivo. Ti suggerisco le cose perché diciamocelo, non sei davvero capace di prendere le decisioni importanti da solo, vero? Non sono io che sono orribile, è un dato di fatto, tu sei povero nel prendere decisioni. Dovresti ringraziarmi perché ti aiuto.”

2. Proiezione

Questo metodo preferito di deragliare la conversazione è così efficace perché ti lascia senza fiato. Accusandoti a fare la stessa cosa di cui siamo accusati (e invariabilmente lo stiamo facendo) sei così sbalordito dalla nostra sfrontatezza, dalla nostra audacia e dalla nostra faccia tosta, che perdi di vista ciò di cui stai parlando e finisci per concentrarti sulla contro-accusa che ti abbiamo appena lanciato. Odi che pensiamo di te in modo scorretto e poiché proiettiamo con tale convinzione, vieni immediatamente portato a interagire con noi su questo punto. Non riuscirai a insistere con la tua accusa contro di noi e anzi verrai deviato a discutere del tuo comportamento in uno sforzo infruttuoso per cercare di persuaderci che non hai fatto nessuna delle cose di cui ti abbiamo accusato. Lasci che la tua risposta emotiva a tali accuse si impadronisca di te e questo è del tutto intenzionale. Aspettati di ascoltare commenti come questi: –

“Se non avessi bevuto così tanto, potresti cominciare a capire quanto puoi essere orribile, ma non potrai mai ricordarlo a causa del tuo bere”.

“Prendi sempre l’ultimo barattolo di soda senza rimettercelo. È così egoista.”

“Me flirtare? Hai visto il modo in cui tu vai attorno a Harry? Solo la settimana scorsa eri tutta attorno a lui come un’eruzione. Non sono stato solo io a vederlo e a commentarlo”.

“Non arrivi mai in orario. Lo trovo irrispettoso.”

“Passi troppo tempo a pensare al tuo lavoro e non ti concentri abbastanza sui nostri figli”.

3. Interruzione

Non sarai in grado di terminare ciò che stai dicendo a causa della nostra ripetuta tendenza e bisogno di interromperti. Noi consideriamo che nulla di ciò che hai da dire ha valore. Tu sei inferiore a noi quindi anche qualsiasi cosa che esce dalla tua bocca deve essere inferiore. Non riconosciamo o rispettiamo i confini e quindi consideriamo perfettamente ammissibile parlare di te e interrompere ciò che stai dicendo. Il nostro senso di diritto implica che dobbiamo essere sempre ascoltati e se questo significa tagliare te, così sia. Questo può raggiungere anche estremi infantili laddove noi diremo una parola così tu ti interrompi e poi ci fermiamo. Cerchi di parlare ancora e ripetiamo il trucco. Continuiamo a farlo, impedendoti di parlare finché tu continui a parlare e noi parliamo sopra di te o te ne vai arrabbiato per la frustrazione. Puoi aspettarti di sentire frasi come queste: –

“Se solo mi lasciassi parlare.”

“Se riesco a cavarti una parola.”

“Perché non ascolti per un cambiamento?”

“Questo è importante.”

“Voglio dire la mia per una volta.”

“Se avessi davvero ascoltato avresti potuto capire.”

“No è sbagliato.”

“No, lo stai inventando.”

“Devo fermarti lì.”

4. Cambio argomento

Amiamo deviare e distrarre. Dimostriamo anche una notevole capacità di spostare la conversazione lontano da ciò di cui tu vuoi parlare, e quindi avere il controllo su qualcosa di cui noi vogliamo parlare. Potremmo per contro mettere in mostra il nostro vantaggio di tormentarti, ma dirotteremo la conversazione e la porteremo al nostro argomento preferito. Non devi protestare e se lo fai, sarai accusato di cercare di monopolizzare la discussione e di non ascoltarci. Siamo geniali nel parlare di noi stessi o nel trovare un argomento che possiamo far girare girare e girare mentre tu ti senti cadere in uno stato di stordimento. Facciamo affidamento sulla tua innata natura empatica di gentilezza, di buone maniere e di essere un buon ascoltatore così possiamo abusare di questo e impedirti di parlare di qualcosa che ti interessa. Nessuno è interessato a ciò che hai da dire. Aspettati commenti di spostamento come questi: –

“È tutto molto interessante ma lascia che ti parli di ….”

“Non è importante adesso, ma questo è ….”

“Questo è irrilevante, ora lascia che te lo dica ..”

“Oh, devo dirtelo, è esilarante …”

“Devo dirtelo prima che mi dimentichi …”

5. Trattamento del silenzio

Il vecchio preferito. Se non ci piace il modo in cui la conversazione sta andando, cammineremo o ci sederemo in silenzio. Questo viene fatto spesso quando c’è una conversazione in corso in un contesto di gruppo assieme dove non riusciamo a dominare la discussione. Vogliamo riportarla a noi e quindi, stando seduti in silenzio e con il broncio, speriamo di suscitare una reazione comprensiva che induca qualcuno a commentare il nostro silenzio o ci inviti a parlare. Se fatto in una situazione a due, è progettato per ignorare ciò che hai da dire, considerarlo non importante e farti sentire a disagio. Sarai costretto a chiederci cosa c’è che non va e poi ci inseguirai mentre noi restiamo scontrosi e silenziosi. I tuoi commenti vengono dimenticati mentre i riflettori tornano su di noi e la conversazione è stata deragliata con successo.

H.G. TUDOR

5 Conversational Derailments

📑 5 FRASI CHE IL NARCISISTA USA PER INCOLPARE

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È fondamentale che rimaniamo irresponsabili delle nostre azioni. Uno dei modi più efficaci per evitare questa responsabilità, provocandoti e lasciandoti esasperato e sbalordito è quello di impegnarci in un trasferimento di colpa. Noi siamo gli scaricatori di colpa che useranno sempre questa forma di manipolazione nella nostra ricerca incessante per mantenere il sopravvento.

Non solo crediamo di avere il diritto alla completa immunità per ciò che diciamo e facciamo, a causa della nostra innata superiorità, crediamo anche che sia necessario per noi essere in grado di raccogliere carburante con la stessa frequenza e con la stessa efficacia di sempre. Se venissimo rallentati dal dover fare scuse significative, spiegare noi stessi, spiegare ciò che abbiamo fatto e accettare la responsabilità per le conseguenze questo assorbirebbe del tempo che sarebbe speso molto meglio nella ricerca di carburante. Ostacolandoci in questo modo ci farebbe diventare più deboli dal momento che non saremmo in grado di accumulare tanto carburante come facciamo di solito. È perciò necessario, così rimaniamo lucidi, efficaci e a passo leggero, di modo che non siamo mai preoccupati della trasparenza e anche per non permettere mai che la responsabilità incomba su di noi. Come in molte delle nostre macchinazioni, questo approccio ci consente anche di raccogliere carburante in quanto tale attraverso l’imposizione di colpa su altri, di solito te, e attraverso la risposta emotiva attonita e oltraggiata che scaturisce da questo atto sconcertante di allontanarci e farla franca. Come sempre, le parole sono i nostri migliori alleati quando si tratta di bloccare il tentativo di farci assumere il manto della responsabilità. Ecco cinque delle nostre frasi preferite.

1. Cosa ti aspetti che faccia al riguardo?

Un delizioso frammento di biasimo per cominciare. Non dichiariamo nemmeno che consideriamo tua la colpa, la tua responsabilità o il tuo obbligo con questa domanda. Tuttavia, l’implicazione è chiara: ci aspettiamo che tu faccia qualcosa al riguardo, perché non ci assumiamo responsabilità, il tuo ruolo è quello di ripulire dopo di noi e hai assunto quel ruolo quando hai accettato le nostre profferte amorose. Ti sei perso quel termine del contratto? Non incolpare noi, è colpa tua.

Mi vanto regolarmente di quanto sono brillante e speciale. Che ho molti talenti e se decido così, potrei rimediare a molte situazioni nel giro di pochi istanti, ma nonostante questo sia l’atteggiamento che io adotto col mondo in generale, non ho intenzione di farlo con te. Nessuna possibilità. Non sono qui per raccogliere i cocci dopo di te, anche se mi aspetto che tu lo faccia più volte. Posso fare quello che mi piace e tu sei obbligato a riparare il danno che io provoco – raccogliere i pezzi rotti di stoviglie, scusarti con l’amico scioccato dopo uno sfogo, cercare di risolvere il guaio finanziario che ci è rimasto. Se hai causato un problema, e ammettiamolo, è sempre comunque colpa tua, non puoi aspettarti che io faccia qualcosa al riguardo. Sono al di sopra di tali compiti umili. Ho cose importanti e più importanti a cui partecipare. Ad esempio? Non devo dar spiegazioni a persone come te. Se ho causato il problema (e in realtà di solito è quello il caso), non ho intenzione di fare nulla al riguardo.

2. Affrontala.

È così e ti conviene abituarti. Questa dichiarazione orgogliosa è il corso per il nostro senso di diritto di fare come ci piace. Noi spazziamo via tutto e devi solo sopportarlo. Non puoi scappare; non permetteremo che ciò accada. Darti questo comando abbaiante è un modo efficace di sconvolgerti. Ti viene detto che sei inutile e dovresti semplicemente mandare avanti la questione piuttosto che lamentarti. Non dovresti lamentarti; avresti dovuto già intuire che dovevi risolvere la situazione. Non chiedermi aiuto perché non ho tempo per questa stupidaggine da Topolino.

3. Hai fatto succedere questo.

Ci piace affermare che agiamo con l’onnipotenza di un dio, ma quante volte hai scoperto che hai in qualche modo fatto succedere qualcosa così da suggerirti che eserciti i poteri di una divinità? Il mio arrivo in ritardo dipendeva da te. Il mio fallimento nel ricordare qualcosa è stato causato da te. La mia infedeltà per la sesta volta è stata interamente una conseguenza di ciò che hai fatto. Nella sua versione più brutale, questa dichiarazione viene emessa senza alcuna spiegazione sul motivo per cui è stato causato il problema. Diciamo che è così quindi deve essere giusto. Questo dialogo ti sembra familiare?

“Perché è così?”

“Lo è e basta.”

“Ma perché?”

“Perchè dico così.”

Oltre quelli della nostra tipologia, chi se ne esce con tali affermazioni prive di verità o di spiegazione? Giusto, i bambini. Questo ti dice tutto ciò che devi sapere sulla nostra mentalità quando ti accusiamo di essere colui che ha causato il problema. Se sei abbastanza “fortunato” da ricevere una qualche spiegazione, ha perfettamente senso se visto dal nostro punto di vista, anche se non sarà dal tuo. Questo è intenzionale. Vogliamo che tu ti senta attonito, sconcertato e infastidito dalla nostra assoluta sfrontatezza nel collegare le nostre malefatte e il tuo averle causate.

“Se fossi più devota non andrei da nessun’altra parte”

“Che cosa vuoi dire con questo? Non potrei essere più devoto nei tuoi confronti. “

“Oh è vero, nega che questo ha a che fare con te e fa che sia io la persona cattiva.”

“Beh, sei tu che hai avuto la relazione.”

“Causato da te.”

“Come?”

“Te l’ho già detto e se non puoi accettarlo, non ha senso continuare questa conversazione.”

Non ottieni risposta senza accettazione di colpa. Tutto quello che ottieni è una spiegazione tenue (nel tuo mondo, ma non nostra) sul motivo per cui la nostra colpa è tutta su di te.

4. Perché devi rovinare tutto?

Caso simile al punto tre esposto sopra ci sottraiamo ma con un ulteriore strato di colpa. Nell’esempio sopra, hai causato il problema anche se non lo avevi necessariamente premeditato. Con questa affermazione ti diciamo che non solo il problema non lo stiamo causando noi, è colpa tua e indovina un po’? Volevi farlo perché sei una persona brutta e orribile. La nostra paranoia sfrenata ci fa credere che tu sei qui per prenderci, farci cadere e che stai tramando per spodestarci come conseguenza del nostro comportamento nei tuoi confronti durante la svalutazione. Questo è il motivo per cui ogni volta che qualcosa va storto, sei l’artefice di quella disgrazia, perché hai intenzionalmente deciso di causarci un problema, guidato dalla tua innata cattiveria e gelosia.

5. Perché mi rendi la vita così difficile?

Poveri noi. Messi sotto i piedi da te e dai tuoi terribili comportamenti. Queste cose ti vengono spesso lanciate quando inizi a prendere coscienza delle nostre manipolazioni e, per scelta o per puro esaurimento, non stai più interagendo con le nostre provocazioni e macchinazioni. Quello che ti stiamo effettivamente dicendo in questo caso è: “Perché rendi così difficile estrarre carburante da te?” La tua incapacità di collaborare e fare quello che vogliamo ci fa spendere più energia per ottenere il carburante negativo da te, e in accordo con la nostra prospettiva di vittima, lo stai facendo apposta. Dobbiamo procurarci quel carburante e tu dovresti aiutarci, non ostacolarci, non da meravigliarti se ci scagliamo contro di te in questo modo perché sei pessimo e rendi le nostre vite molto più dure e difficili di quanto tu dovresti fatto o una volta facevi.

H.G. TUDOR

5 Phrases The Narcissist Uses To Blame Shift

👤 LE GIOIE DELLA TERAPIA E IL NARCISISTA

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È un fatto riconosciuto che non ci vedi mai arrivare. Siamo creature insidiose e pervasive. È stupefacente che non veniamo visti perché difficilmente arriviamo in silenzio. Siamo presenti con grandi fanfare, fuochi d’artificio, luci lampeggianti e suoni sinfonici. Non puoi perderti noi ma ovviamente tutto questo oscura ciò che siamo veramente. Anche quando le nostre vere intenzioni cominciano a manifestarsi, non riconosci ancora ciò che siamo. Ci sono quelli di voi che ci incontrano una volta e poi cadono in preda una seconda o anche una terza volta, questo è il modo in cui ci addentriamo nelle vostre vite. Non sai mai chi siamo quando entriamo per la prima volta nella tua vita e spesso non te ne rendi conto fino a qualche anno dopo quello che ti è successo. Alcuni non raggiungono mai l’illuminazione. Tutto ciò che facciamo è progettato per ingannare. Siamo avvolti nell’inganno, traspare da noi e fa scomparire tutto ciò che ci circonda, ma raramente tu vedi tutto ciò. Siamo maestri dell’inganno, mascherati e ammantati, le nostre vere intenzioni nascoste dietro una patina di adulazione e un muro di manipolazione. Sappiamo che dai la colpa a te stesso quando finalmente realizzi con chi hai danzato. Siamo consapevoli che vedi tutto ciò troppo chiaramente dopo l’evento e incolpi ripetutamente te stesso. Davvero non dovresti essere così duro con te stesso, non hai mai avuto una possibilità. Non sei solo te che non riesci a penetrare il nostro velo di segretezza, spesso anche i cosiddetti professionisti falliscono. Se non possono vederci loro, tu puoi essere perdonato per questo, vero?

C’è un esercito di terapisti, medici, consulenti, allenatori della vita e così via. Chiamali come vuoi e, per tutta la loro brillantezza accademica, le loro parole rassicuranti e la presunta intuizione, vi sono molti (anche se non tutti, ammettiamolo) che non sono in grado neanche di rilevarli. Non hanno sperimentato quello che hai sperimentato tu e quindi possono parlare solo da una posizione di conoscenza appresa, piuttosto che vissuta. Molti della nostra specie non hanno mai avuto alcuna interazione con queste persone, dal momento che rifiutiamo di riconoscere che c’è qualcosa di sbagliato in noi e ancora meno vediamo il bisogno di essere sottoposti a questo scrutinio. Ciò riduce le prospettive per questi professionisti di ottenere una comprensione adeguata. Inoltre, nelle occasioni in cui potrebbe capitare loro di avere uno della nostra specie nel loro studio, facciamo tutto ciò che è nel nostro ampio potere carismatico per convincerli che non solo non c’è nulla di sbagliato in noi, ma siamo noi le vittime di un vile comportamento proprio da parte della persona che ci ha costretti ad andare da questo strizzacervelli. Di conseguenza, le loro opportunità di capirci e imparare da noi sono limitate e questo a sua volta ci consente di continuare senza ostacoli nelle nostre macchinazioni.

Prima dei bravi dottori che sembrano almeno sapere quello che stanno facendo, ho allegramente frequentato le sedute con i terapeuti e il loro genere in cinque occasioni. Come potrei rinunciare a una così succulenta opportunità di raccogliere più carburante da questo nuovo avvento e anche da te. In un primo momento resistevo a qualsiasi tentativo di entrare in questa arena della psicoanalisi, puramente per aumentare la tua sofferenza, il dolore e la frustrazione. Alla fine, e spesso quando percepivo il rischio che tu potessi volontariamente minacciare la mia fornitura di carburante, acconsentivo a partecipare. Mi sono preparato in anticipo mentre selezionavo tutti gli strumenti di fascino e adulazione dal mio Armamentario del Diavolo. Oh, quanto mi sono piaciute quelle sessioni. La mia altra metà avrebbe sempre pagato per queste, quindi c’è stato un sacco di carburante da subito e assaporai l’opportunità di dimostrare loro la mia natura amabile e affascinante. In queste sessioni con terapeuti e simili ho sempre adottato una doppia strategia. Fascino da un lato e plausibile negabilità dall’altro.

Mi presentavo nel posto giusto, in anticipo, rilassato e non vedevo l’ora di poter dire a qualcuno tutto di me per un’ora e pagato da te. Ero piacevole, coinvolgente e consideravo il tempo come una chiacchierata con il caminetto mentre parlavo bene della mia altra metà, dei miei amici, del mio lavoro e dei miei risultati. Parlavo anche di alcuni dei miei interessi, in particolare film, e chiedevo sempre all’altra persona dei suoi film preferiti. Non mi hanno mai rifiutato una risposta. La prima sessione è stata sempre un gioco da ragazzi dal momento che tergiversavo finché scadeva il tempo. Continuavo a farlo in ogni sessione e spesso mi permettevano di parlare e parlare. Potevano tentare di indirizzare la conversazione su qualcosa di rilevante per il mio comportamento e io lo riportavo su qualcos’altro. Il primo consigliere che ho visto ha ammesso dopo cinque sessioni che non c’era nulla di cui discutere molto, con gioia mia e sgomento della fidanzata di allora.

Diventava una sfida ogni volta che si presentava la questione dell’aiuto, della terapia o del trattamento. Volevo andare avanti e tirare fuori il carburante positivo dal terapeuta e poi attingere carburante negativo da chiunque avesse insistito per farmi partecipare.

“Sì sta andando bene, veramente abbiamo solo fatto una chiacchierata. È proprio molto amichevole.”

“È chiaro che mi apprezza dal momento che ride sempre alle mie battute”.

“Sapevi che tifa per la mia stessa squadra di calcio? Si siede anche alla stessa postazione.”

“Non ho il permesso di parlartene.”

L’ultima è una delle preferite in quanto la pseudo-riservatezza che applico alla situazione ti frustra e ti irrita perché, dopo tutto, tu devi sapere perché vuoi aiutare e dato che non ti diciamo nulla in base alle istruzioni impartite dal terapeuta il tuo disorientamento e la tua frustrazione aumentano.

Laddove il mio avversario ha insistito sul problema, mi ha chiesto e ha continuato a chiedermi dei presunti comportamenti che tu gli hai spiegato in precedenza, io sono sempre in grado di portare questo dubbio nella conversazione che indebolisce ogni tentativo di identificare ciò che sono veramente. È ridicolo. Quando ti ho intrappolato per la prima volta non ti mostro i miei veri colori, quindi pensi che mi comporterei diversamente con qualcuno che sta cercando di intrappolarmi e di inchiodarmi? Ovviamente no. Il catalogo del comportamento al di fuori degli impegni normativi mi viene riconsegnato e sono in grado di occuparmi di tutto. Sono una persona abbastanza astuta da rendermi conto che una spudorata smentita sembrerà evasiva e potrebbe allertare il mio esaminatore. Invece, giustifico il presupposto problema.

“Sì ammetto che a volte mi fa perdere la pazienza ma a chi non succede? Lavoro per molte ore e divento un po’ irritabile a volte, so che non dovrei, solo che sono umano, no?”

“È piuttosto sensibile, quindi tende ad esagerare. Ha passato un brutto periodo col suo ultimo ragazzo come vedi. Cerco di essere di supporto ma può essere difficile perché lei vede così tante cose allo stesso modo di quando stava con lui. Non la biasimo, solo che a volte è difficile trattare con me, sono sicuro che tu sai cosa intendo, per esempio c’è stata una volta …”

“Abbiamo una relazione appassionata quindi ci sono momenti negativi e positivi. C’è molta energia passionale tra di noi e a volte ci sfugge un po’ di mano, da entrambe le parti, ma è così che siamo noi. Riconosco la mia responsabilità in questo, che dopo tutto è il motivo per cui sono qui e lo apprezzerei davvero se tu potessi aiutarmi ad aiutarla. Che cosa suggerisci?”

I fatti sono ridimensionati, gli esempi diluiti e gli eventi sfocati. La negazione plausibile è srotolata e alleata con il fascino che emano mi allontano con un altro ammiratore della mia collezione e tu ti stupisci di come pare che l’abbia passata liscia di nuovo. Davvero non dovresti (anche se sono contento che tu lo sia) essere così sconvolto da questo dal momento che hanno davvero poche possibilità di scoprire ciò che siamo veramente. Cosa ne pensi del dott. E e della dottoressa O? Sì, ci sono voluti due di loro con una manovra a tenaglia e solo perché ho dovuto arrendermi a loro, ma quella guerra è ancora in corso e c’è ancora molto da ottenere.

H.G. TUDOR

The Joys Of Therapy and The Narcissist

📁 IL NARCISISTA MANIPOLA: RIVANGARE IL PASSATO

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È un metodo essenziale per mantenere il controllo su di te riesumare il passato. Siamo sempre in grado di ricordare alcuni vecchi errori che hai commesso o qualche particolare trasgressione che useremo per adattarli ai nostri scopi attuali. Essere in grado di rivangare il passato ci consente di sviare i tuoi attacchi contro di noi, negare la validità di ciò che stai dicendo e anzi ci consente di metterti sotto esame. Abbiamo una capacità formidabile di ricordare ciò che è successo in precedenza. È come se ogni evento nella nostra vita insieme fosse stato registrato nel mio occhio interiore e in un attimo riuscissi a individuare il ricordo esatto, le circostanze e gli eventi per sostenere la mia posizione e demolire la tua. L’accuratezza puntuale con cui riesco a rispolverare qualcosa che è successo mesi o addirittura anni fa è alquanto sbalorditiva. È ancora più sorprendente perché sembra che ci dimentichiamo sempre degli eventi su cui tu provi ad affidarti. Intendiamoci, è perché hai proprio la tendenza a inventare cose, vero? È una pessima abitudine che hai, mentire per cercare di farmi sembrare cattivo o farmi sentire peggio. Non è qualcosa che sorprenderesti a fare. Assolutamente no.

Tu ti attieni al concetto che una volta che qualcosa è stato messo a tacere la questione è chiusa. È fatto. È concluso. È finito. Noi non condividiamo questo punto di vista. In realtà, tutto ciò che è successo tra noi, che dobbiamo far risorgere per far avanzare la nostra causa contro di te, non è mai concluso. Potrebbe essere sepolto, ma non viene mai sepolto morto. Tutte le discussioni, gli avvenimenti e gli eventi, anche se possono essere stati discussi, sezionati e rimuginati in modo straordinario molte lune fa, sono pronti per essere riportati in vita con un semplice clic. Quella discussione sull’unica volta negli ultimi sei mesi in cui sei uscito con i tuoi amici (anche se ovviamente non è successo senza aver fatto prima una battaglia epica) è iniziata quando sei tornato cinque minuti più tardi di quando avevi detto che saresti tornato. La discussione si è protratta fino a tarda notte fino a quando, alla fine, stanchi e stufi, hai ammesso la sconfitta, ti sei scusato e sei andato a letto. Con tutta la gioia della tua piacevole serata svanita in conseguenza del nostro sbraitare e infuriare. Sapevi che era stato fatto fino allo sfinimento. Non c’era davvero nulla su cui discutere, non che questo ci abbia impedito di intraprendere un circolo vizioso per frustrarti. Questa discussione era conclusa e non c’era bisogno che fosse tirata fuori di nuovo. Anche se c’era. Ti sei organizzato per andare a vedere uno spettacolo con i tuoi amici. Era nell’agenda da almeno otto settimane e tu ci sei andato e non vedevi l’ora di godertelo. Era uno dei tuoi preferiti, uno che amavi da quando eri una bambina. Sapevi che noi non eravamo contenti, potevi vederlo nel gelido sorriso che abbiamo fatto quando siamo usciti per salutare i tuoi amici. Ovviamente non ci interessava essere educati con i tuoi amici mentre aspettavano in macchina. No, volevamo vedere con chi andavi. Stavamo controllando per vedere se la tua storia era vera. Ti abbiamo dato un bacio e ti abbiamo augurato una deliziosa serata anche se dentro di te sapevi che saremmo stati infuriati perché dovevamo prepararci da soli da mangiare e siamo stati lasciati soli per la serata.

Lo spettacolo era magnifico e la tua compagnia eccellente, ma il traffico venendo via dal posto era intenso e sei tornato a casa mezz’ora più tardi di quanto avessi previsto. Si noti che era un tempo stimato, non garantito entro il quale saresti tornato, non che questo fatto avrebbe fatto alcuna differenza per noi. Ci hai inviato un messaggio scritto (non volevi l’imbarazzo di un’orribile telefonata mentre eri seduto nella macchina del tuo amico), avvisandoci del ritardo e del perché. Non hai ricevuto risposta. Questo ti ha detto tutto ciò che avevi bisogno di sapere. Sei entrato in casa e ci hai trovati in attesa, con le braccia incrociate e le sopracciglia alzate.

“Che ora è questa?” L’accusa è stata lanciata. Non c’è un ciao, non chiedo come è andato lo spettacolo o se ti è piaciuta la serata.

“Scusami. C’era un traffico terribile. Hai ricevuto il mio messaggio?”

“Sì, ma non è questo il punto. Sei di nuovo in ritardo. Lo fai apposta, vero?

“Cosa intendi con di nuovo?” Rispondi, una reazione istintiva all’accusa ingiusta, ma non appena l’ultima parola ti è uscita dalla bocca, sai cosa sta per succedere. Puoi quasi sentire la porta del caveau che viene aperta, la relativa cassetta di deposito viene selezionata, la minuscola chiave inserita e girata.

“Hai fatti tardi l’ultima volta che sei uscito.”

“Quello era sei mesi fa.”

“Veramente erano cinque. Era marzo. Non importa se fosse ieri o negli anni passati, sei in ritardo e hai detto che non lo saresti stato. Hai mentito.”

“Ho mentito. Oh, andiamo, tu arrivi in ritardo ogni settimana. O dal bar o da qualche riunione di lavoro e io non mi lamento mai.”

“Si. Ti sei lamentato venerdì scorso e io ti ho detto che dovevo incontrare quei clienti nel bar. Era un incontro di lavoro.”

“Non mi hai detto niente del genere. Ti ho chiamato sei volte per scoprire dove eri.”

“In realtà erano otto volte e non ho risposto perché ero occupato con i clienti. Come ti ho detto. Ricordo di avertelo spiegato chiaramente.”

“Non l’hai fatto. Davvero non l’hai fatto. Guarda, questa è la prima volta che esco da una vita, ora sono a casa, lascia che ti racconti dello spettacolo.”

“No. Non mi distrarrai con i racconti sulle canzoni e i balletti. Sono stufo che tu mi manchi di rispetto in questo modo. Torni sempre tardi quando sei con quelle arpie.”

“Perché dici così?” Chiedi ferita dal commento sui tuoi amici.

“Perché hanno una cattiva influenza su di te. Ti hanno fatto ubriacare quella volta. Ti ricordi? Hai vomitato nel lavandino quando sei entrato e poi sul pavimento.”

“No, non l’ho fatto io, l’hai fatto tu!”

“Non cercare di rigirare la frittata. Ricordo distintamente di averti visto barcollare attraverso la porta perché ero seduto su quella sedia a guardare le notizie.”

“Stavi dormendo al piano di sopra e non ero ubriaco. Io non mi ubriaco.”

“Oh davvero, posso ricordare almeno cinque occasioni in cui sei tornato a casa ubriaco fradicio, che sbattevi contro le pareti e strisciavi su per le scale. Era quella volta che sei andato con Sandra in quel nuovo bar, Apartment è stato chiamato.”

“Di cosa stai parlando? No, non l’ho fatto. “

“Sì, l’hai fatto. Mi stai dando del bugiardo? Ricorda, ho una memoria molto migliore della tua, la tua è chiaramente confusa da tutto il tuo bere.”

E così prosegue. Misfatti passati sia reali che immaginari vengono rivangati e rivolti contro di te. Riesumare il passato va bene per tutte le occasioni. Se ci accusi di flirtare con qualcuno, ti ricorderemo il tuo comportamento sfacciato con nostro fratello. Se ti lamenti perché non abbiamo portato fuori la spazzatura, ti ricorderemo come ti sei dimenticato di prendere il bucato all’asciugatrice in tre diverse occasioni. Accusaci di spendere troppo e noi riesamineremo i tuoi ultimi tre scontrini della spesa ed elencheremo ogni articolo che hai acquistato. La disinvoltura con cui descriviamo questi eventi passati ti ha sconcertato e a volte non sei in grado di ricordare se siamo effettivamente corretti o se lo stiamo inventando. Pensi spesso che stiamo inventando qualcosa, ma la convinzione che dimostriamo ti fa dubitare del tuo ricordo. Questa tecnica è usata frequentemente da noi. Sposta l’argomento della discussione su di te, ti frustra, ti fa arrabbiare e ti turba in modo che tu ci fornisci carburante e spesso ti scusi così noi sappiamo di aver sferrato un colpo e di aver messo un punto di rilievo. Ricordarti il passato, reale o immaginato, è una cosa che facciamo frequentemente. Cosa c’è dietro l’uso di questa tecnica manipolativa per acquisire carburante e controllo? Semplice. Rivanghiamo il passato perché siamo intimoriti da ciò che accade nel presente.

H.G. TUDOR

The Narcissist Manipulates : Digging Up The Past

📰 I NARCISISTI SANNO COSA STANNO FACENDO? – IL MEDIO RANGO

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Precedentemente mi sono occupato di precisare se il Narcisista Inferiore sapeva cosa stava facendo e perché, ma ora esaminiamo il Narcisista di Medio Rango. Si può ben accettare che l’Inferiore, da caprone non raffinato e aggressivo, che lui o lei è, semplicemente passa attraverso la vita incosciente del danno che causa, ma sicuramente il più intellettualmente benedetto narcisista di Medio Rango è ben consapevole di ciò che sta facendo? Complotta e pianifica, vero? Sa esattamente come manipolare e riflettere, e architetta in anticipo per ottenere il risultato giusto per lui?

No.

Il Narcisista di Medio Rango (Medio Minore, Medio Centrale e Medio Maggiore) ha un livello maggiore di funzione cognitiva rispetto all’Inferiore. Il Medio Rango esibisce anche una (finta) empatia cognitiva, sapendo abbastanza di come ci si aspetta che lui o lei si comporti per adattarsi, ingannare e quindi intrappolare. Tuttavia, nonostante questa aumentata funzione cognitiva – e il Narcisista di Medio Rango Maggiore può essere molto intelligente – è l’istinto che governa ancora una volta i comportamenti e la risposta del narcisista.

Il Medio Rango non si siede in un vulcano vuoto come un cattivo di Bond che si frega le mani insieme e complotta. Lui o lei non pensa a tutti i modi in cui poter rovinare la vita dell’empatico nelle prossime settimane. Il suo narcisismo opera in modo, come sempre, simile a un meccanismo di autodifesa per consentire al Medio Rango di funzionare ed essere efficace – perché non ha sviluppato altri meccanismi di reazione che hanno i non narcisisti quando percorrono il sentiero della vita. La funzione di questo è istintiva.

Il Medio Rango pensa che si siederà e metterà il broncio in modo da poter affermare il controllo sulla sua paziente consorte e guadagnare carburante mentre lei lo supplica di parlarle? No. Egli sta istintivamente in silenzio perché questa è la risposta ottimale in conseguenza del fatto che è stato ferito. Il suo narcisismo agisce in modo da fargli emettere un trattamento del silenzio. Questo ovviamente attira carburante e afferma la sua superiorità percepita rispetto al relativo apparecchio, ma lui non decide di somministrare un trattamento del silenzio, lo fa e basta. Sa che non le sta parlando.

La Narcisista Medio Rango decide che farà un gioco di pietà coi suoi colleghi sul modo in cui ha ottenuto la promozione, diffamando il capo e guadagnando simpatia per chi ascolta? No, è la sua risposta manipolativa per essere stata ferita e non aver guadagnato la promozione.

Il Medio Rango riconosce che la sua freddezza ti ha turbato? Sì. Vede le tue lacrime, sente il dolore nella tua voce e la tua espressione afflitta. Ciò gli fornisce carburante (anche se non lo riconosce come tale) e sente il potere che deriva dalla fornitura di tale carburante. Questa reazione al flusso di potere potrebbe essere quella di sorridere o farti un ghigno. Potresti quindi pensare: “Lui sa quello che sta facendo”. No, sa che la sua azione ti fa male, ma non si sente in colpa, non ha rimorsi, non si turba a comportarsi in questo modo perché, dal punto di vista narcisistico, è completamente giustificato.

Per capire meglio, immagina che vi sia un Narcisista di Medio Rango e una vittima. Marito e moglie. Entrambi sono stati al lavoro durante il giorno. Il narcisista ha chiamato sua moglie due volte durante il pomeriggio, ma lei non ha risposto: questo lo ha ferito. Inoltre lei ha mancato di richiamarlo. Viene ferito di nuovo. Sua moglie, essendo la Risorsa Primaria Intima, è dipinta di nero come conseguenza del suo pensiero suddiviso. Così, dal suo punto di vista narcisistico, tutto ciò che lei dice e fa sarà visto attraverso una “lente nera” finché non sarà di nuovo dipinta di bianco. Una persona normale e sana dovrebbe capire che la sua mancanza nel rispondere e richiamare significa che è impegnata, forse in una riunione. Il narcisista, governato dalla paranoia e dalla schiacciante necessità di controllo è ferito. Questa persona non sta facendo ciò che vuole, il suo senso del diritto (che lei dovrebbe essere disponibile) è intaccato. Si sente come se stesse perdendo il controllo. Inizia a sentirsi impotente e gli viene in mente il tempo in cui veniva fatto regolarmente sentire in quel modo. Questa situazione deve essere affrontata – deve affermare la sua superiorità e la sua visione annerita della consorte gli consentirà di farlo.

Sua moglie arriva a casa per prima. Il marito entra dalla porta e lei lo saluta con

“Ciao tesoro, cosa hai fatto?”

Una domanda innocua e piacevole, che si informava premurosa sulla giornata del marito.

Il marito non la considera in questo modo. Il suo narcisismo pretende che lui affermi il controllo e che lei venga punita per la sua trasgressione. Lui non pensa

“Non ha risposto alla mia chiamata, devo punirla. Non mi ha richiamato, devo affermare il controllo.”

Questi bisogni di controllo e punizione sono automatici e istintivi. La sua domanda è vista come indiscreta, dispotica e non necessaria.

“Cosa bisogna fare con te?” Le scatta contro. La sua visione dipinta di nero di lei implica che la sua risposta è provocatoria e spiacevole. Sua moglie viene colta alla sprovvista, la sua espressione diventa di dolore e il narcisista riceve carburante da questo.

“Scusa? Cosa c’è che non va? Perché sei così?” Chiede in tono ferito.

Queste domande sono carburante di sfida. L’emozione di lei gli dà energia, ma poiché lei gli sta facendo domande, lo sta sfidando e quindi (dal punto di vista del narcisista) continua a rifiutare il controllo e a ribellarsi a lui.

Il Medio Rango non pensa

“Ah bene, è arrabbiata e confusa. So che lascerò andare.” Invece, la sua risposta istintiva, che è automatica e rapida al fine di preservarlo come dovrebbe fare il suo meccanismo di autodifesa, gli fa rispondere

“Non c’è niente di sbagliato in me. Sei tu, sempre ficcanaso, a farmi domande, a cercare di controllarmi.”

La moglie è di nuovo colta alla sprovvista. Sa che non sta controllando (anche se poi ovviamente può iniziare a dubitare di ciò) ma è confusa. La sua confusione è benvenuta, la rende più facile da controllare. Le sue risposte continuano ad alimentare il narcisista. Il Medio Rango però non sta considerando quello che dirà dopo per continuare a confonderla, non sta valutando come guadagnare più carburante da lei, non sta valutando come affermare il suo controllo su di lei, tutto accade come una questione di istinto. Sa che lei è sconvolta, ma è colpa sua perché il narcisismo fa sì che sia colpa di chiunque, tranne che del narcisista. Sa che i suoi commenti la turbano, ma sono necessari perché lei è l’aggressore.

Una terza persona che assiste a questa scena direbbe che il narcisista ha risposto in modo sgradevole all’inizio e quindi è lui il problema.

Il narcisista non vede questo e non lo può vedere. Pensa di essere lui la vittima. Pensa che la sua consorte sia il problema perché non ha risposto alla sua chiamata e non lo ha richiamato. Il suo narcisismo gli fa pensare che lei sia dispotica e quindi REAGISCE al suo comportamento violento; di conseguenza non è lui l’istigatore. Questo è il motivo per cui, insieme a una mancanza di rimorso e senso di colpa, il Narcisista di Medio Rango non vede nulla di sbagliato in ciò che sta facendo, perché tutto ciò che fa è rispondere al comportamento irragionevole di un altra persona e quindi lui è nel giusto.

Questa maggiore consapevolezza cognitiva del Medio Rango dà origine anche alla facciata. Un Inferiore avrebbe una relazione e non si curerebbe di chi lo sa – il coniuge cornuto è in colpa qualunque sia la ragione e chiunque osi dire qualcosa di negativo sulla sua infedeltà è un idiota. Il Narcisista di Medio Rango sa che la società considera l’infedeltà come una cosa negativa. Lui non lo fa e inoltre il suo narcisismo gli darà molte ragioni per cui dovrebbe commetterlo. Tuttavia, poiché ha abbastanza consapevolezza cognitiva per riconoscere che questo viene disapprovato, nasconderà iol tradimento (a meno che non vi sia una prioritaria ragione vantaggiosa per non farlo) il che dà l’impressione che si senta in colpa per il suo comportamento. Non è così, lui non vuole che la sua facciata venga danneggiata, non vuole che la seccatura della stabile vita domestica (con il suo carburante e i suoi residui benefici) venga danneggiata. Ma, di nuovo, lui non pensa in questi termini, sa solo che la gente si accanirà contro di lui per aver tradito sua moglie, quindi lo tiene nascosto.

Può sembrare che il Narcisista di Medio Rango si senta davvero in colpa per il suo comportamento. Che è sinceramente dispiaciuto e che farà ammenda. Niente affatto. Ancora una volta, apprende abbastanza dall’osservazione istintiva che non parlare con qualcuno per una settimana fa male e viene considerato come una “brutta cosa”, e si spingerà fino al punto di ammettere che MA ci sarà sempre una ragione o una scusa. Dirà

“So che ti fa male quando non ti parlo per una settimana, MA se non mi avessi tormentato, non avrei bisogno di una pausa.”

Istintivamente sposta la colpa durante questi momenti di apparente contrizione.

Alcuni Medio Rango Centrali e Medio Rango Superiori possono pianificare di ovviare ai torti percepiti che hanno subito, ma questa rimane una risposta istintiva. Non pensa: “So che è sbagliato quello che sto progettando, ma che diavolo, lo farò comunque.” Sa che la gente potrebbe considerarlo sbagliato, ma sa di essere giustificato perché è stato offeso, ferito, in qualche modo gli è stato fatto un torto – cioè ferito o sfidato – e quindi la sua azione è giustificata e necessaria.

Quando il Medio Rango mente, non sa che sta mentendo. La bugia è la sua verità perché il suo narcisismo fa sì che la sia – il suo narcisismo devierà la colpa, attribuirà la colpa a te, revisionerà la storia, negherà e così via – fa tutto parte delle risposte istintive che sono assolutamente necessarie affinché il narcisista riacquisti e mantenga il controllo ed è il risultato de Le Doppie Linee di Difesa del Narcisista.

Quando il Medio Rango mette in atto il gaslighting, non sa che lo sta facendo. Può essere in contraddizione con ciò che ha detto cinque minuti prima ma il suo narcisismo lo rende cieco riguardo a questo, deve farlo, così il meccanismo di difesa rimane intatto ed efficace, e quindi crede sinceramente che quello che sta dicendo è giusto e oltretutto tu sei in torto, perciò sei tu il problema.

Questo è il motivo per cui i Narcisisti di Medio Rango credono di essere brave persone, addirittura persone empatiche e che l’altra persona (la vera vittima) sia il problema. Questo è il motivo per cui la vera vittima viene etichettata come abusatore, tormentatore e persino narcisista e il Narcisista di Medio Rango crede davvero che sia così. Non pensa “So che sono il problema e non è lei, ma ho intenzione di incasinarle la testa” – crede davvero che la vittima sia la fonte del problema perché in questo modo le sue reazioni e azioni hanno assoluta convinzione, hanno la migliore possibilità di un esito positivo (vale a dire carburante e controllo) e quindi la manipolazione va avanti all’infinito senza alcuna prospettiva di cambiamento.

H.G. TUDOR

Do Narcissists Know What They Are Doing? The Mid Ranger

📰 LE DOPPIE LINEE DI DIFESA DEL NARCISISTA

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Per capire il tuo avversario narcisista (e non dimentichiamo che noi ci rendiamo conto che ti consideriamo nostro avversario) è essenziale che tu capisca che adottiamo due linee di difesa. È indispensabile che il nostro regno rimanga intatto, che il nostro dominio su di te non venga frenato, ostacolato o diminuito in alcun modo. Ciò implica che dobbiamo sempre avere il controllo. Mantenendo il controllo, siamo certi di raggiungere la fornitura de Gli Scopi Primari in modo da ottenere carburante (la cosa più importante), tratti caratteriali e benefici residui.

Immagina, se vuoi, un veicolo a motore. Questo veicolo a motore ha un computer che controlla la sospensione del veicolo. Questo computer esegue migliaia di calcoli e regolazioni a ogni secondo, cosicché la sospensione si modifica per tenere conto di buchi nella strada, rocce, salite, cali e qualsiasi deviazione. La conseguenza di questi aggiustamenti frequenti e istantanei è che l’auto stessa non si sposta mai, non cade, non rotola, non si appoggia o devia. Potresti bilanciare un bicchiere d’acqua sul cruscotto e non si rovescia mai. La macchina rimane ferma e stabile.

Noi siamo simili. Dobbiamo sempre mantenere il controllo. Dobbiamo avere il controllo sul nostro ambiente in modo da sapere che non ci sarà alcuna perdita di carburante, nessuna riduzione degli elementi del costrutto, nessuna distruzione del nostro impero e la discesa nel dimenticatoio. Per garantire questo controllo, proprio come ci si assicura che il veicolo a motore rimanga stabile, dobbiamo fare aggiustamenti ripetuti e frequenti per far fronte ai capricci ambientali. Dobbiamo affrontare le sfide, mantenere la lealtà, sconfiggere l’insurrezione, reprimere le ribellioni, soffocare il dissenso, mantenere la disciplina e qualunque cambiamento, alterazione e differenza si verifichi, il controllo deve essere mantenuto. Non ha importanza se il nostro comportamento, osservato dal tuo punto di vista, è incoerente, illogico, ipocrita, contraddittorio, offensivo, assurdo e così via, finché il controllo viene mantenuto. Questo è ciò che conta più di ogni altra cosa. Mantenendo il controllo, otteniamo ciò di cui abbiamo bisogno e continuiamo ad esistere come è necessario.

Qualsiasi sfida a questo controllo richiede una reazione di difesa da parte nostra e questo avviene in due forme distinte. Abbiamo un doppio meccanismo di difesa. La prima linea è il Diniego. La seconda linea è Distrarre and Deflettere.

Parliamo del Diniego. Se ci sfidi in qualche modo, che quindi minaccia il nostro controllo, allora la nostra risposta immediata sarà una negazione. La tua sfida può darsi che ci ferisca (quindi puoi aspettarti una reazione sotto forma di furia accesa che comprende la negazione) o più probabilmente, ci fornisci Carburante di Sfida. Quindi, non ci starai ferendo, ci starai dando carburante, ma noi non solo vogliamo provocarti perché tu ci dia più carburante, dobbiamo anche affermare il controllo e affermare la nostra superiorità e con la negazione otteniamo entrambe le cose.

Prendiamo ad esempio un tale interscambio: V è la vittima accusatrice e N è il narcisista che nega.

V – “Ti ho visto in un bar stasera, da Lorenzo, ed eri con un’altra donna.”

N – “No, non c’ero.”

V- “Sì, c’eri, ti ho visto.”

N- “Non potevi avermi visto, ero al lavoro, avevo una riunione in corso, c’era un nuovo cliente e aveva bisogno della squadra e che io gli risolvessi un bel po’ di problemi.”

V – “Smettila di mentire, ti ho visto con i miei occhi”.

N- “Beh hai bisogno di occhiali nuovi perché non ero io, tu pensi di avermi visto.”

V – “Eri tu. So come sei per l’amor di Dio. Stavi tenendo per mano una donna snella con lunghi capelli castani e che aveva una camicetta verde.”

N – “Non ero io.”

V – “Eri tu, smettila di mentire. Ammettilo, è vero?

N- “Non ero io.”

V- “Ti ho visto, ti ho visto con lei.”

N- “Non potevi avermi visto. Come ho detto, sono stato al lavoro fino ad ora. Chiama Tom, avanti, lui te lo confermerà.”

Il narcisista mantiene la negazione. Il Carburante di Sfida viene ricevuto mentre la vittima è frustrata, arrabbiata, ferita o turbata. Le parole usate, il tono della voce, l’espressione della faccia e il linguaggio del corpo tutto contribuisce alla fornitura di carburante. Se la vittima è la Fonte Primaria Intima (“IPPS”), il carburante sarà di alta potenza. La quantità di carburante erogata è così bassa dato che la discussione è durata solo un minuto, ma la frequenza è costante per quel minuto. Il narcisista continuerà a negare per mantenere il controllo e affermare la sua superiorità allo scopo di “reprimere” questa sfida. Se la vittima continua ad affermare l’accusa, il narcisista continuerà con la negazione finché la vittima non smetterà di fare quell’affermazione. Il narcisista ha carburante e ha mantenuto (o riacquistato) la superiorità.

A volte la prima linea di difesa è tutto ciò che è necessario per mantenere la difesa del regno del narcisista. Tuttavia, se il narcisista percepisce che la vittima crede di prendere il sopravvento e quindi ha effettivamente superato la prima linea di difesa di Diniego, allora si muoverà per mettere in atto la seconda linea di difesa che è quella di Distrazione e Deflessione.

Questa seconda linea è vasta, estesa, e si basa su una miriade di manipolazioni narcisistiche. Alcune di esse sono sottili e insidiose, altre sono palesi e rudimentali. Tuttavia, cadono sotto la bandiera di Distrazione e Deflessione.

Tornando all’esempio sopra, la vittima sempre più esasperata decide di giocarsi l’asso nella manica e tira fuori un telefono cellulare che contiene un filmato del narcisista con la donna misteriosa, mentre si tengono per mano e si danno un bacio. La vittima riproduce il filmato e il narcisista guarda.

Il Diniego può essere mantenuto e in alcuni casi ciò accade. Ad esempio, il narcisista affermerà

“Non ero io, era qualcun altro.”

tuttavia, il narcisista osserverà che la vittima sta mostrando i segni che sta prendendo il sopravvento. Le parole usate, il tono e l’espressione cambieranno per indicare che la vittima è convinta di aver ormai vinto la discussione e quindi la ripetuta negazione non permetterà al narcisista di mantenere la superiorità. Sì, può continuare ad attingere carburante dalla vittima se questa continua a rispondere in modo esasperato o incredulo, ma deve essere raggiunta anche la superiorità.

Di conseguenza, è qui che viene attivata la seconda linea di difesa.

L’Inferiore può semplicemente afferrare il cellulare e distruggerlo. Questo è Deflessione e Distrazione. Certamente, non vincerà nessun premio per l’acume, ma questo è ciò che il narcisista ottiene con un’azione del genere:

1. La prova che supporta la sfida della vittima alla superiorità del narcisista è sparita. Nel mondo compartimentato del narcisista, se una cosa non c’è, non esiste E non solo non è MAI esistita, di conseguenza

V – “L’hai distrutto perché sai che ho ragione.”

N – “A proposito di cosa?”

V – “Di te che baci quella donna.”

N – “Quale donna?”

v – “Quella sul video”.

N – “Quale video?”

V – “Quello che ti ho appena mostrato.”

N – “No, non l’hai fatto.”

Nota come è stata risollevata la prima linea della difesa. La distruzione della proprietà fisica (una manipolazione, anche se una di quelle vili) è stata messa in atto come una Deflessione e Distrazione e poi il narcisista, sentendo di aver fatto fronte alla sfida, si occupa della sfida successiva della vittima tornando di nuovo alla prima linea e quindi si impegna nel Diniego.

Ritornando a ciò che il narcisista ottiene con questa azione

2. La risposta della vittima a questa manipolazione fornirà carburante;

3. La superiorità viene mantenuta attraverso questo atto.

Come potrebbe reagire il Narcisista di Medio Rango a questa alzata di testa da parte della vittima? Il Diniego ha funzionato fino ad ora, quindi viene dispiegata la seconda linea di difesa.

N – “A cosa diavolo pensi di giocare?”

V – “Cosa intendi?”

N – “Mi spii”.

V – “Cosa? Non ti sto spiando, ti sto mostrando quello che hai fatto.”

N- “Sì lo stai facendo, sono stufo di te che cerchi di controllarmi, che mi spii in questo modo. E non sono l’unico, John mi ha detto solo la scorsa settimana che pensa che tu sia molto dispotica.”

V- “John pensa questo? Come te lo lavori quello là?”

N- “Oh lui non è l’unico anche altri miei amici lo pensano.”

La vittima viene quindi costretta a giustificare il proprio comportamento, cercando di difendersi dal controllo immaginario che lei apparentemente esercita sul narcisista. Il narcisista ha messo in atto Spostamento di Colpa, Triangolazione e Diffamazione come parte della seconda linea di difesa e ha funzionato. Il carburante viene fornito e l’accusa iniziale sull’inganno è stata accantonata.

Il Medio Rango potrebbe avere Distratto e Deviato andandosene e impegnandosi in un trattamento del silenzio (assente o presente) o accusando la vittima di avere una relazione (Spostamento di Colpa, Etichettamento, Proiezione) e quindi ogni tipo di manipolazioni diverse possono far parte di questa seconda linea di difesa.

E per quanto riguarda il Superiore, come potrebbe aver reagito alla produzione di questo video di prova?

Potrebbe aver adottato l’approccio del diniego all’inizio, tuttavia, vi è una possibilità significativa o che il Superiore abbia visto ciò che la Vittima stava facendo, o che sia stato informato da qualcuno di ciò che la Vittima ha fatto o che si sia accertato dall’atteggiamento della Vittima che c’è un potenziale asso che aspetta di venire giocato. Di conseguenza, il Superiore non avrà perso tempo col Diniego all’inizio. La sua totale fiducia nell’efficacia della seconda linea di difesa in questa sfida implica che può fare a meno della prima linea. Pertanto, la conversazione potrebbe essere andata avanti in questo modo:

V – “Ti ho visto in un bar questa sera, da Lorenzo, e tu eri con un’altra donna.”

N – “Davvero, perché non sei venuta a salutare. Stavo per chiamarti. Quella è Jennifer, mia vecchia amica.”

V- “Oh, capisco, non hai detto che l’avresti incontrata.”

N – “Come no, penso che scoprirai che l’ho detto. Ti ho detto una settimana fa che l’avrei incontrata, non la vedo da secoli. L’hai già conosciuta, ricordi? Era quando eravamo al box alle corse, per la Giornata delle Donne la scorsa estate. Avevi quel vestito delizioso, sai, quello verde impressionante.”

Il Superiore svia e si impegna in un monologo, elaborando dettagli del passato (reali o inventati), facendo complimenti e distraendo la vittima dall’impulso della sua accusa. In effetti, il Superiore può ricorrere a un’insalata di parole per Deflettere e Distrarre e quindi ottenere carburante e mantenere la superiorità. Il Superiore ha un’ampia gamma di possibili modi per mettere in atto la seconda linea della difesa. Ad esempio, potrebbe dire:

“Oh quella donna, è ossessionata da me. Non c’è nulla di cui preoccuparsi. Sì, mi ha baciato, piuttosto presuntuoso da parte sua, ma vedi anche come l’ho fermata. Non volevo che lei facesse una scenata, è un po’ pazza, ma non hai nulla di cui preoccuparti. Non lascerai che una persona come lei si frapponga tra te e me, vero?” (Spostamento di Colpa, Diffamazione, Triangolazione, Fascino)

OPPURE

“L’ho baciata, e allora. Se tu mi avessi baciato più spesso, non sarebbe successo. Puoi scegliere di prendere nota e darti una mossa o mi perderai.” (Minaccia, Spostamento di Colpa, Triangolazione)

OPPURE

“Davvero non c’è niente, lei era semplicemente piuttosto fanatica. Sai che la gente mi si butta addosso, ma è te che voglio. Perché altrimenti sono qui con te e nessun’altra? Ora, fammi sentire com’è un vero bacio, hmmm? “(Adulazione, Fascino, Triangolazione)

OPPURE

“La stavo reclutando per quella cosa a tre che dicevi di volere, non ricordi che eri d’accordo? In effetti, eri un po’ brilla ma hai detto che volevi farlo. Mi chiamerà alle 9, per venire, ma naturalmente volevo te con me, prima che lei si unisse a noi.” (Triangolazione, Gaslighting)

Il Superiore invariabilmente si affiderà al suo fascino e alla sua sicurezza per affermare la superiorità e affrontare la sfida, eventualmente passando al problema delle minacce se necessario. In ogni caso, il carburante viene ottenuto e la linea di difesa di Deflessione e Distrazione rimane intatta e con essa viene mantenuta la superiorità e quindi il controllo.

Il Diniego è il nostro primo punto di riferimento per mantenere il controllo (anche se per il Superiore meno) e quindi la gamma di manipolazioni, dal Gaslighting, Minacce, Insalate di Parole, Trattamento del Silenzio, Bullismo, Intimidazione, Etichettatura e Triangolazione e altro ancora fanno parte della seconda linea di difesa. Aggiungeremo Scissione di Pensiero, Voltafaccia, Ipocrisia, Contraddizione all’interno di questa seconda linea per mantenere il controllo e per mantenerlo in equilibrio. Tale è l’ampiezza e la profondità di questa seconda linea, tu non la infrangerai e noi continueremo ad andare avanti finché non sarai costretta a ritirarti, noi veniamo alimentati e manteniamo quel controllo che è fondamentale per noi. Questo è il motivo per cui facciamo quello che facciamo.

H.G. TUDOR

The Narcissist´s Twin Lines of Defence

📑 SPOSTATORE DI COLPA

 

191120B BlameshifterÈ fondamentale che noi rimaniamo irresponsabili delle nostre azioni. Uno dei modi più efficaci per evitare questa responsabilità, provocandoti e lasciandoti esasperato e sbalordito è quello di impegnarci in un trasferimento di colpa. Noi siamo gli scaricatori di colpa che useranno sempre questa forma di manipolazione nella nostra ricerca incessante per mantenere il sopravvento.

Non solo crediamo di avere il diritto alla completa immunità per ciò che diciamo e facciamo, a causa della nostra innata superiorità, crediamo anche che sia necessario per noi essere in grado di raccogliere carburante con la stessa frequenza e con la stessa efficacia di sempre. Se venissimo rallentati dal dover fare scuse significative, spiegare noi stessi, spiegare ciò che abbiamo fatto e accettare la responsabilità per le conseguenze questo assorbirebbe del tempo che sarebbe speso molto meglio nella ricerca di carburante. Ostacolandoci in questo modo ci farebbe diventare più deboli dal momento che non saremmo in grado di accumulare tanto carburante come facciamo di solito. È perciò necessario, così rimaniamo lucidi, efficaci e a passo leggero, di modo che non siamo mai preoccupati della trasparenza e anche per non permettere mai che la responsabilità incomba su di noi. Come in molte delle nostre macchinazioni, questo approccio ci consente anche di raccogliere carburante in quanto tale attraverso l’imposizione di colpa su altri, di solito te, e attraverso la risposta emotiva attonita e oltraggiata che scaturisce da questo atto sconcertante di allontanarci e farla franca. Come sempre, le parole sono i nostri migliori alleati quando si tratta di bloccare il tentativo di farci assumere il manto della responsabilità. Ecco cinque delle nostre frasi preferite.

1. Cosa ti aspetti che faccia al riguardo?

Un delizioso frammento di biasimo per cominciare. Non dichiariamo nemmeno che consideriamo tua la colpa, la tua responsabilità o il tuo obbligo con questa domanda. Tuttavia, l’implicazione è chiara: ci aspettiamo che tu faccia qualcosa al riguardo, perché non ci assumiamo responsabilità, il tuo ruolo è quello di ripulire dopo di noi e hai assunto quel ruolo quando hai accettato le nostre profferte amorose. Ti sei perso quel termine del contratto? Non incolpare noi, è colpa tua.

Mi vanto regolarmente di quanto sono brillante e speciale. Che ho molti talenti e se decido così, potrei rimediare a molte situazioni nel giro di pochi istanti, ma nonostante questo sia l’atteggiamento che io adotto col mondo in generale, non ho intenzione di farlo con te. Nessuna possibilità. Non sono qui per raccogliere i cocci dopo di te, anche se mi aspetto che tu lo faccia più volte. Posso fare quello che mi piace e tu sei obbligato a riparare il danno che io provoco – raccogliere i pezzi rotti di stoviglie, scusarti con l’amico scioccato dopo uno sfogo, cercare di risolvere il guaio finanziario che ci è rimasto. Se hai causato un problema, e ammettiamolo, è sempre comunque colpa tua, non puoi aspettarti che io faccia qualcosa al riguardo. Sono al di sopra di tali compiti umili. Ho cose importanti e più importanti a cui partecipare. Ad esempio? Non devo dar spiegazioni a persone come te. Se ho causato il problema (e in realtà di solito è quello il caso), non ho intenzione di fare nulla al riguardo.

2. Affrontala.

È così e ti conviene abituarti. Questa dichiarazione orgogliosa è il corso per il nostro senso di diritto di fare come ci piace. Noi spazziamo via tutto e devi solo sopportarlo. Non puoi scappare; non permetteremo che ciò accada. Darti questo comando abbaiante è un modo efficace di sconvolgerti. Ti viene detto che sei inutile e dovresti semplicemente mandare avanti la questione piuttosto che lamentarti. Non dovresti lamentarti; avresti dovuto già intuire che dovevi risolvere la situazione. Non chiedermi aiuto perché non ho tempo per questa stupidaggine da Topolino.

3. Hai fatto succedere questo.

Ci piace affermare che agiamo con l’onnipotenza di un dio, ma quante volte hai scoperto che hai in qualche modo fatto succedere qualcosa così da suggerirti che eserciti i poteri di una divinità? Il mio arrivo in ritardo dipendeva da te. Il mio fallimento nel ricordare qualcosa è stato causato da te. La mia infedeltà per la sesta volta è stata interamente una conseguenza di ciò che hai fatto. Nella sua versione più brutale, questa dichiarazione viene emessa senza alcuna spiegazione sul motivo per cui è stato causato il problema. Diciamo che è così quindi deve essere giusto. Questo dialogo ti sembra familiare?

“Perché è così?”

“Lo è e basta.”

“Ma perché?”

“Perchè dico così.”

Oltre quelli della nostra tipologia, chi se ne esce con tali affermazioni prive di verità o di spiegazione? Giusto, i bambini. Questo ti dice tutto ciò che devi sapere sulla nostra mentalità quando ti accusiamo di essere colui che ha causato il problema. Se sei abbastanza “fortunato” da ricevere una qualche spiegazione, ha perfettamente senso se visto dal nostro punto di vista, anche se non sarà dal tuo. Questo è intenzionale. Vogliamo che tu ti senta attonito, sconcertato e infastidito dalla nostra assoluta sfrontatezza nel collegare le nostre malefatte e il tuo averle causate.

“Se fossi più devota non andrei da nessun’altra parte”

“Che cosa vuoi dire con questo? Non potrei essere più devoto nei tuoi confronti. “

“Oh è vero, nega che questo ha a che fare con te e fa che sia io la persona cattiva.”

“Beh, sei tu che hai avuto la relazione.”

“Causato da te.”

“Come?”

“Te l’ho già detto e se non puoi accettarlo, non ha senso continuare questa conversazione.”

Non ottieni risposta senza accettazione di colpa. Tutto quello che ottieni è una spiegazione tenue (nel tuo mondo, ma non nostra) sul motivo per cui la nostra colpa è tutta su di te.

4. Perché devi rovinare tutto?

Caso simile al punto tre esposto sopra ci sottraiamo ma con un ulteriore strato di colpa. Nell’esempio sopra, hai causato il problema anche se non lo avevi necessariamente premeditato. Con questa affermazione ti diciamo che non solo il problema non lo stiamo causando noi, è colpa tua e indovina un po’? Volevi farlo perché sei una persona brutta e orribile. La nostra paranoia sfrenata ci fa credere che tu sei qui per prenderci, farci cadere e che stai tramando per spodestarci come conseguenza del nostro comportamento nei tuoi confronti durante la svalutazione. Questo è il motivo per cui ogni volta che qualcosa va storto, sei l’artefice di quella disgrazia, perché hai intenzionalmente deciso di causarci un problema, guidato dalla tua innata cattiveria e gelosia.

5. Perché mi rendi la vita così difficile?

Poveri noi. Messi sotto i piedi da te e dai tuoi terribili comportamenti. Queste cose ti vengono spesso lanciate quando inizi a prendere coscienza delle nostre manipolazioni e, per scelta o per puro esaurimento, non stai più interagendo con le nostre provocazioni e macchinazioni. Quello che ti stiamo effettivamente dicendo in questo caso è: “Perché rendi così difficile estrarre carburante da te?” La tua incapacità di collaborare e fare quello che vogliamo ci fa spendere più energia per ottenere il carburante negativo da te, e in accordo con la nostra prospettiva di vittima, lo stai facendo apposta. Dobbiamo procurarci quel carburante e tu dovresti aiutarci, non ostacolarci, non da meravigliarti se ci scagliamo contro di te in questo modo perché sei pessimo e rendi le nostre vite molto più dure e difficili di quanto tu dovresti fatto o una volta facevi.

H.G. TUDOR

Blame Shifter

👤 CAPRO ESPIATORIO

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“Non vuoi finire come lui adesso, vero?”

Anni dopo quelle parole mi risuonano ancora nella mente. Agiscono come un crudele guardiano che garantisce che non inciamperò, non andrò mai in rovina e non cadrò mai vittima delle ingiustizie che questo mondo ha in serbo per me. Mi è stato mostrato cosa succede a coloro che sono deboli, a quelli che non riescono a prendere il controllo e raggiungere il potere per se stessi. Le conseguenze del fallimento mi sono state messe davanti quasi ogni giorno per permettermi di assistere all’intenso orrore di ciò che doveva essere sotto gli standard, sotto la media o semplicemente non abbastanza buono.

Sapevo che questo destino non doveva abbattersi su di me e che era necessario che io mi arrampicassi più in alto di tutti gli altri, non importava a quale costo. Finché ci fosse qualcuno sotto di me su quella scala mentre salivo, allora, come si suol dire, il peggio toccherà agli ultimi.

A testa alta e avanti, salendo sempre più in alto per sfuggire alle conseguenze della vulnerabilità, della debolezza e del fallimento. Mi è stata data un veloce prontuario nell’ apprendere come restare in testa e proteggere me stesso. C’erano due percorsi disponibili per assicurare che tu fossi il numero uno e il migliore. Sforzarti di stare avanti rispetto alla resistenza, e per resistenza avevo pensato che si intendesse tutti gli altri, e inoltre abbattere la resistenza in modo che essi vengano sommersi nel pantano del fallimento.

Se il tuo avversario è più alto, tagliagli le ginocchia. Se è più bello, gettagli l’acido in faccia. Se è più intelligente, fagli schizzar fuori le cervella. Se è più forte, colpiscilo nel punto debole. Se è più ricco, deprivalo di monete e centesimi. Se vive in un luogo ameno, inquina la zona circostante. Se ha un buon lavoro, fallo licenziare. Ovviamente si parla per un po’ di tempo in senso metaforico, e ciò significa che per fare tutte queste cose è necessario giocare la carta del capro espiatorio. Diventare abile a puntare il dito altrove, coltivare la persuasione in modo che l’attribuzione della colpa ricada sulle spalle di un altro, dare rifiuti plausibili in modo che il manto di colpa non si posi mai sulla mia testa. Non sarà mai colpa mia. Mai. Quelle erano le mie istruzioni.

L’addottrinamento continuava. Non sei da biasimare, non sei colpevole, non sei il problema, non hai nemmeno causato il problema. Cancella la parola scusa dal tuo vocabolario dal momento che non la senti, rimuovi l’idea di scusarti perché non hai nulla di cui scusarti, non esprimere nulla che possa essere considerato un senso di colpa in quanto questo è un concetto alieno.

C’è sempre qualcun altro che può essere incolpato. Non ci vuole molto perché il ripetuto mantra del non essere mai colpa mia, generi quel senso di inespugnabilità e una mancanza di responsabilità. Dal momento che è colpa di tutti gli altri, è una logica impeccabile, non è che non può esser mai colpa mia? Ne consegue perciò che se non è mai colpa mia, un individuo così privo di difetti è veramente superiore e si erge sopra tutti gli altri.

Per facilitare ciò, si rende quindi necessario identificare un capro espiatorio o, più esattamente, dei capri espiatori. Il ruolo del capro espiatorio si inserisce perfettamente nel nostro modo di pensare. La colpa è un concetto intangibile ma che esiste. Qualcuno deve essere sempre incolpato. Mi è stato insegnato questo fin dall’inizio. Le cose non capitano e basta, accadono per una ragione e la ragione era che lei urlava sempre, che sbagliava sempre, che loro erano socialmente emarginati, che lei non era in grado di superare l’esame, che lui non aveva mai raggiunto un obiettivo, che loro non erano mai andati in vacanza, che lui non era in grado di tenersi un lavoro, che lei era una madre single, che lui aveva un problema con il bere, che lei era brutta, che lui viveva in una zona povera, che lei non era mai stata invitata, che lui era morto da solo, che lei era stata picchiata, che lui era stato arrestato, che lei era stata violentata, che lui era stato assassinato, era perché essi erano capri espiatori.

Rendere gli altri il capro espiatorio, l’immunità dalla colpa e il biasimo che ne consegue fa sì che ci si possa muovere senza ostacoli, barriere o confini. Fa’ diventare lui o lei un capro espiatorio perché se non lo fai per primo lo faranno loro con te. Assicurati di dar loro la colpa prima che possano dirigere quell’occhio accusatore nella tua direzione. Rimani uno, no, dieci passi avanti. Essi meritano di venire incolpati. Se avessero avuto un po’ di valore, non verrebbero stigmatizzati in questo modo, è colpa loro.

Ho imparato che possono arrivare con sorrisi, ma la lama della colpa è puntata dietro le loro spalle, pronta a colpire, quindi affonda profondamente dentro di loro il tuo pugnale di colpa per primo. Non farti prendere dalle false dichiarazioni di amore e compassione, non sono che veli da mettermi sugli occhi di modo che puoi posare sulla mia testa una corona di responsabilità.

Presto le esperienze che ho acquisito hanno iniziato ad istruirmi automaticamente. Non ti senti abbastanza considerato ad una festa? Gli ospiti sono ignoranti e scortesi. Dì a qualcuno che si tratta di questo e vedi come si sposta l’attenzione. Servito con lentezza al bar? Il barista è incompetente e ci si dovrebbe ricordare di questo fatto. Vedi come aveva reagito ora? Report non completato in tempo? Trova un collega junior e fai notare come ha omesso di fornire le informazioni necessarie. Criticato perché non guadagni abbastanza? Incolpa i padroni per aver condotto l’azienda sul lastrico e non riuscire a premiare un lavoratore diligente come me. Ti senti irrequieto e non amato? Scagliati contro di lei così lei cerca di farsi perdonare. Bloccato nel traffico? Incolpa il dipartimento dei trasporti per i lavori stradali fatti male. Difficoltà a dormire? Devono essere quei dannati vicini e la loro musica a tarda notte, va a dar loro una bella strigliata e vedi come ti senti molto meglio quando fai notare loro che sono in colpa.

Ma cosa succede se non si verificano queste cose ma succede perché non sono una persona abbastanza interessante con cui parlare, o non abbastanza attraente da essere notato, o non abbastanza bravo nel mio lavoro, o non raggiungo gli obiettivi perché non sono in grado di applicare lo sforzo necessario, o perché non le mostro più alcun affetto, o perché sono partito tardi da casa, o perché mi sono addormentato questo pomeriggio?

Mai. Questo è quello che loro vogliono farti pensare. Questo è il controllo che cercano di esercitare su di te. È così che entrano nella tua mente e cercano di farti pensare che sei debole, quando non lo sei. Ricorda, vogliono che tu sia il capro espiatorio. Vogliono che tu sia il fallimento, vogliono che tu sia il bersaglio del loro dar colpe, quindi prendi la colpa, accusa il colpo e diventa il capro espiatorio. Già, hai ragione, ora ricordo.

I dettami risuonano ancora adesso, ricordando ed enfatizzando. Non è il tuo ruolo. Sei migliore di tutti loro. Ti innalzerai al di sopra di loro e per farlo devi lavorare sodo su tutto e assicurarti che essi siano i soli a venire incolpati, perché così dev’essere. Sono quelli che stanno cercando di impedirti di raggiungere e rivendicare ciò che è
tuo di diritto. Sono i doppiogiochisti, i nemici insidiosi, gli infidi traditori che scatenano la sedizione e praticano la slealtà. Fai sapere chi sono, incolpali ingiustamente.

Quindi questo spiega tutto ciò che facciamo. Troviamo un capro espiatorio in ogni aspetto della nostra vita. Il fratello bistrattato, il collega piagnucoloso, il vicino criticato, lo straniero nell’ipermercato locale, il dipendente sottomesso, io zimbello del circolo sociale e soprattutto tu, il partner intimo che diventi il capro espiatorio perfetto.

Sei tu che diventi il ricettacolo delle nostre persecuzioni prepotenti, intimidatorie, fastidiose, bullistiche, intimidatorie, costringenti, colpevolizzanti, accusatorie, minacciose, terrorizzanti, randellanti e opprimenti. Hai bruciato la cena, hai fatto diventare rosa la camicia bianca, ti sei dimenticata di ritirare quel regalo che volevamo, non hai soddisfatto il nostro appetito sessuale, ci hai resi infedeli, ci hai fatto rompere quello specchio, ti sei fatta prendere a schiaffi, ci hai fatto ammalare, hai fatto perdere la nostra squadra, ci sei costata quella promozione, ci hai svegliato troppo presto, ci hai svegliato troppo tardi, ci hai fatto addormentare, ci hai tenuti svegli, non l’hai fatto, l’hai fatto. Ancora.

Questo condizionamento ha garantito che l’unico modo per rimanere in testa, vincere e riuscire fosse trovare qualcuno da incolpare e questo non cambia perché sappiamo che stai solo aspettando di provare a dare la colpa a noi, bene, conosciamo il tuo gioco. Ti abbiamo preso di mira e sei tu da incolpare, non noi.

L’unico modo per prevenire l’inferno di essere un capro espiatorio è quello di rendere altri un capro espiatorio.

E così faccio quello che faccio, dico quello che dico e sono quello che sono così non finirò come lui, come lei, come loro, come te.

Puoi davvero biasimarmi perché faccio questo?

H.G. TUDOR

Scapegoat