📰 I DIECI DESIDERI INIZIALI DEL NARCISISTA

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Ho zanne e artigli insanguinati. Io seduco, io ferisco, metto da parte e come un malvagio Pifferaio Magico, suono la mia musica ancora una volta attirandoti nel mio mondo artefatto. Opero una politica a somma zero. Voglio ciò che hai. Se lo ottengo, vinco. Amo vincere. Devo sempre vincere. Il vincitore è il dominatore, il più forte e il sopravvissuto. Questo è ciò che mi hanno insegnato. È la realtà della mia esistenza. Però quando sei stata selezionata come nostro bersaglio e la seduzione è cominciata, abbiamo certi desideri che vogliamo diventino realtà. Sono desideri iniziali di un investimento nel fatto che non dovremo fare lo stesso percorso che abbiamo seguito così spesso. Potremmo averti intrappolata ma potremo rimanere protettori invece di persecutori?

Abbiamo questi desideri all’inizio della nostra relazione con te. Sono genuini, ben intenzionati e di natura significativa. Siamo imbevuti di speranza, ottimismo e sicurezza, ogni volta che abbracciamo una nuova prospettiva. Vogliamo queste cose così che le zanne non vengano mai affilate e gli artigli rimangano ritratti.

1. Tu Sei Quella

Ti ho scelta perché tu sei così speciale. Credo davvero che tu sia quella persona che, stavolta, cambierà tutto quello che è avvenuto prima. Tu sei quella che ci salverà, sei stata selezionata tra tutti gli altri perché sei l’unica. Ecco perché ho una tale infatuazione per te all’inizio della nostra relazione.

2. Non Ci Tradirai

Il mondo è un posto crudele e aspro e lo sappiamo meglio di altri. Siamo circondati da persone che ci vogliono abbattere e farci a pezzi nel vuoto di cui abbiamo paura. Questi assassini si nascondono e aspettano, in attesa del loro momento e dobbiamo assicurarci di rimanere vigilanti così da non esserne preda. Infami e traditori tramano contro di noi, ma noi siamo più sapienti di loro. Conosciamo il loro gioco e li teniamo d’occhio. Non vogliamo che tu sia uno di loro.

3. Tu Non Sarai Come Le Altre

Pensavamo che fossero le uniche che desideravamo ma ci hanno delusi e sconcertati non lasciandoci altra scelta che punirle per la loro mancanza di lealtà e le loro false promesse. Abbiamo dovuto farlo, altrimenti un mancato intervento avrebbe solo peggiorato la percezione della nostra debolezza e noi dobbiamo sempre proiettare nel mondo la nostra immagine di successo e magnificenza. Noi speriamo che non sarai come loro così non avremo bisogno di mantenere questa facciata e speriamo che tu proverai il tuo valore così che non sarai come le altre e non ci deluderai.

4. Riempirai Il Vuoto

Ogni singolo giorno dobbiamo cercare di riempire il vuoto che si annida dentro di noi. È parte di ciò che siamo e accettiamo che questo sia il compito che deve essere affrontato perché moltissime cose si basano sull’essere capace di eseguire questa azione importante. È la ragione della nostra esistenza ma forse tu puoi fermare questo nostro senso di vuoto. Forse puoi portare via il vuoto e rifornirci della sostanza che bramiamo.

5. Placherai La Furia

È sempre qui, che ribolle, aspettando di essere sguinzagliata e diretta verso qualche trasgressore, critico o traditore. Ho imparato a controllarla, molti della mia tipologia non possono farlo e non potranno mai, è la firma della mia eccellenza e della mia superiorità. Ne ho fatto un lavoro, per far avanzare i miei piani e distruggere i miei nemici. Non ho scelta perché è sempre qui, aspettando di essere innescata in un istante. Posso controllarla ma non posso placarla. Puoi essere la sola che fa questo per me?

6. Non Ti Avvicinerai Troppo

Forse se eviti di avvicinarti troppo a noi non ci deluderai come le altre hanno fatto prima. Noi speriamo che tu ci fornisca tutte le cose che desideriamo senza il bisogno di invadere il nostro santuario interiore che deve rimanere chiuso e sbarrato. Non provare ad entrare qui perché le conseguenze sono troppo orribili, per entrambi. Non avvicinarti troppo e forse avremo una chance di ottenere gli altri desideri che abbiamo.

7. Ci Amerai Davvero

Sembrava che tutte lo facessero all’inizio ma poi ci siamo ritrovati circondati da ciarlatane, truffatrici e frodi. Perché succede sempre? Tutto ciò che vogliamo è che ci ami, incondizionatamente ed eternamente. Questo è la sola cosa che abbiamo sempre voluto.

8. Non Ci Ferirai

Non importa quanto grandiosi e imperiali siamo, non importa quanto siano magnifici i nostri successi e il nostro portamento che segnala al mondo che siamo davvero brillanti, leader nel nostro campo, un bestione e un colosso, noi possiamo essere feriti con una tale spregevole facilità da chi ci critica. Fa male, brucia, ferisce e noi dobbiamo difendere noi stessi contro un tale infondato e disgustoso comportamento. Forse tu sarai l’unica che non ci ferirà in questo modo.

9. Non Ci Lascerai

Non abbandonarci. Le altre l’hanno sempre fatto. Non capiamo perché dopo tutto quello che abbiamo fatto, tutte le cose che ci siamo sforzati di fare per compiacerle e poi è accaduto questo. Le altre ci hanno lasciato doppiamente. Sono arrivate con una tale promessa e l’hanno adempiuta per un periodo ma poi non l’hanno fatto più e attraverso un’omissione del genere ci hanno abbandonati. Noi vogliamo che questa persona torni ma lottiamo per contenere la rabbia che si è scatenata da questa orribile critica verso di noi e poi tu impedisci ogni possibilità di ritorno quando ci lasci. Sai chi sei quando fai così?

10. Non Farai Sì Che Ti Lasciamo

Per favore non fare le cose che ci obbligano ad andare via da te. Le altre hanno sempre deluso questo patto. Questo ci fa pensare che siamo maledetti, per sempre oppressi dal fato di non avere altra scelta di lasciarti al fine di assicurare la nostra sopravvivenza. Forse puoi essere la sola che impedisce a questo presentimento di avverarsi?

Ogni singola volta questi dieci desideri rivestono un grande valore quando cominciamo la nostra relazione con te. Alcune mostrano tali promesse e per così tanto tempo e poi uno per uno questi desideri vengono infranti, distrutti e cancellati. Noi conosciamo un unico modo per rispondere a questa distruzione dei nostri desideri perché abbiamo zanne e artigli insanguinati.

H.G. TUDOR

The Ten Initial Desires of the Narcissist

👤 LASCIA CHE TI PORTI IN GITA

 

191122G 🌼 Let Me Take You On A Trip.jpgQuando per la prima volta ti prendo a bordo sul mio yacht, senza dubbio ammirerai la sua elegante e immacolata apparenza. Dallo scafo lucidato attraverso le uniformi stirate e inamidate del suo equipaggio, la mia nave emana ricchezza, opulenza e desiderabilità. Tu resti meravigliata per quanto magnificente appaia, il bianco dello scafo contrasta con il leggero sciabordio azzurro mare. Ti porto in un tour spontaneo per mostrarti la camera da letto padronale, la cucina ben equipaggiata, il salotto decadentista e gli allettanti bagni. Ogni dettaglio è stato attentamente considerato per assicurarsi che sia lo yacht con cui hai sempre desiderato navigare. I fiori che ho posizionato sul tuo lato del letto sono i tuoi preferiti. Vedi l’accappatoio appeso sul retro della porta e puoi già sentire il soffice abbraccio di quando te lo avvolgerai intorno dopo aver fatto una doccia vivificante.
Tornando al ponte immacolato, ti mostrerò una sedia a sdraio e ti inviterò a rilassarti mentre navighiamo, un sole bollente splende nel cielo dove non c’è nemmeno una nuvola. Tu ti sdrai sentendo la carezza dei raggi di sole e il mio equipaggio ti serve una successione di deliziosi e freschi drink proprio lì al tuo posto fino a che non cadi in un sonno leggero.

Una virata improvvisa ti sveglia bruscamente e rabbrividisci. Il sole è svanito, un tetto di nuvole grigie lo ha coperto. Tu ti alzi appena senti un rumore e la sedia a sdraio si frantuma, non per il tuo peso ma per il suo stato decadente. Tu fai un salto e la barca si inclina in modo allarmante, è stata colpita da una grande ondata. Gli spruzzi d’acqua si mischiano alla pioggia scrosciante e tu corri veloce verso la porta più vicina dello yacht per scampare alla tempesta apparsa dal nulla. Ti blocchi sulla soglia con un’espressione corrucciata, il tuo sguardo scruta oltre la moquette macchiata e a brandelli, i dipinti che cadono dalle pareti e il soffitto ha ceduto da un lato. Tu gridi il mio nome ma non c’è risposta. Passi da una stanza all’altra ma non c’è nessuno. L’equipaggio è svanito. La cucina è imbrattata di grasso e sporco, il cibo avariato è sparso intorno sul pavimento. I bagni sono sudici, le mattonelle si spaccano e gli specchi sono rotti. Continui a girare nello yacht ma la scena è la stessa ovunque tu vada. È distrutta e in rovina per disinteresse di lungo tempo. Lo yacht si rovescia e senti le lastre che si spezzano e corri sempre più veloce verso il ponte della nave in nome della tua salvezza. Anche il ponte è deserto e vedi che il timone della nave è stato legato in posizione così da continuare a navigare in corsa verso la massa di nuvole grigie e la folgore dei lampi che puoi vedere nonostante il vetro rotto davanti a te. Cerchi la radio ma è stata distrutta.

C’è un cellulare che raccogli disperata. In ogni caso non potrai digitare nessun numero, permetterà solo 3 numeri programmati. Il primo mostra la parola “Club”. Qualcuno risponderà ma tutto quello che potrai sentire sono i suoni di chi festeggia, i rumori della festa sono assordanti e la tua richiesta di aiuto è coperta dai rumori di eccitazione e sogni. Il secondo recita “Tenenti”. Ancora una volta ti verrà risposto e chiederai aiuto alla persona che risponde. Ti verrà detto che sono occupati, che ti sei messa tu in questa situazione e quindi devi uscirne da sola. Tu provi un’altra volta ma ti risponde una persona diversa ma ti dice che sei pazza a navigare in una tempesta e non ti possono aiutare. Con paura e disperazione fai squillare il terzo numero e sul display compare “Io”
“Pronto?” rispondo.
“Cosa sta succedendo? Dove sei? sono nei guai, è successo qualcosa nello yacht. Tutto era fantastico ma ora, non capisco, sta andando tutto male e sono nel mezzo di una tempesta. È successo tutto così velocemente, aiutami, aiutami ti prego!”
“Esci sul ponte”, replico calmo e chiudo la telefonata.

Tu segui le istruzioni e tra il rumore del vento e le onde che si infrangono senti l’inconfondibile rumore di un elicottero. Guardi in alto e vedi me che controllo la carrucola in modo che un’imbracatura scenda verso di te. Lo yacht lancia in avanti e tu perdi l’equilibrio. Tu ti arrampichi indietro e provi ad afferrare l’imbracatura ma ho iniziato a tirarla su con forza lontano da te. Riprovi a chiamarmi con il cellulare
“Aiutami ti prego, rimanda giù l’imbracatura, ho bisogno del tuo aiuto”
Ricomincio a farla scendere ancora ma man mano che si avvicina e che provi ad afferrarla senti una fitta dolorosa nel tuo braccio e la tiri indietro. Si è già formato un ponfo sul tuo braccio dove la pallottola ti ha colpito. Tu guardi in alto e vedi che sorrido mentre ti mostro la pistola ad aria compressa. L’imbracatura è ancora di fronte a te e tu provi ad afferrarla ma un’altra raffica di pallini ti arriva addosso mentre l’imbracatura ricomincia a salire.
Tu mi chiami per la terza volta.
“Per favore, perché stai facendo così? Non capisco. Aiutami, farò qualsiasi cosa, solo tirami fuori da qui”
“Qualunque cosa?” chiedo.
“Sì, qualunque cosa, solo ti prego tirami fuori da qui”
Guardi in alto e vedi che l’imbracatura comincia a scendere e che ricomincio a puntarti ancora una volta.
“Ti prego non spararmi, non so cosa ho fatto, questo yacht è diventato un incubo” tu urli nel telefono implorandomi.
“Non hai visto il nome dello yacht mentre salivi a bordo o eri troppo incantata per farlo? chiedo. Tu dai un’occhiata verso uno dei salvagenti e vedi il nome della barca scritto sopra. Non hai prestato attenzione al nome mentre lo guardavi quando sei salita a bordo la prima volta perché eri troppo presa dal suo splendore. Mentre lo yacht si rovescia e perdi l’equilibrio, i tuoi occhi si soffermano sulle nere lettere sul salvagente rosso e bianco. Sono inconfondibili “Narcisista”.

H.G. TUDOR

Let Me Take You On A Trip

👤 IL MIO GIARDINO SEGRETO

191122C 🌼 My Secret Garden.jpgTi piacerebbe sapere a cosa assomiglia il mio giardino? Prima che te lo dica, perché non ti fermi e chiudi gli occhi e immagini con l’occhio della mente come pensi che sia il mio giardino? Ottimo, evoca l’immagine che si forma quando pensi a me e a come potrebbe essere il mio giardino. Prenditi tutto il tempo, muoviti attorno e assicurati di aver fatto le dovute considerazioni mentre generi l’immagine. Fatto? Ci hai messo molto? Sospetto che tu sia riuscita a immaginare piuttosto velocemente, dopo tutto, tu sei rinomata per la tua meravigliosa immaginazione non è vero? Spesso trovo di dovermi scusare per i tuoi fantastici racconti e commenti eccessivi, ma c’è da aspettarselo da qualcuno come te. Ad ogni modo, lasciamo da parte il tuo comportamento per ora (anche se tornerò su questo quando nessuno starà guardando, puoi starne certa) e consideriamo cosa hai creato nella tua mente.

Immagino che il panorama che hai formulato è uno di questi due che seguono. Mi aspetto che qualcuna di voi abbia disegnato solo cemento. Le piante e i fiori esiliati da una solida lastra di cemento grigio che si è solidificata in una barriera impenetrabile che si allunga in tutte le direzioni, priva di vita e banale. Una volta poteva essere un prospero e verdeggiante giardino ma è stato bandito da questa copertura in cemento che ha estinto tutto ciò che cresceva o fioriva. Se l’obbrobrio in cemento non è quello che vedi nella tua mente, hai optato per l’alternativa.
Hai immaginato un terreno duro, sterile e privo di vita che non può sostenere nulla di bello. Un fiume tossico e inquinato fluisce al centro, pesci morti galleggiano vanno alla deriva senza vita. Non cresce nemmeno un’alga in un torrente così inquinato. I pochi alberi che ci sono in questo giardino, sono morti. La corteccia grigia e priva di vita, i miseri rami si allungano verso il cielo grigio scuro, dove ci sono sempre nuvole. I rami e i ramoscelli sono privi di foglie. I cespugli sono rovi che ostacolano chiunque provi a muoversi attraverso questo posto inospitale. Non c’è erba e vi sono solo fili marroni. secchi che suggeriscono che una volta deve esserci stato qualcosa di verde e vibrante. Qui non ci sono fiori dolcemente profumati, solo un’orribile puzza che sale dal torrente che si muove lento e sembra fatto di melassa più che di acqua. Perfino le erbacce sono sottili e distanti tra loro, lottano per ottenere sostentamento dalla terra sterile.

È questo che hai visto?

Vieni e seguimi mentre ti conduco nel mio giardino segreto. Tiro fuori una chiave dalla giacca e spiego che pochissime persone hanno visto il mio giardino segreto ma ci porto te perché sei speciale e mi piaci. Apro il pesante cancello e ti faccio da usciere mentre entri all’interno. Non mi vedi chiudere frettolosamente dietro di te perché sei occupata a osservare il bellissimo giardino che si dispiega davanti a te. Capability Brown deve averci lavorato a lungo e duramente. Il prato è piatto e uniforme, l’erba è stata tagliata a strisce e non c’è nessuna imperfezione che possa essere vista in mezzo ai verdi, verdi steli. I contorni del prato sono stati accuratamente tagliati quindi non c’è nessuna erba sporgente così che si crea una linea netta tra prato e aiuole di fiori. La terra appare fertile, ben nutrita e priva di erbacce. Un’incredibile quantità di fiori cresce da questo suolo ben coltivato. Forti steli si stendono verso il cielo azzurro, foglie brillanti spuntano dai gambi prima che la dose di colore appaia. Ogni sfumatura dell’arcobaleno è rappresentata dentro le numerose varietà di fiori che fioriscono nel mio giardino segreto. Sfolgoranti blu, fiammeggianti arancioni, rossi di rubino, gialli solari, abbondano. I fiori hanno petali corti e lunghi che oscillano alla lieve brezza, ci sono campanelle, trombette e fiori a forma di stelle. Bianchi, viola, rosso scarlatto e ocra, tutti combinati per creare questo arazzo di bellezza. Un torrente gorgheggia passando attraverso il giardino, attraversando il prato magnificamente curato, per attraversarlo da lato a lato è stato creato un ponte intrecciato. I cespugli formano un cerchio attorno ai fiori, un esperto giardiniere li ha modellati in forme eccezionali. Oltre ai cespugli vi sono gli alberi, alti e rifiniti in modo da formare una recinzione attorno a questo paradiso. Sei sul margine di questo magnifico giardino, completamente ammaliata. Il profumo si diffonde dalle rose, dai gigli e i garofani del poeta si mescolano per creare un’inebriante mistura di fragranze. Tu sei più che meravigliata da questo spettacolo.

“Ti piace?” chiedo

Tu sei senza parole, incapace di parlare. Tutto quello che riesci a fare è annuire lentamente mentre senti una lacrima che dall’occhio sinistro scende sulla tua guancia, sei sopraffatta per la bellezza di ogni cosa.

Ad un cenno di invito tu mi segui ad un albero di mele vicino, addobbato di frutti. Le mele rosse e verdi pendono dai rami, ne colgo una e la passo a te. Sorridi e ne prendi un morso prevedendo già come sarà fresca e croccante. I tuoi denti affondano facilmente mentre ti sorprendi per la morbidezza della polpa. Avverti l’amaro nella tua bocca e istintivamente sputi il pezzetto di frutta.

“Cosa non va?” chiedo e scelgo una mela anche io.

“È amara” spieghi. Prendo un morso dalla mia mela e senti lo sgranocchiare mentre ne prendo un pezzo. La mastico e a bocca piena spiego che la mia sa di buono. La passo nella tua mano e tu ne prendi un morso. È cedevole e sa ancora di amaro. La confusione cresce dentro di te mentre guardi la mela e vedi un verme che si contorce dove hai dato il morso. Lanci via la mela e intanto io ti invito ad annusare le magnifiche rose. Ti chini e inali il loro profumo tirando i petali verso di te. Non c’è nessun profumo, anzi starnutisci. Mentre ti allontani dalle rose fai un piccolo grido di dolore e scopri che una spina è infilzata nel tuo dito, c’è già traccia di sangue dalla ferita che gocciola giù dal dito. Annusi ancora, il tuo naso si irrita per qualcosa e continui a starnutire con gli occhi che lacrimano. Ti allontani dalle rose barcollando per gli starnuti e finisci in un cespuglio ma non è la scultura che hai visto un momento prima. Al suo posto, senti un pizzicore perché ti sei punta e realizzi che sei inciampata in un letto di ortiche. Il dolore aumenta e ondeggi via, gli occhi lacrimano e questo contribuisce a farti ricordare del torrente sperando di usare l’acqua fredda e pura per lavare via l’irritazione che hai subito. Fai appena in tempo ad individuare dove sia attraverso lo sguardo appannato che cadi in ginocchio solo per piangere ancora. Ti sei inginocchiata su alcuni cardi. Da dove sono venuti? Il prato era perfetto prima. Allunghi una mano tremante verso il torrente ma non c’è nulla. L’acqua è sparita e il torrente è secco. Senti qualcosa che si avvolge intorno al tuo polso sinistro e mentre provi ad asciugare le lacrime dagli occhi con la mano libera, senti dolore perché una liana inizia a stringersi intorno al tuo polso. Cerchi di staccarla per liberarti e ti giri attorno chiamandomi in cerca di aiuto.

Il manto armonioso non c’è più. L’erba tagliata è scomparsa. Al posto di essa vedi il fianco di una montagna aspro e ripido. Dai uno strattone con il braccio mentre la liana cerca di trascinarti via e guardi in alto. Vedi me che ti sorrido guardando in basso dalla mia posizione elevata in cima a questa montagna spuntata dal nulla. Un vento freddo inizia a soffiare intanto che urli chiedendo aiuto, un’altra liana inizia a strisciare verso di te. Inclino la testa come se non riuscissi a sentirti, il sorriso ancora stampato sul mio volto.

“Aiutami, cosa sta succedendo?” urli

“Niente” ti rispondo, “Non so di cosa tu stia parlando”

“Questo. Il giardino è cambiato” gridi sopra il cumulo di vento. Vedi che scuoto la testa.

“No, non è così, è tutto come prima. Bello non è vero?” ribatto.

Fai un’espressione corrucciata. Come posso non vedere che è cambiato? La splendida radura è diventata un posto doloroso e ostile. Cosa ti è successo? Tu continui ad andare avanti strisciando e io rimango a guardarti, senza offrirti aiuto mentre molte liane serpeggiano verso di te, il terreno diventa sempre più duro e roccioso. Le liane ti avviluppano cercando di spingerti nell’abisso sotto di te. Tutto mentre io rimango fermo a guardare sorridendo.

Benvenuta nel mio giardino segreto.

H.G. TUDOR

My Secret Garden

📑 NON POSSO AMARTI PIÙ

 

191116D I Cannot Love You More.jpgTi ho sempre adorato. È vero. Non l’hai capito. Come hai potuto? Ho mantenuto la mia adorazione confinata in qualcosa di distante e remoto, vivendo sempre nella speranza che un giorno sarei stato in grado di riversare su di te la mia adorazione. Per quanto tempo è durata questa condizione? Direi oltre dieci anni. Sì, così a lungo. È stato quando sei entrata per la prima volta in azienda. Abbiamo lavorato in dipartimenti separati ma un giorno ti ho vista arrivare e da quel momento ho sentito questa adorazione per te. Era forte e potente, e fluiva dal profondo di me. Ho saputo in un istante cosa era e sapevo che dovevo dartela. Non avevo idea di quando potesse presentarsi quell’occasione, quando avrei potuto essere in grado di fornirti questa adorazione potente e senza fine. Non l’hai saputo ma sono riuscito a copiare la tua fotografia dal sito web dell’azienda e me ne stavo sdraiato sul mio letto o seduto su una sedia e fissavo la tua foto chiedendomi quando sarei stato in grado di darti quello che meritavi. Ho pensato di ascoltarti mentre eri sdraiata accanto a me e sussurravi il mio nome, la sensazione della tua mano nella mia, la gioia nel condividere le esperienze. Questa adorazione è rimasta, rimescolata e cresciuta dentro di me. L’ho sostenuta e nutrita per tutto questo tempo. Questo dimostra sicuramente quanto sia potente e quanto tu sia speciale per me. Sì, lo so che non ne avevi idea. Come potevi? L’ho tenuto per me perché volevo conservarla tutta per te. Certamente ci sono state altre durante quei dieci anni ma erano solo pratica per quando sarei stato in grado di fornire quell’adorazione a te. Ero affezionato a quelle altre presumibilmente significative, ma non illudiamoci né tu né io; non si sono neanche avvicinate a evocare l’adorazione che ho per te. Non ero sorpreso. L’avevo capito dall’istante in cui ho posato gli occhi su di te che tu eri quella giusta. Non ho potuto fare la mia mossa finché non mi sono messo alla prova. Vedi, sono stato deluso così tante volte in passato. Pensavo di sapere e capire qual’era la vera adorazione. Ero stato ingannato da degli impostori e scoperto che avevano promesso molto eppure mantenuto così poco. Non dubitavo di te, ma dovevo esserne sicuro. Ogni giorno che passava in cui negavo a me stesso la possibilità di darti la mia adorazione era un altro giorno in cui verificavo se quell’adorazione sarebbe rimasta intatta, ed era così. Ho superato il test. Ho fatto molte domande su me stesso e ho scoperto che non ne avevo intenzione. Questa volta era la realtà. Questa era vera e sincera adorazione, niente di più e niente di meno. Mi sono reso conto, mentre i mesi diventavano anni, che più aspettavo più diventavo sicuro e inoltre, come un grande whisky che invecchiava, che più aspettavo e più intensa sarebbe stata questa adorazione. Compresi che permettere a questa adorazione di crescere e svilupparsi, metterla alla prova, determinare se avesse dei limiti e delle carenze, in definitiva avrebbe significato che sarei stato in grado di dispensare l’adorazione come nessun altro avrebbe mai potuto fare. Io potevo darti quello che meritavi e in cambio tu mi avresti fornito quello che volevo e di cui avevo bisogno.

Può sembrare strano ma è quasi giunto un momento in cui ho pensato che forse non ti avrei mai dato questa adorazione. Mi chiedevo e riflettevo se sarebbe stato meglio per me mantenerla dentro me stesso. Mettendo sotto chiave la mia adorazione, mi sono sempre chiesto se sarebbe andata perduta dopo un altro giorno di attesa e di prova, ma poi ho capito che da quando ti adoro in questo modo, non potrei più tenere nascosta questa adorazione. Che persona sarei se non ti fornissi proprio la cosa che meriti? Avremmo fallito entrambi, sia io che te. Quindi, è per questo che ho fatto la mia mossa. Non c’era nulla di definito che ha innescato questo bisogno di fare il mio approccio e di fornirti questa adorazione. Non c’era altro elemento propulsore se non la consapevolezza che era giunto il momento. Non c’era più nulla da guadagnare nel mantenere questa adorazione limitata a me stesso. Ho dovuto liberarla e posarla su di te. Dovevo versarla su di te, spargerla e spalmarla. Avevo bisogno di offrire questa adorazione perfetta e di permetterti di crogiolarti in essa, di rallegrarti e sapere anche che questo è ciò che ti fornirò. Come può ora essere così? Ho aspettato così tanto per darti questo che non può esserci altro risultato se non questo stato permanente di adorazione che ci permetterà di diventare una cosa sola e preservare per sempre questo stato di cose. Dieci anni possono sembrare un tempo lungo, ma è solo un battito di ciglia se paragonato all’adorazione infinita che ti darò e che ci terrà uniti. Non dobbiamo crollare, non dobbiamo cadere. L’ho promesso a te proprio ho promesso la stessa cosa a lei il mese scorso, a un’altra il mese prima e a un’altra ancora l’anno scorso.

H.G. TUDOR

I Cannot Love You More

 

👤 VEDO UN SANTUARIO

191018E The Relational Tower.jpg

Quando ti incontro per la prima volta e guardo dentro ai tuoi occhi scopro una specie di santuario. I tuoi occhi ottimisti sembrano un paradiso per me. Posso vedere la speranza, il desiderio e l’adorazione che ardono nei tuoi occhi. Che siano castani, azzurri, verdi o grigi posso vedere la promessa di salvezza. Ecco perché provo così duramente a conquistarti. Applico qualunque cosa io possa pensare per assicurarmi che starai con me così posso guardare nel profondo dei tuoi occhi e bervi il piacere, la fiducia, l’ammirazione che scorre da essi. Non hai idea di quanto io abbia bisogno di vedere queste cose. Più ti mostro amore, affetto e quanto sono interessato a te, maggiore è la luminosità che splende verso di me e il santuario che hai creato per me permane. Mi avvolge e mi protegge, tenendo a bada il dolore e le ferite. È una semplice formula; ti ricopro di affetto e attenzioni e tu mi restituisci quella magica protezione attraverso il modo in cui mi guardi.
Lo sguardo d’ammirazione attraverso il tavolo al ristorante, gli occhi spalancati di desiderio mentre siamo a letto insieme, la passione bruciante mentre ti spoglio e la pura adorazione mentre velocizzi il passo per attraversare una stanza o una strada per incontrarmi. Ho bisogno di questo luogo di salvezza e riposo. Un santuario dove so che le sussurranti, deridenti voci sono zittite. Un luogo di salvezza dove le fredde dita spaventose non possono afferrare la mia gola e far tacere il mio urlo di terrore. Queste ombre estenuanti che si manifestano dal un passato che tento di consegnare all’oblio, non mi possono raggiungere in questo posto. Ecco cosa spero e credo ogni volta che qualcuno entra nella mia vita. Se solo riesco a fare in modo che tu continui a trasmettermi il potere e la protezione generati da quegli occhi allora sarò salvo. Metto tutti i miei sforzi per conservare quello sguardo che continuerà a tenere lontani le tenebre e le creature oscure in agguato. Tutto ciò che faccio è volto a far sì che tu ti senta felice, amata e voluta in modo che continui a guardarmi così e preservi il mio santuario.

Eppure, non importa quanto provi duramente, indipendentemente da ogni sforzo che faccio per conservare il tuo stato di gioia e felicità, mi deludi.
Ogni volta che appare qualcuno di nuovo rinnovo la speranza che questa volta il santuario sarà preservato in modo permanente e ogni volta mi deludi.
Perché mi fai questo quando ci ho provato in modo così dannatamente intenso per te? La bruciante ammirazione che tu mostravi verso di me all’improvviso si annebbia. L’adorazione che divampava attraverso la stanza ha perso la sua intensità. Lo scintillante splendore di desiderio si è smorzato. Tu mi fai questo e nel farlo giri la chiave dei cancelli, sollevi la pesante barra e spingi aprendoli. Lo fai di proposito non è vero? Apri una breccia nella roccaforte così i lamenti striduli e i tormentatori ululanti che avevo riunito all’esterno delle sue mura, possono assaltarmi ancora una volta mentre provano a spingermi nell’abisso della pazzia. Le vili creature strisciano avanti, i loro viscidi tentacoli scivolano scorrevoli cercandomi, determinati ad avvolgermi e trascinarmi silenziosamente e con terrore verso un luogo dove io non devo andare. Perché mi fai questo? Cosa ho fatto per meritarmi questo trattamento? Tutto ciò che ho fatto è amarti di un perfetto amore per farti generare quel santuario e ora, senza preavviso o aiuto, tu permetti che il paradiso sia violato da quelli che tentano di farmi del male.

Vengo lasciato senza altre possibilità che combatterli. Per mostrare la mia forza e tentare di sconfiggere questi agenti delle tenebre radunando tutta la mia furia e la mia ira. Devo scatenarle in tutte le direzioni, spesso e senza restrizioni per fermare i miei aguzzini dal distruggermi. Non importa chi venga investito in questa furia, è accidentale indipendentemente che tu o chiunque altro scopra su di sé danni collaterali dalla mia difesa necessaria di me stesso. Combatto, combatto e combatto; è estenuante ma deve essere fatto. Devo sopravvivere fino a che la prossima promessa di un santuario non sia identificata e lasciarmi condurre. Lì troverò pace e un luogo per ristorare le mie forze in calo. Sei tu? Forse questa volta il santuario rimarrà intatto.

H.G. TUDOR

I See Sanctuary

📰 TI RACCONTERÒ UN SEGRETO

 

191111B I Will Tell You A Secret.jpgIl racconto di un segreto è una manipolazione molto utile.

In primo luogo, potremmo dirti un vero segreto su qualcun altro perché siamo abili nel raccogliere informazioni su altre persone, guadagnando la loro fiducia e la loro confidenza. La tua reazione a questo ci fornirà il carburante. È anche molto probabile che lo dirai a qualcun altro perché, come tutti sappiamo, se vuoi mantenere qualcosa di segreto, non dirlo a nessun altro. Quante volte ti è stato detto un segreto e hai sentito le parole: “Non dirlo a nessuno ma …” prima che la fiducia venisse infranta dalla persona che ti sta parlando e tu continui a fare lo stesso. Non ci vuole molto prima che il segreto sia tra molte persone e non sia più un segreto. Di conseguenza, abbiamo guadagnato carburante e abbiamo anche messo un gatto tra i piccioni dal momento che il segreto di qualcun altro diventa oggetto dei pettegolezzi della giornata e altro ancora. La persona che rappresenta il soggetto di questo segreto rivelato potrebbe metterci di fronte alla nostra indiscrezione, che naturalmente verrà negata e verrà raccolto più carburante.

In secondo luogo, la rivelazione del segreto gira tutta attorno al trascinarti nel nostro mondo. Facendo sembrare che tu sia al corrente di informazioni su qualcun altro, o ancora meglio su di noi, sembra che ti stiamo portando nella nostra cerchia di fiducia, nel nostro spazio di fiducia. È un modo efficace per far sentire speciale una vittima. Questo atto di trasmetterti alcune informazioni a cui è stata data l’etichetta di un segreto è progettato per segnalarti che apparentemente abbiamo fiducia in te. La fiducia è un fattore molto importante nei rapporti tra le persone e, naturalmente, specialmente per coloro che sono di natura empatica. Questa perla di segretezza può essere passata a te come Fonte Secondaria Non Intima (un amico o collega) o come parte della tua seduzione mentre ti installiamo come Fonte Secondaria Intima in lista per diventare la nostra Fonte Primaria Intima. Vogliamo che tu ti senta speciale, vogliamo che tu ti senta degno di fiducia, desiderato e distinto da tutti gli altri. Raccontarti un segreto è un modo sicuro per ottenere questo.

Facendoti pensare che tu sai qualcosa che nessun altro sa di noi, ti senti come se fossi stato ammesso nel santuario. Il nostro obiettivo, quando si tratta di una qualsiasi delle nostre vittime, è di integrarle nel nostro mondo. Ciò implica che sarai abbagliato dall’illusione che abbiamo creato, così starai nel nostro mondo sotto il nostro controllo e ci fornirai ciò che vogliamo, ovvero Gli Scopi Primari. Sia che questo ammaliamento sia fugace – nel caso di un’interazione con una fonte terziaria, o protratto nel tempo – gli anni di manipolazione di una IPPS – l’obiettivo rimane lo stesso. Dobbiamo trascinarti nel nostro mondo, possederti e controllarti e in questo modo otteniamo ciò che vogliamo.

Ci sono molti modi per farlo, ma dirti che un segreto è un modo molto efficace per farlo. Ti diciamo che sei l’unico a sapere tutto di noi, che non ci fidiamo di nessuno tranne te (citiamo una storiella strappalacrime sul motivo per cui non ci fidiamo, e questa si baserà sulla nostra visione del mondo pieno di gente dura e che tradisce) e sappiamo che non lo dirai a nessun altro perché non faresti mai nulla per farci del male. La tua risposta sincera e le assicurazioni che la nostra apparente fiducia è ben riposta in te, ci forniscono carburante. Ci fornisce anche un utile indicatore di come ti stai sottomettendo al nostro controllo e vieni assorbito nel nostro mondo.

Quello che non riesci a capire è che questo presunto segreto che ti abbiamo trasmesso in toni sommessi, in modo riverente come se stessimo tramandando una rivelazione poderosa e sconvolgente, è inventato. Abbiamo i nostri segreti, anzi gran parte della nostra vita viene trascorsa mentre ci muoviamo nell’ombra e ci assicuriamo che quegli scheletri rimangano saldamente nell’armadio. Non vogliamo che tu sappia di questi segreti. Devono rimanere nascosti perché non ci fidiamo affatto di te. Invece, inventiamo un segreto su noi stessi e lo spacciamo come qualcosa di noi che nessun altro sa e che tu sei il destinatario stimato dei nostri segreti più intimi.

Potrebbe essere qualcosa che ha a che fare con la nostra famiglia, un evento del nostro passato, un traguardo a cui rivolgiamo anche falsa modestia, alcuni peccatucci interessanti che abbiamo commesso. Il contenuto è vario ma finché richiama il ruolo di segretezza richiesta servirà allo scopo. Ricorda che la confidenza del segreto avviene durante la nostra seduzione di te, quando siamo concentrati a trascinarti nel nostro mondo, quando ci agganciamo a te e facciamo sembrare davvero che tu sia l’unica persona al mondo che conta per noi. Il nostro considerevole fascino, la nostra mancanza di interesse o di moralità per le nostre azioni permettono alle menzogne di riversarsi facilmente dalle nostre labbra. Vogliamo che tu ti fidi di noi e che pensi che noi ci fidiamo di te. Aprendo apparentemente il cancello al nostro cuore e alle nostre vulnerabilità più interne, l’affidamento di un segreto a te, ti segnala che dobbiamo fidarci di te. Questo ti sembra meraviglioso. Questa persona straordinaria che ti ha promesso amore e devozione, che ti ha fatto sentire magnifico, che è arrivata come risposta a tutte le tue preghiere è quella che vuoi. Vuoi essere amico di questa persona interessante e in gamba e quando questo nuovo migliore amico ti mette al corrente di un presunto segreto, allora di sicuro questa è la tua ammissione alla nostra cerchia ristretta? Vuoi la grazia e il favore che deteniamo come tuo capo e se il capo si confida con te, allora non significa che tu sei il prescelto sul posto di lavoro? Soprattutto, vuoi che questa persona rimanga il tuo interesse amoroso per sempre e forse di più, e dal momento che condividiamo questo segreto con te e solo con te, allora ciò ti dimostra che ora sei considerato un confidente fidato. La tua euforia è palpabile e tu sei appena stato legato ancora più strettamente a noi.

Certo, dal momento che questo segreto è inventato non percepiamo alcun pericolo percepito perché se tu ci tradissi e svelassi questo segreto, potremmo facilmente negarlo e persino far riferimento a qualcosa che dimostri che non è vero. A questo punto, non abbiamo alcun interesse a tenerti dalla nostra parte in quanto avremo già iniziato a svalutarti. Come individuo empatico che è onesto e corretto, non avrai scelto di rivelare questo apparente segreto per primo. Lo farai solo come reazione a come ti abbiamo trattato e qualora dovessi decidere di rivelarlo, sarai in corso di svalutazione, diffamazione e forse anche di disimpegno. La tua rivelazione è vista o come amarezza e gelosia, o come i deliri di un abusante violento da cui abbiamo cercato di fuggire e il suo contenuto non ha quasi alcun impatto su di noi. A questo punto, non ci interessa che tu abbia scoperto che il segreto è falso, anzi, la tua reazione a questa rivelazione ci fornisce solo carburante.

Sia che la dinamica con noi sia familiare, sociale, lavorativa o romantica, il ripetuto affidamento di segreti ti attira nel nostro mondo. Ti fa sentire speciale, ti fa sentire consacrato come persona speciale per noi ed essere tenuto in tal considerazione da una persona che ammiri, apprezzi e/o ami significa molto per te. Assicura la tua fedeltà, raggiunge il tuo carburante e ci consente di esercitare il controllo su di te. Quel delizioso formicolio di eccitazione quando ti rendiamo il nostro socio-cospiratore con segreti sugli altri o su noi stessi ti dice che dobbiamo davvero fidarci di te e che ora sei più in alto.

Il racconto di segreti viene fatto con molte persone che seduciamo, siano essi amici della cerchia ristretta, colleghi o risorse intime. Raccontare un segreto è un modo magistrale per farti sembrare come se tu fossi l’unico che conta per noi, che ci fidiamo di te e quindi la nostra relazione con te è davvero speciale.

Ora, non un tale segreto comunque.

H.G. TUDOR

I Will Tell You A Secret

👤 UN MESSIA PERSONALE

191103D 🌼 A Personal Jesus

Io sono il tuo messia personale. Entro nella tua vita portando guarigione e luce. Sei stato ferito e danneggiato da qualcuno che non ha considerato l’onestà, la decenza, la sincerità con cui impronti la tua vita? Io darò sollievo alla tua fronte febbricitante e ti rassicurerò sul fatto che sei una brava persona. Porterò calma dove c’è confusione e fraintendimento. Ascoltami mentre ti spiego come è realmente il mondo. Ho creato il paradiso. Ho aperto i suoi cancelli e ho lasciato che ci sbirciassi dentro. Senti l’amore, il calore e la tranquillità fluire. È tutto tuo. Tutto quello che devi fare è seguirmi. È tutto ciò che chiedo. Vieni con me e sarò il tuo mondo. Io sono ovunque e capisco tutto. Quando ti senti giù ti chiamerò e ti ricorderò quanto sei meravigliosa. I miei angeli ti ricorderanno quanto sei speciale con messaggi e note d’amore. Tu hai un posto riservato nel mio paradiso. Io ti ho scelta.

Se senti che il tuo viaggio nella vita ha preso la direzione sbagliata, lascia che io ti guidi. Se la strada sotto di te sembra nera e rocciosa, non temere. Sali sulla mia schiena e lascia che ti trasporti. Io sono il tuo angelo e le mie ali sono grandi abbastanza per proteggerci entrambi dalle tenebre che coprono il mondo. Apri il tuo cuore verso di me. Donalo gratuitamente e prospererà sotto la mia guida. Ascolta le mie parole. Sono infuse di saggezza e tu sei la benvenuta se le prendi e ne fai parola d’ordine del tuo cuore. Stai lottando da sola da troppo tempo ormai. Sono qui per sollevarti da questo peso e mostrarti meraviglioso, bellissimo, perfetto amore che meriti. Prendi solamente la mia mano e seguimi.

Sono il tuo salvatore.

H.G. TUDOR

A Personal Jesus

👤 SOLA

191103C 🌼 Lonely.jpg

Mi piace quando sei sola. È il mio posto preferito per te. Quando ci incontriamo la prima volta se accenni al fatto di sentirti sola o mandi un patetico tweet compiangendo la tua solitudine, allora lo userò contro di te. Tanto valeva aprirsi il petto con un coltello e mettersi a gridare “Vieni a prendermi”. Le donne in stato di solitudine sono massivamente suscettibili ai miei approcci quando decido di sommergerti nel mio bombardamento di lusinghiere e premurose attenzioni. Queste donne stanche del loro stato di single si crogiolano nel solitario isolamento del mio interesse per loro. La bandiera rossa potrà anche sventolare segnalando il pericolo ma non la vedrai o se la vedrai penserai “che carina”.

Potrai anche sentirti desiderata e speciale ma tutto quello che sto facendo è muoverti. Ti sto trasportando dalla tua solitudine al mondo reale di isolato splendore della mia falsa realtà.
Una volta che ti ho posizionato lì mi occupo di farti tagliare fuori dalla famiglia, amici e conoscenti. Tu concorderai con la mia opera denigratoria delle persone che una volta ti erano care e vedevi regolarmente. Vuoi più di quello zucchero che sto versando su di te. Per farlo hai bisogno di trascorrere più tempo con me e meno con chiunque altro. Non è certo un sacrificio, non credi? Ogni voce di dissenso è marginale rispetto all’intelligente campagna denigratoria contro queste persone (attenta- questa stessa campagna verrà usata contro di te tra non molto). Tu sei un’impaziente co-conspiratore felice di scaricare queste persone (come puoi essere così crudele?) con la ripetuta promessa premio di ottenere maggiori intossicanti attenzioni da parte mia.

Una volta tagliati tutti questi legami, sei mia. Dipendente da me per qualsiasi cosa. Non hai nessuno su cui contare e ti puoi sempre focalizzare su di me. Mentre faticosamente tenti di compiacermi sempre di più, la realizzazione del tuo isolamento diventa sempre più evidente. Tu puoi sentire di nuovo i rampicanti della solitudine avvolgersi intorno a te. Lo so che sentirai questo e so che farai di tutto per aggrapparti a me, la tua vita è su una zattera, il tuo barlume di speranza nella terra selvaggia. Tutto pur di non rimanere sola. Mi spiace ma è troppo tardi. Il tuo isolamento è sigillato dal momento in cui sei rimasta ad ascoltarmi. Sei così sola, nessuno può sentirti urlare.

H.G. TUDOR

Lonely

👤 CHI È IL PAPARINO?

191031C 🌼 Who’s The Daddy.jpg

Mi ricordo quando ti ho incontrata la prima volta. È stato a ballare e naturalmente ho attirato la tua attenzione, volevo che tu catturassi il mio sguardo. Attiro sempre quelle occhiate di ammirazione bisognose quando mi muovo attraverso la folla ma sebbene queste fossero richieste e benvenute, ero focalizzato nell’assicurarmi che tu mi notassi. Sapevo che l’avresti fatto. Era solo questione di tempo. Lo è sempre. Ero seduto vicino ad uno dei banconi. Scelgo sempre questo bancone perché è sopraelevato permettendo a chiunque di vedermi e permettendo a me di vedere tutti ed era da questo punto vantaggioso che ti osservavo. Ti ho vista entrare in sala, il tuo vestito attillato quanto poteva esserlo già faceva voltare le teste e tu sorridevi, ammiccando e soffiando baci mentre scendevi i gradini nella pista da ballo come se tutti nel locale fossero stati lì per te. Eri sicura, d’accordo ma eri troppo sicura e posso vedere cosa ci sta dietro. Ho continuato ad osservarti mentre flirtavi con gli uomini nelle vicinanze, irrispettosa del fatto se fossero o meno con altre donne e sembravi ignara degli sguardi d’odio che ricevevi dalla manciata di fidanzate e o mogli dell’altra metà con cui flirtavi. Ero già interessato a te. Se avessi avuto un senso di (uomo) Ragno mi sarei informicolato.

La tua figura agile è entrata in pista e hai sentito che le luci colorate e i toni bassi erano tutti lì per te mentre cominciavi a ballare. Hai attirato l’attenzione di molti uomini e uno per uno hanno cercato di ballare con te. Potevo vederti sorridere tra te e te mentre giravi la schiena a quelli che non consideravi alla tua altezza. Ognuno di loro era ben vestito e attraente ma li hai rifiutati. Hai girato intorno alla pista finché ti sei avvicinata al tuo obiettivo, un bel tipo ma era più vecchio di quelli che avevi respinto ed era lui la tua scelta. Hai tirato il prescelto verso di te e hai incominciato a ballare con lui. Potevo vedere che il modo in cui ti strusciavi contro quest’uomo sulla pista era provocatorio e allusivo. Mantenevi il contatto visivo con lui, se l’avessi lasciato fuori dal tuo sguardo questo lo avrebbe fatto scomparire. I tuoi occhi bruciavano di sfrenato desiderio e il tuo ancheggiare e contorcerti era decisamente di natura sessuale. L’aggressività sessuale fluiva da te e questo ha catturato il mio interesse. Sei apparsa come un punto luminoso sul mio radar e sapevo che avevo bisogno di saperne di più.

Non è passato molto prima che questo compagno di ballo venisse accantonato e rimpiazzato da una prospettiva dal sapore migliore e più attraente. Io. Mi hai avvolto le braccia intorno al collo mentre ballavamo, incastrando la mia coscia tra le tue gambe, girandoti e premendo il tuo impertinente posteriore sulle mie parti basse ed era chiaro che volessi sedurmi. Sono stato al gioco, ricambiando i movimenti, lasciando che le mie mani scivolassero lungo il tuo corpo e infine guidandoti attraverso l’area bar per sederti vicino su un divanetto mentre ordinavo un drink per entrambi. È stata la prima volta che ti avevo vista da ferma e mi ha concesso di apprezzare in maniera appropriata il tuo aspetto. I tuoi capelli, di un biondo sporco non erano tagliati ma piuttosto mozzati, spuntavano fuori in una varietà di angolazioni che davano l’apparenza di noncuranza ma più probabilmente erano stati accuratamente tirati e attorcigliati al loro posto prima di applicarci un generoso strato di lacca per capelli. Ho dedotto che tu tenessi i capelli corti perché da bambina ti era stato negato il diritto di tagliarli. Devi averli avuti sempre lunghi e dorati, come i capelli di una principessa. Scommetto che tuo padre ti leggeva le storie su La Bella Addormentata Nel Bosco, Biancaneve e Raperonzolo mentre ti pettinava i capelli, dicendoti quanto bello fosse perché erano lunghi. Ho immaginato che li avessi voluti tagliare non appena cresciuta, la lunghezza è dura da mantenere ed inoltre troppo simbolica della sicurezza, l’educazione dei sobborghi e della classe media che hai ricevuto quando volevi essere ribelle. Scommetto che hai combattuto per tagliarti i capelli anche solo di pochi centimetri ma ti è stato proibito di farlo e ora questo stile di capelli punk, mozzati, quasi scannati è stato il saluto a due dita che hai dato al tuo passato. Mi urla la sua storia dato che la riconosco da un miglio.

Il tuo rossetto era di un rosso acceso, gli occhi incorniciati da un mascara nero, eye-liner e un ombretto grigio corazzata. Eri esile. Come uno stecco e ho riconosciuto l’ossatura. Mi hai guardato mentre succhiavi dalla cannuccia facendola scorrere dentro e fuori da quelle labbra contratte mentre tentavi, senza finezza, di suggerire cosa mi aspettava. Eri molto più giovane di me. Immagino almeno quindici anni di differenza. Nulla di vicino all’illegalità naturalmente, non è assolutamente una mia inclinazione, ma un sufficiente divario d’età che fosse notabile e certamente qualcosa che potevano commentare, Lui l’avrebbe commentato, se mi avesse mai incontrato. Se.

Ho visto i tatuaggi sulle tue braccia, grandi maniche dal design floreale e altri simili sulla tua coscia dato che nel sederti sul divano il tuo vestito già corto è salito. Potevo vedere che il disegno era intricato ed esteso lungo la tua coscia sinistra ma non mascherava completamente la linea delle cicatrici. Quelle nette e ordinate righe di incisioni erano state fatte sulla coscia, come tacche sulla testiera del letto. Ti portavano sollievo, temporaneo e momentaneo, ma ti facevano anche vergognare e quindi hai voluto l’inchiostro nel tentativo di mascherare quelle ferite nello stesso modo in cui sapevo che quella sicurezza estroversa, il flirtare e l’aggressività sessuale erano anch’essi solo una maschera. Quella luce sul mio radar splendeva più luminosa e potevo quasi annusare il carburante che sapevo che sarebbe fluito giù dalla tua coscia. Ho tenuto il tuo sguardo, quegli occhi inflessibili provavano a bruciare nella mia mente ma non andavano da nessuna parte, un lieve guizzo di confusione e poi si sono spostati su un’espressione che trasudava desiderio. Non avevi alcuna idea di in quale ragnatela fossi volata ma io sapevo esattamente cos’eri.

“A che ora ti passa a prendere tuo padre?” ho fatto la mia domanda quasi urlando per essere sentito sopra la musica.

Hai tossito, la cannuccia sparata fuori dalla tua bocca mentre spingevi lontano il bicchiere.

“Cosa? Mio padre? Non mi passa a prendere.”hai protestato. La tua espressione non era minimamente divertita ma piuttosto di sdegno e irritazione. Proprio come pensavo sarebbe stata.

“Certamente no. Perché dovrebbe venirti a prendere se stai venendo a casa con me?” ho aggiunto con un ampio sorriso. I tuoi occhi si sono spalancati e hai imitato il mio sorriso.

“Adoro i problemi con la figura paterna”, ho detto piano.

“Cosa?” mi hai chiesto incapace di sentire.

“Ho detto, ti avevo quasi persa” ho replicato in un tono più forte, “Stavo per tornare a casa.”

“Bene, è una fortuna che tu non l’abbia fatto”, hai risposto spostandoti più vicino a me, premendo quell’ossatura fragile e rotta contro di me, cercando il calore, lo scudo e la protezione che ti offrivo. Tu hai trovato il tuo nuovo paparino. Io ho trovato una potente nuova vittima.

H.G. TUDOR

Who’s The Daddy?

📑 LE DIECI PERFETTE DELLA SEDUZIONE

191030F 🌼 The Perfect Ten of Seduction.jpgLe dieci frasi perfette della seduzione

Cosa significa realmente quando diciamo queste parole.

1. Ti amo e ti amerò sempre

Il mio bisogno di sedurti è notevole e quindi userò un linguaggio che sarà affascinante per te e che sia così stravagante che ti stupirà. In realtà non ti amo. Io non amo nel modo in cui lo fai tu. Capisco che il massimo a cui arrivo nell’avvicinarmi ad esso è l’infatuazione. Di fatto non sono infatuato di te ma più precisamente di ciò che puoi fare per me. I miei bisogni sono essenziali. I tuoi sono in gran parte irrilevanti. Scrivo irrilevanti perché devo tenerli in conto durante la seduzione ma dopo vengono gettati da parte. Amo il fatto che tu mi alimenti con il carburante, mi permetti di rubare tue doti per il mio uso personale e che mi dai vitto, alloggio e soldi.

2. Siamo anime gemelle

So che sei un grande sostenitore di concetti emotivi come amore, spiritualità e anima. Devo collegarmi ad essi e devo farlo velocemente. Voglio insinuare che il nostro amore va oltre questo piano terrestre dove ci troviamo e che sia qualcosa di molto più etereo e nobile. Questo ti impressiona e fa sì che tu ti leghi a me. Non sono la tua anima gemella, sono qui per rubarti l’anima perché io non ne ho una.

3. Non ho mai amato nessuno in questo modo prima

Ci sarà una mezza dozzina di volenterosi testimoni che testimonieranno il contrario. Nel mio mondo però li ho cancellati dalla mia mente (eccetto quando ho voglia di recuperarli e farli triangolare con te per un po’ di carburante extra) e non c’è stato nulla di simile a ciò che sento per te ora. Loro sono scomparsi e superflui, uno sfortunato promemoria di abusanti che mi hanno messo in trappola. Non hanno importanza adesso, tu sei tutto ciò che conta per me ora, o meglio per essere precisi, il tuo carburante, è tutto ciò di cui mi importa adesso.

4. Voglio che stiamo insieme per sempre

Non c’è alcun desiderio di questo. Siamo già chiusi a chiave insieme per sempre. Tu potresti non pensarlo e in effetti ad un certo punto del percorso vorrai scappare via da me, anche se va oltre la mia comprensione, perché il problema sei tu. Comunque, questo avviene dopo. In questo momento tu acconsenti (anche se non ricorderai di aver detto queste parole a riguardo) nel rimanere di mia proprietà per il resto della tua vita. Questo significa che tutto ciò che possiedi, che hai e sei ora appartiene a me e lo gestirò in qualunque modo ritengo opportuno. Ti userò e ti sfrutterò ancora e ancora dato che è mio diritto farlo. Appena pensi che io sia svanito tornerò ancora. È un patto che dura tutta la vita.

5. Abbiamo così tanto in comune

Che magnifico fenomeno, questa coincidenza fortunata per cui tutto ciò che ti piace piace anche a me. Ancora meglio, tutte le cose che non ti piacciono, non piacciono nemmeno a me. È come se fossimo due metà di una persona ideale. Questo è esattamente ciò che vedo perché tutto ciò che farò è rispecchiarti. Ho passato tempo a guardarti, a osservarti, a informarmi su di te tramite amici e a scorrere le tue orme su internet per imparare tutto ciò che posso su di te in modo da potermi presentare come un’immagine riflessa. In realtà non posso sopportare i Coldplay ma questo non sarà d’intralcio alla mia replicazione perciò ti seduco con incredibile facilità e velocità.

6. Odio quando stiamo lontani

Qui c’è una rara perla di verità. Odio quando siamo lontani ma non per le ragioni che ti ho fatto credere. Tu pensi che sia perché mi manca quella persona meravigliosa, gentile, divertente e deliziosa che sei. In realtà mi manca tutto il carburante positivo che mi fornisci quando siamo insieme mentre sei ingannato da questa illusione che ho creato. Inoltre odio il fatto che quando non sono con te non posso controllare il tuo ambiente e sono preoccupato che con lo spazio di pensare e respirare potresti accorgerti di ciò che sto facendo o peggio, potresti ascoltare uno dei tuoi presunti amici che ti sussurreranno cose nell’orecchio e cospireranno contro di me. Non voglio che giri la testa da un’altra parte. Voglio che guardi me. Sempre.

7. Nessuno può amarti nel modo in cui lo faccio io.

Sorprendentemente un altro pezzo di verità. Nessun altro può amarti in questo modo perché nulla di tutto questo è reale. È tutto costruito per attrarti e legarti a me perché se avessi visto come ero realmente (non che permetterei mai che accadesse) saresti corso via urlando per non tornare mai più. Di conseguenza, ti amerà in un modo che è improbabile che tu abbia sperimentato prima inondandoti di desiderio e poi arrivando quasi a distruggerti tramite cattiveria e odio al vetriolo. Te l’avevo detto che ero speciale.

8. Non posso credere che ci siamo appena incontrati. Mi sento come se ti conoscessi da sempre. Andiamo a vivere insieme.

Mi suona familiare perché tu mi stai dando carburante positivo proprio come la persona che ti ha preceduto e quella prima e quella ancora prima. Non distinguo tra voi, affatto, perché per me siete tutti dispositivi che voglio intrappolare e poi prosciugare pompando delizioso carburante positivo per il mio consumo. Dico così per farti sentire speciale e siccome sono ovviamente così meraviglioso e brillante sarai entusiasta che qualcuno come me voglia vivere con te. Questo ti farà catturare questa meravigliosa opportunità prima di perderla e così ti avrò in trappola.

9. Ho bisogno di te. Ti voglio. Ti amo.

Suona drammatico e romantico non è vero? Ti fa sentire come se tutto fosse focalizzato su di te e io non potessi vivere senza di te. Hai notato quante volte ho usato la parola “Io”? È perché tutto riguarda me e non ha niente a che fare con te salvo per ciò che puoi fare per me. Ciò che voglio davvero dire è che io ho bisogno del tuo carburante, io voglio il tuo carburante e io amo il tuo carburante.

10. Tu mi hai salvato.

Ancora più dramma direttamente da un manuale di romanticismo. Conosco la tua specie. È il motivo per cui ti ho scelto. Tu ami aggiustare, guarire e salvare. Avrai parecchio da fare in questo senso, credimi, ma questo verrà dopo. Per ora ciò che voglio davvero intendere è che tu mi hai salvato dal dover cercare ovunque per il carburante. È tempo di nutrire.

H.G. TUDOR

The Perfect Ten of Seduction