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📰 TU SEI IL CONCORRENTE

Se dovessi chiedere a certe persone quale sia il segreto del loro successo, questi risponderebbero spesso con

“Siamo una squadra”

Questo si applica a matrimoni felici, a una coppia che gestisce una fiorente agenzia pubblicitaria, ad un gruppo di persone che fa eccellenti servizi professionali e a uomini e donne campioni nello sport. Pensa a Lennon e McCartney, Stanlio e Ollio, Abercrombie e Fitch, Fred Astaire e Ginger Rogers, Bill e Ted, Batman e Robin, Marks and Spencer.
Perfino quelli che sono considerati come persone di successo singole sono entusiasti di condividere la gloria e attribuire i motivi del proprio successo come conseguenza di una collaborazione. Il giocatore professionista di golf che riconosce che la sua vittoria al torneo Masters è dovuta allo sforzo congiunto tra lui e il proprio caddy. Il pilota di formula 1 che ringrazia la sua squadra ai box per la loro professionalità e per la velocità nel cambiare le gomme e fare rifornimento. Il campione Olimpico di tuffi che ringrazia il proprio padre per averlo supportato per anni portandolo a gare e allenamenti.

Il mondo è orientato ad incoraggiare la collaborazione e a guidare le persone mettersi insieme per un bene superiore. Vuole che la gente cooperi, lavori insieme, si supporti l’un l’altra e condivida. Riconosce che tante cose diventano migliori quando sono combinate, si uniscono, si integrano. Considera ad esempio frasi come:

“Due teste sono meglio di una.”

“Più siamo più ci divertiamo”

“Mal comune mezzo gaudio”

“Più della somma delle parti”

Guardati intorno e tutto quello che vedrai è che il mondo crede che l’unione è auspicabile. Gin e Tonic, hamburger e patatine, Yin e Yang, Fife and Drum, I due Steve nel garage (Steve Jobs e Steve Wozniak) , Il Gufo e la Gattina (libro inglese per bambini) e perfino le caramelle M&Ms. Il messaggio è semplice, insieme siamo migliori.

Noi lo odiamo.

Noi non vogliamo condividere o mettere insieme le nostre risorse. Quello che ci appartiene rimane sempre nostro. Noi prendiamo dagli altri. Non c’è alcun senso nel lavorare insieme. Non solo sorvegliamo gelosamente ciò che consideriamo nostro, non vediamo alcun beneficio nella collaborazione. È un concetto alieno. Se lavoriamo e viviamo in tandem con altri significa che dobbiamo condividere. Dobbiamo condividere le attenzioni, il riconoscimento, le congratulazioni, i doveri e la pressione. Noi troviamo che questo ci offenda enormemente. Non c’è alcun senso nel condividere il merito con te, significa che ce n’è meno per noi. Meno riconoscimento equivale a meno carburante e queste sono parole che ci fanno terrore nel profondo. Nemmeno se condividiamo il carico di lavoro come aiuto, non condivideremo il nostro fardello con te in modo che ognuno di noi svolga un ruolo per rendere l’operazione più semplice. No, noi scaricheremo tutto su di te e ci spoglieremo di ogni sorta di peso. Dovresti risolvere il problema con il quale ti abbiamo abbandonato e appena c’è profumo di complimenti nell’aria guarda con quanta velocità ritorniamo per rivendicarne il merito. Sì, la situazione è stata risolta dal nostro pensiero fulmineo nel delegarla ad un particolare collega. È stato il nostro comportamento deciso e le profonde qualità da leader che hanno salvato la situazione mentre ti scostiamo da una parte con una gomitata e godiamo dei commenti di congratulazione di un superiore.

Non solo non lavoreremo insieme e non condivideremo, perfino nelle circostanze dove le persone normali si aspettano che questo accada, noi ti consideriamo un nostro avversario. Ci si aspetta che una coppia faccia cose differenti durante una festa, supportandosi l’un l’altro, guardando le spalle all’altro, dando e prendendo e così una fruttuosa alleanza evolve in un apparente beneficio condiviso. Non è il nostro caso. Noi ti vediamo solo come un nostro dispositivo che ci fornisce carburante. Non siamo progettati per fare cose per te (a meno che non vediamo un grande beneficio per noi come conseguenza). Tu sei il nemico. Tu stai tentando di monopolizzare la luce di cui abbiamo bisogno. Tu ci metti in discussione e cerchi di spodestarci dalla nostra posizione di potere. Oh sì, noi conosciamo il tuo gioco. Quando ti vesti in modo elegante tutto quello che stai tentando di fare è renderci meno desiderabili e spostare su di te l’attenzione di tutti al party e di conseguenza negarci l’attenzione che disperatamente vogliamo. Tenendoti in forma vuoi attrarre le persone verso di te invece di noi. Inoltre, stai tentando di alzare la tua desiderabilità in modo da trovare un nuovo partner e lasciarci. Ti abbiamo già capita. Tu leggi molto. Ti abbiamo scovato di nuovo. Lo stai facendo nella speranza di diventare più intelligente di noi e apparire superiore. Vuoi umiliarci. Vuoi essere in grado di batterci in una discussione e farci sentire piccoli. La scuola di cucina a cui ti sei iscritta è uno stratagemma per dimostrare che sei la cuoca migliore a casa (anche se non cuciniamo mai) ma tu vuoi dimostrare di essere superiore rispetto a noi. Perché lo stai facendo? Siamo fatti per lavorare insieme non è vero? Tu continui a fare queste cose per metterci in ombra, facendo in modo che appariamo peggio e superando le nostre abilità e noi odiamo tutto questo.

Naturalmente noi siamo perfettamente in diritto di fare tutto quello che ci piace per mostrare che siamo migliori di te perché noi siamo, migliori di te. È allo stesso modo legittimo da parte nostra tenerti intimorita e sotto controllo. Non devi competere con noi in alcun modo altrimenti prenderai l’attenzione e l’ammirazione dagli altri causando la rimozione del carburante di cui abbiamo bisogno. Come ogni azienda dominante e di successo (ed è quello che siamo, un’azienda, istituita per il rilevamento e l’estrazione di carburante) la competizione deve essere ridotta ed eliminata. Il che significa te.

H.G. TUDOR

You Are The Competition

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👤 IL PIÙ ALTO TRA I PAPAVERI

Mi capita spesso di essere oggetto dei comportamenti gelosi degli altri come conseguenza del loro risentimento crescente per la mia magnificenza. Non importa quanto solidale e affascinante possa essere, ci sarà sempre qualcuno che soffre della politica dell’invidia. Se capissi cosa è la solidarietà credo che ne avrei un po’ per queste persone. Deve essere orrendo non ottenere nessun obiettivo degno di nota ed essere invischiati nella mediocrità. Fortunatamente, non tutti coloro che non sono benedetti dai talenti miei e della mia tipologia sono soggetti a questo comportamento. Se fosse questo il caso allora dovremmo fronteggiare l’anarchia. Molti di loro realizzano che il loro stato è di livello Epsilon semi-idiota per seguire la descrizione de “Il Mondo Nuovo” di Huxley e si accontentano di riempire un tale ruolo.

Ci sarebbe molto da dire sulla capacità di stare al proprio posto. Pochi sono quelli destinati alla grandezza e si può vivere una vita molto più soddisfacente se lo si accetta fin dalle prime tappe e si lasciano gli affari importanti a chi di noi occupa la sublime stratosfera della superba realizzazione.

È deplorevole che certe persone, invidiose e gelose dei miei successi sentano il bisogno di attaccarmi. È strano considerando che non ho mostrato altro che gentilezza e apprezzamenti verso di loro e gli ho permesso di beneficiare della mia generosità, ma sentono lo stesso il bisogno di attaccarmi e disprezzare ciò che faccio. Indubbiamente, sono in minoranza e questo è un utile indicatore e una conferma (se ce ne fosse bisogno) che il loro atteggiamento è sia maleducato che sbagliato. Potranno fischiare la mia tipologia e me, provare ad attribuire il nostro successo a metodi subdoli e ambigui, ma sono semplicemente furiosi di non aver pensato di andare avanti in questa maniera. Ogni volta che devo trattare con uno di questi idioti che provano a denigrarmi devo sempre ricordare loro che non è tagliando le gambe ad un gigante che si aumenta l’altezza a un nano. Questo di solito li manda via con una mosca nell’orecchio.

No, non ho simpatia per questi sciocchi, solo disprezzo. Forse se si fossero impegnati più duramente a scuola, avessero lavorato più duramente nella loro occupazione e applicato le loro menti nelle originali visioni e obiettivi per cui me e la mia tipologia siamo famosi, allora e solo allora, queste persone avrebbero ottenuto qualcosa.

Resisto a tutti i tentativi di tagliarmi le gambe. Sono il più alto tra i papaveri e tu devi sollevare il tuo collo, guardare in alto e ammirarmi per ciò che sono.
Naturalmente, è totalmente appropriato che io mantenga la mia statura rimuovendo quelli che potrebbero detronizzarmi. Se qualcuno dovesse crescere vicino a dove sono io e avere l’audacia di gettare un’ombra sui miei progressi e i miei successi allora non ho altra scelta che impugnare la mia falce e tagliargli le gambe. Devo farlo a loro prima che lo facciano a me. È la legge della giungla e non cresci così alto e così bene come me senza essere capace di sradicare i rivali, i falsi scalatori e gli impostori. Minaccia la mia superiorità e ti taglierò le gambe senza esitare o avere rimorso. Sono costretto ad assicurarmi che il bagliore splendente dell’ammirazione cada su di me e che non ci siano ombre da parte di nessuno che possano incidere sul mio costante progresso verso l’alto.

H.G. TUDOR

The Tallest of Poppies

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🎗LA CONGREGA

Una Congrega è un gruppo di persone che condivide interessi. In questo caso, condivide l’interesse nella nostra specie. Noi abbiamo due gruppi di sostenitori; i Luogotenenti e la Congrega. I Luogotenenti sono i nostri sostenitori più leali, sono devoti e manipolati, solitamente con la premessa di premi seppur certe volte con la prospettiva di punizione, a fare il nostro volere.
Sono stati convinti della nostra legittimità che assicura la loro obbedienza e condiscendenza quando li esortiamo. Il nostro controllo su di loro spesso è sottile, così sono inconsapevoli dei nostri reali scopi per cui sono stati applicati ed in altre occasioni lo scopo è palese ma condividono il nostro senso d’orientamento e quindi fanno secondo le nostre istruzioni. I Luogotenenti sono dispiegati quando sono richieste specifiche azioni.

La Congrega è meno orientata ma anzi è più un costante, scenario di supporto che ci alimenta di carburante, conferisce credibilità alle nostre dichiarazioni e ci possiamo fare affidamento sul fatto che si accordi con il nostro punto di vista. Ridono quando esprimiamo un aneddoto divertente, si complimentano prontamente quando ci coinvolgiamo nelle nostre vanterie e diventano una palude in cui tu, come nostra vittima, vieni bloccato.

Chi costituisce questa Congrega? Per la maggior parte, è una raccolta di fonti secondarie, quindi troverai amici, colleghi e membri della famiglia nelle sue fila. Ci saranno anche occasionali fonti terziarie in mezzo ad essi, forse un vicino, un insegnante, qualcuno che ci riconosce dalla nostra frequentazione regolare nei loro negozi o ristoranti. Quelli che sono nella Congrega devono esserci fisicamente vicini. Mentre un amico del cerchio esterno potrebbe essere in linea di massima d’aiuto per noi, il fatto che viva a trecento miglia di distanza implica che questa distanza lo escluda dalla Congrega. Quelli all’interno della Congrega sono quelle fonti secondarie e terziarie con cui interagiamo regolarmente, che vedremo o con cui interagiremo almeno una volta al mese e molto probabilmente più spesso. Quelli nella Congrega immancabilmente si conoscono l’un l’altro, quindi questo cerchio interno di amici sono conosciuti dalla nostra famiglia e i colleghi prescelti socializzano con il nostro cerchio intimo di amici quando entrambi sono invitati a venire a bere qualcosa. Il gruppo ha noi come interesse di collegamento, il comune denominatore.

Come viene creato questa Congrega? Come per tutti quelli che diventano nostri dispositivi queste persone sono state sedotte, di solito non in senso intimo (anche se non è escluso) e attirate verso di noi. Dipingiamo l’illusione per queste fonti secondarie, esagerando ed enfatizzando i nostri aspetti positivi. Naturalmente non viene fatto con la stessa intensità con cui seduciamo qualcuno perché diventi la nostra fonte primaria, ma l’effetto è lo stesso. La luccicante e scintillante costruzione viene lucidata per loro in modo che vengano attirati verso di noi, mentre la creatura al nostro interno viene mantenuta nascosta per paura di allontanarli. L’aspettativa di carburante, la fornitura di doti caratteriali da parte di queste fonti secondarie e i benefici residui chiave – la creazione della Congrega- ci permettono di mostrare ciò che desiderano vedere. Attraverso il rispecchiamento, creiamo l’immagine del buon amico anche lui entusiasta del rugby, il vicino pratico che è disponibile ad affrontare l’occasionale lavoro di bricolage, il collega zelante o il figlio gentile e rispettoso. Mostriamo loro, ciò che queste persone desiderano vedere e quindi vengono attratte verso di noi. Costruita da quelli che vediamo regolarmente, che sono fisicamente vicini a noi e spesso da chi conosciamo ormai da tempo, la Congrega prende forma.

La Congrega viene rafforzata dall’impollinazione incrociata tra le parti che la costituiscono. Quindi, un collega viene invitato ad un barbecue sottolineerà ai nostri genitori quanto lavoriamo duramente. Questo è ciò che i nostri genitori desiderano sentire e riafferma la loro personale prospettiva del loro figlio diligente. Degli amici spiegheranno ad un nuovo amico introdotto quanto siamo stati loro d’aiuto quando avevano qualche difficoltà. Le altre persone concorderanno e aggiungeranno i propri elogi basati sulla loro esperienza di noi. Su e giù, come una nave tra le onde, i loro complimenti e riconoscimenti creano uno sfondo su cui facciamo affidamento.

Qual è allora l’effetto della Congrega? Serve a molti propositi. Come menzionato, anziché essere necessariamente di natura dinamica, si tratta più di una costante, un barometro della nostra credibilità, un’eterna fonte di supporto. La Congrega ci serve nei seguenti modi:-

1. È una parte significativa della facciata che creiamo;
2. Possiamo fare affidamento sulla Congrega perché ti volti le spalle quando cominciamo la svalutazione verso di te o mettiamo in atto lo scarto, dobbiamo solo pronunciare una parola;
3. Fornisce un corroborante alle nostre parole quando ti stiamo seducendo. Ti dirigiamo verso di essa se vogliamo un’ulteriore prova della nostra credibilità, della nostra integrità, della nostra determinazione e della nostra buona fede nel volerti;
4. È uno strumento chiave per la triangolazione. Se ci sfidi, ti inviteremo a chiedere ai membri della Congrega sapendo che saranno in disaccordo con te, ci supporteranno e diminuiranno la forza delle tue asserzioni contro di noi. Ti diremo che la Congrega pensa male del tuo comportamento (anche se non è così) o che la Congrega rimarrebbe delusa dalle cose che fai.
5. La Congrega ci fornirà le informazioni su di te. Con molti membri, diventa i nostri occhi e le nostre orecchie e ci dirà cosa stai facendo. Ai membri non viene ingiunto specificamente di osservarti, questo è il ruolo dei nostri Luogotenenti, piuttosto sono onnipresenti così se un amico incappa in te, mi riferirà dell’incontro;
6. La Congrega accetterà prontamente di diffamarti quando decidiamo che deve essere fatto e verrà diffuso da parte loro all’interno della Congrega. I Luogotenenti vengono usati per estendere più lontano la sfera;
7. La Congrega è maggiore della somma delle sue parti. Dato che è legata dall’interesse comune su di noi, tutti i membri immancabilmente si conosceranno l’un l’altro e la loro costante lealtà verso di noi è indiscussa, gli effetti cumulativi di queste persone implicano che la nostra parola abbia il sopravvento sulla tua, che siamo sostenuti al contrario di te e che rigetteranno ogni tentativo da parte tua di convincerli del contrario. La mentalità da gregge prevale. Perfino nel caso in cui potresti pensare che un membro della Congrega stia dalla tua parte, il peso degli altri membri ci supporterà coprendo la tua voce e convincendo ogni potenziale indeciso a continuare a seguirci.

Così, pur conoscendo quali persone provengono dalla Congrega, come puoi scoprire quelle persone che sono realmente all’interno? Ci sono essenzialmente sei gruppetti che vengono attinti dalle fonti secondarie e terziarie. Questi gruppi ci accettano, per differenti ragioni e motivazioni, che vengono spiegate sotto.

1. I Semplicemente Meravigliosi

Questo gruppo potrebbe essere equiparato a delle foche che si esibiscono. Se diciamo una barzelletta, ridono senza esitazione, ragliando e strillando. Ci lodano ripetutamente, sbalorditi da quanto siamo belli, quanto divertenti saremmo, quanto è sofisticato ed erudito il nostro comportamento. Ogni nostro risultato incontra applausi e ammirazione entusiasti. Queste persone ci vedono realmente come semplicemente meravigliosi e non vedono errori in ciò che facciamo. Vedono il nostro comportamento come positivo, accattivante e magnifico. Sempre veloci a elogiare, sempre pronti ad ascoltare la nostra ultima impresa e farlo con gioia rapita. Sono genuinamente elettrizzati da chi siamo. Queste persone sono felici per noi anche quando non hanno maturato un interesse personale nel risultato, uno stato mentale che trovo davvero alieno per quanto accetti prontamente il risultato di questa mentalità.

2. Le Grucce

Questi membri della Congrega sono grucce nel senso che trovano qualche gratificazione nell’essere tollerati come membri della nostra gang. Potrebbe essere perché concediamo loro di unirsi a noi nel frequentare posti nei quali altrimenti non avrebbero alcuna speranza di essere ammessi, potrebbe essere che percepiscano un vantaggio che verrebbe loro trasferito rimanendo sotto tiro. Sentono di poter guadagnare tramite l’essere associati a noi e sperano che questo si tradurrà in qualche miglioramento della propria posizione- denaro, promozione, conoscenze- e di conseguenza rimangono appesi alla coda del nostro frac, pronti a fornire complimenti da leccapiedi o ingraziarsi favori da parte nostra. Il fatto stesso che li tolleriamo fornisce il motivo all’elemento più patetico di questo gruppo per ammirarci e dare il supporto necessario richiesto ad un membro della Congrega.

3. La Brigata Dello Scegli Me

Questo gruppo contiene quei membri della Congrega che spintonano per la possibilità di crogiolarsi sotto la nostra luce benevolente. Da quelli che vogliono trascorrere la serata con me e me solo, in modo da vantarsene con altri membri di questa brigata, all’amico che vuole che facciamo una corsa insieme o andiamo al cinema a vedere un film. La brigata dello scegli me agisce sulla base di mostrare supporto in maniera tale che significhi che sperano che occasionalmente verrà loro concesso un incontro esclusivo con noi al fine di persuaderci a farli entrare ancora di più nei nostri favori. Non sarà una sorpresa per te che alcuni di questi individui abbiano tratti narcisistici e potrebbero perfino essere Narcisisti Inferiori o Medi raccolti da noi. Sentono la necessità di assicurarsi che i loro elogi verso di noi siano migliori di quelli di chiunque altro, che ci conoscono meglio, che sono i nostri migliori amici e sostenitori. In senso non sentimentale, il membro della Congrega vuole la fama di essere un confidente di fiducia. Ovviamente non si accorgono che non c’è alcuna posizione disponibile per loro. In senso sentimentale, questi membri della Congrega sperano di essere elevati a diventare il nostro partner fonte primaria in una relazione ufficiale e trascorrono il proprio tempo sperando di essere notati in questo senso. Immancabilmente vengono tenuti in riga tramite briciole di conforto e false promesse future.

4. L’Orgoglio Collettivo

Solitamente questo elemento della Congrega consiste in membri della famiglia, ma non è una posizione esclusiva. Questi membri del Congrega sono orgogliosi dei nostri successi, della persona onesta che stupidamente credono che siamo. Hanno una fiducia incrollabile nella nostra umanità, nella nostra gentilezza, generosità e bontà. Potrebbero conoscere i nostri atteggiamenti problematici ma li considerano come conseguenza di fattori esterni che ci maltrattano senza cuore e che non siamo da colpevolizzare. Vedono sempre il meglio di noi e sono immensamente orgogliosi di qualunque cosa facciamo. Il loro personale desiderio di avere il figlio o figliola, il nipote o la cugina, il fratello o l’amica, che sono talentuosi, interessanti, acculturati, che lavorano duramente, creativi o qualunque cosa possano essere, fa sì che sfruttino qualsiasi cosa che facciamo o diciamo che potrebbe accordarsi alla loro idea preconcetta. Si sono creati la propria personale idea di ciò che dovremmo essere e considerano sempre qualunque cosa facciamo che sia in linea con questa aspettativa, mettendo una nota positiva ai nostri risultati e comportamenti, sfoggiando scuse per migliorare qualsiasi critica verso di noi. Il loro desiderio di vederci diventare ciò che loro vogliono che diventiamo immancabilmente li acceca.

5. La Società Del Con Me è Sempre Andato Tutto Bene

Questi membri della Congrega tendono a tenere la testa nella sabbia. Principalmente preoccupati di affrontare la vita senza conflitti o scompigli, adottano la posizione che se siamo sempre andati d’accordo con loro, allora questo è tutto ciò che conta. Non hanno né il tempo né l’indole per ascoltarti parlar male di noi. Non si accorda con ciò di cui sono stati testimoni. Non afferrano semplicemente perché siamo sempre stati cortesi con loro che potremmo essere orribili con qualcun altro. Tutto ciò di cui gli importa è che la loro vita scorra senza drammi e complicazioni, quindi tieni le tue lamentele altrove perché questi membri della Congrega semplicemente non vogliono sapere.

6. Le Arpie

Potresti essere perdonato per il fatto di pensare che questi siano i Luogotenenti. Non lo sono, perché i Luogotenenti di solito operano singolarmente. Le Arpie sono persone che pensano bene di noi ma danno davvero il meglio di sé quando gli viene concesso di diffamare. Cugini della Brigata del Scegli Me vedono la propria utilità nell’attaccare chiunque attiri la nostra disapprovazione. Solitamente ci sostengono, anche se non nella misura leziosa dei Semplicemente Meraviglioso o degli accecati dell’Orgoglio Collettivo, ma quando verrà loro detto che ora sei sulla lista nera allora balzeranno in azione. Ti infangheranno, deliziandosi nel ridurre a spazzatura le tue lamentele riguardo a noi e cercando di farti a pezzi tramite insulti crudeli. Le Arpie in realtà non faranno nulla. Non sono intraprendenti in questo senso, la loro area di operazioni sono le parole e il pettegolezzo e nulla li diverte di più che discutere di te tra loro, selezionando i tuoi errori e le tue vulnerabilità e se dovessi incontrarli quando sei stato designato come nemico da parte nostra, sentirai la potenza della loro lingua tossica e delle loro bocche malvagie.

Di conseguenza, costruiremo la nostra Congrega dalle fonti secondarie e terziarie e quelli che vengono ammessi apparterranno ai gruppetti descritti sopra.

H.G. TUDOR

The Truth About Flying Monkeys

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💝 VELENO DI SAN VALENTINO – PARTE UNO

Ci sono molti vantaggi nell’essere un narcisista Superiore. Uno di questi vantaggi è la capacità di controllare la propria furia accesa. Il controllo totale di quella furia innescata si è dimostrato, finora, inarrivabile, ma non esercitiamo un controllo significativo su di essa. Di conseguenza, mentre il Narcisista Inferiore esploderà con furia accesa quando viene ferito – dice alla sua compagna che è una puttana brutta e pigra perché non gli ha portato la cena quando la desiderava – il Superiore spesso la tiene sotto controllo. Restiamo feriti, ma otteniamo il carburante necessario per affrontare la ferita in modo alternativo e mantenere sotto controllo quella furia accesa e feroce.

Per un momento successivo.

Coloro che ci feriscono e non ricevono una presentazione immediata della furia accesa non sfuggiranno per sempre. Sì, potrebbe essere stato risparmiato il tiro al bersaglio verbale al vetriolo o evitato lo sguardo gelido e l’accompagnare il trattamento del silenzio a qualsiasi manipolazione che cerchiamo di applicare, ma li puniremo. Un appunto mentale è stato preso e verrà richiesto un equo risarcimento. Sempre.

San Valentino offre una serie di opportunità di porre rimedio a questo bisogno di punire.

Oggi non è stata un’eccezione.

Qualche settimana fa, una signora, Gillian, che è a capo di un particolare reparto all’interno dell’azienda, ha ritenuto opportuno votare contro una proposta. La mia proposta. È stata messa in minoranza e la mia proposta è stata presa in carico. Gli altri elettori evidentemente sono persone di mente sana e lunghe vedute. Ma non lei. La sua opposizione non aveva alcun rigore intellettuale, era priva di accortezza finanziaria e non c’erano valide opportunità di business. No, è stato evidente per me che la sua opposizione era fondata sul voler rendere la mia vita difficile, voltarmi le spalle e cercare di far deragliare le mie proposte.

Questa è stata la terza trasgressione da parte sua. Avevo mantenuto il controllo sulla mia furia accesa nelle due precedenti occasioni e l’ho fatto anche in questa terza occasione. Devo ammettere, tuttavia, che ciò ha richiesto un notevole autocontrollo mentre la osservavo sollevare la mano in segno di obiezione e aveva anche il coraggio di guardare nella mia direzione mentre lo faceva. Assoluta impertinenza. Incontrai il suo sguardo con vuoto spietato, anche se immaginavo il suo appartamento ben arredato travolto dalle fiamme mentre lei gridava aiuto nel mezzo dell’inferno. Sogghignai alla sua resistenza ma dentro sentivo la presenza dell’enorme abisso e la sensazione di cadervi dentro. Questo è l’effetto di essere ferito. Ero seduto nella sala del consiglio e il suo non essere d’accordo, il suo rifiuto deliberato a sostenere la mia proposta, la sua sfida e intransigenza mi stava dicendo che il mio piano non era abbastanza buono.

Non abbastanza buono.

Quelle tre parole che erano state quasi uno slogan durante la mia infanzia. Non abbastanza buono.

Lei era proprio come tutti gli altri. Inaffidabile, traditrice, una doppiogiochista e non c’era da fidarsi. Non da fidarci una terza volta come aveva dimostrato ora.

Tre parole. Non abbastanza buono. Proprio come lei mi ha sempre detto. Era proprio come lei, sta cercando di rovinare il mio mondo, sapendo di governarmi, sta cercando di controllarmi. Io non devo essere controllato. Io sono quello che controlla.

Mentre questi pensieri precipitavano verso il vuoto in attesa, la furia fece sentire la sua presenza. Furia affidabile. Sempre lì, pronta a respingere i trasgressori malvagi. Sentii la sua prima ondata mentre la furia si scatenava, riportandomi la sensazione di caduta causata dal pensiero di quelle tre parole.

Invece, altre tre parole hanno sostituito quelle. Victoria aut morte: vittoria o morte. Un’altra parte dell’eredità della famiglia Tudor, ma che avrei accolto prontamente. Deve essere la vittoria, sempre la vittoria. La furia continuò a salire, cacciando ogni suggerimento di debolezza – non bisogna mai essere deboli (“Niente lacrime HG, niente lacrime” come lei ha sempre ammonito). Non ci sono mai lacrime, beh, non mie almeno.

La presenza della furia mi spinse a mettere al suo posto questa impudente sottoposta. Continuai a fissarla e mentre lei abbassava la mano continuava a sfidarmi, gli occhi ancora fissi sui miei.

Volevo annientarla seduta stante e poi, stroncare verbalmente la sua posizione e umiliarla, lasciarla tremante di rabbia o ancora meglio ridotta in lacrime di impotenza nella sala del consiglio e poi bere quel delizioso carburante per affrontare la ferita che mi aveva provocato. Questo poi avrebbe attenuato la mia furia. Volevo distruggere la sua debole analisi, aggirare le carenze del suo dipartimento e renderla responsabile, volevo dimostrare agli altri capi che non era adatta allo scopo e atterrarla colpo dopo colpo dopo colpo.

Ma non era il momento. Uno sfogo selvaggio (anche se giusto) non sarebbe visto di buon occhio. Ciò ridurrebbe la forza della proposta. Potrebbe ritorcersi contro di me. Potrebbe danneggiare i potenziali clienti. Sentivo le parole formarsi nella mia bocca, pronte ad essere sputate velenose verso di lei, ma tenni la bocca chiusa. Combattere per contenere la furia, ma mentre bruciava e divampava, faceva precipitare il mio livello di carburante. Il suo ferirmi e questo controllo della mia furia, senza carburante in arrivo, avrebbero causato il crollo dei miei livelli di carburante, ciò avrebbe permesso al vuoto di comparire ancora una volta e questa volta anche di più e con ciò il rischio che rendesse nota la sua presenza.

Ero a conoscenza del fatto che le mani venivano sollevate a favore della mia proposta e quegli atti di sostegno, di approvazione e convalida fornivano carburante. Diverse linee di carburante mi sono arrivate dalle fonti secondarie non intime che hanno approvato il mio schema.

“La proposta di HG è approvata e verrà messa in atto con effetto immediato, HG ben fatto, ottimo lavoro”, annunciò il presidente dell’assemblea. Più carburante.

“Sì, ben fatto,” commentò qualcun altro. Più carburante.

Una mano mi diede una pacca sulla spalla in segno di affermazione. Più carburante.

La ferita si stava chiudendo. Mantenni il mio sguardo e poi lei guardò in basso ed eccolo lì. Vidi la delusione nei suoi occhi marroni. Vidi la bocca rivolta verso il basso e la fronte aggrottata. Stava cercando di nascondere il suo sgomento ma senza riuscirci. La sua reazione istintiva alla sconfitta era evidente da vedere. Il suo corpo leggermente accasciato in risposta, la sua arrogante rigidità indebolita e tutto questo mi procurò più carburante.

Sentii l’effetto della sua ferita svanire, il carburante positivo che si manifestava dalla mia proposta di successo e il suo carburante negativo dalla sconfitta che curava la ferita, e quindi la furia si placò. Avevo mantenuto il controllo. Non ero caduto nel vuoto. Avevo trionfato sulla sua ribellione. Non avevo eruttato e danneggiato una serie di altre considerazioni.

Avevo prevalso.

Ma questa era la terzo volta che mi feriva nelle ultime settimane.

Tre ferite.

Tre parole.

Doveva essere punita e quel giorno era oggi.

(continua)

H.G. TUDOR

Valentine Venom – Part One