Pubblicato il Lascia un commento

📰 ENTRARE NELLA SFERA D’INFLUENZA

Poche persone non hanno familiarità con il franchise di Star Wars. Nel primo film, A New Hope, Han Solo, Obi-Wan Kenobi, Luke Skywalker e Chewbacca sono emersi dall’iperspazio nel Millennium Falcon solo per trovare un caccia TIE e in lontananza un pianeta che avevano sperato di raggiungere. Invece, mentre un perplesso Han Solo cerca di capire cosa sta succedendo, il caccia TIE (Twin Ion Engine a due motori ionici) viene visto correre verso una piccola luna che Luke ha identificato. Mentre si comincia a scorgere la sfera, Obi-Wan afferma con un calmo terrore,

“Non è una luna.”

In effetti non lo è. È in realtà una stazione spaziale e più precisamente una macchina della distruzione di massa che è la Morte Nera. Una volta che la rilevazione è apparsa sul Quartet assieme alla spaventosa conseguenza di essere vicino a un’arma così potente, essi cercano di scappare ma è troppo tardi. Il Millennium Falcon è stato catturato nel raggio traente della Morte Nera e loro vengono trascinati lentamente verso la Morte Nera che li attende.

Noi siamo quella Morte Nera. Scivoliamo, sembrando dapprima qualcosa di benigno o per lo meno neutrale, col nostro vero scopo mascherato per coloro che cerchiamo di attirare nella nostra sfera di influenza. Il nostro raggio traente è potente, incessante e quasi impossibile da resistervi mentre si attacca alle nostre vittime e con la nostra leggendaria abilità seducente le trascina nel nostro mondo. Come un coniglio abbagliato dai fari, non puoi scappare mentre ti attiriamo sempre più vicino a noi. Quando capisci cosa è successo e che in realtà non siamo “una luna” è troppo tardi, sei stato catturato e la fuga è estremamente difficile. Il nostro vero scopo è nascosto e se mai ti rendessi conto che è una “Morte Nera” quella verso cui stai navigando, troverai molto difficile sfuggire alla presa di ferro che abbiamo su di te.

Ci sono quelli che, con l’intervento di altre persone e la messa in atto delle conoscenze acquisite, riescono a liberarsi dalla presa del raggio traente. Raramente è una cosa immediata. La fuga che potrebbe verificarsi di solito avviene solo dopo un lungo periodo di tempo in cui sei sottoposto ai nostri laser brucianti di dolore e ai nostri siluri fotonici di sofferenza. Se riesci a scappare, sai ormai che devi stare lontano e tenerti lontano. Noi continueremo ad andare avanti, come quella Morte Nera che attraversa lo spazio mentre prendiamo nuove vittime lungo il nostro percorso e le trasciniamo verso di noi. Occasionalmente cambieremo il nostro percorso e torneremo verso di te ancora una volta. Tu resti in un posto a tuo rischio e pericolo mentre no ci avviciniamo a te e ancora una volta cerchiamo di risucchiarti con il nostro potente raggio traente. Possiamo impostare una rotta che ci conduce a nuovi pascoli dove ci occupiamo di nuove e fresche vittime che ci forniscono un carburante delizioso ed eccitante. Questo ci terrà occupati ma non dimenticheremo mai di te. Allo stesso modo, tu non ti dimenticherai mai di noi a causa di ciò che ti abbiamo fatto e del modo in cui ti abbiamo condizionato. Questo condizionamento genera in te un senso di curiosità. Hai bisogno di sapere cosa stiamo facendo, vuoi sapere con chi stiamo interagendo ora e quindi decidi di sorvolare sulla nostra Morte Nera, solo per una visione distante della struttura che ti ha quasi distrutto. Ti senti al sicuro guardando da una certa distanza mentre voli ravvicinato ma sei avvisato. Vola troppo vicino e il raggio traente ti catturerà di nuovo. Se ci dai l’opportunità di recuperarti di nuovo, la coglieremo. Compari sui nostri sensori e noi aumenteremo la potenza del raggio traente nel tentativo di catturarti ancora una volta. Possono essere passati anni da quando c’è stata un’ interazione tra di noi, ma se voli troppo vicino alla nostra Morte Nera, allora verrai risucchiato dentro di essa e sottoposto nuovamente alle nostre macchinazioni.

Quando provi per la prima volta a scappare, noi applichiamo il raggio traente per tenerti dove vogliamo, ma se sei determinato e riesci ad andartene, stabiliremo una rotta per nuovi orizzonti e nuovo carburante. In un secondo momento potremmo decidere di modificare nuovamente la nostra traiettoria e tornare al tuo sistema solare nella speranza di afferrarti ancora una volta. Se dovessi vederci arrivare devi saltare nella tua astronave e volare velocemente da qualche altra parte. Se desideri scherzare con il pericolo, sentiti libero di seguirci nella nuova galassia in cui stiamo distruggendo nuovi pianeti, ma se vieni troppo vicino, noi ti individueremo e applicheremo ancora una volta quel raggio traente. Il passare del tempo non ha importanza. Potrebbero essere passati solo pochi mesi da quando hai fatto la tua fuga o potrebbe essere un decennio, in entrambi i casi, se ti avvicini alla nostra sfera d’influenza il nostro raggio traente ti afferrerà e ti trascinerà di nuovo verso di noi. Sarai sempre oggetto d’interesse per noi, potrebbe essere tra una settimana, un anno o dieci anni ma se c’è un margine di opportunità per impossessarci di nuovo di te, la prenderemo volentieri perché il carburante da guadagnare è squisito.

Quindi, se riesci a sfuggire alla nostra presa, vola dall’altra parte della galassia lontano da noi e mantieni la distanza, altrimenti il nostro raggio traente ti attirerà di nuovo. Questa è l’unica speranza che hai per rimanere libero dalla nostra presa. A meno che tu non riesca in qualche modo a sparare il missile nel condotto di scarico, ma entrambi sappiamo che non sarai mai in grado di gestirlo, giusto?

H.G. TUDOR

Entering the Sphere of Influence

Pubblicato il Lascia un commento

👤 LA PULIZIA DELLA DOTTORESSA O.

La Dottoressa O.

Ci conosciamo da diversi anni ormai.

Da più tempo rispetto ad alcune mie relazioni intime con le donne. Ora, c’è un risultato per lei.

Dottoressa O.

Naturalmente non è il suo vero nome, ma il nome che le ho dato io poiché è una cosa che può essere detta rapidamente o digitata prontamente e si presta a tale uso in una varietà di modi divertenti.

Il suo vero nome? Bene, il suo nome completo mi è stato fornito quando vi sono stato raccomandato dal dottor M. Quando ho incontrato per la prima volta la dottoressa O, ho verificato che il nome che mi era stato dato fosse anglicizzato dal momento che il suo aspetto e l’accento sempre lievemente riconoscibile che ha mi diceva che non è nata su quest’isola regale.

Avevo ragione.

Ho scoperto che il suo nome è Slavo e in realtà il suo nome è più esilarante e ciò che significa in realtà spiega chiaramente perché si è lanciata a fare i capricci della fuorviante e falsa amante. Quel fatto mi ha sempre fatto sorridere. Il suo secondo nome trova un notevole favore con me, dato il suo significato. Il suo cognome è imperioso e mi piace.

Una volta che ho acquisito questa prima informazione, è stato così soddisfacente sedermi in una delle mie sessioni con lei, fissarla con il mio sguardo incrollabile e poi chiedere come fosse la Dottoressa “Vero Cognome”.

Lei ha spalancato gli occhi e ha distolto lo sguardo. Non avevo bisogno che lei lo facesse per confermare che questo era il suo nome. Il materiale che mi “era arrivato” ha prontamente confermato la sua vera identità. Ciò che mi interessava era il motivo per cui aveva scelto di non usare questo nome evocativo delle sue radici e invece optare per un nome che era certamente elegante ma un chiaro tentativo di prendere le distanze da dove era venuta.

“Allora, conosci il mio nome”, disse con un filo di sfida mentre alzava la testa, la sua coda di cavallo, lucente come sempre, dopo aver senza dubbio lavato i capelli, condizionati e sottoposti a qualche costoso trattamento con olio o simili, immergendoli verso il basso. Il gesto mi mostrò il collo che era nudo. Niente collane o ciondoli, la sua camicetta increspata aperta, il suo collo vulnerabile esposto a me, solo per un istante, ma a quel tempo aveva aumentato il mio bisogno di affondarvi i denti. Questo bisogno era letterale o figurato?

“Sì, conosco il tuo nome”, ho risposto alla Dr O. sempre pulita, sempre elegante. La sua pulizia mi ha sempre invitato. La Scudiera è super pulita e non dubito che avrebbe battuto la Dr O quando si tratta di un confronto di come se la cavano nella loro vita quotidiana nel raggiungere e mantenere quel livello di pulizia, purezza, libere da sporcizia, malattie, puzza e infezioni, eppure entrambe sono campionesse dell’igiene.

La dottoressa O ha un profumo allettante addosso. Sono certo che non indossa mai la fragranza come l’eau de toilette e sicuramente non l’eau de parfum più pesante. No, il suo profumo deriva da qualunque cosa usi per lavarsi. In numerose occasioni ho deviato dalle sue domande, e intanto mi siedo e rifletto su come procede la sua routine mattutina prima che arrivi nelle sue stanze di consulenza. Senza dubbio va nel suo bagno privato (dev’essere un bagno privato e grande) direttamente dal suo letto (dopotutto non c’era nessuno lì che ce la trattenesse) e senza interruzioni nella sua routine di bellezza e igiene. Immaginavo il bagno con le piastrelle bianche immacolate, con ogni superficie di vetro, le cromature e le ceramiche prive di qualsiasi tipo di contaminante. La dottoressa O che si toglie l’abbigliamento da notte (pigiama di cotone a quadretti blu e bianchi in inverno, e canotta e pantaloncini di seta bianchi per l’estate) prima di girare il rubinetto e consentire ai feroci getti d’acqua della sua doccia di scoppiare e raggiungere la temperatura ottimale prima di entrare sotto l’acqua.

Ricordo quanto ero contento quando La Scudiera mi disse che dopo un lungo periodo lontano da casa sua, avrebbe sempre fatto la doccia con la porta del bagno chiusa per quindici minuti (e chiudeva e si copriva la bocca mentre la metteva in azione) per assicurarsi che tutti i batteri che causavano la malattia del legionario venissero rimossi. Faceva come me e me lo ha detto senza alcun indizio o suggerimento che questa era anche la mia abitudine. Ricordo anche che quando me lo disse, mi feci la stessa domanda sulla dottoressa O e se usasse un simile approccio nei confronti della sua doccia. Dati i suoi elevati standard di pulizia e la generale avversione alla contaminazione, sono giunto alla conclusione che lei è senza dubbio una seguace di questa precauzione.

Di conseguenza, immaginavo che la dottoressa O si occupasse di se stessa nella sua doccia e meditavo sui relativi prodotti che potrebbe usare. Mentre lei mi faceva domande e io ascoltavo durante la nostra seduta e mentre rispondevo, la mia mente a triplice monitoraggio rifletteva anche su quell’immagine di lei nascosta dal vapore che si alzava e dal getto dell’acqua, applicando generosamente e meticolosamente l’opportuno bagnoschiuma sulla sua pelle.

Sì, dottoressa O. Un medico molto pulito.

Sembra pulito.

Odora di pulito.

Abiti puliti.

Si muove in modo pulito. Una certa serenità e grazia nei suoi movimenti. Non imbarazzanti, non spasmodici, ma scorrevoli. Un fiume pulito e non inquinato.

Così, mentre nelle nostre prime interazioni ho scoperto quel delicato profumo di cotone, uno di quelli che approvavo, che la fresca fragranza che l’avvolgeva mentre si spostava occasionalmente per la stanza all’inizio e alla fine delle nostre sedute era una di quelle cose che approvavo e l’assenza di qualsiasi cosa fuori posto su di lei, senza sbavature, senza segni, senza pieghe, senza macchie erano tutte questioni che hanno guadagnato il mio benestare. Ho sempre voluto sapere

Dove sta lo sporco?

H.G. TUDOR

The Cleanliness of Dr O

Pubblicato il Lascia un commento

📑 NON PUOI CONTROLLARE CIÒ CHE NON DEVE ESSERE CONTROLLATO

Ti senti come se stessi tentando di far fronte ad un avversario che sembra sempre un passo avanti a te. È come provare a legare del vapore o fermare la marea dall’avanzare e inghiottire il tuo castello di sabbia. Non importa ciò che fai, sembriamo sempre avere una modo per dimenarci e liberarci, andarcene e andare avanti come se niente fosse. È come provare a combattere una battaglia con una spada arrugginita e graffiata e con una mano legata dietro la schiena. È come in quei sogni in cui provi a correre ma scopri che non ti puoi muovere. Provi ad urlare ma non ti esce nessun suono dalla gola. Ogni mossa che fai sembra essere stata anticipata. Tu giochi un full a poker e io produco una scala reale, ma da dove è apparso quel re in più? Ho sempre un asso nella manica. Dai la caccia alla fine dell’arcobaleno ma quello continua sempre a spostarsi, giusto un pochino più avanti. Ci sei vicinissimo, ti avvicini al tuo obiettivo e poi si sposta ancora. Pensi di essere diventato un esperto delle regole e poi ne introduciamo una nuova che fa comodo ai nostri scopi.

L’altra settimana ci siamo complimentati per il pasticcio di manzo che hai fatto. Le nostre lodi erano affettuose e c’è stata una pausa deliziosa nel trattamento altrimenti spiacevole che stavi ricevendo. Hai deciso di giocare nuovamente questa mano vincente e orgogliosamente l’hai piazzato al centro del tavolo solo per incontrare un sospiro e gli occhi al cielo.

“Qual è il problema? Adoravi il pasticcio di manzo che ho fatto la scorsa settimana.”

“Non voglio mangiare pasticcio di manzo.”

“Perché, cosa non va?”

“Perché mai deve esserci sempre qualcosa che non va. Non voglio il pasticcio di manzo.”

“Ma lo volevi la scorsa settimana?”

“Quello era allora e questo è adesso.”

Spunto ferocemente soppresso e fatto precipitare dal tavolo lasciandoti nella confusione e nella rabbia. Non fai di nuovo il pasticcio di manzo solamente per ricevere poi un rimprovero la settimana successiva.

“Che è successo al pasticcio di manzo? Perché hai smesso di farlo quando sai che è il mio preferito?”

Ti metti in tiro e vieni chiamata zoccola. Ti vesti meno elegante del solito e ricevi un rimprovero per il fatto che non ti impegni. Provi a coccolarci a letto di notte e ricevi una gomitata perché ci stai scaldando troppo. Due ore dopo ti svegliamo e ti chiediamo perché hai smesso di abbracciarci. Ti diciamo che saremo lì alle sette e compariamo alle nove. Ti è proibito farci domande su questo. Non ne hai diritto. Noi facciamo ciò che ci va. Ci compri un regalo costoso per il compleanno e ti viene detto che non è bello come quello dell’anno scorso. L’anno successivo fai davvero le cose in grande per sentirti dire che hai speso troppo e che volevamo solo qualcosa di semplice. Ridecori la casa e scegli un marrone cioccolato scuro. Dichiariamo che hai sbagliato tonalità ed indichiamo un colore che non sembra diverso. Non lasceremo perdere finché lo cambi. Una volta applicato appare identico. Affermeremo di voler andare fuori a cena e ti prepari solo per poi vedere che abbiamo deciso che invece sarebbe meglio stare a casa e vedere la partita.

Indipendentemente da ciò che fai è sempre sbagliato, mai corretto, mai abbastanza buono e una scelta erronea. Non importa quante volte tu abbia chiesto cosa vogliamo, farai comunque la scelta sbagliata. Ci suggerisci di farlo per conto nostro e vieni accusato di mancanza di interesse. Confermi che te ne occuperai e allora sei un maniaco del controllo che non ci concede nemmeno di respirare. Qualunque cosa tu decida di fare o dire troveremo il modo di rigirare la frittata a nostro comodo. La nostra logica ti sembra totalmente distorta ma per noi ha perfettamente senso perché l’unica logica a cui aderiamo è quella per cui qualunque cosa che diciamo è giusta, perfino quando mostriamo assoluta ipocrisia o ci contraddiciamo da soli. Possiamo allontanare qualsiasi contraddizione che ci indichi e se in qualche modo ci metti all’angolo allora semplicemente ti accuseremo di assillarci, cambieremo argomento o andremo via. Nelle nostre menti vinciamo ogni singola volta.

Ti mettiamo da parte dicendoti che ti sei lasciata andare e non possiamo stare con te. Ci vedi la settimana successiva e siamo con qualcuna meno attraente di te, più in carne e che ha un lavoro meno prestigioso del tuo. Non riesci a capire perché ti abbiamo lasciato scegliendo lei al tuo posto, specialmente dopo quello che avevamo detto. Rimani a bocca aperta e scuoti la testa. A nostro parere abbiamo vinto ancora perché abbiamo acquistato qualcuno di nuovo il cui carburante è migliore di qualsiasi cosa tu abbia mai fornito e in aggiunta siamo arrivati a te, così versi carburante negativo. Se al suo posto fossimo apparsi improvvisamente con una super modella potresti parlare di un piccolo livello di conforto nel pensare che non avresti potuto competere con questa persona ma non permetterti di pensare di esserti assicurata qualche tipo di piccola vittoria. Nelle nostre menti questo ribadisce solamente che avevamo ragione a lasciarti e fare uno scambio.

Ci trovi a letto con qualcuno. Non è colpa nostra. Se ci avessi amato nel modo giusto non avremmo dovuto fare una scappatella. Ci mostri completo amore e devozione e nessuno potrebbe mai accusarti di sottovalutarci in camera da letto. Ti accusiamo di avere un impulso sessuale troppo elevato perché dovresti metterlo altrove. Se applichi ragione e logica, specialmente verso uno dei nostri fratelli inferiori, allora ignoreranno la forza delle tue parole e piuttosto ti accuseranno di provare a sminuirli e confonderli con paroloni raccolti dal dizionario e perché devi sempre trattarli con condiscendenza con frasi e parole simili. Qualunque cosa tu scelga, qualunque cosa tu decida, qualunque cosa tu faccia sarà sempre sbagliata e qualunque cosa facciamo noi sarà sempre giusta. Accusaci quanto vuoi di essere distorti, illogici e difficili e te lo ributteremo in faccia sottolineando di come ti impicci sempre e devi sempre essere migliore di noi. Il nero diventa bianco e poi giallo. Niente ha senso con noi ma è perché ha completamente senso per noi. Il nostro approccio è per ottenere carburante e questo significa che possiamo e dobbiamo farlo attraverso ogni mezzo perfino se così non quadra quando viene osservato dal tuo punto di vista. Questo approccio distorto e tirato ci permette di ottenere i nostri scopi, ti confondiamo e ti disorientiamo, ti irritiamo e ti facciamo arrabbiare, ti controlliamo e ogni singola volta sappiamo di esserci riusciti. Come il più delirante Ministro della Propaganda rivendichiamo di averti sconfitto anche se i tuoi carri armati passano sullo sfondo. Vediamo solo ciò che vogliamo vedere e siamo impermeabili a tutte le tue ragioni. Non accetteremo mai ciò che ci dici perché non si accorda con ciò che ci siamo prefissati di ottenere e che dobbiamo ottenere. Naturalmente questo non ti fermerà dal provarci. Provi a sconfiggerci mentre sostituiamo le tue frecce con gambi di sedano e la tua spada con una baguette ammuffita. Non ci battiamo mai lealmente. La tua frustrazione, irritazione, e incapacità di comprendere perché facciamo così è ciò che ti mantiene legato a noi e ci permette di continuare a fare ciò che dobbiamo continuare a fare. Esercitare il controllo ed estrarre carburante.

Non puoi controllare l’incontrollabile.

Fino a quando non lo capirai e applicherai questa comprensione, sarai perennemente sfinito e fuorviato dal tuo pensiero emotivo che si pone come logica, ma è logica imperfetta.

Noi siamo progettati per rifiutare il controllo. Tu cerchi (inconsapevolmente) di controllarci.

Qui sta il problema.

Smetti di provare a controllarci perché non ci riuscirai mai.

Non accetti ciò che ti dico più volte? Vai avanti, costruisci quella torre, costruiscila alta con le pietre che aderiscono alle tue credenze e ai tuoi principi, di pietra magnificamente tagliata e levigata, che chiunque ammirerebbe e onorerebbe, ma lascia che noi vediamo come costruisci quella torre sulla sabbia che si sposta e si modifica costantemente. Guarda questo ipotetico regime di no contact crollare perché è costruito su una pessima base.

Per capire cosa puoi controllare e cosa non puoi aiutare il tuo regime di no contact, usa questo Bollettino Logico Chi puoi controllare per battere il narcisista?

H.G. TUDOR

You Cannot Control That Which Must Not Be Controlled

Pubblicato il Lascia un commento

🕋 PROTETTORE DI BAMBINI

Ora hai accesso al materiale per difendere tuo figlio o i tuoi figli dal narcisista.

Utilizzando anni di esperienza e conoscenza combinati con consigli applicati ed efficaci forniti alle persone nelle consultazioni, HG Tudor ha creato il Pacchetto Assistenza Protettore dei Bambini. Questo materiale senza precedenti è pieno di informazioni, approfondimenti, consigli, analisi e passaggi pratici per aiutarti a proteggere tuo figlio quando sei stato catturato dal narcisista.

Che tu rimanga nel legame, che tu sia fuggito o che tu sia stato sganciato, che ci sia una battaglia giudiziaria in corso, accordi per i figli o che tu voglia sapere cosa fare se il narcisista torna, questa è l’assistenza più completa che puoi ottenere.

Il costo lo vale tutto, ti farà risparmiare migliaia di costi, ore di tempo sprecato ed energia e, soprattutto, ti darà la chiave per difendere tuo figlio.

Questo ampio pacchetto assistenza comprende

  1. Introduzione e Obiettivi
  2. Qual è il ruolo del bambino nella dinamica narcisistica?
  3. Come proteggere il bambino dal narcisista (conseguenze dirette e conseguenze collaterali)
  4. Devo dire a mio figlio che il suo genitore è un narcisista?
  5. Come posso convincere il narcisista a lasciare in pace mio figlio e me.
  6. Anche mio figlio diventerà un narcisista e cosa posso fare per impedirlo?

Lo strumento più efficace disponibile per difendere tuo figlio dal narcisista, fornito da colui che conosce i narcisisti e le loro vittime dentro e fuori.

Pubblicato il Lascia un commento

👥 IL CONDUTTORE DI GIOCHI

191126D The Player Of Games.jpgIo adoro giocare. Come ho già scritto, i giochi vengono sempre condotti. Io gioco sempre solo per vincere altrimenti non ha senso. Non posso perdere, sedermi di nuovo, sorridere e accettare che è stata comunque un’esperienza piacevole perché se dovessi perdere, allora non sarebbe stata piacevole. Starei accettando che tu o qualcun altro siete meglio di me. Tu non lo sei. Lui non lo è. Essi non lo sono. Io devo sempre vincere. Per riuscirci, opero per mezzo di un particolare insieme di regole. Tu pensi di sapere quali sono queste regole perché quando ci incontriamo per la prima volta mi diverto a giocare secondo le tue regole, accetto di operare secondo i sistemi e le convenzioni della tua realtà. È facile da fare per me perché tutto sta andando a gonfie vele. Ti sto seducendo e quindi mi stai lasciando vincere perché è bello. Sono contento di andare avanti fingendo di essere d’accordo sul fatto che queste sono le regole di ingaggio, tu pensi di vincere perché stai avendo questa persona meravigliosa, generosa e amorevole. In realtà, sto vincendo io perché sto ricevendo molto carburante positivo da te.

È in seguito che le regole cambiano perché io decido (ed è sempre mia la decisione) che ora osserveremo le regole della mia realtà. Non ti viene dato un regolamento e tu devi indovinare quali sono queste regole. Non appena pensi di averle afferrate e di averle in mano, cambieranno improvvisamente. È simile a una partita di calcio e io sto vincendo tre a zero. Tu segni altri due goal e sei in ascesa e probabilmente pareggerai. Di solito mancano quindici minuti, ma improvvisamente io cambio le regole, quindi rimane solo un minuto. Non riesci a segnare e vinco io. Tu protesti affermando che il tempo non è corretto ma non importa perché io qui sono l’arbitro, gli assistenti e il quarto ufficiale e quello che dico va. Se non ti piace, bello. Prenderò semplicemente la palla e andrò a casa con quella. È come un gioco di freccette dove tu devi partire da 501 e finire con un doppio. Al contrario io parto da 51 e non ho bisogno di un doppio. Tu sostieni che non è giusto, ma perché dovrei preoccuparmene? Io devo vincere. Quindi, tu puoi renderti conto che mi godo una domenica mattina a letto così non mi disturbi. Metterò intenzionalmente la sveglia presto e mi alzerò svegliandoti presto. O se proprio devo restare a letto, m’inventerò un appuntamento misterioso che mi son perso perché tu mi hai lasciato dormire. Quando mi svegli presto la domenica seguente ti sbotterò contro perché sei così egoista e non mi lasci dormire.

Quando pensi di aver accertato quali sono le regole, cambieranno. Tu farai del tuo meglio per cercare di tenere il passo, ma è estenuante e frustrante. Tuttavia, questa manipolazione delle regole per permettere alla nostra specie di vincere non finisce qui. Santo Cielo. Il nostro desiderio determinato di essere sempre il vincitore implica che non solo verrai risucchiato perché noi fingeremo giocare secondo le tue regole e poi le cambieremo, poi noi cambieremo il gioco. Un momento pensi di giocare a Monopoli e poi ti dico che c’era il Professor Plum nello Studio con il Candelabro.

“Ma questo è Cluedo,” dichiarerai piuttosto perplesso.

“Lo so”, sorriderò io in risposta.

“Ma stiamo giocando al Monopoli.

“No non è vero.”

“Sì, è vero, guarda questo tabellone ha sopra le strade di New York.”

“No, no, quelle sono stanze nel palazzo monumentale.”

“Di cosa stai parlando? Vedi qui e qui, i nomi delle strade.”

“Sei cieco? Quelli sono serpenti e scale.”

“Che cosa? Hai cambiato di nuovo.”

“No, non l’ho fatto. Stai solo facendo storie perché stai perdendo.”

“Di cosa stai parlando? Non sto perdendo, stavo vincendo.”

“Niente affatto. Controlla amico.”

“Che cosa?”

Le nostre capacità fenomenali di mentire, spostare la colpa, negare e deflettere implicano che il gioco cambierà. Vieni tratto in inganno, insicuro di te, confuso e continuiamo a farlo. Noi dobbiamo vincere, sempre e tu devi perdere, a tue spese. Applicheremo tutti i nostri metodi di manipolazione per assicurarci che saremo vittoriosi e tu giacerai disteso nella polvere, distrutto e sconfitto. Il nostro successo deve essere in ogni cosa e intendo ogni cosa, dalla più banale alla più importante, la sconfitta non è mai un’opzione per la nostra specie e noi piegheremo, distorceremo e romperemo le regole e cambieremo il gioco per raggiungere questo obiettivo. Ora, facciamo un gioco. È il mio preferito. Potresti saperlo. Si chiama Indovina chi? Non hai possibilità.

H.G. TUDOR

The Player of Games

Pubblicato il Lascia un commento

📰 IL NARCISISTA E LA FONTE PRIMARIA INTIMA (IPPS): LE QUATTRO CLASSI

78815902_118409802962769_4507326980378591232_n.jpg

Ho scritto in precedenza riguardo a come sono le quattro sezioni del narcisista – Vittima, Somatico, Mentale ed Elite. Mi sono anche riferito in varie occasioni alle tre differenti scuole – Inferiore, Medio e Superiore. Sapere a quale scuola e sezione appartiene il tuo narcisista è molto utile per permetterti di capire perché lui o lei si comportano in quella maniera e ti permette anche di sapere cosa devi fare e cosa aspettarti.

È anche importante che tu sappia che ci sono anche quattro categorie che sono applicabili all’interazione tra noi e la nostra fonte primaria. Ci sono effettivamente, quattro metodologie fondamentali che la nostra tipologia applica alla nostra fonte primaria di carburante. Le persone che sono fonti primarie sono quasi sempre partner intime e noi agiamo in un certo modo per quel che riguarda il trattare queste persone. Non mi sto riferendo al ciclo narcisistico di seduzione, svalutazione, scarto e recupero ma piuttosto all’interazione che avviene nel corso degli anni tra noi e le nostre fonti primarie.

Identificare il tipo con cui sei coinvolto o con cui lo sei stato ti fornirà la consapevolezza del comportamento di lei o di lui e ti permetterà di capire cosa aspettarti nell’ambito di ulteriori interazioni.

Il primo è il Nomade. Questo narcisista costruirà una relazione condotta secondo il ciclo narcisistico e poi come parte di questo ciclo, identificherà un nuovo dispositivo. Una volta che sta con il nuovo dispositivo, potranno esserci recuperi occasionali del vecchio e ci saranno seduzioni intermittenti di interessi passati mentre sta con il nuovo e successivamente mentre cerca un altro nuovo dispositivo. Il Narcisista Nomade triangolerà il nuovo dispositivo che ha e questa triangolazione verrà fatta sia con il vecchio che gli altri, ma sia per quanto riguarda il vecchio che gli altri dispositivi si tratta solamente di “schermaglie” intanto che sta con il nuovo. Naturalmente utilizza i vecchi dispositivi e gli ulteriori per il carburante, li usa per triangolare con il partner attuale ma non tornerà al vecchio dispositivo per formare un legame continuativo. Potrebbe trascorrere qualche giorno con questa persona, una notte insieme, forse perfino una vacanza ma non vuole ricominciare una relazione ufficiale con il vecchio dispositivo. Terrà sempre in considerazione un ritorno, dopotutto il carburante recuperato è eccellente e lo prenderà ma non ha né il desiderio, né l’energia per avviare un lungo periodo d’oro tramite questo recupero. Si metterà in contatto, affascinerà per una notte, pochi giorni forse una settimana o due e poi tornerà al dispositivo corrente. Potrebbe tornare all’antico dispositivo molto tempo dopo in futuro, quando c’è un nuovo differente dispositivo, ma lo schema rimarrà lo stesso. Non ci sarà relazione in senso formale con questo vecchio dispositivo. È accaduto una volta e non succederà ancora, ma non rinuncerà all’opportunità di un breve esplosione di carburante. Anche gli altri dispositivi verranno utilizzati allo stesso modo. A differenza del vecchio dispositivo, con cui una volta c’è stata una relazione, gli altri dispositivi sono solo capricci passeggeri, per distrarlo dall’attuale, nuovo dispositivo a scopo di triangolazione.

Una volta che è annoiato dal nuovo dispositivo, trova qualcuno di diverso e non ritorna dal vecchio dispositivo e dagli altri ma cerca nuovi territori. Cercherà un dispositivo completamente nuovo. Triangolerà questo nuovo e differente dispositivo con quello appena scaricato, potrebbe perfino farlo con quello ancora precedente, il vecchio dispositivo ma non intraprenderà una relazione con essi. È sempre in movimento, in cerca di nuove vittime, occasionalmente recupera le antiche, ma non a un livello tale da far risorgere una relazione a lungo termine con loro.

Il Secondo è il Giocatore di Ping Pong. Questo tipo di narcisista si garantirà il suo nuovo dispositivo e poi lo triangolerà con il vecchio. Poi recupererà il vecchio ritornando nell’ambito di una relazione ufficiale. Lo triangolerà con il dispositivo recentemente sostituito che era il nuovo dispositivo. Poi vacillerà avanti e indietro tra questi due, lasciando uno per l’altro, una prolungata e interminabile contesa mentre il narcisista rimbalza da una parte all’altra come una pallina di ping pong tra le stesse due persone. Potrebbero esserci interazioni con altri dispositivi a livello intimo ma saranno solo avventure di una notte e brevi intese. A lungo termine è interessato solamente a muoversi tra questi due particolari dispositivi. Lui ha le sue due fonti primarie tra cui andrà avanti e indietro per tutto il tempo che può. Se una di loro dovesse decidere di non continuare con questo sistema allora questo narcisista troverà un rimpiazzo e lo attirerà dentro questa trappola a ping pong. Il nuovo dispositivo che è scappato. inizialmente verrà sottoposto ad un tentativo di recupero al fine di mantenere il sistema a ping pong, ma se questo fallisce allora una nuova persona verrà attirata nel meccanismo. Potranno esserci recuperi ad intermittenza verso il dispositivo che è scappato ma non sarà più parte del sistema dato che ora il narcisista ha due fonti primarie tra cui fare la spola avanti e indietro.

Il terzo è l’Ancora. Questa fonte primaria è infinitamente tollerante. Il narcisista avrà un partner intimo a lungo termine, di solito coniuge e ci saranno dei figli coinvolti. Il narcisista cercherà nuovi dispositivi e gestirà tresche, eventualmente lasciando il dispositivo a lungo termine, cancellandolo e passando a una nuova vita con il rimpiazzo. Dopo un periodo di tempo, il narcisista tornerà con il dispositivo a lungo termine, spesso dicendo che gli mancano i figli, o che lo fa per i figli, o che semplicemente hanno capito quanto il loro coniuge li ama veramente e quanto loro lo amano. Il dispositivo acquisito recentemente verrà messo da parte per qualche tempo. Il narcisista ad un certo punto in futuro potrebbe recuperare questo dispositivo scartato ma solo con il proposito dell’avventura di una notte e di incontri meno frequenti. Non ha interesse nel far risorgere nuovamente la relazione. Piuttosto, cercherà un nuovo dispositivo e lascerà ancora una volta il partner a lungo termine mentre segue il sogno di un carburante potente ed eterno con la nuova persona conquistata. Ancora una volta la relazione finirà e il narcisista la metterà da parte e ritornerà al dispositivo infinitamente paziente. Più e più volte lo lascerà, avrà relazioni e andrà via di casa, prima di ritornare ad un certo punto in futuro. Spesso c’è una sola persona che è vista come Ancora, l’unica che rimane sul posto e non cambia mai, che è dipendente ad un livello notevole ed è incapace di volere altri che il narcisista non importa quante volta l’abbia lasciata e sia ritornato non importa quante tresche abbia avuto.

La categoria finale è l’Ibrido. Questo narcisista potrebbe agire all’interno dello scenario dell’Ancora o quello del Ping Pong. Si trasformerà passando tra questi due approcci, spesso come conseguenza della distruzione della prima fonte di carburante, ossia ad esempio quando l’Ancora infinitamente paziente finalmente passa oltre o viene aiutata ad allontanarsi dal narcisista, o forse entrambe le fonti primarie del sistema a Ping Pong rifiutano il narcisista costringendolo ad adottare un approccio Nomade.

Ci sono numerose ragioni per cui vengono adottati questi scenari, dipendenti dal tipo di vittima, dal tipo di narcisista e da altri fattori che potrei dovrò elaborare in un articolo separato. Senza dubbio puoi riconoscere quale metodologia era applicabile al tuo intreccio.

H.G. TUDOR

The Narcissist and the IPPS – The Four Classes

Pubblicato il Lascia un commento

✉ UNA LETTERA ALL’EMPATICO – N. 8

Cara Empatica,

Non avere paura. Non sei morta. Non lo desideri?!
Ci sarà un sacco di tempo per questo più avanti, ma per ora, abbiamo troppo lavoro da fare. Da ora in poi, se la tua unica missione nella vita è sopravvivere, sarai comunque considerata un “vincitrice”.
Ascolta, ascolta … posso dirti, c’è di più in tutto questo oltre a quello. Ho un contratto da offrire, tuttavia, il “Grande Tipo” è davvero d’accordo, e se sarai in linea con quello che dirò, e acconsentirai, porgi semplicemente la tua mano …
raggiungi la luce …
Ok bene. Adesso toccati la fronte, cara.
Lo senti? Sì, è sangue e vetro. Sì, hai avuto un incidente. Ora ho bisogno che tu combatta. Combatti come non hai mai fatto prima. Esci da questo stupido SUV e vivi !!!
Brava ragazza, sei scappata.
So che sei appena crollata sul marciapiede, ma eccoli che arrivano … Empatica, starai bene!
* Paramedico EMT in sottofondo: “Aspetta lì! Starai bene!”
Vedi, Empatica? Anche il sexy paramedico di 24 anni pensa che tu stia bene. Se avessi buon senso, ti sveglieresti e te lo godresti. Guarda quei muscoli e che energia! Ragazza, ha davvero passione per la tua vita in questo momento.
* Paramedico EMT in sottofondo: “oh no !!! …. Sento odore … .. “
SHHHH !. Ehi, Empatica, non ascoltare quello che sta dicendo. Quando ti svegli, andrà tutto bene. Sei viva, ma una parte di te è morta stanotte. Quando ti svegli, la merda colpirà l’ammiratore! Ma non crederai al miracolo che può avvenire quando scegli la forza e la vita. Non puoi dare per scontata questa prossima parte della tua vita, mi senti? NON-DARE-LA VITA PER SCONTATA!!!!
ASCOLTA ORA! Devo essere veloce! L’EMT ha appena pompato la ketamina in una flebo per te, stai per diventare un po’ pazza, le astronavi stanno arrivando per portarti ad altre dimensioni, ma non impazzire!
A proposito, sono io
…. oppure sei tu! Tra 2 anni! Ripeto, tutto andrà bene! quando conto all’indietro fino a 1, ti sveglierai e griderai alla tua cara vita come un bambino appena nato. 3 …… 2 …… 1 ……

HG TUDOR

Pubblicato il Lascia un commento

👤 VA TUTTO BENE O NON FA COSÌ SCHIFO

Tickety Boo or Not So Pucker.jpg

Nella tarda primavera scorsa ho avuto l’occasione di andare in Scozia. Un paese meraviglioso pieno di bellissimi panorami e con moltissima storia. Ho realizzato di essere piuttosto vicino ad un posto dove ho passato una manciata di vacanze durante l’infanzia e ho deciso di guidare fino lì per accertarmi se fosse rimasto come ricordavo. Ho trovato la tenuta con facilità e ho seguito l’unica strada rurale provando a vedere qualcosa di sfuggita, qualcosa che mi ricordasse le nostre visite qui. Questo fino a quando ho girato dalla strada verso un vialetto d’ingresso e sapevo di aver trovato il posto. Ho fermato la macchina e mi sono messo a fissare il vialetto. Era contornato da decine di alberi di ciliegio in piena fioritura. Ho ricordato la prima volta che ho visto questo viale e sono stato riportato indietro alla vivacità del rosa fiorito e a come pioveva sopra di noi mentre mio padre ci portava lungo il vialetto, il vento scomponeva i fiori facendoli cadere sopra di noi. Era quasi un quadro e qualcosa che ho sempre ricordato anche se non così tanto come ciò che avvenne dopo.

Avevamo trascorso una settimana in un hotel a cinque stelle a circa un’ora di strada da dove ci trovavamo adesso. Questo su insistenza di mia madre che aveva dichiarato

“Se devo starci allora voglio essere circondata dal lusso.”

La tipica rabbia gelida garantita finché mio padre, come sempre, concesse e accordò e fu d’accordo che saremmo rimasti prima per una settimana e una volta finito per altri quattro giorni in un sontuoso hotel. Il posto verso cui eravamo diretti era una tenuta di un amico di mio padre. Avevano fatto parte entrambi della Royal Air Force e Geraint, il suo amico, si era ritirato in Scozia per sovrintendere a questa tenuta. Mia madre non aveva più detto nulla dal momento in cui avevamo lasciato l’albergo quella mattina. Stava seduta, la sua ira gelida ghiacciava l’interno della macchina mentre mio padre guidava verso la tenuta. Mia sorella blaterava in modo incessante durante il viaggio, facendo commenti su ogni cosa che passavamo per riempire il silenzio. Mio padre era concentrato sulla strada utilizzando in modo efficace questo gelido viaggio in macchina e senza dubbio domandandosi come avrebbe continuato a comportarsi mia madre una volta arrivati. Io sapevo esattamente ciò che avrebbe fatto e potevo vedere il mio riflesso mentre sorridevo con trepidazione.

La nostra macchina procedeva lentamente lungo questo luminoso tunnel rosa fino a che fummo fermati da un cancello. Su una collinetta a destra c’era una grande e stupefacente casa da cui una figura, che supponevo fosse Geraint, un po’ camminava e un po’ saltellava. I suo pantaloni di velluto rossi ospitavano due gambe che saltavano in mezzo al prato ben curato che abbracciava la collinetta, il colore contrastava con il color senape del maglione e il verde della maglietta sotto. Era colorato come l’entrata della sua tenuta. Mio padre abbassò il finestrino mentre Geraint si avvicinava e diceva con voce tonante nella macchina,

“Ciao ciao, a tutti voi splendide persone, va tutto benone o non fa così schifo?”

L’abitacolo della macchina esplose di risate per questa espressione. Non avevamo mai sentito nulla di quel tipo e unito a questo uomo multicolore che aveva un enorme sorriso sulla faccia eravamo estremamente divertiti. Questo divenne il mantra della settimana dato che io e i miei fratelli appena ce n’era l’opportunità ci chiedevamo l’un l’altro se andava tutto bene o se non faceva così schifo. Mentre stavo ancora ridendo vidi mia madre chinarsi verso il lato di mio padre e trillare

“Geraint che meraviglia vederti. Ti trovo benissimo. Lasciami dire che non vedevamo l’ora di stare da te questa settimana, è terribilmente gentile da parte tua ospitarci. È magnifico, ma dimmi come sta tua moglie?”

Ho sogghignato nel riconoscere che aveva fatto uscire la facciata. Ho dato un’occhiata allo specchietto retrovisore per vedere la reazione di mio padre. Come sospettavo era sollevato.

Noi bambini ci divertimmo durante quella settimana. Eravamo alloggiati in un grande cottage che chiaramente in passato doveva essere la casa di qualcuno che lavorava nella proprietà, un contadino o forse un guardaboschi. Geraint occupava la casa principale dove se ricordo bene mangiavamo tre volte al giorno e c’erano quindici cottage sparpagliati nella tenuta. Passavamo le giornate localizzandoli e aggiungendoli alla mappa che avevamo fatto. Mia madre alternava tra l’essere intensa e affascinante ogni volta che incontrava Geraint e la sua famiglia (stava benone) per poi stare seduta in silenzio quando relegata nel cottage (non così schifo). Come sempre mio padre le svolazzava intorno provando a celebrare le virtù del cottage e lo stile di vita semplice. Il cottage aveva un costante odore di muffa ed era necessario tagliare la legna all’esterno per accendere il camino e metterla nel forno aga per cucinare e riscaldare. A noi piaceva questa differenza dalle comodità usuali di cui godevamo a casa ma a mia madre no. Non emetteva alcun giudizio negativo. Non ne aveva bisogno dato che aveva ripetutamente rimproverato mio padre quando eravamo all’hotel riguardo la sua scelta nel venire a stare in questo “maledetto tugurio medioevale” e mi parve che il lusso più sfrenato su cui aveva insistito non le facesse così schifo dato che aveva trascorso tutto il tempo stroncando mio padre perché voleva vedere il suo vecchio compagno della RAF. Insultare e colpevolizzare poi hanno lasciato posto al suo atteggiamento glaciale per l’intera settimana. Non ricordo che mia madre parlasse a mio padre tranne in presenza di Geraint e della sua famiglia quando mia madre era il fascino personificato, lusinghiera e la star della cena.

Sì, questo viaggio è rimasto nella mia memoria per molte ragioni ma prima di tutto per la frase va tutto benone o non fa così schifo. Ho visto come queste polarità di stato vennero giocate da mia madre come parte della manipolazione su mio padre, la sua quasi straordinaria esitazione tra fascino delizioso e muto risentimento. Lei risplendeva e poi si ricopriva di ghiaccio. Sono venuto dell’idea che questa divertente frase è la più azzeccata per la nostra tipologia. Sia che tutto vada benone, sia bellissimo, meraviglioso e dorato o non faccia così schifo, orribile, terribile e crudele. Non c’è mai una via di mezzo. Nessuna neutralità. Non siamo mediocri o banali. Ti facciamo stare benone o ti sottoponiamo allo schifo.

H.G. TUDOR

Tickety Boo Or Not So Pucker