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📰 TI AMO (E TI HO SEMPRE AMATO)

È una frase molto usata da parte della nostra categoria e viene tirata fuori con regolarità durante il love bombing. Alla lettera e certamente è come lo prenderai perché sei al centro di un vero e proprio turbine di complimenti, lusinghe e passione, questo sembra un commento abbastanza diretto da fare. Però è molto di più di quanto sembri a prima vista. Proprio come operiamo da una prospettiva differente rispetto a te, utilizziamo anche il linguaggio in modo diverso e uno degli strumenti chiave di affrontare la nostra tipologia è capire ciò che stiamo REALMENTE dicendo quando usiamo quelle frasi deliziose e osservazioni attraenti.

Quindi, cosa intende realmente la mia tipologia quando diciamo “Ti amo e ti ho sempre amato?”

Il mio bisogno di sedurti è notevole e quindi userò un linguaggio che ti attrarrà e sarà così stravagante da lasciarti senza parole. In realtà non ti amo. Non ti amo nel modo in cui tu lo fai. Capisco che il punto più vicino all’amore a cui posso arrivare è l’infatuazione. Di fatto non sono infatuato di te ma più precisamente di quello che tu puoi fare per me. Il mio bisogno è essenziale. I tuoi sono in gran parte irrilevanti. Scrivo irrilevanti perché devo tenerli in conto durante la seduzione ma dopo vengono gettati in un angolo, ma questo è qualcosa di diverso e non lo scopo di spiegare cosa intendo quando ti dico la frase sopra.

Dico che ti amo e intendo che sono infatuato di te. Sono infatuato delle tre cose che tu mi darai tramite la mia seduzione di successo verso di te.

1. Il carburante, l’oggetto più importante;
2. Tratti utili che posso applicare alla mia struttura e far sfilare come mio successo personale, caratteristiche e traguardi per farmi apparire ancora più attraente a te e alle altre persone (e quindi ottenere più carburante); e
3. Benefici residuali come un tetto sopra la testa o farti pagare per delle cose.

Voglio queste tre cose. Più di tutto voglio il carburante ma anche le altre due contano. Per ottenere queste cose devo sedurti. Per sedurti devo dire cose come queste, grandiose dichiarazioni con cui stupirti e farti perdere la testa. Perché avranno questo effetto? Beh, perché sei un devoto d’amore. Come soggetto empatico uno dei tuoi tratti è che sei un devoto d’amore. Questo significa che tu credi molto all’idea dell’amore, di come l’amore sia meraviglioso, di come l’amore vinca su tutto, di come l’amore superi ogni ostacolo e l’amore è straordinario, splendido e la miglior cosa del mondo. So che sei un devoto d’amore perché ti ho studiato prima di approcciarti. Con queste conoscenze so che farti una dichiarazione come quella sopra entrerà in risonanza con te in modo considerevole per le seguenti ragioni:-

1. Come credente nell’amore vuoi sentirti dire che qualcuno ti ama;
2. Vuoi che questo amore sia grandioso, radicale e straordinario. Spiegandoti che sono sempre stato innamorato di te, lo ottengo. E’ un’affermazione che evoca immagini nell’occhio della tua mente di me che aspetto anni prima di cogliere il momento per dirtelo, di me fermo con il mio amore che si consumava bruciando e di come tu non l’abbia mai notato. Ti attrae pensare in questi termini. E’ romantico e glorioso.
3. Avrò la plausibilità dalla mia parte. Potrei conoscerti già forse come amicizia o collega. Potrei essere un vicino. Potrei essere perfino il tuo terapeuta. Se non ti conosco approfonditamente, possiamo conoscerci di vista con l’occasionale ciao come frequentatori della stessa palestra o cose simili. Potresti non conoscermi ma genererò una (falsa) digressione secondo cui ti ho visto ogni giorno in caffetteria mentre ci passavi davanti (una volta che ho stabilito che lo fai) e mi ero innamorato di te. Questa plausibilità supera ogni naturale esitazione che potresti avere. L’immensità del fattore amore in questa frase supererà ogni lieve scetticismo che potresti avere, la plausibilità l’avrà già corroso.

Dire questa frase è un colpo diretto al tuo cuore ed è parte del colpo d’arpione in cui ci impegniamo quando stiamo seducendo una vittima.

Non è vero comunque. Abbiamo inseguito un mucchio di gente prima di te. Possiamo aver messo gli occhi su di te solo due giorni fa e non ti amiamo nella maniera in cui tu lo fai. Tutto riguardo a questa affermazione è falso, serve al nostro proposito di sedurti e farlo velocemente.

H.G. TUDOR

I Love You and I Always Have

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📰 UNO SGUARDO AL FUTURO

È risaputo che la nostra specie agisce indossando una maschera. Abbiamo imparato come rappresentare quelle emozioni che non sentiamo. Abbiamo verificato che in certe situazioni ci si aspettava che rispondessimo in un modo particolare. Siamo consapevoli che indossando una particolare maschera è più facile affascinarti e sedurti. Siamo consapevoli che tenendo una certa maschera la crudele malevolenza che si cela al di sotto può essere tenuta sotto controllo così da farci guadagnare accettabilità e l’avanzamento dei nostri piani. Ci sono occasioni in cui ti daremo un assaggio di cosa si nasconde sotto. Non mi sto riferendo a quando togliamo la maschera e ti sottoponiamo alla fase di svalutazione. Questo è un atto mirato e intenzionale da parte nostra. Non faccio riferimento a quando la maschera crolla come conseguenza della nostra rabbia e i Narcisisti Inferiori e Medi sono incapaci di mantenere la facciata così che la rabbia erompe e la belva malvagia viene sguinzagliata. Ci sono però occasioni in cui vi concediamo un fugace sguardo dietro la maschera e a cosa si nasconde sotto.
Questo accadrà durante il periodo seduttivo. Qualche volta è la conseguenza dell’effetto di un particolare agente, tipo l’alcol.
Qualche volta, specialmente nei Superiori della nostra tipologia, viene fatta come azione deliberata per misurare la tua reazione. In qualche caso, ti diciamo ciò che ti aspetta per vedere se tu ti tiri indietro di fronte alla suggestione, o cosa più probabile rispondi in maniera favorevole perfino sotto forma di negazione.

“Non potrei mai immaginarti fare così.”

“Con me non succederà. Potrà essere successo con altra gente ma io ti tratterò meglio di come hanno fatto loro.”

“Tu non sei così, non fare lo scemo.”

“Non ti ci vedo a fare qualcosa del genere, sei troppo carino.”

Se rispondi in questi termini quando ti abbiamo dato un tale avvertimento, allora per noi è il via libera al fatto che ti abbiamo sotto il nostro controllo e che tu ti accorderai ai nostri desideri e macchinazioni. Ci permette anche, quando in futuro durante la fase di svalutazione ci comportiamo davvero come abbiamo descritto, di rinfacciartelo dicendo

“Ti avevo avvisato.”

“Perché ti lamenti? Ti avevo anticipato che questo sarebbe accaduto.”

“Te l’avevo detto.”

“Non vale piangerci sopra ora. Ti avevo detto com’ero.”

“Te l’avevo detto e tu hai deciso di stare con me. È colpa tua.”

Con gli Inferiori e i Medi della nostra tipologia, queste affermazioni sono più simili al pensare ad alta voce. La maschera scivola per un momento, senza che ci sia l’intenzione, attraverso la spiegazione del comportamento futuro prima che realizzino cosa hanno detto e la rivelazione viene messa da parte, negata o spacciata per un commento stupido dovuto al bere o al fatto che siano stanchi.
Perché queste frasi emergono in questa maniera da Inferiore e Medio della nostra categoria? È colpa o rimorso? No, perché queste emozioni non vengono provate dalla nostra categoria. Escono da una mancanza di autocontrollo. Il comportamento “cattivo” che insorgerà ad un certo punto sta in agguato dietro la superficie e come un gatto che combatte per uscire dal sacco, cerca sempre di apparire ma gli viene impedito di farlo tramite il mantenimento della maschera indossata. Occasionalmente, attraverso la perdita del controllo – potrebbe essere per il bere, la fatica, una disattenzione- fa una breve apparizione ciò che sta sotto la maschera prima che il controllo venga esercitato nuovamente. Qui ci sono quindici portentosi “mostra e racconta” della nostra tipologia. Se dovessi sentire queste affermazioni dovresti tener conto dell’avvertimento che ti è stato dato.

1. Sono davvero una cattiva persona.
2. Ti ferirò solamente.
3. Dovresti stare lontano da me.
4. Faccio brutte cose. Non posso farci niente. Lo faccio sempre.
5. Ti farò desiderare di non avermi mai incontrato.
6. Andrà male, succede sempre.
7. Finirai per odiarmi.
8. Non sai in cosa ti stai cacciando
9. Non dovresti farlo.
10. Dovresti andartene finché puoi.
11. Andrà a finire male.
12. Io devo ferire le persone.
13. Non voglio ferirti, ma lo farò.
14. Voglio solo inserirmi.
15. Non sono quello che credi io sia.

H.G. TUDOR

A Glimpse of the Future

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👥 VULNERABILE

Ti ricordi quei primi giorni inebrianti in cui per la prima volta ho iniziato a sedurti? Certo che sì. Quei momenti sono stati impressi nella tua memoria e non possono mai essere cancellati, non importa quanto tu ci provi. Così meravigliosi erano quei mesi iniziali del nostro corteggiamento mentre iniziavamo la nostra danza insieme che non puoi fare a meno di ricordarli e sentire quella sfumatura agrodolce. Molte volte, quando hai combattuto con la tua svalutazione e scarto, hai ripreso a ricordare quei momenti magici mentre cercavi qualche tipo di conforto da essi. In qualche modo, mentre sedevi con le guance rigate di lacrime ti costringevi a sorridere attraverso la sofferenza mentre ti agganciavi a ricordare le cose che ti dicevo, quelle belle parole amorevoli e ipnotizzanti che attanagliavano il tuo cuore e lo portavano in cielo. Era impossibile resistere al bombardamento amoroso che ho scatenato su di te e allo stesso modo è impossibile per te bandire quei ricordi mentre ti siedi tra i detriti della nostra relazione chiedendomi cosa diavolo è successo. Puoi essere facilmente perdonato per cercare rifugio dalla sofferenza tra quei pensieri dorati. È la cosa ovvia da fare per provare a togliere il dolore lancinante che ora ti brucia. Naturalmente, questa è una cosa che ho pianificato ed è una conseguenza naturale di essere invischiato con me. Non provare alcuna vergogna nel fatto che continui a ricorrere a quei pensieri e li afferri mentre cerchi di alleviare la tua agonia. Continua a farlo. Tutti gli altri l’hanno fatto e tutti gli altri lo faranno.

Mentre torni tra quei meravigliosi pensieri e ricordi, ripercorrendo il nostro tempo insieme come un ciclo incessante dei nostri momenti “migliori”, ricordi cos’altro hai fatto durante questa seduzione? Riesci a ricordare qualcos’altro che stava accadendo mentre creavamo questi ricordi scintillanti? Sì, lo so che ricordi, come potresti dimenticare? È stata una delle tante cose che ho fatto per te che ti ha fatto avvicinare a me e ti ha fatto innamorare oh così profondamente dell’illusione. Che cosa ho fatto? Ti ho fatto sentire al sicuro. Ho creato quel santuario e ho aperto la porta e ti ho introdotto dentro. Ti ho mostrato come questo meraviglioso e splendente paradiso fosse inespugnabile per il miserabile mondo là fuori. Ti ho assicurato che stare qui con me significava che non ti dovevi più preoccupare di quelle cose. Mantenevo i gementi torturatori fuori dalla tua porta e mi assicuravo che quelle cose non ti disturbassero più. Era l’unica condizione per entrare in questo paradiso che avevo costruito per te. Parlami di quelle cose così posso proteggerti da esse. Non hai mai avuto qualcuno che abbia fatto un simile sacrificio per te prima d’ora. Il modo in cui abbiamo capito quanto quelle cose ti avevano colpito. Sembrava davvero che cogliessimo l’impatto che quelle cose avevano avuto su di te mentre ascoltavamo con pazienza e comprensione. All’inizio eri esitante, con il semplice atto di ricordare che era quello che ti causava sgomento. Non hai avuto problemi a confidarti, non che non fosse il problema. Avevamo bandito ogni preoccupazione che potevi avere nel confidarci questi segreti in pochi istanti, tale era il nostro fascino assicurato. No, quello che ti preoccupava era riportare quei ricordi oscuri, quelle fragili debolezze ancora una volta in superficie. Eppure mentre le parole uscivano dalla tua bocca e le lacrime le scendevano lungo le guance, sentivi l’effetto catartico di scaricare tutte queste cose su noi. Dalle preoccupazioni minori fino ai problemi radicati e che cambiano la vita, ce li avete trasmessi proprio tutti e ci è sembrato meraviglioso che tu l’abbia fatto. Il fardello è venuto via da te e per la prima volta in assoluto hai sentito la libertà da queste cose mentre cedevi lo scettro del comando a noi e noi l’abbiamo prontamente preso. Hai esorcizzato quei fantasmi e sei entrato nel nostro santuario esultante e felice di essere stato in grado di eliminare quelle cose da te e di ricominciare da capo con noi. Per troppo tempo quelle cose ti hanno trattenuto. Per troppo tempo hai camminato da solo su una strada rocciosa, curvo e piegato in due sotto il peso delle tue preoccupazioni. C’erano stati altri, ma non te la sentivi di condividere il fardello come facevi con me. Io ero diverso C’era qualcosa in me che ti faceva sentire come se tu potessi dirmi proprio qualsiasi cosa e io lo avrei affrontato. Avrei mostrato quelle ali angeliche e le avrei estese per circondarti e proteggerti. Non appesantito da quelle cose sei andato avanti meglio, ti sei sentito più forte e mi hai dovuto ringraziare per questo processo. La tua gratitudine e ammirazione fluivano incessantemente e io ero troppo felice di fare il bagno in questa fontana di lode sebbene, in linea col personaggio che avevo creato, accettassi i tuoi complimenti con umile riconoscimento. Sei entrato nel mio santuario e mi hai detto tutte le tue debolezze.

Ciò è stato ottenuto in modo tale da non farti provare vergogna a dirmele. Questa era un’altra differenza. Sapevi che non ti avrei giudicato per quelle. Sapevi che non ti avrei considerato sciocco o stupido perché avevi certe preoccupazioni.

“È come le consideri tu che conta, non come le vedono tutti gli altri.”

Ti ricordi quella frase e come l’hai accolta con grande gioia, grato che alla fine qualcuno avesse capito e si fosse reso conto come affrontare le tue preoccupazioni. La tua fiducia in me era assoluta e ho persino fatto sembrare che io gradissi davvero le tue debolezze e che ti davo grande conforto.

Tutto quello che facevo mentre tu eri seduto lì in quelle tante occasioni in cui hai condiviso le tue preoccupazioni, le tue vulnerabilità e debolezze con me (perché non erano uscite tutte in una sola seduta, no, ci sono volute settimane di accurata estrazione in molte occasioni per accumularle tutti loro) era mettere insieme il mio armamentario. La tua ammissione che non sai nuotare e quindi sei terrorizzato dall’acqua profonda è stata impressa in un lampo. La tua spiegazione che sei stato vittima di bullismo a scuola perché hai avuto i capelli corti dato che li hai dovuti tagliare perché tuo fratello una volta ti aveva versato la colla sulla testa è diventata una bomba a mano. Il fatto che tu soffra di un evidente rossore sul petto e sul collo quando ti senti agitato ha creato un proiettile. La tua confessione di soffrire di flatulenza eccessiva ha formato un altro proiettile. L’abuso che hai subito per mano di un membro della famiglia quando avevi otto anni è diventato un dispositivo termonucleare pronto a esplodere in un momento successivo. Tutte le tue debolezze, dalla tua incapacità di resistere a mangiare un pacchetto di biscotti in una sola volta fino alla tua paura di parlare in pubblico, è stata annotata, registrata e trasformata in un’arma. Pensavi di essere al sicuro nel santuario. Era solo un’illusione. In effetti eri seduto nella mia armeria e io ero lì con te a creare queste armi da usare contro di te in un secondo momento. Ogni debolezza che mi hai ammesso pensavi di consegnarmela perché me ne facessi carico al posto tuo. La realtà era che mi stavi dando il materiale da cui potevo creare un’arma – che fosse un bastone appuntito con cui pungolarti o un missile nucleare per annientarti. Hai pensato che fosse una forma di assoluzione, ma tutto quello che stavi facendo mi stava armando.

Voglio sempre conoscere le tue debolezze. Le tue debolezze si plamano nelle mie forze, pronte per la guerra di svalutazione che potrei intraprendere contro di te. Continua a parlare, c’è un arsenale da creare.

H.G. TUDOR

Vulnerable

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👤 UN’ALTRA POSSIBILITÀ

Che male potrebbe fare darci un’altra possibilità? Come il giocatore d’azzardo che piazza un’altra scommessa nella speranza della grossa vincita, c’è tutto da guadagnare e non c’è molto altro da perdere vero? Ti trovi giù tra i morti quindi cosa potrebbe andare storto? Inoltre, immagina se non lo facessi? Immagina di perdere questa opportunità e qualcun altro la coglie? Qualcun altro trae vantaggio da tutto il tuo lavoro e lo fa bene. Fa e dice le cose giuste per godersi la gioia del periodo d’oro, ma questa volta dura per sempre. Sarebbe come permettere a qualcuno dietro di te in coda di comprare un gratta e vinci vincente dalla selezione su cui avevi posato gli occhi. Così vicino, eppure così lontano. Immagina l’avvilimento devastante di sapere che ce l’avevi a portata di mano ma non sei riuscito ad attraversare e cogliere l’attimo. Come potresti guardarti allo specchio negli anni successivi se non afferrassi questa gloriosa possibilità?

Non vuoi permettere a nessun altro di acquisire un vantaggio, vero? Non dopo tutto quello che hai fatto per stabilizzare la nave, per mantenere le cose a galla e per condurre una rotta sensata attraverso acque pericolose. Ti è dovuta questa possibilità. Hai diritto a questo magnifico risultato ed ecco che questo ti viene offerto. Tutto quello che devi fare è prenderlo e darci un’altra possibilità di sistemare le cose. Sì, in passato è andata male, ma Robert il Bruce si è arreso nei suoi tentativi di sconfiggere gli inglesi? No, non l’ha fatto, ha continuato ad andare avanti vero, e lo so, so solo che sei fatto di un tessuto simile. Hai lo spirito instancabile, ecco perché ti ho scelto. Sapevo che non ti saresti arreso. Troppe persone mi hanno deluso, ma non tu. Tu non hai intenzione di farlo, vero? Hai messo gli occhi sul premio. Non potresti vivere con te stesso sapendo di aver rinunciato alla possibilità per noi di tornare ancora una volta al periodo d’oro.

So che alcune persone dicono che il comportamento passato è il più grande indicatore del comportamento futuro, ma sono solo amareggiate perché non hanno la capacità e l’abilità di apportare cambiamenti. Volevano fare la differenza ma non ne avevano i mezzi. Non avevano il fegato, i mezzi, il necessario per fare il lavoro. Tu li hai. Io posso dirlo. Conosco queste cose e se solo credi in me questa volta, allora tutto sarà diverso. Solo una possibilità. Questo è tutto ciò che sto chiedendo. Non è molto, non dopo tutto quello che abbiamo passato.

Non hai intenzione di buttare via tutto ciò che abbiamo costruito vero? Sicuramente non penso che farai una cosa del genere. Tu non sei così. Tu credi in noi e tu sei colui che ha in mano la chiave per un futuro magico. Basta mettere la chiave nella serratura, girarla e aprirmi la porta. Sarò lì ad aspettare. Ho tutto il tempo del mondo. Non ho intenzione di andare da nessuna parte nell’immediato se so che continuerai a credere in me, ma se hai intenzione di mollare, anche se non penso che lo farai, beh, ci sono molte persone che prenderanno il tuo posto. No, non ho nessuno pronto, non sto dicendo questo. Sto solo sottolineando che una persona speciale come me, beh, ci sono persone che potrebbero essere interessate, questo è tutto ciò che sto dicendo. Ma non parliamo di loro. È qualcosa che potrebbe accadere solo se prendi la decisione sbagliata. Non che lo farai. Sei bravo a prendere decisioni. Lo so. Tu hai scelto di stare con me. Oh, so che ho fatto in modo che sembrasse che ti avessi cercato io, ma non illudiamoci qui, sei tu che hai preso la decisione. Dopotutto, tu hai il controllo del tuo destino, vero? Io mi sono solo offerto a te, tu hai dovuto prendere la decisione di fare quel passo verso di me e l’hai fatto e sai perché? Perché lo sai. Sai che ci apparteniamo. Sai cosa sentiamo l’uno per l’altro. Sì, so che ci sono momenti difficili, è proprio quello che la vita ci scaglia ma io e te, beh, siamo meglio di tutto questo, vero? Non sto cercando di influenzarti perché ho la massima fiducia che farai la cosa giusta. Tu conosci la tua mente. Tutto quello che sto facendo è chiederti se valga la pena buttare via tutto ciò che abbiamo, tutto ciò che possiamo avere, solo perché non mi darai un’altra possibilità?

So che sei una persona che crede nel potere dell’amore. Ci credo anch’io. L’amore è tutto ciò di cui abbiamo bisogno e ciò che tu ed io abbiamo, beh, nessun altro capisce questo vero? So cosa dice la gente del fatto che io e te stiamo insieme, ma è tutta gelosia. Hai intenzione di lasciare che i commenti oltraggiosi degli altri ti neghino la felicità? Non penserei neanche per un momento che potresti verosimilmente concepire che ciò accada. Tu sei te stesso. L’ho sempre rispettato. Ti ho dato quello che ti serviva. So che a volte potrei essere un maestro di compiti ardui, ma l’ho fatto per noi, perché è solo quando si è veramente e duramente provati che si può dire che è amore. Chiunque è in grado di amare come nei libri e nei film. Chiunque può emergere nel suo gioco quando non ha timori e preoccupazioni. Il vero banco di prova di una relazione è quando i gettoni sono giù, quando hai le spalle al muro quando è contro tutte le avversità. È quando qualcun altro interferisce, vuole quello che hai tu e tu devi combattere per quello che vuoi. Tu ce l’hai. Ho visto il fuoco e la determinazione nei tuoi occhi perché so che mi vuoi. Vuoi che stiamo insieme. Siamo stati messi alla prova, ripetutamente, ma non siamo riusciti a superarla? Non siamo usciti dall’altra parte e siamo migliori per questo? Il nostro amore è diventato più forte perché siamo stati testati e siamo sopravvissuti a quel test. Hai intenzione di lasciar perdere tutto solo perché dico alcune cose nell’impeto del momento? Questo è ardore per te, lo fai emergere in me, non posso farci niente se tu mi fai scatenare queste emozioni. Preferiresti che io fossi un guscio freddo e senza cuore? Certo che no. Io sono quello che sono e sono un calderone che tu riesci a rimestare perché è così che tu ed io siamo. Altre persone lanciano le loro opinioni in giro, so che lo fanno, non sono stupido, so cosa dicono, ma non capiscono te e me. Non hanno ciò che abbiamo noi e nel migliore dei casi sono fuori strada e nel peggiore gelosi.

Quindi, dammi un’altra possibilità. È facile e abbiamo così tanto da guardare avanti. Non c’è davvero nient’altro che puoi perdere nel provare di nuovo, vero, ma se non lo fai ti chiederai sempre “e se?” E ti farà diventare pazzo non sapere cosa sarebbe potuto succedere se ti fossi fidato del tuo istinto e mi avessi permesso di tornare.

Facciamolo. Creiamo di nuovo il nostro meraviglioso mondo. Solo tu ed io.

Dì solo di sì.

H.G. TUDOR

One More Chance

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👥 UNA COSA PORTA ALL’ALTRA

Così la tua rottura è stata dura e ti ha lasciato ferita, le lesioni fisiche ma soprattutto emotive e ti tieni rinchiusa ormai da mesi. Cercando l’isolamento come mezzo per affrontare il turbamento che hai vissuto e giurando di non uscire mai più. La tua determinazione è aumentata, con quotidiane liberazioni riguardo a ciò che ha fatto che si accumulano mentre ascolti un cumulo di azioni aberranti. Hai deciso di concentrarti su ciò che contava per te e quindi le relazioni sono state relegate nella parte posteriore della tua mente. Sentendoti più forte, le ferite che guariscono ma non ti hanno guarito, affronti ripetuti inviti dai tuoi amici benintenzionati, amici che ti hanno sostenuto in questo periodo sgradevole della tua vita, ad uscire dalla clandestinità e permettere a te stessa di brillare ancora una volta. Accetti e dopo una lunga preparazione esci fuori, come una creatura in letargo e ti unisci ai tuoi amici in quel bar che è stato ristrutturato ed è un’esca per tutte le belle creature.

Vedo che stavi lì al bar. Sei in piedi leggermente appartata dai tuoi amici come se cercassi di preservare il tuo spazio personale. Vedo che la conversazione è diretta verso di te e mi rendo conto che i tuoi amici ti stanno dando quello che io considererei un livello eccessivo di attenzione come se stessero ripetutamente controllando che tu stia bene. Occasionalmente le mani ti toccano il braccio in segno di rassicurazione e le teste si inclinano mentre i visi dolci emanano espressioni gentili. So che sei accudita. So che sei protetta e questo significa che sei stato ferita. Sento l’odore del sangue che è stato versato nel tuo passato e aspetto che vengano impugnati i telefoni per scattare varie fotografie in posa. È tempo di avvicinarsi.

Mi dirigo verso il bar e mi giro leggermente per osservare te e i tuoi amici mentre le foto continuano. Una cattura il mio sguardo e sorrido. Lei risponde sorridendo a sua volta e dà di gomito alla sua amica.

“Gradireste che ne faccia una a tutti voi?” Chiedo mentre mi sposto accanto a te. Seguono cenni di apprezzamento e mi viene consegnato un telefono dopo l’altro, mentre relego la tua foto di gruppo in una memoria digitale. Mi impegno in una conversazione educata ma giocosa con tutti voi, ma resto concentrato sulle tue reazioni. Sei esitante, ma ridi delle mie parole, apparentemente desiderando accoglierle, ma non sono sicuro se dovresti farlo. Tiro fuori il telefono e faccio una foto a tutti voi e poi altero la messa a fuoco in modo che la lente si posi su di te e solo su di te mentre scatto una raffica di foto prima di augurarvi una piacevole serata e di ritirarmi dai miei luogotenenti che mi aspettano. Non passa molto tempo prima che una ricerca della tua immagine mi abbia dato il tuo nome, e sono in grado di accertare alcuni dei tuoi interessi dal tuo profilo di Facebook incluso il fatto che sei una ballerina appassionata e hai vinto diverse gare di ballo. Faccio qualche ricerca sulle gare di danza per giovani uomini e mi preparo l’amo dicendo che sono stato un ballerino da giovane, anche se un infortunio calcistico mise fine ai miei crescenti progressi. Assorbo alcuni elementi chiave della terminologia e poi mi muovo verso di te. Do un colpetto al primo domino e questo inizia a cadere sul secondo.

Parliamo. Beviamo. Balliamo. Imparo più cose su di te. Mi piace giudicare dalle risposte dei tuoi amici. Mi assicuro il tuo numero e ti do il mio. Ti mando un messaggio cortese il giorno successivo. Un appuntamento a cena è assicurato. L’appuntamento va bene. Apprendo più cose su di te, e compilo il mio dossier su di te dal momento che un appuntamento di approfondimento è stato prontamente accettato. Ti sorprendo con biglietti per un balletto. Tu sei deliziata. I dominos continuano a cadere. La tua resistenza svanisce. Il terzo appuntamento è scontato e poi gli appuntamenti diventano più frequenti. Sono a casa tua. Sono nel tuo letto. Sono dentro di te. Tre settimane diventano tre mesi. I domino continuano a cadere mentre so tutto del tuo passato. So anche tutto del tuo presente grazie al mio spiare. Ti inghiotto nel mio mondo con i miei luogotenenti che ti accerchiano. Prendo il fumo e lo getto sugli occhi dei tuoi sostenitori, e intanto ne recluto due nel mio ovile. Ti elevo. Ti attiro. Ti adulo e ti incanto.

Il tuo tempo è con me. Il tuo telefono pieno del mio amore. I tuoi weekend sono riempiti da me. Io rimango da te e tu da me. Compare lo spazzolino da denti e poi la borsa da notte che rimane sul posto. Mi lavi i vestiti e poi sono più le volte che sto lì di quelle in cui non ci sono. Tolgo quelli che non servono dai tuoi contatti ma sembra che tu non lo noti. I tuoi occhi mi mostrano quanto sei incantata e intanto quei dominos continuano a cadere. Le vacanze vengono prenotate mentre comincio a invadere il tuo futuro. Ti controllo il telefono e invio messaggi. Leggo la tua posta ma non ti dispiace dal momento che lo faccio quando sei impegnata per aiutarti. Naturalmente. Le fettine di salame mentre impongo il mio mondo su di te e tu prontamente ti sottometti. Conosco tutti i tuoi amici, so tutto del tuo lavoro, dei tuoi hobby e della tua famiglia. Sono considerato il ricostituente ideale dopo “lui” di cui ridiamo e che io conosco, è uno dei miei fratelli, ma non te lo dico mai. Le tue giornate sono già programmate da me e tu mi dici spesso quanto sei fortunata. Io non sono d’accordo. Mi trasferisco ma mantengo la mia casa perché “il mercato non è adatto per vendere proprio ora”. Quella tana non andrà da nessuna parte. Il circolo sociale è stabilito. Tu sei euforica. Ti viene offerto il mondo e, come i dominos clack clack clack, tu accetti tutto. Compare l’anello e tu dici sì. Viene stabilita una data e vengono fatti i progetti mentre io ti dono il futuro. I tentacoli sono tutti intorno a te, le linee del carburante sono al loro posto ma, naturalmente, non te ne accorgi. Io sono con te, in te e attorno a te. Ti siedi a colazione ammirando l’anello luccicante al dito mentre osservi.

“Sai che sono passati sei mesi da quando ci siamo incontrati in quel bar? Chi l’avrebbe mai pensato?

Ti mando quel sorriso speciale e tu non riesci a notare i miei occhi che si scuriscono per un istante, perché devi ancora scoprire che una cosa tira l’altra.

H.G. TUDOR

One Things Leads To Another

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🎑 SE TI ADDENTRI NEI BOSCHI

È un bel tardo pomeriggio quando apri il cancello principale ed esci sul sentiero. Il canto degli uccelli riempie l’aria e puoi sentire il calore del sole dorato che è sospeso in un cielo azzurro che ti avvolge le spalle e il collo. I fiori crescono attorno ai tuoi piedi, adagiati sul lato del sentiero che segnano l’avanzare del percorso, una guida colorata così tu puoi vedere facilmente la strada da percorrere. Aggiusti il cesto che pende nell’incavo del tuo braccio, un cesto pieno di deliziosi biscotti, frutti proibiti e altre prelibatezze allettanti che sono destinate a un altro. Sorridi e cominci a camminare, un bel passo svelto, mentre senti una voce che ti chiama da dietro,

“Rimani sul sentiero, non allontanarti dal sentiero.”

Sorridi di nuovo a questo avvertimento. Sai tutto sul non allontanarsi dal sentiero, è tutto ciò che da qualche tempo ti viene detto. Gli avvertimenti e i racconti cautelativi su ciò che accade quando ti allontani dal sentiero sono iniziati come novelle spaventose raccontate prima di andare a letto, ma il loro contenuto di presagio è diminuito man mano che sei sbocciato. Sorridevi sempre educatamente mentre persone più anziane di te ti ammonivano su cosa si nascondesse nella foresta oltre il sentiero, di predatori in attesa che sono rossi di denti e artigli. Queste favole, una volta temute, non sono altro che un’opportunità per farti apprezzare mentre ti inginocchi accanto a quella persona saggia e ascolti, mostrando attenzione, ma la tua mente si è spostata altrove. I tuoi pensieri si soffermano sul fatto che quei presunti selvaggi esistano davvero in profondità nel buio della foresta anche se sono solo anime perse, poveri individui abbandonati dal mondo che si nascondono tra le ombre di alberi e cespugli, non perché cercano di fare del male, ma perché sono stati emarginati e non conoscono nessun altro modo di comportarsi. Tu consideri che, qualora venga mostrato loro amore, premura e affetto, queste persone selvagge potrebbero venire semplicemente reintegrate e quindi essere in grado di dimostrare che non sono la minaccia che sono sempre state ritenute essere.

I racconti di quelli più anziani e con più esperienza avevano un impatto ridotto sul tuo ragionamento e questo ha presto dato il via all’ascolto delle storie dei tuoi simili. Una delle tue amiche ha giurato di aver visto uno di quei presunti selvaggi che l’osservavano da una collinetta nella foresta. Ha parlato di come la guardava intensamente con occhi affascinanti e penetranti al massimo che la facevano sentire voluta ma in senso buono. Ridacchiavate tutti mentre raccontava questa storia, una vampata di desiderio che si faceva strada sul petto e sul collo. Un’altra del tuo gruppo si è ricordata di come anche lei ha visto una di queste presunte bestie. Stava raccogliendo legna da ardere e si è fermata a guardare la sua figura aggraziata e apertamente seducente mentre si chinava tra le foglie, per raccogliere tronchi. Sorrideva mentre diceva come si era girato e l’aveva sorpresa a guardarlo, ma lei non aveva avvertito alcun allarme mentre anche lui la fissava con uno sguardo molto penetrante, e poi si è passato lentamente la lingua sul labbro inferiore. La tua amica porta la mano alla bocca e confessa di “quella” sensazione di calore in basso mentre lui continua a guardarla. Ammetti di aver sentito una fitta di gelosia mentre la raccolta dei desideri propri del tuo essere donna hanno cominciato a fluire attraverso il tuo corpo che sboccia e hai desiderato ardentemente di fare anche tu un incontro con uno di questi misteriosi abitanti della foresta.

Saltelli lungo il sentiero tortuoso mentre ricordi queste storie e altre, chiedendoti quanto è la verità e quanto è solo il prodotto di un’iperattiva immaginazione. Ti piace pensare che sia la prima ipotesi e con questo in mente hai scelto il tuo vestito migliore e hai rubato un po’ di trucco a tua sorella maggiore, applicando con attenzione la miscela rosso sangue di cera d’api e bacche rosse schiacciate sulle tue labbra mentre formavi un arco di Cupido chiedendoti se anche lui avesse aspettato tra gli alberi pronto a sparare una delle sue frecce d’amore attraverso il tuo cuore. Ti sei scrollata di dosso lo sguardo di disapprovazione di tuo padre mentre spiegavi che il tuo aspetto era quello che pareva essere il migliore per tua nonna. Il piccolo sorriso che tua madre ti ha fatto mentre ti consegnava il cestino carico ti ha detto che sapeva in altro modo.

Dopo un po’ di tempo nel tuo viaggio attraverso la foresta i fiori diminuiscono quando la quantità di luce che percola attraverso la vegetazione soprastante si riduce. Gli alberi sono numerosi, si estendono in alto nel cielo, e ogni tanto ti fermi a guardare verso le cime degli alberi, e ti senti girare la testa mentre lo fai. Si alza una brezza e gli alberi oscillano un po’ mentre i mulinelli del vento smuovono i cespugli che crescono oltre il sentiero. Puoi ancora vedere la via da seguire, ma ora non è più una via così carina, tuttavia non sei preoccupata, hai percorso questa strada tante volte prima. Certo, eri con i tuoi genitori o più tardi con tua sorella maggiore e ora questa è la prima volta che ti è concesso di avventurarti nella grande foresta, da qui gli avvertimenti di rimanere sul sentiero.

Ti affretti, quasi inciampando su una lungo viticcio spinoso che è cresciuto lungo il sentiero. Il percorso attraverso la foresta ora è meno distinto, il muschio e l’erba selvatica lo oscurano a tratti, i cespugli che lo invadono, ma tu malgrado tutto vai avanti. Senti il primo schizzo di pioggia atterrare sul tuo naso, e poi un altro. Ti fermi e metti giù il cesto in modo da poter sollevare il cappuccio attorno alla testa e tenere asciutti i capelli accuratamente acconciati. Ti chini e riprendi il cesto, muovendoti in modo ordinato ed efficiente nel modo in cui ti è stato insegnato, piegando le ginocchia e raddrizzandoti con cautela. Stai per rimetterti in cammino quando senti un rumore, uno strano suono gutturale che sembra provenire dal nulla e da nessuna parte. Pieghi la testa ma non lo senti più e intanto vai avanti e riprendi il viaggio.

Il rumore arriva di nuovo e ti giri prima di emettere un sussulto. C’è un uomo che sta in piedi dietro di te sul sentiero, alto e bello e la tua sorpresa lascia immediatamente spazio all’ammirazione con occhi spalancati di questo sconosciuto vestito con un abito elegante verde smeraldo. Solleva il cappello e fa un inchino esagerato. Il suo sguardo si volge verso di te, un paio di occhi scuri scuri che sembrano penetrare dritti dentro di te ma tu non puoi fare altro che fissare le pupille scintillanti e ipnotizzanti.

“Buona giornata signorina,” dice con una voce profonda e intensa che ti fa sentire strana dentro ma in senso buono, “cosa fai da sola nella foresta a ridosso della sera?”

“Vado a fare una passeggiata, a casa di mia nonna”, rispondi con fermezza e stai in piedi il più dritta possibile.

“Da sola?” Chiede di nuovo.

“Sì. E allora?” Chiedi mentre quegli occhi scintillanti guizzano a destra e a sinistra.

“Oh niente, solo che una ragazza così carina come te non dovrebbe essere lasciata da sola.”

“Conosco la strada”, rispondi.

“Forse è così, ma la strada conosce meglio te”, risponde e sorride mostrando un sorriso a trentadue denti.

“Oh mio Dio quanti denti hai,” non puoi fare a meno di notare.

“Sì, certo, per mangiare le bestie della foresta”, risponde.

“Mangi gli animali nella foresta?”

“Certo, in quale altro modo posso sopravvivere, tutto ciò che passa attraverso questa foresta appartiene a noi.”

“Noi? Ci sono altri come te?

“In effetti, questa foresta è nostra, è il nostro terreno di caccia.”

“Quindi, le storie sono vere” dichiari in un tono misto di diffidenza e gioia.

“Verissime.”

“Allora, da dove sei spuntato, come sapevi che ero qui?” Chiedi e intanto i tuoi occhi non si staccano mai da questo estraneo bello e seducente.

“Oh da vicino, ma non è stato difficile sentire la tua mancanza,” dice e allunga una mano per toccare il tuo mantello rosso sangue e vivacemente colorato.

“Questo ti ha fatto distinguere da tutto il resto”, aggiunge.

“L’ha fatto mia nonna, mi ha detto che ha scelto il rosso perché è il colore del pericolo, un avvertimento se vuoi”, rispondi.

“È così, e una tonalità di rosso così attraente se posso dirlo, così riconoscibile e ovvia.”

“Riconoscibile come cosa?” Chiedi.

“Oh non importa,” dice velocemente, “posso accompagnarti? Conosco una scorciatoia per la casa di tua nonna, proprio da qui.” Offre il suo braccio mentre indica attraverso gli alberi. Tu scruti nell’oscurità e poi guardi di nuovo lui. Ti fermi per un attimo, ma quel suo sguardo, quegli occhi che sembrano promettere così tanto di ciò che vuoi sperimentare ti attirano e devi, vuoi obbedire.

“Certo, è molto gentile da parte tua,” dici educatamente. Lui annuisce e si mette al tuo fianco mentre tu inizi a camminare. Guardi avanti e non riesci a vedere il bagliore rosso intorno a quegli occhi scuri e la lingua particolarmente lunga che è scivolata dalla sua bocca e attraversa la parte superiore di tutti quei denti ora affilati e bianchi. Comincia a parlare mentre ti guida verso gli alberi e fuori dai sentieri battuti…..

H.G. TUDOR

If You Go Into The Woods

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📑 LE DIECI PERFETTE DELLA SEDUZIONE

Le dieci frasi perfette della seduzione

Cosa significa realmente quando diciamo queste parole.

1. Ti amo e ti amerò sempre

Il mio bisogno di sedurti è notevole e quindi userò un linguaggio che sarà affascinante per te e che sia così stravagante che ti stupirà. In realtà non ti amo. Io non amo nel modo in cui lo fai tu. Capisco che il massimo a cui arrivo nell’avvicinarmi ad esso è l’infatuazione. Di fatto non sono infatuato di te ma più precisamente di ciò che puoi fare per me. I miei bisogni sono essenziali. I tuoi sono in gran parte irrilevanti. Scrivo irrilevanti perché devo tenerli in conto durante la seduzione ma dopo vengono gettati da parte. Amo il fatto che tu mi alimenti con il carburante, mi permetti di rubare tue doti per il mio uso personale e che mi dai vitto, alloggio e soldi.

2. Siamo anime gemelle

So che sei un grande sostenitore di concetti emotivi come amore, spiritualità e anima. Devo collegarmi ad essi e devo farlo velocemente. Voglio insinuare che il nostro amore va oltre questo piano terrestre dove ci troviamo e che sia qualcosa di molto più etereo e nobile. Questo ti impressiona e fa sì che tu ti leghi a me. Non sono la tua anima gemella, sono qui per rubarti l’anima perché io non ne ho una.

3. Non ho mai amato nessuno in questo modo prima

Ci sarà una mezza dozzina di volenterosi testimoni che testimonieranno il contrario. Nel mio mondo però li ho cancellati dalla mia mente (eccetto quando ho voglia di recuperarli e farli triangolare con te per un po’ di carburante extra) e non c’è stato nulla di simile a ciò che sento per te ora. Loro sono scomparsi e superflui, uno sfortunato promemoria di abusanti che mi hanno messo in trappola. Non hanno importanza adesso, tu sei tutto ciò che conta per me ora, o meglio per essere precisi, il tuo carburante, è tutto ciò di cui mi importa adesso.

4. Voglio che stiamo insieme per sempre

Non c’è alcun desiderio di questo. Siamo già chiusi a chiave insieme per sempre. Tu potresti non pensarlo e in effetti ad un certo punto del percorso vorrai scappare via da me, anche se va oltre la mia comprensione, perché il problema sei tu. Comunque, questo avviene dopo. In questo momento tu acconsenti (anche se non ricorderai di aver detto queste parole a riguardo) nel rimanere di mia proprietà per il resto della tua vita. Questo significa che tutto ciò che possiedi, che hai e sei ora appartiene a me e lo gestirò in qualunque modo ritengo opportuno. Ti userò e ti sfrutterò ancora e ancora dato che è mio diritto farlo. Appena pensi che io sia svanito tornerò ancora. È un patto che dura tutta la vita.

5. Abbiamo così tanto in comune

Che magnifico fenomeno, questa coincidenza fortunata per cui tutto ciò che ti piace piace anche a me. Ancora meglio, tutte le cose che non ti piacciono, non piacciono nemmeno a me. È come se fossimo due metà di una persona ideale. Questo è esattamente ciò che vedo perché tutto ciò che farò è rispecchiarti. Ho passato tempo a guardarti, a osservarti, a informarmi su di te tramite amici e a scorrere le tue orme su internet per imparare tutto ciò che posso su di te in modo da potermi presentare come un’immagine riflessa. In realtà non posso sopportare i Coldplay ma questo non sarà d’intralcio alla mia replicazione perciò ti seduco con incredibile facilità e velocità.

6. Odio quando stiamo lontani

Qui c’è una rara perla di verità. Odio quando siamo lontani ma non per le ragioni che ti ho fatto credere. Tu pensi che sia perché mi manca quella persona meravigliosa, gentile, divertente e deliziosa che sei. In realtà mi manca tutto il carburante positivo che mi fornisci quando siamo insieme mentre sei ingannato da questa illusione che ho creato. Inoltre odio il fatto che quando non sono con te non posso controllare il tuo ambiente e sono preoccupato che con lo spazio di pensare e respirare potresti accorgerti di ciò che sto facendo o peggio, potresti ascoltare uno dei tuoi presunti amici che ti sussurreranno cose nell’orecchio e cospireranno contro di me. Non voglio che giri la testa da un’altra parte. Voglio che guardi me. Sempre.

7. Nessuno può amarti nel modo in cui lo faccio io.

Sorprendentemente un altro pezzo di verità. Nessun altro può amarti in questo modo perché nulla di tutto questo è reale. È tutto costruito per attrarti e legarti a me perché se avessi visto come ero realmente (non che permetterei mai che accadesse) saresti corso via urlando per non tornare mai più. Di conseguenza, ti amerà in un modo che è improbabile che tu abbia sperimentato prima inondandoti di desiderio e poi arrivando quasi a distruggerti tramite cattiveria e odio al vetriolo. Te l’avevo detto che ero speciale.

8. Non posso credere che ci siamo appena incontrati. Mi sento come se ti conoscessi da sempre. Andiamo a vivere insieme.

Mi suona familiare perché tu mi stai dando carburante positivo proprio come la persona che ti ha preceduto e quella prima e quella ancora prima. Non distinguo tra voi, affatto, perché per me siete tutti dispositivi che voglio intrappolare e poi prosciugare pompando delizioso carburante positivo per il mio consumo. Dico così per farti sentire speciale e siccome sono ovviamente così meraviglioso e brillante sarai entusiasta che qualcuno come me voglia vivere con te. Questo ti farà catturare questa meravigliosa opportunità prima di perderla e così ti avrò in trappola.

9. Ho bisogno di te. Ti voglio. Ti amo.

Suona drammatico e romantico non è vero? Ti fa sentire come se tutto fosse focalizzato su di te e io non potessi vivere senza di te. Hai notato quante volte ho usato la parola “Io”? È perché tutto riguarda me e non ha niente a che fare con te salvo per ciò che puoi fare per me. Ciò che voglio davvero dire è che io ho bisogno del tuo carburante, io voglio il tuo carburante e io amo il tuo carburante.

10. Tu mi hai salvato.

Ancora più dramma direttamente da un manuale di romanticismo. Conosco la tua specie. È il motivo per cui ti ho scelto. Tu ami aggiustare, guarire e salvare. Avrai parecchio da fare in questo senso, credimi, ma questo verrà dopo. Per ora ciò che voglio davvero intendere è che tu mi hai salvato dal dover cercare ovunque per il carburante. È tempo di nutrire.

H.G. TUDOR

The Perfect 10 of Seduction

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👤 CHI È IL PAPARINO?

Mi ricordo quando ti ho incontrata la prima volta. È stato a ballare e naturalmente ho attirato la tua attenzione, volevo che tu catturassi il mio sguardo. Attiro sempre quelle occhiate di ammirazione bisognose quando mi muovo attraverso la folla ma sebbene queste fossero richieste e benvenute, ero focalizzato nell’assicurarmi che tu mi notassi. Sapevo che l’avresti fatto. Era solo questione di tempo. Lo è sempre. Ero seduto vicino ad uno dei banconi. Scelgo sempre questo bancone perché è sopraelevato permettendo a chiunque di vedermi e permettendo a me di vedere tutti ed era da questo punto vantaggioso che ti osservavo. Ti ho vista entrare in sala, il tuo vestito attillato quanto poteva esserlo già faceva voltare le teste e tu sorridevi, ammiccando e soffiando baci mentre scendevi i gradini nella pista da ballo come se tutti nel locale fossero stati lì per te. Eri sicura, d’accordo ma eri troppo sicura e posso vedere cosa ci sta dietro. Ho continuato ad osservarti mentre flirtavi con gli uomini nelle vicinanze, irrispettosa del fatto se fossero o meno con altre donne e sembravi ignara degli sguardi d’odio che ricevevi dalla manciata di fidanzate e o mogli dell’altra metà con cui flirtavi. Ero già interessato a te. Se avessi avuto un senso di (uomo) Ragno mi sarei informicolato.

La tua figura agile è entrata in pista e hai sentito che le luci colorate e i toni bassi erano tutti lì per te mentre cominciavi a ballare. Hai attirato l’attenzione di molti uomini e uno per uno hanno cercato di ballare con te. Potevo vederti sorridere tra te e te mentre giravi la schiena a quelli che non consideravi alla tua altezza. Ognuno di loro era ben vestito e attraente ma li hai rifiutati. Hai girato intorno alla pista finché ti sei avvicinata al tuo obiettivo, un bel tipo ma era più vecchio di quelli che avevi respinto ed era lui la tua scelta. Hai tirato il prescelto verso di te e hai incominciato a ballare con lui. Potevo vedere che il modo in cui ti strusciavi contro quest’uomo sulla pista era provocatorio e allusivo. Mantenevi il contatto visivo con lui, se l’avessi lasciato fuori dal tuo sguardo questo lo avrebbe fatto scomparire. I tuoi occhi bruciavano di sfrenato desiderio e il tuo ancheggiare e contorcerti era decisamente di natura sessuale. L’aggressività sessuale fluiva da te e questo ha catturato il mio interesse. Sei apparsa come un punto luminoso sul mio radar e sapevo che avevo bisogno di saperne di più.

Non è passato molto prima che questo compagno di ballo venisse accantonato e rimpiazzato da una prospettiva dal sapore migliore e più attraente. Io. Mi hai avvolto le braccia intorno al collo mentre ballavamo, incastrando la mia coscia tra le tue gambe, girandoti e premendo il tuo impertinente posteriore sulle mie parti basse ed era chiaro che volessi sedurmi. Sono stato al gioco, ricambiando i movimenti, lasciando che le mie mani scivolassero lungo il tuo corpo e infine guidandoti attraverso l’area bar per sederti vicino su un divanetto mentre ordinavo un drink per entrambi. È stata la prima volta che ti avevo vista da ferma e mi ha concesso di apprezzare in maniera appropriata il tuo aspetto. I tuoi capelli, di un biondo sporco non erano tagliati ma piuttosto mozzati, spuntavano fuori in una varietà di angolazioni che davano l’apparenza di noncuranza ma più probabilmente erano stati accuratamente tirati e attorcigliati al loro posto prima di applicarci un generoso strato di lacca per capelli. Ho dedotto che tu tenessi i capelli corti perché da bambina ti era stato negato il diritto di tagliarli. Devi averli avuti sempre lunghi e dorati, come i capelli di una principessa. Scommetto che tuo padre ti leggeva le storie su La Bella Addormentata Nel Bosco, Biancaneve e Raperonzolo mentre ti pettinava i capelli, dicendoti quanto bello fosse perché erano lunghi. Ho immaginato che li avessi voluti tagliare non appena cresciuta, la lunghezza è dura da mantenere ed inoltre troppo simbolica della sicurezza, l’educazione dei sobborghi e della classe media che hai ricevuto quando volevi essere ribelle. Scommetto che hai combattuto per tagliarti i capelli anche solo di pochi centimetri ma ti è stato proibito di farlo e ora questo stile di capelli punk, mozzati, quasi scannati è stato il saluto a due dita che hai dato al tuo passato. Mi urla la sua storia dato che la riconosco da un miglio.

Il tuo rossetto era di un rosso acceso, gli occhi incorniciati da un mascara nero, eye-liner e un ombretto grigio corazzata. Eri esile. Come uno stecco e ho riconosciuto l’ossatura. Mi hai guardato mentre succhiavi dalla cannuccia facendola scorrere dentro e fuori da quelle labbra contratte mentre tentavi, senza finezza, di suggerire cosa mi aspettava. Eri molto più giovane di me. Immagino almeno quindici anni di differenza. Nulla di vicino all’illegalità naturalmente, non è assolutamente una mia inclinazione, ma un sufficiente divario d’età che fosse notabile e certamente qualcosa che potevano commentare, Lui l’avrebbe commentato, se mi avesse mai incontrato. Se.

Ho visto i tatuaggi sulle tue braccia, grandi maniche dal design floreale e altri simili sulla tua coscia dato che nel sederti sul divano il tuo vestito già corto è salito. Potevo vedere che il disegno era intricato ed esteso lungo la tua coscia sinistra ma non mascherava completamente la linea delle cicatrici. Quelle nette e ordinate righe di incisioni erano state fatte sulla coscia, come tacche sulla testiera del letto. Ti portavano sollievo, temporaneo e momentaneo, ma ti facevano anche vergognare e quindi hai voluto l’inchiostro nel tentativo di mascherare quelle ferite nello stesso modo in cui sapevo che quella sicurezza estroversa, il flirtare e l’aggressività sessuale erano anch’essi solo una maschera. Quella luce sul mio radar splendeva più luminosa e potevo quasi annusare il carburante che sapevo che sarebbe fluito giù dalla tua coscia. Ho tenuto il tuo sguardo, quegli occhi inflessibili provavano a bruciare nella mia mente ma non andavano da nessuna parte, un lieve guizzo di confusione e poi si sono spostati su un’espressione che trasudava desiderio. Non avevi alcuna idea di in quale ragnatela fossi volata ma io sapevo esattamente cos’eri.

“A che ora ti passa a prendere tuo padre?” ho fatto la mia domanda quasi urlando per essere sentito sopra la musica.

Hai tossito, la cannuccia sparata fuori dalla tua bocca mentre spingevi lontano il bicchiere.

“Cosa? Mio padre? Non mi passa a prendere.”hai protestato. La tua espressione non era minimamente divertita ma piuttosto di sdegno e irritazione. Proprio come pensavo sarebbe stata.

“Certamente no. Perché dovrebbe venirti a prendere se stai venendo a casa con me?” ho aggiunto con un ampio sorriso. I tuoi occhi si sono spalancati e hai imitato il mio sorriso.

“Adoro i problemi con la figura paterna”, ho detto piano.

“Cosa?” mi hai chiesto incapace di sentire.

“Ho detto, ti avevo quasi persa” ho replicato in un tono più forte, “Stavo per tornare a casa.”

“Bene, è una fortuna che tu non l’abbia fatto”, hai risposto spostandoti più vicino a me, premendo quell’ossatura fragile e rotta contro di me, cercando il calore, lo scudo e la protezione che ti offrivo. Tu hai trovato il tuo nuovo paparino. Io ho trovato una potente nuova vittima.

H.G. TUDOR

Who’s The Daddy?

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👤 BACIAMI

Il bacio è probabilmente l’apice del romanticismo in base a tutto ciò che ho osservato. La coppia in cui gli innamorati flirtano l’uno con l’altro durante il film nel tentativo di creare uno scenario di lo faranno o non lo faranno, alla fine si baciano e tutti sorridono. Il bambino rapito è finalmente riunito con i suoi genitori ed è soffocato da baci di sollievo. Il potere di seduzione che esiste in quel primo bacio tra una coppia appassionata che poi li porta a fare l’amore. Un bacio d’addio su una piattaforma ferroviaria piena di vapore. Come sempre, libri e film hanno contribuito a elevare lo stato del bacio a uno status quasi leggendario.

Come molto di quello che faccio, il bacio è un’arma che uso per massimizzare l’impatto delle mie macchinazioni. All’inizio lo userò per sopraffarti. È improbabile che tu abbia molta resistenza alle mie profferte amorose dopo la mia campagna di love-bombing, ma se ne avessi un po’ verrà cancellata la prima volta che ti bacio. Ho studiato mille baci. Da Burt Lancaster e Deborah Kerr in Da Qui all’Eternità, a Clark Gable e Vivien Leigh in Via col vento, fino a Demi Moore e Patrick Swayze in Ghost. Ho visto Audrey Hepburn saltare dal suo taxi per baciare George Peppard sotto la pioggia nel film “Colazione da Tiffany” e il bacio post-nuziale tra il principe Carlo e la principessa Diana. Non sono solo i famosi baci che sono stati sottoposti al mio scrutinio. Mi sono seduto alle stazioni ferroviarie e ho guardato il bacio di saluto, pieno di eccitazione e passione o il bacio di partenza che racchiude il desiderio. Ho visto l’abbraccio quasi frenetico e disperato che nasce da un uomo che finalmente irretisce la sua preda in una discoteca dopo aver passato un paio d’ore a chiacchierare con lei. Mentre sorseggio il mio drink in un ristorante vedo centinaia di baci tra coniugi, amanti, amici e conoscenti tutti consegnati con stili diversi con diverse enfasi. Tutte queste conoscenze sono raccolte e conservate pronte per il mio uso.

Mi è stato detto molte volte quanto sia un bravo baciatore. Sono benedetto da labbra carnose e quindi non soffro dell’afflizione a volte spassionata che può capitare a chi ha labbra di una forma più sottile. Dalle mie osservazioni ho imparato a fare lentamente il mio passo avanti, soffermandomi proprio davanti alle labbra dell’altra persona mentre allungo la mano per dedicarmi al suo collo e lasciare che le mie dita accarezzino leggermente la parte posteriore del suo collo. Le mie labbra morbide premono delicatamente contro le sue e poi mi ritiro leggermente prima di avanzare di nuovo e poi ritirarmi. Lo faccio parecchie volte prima di lasciare che la mia bocca prema sulla sua e rimango lì mentre chiudiamo il nostro abbraccio, le labbra si muovono lentamente insieme, ogni volta aprendosi un po’ di più finché una lingua incerta non preme delicatamente e sfiora la sua. La mia lingua si muove avanti e indietro mentre l’abbraccio diventa più forte. Posso sentire il basso gemito di piacere di lei e sapere che questo approccio sta funzionando. Metto un altro braccio intorno a lei e la tiro più vicino a me, i corpi premuti l’uno contro l’altro e ora la sua bocca si è aperta di più, la sua stessa lingua quasi si sta battendo contro la mia. So che il formicolio le scorrerà su e giù lungo la schiena; So che sentirà il rimescolio nello stomaco e quel leggero intontimento si impadronirà di lei. Sono ben esercitato nell’arte del bacio seducente e durante il nostro periodo d’oro ti permetterò di sperimentarlo spesso. Potrò farlo quando ci incontriamo a casa mia alla fine della giornata, ti abbraccerò in quel modo quando ti conduco per mano nella nostra camera da letto e posso sorprenderti afferrandoti in ascensore e baciandoti in questo modo.

Ciò che naturalmente è ancora più dolce del fatto di poterti abbracciare in un modo così scintillante è il fatto che revocherò questo meraviglioso bacio. Mi afferrerai e spingerai la tua bocca contro la mia solo per scoprire che le mie labbra sono rigide e non rispondono nel modo in cui sei stato abituato. Non c’è calore o passione. Ti chiedi dove è andata. La verità è che non ce n’era mai stata dall’inizio. Come gran parte di ciò che faccio, è un artificio progettato puramente per catturarti e rendere l’inevitabile denigrazione ancora più contrastante. Riesco a vedere la confusione nei tuoi occhi mentre provi di nuovo a baciarmi ma l’effetto è lo stesso. Mi guardi, gli occhi che cercano una risposta, ma io non te ne offro nessuna. Mi chiedi cosa c’è che non va e io distolgo lo sguardo e dico che non c’è niente che non va. Ho una varietà di reazioni che ti confondono quando provi a baciarmi o ti aspetti di essere baciato. Mentre una volta ti baciavo spesso e ripetutamente lo ridurrò a quasi nulla. Questa riduzione abbinata ad una mancanza di spiegazione ti fa brancolare per una qualche ragione. Finisci per incolpare te stesso, naturalmente, c’è da aspettarselo. Io farò qualcuna o tutte le seguenti azioni:

1. Rimango a labbra serrate quando ci baciamo;
2. Muovo la testa così tu baci la mia guancia piuttosto che la mia bocca;
3. Metto la mia mano avanti e blocco la tua mossa in avanti;
4. Piuttosto ti abbraccio così il tuo bacio vola nell’aria sopra la mia spalla
5. Semplicemente me ne vado

Laddove una volta il mio bacio era magico ed edificante, ora è freddo o inesistente. Ti sei goduto i nostri abbracci appassionati e ora ti accorgi di come è baciare un automa o un manichino. Non mi importa. Tutto ciò che desidero ottenere è la tua reazione dolorosa e ferita alla facciata fredda che mostro dove una volta c’era calore e passione.

H.G. TUDOR

Kiss Me

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👤 COSA SIGNIFICA IL TUO SORRISO PER IL NARCISISTA

Adoro quel tuo sorriso speciale. So che la prima volta che ti ho visto metterlo in mostra lo volevo per me. Io volevo essere il destinatario di quel sorriso e lo volevo così tanto, oh così disperatamente che sono andato a prenderti con feroce determinazione. L’ho guardato mentre si formava lentamente, le tue labbra deliziose si curvavano verso l’alto e poi si aprivano per permettere di vedere i tuoi denti. Molti animali scoprono i loro denti come un avvertimento per gli altri di rimanere indietro, ma non tu. Quando hai rivelato i tuoi denti e il tuo sorriso si è allargato in una risata ho osservato pietrificato. Potevo vedere l’effetto che aveva su quelli vicino a te. Potevo vedere come si sentivano più felici nel vedere il tuo sorriso. L’ho notato nei loro volti, nelle loro reazioni e se fossi stato abbastanza vicino non dubito che avrei potuto ascoltare il loro piacere e la loro gioia mentre permettevi loro di crogiolarsi nel calore del tuo sorriso. Era globale. Lo hai mostrato a tutti seduti intorno a quel tavolo e a nessuno è sfuggito. Non sei scoppiato in una risata. Sarebbe stato quasi volgare e avrebbe rovinato l’effetto scintillante del modo in cui hai trasmesso tale emozione agli altri vicino a te. Ho continuato ad osservare dall’altra parte del bar dalla mia posizione, mentre le parole di tutti gli altri presenti quella notte, non posso ricordare ora, non erano altro che rumore bianco. Mi sono permesso solo di sentire le espressioni di irritazione di lei per come mi ero distratto da te.

Ho fatto le mie scuse, fingendo un malessere e ho spedito chiunque fosse con me, non posso ricordare ora, in un taxi con una promessa già infranta di chiamare chiunque fosse, non posso ricordare ora, e una volta che quella persona che non riesco a ricordare è scomparsa, sono tornato al ristorante. Ho preso posto vicino al tuo tavolo, mi sono seduto al bar e mi sono permesso di origliare la conversazione in cui eri impegnata, mentre mi concedevo un esame più attento del tuo sorriso. Appariva frequentemente e non diminuiva mai nel suo splendore. Era coinvolgente, accattivante e io dovevo averlo. Con la consueta disinvoltura, mi sono permesso di unirmi al tuo tavolo una volta concluso il pranzo con il pretesto di fare un’osservazione su qualcosa che avevi detto. Avevo già stabilito dal linguaggio del corpo attorno al tavolo che nessuno degli uomini presenti ti stava accompagnando e il comportamento delle altre donne indicava che non erano altro che amici. Nessun anello era posto al dito nuziale e tu hai risposto alla mia educata intrusione con un breve lampo di quel sorriso. Sapevo che il ponte levatoio era abbassato e la saracinesca era alzata.

Di conseguenza, ho fatto mio il tuo sorriso e come mi sono divertito con quelle labbra perfette mentre si muovevano in quel glorioso sorriso. Avevo conosciuto labbra più carnose, ma le tue non si potevano certo definire sottili. La tua guancia sinistra si è increspata quando hai sorriso generosamente e da allora in poi ho capito che il tuo sorriso era sincero solo per me. Sì, hai sorriso per gli altri ed ero orgoglioso che tu lo facessi, permettendo loro di provarlo ma solo una minima parte di ciò che era riservato a me. Ero l’unico destinatario di tutta la grandezza di quel sorriso e del suo incredibile effetto. Mi hai trasmesso così tanto con il tuo sorriso. Le volte in cui mi hai sorriso in segno di ammirazione mentre parlavo per ore durante le cene, il tuo sorriso di apprezzamento quando facevo qualcosa per te, il sorriso sensuale quando sapevi che il nostro incontro sessuale si stava avvicinando, il sorriso stupito quando ti stordivo con un ulteriore esempio della mia genialità, il tuo sorriso soddisfatto quando mi guardavi attraverso il soggiorno da dove stavi leggendo un libro, sicura e contenta nel nostro mondo in cui il tuo sorriso era mio e di nessun altro. Mi piaceva vedere il tuo sorriso assonnato quando ti giravo verso di te al mattino e ti baciavo dolcemente sul naso. Mi sono dilettato quando mi hai contattato usando la videochiamata sul tuo telefono e hai deliberatamente mostrato solo la tua bocca sorridente. Innumerevoli volte ti registravo mentre lo facevi e riguardavo il filmato quando mi sedevo da solo e godevo della sensazione che mi pervadeva mentre guardavo.

Ciò che ha reso il tuo sorriso così speciale è stato il fatto che tu l’abbia offerto volontariamente a me. Mi hai detto che nessuno ti ha fatto sorridere tanto quanto me. Non l’ho messo in discussione perché sapevo che era una cosa di cui ero pienamente capace. Il tuo dolce sorriso illuminante mi apparteneva, era attivato per me ed esisteva solo per me. Ho lavorato così duramente per assicurarmi che la tua bocca mi desse quel sorriso ancora e ancora e ancora. Mi ha sostenuto e mi ha rinvigorito, trasformando un momento di debolezza in uno di forza edificante in un solo istante. Posso davvero dire che nessun altro ha avuto un sorriso che ha un effetto su di me come il tuo. Ho visto cosa ha fatto per le altre persone e sapevo che stavano solo sperimentando una piccola percentuale di quello che sentivo io perché il vero potere e lo splendore di quel sorriso erano stati conservati solo per me perché tu mi capivi, sapevi quanto ne avevo bisogno e tu eri contenta e lieta di darmelo. Era un bel sorriso, un sorriso accattivante, un sorriso di ammirazione, un sorriso giocoso, un sorriso accattivante, un sorriso seducente, un sorriso edificante e molto altro, ma soprattutto era il tuo sorriso speciale. Speciale per me.

Più di tutto, avevo a cuore il tuo sorriso perché meglio di chiunque altro sapevi come nascondere tutto dietro quel sorriso. Sapevo che questo è quello che avevi fatto e sapevo che lui aveva iniziato a insegnarti a farlo tanto tanto tempo fa. Mi sono assicurato che tu continuassi a usare il tuo sorriso in questo modo. Ho completato il tuo apprendimento. Ora esso nascondeva tutto ciò che il mondo non aveva bisogno di sapere. Ho reso il tuo sorriso extra-speciale vero?

H.G. TUDOR

What Your Smile Means To The Narcissist