👤 LA SOLA E UNICA

191018G The One and Only.jpg

Penso davvero al tuo mondo, lo sai. Non ho incontrato nessuno come te. No, non scuotere la testa. So che sei modesta ma dovresti accettare un complimento quando viene fatto, il cielo sa che te lo meriti. Devo ammettere che ho avuto alcune relazioni, ma sai, ci siamo passati tutti, no?] Pensavo di sapere cosa fosse l’amore. Ero solito pensare che la persona con cui stavo era quella che volevo, la risposta alle mie preghiere e quel qualcuno di speciale. Non era affatto così. In effetti, è abbastanza evidente per me che quelle erano davvero solo prove generali per permettermi di perfezionare il mio amore in vista del tuo arrivo. So che può sembrare strano ma mi sento come se ti conoscessi da sempre e inoltre, in qualche modo ho sempre saputo che saremmo stati insieme. Nelle relazioni precedenti mi dicevo che era così, questa era la persona giusta, ma qualcosa andava storto. Credo di non essere stato un ottimo giudice dei personaggi all’epoca. Ho continuato a scegliere quelli sbagliati. Santo Cielo, potrei raccontarti qualche storia. Mi sono legato a dei veri e propri malati mentali nel mio tempo. Sembra che io li attragga. Penso che sia perché quando voglio stare con qualcuno do tutto me stesso a quella persona. Non vedo alcun motivo nel frenarmi, vero? Deve essere tutto altrimenti non ne vale la pena. Vedo che annuisci, immaginavo che saresti stato d’accordo. Tu ed io siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Lo sento. Ho un’attitudine per questo. Un sesto senso. Devo ammettere che non sono sempre stato fortunato e c’è voluto del tempo per perfezionarlo, credo sia per questo che ho dovuto affrontare il giro sulle montagne russe con alcuni dei miei ex. Tuttavia, anche se non mi hanno trattato bene, no va bene, non devi sapere nulla di tutto ciò. Voglio parlare di te e me, questo è molto più importante. Sì, non mi hanno trattato affatto bene, ma questa è un’altra storia che non voglio rovinare stasera parlando delle loro furie gelose e di temperamenti violenti. Grazie a Dio tu non sei così. No, va bene non devi persuadermi che è così. So che non sei come loro. Posso dire che sei una persona molto migliore. Sai come lo so? È per il modo in cui ti muovi. Sì. Ti muovi con una grazia che non ho mai visto prima. Questo mi dice che sei sicuro di te, ma non in maniera ostentata. Tu sai chi sei e ti muovi con una grazia e una presenza che rassicurano. Ti rivelerò un piccolo segreto. Prima di parlarti, ti guardavo. Non con la modalità tipica di uno stalker, più come in un osservatore interessato. Ho visto come la gente interagiva con te, con calore e gioia ogni volta che parlavi con loro e pensavo a me stesso quando vedevo come i loro volti si illuminavano e come i loro occhi si spalancavano di piacere che tu eri probabilmente il tipo di persona che passa più tempo ad occuparsi delle altre persone che di te stesso. Ho ragione vero? Non è bello cercare di nascondersi e guardare il pavimento, posso vedere che ho ragione. Di solito mi occupo di persone. È una specie di dono ma un dono che ora riesco a usare per evitare le persone che vogliono farmi del male, e credimi ce ne sono state diverse, e trovare invece qualcuno che mi rispetterà e mi amerà nello stesso modo in cui io l’amerò e rispetterò

Si tratta di trovare quella reciprocità non è vero? Scommetto che io e te abbiamo molto in comune. Bene, dopo il nostro ultimo appuntamento so che condividiamo gusti simili in musica e destinazioni di viaggio e questo mi dà ragione. Immagino che se discutessimo di politica, anche se non voglio dire stasera, ci sarà un sacco di tempo per farlo in futuro, avremmo opinioni simili. Vedi che ho potuto rendermi conto, dopo tutte le disavventure e le persone che mi hanno deluso, di chi è giusto per me e per chi sono giusto. Io sono la classica persona schietta. Ti metterò su un piedistallo e ti adorerò, sì lo farò, perché una persona come te, una persona così speciale e premurosa merita questo. Oh, lo so che tu sei moderna e indipendente le donne sono tutte uguali e credimi io sono al cento per cento dietro di loro ma so che una volta fingevi di essere una principessa e che questo pensiero non ti lascia mai. Come lo so? Ho una sorella come vedi e ho visto come giocava e faceva giochi basati sull’essere una fata o una principessa, personaggi buoni che volevano quel vissero felici e contenti. So che questa cosa non l’ha mai abbandonata e quindi per la stessa ragione so che una come te, una persona buona, corretta e onesta ha ancora quel desiderio di essere trattata correttamente e ogni tanto si ricorda di questo fatto. Posso dire dal tuo sorriso che sei d’accordo con me e ne sono compiaciuto perché so quanto bene ti tratterò. Ho molto da darti e tu meriti di essere trattata bene. Vedi, sento che, come me, sei stata ferita in passato. Posso vederlo nei tuoi occhi. Speri che nulla vada a rovinare quello che abbiamo perché presenta una grande promessa vero? Sì, pensavo che saresti stata d’accordo. Posso dirtelo per il modo un po’ guardingo che hai, ma non preoccuparti, non è una cosa brutta dato il modo in cui alcune persone si comportano, ma io non sono come loro. Non devi essere preoccupata con me. Mi prenderò cura solo di te e avrò a cuore i tuoi migliori interessi. Ecco perché io e te siamo stati riuniti, due persone che vogliono solo amare ed essere amate. Non è molto da chiedere vero? Ecco perché quando ti ho incontrato per la prima volta ho capito che tu sei quella giusta.

Ti alzi dalla sedia per andare al bagno ed io mi siedo sulla mia sedia e sorrido. Posso dire che questo discorso ora è all’inverso e funziona ogni volta.

H.G. TUDOR

The One and Only

📰 IL POTERE DELLA MORTE

79144842_118468762956873_82975018652270592_n.jpg

“Finché ho un desiderio. Ho una ragione per vivere. La soddisfazione è morte.”

Così disse George Bernard Shaw. Per noi la soddisfazione non è la morte, ma traiamo soddisfazione dalla morte, la morte degli altri. Ho scritto su come raramente partecipo ai funerali e ho spiegato i motivi di questo, ma ciò non vuol dire che non useremo le circostanze del morire e della morte per i nostri specifici vantaggi. Infatti, dove lo spettro della morte incombe in attesa di tagliare l’ultimo sottile legame tra la persona e la vita, con la sua affilata falce, la nostra specie giunge allo scoperto strisciando per avvalersi del copioso carburante disponibile. Se dovessi vedere uno della nostra specie riapparire dopo un’assenza, c’è una ragionevole possibilità che l’odore disgustosamente dolce della morte ci abbia attratto.

Se dovessimmo apprendere che un membro della famiglia o un amico sta per andarsene in questa spirale mortale, allora questo rappresenta un’opportunità meravigliosa per la nostra specie. Per cominciare, la facciata può essere mantenuta dimostrando una falsa compassione sulle circostanze della persona la cui fine è imminente. Conosciamo tutte le frasi da sciorinare alla processione di visitatori e consolatori che sono attratti al letto del moribondo. Ci dilettiamo nel restare a veglia accanto a questa persona, anche se probabilmente non ci siamo preoccupati di lei per anni. Se qualcuno fosse così audace da chiedere perché siamo apparsi ora dopo tutto quel tempo in cui siamo rimasti lontani, ci appiglieremo a un’osservazione ingiustificata per castigare l’interlocutore.

“Come puoi chiedere una cosa del genere, in un momento come questo?”

“Questo non è dovuto a me; riguarda lo zio Malcolm.” (Come lo diciamo con una faccia seria mi sorprende ancora).

“Lo puoi dire, cosa hai fatto per lei ultimamente?” (Che verrà chiesto anche se sappiamo che l’interlocutore è stato il migliore in assoluto per la persona morente)

La nostra risposta sarà progettata per attirare una reazione emotiva e consentirci di assumere il carburante fornito.

Trasmetteremo una rudimentale apparenza di preoccupazione, anche se è tutto per far scena. Ovviamente lasceremo il grosso del lavoro ad altre persone. Non siamo lì per cambiare le bende intrise di pus o per dar sollievo la fronte febbricitante. Non ripuliremo qualcuno dopo che si sporca o si rovesciato addosso il cibo e il bicchiere con le mani tremanti e agitate. Niente affatto, ma faremo ciò che sappiamo fare meglio emetteremo una raffica di parole di vuota gentilezza, falsa compassione e considerazione fasulla nei confronti dell’individuo malato. Questo ci fa sembrare buoni agli occhi di tutte le persone riunite e i loro cenni di approvazione e borbottii di ringraziamento non solo ci forniscono carburante ma contribuiscono al mantenimento della facciata. Siamo un buon punto d’appoggio per viaggiare fin qui (venivamo comunque per un altro motivo) e offrire parole eloquenti di conforto a tutti i presenti.

Osservaci mentre ci muoviamo in mezzo a familiari, amici, colleghi e vicini che si presentano per vedere se possono aiutare mentre ci mettiamo a far da portinai. Nessuno ha il permesso di entrare senza prima vedere noi, in modo da poter risucchiare il carburante che viene fornito con una situazione emotiva così intensa. Fratelli e sorelle pieni di lacrime, zii dalla faccia severa, cugini disorientati tutti pronti perché noi mandiamo loro un commento compiacente e di sostegno, solo per ricevere i loro ringraziamenti, la loro gratitudine e approvazione.

Non permetteremo all’individuo la cui sabbia del tempo si sta esaurendo di godersi il centro del palcoscenico un’ultima volta e ci accampiamo sul suo territorio, usurpandolo attraverso un’esibizione di apparente preoccupazione e compassione. Osserva attentamente e vedrai che in realtà non facciamo nulla per la persona che sta morendo, che non è il nostro ruolo, ci sono dei servitori per questo ed è tutto indegno di noi. Invece, la vediamo come una possibilità di attingere carburante e sembrare un individuo che dà supporto che sta riunendo tutti insieme e si assicura che gli ultimi giorni della persona morente siano più felici e tranquilli possibile.

Abbiamo visto diverse volte ciò che dev’essere detto per produrre le lacrime, la testa lentamente abbassata e il sorriso debole, il tentativo di essere coraggiosi nonostante la grave tristezza. Dentro non lo sentiamo mentre salutiamo ogni persona. Ci sentiamo rinvigoriti dal carburante che scorre. Gironzoliamo attorno al letto, osservando come si pone il nuovo arrivato di fronte al nostro incarico, commentando ciò che stavamo facendo per loro (in effetti è qualcun altro che si è preso cura di loro ma siamo contenti di prenderci il merito) così otteniamo ulteriore approvazione e ringraziamenti. Riteniamo che questi visitatori siano venuti davvero a vedere noi, a ringraziarci per il nostro lavoro, la nostra generosità e la nostra grandezza, piuttosto che per la persona morente e stremata nel letto vicino. Come un macabro cuculo, noi compariamo e ci impadroniamo dell’atto finale di questa persona, rivendicandolo per noi stessi, le nostre linee di carburante intanto si snodano verso chiunque appaia.

Ovviamente rimane ancora l’opportunità di attingere carburante dall’individuo morente. Anche se può guardarci attraverso gli occhi nocciola morfina e mormorare parole sotto sedazione che sono difficili da discernere, la tenuta della loro presa sul nostro braccio o sulla mano ci dice molto su come apprezza ciò che stiamo facendo. Mentre il suo tempo in questo mondo volge al termine, vediamo ancora la possibilità di estrarre un po’ di carburante da questa persona mentre tiriamo fuori i noti convenevoli per un momento come questo. Non li diciamo per trasmettere conforto, ma solo per garantire che ci arrivino apprezzamenti, gratitudine e ringraziamenti e, a loro volta, ci alimentino.

Come guardiani e capo-consolatori ci posizioniamo al centro di ogni cosa durante questo periodo. Facciamo poco, ma dirigiamo gli altri e diamo comandi e osservazioni verbali, ognuno dei quali è strumentale. Cercheremo di creare ancora più carburante protendendoci in giù e ascoltando attentamente mentre il morente parla, forse le sue ultime parole mentre annuiamo e li accarezziamo gentilmente con la mano, il prescelto per il loro discorso finale. Prenderemo queste parole e le useremo a nostro vantaggio. Se la vedova in lutto, chiamiamola Emily, chiede cosa ha detto il suo defunto marito, potremmo omettere le sue effettive parole e dire,

“Ha detto, di’ a Emily che mi dispiace per quello che ho fatto.”

Il suo sguardo di confusione alla nostra falsa affermazione ci darà carburante. In alternativa, potremmo dire,

“Ha detto, di’ a Rose che l’amo così tanto.”

Il suo sguardo perplesso mentre chiede “Chi è Rose?” genera un ulteriore mucchio di carburante.

E ancora, possiamo fingere che ci sia stato rivelato un grande segreto e che non possiamo dire di cosa si tratta per attirare domande e attenzioni su di noi.

Certamente, ci possono essere casi in cui vi è l’ultima possibilità di attingere un po’ di carburante negativo, di far diventare fiamme quegli occhi offiscati per l’ultima volta dallo shock, dal dolore e dalla confusione. Un’opportunità per avvicinarsi e sussurrare un’ultima frase caustica, progettata per condannare questa persona disgraziata a passare i suoi ultimi momenti nel tormento, incapace di rispondere in modo efficace, le sue smorfie e gesti graffianti indicativi del disagio che è stato causato dalla barbarie d’addio che gli è stata gentilmente detta nelle orecchie. Uno scoppio di carburante negativo di commiato che sottolinea il nostro senso di onnipotenza per il fatto che possiamo ancora raggiungere questo risultato anche in un momento come questo. Un tale atto viene solitamente conservato per qualcuno che crediamo veramente lo meriti.

Durante la mia vita ho conosciuto un maestro professionista di tali comportamenti. Dal bambino silenzioso fatto sedere e osservare, all’adulto esperto che può vedere subito attraverso questa facciata e che sa cosa sta succedendo veramente. Ho visto tutte queste mosse, azioni e comportamenti messi in atto da questo presunto paladino di compassione e per tutto il tempo sapevo cosa stava realmente accadendo.

Forse non ho copiato molto spesso questi comportamenti in modo esauriente per me stesso – di solito perché il tempo non mi ha mai permesso di trascorrere giorni del genere a fare questo tipo di veglia – ma l’ho visto quando ero più giovane e impresso istantaneamente quando ero più vecchio, così come i ricordi di altri che si incastrano tutti insieme. Io so cosa fa lei. Quando arriva, vestita in modo impeccabile, con i tacchi che fanno click sul pavimento mentre si mette al centro della scena, mi concentro su quel click clic e so che il coleottero orologio della morte è giunto.

Ho imparato e potrei ancora scegliere di far valere quelle lezioni in caso di necessità, ma so per certo che cercherò l’ultima fonte di carburante negativo prima del rantolo della morte. So per chi conserverò il commento che ho scelto per ottenere quella soddisfazione dalla morte.

H.G. TUDOR

The Power of Demise

👤 LA TORRE RELAZIONALE

191018E The Relational Tower

Sono seduto in alto nella mia Torre Relazionale. Posso vedere così tante cose da questo trono.

Guardo verso nord e vedo le linee dorate e scintillanti che si estendono da me ai miei leali sudditi attraverso il territorio. Vedo i miei sostenitori, i miei seguaci e la mia compagnia andare avanti con la loro vita quotidiana, restando allo stesso tempo legati a me. Sentono che tale privilegio è connesso a me, al loro sovrano e io mi nutro di quel senso di privilegio e ammirazione, e di quell’adorazione che si intreccia attorno ad esso.

Guardo verso sud e vedo altre linee di oro lucente che collegano me ai miei più devoti luogotenenti. Dal mio punto di osservazione posso dar loro un segnale e obbediranno, eseguendo i miei comandi, rispettando i miei dettami e eseguendo le mie istruzioni. È una fonte di grande conforto guardare verso di loro e osservare la loro operosità nei miei confronti.

Guardo ad est e aggrotto le sopracciglia davanti alle legioni riunite che marciano verso di me. I malcontenti, i respinti, gli sciocchi e gli idioti, tutti quelli che hanno impugnato le armi contro di me e ora marciano nell’aspettativa di spodestarmi. Eppure altre linee si estendono da me a questi traditori. Linee viola scuro, quasi invisibili contro il firmamento glorioso, queste innumerevoli linee che hanno unito permanentemente a me questi trasgressori e mediante le quali io tiro, contorgo e strappo. Essi gemono, piangono e si lamentano del loro destino, ma non c’è speranza per nessun altro perché questi sono coloro che portano la macchia del tradimento, il putrido odore di sedizione sprigiona dai loro strambi contorni. Lasciateli venire, lascia che avanzino verso di me e io li osserverò mentre si infrangono contro la mia torre, come onde contro le rocce mentre vengono mandate a sparpagliarsi e dissolversi in così tanti spruzzi. Li osservo da lontano, talvolta che comandano ai miei luogotenenti di entrare nella mischia per circuire con lusinghe e dirigere, una miriade di oro e viola scintillanti e lucenti quando le linee si intrecciano. Ogni tanto il viola diventa dorato, quando con un mio dono paradisiaco concedo la mirabile gioia ai pochi eletti.

Guardo ad ovest e lì vedo te. Brilli di una tale gloria, la linea d’oro tra te e me che sprizza di effervescenza. Una linea spessa che ti si avvolge attorno ai polsi, al dorso e alla gola, che manda quella preziosa essenza verso di me. Ci sono giorni in cui quella connessione si oscurerà al viola della colpa, la linea spessa si allungherà e si assottiglierà, ma non si spezzerà mai. Ti guardo mentre cammini verso di me, a faccia in su, gli occhi estatici, le mani protese mentre la luce arde più luminosa e quelli che sono inferiori a me avrebbero difficoltà a tenere gli occhi su di te, ma io lo farò sempre. Anche se di tanto in tanto potrei distogliere la mia faccia da te, i miei occhi bui ti cercheranno sempre.

Ti osservo mentre cammini verso di me, i sostenitori, i luogotenenti, gli emarginati e te. Posso vedere tutto da questa posizione elevata mentre organizzo, dirigo e orchestro. So cosa vuoi. So cosa volete tutti, ognuno di voi.

Sono collegato a tutti voi, siete legati a me, alcuni più stretti di altri, alcuni con quelle catene che mordono e bruciano, altri che non sollevano obiezioni alla loro serica schiavitù, ma tutti sono legati a me. Ho fatto in questo modo. Volevo questo. Sono collegato a così tanti di voi. Ho una relazione con ognuno. La nostra vicinanza relazionale varia da estraneo a partner intimo, da seguace ad amico di cerchia ristretta, da collega a familiare e così via. Rapporti. Ne ho a centinaia e ne creo di più ogni giorno, protendendo i miei viticci d’oro e porpora per rimanere esattamente dove voglio essere – al centro della mia torre.

So perché vi dirigete tutti verso di me. Volete entrare in questa torre ed ottenere il permesso da me. Desiderate togliere il lucchetto al vasto cancello e passare attraverso l’imponente portale per permettervi di salire i tortuosi gradini di pietra, passando ogni volta senza ostacoli o complicazioni attraverso le molte porte e i molti cancelli che proteggono il mio santuario.

So che vuoi entrare nel mio santuario.

Alcuni di voi vogliono prendersi cura di ciò che si trova lì. Alcuni di voi desiderano possedere ciò che vi salta agli occhi. Alcuni di voi desiderano chiederne una parte ed esserne per sempre pervasi degli effetti. Alcuni di voi desiderano diffondere ciò che si trova in questo santuario. Alcuni di voi desiderano capire cosa si trova lì. Alcuni di voi desiderano distruggere ciò che viene rivelato.

Di qualsiasi cosa si tratti, le centinaia di relazioni che ho, non importa quanto lunghe, quanto solide e quanto stretto sia il legame o di quale altro tipo possano essere, tutti cercano di entrare nella mia Torre Relazionale e addentrarsi nel santuario.

Questo non può accadere.

Io ho fatto questa torre. L’ho costruita alta. Ho costruito le pareti profonde e spesse, fatte dalle pietre della negazione e le lastre di digressione tutte tenute al posto con la malta di carburante. Ho modellato le spesse assi della porta dalla proiezione, il legno imbullonato insieme attraverso la triangolazione e la serratura creata da uno sguardo d’acciaio e dalla risolutezza ferrea. Il pesante chiavistello che è posto su questa è nato dal trasferimento di colpa. Ho messo molte trappole e insidie all’interno di questa torre per impedire a chiunque di raggiungere il santuario. I gradini di pietra sono spalmati di vetriolo, le pareti sono piene di diffamazione, i calderoni attendono di riversare su di te la loro furia accesa e ti gettano in profonde fosse di disperazione. La pietra è così spessa che qui c’è solo silenzio, come se le pareti stesse ti stessero dando uno sguardo freddo e funesto. Tutto ciò che ho imparato verrà usato per ostacolare la tua progressione, intralciarti e ostacolarti in modo che tu non possa mai raggiungere quel santuario.

So che tutti voi volete andare lì. So che tu vuoi entrare nel profondo di me, nel mio santuario interiore, ma non posso permetterlo. Non oso. Non posso ammettere nessuno. Mai.

Ho costruito questa torre alta. L’ho costruita spessa. L’ho resa impenetrabile.

L’ho costruita per tenerti fuori.

L’ho costruita per tenermi dentro

Siamo sempre connessi ma finché rimango nella mia Torre Relazionale in così splendido isolamento, il mio santuario interiore resta protetto e pure io.

H.G. TUDOR

The Relational Tower

👤 LA DEVASTAZIONE DELL’ILLUSIONE

191018D The Devastation of the Illusion.jpg

Ti sei innamorata di un’illusione. Ti sei accanita a sprofondare in qualcosa che non è mai esistito. I giorni d’oro che abbiamo costruito insieme erano i riflessi contorti della mia manovra manipolativa su di te. So quanto eri ansiosa di provare a recuperare il periodo d’oro. Hai impiegato il tuo bellissimo cuore per difendere l’impossibile. So che i miei silenzi, la mie violenza verbale, l’inganno e le bugie, il mio perfido controllo di te è stato brutale, maligno e devastante. Capisco che la completa valanga di tecniche manipolative che ho messo in atto per te con l’onda selvaggia che ha seguito l’onda d’inganno, ha schiacciato la tua autostima, minato la tua salute mentale e distrutto il tuo mondo. Questa brutalità non è per niente paragonabile alle conseguenze.

Al momento sei scivolata via dalla mia stretta, soffocante presa. So che comunque ti siederai a guardare dalla finestra da cui eri solita guardarmi mentre arrivavo su per il viale con un mazzo di fiori in mano e il dolore ti assale ancora nel ricordare quanto eri innamorata di qualcuno che non era reale. Ricordi su ricordi si mescolano insieme, un loop infinito dei ‘migliori’ momenti, che tu vorresti smettere di ricordare ma non puoi. Fa male anche il fatto che tu vorresti sempre ricordare perché anche se il dolore ti opprime il petto tu senti ancora la vibrazione del tuo amore per me e ancora ti ci crogioli. Come la dipendenza da droga, tu sai che la striscia di cocaina non ti fa bene ma hai sempre bisogno di sniffarla. I freddi silenzi non potranno più raffreddare il nostro soggiorno. L’impronta del mio schiaffo sulla tua guancia è svanita da molto tempo. I commenti pungenti che ogni giorno lanciavo nella tua direzione hanno perso la capacità di ferire. Tutto questo se n’è andato. Quel persistente tortuoso dolore che è sempre chiuso profondamente dentro di te è la prova che ti eri innamorata di un illusione. Non importa quanto tu ne abbia discusso con i tuoi amici, le ore più fruttuose con il tuo terapeuta e tutti i libri sulla guarigione che sono stati impilati accanto alla tua poltrona preferita (su cui io provavo sempre a sedermi prima di te), nessuna di queste cose ti aiuta a sottrarti a questo brutto tormento.

Puoi sopportare la vergogna di essere stata ingannata. Ricavi uno strano orgoglio nell’aver dato tutta te stessa a una persona così spregevole, perché questa è la persona che sei. Onesta dignitosa e dispensatrice di amore incondizionato. Tu non vuoi che questo cambi. Non vuoi perdere l’empatia per cui sei rinomata. Il precario banco di equilibrio verrà (alla fine) aggiustato e la dose di medicinali diminuirà (il tuo medico l’aveva detto con toni così rincuoranti). La forza di carattere che mi ha fatto scegliere te significa che tu puoi affrontare tutto questo. L’unica cosa che non ti abbandonerà mai è la dolorosa consapevolezza del fatto che hai amato un fantasma. La tua ragione alla fine accetta ciò che è successo, che tu eri affascinata presa ed incantata e che non avevi alcuna possibilità concreta. Questo è accaduto perché sei stata scelta.
Emotivamente, questo sordo dolore non ti abbandonerà mai finché starai seduta e ricorderai il nostro tempo insieme e quanto era meraviglioso essere innamorata di me. Il tuo cuore non accetterà mai che non era reale.

Questa crepa, questa rottura, questo piccolo spiraglio che ti resta del tuo frenetico e devastante tempo con me deve restare per sempre. È attraverso questo che io posso tornare quasi scivolando, come un’ombra dentro al tuo cuore attraverso quella ferita non cicatrizzata. Questo è il motivo per cui facciamo ciò che facciamo; in modo da avere sempre una via d’accesso posteriore. Per quanto tu abbia dimostrato fermezza nel non ricevere mai una chiamata da noi, dal cambiare indirizzo email, dal bruciare le fotografie e cambiare i numeri di cellulare, non sarai mai veramente al sicuro. Sì, tu puoi scegliere di eludere i serpeggianti viticci che noi abbiamo srotolato per provare a trascinarti di nuovo sotto il nostro incantesimo.
Dovrai mantenere questa vigilanza per il resto della tua vita. La nostra nefasta influenza, se ci permetterai di avvicinarci di nuovo, ti farà scendere poco a poco attraverso quel buco che non si chiuderà mai. Sei destinata a una vita di cautela e a mantenere alte le tue difese perché questo danno è permanente.
Sarai sempre innamorata della persona che pensavi io fossi.

H.G. TUDOR

The Devastation of the Illusion

📰 PERCHÉ NON PUOI RISOLVERE UNA DISCUSSIONE CON UN NARCISISTA?

Why Cant You Resolve An Argument With A Narcissist

Le dispute tra le persone sorgono sempre. Potresti definirlo un dibattito, una conversazione, un ragionevole scambio di opinioni, una discussione, uno scontro o una brutta lite. Questa definizione dipende molto dai soggetti dell’interazione.

Quando uno dei soggetti è uno di noi, un narcisista, sembra sempre che non si risolva mai, almeno, non per la sua soddisfazione (quella del non-narcisista).

Iniziamo comunque con una disputa tra due persone che non sono narcisisti. La persona A afferma che la persona B glu deve 50.000 sterline. La persona B nega di dover qualcosa. Se non riescono a risolverla tra loro, dovranno ricorrere ad altri mezzi per raggiungere un risultato, il che significherebbe invariabilmente andare in tribunale con il costo atteso in termini di tempo e denaro. La disputa è tuttavia in grado di essere risolta per dell’atteggiamento mentale dei due partecipanti.

L’atteggiamento mentale della Persona A è: “Preferirei 50.000 sterline, ma riconosco che per raggiungere una risoluzione dovrò accettare una somma minore. Finché questa somma minore è all’interno di un certo intervallo, il problema sarà risolto.”

L’atteggiamento mentale della Persona B è: “Preferirei non pagare nulla ma riconosco che per raggiungere la risoluzione dovrò pagare qualcosa. Finché questo qualcosa si trova entro un certo intervallo, il problema sarà risolto.”

Da questo si può vedere che esiste un potenziale per allineare gli atteggiamenti mentali delle parti. Nessuno dei due sarà del tutto felice, ma la disputa sarà risolta e potranno andare avanti con altre questioni. Se si accordano per 30.000 sterline, la persona A ha effettuato un recupero inferiore a quello che desiderava, ma più di niente. La persona B ha effettuato un pagamento che è più di quanto desiderasse ma meno di tutto. Le due persone hanno atteggiamenti mentali che sono in grado e compiono un allineamento e quindi vi è una risoluzione.

Questo esempio non narcisistico dimostra esattamente perché non vi è mai alcuna risoluzione (o almeno sembra così a te in quanto vittima empatica) quando si interagisce con la nostra specie. La ragione è che non vi è allineamento di interessi.

Prendiamo ad esempio una situazione tra narcisista e vittima. La vittima non sa di trovarsi in un intreccio romantico con il narcisista. La vittima è una Fonte Primaria Intima e il narcisista è un Narcisista di Medio Rango. I due hanno partecipato ad una manifestazione nel pomeriggio. Il narcisista si è sentito ignorato dalla IPPS e questo ha acceso la sua furia e ora il narcisista, per provocare e guadagnare carburante, ha accusato la vittima di flirtare con un membro del sesso opposto. La vittima sa che non lo ha fatto ed è sconvolta da questa accusa e anche sconcertata. Ne deriva una discussione.

Qual è l’atteggiamento mentale della vittima?

1. Come cercatore di verità, stabilire la verità che non ha flirtato con nessuno e il narcisista riconosce che non l’ha fatto.
2. Il narcisista si scusa per la falsa accusa.

Qual è l’atteggiamento mentale del narcisista?

1. Guadagnare carburante;
2. Affermare e mantenere la superiorità sulla vittima

Entrambe le parti hanno obiettivi completamente diversi.

I bisogni della vittima possono essere soddisfatti dal narcisista?

Il narcisista non ammetterà che l’accusa era una bugia perché emettere la menzogna sta facendo turbare la vittima, la fa arrabbiare e quindi fornisce carburante. Di conseguenza, il narcisista manterrà la menzogna per preservare la fornitura di carburante.

Il narcisista non si scuserà perché ammettere che il narcisista ha torto cederebbe la superiorità alla vittima. Metterebbe anche fine alla ferita/ turbamento/rabbia della vittima e quindi il carburante finirebbe.

Non c’è nulla che il narcisista possa ottenere nel realizzare ciò che la vittima vuole.

I bisogni del narcisista possono essere soddisfatti dalla vittima?

Sì, ma non in modo intenzionale dalla vittima. A causa del fatto che le vittime non sanno con cosa hanno a che fare, che non sanno di essere coinvolte con un nostro simile, che non capiscono il concetto di carburante o che abbiamo una prospettiva diversa rispetto a loro, la vittima non può decidere di continuare a dare carburante, né può decidere di concedere la superiorità al narcisista.

Invece, rimane legata da proprio atteggiamento mentale e dai propri desideri che sono la conseguenza del suo punto di vista. Lo vede come l’UNICO risultato che è giusto, perché dal suo punto di vista non ha flirtato, quindi non è in grado di capire perché il narcisista non può accettare che sia così. Non riesce a capire perché non si scuserà quando ha torto. Non sa che lui ha bisogno di continuare a estrarre carburante da lei. Non sa che ha bisogno di affermare e mantenere la superiorità su di lei.

Di conseguenza, continua a cercare di convincere il narcisista a considerare il suo punto di vista e ottenere le scuse. Questo non succederà. Lei non raggiunge la risoluzione che vuole. Inoltre, è sconcertata sul motivo per cui il narcisista non può raggiungere questa risoluzione quando sembra così ovvio (a lei) che lei ha ragione e lui ha torto.

La risoluzione non avverrà alle sue condizioni perché non sono allineate con ciò che il narcisista vuole. Invece, la risoluzione avverrà solo quando il narcisista è soddisfatto del carburante ricevuto (quindi la ferita è stata guarita e la furia accesa del narcisista si smorza) e la sua percezione di superiorità è stata raggiunta. Quindi lui interrompe la discussione allontanandosi, cambiando argomento o anche lasciando completamente perplessa la vittima suggerendo di uscire a cena insieme. Questo rapido passaggio dalla discussione a suggerire qualcosa di piacevole, quando (dal punto di vista della vittima) non c’è stata risoluzione, lascia la vittima perplessa e a bocca aperta a questo improvviso cambiamento.

Dal punto di vista del narcisista è del tutto logico. Si è rifornito di carburante e ha guarito la ferita, quindi la furia accesa diminuisce; in questo modo non ha bisogno di continuare a provocare nella discussione. Sente di aver fatto valere la sua furia perché la vittima è sconvolta, sembra sgomenta o avvilita. Ha raggiunto i suoi obiettivi che la vittima (involontariamente) ha soddisfatto. Finisce così la discussione. La vittima è perplessa perché dal suo punto di vista nulla è stato risolto. Se lei insiste, è probabile che fornisca Carburante di Sfida (vedi Rifornirsi, Combattere o Fuggire) e quindi a questo il narcisista reagirà deviando, negando, proiettando e tutta una serie di altre manipolazioni.

Di conseguenza, ogni volta che una vittima discute con la nostra specie, la vittima non si sente mai come se ci fosse una risoluzione perché i suoi obiettivi non vengono mai soddisfatti. Anche quando gli obiettivi del narcisista sono raggiunti e interrompe la manipolazione, la vittima, ancora comprensibilmente credendo che la questione sia irrisolta, continua ad andare avanti. Questo fa sì che il narcisista risponda alla sfida e quindi il narcisista vede la vittima come se mantenesse una discussione inutilmente.

È solo quando la vittima capisce che sta trattando con un narcisista e che noi adottiamo una prospettiva completamente diversa, il che modifica gli obiettivi che cerchiamo dalla discussione, che la vittima può ottenere un risultato alternativo. Armata di questa conoscenza, la vittima può:

1. Dichiarare la sua causa una volta così sa di averlo fatto, non esternare alcuna reazione e ritirarsi;
2. Dichiarate la sua causa una volta, esternare una reazione positiva per alimentare il narcisista evitando di sentirsi costernata e ferita nel tentativo di raggiungere un risultato che non può mai raggiungere; o
3. Ritirarsi, preferendo non attaccare e risparmiarsi il fastidio di essere sottoposta a ripetute manipolazioni a causa dei diversi secondi fini di vittima e narcisista.

Una volta che avrai acquisito il potere con questa comprensione del perché non raggiungi mai una risoluzione con noi, ti avvicinerai a tali intrecci in modo completamente diverso ed edificante.

H.G. TUDOR

Why Can’t You Resolve An Argument With A Narcissist?

📰 ORA NON È IMPORTANTE

191017E-That-Doesnt-Matter-Right-Now

Il nostro senso del diritto, la mancanza di considerazione e il nostro mancato riconoscimento e rispetto dei limiti significa che noi siamo importanti e tu non lo sei. Il nostro bisogno è un’emergenza. I tuoi bisogni sono secondari. Le nostre esigenze sono fondamentali. I tuoi desideri sono irrilevanti. Se vogliamo qualcosa, dev’esser fatto e tu devi abbandonare tutto il resto, cancellare i tuoi piani e assicurarti che ci venga fornita e servita per evitare che si scateni l’inferno. Omettere di fare qualcosa che vogliamo e quando vogliamo (anche se non ti abbiamo detto cos’è) viene considerato da noi una critica e la nostra furia viene innescata. Possiamo imporre un gelido trattamento del silenzio o fustigarti con la nostra furia accesa, ma in entrambi i casi noi siamo importanti e tu non lo sei. Non mostriamo apprezzamento per la tua situazione, nessuna considerazione della tua posizione e scarsa considerazione per ciò di cui tu potresti aver bisogno o di ciò che dovresti affrontare. Tutto è scontato per noi. In qualsiasi situazione, ad ogni ora e in ogni momento calpesteremo tutto ciò che stai facendo per ottenere ciò che vogliamo sia fatto. Qualsiasi cosa tu abbia organizzato, pianificato o qualunque cosa tu stia facendo, è una quisquilia e assolutamente irrilevante di fronte all’evento, il fatto o l’avvenimento di importanza massiccia che abbiamo stabilito. Aspettati interruzioni, trattamento irritante e completa mancanza di garbo e considerazione. Questa impostazione mentale che ciò che tu stai facendo non è importante appare spesso e ripetutamente, ed è sintomatica di tanti dei nostri tratti narcisistici. Qui ci sono venti casi in cui potresti riconoscerti laddove ciò che stai facendo non è importante in questo momento.

1. Parlare sopra di te.
2. Cambiare canale sul televisore quando è chiaro che stai guardando qualcosa.
3. Spegnere la musica che stai ascoltando.
4. Ascoltare la musica ad alta voce quando ti stai rilassando.
5. Spingerti un giornale sotto il naso mentre leggi un libro e dire “guarda questo”
6. Parlarti quando sei al telefono.
7. Chiamarti al lavoro, sollevare una questione di scarsa importanza e chiederti di fare qualcosa a riguardo.
8. Chiederti di passarci qualcosa che è a portata di mano quando stai facendo qualche altro compito.
9. Dire la la la quando cerchi di spiegare qualcosa.
10. Farti fare tardi perché prima avevamo bisogno che tu ci aggiustassi parecchie volte la cravatta.
11. Chiamarti in casa da una faccenda all’aperto solo per indicarti qualcosa di irrilevante alla televisione.
12. Chiamarti e chiederti dove è qualcosa quando è facile da trovare.
13. Chiamarti quando sei in compagnia e chiederti di tornare a casa per far fronte a un’emergenza, come le tapparelle che sono bloccate o che abbiamo finito il burro di arachidi
14. Chiederti di preparare la cena quando stai cercando di prepararti per uscire.
15. Fingere una malattia più grave quando tu non stai bene.
16. Svegliarti per dirti qualcosa che non ha senso.
17. Chiamare al telefono fisso dal cellulare (oscurando il numero) e insistere che tu risponda quando stai cercando di mangiare e poi riagganciare.
18. Esigere di essere andato a prendere o dato un passaggio indipendentemente da quello che puoi star facendo.
19. Utilizzare gli oggetti che ti servono per completare un’attività.
20 Spingere un tablet sotto il tuo naso mentre stai cercando di fare qualcosa e dirti “guarda questo” solo per vedere il video di un uomo che cade giù per le scale.

Non importa quanto sia banale, ridicolo o infantile il comportamento; finché ti sconvolge e spinge la tua attenzione su di noi, anche se per reagire in modo negativo, ci comporteremo sempre in questo modo.

H.G. TUDOR

That is Not Important Right Now

📰 ENTRARE NELLA SFERA D’INFLUENZA

191017D Entering the Sphere of Influence.jpg

Poche persone non hanno familiarità con il franchise di Star Wars. Nel primo film, A New Hope, Han Solo, Obi-Wan Kenobi, Luke Skywalker e Chewbacca sono emersi dall’iperspazio nel Millennium Falcon solo per trovare un caccia TIE e in lontananza un pianeta che avevano sperato di raggiungere. Invece, mentre un perplesso Han Solo cerca di capire cosa sta succedendo, il caccia TIE (Twin Ion Engine a due motori ionici) viene visto correre verso una piccola luna che Luke ha identificato. Mentre si comincia a scorgere la sfera, Obi-Wan afferma con un calmo terrore,

“Non è una luna.”

In effetti non lo è. È in realtà una stazione spaziale e più precisamente una macchina della distruzione di massa che è la Morte Nera. Una volta che la rilevazione è apparsa sul Quartet assieme alla spaventosa conseguenza di essere vicino a un’arma così potente, essi cercano di scappare ma è troppo tardi. Il Millennium Falcon è stato catturato nel raggio traente della Morte Nera e loro vengono trascinati lentamente verso la Morte Nera che li attende.

Noi siamo quella Morte Nera. Scivoliamo, sembrando dapprima qualcosa di benigno o per lo meno neutrale, col nostro vero scopo mascherato per coloro che cerchiamo di attirare nella nostra sfera di influenza. Il nostro raggio traente è potente, incessante e quasi impossibile da resistervi mentre si attacca alle nostre vittime e con la nostra leggendaria abilità seducente le trascina nel nostro mondo. Come un coniglio abbagliato dai fari, non puoi scappare mentre ti attiriamo sempre più vicino a noi. Quando capisci cosa è successo e che in realtà non siamo “una luna” è troppo tardi, sei stato catturato e la fuga è estremamente difficile. Il nostro vero scopo è nascosto e se mai ti rendessi conto che è una “Morte Nera” quella verso cui stai navigando, troverai molto difficile sfuggire alla presa di ferro che abbiamo su di te.

Ci sono quelli che, con l’intervento di altre persone e la messa in atto delle conoscenze acquisite, riescono a liberarsi dalla presa del raggio traente. Raramente è una cosa immediata. La fuga che potrebbe verificarsi di solito avviene solo dopo un lungo periodo di tempo in cui sei sottoposto ai nostri laser brucianti di dolore e ai nostri siluri fotonici di sofferenza. Se riesci a scappare, sai ormai che devi stare lontano e tenerti lontano. Noi continueremo ad andare avanti, come quella Morte Nera che attraversa lo spazio mentre prendiamo nuove vittime lungo il nostro percorso e le trasciniamo verso di noi. Occasionalmente cambieremo il nostro percorso e torneremo verso di te ancora una volta. Tu resti in un posto a tuo rischio e pericolo mentre no ci avviciniamo a te e ancora una volta cerchiamo di risucchiarti con il nostro potente raggio traente. Possiamo impostare una rotta che ci conduce a nuovi pascoli dove ci occupiamo di nuove e fresche vittime che ci forniscono un carburante delizioso ed eccitante. Questo ci terrà occupati ma non dimenticheremo mai di te. Allo stesso modo, tu non ti dimenticherai mai di noi a causa di ciò che ti abbiamo fatto e del modo in cui ti abbiamo condizionato. Questo condizionamento genera in te un senso di curiosità. Hai bisogno di sapere cosa stiamo facendo, vuoi sapere con chi stiamo interagendo ora e quindi decidi di sorvolare sulla nostra Morte Nera, solo per una visione distante della struttura che ti ha quasi distrutto. Ti senti al sicuro guardando da una certa distanza mentre voli ravvicinato ma sei avvisato. Vola troppo vicino e il raggio traente ti catturerà di nuovo. Se ci dai l’opportunità di recuperarti di nuovo, la coglieremo. Compari sui nostri sensori e noi aumenteremo la potenza del raggio traente nel tentativo di catturarti ancora una volta. Possono essere passati anni da quando c’è stata un’ interazione tra di noi, ma se voli troppo vicino alla nostra Morte Nera, allora verrai risucchiato dentro di essa e sottoposto nuovamente alle nostre macchinazioni.

Quando provi per la prima volta a scappare, noi applichiamo il raggio traente per tenerti dove vogliamo, ma se sei determinato e riesci ad andartene, stabiliremo una rotta per nuovi orizzonti e nuovo carburante. In un secondo momento potremmo decidere di modificare nuovamente la nostra traiettoria e tornare al tuo sistema solare nella speranza di afferrarti ancora una volta. Se dovessi vederci arrivare devi saltare nella tua astronave e volare velocemente da qualche altra parte. Se desideri scherzare con il pericolo, sentiti libero di seguirci nella nuova galassia in cui stiamo distruggendo nuovi pianeti, ma se vieni troppo vicino, noi ti individueremo e applicheremo ancora una volta quel raggio traente. Il passare del tempo non ha importanza. Potrebbero essere passati solo pochi mesi da quando hai fatto la tua fuga o potrebbe essere un decennio, in entrambi i casi, se ti avvicini alla nostra sfera d’influenza il nostro raggio traente ti afferrerà e ti trascinerà di nuovo verso di noi. Sarai sempre oggetto d’interesse per noi, potrebbe essere tra una settimana, un anno o dieci anni ma se c’è un margine di opportunità per impossessarci di nuovo di te, la prenderemo volentieri perché il carburante da guadagnare è squisito.

Quindi, se riesci a sfuggire alla nostra presa, vola dall’altra parte della galassia lontano da noi e mantieni la distanza, altrimenti il nostro raggio traente ti attirerà di nuovo. Questa è l’unica speranza che hai per rimanere libero dalla nostra presa. A meno che tu non riesca in qualche modo a sparare il missile nel condotto di scarico, ma entrambi sappiamo che non sarai mai in grado di gestirlo, giusto?

H.G. TUDOR

Entering the Sphere of Influence

📰 QUALCOSA CHE SUONA VERO

191017C Something That Rings True.jpg

Un sistema che ci consente di avere successo con le nostre manipolazioni è la capacità di fare o dire qualcosa che suona vero. Prendiamo ad esempio quando iniziamo la nostra seduzione e ti diciamo che siamo innamorati di te da diversi anni, ma non ci siamo mai stati capaci di dirtelo fino ad ora. Cosa succede quando viene detto qualcosa di simile?

1. Sei sbalordito che qualcuno ti dica questo di punto in bianco;
2. È comunque una bella sensazione perché sentirsi dire che qualcuno ti ama, fa presa sul desiderio di una persona di essere amata e specialmente con un individuo empatico che è un devoto d’amore;
3. Il concetto di qualcuno che ti ama in silenzio e da lontano si accorda anche con un’idea di romanticismo;
4. È una sorpresa, ma una di quelle piacevoli, eccitanti che ha catturato il tuo interesse.

Alcune persone potrebbero essere abbastanza sbalordite per queste cose. Il loro desiderio di essere amate, e probabilmente il bisogno di essere amate, derivanti dal danno che hanno subito ad un certo punto, le porta ad accogliere questo annuncio di amore con entusiasmo e più che altro, ad innamorarsi rapidamente di chi ha fatto l’annuncio.

Alcune persone possono essere deliziate da questa dichiarazione improvvisa, ma si chiedono come possa essere così. Non chiedono alla persona come è successo, non desiderano essere scortesi o non vogliono correre il rischio di perdere questo nuovo amore. No, invece considerano come è potuto arrivare ad essere così.

“Beh, ci conosciamo da quando eravamo a scuola.”

“I suoi genitori e i miei genitori sono sempre stati buoni amici e si sono sempre tenuti in contatto”.

“Lavoriamo nello stesso ufficio. Va bene, non parliamo spesso, ma mi vede sempre ogni giorno dall’altra parte del piano.”

“Siamo membri dello stesso club da anni, quindi ha un senso.”

La vittima si convince perché c’è qualcosa che suona vero. Se tu e il narcisista vi conoscete da molto tempo, avete contatti in comune, frequentate gli stessi posti, è del tutto concepibile, vero, che questa persona possa anche essere stata innamorata di te da lontano per anni? La fede nell’amore, il piacere acquisito perché è stato detto questo, la connotazione romantica che nasce da queste circostanze e infine il fatto che ci sia qualcosa che suona vero, tutto si combina nella mente della vittima e si innamora per la dichiarazione.

Anche nel raro caso in cui la vittima possa solo mettere in discussione la buona fede di questa dichiarazione d’amore, noi siamo in grado di affrontarlo. Come? Usando di nuovo qualcosa che suona vero.

Prendi ad esempio: –

“Ma ci siamo a malapena parlati per tutto il tempo, come puoi amarmi in questo caso?”

“Non ho bisogno di parlare con te per sapere cosa provo. Ho visto il tuo modo di essere con la gente, gentile, premuroso, il modo in cui fai sentire le persone a proprio agio, il modo in cui fai ridere le persone, quanto sei bravo nel tuo lavoro. Queste sono tutte le qualità che mi hanno fatto innamorare di te e altro ancora.”

Altri complimenti che fanno presa sull’ascoltatore. È anche probabile che il narcisista abbia osservato la sua vittima, parlato con gli amici o i colleghi della vittima e setacciato il suo profilo sui social media per scegliere ulteriori informazioni che, quando messe assieme, si aggiungono alla veridicità del caso che una persona si sia innamorata della vittima.

“Ma ti conosco a malapena, condividiamo solo lo stesso condominio.”

“Forse, ma ti vedo passare ogni giorno e potresti non avermi notato, ma io ti ho notato.”

Di nuovo, è del tutto concepibile.

“Anni dici, perché non hai detto nulla prima?”

“Perché volevo essere sicuro di ciò che sentivo. Non volevo precipitare le cose e credo sempre che se una cosa è giusta, dovrà accadere”.

Di nuovo, c’è una credibilità a ciò che viene detto.

Contiamo sul suggerimento che qualcosa è vero, il fatto che sia credibile, il desiderio della vittima di credere nell’amore, di volere una storia d’amore, di avere qualcosa di meraviglioso che allevia il dolore delle passate sofferenze e che combinato insieme rende la magia non solo possibile ma probabile. Se c’è qualcuno che ti presta attenzione, qualcuno che dichiara di amarti, la maggior parte degli individui empatici vogliono crederci e non vogliono correre il rischio che venga sviato interrogando la persona su ciò che realmente intende. La vittima convince se stessa che ciò che è stato detto è sincero, perché ha qualcosa di verità, oppure se fa domande questo ci fornisce proprio un’ulteriore opportunità di aggiungere altre parole su di lei che hanno qualcosa di verità.

Una volta che ti rendi conto che questa è una manipolazione che la nostra specie mette in atto, la vedrai accadere con frequenza allarmante oppure ti guarderai indietro e ti renderai conto di quanto spesso è stata usata per ingannarti e imbrogliarti, allo scopo di farti credere che ciò che abbiamo detto e fatto era autentico. Tutto per il suggerimento che c’è qualcosa che ha l’anello della verità.

“Mi dispiace, ho detto quello che ho fatto, sono stato molto sotto pressione.”

(Ha lavorato duramente di recente, mi ha detto e me l’hanno detto anche i suoi colleghi)

“Non voglio fare alcun errore questa volta, per favore dammi una possibilità di renderti felice.”

(Lei ha detto di aver rovinato le sue precedenti relazioni. Suppongo che abbia imparato da quello.)

“Ho finalmente capito di cosa ho bisogno e cosa devo dare. Mi ci è voluto un po’ di tempo, ma finalmente con te, so che andrà bene.”

(Mi ha parlato delle altre relazioni che ha avuto che non hanno funzionato).

“Ti renderò i soldi quando riceverò il mio bonus.”

(Mi ha mostrato il suo contratto che confermava che aveva diritto a un bonus un paio di settimane fa.)

“Non ti farò del male, a me è stato fatto del male e non potrei farlo a nessun altro”.

(La sua famiglia mi ha detto che è stato ferito in precedenza.)

“È un viaggio di lavoro dell’ultimo minuto, sono cose che capitano. Sono solo pochi giorni. Tornerò prima che tu lo sappia.”

(Ha menzionato viaggi di lavoro in passato ed è un posto impegnativo quello in cui lavora.)

“Mi dispiace che tu non abbia potuto rintracciarmi, a volte ho solo bisogno di spazio per risolvere le cose, sai come a volte sono capace di chiudermi in me stesso.”

(Sì, a volte è tranquillo.)

“No, lei è solo un’amica, non hai nulla di cui preoccuparti.”

(Ha parlato di lei come un’amica di scuola in precedenza.)

Che sia sedurti, farti fare qualcosa per noi, giustificare le tue preoccupazioni, deviare la colpa, rifiutare di far qualcosa o un centinaio di altre manipolazioni, abbiamo un’istintiva capacità di indurti ad accettare ciò che diciamo e facciamo, a crederci o a non dubitare più di noi per questa capacità di aggiungere qualcosa che suona vero. È solo dopo l’evento che arrivi a capire e comprendi che non c’è mai stata verità. La deduzione, l’insinuazione o il suggerimento erano fondati su bugie.

Come è allora che a quelle che sono bugie viene in qualche modo dato quell’anello di verità?

La risposta a questa domanda è che esiste anche un altro ingrediente essenziale che ci consente di mettere in atto questa manipolazione. Ciò che diciamo, non importa quanto plausibile, convincente, persuasivo, quanto sincero possa sembrare, ha bisogno di un’altra cosa per farlo funzionare. Ha bisogno di qualcos’altro nell’equazione per trasformare la menzogna in una verità apparente e sostenibile.

Qualcosa che è particolarmente ricettivo a questa tattica. Qualcosa che è aperto alla sua applicazione. Qualcosa che gli permette di essere così efficace.

Tu.

H.G. TUDOR

Something That Rings True

📰 SEPOLTO VIVO

191101B Buried Alive.jpg

Uno dei nostri obiettivi quando ti intrappoliamo è far sì che il tuo corrispondente si senta come se venisse sepolto vivo. Questo ti tiene nelle nostre mani e sotto il nostro controllo. Per alcune persone, il pensiero di essere sepolte vive causa un considerevole terrore. Il concetto di essere legato e lasciato cadere in un buco preparato nel terreno, sdraiato contro la terra fredda e umida, mentre la prima palata di terra si abbatte su di te, e lo sporco ti ricopre il viso mentre sbatti le palpebre cercando disperatamente di evitare che ti vada negli occhi. Arriva una seconda palata, questa volta più compatta e colpisce il busto con l’equivalente di un pugno moderato alle costole. Gridi ma il tuo sconosciuto assalitore non risponde più mentre ulteriore terra cade su di te. Scalci e ti dimeni ma presto la terra comincia ad accumularsi intorno a te, i tuoi movimenti sono limitati e stai cercando di tornare su in modo da tenere la testa più in alto possibile, proprio come potresti fare durante la tua svalutazione, cercando disperatamente di mantenere una certa dignità. Continui a urlare e gridare e inizi a chiederti se stai emettendo qualche suono perché non c’è risposta. Le tue gambe ora sono coperte e non sei in grado di spostarle, dato che il peso della terra su di esse le immobilizza. Qualcun altro ora ha preso il controllo di quanto ti puoi muovere e ha stabilito che non ci deve essere movimento, almeno dalla vita in giù. Tuttavia quel movimento costante e ritmico può essere percepito sopra di te mentre la terra continua a cadere, una compatta cortina di terra che sta creando la tua tomba. La terra che ti invade si è spostata sul tuo petto e tu guardi verso il basso, le braccia legate davanti a te mentre le sollevi su e giù rompendo lo strato di terra ancora per un po’.

Continui così mentre sempre più terra ti cade addosso facendo ora sembrare che il terreno ti stia inghiottendo. Quante volte avevi desiderato che ciò accadesse quando eri sul punto di ricevere una delle nostre brutali invettive? Cerchi di muovere le braccia ma il peso è troppo grande e ora il terrore si è impadronito della tua voce facendo sì che quelle che una volta erano sentite urla e grida penetranti vengano sostituite da una strano verso gracchiante strozzato mentre le grida di aiuto si confondono nella tua gola, proprio come farà molto presto la terra. Le tue suppliche di essere risparmiata, la tua richiesta di clemenza e il tuo implorare pietà misericordiosa sono passate inosservate mentre la terra continua ad aumentare e tu sposti la testa da un lato all’altro, cercando di respingere l’invasione. Tutto il tuo corpo, tranne la testa, ora è paralizzato, intrappolato dal carico significativo di terra che ti è stato lasciato cadere addosso. Puoi sentire i polmoni che vengono schiacciati mentre il tuo respiro diventa più difficile. Desideri morire. Un colpo di pistola alla testa, rapido e istantaneo. Sarebbe meglio di questa discesa persistente, lenta e schiacciante verso il soffocamento. I suoni improvvisamente si attenuano e ti rendi conto che la terra ha iniziato a coprirti le orecchie. Giri ancora la testa ma lo spazio per il movimento è diventato ancora più ridotto. Adesso i tuoi occhi sono chiusi, altrimenti sarebbero pieni di polvere e granelli di terra. Sputi e soffi via la terra che si posa sulla tua bocca mentre solo una porzione ovale della tua faccia emerge dalla superficie del suolo. Il tuo terrore e panico è all’apice e poi vi è una cessazione dell’assalto. Non senti più nulla che ti cade addosso. C’è una scintilla di speranza. È così? Sei stato risparmiato all’ultimo momento? Sei forse stato salvato, il tuo tormentatore ora bloccato a terra dall’arrivo tempestivo delle forze dell’ordine? Sarà solo una questione di minuti prima che la pala scavi cautamente attorno a te per liberarti? Sbatti furiosamente gli occhi e li apri sperando di vedere il bagliore di una torcia.

La tua vista diventa più nitida e vedi la sagoma di qualcuno che si sporge oltre il bordo del pozzo, con la pala in mano, che ti guarda come se ti stesse scrutando per l’ultima volta. Non riesci a distinguere i suoi connotati contro il cielo che si oscura dietro di lui mentre sta in piedi e poi ricomincia la pioggia di terra. Riesci a raccogliere un ultimo grido di protesta provocatoria mentre il terreno comincia ad ammucchiarsi sul tuo viso, coprendo gli occhi, bloccando il naso e chiudendo la bocca mentre mille pensieri balenano nella tua mente, mescolandosi al terrore mentre ti chiedi tra quanto tempo te ne andrai?

Un tale pensiero di essere sepolto vivo da un ignoto aggressore o di svegliarti in una bara essendo erroneamente creduto morto e quindi sepolto vivo, le mani che raschiano il legno liscio, urla e grida inaudite attraverso il coperchio della bara e la terra ammucchiata sopra, causa notevole ansietà a molte persone. Una simile esperienza immaginata è simile al modo in cui noi trattiamo le nostre vittime. Le controlliamo e limitiamo, in modo costante ed efficace, attraverso la tecnica sempre usata del salame a fette, mentre poco a poco riduciamo il loro movimento, proprio come se stessimo ammucchiando terra su di esse. Creiamo quel senso di panico crescente perché resta un po’ di movimento ma non è sufficiente per sfuggire alla minaccia incombente. Attraverso le nostre manipolazioni ti manteniamo radicato sul posto con nessun altro luogo dove fuggire, nessun posto dove rivolgerti, proprio come se ti trovassi impotente nel fondo di un pozzo.

L’accumulo costante e ripetuto delle nostre manipolazioni ti fa sentire come se venissi lentamente soffocato. Non puoi parlare senza approvazione o rimprovero, i tuoi pensieri non li senti più tuoi come se ti venisse lasciata una seconda scelta, ciò che vogliamo per cercare di evitare un’ulteriore conseguenza. Chiudi gli occhi sperando che tutto finisca e poi il tuo cuore affonda come non funzionasse. Ogni giorno senti l’aria che viene aspirata dal tuo corpo, la tua forza che se ne sta andando, la volontà di reagire che viene meno e ti viene rubata. Le pareti sembrano chiudersi su di te, l’aria diventa stantia e sporca da te che vieni tenuto chiuso in casa per così lunghi periodi di tempo, col divieto di vedere altre persone e di lasciare la nostra sfera di influenza. Invadiamo i tuoi spazi, leggendo i tuoi messaggi, le tue e-mail e la tua posta. Non hai nessun posto dove andare per sfuggire alla nostra incessante e costante presenza. Siamo come un peso sul petto, intorno al collo e sul cuore. La tua identità è costantemente spremuta da te mentre imprimiamo i nostri pensieri, bisogni, desideri e richieste su di te. Ogni giorno la pressione aumenta, proprio come il peso della terra che si accumula sul tuo petto. Tu supplichi e implori il sollievo da questa incessante pressione, ma proprio come il taciturno e insensibile detentore della pala, non hai nemmeno tregua da noi. Il panico si alza e l’ansia ruba il respiro dai tuoi polmoni, costringendoti ad ansimare mentre l’attacco di panico ti cattura nella sua presa. Stai soffocando. Non puoi respirare. Siamo tutti intorno a te, che premiamo su di te, che ti teniamo, ti stanchiamo, ci appoggiamo a te, invadendo il tuo spazio e togliendo il respiro dal tuo corpo. Stare con noi è come essere sepolto vivo.

H.G. TUDOR

Buried Alive

👤 IL PIÙ ALTO TRA I PAPAVERI

78303408_118059956331087_1959828194601205760_n.jpg

Mi capita spesso di essere oggetto dei comportamenti gelosi degli altri come conseguenza del loro risentimento crescente per la mia magnificenza. Non importa quanto solidale e affascinante possa essere, ci sarà sempre qualcuno che soffre della politica dell’invidia. Se capissi cosa è la solidarietà credo che ne avrei un po’ per queste persone. Deve essere orrendo non ottenere nessun obiettivo degno di nota ed essere invischiati nella mediocrità. Fortunatamente, non tutti coloro che non sono benedetti dai talenti miei e della mia tipologia sono soggetti a questo comportamento. Se fosse questo il caso allora dovremmo fronteggiare l’anarchia. Molti di loro realizzano che il loro stato è di livello Epsilon semi-idiota per seguire la descrizione de “Il Mondo Nuovo” di Huxley e si accontentano di riempire un tale ruolo.

Ci sarebbe molto da dire sulla capacità di stare al proprio posto. Pochi sono quelli destinati alla grandezza e si può vivere una vita molto più soddisfacente se lo si accetta fin dalle prime tappe e si lasciano gli affari importanti a chi di noi occupa la sublime stratosfera della superba realizzazione.

È deplorevole che certe persone, invidiose e gelose dei miei successi sentano il bisogno di attaccarmi. È strano considerando che non ho mostrato altro che gentilezza e apprezzamenti verso di loro e gli ho permesso di beneficiare della mia generosità, ma sentono lo stesso il bisogno di attaccarmi e disprezzare ciò che faccio. Indubbiamente, sono in minoranza e questo è un utile indicatore e una conferma (se ce ne fosse bisogno) che il loro atteggiamento è sia maleducato che sbagliato. Potranno fischiare la mia tipologia e me, provare ad attribuire il nostro successo a metodi subdoli e ambigui, ma sono semplicemente furiosi di non aver pensato di andare avanti in questa maniera. Ogni volta che devo trattare con uno di questi idioti che provano a denigrarmi devo sempre ricordare loro che non è tagliando le gambe ad un gigante che si aumenta l’altezza a un nano. Questo di solito li manda via con una mosca nell’orecchio.

No, non ho simpatia per questi sciocchi, solo disprezzo. Forse se si fossero impegnati più duramente a scuola, avessero lavorato più duramente nella loro occupazione e applicato le loro menti nelle originali visioni e obiettivi per cui me e la mia tipologia siamo famosi, allora e solo allora, queste persone avrebbero ottenuto qualcosa.

Resisto a tutti i tentativi di tagliarmi le gambe. Sono il più alto tra i papaveri e tu devi sollevare il tuo collo, guardare in alto e ammirarmi per ciò che sono.
Naturalmente, è totalmente appropriato che io mantenga la mia statura rimuovendo quelli che potrebbero detronizzarmi. Se qualcuno dovesse crescere vicino a dove sono io e avere l’audacia di gettare un’ombra sui miei progressi e i miei successi allora non ho altra scelta che impugnare la mia falce e tagliargli le gambe. Devo farlo a loro prima che lo facciano a me. È la legge della giungla e non cresci così alto e così bene come me senza essere capace di sradicare i rivali, i falsi scalatori e gli impostori. Minaccia la mia superiorità e ti taglierò le gambe senza esitare o avere rimorso. Sono costretto ad assicurarmi che il bagliore splendente dell’ammirazione cada su di me e che non ci siano ombre da parte di nessuno che possano incidere sul mio costante progresso verso l’alto.

H.G. TUDOR

The Tallest of Poppies